Torah Ohr · Parashot Vayechi · Maamar 5
ביאור על הנ״ל
Spiegazione di quanto precede
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
L’amore più elevato per D‑o, l’«amore nelle delizie», non si riveste mai nei due amori inferiori, eppure discende quando essi si uniscono: quando il vino della Torah fa emergere l’ahavah rabbah nascosta e la unisce all’ahavas olam della contemplazione. Questo è il significato degli occhi «rossi per il vino»; la crescita che ne segue è il significato dei denti «bianchi per il latte».
Il maamar in breve
Questo maamar spiega il precedente, incentrato sulla benedizione di Yaakov a Yehudah: i suoi occhi sono «rossi per il vino» e i suoi denti «bianchi per il latte», essendo il vino e il latte denominazioni della Torah. Inizia con tre amori: l’ahavah rabbah, un amore che viene dall’Alto e arde da sé; l’ahavas olam, un amore fondato sulla contemplazione del mondo, che perciò ha un opposto nel mondo; e il più elevato «amore nelle delizie». Questi corrispondono ai Nomi Mah, Ban e Av. Ban purifica le scintille cadute dei mondi inferiori, e Mah, la Divinità che non necessita di purificazione, discende in Ban per purificarle una seconda volta. Av, la delizia di Atik rivelata nella sapienza (Chochmah), non si riveste né nell’uno né nell’altro, ma viene fatto discendere quando i due si uniscono, come la benedizione segue «maschio e femmina». Le parole del Talmud «ogni palato che assaggia dice: “Per me, per me”» indicano l’ascesa di entrambi gli amori in Chochmah, resa possibile dal vino della Torah. Questa delizia si rivela di Shabbos, ma soltanto attraverso la fatica che lo precede: il fervore rosso degli occhi, a cui risponde la luce bianca dall’Alto. Infine, i denti bianchi rappresentano le emozioni prima purificate e poi rese luminose dal latte della crescita.
Schema
- La Torah come vino e latte; tre amoriPer spiegare perché la Torah è chiamata vino e latte, il maamar presenta l’ahavah rabbah, l’ahavas olam e il più elevato «amore nelle delizie».¶1–2
- I quattro Nomi e la purificazione delle scintilleBan cadde durante la frantumazione; Malchus di Atzilus, la «grande bestia» il cui valore numerico è Ban, purifica ogni notte le scintille di Tohu, e poi Mah le purifica una seconda volta.¶3–4
- Ahavas olam e ahavah rabbahBan è l’ahavas olam, l’amore suscitato attraverso il mondo, che ha un opposto; Mah è l’ahavah rabbah, la Divinità nella sua essenza; Mah si riveste in Ban, mentre Av non si riveste né nell’uno né nell’altro.¶5–7
- Maschio e femmina: come viene fatto discendere l’amore nelle delizieQuando Mah e Ban, il maschio e la femmina, si uniscono, discende il Nome Av, come in «Maschio e femmina Egli li creò, e li benedisse» e come sotto il baldacchino nuziale.¶8–9
- Perché Av è l’amore nelle delizieLa delizia di Atik si rivela in Chochmah, il Nome Av, così come una nuova intuizione dà delizia a una persona.¶10
- Il palato che dice «Per me, per me»La ripetizione di «per me» indica l’ascesa di entrambi gli amori in Chochmah, il palato dei te’amim; essa è resa possibile dal vino della Torah, che rivela l’amore nascosto.¶11–13
- Il rosso e il bianco degli occhi di ShabbosAv si rivela di Shabbos, ma soltanto attraverso la fatica che lo precede: il fervore rosso che sale verso Arich Anpin [Volto allungato], a cui risponde la luce bianca ricevuta attraverso la vista.¶14–15
- Il bianco dei denti: purificazione e crescitaI denti purificano, come le emozioni esaminate nel grembo di Imma; il latte della crescita li rende poi bianchi e luminosi, tutto attraverso i tredici ornamenti, Abba e la Torah.¶16–18
Concetti chiave
- Ahavah rabbah (grande amore)אהבה רבה
- Amore per D‑o che viene dall’Alto e arde da sé, radicato nella scintilla divina dell’anima; nulla nel mondo gli si oppone. Corrisponde al Nome Mah.
- Ahavas olam (amore eterno)אהבת עולם
- Amore per D‑o che nasce dalla contemplazione, rivelato da ciò che è nascosto (he’elem [occultamento]) e suscitato dal mondo (olam); poiché nasce attraverso il mondo, ha un opposto al suo interno. Corrisponde al Nome Ban.
- Amore nelle delizieאהבה בתענוגים
- L’amore più elevato, la rivelazione della delizia superna di Atik in Chochmah; corrisponde al Nome Av e viene fatto discendere quando i due amori inferiori si uniscono.
- I Nomi Av, Sag, Mah e Banע״ב ס״ג מ״ה ב״ן
- Quattro grafie del Nome Havayah, con valori numerici 72, 63, 45 e 52; qui Av è Chochmah, Mah il maschio e Ban la femmina, la sovranità (Malchus) di Atzilus.
- Purificazioneבירור
- Separare le scintille cadute dalla mescolanza di bene e male e trasformarle in Divinità; dapprima la compie Ban, poi Mah la compie una seconda volta.
- Mayin nukvin (acque femminili)מיין נוקבין
- Ciò che Ban fa salire dal basso al Nome Mah dopo aver purificato, provocando la discesa di Mah perché purifichi ulteriormente.
- Te’amimטעמים
- Le note di cantillazione, dette anche «gusti»; la più elevata delle quattro parti della scrittura della Torah, corrispondono al Nome Av e a Chochmah, «il palato che assaggia».
- Arich Anpinאריך אנפין
- Keser, il livello più basso dell’Emanatore; Zeir Anpin contempla la sua fronte con fervore e riceve 370 luci, e 150 nel volto.
- I tredici ornamenti della barbaי״ג תיקוני דיקנא
- Yud e vav, follicoli e peli, attraverso i quali la luce viene dapprima contratta e poi fatta uscire; Abba attinge dal loro ottavo ornamento, notzer, le cui lettere formano ratzon (volontà).
La Torah come vino e latte; tre amori ¶1–2
Questo maamar è un’ulteriore spiegazione di quello che lo precede in Torah Ohr, sulla benedizione di Yaakov a Yehudah: «I suoi occhi sono rossi per il vino e i suoi denti bianchi per il latte». Riprende i temi di quel maamar — le forme d’amore per D‑o e il vino della Torah — e li spiega più diffusamente.
Il titolo indica che questo maamar è una spiegazione di quello che lo precede, sul versetto «I suoi occhi sono rossi per il vino».
La nota di Kehot riporta che un’altra trascrizione di questa spiegazione compare in Sefer HaMaamarim 5565 e che Likkutei Torah (Chukas) vi rimanda per il tema dei due amori, ahavas olam e ahavah rabbah, quest’ultimo proveniente dall’Alto.
Marei mekomos
- 1ביאור על הנ״ל · הנחה אחרת בסה״מ תקס״ה ע׳ קסז. בלקו״ת חקת סו, ב מציין לביאור זה בענין ב׳ אהבות אהבת עולם ואהבה רבה הבאה מלמעלה.
2לבאר הדברים הנאמרים למעלה ע״פ חכלילי1 כו׳. הנה התורה נק׳ יין וחלב וכמו שכתוב ולכו שברו בלוא כסף2 ובלוא מחיר יין וחלב. ולהבין זה הנה צריך להבין ענין ב׳ בחי׳ אה״ר [אהבה רבה] ואה״ע [ואהבת עולם].
Per spiegare quanto detto sopra riguardo a [il versetto] «Chachlili», ecc.: la Torah è chiamata vino e latte, come è scritto: «Venite, comprate senza denaro e senza prezzo, vino e latte». Per comprendere questo, occorre capire il concetto dei due livelli di ahavah rabbah (grande amore) e ahavas olam (amore eterno).
Il versetto qui spiegato parla del vino e del latte, e la Torah è chiamata con entrambi questi nomi, come nel versetto di Isaia che invita gli assetati a «comprare… vino e latte» senza denaro. Per spiegare questo, l’Alter Rebbe presenta dapprima due tipi di amore per D‑o: ahavah rabbah, «grande amore», e ahavas olam, «amore eterno».
אה״ר [אהבה רבה] היא הבאה מלמעלה אשר מאליה וממילא נפשו בוערת כתנור אש ואה״ע [ואהבת עולם] היא האהבה הבאה ע״י ההתבוננות ויש אהבה ג׳ הגדולה משניהם והיא הנקראת אהבה בתענוגים3 כו׳.4
Ahavah rabbah è [l’amore] che viene dall’Alto, per cui la sua anima arde spontaneamente, come una fornace di fuoco; ahavas olam è l’amore che nasce dalla contemplazione. Vi è poi un terzo amore, superiore a entrambi, chiamato «amore nelle delizie» (ahavah betaanugim), ecc.
Ahavah rabbah è un dono dall’Alto: l’anima si accende da sé, senza sforzo. Ahavas olam è l’amore che una persona sviluppa contemplando la grandezza di D‑o. Al di sopra di entrambi vi è l’«amore nelle delizie», un’espressione tratta dal Cantico dei Cantici, che il maamar identificherà con la rivelazione della delizia superna.
Il paragrafo introduce i tre amori che il maamar metterà in corrispondenza con i Nomi divini: ahavah rabbah, ahavas olam e il più elevato «amore nelle delizie».
