LikuteiTorah.comLa parsha di Chassidus

Torah Ohr · Parashot Mikeitz · Maamar 11

מי כה׳ אלקינו המגביהי לשבת המשפילי לראות בשמים ובארץ

«Chi è come Havayah, nostro D‑o, che si innalza per sedere, che si abbassa per vedere…»

  • 23 paragrafi · 70 sezioni
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione

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Idea centrale

La Scrittura chiama lampada sia la mitzvah sia l’anima. La contemplazione dell’anima divina (Nefesh Elokis) accende un amore che consuma persino l’anima animale (Nefesh HaBehamis), come l’olio attirato su per uno stoppino nella fiamma; le mitzvos sollevano l’anima dal basso come rivestimenti avvolgenti, e la luce della Torah fa discendere dall’Alto la Luce Infinita (Or Ein Sof), così che D‑o si riveli in basso come in alto.

Il maamar in breve

I Proverbi chiamano una mitzvah lampada e l’anima «la lampada di Havayah»; il maamar domanda che cosa sia ciascuna lampada. Una lampada prende il nome dal suo stoppino; l’olio alimenta la fiamma e vi si consuma, mentre lo stoppino unisce la fiamma all’olio. «Con tutto il tuo cuore» significa con entrambe le inclinazioni: ogni persona ha un’anima divina e un’anima animale, ciascuna composta di intelletto ed emozioni, e le due inclinazioni sono le emozioni che nascono dall’intelletto di ciascuna anima. Quando l’anima divina contempla nello Shema che tutta la creazione proviene soltanto dalla sovranità (Malchus) di D‑o e non apporta alcun cambiamento in Lui, genera un amore ardente. L’anima divina è lo stoppino, e l’intelletto dell’anima animale, come l’olio, è attirato verso di essa e si consuma in quell’amore: questa è la lampada dell’anima. La lampada di una mitzvah solleva l’anima animale dall’esterno, come un rivestimento avvolgente, come il tallis e i tefillin prima della preghiera e come la carità. La Torah, invece, fa discendere dall’Alto la Luce Infinita attraverso la sapienza (Chochmah), come nella Torah di Rav Yehudah. La mitzvah è lo stoppino che accoglie la luce della Torah, e il versetto iniziale descrive entrambi i movimenti.

Schema

  1. Due lampade e il modo in cui arde una lampadaLa Scrittura chiama lampada sia la mitzvah sia l’anima. Una lampada prende il nome dal suo stoppino; l’olio alimenta la fiamma e vi si consuma, mentre lo stoppino unisce la fiamma all’olio.¶1–2
  2. Due anime, due inclinazioni«Con tutto il tuo cuore» significa con entrambe le inclinazioni. Ogni anima è costituita principalmente dall’intelletto; le emozioni che nascono dalla comprensione dell’anima divina sono l’inclinazione buona, mentre quelle che nascono dal ragionamento sulle cose fisiche sono l’inclinazione malvagia, che deve essere sottomessa.¶3–6
  3. La contemplazione dello Shema«Nostro D‑o», la forza che crea e sostiene i mondi, proviene da Havayah, la Luce Infinita. La creazione è continua, eppure non apporta alcun cambiamento in D‑o, perché proviene soltanto dalla Sua Malchus, il Suo «Nome».¶7–9
  4. La lampada dell’animaUna profonda contemplazione arresta i pensieri dell’anima vitale sulle cose fisiche e genera un amore ardente. L’anima divina è lo stoppino e l’intelletto dell’anima vitale è l’olio, che si consuma nell’amore per D‑o.¶10–11
  5. La lampada di una mitzvahLe mitzvos sono rivestimenti avvolgenti che legano e sollevano l’anima animale, come una pietra in una fionda, il tallis e i tefillin prima della preghiera, e la carità, che attira dall’Alto una benevolenza infinita.¶12–13
  6. La Torah è luceLa Torah fa discendere dall’Alto la Luce Infinita attraverso Chochmah, senza occultamento, così che il mondo si trovi in uno stato di autoannullamento (bittul) davanti a D‑o pur continuando a esistere, come nella Torah di Moshe, Rabbi Shimon ben Yochai e Rav Yehudah.¶14–19
  7. Stoppino, olio e luce insiemeLa luce della Torah si posa sulla mitzvah, il suo stoppino; dopo la contemplazione, l’intelletto dell’anima vitale diventa l’olio attirato verso quello stoppino e si trasforma nella sapienza divina della Torah, affinando il mondo fisico.¶20–21
  8. Spiegazione del versetto iniziale«Che si innalza per sedere» indica l’ascesa attraverso le mitzvos, che innalza la yud della heh e prepara una dimora per D‑o; «che si abbassa per vedere nei cieli e sulla terra» indica la Torah, Scritta e Orale, che rivela D‑o come una visione.¶22–23

Concetti chiave

La lampada dell’animaנר ה׳ נשמת אדם
La contemplazione dell’anima divina accende un amore ardente; l’anima è lo stoppino che unisce questa fiamma all’anima animale, il cui intelletto è attirato verso di essa e vi si consuma come l’olio.
La lampada di una mitzvahנר מצוה
Le mitzvos sono rivestimenti avvolgenti (makifim) che legano l’anima animale alla Luce Infinita e la sollevano al di là di ciò che la sua comprensione può raggiungere.
La Torah è luceתורה אור
La Torah fa discendere la Luce Infinita dall’Alto verso il basso attraverso Chochmah, dove essa si rivela senza occultamento.
Le inclinazioni buona e malvagiaיצר טוב ויצר הרע
Sono le emozioni che nascono dall’intelletto dell’anima divina, che contempla D‑o, e dall’intelletto dell’anima animale, che comprende il mondo fisico.
Makif (livello avvolgente)מקיף
Un livello che agisce su una persona dall’esterno e la solleva, come fa un indumento o una fionda che scaglia una pietra più in alto.
Kelos hanefesh (l’anima che si consuma)כלות הנפש
Un anelito verso D‑o così intenso che l’anima è pronta a consumarsi, come l’olio si consuma in una fiamma.

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Due lampade e il modo in cui arde una lampada ¶1–2

1מי כה׳ אלקינו המגביהי לשבת המשפילי לראות בשמים ובארץ. הנה כתיב כי נר מצוה ותורה אור.

«Chi è come Havayah, nostro D‑o, che Si eleva in alto per sedere, che Si abbassa per guardare nei cieli e sulla terra?» Ora, è scritto: «Poiché una mitzvah è una lampada e la Torah è luce».

Spiegazione

Il maamar si apre con la lode del salmista a D‑o, che siede in alto e tuttavia guarda in basso, ai cieli e alla terra; alla fine, il maamar legge ciascuna metà del versetto come uno dei due movimenti che esso descrive. Poi cita il versetto dei Proverbi che chiama una mitzvah una lampada e la Torah luce, l’immagine che il maamar sviluppa per intero. Una nota del Kehot riferisce che, secondo un manoscritto, il maamar fu detto a Shabbos Chanukah a Liadi, nel 5567: la festa della lampada.

הרי שהמשיל הכתוב את המצוה לנר וכתיב נר הוי״ה נשמת אדם שהנשמה נמשלה לנר. וצריך להבין מהו ענין הנר של מצוה ומהו הנר של הנשמה.

Vediamo dunque che il versetto paragona la mitzvah a una lampada. Ed è scritto: «La lampada di Havayah è l’anima dell’uomo»: l’anima è paragonata a una lampada. Dobbiamo comprendere che cosa s’intenda per lampada della mitzvah e che cosa sia la lampada dell’anima.

Spiegazione

Due versetti dei Proverbi parlano di una lampada: una mitzvah è una lampada e l’anima dell’uomo è «la lampada di Havayah». Il maamar domanda che cosa significhi ciascuna di queste lampade e in che cosa la lampada della mitzvah differisca da quella dell’anima.

Il paragrafo 1 in breve

Il paragrafo presenta il versetto iniziale e la domanda del maamar: le Scritture chiamano lampada sia la mitzvah sia l’anima, e dobbiamo comprendere che cosa significhi ciascuna di queste immagini.

Approfondimento

Le note del Kehot riferiscono che, secondo un manoscritto, questo maamar fu detto a Shabbos Chanukah a Liadi, nel 5567, in accordo con il suo tema, la lampada. Riferiscono inoltre che i discorsi del Mitteler Rebbe su Bereishis trattano il maamar nel suo insieme e includono la spiegazione qui riportata.

Marei mekomos

  1. 1
    מי כה׳ אלקינו · Psalms 113:5
  2. 2
    מי כה׳ אלקינו המגביהי · באחד מכת״י מצויין שנאמר שבת חנוכה בליאדי שנת תקס״ז. וראה מפתח המאמרים בסה״מ תקס״ז הערה 13. ראה גם מאמרי הצ״צ הנחות תרט״ו ע׳ קצט. נתבאר בהמשך יונתי פרק ד׳ סה״מ תר״ם ע׳ תצא. ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. הגהות נדפסו ביהל אור ע׳ תלח ואילך. קיצור באוה״ת בראשית כרך ה תתקלא, א. תתקלב, א. כרך ז תתתסב, ב. לכללות מאמר זה ראה מאמרי אדה״א בראשית ע׳ שסא, והביאור שבתו״א נכלל שם. ד״ה זה נזכר לקמן קיד, א. לקו״ת ויקרא א, ד. ואילך. הסוגריים בהמאמר נמצאים גם בבוך 1824 שנכתב בחיי אדה״ז.
  3. 3
    המשפילי לראות בשמים ובארץ · Psalms 113:6
  4. 4
    כי נר מצוה ותורה אור · Proverbs 6:23
  5. 5
    נר הוי׳ נשמת אדם · Proverbs 20:27

2והנה ענין הנר הוא שקרוי ע״ש [על שם] הפתילה כי היא עיקר הנר. אך אין נר בלא שמן.

Ora, quanto alla lampada: prende il nome dallo stoppino, perché [lo stoppino] è la parte essenziale della lampada. Eppure non c’è lampada senza olio.

Spiegazione

Prima di applicare l’immagine, il maamar descrive il funzionamento di una lampada a olio. La lampada prende il nome dallo stoppino, perché questo ne è il cuore; eppure, senza olio, non ci sarebbe affatto una lampada.

שהשמן הוא הגורם להיות הדלקת הנר בנחת שיהא שוהה ומתעכב זמן מה. ואילולי השמן הי׳ [היה] דולק מהר ובמרוצה. והיינו ע״י שהשמן נמשך אחר הפתילה.

È l’olio, infatti, a far sì che la lampada bruci dolcemente, così che la fiamma duri e persista per un certo tempo; senza olio, brucerebbe rapidamente e con impeto. Ciò avviene perché l’olio viene attirato seguendo lo stoppino.

Spiegazione

L’olio fa sì che la fiamma bruci lentamente e con continuità per molto tempo; senza di esso, lo stoppino divamperebbe e si consumerebbe subito. L’olio agisce così perché viene attirato verso l’alto seguendo lo stoppino.

והוא נשרף ונכלה באור הנאחז בפתילה עד שהוא כלה לגמרי ולא נשאר ממנו כלום מפני שהוא עולה כולו באש. ומ״מ הפתילה היא עיקר הנר.

E [l’olio] viene bruciato e consumato nella luce che si attacca allo stoppino, finché non è consumato del tutto e non ne rimane assolutamente nulla, poiché sale interamente nel fuoco. Ciononostante, lo stoppino è la parte essenziale della lampada.

Spiegazione

Mentre l’olio viene attirato verso l’alto, è consumato dalla fiamma finché non ne rimane più nulla, perché sale tutto nel fuoco. Eppure, la parte principale della lampada è lo stoppino, non l’olio.

לפי שהאור הדולק הוא ע״י שנאחז בפתילה. ואלו היה האור נטבע בשמן היה כבה רק שהפתילה היא המחברת את האור אל השמן כשהשמן נמשך אחר הפתילה:

La luce che arde, infatti, si produce perché aderisce allo stoppino. Se la luce sprofondasse nell’olio, si spegnerebbe; è invece lo stoppino a unire la luce all’olio, mentre l’olio viene attirato seguendo lo stoppino.

Spiegazione

La fiamma può ardere soltanto aderendo allo stoppino; se sprofondasse nell’olio, si spegnerebbe. Lo stoppino è il legame che unisce la fiamma all’olio, mentre l’olio sale attraverso di esso.

