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Torah Ohr · Parashot Mikeitz · Maamar 2

ויהי מקץ שנתים ימים ופרעה חלם והנה עומד על היאור

«E avvenne al termine di due anni interi» (secondo maamar)

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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione

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Idea centrale

La Torah sostiene tutti i mondi, eppure la sua vera essenza è la delizia propria di D‑o, infinitamente al di sopra di essi; chi studia con questa delizia attira dall’Alto un amore sublime che protegge il bene della preghiera, mentre chi ne è privo possiede soltanto un punto di Divinità, che i suoi desideri possono presto consumare.

Il maamar in breve

La Torah dimora nella dimensione interiore di ogni anima ebraica, la quale, come D‑o e la Torah, ha un aspetto nascosto — il suo intelletto — e uno rivelato — il suo amore e timore reverenziale. Nell’anima vi è un «Faraone» santo, la facoltà di portare alla luce la luce nascosta; ma per rivelarla occorre rimuovere i rivestimenti: il prepuzio e la sottile membrana dei desideri permessi e, soprattutto, l’arroganza. L’umiltà, l’essere «come polvere» (פרעה contiene le stesse lettere di העפר), e persino le sofferenze, che vengono a umiliare una persona, rivelano questa luce. Il maamar chiede poi perché David abbia chiamato «canti» gli statuti della Torah e sia stato punito per questo. Attraverso il versetto «Molte cose hai compiuto», spiega che, dal Sinai, tutti i mondi vivono della Torah che si trova in basso e che una singola legge supera tutti quei mondi; David gioiva di questa forza, di cui aveva bisogno contro i suoi nemici. Ma la vera lode della Torah è ancora più elevata: essa è la delizia propria di D‑o, «il Suo canto». Senza questa delizia, «due anni di giorni» giungono al termine e «il Faraone sogna»: la Divinità presente nella preghiera è soltanto un punto sopra le lettere, e le vacche buone dell’amore e del timore reverenziale vengono divorate da quelle cattive. La delizia nella Torah attira un filo di benevolenza che impedisce tutto ciò.

Schema

  1. La Torah nei livelli nascosti e rivelati dell’animaLa Torah dimora in ogni anima, la quale, come D‑o, la Torah e Israele, possiede un intelletto nascosto e un amore e un timore reverenziale rivelati, corrispondenti ai quattro elementi del testo della Torah.¶1
  2. Il Faraone santo e il modo di portarlo alla luceFaraone significa portare alla luce; la luce dell’anima si rivela attraverso la milah, la periah e, soprattutto, l’umiltà, mentre le sofferenze vengono a spezzare l’orgoglio. Vengono poste le domande sui «canti» di David.¶2
  3. «Molte cose hai compiuto»I grandi mondi sono discesi attraverso innumerevoli livelli fino all’esistenza fisica, e tutti sono nulla dinanzi a D‑o, affinché Havayah sia «il mio D‑o» attraverso la Torah, la Sua sapienza e la Sua volontà.¶3–4
  4. Una singola legge sostiene tutti i mondiDal Sinai i mondi vivono della Torah e delle mitzvos che si trovano in basso; ogni legge proviene dalla Chochmah superiore e supera tutti i mondi superiori, mentre i «pensieri» di D‑o sono ancora più elevati.¶5
  5. Perché David fu rimproveratoDavid gioiva della Torah quale vita dei mondi, di cui aveva bisogno contro i suoi nemici, ma fu rimproverato perché la lodava soltanto in questo modo, mentre la Torah è la delizia propria di D‑o.¶6
  6. Il consiglio dei Saggi e il sogno del FaraoneElevarsi al di sopra degli avversari attraverso la Torah e abbassarsi come polvere li annulla; la delizia nella Torah rimuove ogni ostacolo, mentre, senza di essa, la Divinità nella preghiera è soltanto un punto sopra le lettere.¶7
  7. Le vacche e il filo di benevolenzaLe emozioni suscitate dalla sola preghiera possono essere consumate dai desideri che sopraggiungono in seguito, ma il canto della Torah attira dall’Alto un amore sublime che impedisce la comparsa delle vacche cattive.¶8

Concetti chiave

Il Faraone santoפרעה שבקדושה
La facoltà dell’anima divina di portare alla luce e rivelare la luce nascosta, chiamata così dalla radice pera, «portare allo scoperto».
Milah e periahמילה ופריעה
Le due fasi della circoncisione, applicate all’anima: rimuovere il male grossolano e poi il sottile rivestimento dei desideri permessi provenienti dalla kelipas nogah (la scorza luminosa).
Grossolanità dello spiritoגסות הרוח
Arroganza, considerarsi un’esistenza indipendente; essa forma uno schermo che copre la luce divina dell’anima.
Ta’amim, nekudos, tagin, osiyosטעמים נקודות תגין אותיות
I segni di cantillazione, le vocali, le corone e le lettere della Torah, che hanno corrispondenze nell’anima; i ta’amim sono il canto e la delizia della Torah.
Le Tue meraviglie e i Tuoi pensieriנפלאותיך ומחשבותיך
La Meraviglia Suprema (Pele Elyon) e la Chochmah superiore, che ci raggiungono attraverso la Torah.
Delizieשעשועים
La Torah quale delizia propria di D‑o nella Sua sapienza, superiore al suo ruolo di fonte di vita dei mondi.
Un punto sulle sommità delle lettereנקודה ברישי אתוון
La vocale cholem; una scintilla di Divinità che brilla nella mente dall’Alto, ma non penetra nella persona.
Filo di benevolenzaחוט של חסד
Un amore sublime attirato dall’Alto su chi studia la Torah con il suo canto, superiore all’amore naturale dell’anima.

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La Torah nei livelli nascosti e rivelati dell’anima ¶1

1ויהי מקץ שנתים ימים ופרעה חלם והנה עומד על היאור. הנה כתיב (רות ד) וזאת לפנים בישראל ואין זאת אלא תורה כי הנה זאת התורה ישנה בבחי׳ פנימיות של כל נפש מישראל.

«E avvenne che, al termine di due anni interi, il faraone fece un sogno: ed ecco, stava in piedi presso il fiume». Ora, è scritto (Ruth 4): «E questo era lefanim [in passato; anche: interiormente] in Israele»; e «questo» non significa altro che la Torah. Questa Torah, infatti, è presente nella dimensione interiore (pnimiyus) di ogni anima ebrea.

Spiegazione

Il maamar si apre con il versetto del sogno del faraone, che verrà interpretato soltanto alla fine. Per prima cosa cita Ruth: nel senso più immediato, lefanim significa «in passato», a proposito di un’antica usanza in Israele; ma la parola significa anche «interiormente». Alla luce dell’insegnamento dei Saggi secondo cui «questo» (zos) è la Torah, il versetto si legge così: la Torah è dentro Israele, nel nucleo interiore di ogni anima ebrea. Tanya (Iggeres HaKodesh 7) legge il versetto allo stesso modo: la Torah era rivestita nell’anima di «Yisrael Sava», il patriarca Yaakov, la cui anima comprendeva tutte le anime d’Israele.

כי יש לכל נפש בחי׳ פנימיות ובחי׳ חיצוניות דהיינו בחי׳ סתים וגליא. שכמו שקוב״ה [שקודשא בריך הוא] סתים וגליא. כך אורייתא וכך ישראל כו׳.

Ogni anima ha una dimensione interiore (pnimiyus) e una dimensione esteriore (chitzoniyus), ossia gli aspetti del nascosto e del rivelato; infatti, come il Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), è nascosto e rivelato, così lo è la Torah, e così Israele, ecc.

Spiegazione

Ogni anima ha due strati: una dimensione interiore e nascosta e una dimensione esteriore e rivelata. Lo Zohar insegna che il Santo, benedetto Egli sia, la Torah e Israele sono ciascuno sia nascosto sia rivelato; in Likkutei Torah (Nitzavim), l’Alter Rebbe spiega che in ciascuno vi è un livello che trascende la comprensione — la luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin) — e un livello rivestito e afferrabile — la luce che riempie tutti i mondi (memalei kol almin).

ובחי׳ סתים היינו בחי׳ פנימיות חב״ד [חכמה בינה ודעת] שבנפשו האלקית שאינו מושג ונראה לעין.

L’aspetto nascosto è la dimensione interiore della sapienza (Chochmah), della comprensione (Binah) e della conoscenza (Daas) nell’anima divina (Nefesh Elokis), che non è afferrabile né visibile all’occhio.

Spiegazione

Nell’anima, lo strato nascosto è il suo intelletto — Chochmah, Binah e Daas — che opera interiormente e non può essere visto dagli altri.

ובחי׳ גליא הוא בחי׳ חיצוניות שבו שהוא בחי׳ אהוי״ר [אהבה ויראה] כו׳ ולכן כמו שיש טנת״א [טעמים נקודות תגין אותיות] בתורה כך יש בחי׳ אלו בנפש האלקית כדלקמן.

E l’aspetto rivelato è la sua dimensione esteriore, ossia il livello dell’amore e del timore reverenziale (ahavah veyirah), ecc. Perciò, come la Torah ha ta’amim, nekudos, tagin e osiyos (note di cantillazione, vocali, corone e lettere), così questi livelli sono presenti nell’anima divina, come [verrà spiegato] più avanti.

Spiegazione

Lo strato rivelato dell’anima è il suo amore e timore reverenziale verso D‑o, le emozioni che si manifestano esteriormente. Il testo della Torah ha quattro componenti: ta’amim (le note di cantillazione), nekudos (le vocali), tagin (le corone apposte a determinate lettere) e osiyos (le lettere); l’anima divina ha le loro controparti, come il maamar spiegherà, in particolare per quanto riguarda i ta’amim, la melodia della Torah.

Il paragrafo 1 in breve

Il paragrafo pone le basi: la Torah dimora nell’anima e, così come D‑o, la Torah e Israele hanno ciascuno un aspetto nascosto e uno rivelato, l’anima ha un intelletto interiore e un amore e timore reverenziale esteriori, corrispondenti alle quattro componenti del testo della Torah.

Approfondimento

Lo Zohar insegna che il Santo, benedetto Egli sia, la Torah e Israele sono legati l’uno all’altra e ciascuno, al proprio livello, è sia nascosto sia rivelato. I cabalisti discutono ampiamente la divisione in quattro componenti — ta’amim, nekudos, tagin e osiyos — e considerano i ta’amim (la cantillazione) i più elevati dei quattro.

Marei mekomos

  1. 1
    ויהי מקץ · ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. הגהות באוה״ת כרך ה תתקעג, ב. קיצורים בכרך ו תתש, א (ושם מציין שהמאמר זה משנת תקנ״ח. וראה בסו״ס מאמרי אדה״ז הקצרים ע׳ תריז). ראה פלח הרמון פרשתנו קה, א.
  2. 2
    ויהי מקץ · Genesis 41:1
  3. 3
  4. 4
    ואין זאת אלא תורה · Avodah Zarah 2b:6–7
  5. 5
    שקוב״ה סתים וגליא · Zohar III, 73a
  6. 6
    שו״ה סתים — מושג ונראה לעין · בבוך 633 נוסף: מושג ונראה לעיני בשר ואין לך אדם שאין לו בחי׳ זו בחי׳ פנימיות שאינו מושג ונראה: לעין.
  7. 7
    שו״ה לעין — אהוי״ר כו׳ · בבוך 633 נוסף: וב׳ בחי׳ אלו הם הנק׳ ישראל ויעקב הלכך: כמו.
  8. 8
    טנת״א בתורה · פרדס שער האותיות פ״ג. ושער הנקודות פ״ו, ושער הטעמים פ״ה. ראה אוה״ת וארא כרך ז ע׳ ב׳תקנח, וע׳ ב׳תקעב.
  9. 9
    טנת״א . . בנפש האלקית · נתבאר באוה״ת שה״ש ע׳ תשלה ואילך. ראה לקו״ת ברכה צד, א.
  10. 10
    ולכן כמו שיש טנת״א . . כדלקמן · בבוך 1824 בא בסוגרים (#).

