LikuteiTorah.comLa parsha di Chassidus

Torah Ohr · Parashot Mikeitz · Maamar 16

ביאור על הנ״ל

Spiegazione di quanto precede

  • 27 paragrafi · 83 sezioni
  • circa 45 min di studio
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione

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Idea centrale

Le mitzvos ascendono dal basso e la luce della Torah discende dall’Alto; è l’ascesa a suscitare la discesa: come l’aria permette alla fiamma di brillare e le lettere rendono manifesto un concetto, «una mitzvah è una lampada» ascende alla Corona (Keser) e fa discendere nuova luce, affinché «la Torah è luce». Perciò la mezuzah (pergamena con passi della Torah affissa allo stipite), che rappresenta l’ascesa, si trova a destra, mentre la lampada di Chanukah, la luce della Torah fatta discendere fino all’ingresso e verso l’esterno, si trova a sinistra.

Il maamar in breve

Questo biur spiega perché la lampada di Chanukah si colloca a sinistra dell’ingresso e la mezuzah a destra. Le mitzvos operano dal basso verso l’Alto e la Torah dall’Alto verso il basso; i due movimenti s’incontrano come due persone su una scala. Nella creazione, la sostanza proviene dalla parola di D‑o e la forma dal Suo desiderio, attraverso la sapienza (Chochmah). Un’esistenza separata ha origine soltanto da Malchus; eppure Havayah domina Elokim, il D‑o celato nella natura, e l’ascesa di Elokim in Havayah supera la discesa di Havayah in Elokim. Il biur passa poi alle lettere: esistono nell’anima prima della parola, si rivelano in Chochmah ma hanno radice in Keser, al di sopra dell’intelletto, e sono la veste attraverso la quale ogni concetto viene compreso. La preghiera eleva le lettere, attraverso gli angeli, fino a Keser e fa discendere nuove lettere, una nuova volontà di compassione semplice. Le mitzvos operano allo stesso modo: come l’aria intorno a una fiamma (avir, «luce» con una yud), ascendono a Keser e fanno discendere luce aggiuntiva, affinché la Torah risplenda. Persino la Torah è soltanto una «parabola» di D‑o, e l’ascesa delle mitzvos vi attira la Luce Infinita (Or Ein Sof), come nella risposta: «Sia benedetto il Suo grande Nome». La mezuzah, che affida a D‑o la casa e tutti i suoi beni, rappresenta quell’ascesa; attraverso di essa, la lampada di Chanukah porta la luce della Torah fino all’ingresso e oltre.

Schema

  1. Ascesa e discesaIl biur si propone di spiegare perché la lampada di Chanukah è a sinistra e la mezuzah a destra: le mitzvos ascendono dal basso, la Torah discende dall’Alto, e i due movimenti s’incontrano come due persone su una scala.¶1–2
  2. Parola, desiderio e sapienza nella creazioneLa sostanza proviene dalla parola di D‑o e la forma dal Suo desiderio, attraverso Chochmah, la forza di divisione che ha radice in una facoltà superiore di misurazione. Solo la parola, le dieci enunciazioni, produce un’esistenza separata, poiché Atzilus è tutt’uno con l’Infinito (Ein Sof).¶3–5
  3. Havayah ed ElokimLa separazione comincia con Malchus, eppure Havayah la domina, così che tutta la creazione si trova in uno stato di autoannullamento dinanzi a D‑o; chi conosce soltanto Elokim pensa che la natura proceda da sé. Delle due unioni dei Nomi, l’ascesa di Elokim in Havayah supera la discesa di Havayah in Elokim.¶6–7
  4. Le lettere e la loro radiceLe lettere sono nell’anima prima della parola, e pensiero e parola sono relativi da un livello all’altro. Le lettere si rivelano in Chochmah ma hanno radice in Keser, al di sopra dell’intelletto, che rivestono; così come il cibo completa nel cervello la facoltà della procreazione.¶8–12
  5. La preghiera eleva le lettereAttraverso il «bacio» dell’angelo, la preghiera ascende di mondo in mondo, finché Metatron porta le sue lettere a Keser; da lì fanno discendere nuove lettere di compassione semplice, al di là della misura rigorosa di Chochmah e della Torah.¶13–15
  6. La lampada, l’aria e la luceLa fiamma risplende soltanto grazie all’aria, che, come Yaakov, l’intermediario, ha radice più in alto del fuoco; avir è «luce» con una yud, un occultamento che permette alla luce di risplendere. Così le mitzvos ascendono a Keser, le 620 colonne di luce, e fanno discendere nuove lettere affinché la Torah risplenda.¶16–22
  7. La Torah come parabola; il grande NomeLe tremila parabole di Shlomo esprimevano la Torah dei tre mondi inferiori, e la Torah stessa è una parabola di D‑o. Attraverso l’ascesa delle mitzvos, la Luce Infinita entra nella Torah; e «Sia benedetto il Suo grande Nome», detto insieme a una congregazione, attira Keser in Atzilus.¶23–25
  8. La mezuzah e la lampada di ChanukahLa mezuzah a destra affida la casa e tutti i suoi beni all’unico D‑o; attraverso di essa, la lampada di Chanukah a sinistra, all’ingresso rivolto verso il dominio pubblico, fa discendere la luce della Torah in Malchus e da lì nei mondi della separazione.¶26–27

Concetti chiave

Ascesa e discesaהעלאה והמשכה
Le due direzioni del maamar: le mitzvos elevano il mondo materiale verso D‑o e la Torah fa discendere la Sua luce. È l’ascesa a provocare la discesa.
Havayah ed Elokimהוי׳ ואלקים
Havayah è D‑o nella Sua trascendenza, da cui tutto trae esistenza; Elokim è D‑o celato nella natura. La loro unione, specialmente quando Elokim ascende in Havayah, porta l’esistenza creata a riconoscersi priva di autonomia dinanzi a D‑o.
Yesh e ayinיש ואין
L’esistenza creata separata (yesh) proviene dalla parola e da Malchus; la «nullità» divina (ayin), invece, è al di là di ogni esistenza definita, e in essa ascende Elokim.
Le lettereאותיות
Sono le vesti del pensiero e della parola: si rivelano in Chochmah e hanno radice in Keser, al di sopra dell’intelletto. Attraverso di esse si comprende ogni concetto, benché non siano il concetto stesso.
Avir: luce con una yudאויר
L’aria circonda la fiamma e le permette di risplendere. Si scrive come or («luce») con una yud; rappresenta l’occultamento attraverso il quale la luce si rivela, e quindi le mitzvos che permettono alla luce della Torah di risplendere.
Keser (la Corona)כתר
Il livello al di sopra dell’intelletto: la radice delle lettere e delle mitzvos (le «620 colonne di luce»), la fonte della compassione semplice e di nuove lettere, nonché il luogo del «grande Nome».

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Ascesa e discesa ¶1–2

1ביאור על הנ״ל

Una spiegazione di quanto menzionato sopra.

Spiegazione

Questo titolo indica che quanto segue è un biur (spiegazione): un ulteriore discorso che sviluppa più ampiamente le idee del maamar precedente. Quel maamar si apre con la regola secondo cui la lampada di Chanukah va collocata a sinistra della porta, così che la mezuzah si trovi a destra; questo biur spiega tale regola.

Il paragrafo 1 in breve

Il titolo introduce una spiegazione successiva del maamar precedente, riguardante la lampada di Chanukah e la mezuzah.

Marei mekomos

  1. 1
    ביאור · ראה אוה״ת חנוכה כרך ב שלב, ב.

2ביאור הדברים על ענין נ״ח משמאל ומזוזה מימין. הנה המצות הן מלמטה למעלה והתורה מלמעלה למטה.

Una spiegazione delle parole riguardanti il principio della «lampada di Chanukah a sinistra e della mezuzah a destra». Ora, le mitzvos procedono dal basso verso l’alto, e la Torah dall’alto verso il basso.

Spiegazione

Il biur (spiegazione) enuncia il tema: la regola secondo cui la lampada di Chanukah si trova sul lato sinistro della porta e la mezuzah a destra. Enuncia quindi la distinzione fondamentale: le mitzvos operano «dal basso verso l’alto», poiché una persona eleva il mondo materiale verso D‑o, mentre la Torah opera «dall’alto verso il basso», poiché la sapienza di D‑o discende fino alla persona.

והיחוד שביניהם הוא כמשל העומד למעלה ורוצה להתקרב עם העומד למטה זה עולה בסולם וזה יורד עד שנפגשין זה בזה.

E l’unione fra loro è simile al paragone di uno che sta in alto e desidera avvicinarsi a uno che sta in basso: uno sale la scala e l’altro scende, finché si incontrano.

Spiegazione

I due movimenti s’incontrano come due persone su una scala: una sale e l’altra scende, finché si incontrano a metà. Il resto della spiegazione illustra come il movimento ascendente delle mitzvos e quello discendente della Torah si uniscano.

Il paragrafo 2 in breve

Il paragrafo enuncia il tema: le mitzvos si elevano dal basso e la Torah discende dall’alto; i due movimenti s’incontrano come persone che si avvicinano l’una all’altra su una scala.

Approfondimento

Alla fine del biur, questa coppia viene ricondotta alla porta stessa: la mezuzah a destra rappresenta l’ascesa delle mitzvos, e la lampada di Chanukah a sinistra la luce della Torah fatta discendere.

Marei mekomos

  1. 1
    משמאל ומזוזה מימין · Shabbat 22a:2

Parola, desiderio e sapienza nella creazione ¶3–5

3וביאור הענין הנה כתיב כל אשר חפץ ה׳ עשה. וכתיב בדבר ה׳ שמים נעשו.

E la spiegazione della questione è questa: è scritto: «Tutto ciò che il Nome Havayah desiderò, Egli lo fece»; ed è scritto: «Per la parola di Havayah furono fatti i cieli».

Spiegazione

Due versetti sembrano descrivere la creazione in modo diverso. Uno dice che D‑o fece tutto ciò che desiderava, come se la creazione derivasse dal Suo desiderio; l’altro dice che i cieli furono fatti dalla Sua parola, cioè attraverso la parola.

והענין שהחומר נברא בדבר ה׳ והתמונה והציור באיזה אופן שנברא הוא מחפץ ה׳ מה רבו מעשיך ה׳ כולם בחכמה עשית.

La questione è che la sostanza fu creata dalla parola di Havayah, mentre la forma e la configurazione, qualunque sia il modo in cui furono create, derivano dal desiderio di Havayah: «Quanto sono numerose le Tue opere, Havayah! Tutte le hai fatte con sapienza».

Spiegazione

L’Alter Rebbe concilia i due versetti: la parola di D‑o ha portato all’esistenza la sostanza ancora priva di forma di ogni cosa, mentre la sua forma specifica deriva dal Suo desiderio. Quel desiderio di dare una forma opera attraverso la sapienza (Chochmah), come dice il terzo versetto: «Tutte le hai fatte con sapienza».

שבחי׳ החכמה היא בחי׳ גבורות. דהיינו התחלקות לעשות כל ציור וכל תמונה לכל הפרטים למיניהם.

Il livello di Chochmah è il livello delle Gevuros (forze di rigore), vale a dire la suddivisione necessaria a creare ogni configurazione e ogni forma, per tutti i particolari secondo le rispettive specie.

Spiegazione

Chochmah è qui associata alle Gevuros, le forze di rigore e misura, perché dare a ogni cosa la propria forma significa suddividerla e definirla. Essa traccia i confini tra una forma e l’altra, fino a ogni dettaglio di ciascuna specie.

Il paragrafo 3 in breve

La creazione comprende due componenti: la sostanza, creata dalla parola di D‑o, e la forma, creata dal Suo desiderio attraverso Chochmah. Chochmah è la forza di differenziazione che conferisce a ogni cosa la sua forma esatta.

Approfondimento

Chochmah si trova di solito al capo del lato destro, il lato della benevolenza, come afferma più avanti questo stesso biur (spiegazione): Chochmah, la benevolenza (Chesed) e la vittoria (Netzach) sono sul lato destro. Qui, tuttavia, è chiamata Gevuros perché, in quanto fonte di ogni distinzione, possiede la qualità del rigore che misura e definisce.

Marei mekomos

  1. 1
    כל אשר חפץ ה׳ עשה · Psalms 135:6
  2. 2
    בדבר ה׳ שמים נעשו · Psalms 33:6
  3. 3
    מה רבו מעשיך · Psalms 104:24
  4. 4
    שבחי׳ החכמה . . דהיינו התחלקות · ראה ביאוה״ז לכ״ק האמצעי קיג, ד. אוה״ת סידור ע׳ נג.

4ושרש החכמה למעלה הוא בחי׳ בוצינא דקרדוניתא קו המדה מדוד משחת׳ [משחתא]. מי מדד בשעלו מים כו׳. והגילוי הוא בחכמה דאצי׳ אור אבא ושם מה רבו מעשיך שרבו מאד פרטיים רבים.