Il paragrafo 2 in breve

Il paragrafo descrive le componenti di una lampada e il modo in cui collaborano: l’olio alimenta la fiamma e viene consumato da essa, ma solo attraverso lo stoppino, che unisce la fiamma all’olio.

Approfondimento

Più avanti nel maamar, a ciascuna parte della lampada viene attribuito un significato: lo stoppino rappresenta l’anima divina (Nefesh Elokis) e, nella seconda applicazione, la mitzvah; l’olio rappresenta la sapienza (Chochmah) dell’anima vitale; e la fiamma rappresenta l’amore ardente per D‑o (paragrafi 11 e 21).

Due anime, due inclinazioni ¶3–6

3ולהבין משל זה בנמשל בנר מצוה ונר הוי״ה נשמת אדם. צריך להקדי׳ [להקדים] ענין ואהבת וגו׳ בכל לבבך בב׳ יצריך ביצ״ט [ביצר טוב] וביצה״ר [וביצר הרע]

Per comprendere questa analogia nel suo significato, applicata alla lampada di una mitzvah e alla «lampada di Havayah, l’anima dell’uomo», dobbiamo anzitutto spiegare il tema di «Amerai» ecc., «con tutto il tuo cuore (levavecha)»: con entrambe le tue inclinazioni, con l’inclinazione al bene e con quella al male.

Spiegazione

Per applicare l’immagine della lampada alla mitzvah e all’anima, il maamar spiega anzitutto il comando di amare D‑o «con tutto il tuo cuore». I Saggi interpretano «il tuo cuore» (levavecha, con la lettera beis raddoppiata) come riferito a entrambe le inclinazioni: si deve amare D‑o anche con l’inclinazione al male.

שלכאורה אינו מובן איך ישוב היצה״ר [היצר הרע] לאהבה את הוי״ה ע״י האדם והלא לא ישמע אליו.

A prima vista, ciò non è comprensibile: come può l’inclinazione al male volgersi ad amare Havayah per mezzo della persona? Di certo non le darà ascolto!

Spiegazione

La domanda è questa: per sua natura, l’inclinazione al male si oppone a D‑o; come può allora una persona indurla ad amarLo?

אך הענין הוא כי הנה ביאור ענין יצ״ט [יצר טוב] ויצה״ר [ויצר הרע] הוא כי נודע שיש בכל אדם ב׳ נפשות נפש אלהית ונה״ב [ונפש הבהמית] וכל נפש מתחלקת לשנים. שהם שכל ומדות.

La questione è invece questa. La spiegazione dell’inclinazione al bene e dell’inclinazione al male è che, come è noto, in ogni persona vi sono due anime: l’anima divina (Nefesh Elokis) e l’anima animale (Nefesh HaBehamis); ciascuna anima si suddivide in due componenti, l’intelletto e gli attributi emotivi (middos).

Spiegazione

La risposta comincia da un principio noto: ogni persona ha due anime, un’anima divina e un’anima animale. Ciascuna anima è composta da due parti: l’intelletto e gli attributi emotivi (middos). Yahel Or (il Tzemach Tzedek), citato nelle note Kehot, dimostra dal Talmud che ciò che si intende per «inclinazione» sono gli attributi emotivi: D‑o «domina la propria inclinazione» quando è paziente con i malvagi.

Il paragrafo 3 in breve

Il paragrafo passa dall’immagine al suo significato: si chiede come l’inclinazione al male possa partecipare all’amore per D‑o, e avvia la risposta parlando delle due anime, ciascuna composta da intelletto ed emozione.

Approfondimento

Una nota Kehot cita la dimostrazione di Yahel Or secondo cui gli attributi emotivi sono ciò che viene chiamato «inclinazione»: il Talmud parla di D‑o che «domina la propria inclinazione» mostrando pazienza verso i malvagi; poiché D‑o non ha un’inclinazione nel senso ordinario del termine, qui la parola deve riferirsi agli attributi, Chesed e Gevurah del Mondo dell’Emanazione (Atzilus).

Marei mekomos

  1. 1
    ואהבת וגו׳ בכל לבבך בב׳ יצריך · Deuteronomy 6:5
  2. 2
    אך הענין . . כי ה׳ הוא אלקינו · מובא באוה״ת בלק ע׳ תתקנב.
  3. 3
    יצ״ט ויצה״ר · Yoma 69b:15

4והנה עיקר הנפש הוא השכל. כי נה״א [נפש האלקית] עיקרה היא נפש המשכלת ומתבוננת תמיד ומשגת באוא״ס [באור אין סוף] ב״ה.

Ora, il nucleo dell’anima è l’intelletto. Infatti, l’anima divina (Nefesh Elokis), nella sua essenza, è un’anima pensante, che contempla costantemente e comprende la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia.

Spiegazione

Ogni anima è definita soprattutto dal suo intelletto. L’anima divina è per natura una mente che contempla costantemente e coglie Or Ein Sof, la luce di D‑o così come è al di là di ogni limite.

ואין לה השכלה אחרת. והמדות אהוי״ר [אהבה ויראה] הנולדות מן השכל והשגה זו הן הנקראות בשם יצ״ט [יצר טוב].

Non ha altro [oggetto di] pensiero. E gli attributi emotivi (middos), l’amore e il timore reverenziale (ahavah veyirah), che nascono da questo intelletto e da questa comprensione, sono ciò che viene chiamato la buona inclinazione.

Spiegazione

Nefesh Elokis non pensa a nient’altro. L’amore e il timore reverenziale per D‑o che scaturiscono da questa comprensione sono ciò che si intende per buona inclinazione. Una nota di Kehot aggiunge che Nefesh Elokis possiede anche proprie middos, ma in essa queste costituiscono un livello delle facoltà intellettive (mochin) che è in relazione con gli attributi.

Il paragrafo 4 in breve

Il paragrafo definisce la buona inclinazione: l’amore e il timore reverenziale che nascono quando Nefesh Elokis, la cui essenza è l’intelletto, contempla Or Ein Sof.

Approfondimento

Una nota di Kehot aggiunge che l’anima divina possiede anche attributi emotivi, ma in essa questi costituiscono un livello di mochin che è in relazione con gli attributi.

Marei mekomos

  1. 1
    כי נה״א עיקרה היא נפש המשכלת · ראה לקו״ת בחוקותי מז, ג ובמ״מ לשם.
  2. 2
    והמדות . . הן הנקראות בשם יצ״ט · גם בנה״א יש מדות, אלא שם המדות הם בחי׳ מוחין השייכים למדות (ד״ה אלה המשפטים, וזאת התרומה עת״ר ע״ש בארוכה). ראה בקיצורים והערות לתניא ע׳ פה (הוצאה חדשה ע׳ ##).

5וכן עיקר נה״ב [נפש הבהמית] היא המשכלת ומשגת גשמיות עוה״ז וחומריותן שהוא זלעו״ז [זה לעומת זה] לעומת נה״א [נפש האלקית]. שהשכל המלובש בענינים גשמיי׳ [גשמיים] הוא הפך ממש מן השכל שבנה״א [שבנפש האלקית].

Allo stesso modo, il nucleo dell’anima animale (Nefesh HaBehamis) è [la facoltà] che riflette sulla fisicità di questo mondo e ne comprende la materialità, che è «l’uno opposto all’altro» rispetto all’anima divina (Nefesh Elokis). Infatti, l’intelletto rivestito di questioni fisiche è esattamente l’opposto dell’intelletto nella Nefesh Elokis,

Spiegazione

Anche l’anima animale è strutturata allo stesso modo: il suo nucleo è anch’esso un intelletto, ma un intelletto che riflette sul mondo fisico e lo comprende. L’espressione «l’uno opposto all’altro» significa che essa è l’esatto corrispettivo della Nefesh Elokis, poiché una mente rivestita di questioni fisiche è esattamente l’opposto della mente dell’anima divina. In Likkutei Torah, Tzav (13b), l’Alter Rebbe spiega perché la Nefesh HaBehamis possa pensare: essa deriva dalla frantumazione dei recipienti e i sette attributi di Tohu che andarono in frantumi comprendevano la facoltà intellettiva.

שהיא בחי׳ חכמה עליונה בחי׳ חכים ולא בחכמה ידיעא. למעלה מן השכל המושכל ומושג בגשמיות.

che è il livello della sapienza suprema (Chochmah), il livello di «sapiente, ma non con una sapienza conoscibile», al di sopra dell’intelletto concepito e compreso in termini fisici.

Spiegazione

La mente della Nefesh Elokis proviene dalla Chochmah suprema, che i Tikkunei Zohar descrivono come «sapiente, ma non con una sapienza conoscibile»: una sapienza diversa da ogni sapienza che possiamo conoscere. Essa è al di sopra di ogni comprensione afferrabile in termini fisici.

Il paragrafo 5 in breve

Il paragrafo presenta l’anima animale come il corrispettivo dell’anima divina: anch’essa è costituita principalmente da intelletto, ma il suo intelletto è rivolto al mondo fisico ed è esattamente l’opposto della sapienza divina della Nefesh Elokis.

Approfondimento

Poiché le due anime sono «l’una opposta all’altra» — intelletto contro intelletto ed emozione contro emozione — il rimedio del maamar agisce attraverso l’intelletto: quando prevale la comprensione della Nefesh Elokis, il pensiero della Nefesh HaBehamis può essere trasformato (paragrafi 10, 11 e 21).

Marei mekomos

  1. 1
    וכן עיקר נה״ב היא המשכלת ומשגת גשמיות עוה״ז · ראה לקו״ת צו יג, סע״ב.
  2. 2
    חכים ולא בחכמה ידיעא · Tikkunei Zohar 17b:3–4

6והשכל המושכל ומושג בגשמיות ע״פ שכל אנושי הוא שקר והפך ממש מחכמת אלהות שהיא חכמת אמת והמדות הנולדות משכל הגשמי הן הנק׳ בשם יצה״ר [יצר הרע]

L’intelletto concepito e compreso in termini materiali, secondo la ragione umana, è falsità, l’esatto opposto della sapienza divina, che è sapienza di verità; e gli attributi emotivi (middos) che nascono dall’intelletto materiale sono ciò che viene chiamato inclinazione al male.

Spiegazione

Il ragionamento che comprende le cose soltanto in termini materiali, secondo la logica umana, è chiamato falsità perché è l’esatto opposto della sapienza divina, la sapienza di verità. Le emozioni che scaturiscono da questo ragionamento materiale sono ciò che viene chiamato inclinazione al male.

וצריך האדם לאכפייא לון שלא יתנהג ע״פ מדות שנולדו מן השכל הגשמי. רק ואהבת את הוי״ה אלקיך בכל לבבך. היינו בהגביר כח נה״א [נפש האלקית] המשכלת.

L’uomo deve sottometterli, per non comportarsi secondo gli attributi emotivi nati dall’intelletto materiale, ma soltanto [secondo] «Amerai Havayah, il tuo D‑o, con tutto il tuo cuore». Cioè, rafforzando la facoltà di pensiero dell’anima divina (Nefesh Elokis).

Spiegazione

L’uomo deve sottomettere queste emozioni e non lasciare che governino il suo comportamento. Deve invece vivere secondo «Amerai Havayah, il tuo D‑o, con tutto il tuo cuore», e lo fa rafforzando la facoltà di pensiero dell’anima divina.

Il paragrafo 6 in breve

Il paragrafo definisce l’inclinazione al male come le emozioni che nascono dal ragionamento materiale e indica il rimedio: sottometterle e amare D‑o con tutto il cuore rafforzando la mente dell’anima divina.

Approfondimento

Una nota di Kehot cita Or HaTorah, che aggiunge che persino i filosofi ammisero che la ragione umana non può affatto cogliere la Divinità, così come la mente non può figurarsi ciò che si trova al di là della sfera più esterna dei cieli; questo mostra quanto sia limitato l’intelletto nel cogliere ciò che è spirituale.

