Torah Ohr · Parashot Vayechi · Maamar 4
חכלילי עינים מיין ולבן שנים מחלב
Occhi rossi per il vino e denti bianchi per il latte
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
La Torah è il vino che fa emergere l’amore nascosto e sconfinato dell’anima per D‑o e lo eleva all’amore nelle delizie; ed è il latte che, dopo un sincero esame di sé, fa crescere l’amore e il timore reverenziale finché il cuore si trasforma.
Il maamar in breve
Il maamar spiega la benedizione di Yaakov a Yehudah, «occhi rossi per il vino e denti bianchi per il latte», come espressione di due potenze della Torah. Si chiede come il vino possa «rallegrare D‑o» e risponde con il detto dei Maestri: «il vino entra, il segreto esce». Vi sono due tipi di amore per D‑o. Ahavas olam [amore eterno] deriva dalla contemplazione di come la sovranità di D‑o crea e sostiene tutti i mondi; l’anima è in grado di contenerlo, perciò si affievolisce quando la mente si volge altrove. Ahavah rabbah [amore grande] ha origine nella radice dell’anima in D‑o Stesso, al di là di tutti i mondi; l’anima non è in grado di contenerlo, perciò rimane nascosto, pur non venendo mai interrotto. La Torah, sapienza e volontà di D‑o, è il vino che dischiude le contrazioni divine e porta alla rivelazione questo amore nascosto. Ancora più elevato è l’amore nelle delizie, lo sguardo rivolto alla gloria del Re: gli «occhi rossi», rivelati di Shabbos dopo la fatica della settimana, che comprende entrambi gli amori, «per me, per me». I «denti» sono l’attento esame di sé che macina e vaglia il proprio servizio; il «latte» della Torah fa allora crescere l’amore e il timore reverenziale, e i denti diventano «bianchi»: il raffinamento diventa chiaro e senza sforzo.
Schema
- Vino e latte nella TorahCome può il vino «rallegrare D‑o»? Il vino e il latte sono due aspetti della Torah, e vi sono due tipi di amore: ahavas olam e ahavah rabbah.¶1–2
- Ahavas olam: l’amore tratto dai mondiContemplare come la sovranità di D‑o dia vita a tutti i mondi, nei Pesukei deZimrah e nello Shema, conduce a «E amerai»: un cambiamento di volontà verso D‑o.¶3–8
- Ahavah rabbah: l’amore nascostoAhavah rabbah deriva dalla radice dell’anima in D‑o, al di là di tutti i mondi; l’anima non è in grado di contenerlo, perciò rimane nascosto ma non viene mai interrotto. Come viene rivelato?¶9–12
- Il vino della Torah rivela il segretoLa luce dell’amore è nascosta nella Torah; lo studio della Torah «apre le yuds» e rivela nell’anima la Volontà Superiore, che è ahavah rabbah.¶13–14
- Occhi rossi: l’amore nelle delizieGli «occhi» sono lo sguardo rivolto alla gloria del Re, l’amore nelle delizie, rivelato di Shabbos dopo la fatica dei giorni feriali; il palato che assapora dice «per me, per me» mentre i due amori salgono insieme.¶15–17
- Denti bianchi dal latteI «denti» sono l’esame di sé che macina e vaglia il proprio servizio; il «latte» della Torah fa allora crescere l’amore e il timore reverenziale e trasforma il cuore, finché il raffinamento avviene senza fatica.¶18–21
Concetti chiave
- Ahavas olamאהבת עולם
- Amore per D‑o che deriva dalla contemplazione di come Egli crea e sostiene tutti i mondi. L’anima è in grado di contenerlo, ma esso viene interrotto quando la mente si volge ad altre cose.
- Ahavah rabbahאהבה רבה
- L’amore nascosto, radicato nella sorgente dell’anima, una parte di D‑o Stesso. È al di là della capacità dell’anima e non viene mai interrotto; la Torah lo rivela come amore «con tutte le tue forze».
- Amore nelle delizieאהבה בתענוגים
- L’amore più elevato, lo sguardo «rivolto alla gloria del Re», rivelato di Shabbos; comprende sia ahavas olam sia ahavah rabbah e le trascende.
- La Volontà Superioreרצון העליון
- La volontà di D‑o, sorgente della creazione, celata dalle contrazioni e rivelata attraverso lo studio della Torah e le mitzvos; nell’anima essa è ahavah rabbah.
- Le yuds (contrazioni)יודי״ן (צמצומים)
- Le contrazioni della Luce Infinita, alluse nelle parole «Apri la Tua mano (yadecha)», che la Torah dischiude affinché la Volontà Superiore sia rivelata.
- Denti e latteשינים וחלב
- L’esame di sé che macina e vaglia le proprie azioni e i propri sentimenti, seguito dal nutrimento della Torah, che fa crescere l’amore e il timore reverenziale.
Vino e latte nella Torah ¶1–2
«Rosso degli occhi per il vino, e bianco dei denti per il latte». Ora, riguardo al vino è scritto: «Il mio vino, che rallegra D‑o», ecc.
Il maamar si apre con la benedizione di Yaakov a Yehudah: i suoi occhi sono rossi per il vino e i suoi denti bianchi per il latte. L’Alter Rebbe ricorda anzitutto che la Scrittura descrive il vino come qualcosa che «rallegra D‑o», e ciò solleva una domanda.
ולהבין מהו בחי׳ יין המשמח אלקים ואיך יהיה כחו גדול כ״כ [כל כך] לשמח אלקים. הנה אמרו נכנס יין יצא סוד.5
Per comprendere: che cos’è il livello del vino «che rallegra D‑o», e come può la sua forza essere tanto grande da rallegrare D‑o? Ora, [i Saggi] dissero: «Entra il vino, esce un segreto».
Il vino può rallegrare le persone, ma come può rallegrare D‑o? La risposta comincia con il detto dei Saggi «entra il vino, esce un segreto»: la parola che indica il vino (yayin) e quella che indica il segreto (sod) hanno entrambe il valore numerico di settanta; il maamar mostrerà che il vino è la Torah e che il segreto è un amore nascosto nell’anima.
Il paragrafo cita il versetto spiegato dal maamar, domanda come il vino possa «rallegrare D‑o» e indica nel detto «entra il vino, esce un segreto» la chiave della spiegazione.
Secondo la nota Kehot, altre trascrizioni di questo maamar si trovano in Sefer HaMaamarim 5565 e nel Torah Ohr di Lemberg, e Likkutei Torah vi fa riferimento diverse volte. Likkutei Torah su Vayikra cita l’interpretazione di questo maamar del detto «entra il vino, esce un segreto»: attraverso il vino della Torah si rivela l’ahavah rabbah [amore sublime] nascosta nell’anima.
Marei mekomos
- 1חכלילי עינים · הנחה אחרת בסה״מ תקס״ה כרך א ע׳ קסז. והנחה אחרת בתו״א לעמבערג ג, ג. וראה גם מאמרי אדה״ז הקצרים ע׳ תלג. ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. [המאמר באוה״ת ויחי שסה, ב הוא לשון התו״א עם הגהות]. קיצורים באוה״ת כרך ו תתשמא, ב. וראה כרך ז תתתעה, ב. פלח הרמון בראשית קכז, ד. בלקו״ת שה״ש לו, א ד״ה הסבי עיניך מציין כמה פעמים לד״ה זה. בסה״מ תרס״ט ע׳ קיז מציין לד״ה זה.
- 2חכלילי עינים מיין · Genesis 49:12
- 3הנה גבי כתיב יין המשמח · בבוך 414: הנה כתיב יין המשמח.
- 4תירושי המשמח אלקים · Judges 9:13
- 5נכנס יין יצא סוד · Eruvin 65a:19–20
La spiegazione è che nella Torah vi sono due livelli, vino e latte, come è scritto: «Venite, comprate e mangiate», ecc., «senza denaro e senza prezzo, vino e latte».
Il vino e il latte sono due dimensioni della Torah, come mostra l’invito di Yeshayahu: «Venite, comprate… senza denaro e senza prezzo, vino e latte». Il versetto viene interpretato come riferito alla Torah, che si acquisisce gratuitamente, e nomina entrambe le immagini del nostro versetto: il vino e il latte.
Per spiegare la questione: vi sono due amori, ahavas olam («amore del mondo») e ahavah rabbah («grande amore»). Ahavas olam è l’amore rivelato.
Per spiegare queste due dimensioni, l’Alter Rebbe introduce due tipi d’amore per D‑o: ahavas olam e ahavah rabbah. Ahavas olam è l’amore «rivelato», percepito apertamente nel cuore. Il suo nome di solito significa «amore eterno», ma questo maamar intende anche olam nel senso di «mondo»: un amore che scaturisce dalla contemplazione dei mondi, come spiega il paragrafo seguente.
Il paragrafo identifica il vino e il latte come due aspetti della Torah e introduce i due amori, ahavas olam e ahavah rabbah, che il maamar collegherà a essi.
Likkutei Torah su Shemini Atzeret, citato nella nota Kehot, spiega che «senza denaro e senza prezzo» è detto dello studio della Torah perché la Torah viene soprattutto come dono dall’Alto, mentre le mitzvos vengono compiute pagando il prezzo pieno, come un risveglio dal basso (isarusa dilesata).
Marei mekomos
- 1לכו שברו ואכלו · Isaiah 55:1
- 2יש ב׳ אהבות · ראה תניא פ׳ מד. תורת שלום שיחת שמח״ת תרס״ח ע׳ 87. מכ׳ כ״ק אדמו״ר מהוריי״צ נ״ע נדפס בסוף קונטרס העבודה.
- 3שו״ה אמרו — כי בתורה · וכ״ה באוה״ת ויחי שסה, ב. אבל בבוך 414: כי הנה בתורה.
Ahavas olam: l’amore tratto dai mondi ¶3–8
3ואה״ר [ואהבה רבה] היא אהבה המסותרת. ולהבין למה נק׳ האהבה המסותרת בשם אה״ר [אהבה רבה]. אך הנה אה״ע [אהבת עולם] היא האהבה שנלקחה מעולמות דהיינו מחמת התבוננות איך שהוא ית׳1 מחדש בטובו כו׳. ומהווה מאין ליש בכל יום2 מבחי׳ מל׳ ית׳
E ahavah rabbah (grande amore) è l’amore nascosto. Per comprendere perché l’amore nascosto sia chiamato ahavah rabbah: ora, ahavas olam (amore dei mondi) è l’amore che trae origine dai mondi, cioè dal contemplare come Egli, benedetto sia, «rinnova nella Sua bontà», ecc., e fa esistere dal nulla qualcosa ogni giorno, dal livello della Sua sovranità (Malchus), benedetto Egli sia.
