Torah Ohr · Parashot Vayechi · Maamar 1
יהודה אתה יודוך אחיך וגו׳
«Yehudah, tu: i tuoi fratelli ti riconosceranno»
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
Yehudah è il riconoscimento (hoda’ah): un autoannullamento davanti a D‑o, superiore all’amore e al timore reverenziale, che si esprime nelle prosternazioni e nel silenzio della preghiera dello Shemoneh Esreh [Diciotto Benedizioni]. Diventa rivelato, «tu», soltanto dopo il lavoro dei suoi fratelli Reuven, Shimon e Levi: amore, timore reverenziale e Torah, che corrispondono alle preghiere che precedono lo Shemoneh Esreh.
Il maamar in breve
Yaakov benedice Yehudah, il cui nome significa riconoscimento: «i tuoi fratelli ti riconosceranno». Leah gli diede quel nome solo dopo la nascita di Reuven, Shimon e Levi, e anche nell’anima i fratelli vengono prima. Reuven è «vedere»: contemplare la grandezza di D‑o finché la semplice conoscenza si trasforma in amore sentito, ed è per questo che i Pesukei deZimra [versetti di lode] precedono lo Shema. Questo amore è il desiderio di un baal teshuvah [una persona ritornata a D‑o], un’anima discesa nei limiti di un corpo e che anela a ritornare; la sua amarezza richiama dall’Alto un amore corrispondente. Shimon è «ascoltare» da lontano: umiltà e timore reverenziale, il secondo paragrafo dello Shema. Levi, «unirsi», è la Torah, lodata in Emes VeYatziv [«È vero e saldo»], attraverso la quale la Luce Infinita (Or Ein Sof) discende spontaneamente verso una persona che si sente indegna di elevarsi. Tutti e tre rimangono entro la luce che riempie tutti i mondi (memalei kol almin). Yehudah è il bittul nella luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin), la prosternazione dello Shemoneh Esreh, e i fratelli fanno sì che esso si riveli. Questo bittul permette alla persona di occuparsi delle necessità materiali «alla nuca», non di faccia. Lo studio della Torah e gli atti di benevolenza, «i figli di tuo padre», danno forza all’intero processo.
Schema
- Il nome YehudahYehudah è il riconoscimento che ha origine al di sopra del tempo; dipende dai fratelli nati prima di lui, a cominciare da Reuven, «vedere», che suscita l’amore.¶1
- Reuven: vedere e amareContemplare la grandezza di D‑o nei Pesukei deZimra e nello Yotzer Or [«Colui che forma la luce»] trasforma la conoscenza in visione e genera l’amore dello Shema.¶2–3
- L’amore come ritornoL’amore con entrambe le inclinazioni è l’amore di un baal teshuvah; l’amarezza dell’anima per la propria discesa richiama dall’Alto un amore corrispondente, finché il suo fuoco viene assorbito nella Luce Infinita.¶4–6
- Shimon e LeviShimon è l’ascolto da lontano, il timore reverenziale e l’umiltà, il secondo paragrafo dello Shema; Levi, l’unione, si esprime in Emes VeYatziv.¶7–8
- Levi: la TorahAttraverso la Torah, la Luce Infinita discende spontaneamente, così che una persona incapace di elevarsi possa comunque farla discendere sulla propria anima.¶9–10
- Yehudah: il bittul nella preghieraI tre fratelli appartengono alla luce che riempie tutti i mondi; il bittul di Yehudah appartiene alla luce che li circonda, e i fratelli lo rendono manifesto nello Shemoneh Esreh. Una parentesi distingue questo riconoscimento dalla forma inferiore.¶11–12
- «La tua mano sulla nuca dei tuoi nemici»Il bittul rivelato nella preghiera permette alla persona di occuparsi delle necessità materiali «alla nuca», così che resti un’impressione della preghiera e le tenebre si trasformino in luce.¶13–14
- «I figli di tuo padre si prostreranno davanti a te»Lo studio della Torah e gli atti di benevolenza, frutti della sapienza e della compassione di D‑o, fanno discendere e rivelano il riconoscimento di Yehudah.¶15
Concetti chiave
- Riconoscimento (hoda’ah)הודאה
- La qualità di Yehudah: nella sua forma superiore, un autoannullamento davanti a D‑o che trascende l’amore e il timore reverenziale, espresso nelle prosternazioni dello Shemoneh Esreh.
- Vedere e ascoltareראיה ושמיעה
- Reuven e Shimon: vedere è da vicino e genera amore; ascoltare è da lontano e genera timore reverenziale.
- Corsa e ritorno (ratzo e shov)רצוא ושוב
- Il movimento dell’anima verso D‑o nell’amore e il suo fare un passo indietro nell’umile timore reverenziale, corrispondenti al primo e al secondo paragrafo dello Shema.
- La luce che riempie tutti i mondi e la luce che circonda tutti i mondiממלא כל עלמין וסובב כל עלמין
- L’amore, il timore reverenziale e la discesa della Torah appartengono alla luce che penetra nei mondi; il bittul di Yehudah raggiunge la luce che li circonda, davanti alla quale tutto è uguale.
- Teshuvah (ritorno)תשובה
- Non soltanto riparazione del peccato, ma il ritorno di ogni anima dai limiti del corpo alla propria fonte, la cui amarezza rende l’amore più intenso.
- Volto e nucaפנים ועורף
- Fare qualcosa con il cuore e con tutta l’anima, oppure malvolentieri, voltando le spalle; delle necessità materiali ci si deve occupare soltanto «alla nuca».
Il nome Yehudah ¶1
1יהודה אתה1 יודוך אחיך2 וגו׳. הנה יהודה3 נקרא ע״ש [על שם] הפעם אודה4 והוא בחי׳ הודי׳ שבכללות נש״י [נשמות ישראל] מודים אנחנו לך5 ואנחנו כורעים ומשתחוים ומודים.
«Yehudah, tu: i tuoi fratelli ti riconosceranno», ecc. Yehudah prende il nome da «Questa volta renderò grazie» (odeh); questa è la qualità del riconoscimento (hoda’ah) presente nell’insieme delle anime d’Israele: «Ti riconosciamo» e «ci inginocchiamo, ci prostriamo e rendiamo grazie».
Il maamar si apre con la benedizione di Yaakov a Yehudah, il cui nome la Torah collega alle parole pronunciate da Leah alla sua nascita: «Questa volta renderò grazie». L’Alter Rebbe identifica questo con hoda’ah, il riconoscimento presente in ogni anima ebraica, espresso nella preghiera: «Ti riconosciamo» (Modim) nell’Amidah e «ci inginocchiamo, ci prostriamo e rendiamo grazie» in Aleinu.
אלא שלמטה לפי שהוא תחת הזמן נק׳ הפעם אודה שלא כל העתים שוות. אבל למעלה במקור חוצב6 נשמותיהם הוא למעלה מן הזמן ושם נק׳ יהודה כי היו״ד מורה על ההוה כמו ככה יעשה איוב.7
Tuttavia, in basso, poiché è soggetto al tempo, è chiamato «Questa volta (hapa’am) renderò grazie», perché non tutti i momenti sono uguali. Ma in alto, nella fonte da cui sono state tratte le loro anime, è al di sopra del tempo; lì è chiamato Yehudah, poiché la yud indica il presente, come in «Così Iyov faceva (ya’aseh)».
In basso, in questo mondo, il riconoscimento dell’anima è legato al tempo: «questa volta» implica che un momento sia diverso da un altro. Nella fonte superiore dell’anima, che è al di là del tempo, il nome è Yehudah, la cui yud iniziale indica un presente continuo, come nel versetto che dice che Iyov offriva sacrifici regolarmente: «Così Iyov faceva».
ויהי׳ [ויהיה] פי׳ המלה כמו יודה בתוס׳ [בתוספת] ה׳ יהודה8 ((ובנחמי׳ [ובנחמיה] י״א) נכתב יהודה בסגול9 תחת הדל״ת)1011
Il significato della parola sarebbe dunque come yodeh [«egli riconosce»], con l’aggiunta di una hei: Yehudah. (E in Nechemiah 11 Yehudah è scritto con un segol sotto la dalet.)
Letto in questo modo, il nome Yehudah è il verbo yodeh, «egli riconosce», con l’aggiunta di una hei: un riconoscimento che non cessa mai. La parentesi offre un sostegno tratto da Nechemiah 11, dove le stesse lettere sono vocalizzate come un verbo, con un segol sotto la dalet.
E il significato di «Questa volta renderò grazie» è [che ciò avviene] dopo la nascita e la rivelazione dei livelli di Reuven, Shimon e Levi, poiché sono proprio loro a determinare questa qualità di riconoscimento.
Leah disse «Questa volta renderò grazie» solo dopo la nascita di Reuven, Shimon e Levi. Analogamente, il pieno riconoscimento di Yehudah si manifesta nell’anima solo dopo che sono nate e si sono rivelate le qualità rappresentate da quei tre fratelli, poiché sono esse a determinarlo.
וזהו יודוך אחיך. וביאור ענין זה הנה ראובן הוא ע״ש [על שם] ראו בן בחי׳ ראיה ובחי׳ ראיה זו היא הגורמת המשכת בחי׳ האהבה.15
E questo è [il significato di] «i tuoi fratelli ti riconosceranno». Per spiegare la questione: Reuven prende il nome da «Guarda, un figlio» (re’u ben), il livello della visione (re’iyah); ed è questo livello di visione a determinare il manifestarsi della qualità dell’amore.
Ecco perché il versetto dice «i tuoi fratelli ti riconosceranno»: i fratelli sono la causa del riconoscimento di Yehudah. La spiegazione comincia con Reuven, il cui nome viene letto come re’u ben, «guarda, un figlio»; Reuven rappresenta la visione, ed è la visione a richiamare l’amore.
כמ״ש פני אריה אל הימין1617 אריה אותיות ראיה18 וכן היה דגל מחנה ראובן תימנה19 כי ענין ראיה הוא ענין התקרבות דרך חיבה כמ״ש כבכורה בתאנה בראשיתה ראיתי אבותיכם20 כו׳.21
Come è scritto: «Il volto di un leone a destra»: aryeh (leone) contiene le stesse lettere di re’iyah (visione). Allo stesso modo, lo stendardo dell’accampamento di Reuven era a sud. La visione comporta infatti un avvicinarsi mosso dall’affetto, come è scritto: «Come il primo fico maturo sul fico, all’inizio della sua stagione, vidi i vostri padri», ecc.
Due indicazioni collegano Reuven e la visione al lato destro: il leone (aryeh) a destra nella visione del Carro di Yechezkel contiene le stesse lettere di re’iyah, «visione»; inoltre, l’accampamento di Reuven nel deserto si trovava a sud, che è il lato destro. La visione porta vicinanza e affetto, come quando D‑o dice di aver «visto» gli antenati d’Israele con la gioia che si prova davanti al primo fico maturo.
Il paragrafo interpreta il nome Yehudah come un riconoscimento costante, radicato al di sopra del tempo, e mostra che questo riconoscimento dipende dai tre fratelli nati prima di lui, a cominciare da Reuven, la qualità della visione che richiama l’amore.
Secondo la nota Kehot, questo maamar fu detto nel 5566 (1805–06) a Liadi; un manoscritto lo riporta sotto Parshas Vayechi 5567. La nota aggiunge che due maamarim in Maamarei Admur HaEmtzai, con le stesse parole iniziali, si basano su questo, e che un maamar dell’inverno 5738 indica un’allusione nel fatto che Torah Ohr inizi questa parshah con il versetto «Yehudah, tu».