Marei mekomos

  1. 1
    והשכל המושכל . . הוא שקר · מובא בביאוה״ז להצ״צ כרך ב ע׳ תתקג. ע״ש.
  2. 2
    שהיא חכמת אמת · ראה באוה״ת דרושים לסוכות ע׳ א׳תשטז שמוסיף ע״ז ”וכמ״ש ג״כ גבי חכמי המחקר שאלקות אינו מושג בשכל אנושי כלל כמו שהאבן היא פחותה משתשיג בשכל כך השכל כו׳ ועז״נ החקר אלוה תמצא ע׳ בח״ה סוף שער היחוד כיון שנמנע משכלינו להשיג כו׳ וכמו שהוכיחו בראיות ברורות שמחוץ לכיפת השמים אין שום מקום ואויר כלל, ובשכל להשיג זה איך ומה הוא א״א שיושג בשום אופן כלל וזה מורה שהשכל קצרה ידו מאד להשיג חכמת הרוחניות” ע״ש.
  3. 3
    הנק׳ בשם יצה״ר · ע׳ בהערות וקיצורים לתניא ע׳ פא. ובספר המאמרים תש״א ע׳ קטו, וביהל אור ע׳ תלח.
  4. 4

La contemplazione dello Shema ¶7–9

7ומתבונן באוא״ס [באור אין סוף] בפסוק ראשון דק״ש [דקריאת שמע] שמע ישראל. שמע לשון הבנה כי הוי״ה הוא אלהינו

Si contempla la Luce Infinita (Or Ein Sof) nel primo versetto dello Shema: «Ascolta, Israele». «Ascolta» è un termine che indica la comprensione: che Havayah è il nostro D‑o (Elokeinu).

Spiegazione

L’anima divina (Nefesh Elokis) si rafforza attraverso la contemplazione, a partire dal primo versetto dello Shema. Qui «ascolta» (Shema) significa «comprendi»: si deve comprendere che Havayah è il nostro D‑o (Elokeinu), e il maamar ora spiega che cosa significa «nostro D‑o».

פי׳ אלהינו הוא ענין ההתהוות בחי׳ ממכ״ע [ממלא כל עלמין] וסוכ״ע הוא נמשך מבחי׳ הוי״ה היה הוה ויהיה שהוא אוא״ס [אור אין סוף] ב״ה שהוא בחי׳ אין והתהוות היש הוא מאין ממש.

Il significato di «nostro D‑o» riguarda l’atto del far venire all’esistenza: il livello della luce che riempie tutti i mondi (memalei kol almin) e della luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin). Questo è tratto dal livello di Havayah, «Egli era, Egli è ed Egli sarà», che è Or Ein Sof, benedetto sia, il livello di ayin (nulla); e il venire all’esistenza del yesh (qualcosa) avviene davvero dal nulla.

Spiegazione

«Nostro D‑o» (Elokeinu) è la forza che fa venire all’esistenza i mondi, sia la luce che riempie ciascun mondo sia la luce che li circonda tutti. Questa forza è tratta da Havayah, il Nome che significa «Egli era, Egli è ed Egli sarà», la Luce Infinita stessa, chiamata ayin («nulla») perché è al di là della comprensione; così la creazione è davvero qualcosa dal nulla. Il Tzemach Tzedek (Or HaTorah, Balak) spiega «nostro D‑o» come «la nostra forza e la nostra forza vitale (chayus)».

Il paragrafo 7 in breve

Il paragrafo espone il contenuto della contemplazione dell’anima divina: lo Shema insegna che la forza che crea e sostiene i mondi («nostro D‑o») fluisce da Havayah, Or Ein Sof, che fa venire ogni cosa all’esistenza dal nulla.

Approfondimento

Or HaTorah, citato nelle note di Kehot, interpreta «nostro D‑o» come «la nostra forza e la nostra forza vitale», la luce che riempie e la luce che circonda tutti i mondi; identifica inoltre «Havayah nostro D‑o» con la sapienza (Chochmah) e la comprensione (Binah), essendo Binah la fonte di entrambe. Il Mitteler Rebbe spiega «Ascolta» come il formulare un discernimento saldo nella mente e nel cuore.

Marei mekomos

  1. 1
    שמע ישראל · Deuteronomy 6:4
  2. 2
    שמע לשון הבנה · Zohar III, 138b
  3. 3
    פי׳ אלקינו הוא ענין ההתהוות בחי׳ ממכ״ע וסוכ״ע · באוה״ת בלק שם ”אלקינו כוחינו וחיותינו והוא ענין ממכ״ע וסוכ״ע היינו כי הוי׳ אלקינו הוא חכמה ובינה אשר בינה הוא סוכ״ע וממכ״ע”. וכ״ה ביהל אור ע׳ תמ ושם יש הג״ה לכאן.

8והתהוות זו נמשך תמיד יש מאין כמאמר ובטובו מחדש בכל יום תמיד כו׳. והוא הוי״ה אחד אתה הוא קודם שנבה״ע [שנברא העולם] ואתה הוא כו׳.

Questo processo di far venire all’esistenza qualcosa dal nulla viene continuamente fatto discendere, come recita il detto: «E nella Sua bontà rinnova ogni giorno, continuamente», ecc. Ed Egli, Havayah, è Uno: «Tu sei Lui prima che il mondo fosse creato, e Tu sei Lui», ecc.

Spiegazione

La creazione non è un singolo evento del passato: il far venire all’esistenza qualcosa dal nulla continua in ogni momento, come affermano le preghiere del mattino, dicendo che D‑o «nella Sua bontà rinnova» la creazione ogni giorno. Eppure D‑o rimane Uno e immutabile, come dice la preghiera: «Tu sei Lui prima che il mondo fosse creato, e Tu sei Lui» da quando è stato creato. Il maamar «Rani VeSimchi», precedente in Miketz (Torah Ohr 36a), cita le stesse parole e mette D‑o a confronto con l’anima, che è influenzata da ciò che accade al corpo perché è realmente rivestita in esso.

שאין התהוות העולמות פועלים בו שום שינוי ח״ו [חס ושלום]. לפי שאינו דומה מעשה הקב״ה למעשה בו״ד [בשר ודם].

Poiché il far venire all’esistenza i mondi non produce in Lui alcun cambiamento, D‑o non voglia, dato che l’opera del Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), non è come l’opera di un essere di carne e sangue.

Spiegazione

Il far venire all’esistenza i mondi non produce alcun cambiamento in D‑o. La ragione è che il modo di agire di D‑o non è come quello di un essere umano.

שמעשה אנוש הנה כח הפועל ממש הוא בנפעל. כמו עד״מ כשעושה דבר פונה א״ע [את עצמו] ומעמיק שכלו בדבר שהוא עושה.

Nell’opera di un essere umano, infatti, la forza dell’artefice è effettivamente presente nell’oggetto prodotto. Per esempio, quando realizza qualcosa, si volge [ad essa] e immerge profondamente il proprio intelletto nella cosa che sta facendo.

Spiegazione

Quando una persona realizza qualcosa, la sua stessa forza entra effettivamente in ciò che produce: vi rivolge la propria attenzione e vi mette la propria mente.

Il paragrafo 8 in breve

Il paragrafo afferma che la creazione è continua, ma non produce alcun cambiamento in D‑o, e comincia a spiegare perché, mettendola a confronto con l’opera umana, nella quale la forza stessa dell’artefice entra nell’oggetto prodotto.

Approfondimento

Un maamar precedente in Miketz (Torah Ohr 36a), citato nelle note di Kehot, espone lo stesso punto contrapponendolo all’anima, che è influenzata da ciò che accade al corpo perché è realmente rivestita in esso.

Marei mekomos

  1. 1
    והתהוות זו נמשך תמיד יש מאין · ראה מאמרי אדה״א בראשית ע׳ שעד.
  2. 2
    אתה הוא קודם שנבה״ע · בתפלת השחר. וראה לעיל לו, א ובהנסמן לשם.

9וע״כ הדבר שעושה פועל בו שינוי בכח שכלו. אבל התהוות העולמות מאוא״ס [מאור אין סוף] ב״ה אין פועלים בו שום שינוי ח״ו [חס ושלום]. וה׳ אחד כמו קודם שנבה״ע [שנברא העולם].

Perciò, la cosa che egli produce provoca in lui un cambiamento, nella facoltà del suo intelletto. Ma il far venire all’esistenza i mondi dalla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, non produce in Lui alcun cambiamento, D‑o non voglia; e Havayah è Uno, proprio come prima che il mondo fosse creato.

Spiegazione

Poiché la mente di chi crea è investita nella sua opera, l’opera lo cambia. La creazione dalla Luce Infinita è diversa: non produce alcun cambiamento in D‑o, che rimane Uno proprio come prima che il mondo fosse creato.

לפי שבשכמל״ו [שברוך שם כבוד מלכותו לעולם ועד] שכל התהוות העולמות וקיומם וחיותן אינן אלא מבחי׳ מלכותו ית׳ שבמה שהוא מלך עליהם מחיה ומהוה אותם דהיינו בחי׳ שמו ית׳ בלבד.

Poiché [il significato di] «Benedetto sia il Nome della gloria del Suo regno per sempre e in eterno» è che tutto il venire all’esistenza dei mondi, la loro esistenza e la loro forza vitale provengono soltanto dal livello della Sua sovranità (Malchus), benedetto Egli sia: in quanto Egli è Re su di essi, dà loro vita e li fa venire all’esistenza. Questo è soltanto il livello del Suo Nome, benedetto Egli sia.

Spiegazione

La ragione è nelle parole pronunciate dopo il primo versetto dello Shema: «Benedetto sia il Nome della gloria del Suo regno per sempre e in eterno». Tutta la creazione, la sua esistenza e la sua vita dipendono soltanto dalla sovranità di D‑o (Malchus), dal Suo essere Re sui mondi. Questo è soltanto il Suo «Nome», il modo in cui Egli si rapporta a loro, e non la Sua essenza; perciò la creazione non tocca D‑o stesso.

Il paragrafo 9 in breve

Il paragrafo spiega perché la creazione non produce alcun cambiamento in D‑o: i mondi vengono creati e sostenuti soltanto dalla Sua sovranità (Malchus), il Suo «Nome» in quanto Re su di essi, e non dalla Sua essenza.

La lampada dell’anima ¶10–11

10ושם שייך כח הפועל בדבר ה׳ שמים נעשו כי דבר מלך שלטון כתיב מלכותך מלכות כ״ע [כל עלמין]. יחיד חי העולמים מלך כנודע.

Ed è proprio lì [nella Sua sovranità (Malchus)] che si applica il potere dell’artefice: «Per la parola di Havayah furono fatti i cieli», poiché «la parola di un re è sovrana». È scritto: «La Tua sovranità è la sovranità di tutti i mondi»; «l’Unico, Vita dei mondi, Re», come è noto.

Spiegazione

Solo al livello di Malchus si può parlare del «potere dell’artefice» di D‑o: i cieli furono fatti «per la parola di Havayah», così come un re agisce con la sola parola, poiché «la parola di un re è sovrana». La Scrittura chiama la Sua sovranità «la sovranità di tutti i mondi», e le preghiere Lo chiamano «l’Unico, Vita dei mondi, Re»: è la Sua sovranità a dare vita ai mondi.

וכאשר יעמיק האדם שכלו ומחשבתו בזה בעומק בינתו ובעומקא דלבא. אזי תבטל הנפש החיונית מהשכלתה בגשמיות בתגבורת הנפש האלהית המשכלת ומתבוננת בגדולת א״ס ב״ה

E quando una persona approfondisce con la propria mente e il proprio pensiero questo argomento, nella profondità della comprensione e nella profondità del cuore, allora l’anima vitale cesserà di pensare alle cose materiali, grazie al prevalere dell’anima divina, che pensa e medita sulla grandezza dell’Infinito (Ein Sof), benedetto Egli sia,

Spiegazione

Quando una persona medita su tutto questo con la mente e dal profondo del cuore, l’anima divina si rafforza e, man mano che prevale, l’anima vitale, che dà vita al corpo, smette di pensare alle cose materiali. Yahel Or (il Tzemach Tzedek), citato nelle note di Kehot, spiega che questo raffina la sapienza (Chochmah) e la comprensione (Binah) dell’anima animale: è più facile che raffinarne le emozioni, perché la frantumazione dei recipienti avvenne principalmente nelle sette emanazioni divine inferiori (Sefiros).