Il fatto che la Torah sia chiamata sia vino sia latte anticipa le due parti del versetto esaminato: «rosso per il vino» e «bianco per il latte». In seguito, il maamar collega il vino al portare allo scoperto l’ahavah rabbah nascosta (paragrafo 13) e il latte alla crescita che rende gli attributi emotivi chiari e luminosi (paragrafi 17–18).
Marei mekomos
- 1חכלילי · Genesis 49:12
- 2ולכו שברו בלוא כסף · Isaiah 55:1
- 3אהבה בתענוגים · Song of Songs 7:7
- 4ביאור על הנ״ל · הנחה אחרת בסה״מ תקס״ה ע׳ קסז. בלקו״ת חקת סו, ב מציין לביאור זה בענין ב׳ אהבות אהבת עולם ואהבה רבה הבאה מלמעלה.
I quattro Nomi e la purificazione delle scintille ¶3–4
3והנה ידוע שיש ד׳ שמות ע״ב [שם ע״ב] ס״ג [שם ס״ג] מ״ה [שם מ״ה] וב״ן [ושם ב״ן]. והנה שם ב״ן [שם ב״ן] נפל בשבירה ושם מ״ה [שם מ״ה] הוא המברר.
Ora, è noto che vi sono quattro Nomi: Av (72), Sag (63), Mah (45) e Ban (52). Il Nome Ban cadde nella rottura [dei recipienti], e il Nome Mah è quello che lo raffina.
La Kabbalah parla di quattro modi di scrivere per esteso le lettere del Nome Havayah, ciascuno con un diverso valore numerico: 72 (Av), 63 (Sag), 45 (Mah) e 52 (Ban). Ban è il Nome associato a ciò che cadde nella rottura primordiale dei recipienti, mentre Mah è il Nome che seleziona e ripara ciò che è caduto.
ואמנם תחלה מברר מל׳ דאצי׳ הנקראת שם ב״ן [שם ב״ן] את רפ״ח נצוצין שבבי״ע כו׳ ואח״כ נמשך שם מ״ה [שם מ״ה] לברר שנית כו׳.
Tuttavia, dapprima la sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), chiamata Nome Ban, raffina le 288 scintille che si trovano [nei Mondi della Creazione (Beriah), della Formazione (Yetzirah) e dell’Azione (Asiyah)], ecc.; in seguito, il Nome Mah viene fatto discendere per raffinarle una seconda volta, ecc.
La rettificazione avviene in due fasi. Dapprima Malchus di Atzilus, l’ultima Sefirah del mondo più elevato, anch’essa chiamata Nome Ban, raffina le 288 scintille cadute e disperse nei tre mondi inferiori; in seguito il Nome Mah discende e le raffina una seconda volta.
Il paragrafo espone il quadro cabbalistico: il Nome Ban cadde nella rottura e viene raffinato due volte, dapprima da Malchus di Atzilus (Ban stesso) e poi dal Nome Mah.
Le due rettificazioni saranno messe in corrispondenza con i due amori: la prima, dal basso, con ahavas olam [amore eterno], e la seconda, con il Nome Mah che discende nel Ban, con ahavah rabbah [amore immenso] che si riveste in ahavas olam (paragrafo 7). Le 288 scintille sono il numero indicato nella Kabbalah per le scintille di santità cadute nella rottura.
4וביאור הדברים הנה נודע דמל׳ דאצי׳ יורדת בכל לילה בבי״ע לברר בירורים. וכמ״ש בזוהר1 אלף טורין דאכלה בהמה רבה ושתית לון בגמיעא חדא2 כו׳.
La spiegazione della questione è la seguente: è noto che la sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus) discende ogni notte nel Mondo della Creazione (Beriah), nel Mondo della Formazione (Yetzirah) e nel Mondo dell’Azione (Asiyah), per operare rettificazioni. Come è scritto nello Zohar: «Mille montagne, che una grande bestia mangia e che beve in un solo sorso», ecc.
Malchus di Atzilus discende ogni notte nei mondi di Beriah, Yetzirah e Asiyah per raccogliere e innalzare le scintille che vi sono cadute. L’immagine dello Zohar di una grande bestia che mangia mille montagne e le beve in un solo sorso descrive questo: essa assorbe tutto ciò che deve essere rettificato.
פי׳ בהמה בגי׳ [בגימטריא] ב״ן [שם ב״ן] והיינו מל׳ דאצי׳ המבררת נצוצין דתהו. להיות שכאשר נפלו הנצוצין בבי״ע ובנוגה הם מעורבים טו״ר [טוב ורע] ואינם בבחי׳ אלהות ומל׳ דאצי׳ מבררת אותם שיתהפכו להיות אלהות.
Spiegazione: behemah («bestia») ha il valore numerico di Ban (52); cioè, è Malchus di Atzilus, che rettifica le scintille di Tohu. Infatti, quando le scintille caddero in Beriah, Yetzirah e Asiyah e in nogah (splendore), sono mescolate, bene e male insieme, e non sono al livello della Divinità; Malchus di Atzilus le rettifica, affinché si trasformino in Divinità.
La parola behemah («bestia») ha il valore numerico di 52, lo stesso di Ban; perciò la bestia è Malchus di Atzilus, che rettifica le scintille cadute dal Mondo di Tohu. Una volta cadute nei mondi inferiori e in nogah, dove bene e male sono mescolati, le scintille non sono più Divinità, e la rettificazione le trasforma nuovamente in Divinità.
Il paragrafo spiega come Ban operi le rettificazioni: Malchus di Atzilus discende ogni notte nei mondi inferiori e trasforma nuovamente in Divinità le scintille miste di Tohu.
Nogah è il reame della scorza (kelipah), in cui bene e male sono mescolati; per questo le scintille che vi si trovano possono essere separate e innalzate. La bestia che «mangia» e «beve» le montagne rappresenta la rettificazione come assimilazione: ciò che viene rettificato è incluso nel Nome Ban che lo rettifica, come spiega il paragrafo 6.
Marei mekomos
- 1וכמ״ש בזוהר · Zohar I, 18b
- 2אלף טורין דאכלה בהמה רבה ושתית לון בגמיעא חדא · Zohar, Vayechi 16:109–17:120
Ahavas olam e ahavah rabbah ¶5–7
5ולכן שם ב״ן [שם ב״ן] נק׳ אה״ע [אהבת עולם] כי עולם מל׳ העלם והיינו האהבה שנתגלית מההעלם. שקודם התפלה היתה בהעלם ואחר כך ע״י התפלה נתגלית
Pertanto, il Nome Ban è chiamato ahavas olam [amore legato al mondo], perché olam («mondo») deriva dal termine he’elem («occultamento»); cioè, l’amore che si rivela dall’occultamento: prima della preghiera era occultato e in seguito, tramite la preghiera, si rivela.
L’amore legato a Ban è chiamato ahavas olam, e olam («mondo») deriva dalla stessa radice di he’elem («occultamento»). È un amore che giace nascosto nel cuore prima della preghiera e che si manifesta attraverso la preghiera.
ונמצא שאהבה זו היא באה מההתבוננות כו׳ וגם פי׳ אהבת עולם שהתפעלות ואהבה זו נמשכת מבחינת העולם.
Ne risulta che questo amore deriva dalla contemplazione, ecc. Ahavas olam significa anche che questo risveglio emotivo e questo amore sono attinti dal livello del mondo.
Poiché viene suscitato dalla contemplazione nella preghiera, questo amore dipende dallo sforzo personale. Il nome ha anche un secondo significato: l’amore è suscitato dal mondo, da ciò che una persona vede nella creazione.
היינו כמו עד״מ האדם מתפעל להיות לו אהבה ע״י שרואה מופתים הפך הטבע כמו להפוך ממים לאש או מאש למים שיתהפך מהות אחד למהות אחר עי״ז רואה גדולת ה׳ ית׳ ויגיע לו מזה אהבה לה׳.
Ciò significa che, per fare un esempio, una persona è indotta ad amare quando vede prodigi contrari alla natura, come la trasformazione dell’acqua in fuoco o del fuoco in acqua, così che un’essenza si trasformi in un’altra; attraverso questo vede la grandezza di D‑o, benedetto Egli sia, e da ciò nasce in lui amore per D‑o.
L’esempio è quello di qualcuno che vede un miracolo che capovolge la natura, come l’acqua trasformata in fuoco o il fuoco in acqua: una cosa diventa qualcosa di completamente diverso. Vedendolo, coglie la grandezza di D‑o e giunge ad amarLo; l’amore è autentico, ma è qualcosa nel mondo ad averlo suscitato.
Il paragrafo attribuisce ad ahavas olam due significati: l’amore che si rivela dall’occultamento attraverso la preghiera e l’amore suscitato da ciò che accade nel mondo.
L’esempio del miracolo è scelto con cura: il miracolo stesso consiste nella trasformazione di un’essenza in un’altra, proprio come le scintille raffinate da Ban si trasformano da una mescolanza di bene e male in Divinità. Il paragrafo successivo traccia esplicitamente questo parallelismo.
6ואהבה זו נק׳ אה״ע [אהבת עולם] שבאה ע״י סבה מבחי׳ העולם וכמו״כ [וכמו כן] למעלה הבירור נצוצות דשם ב״ן [שם ב״ן] שמברר בבי״ע נק׳ אה״ע [אהבת עולם] מפני שמבחי׳ עולם נברר להיות אלקות כו׳.