Il Faraone santo e il modo di portarlo alla luce ¶2

2והנה כמו שיש פרעה בקליפה כך יש בקדושת נפש האלקית כמ״ש בזהר ויגש דאתפריעו ואתגלו נהורין כו׳.

Ora, proprio come esiste un Faraone nella scorza (kelipah), così esiste [un Faraone] nella santità dell’anima divina, come è scritto nello Zohar, su Vayigash: «[dove] i lumi vengono scoperti (de’isparyu) e rivelati», ecc.

Spiegazione

Il nome Faraone (Par’oh) è collegato alla radice aramaica che significa «scoprire» (de’isparyu), usata nello Zohar, su Vayigash, a proposito di lumi che vengono scoperti e rivelati. Dunque, oltre al Faraone della kelipah, le forze che si oppongono alla santità, esiste un Faraone santo nell’anima divina: la forza attraverso la quale viene scoperta una luce nascosta. Nel maamar «VeDavid Avdi» del 5732, il Rebbe, come citato da Kehot, spiega così lo Zohar: facendo discendere la Corona (Keser), persino i lumi rivelati all’interno della catena discendente dei mondi (hishtalshelus) vengono «scoperti», liberi da ogni limitazione.

כי זה לעומת זה כו׳ שבהשתלשלות מבחי׳ פרעה שבקדושה למטה מטה נמשך בחי׳ פרעה התחתון שאמר לא ידעתי את ה׳ שהוא בחי׳ השכחה המשתלשלת מבחי׳ עלמא דאתגלייא פרעה שבקדושה כמ״ש רגליה יורדות מות.

Poiché «l’uno è l’opposto dell’altro», ecc.: nella catena discendente dei mondi (hishtalshelus), dal livello del Faraone della santità, sempre più in basso, viene fatto discendere il livello del Faraone inferiore, che disse: «Non conosco Havayah». Questo è il livello dell’oblio, che discende dal livello del mondo rivelato (alma de’isgalya), il Faraone della santità, come è scritto: «I suoi piedi scendono alla morte».

Spiegazione

D‑o ha creato la santità e ciò che le si oppone come immagini speculari: «l’uno è l’opposto dell’altro». Man mano che i livelli discendono, il Faraone santo, che appartiene al mondo rivelato, dà origine molto più in basso al Faraone d’Egitto, che disse: «Non conosco Havayah»: l’oblio di D‑o. Il versetto dei Proverbi sulla donna straniera, «i suoi piedi scendono alla morte», viene applicato al modo in cui l’estensione più bassa, i «piedi», del mondo rivelato arriva fino a ciò che si oppone alla santità.

אבל בסמוי מן העין עלמא דאתכסייא הברכה מצוייה ממקור הברכות. כמ״ש (משלי יא) ואת צנועים חכמה מקום הזכרון כמ״ש ולזכרון בין עיניך.

Ma in ciò che è «nascosto all’occhio», il mondo nascosto (alma de’iskasya), «si trova la benedizione», proveniente dalla Fonte delle benedizioni. Come è scritto (Proverbi 11): «Ma con i modesti c’è sapienza»: [questo è] il luogo del ricordo, come è scritto: «e per memoriale fra i tuoi occhi».

Spiegazione

Al contrario, la benedizione si trova soltanto in ciò che è «nascosto all’occhio», il mondo nascosto, che riceve direttamente dalla Fonte della benedizione. La sapienza dimora presso i modesti (tzenu’im, che significa anche «nascosti»), ed essa è il luogo della memoria, come mostrano i tefillin del capo, «per memoriale fra i tuoi occhi», che si posano sulla sede della mente: l’opposto dell’oblio appena descritto.

והנה לא שייך לומר דאתגלו כו׳ אלא מתוך מכסה שהיה עליהם בתחלה. דהנה כתיב מי יעלה לנו השמימה ר״ת [ראשי תיבות] מילה וס״ת [וסופי תיבות] הוי״ה

Ora, si può parlare di [lumi che vengono] «scoperti» soltanto [quando emergono] da una copertura che li ricopriva inizialmente. Infatti è scritto: «Chi salirà per noi al cielo?», le cui lettere iniziali [formano] milah (circoncisione) e le cui lettere finali [formano] il Nome Havayah.

Spiegazione

La scopertura presuppone una copertura che l’ha preceduta. Le parole «Chi salirà per noi al cielo?» celano due parole nelle loro lettere: le lettere iniziali (מ־י־ל־ה) formano milah, «circoncisione», e le lettere finali (yud, hei, vav, hei) formano il Nome Havayah. Ciò insegna che la circoncisione deve precedere la rivelazione manifesta della Divinità.

שבכדי שיאיר עלינו אור ה׳ בהתגלות ולא בציור אותיות לבד כ״א בעומק המחשבה בהתבוננות מהות ועצמות אני ה׳ לא שניתי שיקבע במוחו ולבו שהוא בחי׳ מי יעלה לנו השמימה שהוא בחי׳ השגת אלקות צריך מתחלה בחי׳ מילה

Affinché la luce di D‑o risplenda su di noi in modo rivelato, e non soltanto nella forma di lettere, ma nella profondità del pensiero, attraverso la contemplazione dell’essere e dell’essenza stessi [di] «Io, Havayah, non sono cambiato», così che ciò si radichi nella mente e nel cuore (questo è il livello di «Chi salirà per noi al cielo?», il livello della comprensione della Divinità), deve prima esserci il livello di milah.

Spiegazione

Perché la luce di D‑o risplenda apertamente, non come una semplice immagine delle lettere del Suo Nome, ma attraverso una profonda contemplazione dell’essenza espressa da «Io, Havayah, non sono cambiato», fino a radicarsi nella mente e nel cuore, una persona ha prima bisogno della «circoncisione», della rimozione di ciò che la ostacola. Questa vera comprensione della Divinità è il «salire al cielo» del versetto.

כי יש למעלה בחי׳ עונותיכם מבדילים וצריך להסיר המונעים וכן למטה בנפש האדם הנה כתיב ומלתם את ערלת לבבכם.

Poiché in Alto c’è il livello di «le vostre iniquità separano», e gli impedimenti devono essere rimossi; e, allo stesso modo, in basso, nell’anima umana, è scritto: «Circonciderete il prepuzio del vostro cuore».

Spiegazione

In Alto, i peccati creano una barriera fra una persona e D‑o, e questa barriera deve essere rimossa. Nella vita interiore della persona, tale rimozione è la «circoncisione del cuore» comandata dalla Torah.

אך אחרי כריתות הערלה יש עוד בחי׳ פריעה שהוא עור דק המכסה וחופף והוא בחי׳ תאוות גשמיים שמקליפת נוגה שהוא לדברים של היתר המכסים ומסתירים אור ה׳.

Ma, dopo aver reciso il prepuzio, c’è ancora il livello della periah (scopertura), una sottile membrana che ricopre e avvolge; questo è il livello dei desideri materiali provenienti dalla kelipas nogah (la sfera neutra, suscettibile di essere elevata alla santità), relativi a cose permesse, che ricoprono e nascondono la luce di D‑o.

Spiegazione

Nella circoncisione fisica, dopo aver reciso il prepuzio c’è una seconda fase, la periah, che scopre una sottile membrana. Sul piano spirituale, il prepuzio rappresenta il male grossolano, mentre la membrana sottile rappresenta il desiderio di piaceri materiali permessi. Questi provengono dalla kelipas nogah, la sfera neutra che può essere elevata alla santità, e tuttavia continuano a ricoprire e nascondere la luce di D‑o.

וכן אפי׳ [אפילו] בכדי שיתגלה עליו בחי׳ מרכבה פני אריה פני שור כו׳ שהוא בחי׳ אהוי״ר [אהבה ויראה] טבעיים הנה כתיב (יחזקאל א) וארא כו׳ ומתוכה כעין החשמל כו׳ חש מל ומתוכה דמות ד׳ חיות כו׳.

Allo stesso modo, persino perché il livello del Carro — «il volto di un leone, il volto di un bue», ecc. — che è il livello dell’amore e del timore reverenziale naturali (ahavah veyirah), si riveli su di lui, è scritto (Ezechiele 1): «E vidi», ecc., «e dal suo interno, come l’aspetto del chashmal», ecc. (chash, mal), «e dal suo interno, la somiglianza di quattro esseri viventi», ecc.

Spiegazione

Lo stesso vale per l’amore e il timore reverenziale naturali verso D‑o, rappresentati dal volto del leone e dal volto del bue nel Carro della visione di Ezechiele: nella visione, dopo il vento tempestoso, la grande nube, il fuoco e il bagliore (nogah) che la circondano, appare «qualcosa come il chashmal», e soltanto al suo interno si trovano i quattro esseri viventi. La parola chashmal si divide in chash, «silenzioso», e mal, «parlante», e richiama anche milah. In precedenza, in Torah Ohr (Lech Lecha), l’Alter Rebbe spiega che il chashmal è una veste proveniente dalla dimensione esteriore (chitzoniyus) della comprensione (Binah), che avvolge gli attributi emotivi (middos): silenziosa alla propria radice e parlante quando li riveste; spiega inoltre che, quando il prepuzio, la kelipas nogah, viene rimosso con la milah, rimane soltanto questo chashmal.

והעצה היעוצה לזה הוא מה שאומרים ונפשי כעפר לכל תהי׳ [תהיה] כי פרעה אותיות העפ״ר שעי״ז יוכל להיות בבחי׳ פרעה שיפרע ויגלה המכסה אשר עליו.

Il consiglio dato a questo scopo è ciò che diciamo: «E possa la mia anima essere come polvere per tutti»; infatti Paroh (il Faraone) è formato dalle stesse lettere di he‘afar (la polvere). In questo modo si può raggiungere la condizione di Paroh, così che egli scopra (yifra) e riveli ciò che lo ricopre.

Spiegazione

Il rimedio è l’umiltà che esprimiamo alla fine dell’Amidah: «E possa la mia anima essere come polvere per tutti». La parola Paroh contiene le stesse lettere di he‘afar (la polvere); ciò mostra che, diventando come polvere, una persona raggiunge il «Paroh» santo e scopre ciò che nasconde la luce della sua anima.

וכמ״ש (במדבר ה) ופרע את ראש האשה. דכנ״י [דכנסת ישראל] נק׳ אשה יראת ה׳ וצריך לגלות אוצר של יראת שמים ע״י שמשים נפשו כעפר לכל.

Come è scritto (Numeri 5): «Egli scoprirà (u’fara) il capo della donna». Infatti la Congregazione d’Israele è chiamata «una donna che teme Havayah», e si deve rivelare il tesoro del timore del Cielo rendendo la propria anima come polvere per tutti.

Spiegazione

La stessa radice, pera, compare nella legge della Torah sulla sotah, una moglie sospettata dal marito, in cui il kohen scopre il capo della donna. La Congregazione d’Israele è chiamata «una donna che teme Havayah»; attraverso l’umiltà simile alla polvere viene scoperto il tesoro nascosto del timore del Cielo che si trova nell’anima. Il Torah Chaim del Mitteler Rebbe su questa parashah, citato da Kehot, aggiunge che per questo il popolo ebraico porta quel nome.

