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Torah Ohr · Parashot Lech Lecha · Maamar 3

ולא יקרא עוד שמך אברם והיה שמך אברהם…

Non sarai più chiamato Avram

  • 8 paragrafi · 35 sezioni
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione

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Idea centrale

D‑o lasciò incompleta la creazione affinché l’uomo la perfezionasse: i veli che occultano la divinità rendono possibile un mondo e, attraverso la circoncisione e il lavoro feriale compiuto nella santità, ciò che era nascosto viene rivelato e il profano viene elevato allo Shabbos.

Il maamar in breve

Il maamar chiede perché la circoncisione abbia cambiato il nome di Avram in Avraham. Seguendo il Midrash, tutto ciò che fu creato nei sei giorni necessita di essere perfezionato dall’uomo, così come i lupini amari devono essere addolciti. L’Alter Rebbe spiega il perché: la creazione si rinnova ogni giorno dal nulla, e il mondo fisico può venire all’esistenza soltanto attraverso veli (parsa), come la cortina davanti al Santo dei Santi. Ogni partizione dà origine a una luce nuova e derivata, che non è della stessa essenza della luce originaria. Alcuni veli rimangono all’interno della santità («sacro e sacro»); il velo tra il sacro e il profano nasconde la luce finché i mondi avvertono di essere separati da D‑o, sebbene Egli continui a sostenerli. All’interno del profano, la settimana ebraica è «profano preparato nella purezza del sacro»: lo Shabbos vi risplende, eppure essa deve restare velata affinché sia possibile lavorare; attraverso quel lavoro l’uomo rinnova la creazione e la eleva allo Shabbos. La circoncisione è lo stesso perfezionamento: Avram, il «padre elevato» nascosto dietro un velo, diventa Avraham, la cui hei aggiunta rivela la sapienza (Chochmah) e la comprensione (Binah) (milah = mal più Yud-Hei; «mal» significa parlare e stare di fronte). In basso, la circoncisione dischiude la fonte della vita «per i nostri figli», senza privarla della sua elevazione.

Schema

  1. La creazione necessita di perfezionamentoLa circoncisione e il Midrash dei lupini: D‑o creò il mondo perché fosse completato dall’uomo. Il rinnovamento quotidiano necessita di un velo, come la cortina del Tempio, tra ciascun mondo.¶1
  2. La luce derivataOgni partizione produce una luce nuova, che non è della stessa essenza della prima, finché non si giunge alla materia fisica.¶2
  3. Sacro e profanoA differenza dei veli all’interno della santità, il velo tra il sacro e il profano nasconde la luce al punto che i mondi avvertono di essere indipendenti, mentre D‑o continua a sostenerli come «D‑o degli dèi».¶3
  4. La settimana lavorativaIl profano reso sacro: lo Shabbos risplende nei giorni feriali, che devono restare velati affinché si possa lavorare; il lavoro rinnova la creazione e la eleva allo Shabbos.¶4
  5. Avram diventa AvrahamAvram è la fonte elevata che si trova dietro un velo; la circoncisione (mal più Yud-Hei) rivela Chochmah e Binah, come la parola e il Chashmal, fino al Tempo a Venire.¶5–7
  6. La circoncisione nell’uomoIn basso, la circoncisione e la peri'ah dischiudono la fonte della vita «per i nostri figli», preservandone l’elevazione; per gli ebrei, havdalah significa rendere sacro il profano.¶8

Concetti chiave

Schermo / partizione (masach, parsa)מסך, פרסא
Una barriera attraverso la quale la luce divina passa da un livello al successivo. Nasconde la luce quanto basta perché qualcosa di nuovo e distinto possa venire all’esistenza.
Luce derivata (or shel toladah)אור של תולדה
La luce nuova che nasce dall’altra parte di una partizione: deriva dalla luce originaria, ma non è della stessa essenza.
Sacro e profanoבין קדש לחול
Il velo più profondo, che nasconde la luce così completamente che ciò che si trova al di sotto avverte di essere separato da D‑o, a differenza della separazione tra «sacro e sacro».
Profano preparato nella purezza del sacroחולין שנעשו על טהרת הקדש
Attività profane permeate di santità, come chol hamoed e la settimana che attinge dallo Shabbos, pur restando velate quanto basta per poter lavorare.
Perfezionamento (tikkun)תקון
Il completamento da parte dell’uomo di una creazione che D‑o ha deliberatamente lasciato incompleta, come l’addolcire i lupini amari; la circoncisione ne è il modello.
Milah: mal e Yud-Heiמילה – מל י״ה
La circoncisione come rivelazione: Yud-Hei rappresenta Chochmah e Binah, e «mal» significa parlare e stare di fronte, così che ciò che era nascosto diventi manifesto.