להוליד מרוח בינתה והתבוננותה אהבה עזה כרשפי אש לדבקה בו ית׳ בדביקה וחשיקה וחפיצה בהתלהבות עצומה

per generare, dallo spirito della sua comprensione e della sua meditazione, un amore ardente come fiammate di fuoco, per aderire a Lui, benedetto Egli sia, con adesione, anelito e desiderio, in un ardore immenso e infuocato,

Spiegazione

La meditazione dell’anima divina sulla grandezza dell’Infinito genera un’emozione: un amore ardente, come fiammate di fuoco, un anelito ad aderire a D‑o con un ardore infuocato.

עד כלות הנפש כמ״ש נכספה וגם כלתה נפשי וגו׳.

fino al consumarsi dell’anima (kelos hanefesh), come è scritto: «La mia anima anela, anzi si consuma», ecc.

Spiegazione

L’anelito è così intenso che l’anima è pronta a consumarsi (kelos hanefesh). Il Salmista lo descrive così: «La mia anima anela, anzi si consuma».

Il paragrafo 10 in breve

Il paragrafo completa la meditazione (D‑o crea attraverso la Sua parola, la Sua Malchus) e ne descrive l’effetto: l’anima vitale smette di pensare alle cose materiali, e l’anima divina genera un amore ardente che anela fino al consumarsi dell’anima.

Approfondimento

Yahel Or, citato nelle note di Kehot, spiega che il cessare dell’anima vitale di pensare alle cose materiali è il raffinamento della sapienza (Chochmah) e della comprensione (Binah) della kelipas nogah [la scorza in cui bene e male sono mescolati] dell’Albero della Conoscenza. È più facile che raffinarne le emozioni, perché la frantumazione dei recipienti avvenne principalmente nelle sette emanazioni divine inferiori (Sefiros), non nelle tre superiori.

Marei mekomos

  1. 1
    ושם שייך כח הפועל · ביהל אור ע׳ תמ מציין לעיין בלקו״ת בד״ה ה׳ לי בעוזרי פ״א. ובד״ה כי תצא דרוש הראשון ספ״ב. ובד״ה כי תצא דרוש השני פ״ב. וראה בארוכה במאמרי אדה״א בראשית ע׳ שעח ואעפ״י שבכל מעשה בראשית נאמר בהם כמו ענין כח בעשי׳ ופעולה גשמיית ע״ש.
  2. 2
    בדבר ה׳ שמים נעשו · Psalms 33:6
  3. 3
    דבר מלך שלטון · Ecclesiastes 8:4
  4. 4
    וכאשר יעמיק . . אזי תבטל הנפש החיונית מהשכלתה בגשמיות · היינו בירור חו״ב שבק״נ בירור עה״ד טו״ר, דלכאורה בירור זה בקל יותר מבירור המדות כו׳ כי עיקר שבה״כ הי׳ בז״ת משא״כ בג״ר ולכן בקל יותר הם מתבטלים לגבי קדושה כו׳ — יהל אור ע׳ תמ.
  5. 5
    אהבה עזה כרשפי אש · Song of Songs 8:6
  6. 6
    נכספה וגם כלתה נפשי · Psalms 84:3
  7. 7
    מלכותך מכ״ע · Psalms 145:13

11ועמך לא חפצתי בארץ כלה שארי ולבבי וגו׳. ואזי תהיה החכמה שבנפש החיונית כשמן הנמשך אחר הפתילה שהיא נר ה׳ נשמת אדם

«Con Te non desidero nulla sulla terra; la mia carne e il mio cuore si consumano», ecc. Allora la sapienza (Chochmah) dell’anima vitale sarà come l’olio che viene attirato dallo stoppino, che è «la lampada di Havayah, l’anima dell’uomo»:

Spiegazione

Il desiderio del salmista prosegue: con D‑o non desidera nulla sulla terra, e la sua carne e il suo cuore si consumano. Quando questo amore arde nell’anima divina (Nefesh Elokis), la Chochmah dell’anima vitale, la sua facoltà di pensare, diventa come l’olio attirato dallo stoppino; e lo stoppino è l’anima divina, «la lampada di Havayah». Yahel Or, citato nelle note Kehot, identifica questa Chochmah con la Chochmah di nogah [luminosità], l’intelletto dell’anima animale (Nefesh HaBehamis), che può essere elevato alla santità.

שהנשמה היא הפתילה המחברת אור האהבה עזה ורשפי אש להאיר בנה״ב [בנפש הבהמית] עד שתכלה ותכסוף ג״כ לדבקה בו בדביקה חשיקה כו׳.

Infatti l’anima è lo stoppino che unisce la luce dell’amore ardente e le faville di fuoco, affinché risplenda nell’anima animale, finché anch’essa si consumi e desideri ardentemente aderire a Lui, con adesione e anelito, ecc.

Spiegazione

L’anima divina, lo stoppino, unisce la fiamma del suo amore ardente all’anima animale, così che la luce risplenda in essa. Allora anche l’anima animale si consuma e desidera ardentemente aderire a D‑o, come l’olio si consuma nella fiamma.

ולהיות ואהבת וגו׳ בכל לבבך וגדול יהי׳ [יהיה] כח כלות הנפש הבהמית ביתר שאת בבחי׳ שמן הנכלה ועולה עד שנעשה ממנו כולו אש של אור הנר

E così: «Amerai...», «con tutto il tuo cuore»; e grande sarà la forza con cui l’anima animale si consuma (kelos hanefesh), in misura ancor più intensa, come l’olio che si consuma e sale, finché tutto l’olio si trasformi nel fuoco della luce della lampada,

Spiegazione

In questo modo si adempie «Amerai... con tutto il tuo cuore», con entrambe le inclinazioni. Il desiderio stesso dell’anima animale diventa intenso «in misura ancor più grande», come l’olio che si consuma completamente e si trasforma interamente nella fiamma della lampada.

ע״י בחי׳ צעק לבם והוא התהפכות בחי׳ האש שבה. ורשפי אש אהבה עזה כו׳. וזהו נר של הנשמה שהיא מהתבוננות נפש האלהית עצמה:

attraverso il livello (bechinah) di «il loro cuore gridò», che è la trasformazione del fuoco che è in essa, e «faville di fuoco», amore ardente, ecc. E questa è la lampada dell’anima, che deriva dalla contemplazione dell’anima divina stessa.

Spiegazione

Ciò avviene attraverso «il loro cuore gridò»: il fuoco proprio dell’anima animale si trasforma in un amore ardente per D‑o. Questa è la lampada dell’anima, che deriva dalla contemplazione propria dell’anima divina.

Il paragrafo 11 in breve

Il paragrafo applica l’immagine della lampada all’anima: l’anima divina è lo stoppino, l’intelletto dell’anima vitale è l’olio e l’amore è la fiamma; per suo tramite, l’anima animale stessa si consuma nell’amore per D‑o, e questa è «la lampada dell’anima».

Approfondimento

Yahel Or, citato nelle note Kehot, identifica «la Chochmah dell’anima vitale» con la Chochmah di nogah, l’intelletto dell’anima animale che può essere elevato alla santità. L’immagine è particolarmente appropriata: l’olio non è la fonte della fiamma, eppure è ciò che la fiamma consuma e trasforma in luce.

Marei mekomos

  1. 1
    ועמך לא חפצתי בארץ · Psalms 73:25
  2. 2
    כלה שארי ולבבי · Psalms 73:26
  3. 3
    נר ה׳ נשמת אדם · Proverbs 20:27
  4. 4
    ואהבת וגו׳ בכל לבבך · Deuteronomy 6:5
  5. 5
    צעק לבם · Lamentations 2:18
  6. 6
    ואזי תהי׳ החכ׳ שבנפש החיונית כשמן · היינו חכמה דנוגה כמ״ש בהביאור — יהל אור ע׳ תמ.

La lampada di una mitzvah ¶12–13

12וענין נר של המצוה היא שהמצוה יש לה סגולה פרטית להעלות את נה״ב [נפש הבהמית] ולקשרה באוא״ס [באור אין סוף] ב״ה כמא׳ [כמאמר] אק״ב [אשר קדשנו במצותיו] בקדש העליון שהוא למעלה מן ההשתלשלות.

Il senso della lampada della mitzvah è che la mitzvah possiede una virtù particolare (segulah): elevare l’anima animale (Nefesh HaBehamis) e legarla alla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, come nelle parole «Che ci ha santificati con i Suoi comandamenti»: mediante la santità superna, che è al di sopra della catena discendente dei mondi (hishtalshelus).

Spiegazione

La lampada di una mitzvah agisce in modo diverso: una mitzvah possiede una forza speciale (segulah) per elevare l’anima animale e legarla alla Luce Infinita. La benedizione pronunciata per una mitzvah, «Che ci ha santificati con i Suoi comandamenti», parla di una santità superna, al di sopra dell’intera catena dei mondi; il Mitteler Rebbe, citato nelle note Kehot, la definisce la santità più elevata in assoluto, al di sopra di tutti i livelli superiori di santità.

כי המצות הם לבושין ונק׳ לבוש מלכות שהם בחי׳ מקיפים שמקיפים ומלבישים את הנפש מראשה ועד רגלה

Poiché le mitzvos sono abiti, e sono chiamate «abiti regali», in quanto sono livelli avvolgenti (makifim), che avvolgono e rivestono l’anima dalla testa ai piedi,

Spiegazione

Le mitzvos sono chiamate abiti, «abiti regali», perché sono makifim, livelli avvolgenti: circondano e rivestono l’anima dalla testa ai piedi, proprio come gli abiti coprono il corpo.

להיות צרורה בצרור החיים את ה׳ ממש שעי״ז מעלה את הנפש כמו האדם כשהוא לבוש יכולין להמשיך אותו ע״י לבושו.

affinché sia «legata nel vincolo della vita con il Nome Havayah», in verità. Per mezzo di ciò [la mitzvah] eleva l’anima, proprio come, quando una persona è vestita, la si può trascinare prendendola per il suo abito.

Spiegazione

Rivestita dalle mitzvos, l’anima è «legata nel vincolo della vita con Havayah». Proprio come si può trascinare una persona prendendola per il suo abito, così la mitzvah, in quanto abito, solleva con sé l’anima.

Il paragrafo 12 in breve

Il paragrafo introduce la lampada di una mitzvah: le mitzvos sono abiti avvolgenti che legano l’anima animale alla Luce Infinita e la sollevano, come si può trascinare una persona prendendola per i suoi abiti.

Approfondimento

Il Mitteler Rebbe, citato nelle note Kehot, spiega che la santità di «Che ci ha santificati con i Suoi comandamenti» è la santità più elevata in assoluto, al di sopra di tutti i livelli superiori di santità. Per questo il maamar può affermare che una mitzvah lega l’anima a ciò che è al di sopra dell’intera catena dei mondi.

Marei mekomos

  1. 1
    שהמצוה יש לה סגולה פרטית · ראה אוה״ת פ׳ מטות ע׳ א׳רעא.
  2. 2
    וענין נר של המצוה . . להעלות את נה״ב · ביהל אור ע׳ תמה יש הגה״ה לכאן.
  3. 3
    ולקשרה באוא״ס ב״ה · ראה ד״ה לולב וערבה בהמשך תרס״ו.
  4. 4
    כי המצות הם לבושין . . זורקין אותו למעלה יותר · מובא באוה״ת נ״ך כרך א ע׳ לא.
  5. 5
    את — כמא׳ אק״ב בקדש העליון · בארוכה במאמרי אדה״א בראשית ע׳ שצא: ובחי׳ קדושה זו דהיינו קדושה העליונה ביותר שלמעלה מכל בחי׳ קדושו׳ העליונות ע״ש.
  6. 6
    צרורה בצרור החיים את ה׳ · I Samuel 25:29

13וכן כצרור אבן במרגמה. שע״י שצרור בחרט זורקין אותו למעלה יותר. הכלל שכל בחי׳ מקיף הוא העלאה למעלה.

Così pure, «come una pietra legata in una fionda»: poiché è legata in una tasca, viene lanciata più in alto. La regola è che ogni livello di makif [luce avvolgente] è un’elevazione verso l’alto.

Spiegazione

Una seconda immagine: una pietra legata in una fionda vola molto più in alto di una pietra lanciata a mano. La parola ebraica per «legata» (tzeror) è la stessa che compare in «legata nel vincolo della vita», e la regola è che ciò che avvolge una cosa (un makif) la solleva verso l’alto. In Torah Ohr, Mishpatim (76a), l’Alter Rebbe collega allo stesso modo i due versetti: l’anima è legata come una pietra in una fionda e così sale in alto, fino alla fonte della vita, attraverso i «giorni» e i rivestimenti della Torah e delle mitzvos.