Ahavah rabbah è chiamato amore nascosto perché è celato nell’anima. Prima di spiegare perché sia chiamato «grande amore», l’Alter Rebbe definisce ahavas olam: un amore che scaturisce dal contemplare i mondi e il modo in cui D‑o «rinnova nella Sua bontà» la creazione, secondo le parole della benedizione mattutina che precede lo Shema, facendola esistere dal nulla ogni giorno attraverso la Sua Malchus, la Sua sovranità.
כי מלכותך מכ״ע [מלכות כל עולמים]3 כתיב שכל עולמים עליונים ותחתונים הם חיים וקיימים מבחי׳ מלכותו ית׳ ממכ״ע [ממלא כל עלמין] וסוכ״ע ואתה מחיה את כולם.45
Poiché è scritto: «La Tua sovranità è la sovranità di tutti i mondi»: tutti i mondi, superiori e inferiori, vivono ed esistono dal livello della Sua Malchus, benedetto Egli sia — la luce che riempie tutti i mondi (memalei kol almin) e la luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin) — «e Tu dai vita a tutti loro».
Il versetto dice che la Sua sovranità è «la sovranità di tutti i mondi»: tutti i mondi vivono da essa, e sia la luce che riempie i mondi sia quella che li circonda provengono da questo livello. La contemplazione di ciò suscita ahavas olam.
Il paragrafo comincia a definire i due amori: ahavas olam è l’amore che nasce dal contemplare come tutti i mondi siano creati e mantenuti in vita dalla Malchus di D‑o.
Qui anche la luce che circonda tutti i mondi viene descritta come proveniente dalla Malchus, l’ultima delle qualità divine. Tutto ciò che i mondi ricevono, persino la luce che li circonda, è soltanto un’estensione della sovranità di D‑o; questo prepara il contrasto con ahavah rabbah, la cui radice è D‑o stesso, al di là di tutti i mondi.
Marei mekomos
- 1שו״ה האהבה — איך שהוא ית׳ · בבוך 414 ליתא תי׳ אלו.
- 2שו״ה מחדש — בכל יום · בבוך 633: ליתא.
- 3מלכותך מכ״ע · Psalms 145:13
- 4ואתה מחי׳ את כולם · Nehemiah 9:6
- 5שו״ה כי — עליונים ותחתונים · בבוך 633 ליתא.
4ואינו כדמיון הנשמה שמחיה את הגוף. שהחיות מתפשט ומתלבש בגוף ממש להחיותו. כי הוא ית׳ קדוש ומובדל כו׳. רק התפשטות בחי׳ שם בלבד. דהיינו מחמת כי מלך שמו נק׳ עליהם.
E questo non è come l’anima che dà vita al corpo, dove la forza vitale (chayus) si diffonde e si riveste nel corpo stesso per dargli vita. Poiché Egli, benedetto Egli sia, è santo e separato, ecc. Piuttosto, [si tratta] soltanto di un’estensione del livello di un nome, vale a dire, perché il Suo nome, Re, è invocato su di loro.
Il modo in cui D‑o dà vita ai mondi è diverso da quello in cui l’anima dà vita al corpo, dove la vitalità dell’anima si diffonde effettivamente nel corpo e vi è racchiusa. D‑o rimane santo e separato dai mondi; ciò che si estende in essi è soltanto il Suo «nome», una mera espressione di Lui, perché Egli è chiamato loro Re.
Il paragrafo precisa in che modo D‑o dà vita ai mondi: non entrando in essi come l’anima entra nel corpo, ma soltanto attraverso il Suo «nome», l’estensione della Sua sovranità.
5וכמאמר ישתבח שמך לעד פי׳ לעד עד אין קץ כו׳. וע״ז אנו אומרים איש״ר [אמן יהא שמיה רבא] מברך לעלם ולעלמי עלמיא יתברך. פי׳ שאנו מתפללים ומבקשים שיהיה שם זה בבחי׳ ברכה והמשכה מההעלם אל הגילוי.
Come nella formula: «Sia lodato il Tuo Nome in eterno (la’ad)»: “in eterno” significa senza fine, ecc. E a questo proposito diciamo: «Amen. Sia benedetto il Suo grande Nome per sempre e per tutta l’eternità (le’alam ule’almei almaya); sia benedetto». Ciò significa che preghiamo e chiediamo che questo Nome si trovi in una condizione di benedizione e venga fatto discendere dall’occultamento alla rivelazione.
«Sia lodato il Tuo Nome in eterno», dalla preghiera del mattino, significa che l’estensione del Suo Nome non ha fine. Nella risposta al Kaddish, «Sia benedetto il Suo grande Nome», l’Alter Rebbe interpreta “benedetto” come un far discendere: chiediamo che questo Nome, ora nascosto, venga portato alla rivelazione.
דהיינו שלא יהי׳ [יהיה] בבחי׳ העלם והסתר פנים אצלינו בידיעת אנשים מלומדה1 בלבד שאין זה אלא בבחי׳ הודאה. אבל בחי׳ ברכה היא בחי׳ גילוי ממש במוחו ולבו באמת לאמתו.
Ossia, che per noi non sia in una condizione di occultamento e di nascondimento del Volto, con una conoscenza soltanto «imparata meccanicamente dagli uomini», che non è altro che il livello del riconoscimento. Il livello della benedizione, invece, è una rivelazione effettiva nella mente e nel cuore, nella più assoluta verità.
Il pericolo è che la sovranità di D‑o rimanga nascosta a noi e sia conosciuta soltanto come qualcosa che si è imparato, come il «comandamento degli uomini, imparato a memoria» di Isaia; una simile conoscenza non è altro che riconoscimento. “Benedizione” significa che essa è veramente rivelata nella mente e nel cuore della persona.
Il paragrafo interpreta «Sia benedetto il Suo grande Nome» come una preghiera affinché il Nome di D‑o, la Sua sovranità sui mondi, passi da un fatto nascosto che ci limitiamo a riconoscere a una rivelazione percepita nella mente e nel cuore.
Marei mekomos
- 1אנשים מלומדה · Isaiah 29:13
6ושיהי׳ [ושיהיה] גילוי זה נמשך לעלם ולעלמי עלמיא אפי׳ [אפילו] בעולמות התחתונים כמו בעוה״ז הגשמי וכענין שנאמר ברוך ה׳ אלקי ישראל12 מן העולם ועד העולם.3
E che questa rivelazione sia fatta discendere «al mondo e ai mondi dei mondi» (le’alam ule’almei almaya), persino nei mondi inferiori, come questo mondo fisico; come è detto: «Benedetto sia il Nome Havayah, il D‑o d’Israele, dal mondo al mondo».
L’espressione aramaica le’alam ule’almei almaya, di solito intesa come «per sempre e in eterno», viene qui letta come «al mondo e ai mondi dei mondi»: chiediamo che la rivelazione raggiunga ogni mondo, persino questo mondo fisico. Il versetto «Benedetto sia Havayah… dal mondo al mondo» esprime la stessa idea.
ועד״ז תקנו כל פסוד״ז [פסוקי דזמרה] מב״ש [מברוך שאמר] עד ק״ש [קריאת שמע] להאריך ולהרחיב הדבור בשבחו4 של מקום איך שמלכותו הוא מכ״ע [מלכות כל עולמים].
In questo stesso spirito [i Saggi] istituirono l’intera Pesukei deZimrah, da Baruch She’amar fino alla lettura dello Shema: parlare a lungo e diffusamente nella lode dell’Onnipresente — di come la Sua sovranità (Malchus) sia «la sovranità di tutti i mondi».
I Saggi disposero la Pesukei deZimrah, i salmi e le lodi delle preghiere del mattino da Baruch She’amar fino allo Shema, a questo scopo: soffermarsi a lungo su come la sovranità del D‑o si estenda a tutti i mondi, affinché chi prega giunga a percepirla.
Il paragrafo spiega che la Pesukei deZimrah è concepita per far penetrare questa rivelazione nella persona attraverso una meditazione prolungata sulla sovranità del D‑o.
Marei mekomos
- 1ברוך ה׳ אלקי ישראל · קו, מח.
- 2
- 3ברוך ה׳ אלקי ישראל מן העולם ועד העולם · Psalms 106:48
- 4שו״ה ולהרחיב — בשבחו · בבוך 633: בפסוקי שבחו.
7ואיך שהוא קדוש ומובדל כו׳ עד שיהיה נקבע בקרב איש ולב עמוק.1 ועי״ז יגיע לקיום הק״ש [הקריאת שמע] שמע ישראל.2
E [descrivono] come Egli sia santo e separato, ecc., finché ciò non si imprima «nell’intimo di un uomo e [in] un cuore profondo». E attraverso questo egli giungerà a recitare lo Shema, «Ascolta, Israele».
Anche i Pesukei deZimrah descrivono come D‑o resti santo e separato dai mondi sui quali governa; questa contemplazione dovrebbe proseguire finché non si imprima profondamente nella persona, «nell’intimo di un uomo e in un cuore profondo». Ciò la prepara ad adempiere correttamente lo Shema.
שמע לשון הבנה3 להתבונן כי ה׳ אחד פי׳ אחד ז׳ רקיעים4 וארץ וד׳ רוחות העולם5 בטלים אל האל״ף הוא אלופו של עולם.
«Ascolta» è un termine che indica il comprendere: contemplare che «Havayah è Uno». «Uno» (echad) significa che i sette cieli e la terra, e i quattro punti cardinali del mondo, si trovano in uno stato di autoannullamento dinanzi all’alef, che è l’aluf, il Padrone del mondo.
«Shema», «ascolta», significa anche «comprendi»; perciò lo Shema richiede di contemplare che D‑o è Uno. La parola echad (Uno) si scrive alef (1), ches (8) e dalet (4): l’otto rappresenta i sette cieli e la terra, il quattro i quattro punti cardinali; tutti si trovano in uno stato di autoannullamento dinanzi all’alef, che allude all’aluf, il Padrone del mondo.