E la radice della sapienza (Chochmah) in Alto è il livello di Botzina deKardinusa, la linea di misura, che misura la misura: «Chi ha misurato le acque nel cavo della Sua mano?», ecc. La rivelazione si manifesta nella Chochmah del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), la luce di Abba (il Padre); e lì [si trova] «Quanto sono numerose le Tue opere», perché sono numerosissime, una moltitudine di particolari.

Spiegazione

La radice di questa sapienza che distingue le cose si trova ancora più in alto, in ciò che la Kabbalah chiama Botzina deKardinusa, la «linea di misura» che delimita le dimensioni di tutto ciò che esisterà. In precedenza, in Miketz (Torah Ohr, Miketz 11:6), l’Alter Rebbe spiega il nome: kardinusa deriva da «grano kardenaisa», un termine che indica opacità e oscurità, poiché la misura stabilisce un limite: «fin qui arriva il livello di Chochmah». L’immagine di Yeshayahu di D‑o che misura le acque nel cavo della Sua mano descrive questa stessa misurazione divina. Essa si manifesta dapprima nella Chochmah di Atzilus, chiamata la luce di Abba («Padre»), dove «Quanto sono numerose le Tue opere» è già presente come una grande moltitudine di particolari.

אך שהיו כלולים בחכמה וכמשל השכל הגשמי שתופס ומקיף הרבה ענינים בבת אחת וברגע אחת וכדי להוציא מהעלם אל הגילוי צריך לפרט בדבורים רבים ושונים בשעה ושתים.

Tuttavia, erano compresi nella Chochmah, come nell’analogia dell’intelletto fisico, che afferra e abbraccia molti argomenti tutti insieme, in un solo istante; e per far uscire [questi argomenti] dall’occultamento e portarli alla rivelazione, occorre esporli con molte parole diverse, nel corso di un’ora o due.

Spiegazione

Benché i particolari siano numerosi, nella Chochmah esistono tutti insieme, inclusi in un’unica cosa. Allo stesso modo, la mente di una persona può cogliere molte idee in un solo istante, ma esprimerle a parole, una dopo l’altra, può richiedere un’ora o due.

כך בחכמה כלולים מה רבו מעשיך בכל ציור וכל תמונה ונפרטו בע״מ [בעשרה מאמרות] שנברא העולם. אך המאמרות הן עשרה בלבד כי לא נפרט הכל בדבור רק דרך כלל ולא דרך פרט:

Così pure, nella Chochmah è contenuta [tutta] la moltitudine espressa da «Quanto sono numerose le Tue opere», in ogni forma e in ogni figura; esse furono articolate nei dieci enunciati mediante i quali fu creato il mondo. Tuttavia, gli enunciati sono soltanto dieci, perché non tutto fu articolato nel discorso: solo in termini generali e non nei particolari.

Spiegazione

Allo stesso modo, tutte le forme della creazione sono contenute insieme nella Chochmah e furono articolate attraverso i dieci enunciati mediante i quali fu creato il mondo. Eppure gli enunciati sono soltanto dieci, perché il discorso trasmise la creazione solo per grandi categorie, non particolare per particolare.

Il paragrafo 4 in breve

Tutte le forme della creazione esistono insieme nella Chochmah, la cui radice è in una superiore facoltà di misurazione; esse vengono articolate attraverso il discorso, nei dieci enunciati, ma soltanto in termini generali.

Approfondimento

L’analogia della mente mostra perché la Chochmah, da sola, non poteva produrre un mondo di cose distinte: al suo interno tutto è ancora raccolto insieme in un unico istante. Solo il discorso lo suddivide in unità separate, e anche i dieci enunciati lo fanno soltanto per categorie generali.

Marei mekomos

  1. 1
    בוצינא דקרדוניתא · נסמן לעיל לט, א.
  2. 2
    בוצינא דקרדוניתא · Zohar, Bereshit 1:1–2:7
  3. 3
    בוצינא דקרדוניתא קו המדה מדוד משחת׳ · Tikkunei Zohar 19a:14–16
  4. 4
    מי מדד בשעלו מים · Isaiah 40:12
  5. 5
    מה רבו מעשיך · Psalms 104:24

5והטעם כי מה שנפרט בדבור הוא בכדי להיות בחי׳ יש כי מבחי׳ חכמה דאצי׳ לא היה יכול להיות בחי׳ יש ואפי׳ [ואפילו] מה שנתלבש בז״א שהוא בחי׳ הוי״ה הכל נק׳ בחי׳ א״ס דאיהו וחיוהי חד.

E la ragione è che ciò che veniva esplicitato nel parlare [era] affinché vi fosse il livello di yesh (esistenza), poiché dal livello della sapienza (Chochmah) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus) non avrebbe potuto esserci il livello di yesh; e persino ciò che era rivestito in Zeir Anpin (l’insieme delle qualità emotive), che è il livello del Nome Havayah, è tutto chiamato il livello dell’Infinito (Ein Sof), poiché «Egli e le Sue forze vitali sono uno».

Spiegazione

Il parlare è necessario perché le cose create possano esistere come yesh, ossia come esseri dotati di un’esistenza propria. La Chochmah di Atzilus e persino Zeir Anpin, il livello del Nome Havayah, non possono produrre un’esistenza di questo genere, perché tutto ciò che vi si trova è ancora del tutto uno con l’Infinito: «Egli e le Sue forze vitali sono uno».

Il paragrafo 5 in breve

Solo il parlare può far sorgere un’esistenza separata, perché tutto ciò che si trova in Atzilus, da Chochmah fino a Zeir Anpin, rimane uno con l’Infinito.

Approfondimento

Atzilus è il Mondo dell’Emanazione, dove gli attributi divini non si sono separati dalla loro fonte. Per questo persino le emanazioni divine distinte (Sefiros) sono qui chiamate «Infinite».

Havayah ed Elokim ¶6–7

6ולא היה יכול להיות בחי׳ פירוד רק במל׳ דאצי׳ בדבר מלך שלטון. והיינו ע״י כי מל׳ דאצי׳ נעשה עתיק דבריאה וכו׳.

E il livello della separazione non poteva esistere se non nella sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), per mezzo della «parola di un re [che] governa». E ciò avviene [per il fatto] che la Malchus di Atzilus diventa l’Atik del Mondo della Creazione (Beriah), e così via.

Spiegazione

L’esistenza separata comincia soltanto con la Malchus di Atzilus, la sovranità di D‑o, che è paragonata alla parola di un re che governa gli altri. La Malchus di Atzilus discende e diventa l’Atik, la fonte più interiore e più elevata, di Beriah, il primo mondo di esseri separati; il livello più basso del mondo superiore diventa il livello più alto di quello inferiore.

אך מ״מ בחי׳ הוי״ה מושל בבחי׳ מל׳ להיות בטול היש וכענין וצבא השמים לך משתחוים דהיינו בחי׳ בטול המלאכים בכלות הנפש.

Tuttavia, il livello del Nome Havayah governa il livello della Malchus, affinché vi sia l’autoannullamento (bittul) del yesh (l’esistenza percepita come autonoma), come nell’espressione «e le schiere dei cieli si prostrano davanti a Te», vale a dire il bittul degli angeli, nel consumarsi dell’anima.

Spiegazione

Ciò nonostante, Havayah, il Nome di D‑o in quanto trascende ogni cosa e la porta all’esistenza, governa la Malchus, affinché gli esseri che vengono all’esistenza siano in stato di bittul davanti a Lui. Gli angeli, «le schiere dei cieli», si prostrano nel loro bittul, nel kelos hanefesh (l’estinguersi dell’anima), un anelito così intenso che l’anima si consumerebbe nella sua fonte.

והשמש והירח משתחוים אפי׳ [אפילו] בגופם שסובבים והולכים ובטול זה הוא ע״י כל אשר חפץ הוי״ה שבחי׳ חפץ זה מתלבש בחכמה דאצי׳ וחכמה דאצי׳ מתלבשת בחכמה דמל׳ דאצי׳ המתלבשת בבי״ע

E il sole e la luna si prostrano anche con i loro corpi, girando e continuando a girare. E questo bittul deriva da «tutto ciò che Havayah ha desiderato», poiché questo livello di desiderio è rivestito nella sapienza (Chochmah) di Atzilus, e la Chochmah di Atzilus è rivestita nella Chochmah della Malchus di Atzilus, la quale è rivestita in [i Mondi della Creazione (Beriah), della Formazione (Yetzirah) e dell’Azione (Asiyah)],

Spiegazione

Anche il sole e la luna «si prostrano», non soltanto nello spirito ma con i loro stessi corpi, ruotando senza fine lungo il corso stabilito per loro. Questo bittul deriva dal desiderio di D‑o, che si trasmette attraverso la Chochmah di Atzilus, poi attraverso la Chochmah all’interno della Malchus di Atzilus, finché è rivestito nei tre mondi inferiori di Beriah, Yetzirah e Asiyah.

כי גבוה מעל גבוה שומר. וכל מה שלמטה מקבל ממה שלמעלה הימנו עד רום המעלות.

poiché «Uno più alto di chi è alto veglia [su di lui]». E tutto ciò che è più in basso riceve da ciò che gli è superiore, fino alla sommità delle altezze.

Spiegazione

Il versetto «Uno più alto di chi è alto veglia su di lui» viene interpretato come una catena di vigilanza: ogni livello riceve da quello che lo sovrasta, fino alla sommità. Così, il desiderio di D‑o, al vertice della catena, governa tutto ciò che si trova al di sotto.

(ואפי׳ [ואפילו] הפילסופים מודים בזה רק שאין משיגים רק עשר בחי׳ התחתונות ח׳ גלגלים וגלגל היומי.

(E anche i filosofi lo ammettono, ma comprendono soltanto i dieci livelli inferiori: otto sfere e la sfera quotidiana.

Spiegazione

In questa osservazione tra parentesi, l’Alter Rebbe nota che anche i filosofi ammettono l’esistenza di una simile catena di cause; semplicemente, conoscono soltanto i dieci livelli inferiori. Secondo l’astronomia dell’epoca, i cieli erano costituiti da sfere concentriche: otto sfere che trasportavano i pianeti e le stelle, e una nona sfera, «quotidiana», che fa ruotare l’intero cielo una volta al giorno.

וע׳ בפרדס שער ששי ספ״ג [סוף פרק ג׳] וכבר הסכימו החוקרים כו׳ וגלגל השכל העשירי כו׳ ויותר מזה אין משיגים אבל יכול להיות גם לפי דעתם שיש למעלה מהם ג״כ)

Si veda Pardes, Sha’ar 6, fine del cap. 3: «I ricercatori hanno già convenuto», ecc., «e la decima sfera, quella dell’intelletto», ecc.; oltre a ciò non comprendono. Tuttavia, è possibile, anche secondo la loro stessa opinione, che vi sia [qualcosa] al di sopra di essi.)

Spiegazione

L’Alter Rebbe rimanda al Pardes (Pardes Rimonim, l’opera cabbalistica di Rabbi Moshe Cordovero), che riporta ciò su cui i filosofi si erano accordati, inclusa una decima sfera, la «sfera dell’intelletto». Dice che essi non affermano di conoscere ciò che va oltre; eppure, nulla nel loro stesso ragionamento esclude l’esistenza di ulteriori livelli al di sopra di questi.

רק העכו״ם [העובדי כוכבים ומזלות] אומרים מאחר שכבר נשתלשל בהעלם אחר העלם בבחי׳ שם אלקים המצמצם כו׳ מוכרח להיות נשאר כך

Soltanto gli adoratori degli astri e delle costellazioni sostengono che, poiché tutto è già disceso, occultamento dopo occultamento, attraverso il livello del Nome Elokim, che contrae, ecc., deve necessariamente rimanere così.

Spiegazione

Gli adoratori degli astri e delle costellazioni sostengono che, poiché la luce di D‑o è discesa attraverso strati successivi di occultamento, attraverso il Nome Elokim, che la contrae e la nasconde, il mondo debba rimanere così. Secondo la loro visione, una volta stabilita, la natura procede da sé.

אבל כי אני ידעתי (אני בחי׳ מל׳ וכנ״י [וכנסת ישראל]) כי גדול הוי״ה ששם הוי״ה מושל על כל בחי׳ אלקים משא״כ פרעה אמר לא ידעתי את הוי״ה שלא ידע רק שם אלקים.

Ma «poiché io so» («io» è il livello della Malchus e della Comunità d’Israele) «che Havayah è grande», poiché il Nome Havayah governa ogni livello di Elokim. Il faraone, invece, disse: «Non conosco Havayah», perché conosceva soltanto il Nome Elokim.

Spiegazione

A ciò si oppone il versetto «Poiché io so che Havayah è grande». L’«io» che conosce è la Malchus e la Comunità d’Israele, che riconoscono che Havayah governa ogni livello di Elokim, tutta la natura. Il faraone, che disse «Non conosco Havayah», conosceva soltanto Elokim, D‑o così come è nascosto nella natura.