Marei mekomos
- 1יהודה אתה · המאמר הוא משנת תקס״ו — ראה ברשימת המאמרים בסה״מ שם הערה 7. ובכת״י 2067 יא, ב נרשם: פ׳ ויחי תקס״ז. ובבוך 2223 נה, א: שנת תקסו לפ״ק בלאדי. הנחת ר׳ משה בן אדה״ז בסה״מ תקס״ו ח״א. ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. הגהות וביאורי וקיצורי הצ״צ אוה״ת בראשית כרך ה תתקצז, א ואילך. תתרה, ב. כרך ו תתשלח. ד״ה זה: ראה בסה״מ תרפ״ח. בסה״מ חורף תשל״ח (נדפס בלקו״ש ח״כ ע׳ 347). וראה שם בסיום המאמר הרמז בזה שהתחלת הסדרה בתו״א היא בהפסוק יהודא אתה. ד״ה יהודא אתה תשמ״ו. ד״ה יהודא אתה במאמרי אדה״א בראשית ע׳ תצז וע׳ תקל מיוסדים על מאמר זה. ראה סה״מ פר״ת ע׳ ריז.
- 2יהודה אתה יודוך אחיך · Genesis 49:8
- 3הנה יהודה נק׳ · ראה במילואים ליהל אור ע׳ תרלד. ועיין מענין הודאה בסידור בד״ה מזמור לתודה. ובדרוש ל״ג בעומר. וראה גם בלקו״ת פ׳ עקב בדרוש ברהמ״ז בענין ברכת הארץ שמתחלת בהודאה נודה לך. ובלקוטי שיחות לפ׳ וישב ח״ו ע׳ 195 הערה 77.
- 4הפעם אודה · Genesis 29:35
- 5מודים אנחנו לך · Weekday Siddur Chabad, Shacharit, The Amidah 29
- 6שו״ה נק׳ הפעם — חוצב · בבוך 633 ליתא תי׳ זו.
- 7ככה יעשה איוב · Job 1:5
- 8שו״ה יהודה — ויהי׳ פי׳ · בבוך 414: [פי׳.
- 9(ובנחמי׳ יא) נכתב יהודה בסגול · וכ״ה בשערי אורה כ, ב. מציין לפסוק זה. אבל במאמרי אדה״א בראשית ע׳ תצז ובעוד מקומות (ראה במ״מ לאדה״א שם) מצויין: ”בד״ה תי׳ יהודה בחולם”. ע״ש. להעיר שבהנחת ר׳ משה בן אדה״ז בסה״מ תקס״ו ע׳ רה ליתא כל הענין.
- 10שו״ה ההוה — נכתב בתוס׳ . . הדל״ת) · בבוך 414. 633 ליתא.
- 11(ובנחמי׳ י״א) נכתב יהודה בסגול תחת הדל״ת · בבוך 1824: בתוסף ה׳ יהודה. וכ״ה במאמרי אדה״א בראשית ע׳ תצז ושם ”והוא מ״ש בד״ה תיבת יהודה בחולם על הוי״ו”. וראה בהנסמן לשם.
- 12שו״ה אודה — הם הגורמים לבחי׳ · בבוך 633: הם ממשיכים בחי׳.
- 13שו״ה הגורמים — לבחי׳ · בבוך 414 ליתא.
- 14שו״ה יהודה · בבוך 414: יהודה].
- 15ראובן . . האהבה · ראה ד״ה יהודה אתה תרפ״ח. ספר המאמרים תש״ח ע׳ 155.
- 16פני ארי׳ אל הימין · Ezekiel 1:10
- 17
- 18אריה אותיות ראיה · Tikkunei Zohar, Tikkun 70 · 121b:1
- 19דגל מחנה ראובן תימנה · Numbers 2:10
- 20כבכורה בתאנה בראשיתה ראיתי אבותיכם · Hosea 9:10
- 21
Reuven: vedere e amare ¶2–3
E questo è [il significato di] «Poiché Havayah ha visto», ecc., «poiché ora mio marito mi amerà», ecc.
Leah chiamò Reuven dicendo: «Poiché Havayah ha visto la mia afflizione; poiché ora mio marito mi amerà». L’Alter Rebbe legge questo passo come il modello di Reuven, nel quale il «vedere» di D‑o suscita amore.
וענין המשכה זו בכנ״י [בכנסת ישראל] הוא בחי׳ לאסתכלא ביקרא דמלכא לעורר את האהבה עד שתחפץ לדבקה בו ית׳ ועד״ז נתקנו פסוד״ז [פסוקי דזמרה] ויוצר אור קודם ק״ש [קריאת שמע] כדי שיבוא לקיום ואהבת בק״ש [בקריאת שמע].
E questo far discendere nella Comunità d’Israele (Knesses Yisrael) è il livello del «contemplare la gloria del Re», per suscitare l’amore finché esso desideri aderire a Lui, benedetto Egli sia. In questo modo furono istituiti i Versetti di lode (Pesukei deZimra) e [la benedizione] Yotzer Or prima dello Shema, affinché si giunga a compiere «E amerai» nello Shema.
Nella Comunità d’Israele (Knesses Yisrael), l’anima collettiva del popolo ebraico, questo far discendere è il «contemplare la gloria del Re»: meditare sulla grandezza di D‑o finché si susciti l’amore e si desideri aderire a Lui. È per questo che i Versetti di lode e la benedizione Yotzer Or, che descrivono la grandezza di D‑o, precedono lo Shema, il cui primo paragrafo comanda: «E amerai».
כי עיקר הכוונה בספור שבחו של מקום הוא כי לא די בידיעה לבדה לפי שהיא בחי׳ העלם ואפי׳ [ואפילו] גנבא אפום מחתרתא2 וכו׳
Poiché lo scopo principale del narrare le lodi dell’Onnipresente è che la sola conoscenza non basta, essendo uno stato di occultamento; e persino «un ladro all’imboccatura del tunnel», ecc.
Sapere semplicemente che D‑o esiste non suscita amore, perché tale conoscenza rimane nascosta e non muove il cuore. Lo dimostra il detto sul ladro che invoca l’aiuto di D‑o all’imboccatura del tunnel che ha scavato: conosce D‑o, eppure questa conoscenza non cambia il suo comportamento.
ולא יבוא לקיום ואהבת כ״א כשיצא מההעלם אל הגלוי ומבחי׳ ידיעה לבחי׳ ראיה ממש שהוא בחי׳ גילוי לאסתכלא דוקא והיינו ע״י שירבה לספר בשבחיו יתברך ולהעמיק דעתו איך שמלכותך מלכות כל עולמים.3
E non si giungerà a compiere «E amerai» se non uscendo dall’occultamento per entrare nella rivelazione, e passando dal livello della conoscenza a quello della visione effettiva, che è un livello di rivelazione: precisamente, «contemplare». Ciò avviene parlando a lungo delle Sue lodi, benedetto Egli sia, e approfondendo il proprio pensiero [su] come «il Tuo regno è un regno su tutti i mondi»:
L’amore sorge soltanto quando la conoscenza diventa «visione», una visione tanto vivida da essere percepita; questo è ciò che significa «contemplare». Vi si giunge soffermandosi a lungo sulle lodi di D‑o e meditando profondamente su come il Suo regno si estenda a tutti i mondi.
אלף אלפים ורבו רבבן4 כו׳ והוא לבדו ית׳ הוא יחיד ומיוחד כמו קודם שנברא העולם. כמאמר יחיד חי העולמים מלך5 כו׳.678
«Mille migliaia e miriadi di miriadi», ecc.; e Lui solo, benedetto Egli sia, è unico e singolare, proprio come prima che il mondo fosse creato, secondo le parole: «Unico, vita dei mondi, Re», ecc.
La meditazione abbraccia le innumerevoli moltitudini di angeli e di mondi, «mille migliaia e miriadi di miriadi», e riconosce che soltanto D‑o rimane unico e singolare, esattamente come prima che il mondo fosse creato. Questo è il significato dell’espressione nei Versetti di lode: «Unico, vita dei mondi, Re».
Il paragrafo spiega «vedere», associato a Reuven, come la meditazione sulla grandezza di D‑o che trasforma una conoscenza nascosta in amore percepito; per questo, prima si recitano le lodi che precedono lo Shema.
La differenza tra conoscere e vedere non sta nel contenuto, ma nel grado in cui la verità è presente: ciò che il ladro soltanto «conosce» diventa, attraverso la meditazione, qualcosa che la persona «vede»; solo allora può generare amore. La nota di Kehot sul ladro cita la versione del Talmud nell’Ein Yaakov e rimanda a una spiegazione nei Maamarei Admur HaEmtzai.
Marei mekomos
- 1כי ראה ה׳ וגו׳ כי עתה · Genesis 29:32
- 2גנבא אפום מחתרתא · Berakhot 63a
- 3מלכותך מלכות כל עולמים · Psalms 145:13
- 4אלף אלפים ורבו רבבן · Daniel 7:10
- 5יחיד חי העולמים מלך · Weekday Siddur Chabad, Shacharit, Pesukei Dezimra 2
- 6
- 7
- 8
Il significato autentico del nome «Singolo» (yachid) è che Egli solo è. E il significato di «Uno» (echad) è che il livello dell’alef viene attratto nella chet e nella dalet, che sono i sette cieli e la terra, ecc.,
L’Alter Rebbe distingue due parole che esprimono l’unicità di D‑o. Yachid, «singolo», significa che Egli solo esiste; echad, «uno», descrive il mondo unito a Lui: l’alef, il cui valore numerico è uno, viene attratto nella chet (otto: i sette cieli e la terra) e nella dalet (quattro), che la tradizione interpreta come le quattro direzioni.
שיהיו בטלים ליחודו ית׳ שהחיות של שמים וארץ עולה ונכלל במקורו וכך עולה אפילו החיות של הרוחניות כמ״ש לך ה׳ הגדולה וכו׳ (ועיין מזה על פסוק וארא אל אברהם)
così che siano in uno stato di autoannullamento dinanzi alla Sua unità, benedetto Egli sia: la forza vitale del cielo e della terra sale e viene assorbita nella propria fonte; e così sale persino la forza vitale dei [mondi] spirituali, come è scritto: «La grandezza è Tua, Havayah», ecc. (e si veda a questo proposito sul versetto «E apparvi ad Avraham»).
Nell’echad, tutta la creazione è in uno stato di autoannullamento dinanzi all’unità di D‑o: la sua forza vitale sale e viene assorbita nuovamente nella propria fonte. Lo stesso vale per i mondi spirituali, come dice David: «La grandezza è Tua, Havayah… poiché tutto ciò che è nei cieli e sulla terra»; la parentesi rimanda al maamar su «E apparvi ad Avraham» (Torah Ohr, Va’eira), che spiega «Uno» nello stesso modo.
ורק בשכמל״ו [ברוך שם כבוד מלכותו לעולם ועד] שלהיות עולמות נפרדים הם רק מבחי׳ מלכותו ית׳.
E solo in «Benedetto il Nome della gloria del Suo regno per sempre e in eterno» [si dice] che l’esistenza di mondi separati deriva soltanto dal livello della Sua sovranità (Malchus), benedetto Egli sia.