Il paragrafo mostra come la contemplazione dei Pesukei deZimrah conduca allo Shema, il cui «Uno» significa che tutti i cieli, la terra e i quattro punti cardinali si trovano in uno stato di autoannullamento dinanzi a D‑o.
Lo Shulchan Aruch stabilisce che, pronunciando «Echad», si prolunghi la ches per proclamare D‑o Re su cielo e terra, e la dalet per pensare che Egli solo governa le quattro direzioni. Anche il maamar d’apertura di Torah Ohr, cui rimanda la nota di Kehot, spiega «Shema» come comprensione.
Marei mekomos
- 1בקרב איש ולב עמוק · Psalms 64:7
- 2שמע ישראל · Deuteronomy 6:4
- 3שמע לשון הבנה · נסמן לעיל א, א. לח, ב.
- 4אחד ז׳ רקיעים · שו״ע או״ח סס״א ס״ו.
- 5אחד ז׳ רקיעים וארץ וד׳ רוחות העולם · Shulchan Arukh, Orach Chayim 61:6
8וכמו שיש בגשמיות ז׳ רקיעים כו׳. כך ברוחניות יש כמה מדרגות זו למעלה מזו וכולם בטלים אליו ית׳ רק שברוך שם כו׳.
E proprio come nella materialità vi sono sette cieli, ecc., così nella spiritualità vi sono molti livelli, uno al di sopra dell’altro, e tutti sono nullificati dinanzi a Lui, benedetto Egli sia — soltanto che [vi è] «Benedetto sia il nome», ecc.
Proprio come il mondo fisico ha sette cieli, i mondi spirituali hanno molti livelli, uno al di sopra dell’altro, e tutti sono nullificati dinanzi a D‑o. Ciò che tuttavia permette loro di esistere come mondi è «Benedetto sia il nome della gloria del Suo regno», recitato dopo il primo versetto dello Shema.
שמבחי׳ דלי״ת רבתי דאחד נמשך בחי׳ ברכה והמשכה להיות בחי׳ שם כבוד מלכותו כו׳. ועי״ז יגיע למדרגת ואהבת.
Dal livello della dalet grande di «Uno» vengono tratti la benedizione e l’efflusso discendente, affinché si manifesti il livello di «il nome della gloria del Suo regno», ecc. E attraverso questo egli giungerà al livello di «E amerai».
La dalet grande di «Echad» («Uno»), scritta in caratteri più grandi nella Torah, è la fonte da cui il «nome» di D‑o viene fatto discendere nei mondi come «il nome della gloria del Suo regno». Questa contemplazione conduce la persona al versetto successivo: «E amerai».
פי׳ ואהבת הוא מלשון רצון.1 דהיינו שיהי׳ [שיהיה] רצונך שהוי׳ יהיה אלקיך בכל לבבך בשני יצריך2 יצ״ט [יצר טוב] ויצה״ר [ויצר הרע] לאהפכא חשוכא כו׳
«E amerai» (ve’ahavta) è un’espressione collegata alla volontà. Vale a dire, che la tua volontà sia che il Nome Havayah sia il tuo D‑o, «con tutto il tuo cuore» — con entrambe le tue inclinazioni, quella buona e quella cattiva — per trasformare l’oscurità [in luce], ecc.
«Ve’ahavta», «e amerai», è collegato alla parola che indica la volontà (avah, volere). Il comandamento è che la tua volontà sia che Havayah sia il tuo D‑o, «con tutto il tuo cuore»; i Saggi interpretano queste parole come riferite a entrambe le inclinazioni, affinché anche l’inclinazione cattiva sia trasformata dall’oscurità in luce.
שיעקור רצונו מהבלי עולם להיות לו שינוי רצון ולהפך רצונו לה׳ אחד וכמ״ש מי לי בשמים3 ועמך לא חפצתי בארץ:4
[Cioè,] che egli sradichi la propria volontà dalle vanità del mondo, così che la sua volontà cambi e volga la propria volontà verso l’unico D‑o; come è scritto: «Chi ho io in cielo? E con Te non desidero nulla sulla terra».
Questo significa sradicare la propria volontà dalle vanità del mondo, finché il desiderio stesso non cambi e si volga soltanto verso D‑o. Il salmista lo esprime così: «Chi ho io in cielo? E con Te non desidero nulla sulla terra».
Il paragrafo mostra come la contemplazione della nullificazione dei mondi dinanzi a D‑o conduca a «E amerai»: a un cambiamento della volontà, per cui il cuore non desidera altro che D‑o.
Likkutei Torah su Beha’aloscha, citato nella nota Kehot, spiega che la volontà è il nucleo interiore delle emozioni: ciò che una persona vuole determina ciò di cui prova piacere e ciò che riesce a sopportare; perciò il comandamento di amare è un comandamento a volgere la propria volontà. La nota cita inoltre un riepilogo che Or HaTorah aggiunge qui, definendo ahavas olam [amore dei mondi] come l’amore che si trae dai mondi e attraverso il quale si sradica la propria volontà dalle vanità del mondo.
Marei mekomos
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- 4
Ahavah rabbah: l’amore nascosto ¶9–12
9והנה כ״ז [כל זה] הוא בחי׳ אה״ע [אהבת עולם] שאומרים אהבת עולם אהבתנו. פי׳ אהבתנו שאהבה זו היא מתלבשת בתוך נפשנו.
Ora, tutto questo è il livello dell’ahavas olam, come diciamo: «Con amore eterno (ahavas olam) ci hai amati (ahavtanu)». Il significato di «ahavtanu» è che questo amore si riveste nella nostra anima.
Tutto questo descrive l’ahavas olam, nominata nella benedizione: «Con amore eterno (ahavas olam) ci hai amati (ahavtanu)». L’Alter Rebbe si richiama alla parola «ahavtanu», che termina con il suffisso «-nu», che significa «ci»: questo amore si riveste nella nostra anima.
שהנפש יכולה להיות כלי להגביל ולהלביש את האהבה זו בתוכה ממש להיות תוכה רצוף אהבה1 זו. אבל אה״ר [אהבה רבה] היא בשרש הנפש במקור חוצבה כי חלק2 הוי׳ ממש עמו.34
Poiché l’anima può essere un recipiente capace di contenere e rivestire questo amore realmente al proprio interno, così che «il suo interno sia intarsiato d’amore» — di questo amore. Ma il grande amore (ahavah rabbah) si trova nella radice dell’anima, nella fonte da cui essa è stata scolpita, poiché «il Suo popolo» è letteralmente «una porzione di Havayah».
L’ahavas olam trova posto nell’anima, che può contenerla pienamente, così che l’anima sia «intarsiata d’amore», espressione tratta dal Cantico dei Cantici. L’ahavah rabbah, invece, ha radice nella fonte stessa dell’anima, poiché l’anima è «una porzione di Havayah», letteralmente una parte di D‑o.
Il paragrafo contrappone i due amori: l’ahavas olam rientra nella capacità dell’anima, mentre l’ahavah rabbah scaturisce dalla radice dell’anima in D‑o stesso.
Marei mekomos
- 1תוכה רצוף אהבה · Song of Songs 3:10
- 2כי חלק הוי׳ ממש עמו · Deuteronomy 32:9
- 3
- 4
10ואני הוי״ה לא שניתי1 כתיב שהוא ית׳ למעלה מגדר עלמין ואין ערוך אליו ית׳ כלל אפי׳ [אפילו] כמשל טפה מים אוקיינוס.
È scritto: «Io, Havayah, non sono cambiato»: poiché Egli, benedetto Egli sia, è al di sopra dei limiti dei mondi, e non vi è alcun paragone con Lui, benedetto Egli sia, in assoluto, neppure come nell’analogia di una goccia [a paragone con] le acque dell’oceano.
Le parole di Malachi «Io, Havayah, non sono cambiato» insegnano che D‑o è del tutto al di là dei mondi e non ne è influenzato. I mondi non sono in alcun modo paragonabili a Lui, neppure come una goccia è paragonabile all’oceano.
שעם היות שהוא חלק קטן מאלף אלפי אלפים ורבי רבבות. עכ״ז [עם כל זה] שייך איזה ערך ויחוס במהותו הדומה לו שגם מהות הטפה היא מים כמו הים הגדול ממש.
Infatti, sebbene [la goccia] sia una parte minuscola, [una] su mille migliaia di migliaia e miriadi di miriadi, tuttavia, in virtù della sua essenza, che è simile [all’oceano], sussiste un certo paragone e rapporto: anche l’essenza della goccia è acqua, proprio come il grande mare.
Una goccia è minuscola rispetto all’oceano, eppure condivide la sua natura: entrambe sono acqua. Tra D‑o e i mondi non vi è neppure questa minima somiglianza.
משא״כ אליו ית׳ אין ההשתלשלות ערוך כלל ולכך האהבה שנלקחה מבחי׳ זו אינה מתלבשת ממש תוך הנפש ואין הנפש יכולה להגבילה אלא היא בבחי׳ מסותרת
Non è così per Lui, benedetto Egli sia: la catena discendente dei mondi (hishtalshelus) non ha alcun paragone [con Lui]. Perciò l’amore che deriva da questo livello non si riveste realmente nell’anima, e l’anima non può contenerlo; esso rimane invece in uno stato nascosto.
Poiché la radice dell’anima è in D‑o Stesso, che è al di là di tutti i mondi, l’amore tratto da quella radice supera la capacità dell’anima. L’anima, un recipiente dotato di limiti, non può contenerlo, perciò esso rimane nascosto; ecco perché è chiamato amore nascosto.
E si rivela al livello di «con tutte le tue forze» (bechol me’odecha), ecc. (Vedi Tanya, alla fine del capitolo 43; vedi anche il capitolo 19.)
Quando si rivela, si manifesta come «con tutte le tue forze» (me’od, «molto»), un amore senza misura. L’Alter Rebbe rimanda il lettore a Tanya, capitoli 43 e 19, dove questi amori sono discussi.
Il paragrafo spiega perché l’ahavah rabbah [grande amore] rimane nascosta: proviene dall’essenza di D‑o, che non ha alcun rapporto con i mondi, e quindi l’anima non può contenerla; si rivela soltanto come amore senza limiti, «con tutte le tue forze».