ועי״ז יקרע המסך שעליו שהוא נמשך מבחי׳ גסות הרוח שמחמת גסות רוחו שמחשיב א״ע [את עצמו] ליש ודבר בפ״ע [בפני עצמו] הוא מתאוה תאוה וחפץ הוא שימלא רצונו דוקא.

In questo modo verrà lacerato lo schermo che lo sovrasta. [Questo schermo] deriva dal livello della rozzezza dello spirito: a causa di tale rozzezza, poiché si considera un’esistenza e una realtà a sé stante, egli brama i desideri e pretende che venga esaudita proprio la sua volontà.

Spiegazione

L’umiltà lacera lo schermo che sovrasta l’anima, perché quello schermo deriva dall’arroganza. Chi si considera un’esistenza separata e indipendente sviluppa brame e pretende che si compia la propria volontà; questa presunzione è ciò che fa da velo.

וצריך הוא לבטש גסות רוחו ועד״ז הוא יסורי עוה״ז הבאים לאדם כי לא מחמת עונש אינו ראוי לישב בשלות עוה״ז

Deve dunque reprimere la rozzezza del proprio spirito. In questa prospettiva vanno intese le sofferenze di questo mondo che si abbattono su una persona: non è che, come punizione, essa non sia degna di godere della tranquillità di questo mondo;

Spiegazione

L’arroganza deve quindi essere repressa; alla luce di ciò vengono spiegate le sofferenze di questo mondo. Non sono il segno che una persona, come punizione, non meriti la tranquillità di questo mondo.

שהרי מצינו בנבוכדנצר (סנהדרין צו. ע״ש וע׳ ילקוט) בשביל שהלך ג׳ פסיעות לכבוד השי״ת [השם יתברך] פסקו לו מלוכה על כל העולם ולזרעו אחריו עד ג׳ דורות

poiché troviamo riguardo a Nebuchadnezzar (Sanhedrin 96a; si veda lì, e si veda lo Yalkut) che, per aver camminato tre passi in onore di D‑o, benedetto Egli sia, gli fu decretato il regno su tutto il mondo, e ai suoi discendenti dopo di lui per tre generazioni;

Spiegazione

Il Talmud racconta che Nebuchadnezzar, allora scriba reale a Babilonia, corse dietro a un messaggero perché una lettera al re Chizkiyahu salutasse D‑o prima del re; per quei pochi passi fu ricompensato. Il Talmud ne conta quattro; il maamar, che rimanda anche allo Yalkut (Yalkut Shimoni, una classica raccolta di Midrash), parla di tre passi e del regno per tre generazioni.

ואין לך אדם מישראל שלא כיבד המקום בכך וכל טוב עוה״ז כדאי הוא לו

e non c’è alcun ebreo che non abbia onorato l’Onnipresente altrettanto; perciò, tutto il bene di questo mondo gli è dovuto.

Spiegazione

Ogni ebreo ha onorato D‑o almeno altrettanto; in base a questo criterio, ogni ebreo merita tutto il bene di questo mondo.

אלא היסורים באים לבטש את האדם להכניעו ולהשפיל גסות רוחו וכמשארז״ל [וכמו שאמרו רבותינו זכרונם לברכה] (ברכות ז) טובה מרדות א׳ כו׳

Piuttosto, le sofferenze vengono a reprimere una persona, a sottometterla e a umiliare la rozzezza del suo spirito, come dissero i nostri Maestri, di benedetta memoria (Berachos 7): «Un solo rimprovero è meglio», ecc.

Spiegazione

Lo scopo delle sofferenze è dunque spezzare l’orgoglio di una persona e umiliarla. I Maestri insegnano che un solo rimprovero interiore è meglio di molte frustate.

שכשעיניו רואות שיסורים באים עליו נשפל דעתו ונעשה נכנע והוא יקר בעיני ה׳ להיות עי״ז בחי׳ התגלות בחי׳ פרעה מן העפר.

Quando i suoi occhi vedono che le sofferenze si abbattono su di lui, il suo animo si abbassa ed egli diventa sottomesso; questo è prezioso agli occhi di D‑o, affinché in tal modo si riveli dalla polvere il livello di Paroh.

Spiegazione

Quando una persona vede che le sofferenze si abbattono su di lei, viene umiliata; D‑o apprezza questa umiltà perché fa emergere dalla polvere il Paroh santo. L’umiltà scopre la luce nascosta dell’anima.

והנה בתורה יש בחי׳ טנת״א [טעמים נקודות תגין אותיות] ובחי׳ טעמים שבתורה שבע״פ [שבעל פה] הוא כמ״ש (תהלים מב) ובלילה שירה עמי שבחי׳ השירה והטעמים שהם בחי׳ הניגון הוא עמי.

Ora, nella Torah vi sono i livelli di ta’amim [segni di cantillazione], nekudos [vocali], tagin [coroncine] e osiyos [lettere]; e il livello dei ta’amim nella Torah Orale è ciò che è scritto (Salmi 42): «E di notte il Suo canto è con me»: il livello del canto e dei ta’amim, che è il livello della melodia, è «con me».

Spiegazione

L’Alter Rebbe riprende i quattro componenti del testo della Torah. I ta’amim, i segni di cantillazione che conferiscono ai versetti la loro melodia (la parola significa anche «sapori» e «ragioni»), corrispondono nella Torah Orale al canto della Torah, che il versetto «di notte il Suo canto è con me» descrive come presente presso una persona.

וביאור הענין הוא כמ״ש (תהלים קיט) זמירות היו לי חקיך בבית מגורי. ולהבין זה איך הם זמירות

La spiegazione della questione è ciò che è scritto (Salmi 119): «I Tuoi statuti erano canti per me nella casa del mio peregrinare». E per comprendere questo: in che modo sono canti?

Spiegazione

Re David disse che gli statuti di D‑o erano canti per lui «nella casa del mio peregrinare», cioè durante la sua vita da errante. Ciò solleva la questione di come le leggi e gli statuti possano essere chiamati canti.

וגם למה נענש דוד על שקרא לד״ת [לדברי תורה] זמירות. הנה אמרו (גטין ז) השכם והערב עליהם לבהמ״ד [לבית המדרש] והם כלים מאליהן.

E inoltre, perché David fu punito per aver chiamato «canti» le parole della Torah? Ora, [i nostri Saggi] dissero (Gittin 7): «Alzati presto e trattieniti fino a tardi su di loro (aleihem) nella casa di studio, ed essi periranno da sé».

Spiegazione

Il Talmud (Sotah 35a) dice che David fu punito per aver chiamato «canti» le parole della Torah; anche questo richiede una spiegazione. L’Alter Rebbe cita inoltre il consiglio di Rabbi Elazar a Mar Ukva, turbato da persone che gli si opponevano: «Alzati presto e trattieniti fino a tardi su di loro (aleihem) nella casa di studio», ed essi periranno da sé; il maamar interpreterà aleihem nel senso di «al di sopra di loro».

והענין הוא דכתיב (תהלים מ) רבות עשית אתה ה׳ אלהי נפלאותיך ומחשבותיך אלינו אין ערוך אליך אגידה ואדברה עצמו מספר:

La questione è [la seguente]. È scritto (Salmi 40): «Molte cose hai fatto, Tu, Havayah mio D‑o; le Tue meraviglie e i Tuoi pensieri sono per noi; nessuno è paragonabile a Te; se volessi narrarli e parlarne, sarebbero troppo numerosi da contare».

Spiegazione

La chiave per entrambe le questioni è un versetto dei Salmi: «Molte cose hai fatto, Havayah mio D‑o; le Tue meraviglie e i Tuoi pensieri sono per noi». I paragrafi seguenti lo spiegano frase per frase, interpretando rabbos, «molte», nel senso di «grandi».

Il paragrafo 2 in breve

Il paragrafo individua nell’anima una sorta di Faraone santo, la forza che scopre la Divinità nascosta, e mostra che lo si raggiunge rimuovendo le coperture: mediante la circoncisione, la periah e, soprattutto, l’umiltà, ragione per cui arrivano le sofferenze che spezzano l’orgoglio. Passa poi ai ta’amim, il «canto» della Torah, e pone le domande sui canti di David a cui il resto del maamar risponde.

Approfondimento

La corrispondenza fra milah e periah, fra il prepuzio spesso e la membrana sottile, è parallela a quella fra le tre kelipos impure e la kelipas nogah, come spiegato in precedenza in Torah Ohr su Lech Lecha (13b): quando il prepuzio, la kelipas nogah, viene rimosso, rimane soltanto il chashmal di Binah, la veste necessaria affinché i mondi inferiori vengano all’esistenza. Lì (12d), il chashmal viene letto come chash, «silenzioso», alla sua radice in Binah, e mal, «parlante», quando riveste gli attributi emotivi, come una parabola riveste il proprio significato.

Marei mekomos

  1. 1
    כמ״ש בזהר ויגש · רי, א. וראה בד״ה ודוד עבדי תשל״ב [סה״מ מלוקט ו ע׳ עט]: ”ויש לומר שפירוש הוא שע״י המשכת הכתר (פרעה), גם בגילויים (נהורין) דהשתלשלות הם באופן דאתפריעו למעלה מהגבלה, ע״ש.
  2. 2
    כמ״ש בזהר ויגש דאתפריעו ואתגלו נהורין · Zohar, Vayigash 10:99–11:108
  3. 3
    לא ידעתי את הוי׳ · Exodus 5:2
  4. 4
    רגלי׳ יורדות מות · Proverbs 5:5
  5. 5
    בסמוי מן העין . . הברכה מצויה · Taanit 8b:13–14
  6. 6
    ולזכרון בין עיניך · Exodus 13:9
  7. 7
    מי יעלה לנו השמימה · Deuteronomy 30:12
  8. 8
    מי יעלה לנו השמימה ר״ת מילה וס״ת הוי׳ · ת״ז בהקדמה בתחלתה. תי׳ כב. תי׳ ע (קלא, א). ראה לעיל יג, ב.
  9. 9
    מי יעלה לנו השמימה ר״ת מילה וס״ת הוי״ה · Tikkunei Zohar 131a:1
  10. 10
    אני ה׳ לא שניתי · Malachi 3:6
  11. 11
    עונותיכם מבדילים · Isaiah 59:2
  12. 12
    ומלתם את ערלת לבבכם · Deuteronomy 10:16
  13. 13
    פני אריה פני שור · Ezekiel 1:10
  14. 14
  15. 15
    חשמל כו׳ חש מל · ראה לעיל יב, ד.
  16. 16
    ומתוכה דמות ד׳ חיות · Ezekiel 1:5
  17. 17
    ונפשי כעפר לכל תהי׳ · Berakhot 17a:4
  18. 18
    פרעה אותיות העפ״ר · ערכי הכינוים לבסה״ד ערך פרעה. וראה תו״ח כאן ריט, ב: ”והוא שע״י עוצם השפלות כעפר לכל נגלה אוצר של יראת שמים הפנימי׳ שמפני זה נק׳ כנ״י בשם אשה יראת ה׳”.
  19. 19
    אשה יראת ה׳ · Proverbs 31:30
  20. 20
    אוצר של יראת שמים · Berakhot 33b:24
  21. 21
    וע׳ ילקוט · שמעוני, מלכים רמז רמד. וראה לקו״ש חט״ו ע׳ 279.
  22. 22
    ואין לך אדם מישראל שלא כיבד המקום בכך · ראה אגרת השמד להרמב״ם פ״ג.
  23. 23
  24. 24
    והנה בתורה יש בחי׳ טנת״א · קטע מכאן מובא באוה״ת שמות כרך ז ע׳ ב׳תקעב ושם נתבאר בארוכה בענין טנת״א. וראה גם ברכה ע׳ א׳תתנ. ראה בהמשך זאת חנוכת המזבח תר״מ סעי׳ כא. [סה״מ תר״מ ע׳ עט]. באוה״ת שם מציין: ”ועיין באגה״ק סי׳ לו ד״ה דוד זמירות קרית להו, ובלקו״ת בד״ה ואהי׳ אצלו אמן פ״ג [פ׳ במדבר] ובהביאור פ״ד”.
  25. 25
    ובחי׳ טעמים שבתורה שבע״פ · ראה באוה״ת שמות שם ע׳ ב׳תקעב. פ׳ וזאת הברכה ע׳ א׳תתנח.
  26. 26
  27. 27
  28. 28
    למה נענש דוד על שקרא לד״ת זמירות · Sotah 34a
  29. 29
    למה נענש דוד על שקרא לד״ת זמירות · Sotah 35a:21–22
  30. 30
    גיטין ז · ע״א, וראה ד״ה הוי׳ לי בעוזרי תשי״ז (סה״מ מלוקט-ב ע׳ נו) הערה 19.
  31. 31
  32. 32
  33. 33
  34. 34
  35. 35
  36. 36