Questo amore è chiamato ahavas olam [amore legato al mondo], perché deriva da una causa che proviene dal livello del mondo. Così pure, in Alto, il raffinamento delle scintille del Nome Ban, che opera il raffinamento nei mondi di Beriah, Yetzirah e Asiyah, è chiamato ahavas olam, perché ciò che proviene dal livello del mondo [qualcosa] viene raffinato per diventare divinità, ecc.
Questo amore è chiamato ahavas olam perché qualcosa nel mondo lo suscita. Lo stesso vale in Alto: il raffinamento delle scintille da parte di Ban nei mondi inferiori è chiamato ahavas olam, perché ciò che apparteneva al «mondo» viene raffinato fino a diventare divinità.
משא״כ שם מ״ה [שם מ״ה]1 נק׳ אה״ר [אהבה רבה]. להיות ששם מ״ה [שם מ״ה] הוא בחי׳ אלקות בעצם (לא ממה שנתברר מבחי׳ עולם כמו שם ב״ן [שם ב״ן] שמברר בי״ע והם נכללים בו.
Non così è per il Nome Mah, chiamato ahavah rabbah [amore grande], poiché il Nome Mah è divinità in essenza (non deriva da ciò che è stato raffinato dal livello del mondo, come il Nome Ban, che raffina Beriah, Yetzirah e Asiyah, ed essi sono inclusi in esso.
Il Nome Mah, al contrario, corrisponde ad ahavah rabbah, perché è divinità in sé. La parentesi spiega il contrasto: Ban è divinità costituita da ciò che ha raffinato nei mondi inferiori, i quali vengono assorbiti in esso.
והיינו ע״י ההתהפכות מרע לטוב כנ״ל שנכלל בשם ב״ן [שם ב״ן] ולכך נק׳ אה״ע [אהבת עולם] כמו שאדם מתהפך ע״י מופתים כו׳ כנ״ל).
Ciò avviene attraverso la trasformazione dal male al bene menzionata sopra, che viene inclusa nel Nome Ban; perciò è chiamato ahavas olam, proprio come una persona viene trasformata dai prodigi, ecc., come menzionato sopra.)
La divinità di Ban si realizza trasformando il male in bene; per questo è chiamata ahavas olam, come l’amore di una persona che viene trasformata quando assiste a prodigi.
והוא המברר שם ב״ן [שם ב״ן]. וה״ז [והרי זה] כדוגמת אה״ר [אהבה רבה]. דהנה ענין האה״ר [האהבה רבה] היא עד״מ האהבה אשר מאליו מתלהט שלכך נק׳ בלשון רבה. להיות שאה״ע [שאהבת עולם]2 הנה יש גם בזה לעומת זה.3
Ed è esso [il Nome Mah] a raffinare il Nome Ban. Ciò è simile ad ahavah rabbah. Infatti, ahavah rabbah è, per analogia, l’amore che divampa spontaneamente; per questo è chiamato con il termine «grande» (rabbah), poiché anche nell’ahavas olam esiste «questo opposto a quello».
È Mah a raffinare Ban, così come ahavah rabbah, l’amore che divampa spontaneamente, è superiore ad ahavas olam. È chiamato «grande» perché ahavas olam ha una controparte: come afferma Kohelet, D‑o ha fatto «questo opposto a quello», così all’amore che proviene dal mondo può contrapporsi una forza opposta che proviene dal mondo.
ולכך אנו רואים שאעפ״י [שאף על פי] שבעת התפלה הי׳ [היה] לו אהבה והיא אה״ע [אהבת עולם] מ״מ אח״כ עוסק במילי דעלמא מפני שיש זלעו״ז [זה לעומת זה] ששניהם הם בחי׳ עולם זה עולם וזה עולם כו׳
Perciò vediamo che, sebbene al momento della preghiera provasse amore, che era ahavas olam, in seguito si occupa comunque di faccende mondane, poiché esiste «questo opposto a quello»: entrambi appartengono al livello del mondo, questo è «mondo» e quello è «mondo», ecc.
Ecco perché una persona può provare amore per D‑o durante la preghiera e poi occuparsi di faccende mondane: sia l’amore sia le faccende mondane appartengono al «mondo», e quindi l’uno può contrapporsi alle altre. L’espressione aramaica per «faccende mondane», milei de’alma, contiene essa stessa la parola «mondo».
משא״כ בחי׳ אה״ר [אהבה רבה] להיותה מניצוץ אלקות עצמו אין שם זלעו״ז [זה לעומת זה] כו׳. וכמו״כ [וכמו כן] למעלה שם מ״ה [שם מ״ה] הוא אלקות שלא ע״י בירור. כמו האה״ר [האהבה רבה] שבאה מאיליה מלמעלה.
Non così è per il livello di ahavah rabbah: poiché proviene dalla scintilla stessa della divinità, lì non esiste «questo opposto a quello», ecc. Così pure, in Alto, il Nome Mah è divinità che non deriva dal raffinamento, come ahavah rabbah, che proviene spontaneamente dall’Alto.
Ahavah rabbah proviene dalla scintilla stessa della divinità, perciò nulla nel mondo le si contrappone. Allo stesso modo, in Alto, il Nome Mah è divinità che non ha mai avuto bisogno di essere raffinata, come ahavah rabbah, che proviene spontaneamente dall’Alto.
Il paragrafo associa ahavas olam a Ban, la divinità raggiunta attraverso il raffinamento, e ahavah rabbah a Mah, la divinità in essenza; spiega inoltre perché solo la prima abbia una forza opposta.
Il contrasto chiarisce un’esperienza familiare: l’amore suscitato dalla contemplazione del mondo può svanire non appena la preghiera finisce, perché ciò che lo ha suscitato appartiene allo stesso ordine di ciò che poi distrae la persona. L’amore che proviene dalla scintilla divina dell’anima non appartiene a quell’ordine, perciò nulla nel mondo gli si oppone.
Marei mekomos
- 1חיך שם מ״ה · כ״ה בכל הדפוסים. וצ״ע.
- 2להיות שאה״ע · ראה אוה״ת פ׳ פנחס ע׳ א׳קנז.
- 3לעומת זה · Ecclesiastes 7:14
7והנה עכ״ז [עם כל זה] הרי האה״ר [האהבה רבה] שנק׳ מ״ה [שם מ״ה] מתלבשת באה״ע [באהבת עולם] הנק׳ ב״ן [שם ב״ן] לברר בירור שני כו׳ אבל אהבה ג׳ והיא הנק׳ אהבה בתענוגים שהוא ענין שם ע״ב [שם ע״ב] אינה מתלבשת כלל לא באה״ר [באהבה רבה] ולא באה״ע [באהבת עולם] כו׳:
Ora, nonostante tutto ciò, ahavah rabbah [grande amore], che è chiamata Mah, si riveste in ahavas olam [amore eterno], che è chiamato Ban, per operare un secondo raffinamento, ecc. Ma il terzo amore, chiamato «amore nelle delizie», che corrisponde al Nome Av, non si riveste affatto né in ahavah rabbah né in ahavas olam, ecc.
Benché Mah sia Divinità che non necessita di raffinamento, discende comunque e si riveste in Ban per operare il secondo raffinamento; allo stesso modo, ahavah rabbah si riveste in ahavas olam. Il terzo amore, «amore nelle delizie», che corrisponde al Nome Av, non si riveste mai in nessuna delle due.
Il paragrafo pone il problema che verrà risolto nei paragrafi successivi: Mah si riveste in Ban, mentre Av, l’amore nelle delizie, non si riveste né nell’uno né nell’altro.
La domanda è come un livello che non entra mai nei livelli inferiori possa comunque essere fatto discendere fino a essi. La risposta (paragrafi 8–9) è che nessuno dei due amori lo fa discendere da solo: esso giunge attraverso la loro unione.
Maschio e femmina: come viene fatto discendere l’amore nelle delizie ¶8–9
8אך הנה המשכת שם ע״ב [שם ע״ב] אהבה בתענוגים. הוא כאשר נתחברו יחדיו אה״ר [אהבה רבה] ואה״ע [ואהבת עולם] שם מ״ה [שם מ״ה] ושם ב״ן [שם ב״ן] אזי ממשיכים גם שם ע״ב [שם ע״ב]. הגם שהוא גבוה משניהם כו׳.
Tuttavia, il far discendere il Nome Av, l’amore colmo di delizia, avviene quando ahavah rabbah (amore grande) e ahavas olam (amore eterno), il Nome Mah e il Nome Ban, si uniscono; allora fanno discendere anche il Nome Av, benché sia superiore a entrambi, ecc.
Il modo per far discendere il Nome Av, l’amore colmo di delizia, è attraverso l’unione di ahavah rabbah e ahavas olam, Mah e Ban. Quando i due si uniscono, discende anche il Nome superiore, benché sia più elevato di entrambi.
וביאור הדברים הנה ידוע שיש בכל עולם דאצי׳ בי״ע ע״ס [עשר ספירות] ועולמות והיכלות.
La spiegazione della questione è la seguente: è noto che in ciascun mondo — il Mondo dell’Emanazione (Atzilus), il Mondo della Creazione (Beriah), il Mondo della Formazione (Yetzirah) e il Mondo dell’Azione (Asiyah) — vi sono dieci emanazioni divine (Sefiros), nonché mondi e camere (heichalos).