ואמר עזב ה׳ את הארץ (ובאמת לא בדעת ידבר כמ״ש בתניא ח״ב [חלק ב׳] שהרי נס של בריאת שמים וארץ גדול מנס של קי״ס [קריעת ים סוף] כו׳ ע״ש) ולכן אומרים איה אלקיהם.

E disse: «Il Nome Havayah ha abbandonato la terra» (ma in verità parla senza cognizione, come è scritto in Tanya, Parte II, poiché il miracolo della creazione del cielo e della terra è più grande del miracolo della divisione del Mar Rosso, ecc.; vedi là). E perciò dicono: «Dov’è il loro D‑o?»

Spiegazione

Le parole «Il Nome Havayah ha abbandonato la terra», pronunciate in Ezechiele dagli anziani d’Israele che servivano gli idoli in segreto, esprimono la stessa convinzione: che D‑o si sia ritirato e abbia lasciato che il mondo proceda da sé. L’inciso tra parentesi respinge questa idea, richiamando Tanya, Parte II (Shaar HaYichud VehaEmunah), capitolo 2: creare dal nulla il cielo e la terra è un miracolo più grande che dividere il mare, e il mondo, come il mare diviso, continua a esistere soltanto finché la parola di D‑o continua ad agire su di esso. Da questa convinzione errata nasce la provocazione che le nazioni rivolgono nei Salmi: «Dov’è il loro D‑o?»

אבל באמת כל אשר חפץ הוי״ה עשה. שזהו ענין יחוד שם הוי״ה עם שם אלקים ויחוד קוב״ה [קודשא בריך הוא] ושכינתיה שיחוד זה היינו בחי׳ המשכה שנמשך שם הוי״ה ומשתלב בשם אלקים להיות בטול היש כו׳.

Ma in verità: «Tutto ciò che il Nome Havayah ha voluto, Egli l’ha fatto». Questo è il concetto dell’unione del Nome Havayah con il Nome Elokim e dell’unione del Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), e della Sua Presenza divina (Shechinah); questa unione è infatti il livello di un flusso fatto discendere dall’Alto verso il basso, in cui il Nome Havayah viene fatto discendere e si intreccia con il Nome Elokim, affinché vi sia l’autoannullamento (bittul) dello yesh [dell’esistenza], ecc.

Spiegazione

La verità è che «Tutto ciò che Havayah ha voluto, Egli l’ha fatto»: il Nome trascendente Havayah agisce all’interno della natura stessa. Questa è l’unione di Havayah con Elokim, chiamata anche l’unione del Santo, benedetto Egli sia, e della Sua Shechinah: Havayah viene fatto discendere e si intreccia con Elokim, così che l’esistenza creata si trovi in uno stato di autoannullamento davanti a D‑o.

Il paragrafo 6 in breve

L’esistenza separata deriva soltanto dalla Malchus, eppure Havayah la governa, così che tutta la creazione, angeli e corpi celesti compresi, è in stato di bittul davanti a D‑o. Chi conosce soltanto Elokim, D‑o nascosto nella natura, pensa che il mondo proceda da sé; in verità, Havayah è unito a Elokim e agisce attraverso di esso.

Approfondimento

Tanya, Parte II, a cui il testo fa riferimento, spiega che il mondo ha bisogno in ogni momento della forza creatrice di D‑o, proprio come il vento doveva continuare a soffiare perché il mare restasse diviso; un mondo «abbandonato» da D‑o cesserebbe semplicemente di esistere. Le parole del faraone «Non conosco Havayah» rappresentano dunque una visione che riconosce la forza divina soltanto nel suo operare attraverso l’ordine fisso della natura.

Marei mekomos

  1. 1
    דבר מלך שלטון · Ecclesiastes 8:4
  2. 2
    וצבא השמים לך משתחוים · Nehemiah 9:6
  3. 3
    כי גבוה מעל גבוה שומר · Ecclesiastes 5:7
  4. 4
    וכבר הסכימו החוקרים כו׳ וגלגל השכל העשירי · Pardes Rimmonim 6:3
  5. 5
    כי אני ידעתי · Psalms 135:5
  6. 6
    מושל על כל בחי׳ אלקים · המשך תער״ב ח״א פרק רמה.
  7. 7
    לא ידעתי את הוי׳ · Exodus 5:2
  8. 8
    עזב ה׳ את הארץ · Ezekiel 8:12
  9. 9
    לא בדעת ידבר · Job 34:35
  10. 10
    בתניא ח״ב · פ״ב.
  11. 11
    נס של בריאת שמים וארץ גדול מנס של קי״ס · Tanya, Sha’ar HaYichud 2:2

7והנה בבחי׳ יחוד זה והמשכה זו יש ב׳ דרכים. הא׳ ששם הוי״ה יורד למטה לבחי׳ אלקים ונק׳ שילוב הוי״ה באלקים.

Ora, in questa unione e in questo far discendere vi sono due vie. La prima consiste nel fatto che il Nome Havayah scende in basso, al livello del Nome Elokim; ciò è chiamato intreccio (shiluv) di Havayah in Elokim.

Spiegazione

L’unione di Havayah ed Elokim può avvenire in due modi. Nel primo, Havayah scende in Elokim; ciò è chiamato intreccio (shiluv) di Havayah in Elokim, nel quale le lettere dei due Nomi si alternano per formare un unico Nome composto.

ואזי האל״ף קודם לי׳ ששם אלקים מלביש את שם הוי״ה. ושם הוי״ה מלובש בתוכו.

E allora l’alef precede lo yud, poiché Elokim riveste Havayah, e Havayah è rivestito al suo interno.

Spiegazione

In questa combinazione l’alef, la prima lettera di Elokim, precede lo yud, la prima lettera di Havayah, mostrando che Elokim è all’esterno e riveste Havayah al suo interno.

והב׳ ששם אלקים עולה למעלה. ונכלל בשם הוי״ה ואזי היו״ד קודם לאל״ף כו׳

E la seconda: Elokim sale in alto e viene incluso in Havayah; allora lo yud precede l’alef, ecc.

Spiegazione

La seconda via è l’inverso: Elokim sale e viene assorbito in Havayah. Allora lo yud viene per primo, mostrando che ora Havayah ha il primato ed Elokim è incluso in esso.

והנה היתרון והמעלה הוא כששם אלקים עולה למעלה כי כשהשם של הוי״ה יורד לבחי׳ שם אלקים להתלבש בו הנה הוא ע״י כמה צמצומים להיות התלבשות בבחי׳ יש אבל כשהשם אלקים עולה ונכלל בבחי׳ הוי״ה ה״ז [הרי זה] עולה לבחי׳ אין כו׳:

Ora, il vantaggio e la superiorità si hanno quando Elokim sale in alto. Infatti, quando Havayah scende al livello di Elokim per rivestirsi in esso, ciò avviene attraverso molte contrazioni (tzimtzumim), affinché vi sia un rivestimento nel livello dello yesh (esistenza); ma quando Elokim sale e viene incluso nel livello di Havayah, sale così al livello dell’ayin (nulla), ecc.

Spiegazione

L’Alter Rebbe afferma che la seconda via, l’ascesa di Elokim, è quella superiore. Perché Havayah scenda e si rivesta in Elokim sono necessarie molte contrazioni (tzimtzumim), affinché possa rivestirsi nello yesh, nell’esistenza creata; quando invece Elokim sale in Havayah, viene elevato all’ayin, il “nulla” divino che trascende ogni esistenza definita.

Il paragrafo 7 in breve

L’unione dei due Nomi può avvenire attraverso la discesa di Havayah in Elokim oppure attraverso l’ascesa di Elokim in Havayah. L’ascesa è superiore, poiché eleva l’esistenza creata nel “nulla” divino, mentre la discesa porta il divino nell’esistenza soltanto attraverso una contrazione.

Approfondimento

Il principio secondo cui un’ascesa dal basso raggiunge un livello più alto di una discesa dall’Alto prepara il passo successivo del biur (spiegazione): le mitzvos, che elevano il mondo fisico, sono ciò che fa scendere la luce della Torah.

Marei mekomos

  1. 1
    ואזי האל״ף קודם לי׳ · ראה סה״מ תרס״ו ע׳ שנד. תער״ב ח״ב ע׳ תתקלא.

Le lettere e la loro radice ¶8–12

8והנה נר מצוה הוא בחי׳ העלאה. ותורה אור הוא בחי׳ המשכה וביאור הענין הוא בהקדים להבין ענין האותיות.

Ora, «una mitzvah è una lampada» è il livello dell’elevazione, mentre «la Torah è luce» è il livello dell’attrazione dall’Alto verso il basso. La spiegazione della questione si comprende premettendo l’analisi della natura delle lettere.

Spiegazione

Il versetto «Poiché una mitzvah è una lampada e la Torah è luce» ha due metà, che corrispondono ai due movimenti: la mitzvah, la lampada, rappresenta l’elevazione, e la Torah, la luce, rappresenta l’attrazione verso il basso. Per spiegarlo, l’Alter Rebbe discute anzitutto la natura delle lettere.

והוא כי האותיות היוצאות בה׳ מוצאות הפה. אחה״ע מן הגרון כו׳. אין המוצאות עושים ומפעילים את האותיות כמו כנור המנגן שמוציא הקול ע״י האדם המנגן שאז נולד ונתהוה הקול ונגון.

Quanto alle lettere che vengono emesse attraverso i cinque punti di articolazione della bocca (alef, ches, hei e ayin dalla gola, ecc.), i punti di articolazione non formano né producono le lettere come un’arpa suonata produce il suono per mezzo della persona che la suona; in quel momento il suono e la melodia nascono e vengono all’esistenza.

Spiegazione

Le lettere provengono da cinque punti di articolazione della bocca: alef, ches, hei e ayin dalla gola, e gli altri gruppi dal palato, dalla lingua, dai denti e dalle labbra. Eppure questi organi non producono le lettere come un’arpa produce il proprio suono: un’arpa non contiene musica finché qualcuno non la suona, e solo allora il suono nasce.

אבל האותיות שבה׳ מוצאות הפה אינו כן אלא שהאותיות כבר היו בנפש שכל נפש מליאה אותיות ובבואם לה׳ מוצאות הפה הם המניעים את המוצאות ולא מתנועעים ע״י המוצאות.

Ma per quanto riguarda le lettere dei cinque punti di articolazione della bocca, non è così; le lettere erano già nell’anima, poiché ogni anima è piena di lettere. Quando giungono ai cinque punti di articolazione della bocca, sono esse a muovere i punti di articolazione, e non sono i punti di articolazione a muoverle.

Spiegazione

Il parlare è diverso: le lettere esistono già nell’anima, che è «piena di lettere». Quando giungono alla bocca, sono esse a muovere gli organi della parola, e non sono gli organi a crearle.

Il paragrafo 8 in breve

Il paragrafo associa «una mitzvah è una lampada» all’elevazione e «la Torah è luce» all’attrazione verso il basso, e comincia a spiegare questo attraverso le lettere, che esistono nell’anima prima del parlare e muovono la bocca, invece di esserne prodotte.

Approfondimento

Il fatto che le lettere precedano gli organi della parola prepara l’affermazione, che sarà formulata poco dopo, secondo cui la loro vera radice si trova al di sopra dell’intelletto stesso.

Marei mekomos

  1. 1
    נר מצוה · Proverbs 6:23

9והנה יש כמה בחי׳ אותיות. אותיו׳ [אותיות] המחשבה ואותיו׳ [ואותיות] הדבור. אותיות המחשבה בבינה ואותיות הדיבור במל׳

Ora, vi sono diversi livelli di lettere: le lettere del pensiero e le lettere del parlare. Le lettere del pensiero sono nella comprensione (Binah), mentre le lettere del parlare sono nella sovranità (Malchus).

Spiegazione

Le lettere esistono a diversi livelli: le lettere del pensiero, associate alla comprensione (Binah), e le lettere del parlare, associate alla sovranità (Malchus).

ובחי׳ דבור שלמעל׳ [שלמעלה] הוא בבחי׳ המחשבה למטה שהוא דבור המלאכי׳ [המלאכים] וקרא זא״ז [זה אל זה / זה את זה] וגבוה מעל גבוה שמקבלי׳ [שמקבלים] דין מן דין עד רום המעלות מה שלמטה הוא בבחי׳ מחשבה נק׳ לגבי שלמעלה בחי׳ דבור ובחי׳ מחשבה שלמעלה יותר נעלמה.

E il livello del parlare che è in alto si trova al livello del pensiero che è in basso; questo è il parlare degli angeli, «e l’uno chiamava l’altro» e «Uno più alto del più alto», poiché ricevono l’uno dall’altro, fino alla sommità delle altezze: ciò che, a un livello inferiore, è al livello del pensiero, è chiamato, rispetto a ciò che è in alto, livello del parlare; e il livello del pensiero che è più in alto è ancora più nascosto.