Solo nelle parole recitate dopo il primo versetto dello Shema, «Benedetto il Nome della gloria del Suo regno per sempre e in eterno», c’è spazio per l’esistenza di mondi separati; e anche questi esistono soltanto grazie alla sovranità di D‑o (Malchus).
וכשיאריך בענין זה בעומק בינתו בבחי׳ גילוי במוחו ולא בידיעה לבדה אזי מוליד מזה אהבה בהתגלות לבו
E quando si sofferma a lungo su questo argomento, approfondendolo con la propria comprensione, in modo che esso si manifesti nella sua mente e non resti soltanto una conoscenza, allora da ciò fa nascere l’amore, rivelato nel suo cuore,
Quando una persona medita profondamente su questo, con una comprensione che diventa vivida nella sua mente anziché rimanere una mera conoscenza, ciò genera in lei un amore rivelato nel cuore.
להיות נכספה וגם כלתה נפשי3 וגו׳ ויבא לקיום ואהבת את ה׳ אלקיך ממש דהיינו לדבקה בו בא״ס ב״ה ממש וכמ״ש מי לי בשמים4 כו׳:5
così che «la mia anima anela e persino si strugge», ecc.; e giungerà all’effettivo compimento di «Amerai Havayah, il tuo D‑o» — ossia ad aderire a Lui, all’Infinito (Ein Sof) stesso, benedetto Egli sia; come è scritto: «Chi ho in cielo», ecc.
Quell’amore è ciò che esprime il salmo con «la mia anima anela e persino si strugge»: un amore così intenso che l’anima si consuma per il desiderio. Questo è il vero compimento di «Amerai Havayah, il tuo D‑o»: aderire all’Infinito stesso, come in «Chi ho in cielo [se non Te]?».
Contemplare che solo D‑o è reale e che tutti i mondi sono in uno stato di autoannullamento dinanzi a Lui, finché questa consapevolezza diventa viva nella mente e non resta una mera conoscenza, genera un amore rivelato, il compimento di «Amerai».
Il paragrafo espone tre livelli: yachid, D‑o così come Egli solo è; echad, il mondo che permane in uno stato di autoannullamento dinanzi a Lui; e «Benedetto il Nome della gloria del Suo regno», il livello in cui i mondi separati vengono all’esistenza per mezzo della Malchus. Soffermarsi su questo finché diventa vivido nella mente, e non resta una mera conoscenza, è ciò che genera l’amore. Le note di Kehot segnalano che i manoscritti 414 e 633 non contengono la definizione iniziale di yachid.
Marei mekomos
- 1ואמתות שם יחיד הוא שהוא לבדו הוא · בבוך 414. 633 ליתא.
- 2ואמתות שם יחיד . . וענין אחד · ראה לקמן נה, ב. ובמאמרי אדה״א בראשית ע׳ תק.
- 3נכספה וגם כלתה נפשי · Psalms 84:3
- 4מי לי בשמים · Psalms 73:25
- 5לך ה׳ הגדולה · I Chronicles 29:11
L’amore come ritorno ¶4–6
Ora, è scritto: «con tutto il tuo cuore», e i nostri Saggi, di benedetta memoria, dissero: «con entrambe le tue inclinazioni». Ciò significa che l’amore dovrebbe essere al livello di un baal teshuvah (colui che ritorna).
La parola «tuo cuore» in questo versetto, levavcha, ha una bet raddoppiata, che i Saggi leggono come «con entrambe le tue inclinazioni»: quella buona e quella malvagia. Ciò significa che l’amore dovrebbe essere come quello di un baal teshuvah, colui che ritorna a D‑o.
כי התשובה אינו דוקא במי שיש בידו2 עבירות ח״ו [חס ושלום].3 אלא אפי׳ [אפילו] בכל אדם כי ענין תשובה הוא להשיב את הנשמה למקורה ושרשה שהיתה כלולה במאצילה ב״ה וצרורה בצרור החיים4 את ה׳ ממש
Poiché il ritorno (teshuvah) non riguarda specificamente chi ha peccati sulla propria coscienza, D‑o non voglia, ma piuttosto [si applica] a ogni persona; infatti, il significato del ritorno è ricondurre l’anima alla sua fonte e alla sua radice, dove era inclusa nel suo Emanatore, benedetto Egli sia, e «legata nel vincolo della vita con Havayah» stesso.
Il ritorno (teshuvah), letteralmente «ritorno», non è limitato a chi ha peccato; riguarda ogni persona, perché significa ricondurre l’anima alla sua radice. Prima della sua discesa, l’anima era inclusa nel suo Emanatore ed era «legata nel vincolo della vita» con D‑o stesso.
וירדה ממקום כבודה ונתלבשה בעוה״ז הגשמי שאפילו כל השגות הרוחניים שמשגת בהתלבשותה בתוך הגוף הם נופלים תחת בחינת זמן ומקום5
Ed essa discese dal luogo della sua gloria e fu rivestita di questo mondo fisico, cosicché persino tutte le percezioni spirituali che coglie mentre è rivestita nel corpo rientrano nella categoria del tempo e dello spazio.
L’anima discese da quel luogo elevato e fu rivestita in questo mondo fisico. Ora persino la sua comprensione spirituale, acquisita mentre è nel corpo, è limitata dal tempo e dallo spazio.
וצריך להשיבה ע״י ויצעקו אל6 ה׳ בצר להם כי צר לו המקום7 שהוא בחי׳ מצר וגבול ועל זה נאמר אשר הוצאתי אתכם8 מארץ מצרים מבחי׳ מצר כו׳
Ed è necessario ricondurla tramite «Gridarono a Havayah nella loro angustia (tzar)», poiché «il luogo gli è troppo angusto (tzar)»: questo è il livello della costrizione (meitzar) e del limite. E di ciò è detto: «che vi ho fatto uscire dalla terra d’Egitto (Mitzrayim)» — dal livello della costrizione (meitzar), ecc.
L’anima viene ricondotta gridando a D‑o da questa costrizione, come in «Gridarono a Havayah nella loro angustia». L’angustia (meitzar) dell’esistenza limitata è il significato interiore dell’Egitto (Mitzrayim), dal quale D‑o ci ha fatto uscire.
שע״י המרירות אשר יהיה לו על ההיפוך תגדל האהבה לה׳ ביתר שאת להתכלל באוא״ס [באור אין סוף] ב״ה כיתרון האור הבא מן החשך.910
Poiché, attraverso l’amarezza che proverà per lo [stato] opposto, l’amore per D‑o crescerà con forza incomparabilmente maggiore, così da essere assorbito nella Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia — come il vantaggio della luce che proviene dall’oscurità.
L’amarezza che una persona prova per essere così lontana da D‑o rende più forte il suo amore, così che anela a essere assorbita nella Luce Infinita. La luce che emerge dall’oscurità risplende più intensamente di una luce che non ha mai conosciuto l’oscurità.
L’amore «con entrambe le inclinazioni» è l’amore di un baal teshuvah e appartiene a ogni anima, poiché ogni anima è discesa dalla propria fonte entro i limiti di un corpo e deve ritornare.
Qui il ritorno non è definito come riparazione del peccato, ma come ritorno dell’anima dai limiti del tempo e dello spazio alla propria fonte; in questo senso, ogni persona è un baal teshuvah, e la distanza stessa diventa il motore di un amore più grande. La nota Kehot rimanda a Likkutei Torah, Balak e Shabbos Shuvah, per questa concezione più ampia del ritorno.
Marei mekomos
- 1בכל לבבך וארז״ל בשני יצריך · Deuteronomy 6:5
- 2שו״ה האהבה — כי התשובה . . במי שיש בידו · בבוך 414: כי בחי׳ בעל תשובה אינה: במי שיש.
- 3כי התשובה אינו דוקא במי שיש בידו עבירות ח״ו · ראה לקו״ת בלק עה, ב. שבת שובה סו, ג. לקו״ש ליקוט אלול תשל״ט הערה 12.
- 4צרורה בצרור החיים · I Samuel 25:29
- 5שו״ה בהתלבשותה — זמן ומקום · בבוך 414: מקום וזמן.
- 6ויצעקו אל ה׳ בצר להם · Psalms 107:6
- 7צר לו המקום · Isaiah 49:20
- 8אשר הוצאתי אתכם מאמ״צ · Numbers 15:41
- 9כיתרון האור הבא מן החשך · Ecclesiastes 2:13
- 10שו״ה לה׳ — · בבוך 414 נוסף: ממש.
5וע״ז אמרז״ל [אמרו רבותינו זכרונם לברכה] במקום שבע״ת [שבעלי תשובה]1 כו׳.2 וכדאי׳ [וכדאיתא] בזהר3 דמשכין ליה בחילא יתיר4 להיות גילוי אור א״ס ב״ה ממש על נפשו עד שגם חיות הגוף ונפש הבהמית וכחותיהם יתהפכו וישובו אל ה׳ ואתהפכא5 חשוכא לנהורא.
E a questo si riferirono i nostri Saggi, di benedetta memoria, dicendo: «Nel luogo in cui stanno i baalei teshuvah (coloro che ritornano)», ecc. E come è riportato nello Zohar, «la attirano con forza maggiore»: affinché la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, si riveli essa stessa sulla sua anima, fino al punto che persino la forza vitale (chayus) del corpo, l’anima animale (Nefesh HaBehamis) e le loro facoltà si trasformino e ritornino a D‑o, e «l’oscurità si trasformi in luce».
Questo amore è ciò che i Saggi intendevano quando dissero che i baalei teshuvah stanno in un luogo in cui neppure i giusti perfetti possono stare; lo Zohar spiega che coloro che ritornano attirano la luce «con forza maggiore». Il loro anelito attira giù Or Ein Sof stesso sull’anima con tale forza che persino la forza vitale del corpo, l’anima animale e le sue facoltà si trasformano e ritornano a D‑o. È questo il significato di «l’oscurità trasformata in luce»: ciò che si opponeva alla santità non viene soltanto trattenuto, ma trasformato in santità.
Il paragrafo fonda la forza dell’amore del baal teshuvah sulle parole dei Saggi e dello Zohar: esso attira giù la Luce Infinita con forza maggiore e trasforma persino il corpo e l’anima animale.
Le note di Kehot collegano questo passo a due brani precedenti di Torah Ohr (22c e 26d). Il secondo cita la stessa espressione dello Zohar e la collega alla lotta tra la santità e ciò che le si oppone, il cui scopo è che la parte avversa venga raffinata e assorbita nella santità. Per le parole dello Zohar, Kehot indica Zohar 1:129b e anche 1:199b.
Marei mekomos
- 1במקום שבע״ת · Berakhot 34b:22–23
- 2במקום שבע״ת כו׳ · נסמן לעיל כב, ג.
- 3וכדאי׳ בזהר · ח״א קכט, ב. קצט, ב. ראה לעיל כו, ד. ועוד.
- 4דמשכין ליה בחילא יתיר · Zohar, Chayei Sara 16:121–17:127
- 5שו״ה ונפש הבהמית — ואתהפכא · בבוך 633: להתהפכא.
6וזהו כי ראה1 ה׳ בעניי פי׳ שע״י עניי ומרודי הוא מרירות הנפש שבאתעדל״ת [שבאתערותא דלתתא] נמשך להיות אתעדל״ע [אתערותא דלעילא] וכמים הפנים2 כו׳
E questo è [il significato di] «Poiché Havayah ha visto la mia afflizione». La spiegazione è che attraverso «la mia afflizione e il mio vagare», cioè l’amarezza dell’anima — [ossia,] attraverso un risveglio dal basso (isarusa dilesata), viene suscitato un risveglio dall’Alto (isarusa dileila); e «come nell’acqua il volto [risponde al] volto», ecc.:
Le parole di Leah «Havayah ha visto la mia afflizione» vengono lette come l’amarezza dell’anima per la propria lontananza da D‑o, «la mia afflizione e il mio vagare». Questa amarezza è un risveglio dal basso e suscita una risposta corrispondente dall’Alto, come un volto trova risposta nel proprio riflesso nell’acqua.