Per spiegare come ciò sia possibile, l’Alter Rebbe ricorda che ciascuno dei quattro mondi contiene dieci Sefiros, insieme a «mondi» e «camere», livelli che, come spiega il paragrafo successivo, devono essere raffinati.
Il paragrafo enuncia il principio secondo cui l’amore colmo di delizia viene fatto discendere quando Mah e Ban si uniscono, e comincia a spiegarlo a partire dalla struttura di ciascun mondo.
9והנה ע״ס [עשר ספירות] הם הם אלקות שאינו צריך להתברר והיינו כענין שם מ״ה [שם מ״ה] כידוע. ועולמות והיכלות הם צריכים להתברר בכדי להתכלל בע״ס [בעשר ספירות] שהוא אלקות ממש.
Ora, le dieci emanazioni divine (Sefiros) sono esse stesse Divinità e non hanno bisogno di essere rettificate; ciò è simile al concetto del Nome Mah, come è noto. I mondi e le camere, invece, devono essere rettificati per poter essere inclusi nelle dieci Sefiros, che sono vera Divinità.
Le dieci Sefiros sono Divinità e non necessitano di rettificazione, come il Nome Mah. I mondi e le camere, invece, devono essere rettificati prima di poter essere assorbiti nelle Sefiros.
והיינו ע״י הבירור דב״ן [דשם ב״ן] שנכללים בו הבירורים דעולמות והיכלות ואחר כך נמשך שם מ״ה [שם מ״ה] להתלבש בב״ן [בשם ב״ן] לברר שנית כו׳. וזהו ענין יחוד הוי׳ אלהים שהם דו״נ [דכר ונוקבא] מ״ה [שם מ״ה] וב״ן [ושם ב״ן].
Ciò avviene attraverso la rettificazione di Ban, nel quale sono incluse le rettificazioni dei mondi e delle camere; in seguito, il Nome Mah viene fatto discendere per rivestirsi di Ban e rettificare una seconda volta, ecc. Questo è il concetto dell’unione del Nome Havayah [e] del Nome Elokim, che sono maschile e femminile, Mah e Ban.
Anzitutto vengono rettificati attraverso Ban, che assorbe ciò che è stato rettificato nei mondi e nelle camere; poi Mah discende in Ban per rettificare una seconda volta. Questa unione di Mah e Ban è l’unione di Havayah ed Elokim, il maschile e il femminile.
והנה כתיב זכר ונקבה בראם1 ויברך אתם2 כו׳ ומבואר בזהר הטעם דקוב״ה [דקודשא בריך הוא] לא שרי באתר פגימא אלא באתר שלימא34 כו׳.
Ora, è scritto: «Maschio e femmina li creò e li benedisse», ecc.; e il motivo è spiegato nello Zohar: il Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), non dimora in un luogo imperfetto, ma soltanto in un luogo integro, ecc.
La Scrittura afferma che D‑o li creò «maschio e femmina» e poi «li benedisse». Lo Zohar spiega il motivo: il Santo, benedetto Egli sia, dimora soltanto in un luogo integro; il maschio da solo o la femmina da sola costituiscono un «luogo imperfetto».
והענין מפני שכאשר מתכללים ב׳ בחינות דו״נ [דכר ונוקבא] ע״כ מעוררים בחינת הגבוה מערך שניהם (וכענין החופה שנכנסי׳ [שנכנסים] בו חתן וכלה להיות שבאים שניהם דו״נ [דכר ונוקבא] ע״כ בא שם הגילוי גם מבחי׳ מקיפים כו׳).
Il concetto è che, quando due livelli, maschile e femminile, si includono reciprocamente, risvegliano così il livello superiore, al di là della misura di entrambi (come nel caso della chuppah [baldacchino nuziale], nella quale fanno ingresso lo sposo e la sposa: poiché entrambi, maschio e femmina, giungono [lì], la rivelazione che vi si manifesta proviene anche dal livello delle [luci] avvolgenti (makifim), ecc.).
Quando il maschile e il femminile si uniscono, la loro unione suscita un livello che va oltre la portata di ciascuno di loro. La parentesi porta come esempio il baldacchino nuziale: poiché lo sposo e la sposa vi entrano insieme, lì si manifesta anche una rivelazione proveniente dai makifim, le luci avvolgenti.
והיינו ע״י שכאשר שם ב״ן [שם ב״ן] מברר בי״ע ואז מעלה אותם מ״ן [מיין נוקבין] לשם מ״ה [שם מ״ה] והוא נמשך לברר כו׳.
Ciò avviene [per il fatto] che, quando il Nome Ban rettifica il Mondo della Creazione (Beriah), il Mondo della Formazione (Yetzirah) e il Mondo dell’Azione (Asiyah), li eleva poi come mayin nukvin («acque femminili») verso il Nome Mah, ed esso [Mah] viene fatto discendere per rettificare, ecc.
Il processo si svolge così: quando Ban rettifica i mondi inferiori, eleva ciò che ha rettificato come mayin nukvin, «acque femminili», termine cabbalistico per un risveglio dal basso; ciò fa discendere il Nome Mah, che rettifica ulteriormente.
ואח״כ כששניהם מתלבשים זה בזה בחי׳ יחוד הוי״ה אלהים אזי נמשך גם שם ע״ב [שם ע״ב] הנק׳ אהבה בתענוגים.
In seguito, quando entrambi si rivestono l’uno nell’altro, nel livello dell’unione di Havayah [e] Elokim, viene fatto discendere anche il Nome Av, chiamato «amore nei piaceri».
Quando Mah e Ban si rivestono l’uno nell’altro, realizzando l’unione di Havayah ed Elokim, discende anche il Nome Av, l’amore nei piaceri.
וזהו זכר ונקבה בראם. היינו דכר שם מ״ה [שם מ״ה] ונוק׳ [ונוקבא] שם ב״ן [שם ב״ן] ואזי ויברך אתם המשכת החכמה שם ע״ב [שם ע״ב] הנק׳ ברוך כו׳.
E questo è [il significato di] «Maschio e femmina li creò»: cioè, il maschio (dechar), il Nome Mah, e la dimensione femminile / Malchus (Nukva), il Nome Ban; e poi «li benedisse»: il far discendere la sapienza (Chochmah), il Nome Av, chiamato «benedetto» (baruch), ecc.
Il versetto viene interpretato così: «maschio» è Mah, «femmina» è Ban, e «li benedisse» indica il far discendere la Chochmah, il Nome Av. La Chochmah è chiamata baruch, «benedetto», perciò la benedizione è la Chochmah che discende sulla coppia unita.
Il paragrafo spiega come venga fatto discendere l’amore nei piaceri: quando Mah e Ban, il maschile e il femminile, si uniscono, il Nome superiore Av discende su di loro, come in «Maschio e femmina li creò e li benedisse».
Le due rettificazioni corrispondono ai due amori: ahavas olam (Ban) eleva il mondo dal basso, e ahavah rabbah (Mah) discende per incontrarlo. Il loro incontro, come uno sposalizio sotto la chuppah [baldacchino nuziale], fa discendere un dono che nessuno dei due potrebbe attrarre da solo: la delizia della Chochmah, il Nome Av.
Marei mekomos
- 1זכר ונקבה בראם · Genesis 1:27
- 2זכר ונקבה בראם ויברך אתם · Genesis 5:2
- 3ומבואר בזהר . . דקוב״ה לא שרי . . אלא באתר שלימא · Zohar II, 155a
- 4לא שרי באתר פגימא אלא באתר שלימא · Zohar, Terumah 52:565–53:572
Perché Av è l’amore nelle delizie ¶10
10והנה ידוע שגילוי אור א״ס דעתיקא קדישא הוא בבחינת החכמה דאצי׳ להיותה בתכלית הבטול. והנה עתיק הוא על דרך משל בחינת תענוג כו׳.
Ora, è noto che la rivelazione della Luce Infinita (Or Ein Sof) di Atika Kadisha (l’Antico Santo) si manifesta al livello della sapienza (Chochmah) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), poiché essa è caratterizzata da un autoannullamento (bittul) assoluto. E Atik corrisponde, per analogia, al livello della delizia (taanug), ecc.
Atika Kadisha, «l’Antico Santo», è il livello più interiore della Corona (Keser), e la sua luce si rivela nella Chochmah di Atzilus perché la Chochmah è completamente caratterizzata dal bittul e può così ricevere ciò che è al di sopra di essa. In termini umani, Atik corrisponde alla delizia.
וכמו שאנו רואים גם כן שגילוי התענוג הוא בחכמה כאשר יגיע לו השכלה חדשה מהמשכיל שזהו ענין גילוי החכמה ממקורה אז יתענג ענג נפלא כו׳
Come vediamo anche che la delizia si rivela nella Chochmah: quando gli giunge dal suo intelletto una nuova intuizione — il che costituisce la rivelazione della Chochmah dalla sua fonte — allora prova una delizia meravigliosa, ecc.
L’analogia umana è che la delizia si manifesta nella mente. Quando a una persona giunge una nuova intuizione dal proprio intelletto, un lampo di sapienza che emerge dalla sua fonte, essa prova una delizia meravigliosa.
וכמו״כ [וכמו כן] גלוי אא״ס [אור אין סוף] ע״י [עתיק יומין] וא״א הוא בבחינת חכמה דאצי׳ שהוא שם ע״ב [שם ע״ב].