Spiegazione

I due livelli sono relativi: il parlare di un piano superiore è come il pensiero del piano che gli è inferiore; così, il parlare degli angeli, che «chiamano l’uno l’altro» nella lode, si trova al livello del pensiero umano. Il Targum rende quella frase con «ricevono l’uno dall’altro»; così, ogni livello riceve da quello superiore, fino alla sommità: ciò che è pensiero per un livello inferiore è soltanto parlare rispetto al livello superiore, il cui pensiero è ancora più nascosto.

Il paragrafo 9 in breve

Le lettere esistono come pensiero e come parlare, e i due livelli sono relativi: il pensiero di ciascun livello è soltanto parlare rispetto al livello superiore, in una catena che sale sempre più in alto.

Approfondimento

Questa relatività spiegherà la preghiera qualche paragrafo più avanti: gli angeli elevano le lettere del parlare umano nel proprio parlare, che è un pensiero superiore; da lì, le lettere salgono di livello in livello fino alla loro radice.

Marei mekomos

  1. 1
    מחשבה — והנה שרש גלוי האותיות · מובא בלקו״ת ואתחנן י, ג. המשך מצה זו תר״מ סעי׳ ה ע׳ קכה.
  2. 2
    וקרא זא״ז · Isaiah 6:3
  3. 3
    דין מן דין · Targum Jonathan on Isaiah 6:3

10והנה שרש גלוי האותיות הוא בחכמה ויהי האדם לנפש חיה. בחי׳ חיה היא בחכמה.

Ora, la radice della rivelazione delle lettere è nella sapienza (Chochmah): «e l’uomo divenne un’anima vivente (nefesh chayah)»; il livello di Chayah è in Chochmah.

Spiegazione

Dopo aver mostrato che le lettere esistono prima della parola, l’Alter Rebbe ne rintraccia la radice più in alto. La loro rivelazione ha inizio in Chochmah: il versetto dice che l’uomo divenne nefesh chayah, nel suo senso semplice «un essere vivente», e l’Alter Rebbe interpreta chayah come Chayah, il livello dell’anima che corrisponde a Chochmah.

אך אין זה רק בבחי׳ גלוי אבל שרשם הנעלם הוא למעלה מעלה בבחי׳ כתר כמ״ש בזוהר אינון כתרין עילאין כו׳ ונחתא כ״ף מעל כורסייא דיקריה כו׳

Ma questo riguarda soltanto il livello della rivelazione; la loro radice nascosta, invece, è molto, molto più in alto, nel livello della Corona (Keser), come è scritto nello Zohar: «Sono corone superne», ecc., e «la kaf discese da sopra il Suo Trono di Gloria», ecc.

Spiegazione

Chochmah è soltanto il luogo in cui le lettere cominciano a rivelarsi; la loro radice nascosta è molto più in alto, in Keser, il livello al di sopra dell’intelletto. Lo Zohar chiama le lettere «corone superne» e descrive la lettera kaf che discende da sopra il Trono di Gloria di D‑o, mostrando che le lettere discendono dal luogo più elevato in assoluto.

כי מהות האותיות אינן בחי׳ שכל רק הם למעלה מן השכל שא״א להשיג בשכל מהות האותיות ומוצאן במבטא אב״ג שהם יוצאות מכלי השכל. רק עיקרם נלקחים מבחי׳ שלמעלה מהשכל

Poiché l’essenza delle lettere non è il livello dell’intelletto; esse, piuttosto, sono al di sopra dell’intelletto, poiché è impossibile afferrare con l’intelletto l’essenza delle lettere e la loro origine nell’articolazione di alef, beis, gimmel, che provengono dai recipienti dell’intelletto. Esse sono invece attinte principalmente dal livello che è al di sopra dell’intelletto.

Spiegazione

Le lettere non sono un prodotto dell’intelletto. Il ragionamento non può afferrare che cosa siano le lettere in se stesse, né come arrivino a essere pronunciate come alef, beis, gimmel, benché emergano attraverso le facoltà proprie della mente: in sostanza, sono attinte da un livello al di sopra dell’intelletto.

והן נעשות בחי׳ לבוש להשכל להשכיל כל דבר בכל לשון מע׳ לשון.

Ed esse diventano un livello di veste per l’intelletto, per comprendere ogni materia in ciascuna delle settanta lingue.

Spiegazione

Da quel livello diventano una veste per l’intelletto. Attraverso di esse, la mente può comprendere ed esprimere qualsiasi materia in ciascuna delle settanta lingue.

שכל דבר שכל אינו נתפס אלא באותיות אבל אין האותיות מהות השכל ועצמותו אלא בחי׳ לבושו כנודע שהשכל מתלבש לפעמים באותיות אלו.

Poiché ogni materia intellettuale è afferrabile soltanto attraverso le lettere; ma le lettere non sono l’essenza dell’intelletto né la sua stessa essenza, bensì soltanto il livello della sua veste, come è noto: talvolta l’intelletto si riveste di queste lettere.

Spiegazione

Ogni idea può essere afferrata soltanto attraverso le lettere, eppure le lettere non sono l’idea stessa: ne sono soltanto la veste. Per questo la stessa idea può rivestirsi talvolta di un insieme di lettere e talvolta di un altro.

Il paragrafo 10 in breve

Le lettere si rivelano in Chochmah, ma hanno radice in Keser, al di sopra dell’intelletto; sono la veste attraverso cui ogni idea viene afferrata, pur non essendo l’idea stessa.

Approfondimento

Questo approfondisce il punto precedente secondo cui le lettere mettono in movimento gli organi della parola anziché essere prodotte da essi: la loro fonte si trova al di sopra della mente, così come al di sopra della bocca. La nota Kehot aggiunge che anche Or HaTorah del Tzemach Tzedek cita l’introduzione dello Zohar a sostegno del fatto che le lettere sono «corone superne».

Marei mekomos

  1. 1
    ויהי האדם לנפש חיה · Genesis 2:7
  2. 2
    כמ״ש בזהר אינון כתרין עילאין · Zohar I, 3a

11ולפעמים באותיות אלו. כמו דבור התוספות והר״ן [והרבינו נסים] שמלבישים כל א׳ השכל באותיות אחרים ונלקחים מלמעלה מן השכל רק שאין מתגלים אלא בשכל.

e talvolta in quelle lettere, come nelle formulazioni dei Tosafos e del Ran, ciascuno dei quali riveste l’intelletto con lettere diverse. E [le lettere] sono attinte dall’alto dell’intelletto, sebbene si rivelino soltanto nell’intelletto.

Spiegazione

La stessa idea può essere espressa con parole diverse: i Tosafos e il Ran, due classici commentatori del Talmud, possono esporre lo stesso ragionamento, ciascuno con parole proprie. Ciò mostra che le lettere non sono l’idea stessa: provengono dall’alto dell’intelletto, benché si rivelino soltanto al suo interno.

והמשל בזה כח ההולדה שבמוח שנתהווה באדם אחרי היותו בן י״ג או ט׳ (סנהדרין רפ״ח)

L’analogia è la forza procreativa che risiede nel cervello e che si forma nell’uomo dopo che ha compiuto tredici anni, oppure nove (Sanhedrin, inizio del capitolo 8).

Spiegazione

Segue un’analogia: la forza procreativa, la cui sede è nel cervello, si manifesta nell’uomo soltanto quando raggiunge una certa età. Il testo indica due età, tredici oppure nove anni, e rimanda all’inizio dell’ottavo capitolo del trattato Sanhedrin, dove il Talmud discute se un ragazzo di appena nove anni possa già generare un figlio.

ואף שכבר הי׳ [היה] לו מוחין בשלימות מ״מ כח ההולדה לא נגמר עד היותו בן י״ג או ט׳ וגמר כח זה תלוי במאכל אשר יאכל.

E sebbene avesse già le facoltà intellettive (mochin) pienamente sviluppate, tuttavia la forza procreativa non giungeva a compimento prima dei tredici anni, o dei nove; e il compimento di questa forza dipende dal cibo che mangia.

Spiegazione

La mente di un ragazzo può essere già pienamente sviluppata, eppure la forza procreativa non è completa fino a quell’età, e il suo compimento dipende dal cibo che mangia. In Likkutei Torah, Vaetchanan, l’Alter Rebbe usa la stessa analogia e rimanda a questo biur [spiegazione]: un ragazzo che non ha ancora compiuto nove anni ha vita e intelletto sufficienti per sé, ma soltanto una luce aggiuntiva, l’intelletto maturo, gli consente di elargire verso il basso e di far nascere un nuovo essere; perciò, chi dà ha bisogno di una luce aggiuntiva per elargire.

וכנודע ממה שאין מאכילין את הכה״ג [הכהן גדול] בעיוה״כ [בערב יום הכפורים] דברים שמרבי׳ הזרע. שיש מאכלים מרבים הזרע. ויש מאכלים ממעיטים.

Come è noto dalla [norma] secondo cui alla vigilia di Yom Kippur non si danno da mangiare al Sommo Sacerdote cibi che accrescono il seme: vi sono infatti alimenti che accrescono il seme e altri che [lo] diminuiscono.

Spiegazione

La prova è la norma secondo cui alla vigilia di Yom Kippur al Sommo Sacerdote non si danno cibi che accrescono il seme, affinché quel giorno non diventi ritualmente impuro. Alcuni cibi accrescono il seme e altri lo diminuiscono; dunque il cibo influisce direttamente su questa forza.

Il paragrafo 11 in breve

Come le lettere provengono dall’alto dell’intelletto, e tuttavia si manifestano soltanto al suo interno, così la forza procreativa risiede nel cervello, ma matura soltanto a una certa età e dipende dal cibo che si mangia.

Marei mekomos

  1. 1
    והמשל בזה כח ההולדה · ראה לקו״ת ואתחנן י, ג.

12והנה במאכלים ההם עצמן אין בהם כח ההולדה רק כשבאים להמוח. והמוח מתחזק על ידם אזי נתהוה ונגמר כח ההולדה.

Ora, in quegli alimenti stessi non vi è alcuna forza di procreazione; soltanto quando giungono al cervello, e il cervello ne viene rafforzato, allora la forza di procreazione viene all’esistenza e si completa.

Spiegazione

Gli alimenti stessi non contengono alcuna forza di procreazione. Solo quando giungono al cervello e lo rafforzano, quella forza viene all’esistenza e diventa completa.

כך האותיו׳ [האותיות] באים מלמעלה מהשכל שאינו נתפס באותיות כלל. ומ״מ כשבאים לבחי׳ השכל נעשה גילוי השכל ע״י אותיות.

Così anche le lettere provengono da al di sopra dell’intelletto, [da un livello] che non può essere afferrato attraverso le lettere; tuttavia, quando giungono al livello dell’intelletto, la rivelazione dell’intelletto avviene attraverso le lettere.

Spiegazione

Così è anche per le lettere: provengono da un livello al di sopra dell’intelletto, un livello che non può essere afferrato attraverso le lettere. Eppure, quando giungono all’intelletto, è attraverso di esse che l’intelletto si rivela.

Il paragrafo 12 in breve

L’analogia viene applicata: come un alimento proveniente dall’esterno completa una forza che si rivela soltanto nel cervello, così le lettere provengono da al di sopra dell’intelletto e lo rivelano soltanto quando vi giungono.

La preghiera eleva le lettere ¶13–15

13ולכן אמרו על מט״ט [מטטרון] שקושר כתרי׳ [כתרים / כתרין] לקונו מתפלותיהם של ישראל. והענין כי אותיות התפלה עולות למעלה ע״י המלאכים כנודע שכמה מלאכים ממונים בכל היכל לקבל התפלות. ואיתא בזוהר שהמלאך נשיק לה.

Perciò dissero di Metatron che lega corone per il suo Creatore traendole dalle preghiere di Israele. Il senso è che le lettere della preghiera salgono in alto per mezzo degli angeli; come è noto, in ogni sala celeste (heichal) sono preposti diversi angeli a ricevere le preghiere. E nello Zohar si afferma che l’angelo la bacia.

Spiegazione

Per questo si dice di Metatron, un angelo di rango elevato, che «lega corone per il suo Creatore» traendole dalle preghiere di Israele. Le lettere della preghiera salgono per mezzo degli angeli, molti dei quali sono preposti in ogni sala celeste (heichal) a ricevere le preghiere; e lo Zohar dice che l’angelo bacia la preghiera.

Il paragrafo 13 in breve

Le lettere della preghiera salgono attraverso gli angeli, che le ricevono in ogni sala celeste; questo è ciò che significa che l’angelo lega corone per il suo Creatore.