יתרון האור בבחי׳ ראיה מלמעלמ״ט [מלמעלה למטה] כי יאהבני בבחי׳ אישי דהיינו כמ״ש ביום ההוא תקראי לי אישי.3
il vantaggio della luce, al livello della visione dall’alto verso il basso: «perché mi amerà» al livello di Ishi («mio marito»), cioè come è scritto: «In quel giorno mi chiamerai Ishi».
La risposta dall’Alto è il «vantaggio della luce» che emerge dalle tenebre, una visione dall’alto verso il basso. Allora «mi amerà» come Ishi, «mio marito», il nome con cui D‑o dice che sarà chiamato «in quel giorno».
ופי׳ אישי אש שלי ממש והיינו התשוקה שממטה למעלה בחי׳ ואל אישך תשוקתך4 שהוא הוא האש שלי תהיה בבחי׳ התכללות באוא״ס [באור אין סוף] ב״ה ממש עד שהוא הוא יהיה אישי אש שלי ממש
E il significato di Ishi è proprio eish sheli, «il mio fuoco». Ciò significa che il desiderio che sale dal basso verso l’alto, il livello di «e il tuo desiderio sarà per tuo marito (ishech)» — che è proprio «il mio fuoco» — dovrebbe essere in uno stato di assorbimento nella Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, stessa, finché Egli stesso diventi Ishi, proprio «il mio fuoco».
Ishi viene interpretato come eish sheli, «il mio fuoco»: il desiderio ardente dell’anima di elevarsi, come in «il tuo desiderio sarà per tuo marito (ishech)». Quel desiderio dovrebbe culminare nell’assorbimento nella Luce Infinita, finché D‑o stesso diventi il fuoco dell’anima.
כי וימינו תחבקני בבחי׳ חבוק והתכללות להיות גילוי אוא״ס [אור אין סוף] ב״ה ממש על נפשי בתשוקה זו:5
Poiché «la Sua destra mi abbraccia», in un abbraccio e in un assorbimento tali da far sì che Or Ein Sof stesso, benedetto Egli sia, si riveli sulla mia anima attraverso questo desiderio.
Questo è «la Sua destra mi abbraccia»: la destra di D‑o, la Sua benevolenza, abbraccia l’anima e la accoglie in sé. Attraverso questo desiderio, la Luce Infinita stessa si rivela sull’anima.
Il versetto di Leah viene letto come un ciclo completo: il desiderio amaro dell’anima che sale dal basso suscita dall’Alto una risposta d’amore, finché il suo fuoco viene assorbito nella Luce Infinita.
Il gioco di parole tra ishi ed eish, «fuoco», presenta l’amore come una fiamma che sale verso l’alto, mentre «la Sua destra mi abbraccia» descrive la risposta dall’Alto che accoglie la fiamma. Insieme, essi rappresentano l’incontro tra il risveglio dal basso e il risveglio dall’Alto.
Marei mekomos
- 1כי ראה ה׳ בעניי · Genesis 29:32
- 2וכמים הפנים · Proverbs 27:19
- 3ביום ההוא תקראי לי אישי · Hosea 2:18
- 4ואל אישך תשוקתך · Genesis 3:16
- 5
Shimon e Levi ¶7–8
7והנה זהו ענין ראובן שהוא ענין בחי׳ פ׳ ראשונה שבק״ש [שבקריאת שמע]1 שהוא בחי׳ רצוא. ופ׳ שניה שבק״ש [שבקריאת שמע]2 היא בחי׳ שמעון והיה אם שמוע תשמעו שהיא בחי׳ שוב
Ora, questo è il significato di Reuven: esso corrisponde alla prima sezione dello Shema, che è il livello del ratzo [slancio in avanti]. La seconda sezione dello Shema è invece il livello di Shimon — «E avverrà, se ascolterete davvero (shamoa tishme’u)» — che è il livello dello shov [ritorno].
Reuven corrisponde alla prima sezione dello Shema, con il suo precetto di amare, e al ratzo, lo slancio dell’anima verso D‑o. Shimon, il cui nome richiama l’«ascolto» di D‑o, corrisponde alla seconda sezione, «E avverrà, se ascolterete davvero», e allo shov, il ritornare.
כי ראיה היא מקרוב והיינו בחינת אהבה שמחמת הקירוב. אבל שמיעה היא מרחוק והיא הגורמת בחינת יראה וכמ״ש ה׳ שמעתי שמעך יראתי3 כי היראה היא באה מחמת בחי׳ הריחוק הנמשך מבחי׳ שמאל דוחה.
La vista avviene da vicino, e questo è il livello dell’amore che nasce dalla vicinanza. L’udito, invece, proviene da lontano ed è ciò che suscita il livello del timore reverenziale, come è scritto: «Havayah, ho udito la Tua fama (shim’acha); ho avuto timore». Infatti, il timore reverenziale nasce dal senso di distanza che deriva dal livello di «la sinistra respinge».
La vista avviene da vicino e perciò suscita l’amore che nasce dalla vicinanza; l’udito raggiunge una persona da lontano e suscita timore reverenziale, come dice il profeta Chavakuk: «Havayah, ho udito la Tua fama; ho avuto timore». Il timore reverenziale nasce da un senso di distanza, dalla qualità chiamata «la sinistra respinge».
כי לפי שהוא דוחה ומשפיל עצמו לומר לנפשו מי הוא אשר ערב לבו לגשת4 כו׳ אזי תפול עליו יראה ופחד בלבו
Poiché si allontana e si umilia, dicendo alla propria anima: «Chi è colui il cui cuore oserebbe avvicinarsi?», ecc., allora il timore reverenziale e lo spavento calano sul suo cuore.
Quando una persona si allontana e si umilia, chiedendosi chi sia per osare avvicinarsi a Lui, il timore reverenziale e lo spavento calano sul suo cuore.
וכמ״ש וירא העם וינועו5 ויעמדו מרחוק6 שבשביל וינועו שנפל עליהם אימה ופחד ולפיכך ויעמדו מרחוק בבחי׳ שמיעה וכענין אם רץ לבך שוב לאחד.78
Come è scritto: «Il popolo vide, tremò e rimase a distanza»: a causa del «tremò», poiché terrore e spavento erano caduti su di loro, perciò «rimase a distanza», al livello dell’udito. È come il concetto di «Se il tuo cuore corre, ritorna all’Uno».
Al dono della Torah, il popolo tremò per la paura e perciò rimase a distanza, in una posizione di ascolto anziché di vista. Questo è il «ritorno» espresso in «Se il tuo cuore corre, ritorna all’Uno»: dopo essersi slanciata verso D‑o, l’anima fa un passo indietro con umiltà.
Reuven e Shimon corrispondono alle prime due sezioni dello Shema: vista, amore e vicinanza (ratzo), e udito, timore reverenziale e distanza (shov).
La nota di Kehot cita Maamarei Admur HaEmtzai: questo shov è una posizione di distanza, nella quale una persona si abbassa molto e rimane lontana, secondo la qualità di «la sinistra respinge». Un’altra nota rimanda a Or HaTorah, che si chiede come lo Shema possa essere soltanto una preparazione alla Shemoneh Esreh, e spiega che lo Shema unisce la sapienza (Chochmah) e la comprensione (Binah) per sostenere i mondi, mentre la Shemoneh Esreh unisce la bellezza (Tiferes) e la sovranità (Malchus) per far emergere nuove anime.
Marei mekomos
- 1ראובן שהוא ענין בחי׳ פ׳ ראשונה שבק״ש · ראה באוה״ת פ׳ כי תשא ע׳ א׳תתפו שמכאן משמע דק״ש הוא רק הכנה לשמ״ע, והרי ק״ש מדאורייתא וגם יחוד חו״ב ושמו״ע יחוד ת״ת ומל׳ ע״ש שמפרש דק״ש הוא יחוד חו״ב בשביל להחיות העולמות בלי התחדשות, אבל יחוד ת״ת ומל׳ הוא להוליד נשמות חדשות ע״ש בארוכה. וראה גם באוה״ת דברים כרך ה ע׳ ב׳נג.
- 2פ׳ ראשונה שבק״ש . . ופ׳ שני׳ שבק״ש · ראה בסה״מ תרל״ג ח״א ע׳ קמג.
- 3ה׳ שמעתי שמעך יראתי · Habakkuk 3:2
- 4מי הוא אשר ערב לבו לגשת · Jeremiah 30:21
- 5וירא העם וינועו · Exodus 20:18
- 6וירא העם וינועו ויעמדו מרחוק · Exodus 20:15
- 7אם רץ לבך שוב לאחד · ספר יצירה פ״א מ״ח. ”והענין של בחי׳ השוב הזה הוא בחי׳ הריחוק שמתרחק ומשפיל א״ע מאד, והוא בחי׳ שמאל דוחה דהיינו שמדחה א״ע ומשפיל א״ע ביותר להיות עומד בריחוק מקום דוקא” — מאמרי אדה״א בראשית ע׳ תקד. וראה שם ע׳ תקמד. וכ״ה באוה״ת ויחי תתשלט, א, אבל בבוך 414: שוב כו׳.
- 8אם רץ לבך שוב לאחד · Sefer Yetzirah 1:8
8וזהו ענין פ׳ שניה שבק״ש [שבקריאת שמע] שהוא בחי׳ יראה כמ״ש השמרו לכם פן יפתה1 כו׳. וז״ש [וזהו שכתוב] כי שמע2 ה׳ כי שנואה אנכי וכענין נבזה בעיניו נמאס34
E questo è il significato del secondo paragrafo dello Shema, che corrisponde al livello del timore reverenziale, come è scritto: «Badate a voi stessi, affinché [il vostro cuore] non venga sedotto», ecc. E questo è ciò che è scritto: «Poiché Havayah ha udito che sono odiata», e come nell’espressione: «Disprezzato ai propri occhi, respinto».
Il secondo paragrafo dello Shema è il paragrafo del timore reverenziale, con ammonimenti come «Badate a voi stessi, affinché il vostro cuore non venga sedotto». Leah diede il nome a Shimon dicendo: «Havayah ha udito che sono odiata»; l’espressione del salmo «disprezzato ai propri occhi» è qui intesa come riferita a una persona che è umile e disprezzata ai propri occhi (nel salmo stesso, il giusto è colui ai cui occhi sono disprezzati i malvagi).
דהיינו שע״י אתעדל״ת [אתערותא דלתתא] מה שנחשב בעיניו לשנואה ע״י שמאל דוחה נמשך להיות אתעדל״ע [אתערותא דלעילא] כי שמע ה׳ בחי׳ שמיעה מרחוק כדי להמשיך בחי׳ יראה מלמעלה
Ciò significa che, tramite un risveglio dal basso (isarusa dilesata) — il fatto che ai propri occhi egli si consideri «odiato», attraverso «la sinistra respinge» — si genera un risveglio dall’Alto (isarusa dileila): «Poiché Havayah ha udito», il livello dell’udito da lontano, per far discendere dall’Alto il livello del timore reverenziale.