Allo stesso modo, la rivelazione della Luce Infinita di Atik Yomin e Arich Anpin si manifesta al livello della Chochmah di Atzilus, che è il Nome Av.
Allo stesso modo, la luce di Atik Yomin e Arich Anpin, i due livelli della Corona, si rivela nella Chochmah di Atzilus, che è il Nome Av.
ולכך נק׳ שם ע״ב [שם ע״ב] אהבה בתענוגים1 להיות שהוא גלוי תענוג עליון וזהו אהבה בתענוגים דייקא כו׳:
Per questo il Nome Av è chiamato «amore nelle delizie»: poiché è la rivelazione della delizia superna. E questo è [il motivo per cui è] precisamente «amore nelle delizie», ecc.
Per questo il Nome Av è chiamato «amore nelle delizie»: è il luogo in cui si rivela la delizia superna. Le parole «nelle delizie» sono dunque precise.
Il paragrafo spiega perché Av è chiamato amore nelle delizie: la Chochmah, il Nome Av, è il luogo in cui si rivela la delizia di Atik, proprio come una nuova intuizione procura delizia a una persona.
La Chochmah può ricevere la delizia di Atik grazie al suo bittul, il suo completo autoannullamento. Il maamar collega così l’amore più elevato all’esperienza di una nuova intuizione; i paragrafi successivi lo mettono in relazione con il gusto e con il vino della Torah.
Marei mekomos
- 1אהבה בתענוגים · Song of Songs 7:7
Il palato che dice «Per me, per me» ¶11–13
11וזהו חכלילי עינים מיין.1 וארז״ל [ואמרו רבותינו זכרונם לברכה] חכלילי כל חיך הטועם אומר לי לי.2 וי״ל [ויש לומר] כפל הלשון לי לי.
E questo è [il significato di] «Chachlili einayim mi-yayin» («I suoi occhi sono rossi per il vino»). E i nostri Saggi, di benedetta memoria, dissero: «Chachlili: ogni palato (chech) che assaggia dice: “Per me (li), per me (li)”». Ora, occorre comprendere l’espressione raddoppiata «per me, per me».
Il versetto dice che gli occhi di Yehudah sono chachlili, «rossi», per il vino. Il Talmud legge la parola insolita come chech li li, «palato: per me, per me»: ogni palato che lo assaggia dice: «Per me, per me». L’Alter Rebbe chiede perché «per me» venga detto due volte.
אך הענין הוא שזהו ענין ב׳ עליות של ב׳ בחינות אה״ר [אהבה רבה] ואה״ע [ואהבת עולם] מ״ה [שם מ״ה] וב״ן [ושם ב״ן] בע״י [בעתיק יומין] וא״א כנ״ל מפני שהן עולים בבחינת שם ע״ב [שם ע״ב] ששם גילוי עתיק ואריך כו׳.
Ma il punto è che questo riguarda le due ascese dei due livelli, ahavah rabbah (amore intenso) e ahavas olam (amore eterno), Mah e Ban, in Atik Yomin e Arich Anpin, come menzionato sopra; poiché salgono al livello del Nome Av, dove si rivela Atik e Arich, ecc.
I due «per me» sono due ascese: ahavah rabbah (Mah) e ahavas olam (Ban) salgono ciascuna ad Atik Yomin e Arich Anpin. Raggiungono questi livelli salendo nel Nome Av, la sapienza (Chochmah), dove si rivelano Atik e Arich.
Il paragrafo ritorna al versetto e interpreta il doppio «per me, per me» del Talmud come l’ascesa di entrambi gli amori nel Nome Av.
Il maamar ha già spiegato (paragrafo 10) che la luce di Atik Yomin e Arich Anpin si rivela in Chochmah, il Nome Av. Così, quando Mah e Ban salgono in Av, giungono a quella rivelazione, e ciascuna delle loro due ascese è un «per me».
Marei mekomos
- 1חכלילי עינים מיין · Genesis 49:12
- 2חכלילי כל חיך הטועם אומר לי לי · Ketubot 111b:17
12וזהו חיך הטועם אומר לי לי1 פירוש חיך הטועם הוא בחינת חכמה דאצי׳ שנק׳ חיך2 שם מ״ה [שם מ״ה] והוא בחינת טעמים שהם בשם ע״ב [שם ע״ב]3
Ed è questo [il significato di] «il palato che assapora dice: “Per me, per me”»: la spiegazione è che «il palato che assapora» è il livello della sapienza (Chochmah) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), chiamato «palato», il Nome Mah; ed è il livello dei te’amim («gusti»), che appartengono al Nome Av.
«Il palato che assapora» è la Chochmah di Atzilus, che nella Kabbalah viene chiamata «palato». La Chochmah è il livello dei te’amim, parola che significa sia «gusti» sia note di cantillazione della Torah; i te’amim appartengono al Nome Av. Le parole «il Nome Mah» sono qui enigmatiche, poiché altrove il maamar identifica la Chochmah con il Nome Av; l’edizione Kehot rileva che tutte le stampe riportano questa lettura.
כנודע שיש ד׳ בחי׳ טנת״א [טעמים נקודות תגין אותיות] כנגד ד׳ שמות ע״ב [שם ע״ב] ס״ג [שם ס״ג] מ״ה [שם מ״ה] ב״ן [שם ב״ן] וחכמה דאצי׳ היא בחינת חיך הטועם היינו בחינת טעמים.
Come è noto, vi sono quattro livelli: te’amim, nekudos, tagin e osiyos (note di cantillazione, punti vocalici, coroncine e lettere), corrispondenti ai quattro Nomi Av, Sag, Mah e Ban. E la Chochmah di Atzilus è il livello del «palato che assapora», vale a dire il livello dei te’amim.
La Torah scritta ha quattro componenti: te’amim (cantillazione), nekudos (vocali), tagin (le coroncine sopra le lettere) e osiyos (le lettere); queste corrispondono ai quattro Nomi Av, Sag, Mah e Ban. I te’amim, che sono il primo di questi elementi, sono dunque la Chochmah, il palato che assapora.
וכמו עד״מ כאשר יטעום האדם איזה מאכל הנערב ומתוק מתענג מזה כמו״כ [כמו כן] בבחי׳ טעמים דחכמה יש שם גילוי עתיק כו׳.4
Proprio come, per fare un esempio, quando una persona assaggia un cibo gradevole e dolce ne trae delizia, così anche nel livello dei te’amim della Chochmah si rivela Atik, ecc.
Come l’assaggio di un cibo dolce procura piacere a una persona, così i «gusti» della Chochmah recano la rivelazione di Atik, la delizia suprema.
וזהו חיך הטועם בחי׳ ע״ב [שם ע״ב] חכמה אומר לי לי הוא בחי׳ עליות אה״ר [אהבה רבה] ואה״ע [ואהבת עולם].
Ed è questo «il palato che assapora»: il livello di Av, la Chochmah, «dice: “Per me, per me”»; questo è il livello delle ascese di ahavah rabbah [amore grande] e ahavas olam [amore del mondo].
La frase del Talmud ora si legge così: il palato che assapora, la Chochmah, il Nome Av, dice «Per me, per me», perché entrambi gli amori ascendono in esso.
Il paragrafo identifica il palato che assapora con la Chochmah e i suoi te’amim, nei quali si percepisce la delizia di Atik; il doppio «per me» indica l’ascesa in essa dei due amori.
Poiché te’amim significa sia la cantillazione della Torah sia «gusti», l’Alter Rebbe può parlare della delizia di Atik come di qualcosa che viene «assaporato» nella Chochmah; anche Me’orei Or, citato nelle note Kehot, colloca i te’amim in Atik e Arich, il livello di Av. Le parole «il Nome Mah» nella prima parte sono enigmatiche, poiché in tutto il maamar la Chochmah è il Nome Av; l’edizione Kehot osserva che la stessa lettura si trova in tutte le stampe e lascia la questione aperta a ulteriori approfondimenti.
Marei mekomos
- 1כל חיך הטועם אומר לי לי · Ketubot 111b:17
- 2חכמה דאצי׳ שנק׳ חיך · מאו״א ח, פב. לקו״ת במדבר י, א. יא, ג. וראה בספר הלקיוטים ממאמרי הצ״צ ערך חיך.
- 3טעמים שהם בשם ע״ב · מאו״א ט, יח: ”טעמים בסוד עתיק ואריך בחי׳ ע״ב”. וביאיר נתיב שם מציין לע״ח שער טנת״א. ראה אוה״ת וארא כרך ז ע׳ ב׳תקעד.
- 4טעמים בחכמה יש שם גילוי עתיק · באוה״ת שמות כרך ז ע׳ ב׳תקעג כ׳ ואולי זהו טוב טעם ודעת למדני טעם הכמוס”. וראה בהנסמן לעיל מז, ג.
Ora, gli occhi rossi (chachlili einayim) sono «dal vino». Infatti, attraverso «l’ingresso del vino»—il vino della Torah—«esce un segreto».
Il versetto dice che gli occhi sono rossi «dal vino», e l’Alter Rebbe lo spiega attraverso il detto: «Quando il vino entra, esce un segreto». Qui il vino è il vino della Torah, che porta alla luce ciò che è nascosto nell’anima.
פי׳ סוד היינו אה״ר [אהבה רבה] המסותרת שתצא מההעלם אל הגילוי להיות התלבשות אה״ר [אהבה רבה] מ״ה [שם מ״ה] באה״ע [באהבת עולם] ב״ן [שם ב״ן]. ועי״ז שניהם עולים ונכללים בחכמה. וזהו חכלילי כו׳ מיין.