Approfondimento

Le «corone» collegano questa immagine a quanto precede: la radice nascosta delle lettere è la Corona (Keser); incoronare D‑o con le preghiere significa dunque ricondurre le lettere della preghiera alla loro fonte. Nel Talmud (Chagigah 13b), l’angelo che «lega corone per il suo Creatore» è chiamato Sandalfon, e i Tosafos lì affermano che le forma con le preghiere dei giusti; qui l’Alter Rebbe parla di Metatron.

Marei mekomos

  1. 1
    ואיתא בזהר שהמלאך נשיק לה · Zohar I, 23b

14וביאור ענין זה הוא כמו הנושק עד״מ מכניס רוחו והבלו בדבר שנושק.

La spiegazione di questo argomento è come nel caso di chi bacia: per analogia, egli immette il proprio respiro e il proprio alito nella cosa che bacia.

Spiegazione

Il bacio viene spiegato per analogia: chi bacia immette il proprio respiro in ciò che bacia.

כך המלאך מכניס רוחו והבלו באותיות התפלה להעלותם מבחי׳ דבור האדם לבחי׳ דבור המלאכי׳ [המלאכים] שהיא בחי׳ מחשב׳ שלמט׳ [שלמטה]

Così l’angelo immette il proprio respiro e il proprio alito nelle lettere della preghiera, per elevarle dal livello del parlare dell’uomo al livello del parlare degli angeli, che è il livello del pensiero che si trova al di sotto.

Spiegazione

Così l’angelo immette il proprio respiro, la propria forza vitale, nelle lettere della preghiera. In questo modo le eleva dal parlare umano al parlare angelico, che, come spiegato sopra, è il livello del pensiero rispetto al mondo sottostante.

וכך עולה התפלה למעל׳ [למעלה / למעלת] מעולם ועד עולם. עד עולם העליון שם הוא מט״ט [מטטרון] שעושה בחי׳ כתר זה. פי׳ שמעלה האותיו׳ [האותיות] עד מקורן ושרשן שהוא בכתר.

E così la preghiera sale in alto, da un mondo all’altro, fino al mondo più elevato; lì si trova Metatron, che realizza questo livello di corona. Vale a dire, egli eleva le lettere fino alla loro fonte e radice, che si trova nella Corona (Keser).

Spiegazione

Così la preghiera sale da un mondo al successivo, fino al mondo più elevato, dove Metatron ne fa una corona: eleva le lettere alla loro fonte e radice, che è in Keser, la Corona.

Il paragrafo 14 in breve

Il «bacio» dell’angelo infonde nelle lettere della preghiera un respiro più elevato, elevandole dal parlare umano al parlare angelico e da un mondo all’altro, finché Metatron le eleva alla loro radice in Keser.

Approfondimento

Questo applica la relatività del pensiero e del parlare esposta in precedenza: il parlare di ciascun livello è il pensiero del livello sottostante, perciò la preghiera può salire gradino dopo gradino fino alla radice delle lettere.

15והיינו כדי להמשיך אותיות כי התפלה היא יהי רצון שיהי׳ [שיהיה] המשכת רצון אחר מבתחלה שנמשך בחכ׳ [בחכמה] וחכמה היא בחי׳ דין.

E ciò avviene per far discendere lettere; infatti la preghiera è: «Sia [la Tua] volontà», cioè che venga fatta discendere una volontà diversa da [quella che vi era] inizialmente, che fu fatta discendere nella sapienza (Chochmah); e Chochmah è il livello del giudizio.

Spiegazione

Lo scopo di elevare le lettere è far discendere lettere nuove. La preghiera dice yehi ratzon, «Sia la Tua volontà», letteralmente «che vi sia volontà»: chiede che venga fatta discendere una volontà nuova, diversa da quella che fu fatta discendere inizialmente in Chochmah; e Chochmah, come spiegato in precedenza, è il livello del giudizio e della misura rigorosa.

וכן התורה דמחכ׳ [דמחכמה] נפקת מימינו אש דת למו שהיא בחי׳ אש וגבורות וע״פ התורה אין יסורים בלא עון. אבל בכתר שם הם רחמים פשוטים ונושא עון כו׳ ומשם נמשך אותיות חדשות כו׳:

E così anche la Torah, che «scaturisce da Chochmah»: «dalla Sua destra, una legge di fuoco per loro», che è il livello del fuoco e dei Gevuros (rigori); e secondo la Torah non vi sono sofferenze senza peccato. Ma nella Corona (Keser) vi è compassione semplice, e «Egli porta la colpa», ecc.; e da lì vengono fatte discendere lettere nuove, ecc.

Spiegazione

Anche la Torah proviene da Chochmah ed è chiamata «una legge di fuoco», espressione che allude al fuoco e ai Gevuros: secondo la misura propria della Torah, non vi sono sofferenze senza peccato. Ma Keser racchiude compassione semplice, che «porta la colpa», secondo le parole dei versetti sugli attributi di misericordia di D‑o; e da lì vengono fatte discendere lettere nuove, espressione di una volontà nuova. In Likkutei Torah, Chukas, l’Alter Rebbe rinvia a questo biur (spiegazione) e chiama queste lettere, che sono al di sopra della Torah stessa, le «lettere incise» (osiyos hachakikah).

Il paragrafo 15 in breve

La preghiera innalza le lettere a Keser per far discendere una volontà nuova: Chochmah, e la Torah che ne proviene, seguono una misura rigorosa, mentre Keser racchiude compassione semplice, fonte di lettere nuove.

Approfondimento

La nota Kehot identifica queste «lettere nuove» con ciò che Likkutei Torah su Chukas chiama le lettere incise (osiyos hachakikah), lettere che sono al di sopra della Torah stessa.

Marei mekomos

  1. 1
    מימינו אש דת למו · Deuteronomy 33:2
  2. 2
    אין יסורים בלא עון · Shabbat 55a:17–18
  3. 3
    ומשם נמשך אותיות חדשות כו׳ · ראה לקו״ת פ׳ חקת נו, א שענין האותיות שלמעלה מהתורה עצמה היינו בחי׳ אותיות החקיקה.
  4. 4
    התורה דמחכמה נפקת · Zohar II, 121a

La lampada, l’aria e la luce ¶16–22

16והנה ככל הענין הזה באותיות כך הוא בבחי׳ המצות כי נר מצוה. והענין שאין אור הנר מאיר אלא כשיש אויר סביב האור משא״כ כשאין שם אויר יכבה ולא יאיר כלל

Ora, proprio come tutta questa questione si applica alle lettere, così si applica al livello (bechinah) delle mitzvos, poiché «una mitzvah è una lampada». Il punto è che la luce della lampada brilla soltanto quando c’è aria intorno alla luce; invece, quando non c’è aria, si spegne e non brilla affatto.

Spiegazione

Lo stesso schema vale per le mitzvos, come nell’espressione «una mitzvah è una lampada». Una fiamma fa luce soltanto quando c’è aria intorno a essa; senza aria si spegne e non fa affatto luce.

והנה האויר הוא בבחי׳ אותיות. כי הרי רואין שיסוד האויר הוא תחת יסוד האש.

Ora, l’aria appartiene al livello delle lettere. Vediamo infatti che l’elemento dell’aria è al di sotto dell’elemento del fuoco.

Spiegazione

L’aria corrisponde alle lettere e, come loro, occupa una posizione inferiore: nell’ordine dei quattro elementi, l’aria si trova al di sotto del fuoco. La nota Kehot riporta il Midrash (Shemos Rabbah e Bamidbar Rabbah) e lo Zohar a sostegno di quest’ordine.

Il paragrafo 16 in breve

Una lampada brilla soltanto quando c’è aria intorno a essa. L’aria è il corrispettivo delle lettere e, benché occupi una posizione inferiore al fuoco tra gli elementi, è ciò che permette al fuoco di fare luce.

Approfondimento

La nota Kehot su questo passo raccoglie numerosi paralleli: il Midrash e lo Zohar sull’ordine degli elementi, nonché maamarim successivi di Chabad che trattano questo passo, tra cui Sefer HaMaamarim 5640, che ne cita una sezione con aggiunte e modifiche.

Marei mekomos

  1. 1
    שיסוד האויר הוא תחת יסוד האש · Bamidbar Rabbah 14:12
  2. 2
    יסוד האויר הוא תחת יסוד האש · Mishneh Torah, Foundations of the Torah 3

17ואעפ״כ [ואף על פי כן] הרי יש בו דקות הרבה מיסוד האש. והטעם כי האויר אע״פ [אף על פי] שהוא למטה מיסוד האש. מ״מ שרשו הוא למעלה.

E tuttavia, in esso vi è molta più sottigliezza che [nell’]elemento del fuoco. Il motivo è che, sebbene l’aria si trovi al di sotto dell’elemento del fuoco, la sua radice è nondimeno in alto.

Spiegazione

Eppure l’aria è molto più sottile e raffinata del fuoco. Il motivo è che, sebbene si trovi al di sotto del fuoco, la sua radice è più in alto.

וביאור הדבר כי הנה יעקב אמר מה נורא. ולכן מה שאומרים הגדול הגבור והנורא. נורא הוא מדתו של יעקב.

La spiegazione è la seguente: Yaakov disse: «Quanto è tremendo!». Perciò, quando diciamo «il grande, il potente e il tremendo», «tremendo» è l’attributo di Yaakov.

Spiegazione

Per spiegarlo, l’Alter Rebbe si richiama a Yaakov, che disse «Quanto è tremendo!» al risveglio dal sogno della scala. Così, quando ci rivolgiamo a D‑o definendolo «il grande, il potente e il tremendo», le parole di Moshe (Deuteronomy 10:17), che recitiamo nella prima benedizione dell’Amidah, «tremendo» è l’attributo di Yaakov; la nota Kehot indica come fonte lo Zohar (2:79a, citato in Or HaTorah).

Il paragrafo 17 in breve

L’aria si trova al di sotto del fuoco, eppure è più raffinata perché la sua radice è più in alto; la spiegazione comincia con Yaakov, il cui attributo è «tremendo».

Approfondimento

Le note Kehot rimandano a Hemshech Yonasi 5640, che spiega ampiamente il significato di «tremendo», e a Or HaTorah, che cita lo Zohar come fonte per «tremendo» quale attributo di Yaakov.

Marei mekomos

  1. 1
    שיעקב אמר מה נורא · ויצא כח, יז. ראה בהמשך יונתי תר״ם ע׳ תפה הביאור.
  2. 2
    יעקב אמר מה נורא · Genesis 28:17
  3. 3
    נורא הוא מדתו של יעקב · באוה״ת ויקרא שם מציין לזח״ב עט, א. בהמשך יונתי תר״ם מבאר פי׳ ”נורא” בארוכה.
  4. 4
    נורא הוא מדתו של יעקב · Zohar, Yitro 14:246–256

18ולכאורה לא שייך בחי׳ נורא ליעקב כ״א לפחד יצחק. אלא לפי שיעקב היה הממוצע בין האבות.

A prima vista, la qualità del «temibile» non si addice a Yaakov, ma soltanto al «Timore di Yitzchak». Ma [gli si addice,] perché Yaakov era l’intermediario tra i Patriarchi.

Spiegazione

Il timore reverenziale sembrerebbe appartenere non a Yaakov, ma a Yitzchak, il cui D‑o è chiamato «il Timore di Yitzchak». La risposta è che Yaakov era l’intermediario tra i Patriarchi, unendo la benevolenza di Avraham al rigore di Yitzchak; la nota Kehot indica lo Zohar (1:60b) per il posto di Yaakov tra loro.

ונודע שא״א שיחוברו ב׳ הפכים עד שיערה רוח מלמעלה משניהם. כענין עושה שלום במרומיו כו׳.

Ed è noto che è impossibile unire due opposti finché non venga effuso su di loro uno spirito dall’Alto, al di sopra di entrambi, come nell’espressione: «Egli fa la pace nelle Sue altezze», ecc.

Spiegazione

Due opposti non possono essere uniti da uno di loro soltanto; si uniscono solo quando su di loro viene effuso uno spirito proveniente da un livello superiore a entrambi. Così D‑o «fa la pace nelle Sue altezze», portando armonia tra forze opposte da un luogo che è al di sopra di esse.

Il paragrafo 18 in breve

Yaakov, l’intermediario tra Avraham e Yitzchak, poteva unire i loro attributi opposti soltanto attingendo a un livello superiore a entrambi; per questo la qualità del «temibile» è la sua.

Marei mekomos

  1. 1
    לפחד יצחק · Genesis 31:42
  2. 2
    שיעקב הי׳ הממוצע בין האבות · Zohar I, 60b
  3. 3
    עושה שלום במרומיו · Job 25:2

19ולכן מאחר שיעקב היה המחבר לכך היה בו גילוי בחי׳ נורא שהוא למעלה משניהם. וכך הוא בבחי׳ אויר שהדקות הוא לפי שהוא בחי׳ ממוצע שהוא בקו האמצעי חח״ן [חכמה חסד נצח] מימין. ובג״ה [ובינה גבורה הוד] משמאל.