Quando una persona si considera «odiata» e respinge se stessa, secondo la qualità di «la sinistra respinge», questa auto-umiliazione costituisce un risveglio dal basso e suscita in risposta un risveglio dall’Alto: «Havayah ha udito», un udire da lontano. In questo modo, il timore reverenziale le viene fatto discendere dall’Alto.
(ובזה יובן5 ענין שמע והא״ש [והאתי שפיר] שהן חו״ג [חסד וגבורה] והשמות מ״ב וע״ב אלא שהוא התכללות כי שמע חסד אהבה ראובן וכלול גם כן מגבורה בחי׳ ראה בעניי הנ״ל וכן והא״ש [והאתי שפיר] יראה כלול מאהבה) (עיין ביאור זה ע״פ אלה מסעי6 וע״פ ויחי).7
(Con questo si comprenderà il significato di Shema e VeHayah, che corrispondono alla benevolenza (Chesed) e al rigore (Gevurah), e ai Nomi Mem-Beis (42) e Ayin-Beis (72); tuttavia, vi è un’inclusione reciproca: Shema è Chesed, l’amore, Reuven, e comprende anche Gevurah, il livello di «Ha visto la mia afflizione» menzionato sopra; e analogamente VeHayah, il timore reverenziale, comprende l’amore.) (Si veda la spiegazione di questo su [il versetto] «Questi sono i viaggi» (Eileh Masei) e su [il versetto] «E visse» (Vayechi).)
Questa parentesi, che la nota di Kehot definisce un’aggiunta del Tzemach Tzedek, spiega che i due paragrafi dello Shema corrispondono a Chesed e Gevurah e ai Nomi divini di 42 e 72, e tuttavia ciascuno comprende l’altro: il primo, l’amore, include l’«afflizione» che D‑o ha visto, e il secondo, il timore reverenziale, include l’amore. La nota afferma che non è chiaro a quale maamar su Vayechi si riferisca la citazione conclusiva.
והנה אחר ק״ש [קריאת שמע] אומרים אמת ויציב וכו׳ ונחמד ונעים ונורא וכו׳ הדבר הזה עלינו והיינו בחי׳ לוי ילוה אישי אלי.8
Ora, dopo lo Shema diciamo: «Vero e saldo», ecc., «e amata, piacevole e tremenda», ecc., «è questa cosa su di noi»; e questo è il livello di Levi: «mio marito si unirà (yilaveh) a me».
Dopo lo Shema diciamo la benedizione che inizia con «Vero e saldo» (Emes VeYatziv), la quale definisce «questa cosa» amata, piacevole e tremenda. Ciò corrisponde a Levi, il cui nome fu dato quando Leah disse: «mio marito si unirà (yilaveh) a me»: il nome Levi deriva da quella parola che significa unirsi.
והוא ענין ימינא ושמאלא ובינייהו כלה9 כי שמאלו תחת לראשי10 בחי׳ שמאל דוחה הוא שגורמת להיות נשיאות ראש וכו׳ וימינו תחבקני ימין מקרבת להתכלל כו׳.
E questo è il significato di «destra e sinistra, e tra loro la sposa». «La sua sinistra è sotto il mio capo» — il livello di «la sinistra respinge» — è ciò che porta al sollevamento del capo, ecc.; «e la sua destra mi abbraccia» — la destra avvicina, per essere inclusi, ecc.
L’«unione» di Levi è la sposa che si trova tra la destra e la sinistra, secondo le parole dell’inno del venerdì sera Azamer Bishvachin. «La sua sinistra è sotto il mio capo»: la sinistra che respinge, l’umiltà, è ciò che innalza il capo; «la sua destra mi abbraccia»: la destra avvicina, affinché l’anima sia inclusa.
Shimon rappresenta il timore reverenziale, suscitato dall’Alto attraverso l’auto-umiliazione della persona; Levi rappresenta l’unione tra destra e sinistra, espressa in Emes VeYatziv dopo lo Shema.
La parentesi precisa lo schema dei fratelli: amore e timore reverenziale non sono mai del tutto separati, perché ciascuno comprende qualcosa dell’altro. Per questo anche il paragrafo dell’amore è associato al Nome di Quarantadue, di solito un Nome di Gevurah, e quello del timore reverenziale al Nome di Settantadue, di solito un Nome di Chesed, come spiega il maamar successivo. La mano sinistra, che respinge, e la mano destra, che avvicina, operano entrambe al servizio dell’unione: questo è il significato di Levi, «unione».
Marei mekomos
- 1השמרו לכם פן יפתה · Deuteronomy 11:16
- 2כי שמע ה׳ כי שנואה אנכי · Genesis 29:33
- 3נבזה בעיניו נמאס · Psalms 16:4
- 4נבזה בעיניו נמאס · Psalms 15:4
- 5(ובזה יובן . . כלול מאהבה . . וש״פ ויחי) · קטע זה ליתא בבוך 414. 633. 1824 (מאמרי אדה״ז). הוספת הצ״צ.
- 6ע״פ אלה מסעי · לקו״ת שם צ, א. ובאוה״ת שם.
- 7ע״פ ויחי · צ״ע לאיזה מאמר הכוונה.
- 8ילוה אישי אלי · Genesis 29:34
- 9ימינא ושמאלא ובינייהו כלה · פיוט אזמר לשבחין (זמירות ליל שבת).
- 10שמאלו תחת לראשי · Song of Songs 2:6
Levi: la Torah ¶9–10
9ובחי׳ ילוה אישי היינו מה שאומרים באמוי״צ [באמת ויציב] הדבר הזה היא התורה ששרשה מאד נעלה אלא שנתלבשה בדברים גשמיים שלכן נמשלה התורה למים1 שיורדים ממקום גבוה2 וכו׳.
E il livello di «mio marito si unirà a me» è ciò che diciamo in «Vero e saldo» (Emes VeYatziv): «questa cosa» — cioè la Torah, la cui radice è elevatissima, ma che è stata rivestita di realtà materiali; per questo la Torah è paragonata all’acqua, che scende da un luogo elevato, ecc.
L’«unione» di Levi è ciò che Emes VeYatziv dice riguardo a «questa cosa», cioè la Torah. La radice della Torah è molto elevata, ma essa è stata rivestita di realtà materiali; per questo è paragonata all’acqua, che scorre dall’alto verso il basso.
וזאת ישיב אל לבו אמת הוא שאין אני ראוי מצד עצמי לעלות ולהתכלל באור ה׳ ולהשיב את הנפש ממטה למעלה לייחדה במאצילה ב״ה כי מי יעלה בהר3 ה׳ כו׳
E questo egli dovrebbe prendersi a cuore: è vero che io, per mio merito, non sono degno di salire e di essere assorbito nella luce di D‑o, né di far risalire l’anima dal basso verso l’alto per unirla al suo Emanatore, benedetto Egli sia — poiché «Chi salirà sul monte di Havayah?» ecc.
Una persona dovrebbe riconoscere dentro di sé che, per i propri meriti, non è degna di salire ed essere assorbita nella luce di D‑o, facendo risalire la propria anima alla sua fonte. Come chiede il salmo: «Chi salirà sul monte di Havayah?»
אבל מ״מ הרי אא״ס [אור אין סוף] ב״ה מצד עצמו ממילא ומאיליו נמשך גם למטה ששורה ומתגלה בתורה
Tuttavia, ecco: la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, da Sé, come cosa naturale e spontaneamente, viene attirata anche in basso, così da dimorare e rivelarsi nella Torah.
Eppure la Luce Infinita discende in basso di propria iniziativa e dimora nella Torah. Questa discesa non dipende dal merito di una persona, ma da D‑o stesso.
והרי מתגלה יחוד זה העליון למטה כמו למעלה ואי לזאת ע״י עסק התורה יכול להמשיך אא״ס [אור אין סוף] ב״ה ממש למטה על נפשו
E così questa unità suprema si rivela in basso come in alto; pertanto, dedicandosi alla Torah, egli può attirare la stessa Luce Infinita, benedetto Egli sia, fin quaggiù, sulla propria anima.
Poiché la Torah porta in basso questa unità suprema, essa si rivela in basso come in alto. Dedicandosi alla Torah, una persona può dunque attirare la Luce Infinita stessa sulla propria anima.
וזהו אם רץ לבך שוב לאחד שגם למטה בבחי׳ שוב נמשך בחי׳ אחד וזהו ילוה אישי אלי שיורד ונמשך אא״ס [אור אין סוף] ב״ה מלמעלה למטה.
E questo è «Se il tuo cuore corre, ritorna all’Uno»: anche in basso, nel livello del «ritorno», viene attirato il livello dell’«Uno». E questo è «mio marito si unirà a me»: la Luce Infinita, benedetto Egli sia, discende e viene attirata dall’alto verso il basso.
Questo è il significato di «ritorna all’Uno»: anche nell’atteggiamento di fare un passo indietro (shov), l’Uno viene attirato in basso. È anche ciò che Levi esprime con «mio marito si unirà a me»: la Luce Infinita scende dall’alto e si unisce all’anima.
Levi è la Torah, attraverso la quale la Luce Infinita discende di propria iniziativa, così che anche una persona che si sente indegna di salire può attirarla sulla propria anima.
Reuven e Shimon iniziano dal movimento dell’anima stessa, che sale nell’amore o fa un passo indietro nel timore reverenziale; questo movimento attira poi una risposta dall’Alto. Levi è la Luce Infinita che discende di propria iniziativa attraverso la Torah, anche per chi si sente indegno di salire. La nota Kehot rimanda a Torah Ohr, Toldos, dove la Torah, paragonata all’acqua, ha una «sorgente» nascosta e «fiumi» rivelati che raggiungono ciascuno secondo la sua capacità di comprendere.
Marei mekomos
- 1שלכן נמשלה התורה למים · ראה לעיל יז, ד.
- 2נמשלה התורה למים שיורדים ממקום גבוה · Taanit 7a:15–16
- 3מי יעלה בהר ה׳ · Psalms 24:3
10וזהו פי׳ אמוי״צ [אמת ויציב] כו׳ שמאריכין לאשר ולקיים את הדבר הזה עלינו ועל אבותינו כו׳ על הראשונים כו׳
E questa è la spiegazione di «Vero e saldo» ecc.: ci soffermiamo a lungo ad affermare e confermare «questa cosa», «su di noi e sui nostri padri» ecc., «sulle [generazioni] precedenti» ecc.,
La benedizione Emes VeYatziv si sofferma a lungo nell’affermare che «questa cosa», la Torah, è vincolante per noi, per i nostri padri e per le generazioni precedenti.
וממשיכים מלמעלה אמת ויציב ונכון וכו׳ ונחמד ונעים כו׳ להיות המשכת אור א״ס ב״ה שורה ומתגלה באור תורה:
e facciamo discendere dall’Alto «vero, saldo e stabilito» ecc., «amato e piacevole» ecc., affinché il flusso discendente della Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, dimori e si riveli nella luce della Torah.
Con le sue numerose espressioni di lode, «vero, saldo e stabilito… amato e piacevole», facciamo discendere dall’Alto la Luce Infinita, affinché dimori e si riveli nella luce della Torah.
Le numerose affermazioni di Emes VeYatziv costituiscono una discesa di Or Ein Sof nella Torah, il livello di Levi.
