Torah Ohr · Sefer Bereishis · Shabbos 12 dicembre
פרשת מקץ
Parashot Mikeitz
16 maamarim dell’Alter Rebbe sulla parsha, nell’ebraico dell’edizione Kehot, con ogni marei makom aperto nel punto in cui compare. Ogni breve sezione è accompagnata da una traduzione fedele e da una breve spiegazione.
Inizia dal maamar 1 ContinuaLa parsha in PDFPDF · 6.9 MBText onlyThe Hebrew and the translation · PDF · 1.9 MB
I tuoi progressi in Parashot Mikeitz
I maamarim 16
- ויהי מקץ שנתים ימים ופרעה חולם וגו׳ «E avvenne, al termine di due anni di giorni, che il Faraone sognava» L’amore per D‑o risvegliato nella preghiera dura soltanto quando è contenuto nei recipienti della Torah e orientato allo scopo di D‑o: una dimora nei mondi inferiori; la preghiera che cerca la propria esperienza dimentica «Yosef» e la sua luce svanisce come il sogno del Faraone.
- ויהי מקץ שנתים ימים ופרעה חלם והנה עומד על היאור «E avvenne al termine di due anni interi» (secondo maamar) La Torah sostiene tutti i mondi, eppure la sua vera essenza è la delizia propria di D‑o, infinitamente al di sopra di essi; chi studia con questa delizia attira dall’Alto un amore sublime che protegge il bene della preghiera, mentre chi ne è privo possiede soltanto un punto di Divinità, che i suoi desideri possono presto consumare.
- ענין חנוכה Il tema di Chanukah L’amore per D‑o ha due fonti, entrambe dall’Alto: la capacità stessa di accenderlo («quando Aharon accende») e l’amore aggiuntivo che lo accresce oltre la misura umana («quando egli cura»). Una persona raggiunge entrambe attraverso le mitzvos, che, come l’olio di una lampada, sono oscure alla mente eppure fanno discendere D‑o stesso.
- ת״ר מצות נר חנוכה כו׳ I Rabbini insegnarono: la mitzvah della lampada di Chanukah… Beis Shammai dicono… Le mitzvos sono gli abiti dell’anima, e l’anima è lo stoppino sul quale può attecchire la luce di D‑o. Le luci di Chanukah, come gli otto «principi degli uomini», attingono una luce avvolgente da un livello al di sopra della sapienza, che deve essere edificata dal basso, passo dopo passo; per questo prevale la regola di Beis Hillel, che sale da uno a otto.
- כי עמך מקור חיים באורך נראה אור Poiché presso di Te è la fonte della vita; nella Tua luce vedremo la luce Il flusso di vita verso i mondi proviene soltanto «con» D‑o, non dalla Sua essenza; attraverso la Torah, le mitzvos e l’autoannullamento (bittul) del cuore, Israele attira in basso la Sua luce essenziale, affinché essa sia vista e Israele sia visto in quella luce.
- ביאור על הנ״ל Spiegazione di quanto precede Le mitzvos proprie di D‑o sono la discesa della Luce Infinita (Or Ein Sof) nelle emanazioni divine (Sefiros): le facoltà intellettive (mochin) sono i Suoi «tefillin», e la luce che vi entra è il Suo «indossarli». Le mitzvos di una persona attirano quella luce nel Mondo dell’Emanazione (Atzilus), mentre l’autoannullamento della propria volontà e l’amore per D‑o senza limiti attirano dall’Alto la stessa Volontà di tutte le volontà, la «coppa» sulla sommità della menorah di Zechariah.
- רני ושמחי בת ציון כו׳ «Canta e gioisci, o figlia di Sion» I tre nomi che il Midrash dà a Israele — «figlia», «sorella» e «madre» — corrispondono a tre livelli del servizio divino: chi deve ricevere dall’Alto l’amore per D‑o; il maestro della Torah, la cui halachah [normativa della Torah] separa il bene dal male; e chi unisce la Torah al sacrificio di sé (mesirus nefesh) in «Uno», dando così nascita alla rivelazione della divinità. Nel Tempo a Venire la «figlia» si eleverà con una dignità ancora più straordinaria.
- קצת ביאור על זה Breve spiegazione di questo La «figlia» è ciò che viene raffinato, mentre la «sorella», il maestro della Torah, è colei che raffina. La lampada di Chanukah allude a tre unificazioni, raggiunte attraverso il sacrificio di sé nello Shema, nella Torah e nelle mitzvos; nel Tempo a Venire la «figlia» che è stata raffinata sarà elevata a essere «una corona sul suo capo».