«Molte cose hai compiuto» ¶3–4

3וביאור הכתוב רבות עשית. פי׳ רבות כל דבר שהוא רב ועצום דהיינו עולמות עליונים הגדולות ונוראות

L’interpretazione del versetto «Molte cose hai fatto»: «molte» significa tutto ciò che è grande e possente, vale a dire i grandi e tremendi mondi superiori,

Spiegazione

L’Alter Rebbe comincia a spiegare il versetto dei Salmi. Rabbos, che letteralmente significa «molti», viene inteso come «grande»: cose grandi e possenti, i mondi superiori e sublimi. Yahel Or del Tzemach Tzedek osserva che anche lo Zohar (Vayechi) legge rabbos nello stesso modo, come in «il grido di Sedom è grande (rabbah)».

עשית בבחי׳ עשיה גשמית שנשתלשלו מעילה לעלול במדרגות רבות ושונות כמו שאמר בפסוק אגידה ואדברה עצמו מספר עד שנתהוו בבחי׳ עשי׳ [עשיה] גשמית.

«hai fatto» [loro], portandoli al livello fisico del Mondo dell’Azione (Asiyah), poiché sono discesi da causa a effetto attraverso molti livelli diversi, come dice il versetto: «Se dovessi raccontare e parlarne, sarebbero troppo numerosi da enumerare», finché sono giunti al livello fisico di Asiyah.

Spiegazione

«Hai fatto» significa che questi grandi mondi sono stati fatti discendere, tappa dopo tappa, da causa a effetto, finché hanno raggiunto l’esistenza fisica (Asiyah). Le parole del versetto «troppo numerosi da enumerare» descrivono i numerosi livelli attraversati da questa discesa.

וכמ״ש (שם קלה) למה יאמרו איה אלקיהם שהוא בבחי׳ אי״ה [אם ירצה השם]. שהוא מובדל ומכוסה ורחוק מהם כמ״ש רם על כו׳.

E come è scritto (ibid., 135): «Perché dovrebbero dire: “Dov’è (ayeh) il loro D‑o?”», [il che significa] che Egli si trova nello stato di ayeh («dove?»), separato, celato e lontano da loro, come è scritto: «Elevato al di sopra», ecc.

Spiegazione

A causa di questa lunga discesa, D‑o appare nascosto e lontano, così che le persone possono chiedere: «Dov’è (ayeh) il loro D‑o?»: Egli sembra elevato molto al di sopra del mondo, separato e celato. Kehot osserva che il versetto recita «Perché dovrebbero dire le nazioni» e che forse le parole «le nazioni» sono state omesse per timore della censura.

ולא ידעו ולא יבינו כי כל אשר חפץ ה׳ עשה שנשתלשל חפץ ה׳ כ״כ [כל כך] עד שהוא בעשיה גשמית

Ma non sanno e non comprendono che «tutto ciò che il Nome Havayah ha desiderato, Egli ha fatto»: il desiderio di D‑o è disceso tanto in basso da trovarsi nel livello fisico di Asiyah.

Spiegazione

Ciò che non comprendono è che «tutto ciò che Havayah ha desiderato, Egli ha fatto»: è stato il desiderio stesso di D‑o a far discendere i mondi fino all’esistenza fisica.

וכ״כ [וכן כתב] למה כדי שיהיה הוי״ה אלהי אלוה שלי ע״י כי נפלאותיך ומחשבותיך אלינו כי אורייתא מחכמה נפקת פי׳ עיקר התגלותה הוא מחכמה. אבל באמת הוא רצונו של מקום והוא ורצונו אחד.

E perché una discesa tanto grande? Affinché Havayah divenga il mio D‑o, il mio D‑o personale, per mezzo di [questo]: «Le Tue meraviglie e i Tuoi pensieri sono rivolti a noi»; poiché «la Torah proviene dalla sapienza (Chochmah)», vale a dire che la sua rivelazione principale proviene da Chochmah. Ma in verità essa è la volontà dell’Onnipresente, ed Egli e la Sua volontà sono uno.

Spiegazione

Lo scopo di una discesa così profonda è che Havayah, il D‑o trascendente, divenga «il mio D‑o», presente personalmente a ciascuno, attraverso la Torah, nella quale le meraviglie e i pensieri di D‑o ci vengono rivolti. La Torah si rivela da Chochmah, la sapienza divina, ma in verità è la volontà di D‑o, e la Sua volontà è una con Lui; nella Torah, dunque, si incontra D‑o stesso.

Il paragrafo 3 in breve

Il paragrafo spiega la prima metà del versetto: i grandi mondi spirituali sono stati fatti discendere fino all’esistenza fisica, dove D‑o sembra nascosto, affinché attraverso la Torah — la sapienza e la volontà di D‑o — Egli possa diventare «il mio D‑o» per ciascuno.

Approfondimento

La distinzione tra la rivelazione della Torah da Chochmah e la sua essenza quale volontà di D‑o, una con Lui, richiama l’insegnamento del Tanya secondo cui la Torah è la volontà e la sapienza di D‑o, unite a Lui in perfetta unità. Le note del Tzemach Tzedek su questo passo collegano «molte» (rabbos) alla lettura dello Zohar, che intende la parola come «grande».

Marei mekomos

  1. 1
    פי׳ רבות . . דהיינו עולמות עליונים · ביהל אור ע״פ זה ע׳ קנג מציין ע״ז: ”ע׳ זח״א ויחי רמ״ז ע״פ רבות בנות מאי רבות גדולות עילאין ורברבין על כולא כו׳ ע״ש כמו זעקת סדום ועמורה כי רבה כמו גדלה”. ראה גם בלקו״ת צו יב, ד. אחרי כז, א מציין לכאן. מכאן מובא בד״ה כי תשא תרל״ח סעי׳ ז. סה״מ תרל״ח ע׳ סז. ושם מציין לעיין בלקו״ת שה״ש בד״ה ששים המה מ, ב. דשם נתבאר שענין הבריאה אינו עו״ע ח״ו.
  2. 2
    שו״ה דהיינו — הגדולות ונוראות · בבוך 1824: הגדולות והנוראו׳.
  3. 3
    שו״ה עשיה — רבות ושונות כמו שאמר · בבוך 1824: רבות ושונות עד שנתהוו בבחי׳ עשיי׳ גשמי׳ כמ״ש כל אשר חפץ ה׳ עשה שאמר דהע״ה לתשובות המיני׳ למה יאמרו הגוים ...
  4. 4
  5. 5
    למה יאמרו איה · בפסוק נוסף: ”הגוים”, ואולי נשמט מצד יראת הצענזור.
  6. 6
    למה יאמרו איה אלקיהם · Psalms 115:2
  7. 7
    רם על כו׳ · Psalms 113:4
  8. 8
    כל אשר חפץ ה׳ עשה · Psalms 135:6
  9. 9
    אורייתא מחכמה נפקת · Zohar II, 121a
  10. 10
    אורייתא מחכמה נפקת · Zohar, Yitro 21:378–22:389

4וזהו נפלאותיך מה שהוא מופלא ומובדל ומכוסה שאין בו השגה כלל פלא עליון. ומחשבותיך הוא בחי׳ חכמה עילאה נמשך אלינו ע״י התורה. אין ערוך אליך אגידה ואדברה עצמו מספר.

E questo è [il significato di] «le Tue meraviglie»: ciò che è meraviglioso, distinto e celato, al di là di ogni possibilità di comprensione: la Meraviglia Superna (Pele Elyon). «E i Tuoi pensieri» è il livello della sapienza superna (Chochmah), che giunge fino a noi attraverso la Torah. «Nessuno è paragonabile a Te; se li narrassi e ne parlassi, sarebbero troppo numerosi per essere enumerati».

Spiegazione

«Le Tue meraviglie» si riferisce alla Meraviglia Superna (Pele Elyon), un nome cabbalistico di Keser, il livello che si trova al di sopra di Chochmah, tanto celato da non poter essere affatto compreso. «I Tuoi pensieri» è la Chochmah superna, la sapienza divina, che giunge fino a noi attraverso la Torah; entrambe giungono «verso di noi», benché nulla sia paragonabile a D‑o e i livelli siano innumerevoli.

כי להיות השתלשלות וירידה גדולה כ״כ [כל כך] מבחי׳ גבוה ונעלה מאד עד בחי׳ מטה מאד הוצרך להיות כמה מיני עולמות אין מספר מינים ממינים שונים

Affinché vi fosse una catena di discesa e un abbassamento così grandi, da un livello assai elevato e sublime fino a un livello assai basso, dovevano esserci moltissime specie di mondi, senza numero: specie su specie, di generi diversi,

Spiegazione

Perché la Divinità discendesse dal livello più alto a quello più basso, la discesa doveva attraversare innumerevoli specie di mondi. Ogni specie comprende molte sottospecie diverse.

וכמ״ש (איוב כה) היש מספר לגדודיו וכתיב (דניאל ז) אלף אלפין ישמשונה ורבו רבבן כו׳ והוא מספר גדוד והיכל אחד והיכלות אין מספר.

come è scritto (Giobbe 25): «C’è forse un numero alle Sue schiere?», e come è scritto (Daniele 7): «Mille migliaia Lo servivano e miriadi di miriadi», ecc.; e questo è il numero di una sola schiera e di una sola sala (heichal), mentre le sale sono innumerevoli.

Spiegazione

Due versetti illustrano il numero sterminato degli esseri spirituali: le schiere di D‑o sono incalcolabili e «mille migliaia» Lo servono. Eppure, quella cifra enorme descrive soltanto una schiera in una sala (heichal) dei mondi spirituali, mentre le sale stesse sono innumerevoli.

ואעפ״כ [ואף על פי כן] כולם אין ערוך אליך שאפי׳ [שאפילו] בחי׳ הגבוה מאד שהוא שרש התחלות התהוות

Eppure, nessuno di loro «è paragonabile a Te»: neppure il livello più elevato, che è la radice dei primi inizi del divenire,

Spiegazione

Nonostante tutti questi livelli, nessuno di essi è paragonabile a D‑o, neppure il più elevato, la radice da cui ha inizio tutta la creazione.