ולכן לובשין טלית ותפלין קודם התפלה להמשיך בחי׳ מקיף למעלה להעלות את נה״ב [נפש הבהמית] בתפלה כנודע שאין התחתון עולה למעלה עד שיורדת תחלה הארה מלמעלה. והתפלה היא עליית נה״ב [נפש הבהמית].

Perciò si indossano il tallis [scialle da preghiera] e i tefillin [filatteri] prima della preghiera, per far discendere dall’Alto un livello di makif e così elevare l’anima animale durante la preghiera; infatti, come è noto, ciò che è in basso non sale verso l’alto finché prima non discende un’illuminazione dall’Alto. E la preghiera è l’ascesa dell’anima animale.

Spiegazione

Ecco perché tallis e tefillin, che sono makifim, si indossano prima della preghiera: fanno discendere una luce avvolgente che eleva l’anima animale durante la preghiera. Il Mitteler Rebbe, citato nelle note Kehot, precisa la domanda: l’anima può certamente concentrarsi da sé sull’unità di D‑o nello Shema; perché, allora, tallis e tefillin devono precedere la preghiera? Perché, come è noto, ciò che è in basso non può salire finché prima non discende un’illuminazione dall’Alto, e la preghiera è l’ascesa dell’anima animale.

ולכן התפלה היא נוסחא אחת בכל יום כל ימי חייו של אדם הקצובים לו ימי שנותינו בהם שבעים שנה הם כפי נצוצות נפש הבהמיית שצריכין להעלות (משא״כ נפש האלהית היא נצחית) וכל יום נעשה בחי׳ חדשה.

Perciò la preghiera ha ogni giorno lo stesso testo, [per] tutti i giorni della vita che sono assegnati a una persona: «i giorni dei nostri anni sono settant’anni» corrispondono alle scintille dell’anima animale che devono essere elevate (mentre non è così per l’anima divina, che è eterna); e ogni giorno si forma un nuovo aspetto.

Spiegazione

La preghiera mantiene lo stesso testo ogni giorno della vita di una persona perché ciascun giorno degli anni che le sono stati assegnati corrisponde a scintille dell’anima animale che deve elevare; l’anima divina, al contrario, è eterna. Ogni giorno si forma un nuovo aspetto dell’anima animale.

וצריך להעלות גם אותו נצוץ שמתחדש והכל היא העלאה אחת (משא״כ לימוד התורה צריך דוקא ללמוד בכל יום דבר חדש)

Anche quella scintilla, che si rinnova, deve essere elevata, e si tratta sempre di un’unica elevazione (mentre non è così per lo studio della Torah: ogni giorno si deve specificamente imparare qualcosa di nuovo).

Spiegazione

Anche la nuova scintilla di ciascun giorno deve essere elevata; tuttavia, poiché ogni giorno l’elevazione è dello stesso tipo, basta la medesima preghiera. Lo studio della Torah è diverso: ogni giorno si deve imparare qualcosa di nuovo.

ולכן כל המצות נקראות בשם צדקה כי צדקה תרומם גוי

Perciò tutte le mitzvos sono chiamate con il nome di tzedakah (beneficenza), poiché «la tzedakah innalza una nazione».

Spiegazione

Per la stessa ragione tutte le mitzvos sono chiamate tzedakah (beneficenza), poiché «la tzedakah innalza una nazione». Più avanti, in Miketz (Torah Ohr 42c), l’Alter Rebbe afferma lo stesso: compiere le mitzvos, un’ascesa dal basso verso la loro radice, fa risplendere la luce della Torah, «poiché tutte le mitzvos sono chiamate tzedakah».

שע״י הצדקה וחסד שעושין למטה להחיות רוח שפלים ועני חשוב כמת. כן ויותר מכן לאין קץ נמשך רוח חיים מלמעלה מחיי החיים ב״ה להחיות מתים ממש

Poiché attraverso la tzedakah e la benevolenza che si compiono in basso, per ridare vita allo spirito degli umili, e poiché il povero è considerato come morto, così, e infinitamente più di questo, dall’Alto, dalla Vita della vita, benedetto Egli sia, viene fatta discendere una forza vitale per ridare vita a chi è davvero morto,

Spiegazione

La tzedakah e la benevolenza ridanno vita allo spirito degli umili, e il povero è considerato come se fosse morto. In risposta, dall’Alto, da D‑o, la «Vita della vita», viene fatta discendere una forza vitale infinitamente più grande dell’aiuto prestato in basso, per ridare vita a chi è davvero morto.

בבחי׳ ימין מקרבת וימינו תחבקני ממש באור המקיף שמלמעלה לרומם ולהעלות את הנפש למעלה מעלה באוא״ס [באור אין סוף] ב״ה ממש וזהו ענין נר מצוה:

nella modalità in cui «la destra avvicina» e «la Sua destra mi abbraccia», proprio attraverso la luce avvolgente che proviene dall’Alto, per esaltare ed elevare l’anima sempre più in alto, fino alla stessa Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia. E questo è il significato della lampada di una mitzvah.

Spiegazione

Questa rinascita avviene come l’abbraccio della destra di D‑o, la mano che «avvicina»: una luce avvolgente dall’Alto che solleva l’anima sempre più in alto, fino alla Luce Infinita stessa. Questo è ciò che si intende con la lampada di una mitzvah.

Il paragrafo 13 in breve

Il paragrafo spiega come le mitzvos elevino l’anima animale: come luci avvolgenti, simili al tallis e ai tefillin indossati prima della preghiera e alla pietra nella fionda; e come la tzedakah, che fa discendere dall’Alto una benevolenza infinita che solleva l’anima fino alla Luce Infinita.

Approfondimento

Il Mitteler Rebbe, citato nelle note Kehot, precisa la domanda: l’anima può certamente concentrarsi sull’unità di D‑o nello Shema con la propria intenzione; perché, allora, tallis e tefillin devono precedere la preghiera? La risposta qui data è che un’ascesa dal basso richiede che prima discenda dall’Alto una luce avvolgente.

Marei mekomos

  1. 1
    כצרור אבן במרגמה · Proverbs 26:8
  2. 2
    טלית ותפלין . . בחי׳ מקיף · ראה ד״ה לולב וערבה תרס״ו הנ״ל. יהל אור ע׳ תמ. ”דודאי יש בכח הנשמה באדם לכוון בק״ש ביחו״ע בכוונה ורעותא דלבא כו׳, ולמה הוצרך להקדים בתחלה מצות טו״ת דוקא כו׳” — מאמרי אדה״א בראשית ע׳ שצד.
  3. 3
    ימי שנותינו בהם שבעים שנה · Psalms 90:10
  4. 4
    ללמוד בכל יום דבר חדש · Zohar I, 12b
  5. 5
    כל המצות נקראות בשם צדקה · להלן מב, ג.
  6. 6
    צדקה תרומם גוי · Proverbs 14:34
  7. 7
    להחיות רוח שפלים · Isaiah 57:15
  8. 8
    ועני חשוב כמת · Nedarim 64b:6
  9. 9
    ימין מקרבת · Sotah 47a
  10. 10
    וימינו תחבקני · Song of Songs 2:6

La Torah è luce ¶14–19

14אך התורה אור הוא המשכת אוא״ס [אור אין סוף] ב״ה מלמעלמ״ט [מלמעלה למטה]. והיא אור וגילוי אוא״ס [אור אין סוף] ב״ה ממש שלמעלה מעלה מהשתלשלות שירידת והדרגת סדר השתלשלות היא בחי׳ העלם והתלבשות אוא״ס [אור אין סוף] ב״ה להיות התהוות מהות אחר מהות באופנים ומינים שונים.

Ma «la Torah è luce» è la discesa della Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, dall’Alto verso il basso. È la luce e la rivelazione della stessa Luce Infinita, benedetto Egli sia, che si trova molto al di sopra della catena discendente dei mondi (hishtalshelus); infatti, la discesa e la gradazione dell’ordine della hishtalshelus costituiscono il livello dell’occultamento e del rivestimento della Luce Infinita, benedetto Egli sia, affinché venga all’esistenza un’entità dopo l’altra, in modalità e specie diverse.

Spiegazione

La Torah opera nella direzione opposta: invece di elevare l’anima dal basso, fa discendere la Luce Infinita dall’Alto. Rivela la Luce Infinita stessa, che si trova molto al di sopra della catena dei mondi; quella catena, che discende gradino dopo gradino, è invece un occultamento della Luce Infinita, rivestita strato dopo strato affinché possa venire all’esistenza ogni genere di creatura. Yahel Or, citato nelle note di Kehot, legge il versetto come un’unica immagine: la mitzvah è lo stoppino e la Torah è la luce.

Il paragrafo 14 in breve

Il paragrafo contrappone la Torah alle mitzvos: la Torah è una rivelazione della Luce Infinita che discende dall’Alto, al di là della catena dei mondi, la cui intera struttura è un occultamento di quella luce.

Approfondimento

Yahel Or, citato nelle note di Kehot, legge il versetto come un’unica immagine: la mitzvah è lo stoppino e la Torah è la luce. Il maamar sviluppa proprio questo punto nei paragrafi 20 e 21.

Marei mekomos

  1. 1
    אך התורה אור · ביהל אור ע׳ תמא ”והנה יש לפרש ותורה אור דהמצוה היא הפתילה והתורה היא אור” ע״ש בארוכה.
  2. 2
    התורה . . מלמעלמ״ט · ראה ד״ה זה היום תרנ״ז קרוב לסופו. ראה יהל אור ע׳ תמא שיש הגה״ה לכאן.
  3. 3
    והיא אור וגילוי אוא״ס ב״ה ממש . . ולא אור וגילוי · מובא באוה״ת ויקרא כרך ב ע׳ תרפו.

15וכמ״ש ישת חשך סתרו שהוא חשך והעלם ולא אור וגילוי. ועל התורה נאמר מגלה עמקות מני חשך. וממעמקים קראתיך הוי״ה.

Come è scritto: «Egli ha posto le tenebre come Suo nascondiglio»: si tratta di oscurità e occultamento, non di luce e rivelazione. Della Torah è detto: «Egli rivela cose profonde dalle tenebre»; e: «Dalle profondità Ti ho chiamato, Havayah».

Spiegazione

La catena discendente dei mondi (hishtalshelus) è la «tenebra» in cui D‑o si nasconde: un occultamento anziché una rivelazione. La Torah, al contrario, è descritta come colei che rivela «cose profonde dalle tenebre», e viene accostato il versetto «Dalle profondità Ti ho chiamato», con la stessa parola che indica la profondità.

וזהו תכלית בריאת האדם להמשיך על נפשו אוא״ס [אור אין סוף] ב״ה שלמעלה מן ההשתלשלות.

E questo è lo scopo della creazione dell’uomo: far discendere sulla sua anima la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, che è al di sopra dell’hishtalshelus,

Spiegazione

Lo scopo della creazione dell’uomo è far discendere sulla sua anima Or Ein Sof, che è al di sopra dell’intero hishtalshelus.

להיות אור א״ס ב״ה שורה למטה כמו למעלה כמ״ש אני ראשון ואני אחרון ומבלעדי אין אלהים. כלומר כשם שאני ראשון קודם שנבה״ע [שנברא העולם].

così che Or Ein Sof, benedetto Egli sia, dimori in basso come in alto, come è scritto: «Io sono il primo e sono l’ultimo, e all’infuori di Me non c’è alcun D‑o». Vale a dire: così come «Io sono il primo», prima che il mondo fosse creato,

Spiegazione

Lo scopo è che la Luce Infinita dimori in basso proprio come dimora in alto. Le parole di Isaia «Io sono il primo e sono l’ultimo» descrivono D‑o come il medesimo prima della creazione del mondo e dopo di essa; ora il maamar spiega come ciò si applichi al periodo intermedio. Likkutei Torah, Vayikra (1d), che fa riferimento a questo maamar, spiega «Io sono l’ultimo» come la sovranità (Malchus) di D‑o, rivestita nei mondi inferiori, dove sorge un’esistenza separata; e «Io sono il primo» come la sapienza (Chochmah), che è l’autoannullamento (bittul). In futuro ciò sarà rivelato in basso come in alto, «occhio a occhio».