Yehudah: il bittul nella preghiera ¶11–12
11אך הנה כל ג׳ בחי׳1 הנ״ל עדיין הם בבחי׳ ממכ״ע [ממלא כל עלמין] שהם בחי׳ המשכות מאא״ס [מאור אין סוף] ב״ה לבחינת ממכ״ע [ממלא כל עלמין]
Tuttavia, tutti e tre i livelli menzionati sopra appartengono ancora al livello della luce che riempie tutti i mondi (memalei kol almin), poiché sono flussi che si estendono dalla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, al livello della luce che riempie tutti i mondi.
Tutti e tre i livelli, Reuven, Shimon e Levi, appartengono ancora alla luce che riempie tutti i mondi, la luce che entra in ciascun mondo secondo la misura di quel mondo.
שבחי׳ ראובן היא לעורר את האהבה להיות נכספה וגם כלתה כו׳ ולהיות משתוקק׳ [משתוקקת] להתכלל ולהתייחד במאצילה ב״ה מכלל שהיא עדיין אינה כלולה ומיוחדת2 באא״ס [באור אין סוף] ב״ה הסוכ״ע
Il livello di Reuven consiste infatti nel risvegliare l’amore, così da «desiderare e persino struggersi», ecc., e da anelare a essere assorbito e unito alla propria Fonte emanatrice, benedetto Egli sia; ne consegue che non è ancora assorbito e unito nella Luce Infinita, benedetto Egli sia, che circonda tutti i mondi (sovev kol almin).
L’amore di Reuven, per esempio, è un anelito: «desiderare e persino struggersi». Desiderare e anelare a essere assorbiti in D‑o implica che non si è ancora assorbiti e uniti nella Luce Infinita che circonda tutti i mondi.
(בשמים ממעל ועל הארץ מתחת הכל בשוה ורוחניות וגשמיות כולא קמיה כלא ממש חשיבי)3 ועד״ז שאר הבחי׳ אלא שהן בחי׳ המשכות להיות ממכ״ע [ממלא כל עלמין] כו׳.
(«nei cieli sopra e sulla terra sotto», tutto è uguale, e lo spirituale e il materiale «sono tutti considerati davanti a Lui come assolutamente nulla»). Così è anche per gli altri livelli, salvo che sono flussi diretti a costituire la luce che riempie tutti i mondi, ecc.
Davanti alla luce che circonda tutti i mondi, il cielo e la terra sono uguali, e lo spirituale e il materiale sono entrambi come nulla. Anche Shimon e Levi sono flussi diretti alla luce che riempie i mondi.
אבל בחי׳ יהודה שהוא בחי׳ הודאה4 הוא בחי׳ בטול והתכללות באא״ס [באור אין סוף] ב״ה ממש הסוכ״ע והן הן בחינות השתחואות שבתפלת שמ״ע [שמונה עשרה].
Ma il livello di Yehudah, che è il livello del riconoscimento, è quello dell’autoannullamento (bittul) e dell’assorbimento nella Luce Infinita stessa, benedetto Egli sia, che circonda tutti i mondi; e questi sono precisamente i livelli degli inchini nella preghiera dello Shemoneh Esreh.
Il riconoscimento di Yehudah è diverso: consiste nell’autoannullamento e nell’assorbimento nella Luce Infinita stessa, la luce che circonda tutti i mondi. Si esprime negli inchini dello Shemoneh Esreh, la preghiera silenziosa recitata stando in piedi (Amidah), composta da diciotto benedizioni.
Reuven, Shimon e Levi restano nell’ambito della luce che riempie i mondi, mentre il riconoscimento di Yehudah è assorbimento nella luce che li circonda, espresso negli inchini dello Shemoneh Esreh.
L’anelito implica un amante ancora separato da ciò che desidera; il riconoscimento di Yehudah è lo stato in cui tale separazione viene meno. Le note di Kehot registrano che, in diversi manoscritti, la parentesi sui cieli e sulla terra si trova in una posizione diversa.
Marei mekomos
- 1אך הנה כל ג׳ בחי׳ · ראה אוה״ת פ׳ יתרו ע׳ תתקצא.
- 2מכלל שהיא עדיין אינה כלולה ומיוחדת · ראה באוה״ת ויקרא כרך א ע׳ רכג.
- 3(בשמים . . כלא ממש חשיבי) · קטע זה נמצא כאן גם באוה״ת ויחי תתשלט, ב. אבל בבוך 414. 633. 1824 (מאמרי אדה״ז) נמצא לקמן קודם תי׳ ”והן הן בחינות”. בבוך 633 הקטע: ועד״ז שאר הבחי׳ . . ממש הסוכ״ע: נרשם בצד הגליון — בכת״י הסופר עצמו — אבל באוה״ת כרך ו תתשלט, ב כמו בהנדפס.
- 4אבל בחי׳ יהודה שהוא בחי׳ הודאה · ראה לקו״ש חל״ה ע׳ 196 הערה 36.
Pertanto la preghiera si recita sottovoce e in silenzio, al livello della luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin), molto, molto al di sopra del livello della catena discendente dei mondi (hishtalshelus), che non appartiene affatto alla categoria dell’estensione e dell’influsso, ecc.
È per questo che la Shemoneh Esreh si recita sottovoce e in silenzio: appartiene alla luce che circonda tutti i mondi, molto al di sopra della catena discendente dei mondi, oltre ogni flusso d’influenza da un livello all’altro.
ואינה עולה בשם אהבה כלל רק בחי׳ ביטול במציאות ממש לגמרי והיינו בחי׳ השתפכות אל חיק אביה ממש להיות כאין ואפס ממש
E non viene affatto chiamata «amore», ma soltanto il livello dell’annullamento della [propria] stessa esistenza, in modo completo; ossia, il livello in cui [l’anima] si riversa nel seno stesso di suo Padre, per essere davvero come nulla e niente.
Una preghiera di questo genere non viene neppure chiamata amore: è un completo annullamento di sé, in cui l’anima si riversa nel seno di suo Padre fino a essere come nulla.
שע״ז מרמז ענין ההשתחואה כמו שמשתחוה לפני המלך שמבטל א״ע [את עצמו] כו׳
A questo allude l’inchino: come quando ci si inchina davanti al re, annullandosi, ecc.
Gli inchini della Shemoneh Esreh alludono a questo: chi si inchina davanti a un re mette se stesso da parte davanti a lui.
רק שכדי להיות בחי׳ זו שהוא בחי׳ יהודה בבחי׳ אתה דהיינו להיות בגילוי כאילו הוא לנוכח2 צ״ל יודוך אחיך3 שצריך להקדים תחילה בחי׳ ראובן ושמעון ולוי4 שבהם ועל ידם יומשך גילוי בחי׳ הודאה זו
Tuttavia, affinché questo livello, che è quello di Yehudah, sia nella modalità del «Tu» (atah) — ossia si manifesti, come se Egli fosse di fronte [a lui] — è necessario che «i tuoi fratelli ti riconoscano»: bisogna anzitutto premettere i livelli di Reuven, Shimon e Levi, nei quali e tramite i quali verrà fatta scendere la rivelazione di questo livello di riconoscimento.
Affinché l’autoannullamento (bittul) di Yehudah sia «Tu», rivolto alla seconda persona, D‑o deve rivelarsi, come se fosse di fronte alla persona. A tal fine devono venire prima i livelli di Reuven, Shimon e Levi; attraverso di essi questo riconoscimento si rivela. È questo il senso di «i tuoi fratelli ti riconosceranno».
כי בלי קדימת בחי׳ ראובן שמעון ולוי לא נמשך בחי׳ יהודה שהוא בחינת ביטול והתכללות כו׳ בבחי׳ גילוי אלא בבחי׳ העלם ומקיף.
Poiché, senza prima [passare attraverso] i livelli di Reuven, Shimon e Levi, il livello di Yehudah — che è il livello di bittul e di inclusione, ecc. — non viene fatto scendere in modo manifesto, ma soltanto in modo nascosto e avvolgente (makif).
Senza i tre fratelli, il bittul di Yehudah resterebbe nascosto e avvolgente (makif): toccherebbe la persona solo dall’esterno, senza divenire consapevole.
ולכן א״א להתחיל תפילת ש״ע [שמונה עשרה] בלי קדימת פסוד״ז [פסוקי דזמרה] ויוצר אור וק״ש [וקריאת שמע] כו׳ (ובמנחה שמתפללין רק תפילת ש״ע [שמונה עשרה] היינו מפני שכבר הקדימו בשחרית ק״ש [קריאת שמע] וברכותיה. ובערבית צריך לחזור להתחיל ק״ש [קריאת שמע] וברכותיה קודם התפלה).5
Pertanto non si può iniziare la preghiera della Shemoneh Esreh senza recitare prima Pesukei deZimra, Yotzer Or e lo Shema, ecc. (A Minchah, quando si recita soltanto la preghiera della Shemoneh Esreh, ciò avviene perché lo Shema e le sue benedizioni sono già stati recitati in precedenza, a Shacharis. A Maariv, invece, bisogna iniziare di nuovo con lo Shema e le sue benedizioni prima della preghiera.)
Ecco perché la Shemoneh Esreh non può iniziare senza che prima siano stati recitati Pesukei deZimra, Yotzer Or e lo Shema. A Minchah la preghiera è da sola perché lo Shema è già stato recitato al mattino; a Maariv, invece, si recitano di nuovo prima lo Shema e le sue benedizioni.
וזהו ענין נעוץ תחלתן בסופן6 והמ״י [והמשכיל יבין] (וע׳ במ״א ע״פ ולשרקה7 בני אתונו דמשמע דשור״ק שהוא הודאה הוא למטה מסגו״ל שהוא בחי׳ אהוי״ר [אהבה ויראה] כו׳.
Questo è il senso di «il loro inizio è incastonato nella loro fine», e chi ha discernimento comprenderà. (Si veda anche altrove, a proposito di «e alla vite scelta (soreikah), il puledro del suo asino», da cui si deduce che lo shuruk, che è riconoscimento, è inferiore al segol, che è il livello dell’amore e del timore reverenziale, ecc.)
Il bittul di Yehudah, il livello più elevato, si rivela soltanto alla fine dell’ordine della preghiera, nella Shemoneh Esreh, dopo le tappe che lo precedono: questo è «il loro inizio è incastonato nella loro fine». Una parentesi solleva poi una difficoltà sulla base di un altro maamar, che legge soreikah, «vite scelta», come la vocale shuruk (le cui lettere sono quasi le stesse) e pone lo shuruk, il riconoscimento, al di sotto della vocale segol, l’amore e il timore reverenziale.
וזהו לכאורה הפך ממ״ש כאן דיהודה שהוא הודאה הוא למעלה מראובן שמעון ולוי שהם סגו״ל. ובאמת לק״מ [לא קשה מידי] דהודאה היא למטה מאהוי״ר [מאהבה ויראה] אבל הודאה דיהודה זהו בחי׳ בטול שלמעלה מאהוי״ר [מאהבה ויראה] וזה בחי׳ דוד אם לא שויתי ודוממתי8
Ciò sembra contraddire quanto si afferma qui: che Yehudah, cioè il riconoscimento, è al di sopra di Reuven, Shimon e Levi, che sono il segol. In realtà, non vi è alcuna difficoltà: il riconoscimento è inferiore all’amore e al timore reverenziale, ma il riconoscimento di Yehudah è il livello di annullamento di sé che è al di sopra dell’amore e del timore reverenziale. Questo è il livello di David: «Ho davvero acquietato e ridotto al silenzio [la mia anima]»,
La risposta è che il riconoscimento ordinario è davvero inferiore all’amore e al timore reverenziale, ma il riconoscimento di Yehudah è un annullamento di sé che li trascende. Questo è il senso delle parole di David: «Ho acquietato e ridotto al silenzio la mia anima».