Il capitolo 43 di Tanya descrive l’ahavah rabbah come un amore nelle delizie, che viene dall’Alto come dono; l’ahavas olam [amore eterno], invece, nasce dalla comprensione della grandezza di D‑o, così come Egli riempie e circonda tutti i mondi. Il capitolo 19 descrive l’amore nascosto dell’anima divina (Nefesh Elokis), che per sua natura desidera essere assorbita nella propria radice, come una fiamma attratta verso l’alto.
Marei mekomos
- 1ואני ה׳ לא שניתי · Malachi 3:6
- 2בכל מאדך · Deuteronomy 6:5
- 3בתניא ס״פ מ״ג . . י״ט · ראה לקו״ת במדבר ט, ד. בתו״א דפוס א׳ נדפס ההגהה באותיות רגילות. בבוך 414. 633 ליתא ההגהה.
- 4
11והנה ההפרש1 שבין אה״ע [אהבת עולם] לאה״ר [לאהבה רבה] הוא כי אה״ע [אהבת עולם] הבאה מחמת התבוננות ועומק מחשבתו יש לה הפסק שאם לבבו פונה לדברים אחרים וטרוד במחשבתו בעסקי עולם אזי חולפת ועוברת ממנו כו׳
Ora, la differenza tra ahavas olam e ahavah rabbah è questa: ahavas olam, che deriva dalla contemplazione e dalla profondità del pensiero, è soggetta a interruzione; infatti, se il suo cuore si volge ad altre cose e il suo pensiero è assorbito dagli affari del mondo, allora svanisce e se ne va, ecc.
Ahavas olam dipende dalla contemplazione, perciò dura soltanto finché la mente vi è concentrata. Quando una persona si volge ad altre questioni e si lascia assorbire dagli affari del mondo, questo amore svanisce.
משא״כ האה״ר [האהבה רבה] שבשרש נפשו ממקור חוצבה2 אין לה הפסק3 שגם אם לבבו פונה לדברים אחרים הרי אין בזה לעומת זה45 להיות לעומת האהבה הזאת להטרידה ולהפסיקה.
Non è così per ahavah rabbah, che si trova nella radice della sua anima, dalla fonte da cui essa è stata tratta: non conosce interruzione. Infatti, anche se il suo cuore si volge ad altre cose, in questo non c’è «l’uno di fronte all’altro», [nulla] che si ponga di fronte a questo amore per turbarlo e interromperlo.
Ahavah rabbah, radicata nella fonte dell’anima, non viene mai interrotta. A ogni livello di santità corrisponde una controparte opposta, «l’uno di fronte all’altro»; ma questo amore non ha una controparte, perciò nulla può opporglisi e turbarlo o interromperlo.
Il paragrafo indica la differenza pratica: ahavas olam può essere interrotta da una distrazione, mentre ahavah rabbah, non avendo una controparte opposta, non può esserlo.
La nota di Kehot spiega che questo è l’amore della yechidah dell’anima, il suo livello più intimo, e cita il commento del Tzemach Tzedek in Likkutei Torah (Ki Seitzei), secondo il quale la yechidah non ha nulla che le si opponga.
Marei mekomos
- 1והנה ההפרש · באוה״ת פנחס ע׳ א׳קנז מביא קטע מכאן, ומהביאור דלקמן. בלקו״ת במדבר ט, ד. בלק סח, ב מציין לכאן. וראה בהנסמן לעיל מז, א.
- 2ממקור חוצבה · באוה״ת שם נוסף ”כי חלק ה׳ ממש עמו ואני ה׳ לא שניתי כתיב כו׳” לכן.
- 3שאה״ר אין לה הפסק · בסה״מ תרמ״א ע׳ קלג: בתו״א ד״ה חכלילי כ׳ שאה״ר אין לה הפסק, ובד״ה ועשית ציץ [=פג, ג] שאה״ר יש לה הפסק אחר התפילה, אך אהבה רבה זו שהיא אהבה בתענוגים שאפ״ל שהכהן יכול להמשיך זה מחמת שזהו כנהא ברעו״ד כמ״ש רבינו ז״ל, אך ע״י הציץ שעשה משה י״ל שודאי נמשך כי משה גם מדחה בחי׳ הלעו״ז דעמלק, וע״י שהי׳ נושא תמיד הציץ בודאי לא היה הפסק, ע״כ.
- 4אין בזה לעומת זה · הכוונה לאהבה דבחי׳ יחידה, הגהת כ״ק אדמו״ר הצ״צ לקו״ת תצא לז, ג. וראה בספר הערכים-חב״ד כרך א׳ ערך אהבה מסותרת במילואים הערה 380 מהביאור באוה״ת דברים ע׳ לג.
- 5לעומת זה · Ecclesiastes 7:14
Perciò questo amore rimane sotto forma di una traccia (reshimu), affinché il suo ricordo resti impresso nel cuore, «senza mai vacillare, in eterno e per sempre».
Poiché nulla vi si oppone, questo amore rimane nell’anima come una reshimu, un’impressione: il suo ricordo è fissato nel cuore e non viene mai cancellato, «senza mai vacillare, in eterno e per sempre». È sempre presente, sebbene nascosto.
אך כיצד תהיה אה״ר [אהבה רבה] זו בבחי׳ גילוי שיעלה ויגיע למדרגת בכל מאדך2 ע״ז אמרו נכנס יין יצא סוד3 היא התורה שנק׳ בשם יין.4
Ma come potrà questa ahavah rabbah [amore grande] giungere alla rivelazione, così da elevarsi e raggiungere il livello di «con tutta la tua forza»? A questo proposito dissero: «Entra il vino, esce il segreto»: [il vino] è la Torah, chiamata «vino».
La domanda è come questo amore nascosto possa essere portato alla luce, così da raggiungere il livello di «con tutta la tua forza». La risposta riprende il detto iniziale: «Entra il vino, esce il segreto», dove il vino è la Torah.
Il paragrafo osserva che l’ahavah rabbah rimane sempre nell’anima come un’impressione e si chiede come possa essere rivelata; risponde che il «vino» della Torah fa emergere questo «segreto».
Marei mekomos
- 1בל תמוט עולם ועד · Psalms 104:5
- 2בכל מאדך · Deuteronomy 6:5
- 3נכנס יין יצא סוד · Eruvin 65a:19–20
- 4כיצד תהי׳ אה״ר זו · ראה לקו״ת שה״ש ד״ה צאינה וראינה (השני).
Il vino della Torah rivela il segreto ¶13–14
13וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] ערבים עלי ד״ס1 יותר מיינה של תורה כי על האהבה נאמר וירא אלקים את האור כי טוב2 ואמרו רז״ל [רבותינו זכרונם לברכה] כי טוב לגנוז בתורה.34
Come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «Le parole degli Scribi mi sono più gradite del vino della Torah». Riguardo all’amore è detto: «D‑o vide che la luce era buona»; e i nostri Saggi, di benedetta memoria, dissero: «“che era buona” — da nascondere nella Torah».
I Saggi chiamano la Torah «vino», come nella loro affermazione che le parole degli Scribi sono più care del vino della Torah. La luce che D‑o vide «che era buona» è identificata con l’amore, e i Saggi dicono che fu nascosta nella Torah: la Torah custodisce così la luce nascosta dell’amore.
וכשנכנס יינה ש״ת [של תורה] יצא סוד הוא אור האהבה הגנוז מההעלם אל הגילוי להיות אצלו גילוי האה״ר [האהבה רבה] המושרשת בשרש נפשו במקור חוצבה בבחי׳ בכל מאדך
E quando entra il vino della Torah, il segreto — che è la luce nascosta dell’amore — esce dal nascondimento e si rivela, così che in lui si manifesti l’ahavah rabbah [amore intenso], radicata nella radice della sua anima, nella fonte dalla quale essa è stata scolpita, al livello di «con tutta la tua forza».
Quando il vino della Torah entra in una persona, la luce nascosta dell’amore emerge e si rivela; si manifesta così l’ahavah rabbah radicata nella sua anima, come amore «con tutta la tua forza».
וע״ז נא׳ [נאמר] פותח את ידיך.5 יודי״ך הן הם בחי׳ הצמצומים רבים ועצומים מאא״ס [מאור אין סוף] ב״ה להיות השתלשלות המדרגות מעילה לעלול כו׳.6
A questo si riferisce il versetto: «Tu apri la Tua mano (yadecha)». «Yudecha» («i Tuoi yud»): questi sono gli aspetti delle contrazioni numerose e possenti (tzimtzumim) della Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, affinché si dispieghi la catena discendente dei livelli (hishtalshelus), dalla causa all’effetto, ecc.
Il versetto «Tu apri la Tua mano» allude a questo: la parola yadecha, «la Tua mano», viene letta come yudecha, «i Tuoi yud». La lettera yud, piccola, rappresenta la contrazione: le numerose e possenti contrazioni della Luce Infinita che rendono possibile la discesa concatenata dei livelli, dalla causa all’effetto.
Il paragrafo spiega che l’amore nascosto è la luce celata nella Torah, che si rivela quando il «vino» della Torah entra nell’anima; quindi inizia a interpretare «Tu apri la Tua mano» come l’aprirsi delle contrazioni divine.
I Saggi insegnano che la luce del primo giorno fu nascosta per i giusti; Likkutei Torah, citato nella nota di Kehot, afferma che fu nascosta nella Torah e che talvolta sale oltre l’anima di una persona e talvolta discende al suo interno. La conclusione del biur su questo maamar in Torah Ohr torna ai «yud» di «Tu apri la Tua mano».
Marei mekomos
- 1כמארז״ל ערבים עלי ד״ס · נסמן לקמן נב, ד.
- 2וירא אלקים את האור כי טוב · Genesis 1:4
- 3כי טוב לגנוז בתורה · Chagigah 12a:10–11
- 4לגנוז בתורה · Zohar, Terumah 37:415–38:424
- 5פותח את ידיך · Psalms 145:16
- 6שו״ה יין — על האהבה · בבוך 414: על אור האהבה.
14ומקור התהוות העולמות מאין ליש מרצה״ע [מרצון העליון] ב״ה וע״י התורה שהיא חכמתו ורצונו ית׳ פותח את היודי״ן והצמצומים להיות גילוי1 רצה״ע [רצון העליון] ב״ה.