Il significato di «segreto» è l’ahavah rabbah [amore grande] nascosta, che deve uscire dalla dissimulazione e manifestarsi, affinché l’ahavah rabbah, Mah, si rivesta nell’ahavas olam [amore eterno], Ban. E attraverso questo entrambe salgono e sono incluse nella sapienza (Chochmah). E questo è [il significato di] «Chachlili», ecc., «dal vino».
Il «segreto» è l’ahavah rabbah nascosta, che la Torah porta fuori dalla dissimulazione, affinché si rivesta nell’ahavas olam, Mah in Ban. Unite in questo modo, entrambe le forme d’amore salgono e sono incluse in Chochmah; ecco perché gli occhi rossi sono «dal vino».
פי׳ מה שחיך הטועם אומר לי לי העלייה דמ״ה [דשם מ״ה] וב״ן [ושם ב״ן] בע״ב [בשם ע״ב] זהו מיין שעי״ז שנכנס יינה ש״ת [של תורה] יצא סוד התלבשות מ״ה [שם מ״ה] בב״ן [בשם ב״ן] ועי״ז מעוררים שם ע״ב [שם ע״ב] להיות חיך הטועם כו׳.
Vale a dire: ciò che dice il «palato che assaggia»: «Per me, per me»—l’ascesa di Mah e Ban in Av—è «dal vino»; infatti, attraverso l’ingresso del vino della Torah, «esce un segreto»: il rivestirsi di Mah in Ban; e così essi risvegliano il Nome Av, affinché diventi «il palato che assaggia», ecc.
Così, il «Per me, per me» del palato—l’ascesa di Mah e Ban in Av—viene «dal vino». Il vino della Torah porta alla luce il segreto, il rivestirsi di Mah in Ban, e questo risveglia il Nome Av, affinché diventi il palato che assaggia.
Il paragrafo spiega l’espressione «dal vino»: il vino della Torah rivela l’ahavah rabbah nascosta e la unisce all’ahavas olam, così che entrambe salgano nella Chochmah e risveglino il Nome Av.
Il valore numerico di yayin (vino) e di sod (segreto) è lo stesso: settanta; questo è uno dei motivi per cui il vino e i segreti sono collegati. Anche il maamar precedente afferma che tutto ciò deriva dal livello del vino, il vino della Torah.
Marei mekomos
- 1חכלילי עינים · Genesis 49:12
Il rosso e il bianco degli occhi di Shabbos ¶14–15
14והנה בחי׳ גילוי זה דשם ע״ב [שם ע״ב] הוא בשבת שהוא ענין מוחין דאבא. והיינו גילוי והמשכת ענג העליון בחי׳ עתיקא קדישא בבחי׳ החכמה.
Ora, il livello di questa rivelazione del Nome Av si manifesta di Shabbos, che è l’aspetto delle facoltà intellettive (mochin) di Abba (la sapienza, Chochmah). Vale a dire, la rivelazione e la discesa verso il basso della delizia superna, il livello di Atika Kadisha [l’Antico Santo], nel livello di Chochmah.
Questa rivelazione del Nome Av avviene di Shabbos, che porta le facoltà intellettive (mochin) di Abba, Chochmah. Di Shabbos, la delizia superna di Atika Kadisha viene fatta discendere in Chochmah.
וכמ״ש וקראת לשבת ענג1 להמשיך ולקרוא הענג בחכמה כו׳. וכמ״ש במ״א ע״פ מארז״ל [מאמר רבותינו זכרונם לברכה] כל האומר ויכלו2 בשבת כאלו נעשה שותף להקב״ה במעשה בראשית כו׳.
Come è scritto: «E chiamerai lo Shabbos delizia»: per far discendere e richiamare la delizia in Chochmah, ecc. E come è scritto altrove, a proposito dell’insegnamento dei nostri Saggi, di benedetta memoria: «Chiunque reciti Vayechulu di Shabbos è come se diventasse socio del Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), nell’opera della creazione», ecc.
Isaia chiama Shabbos «delizia», e l’Alter Rebbe interpreta «chiamerai» come un richiamare la delizia in Chochmah facendola discendere. Aggiunge l’insegnamento talmudico, spiegato altrove, secondo cui chiunque reciti Vayechulu, il brano sul compimento della creazione, di Shabbos è considerato socio di D‑o nella creazione.
וזהו ג״כ כל כוונת האכילה בשבת להמשיך בחי׳ עתיק בחכמה כו׳. אך הנה ארז״ל [אמרו רבותינו זכרונם לברכה] מי שטרח בע״ש [בערב שבת]3 יאכל בשבת.
E questo è anche l’intero intento del mangiare di Shabbos: far discendere il livello di Atik in Chochmah, ecc. Tuttavia, i nostri Saggi, di benedetta memoria, hanno detto: «Chi ha faticato alla vigilia di Shabbos mangerà di Shabbos».
Il mangiare di Shabbos ha lo stesso scopo: far discendere Atik, la delizia, in Chochmah. Ma i Saggi hanno detto che si mangia di Shabbos solo se si è faticato alla vigilia di Shabbos: la delizia dipende dallo sforzo che l’ha preceduta.
וזהו חכלילי עינים4 כו׳. פי׳ כי יש ב׳ בחי׳ בעינים הא׳ האדמומית והזהרורית שבעינים. והב׳ חוורי דעינא.
E questo è [il significato di] «Chachlili einayim» («occhi rossi»), ecc. La spiegazione è questa: negli occhi vi sono due aspetti: il primo, il rossore e il bagliore degli occhi; il secondo, il bianco dell’occhio.
Quella fatica è ciò che il rossore degli occhi rappresenta. Gli occhi hanno due aspetti: il bagliore rosso e il bianco; il paragrafo successivo spiega ciascuno di essi.
Il paragrafo colloca la rivelazione di Av di Shabbos, quando la delizia viene fatta discendere in Chochmah, e introduce la fatica che la precede e la merita, simboleggiata dal rossore degli occhi.
Il maamar precedente, a cui si riferisce la nota Kehot, dice lo stesso: Shabbos è il livello della delizia; ma, poiché «chi ha faticato alla vigilia di Shabbos» mangia di Shabbos, una persona deve faticare per tutta la settimana per suscitare ahavah rabbah e ahavas olam, e giungere così all’amore insito nelle delizie rivelate di Shabbos.
Marei mekomos
- 1וקראת לשבת ענג · Isaiah 58:13
- 2וכמ״ש במ״א ע״פ מארז״ל כל האומר ויכולו · Shabbat 119b:2
- 3מי שטרח בע״ש · Avodah Zarah 3a:10
- 4חכלילי עינים · Genesis 49:12
15והנה ענין האדמומית הוא בחי׳ ההתלהבו׳ ורשפי אש לאסתכלא ביקרא דמלכא כמ״ש הסבי עיניך מנגדי1 כו׳ דאינון מוקדין ליה בשלהובין2 דרחימותא כנודע.
Ora, il rossore è il livello del fervore e delle vampe di fuoco, «contemplare la gloria del Re», come è scritto: «Distogli da me i tuoi occhi», ecc., poiché Lo infiammano con fiamme d’amore, come è noto.
Il rosso degli occhi rappresenta il fervore, le «vampe di fuoco»: il desiderio ardente di «contemplare la gloria del Re». Lo Zohar interpreta il versetto «Distogli da me i tuoi occhi» come se dicesse che quegli occhi Lo infiammano con fiamme d’amore.
וכמו״כ [וכמו כן] הנה מבואר באדרא3 רבה כד ז״א מסתכל במצחא דאריך מקבל ש״ע [ש״ע (370)] נהורין4 ובפנים ק״נ נהורין567 כמה שכתוב כי יקרא ק״ן צפור8 לפניך כו׳.
Analogamente, è spiegato nell’Idra Rabba: quando l’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) guarda la fronte di Arich [Anpin], riceve 370 luci, e nel volto (panim) 150 luci, come è scritto: «Se ti capita davanti un nido d’uccello (kan, 150)», ecc.
L’Idra Rabba, una sezione dello Zohar, descrive la stessa cosa in alto: quando Zeir Anpin guarda la fronte di Arich Anpin, riceve 370 luci, e nel volto 150 luci. Il numero 150 è alluso nel versetto «Se ti capita davanti un nido d’uccello (kan)», poiché le lettere di kan sommano 150; inoltre, lefanecha, «davanti a te», deriva da panim, «volto».
והענין דהנה א״א שהוא הכתר הוא בחי׳ התחתונה שבמאציל וז״א הוא מקור לעלמין דבי״ע שלכך ז״א נק׳ עולם כמ״ש עולם חסד יבנה9 כו׳.
Il punto è che Arich Anpin, che è la Corona (Keser), è il livello più basso dell’Emanatore, mentre Zeir Anpin è la fonte dei mondi: il Mondo della Creazione (Beriah), il Mondo della Formazione (Yetzirah) e il Mondo dell’Azione (Asiyah). Per questo Zeir Anpin è chiamato «mondo» (olam), come è scritto: «Il mondo (olam) è costruito mediante la benevolenza», ecc.
Arich Anpin, Keser, è il livello più basso dell’Emanatore stesso: appartiene ancora alla fonte, non a ciò che viene emanato. Zeir Anpin è invece la fonte dei tre mondi inferiori. Per questo è chiamato olam, «mondo», come nell’espressione «Il mondo è costruito mediante la benevolenza».