מ״מ לגבי מהותו ועצמותו ית׳ אין לו ערך כלל שאינו מערכו ולא ממהותו כלל מאחר שהוא בבחי׳ נברא או נאצל ויש לו התחלת גבול.

tuttavia, rispetto al Suo Essere e alla Sua essenza, benedetto Egli sia, non ha alcun paragone, poiché non appartiene affatto al Suo ordine né alla Sua essenza, essendo nella categoria del creato o dell’emanato e avendo un principio di limitatezza.

Spiegazione

Rispetto all’essenza stessa di D‑o, neppure quel livello più elevato ha alcuna relazione con Lui, poiché è creato o emanato e ha quindi un inizio e un limite. Ciò che è limitato appartiene a un ordine diverso da quello dell’Infinito (Ein Sof).

משא״כ בבורא ית׳ דכולא קמיה כלא ממש חשיב ואצלו נחשב הכל כאין בחי׳ הראשונה ובחי׳ אחרונה שבמדרגה תחתונה הכל שוה אצלו

Non è così per il Creatore, benedetto Egli sia: dinanzi a Lui tutto è considerato come un autentico nulla; per Lui ogni cosa è considerata nulla, [cosicché] il primo livello e l’ultimo livello del gradino più basso sono tutti uguali ai Suoi occhi.

Spiegazione

Dinanzi a D‑o, tutto è come nulla; perciò i livelli più elevati e quelli più bassi sono ugualmente nulla ai Suoi occhi. Per Lui non vi è differenza tra il mondo più sublime e il gradino più basso.

ואעפ״כ [ואף על פי כן] להיות השתלשלות העולמות וירידת המדרגות הוצרך להיות מדרגות עצמו מספר שלא יבטלו העולמות ממציאותן וכל זה הוא בשביל שיהיה הוי״ה אלקי ונפלאותיך ומחשבותיך אלינו כנ״ל:

Eppure, affinché vi fosse la catena discendente dei mondi e la discesa dei livelli, dovevano esserci livelli «troppo numerosi per essere enumerati», affinché i mondi non fossero privati della propria esistenza. Tutto questo è perché Havayah sia il mio D‑o e perché «le Tue meraviglie e i Tuoi pensieri [siano] rivolti a noi», come detto sopra.

Spiegazione

Anche così, la discesa richiedeva innumerevoli livelli intermedi, affinché i mondi non fossero sopraffatti dalla luce di D‑o fino a perdere la propria esistenza e potessero continuare a esistere. Lo scopo di tutta questa discesa graduale è che Havayah diventi «il mio D‑o» e che le Sue meraviglie e i Suoi pensieri giungano fino a noi attraverso la Torah.

Il paragrafo 4 in breve

Il paragrafo spiega «le Tue meraviglie», «i Tuoi pensieri» e «nessuno è paragonabile a Te»: la discesa della Divinità richiedeva innumerevoli livelli, tutti nulla dinanzi a D‑o, eppure essi esistono affinché la meraviglia celata e la sapienza di D‑o possano giungere fino a noi attraverso la Torah.

Approfondimento

L’espressione «tutto è considerato come nulla dinanzi a Lui» proviene dallo Zohar e, nel Chassidus, costituisce il fondamento dell’idea che i livelli più elevati e quelli più bassi siano uguali dinanzi all’essenza di D‑o. La discesa graduale dei mondi (hishtalshelus) è necessaria non per D‑o, ma affinché gli esseri creati possano esistere senza essere annullati dalla Luce Infinita (Or Ein Sof).

Marei mekomos

  1. 1
    מה שהוא מופלא . . שאין בו השגה כלל פלא עליון · ענין פלא נתבאר בביאוה״ז להצ״צ כרך א ע׳ תקכז. וראה בספר הליקוטים ממאמרי הצ״צ ערך פלא.
  2. 2
  3. 3
    שו״ה מאד — בחי׳ מטה מאד · בבוך 1824: ”בחי׳ מטה מטה מאד”.
  4. 4
  5. 5
  6. 6
    דכולא קמיה כלא ממש חשיב · Zohar, Introduction 20:188–22:199

Una singola legge sostiene tutti i mondi ¶5

5והנה קודם מ״ת [מתן תורה] היו עליונים ותחתונים ניזונים בחסדו של הקב״ה דהיינו שהיה מזון עולמות עליונים ותחתונים וחיותם נמשך ממקורם וראשיתם מלמעלה למטה בנדבה וחסד פשוט באתערותא דלעילא לבד.

Ora, prima del Dono della Torah, gli esseri superiori e inferiori erano sostenuti dalla benevolenza del Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu); vale a dire che il sostentamento e la forza vitale dei mondi superiori e inferiori erano attinti dalla loro fonte e origine, dall’Alto verso il basso, come dono gratuito e benevolenza semplice, unicamente mediante un risveglio dall’Alto (isarusa dileila).

Spiegazione

Prima che la Torah fosse data al Sinai, tutti i mondi ricevevano la propria forza vitale interamente in dono da D‑o, che fluiva dall’Alto verso il basso. Essa giungeva soltanto mediante un risveglio dall’Alto, non in risposta a qualcosa compiuto dal basso.

אבל אחר מ״ת [מתן תורה] הנה קיום חיות העולמות הוא ע״י מעשה התחתונים בתורה ומצות ממטה למעלה

Ma dopo il Dono della Torah, il mantenimento della forza vitale dei mondi avviene attraverso le azioni degli esseri inferiori nella Torah e nelle mitzvos, dal basso verso l’alto.

Spiegazione

Dal Dono della Torah in poi, la vita dei mondi dipende da ciò che gli uomini compiono in basso, attraverso la Torah e le mitzvos. Le loro azioni elevano ciò che sostiene i mondi, dal basso verso l’alto.

וכמו למשל ארץ הלזו הגשמית שמצמחת כל מיני תענוגים והם מזון האדם וקיום חיותו

È paragonabile, per analogia, a questa terra fisica, che fa crescere ogni sorta di prelibatezze, le quali costituiscono il nutrimento dell’uomo e il sostentamento della sua vita.

Spiegazione

L’Alter Rebbe propone un’analogia tratta dalla natura. La terra fisica fa crescere ogni sorta di cibi gradevoli, che sostengono la vita dell’uomo.

וגם כשאדם אוכל מבע״ח [מבעלי חיים] הנה עיקר גידולו וחיותו של הבע״ח [הבעלי חיים] ממה שאוכל מן הארץ נמצא שכל מזון וחיות האדם הוא ע״י בירור שנבחר הטוב הגנוז מן הארץ.

Inoltre, anche quando l’uomo si nutre di animali, la crescita principale e la forza vitale dell’animale provengono da ciò che esso mangia dalla terra. Ne consegue che tutto il nutrimento e la forza vitale dell’uomo derivano da un processo di raffinazione, nel quale viene selezionato il bene celato nella terra.

Spiegazione

Anche quando l’uomo mangia carne, l’animale è cresciuto e ha vissuto grazie a ciò che mangiava dalla terra. Tutto il nutrimento dell’uomo proviene dunque da un processo di raffinazione, che estrae il bene celato nella terra.

כך עד״מ הנה מזון עולמות עליונים הוא ממה שמקבלים חיותם מן התורה שבעוה״ז השפל.

Così, per analogia, il sostentamento dei mondi superiori deriva dal fatto che ricevono la propria forza vitale dalla Torah che si trova in questo mondo inferiore.

Spiegazione

Allo stesso modo, i mondi superiori sono nutriti dalla Torah studiata in questo mondo inferiore. La Torah qui in basso è come la terra, dalla quale i mondi superiori attingono il proprio nutrimento.

והנה כתיב (משלי ד) סלסלה ותרוממך כאדם שמסלסל בשערו שיהיה כל נימא בפ״ע [בפני עצמו] כך הוא בכל פרטי הלכות אין מספר שיהיה בזה הענין הדין כך ובזה הענין יהיה הדין כך נמשך מחכמה עילאה מבחי׳ נפלאותיך ומחשבותיך הנ״ל.

Ora, è scritto (Proverbi 4): «Esaltala (salseleha), ed essa ti innalzerà», come una persona che arriccia i capelli, affinché ogni ciocca sia per sé. Così è per tutti gli innumerevoli dettagli delle leggi: che in questa materia la legge sia così e in quell’altra la legge sia così; [ciò] deriva dalla sapienza superna (Chochmah), dal livello dei «Tuoi prodigi e dei Tuoi pensieri» menzionati sopra.

Spiegazione

Proverbi dice della sapienza: salseleha, che significa semplicemente «tienila in gran pregio», ed essa ti innalzerà; il maamar legge la parola come mesalsel, arricciare i capelli affinché ogni ciocca risulti distinta. Così pure ogni dettaglio della legge della Torah è distinto: «in questo caso la legge è così, in quell’altro è così»; ogni dettaglio deriva dalla Chochmah superna, dai prodigi e dai pensieri di D‑o.

וז״ש [וזהו שכתוב] דוד המלך ע״ה [עליו השלום] (תהלים צב) מה גדלו מעשיך ה׳ מאד עמקו מחשבותיך

Questo è ciò che disse il re David, la pace sia su di lui (Salmi 92): «Quanto sono grandi le Tue opere, Havayah; quanto profondi sono i Tuoi pensieri».

Spiegazione

L’Alter Rebbe cita ora un altro versetto del re David: «Quanto sono grandi le Tue opere, Havayah; quanto profondi sono i Tuoi pensieri». Spiegherà che cosa significa «grandi» quando lo si dice di D‑o.

פי׳ גדלו ע״ד שארז״ל [שאמרו רבותינו זכרונם לברכה] במקום שאתה מוצא גדולתו שם אתה מוצא ענותנותו כי לא שייך לפניו ית׳ בחי׳ גדולה

Il significato di «grandi» è conforme a quanto dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «Dovunque trovi la Sua grandezza, lì trovi la Sua umiltà». Infatti, davanti a Lui, benedetto Egli sia, non è applicabile alcun concetto di grandezza,

Spiegazione

I Saggi insegnano che dovunque si menzioni la grandezza di D‑o si trova anche la Sua umiltà, perché la grandezza nel senso ordinario non si applica affatto a D‑o. In precedenza, in Torah Ohr (Chayei Sarah), l’Alter Rebbe spiega questo insegnamento nello stesso modo: dare vita ai mondi non è la grandezza di D‑o, bensì una discesa; la lode riguarda dunque la Sua umiltà.

מאחר כי גדול ה׳ ומהולל מאד ולגדולתו אין חקר ואינו בבחי׳ ערך ומדה ומקום כלל שיפול עליו לשון גדול׳.

poiché «Havayah è grande e sommamente lodato, e la Sua grandezza è insondabile», ed Egli non rientra affatto nella categoria del paragone, della misura e del luogo, così da poterGli applicare il termine «grandezza».

Spiegazione

La grandezza di D‑o è insondabile; Egli è al di là di ogni paragone, misura o luogo. Parole come «grande» implicano una scala, e D‑o non rientra in alcuna scala.

אלא לשון גדול׳ הוא ענותנותו שנתלבש בבחי׳ ומדת גדולה להתפשט ולהתלבש תוך עלמין להחיותם

Piuttosto, il termine «grandezza» [si riferisce] alla Sua umiltà: Egli si è rivestito del livello e della qualità della grandezza, per diffondersi e rivestirsi entro i mondi, dando loro vita.

Spiegazione

Dunque ciò che chiamiamo «grandezza» di D‑o è in realtà la Sua umiltà: Egli si abbassa assumendo la qualità della grandezza, per diffondersi nei mondi e dar loro vita.