E la fonte della venuta all’esistenza dei mondi dal nulla a qualcosa è nella Volontà superna, benedetto Egli sia. E attraverso la Torah, che è la Sua sapienza e la Sua volontà, benedetto Egli sia, [Egli] apre le lettere yud e le contrazioni, affinché si riveli la Volontà superna, benedetto Egli sia.
La creazione dal nulla ha la sua fonte nella Volontà superna di D‑o, nascosta dietro le contrazioni. La Torah, essendo la sapienza e la volontà di D‑o, «apre» queste yud, affinché la Sua volontà si riveli.
ומשביע לכל חי2 דהיינו בכל חיות ואור המתפשט בעולמות מריש כל דרגין כו׳. להיות בהם בחי׳ רצון שיהי׳ [שיהיה] שורה ומתגלה בהם בחי׳ רצה״ע [רצון העליון] ב״ה ונמשך לנפש האדם ג״כ שיהי׳ [שיהיה] מתגלה בו רצה״ע [רצון העליון] שבנפשו
«E sazia ogni vivente»: cioè, in tutta la forza vitale e la luce che si diffondono nei mondi, dalla sommità di tutti i livelli, ecc., vi sia il livello della volontà: che il livello della Volontà superna, benedetto Egli sia, dimori in essi e vi si riveli. E si estende anche all’anima dell’uomo, affinché in lui si riveli la Volontà superna che è nella sua anima.
Il versetto prosegue: «e sazia ogni vivente [con] volontà». Ciò significa che in tutta la vita e la luce presenti nei mondi, dal livello più alto in giù, la volontà di D‑o dovrebbe dimorare e rivelarsi; e che in una persona si riveli la Volontà superna presente nella sua anima.
דהיינו האה״ר [האהבה רבה] המושרשת בשרש נפשו למעלה מכדי שתוכל הנפש שאת מאחר שהרצ״ע [שהרצון העליון] בא אצלו לידי גילוי למטה בלבושי הנפש דבור ומעשה ע״י דבור בת״ת [בתלמוד תורה] ומעשה המצות ולכן אמרו רז״ל [רבותינו זכרונם לברכה] ששואלים את האדם קבעת עתים לתורה.34
Vale a dire, l’ahavah rabbah [amore grande] radicata nella radice della sua anima, al di là di quanto l’anima possa sopportare; poiché la Volontà superna si è rivelata in lui in basso, nei rivestimenti dell’anima, la parola e l’azione: attraverso la parola nello studio della Torah e l’azione delle mitzvos. Perciò i nostri Saggi, di benedetta memoria, dissero che a una persona viene chiesto: «Hai fissato tempi per lo studio della Torah?».
La volontà che è nell’anima è l’ahavah rabbah radicata nella sua fonte, al di là di quanto l’anima possa contenere. Si rivela quando la Volontà superna si manifesta nei rivestimenti esteriori dell’anima, la parola e l’azione, attraverso la pronuncia delle parole della Torah e l’adempimento delle mitzvos; per questo, al giudizio, a una persona viene chiesto se abbia fissato tempi per lo studio della Torah.
שעי״ז יעורר את האהבה מלמעלה בשרש נפשו שאינה מתלבשת בשום כלי המעלים ומסתיר שאין כמוה ולא דוגמתה בזלעו״ז [בזה לעומת זה] הנ״ל ואין לה הפסק שאפי׳ [שאפילו] בעסקו בשאר ענינים תהיה אהבה זו תקועה בלבו.
In questo modo risveglierà dall’Alto l’amore nella radice della sua anima, che non è rivestito in alcun recipiente che lo nasconda e lo occulti; non vi è nulla di simile, né alcuna somiglianza, nell’«uno di fronte all’altro» menzionato sopra; e non subisce interruzioni, cosicché, anche mentre si occupa di altre faccende, questo amore rimane fisso nel suo cuore.
Lo studio regolare della Torah risveglia dall’Alto l’amore nella radice dell’anima: un amore non rivestito in alcun recipiente che lo nasconda e che non ha alcun corrispettivo nella realtà opposta. Perciò non viene interrotto: anche quando la persona è occupata in altre cose, questo amore rimane fisso nel suo cuore.
ומזה יבא לידי ודברת בם56 כו׳ (וע׳ באגה״ק [באגרת הקודש] ד״ה איתא רפ״ד דמגלה7 ודאשתמש בתגא כו׳ במי ששונה הלכות8 כו׳ יעו״ש [יעויין שם]):
E da ciò giungerà a «e ne parlerai», ecc. (Si veda Iggeres HaKodesh, la sezione che inizia con «È stato detto all’inizio del quarto capitolo di Megillah: “E chi fa uso della corona”, ecc.» — a proposito di chi studia halachos [norme halachiche], ecc.; si veda lì.)
Da ciò giunge a «e ne parlerai»: parlerà delle parole della Torah in ogni momento. L’Alter Rebbe rimanda all’epistola di Iggeres HaKodesh che si apre con l’insegnamento talmudico su «chi fa uso della corona», spiegato come riferito a chi si avvale di una persona che studia halachos.
Il paragrafo spiega che la Torah, la volontà di D‑o, apre le contrazioni, così che lo studio e le mitzvos rivelino nell’anima la Volontà superna: l’ahavah rabbah, che non viene mai interrotta.
La nota di Kehot cita un riepilogo che Or HaTorah aggiunge qui: l’ahavah rabbah è il desiderio dell’anima per la propria fonte, l’Infinito (Ein Sof) stesso, che è al di là di tutti i mondi; essa proviene dall’essenza di D‑o, non dall’annullamento dei mondi, e perciò è chiamata ahavah rabbah. Questo risponde alla domanda posta all’inizio: perché l’amore nascosto è chiamato «grande».
Marei mekomos
- 1שו״ה פותח — להיות גילוי · בבוך 414: להיות המשכת גילוי.
- 2ומשביע לכל חי · Psalms 145:16
- 3ששואלים את האדם קבעת עתים לתורה · Shabbat 30a
- 4קבעת עתים לתורה · Shabbat 31a:11
- 5לידי ודברת בם · באוה״ת ויחי שם נוסף קיצור: (נת׳ ענין אה״ר שהיא אהבה המסותרת ומושרשת בנפשו מצד מקור חוצבה כי חלק ה׳ עמו ולזאת תכסוף למקורה שהוא א״ס ב״ה עצמו שאינו בגדר עלמין כלל, ונמצא אהבה זו נלקח׳ מצד עצמות אא״ס ולא מצד ביטול העלמין ולכן נק׳ אה״ר שאינה מתיישבת בלב ואין לה לעומת זה ויציאתה לא הגלוי הוא ע״י עסק התורה שהיא רצון העליון ועי״ז מתגלה אה״ר זו שהיא בחי׳ רצה״ע שבנפשו). ע״כ.
- 6ודברת בם · Deuteronomy 6:7
- 7וע׳ באגה״ק ד״ה איתא רפ״ד דמגלה · סי׳ כט. וכן בכמה מקומות מציין הצ״צ כן לד״ה זה, ולא מסמן לד״ה אחעט״ב.
- 8
Occhi rossi: l’amore nelle delizie ¶15–17
Con ciò si comprenderà il versetto: «Gli occhi sono rossi per il vino». «Occhi» è [come] in ciò che è scritto: «I miei occhi sono sempre rivolti al Nome Havayah»; «Ecco, l’occhio di Havayah è rivolto a coloro che Lo temono».
Ora il versetto può essere spiegato. «Occhi» richiama «I miei occhi sono sempre rivolti a Havayah» e «l’occhio di Havayah è rivolto a coloro che Lo temono»: uno sguardo reciproco fra l’uomo e D‑o.
והוא בחי׳ לאסתכלא ביקרא דמלכא3 דהיינו שיאיר בלבו אור האהבה לה׳ בבחי׳ ראיה היא בחי׳ אהבה בתענוגים שהיא מדרגה העולה על כולנה למעלה מאה״ר [מאהבה רבה] ואה״ע [ואהבת עולם]
Questo è il livello del «contemplare la gloria del Re»: vale a dire, che la luce dell’amore per D‑o risplenda nel suo cuore in forma di visione. Questo è il livello dell’amore nelle delizie, un livello che supera tutti gli altri, al di sopra di ahavah rabbah [amore grande] e di ahavas olam [amore eterno].
Questo sguardo è «contemplare la gloria del Re»: la luce dell’amore per D‑o risplende nel cuore come una visione, e questo è chiamato amore nelle delizie. È superiore sia ad ahavah rabbah sia ad ahavas olam.
(וצ״ע [וצריך עיון] בתניא פמ״ג4 משמע דאה״ר [דאהבה רבה] היא אהבה בתענוגים. וצ״ל שיש ב׳ בחינות אה״ר [אהבה רבה] הא׳ האהבה הנז׳ [הנזכר] בתניא פי״ט כשבאה לידי גילוי כשאינה בבחינת גילוי התענוג.
(Questo richiede un esame alla luce di Tanya, capitolo 43, da cui sembra che ahavah rabbah sia amore nelle delizie. Si deve dunque dire che vi sono due livelli di ahavah rabbah. Il primo è l’amore menzionato in Tanya, capitolo 19, quando giunge alla rivelazione, pur non essendo al livello della delizia rivelata.
In questa nota parentetica l’Alter Rebbe solleva una difficoltà: Tanya, capitolo 43, identifica ahavah rabbah con l’amore nelle delizie, mentre qui l’amore nelle delizie è presentato come superiore. La difficoltà si risolve distinguendo due livelli di ahavah rabbah; il primo è l’amore nascosto descritto in Tanya, capitolo 19, che viene rivelato, ma senza una delizia rivelata.
וגדולה ממנה היא אה״ר [אהבה רבה] בתענוגים. ועיין במ״א ע״פ אחותי רעיתי יונתי5 כו׳. שם נתבאר אחותי היא מצד אהבה טבעית ויונתי היא אהבה בתענוגים)
Più elevata di essa è ahavah rabbah nelle delizie. Si veda altrove, a proposito di «Sorella mia, amata mia, colomba mia», ecc.; là si spiega che «Sorella mia» appartiene alla dimensione dell’amore naturale, mentre «Colomba mia» è l’amore nelle delizie.)