ולכך הז״א מתלהב ליכלל למעלה באוא״ס [באור אין סוף] בחי׳ א״א כו׳ (וכן עבודת האדם למטה לאסתכלא ביקרא דמלכא עיני תמיד אל10 ה׳ והיינו ההתלהבות ממטלמ״ע [ממטה למעלה] שהוא ע״י העינים דוקא)
Perciò Zeir Anpin arde dal desiderio di essere incluso in alto nella Luce Infinita (Or Ein Sof), il livello di Arich Anpin, ecc. (E così anche il servizio dell’uomo quaggiù, «contemplare la gloria del Re»: «I miei occhi sono sempre rivolti al Nome Havayah»; vale a dire, il fervore che sale dal basso verso l’alto, e che passa specificamente attraverso gli occhi.)
Poiché Zeir Anpin è «mondo», arde dal desiderio di essere assorbito nella Luce Infinita di Arich Anpin. La parentesi presenta il parallelo nel servizio umano: il servizio di una persona consiste nel «contemplare la gloria del Re»; «I miei occhi sono sempre rivolti a Havayah» esprime un fervore che sale dal basso, e che passa specificamente attraverso gli occhi.
והיינו האדמומית שבעינים שמורה על ענין ההתלהבות ורשפי אש כו׳. וע״י ההסתכלות ז״א בבחי׳ התלהבות נמשך אח״כ השפע מא״א [מאריך אנפין] לז״א.
Questo è il rossore degli occhi, che indica il fervore e le vampe di fuoco, ecc. E, attraverso lo sguardo fervente di Zeir Anpin, l’influsso viene poi fatto discendere da Arich Anpin a Zeir Anpin.
Quel fervore è il rossore degli occhi. Poiché Zeir Anpin guarda verso l’alto con questo fervore, in seguito discende fino a esso un influsso di luce da Arich Anpin.
וכמ״ש עין ה׳ אל יראיו11 כו׳ (והיינו מפני שהקדים תחלה עיני תמיד אל ה׳ והוא התלהבות ממטלמ״ע [ממטה למעלה]. וזהו מי שטרח בערב שבת12 כו׳. עי״ז נמשך אח״כ אור השפע מלמעלה למטה להיות עין ה׳ כו׳).
Come è scritto: «L’occhio di Havayah è rivolto a coloro che Lo temono», ecc. (Questo perché egli aveva prima cominciato con «I miei occhi sono sempre rivolti a Havayah», che esprime il fervore dal basso verso l’alto. E questo è «Chi si è affaticato alla vigilia di Shabbos», ecc. Per mezzo di ciò, in seguito, la luce dell’influsso viene fatta discendere dall’alto verso il basso, affinché vi sia «l’occhio di Havayah», ecc.)
Questo è il significato di «L’occhio di Havayah è rivolto a coloro che Lo temono»: l’occhio di D‑o si volge verso una persona perché prima quella persona ha rivolto a Lui i propri occhi. Questo è l’affaticarsi alla vigilia di Shabbos, che dà diritto al pasto di Shabbos; per suo tramite, la luce discende dall’alto.
וזהו ענין ש״ע [ש״ע (370)] נהורין או ק״ן נהורין דמקבל ז״א מא״א [מאריך אנפין] היינו השפע מלמעלה כו׳ שהוא בחי׳ עינא דאיהו חוור כמ״ש באד״ר [באדרא רבא] (דקכ״ט ב׳ ובדף קל״ו ב׳)13 ואתסחן בחד חוורא דעינא טבא1415 כו׳.
Questo è dunque il significato delle 370 luci o delle 150 luci che Zeir Anpin riceve da Arich Anpin: sono l’influsso dall’alto, ecc., il livello dell’occhio che è bianco, come è affermato nell’Idra Rabba (folio 129b e folio 136b): «E vengono lavati nell’unico biancore dell’occhio buono», ecc.
Le 370 o le 150 luci che Zeir Anpin riceve sono questo influsso dall’alto, il bianco dell’occhio. Come dice l’Idra Rabba, gli occhi di Zeir Anpin vengono lavati nel biancore dell’«occhio buono», l’occhio di Arich Anpin.
והנה הראיה היא בחי׳ חיצוניות משא״כ שארי כחות כמו כח החכמה או המדות כו׳
Ora, la vista è il livello della dimensione esteriore (chitzoniyus), mentre le altre facoltà, come la facoltà della sapienza (Chochmah) o gli attributi emotivi (middos), ecc., non sono così.
La vista è una facoltà esteriore: a differenza della sapienza o delle emozioni, non interiorizza in sé ciò che vede.
והענין כי להיות מסתכל במצחא דא״א ולקבל אח״כ גילוי האור משם א״א לקבל רק ע״י ראיה שהיא מבחוץ שאינה נכנסת לפנים.
La ragione è questa: poiché [l’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin)] contempla la fronte di Arich Anpin e in seguito riceve da lì la rivelazione della luce, è impossibile ricevere [la luce] se non attraverso la vista, che proviene dall’esterno e non penetra all’interno.
Ecco perché il legame con Arich Anpin avviene attraverso la vista: Zeir Anpin contempla la fronte di Arich Anpin e riceve da lì la luce; una luce così elevata può essere ricevuta soltanto attraverso la vista, che rimane all’esterno e non penetra all’interno. Ciò che trascende le facoltà interiori di un essere può essere visto, ma non può essere contenuto.
Il paragrafo spiega il rosso e il bianco degli occhi: il rosso è il fervore che sale dal basso verso Arich Anpin, mentre il bianco è la luce che, in risposta, discende e viene ricevuta attraverso la vista, perché è troppo elevata per penetrare all’interno.
Le note Kehot riconducono le 370 e le 150 luci all’Idra Rabba e alla Porta di Arich Anpin dell’Etz Chaim. Pelach HaRimon, citato nella nota, osserva che l’Idra non lo afferma esplicitamente nei folii indicati dal testo, ma soltanto per implicazione, e che la formulazione proviene dalla Porta delle Unioni dell’Etz Chaim.
Marei mekomos
- 1הסבי עיניך מנגדי · Song of Songs 6:5
- 2דאינון מוקדין לי׳ בשלהובין · Zohar III, 84a
- 3מבואר באד״ר · Zohar III, 128b
- 4כד ז״א מסתכל במצחא דאריך מקבל ש״ע נהורין · Zohar, Idra Rabba 6:25–7:37
- 5ובפנים ק״נ נהורין · Zohar III, 135b
- 6ובפנים ק״נ נהורין · Zohar, Idra Rabba 23:167–24:177
- 7ש״ע נהורין ובפנים ק״נ נהורין · Sefer Etz Chaim 13:14
- 8כי יקרא קן צפור · Deuteronomy 22:6
- 9עולם חסד יבנה · Psalms 89:3
- 10עיני תמיד אל ה׳ · Psalms 25:15
- 11עין ה׳ אל יראיו · Psalms 33:18
- 12מי שטרח בערב שבת · Avodah Zarah 3a:10
- 13ש״ע נהורין . . כמ״ש באד״ר (דקכ״ט ב׳ ובדף קל״ו ב׳) · בפלח הרמון שמות ע׳ שסב מובא מאמר זה ומצויין שם בהערה: אלא דלאו בפי׳ התם אלא מכללא היינו מה שמבואר שם בדף קכ״ח ע״ב ודף קכ״ט ע״א וב׳ ודקל״ה ב׳ ודקל״ו. וממה שנתפרש ע״ז באורך בע״ח שער הזיווגים פ״ז וח׳ שמשם נלקח ל׳ כזה, וכסיגנון הל׳ המבואר כאן ובתו״א הנ״ל נרמז במאו״א א״א סקכ״ד ואות ז׳ ס״י עי״ש ובי״נ לא העיר מקומם (וע׳ בלקו״ת פ׳ מסעי ד״ה הנה גבי המסעות אות ה׳ (דף צ״ג ע״ב) ומה שהאיר ע״ז אדמו״ר בהג״ה שם)”. עכ״ל שם.
- 14ואתסחן בחד חוורא דעינא טבא · Zohar, Idra Rabba 8:50–9:63
- 15ואתסחן בחד חוורא דעינא טבא · Zohar, Idra Rabba 28:199–29:209
Il bianco dei denti: purificazione e crescita ¶16–18
16ולבן שינים1 הנה השינים מבררים כו׳. והוא בחי׳ עבור בבטן אימא כמשל מדות שבשכל לראות בעין השכל מהות המדות ולדקדק ולפשפש בהן אם יש בהן תערובת כו׳. וזהו בבטן אימא כו׳.
«E bianco di denti»: ora, i denti raffinano, ecc. Questo è il livello della gestazione (ibbur) nel grembo di Imma (la comprensione, Binah), come nell’esempio degli attributi emotivi (middos) all’interno dell’intelletto: vedere con l’occhio dell’intelletto l’essenza degli attributi emotivi, ed esaminarli e scrutarli [per vedere] se vi sia in essi qualche elemento estraneo, ecc. Questo è «nel grembo di Imma», ecc.
La seconda metà del versetto, «bianco di denti», riguarda il raffinamento, poiché i denti sminuzzano il cibo e lo separano. Nell’anima, ciò è simile alla gestazione delle emozioni all’interno dell’intelletto, «nel grembo di Imma» (Binah): la mente osserva le emozioni e le esamina attentamente per vedere se vi sia mescolato qualcosa di estraneo.