וזהו מה גדלו מעשיך ה׳ כי מה שנמשך ונתפשט למטה דרך פרטי הלכה אחת הוא הוא מזון וקיום חיות כל העולמות עליונים ותחתונים וכל העולמות עליונים הם כלא ממש נגד מה שנמשך מפרטי הלכה אחת שהיא מקור חיותם וקיומם

E questo è [il significato di] «Quanto sono grandi le Tue opere, Havayah»: ciò che viene fatto scendere e si diffonde in basso attraverso i particolari di una singola legge è esso stesso il nutrimento e il sostentamento della forza vitale di tutti i mondi, superiori e inferiori; e tutti i mondi superiori sono davvero nulla rispetto a ciò che viene tratto dai particolari di una singola legge, che è la fonte della loro forza vitale e della loro esistenza.

Spiegazione

«Quanto sono grandi le Tue opere» parla dunque della Sua umiltà: la luce che fluisce in basso attraverso i particolari anche di una sola legge della Torah è ciò che sostiene tutti i mondi, superiori e inferiori. Tutti i mondi superiori, presi insieme, sono nulla rispetto alla fonte racchiusa in una singola legge.

כי כל הלכה היא המשכת והתפשטות אור מרצון העליון ב״ה וחכמה עילאה שהן מקור החיות לכל העולמות

Poiché ogni legge è un trarre e diffondere luce dalla volontà suprema (ratzon), benedetto Egli sia, e dalla sapienza superna (Chochmah), che sono la fonte della forza vitale di tutti i mondi.

Spiegazione

Questo perché ogni legge della Torah è un’estensione della Volontà suprema e della Chochmah superna. Queste due sono la fonte della vita di ogni mondo.

ואם כך הוא בענין גדולת מעשיו א״כ עאכו״כ [על אחת כמה וכמה] מאד עמקו מחשבותיך שהיא בחינה למעלה מעלה מבחי׳ עלמין אלא מקיף וסובב עליהם ואינו מתלבש בתוכם.

E se è così riguardo alla grandezza delle Sue opere, a maggior ragione [vale che] «i Tuoi pensieri sono profondissimi»: si tratta di un livello immensamente superiore al livello dei mondi; esso, piuttosto, li abbraccia e li circonda, senza rivestirsi al loro interno.

Spiegazione

Se la «grandezza» delle opere di D‑o, il Suo dare vita ai mondi, è già così vasta, allora «i Tuoi pensieri sono profondissimi» si riferisce a qualcosa di ancora molto più elevato. È un livello che non entra affatto nei mondi, ma li circonda dall’esterno (sovev).

ומזה יתבונן המשכיל להיות בתורת ה׳ חפצו להיות שש ועלז בה כמ״ש (משלי ח) וכל חפצים לא ישוו בה

Da ciò la persona riflessiva potrà contemplare e giungere a fare «della Torah di Havayah il proprio desiderio», a rallegrarsi ed esultare in essa, come è scritto (Proverbi 8): «E tutte le cose desiderabili non possono essere paragonate a lei»:

Spiegazione

Chi riflette su questo giungerà a desiderare la Torah e a gioire in essa. Proverbi afferma che nessuna cosa desiderabile (chafatzim) è paragonabile alla sapienza.

שאפי׳ [שאפילו] חפצים העליונים שהוא כענין שכתוב כל אשר חפץ הוי״ה עשה בשמים ובארץ ושמים הם העולמות העליונים ולא ישוו בה שכולם הם כלא ממש בערך הלכה אחת שהיא מבחי׳ נפלאותיך ומחשבותיך הנ״ל.

neppure i desideri superiori, come nell’espressione: «Tutto ciò che Havayah ha desiderato, Egli l’ha fatto nei cieli e sulla terra»; e «i cieli» sono i mondi superiori, eppure «non possono essere paragonati a lei», poiché sono tutti davvero nulla rispetto a una singola legge, che appartiene al livello delle «Tue meraviglie e dei Tuoi pensieri» menzionati sopra.

Spiegazione

L’Alter Rebbe applica questo persino ai «desideri» di D‑o: «Tutto ciò che Havayah ha desiderato (chafetz), Egli l’ha fatto nei cieli»; dunque i cieli, i mondi superiori, rientrano tra i desideri di D‑o. Eppure non sono paragonabili a una singola legge della Torah, perché quella legge proviene dalle meraviglie e dai pensieri di D‑o.

Il paragrafo 5 in breve

Il paragrafo spiega che, dal Sinai in poi, i mondi sono sostenuti dalla Torah e dalle mitzvos compiute in basso; che una singola legge della Torah supera tutti i mondi superiori; e che i «pensieri» di D‑o nella Torah si trovano ancora più in alto, al di là dei mondi. Perciò la persona riflessiva troverà gioia nella Torah più che in ogni altra cosa.

Approfondimento

Il passaggio da un risveglio dall’Alto prima del Sinai a un risveglio dal basso (isarusa dilesata) dopo il Sinai è un tema ricorrente nella Chassidus: dal Dono della Torah in poi, la vita del mondo dipende dalla raffinazione compiuta attraverso il servizio dell’uomo. La lettura della «grandezza» di D‑o come umiltà richiama il passo di Torah Ohr su Chayei Sarah, dove dare vita ai mondi è descritto come una discesa per D‑o, non come una lode della Sua grandezza.

Marei mekomos

  1. 1
  2. 2
  3. 3
    במקום שאתה מוצא גדולתו · Megillah 31a:12–13
  4. 4
    גדול הוי׳ ומהולל מאד · Psalms 145:3
  5. 5
    כל אשר חפץ הוי״ה עשה בשמים ובארץ · Psalms 135:6
  6. 6
  7. 7
    בתורת ה׳ חפצו · Psalms 1:2

Perché David fu rimproverato ¶6

6וכמ״ש באדרא שההלכות הן בחי׳ הנימין ושערות של מעלה וכל נימא להיט לעלמין סתימין כו׳.

Come è scritto nell’Idra, le leggi sono il livello delle ciocche e dei capelli superni, e «ogni filo si protende verso mondi nascosti», ecc.

Spiegazione

L’Idra, una sezione dello Zohar, descrive le leggi della Torah come i «capelli» del Volto superno. Ogni filo raggiunge mondi nascosti, portando vita da una fonte elevatissima.

וכמ״ש בע״ח [בעץ חיים] שכל הנימין ושערות הם מבירור רפ״ח ניצוצים כו׳ ותכלית הבירור הוא בעוה״ז כו׳.

E come è scritto nell’Etz Chaim, tutte le ciocche e i capelli derivano dal raffinamento delle 288 scintille, ecc., e il fine ultimo del raffinamento si realizza in questo mondo, ecc.

Spiegazione

L’Etz Chaim dell’Arizal insegna che queste ciocche e questi capelli derivano dal raffinamento delle 288 scintille cadute durante la frantumazione dei recipienti. Il loro raffinamento si completa soltanto in questo mondo, attraverso la Torah e le mitzvos.

וזהו זמירות היו לי חוקיך בבית מגורי שהיה שש ושמח בהם עד שהיו לו כמו זמירות ותענוגים אלא שנענש על שקראם זמירות.

E questo è [il significato di] «I tuoi statuti erano canti per me nella casa del mio peregrinare»: egli si rallegrava e gioiva di essi, fino a che per lui erano come canti e delizie; eppure fu punito per averli chiamati canti.

Spiegazione

Ora viene spiegato il versetto su David: gli statuti della Torah gli procuravano una gioia tale da sembrargli canti e delizie. Eppure fu punito per averli chiamati canti.

ולא על שלמד בענין זה אלא על ששיבחם בזו המעלה לחוד שהוא מקור וחיות כל העולמות.

[Fu punito] non per aver studiato in questo modo, ma per averli lodati soltanto per questa qualità, ossia per essere la fonte e la forza vitale di tutti i mondi.

Spiegazione

David non fu rimproverato per aver studiato la Torah con gioia. Fu rimproverato per averla lodata soltanto per questa qualità, cioè perché è la fonte della vita di tutti i mondi, come se questa fosse la sua virtù suprema. Il Kuntres Acharon di Tanya («David zemiros») spiega che questa qualità appartiene soltanto al «retro» della profondità del pensiero di D‑o, mentre la Torah interiore è una con la Luce Infinita (Or Ein Sof), davanti alla quale i mondi non sono nulla.

שבאמת הוא גבוה למעלה מעלה מבחי׳ קיום וחיות כל העולמות וכמ״ש (שם) ואהיה אצלו אמון ואהיה שעשועים יום יום ופי׳ במדרש (ב״ר [בראשית רבה] פ״א) אמון מופלא שהוא מבחי׳ פלא העליון בחינת נפלאותיך ומחשבותיך.

Poiché, in verità, essa è assai, assai al di sopra del livello del sostentamento e del conferimento della vita a tutti i mondi, come è scritto (ibid.): «Ed ero presso di Lui un amon, ed ero delizia, giorno, giorno»; e il Midrash spiega (Bereishis Rabbah, ch. 1): amon [significa] «meraviglioso» (mufla), che appartiene al livello della Meraviglia suprema, il livello di «i Tuoi prodigi e i Tuoi pensieri».

Spiegazione

In verità, la Torah è assai al di sopra persino del suo ruolo di sostenere i mondi: nei Proverbi, la Sapienza dice che era un amon presso D‑o, e il maamar cita il Midrash, che interpreta amon come «meraviglioso» (mufla), ossia la Meraviglia suprema. Kehot cita il Rebbe Maharash, il quale, in Bereishis Rabbah, ch. 1, ha trovato per amon soltanto «precettore», «coperto» e «nascosto» (e «grande»); Or HaTorah intende invece l’amon «meraviglioso» come l’intelletto nascosto (mocha stima’ah).

וזהו יום יום נגד ב׳ בחינות שהם נפלאותיך ומחשבותיך וזהו ואהיה שעשועים שהיא שעשועים של הקב״ה כביכול בכבודו ובעצמו

E questo è [il significato di] «giorno, giorno», che corrisponde ai due livelli, «i Tuoi prodigi» e «i Tuoi pensieri»; e questo è [il significato di] «ed ero delizia»: si tratta della delizia del Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), per così dire, nella Sua gloria e nella Sua essenza.

Spiegazione

La ripetizione «giorno, giorno» nel versetto allude ai due livelli, i prodigi di D‑o e i Suoi pensieri. «Delizia» significa che la Torah è la delizia propria di D‑o, per così dire, nella Sua stessa essenza.

ולמשל כמו שאדם משתעשע בחכמתו כשאומר דבר חכמה כן ויותר מכן לאין קץ ותכלית באלף אלפים הבדלות הקב״ה משתעשע בחכמתו העליונה שאינה יכולה להתלבש תוך עלמין כלל

Per analogia, come una persona si diletta della propria sapienza quando esprime un pensiero sapiente, così — e infinitamente di più, per mille e mille distinzioni — il Santo, benedetto Egli sia, si diletta della Sua sapienza superna, che non può rivestirsi affatto nei mondi.

Spiegazione

Come una persona gode della propria sapienza quando esprime un pensiero sapiente, così D‑o si diletta, infinitamente di più, della Sua sapienza superna, troppo elevata per entrare nei mondi. Or HaTorah (citato da Kehot) chiama questa la sapienza (Chochmah) nascosta, distinta dalla Chochmah del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), cui si riferisce l’espressione «Tu hai fatto tutti con sapienza».