וכמ״ש ואחר האש קול דממה דקה הרי שהדממה והביטול הוא למעלה מהאש שהיא אהבה כי תמן קאתי מלכא910 אבל גבי אש כתיב לא באש הוי״ה אלא שהאש הוא להוי״ה כמ״ש במ״א.
Come è scritto: «E dopo il fuoco, una voce quieta e tenue». Ne consegue che il silenzio e il bittul sono più elevati del fuoco, che è amore, poiché «là giunge il Re»; mentre a proposito del fuoco è scritto: «Havayah non è nel fuoco» — piuttosto, il fuoco è per Havayah, come spiegato altrove.
Quando D‑o si manifestò a Eliyahu, non era «nel fuoco», bensì nella «voce quieta e tenue», della quale il Tikkunei Zohar dice: «là giunge il Re». Il silenzio e il bittul sono dunque più elevati del fuoco, che è amore; il fuoco tende verso Havayah, ma non è il luogo in cui Egli si trova.
ועוד דזהו שאמר כאן יהודה אתה שיהיה יהודה בבחי׳ אתה דהיינו בבחי׳ גילוי כו׳ ולפעמים אינו בגילוי כ״א רק בהעלם ואז היא הודאה שלמטה מאהוי״ר [מאהבה ויראה]. אבל כשההודאה בבחי׳ גילוי זהו בחי׳ ביטול ממש):11
Inoltre, è questo che qui viene detto: «Yehudah, tu»: che Yehudah sia nella modalità del «tu», cioè in una condizione rivelata, ecc. Talvolta non è rivelato, ma rimane soltanto nascosto, e allora si tratta del riconoscimento che è inferiore all’amore e al timore reverenziale. Ma quando il riconoscimento è rivelato, questo è il livello del vero bittul.)
Una seconda risposta: «Yehudah, tu» significa un riconoscimento rivelato. Quando il riconoscimento rimane nascosto, è della categoria inferiore, al di sotto dell’amore e del timore reverenziale; quando è rivelato, è vero bittul.
Il silenzio e l’inchino della Shemoneh Esreh esprimono il bittul di Yehudah, che si rivela soltanto dopo la preparazione di Reuven, Shimon e Levi; una parentesi concilia questo insegnamento con un maamar che pone il riconoscimento al di sotto dell’amore e del timore reverenziale.
Emergono due tipi di riconoscimento: uno che si colloca al di sotto dell’amore e del timore reverenziale, e il bittul rivelato di Yehudah, che è al di sopra di essi, come la voce tenue e silenziosa oltre il fuoco. Le note di Kehot registrano che la parentesi sullo shuruk e sul segol manca nel manoscritto e che Or HaTorah, citando questo passo, aggiunge che il bittul dovrebbe essere reale nella mente, come se il Re dei re gli fosse davvero di fronte.
Marei mekomos
- 1בלחש ובחשאי · ע׳ מענין בחשאי בלקו״ת בד״ה האזינו הראשון ספ״ד.
- 2שכדי להיות בחי׳ זו שהוא בחי׳ יהודה . . כאילו הוא לנוכח · קטע מכאן מובא באוה״ת פ׳ שמות כרך ח ע׳ ג׳נה עם הגהות ושם מוסיף: ”(ר״ל שיהי׳ הביטול במוחו באמת כאלו המלך מ״ה הקב״ה הוא לנוכח ממש)”.
- 3שו״ה כאילו — יודוך אחיך · בבוך 633 נוסף: דהיינו.
- 4ראובן שמעון ולוי · באוה״ת חנוכה כרך ה תתקלח, ב מבאר ”שהן ק״ש אמת ויציב”.
- 5(ובמנחה . . קודם התפלה) · וכ״ה בבוך 633 ובלי מוסגר. באוה״ת בראשית כרך ו תתשלט, ב. אבל בבוך 1824 נמצא קטע זה לקמן אחר תי׳ ”וזהו ענין נעוץ תחלתן בסופן והמ״י”.
- 6נעוץ תחלתן בסופן · Sefer Yetzirah 1:7
- 7וע׳ במ״א ע״פ ולשרקה · ראה לקמן מז, א.
- 8אם לא שויתי ודוממתי · Psalms 131:2
- 9ואחר האש קול דממה דקה . . תמן קאתי מלכא · I Kings 19:12
- 10תמן קאתי מלכא · Tikkunei Zohar 3b:2–3
- 11(וע׳ במ״א . . ביטול ממש) · בכת״י ליתא.
«La tua mano sulla nuca dei tuoi nemici» ¶13–14
13והנה עי״ז ידך בעורף אויביך.1 אויביך הם עניני העולם וצרכי הגוף הגשמי. הגם שאדם צריך להם מ״מ צריכין להיות בבחי׳ עורף ולא פנים
Ora, attraverso questo, «la tua mano [sarà] sulla nuca dei tuoi nemici». I «tuoi nemici» sono gli affari del mondo e le necessità del corpo fisico: sebbene una persona ne abbia bisogno, tuttavia essi devono trovarsi al livello della nuca e non del volto
Il riconoscimento di Yehudah nella preghiera dà alla persona la forza per le parole successive del versetto: «la tua mano sulla nuca dei tuoi nemici». I «nemici» sono gli affari del mondo e le necessità del corpo: una persona ne ha bisogno, ma dovrebbe occuparsene voltando loro le spalle, per così dire, e non rivolgendovi il volto.
(בחי׳ פנים היינו שעושה הדבר בלב ונפש ובחי׳ עורף היינו בחי׳ אחוריים כמאן דשדי בתר כתפי׳ [כתפיה]2 בע״כ [בעל כרחך] וכאלו כפאו וכו׳).34
(Il livello del volto significa che compie la cosa con cuore e anima, mentre il livello della nuca significa il livello del dorso, come chi getta [qualcosa] dietro la propria spalla, contro la propria volontà, e «come se fosse costretto», ecc.).
Fare qualcosa «con il volto» significa farla con cuore e anima; farla «con la nuca» significa darle le spalle, controvoglia, come chi getta qualcosa oltre la spalla, come se fosse costretto. Le parole «come se fosse costretto» riprendono l’espressione del Talmud (Nedarim 20b), «come se un demone lo costringesse», riferita a un atto fisico compiuto senza ricercarne il piacere.
E «la tua mano» è sulla nuca dei tuoi nemici: non leggere yadcha («la tua mano»), bensì yudecha («i tuoi yud»). E questo è il livello della «Tua mano» stessa, poiché «la Tua mano destra è tesa ad accogliere coloro che ritornano».
Leggendo yudecha, «i tuoi yud», la parola «la tua mano» indica la mano stessa di D‑o, la mano destra che, secondo le parole della preghiera di Ne’ilah di Yom Kippur, è «tesa ad accogliere coloro che ritornano».
הוא בחי׳ ימין וחסד שנתפשט למטה מטה וכענין וירא ישראל את היד הגדולה7 אשר עשה ה׳ במצרים
È il livello della destra e della benevolenza (Chesed), che si è estesa sempre più in basso, fino ai livelli più infimi; come nell’espressione: «Israele vide la grande mano che Havayah aveva operato in Egitto».
È il lato destro, la benevolenza di D‑o (Chesed), che giunge fino ai luoghi più bassi, come la «grande mano» che Israele vide in Egitto.
כי הנה הירידה הגדולה הזאת שהוא בבחי׳ אחוריים וכאלו כפאו. מי גרם להמשיך את האדם להיות מוכרח לזה ודאי מאת ה׳ ומידו היתה זאת כדי לאתהפכא חשוכא לנהורא שיתפלל בכח האכילה וכו׳ וכיוצא בזה
Poiché ecco, questa grande discesa, che si trova al livello del dorso e «come se fosse costretto» — chi ha fatto sì che una persona fosse condotta a essere costretta a questo? Certamente ciò viene da D‑o e dalla Sua mano, affinché l’oscurità si trasformi in luce: perché preghi con la forza del cibo, ecc., e cose simili.
Anche la grande discesa di una persona nelle necessità del mondo, come se vi fosse costretta, proviene dalla mano di D‑o: è stato D‑o stesso a portarla ad aver bisogno di queste cose, affinché l’oscurità si trasformi in luce, per esempio, affinché preghi con la forza che riceve dal cibo.
רק שצריך שלא יומשך בבחי׳ פנימיות אלא בבחי׳ עורף ובחינת עורף זה יוכלל בבחי׳ ידך יודי״ך.
Solo, non deve lasciarsi attrarre [in ciò] al livello della dimensione interiore (pnimiyus), bensì al livello della nuca; e questo livello della nuca sarà incluso nel livello della «tua mano», yudecha.
La condizione è che non venga attratto interiormente da queste cose, ma se ne occupi soltanto «con la nuca». Allora anche questa «nuca» è inclusa nella mano di D‑o, yudecha.
Il riconoscimento di Yehudah permette alla persona di occuparsi delle necessità del mondo «con la nuca» e non con il volto, affinché anch’esse siano incluse nella mano tesa di D‑o e l’oscurità si trasformi in luce.
La nota Kehot collega la nuca a Tanya, capitolo 22, dove il «dorso» (achorayim) è paragonato a un dono gettato controvoglia oltre la spalla a un nemico. Qui la stessa immagine serve la santità: la persona concede al mondo soltanto le proprie spalle, e la mano di D‑o, la Sua benevolenza che giunge in basso, trasforma anche questo in luce.
Marei mekomos
- 1ידך בעורף אויביך · Genesis 49:8
- 2כמאן דשדי בתר כתפי׳ · Tanya, Likkutei Amarim 22:5
- 3(בחי׳ פנים . . וכאלו כפאו וכו׳) · בכת״י ליתא. ונמצא באוה׳ת ויחי תתשמ, א.
- 4וכאלו כפאו וכו׳ · Nedarim 20b
- 5א״ת ידך אלא יודי״ך · ת״ז בהקדמה.
- 6א״ת ידך אלא יודי״ך · Tikkunei Zohar 7b:2
- 7וירא ישראל את היד הגדולה · Exodus 14:31
14והוא בחי׳ ידך של יהודה כו׳ לפי שהוא בחי׳ הודאה וביטול בבחי׳ סוכ״ע1 השוה ומשוה כו׳ גם חשך לא יחשיך וכחשיכה כאורה2 גשמיות ורוחניות שוין
E questo è il livello della «tua mano» di Yehudah, ecc., poiché è il livello del riconoscimento e dell’autoannullamento (bittul) al livello della luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin), [che] «è uguale e rende uguali», ecc.: «neppure l’oscurità oscura» e «l’oscurità è come la luce» — il materiale e lo spirituale sono uguali.
La «mano» di Yehudah è il suo riconoscimento e il suo bittul al livello della luce che circonda tutti i mondi, dinanzi alla quale tutto è uguale. Là «neppure l’oscurità oscura» e «l’oscurità è come la luce», e il materiale e lo spirituale sono la stessa cosa.
שהרי כולם בחכ׳ [בחכמה] עשית שהחכמה היא עשיה גשמיות וא״כ גם האכילה ושארי ענינים הגשמיים הם לפניו ית׳ כמו רוחניות של חכמה מאחר שגם החכמה היא גשמיות וכו׳.