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La creazione necessita di perfezionamento ¶1

1ולא יקרא עוד שמך אברם והיה שמך אברהם כי אב המון גוים וכו׳.

«Il tuo nome non sarà più chiamato Avram; invece, il tuo nome sarà Avraham, perché [ti ho fatto] padre di una moltitudine di nazioni», ecc.

Spiegazione

Il maamar si apre con le parole di D‑o ad Avram al momento del patto della circoncisione, quando la lettera hei fu aggiunta al suo nome. La domanda che è al centro dell’intero maamar è perché la circoncisione dovesse cambiare il suo nome e farne il «padre di una moltitudine di nazioni».

הענין כי הטעם למילה דכתיב אשר ברא אלקים לעשות לתקן שעדיין צריך תקון ע״י האדם כי הגם שכבר ברא אלקים את האדם לא בראו בשלימות

La spiegazione: il motivo della circoncisione [è che] è scritto: «che D‑o creò per fare», [cioè] per perfezionare, poiché ha ancora bisogno di essere perfezionato dall’uomo. Infatti, benché D‑o abbia già creato l’uomo, non lo creò completo.

Spiegazione

L’espressione «che D‑o creò per fare», riferita all’opera della creazione prima del primo Shabbos, viene interpretata dal Midrash come «creò affinché fosse perfezionata»: D‑o lasciò deliberatamente incompiuta la creazione, affinché l’uomo la portasse a compimento. La circoncisione ne è il modello: il corpo creato da D‑o viene completato mediante un’azione umana.

וכדאיתא במדרש רבה (פ׳ בראשית פ׳ י״א) ששאל על המילה אם חביבה היא המילה למה נברא האדם ערל והיתה התשובה שכל מה שנברא בשימ״ב [בששת ימי בראשית] צריכים עשייה ותקון וכמו התורמסין שצריכין תיקון.

Come si trova nel Midrash Rabbah (Parshas Bereishis, capitolo 11): [qualcuno] chiese a proposito della circoncisione: «Se la circoncisione è così preziosa, perché l’uomo fu creato incirconciso?». E la risposta fu che tutto ciò che fu creato nei sei giorni della creazione necessita di ulteriori interventi e perfezionamento, proprio come i lupini necessitano di essere perfezionati.

Spiegazione

Nel Midrash, un filosofo chiede perché, se la circoncisione è tanto amata, il primo uomo non ne fu dotato; la risposta è che tutto ciò che fu creato nei sei giorni della creazione necessita di ulteriori interventi, proprio come i lupini amari devono essere addolciti prima di poter essere mangiati. In questo maamar il lupino diventa l’immagine del perfezionamento della creazione.

ולהבין המשל איך הוא דומה לנמשל. הנה נודע מאמר המחדש בטובו בכל יום תמיד מע״ב [מעשה בראשית]

E [dobbiamo] comprendere in che modo l’analogia corrisponda a ciò che illustra. Ora, è ben noto il detto: «Colui che nella Sua bontà rinnova ogni giorno, continuamente, l’opera della creazione».

Spiegazione

Ora occorre applicare la parabola: in che senso il mondo stesso è simile a un corpo incompiuto o a un lupino amaro? L’Alter Rebbe parte dalla benedizione mattutina che precede lo Shema, la quale afferma che D‑o rinnova ogni giorno l’opera della creazione.