Perciò, poiché Yaakov era colui che [li] univa, in lui si manifestava il livello del «formidabile», che è al di sopra di entrambi. Così è anche per il livello dell’aria: [la sua] finezza deriva dal fatto che essa è il livello dell’intermediario, che si trova nella linea mediana: la sapienza (Chochmah), la benevolenza (Chesed) e la vittoria (Netzach) a destra, e la comprensione (Binah), il rigore (Gevurah) e lo splendore (Hod) a sinistra,

Spiegazione

Poiché Yaakov unì i due lati, rivelò la qualità del «formidabile», che si trova al di sopra di entrambi. Anche l’aria è un intermediario, e questa è la fonte della sua finezza: appartiene alla linea mediana delle emanazioni divine (Sefiros), tra la linea destra di Chochmah, Chesed e Netzach e la linea sinistra di Binah, Gevurah e Hod.

Il paragrafo 19 in breve

Come Yaakov, anche l’aria è un intermediario, e la sua finezza deriva dalla linea mediana, che attinge a un livello superiore a entrambi i lati.

Approfondimento

Le dieci Sefiros sono raffigurate in tre linee: la benevolenza a destra, il rigore a sinistra e una linea mediana che le unisce e si eleva al di sopra di entrambe, fino alla Corona (Keser), come afferma il paragrafo successivo.

20וכדת״י [וכדעת תפארת יסוד] באמצע הוא בחי׳ אויר שהוא בחי׳ ז״א שהוא בקו הממוצע בחי׳ [ת״ת [תפארת]] ולכן נק׳ אויר אור יו״ד.

e la Corona (Keser), la conoscenza (Daas), la bellezza (Tiferes) e il fondamento (Yesod) al centro: questo è il livello (bechinah) dell’aria (avir), che è la bechinah di Zeir Anpin (l’insieme delle qualità emotive), che si trova nella linea mediana, la bechinah di [Tiferes]. Perciò il vocabolo avir (aria) è chiamato or (luce) [con una] yud.

Spiegazione

La linea mediana attraversa Keser, Daas, Tiferes e Yesod. L’aria corrisponde a questa linea, che è Zeir Anpin, il livello di Tiferes; per questo la parola ebraica per aria, avir, si scrive come or, «luce», con l’aggiunta di una yud.

שהיו״ד הוא בחי׳ העלם של האור שמוריד וממשיך להיות האור מאיר. כמו האותיות שהן בבחי׳ ההעלם.

Poiché la yud è la bechinah dell’occultamento della luce, che la fa discendere e la attira verso il basso, affinché la luce risplenda — come le lettere, che si trovano nella bechinah dell’occultamento.

Spiegazione

La yud rappresenta l’occultamento della luce, che la fa discendere e la attira verso il basso affinché possa risplendere; le lettere operano allo stesso modo, come un occultamento attraverso cui viene trasmesso l’intelletto. Il maamar immediatamente precedente a questo biur dice la stessa cosa (Torah Ohr, Miketz 14:32): l’aria fa risplendere la lampada perché avir è or con una yud, e la yud nascosta in esso è la luce celata, che attraverso di essa emerge nella rivelazione.

Il paragrafo 20 in breve

L’aria (avir) è luce (or) con una yud: la yud rappresenta un occultamento che consente alla luce di risplendere, proprio come le lettere occultano l’intelletto e così lo trasmettono.

Marei mekomos

  1. 1
    ולכן נק׳ אויר אור יו״ד · ראה לעיל מב, ג במ״מ.
  2. 2
    אויר אור יו״ד · Zohar, Bereshit 5:28–38

21ובהן ועל ידן נתפס השכל ובא לידי גילוי כי א״א לכל שכל בלי אותיות כנ״ל.

E in esse e attraverso di esse l’intelletto viene colto e giunge alla rivelazione, poiché nessun intelletto è possibile senza lettere, come spiegato sopra.

Spiegazione

Nelle lettere e attraverso di esse l’intelletto viene colto e rivelato; come spiegato sopra, nessuna idea può esistere senza lettere.

כך האויר שהוא בבחי׳ העלם בו ועל ידו נתפס האור להאיר לבא לידי גילוי.

Così anche l’aria, che si trova al livello dell’occultamento: in essa e attraverso di essa la luce viene contenuta, per risplendere [e] giungere alla rivelazione.

Spiegazione

L’aria, il mezzo che nasconde, svolge la stessa funzione per la luce: in essa e attraverso di essa la luce della fiamma viene trattenuta e giunge a risplendere.

וזהו כי נר מצוה ותורה אור. שע״י נר מצוה נעשה התורה אור כי המצות עולות עד הכתר ששם שרש המצות תר״ך עמודי אור עמוד שמחבר מעלה למטה.

E questo è [il significato di] «Poiché una mitzvah è una lampada e la Torah è luce»: attraverso «una mitzvah è una lampada», la Torah diventa luce; infatti, le mitzvos salgono fino alla Corona (Keser), dove si trova la radice delle mitzvos: i seicentoventi pilastri di luce, un pilastro che unisce l’alto al basso.

Spiegazione

Questo è il significato di «Poiché una mitzvah è una lampada e la Torah è luce»: attraverso la mitzvah, la lampada, la Torah diventa luce. Le mitzvos salgono fino a Keser, la loro radice, chiamata i «seicentoventi pilastri di luce»: 620 è il valore numerico della parola keser, e corrisponde al numero dei 613 comandamenti della Torah insieme alle sette mitzvos dei Saggi. Ciascuno è un pilastro che unisce l’alto al basso.

Il paragrafo 21 in breve

Come l’aria permette a una fiamma di risplendere, le mitzvos permettono alla luce della Torah di risplendere: salgono fino alla loro radice in Keser, i «seicentoventi pilastri di luce» che uniscono l’alto al basso.

Approfondimento

Qui ritorna il tema iniziale: l’ascesa delle mitzvos e la discesa della Torah si incontrano, perché le mitzvos sono l’«aria» che permette alla luce della Torah di scendere e risplendere.

Marei mekomos

  1. 1
    כי נר מצוה ותורה אור · Proverbs 6:23

22וכענין יעקב חבל נחלתו כשמתנועע החבל למטה כו׳. וכך ע״י המצות שהן במל׳ עולות בכתר ונמשך משם בחי׳ אותיות חדשים דהיינו תוס׳ [תוספת] אור להיות אור התורה מאיר. כי הנה התורה נקראת משל הקדמוני.

Come nel caso di «Yaakov è la corda della Sua eredità»: quando la corda si muove in basso, ecc. Così, attraverso le mitzvos, che si trovano nella sovranità (Malchus) [e] ascendono alla Corona (Keser), da lì viene fatto discendere il livello (bechinah) di nuove lettere, cioè una luce aggiuntiva, affinché la luce della Torah risplenda. La Torah, infatti, è chiamata «la parabola dell’Antico».

Spiegazione

Yaakov è chiamato «la corda (chevel) della Sua eredità»: nel versetto, chevel significa una porzione assegnata, misurata con una corda, ma l’Alter Rebbe riprende l’immagine di una corda, la cui estremità superiore si muove quando viene mossa quella inferiore. Così le mitzvos, che si trovano in Malchus, giungono fino a Keser e da lì vengono fatte discendere nuove lettere, una luce aggiunta, affinché la luce della Torah risplenda. La Torah è chiamata «la parabola dell’Antico»: parole che, nel loro senso semplice, significano «il proverbio degli antichi»; in Torah Ohr, Megillas Esther, l’Alter Rebbe spiega che «l’Antico» è l’essenza stessa di D‑o, del tutto al di là dei mondi.

Il paragrafo 22 in breve

Come una corda mossa dal basso, le mitzvos giungono da Malchus fino a Keser e fanno discendere nuove lettere, una luce aggiuntiva, affinché la luce della Torah risplenda.

Approfondimento

La nota di Kehot rimanda a un maamar successivo in Torah Ohr, che spiega che «l’Antico» è la Luce Infinita (Or Ein Sof) stessa, l’essenza di D‑o al di là dei mondi, e che la Torah è la Sua «parabola».

Marei mekomos

  1. 1
    יעקב חבל נחלתו · Deuteronomy 32:9
  2. 2
    משל הקדמוני · I Samuel 24:14
  3. 3
    התורה נק׳ משל הקדמוני · ראה לקמן צח, ב.

La Torah come parabola; il grande Nome ¶23–25

23וענין המשל הוא כמ״ש וידבר שלשת אלפים משל. כי הנה חכמת שלמה היא חכמה תתאה שהיא בחי׳ מל׳ דאצי׳.

E il senso della parabola è quello di cui è scritto: «Egli pronunciò tremila parabole». La sapienza inferiore (Chochmah) di Shlomo è infatti il livello della sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus);

Spiegazione

La Torah è stata appena definita una «parabola», e l’Alter Rebbe spiega che cosa significhi attraverso Shlomo, che «pronunciò tremila parabole». La sapienza di Shlomo è la «Chochmah inferiore», il livello della Malchus di Atzilus, l’ultima delle emanazioni divine (Sefiros) del Mondo dell’Emanazione.

והיינו בחי׳ מל׳ המאירה בבי״ע כי מל׳ דאצי׳ עצמה היא רוה״ק [רוח הקודש] ונו״ה [ונצח והוד] דאצי׳ היא בחי׳ נבואה ובאצילות איהו וחיוהי חד.

ossia il livello della Malchus così come risplende nei [mondi della Creazione (Beriah), della Formazione (Yetzirah) e dell’Azione (Asiyah)]. La Malchus di Atzilus stessa è Ruach HaKodesh [spirito di santità], e la vittoria (Netzach) e lo splendore (Hod) di Atzilus sono il livello della profezia; e in Atzilus «Egli e le Sue forze vitali sono uno».

Spiegazione

Più precisamente, è la Malchus di Atzilus così come risplende nei mondi inferiori di Beriah, Yetzirah e Asiyah. La Malchus di Atzilus stessa è Ruach HaKodesh, e Netzach e Hod di Atzilus sono la fonte della profezia; in Atzilus tutto è uno con D‑o.

ולכן יש ס״ר פירושים על כל פסוק מד״ת [מדברי תורה] ונבואה. וגם משלי ושה״ש [ושיר השירים] שאמר שלמה ברוה״ק [ברוח הקודש] הן במל׳ דאצילות עצמה למעלה מחכמת שלמה

Perciò ogni versetto delle parole della Torah e della profezia racchiude seicentomila interpretazioni. Anche i Proverbi e il Cantico dei Cantici, che Shlomo pronunciò con Ruach HaKodesh, appartengono alla Malchus di Atzilus stessa, al di sopra della sapienza di Shlomo;

Spiegazione

Poiché la profezia e Ruach HaKodesh provengono da Atzilus, che è uno con l’Infinito (Ein Sof), ogni versetto della Torah e dei Profeti racchiude seicentomila interpretazioni. I Proverbi e il Cantico dei Cantici, che Shlomo pronunciò con Ruach HaKodesh, provengono dalla Malchus di Atzilus stessa, un livello superiore alla sapienza personale di Shlomo.

אבל מה שנתן חכמה לשלמה היא בחי׳ חכמה תתאה דבריאה ובחכמה זו דיבר על כל דבר מד״ת [מדברי תורה] שלשת אלפים משל

ma la sapienza che [D‑o] diede a Shlomo è il livello della Chochmah inferiore di Beriah, e con questa sapienza egli pronunciò tremila parabole su ogni argomento delle parole della Torah,

Spiegazione

La sapienza che D‑o diede a Shlomo, invece, è la Chochmah inferiore di Beriah. Con essa pronunciò tremila parabole su ogni argomento della Torah.

דהיינו רוחניות שבד״ת [שבדברי תורה] מכל הג׳ עולמות בי״ע (שכל מה שיש למטה יש למעלה כנודע מאתרוג שלמטה שמעורר למעלה שדוקא אתרוג ולא תפוח.

ossia la spiritualità racchiusa nelle parole della Torah, proveniente da tutti e tre i mondi, Beriah, Yetzirah e Asiyah (poiché tutto ciò che esiste in basso esiste anche in Alto, come si sa dall’esrog [cedro] qui in basso, che risveglia il suo corrispettivo in Alto — precisamente un esrog e non una mela.

Spiegazione

Quelle parabole esprimono il significato spirituale racchiuso nelle parole della Torah così come esiste nei tre mondi di Beriah, Yetzirah e Asiyah. In una parentesi, l’Alter Rebbe aggiunge che tutto ciò che esiste in basso ha un corrispettivo in Alto: l’esrog preso qui in basso risveglia il suo corrispettivo in Alto, motivo per cui la mitzvah [precetto] richiede proprio un esrog e non una mela.

ולקרב אל השכל הוא כמו דבר גשמי המצוייר בדמיון האדם. אך דמיון מחשבת האדם אינה פועלת כלום. אבל למעלה כי לא מחשבותי כו׳)

E, per avvicinare [questo] all’intelletto, è come un oggetto materiale raffigurato nell’immaginazione di una persona. Ma l’immaginazione del pensiero umano non produce nulla; mentre in Alto: «Poiché i Miei pensieri non sono [i vostri pensieri]», ecc.)