Il livello superiore è ahavah rabbah accompagnata dalla delizia, cioè l’amore nelle delizie. L’Alter Rebbe cita la sua spiegazione, data altrove, di «Sorella mia, amata mia, colomba mia»: «sorella» indica l’amore naturale, mentre «colomba» indica l’amore nelle delizie.
וכענין שכתוב עיניך יונים6 כמו זוג יונים שמסתכלים תמיד זע״ז [זה עם זה / זה על זה] ומתענגים כו׳. כך יהיה קשר האהבה בדביקות נפלא ועצום עד שיהיו עיניו ולבו כל הימים רק לאסתכלא ביקרא דמלכא. וכמ״ש בזהר7 ע״פ הסבי עיניך8 כו׳ דמוקדין ליה בשלהובין דרחימותא.
Come è scritto: «I tuoi occhi sono colombe»: come una coppia di colombe che si guardano continuamente e ne traggono delizia, ecc., così il legame d’amore sarà caratterizzato da un’adesione straordinaria e potentissima, finché i suoi occhi e il suo cuore, in ogni momento, saranno rivolti soltanto a «contemplare la gloria del Re». Come è scritto nello Zohar, a proposito di «Distogli i tuoi occhi», ecc.: «che Lo incendiano con fiamme d’amore».
Il testo principale riprende con «I tuoi occhi sono colombe»: come le colombe si guardano continuamente e ne traggono delizia, così il legame d’amore di una persona con D‑o dovrebbe essere tanto intenso che i suoi occhi e il suo cuore siano sempre rivolti a contemplare la gloria del Re. Lo Zohar, a proposito di «Distogli i tuoi occhi», descrive occhi che incendiano D‑o con fiamme d’amore.
שתהא האהבה מתלהבת ומתלהטת בלב איש להתענג על ה׳ מרוב כל עד שאין כח בנפשו להגביל את האהבה בלב רק בבחינת ראיה מבחוץ (ועיין במ״א ע״פ עיניך יונים9 וע״פ הראיני את מראיך):1011
Cioè, che l’amore divampi e arda nel cuore di una persona, affinché provi delizia in D‑o più di ogni altra cosa, finché la sua anima non abbia la forza di contenere l’amore nel cuore se non sotto forma di una visione dall’esterno. (Si veda altrove, a proposito di «I tuoi occhi sono colombe» e di «Fammi vedere il tuo aspetto».)
L’amore arde con tale intensità, mentre la persona prova delizia in D‑o al di sopra di ogni altra cosa, che l’anima non ha la forza di contenerlo nel cuore; può rapportarsi ad esso soltanto come a una visione, che percepisce qualcosa che rimane al di fuori di sé. L’Alter Rebbe rimanda alle sue spiegazioni, date altrove, di «I tuoi occhi sono colombe» e «Fammi vedere il tuo aspetto».
Il paragrafo interpreta gli «occhi» del versetto come amore nelle delizie, lo sguardo rivolto alla gloria del Re. Questo amore supera sia ahavas olam sia ahavah rabbah, perché è troppo grande per essere contenuto nel cuore.
La nota Kehot riferisce che Or HaTorah solleva la stessa difficoltà in relazione a Tanya, capitolo 43. Torah Chaim, citato in un’altra nota, interpreta le parole dello Zohar «Distogli i tuoi occhi» come la risposta di D‑o all’anima che vorrebbe elevarsi, ardendo d’amore: il Suo vero desiderio è una dimora nei mondi inferiori, attraverso la Torah e le mitzvos, non l’assorbimento dell’anima nell’Alto.
Marei mekomos
- 1עיני תמיד אל ה׳ · Psalms 25:15
- 2הנה עין ה׳ אל יראיו · Psalms 33:18
- 3לאסתכלא ביקרא דמלכא · Zohar II, 47b
- 4וצ״ע בתניא פמ״ג · ראה אוה״ת ויחי כרך ב שסח, ב. שלכאורה המבואר בתו״א כאן דאהבה בתענוגים היא למעלה מאה״ר, סותר למ״ש בתניא פ׳ מג שאה״ר היא אהבה בתענוגים ע״ש. וראה יהל אור ע׳ תיח.
- 5אחותי רעיתי יונתי · Song of Songs 5:2
- 6עיניך יונים · Song of Songs 1:15
- 7וכמ״ש בזהר · Zohar III, 84a
- 8הסבי עיניך · Song of Songs 6:5
- 9במ״א ע״פ עיניך יונים · ראה לקו״ת שה״ש יד, ב.
- 10וע״פ הראיני את מראיך · אולי הכוונה להנדפס במאמרי אדה״ז כתובים כרך ב ע׳ קכ.
- 11הראיני את מראיך · Song of Songs 2:14
16וזהו ענין חכלילי עינים. פירוש אדמומית העינים1 שאודם העינים הוא מחמת תוקף רשפי אש2 דמוקדין ליה בשלהוביתא כו׳.
Questo è il significato di «rossi gli occhi»: il rossore degli occhi, poiché esso deriva dall’intensità delle «scintille ardenti» che «Lo incendiano con fiamme», ecc.
Questo è il «rossore degli occhi» del versetto: occhi arrossati dall’intensità delle «scintille ardenti» d’amore che, secondo le parole dello Zohar, incendiano D‑o. Il rosso di chachlili è il bagliore di questo amore nelle delizie.
E questo è il livello della speciale qualità e del rango dello Shabbos: «Allora ti delizierai», ecc., «e chiamerai lo Shabbos una delizia». Ma «chi ha faticato alla vigilia dello Shabbos», ecc.
L’amore nelle delizie appartiene allo Shabbos, riguardo al quale Isaia dice: «Allora ti delizierai in Havayah» e «chiamerai lo Shabbos una delizia». Ma, come insegnano i Saggi, «chi ha faticato alla vigilia dello Shabbos mangerà durante lo Shabbos»: la delizia deve essere preparata in anticipo.
ולכן צריך כל ימות החול ליגע את נפשו. לעורר את האה״ר [האהבה רבה] ואה״ע [ואהבת עולם]. וע״י זה יגיע לבחינת האהבה בתענוגים המתגלית בשבת.
Perciò, durante tutti i giorni feriali, l’uomo deve affaticare la propria anima per risvegliare ahavah rabbah [amore intenso] e ahavas olam [amore eterno]; e attraverso questo raggiungerà il livello dell’amore nelle delizie che si rivela durante lo Shabbos.
Durante i giorni feriali, dunque, l’uomo deve affaticare la propria anima per risvegliare ahavah rabbah e ahavas olam. Questo sforzo lo conduce, durante lo Shabbos, all’amore nelle delizie che si rivela allora.
Il paragrafo identifica il «rossore degli occhi» con l’amore nelle delizie, l’amore che si rivela durante lo Shabbos e che l’uomo consegue faticando durante la settimana nei due tipi d’amore.
Una nota di Kehot cita Or HaTorah, che riporta a nome del Maggid che esistono due tipi di rossore: uno è il rigore (Gevurah), l’altro deriva dal vino ed è gioia. Il rossore del versetto «viene dal vino»: è il rossore della gioia e dell’amore.
Marei mekomos
- 1פירוש אדמומית העינים · באוה״ת כאן שסט, א מביא בשם המגיד נ״ע כי יש ב׳ מיני אדמומית א׳ הוא גבורה והב׳ הוא מיין שהוא שמחה. מובא באוה״ת נ״ך ע׳ שי.
- 2רשפי אש · Song of Songs 8:6
- 3אז תתענג כו׳ וקראת לשבת עונג · Isaiah 58:14
- 4וקראת לשבת ענג · Isaiah 58:13
- 5מי שטרח בע״ש · Avodah Zarah 3a:10
Ora, tutto questo deriva dal livello e dal grado del vino: il vino della Torah. E questo è «chachlili»: «ogni palato (chech) che assaggia dice: “Per me, per me” (li li)».
Tutto questo deriva dal vino, il vino della Torah. Il Talmud legge chachlili come chech li li: «ogni palato che lo assaggia dice: “Per me, per me”».
לפי שיתגלה בחי׳ חיך הטועם את היין דהיינו בחי׳ חכמה וטעמי מצות שהם בחי׳ תענוג העליון.
Poiché si rivelerà il livello del palato che assaggia il vino, vale a dire il livello della sapienza (Chochmah) e delle ragioni (te’amim, «sapori») delle mitzvos, che sono il livello della delizia superna.
Il palato che assaggia il vino è la Chochmah e le ragioni delle mitzvos (te’amim, che significa anche «sapori»), la delizia superna. Quando queste si rivelano, una persona assapora la dolcezza della sapienza di D‑o.
וע״י כן נתעלה בעילוי אחר עילוי2 לי לי עד רום המעלות (פי׳ חיך הטועם זהו בחי׳ אהבה בתענוגים המתגלה בשבת שהוא בחי׳ שם ע״ב [שם ע״ב] דחכמה
E attraverso questo egli viene elevato, ascesa dopo ascesa, «per me, per me», fino alle vette più alte. (Il significato: «il palato che assaggia» è il livello dell’amore nelle delizie che si rivela di Shabbos (il giorno di Shabbat), il livello del Nome Av (72) della Chochmah;
Attraverso questo assaggio egli sale, ascesa dopo ascesa, dicendo «per me, per me», fino alle vette più alte. In una nota parentetica, l’Alter Rebbe identifica il palato che assaggia con l’amore nelle delizie che si rivela di Shabbos, il livello del Nome Av (la grafia estesa del Nome Havayah, il cui valore numerico è 72), che appartiene alla Chochmah.
ואזי אומר לי לי ב״פ [ב׳ פעמים] דהיינו שנכללו בו ב׳ אהבות הנ״ל אה״ר [אהבה רבה] ואה״ע [ואהבת עולם] שהם מ״ה [שם מ״ה] וב״ן [ושם ב״ן] דמ״ה [דשם מ״ה] מברר ב״ן [שם ב״ן] וע״י יחוד מ״ה [שם מ״ה] וב״ן [ושם ב״ן] מתגלה בשבת בחי׳ הגבוה משניהם והוא בחי׳ שם ע״ב [שם ע״ב] אהבה בתענוגים):34
e allora dice «per me, per me» due volte, cioè i due amori menzionati sopra, ahavah rabbah (amore grande) e ahavas olam (amore eterno), sono inclusi in esso. Questi sono Mah (45) e Ban (52), poiché Mah raffina Ban; e attraverso l’unione di Mah e Ban si rivela di Shabbos il livello superiore a entrambi, il livello del Nome Av: l’amore nelle delizie.)