תמיד הוא החדוש יש מאין וענין התהוות יש וגשמי מאין ורוחני א״א להיות כך רק ע״י בחינ׳ [בחינת / בחינה] מ״ש והבדילה הפרוכת לכם בין הקודש כו׳

«Continuamente» significa il rinnovamento di qualcosa dal nulla. E il venire all’esistenza di qualcosa [di tangibile] e fisico dal nulla e dallo spirituale non può avvenire se non mediante il livello di cui è scritto: «Il velo separerà per voi tra il Santo…», ecc.

Spiegazione

«Continuamente» significa che la creazione non è un evento passato, ma un continuo far venire qualcosa dal nulla. Affinché qualcosa di tangibile e fisico venga all’esistenza da ciò che è spirituale, occorre qualcosa di simile al velo nel Mishkan, che separava il Santo dal Santo dei Santi.

כי בהמ״ק [בית המקדש] שם היה מקור ההשפעה וגילוי השכינה בקדה״ק [בקודש הקדשים] ולהיות ההשפעה נמשך משם ולהלאה לא היה ע״י גילוי כל כך

Poiché nel Beis HaMikdash, nel Santo dei Santi, si trovavano la fonte dell’influsso [divino] e la rivelazione della Presenza divina (Shechinah). E affinché l’influsso si estendesse da lì in poi, non poteva avvenire mediante una rivelazione di tale intensità,

Spiegazione

Nel Beis HaMikdash, la presenza di D‑o si rivelava apertamente nel Santo dei Santi, e da lì la benedizione si diffondeva nel mondo. Ma se l’influsso fosse uscito con la stessa apertura, non sarebbe potuto venire all’esistenza nulla di distinto da D‑o.

כי א״כ היה הכל אחד רק שנמשך ע״י מסך מבדיל והוא הפרוכת המבדיל בין קדה״ק [קודש הקדשים] ששם הי׳ [היה] גילוי השכינה לבחי׳

perché, in tal caso, tutto sarebbe stato uno. Invece, l’influsso viene trasmesso attraverso uno schermo separatore: questo è il velo che separa il Santo dei Santi, dove si rivelava la Shechinah, dal livello di

Spiegazione

In presenza di una rivelazione completa, tutto resterebbe assorbito in D‑o, «tutto uno», senza lasciare spazio a un mondo che si percepisca come esistente. Perciò l’influsso passa attraverso uno schermo separatore, rappresentato dal velo davanti al Santo dei Santi.

קדש ופרכת ת״א [תרגום אונקלוס] פרסא וכמה בחי׳ פרוכת הי׳ [היה] בבהמ״ק [בבית המקדש] ומשכן שכל ההשתלשלות מעולם ועד עולם הוא ע״י מסך פרסא מפסיק בין כל עולם כו׳.

il Santo. E «paroches» (velo), il Targum Onkelos lo traduce con «parsa» (partizione). Nel Beis HaMikdash e nel Mishkan vi erano diversi tipi di velo, poiché l’intera catena discendente dei mondi (hishtalshelus), da un mondo all’altro, avviene attraverso uno schermo, una partizione che si interpone tra ogni mondo, ecc.

Spiegazione

Il testo cita il Targum a proposito della parola parsa: il Targum Onkelos traduce «il velo dello schermo» (paroches hamasach) con «il velo della parsa», la partizione; parsa è il termine che la Kabbalah usa per le partizioni tra i mondi. I diversi veli del Mishkan e del Beis HaMikdash riflettono il fatto che ogni passaggio discendente, da un mondo a quello successivo, avviene attraverso una simile partizione.

Il paragrafo 1 in breve

Il paragrafo collega il cambiamento del nome di Avraham alla circoncisione, cita il Midrash secondo cui tutto ciò che è stato creato deve ancora essere perfezionato dall’uomo e introduce lo schermo (parsa) attraverso cui il fisico viene continuamente rinnovato a partire dallo spirituale.

Approfondimento

Nella Kabbalah, la parsa è soprattutto la partizione al di sotto di Atzilus che lo separa da Beriah, Yetzirah e Asiyah; qui l’Alter Rebbe estende il concetto a una partizione tra ogni mondo e quello sottostante. Il Midrash stesso menziona i lupini insieme alla senape e al grano, e conclude che anche l’uomo necessita di perfezionamento.