Il paragrafo inizia con «bianco di denti»: il raffinamento compiuto dai denti corrisponde alla fase della gestazione, quando le emozioni vengono esaminate all’interno dell’intelletto.
Nella Kabbalah, gli attributi emotivi sono dapprima contenuti in Binah, chiamata Imma, «Madre», prima di «nascere» come emozioni autonome. Nell’essere umano, ciò corrisponde alla fase in cui i sentimenti sono ancora trattenuti ed esaminati dalla mente, prima di essere espressi.
Marei mekomos
- 1ולבן שינים · Genesis 49:12
17ולמעלה בז״א תלת כלילן גו תלת כו׳ ומה שנתברר נעשה אצי׳ ואלקות והפסולת נדחה לחוץ כו׳ וכן עד רום המעלות כו׳
E in alto, nell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin), [vi è] «tre inclusi entro tre», ecc.; ciò che è stato raffinato diventa il Mondo dell’Emanazione (Atzilus) e divinità, mentre lo scarto viene respinto all’esterno, ecc. E così via, fino alle altezze più elevate, ecc.
In alto, in Zeir Anpin, la gestazione è lo stato chiamato «tre inclusi entro tre»: i sei attributi emotivi ripiegati, in modo che tre siano contenuti negli altri tre. In questa fase, ciò che è stato raffinato diventa parte di Atzilus e della divinità, lo scarto viene respinto e lo stesso processo prosegue fino ai livelli più elevati.
ואח״כ נעשה הגדלה בחלב שלאחר הלידה והגדלה זו שנמשך אור וחיות שיהיו המדות מאירים וברורים כו׳.
In seguito, la crescita avviene attraverso il latte che segue la nascita; e questa crescita consiste nel fatto che vengono fatte discendere luce e forza vitale (chayus), affinché gli attributi emotivi (middos) siano luminosi e limpidi, ecc.
Dopo la nascita viene la crescita attraverso l’allattamento, attraverso il latte. Luce e forza vitale vengono attratte nelle emozioni, affinché risplendano e diventino limpide.
Il paragrafo descrive le fasi superiori: dapprima il raffinamento nello stato contratto della gestazione, poi la crescita attraverso il latte, che rende luminose le emozioni.
Questo segue la sequenza cabbalistica della gestazione, dell’allattamento e della maturità; qui il latte dell’allattamento fa uscire le emozioni dallo stato angusto del raffinamento e le conduce alla chiarezza e alla luce.
18וזהו ולבן שינים1 שהשינים עצמם נעשים לבנים מכח החלב שבשעת הבירור עדיין אינם לבנים מאחר שעוסק לראות ולפשפש כו׳.
E questo è [il significato di] «e bianchi i denti»: i denti stessi diventano bianchi in virtù del latte; infatti, al momento della raffinazione non sono ancora bianchi, poiché si è occupati a osservare e scrutare, ecc.
Qui viene spiegato «bianchi i denti»: i denti diventano bianchi attraverso il latte. Finché sono ancora nella fase di raffinazione, di osservazione e di scrutamento, non sono ancora bianchi.
והוא בחינת קטנות משא״כ לבן שינים שנעשו לבנים ומאירים כו׳. שיש בירור אחר בירור כו׳
E questo è il livello di katnus [piccolezza], mentre non è così per «i denti bianchi», [dove i denti] sono diventati bianchi e luminosi, ecc.; poiché vi è una raffinazione dopo l’altra, ecc.
La fase della raffinazione è katnus, lo stato immaturo. I denti bianchi rappresentano una fase successiva, quando le emozioni sono diventate bianche e luminose: una raffinazione che va oltre la prima.
והכל הוא ע״י פותח את ידיך הוא בחי׳ י״ג ת״ד [תיקוני דיקנא] שהם יודי״ן ווי״ן2 שערות וגומות שאבא יונק ממזל הח׳3 נוצר אותיות רצון4 כו׳
E tutto ciò avviene attraverso «Tu apri la Tua mano (yadecha)»: questo è il livello dei tredici tikkunim [ornamenti] della barba, che sono yud e vav, follicoli e peli; infatti Abba (la sapienza, Chochmah) trae nutrimento dall’ottavo mazal [canale di flusso], notzer, le cui lettere formano la volontà (ratzon), ecc.
Tutto ciò avviene attraverso «Tu apri la Tua mano»: la parola «mano» è letta come «le Tue yud». Si riferisce ai tredici tikkunim [ornamenti] della barba di Arich Anpin, l’immagine dello Zohar per i tredici canali di misericordia che fluiscono dalla Corona (Keser); ciascuno è chiamato mazal, da nozel, «che fluisce». Sono formati da yud e vav: i follicoli e i peli che crescono da essi. Abba, la sapienza (Chochmah), trae nutrimento dall’ottavo di questi, il mazal chiamato notzer («[Egli] custodisce [la benevolenza]»), le cui lettere formano anche ratzon, «volontà».
ועי״ז נעשה רצון גם לכל חי כו׳ והוא ע״י התו׳ [התורה] אבא שממשיך אור אבא על נפשו ואבא יונק ממזל הח׳ כנ״ל ומתגלה בתוכה רצון שלמעלה מעלה כו׳
E attraverso ciò la volontà viene suscitata anche «per ogni vivente», ecc. E questo avviene attraverso la Torah, Abba: si attira la luce di Abba sulla propria anima; Abba trae nutrimento dall’ottavo mazal, come detto sopra, e in essa [nell’anima] si rivela una volontà che è molto al di sopra, ecc.
Attraverso ciò, la volontà (ratzon) giunge «a ogni vivente», come prosegue il versetto. Ciò avviene attraverso la Torah, che è Abba: chi studia attira la luce di Abba sulla propria anima e, poiché Abba trae nutrimento dall’ottavo mazal, nell’anima si rivela una volontà che proviene da un livello molto, molto superiore.
ומשל יודי״ן ווי״ן כי היו״ד הוא צמצום האור בעור הפנים המכסה ואינו יוצא אלא דרך גומא. והוא״ו הוא המשכת השערות כו׳ וד״ל [ודי למבין]:
E l’analogia delle yud e delle vav è questa: la yud è la contrazione (tzimtzum) della luce nella pelle del volto, che la ricopre [così che la luce] fuoriesce soltanto attraverso un follicolo; e la vav è l’estensione dei peli, ecc. E basti ciò a chi comprende.
Le yud e le vav sono un’immagine tratta dal volto: la yud è la luce trattenuta sotto la pelle, che la ricopre e la lascia uscire soltanto attraverso un follicolo; la vav è il pelo che si estende da lì. Il testo conclude: «basti ciò a chi comprende».
Il paragrafo conclude che i denti bianchi sono le emozioni rese luminose dal latte e che tutto ciò fluisce dai tredici ornamenti della barba attraverso la Torah, che rivela nell’anima una volontà superna.
La yud, un punto, rappresenta la contrazione, e la vav, una linea, l’estensione: la luce viene dapprima raccolta e poi fatta fluire attraverso i peli. Anche il maamar precedente (Torah Ohr, Vayechi 4), la cui nota Kehot su «Tu apri la Tua mano» rimanda a questo paragrafo, interpreta analogamente il versetto: la Torah apre le yud, le contrazioni, affinché si riveli la volontà superna.
Marei mekomos
- 1ולבן שינים · Genesis 49:12
- 2והכל הוא ע״י פותח את ידיך . . שהם יודי״ן ווי״ן · Psalms 145:16
- 3שאבא יונק ממזל הח׳ · Zohar III, 289a
- 4נוצר אותיות רצון · ראה לקמן בדף סט, ב.
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Nell’avodah
Il maamar trae il suo insegnamento da «chi ha faticato alla vigilia di Shabbos mangerà di Shabbos»: è il fervore personale, «I miei occhi sono sempre rivolti verso Havayah», a far discendere «l’occhio di Havayah», la luce dall’Alto e la delizia di Shabbos. L’amore suscitato nella preghiera contemplando il mondo è autentico, ma ha un opposto, perciò dopo la preghiera una persona può rivolgersi alle questioni mondane; il vino della Torah fa emergere l’ahavah rabbah nascosta dell’anima e la unisce a quell’amore, e insieme fanno discendere l’amore nelle delizie. Anche attraverso la Torah una persona fa discendere sulla propria anima la luce di Abba, così che in essa si riveli una volontà proveniente da un livello molto elevato.
Domande di discussione
- Perché l’ahavas olam ha un opposto, cosicché dopo aver pregato una persona può rivolgersi alle questioni mondane, mentre l’ahavah rabbah non ne ha?
- Se l’amore nelle delizie non si riveste mai negli amori inferiori, in che modo l’unione di ahavah rabbah e ahavas olam può farlo discendere? Che cosa aggiunge il baldacchino nuziale alla spiegazione?
- Perché Chochmah è chiamata «il palato che assaggia», e in che modo la delizia di una nuova intuizione illustra ciò che vi si rivela?
- In che modo la fatica che precede Shabbos è legata al rosso e al bianco degli occhi, e a «I miei occhi sono sempre rivolti verso Havayah» e «L’occhio di Havayah è rivolto a coloro che Lo temono»?
- Perché la luce di Arich Anpin deve essere ricevuta attraverso la vista, una facoltà esteriore, anziché attraverso la mente o le emozioni?