La ripetizione di «per me, per me» rappresenta i due amori compresi nell’amore nelle delizie: ahavah rabbah corrisponde al Nome Mah (45) e ahavas olam al Nome Ban (52). Mah raffina Ban e, attraverso la loro unione di Shabbos, si rivela il livello superiore di Av: l’amore nelle delizie.
Il paragrafo riconduce l’amore nelle delizie al vino della Torah, al gusto della Chochmah, e interpreta «per me, per me» come i due amori che insieme ascendono all’amore superiore rivelato di Shabbos.
Il biur su questo maamar in Torah Ohr, citato nella nota Kehot, spiega che il «li li» raddoppiato indica due ascese, quella di ahavah rabbah e quella di ahavas olam (Mah e Ban), che salgono al Nome Av, dove si rivelano Atik e Arich, i livelli interiore ed esteriore della Corona (Keser). Le quattro grafie estese del Nome Havayah, Av, Sag, Mah e Ban, corrispondono alla Chochmah, alla comprensione (Binah), all’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) e alla sovranità (Malchus).
Marei mekomos
- 1כל חיך הטועם אומר לי לי · Ketubot 111b:17
- 2שיתגלה בחי׳ חיך . . בעילוי אחר עילוי עד רום המעלות · נעתק באוה״ת פ׳ ויחי שעה, א. ומשם נראה שכאן הלשון מתוקן או הוספה ע״י הצ״צ. אבל נמצא בבוך 633 כמו שנדפס כאן.
- 3המוסגר · (פי׳ חיך . . בתענוגים): ליתא בבוך 414. 633. בבוך 414 אחר תי׳ המעלות נוסף: עד אין קץ. באוה״ת ויחי שם בסוף העמוד: אחותי רעייתי, לק״א פמ״ג. (נת׳ פי׳ חכלילי עינים הוא תוקף האהבה בבחי׳ לאסתכלא ביקרא דמלכא בבחי׳ תענוג עצום, והכל בא ע׳י יינה של תורה כנ״ל שנכנס יין יצא סוד, ואהבה זו שבתענוגים גדולה מאה״ר ואה״ע הנ״ל וזהו חך הטועם מתיקות ותענוג הנ״ל אומר לי לי שנכללי׳ בו ב׳ אהבות דלעיל אה״ע ואה״ר וזהו בשבת אז תתענג על ה׳).
- 4
Denti bianchi dal latte ¶18–21
18ולבן שינים מחלב.1 פירוש כי שינים הם הטוחנות את המאכל להיות מתעכל במעיו שעי״ז יהי׳ [יהיה] מזון לגוף
«E bianchi i denti per il latte». Il significato è che i denti macinano il cibo affinché venga digerito nelle sue viscere; grazie a ciò, esso diventa nutrimento per il corpo.
La seconda parte del versetto, «bianchi i denti per il latte», comincia da ciò che fanno i denti. I denti macinano il cibo affinché possa essere digerito e nutrire il corpo.
משא״כ כשלא ילעוס ויטחון המאכל בשיניו לא יבא לידי עכול כלל ולא יהיה לו למזון ולשובע.
Per contro, se non mastica e non macina il cibo con i denti, esso non verrà affatto digerito e non sarà per lui né alimento né fonte di sazietà.
Il cibo inghiottito senza essere masticato non viene digerito e non dà né nutrimento né soddisfazione. Il paragrafo successivo applica questo concetto al servizio divino.
Il paragrafo introduce l’immagine dei denti: il cibo deve essere macinato prima di poter nutrire.
Marei mekomos
- 1ולבן שינים מחלב · Genesis 49:12
19וכך עד״מ כדי שיהי׳ [שיהיה] מזון לרמ״ח אברין דמלכא שתהא נפשו מרכבה אליהם שיתאחד ממש עם הנפש צ״ל בבחי׳ שינים הטוחנות ומפררות
Così pure, per analogia: affinché vi sia nutrimento per le «248 membra del Re», così che la sua anima sia un carro per esse e vi sia un’unione effettiva con l’anima, è necessario il livello dei denti che macinano e sminuzzano.
Le 248 mitzvos positive sono chiamate «le 248 membra del Re». Affinché il servizio di una persona sia un vero nutrimento per esse, così che la sua anima diventi un «carro» per esse e sia totalmente unita a esse, è necessario l’equivalente spirituale dei denti che macinano e scompongono.
דהיינו לפרר ולברר כל מעשיו ודבוריו ומחשבותיו1 ולדקדק ולפשפש בהן ולהיות ממארי דחושבנא לשקול כל דרכיו ולפלס מעגלותיו.
Vale a dire, sminuzzare e vagliare tutte le proprie azioni, parole e pensieri, esaminarli attentamente e scrutarli, ed essere tra i «maestri del rendiconto»: ponderare tutte le proprie vie e misurare i propri sentieri.
I «denti» sono l’autoesame: scomporre e vagliare tutte le proprie azioni, parole e pensieri, esaminarli attentamente ed essere tra i «maestri del rendiconto», che ponderano tutte le proprie vie e misurano i propri sentieri.
Il paragrafo applica l’analogia: affinché il servizio divino di una persona nutra la sua anima, essa deve «masticarlo» attraverso un attento autoesame.
Marei mekomos
- 1שו״ה שינים — מעשיו ודבוריו ומחשבותיו · בבוך 633: מעשיו ומחשבותיו.
20ונק׳ בלשון הגמ׳ [הגמרא] מדקדק במעשיו שעי״כ [שעל ידי כך] יהיה בבחי׳ עכול בנפש שהטוב יקבל למזון ולשובע והפסולת המעורב תערובת זר ופסולת ידחה לחוץ.
Nel linguaggio della Gemara, questo è chiamato «scrupoloso nelle proprie azioni». Grazie a ciò, nell’anima si produrrà una sorta di digestione: essa assimilerà il bene come nutrimento e appagamento, mentre spingerà fuori ciò che è scarto — una mescolanza estranea e rifiuti.
La Gemara chiama una persona simile «scrupolosa nelle proprie azioni». Grazie a questo esame, il suo servizio divino viene «digerito» nell’anima: il bene viene assimilato come nutrimento, mentre la mescolanza estranea che vi è penetrata viene espulsa come scarto.
וכן בענין בירורי המדות אוי״ר [אהבה ויראה] כל חד לפום מאי דמשער בלבי׳12 ושוקל במאזני שכלו כיצד היא האהבה האמיתית לה׳.
Lo stesso vale per la raffinazione degli attributi emotivi (middos), amore e timore reverenziale: «ciascuno secondo ciò che misura nel proprio cuore» pesa sulla bilancia del proprio intelletto che cosa sia il vero amore per D‑o.
Lo stesso vale per la raffinazione del proprio amore e timore reverenziale. Ciascuno, «secondo ciò che misura nel proprio cuore», valuta con il proprio intelletto che cosa sia il vero amore per D‑o.
Il paragrafo descrive la «digestione» dell’autoesame: separare il bene dagli scarti nelle proprie azioni e raffinare il proprio amore e timore reverenziale per D‑o.
L’espressione dello Zohar «ciascuno secondo ciò che misura nel proprio cuore» proviene dal suo commento a «Suo marito è conosciuto alle porte»; Likkutei Torah su Bamidbar, citato nella nota Kehot, spiega che ciascuno conosce D‑o secondo la profondità della propria contemplazione e ciò che il suo cuore può sostenere.
Marei mekomos
- 1כל חד לפום מאי דמשער בלבי׳ · Zohar I, 129b
- 2כל חד לפום מאי דמשער בלבי׳ · Zohar, Vayera 9:153–164
21וכיצד היא בחי׳ אתהפכא חשוכא כו׳ באמת לאמתו להיות מייגע א״ע [את עצמו] ביגיעת הנפש לבא למדרגה זו שיהיה נקבע בלבו באמת לאמתו בלי דמיונות כו׳
E [egli pondera] che cosa sia il livello del «trasformare le tenebre [in luce]», ecc., nella verità assoluta: affaticarsi con il lavoro dell’anima per giungere a questo livello, affinché esso si fissi nel suo cuore nella verità assoluta, senza immaginazioni, ecc.
Deve anche ponderare che cosa significhi davvero «trasformare le tenebre in luce» e impegnarsi con la propria anima per raggiungere quel livello. Il cambiamento deve fissarsi nel suo cuore nella verità, non nell’immaginazione.
וכיוצא בזה כמה דרכים הידועים למבקשי ה׳ יבינו כל1 מאליהם שצריך לדקדק ולפשפש כו׳2 ולהיות מייגע עצמו3 כו׳.
E vi sono molti percorsi analoghi, noti a «coloro che cercano Havayah», i quali «capiranno tutto» da sé: che occorre indagare e scrutare, ecc., e affaticarsi, ecc.
Vi sono molti percorsi di questo genere, noti a coloro che cercano D‑o, i quali li riconosceranno da sé. Tutti richiedono indagine, esame di sé e fatica: questo è il lavoro dei «denti».
אך אח״כ יגיע לבחי׳ ומדרגת החלב.
Ma in seguito egli giungerà al livello e al grado del latte.
Dopo la fatica dei «denti» viene il livello del latte.
כמו שהחלב עד״מ מגדל את הולד להיות אבריו נגדלים. כך בחי׳ החלב של תורה מגדל את מדותיו אהוי״ר [אהבה ויראה] כו׳ להיות לו אוי״ר [אהבה ויראה] היותר גדולים בגדלות המוחין
Come il latte, per così dire, fa crescere il neonato, così che le sue membra crescono, così il livello del latte della Torah fa crescere i suoi attributi emotivi (middos), l’amore e il timore reverenziale (ahavah veyirah), ecc., affinché egli abbia l’amore e il timore reverenziale più grandi, nella maturità delle facoltà intellettive (gadlus hamochin).