Marei mekomos

  1. 1
    ולא יקרא עוד שמך אברם · Genesis 38:4
  2. 2
    ולא יקרא עוד שמך אברם · Genesis 17:5
  3. 3
    אשר ברא אלקים לעשות · Genesis 2:3
  4. 4
    אשר ברא אלקים לעשות לתקן · Bereshit Rabbah 11:9
  5. 5
    במדרש רבה · ראה גם מד״ר ס״פ וישלח ס״פ פ״ג התבן והקש כו׳ המתינו עד שתבוא הגורן כו׳. מובא באוה״ת לך לך כרך ד ע׳ תשטו, א. תשכח, ב. ומבואר באוה״ת יתרו כרך ז ע׳ ב׳תש.
  6. 6
    ששאל על המילה · ראה דרך מצותיך ח, ב.
  7. 7
    למה נברא האדם ערל · ראה לקו״ש חכ״ה ע׳ 14 הערה 9 בענין שאדה״ר נולד מהול ע״ש.
  8. 8
    שכל מה שנברא · ראה ספר המאמרים תש״ג ע׳ 100.
  9. 9
    והיתה התשובה . . שצריכין תקון · באוה״ת לך לך כרך ד תשטז, א מבאר ”ועדיין אינו מובן כי למה נברא שיהי׳ צריך תיקון” ע״ש וראה שם תשיז, א שמבאר שלכאורה הכוונה כדי שיהי׳ שייך עבודת האדם באתעדל״ת ע״ש בארוכה (המאמר הנ״ל הוא הגהות לסידור שער המילה קמה, א). וראה בסה״מ תרכ״ז ע׳ שיב. (הוצאת תש״ס) ע׳ שלה. בלקו״ש חכ״ה ע׳ 14 נתבאר איך לתווך זה עם מארז״ל עולם על מליאתו נברא ע״ש באריכות.
  10. 10
    התורמסין שצריכין תיקון · ראה באוה״ת יתרו כרך ז׳ ע׳ ב׳תש.
  11. 11
    שכל מה שנברא בשימ״ב צריכים עשייה ותקון וכמו התורמסין שצריכין תיקון · Bereshit Rabbah 11:6
  12. 12
    המחדש בטובו · בסידור מביא ראיה זה אחר הענין ”אור של תולדה”, ושם מוסיף ”מה שאנו אומרים המחדש בטובו בכל יום מע״ב כו׳ דלכאורה מה זו חידוש יש בהשמים וארץ מיום לחבירו”.
  13. 13
    והבדילה הפרוכת · Exodus 26:33
  14. 14
    ששם הי׳ גילוי השכינה · ע׳ בסידור בד״ה ביאור למ״ש בסש״ב פנ״ב.
  15. 15
    מפסיק בין כל עולם כו׳ · בסה״מ תקס״ו מפרש ”שע״י שעברה דרך פרסא נשתנה למהות יש מחודש מה שלא היה מקדם שבחי׳ השפע שקודם הפרסא נק׳ לגבי בחי אין”. ע״ש בארוכה.

La luce derivata ¶2

2וזהו ענין המחדש בטובו שהתהוות מאין ליש הוא ע״י חדוש דהיינו ע״י מסך ופרסא נעשה אור חדש אור של תולדה ואין זה ממהות אור הראשון וכשיורד ומשתלשל נעשה עוד פרסא עד שנתהוה גשמיות ממש:

E questo è il significato di «Colui che nella Sua bontà rinnova»: il venire all’esistenza dal nulla a qualcosa avviene attraverso un rinnovamento. Vale a dire, attraverso uno schermo e una partizione viene all’esistenza una luce nuova, una luce generata, che non appartiene all’essenza della prima luce. E, man mano che discende e si dispiega ulteriormente, viene a formarsi un’altra partizione, finché viene all’esistenza la materialità vera e propria.

Spiegazione

Ecco perché la benedizione parla di «rinnovamento»: quando la luce attraversa una partizione, ciò che ne emerge dall’altra parte non è la luce originale resa più piccola, ma una luce nuova che nasce da essa, come un figlio è distinto dal genitore. Ogni ulteriore partizione produce un’altra luce nuova, finché viene all’esistenza la materia fisica.