Il paragrafo 15 in breve

Il paragrafo illustra lo scopo della creazione dell’uomo: far discendere sulla sua anima, attraverso la Torah, Or Ein Sof, che trascende la catena dei mondi, affinché si riveli in basso come in alto.

Approfondimento

Likkutei Torah (Vayikra 1d), che fa riferimento a questo maamar, spiega «Io sono l’ultimo» come la Malchus di D‑o, il termine di tutti i livelli, rivestita nei mondi inferiori e che fa apparire questi ultimi come separati; e «Io sono il primo» come il livello di ayin [il nulla] e della Chochmah, che è bittul. In futuro, dice, ciò sarà rivelato in basso come in alto, «occhio a occhio».

Marei mekomos

  1. 1
    ישת חושך סתרו · Psalms 18:12
  2. 2
    מגלה עמקות מני חשך · Job 12:22
  3. 3
    וממעמקים קראתיך · Psalms 130:1
  4. 4
    אני ראשון ואני אחרון · Isaiah 44:6

16ואחרון לאחר שנברא העולם. כן מבלעדי דהיינו באמצעות בשעת בריאת העולם יהי׳ [יהיה] אור א״ס ב״ה נמשך למטה שיהי׳ [שיהיה] בטול העולם במציאות כמו קודם שנברא ואחר שנברא והיינו ע״י התורה כי אורייתא מחכמה נפקת.

e «ultimo», dopo che il mondo fu creato; così «all’infuori di Me» (mibaladai), cioè nel mezzo, al momento della creazione del mondo, la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, sarà fatta discendere in basso, affinché vi sia l’autoannullamento (bittul) del mondo nella sua esistenza, così come prima che fosse creato e dopo che fu creato. E ciò avviene attraverso la Torah, poiché «la Torah procede dalla sapienza (Chochmah)».

Spiegazione

Come D‑o è «primo» prima della creazione e «ultimo» dopo di essa, «all’infuori di Me» si riferisce al tempo intermedio, mentre il mondo esiste: anche allora la Luce Infinita deve essere fatta discendere, affinché il mondo si trovi in uno stato di bittul dinanzi a Lui, come se non fosse stato creato. Ciò avviene attraverso la Torah, perché «la Torah procede da Chochmah», il livello nel quale la Luce Infinita si rivela.

Il paragrafo 16 in breve

Il paragrafo interpreta «all’infuori di Me» come riferito al tempo in cui il mondo esiste e afferma che anche allora il mondo può trovarsi in uno stato di bittul dinanzi a D‑o, come prima della creazione, attraverso la Torah, che procede da Chochmah.

Marei mekomos

  1. 1
    אורייתא מחכמה נפקת · Zohar II, 121a
  2. 2
    אורייתא מחכמה נפקת · Zohar, Yitro 21:378–22:389

17וכמ״ש לכבודי בראתיו. כבו״ד בגימטריא ל״ב הם ל״ב נתיבות חכמה. בראתיו בחי׳ תלמוד. יצרתיו בחי׳ משנה. ועשיתיו בחי׳ מקרא.

E come è scritto: «Per la Mia gloria (kevodi) l’ho creato». Kavod (gloria) ha valore numerico trentadue: questi sono i trentadue sentieri della sapienza (Chochmah). «L’ho creato» è il livello del Talmud; «l’ho formato» è il livello della Mishnah; «e l’ho fatto» è il livello della Scrittura (Mikra).

Spiegazione

Il versetto di Isaia dice che D‑o ha creato, formato e fatto [ogni cosa] «per la Mia gloria» (kevodi). La parola kavod ha valore numerico trentadue (kaf 20, beis 2, vav 6, dalet 4), alludendo ai «trentadue sentieri della sapienza (Chochmah)»; lo Zohar (Raaya Mehemna, Tzav), cui rimanda la nota di Kehot, calcola kavod come trentadue. I tre verbi, che richiamano i mondi della Creazione (Beriah), della Formazione (Yetzirah) e dell’Azione (Asiyah), sono qui associati al Talmud, alla Mishnah e alla Scrittura.

שכולם הם בבחי׳ חכמה ואור א״ס ב״ה שורה ומתגלה בחכמה שאין שם שום הסתר פנים.

Tutti appartengono al livello di Chochmah, e la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, dimora e si rivela nella Chochmah, dove non vi è affatto occultamento del Volto.

Spiegazione

Tutte e tre le parti della Torah derivano da Chochmah, e in Chochmah Or Ein Sof dimora e si rivela senza alcun occultamento. La glossa del Tanya, capitolo 35, spiega perché: l’Infinito (Ein Sof) è l’Uno vero, accanto al quale non esiste nulla, e questo è il livello di Chochmah. Così la Torah, in tutte le sue parti, reca una rivelazione di D‑o non velata.

Il paragrafo 17 in breve

Il paragrafo mostra che la Torah, in tutte le sue parti — Scrittura, Mishnah e Talmud — ha la sua radice in Chochmah, dove Or Ein Sof si rivela senza occultamento.

Approfondimento

La nota di Kehot rimanda alla glossa del Tanya, capitolo 35, che spiega, come l’Alter Rebbe aveva udito dal suo maestro, perché Or Ein Sof si unisce persino al Mondo dell’Emanazione (Atzilus) soltanto attraverso Chochmah: D‑o è l’Uno vero, accanto al quale non esiste nulla, e questo è il livello di Chochmah.

Marei mekomos

  1. 1
    לכבודי בראתיו · Isaiah 43:7
  2. 2
    כבו״ד בגימטריא ל״ב · זהר ח״ג לג, א.
  3. 3
    ל״ב נתיבות חכמה · Sefer Yetzirah 1:1
  4. 4
    ואור א״ס ב״ה שורה ומתגלה בחכמה · ראה תניא פרק לה בהגה״ה.

18ושם הוא בחי׳ אני ה׳ לא שניתי כמו קודם שנברא העולם. ולכן רב יהודא דכולי תנויי׳ בנזיקין הוה לזכות את הזכאי. ולחייב את החייב. להפריד ביניהם. בכדי להפריד החיצונים מהקדושה ויתפרדו כל פועלי און כו׳.

E lì vi è il livello di «Io, Havayah, non sono cambiato», come prima che il mondo fosse creato. Perciò Rav Yehudah, il cui intero studio era [nell’ordine di] Nezikin [danni], [studiava] per assolvere l’innocente e condannare il colpevole, per separarli, così da separare le forze esterne dalla santità, e «tutti coloro che operano l’iniquità saranno dispersi», ecc.

Spiegazione

In Chochmah, rivelata attraverso la Torah, D‑o è «Io, Havayah, non sono cambiato», proprio come prima della creazione. Questo spiega Rav Yehudah, ai cui tempi, secondo il Talmud, tutto lo studio si svolgeva nell’ordine di Nezikin, che tratta le leggi civili e dei danni: stabilendo chi fosse innocente e chi responsabile, egli li separava, e così separava le forze esterne dalla santità, affinché «tutti coloro che operano l’iniquità siano dispersi».

ולכן היה פטור מן התפלה לפי שהיתה תורתו אומנתו כר׳ [כרבי] שמעון בן יוחאי וחביריו.

Perciò era esentato dalla preghiera, poiché la Torah era la sua occupazione, come per Rabbi Shimon ben Yochai e i suoi colleghi.

Spiegazione

Ecco perché Rav Yehudah era esentato dalla preghiera, come Rabbi Shimon ben Yochai e i suoi colleghi, per i quali lo studio della Torah era l’intera occupazione.

והיינו מפני שרב יהודא היה אדם גדול מאד עד שאמר עליו שמואל אין זה ילוד אשה דאימתא דמאריה עליה שהי׳ [שהיה] בחינת ביטול לאוא״ס [לאור אין סוף] ב״ה שהמשיך עליו בק״ש [בקריאת שמע].

Ciò era perché Rav Yehudah era un uomo di grande statura, tanto che Shmuel disse di lui: «Costui non è nato da una donna», poiché il timore del suo Padrone era su di lui: si trovava in uno stato di autoannullamento (bittul) davanti alla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, che aveva attirato su di sé recitando lo Shema.

Spiegazione

La grandezza di Rav Yehudah spiega questo: Shmuel disse di lui: «Costui non è nato da una donna», poiché il timore del suo Padrone era su di lui. Si trovava in uno stato di bittul davanti alla Luce Infinita, che aveva attirato su di sé attraverso lo Shema.

(כי מן הק״ש [הקריאת שמע] לא היה פטור ואפילו ר׳ [רבי] שמעון בן יוחאי וחביריו אלא מן התפלה)

(Infatti non era esentato dalla recitazione dello Shema; e persino Rabbi Shimon ben Yochai e i suoi colleghi [erano esentati] soltanto dalla preghiera.)

Spiegazione

Tra parentesi, il maamar aggiunge che Rav Yehudah non era esentato dallo Shema; persino Rabbi Shimon ben Yochai e i suoi colleghi erano esentati soltanto dalla preghiera. Lo Shema, attraverso il quale si attira su di sé il bittul, resta un obbligo per tutti.

והיתה תורתו ג״כ בבחי׳ בטול ממש בבחי׳ ואשים דברי בפיך. ודברי אשר שמתי בפיך וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] מתניתין מלכתא.

Anche la sua Torah era in uno stato di autentico bittul, al livello di «E ho posto le Mie parole nella tua bocca» e «le Mie parole che ho posto nella tua bocca»; e, come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «La Mishnah è una regina»,

Spiegazione

Anche lo studio della Torah di Rav Yehudah era esso stesso bittul: le parole di D‑o erano, per così dire, poste nella sua bocca, come dicono i versetti. Per questo i Saggi chiamano la Mishnah «regina»; in Torah Ohr, Shemos (49b), l’Alter Rebbe spiega questa immagine: la Mishnah è un’opera di raffinamento nella sapienza (Chochmah), che distingue l’impuro dal puro e il proibito dal permesso.

בחי׳ מלך שמצוה וגוזר שיהי׳ [שיהיה] הפסק כך כי מלך במשפט יעמיד ארץ לזכות את הזכאי כו׳. שיש ב׳ בחי׳. בחי׳ עבד שלומד כדי שידע רצון המלך.

il livello di un re, che comanda e decreta che la sentenza sia così, poiché «un re stabilisce la terra mediante la giustizia», per assolvere l’innocente, ecc. Vi sono infatti due livelli: il livello di un servo, che studia per conoscere la volontà del re,

Spiegazione

La Mishnah è come un re che decreta quale debba essere la sentenza, poiché «un re stabilisce la terra mediante la giustizia». Toras Shmuel, citato nelle note di Kehot, spiega che, assolvendo e condannando nel suo studio, Rav Yehudah faceva sì che in Alto fosse pronunciato lo stesso verdetto: «ogni cosa al suo posto». Vi sono due tipi di studiosi: un servo, che studia per scoprire la volontà del re, e, come dice la parte seguente, un re.

Il paragrafo 18 in breve

Il paragrafo mostra come la Torah attiri giù la luce immutabile di D‑o: Rav Yehudah, interamente annullato davanti a D‑o, studiava le leggi dei danni affinché le sue sentenze separassero il male dalla santità; la sua Torah era come il decreto di un re.

Approfondimento

Toras Shmuel, citato nelle note di Kehot, spiega che, assolvendo l’innocente e condannando il colpevole nel suo studio di Nezikin, Rav Yehudah separò la scorza (kelipah) dalla santità e fece sì che in Alto fosse pronunciato lo stesso giudizio: «ogni cosa al suo posto»; aggiunge che lo studio delle leggi salva l’oppresso dall’oppressore.