- רני ושמחי בת ציון כי הנני בא «Canta e gioisci, figlia di Sion, perché ecco, Io vengo» Il servizio divino ha due movimenti: il canto, l’ascesa anelante dell’anima, che nasce dall’occultamento di D‑o e deve venire per primo; e la gioia, la Luce Infinita (Or Ein Sof) fatta discendere attraverso la Torah e le mitzvos. La lampada di Chanukah, accesa fuori dalla porta, mostra che questa luce raggiunge persino chi si trova fuori; e il profeta promette che D‑o Stesso verrà anche alla «figlia di Sion» in esilio.
- ביאור על הנ״ל Spiegazione di quanto precede: «Canta e gioisci, figlia di Zion» Il canto è l’ascesa anelante dell’anima, nata dalla distanza, mentre la gioia è la luce di D‑o che viene fatta discendere attraverso la Torah e le mitzvos: gli angeli hanno soltanto il canto, le anime hanno entrambi, e in futuro Malchus, la «figlia di Zion», avrà canto e gioia come un’unica cosa, mediante il far discendere la luce dalla stessa Essenza di D‑o.
- מי כה׳ אלקינו המגביהי לשבת המשפילי לראות בשמים ובארץ «Chi è come Havayah, nostro D‑o, che si innalza per sedere, che si abbassa per vedere…» La Scrittura chiama lampada sia la mitzvah sia l’anima. La contemplazione dell’anima divina (Nefesh Elokis) accende un amore che consuma persino l’anima animale (Nefesh HaBehamis), come l’olio attirato su per uno stoppino nella fiamma; le mitzvos sollevano l’anima dal basso come rivestimenti avvolgenti, e la luce della Torah fa discendere dall’Alto la Luce Infinita (Or Ein Sof), così che D‑o si riveli in basso come in alto.
- ביאור על הנ״ל Spiegazione di quanto precede Ci sono due lampade: l’anima e la mitzvah. In ciascuna, uno stoppino di misura limitata fa salire l’olio, la cui radice è in Tohu (il mondo del caos): l’intelletto umano e gli oggetti materiali di questo mondo. La combustione di quell’olio si trasforma in amore e in un’ascesa senza misura; questa ascesa dal basso attira verso il basso «la Torah è luce», la Luce Infinita (Or Ein Sof) al di sopra della contrazione (tzimtzum), rivelata in questo mondo.
- כי אתה נרי ה׳ והוי״ה יגיה חשכי Poiché Tu sei la mia lampada, Havayah L’anima è una lampada del Nome Havayah: la Torah e il timore reverenziale ne sono l’olio, e l’anima animale (Nefesh HaBehamis) è lo stoppino che la fiamma dell’anima divina (Nefesh Elokis) trasforma, affinché la verità di Havayah risplenda nel mondo fisico. Quando, in seguito, le generazioni più deboli non riescono ad accendere da sole quella lampada, un livello superiore di Havayah, al di là dei mondi ordinati, illumina la loro oscurità, come avviene a Chanukah.
- ביאור על פסוק כי אתה נרי הנה בארוממך… Spiegazione del versetto «Poiché Tu sei la mia lampada» La luce può essere elevata dal basso, come di Shabbos, oppure fatta discendere dall’Alto, come di Chanukah. La luce più profonda, radicata nella sapienza nascosta all’interno della Corona (Keser), raggiunge direttamente i luoghi più bassi attraverso le mitzvos fisiche, la tzedakah [carità] e l’olio puro di Chanukah, senza passare per la lunga catena discendente dei mondi.
- נר חנוכה מצוה להניחה כו׳ משמאל, כדי שתהא… La lampada di Chanukah: una mitzvah da collocare a sinistra La mezuzah a destra rappresenta l’ascesa dal basso: «una mitzvah è una lampada»; la lampada di Chanukah a sinistra è la luce della Torah fatta discendere dall’Alto. È l’ascesa a far discendere la luce, che raggiunge persino i luoghi più oscuri, così che l’oscurità stessa si trasformi in luce.
- ביאור על הנ״ל Spiegazione di quanto precede Le mitzvos ascendono dal basso e la luce della Torah discende dall’Alto; è l’ascesa a suscitare la discesa: come l’aria permette alla fiamma di brillare e le lettere rendono manifesto un concetto, «una mitzvah è una lampada» ascende alla Corona (Keser) e fa discendere nuova luce, affinché «la Torah è luce». Perciò la mezuzah (pergamena con passi della Torah affissa allo stipite), che rappresenta l’ascesa, si trova a destra, mentre la lampada di Chanukah, la luce della Torah fatta discendere fino all’ingresso e verso l’esterno, si trova a sinistra.
Studialo in sette giorni Da domenica a Shabbos
Il Rebbe chiese che tutti i maamarim della parsha settimanale fossero studiati nel corso della stessa settimana, suddivisi nei suoi sette giorni. Ecco la parsha in sette parti di lunghezza approssimativamente uguale.