Come il latte fa crescere un neonato, sviluppandone le membra, così il «latte» della Torah fa crescere le emozioni della persona, il suo amore e timore reverenziale per D‑o, finché raggiungono il grado più elevato, generato da un intelletto maturo e ampliato (gadlus hamochin).
(שהאברים הם המדות ועיקרם הם חג״ת [חסד גבורה תפארת] נה״י [נצח הוד יסוד] ובחי׳ חב״ד [חכמה בינה ודעת] שבתוכן המקיימות אותן וכל א׳ מג׳ מיני בחינות אלו כלולה מכל הנ״ל הרי פ״א. וכל בחי׳ נחלקת לג׳ בחי׳ ראש תוך סוף הרי רמ״ג. ושרשם ה״ח [ה׳ חסדים] המגדילים הרי רמ״ח).4
(Poiché le membra sono gli attributi emotivi, principalmente Chesed (benevolenza), Gevurah (rigore), Tiferes (bellezza), Netzach (vittoria), Hod (splendore) e Yesod (fondamento), e il livello di Chochmah (sapienza), Binah (comprensione) e Daas (conoscenza) al loro interno, che li sostiene; e ciascuno di questi tre tipi di livelli comprende tutto quanto sopra, per un totale di 81. Ogni livello si suddivide in tre livelli: testa, parte centrale e parte finale, per un totale di 243. La loro radice è costituita dai cinque Chasadim (atti di benevolenza), che portano crescita, per un totale di 248.)
Una nota tra parentesi spiega perché le emozioni sono chiamate membra e arriva alle 248 membra del corpo. Le sei Sefiros emotive, insieme a Chochmah, Binah e Daas al loro interno, formano nove; ciascuna comprende tutte e nove (81); ciascuna ha una testa, una parte centrale e una parte finale (243); la loro radice, i cinque Chasadim che portano crescita, completa il totale di 248.
וזהו רוחצות בחלב56 כו׳ שהחלב מרחיץ המדות ונהפכין ממהות למהות להיות נהפך לבו ונעשה כאיש אחר לגמרי בשינוי המדות כולן שוין לטובה.
Questo è «lavate nel latte», ecc.: il latte lava gli attributi emotivi, che si trasformano da un’essenza in un’altra, così che il suo cuore si trasforma ed egli diventa come una persona completamente diversa, con tutti i suoi attributi mutati uniformemente in meglio.
Questa è l’immagine del Cantico dei Cantici degli occhi «lavati nel latte»: il latte della Torah lava le emozioni, trasformandole nella loro stessa natura. Il cuore della persona cambia ed essa diventa come un’altra persona, con tutti i suoi tratti volti al bene.
ומזה יומשך להיות לבן שינים שיהיה בהם בחי׳ לבנונית ובהירות בבירורי המדות בעילוי אחר עילוי עד רום המעלות7 בבחי׳ ראיה חושיית שלא ביגיעה יגיעת הנפש ויגיעת בשר רק מיד יגיע אליו כו׳.
Da ciò conseguirà la «bianchezza dei denti»: in essi vi sarà la qualità del candore e della luminosità nel raffinamento degli attributi, con un’ascesa dopo l’altra, fino alle vette più alte, nella forma di una visione sensoriale, non mediante la fatica — la fatica dell’anima e quella della carne — bensì giungendo a lui immediatamente, ecc.
Da ciò deriva la «bianchezza dei denti»: il raffinamento delle sue emozioni diventa chiaro e luminoso e sale sempre più in alto. Non ha più bisogno di affaticarsi e darsi pena per vedere la verità: essa gli giunge immediatamente, chiara come la vista fisica.
וזה חכלילי כו׳ מיין כו׳ מחלב כו׳ ובחי׳ יין וחלב נעשה הכל בחי׳ חכלילי לי לי עד רום המעלות:8
E questo è «rossi», ecc., «dal vino», ecc., «dal latte», ecc.: i livelli del vino e del latte diventano tutti il livello di chachlili — «per me, per me» — fino alle vette più alte.
Le parti del versetto si ricongiungono così: gli occhi rossi per il vino e i denti bianchi per il latte diventano tutti chachlili, «per me, per me», ascendendo fino alle vette più alte.
Il paragrafo completa l’analogia: dopo la fatica dell’esame di sé, il «latte» della Torah fa crescere l’amore e il timore reverenziale e trasforma il cuore, finché il raffinamento avviene senza fatica; sia il vino sia il latte conducono all’ascesa del «per me, per me».
Una nota di Kehot cita Or HaTorah, che collega i trentadue denti ai trentadue sentieri della sapienza attinti da Chochmah per raffinare le proprie azioni, e alle spie inviate da Yehoshua e da Moshe: le spie di Yehoshua rappresentano l’esame del pensiero, della parola e dell’azione, mentre quelle di Moshe rappresentano il raffinamento delle emozioni stesse. Likkutei Torah, a proposito di Va’eschanan, rimanda alla spiegazione di questo maamar su «lavate nel latte».
Marei mekomos
- 1למבקשי ה׳ יבינו כל · Proverbs 28:5
- 2שצריך לדקדק ולפשפש כו׳ · בבוך 633 נוסף: ”וכ״ז הוא בחי׳ שינים, אך כ״ז הוא עדיין בחי׳ קטנות השכל מאחר שצריך לדקדק ולהיות מייגע עצמו כו׳”. ואולי זה השמטת הדפוס במילים הדומות.
- 3ולהיות מייגע עצמו · באוה״ת ויחי שם נוסף: וע״ל בביאור ע״פ אסרי לגפן דענין ל״ב שיניים הם ל״ב נתיבות שנמשכים מהחכמה לברר מעשיו כו׳ וע׳ במ״א בענין מרגלים ששלח יהושע וששלח משה שהוא בעבודה קרוב לענין זה כי מרגלי׳ דיהושע לרגל יריחו הוא בחי׳ מארי דחושבנא במודו״מ שמהם נעשו לבושי׳ לנפש הנק׳ יריחו, ודמשה היינו לברר המדות עצמן, וה״ע בחי׳ שיניים שמבררי׳ וטוחני׳ המודו״מ והמדות כו׳). ע״כ.
- 4(שהאברים . . הרי רמ״ח) · מוסגר זה ליתא בבוך 633.
- 5רוחצות בחלב · בלקו״ת ואתחנן ד, ג מציין לכאן.
- 6רוחצות בחלב · Song of Songs 5:12
- 7עד רום המעלות · באוה״ת ויחי שם: (נת׳ ענין שיניים שטוחנות ומבררות המודו״מ שלו לשקול דרכיו ולפלס מעגלותיו וכן בבירורי המדות אהוי״ר שתהי׳ האהבה אמיתי׳ כו׳ לייגע א״ע כו׳. והחלב של תורה מגדיל המדות שיהיו בגדלות המוחין ומזה יומשך ליבון השיניים שיהי׳ בהם בהירות בבירורי המדות בעילוי אחר עילוי שלא ביגיעה כו׳). קיצור. יש בחי׳ אה״ע ואה״ר, אה״ע היא האהבה הנלקח׳ מהתבוננות בביטול העולמות לגבי הבורא ית׳ שחיותן וקיומן רק מבחי׳ שם כבוד מלכותו וכו׳ ויומשך מזה שיעקור רצונו מהבלי עולם ולא יהי׳ לו רצון בלתי לה׳ לבדו. ואה״ר היא המוסתרת ומושרשת בנפשו מצד כי היא חלק אלוה ממעל והיא נלקחת מצד עצמות אור א״ס ב״ה שאין העלמין ערוך אליו כלל ואין שייך אפי׳ כטפה מהים כו׳ ולפיכך אין לאהבה זו בחי׳ לעומת זה כלל כי לא נמצא דוגמתה בעניני עוה״ז. והנה יציאתה אל הגילוי הוא ע״י שנכנס יינה של תורה בנפש שעי״ז יצא סוד שהיא אה״ר לגילוי לפי שהתורה היא בחי׳ גילוי רצה״ע וכתי׳ פותח את ידיך ומשביע לכל חי רצון וגילוי רצה״ע שבנפש הוא האה״ר הנ״ל. וזהו חכלילי עיניים הוא תוקף האהבה בתענוגים בחי׳ עיני תמיד אל ה׳ לאסתכלא ביקרא דמלכא והיא למעלה גם מאה״ר הנ״ל ובחי׳ זו מתגלה בשבת וקראת לשבת עונג וזהו ענין גילוי חך הטועם את היין הנ״ל שאור לי לי שנכללי׳ בזה אה״ר ואה״ע. ולבן שיניים היינו הטוחנות ומפררות המודו״מ שלו לשקול דרכיו כו׳ וכן בירורי המדות כו׳ הוא מחלב שמגדיל האיברים וכך חלב התורה מגדיל אהוי״ר ומזה יומשך ליבון השיניים שיהי׳ הבירור בהמדות בעילוי אחר עילוי שיהי׳ בהם לבנוני׳ ובהירות. ע״כ.
- 8
Hai terminato il maamar?
Segnalo come studiato: conta per il siyum settimanale e per quello annuale.
Nell’avodah
Stabilisci tempi fissi per lo studio della Torah, affinché il suo vino faccia emergere l’amore nascosto della tua anima e lo mantenga presente anche nelle altre occupazioni. Durante la settimana, impegnati nella contemplazione ed esamina con sincerità le tue azioni, parole, pensieri e sentimenti, affinché il tuo amore per D‑o sia autentico e non immaginario; così meriterai la delizia di Shabbos, e il latte della Torah farà allora crescere il tuo amore e il tuo timore reverenziale, finché il cambiamento nel tuo cuore si manifesterà con chiarezza e senza sforzo.
Domande di discussione
- Secondo il maamar, perché ahavas olam può essere interrotto dalle occupazioni mondane, mentre ahavah rabbah non può esserlo?
- In che modo l’analogia di una goccia e dell’oceano mostra perché l’anima non è in grado di contenere ahavah rabbah?
- Che cosa significa che la Torah «apre le yuds», e in che modo questo rivela l’amore nascosto nell’anima?
- Perché l’amore nelle delizie è legato a Shabbos, e che cosa c’entra la fatica dei giorni feriali?
- Qual è la differenza tra il lavoro dei «denti» e quello del «latte» nel raffinare il proprio amore e timore reverenziale?