Marei mekomos

  1. 1
    אני ה׳ לא שניתי · Malachi 3:6
  2. 2
    רב יהודה דכולי תנויי׳ בנזיקין · Berakhot 20a:4
  3. 3
    ויתפרדו כל פועלי און · Psalms 92:10
  4. 4
    הי׳ פטור מן התפלה · Shabbat 11a:8
  5. 5
    שהיתה תורתו אומנתו · ראה אוה״ת ויקרא ע׳ רנו. לקו״ש חי״ז ע׳ 307. 356 ואילך.
  6. 6
    אין זה ילוד אשה · Niddah 13a:23
  7. 7
    ואשים דברי בפיך · Isaiah 51:16
  8. 8
    ודברי אשר שמתי בפיך · Isaiah 59:21
  9. 9
    מתניתין מלכתא · Beitzah 28b:14–15
  10. 10
    שיהי׳ הפסק כך · בתורת שמואל תרכ״ז ע׳ רעא (הוצאת תש״ס ע׳ רצז) מבאר זה ”כמו״כ ע״י הלימוד שלמד בסדר נזיקין וזיכה את הזכאי וחייב את החייב עי״ז הפריד הקליפה מהקדושה להיות יתפרדו כל פועלי און כו׳. נמצא שע״י דבורו בתורה גרם למעלה לזכות את הזכאי כו׳ וז״ע בחי׳ משפט שיהי׳ כל דבר על מכונו” עכ״ל ע״ש. וראה שם ע׳ שפ ”היינו כי ע״י לימוד דינים עי״ז מציל העשוק מיד עשקו”.
  11. 11
    מלך במשפט יעמיד ארץ · Proverbs 29:4

19ובחי׳ מלך שבעת לימודו הוא הגוזר ומצוה לעצמו כו׳ וז״ש [וזהו שכתוב] ויהי בישרון מלך לפי ששכינה היתה מדברת מתוך גרונו של משה.

e il livello di un re, che, mentre studia, è lui stesso a decretare e comandare, ecc. Ed è questo che è scritto: «E vi fu un re in Yeshurun», poiché la Presenza divina (Shechinah) parlava dalla gola di Moshe.

Spiegazione

Il secondo tipo di studente è come un re: mentre studia, è lui stesso a decretare la legge. Il maamar applica «Vi fu un re in Yeshurun» a Moshe, perché la Shechinah parlava dalla sua gola. Nel maamar precedente (Torah Ohr 38a), l’Alter Rebbe riporta lo stesso insegnamento: la parola di D‑o, «dice Havayah», parlava dalla gola di Moshe; e una persona che giunge al sacrificio di sé nel pronunciare «Uno» nello Shema arriva a «Le mie parole che ho posto nella tua bocca».

וכך ר׳ [רבי] שמעון בן יוחאי וחביריו ורב יהודא לפי מדרגתו.

E così anche Rabbi Shimon ben Yochai e i suoi colleghi, e Rav Yehudah secondo il suo livello.

Spiegazione

Anche Rabbi Shimon ben Yochai e i suoi colleghi, e Rav Yehudah al suo livello, erano così: re nel loro studio.

שכפי ערך בטול נפשו לאור א״ס ב״ה. ככה היתה המשכת אור א״ס ב״ה בתורתם ועבודתם. והמשנה המדברת בפיהם היא דבר ה׳ ממש. ועי״ז נמשך בטול העולם במציאות למטה כמו למעלה:

Poiché, in proporzione all’autoannullamento (bittul) della loro anima davanti alla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, così era la discesa della Luce Infinita, benedetto Egli sia, nella loro Torah e nel loro servizio. E la Mishnah che parlava dalle loro bocche è proprio la parola di D‑o. Attraverso ciò, l’autoannullamento del mondo nella sua esistenza viene fatto discendere in basso, come in alto.

Spiegazione

Quanto più pienamente l’anima di una persona è autoannullata davanti alla Luce Infinita, tanto più di quella luce viene attirato nella sua Torah e nel suo servizio. Perciò, la Mishnah pronunciata da tali saggi è davvero la parola di D‑o e, attraverso di essa, il mondo, pur continuando a esistere, si trova in uno stato di autoannullamento in basso, proprio come in alto.

Il paragrafo 19 in breve

Il paragrafo completa il contrasto tra il servo e il re: in coloro le cui anime sono del tutto autoannullate, come Moshe, Rabbi Shimon ben Yochai e Rav Yehudah, Or Ein Sof si esprime attraverso la loro Torah, e il mondo in basso si trova in uno stato di autoannullamento come in alto.

Approfondimento

Il maamar precedente in Torah Ohr (38a), al quale la nota di Kehot rimanda per l’insegnamento su Moshe, lo collega al Tempo a Venire, «Dimorerò in mezzo a voi», e al sacrificio di sé dello Shema, attraverso il quale una persona arriva a «Le mie parole che ho posto nella tua bocca».

Marei mekomos

  1. 1
    ויהי בישורון מלך · Deuteronomy 33:5
  2. 2
    ששכינה היתה מדברת · נסמן לעיל לח, א.

Stoppino, olio e luce insieme ¶20–21

20והנה אור התורה הזה נאחז ומתחבר במצוה כי כל התורה שלפנינו הן תושב״כ [תורה שבכתב] ושבע״פ [ושבעל פה] עיקרן ויסודותן היא במצות

Ora, questa luce della Torah si aggrappa alla mitzvah e si unisce a essa, poiché l’intera Torah che abbiamo dinanzi, sia quella scritta sia quella orale, ha la sua essenza e i suoi fondamenti nelle mitzvos.

Spiegazione

La luce della Torah si aggrappa alla mitzvah, come la fiamma si aggrappa allo stoppino, perché l’essenza e il fondamento dell’intera Torah, scritta e orale, sono le mitzvos.

שע״ז נאמר ותמלא כדה ותעל. כ״ד ספרין דאורייתא כו׳ שהן בחי׳ כד שנשאב מים העליון חכמה עלאה של א״ס ב״ה שהוא עד אין קץ ותכלית וע״ז נאמר והיו הדברים האלה אשר אנכי מצוך. אנכי דייקא.

A questo riguardo è detto: «E riempì la sua brocca e salì»: «i ventiquattro (kaf-dalet) libri della Torah» ecc., che sono il livello di una brocca (kad) con cui si attinge l’acqua superna, la sapienza (Chochmah) superna dell’Infinito (Ein Sof), benedetto Egli sia, che è senza fine né limite. E a questo riguardo è detto: «E queste parole che Io (Anochi) ti comando saranno»: «Anochi», precisamente.

Spiegazione

Rivkah «riempì la sua brocca e salì»: la sua brocca (kad, le cui lettere indicano ventiquattro) sono i ventiquattro libri della Scrittura, che attingono le acque superne, la Chochmah infinita dell’Infinito. Per questo il versetto dice: «queste parole che Io (Anochi) ti comando»: i comandamenti provengono dall’«Io» stesso di D‑o. In Torah Ohr, Toldos (18a), l’Alter Rebbe interpreta allo stesso modo la brocca di Rivkah e aggiunge, come fa questo maamar, che la Torah è rivestita di realtà fisiche, prodotti agricoli e offerte, affinché attraverso le mitzvos vengano raffinati e «Io (Anochi)» si riveli.

Il paragrafo 20 in breve

Il paragrafo collega le due lampade: la luce infinita della Torah è sostenuta dalle mitzvos, proprio come i ventiquattro libri della Scrittura sono una «brocca» che attinge le acque superne della Chochmah.

Approfondimento

Or HaTorah, citato nelle note Kehot, aggiunge che questa è la brocca di Yesod, ossia i ventiquattro libri della Torah scritta.

Marei mekomos

  1. 1
    ותמלא כדה ותעל · Genesis 24:16
  2. 2
    כ״ד ספרין דאורייתא · Tikkunei Zohar, Tikkun 21 · 47a:12–14
  3. 3
    כ״ד ספרין דאורייתא · Tikkunei Zohar 47a:12–14
  4. 4
    כד שנשאב מים העליון · ראה אוה״ת נ״ך כרך ב ע׳ תתכט: וכד דיסוד זהו כ״ד ספרין של תושב״כ ע״ש.
  5. 5
    והיו הדברים האלה · Deuteronomy 6:6

21והמצוה היא הפתילה שמתלבשת בנפש השכלית והחיונית להעלות׳ ולקשרה באור התורה שהיא בחי׳ חכים ולא בחכמה ידיעא הפך שכל אנושי ובה שורה א״ס ב״ה כמ״ש ה׳ בחכמה יסד ארץ.

E la mitzvah è lo stoppino, che si riveste nell’anima intellettiva e vitale, per elevarla e legarla alla luce della Torah, che è il livello (bechinah) di «sapiente, ma non di una sapienza conoscibile», l’opposto dell’intelletto umano; in essa dimora l’Infinito (Ein Sof), benedetto Egli sia, come è scritto: «Havayah ha fondato la terra con sapienza».

Spiegazione

Ora l’immagine è completa: la mitzvah è lo stoppino. Essa si riveste nell’anima intellettiva e vitale della persona, per elevarla e legarla alla luce della Torah, una sapienza diversa da quella umana, nella quale dimora l’Infinito, come afferma il versetto: «D‑o ha fondato la terra con sapienza».

אך צריך להקדים התבוננות של נפש האלקית היא נר ה׳ נשמת אדם כדי להיות ואהבת וגו׳ בכל לבבך כי רוח אייתי רוח ואמשיך רוח וכמ״ש אם ישים אליו לבו וגו׳

Ma occorre prima [dedicarsi alla] contemplazione dell’anima divina (Nefesh Elokis), che è «la lampada di Havayah, l’anima dell’uomo», affinché si realizzi «Amerai», ecc., «con tutto il tuo cuore»; poiché «lo spirito suscita lo spirito e fa discendere lo spirito», come è scritto: «Se volge verso di Lui il proprio cuore», ecc.,

Spiegazione

Prima, però, l’anima divina, «la lampada di Havayah», deve contemplare, affinché si risvegli l’amore «con tutto il tuo cuore». Come dice lo Zohar, uno spirito dal basso suscita e fa discendere uno spirito dall’Alto; e le parole di Job, «se volge verso di Lui il proprio cuore», che nel loro senso semplice parlano di D‑o che rivolge il proprio pensiero all’uomo, qui vengono lette come riferite a una persona che volge il cuore a D‑o.

עד שתהיה חכמה שבנפש החיונית בחי׳ השמן הנמשך אחר הפתילה של מצוה להתכלל ממש באור התורה שתתהפך ממש מהפוך אל הפוך משכל אנושי המושג לשכל חכמת התורה חכמת אלהית בחי׳ חכים ולא בחכמה ידיעא כו׳

finché la sapienza (Chochmah) dell’anima vitale divenga il livello dell’olio che viene attratto dallo stoppino della mitzvah, per essere davvero inclusa nella luce della Torah, così da trasformarsi realmente da un estremo al suo opposto: dall’intelletto umano afferrabile all’intelletto della sapienza della Torah, sapienza divina, il livello di «sapiente, ma non di una sapienza conoscibile», ecc.

Spiegazione

Lo scopo è che la Chochmah dell’anima vitale divenga l’olio attratto dallo stoppino della mitzvah, fino a essere inclusa nella luce della Torah. Essa viene trasformata da un estremo all’altro: dal ragionamento umano alla sapienza divina della Torah.

שלכן נתלבשה בענינים גשמיים וכל ענינים גשמיים כלולים בה כמו כל צמח האדמה ופרי העץ בסדר זרעים. וכל בעלי חיים בסדר קדשים.

Per questo [la Torah] si è rivestita di realtà fisiche, e tutte le realtà fisiche sono incluse in essa: per esempio, tutto ciò che cresce dalla terra e il frutto dell’albero nell’ordine di Zeraim (Semi), e tutti gli esseri viventi nell’ordine di Kodashim (Cose sante).

Spiegazione

Per questo la Torah si è rivestita di realtà fisiche: l’ordine di Zeraim (Semi) tratta di tutto ciò che cresce dalla terra e dei frutti degli alberi, mentre l’ordine di Kodashim (Cose sante) tratta degli animali.

כדי לברר ולהפך הכל בקדושה. וימלא כבוד ה׳ את כל הארץ הלזו הגשמית כו׳:

[Questo avviene] per raffinare ogni cosa e trasformarla in santità: «E la gloria di Havayah riempirà tutta la terra», questa terra materiale, ecc.

Spiegazione

Tutto questo affinché ogni cosa fisica possa essere raffinata e trasformata in santità, finché «la gloria di Havayah riempia tutta la terra», questa terra materiale.