Il paragrafo 2 in breve

Il paragrafo spiega il «rinnovamento» quotidiano della creazione: ogni partizione genera una luce nuova e derivata, e una successione di partizioni conduce fino al fisico.

Approfondimento

La nota di Kehot spiega perché la luce viene chiamata «nuova»: la partizione la trasforma rispetto a ciò che era prima, perciò, rispetto alla luce che si trova al di sopra della partizione, essa è qualcosa di nuovo. In Torah Ohr, Vayera, la stessa idea è illustrata con una parabola di un maestro, dalla quale nasce una nuova intuizione nella mente dello studente.

Marei mekomos

  1. 1
    אור חדש אור של תולדה · ראה לקמן יד, ג. סידור קמה ב. סה״מ תקס״ט ע׳ ג. ביאוה״ז לאדהאמ״צ יז, א. סיום ר״ה תרס״ג. ביאור זה שנק׳ אור של תולדה מצויין ריבוי פעמים בדא״ח לכאן. וכן הלשון בסידור קמה, ב. אבל בסה״מ תקס״ו כתב המניח הרה״ק ר׳ משה בן אדה״ז שהמשכת השפע דזיו השכינה ב״ה מהיכל ק״ק מצטרך להיות דרך מעביר הפרוכת” אבל לקמן בהביאור שם ע׳ סא מזכיר ענין ”אור של תולדה”.
  2. 2
    ואין זה ממהות אור הראשון · ראה אוה״ת בראשית כרך ד תשיח, א. ובספר הערכים-חב״ד כרך ג טור שפו הערה 6 שלכאורה הכוונה הוא שהטעם על מה שהאור הנמשך ע״י הפרסא נקרא ”אור חדש” הוא לפי שע״י הפרסא משתנה האור מכמו שהי׳ קודם וממילא הוא חידוש לגבי האור שלפני הפרסא, ע״ש.
  3. 3
    פרסא עד שנתהוה גשמיות ממש · ענין הפרסא הוא כדי שבי״ע יהי׳ ביכולת לקבל האור. ראה סה״מ תרל״ט ח״א ע׳ קעט בהנחת כ״ק מהורש״ב.

Sacro e profano ¶3

3אך יש כמה מיני מסכים המבדילין שיש עוד בחינה שאומרים במוצאי שבת המבדיל בין קדש לחול

Tuttavia, vi sono diversi tipi di schermi divisori. Vi è infatti un altro livello, [di cui] diciamo alla fine dello Shabbos: «Colui che separa tra il sacro e il profano».

Spiegazione

Qui viene introdotta una distinzione. Gli schermi descritti finora separano livelli all’interno della santità; la benedizione della havdalah (separazione) nomina un altro tipo: la separazione tra sacro e profano.

שהוא מסך מבדיל גמור ואינו דומה לפרסא שמפסיק בין הקודש לקדה״ק [לקודש הקדשים] שזהו דרך השתלשלות אותו אור עצמו שנתגשם

Questa è una partizione divisoria completa, diversa da quella che interrompe tra il Santo e il Santo dei Santi, poiché quella è la modalità della catena discendente dei mondi (hishtalshelus) di quella stessa luce, man mano che si materializza,

Spiegazione

La cortina tra il Santo e il Santo dei Santi lascia discendere la stessa luce, che diventa più grossolana. Ciò che si trova al di là di essa è ancora quella luce, soltanto in una forma più ridotta.

וגם לאחר הפרסא הוא קודש (וע״ד שמבדילין במ״ש ליו״ט [ליום טוב] המבדיל בין קדש לקדש) משא״כ בין קדש לחול הוא מסך שמעלים ומסתיר האור עד שנעשה נפרד ממש

e anche dopo la partizione è ancora sacro (secondo il modello della distinzione che si recita quando lo Shabbos termina con l’inizio di Yom Tov: «Colui che separa tra il sacro e il sacro»). Non così è tra sacro e profano: questo è uno schermo che nasconde e cela la luce, finché [ciò che si trova al di là di esso] diventa effettivamente separato,

Spiegazione

Per questo ciò che si trova al di là di una simile partizione è ancora sacro, come attesta la havdalah recitata quando a Shabbos segue Yom Tov, che separa «il sacro dal sacro». Lo schermo tra sacro e profano nasconde la luce così completamente che ciò che si trova al di sotto di esso si percepisce come un’esistenza separata.