Ecco infatti: «Li hai fatti tutti con la sapienza (Chochmah)» — vale a dire che la Chochmah è «fare» (asiyah [azione]), ossia materialità. E se è così, anche il mangiare e le altre questioni materiali sono, dinanzi a Lui, benedetto Egli sia, come la spiritualità della Chochmah, poiché anche la Chochmah è materialità, ecc.
«Li hai fatti tutti con la sapienza» viene inteso nel senso che persino la Chochmah è soltanto «fare», qualcosa di materiale, rispetto a D‑o. Se è così, anche il mangiare e le altre questioni materiali sono, dinanzi a Lui, come la spiritualità della sapienza.
וזאת היא מעלת יהודה אתה היינו בחי׳ הודאה בגילוי שבתפלה שתהי׳ [שתהיה] ידך בעורף אויביך בשעה שעוסק בעורף אויביך
E questa è la virtù di «Yehudah, tu», vale a dire il livello del riconoscimento rivelato nella preghiera: che «la tua mano» sia «sulla nuca dei tuoi nemici» nel momento in cui egli è impegnato con «la nuca dei tuoi nemici»,
Questa è la virtù di «Yehudah, tu»: il riconoscimento rivelato nella preghiera fa sì che «la tua mano» si posi «sulla nuca dei tuoi nemici» anche mentre una persona è impegnata nelle questioni mondane.
ואזי חולפת ועוברת ממנו האהבה מ״מ נשאר רשימו וכו׳ אך היינו דוקא בבחי׳ עורף ולא פנים:3
e allora, [sebbene] l’amore passi e si allontani da lui, tuttavia rimane la traccia (reshimu), ecc. Ma ciò vale specificamente al livello della nuca, e non del volto.
Allora, anche se l’amore provato nella preghiera svanisce, ne rimane una traccia. Ciò funziona soltanto se ci si occupa delle questioni mondane «a livello della nuca», e non con il volto.
Poiché il bittul di Yehudah raggiunge il livello in cui il materiale e lo spirituale sono uguali, la sua manifestazione rivelata nella preghiera lascia una traccia che rimane nella persona anche nelle occupazioni mondane, purché ci si occupi di esse «a livello della nuca».
La nota di Kehot riferisce che Or HaTorah sul Siddur chiede come questo possa essere chiamato Yehudah, «riconoscimento», poiché il riconoscimento riguarda ciò che non si riesce a comprendere. In questo maamar, il riconoscimento di Yehudah è bittul dinanzi alla luce che circonda tutti i mondi, dove il materiale e lo spirituale sono uguali.
Marei mekomos
- 1לפי שהוא בחי׳ הודאה וביטול בבחי׳ סוכ״ע · באוה״ת סדור ע׳ רנא הקשה איך זה נק׳ יהודה דההודאה היא כשאינו משיגו ע״ש.
- 2גם חשך לא יחשיך וכחשיכה כאורה · Psalms 139:12
- 3כולם בחכמה עשית · Psalms 104:24
«I figli di tuo padre si prostreranno davanti a te» ¶15
15אך עיקר הגורם לכל מעלת בחי׳ זו להיות יהודה אתה והגורם להיות יודוך אחיך ע״ז נאמר ישתחוו לך בני אביך
Ma la causa principale di tutta la preminenza di questo livello — che si realizzi «Yehudah, tu» — e la causa per cui «i tuoi fratelli ti riconosceranno»: di ciò è detto «i figli di tuo padre si inchineranno davanti a te».
La causa alla radice sia di «Yehudah, tu» sia di «i tuoi fratelli ti riconosceranno» è espressa nelle parole conclusive dello stesso versetto: «i figli di tuo padre si inchineranno davanti a te».
כי הנה ההשתחוואה1 הוא בחי׳ המשכה וזהו ענין ההשתחוואו׳ [ההשתחוואות] שבשמ״ע [שבשמונה עשרה] שהן הן המשכות (ע׳ [עיין] ר״פ2 וישב והנה השמש וכו׳ משתחוי׳ [משתחוים] לי)
Poiché, ecco, l’inchino è l’aspetto del far discendere; questo è il senso degli inchini nella Shemoneh Esreh [preghiera delle Diciotto Benedizioni], che sono appunto un far discendere (si veda l’inizio della parashah di Vayeshev, [a proposito di] «ed ecco il sole», ecc., «si inchinavano davanti a me»).
L’inchino comporta un far discendere; perciò gli inchini della Shemoneh Esreh fanno discendere dall’Alto. La parentesi rimanda a Torah Ohr su Vayeshev, dove, a proposito del sogno di Yosef in cui il sole e la luna si inchinano davanti a lui (28c), l’Alter Rebbe spiega che l’inchino ha due aspetti: l’autoannullamento e il far discendere (si china il capo per far discendere), come nell’inchino pronunciato a «Benedetto sei Tu» nella Shemoneh Esreh.
ובחי׳ אביך היינו בחי׳ כרחם אב על בנים3 אבינו אב הרחמן שהרחמנות הוא בחי׳ אב ותולדות הרחמנות הוא בחי׳ צדקה וחסד להחיו׳ רוח שפלים4 שכל העושה חסד במדה״ר [במדות הרחמים] לרחם על עניים ויתומים ה״ז [הרי זה] בבחי׳ בני אביך.
E il livello di «tuo padre» è quello di «come un padre ha compassione dei [suoi] figli», «nostro Padre, Padre misericordioso»: la compassione è l’aspetto di un padre, e i frutti della compassione sono l’aspetto della carità e della benevolenza, «per ridare vita allo spirito degli umili». Chiunque compia atti di benevolenza con la qualità della compassione, avendo misericordia dei poveri e degli orfani, si trova al livello dei «figli di tuo padre».
«Tuo padre» è la compassione di D‑o, «come un padre ha compassione dei suoi figli». Dalla compassione scaturiscono la carità e la benevolenza; perciò chi aiuta i poveri e gli orfani per compassione è uno dei «figli di tuo padre».
גם בחי׳ אביך היא התורה דאורייתא מחכמה נפקת5 שהוא בחי׳ אב וכמ״ש שמע בני מוסר אביך6 זו תושב״כ [תורה שבכתב]7 וכו׳ ובני אביך הם העוסקים בתורה
Inoltre, il livello di «tuo padre» è la Torah, poiché «la Torah proviene dalla sapienza (Chochmah)», che è l’aspetto di «padre»; come è scritto: «Ascolta, figlio mio, l’istruzione di tuo padre» — questa è la Torah scritta, ecc. E i «figli di tuo padre» sono coloro che si dedicano allo studio della Torah.
«Tuo padre» è anche la Torah, che proviene dalla Chochmah, chiamata «padre»; e «l’istruzione di tuo padre» è la Torah scritta. Dunque, anche coloro che studiano la Torah sono «figli di tuo padre».
וזהו וישתחוו לך בני אביך8 שבני אביך הם העוסקים בתורה ובגמ״ח [ובגמילות חסדים] הם הם ישתחוו לך
E questo è il senso di «e i figli di tuo padre si inchineranno davanti a te»: i «figli di tuo padre», coloro che si dedicano alla Torah e agli atti di benevolenza, sono proprio quelli che «si inchineranno davanti a te».
Coloro che studiano la Torah e compiono atti di benevolenza sono quelli che «si inchinano davanti a te»: poiché l’inchino comporta un far discendere, fanno discendere l’autoannullamento (bittul) di Yehudah.
וימשיכו אותך להיות נעוץ תחב״ס [תחלתן בסופן] שהתורה והגמ״ח [והגמילות חסדים] הם הנותנים כח בנפש לעורר את האוי״ר [האהבה ויראה] עד שתהי׳ [שתהיה] בחי׳ הודאה וביטול וע״י כן יודוך אחיך להיות יהודה אתה כנ״ל:
E ti faranno discendere, così che «il loro inizio sia incastonato nella loro fine»; poiché la Torah e gli atti di benevolenza sono ciò che dà forza all’anima per risvegliare l’amore e il timore reverenziale (ahavah veyirah), finché si raggiunge il livello del riconoscimento e dell’autoannullamento (bittul); e così «i tuoi fratelli ti riconosceranno», affinché si realizzi «Yehudah, tu», come spiegato sopra.
Lo fanno discendere così che «il loro inizio sia incastonato nella loro fine»: la Torah e la benevolenza danno all’anima la forza di risvegliare l’amore e il timore reverenziale, finché questi culminano nel riconoscimento e nel bittul. Grazie a ciò, «i tuoi fratelli ti riconosceranno» e il riconoscimento di Yehudah si rivelerà: «Yehudah, tu».
Il paragrafo conclude il versetto: lo studio della Torah e gli atti di benevolenza, i «figli» della sapienza e della compassione di D‑o, sono ciò che fa discendere e rivela il riconoscimento di Yehudah.
I due significati di «tuo padre», la compassione e la Chochmah, corrispondono alle due pratiche, la benevolenza e la Torah, che alimentano l’intera sequenza di amore, timore reverenziale e bittul. Le note Kehot fanno risalire «la Torah proviene dalla Chochmah» allo Zohar, e l’interpretazione di «l’istruzione di tuo padre» come Torah scritta a Iggeres HaKodesh 29, che la fonda sullo Zohar.
Marei mekomos
- 1אך עיקר הגורם לכל . . כי הנה ההשתחוואה · בבוך 633: אך עיקר השתחוואה הוא בחי׳ המשכה וזהו ענין ההשתחוואה: שבשמו״ע.
- 2(ע׳ ר״פ . . ליל) · בכת״י ובאוה״ת ויחי תתשמ, ב (שנדפס מגוכתי״ק הצ״צ קודם הדפסת התו״א) ליתא.
- 3כרחם אב על בנים · Psalms 103:13
- 4רוח שפלים · Isaiah 57:15
- 5דאורייתא מחכמה נפקת · Zohar II, 121a
- 6שמע בני מוסר אביך · Proverbs 1:8
- 7מוסר אביך זו תושב״כ · Zohar II, 276b
- 8ישתחוו לך בני אביך · Genesis 49:8
Hai terminato il maamar?
Segnalo come studiato: conta per il siyum settimanale e per quello annuale.
Nell’avodah
Prima dello Shemoneh Esreh, usa i Pesukei deZimra, lo Shema e le sue benedizioni per contemplare la grandezza di D‑o finché la conoscenza si trasformi in amore e timore reverenziale sentiti, e per interiorizzare la Torah; poi, nello Shemoneh Esreh, prosternati in un autentico autoannullamento, come se il Re fosse davanti a te. In seguito, occupati del cibo e delle necessità materiali soltanto «alla nuca», senza dedicarvi il cuore, affinché resti l’impressione della preghiera; e rafforza l’intero processo attraverso lo studio della Torah e gli atti di benevolenza.
Domande di discussione
- Perché la conoscenza dell’esistenza di D‑o non genera da sola amore, e che cosa trasforma il conoscere in «vedere»?
- In che senso ogni persona è un baal teshuvah, anche se non ha peccato?
- In che modo Reuven, Shimon e Levi corrispondono alle parti delle preghiere del mattino, e perché devono precedere lo Shemoneh Esreh?
- In che modo il maamar distingue il riconoscimento inferiore all’amore e al timore reverenziale dal riconoscimento di Yehudah, che li trascende?
- Che cosa significa occuparsi delle necessità materiali «alla nuca» e non di faccia, e che cosa rimane della preghiera quando lo si fa?