Il paragrafo 21 in breve

Il paragrafo riunisce le due lampade: la mitzvah è lo stoppino, l’intelletto dell’anima vitale è l’olio e la Torah è la luce. Attraverso la contemplazione e le mitzvos, la sapienza dell’anima vitale viene trasformata nella sapienza divina della Torah, e il mondo fisico viene raffinato e trasformato in santità.

Approfondimento

L’ordine è importante: prima viene la contemplazione, che risveglia l’amore e fa sì che l’intelletto dell’anima vitale diventi «olio» attratto dallo stoppino; poi la mitzvah lo lega alla luce della Torah. Poiché le leggi della Torah riguardano i prodotti della terra e gli animali, la mente stessa dell’anima vitale, che si occupa di realtà fisiche, può esservi inclusa.

Marei mekomos

  1. 1
    חכים ולא בחכמה ידיעא · Tikkunei Zohar 17b:3–4
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    ה׳ בחכמה יסד ארץ · Proverbs 3:19
  3. 3
    נר ה׳ נשמת אדם · Proverbs 20:27
  4. 4
    ואהבת וגו׳ בכל לבבך · Deuteronomy 6:5
  5. 5
    רוח אייתי רוח · Zohar II, 162b
  6. 6
    אם ישים אליו לבו · Job 34:14
  7. 7
    וימלא כבוד ה׳ · Numbers 14:21

Spiegazione del versetto iniziale ¶22–23

22וזהו המגביהי לשבת. פי׳ המגביה י׳ הוא י׳ שבה׳ שהדל״ת הוא בחי׳ דלית. דלית ליה מגרמיה כלום נעשה ה׳ ע״י היו״ד שבתוכה

E questo è [il significato di] «Chi innalza in alto per sedersi». La spiegazione è che hamagbihi significa «innalza la yud», la yud che si trova nella heh. Poiché la dalet è il livello di dalis («non c’è»): «non ha nulla di proprio»; per mezzo della yud che è al suo interno diventa una heh.

Spiegazione

Il maamar ritorna al versetto iniziale. Interpreta hamagbihi («Chi innalza in alto») come hamagbiah yud, «Chi innalza la yud»: la lettera heh è una dalet con una piccola yud al suo interno. La dalet allude a dalis, «non c’è», a ciò che «non ha nulla di proprio»; diventa una heh soltanto grazie alla yud che è al suo interno. Likkutei Torah, Shelach (44d), cita queste righe, e Pardes Rimonim, al quale rimanda la nota Kehot, riporta dal Zohar che la Presenza divina (Shechinah) è chiamata dalet quando è povera.

והיינו בחי׳ המצוה שמצדק נעשה צדקה. וצדקה תרומם גוי ע״י שמגביה את בחי׳ היו״ד שבה׳ למעלה מעלה באוא״ס [באור אין סוף] ב״ה ממש.

E questo è il livello della mitzvah: da tzedek (giustizia) deriva tzedakah (carità); e «la tzedakah innalza una nazione», innalzando il livello della yud nella heh sempre più in alto, fino alla stessa Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia.

Spiegazione

Questo è il servizio della mitzvah: tzedek, «giustizia», diventa tzedakah, «carità», acquistando una heh. E «la tzedakah innalza», perché solleva la yud che si trova in quella heh sempre più in alto, fino alla Luce Infinita stessa.

לשבת להיות בחי׳ מכון לשבתך דהיינו שתהא שם השראת אוא״ס [אור אין סוף] ב״ה ממש שהיא בחי׳ ישיבה

«Per sedersi»: diventare il livello di «un luogo per la Tua dimora», ossia che vi dimori la stessa Luce Infinita, benedetto Egli sia, che è il livello del sedersi,

Spiegazione

«Per sedersi» significa diventare «un luogo per la Tua dimora», dove la stessa Luce Infinita viene a dimorare. Il sedersi è l’immagine di questa dimora.

דהיינו בחי׳ ירידה והשפלה אצלו כביכול וכמ״ש וישב ה׳ מלך לעולם. כי להיות מלך לעולם היא בחי׳ ישיבה והשפלה כי על מי ימלוך כו׳.

ossia un livello di discesa e abbassamento da parte Sua, per così dire; come è scritto: «Havayah siede come Re per sempre (le’olam)». Infatti, essere Re sul mondo (le’olam) è il livello del sedersi e dell’abbassamento, poiché su chi regnerebbe? ecc.

Spiegazione

Sedersi significa abbassarsi, come un re che siede sul suo trono: per D‑o, per così dire, essere Re sul mondo è una discesa, poiché un re ha bisogno di persone su cui regnare. Perciò «Havayah siede come Re» descrive D‑o che si abbassa per governare il mondo; e le’olam significa sia «per sempre» sia «sul mondo».

Il paragrafo 22 in breve

Il paragrafo interpreta la prima metà del versetto iniziale come il servizio delle mitzvos: esse innalzano la yud che si trova nella heh fino alla Luce Infinita e così rendono possibile una dimora in cui la Luce Infinita riposa; per D‑o questo è un abbassamento, come per un re che siede per regnare.

Approfondimento

Yahel Or, citato nelle note Kehot, spiega perché il maamar parla di innalzare la yud della heh: affinché non si pensi che questa ascesa sia un ritrarsi della luce, viene innalzata anche la heh. Il Mitteler Rebbe osserva che hamagbihi, che termina con una yud, sembra una forma femminile, e spiega che questa yud è il punto di ayin (nullità) della sapienza (Chochmah) all’interno della Corona (Keser).

Marei mekomos

  1. 1
    המגביהי לשבת · Psalms 113:5
  2. 2
    פי׳ המגביה י׳ . . נעשה ה׳ · ראה יהל אור ע׳ תלח ”ור״ל שלא תאמר עלי׳ זו היא הסתלקות האור . . עז״א שהוא הגבהת הה׳ ג״כ” ע״ש. וראה במאמרי אדה״א בראשית ע׳ תכג ”דלכאורה יפלא מ״ש המגביהי ביו״ד שהוא לשון נוק׳ הל״ל המגביה לשבת, אלא יו״ד זה הוא בחי׳ נקודה דאין דחכמה שבכתר” ע״ש. לקו״ת שלח מד, ד.
  3. 3
    נעשה ה׳ ע״י היו״ד · פרדס שער כ״ז ספ״ז בשם הרע״מ.
  4. 4
    וצדקה תרומם גוי · Proverbs 14:34
  5. 5
    מכון לשבתך · Exodus 15:17
  6. 6
    וישב ה׳ מלך לעולם · Psalms 29:10

23וזו היא העלאה שע״י המצות ממטה למעלה. אבל התורה אור היא המשכה מלמעלה למטה המשפילי לראות בשמים תושב״כ [תורה שבכתב]. ובארץ תושבע״פ [תורה שבעל פה].

E questa è l’elevazione che si compie attraverso le mitzvos, dal basso verso l’alto. Ma «la Torah è luce» è un far discendere dall’alto verso il basso: «Colui che Si abbassa per vedere nei cieli», la Torah scritta, «e sulla terra», la Torah orale.

Spiegazione

Tutto ciò è l’ascesa dal basso verso l’alto che le mitzvos portano. La Torah è il movimento opposto, un far discendere dall’alto verso il basso, e questa è la seconda metà del versetto: «Colui che Si abbassa per vedere nei cieli» è la Torah scritta, «e sulla terra» è la Torah orale.

ושם הוא לראות בחי׳ ראיה והתגלות אוא״ס [אור אין סוף] ב״ה למטה כמו למעלה.

E lì è «vedere»: il livello della visione e della rivelazione della Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, in basso come in alto.

Spiegazione

Nella Torah, la luce di Or Ein Sof non è soltanto compresa, ma «vista»: si rivela in basso con la stessa chiarezza che in alto.

ולא בחי׳ שמע ישראל דהיינו התבוננות שבנפש האלהית שהיא בחי׳ שמיעה בלבד אלא כמ״ש כי עין בעין יראו וגו׳:

[Non è] il livello di «Ascolta, Israele», cioè la contemplazione nell’anima divina (Nefesh Elokis), che è soltanto il livello dell’udito, bensì, come è scritto: «Poiché vedranno occhio a occhio», ecc.

Spiegazione

Questo va oltre «Ascolta, Israele», la contemplazione dell’anima divina, che è come udire parlare di qualcosa invece di vederlo. La Torah porta una rivelazione simile alla vista, come nella promessa: «Poiché vedranno occhio a occhio».

Il paragrafo 23 in breve

Il paragrafo interpreta la seconda metà del versetto iniziale come il far discendere la Luce Infinita: una rivelazione simile alla vista, che supera l’«udito» della contemplazione dell’anima divina.

Approfondimento

Il maamar mappa così l’intero versetto: «innalza per sedere» è l’ascesa attraverso le mitzvos, mentre «Si abbassa per vedere nei cieli e sulla terra» è la discesa della luce della Torah, scritta e orale. Il passo di Likkutei Torah citato nelle note collega questa visione alla rivelazione futura: «Poiché vedranno occhio a occhio».

Marei mekomos

  1. 1
    המשפילי לראות בשמים · Psalms 113:6
  2. 2
    שמע ישראל · Deuteronomy 6:4
  3. 3
    כי עין בעין יראו · Isaiah 52:8

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Nell’avodah

Prima della preghiera si indossano il tallis e i tefillin, attirando una luce avvolgente che solleva l’anima animale; poi, nello Shema, si contempla come tutta la creazione provenga soltanto dalla parola di D‑o, finché l’amore dell’anima divina accende anche la mente e i sentimenti dell’anima animale. Al tempo stesso si osservano le mitzvos, in particolare la carità, che sollevano l’anima al di là di ciò che la comprensione può raggiungere, e si studia la Torah ogni giorno, imparando qualcosa di nuovo, affinché la Luce Infinita discenda nella propria vita.

Domande di discussione

  1. Perché lo stoppino, e non l’olio, è la parte essenziale della lampada, e che cosa ci dice questo sul ruolo dell’anima divina?
  2. Secondo il maamar, come può l’inclinazione malvagia arrivare ad amare D‑o, e perché il cambiamento inizia dal suo intelletto?
  3. In che modo il modo in cui le mitzvos sollevano l’anima differisce dal modo in cui la Torah fa discendere la luce di D‑o?
  4. Perché la preghiera è uguale ogni giorno, mentre lo studio della Torah deve portare qualcosa di nuovo ogni giorno?
  5. Qual è la differenza tra studiare la Torah come un servitore e studiarla come un re, e in che modo il bittul di Rav Yehudah la spiega?

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Indice

Torah Ohrתורה אור

Parashot Mikeitzמקץ

  1. 1ויהי מקץ שנתים ימים ופרעה חולם…«E avvenne, al termine di due anni di giorni, che il Faraone sognava»
  2. 2ויהי מקץ שנתים ימים ופרעה חלם…«E avvenne al termine di due anni interi» (secondo maamar)
  3. 3ענין חנוכהIl tema di Chanukah
  4. 4ת״ר מצות נר חנוכה כו׳I Rabbini insegnarono: la mitzvah della lampada di Chanukah… Beis Shammai dicono…
  5. 5כי עמך מקור חיים באורך נראה…Poiché presso di Te è la fonte della vita; nella Tua luce vedremo la luce
  6. 6ביאור על הנ״לSpiegazione di quanto precede
  7. 7רני ושמחי בת ציון כו׳«Canta e gioisci, o figlia di Sion»
  8. 8קצת ביאור על זהBreve spiegazione di questo
  9. 9רני ושמחי בת ציון כי הנני…«Canta e gioisci, figlia di Sion, perché ecco, Io vengo»
  10. 10ביאור על הנ״לSpiegazione di quanto precede: «Canta e gioisci, figlia di Zion»
  11. 11מי כה׳ אלקינו המגביהי לשבת המשפילי…«Chi è come Havayah, nostro D‑o, che si innalza per sedere, che si abbassa per vedere…»
  12. 12ביאור על הנ״לSpiegazione di quanto precede
  13. 13כי אתה נרי ה׳ והוי״ה יגיה…Poiché Tu sei la mia lampada, Havayah
  14. 14ביאור על פסוק כי אתה נרי…Spiegazione del versetto «Poiché Tu sei la mia lampada»
  15. 15נר חנוכה מצוה להניחה כו׳ משמאל,…La lampada di Chanukah: una mitzvah da collocare a sinistra
  16. 16ביאור על הנ״לSpiegazione di quanto precede