אלא שדוד המלך ע״ה [עליו השלום] היה צריך לפי שעה. בבית מגורי שהיו שונאין לו ואין דינים נמתקין אלא בשרשן דהיינו בשרש התהוות העולמות כשנתהווה ונמשך מאין המוחלט להתענג ולשמוח בחלקו אשר הוא ממשיך בתורתו לקיום וחיות העולמות

Ma il re David, pace su di lui, ne aveva bisogno per quel momento: «nella casa del mio peregrinare», poiché lo odiavano, e i rigori si addolciscono soltanto alla loro radice, cioè alla radice del divenire dei mondi, quando essi vennero all’esistenza e furono tratti dal nulla assoluto; [perciò aveva bisogno] di dilettarsi e gioire della porzione che egli attira verso il basso mediante la sua Torah, per il sostentamento e la forza vitale dei mondi,

Spiegazione

David, tuttavia, aveva bisogno per quel momento della forza vitale che la Torah conferisce, perché nella «casa del mio peregrinare» era odiato e perseguitato. I giudizi severi si addolciscono soltanto alla loro radice, un principio della Kabbalah; quella radice è la fonte della creazione dei mondi dal nulla, perciò David aveva bisogno di gioire della parte della Torah che egli attira verso il basso per dare vita ai mondi.

שעי״ז ממילא יתבטלו כל המונעים מאחר שמקבלים חיותם ממנה והם בטלים לגבה וכשממשיך אורה למטה תפול עליהם אימתה ופחד והיו כלא היו.

Così, tutti gli impedimenti saranno automaticamente come nulla dinanzi ad essa, poiché ricevono da essa la loro forza vitale e, rispetto ad essa, sono come nulla; e quando egli ne fa discendere la luce in basso, «il terrore e lo spavento cadranno su di loro», e saranno come se non fossero mai esistiti.

Spiegazione

Poiché tutte le forze che si oppongono ricevono la loro vita dalla Torah, quando una persona ne fa discendere la luce, esse diventano da sé come nulla dinanzi ad essa. «Il terrore e lo spavento» cadono su di loro, ed esse diventano come se non fossero mai esistite.

Il paragrafo 6 in breve

Il paragrafo risponde alle domande su David: egli gioiva della Torah in quanto fonte di vita per i mondi, di cui aveva bisogno per superare i suoi nemici; fu però rimproverato per averla lodata soltanto in questo modo, poiché la Torah è in realtà la delizia propria di D‑o, assai al di sopra dei mondi.

Approfondimento

Le 288 scintille (רפ״ח) sono il numero indicato dall’Arizal per le scintille cadute dai recipienti frantumati; il loro raffinamento si completa in questo mondo. L’addolcimento dei giudizi alla loro radice è un principio dell’Arizal: i rigori si mitigano elevandoli alla fonte da cui provengono; qui tale fonte è la Torah, dalla quale traggono vita tutti i mondi, compresi coloro che si oppongono a una persona.

Marei mekomos

  1. 1
    והיו כלא היו · Obadiah 1:16
  2. 2
    וכמ״ש באדרא . . ותכלית הבירור הוא בעוה״ז כו׳ · קטע זה ליתא בבוך 1824.
  3. 3
    אלא על ששיבחם · Numbers 18:3
  4. 4
    ואהיה אצלו אמון ואהיה שעשועים יום יום · Proverbs 8:30
  5. 5
    ופי׳ במדרש (ב״ר פ״א) . . פלא העליון · Bereshit Rabbah 1:1
  6. 6
    שאינה יכולה להתלבש תוך עלמין · באוה״ת נ״ך שם ”הוא בחי׳ חכמה סתימאה ומ״ש כולם בחכמה עשית בחכמה יסד ארץ זהו חכמה דאצילות”.
  7. 7
    תפול עליהם אימתה ופחד · Exodus 15:16

Il consiglio dei Saggi e il sogno del Faraone ¶7

7וזו היא העצה שיעצו חז״ל [חכמינו זכרונם לברכה] השכם והערב עליהם דהיינו שיהא בבחי׳ עליהם מעלה מעלה וגבוה מהם

E questo è il consiglio che i nostri Saggi, di benedetta memoria, diedero: «Alzati presto e resta fino a tardi sopra di loro (aleihem)», cioè che ci si trovi nello stato di «sopra di loro», molto al di sopra e più in alto di loro,

Spiegazione

L’Alter Rebbe torna al consiglio dei Saggi: «Alzati presto e resta fino a tardi sopra di loro (aleihem) nella casa di studio, ed essi periranno da sé». Egli interpreta aleihem come «al di sopra di loro»: una persona dovrebbe elevarsi a un livello superiore a quello dei suoi avversari.

דהיינו בבחי׳ עסק התורה שהיא גבוה ונעלה מאד שהיא מקור חיותם. ולכן הם כלים ומתבטלין מאליהן וממילא נדחי׳.

ossia nello stato dello studio della Torah, che è molto elevato ed eccelso, essendo la fonte della loro forza vitale (chayus). Perciò «periscono» e vengono annullati «da sé», e sono respinti automaticamente.

Spiegazione

Quel livello superiore è lo studio della Torah, poiché la Torah è la fonte da cui traggono la loro vita anche le forze che vi si oppongono. Quando una persona è legata alla loro fonte, esse si dissolvono da sé, senza bisogno di combatterle.

והערב עליהם היינו בבחי׳ נפשי כעפר לכל תהי׳ [תהיה] לידום וליסבול כנ״ל שיהיה כעפר וארץ שממנה יצא לחם וכל ההשפעות ממטה למעלה אחר מ״ת [מתן תורה] כנ״ל

E «resta fino a tardi sopra di loro» significa il livello di «possa la mia anima essere come polvere per tutti», tacere e sopportare [ciò], come detto sopra; così da essere come polvere e terra, da cui viene il pane, e tutte le influenze dal basso verso l’alto dopo il Dono della Torah, come detto sopra;

Spiegazione

«Restare fino a tardi» è il secondo approccio: l’umiltà, «possa la mia anima essere come polvere per tutti», tacendo e sopportando gli insulti, come dice la stessa preghiera: «davanti a coloro che mi maledicono, la mia anima taccia»; e come comincia la risposta di Rabbi Elazar nel Talmud: «Taci (dom) davanti al Nome Havayah». Come la terra, da cui viene il pane, la persona umile diventa il terreno da cui, dal Sinai in poi, ogni influenza sale dal basso verso l’alto.

דהיינו כשנברר הטוב מן הרע וכו׳ ואזי ממילא יפול הרע ויבוטל כמ״ש (ישעיה מא) יהיו כאין ויאבדו אנשי ריבך כי אין להם חיות עוד.

ossia, quando il bene viene separato e purificato dal male, ecc., allora il male cade da sé e viene annullato, come è scritto (Isaia 41): «Saranno come nulla, e periranno gli uomini che contendono con te», poiché non hanno più alcuna chayus.

Spiegazione

Questo è il lavoro di purificazione: separare il bene dal male; una volta rimosso il bene, il male cade da sé. Come dice Isaia, gli avversari diventano come nulla, perché non hanno più alcuna forza vitale.

אבל באמת אין זו לבדה מעלת ושבח התורה כ״א כמ״ש ובלילה שירה עמי שירו קרי דהיינו שעשועים של הקב״ה כמ״ש ואהיה אצלו כו׳ שעשועים זה יהיה עמי וכמ״ש (תהלים קמט) ישמח ישראל בעושיו.

Ma in verità questa non è l’unica virtù e lode della Torah; bensì, come è scritto: «E di notte il Suo canto (shiroh) è con me»: si legge shiro, «il Suo canto», ossia la delizia del Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), come è scritto: «Ed ero presso di Lui», ecc., «delizie»; queste saranno «con me». E come è scritto (Salmi 149): «Israele gioisca nel suo Creatore».

Spiegazione

Tuttavia, dare vita ai mondi e prevalere sugli avversari non è la vera lode della Torah. In «di notte il Suo canto è con me», la parola shiroh si legge shiro, «il Suo canto»: la Torah è la delizia stessa di D‑o («ero le Sue delizie»), e la persona vi prende parte, come in «Israele gioisce nel suo Creatore».

והנה ע״י בחי׳ שמחה ותענוג הזה בתורת ה׳ יסיר כל מונע מבית ומבחוץ ואין רע יורד מלמעלה כלל

Ora, attraverso questo livello di gioia e delizia (taanug) nella Torah di D‑o, si rimuove ogni impedimento, interiore ed esteriore, e dall’Alto non discende affatto alcun male.

Spiegazione

Attraverso la gioia e la delizia nella Torah, viene rimosso ogni ostacolo, interiore ed esteriore. Poiché dall’Alto non discende alcun male, una persona legata a questa delizia superiore è protetta dal danno; Tanya (Iggeres HaKodesh 11) spiega che tutto ciò che proviene dall’Alto è buono e che appare cattivo soltanto perché è al di là della nostra comprensione.

משא״כ כשאין לו בחי׳ השעשועים הנ״ל עליו נאמר ויהי מקץ שנתים ימים

Ma quando non si possiede questo livello di delizia menzionato sopra, di lui si dice: «E avvenne, alla fine di due anni interi (shenasayim yamim)».

Spiegazione

Ora viene spiegato il versetto iniziale del maamar. Quando una persona è priva di questa delizia nella Torah, si applica a lei il versetto «alla fine di due anni interi».

פי׳ שבחי׳ שנתים ימים שהם בחי׳ יום יום בחי׳ השעשועים הנ״ל הם אצלו בקץ ותכלית כלומר שאין לו בחי׳ הנ״ל בעסק התורה ואז ופרעה חולם.

Ciò significa che il livello dei «due anni di giorni», che è il livello di «giorno, giorno», il livello della delizia menzionata sopra, per lui è giunto a una fine e a un limite; vale a dire che non possiede il livello sopra descritto nello studio della Torah. E allora «Pharaoh sogna (cholem)» [cholem è anche il nome del segno vocalico scritto come un punto sopra la lettera].

Spiegazione

Shenasayim yamim, letteralmente «due anni di giorni», allude al raddoppiato «giorno, giorno» delle delizie della Torah; per una persona simile esse sono giunte alla fine (miketz), il che significa che nel suo studio della Torah manca questa gioia. Allora «Pharaoh sogna»: la parola che significa sognare, cholem, è anche il nome del segno vocalico scritto come un punto sopra le lettere.

פי׳ אע״פ [אף על פי] שיש לו בחי׳ פרעה שהוא בחי׳ התגלות אלקות ע״י התפלה אעפ״כ [אף על פי כן] אינו בבחי׳ טעמים שהם בחי׳ הנגון ושעשועים הנ״ל כ״א בבחי׳ נקודה ברישי אתוון

Questo significa: sebbene egli abbia il livello del Faraone, vale a dire una rivelazione della Divinità tramite la preghiera, tuttavia essa non si trova al livello dei ta’amim, che sono il livello della melodia e della delizia menzionate sopra, bensì soltanto al livello di «un punto sulle sommità delle lettere»,

Spiegazione

Una persona simile ha ancora un «Faraone», una rivelazione della Divinità nella sua preghiera. Ma essa è priva dei ta’amim, della melodia e della delizia della Torah; è soltanto come il cholem, un punto sopra le lettere.

כי הנפש מלאה אותיות ואור ה׳ שמאיר בה הוא בחי׳ נקודה קטנה בראשו לבד שמתנוצץ בשכלו הארת והמשכת אלקות אבל אינה מלובשת בתוכו כ״א בבחי׳ מקיף עליו:

poiché l’anima è colma di lettere, e la luce di D‑o che risplende in essa è soltanto al livello di un piccolo punto alla sua sommità: nel suo intelletto scintillano un’illuminazione e un flusso della Divinità verso il basso; ma questa non è rivestita in lui, bensì si trova soltanto in una forma che lo circonda (makif).