Spiegazione

Per avvicinare questo al pensiero, è come un oggetto materiale raffigurato nell’immaginazione di una persona. Ma l’immaginazione umana non produce nulla, mentre in Alto «i Miei pensieri non sono i vostri pensieri»: lì il corrispettivo è reale e produce effetti.

שהשיג ממדרגה התחתונה דעשיה עד מדרגה הראשונה שבבריאה. וכל עולם יש בו י״ס [י׳ ספירות] וי׳ כלול מי׳ עד אלף וזהו שלשת אלפים.

[Questo è] ciò che egli comprese: dal gradino più basso di Asiyah fino al primo gradino di Beriah. Ogni mondo contiene dieci Sefiros, e ogni gruppo di dieci è composto da dieci, fino ad arrivare a mille; e questo è il significato di «tremila».

Spiegazione

Shlomo comprese questi livelli dal gradino più basso di Asiyah fino al primo gradino di Beriah. Ogni mondo contiene dieci Sefiros, ciascuna delle quali comprende dieci, e ognuno di quei dieci ne comprende a sua volta dieci, per un totale di mille in ogni mondo; i tre mondi danno tremila parabole.

אבל באצי׳ דאיהו וחיוהי חד לא השיג. אבל באמת גם התורה דאצי׳ היא בחי׳ משל לגבי המאציל העליון ב״ה.

Ma in Atzilus, dove «Egli e le Sue forze vitali sono uno», egli non comprese. Eppure, in verità, anche la Torah di Atzilus è un livello di parabola rispetto all’Emanatore supremo, benedetto Egli sia.

Spiegazione

La comprensione di Shlomo non raggiunse Atzilus, dove D‑o e i Suoi attributi sono uno. Eppure, anche la Torah così come esiste in Atzilus è soltanto una «parabola» rispetto a D‑o stesso, l’Emanatore supremo.

דאוריית׳ [דאורייתא] מתקשרא בקוב״ה [בקודשא בריך הוא] כמו דישראל מתקשראן באוריית׳ שאין להם ערך לגבי התורה אלא דמתקשראן בה.

Poiché «la Torah è legata al Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu)», proprio come «i figli d’Israele sono legati alla Torah», dato che non sono paragonabili alla Torah, se non per il fatto di esservi legati.

Spiegazione

Richiamandosi all’insegnamento dello Zohar secondo cui la Torah è legata al Santo, benedetto Egli sia, l’Alter Rebbe paragona il rapporto della Torah con D‑o al rapporto d’Israele con la Torah. Israele non è paragonabile alla Torah, eppure è legato ad essa; allo stesso modo, la Torah, pur essendo soltanto una «parabola» di D‑o, è legata a Lui.

Il paragrafo 23 in breve

La Torah è una «parabola»: le tremila parabole di Shlomo esprimevano il significato spirituale della Torah nei tre mondi inferiori, e persino la Torah di Atzilus è una parabola rispetto a D‑o stesso, al quale è legata.

Approfondimento

Una parabola comunica un’idea più profonda in una forma che l’ascoltatore può comprendere, senza essere essa stessa quell’idea. Il testo applica questo principio a ogni livello: le parabole di Shlomo comunicano la Torah dei mondi inferiori, e la Torah stessa, persino in Atzilus, è una «parabola» per l’Emanatore, che è al di là di essa.

Marei mekomos

  1. 1
    וידבר שלשת אלפים משל · I Kings 5:12
  2. 2
    חכמת שלמה היא חכמה תתאה · ראה אוה״ת נ״ך כרך א ע׳ מ. ושם מציין לכאן.
  3. 3
    כי לא מחשבותי · Isaiah 55:8
  4. 4
    דאורייתא מתקשרא בקוב״ה · Zohar III, 73a

24וכך התורה מתקשראת בקוב״ה [בקודשא בריך הוא] כו׳. וכדי שיומשך ויתפשט אוא״ס [אור אין סוף] ב״ה המאציל בהתורה הוא ע״י נר מצוה שהיא בחי׳ אוי״ר [אויר] אור י׳

Così anche la Torah è legata al Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), ecc. E affinché la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, l’Emanatore, venga fatta discendere e si diffonda nella Torah, ciò avviene attraverso «una mitzvah è una lampada», che è il livello di avir (aria), or (luce) [con una] yud.

Spiegazione

Affinché la Luce Infinita, D‑o l’Emanatore, venga fatta discendere e si diffonda attraverso la Torah, è necessario «una mitzvah è una lampada». La mitzvah è l’avir, l’aria intorno alla fiamma, che è «luce con una yud», come spiegato sopra.

שהמצות הן בחי׳ העלאה כמו קרבנות שנעשו מן הבהמות להיות אשה ריח ניחוח.

Poiché le mitzvos sono il livello dell’ascesa, come le offerte ricavate dagli animali per diventare «un’offerta di fuoco, un profumo gradito».

Spiegazione

Le mitzvos sono ascese, come le offerte nel Tempio, nelle quali gli animali venivano innalzati per diventare «un’offerta di fuoco, un profumo gradito» a D‑o.

וכן תפלין של קלף מעור הבהמות. וציצית של צמר. והרי זו בחי׳ העלאה מדבר גשמי להיות התכללות ברוחניות אק״ב [אשר קדשנו במצותיו]

E così pure i tefillin, fatti di pergamena ricavata dalla pelle degli animali, e i tzitzis, fatti di lana. Questo è il livello dell’ascesa da una cosa fisica, affinché essa sia inclusa nella spiritualità espressa da «che ci ha santificati con i Suoi comandamenti».

Spiegazione

Analogamente, i tefillin sono scritti su pergamena ricavata dalla pelle degli animali, e i tzitzis sono fatti di lana. In ciascun caso, una cosa fisica viene innalzata e inclusa nella spiritualità espressa dalla benedizione «che ci ha santificati con i Suoi comandamenti».

(וגם הם המשכות אך מפני שנעשות ע״י מעשה האדם בפו״מ [בפועל ממש] הרי הן העלאות שהאדם מעלה ומקשר אותן לאוא״ס [לאור אין סוף] הנמשך בתוכן משא״כ התורה היא המשכה לבדה קורא בתורה שקורא וממשיך מה שכבר היה כאדם הקורא לחברו כו׳)

(E anch’esse sono discese; ma, poiché vengono compiute attraverso l’azione di una persona, in un atto concreto, sono ascese: la persona le innalza e le lega all’Or Ein Sof che viene fatto discendere in esse. La Torah, invece, consiste soltanto nel far discendere: chi legge (kore) la Torah chiama e fa discendere ciò che già esiste, come una persona che chiama un suo compagno, ecc.)

Spiegazione

Anche le mitzvos fanno discendere la Divinità; ma, poiché vengono compiute attraverso l’azione fisica di una persona, sono considerate ascese: la persona le innalza e le lega all’Or Ein Sof che è in esse. Lo studio della Torah, al contrario, consiste esclusivamente nel far discendere; la parola ebraica kore significa sia «legge» sia «chiama», e chi legge la Torah richiama ciò che già esiste, come si chiama un amico.

וע״י העלאה זו נעשה המשכת התורה. וזהו יהא שמו הגדול מבורך כי יש שם הוי״ה בחי׳ מל׳

Ed è attraverso questa ascesa che si realizza la discesa della Torah. Questo è [il significato di] «Sia benedetto il Suo grande Nome»: poiché vi è il Nome Havayah, il livello della sovranità (Malchus).

Spiegazione

È questa ascesa attraverso le mitzvos a rendere possibile la discesa della Torah. È il significato di «Sia benedetto il Suo grande Nome», la risposta della congregazione nel Kaddish, che l’Alter Rebbe spiega attraverso il Nome Havayah, il livello di Malchus.

כי הוי״ה הוא ז״א ושמו של הוי״ה דהיינו הגילוי הוא במל׳ ושם הגדול הוא בכתר (ופעם אמרו בזוהר דהיינו בבינה והכל א׳ כי התגלות עתיק בבינה) דהיינו מל׳ דא״ק [דאדם קדמון]

Poiché Havayah è l’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin), e il Nome Havayah, cioè la rivelazione, è in Malchus; il grande Nome è nella Corona (Keser) (e una volta nello Zohar si dice [che] è nella comprensione (Binah); è tutto la stessa cosa, poiché la rivelazione di Atik è in Binah), cioè la sovranità (Malchus) di Adam Kadmon (Uomo primordiale).

Spiegazione

Havayah è Zeir Anpin, e «il Nome Havayah», la sua rivelazione, è in Malchus; il «grande Nome», invece, è in Keser, la sovranità di Adam Kadmon, il livello primordiale al di sopra del Mondo dell’Emanazione (Atzilus). L’inciso chiarisce un passo dello Zohar che lo colloca in Binah: Atik, la dimensione interiore di Keser, si rivela in Binah, perciò entrambe le descrizioni indicano la stessa cosa. All’inizio di Lech Lecha (Torah Ohr, Lech Lecha 1:7), l’Alter Rebbe spiega il motivo: Atik è la fonte della delizia, che è al di sopra della sapienza (Chochmah) e si rivela soltanto attraverso Binah.

ולכן אומרים מברך לעלם בלשון יחיד שהוא עולם האצי׳ שהוא רה״י [רשות היחיד] דאיהו וחיוהי חד לפי ששם הגדול הוא למעלה מהאצילות ונמשך באצי׳

Perciò diciamo «benedetto le’alam (per il mondo)» al singolare, riferendoci all’unico Mondo di Atzilus, che è il dominio privato (reshus hayachid), poiché «Egli e le Sue forze vitali sono uno»; questo perché il grande Nome è al di sopra di Atzilus e viene fatto discendere in Atzilus.

Spiegazione

Ecco perché la risposta dice «benedetto le’alam», «per il mondo», al singolare: si riferisce all’unico Mondo di Atzilus, il dominio privato (reshus hayachid, letteralmente «il dominio dell’Uno»), dove tutto è uno con D‑o e nel quale viene fatto discendere il grande Nome, che è al di sopra di Atzilus.

וזהו הקב״ה מנענע בראשו. פי׳ בבחי׳ כתר שמנענע וממשיך למטה אך דוקא באיש״ר [באמן יהא שמיה רבא] דאגדתא כי אגדה היא בחי׳ חכמה שרוב סודות התורה גנוזין בה כמ״ש האריז״ל [האר״י זכרונו לברכה].

Ed è questo [il significato di] «Kudsha Brich Hu annuisce col capo»: cioè, al livello di Keser, che Egli muove e fa discendere in basso. Ma [ciò avviene] specificamente con l’«Amen, yehei shmei rabba» dell’Aggadah (insegnamenti non giuridici), poiché l’Aggadah è il livello della sapienza (Chochmah), nel quale sono nascosti la maggior parte dei segreti della Torah, come scrisse l’Arizal.

Spiegazione

Il Talmud dice che, quando viene pronunciata questa risposta, il Santo, benedetto Egli sia, «annuisce» (menaanea) col capo; la stessa parola significa «muove», e il Suo «capo» è Keser, che Egli muove e fa discendere. Ciò avviene specificamente con la risposta pronunciata dopo l’Aggadah, gli insegnamenti non halakhici dei Saggi, poiché l’Aggadah è il livello di Chochmah, nel quale, come scrisse l’Arizal (Rabbi Yitzchak Luria), sono nascosti la maggior parte dei segreti della Torah. L’Alter Rebbe usa le stesse parole in Iggeres HaKodesh 23, dove esorta gruppi di dieci a studiare l’Aggadah di Ein Yaakov tra Minchah e Maariv.

Il paragrafo 24 in breve

Le mitzvos, cose fisiche innalzate a D‑o, sono l’ascesa che fa discendere la Luce Infinita nella Torah. Rispondere «Sia benedetto il Suo grande Nome» fa discendere in Atzilus il grande Nome, che è in Keser al di sopra di Atzilus; questo è D‑o che «muove il capo».

Approfondimento

La nota Kehot sull’Aggadah raccoglie fonti a sostegno dell’idea che i segreti della Torah siano nascosti nell’Aggadah: le Leggi dello studio della Torah dell’Alter Rebbe, Iggeres HaKodesh, lo Zohar sulla parola «ve’agidah» intesa come «il segreto della sapienza», il Siddur dell’Arizal e lo Shelah.