Spiegazione

L’anima è colma di «lettere», cioè dei suoi pensieri e delle sue facoltà, e la luce di D‑o la tocca soltanto come un piccolo punto sopra di esse, una scintilla nell’intelletto. Quella luce non diventa parte della persona, ma aleggia sopra di lui dall’esterno (makif).

Il paragrafo 7 in breve

Il paragrafo spiega i due approcci consigliati dai Saggi: elevarsi al di sopra degli avversari attraverso la Torah e abbassarsi come polvere; mostra poi che la vera lode della Torah è la delizia che D‑o prova in essa. Senza questa delizia, la consapevolezza di D‑o da parte della persona durante la preghiera è soltanto un punto sopra le lettere: questo è il significato di «Pharaoh sogna».

Approfondimento

Il «punto alle sommità delle lettere» (nekudah b'reishei asvan) è la vocale cholem; il gioco di parole su cholem («sogna») collega il sogno di Pharaoh a una luce divina che aleggia sopra l’anima senza penetrarvi. Il contrasto tra i ta'amim e un semplice punto riflette la gerarchia kabbalistica dei quattro componenti del testo della Torah, in cui i ta'amim, la melodia, occupano il grado più elevato.

Marei mekomos

  1. 1
    השכם והערב עליהם · Gittin 7a:7
  2. 2
    נפשי כעפר לכל תהי׳ לידום · Berakhot 17a:4
  3. 3
  4. 4
    ובלילה שירה עמי · Psalms 42:9
  5. 5
    ואהיה אצלו כו׳ שעשועים · Proverbs 8:30
  6. 6
  7. 7
    ואין רע יורד מלמעלה · Bereshit Rabbah 51:3
  8. 8
    בחי׳ השעשועים הנ״ל · ע׳ אוה״ת פ׳ מקץ שלט, א.
  9. 9
    ויהי מקץ שנתים ימים · Genesis 41:1
  10. 10
    בקץ ותכלית · ראה שיחת ש״פ מקץ תשכ״ה.

Le vacche e il filo di benevolenza ¶8

8והנה עומד על היאור. שממנו ג״כ נמשך בחי׳ המשכה לשבע פרות הטובות שהם ז׳ מדות אהבה ויראה וכו׳ הטבעיי׳ [הטבעיים]

«Ed ecco, egli stava presso il Fiume (ye’or)». Da esso viene anche attratto un flusso verso le sette vacche buone, che sono i sette attributi — amore, timore reverenziale e così via — nella loro forma naturale,

Spiegazione

Nel sogno, il Faraone sta presso il Fiume, il Nilo. Il Fiume rappresenta un flusso dall’Alto che alimenta anche le sette vacche buone, cioè i sette attributi emotivi — amore, timore reverenziale e gli altri — nella loro forma naturale.

שיהיה אחר התפלה מחמת זה בסור מרע ועשה טוב.

così che, dopo la preghiera, per effetto di ciò, egli sia [impegnato] nel «ritirarsi dal male e fare il bene».

Spiegazione

Queste emozioni naturali, risvegliate durante la preghiera, portano poi la persona ad «allontanarsi dal male e fare il bene».

אך אחר זה הנה שבע פרות אחרות כו׳. ותאכלנה כו׳ ולא נודע כו׳. שבערך זמן רב אחר התפלה יוכל להתעורר מדות ותאוות גשמיות ומשכחות לגמרי את מדות הטובות אהוי״ר [אהבה ויראה] כו׳ שבשעת התפלה.

Ma dopo ciò, «ecco sette altre vacche», ecc., «e le divorarono», ecc., «e non si seppe», ecc.: infatti, quando è trascorso molto tempo dalla preghiera, possono risvegliarsi attributi e desideri fisici e indurre [lui] a dimenticare del tutto i buoni attributi, l’amore e il timore reverenziale, ecc., che aveva durante la preghiera.

Spiegazione

Ma allora arrivano le sette altre vacche del sogno: le vacche cattive divorano quelle buone, e non si nota che le hanno divorate. Allo stesso modo, qualche tempo dopo la preghiera possono sorgere desideri fisici e cancellare l’amore e il timore reverenziale che una persona aveva provato mentre pregava.

משא״כ בבחי׳ הטעמים שהם בחי׳ שירה וזמרה הנ״ל. ע״ז אמרו (ע״ז [עבודה זרה] ג) כל העוסק בתורה בלילה חוט של חסד נמשך עליו ביום שנאמר יומם יצוה ה׳ חסדו ובלילה שירה עמי

Ciò non avviene invece al livello dei ta’amim [melodie], che sono il livello del canto e della melodia menzionati sopra. A questo proposito dissero (Avodah Zarah 3): «Chiunque si occupi di Torah di notte, di giorno un filo di benevolenza viene steso su di lui, come è detto: “Di giorno Havayah comanda la Sua benevolenza, e di notte il Suo canto è con me”».

Spiegazione

Questo non accade con i ta’amim, il canto della Torah. Il Talmud dice che chiunque studi Torah di notte ha un filo di benevolenza steso su di lui di giorno, secondo il versetto «Di giorno Havayah comanda la Sua benevolenza, e di notte il Suo canto è con me»; Likkutei Torah (Korach) rimanda a questo maamar per la spiegazione di questo «filo di benevolenza».

שחוט של חסד ואהבה עליונה באה עליו מלמעלה אהבה חדשה יותר מכדי טבעו של נפש אלקות לדבקה בו ית׳ בחי׳ אהבה בתענוגים

[Ciò significa] che un filo di benevolenza e di amore superno scende su di lui dall’Alto: un amore nuovo, che supera la capacità naturale dell’anima divina (Nefesh Elokis) di aderire a Lui, benedetto Egli sia; il livello dell’amore colmo di delizia;

Spiegazione

Questo «filo di benevolenza» è un amore nuovo e superno che discende dall’Alto, più grande dell’amore naturale dell’anima divina: un amore colmo di delizia, che la porta ad aderire a D‑o.

ומשם נמשך יאור והמשכה לבחי׳ נקודה ברישי אתוון שהיאור הוא עומד על החולם וממשיך עליו הארה רבה ועצומה שלא יהיו פרות הרעות כלל כי אין רע יורד מלמעלה כו׳:

e da lì si traggono il Fiume e un flusso verso il livello del «punto alle sommità delle lettere», poiché il Fiume sta sopra il cholem [segno vocalico] e vi fa discendere una grande e poderosa illuminazione, affinché non vi siano affatto vacche cattive, perché «nessun male discende dall’Alto», ecc.

Spiegazione

Da questo amore il «Fiume» fluisce verso il punto sopra le lettere, la scintilla della divinità nella mente. Il Fiume sta sopra il cholem e gli conferisce grande forza, così che le vacche cattive non possano sorgere affatto, poiché nessun male discende dall’Alto.

Il paragrafo 8 in breve

Il paragrafo completa l’interpretazione del sogno del Faraone: l’amore e il timore reverenziale suscitati soltanto dalla preghiera possono essere sopraffatti in seguito dai desideri fisici; invece, la delizia del canto della Torah fa discendere un amore superno, più elevato, che protegge l’anima affinché le vacche cattive non compaiano mai.

Approfondimento

Il «filo di benevolenza» (chut shel chesed) è trattato ampiamente in Likkutei Torah su Korach, che rimanda a questo maamar per la sua spiegazione. Il contrasto è tra l’amore naturale, che cresce e diminuisce, e un amore che viene dall’Alto, supera la natura stessa dell’anima e perciò non viene consumato dai desideri che seguono la preghiera.

Marei mekomos

  1. 1
    והנה עומד על היאור · Genesis 41:1
  2. 2
    לשבע פרות הטובות · Genesis 41:2
  3. 3
    בסור מרע ועשה טוב · Psalms 34:15
  4. 4
    הנה שבע פרות אחרות · Genesis 41:3
  5. 5
    ותאכלנה כו׳ · Genesis 41:4
  6. 6
    ולא נודע כו׳ · Genesis 41:21
  7. 7
    ע״ז אמרו . . כל העוסק בתורה בלילה · בלקו״ת קרח נה, ב. באוה״ת בראשית כרך ד תשד, א. יהל אור ע׳ קסו. וראה שם ע׳ קסח. וע׳ תשכט. בענין חוט של חסד — מבואר באוה״ת נ״ך כרך א ע׳ קטו. כרך ב ע׳ תתנז. ד״ה וסוכה תהי׳ לצל סה״מ תרל״ב כרך ב ע׳ תקיט ואילך.
  8. 8
    יומם יצוה ה׳ חסדו · Psalms 42:9
  9. 9

Hai terminato il maamar?

Segnalo come studiato: conta per il siyum settimanale e per quello annuale.

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Nell’avodah

Renditi «come polvere per tutti»: l’umiltà, persino quella suscitata dalle sofferenze, porta alla luce la luce nascosta dell’anima. Studia la Torah non soltanto come fonte di vita e di protezione, ma gioendo in essa quale delizia propria di D‑o; questa gioia attira dall’Alto un amore che impedisce all’amore e al timore reverenziale della preghiera di essere divorati dai desideri della giornata.

Domande di discussione

  1. In che modo il gioco di lettere tra פרעה ed העפר collega l’umiltà alla rivelazione della Divinità nascosta?
  2. Secondo il maamar, se le sofferenze non sono una punizione, quale scopo hanno?
  3. Perché una singola legge della Torah è più grande di tutti i mondi superiori, e che cosa è ancora più elevato di essa?
  4. Che cosa mancava precisamente nel fatto che David chiamasse la Torah «canti», e perché aveva bisogno di lodarla in quel modo in quel momento?
  5. Qual è la differenza tra l’amore e il timore reverenziale suscitati dalla preghiera e il «filo di benevolenza» attirato dal canto della Torah?

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Indice

Torah Ohrתורה אור

Parashot Mikeitzמקץ

  1. 1ויהי מקץ שנתים ימים ופרעה חולם…«E avvenne, al termine di due anni di giorni, che il Faraone sognava»
  2. 2ויהי מקץ שנתים ימים ופרעה חלם…«E avvenne al termine di due anni interi» (secondo maamar)
  3. 3ענין חנוכהIl tema di Chanukah
  4. 4ת״ר מצות נר חנוכה כו׳I Rabbini insegnarono: la mitzvah della lampada di Chanukah… Beis Shammai dicono…
  5. 5כי עמך מקור חיים באורך נראה…Poiché presso di Te è la fonte della vita; nella Tua luce vedremo la luce
  6. 6ביאור על הנ״לSpiegazione di quanto precede
  7. 7רני ושמחי בת ציון כו׳«Canta e gioisci, o figlia di Sion»
  8. 8קצת ביאור על זהBreve spiegazione di questo
  9. 9רני ושמחי בת ציון כי הנני…«Canta e gioisci, figlia di Sion, perché ecco, Io vengo»
  10. 10ביאור על הנ״לSpiegazione di quanto precede: «Canta e gioisci, figlia di Zion»
  11. 11מי כה׳ אלקינו המגביהי לשבת המשפילי…«Chi è come Havayah, nostro D‑o, che si innalza per sedere, che si abbassa per vedere…»
  12. 12ביאור על הנ״לSpiegazione di quanto precede
  13. 13כי אתה נרי ה׳ והוי״ה יגיה…Poiché Tu sei la mia lampada, Havayah
  14. 14ביאור על פסוק כי אתה נרי…Spiegazione del versetto «Poiché Tu sei la mia lampada»
  15. 15נר חנוכה מצוה להניחה כו׳ משמאל,…La lampada di Chanukah: una mitzvah da collocare a sinistra
  16. 16ביאור על הנ״לSpiegazione di quanto precede