Marei mekomos

  1. 1
    נר מצוה שהיא בחי׳ אוי״ר · ע׳ אוה״ת פ׳ עקב ע׳ תרב לפי זה א״ש הירושלמי פב״ת דברכות בזמן ישראל עושין רש״מ ומוציאין מעשרותיהן כו׳.
  2. 2
    וזהו יהא שמו הגדול · ראה אוה״ת יתרו ע׳ תתלד. שמות ע׳ ב׳תעח ובהמצויין שם.
  3. 3
    יש שם הוי׳ בחי׳ מל׳ · באוה״ת יתרו ע׳ תתלד ליתא תי׳ אלו. וראה גם אוה״ת פ׳ פנחס ע׳ א׳קכח. א׳קלט.
  4. 4
    התגלות עתיק בבינה · ראה זח״ג קעח ב. ולעיל ר״פ לך לך. וע׳ באוה״ת נ״ך שופטים ע׳ ז שזה מל׳ דא״ס וכ״ה בזהר יתרו סט, ב. ע״ש.
  5. 5
    הקב״ה מנענע בראשו · Berakhot 3a:14
  6. 6
    באיש״ר דאגדתא · Sotah 49a:4
  7. 7
    כי אגדה היא בחי׳ חכמה · Zohar, Vayechi 53:517–528
  8. 8
    אגדה . . שרוב סודות התורה גנוזין בה כמ״ש האריז״ל · הל׳ ת״ת לאדה״ז פ״ב ה״ב. אגה״ק סי׳ כג. ועיין בזהר (ח״א רלד, ב. הובא באוה״ת פ׳ בא ע׳ שכ) ע״פ ואגידה, איהו רזא דחוכמתא (לקו״ש לפ׳ מקץ ח״ה ע׳ 211 הערה 40). אור צדיקים סכ״ו אות ו. סידור האריז״ל (להר״ר שבתי ז״ל) בכוונת לימוד. ראה של״ה חלק תושבע״פ כלל כבוד אלקים הסתר דבר, דתי״ב, א. (הערה בהל׳ ת״ת נ. י. תשכ״ה).

25ואיש״ר [ואמן יהא שמיה רבא] אומרים בצבור שאז דוקא מנענע בכל בחי׳ ראשו משא״כ אחד העוסק בתורה אע״פ [אף על פי] שהקב״ה קורא ושונה כנגדו מ״מ אין המשכה זו רק בחלק נפשו אבל בצבור ממשיכים בחי׳ כללות כו׳.

E «Amen, yehei shmei rabba» si dice in una congregazione, perché solo allora Egli scuote ogni livello della Sua testa. Mentre un singolo che si dedica allo studio della Torah — sebbene il Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), legga e studi di fronte a lui — tuttavia questa discesa avviene soltanto nella porzione della sua anima; in una congregazione, invece, si fa discendere il livello della totalità (klalus), ecc.

Spiegazione

La risposta «Amen, yehei shmei rabba» si dice soltanto in una congregazione, perché solo allora D‑o «muove» ogni aspetto della Sua «testa», attirando giù dalla totalità della Corona (Keser). Quando un singolo studia la Torah, Kudsha Brich Hu studia di fronte a lui, eppure ciò che viene fatto discendere raggiunge soltanto la porzione che appartiene all’anima di quella persona; una congregazione fa discendere l’intera klalus.

Il paragrafo 25 in breve

Una congregazione fa discendere la totalità della Corona (Keser), mentre lo studio della Torah di un singolo fa discendere soltanto la porzione che appartiene alla sua anima.

La mezuzah e la lampada di Chanukah ¶26–27

26ובזה יובן ענין נ״ח משמאל ומזוזה מימין. מזוזה הוא בחי׳ המצות שהמזוזה היא בחי׳ העלא׳ [העלאת / העלאה].

Con questo si comprenderà la questione della «lampada di Chanukah a sinistra e della mezuzah a destra». La mezuzah è il livello (bechinah) delle mitzvos, poiché la mezuzah è il livello dell’elevazione.

Spiegazione

Ora si può rispondere alla domanda iniziale: perché la lampada di Chanukah si trova a sinistra e la mezuzah a destra. La mezuzah rappresenta le mitzvos, la cui natura è l’elevazione.

שבית האדם וכל מה שבתוכו בטל לה׳ אחד שכותבין במזוזה אחד ואהבת. כי בכל לבבך הוא בחי׳ התפלה בלב.

Poiché la casa di una persona e tutto ciò che contiene si annullano dinanzi a D‑o, [che è] Uno, infatti nella mezuzah si scrivono «Uno» [e] «E amerai». Poiché «con tutto il tuo cuore» è il livello della preghiera nel cuore.

Spiegazione

Una mezuzah dichiara che la casa di una persona e tutto ciò che contiene si annullano dinanzi a D‑o, l’Unico: la sua pergamena contiene le parole «D‑o è Uno» e il brano che inizia con «E amerai». In quel brano, «con tutto il tuo cuore» corrisponde alla preghiera, il servizio del cuore.

Il paragrafo 26 in breve

La mezuzah a destra rappresenta le mitzvos e la loro elevazione: per suo tramite, la casa e tutto ciò che contiene si annullano dinanzi a D‑o, l’Unico.

Marei mekomos

  1. 1
    אחד ואהבת · Deuteronomy 6:4–5

27ובכל נפשך היא בחי׳ התורה לקשר מחשבה במחשבה ודבור בדבור. ודברי אשר שמתי בפיך. ובכל מאדך היא המזוזה שהיא בסוף ביתו עם כל הרכוש שבתוכו.

«Con tutta la tua anima» è il livello della Torah, per legare il pensiero al pensiero e la parola alla parola, e «le Mie parole che ho posto nella tua bocca»; e «con tutta la tua forza» è la mezuzah, che si trova all’estremità della sua casa, insieme a tutti i beni che vi sono contenuti.

Spiegazione

«Con tutta la tua anima» corrisponde allo studio della Torah, che lega il pensiero di una persona al pensiero divino e la sua parola alla parola divina, come in «le Mie parole che ho posto nella tua bocca». «Con tutta la tua forza», cioè con tutti i propri beni, è la mezuzah stessa, collocata all’estremità della casa che contiene quei beni.

ועי״ז נ״ח משמאל היא תורה אור שהיונים רצו להשכיחם תורתך ותקנו להניחה על פתח הבית מבחוץ לר״ה [לראש השנה].

E attraverso questo [giunge] la lampada di Chanukah a sinistra, che è «la Torah è luce», poiché i Greci cercarono «di far loro dimenticare la Tua Torah»; e [i Saggi] istituirono che fosse collocata all’ingresso della casa, all’esterno, verso il dominio pubblico.

Spiegazione

Da questa elevazione proviene la lampada di Chanukah a sinistra, che fa discendere la luce della Torah. I Greci cercarono «di far loro dimenticare la Tua Torah», secondo le parole della preghiera Al HaNissim recitata a Chanukah; i Saggi istituirono che la lampada fosse collocata all’ingresso della casa, rivolta verso l’esterno, verso il dominio pubblico.

כי המל׳ נק׳ פתח הבית שמשמש כניסה ויציאה וכך כתיב בזאת יבא אהרן אל הקדש כו׳. וביציאתה לבי״ע הנה מל׳ בכל משלה.

Perché la sovranità (Malchus) è chiamata l’ingresso della casa, che serve per entrare e uscire; e così è scritto: «Con questo entrerà Aharon nel Santuario», ecc. E quando esce verso Beriah, Yetzirah e Asiyah, «la Sua sovranità domina su tutto».

Spiegazione

Malchus è chiamata l’ingresso della casa, poiché tutto vi entra ed esce; il versetto «Con questo (zos) entrerà Aharon nel Santuario», che nel suo senso semplice parla delle offerte con cui il Sommo Sacerdote entra nel Santo dei Santi a Yom Kippur, è interpretato come un’allusione a Malchus quale via d’accesso alla santità. Quando Malchus esce verso Beriah, Yetzirah e Asiyah, domina su tutto: il versetto «la Sua sovranità (malchuso) domina su tutto» usa proprio la parola malchus.

וצריך להמשיך גם שם בטורי דפרודא. על הרי בתר בחי׳ אור התורה והיא משמאל בחי׳ גבורות וזה היה בזמן בית שני כו׳:

Ed è necessario far discendere [la luce] anche là, nei «monti della separazione» — «sui monti di Bether» —, il livello della luce della Torah. Ed essa è a sinistra, il livello delle Gevuros (rigore); questo avvenne al tempo del Secondo Tempio, ecc.

Spiegazione

La luce della Torah deve essere fatta discendere anche là, nei «monti della separazione», chiamati «monti di Bether», i reami lontani dalla santità. Per questo la lampada di Chanukah si trova a sinistra, il lato delle Gevuros; il testo aggiunge che ciò avvenne al tempo del Secondo Tempio, il periodo del miracolo di Chanukah.

Il paragrafo 27 in breve

L’elevazione della mezuzah consacra a D‑o la casa e i suoi beni; attraverso di essa giunge la lampada di Chanukah a sinistra: la luce della Torah fatta discendere fino alla soglia, che è Malchus, e nei reami della separazione.

Approfondimento

Questo completa l’immagine della scala introdotta all’inizio: l’ascesa della mezuzah e la discesa della lampada di Chanukah si incontrano sulla soglia, il punto di entrata e di uscita tra la casa e il dominio pubblico.

Marei mekomos

  1. 1
    ודברי אשר שמתי בפיך · Isaiah 59:21
  2. 2
    ובכל מאדך · Deuteronomy 6:5
  3. 3
    להניחה על פתח הבית מבחוץ · Shabbat 21b:8–9
  4. 4
    בזאת יבא אהרן אל הקודש · Leviticus 16:3
  5. 5
    מל׳ בכל משלה · Psalms 103:19
  6. 6
    על הרי בתר · Song of Songs 2:17

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Nell’avodah

Ogni mitzvah compiuta con oggetti materiali, come la pergamena dei tefillin (filatteri) e la lana degli tzitzis (frange rituali), eleva il mondo verso D‑o; ed è questa ascesa a portare nuova luce nella Torah che una persona studia. La preghiera eleva le lettere delle proprie parole fino alla loro radice e fa discendere una nuova volontà divina, al di là del giudizio rigoroso. Una casa con una mezuzah viene affidata, insieme a tutti i suoi beni, all’unico D‑o, e la lampada di Chanukah posta all’ingresso porta verso l’esterno la luce della Torah, in direzione del dominio pubblico. E rispondere «Amen, yehei shmei rabba» insieme a una congregazione fa discendere più di quanto una persona possa far discendere da sola.

Domande di discussione

  1. Perché l’ascesa di Elokim in Havayah è superiore alla discesa di Havayah in Elokim, e in che modo ciò anticipa il ruolo delle mitzvos?
  2. In che senso le lettere sono «al di sopra dell’intelletto», se ogni concetto può essere compreso soltanto attraverso di esse?
  3. Com’è possibile che l’aria, che si trova al di sotto del fuoco, abbia radice più in alto del fuoco, e che cosa insegna a questo proposito l’attributo di Yaakov, «temibile»?
  4. Perché la preghiera deve elevare le lettere fino a Keser per poter far discendere qualcosa di nuovo?
  5. In che modo la mezuzah a destra e la lampada di Chanukah a sinistra completano insieme l’immagine della scala presentata all’inizio del biur?

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Indice

Torah Ohrתורה אור

Parashot Mikeitzמקץ

  1. 1ויהי מקץ שנתים ימים ופרעה חולם…«E avvenne, al termine di due anni di giorni, che il Faraone sognava»
  2. 2ויהי מקץ שנתים ימים ופרעה חלם…«E avvenne al termine di due anni interi» (secondo maamar)
  3. 3ענין חנוכהIl tema di Chanukah
  4. 4ת״ר מצות נר חנוכה כו׳I Rabbini insegnarono: la mitzvah della lampada di Chanukah… Beis Shammai dicono…
  5. 5כי עמך מקור חיים באורך נראה…Poiché presso di Te è la fonte della vita; nella Tua luce vedremo la luce
  6. 6ביאור על הנ״לSpiegazione di quanto precede
  7. 7רני ושמחי בת ציון כו׳«Canta e gioisci, o figlia di Sion»
  8. 8קצת ביאור על זהBreve spiegazione di questo
  9. 9רני ושמחי בת ציון כי הנני…«Canta e gioisci, figlia di Sion, perché ecco, Io vengo»
  10. 10ביאור על הנ״לSpiegazione di quanto precede: «Canta e gioisci, figlia di Zion»
  11. 11מי כה׳ אלקינו המגביהי לשבת המשפילי…«Chi è come Havayah, nostro D‑o, che si innalza per sedere, che si abbassa per vedere…»
  12. 12ביאור על הנ״לSpiegazione di quanto precede
  13. 13כי אתה נרי ה׳ והוי״ה יגיה…Poiché Tu sei la mia lampada, Havayah
  14. 14ביאור על פסוק כי אתה נרי…Spiegazione del versetto «Poiché Tu sei la mia lampada»
  15. 15נר חנוכה מצוה להניחה כו׳ משמאל,…La lampada di Chanukah: una mitzvah da collocare a sinistra
  16. 16ביאור על הנ״לSpiegazione di quanto precede