כמו היכלות החיצונים המגביהים א״ע [את עצמו] לומר לי יאורי כו׳ אלא שואתה מחיה את כולם וקרו ליה אלהא דאלהיא ואינן כופרים ממש

come i palazzi esterni, che si esaltano dicendo: «Il mio fiume è mio», ecc.; eppure «Tu dai vita a tutti loro», ed essi Lo chiamano «il D‑o degli dèi» e non sono negatori veri e propri.

Spiegazione

I «palazzi esterni» sono i regni al di fuori della santità, che la versione del Siddur spiega come i settanta ministri celesti delle nazioni. Si esaltano come se fossero artefici di se stessi, come nella vanteria del faraone: «Il mio fiume è mio»; eppure D‑o dà loro vita, e il Talmud dice che Lo chiamano «D‑o degli dèi»: riconoscono un D‑o supremo e non Lo negano apertamente.

וזהו הודו לאלקי האלקי׳ כל״ח [כי לעולם חסדו] שלעולם חסדו והשפעתו מעולם ועד עולם עד שהוא בבחי׳ אלקי האלקים במקום ההעלם וההסתר והחושך ועל מסך מבדיל זה נאמר אלביש שמים קדרות וכו׳:

E questo è [il significato di] «Rendete grazie al D‑o degli dèi, perché la Sua benevolenza è le’olam (per sempre)»: la Sua benevolenza e il Suo influsso [si estendono] da un mondo all’altro, finché Egli è al livello di «D‑o degli dèi» nel luogo dell’occultamento, del nascondimento e dell’oscurità. E riguardo a questo schermo divisorio si dice: «Vesto i cieli di tenebra», ecc.

Spiegazione

L’Alter Rebbe interpreta «la Sua benevolenza è le’olam» come «verso i mondi»: la benevolenza di D‑o raggiunge un mondo dopo l’altro, persino nel più profondo occultamento, dove Egli è conosciuto soltanto come il D‑o al di sopra dei loro dèi. Questa spessa copertura è lo schermo descritto dalle parole di Yeshayahu: «Vesto i cieli di tenebra».

Il paragrafo 3 in breve

Il paragrafo distingue due tipi di schermo: la partizione all’interno della santità, attraverso la quale discende la stessa luce, e lo schermo tra sacro e profano, che nasconde così completamente che i regni arrivano a sentirsi indipendenti da D‑o, anche mentre Egli li sostiene.

Approfondimento

Il Siddur, citato nella nota di Kehot, afferma che il tessuto di sacco di questo versetto è fatto di pelli, non di stoffa tessuta: è un rivestimento più denso, cosicché i settanta ministri diventano così separati da voler ribellarsi. Il Tzemach Tzedek, citando il commento Yefeh Anaf al Midrash, collega questo indumento al lamento: «non abbiamo visto i nostri segni».

Marei mekomos

  1. 1
    אך יש כמה מיני מסכים המבדילין · בסידור קמה, ב ובאוה״ת כאן תשטו, ב מבאר ”מ״מ הוא רק הבדלה בין קודש לקודש שגם אחר הפרסא הוא קודש” וע״ז בא הביאור מענין המבדיל בין קודש לחול.
  2. 2
    עוד בחינה שאומרים במוצאי שבת · ראה דרך מצותיך מצות מילה ז, ב.
  3. 3
  4. 4
    כמו היכלות החיצונים · בסידור קמה, ג מבאר הענין בע׳ שרים.
  5. 5
    לי יאורי · Ezekiel 29:3
  6. 6
    ואתה מחי׳ את כולם · Nehemiah 9:6
  7. 7
    וקרו לי׳ אלהא דאלהיא · Menachot 110a:5–6
  8. 8
    הודו לאלקי האלקי׳ · Psalms 136:2
  9. 9
    אלביש שמים קדרות · Isaiah 50:3

La settimana lavorativa ¶4

4והנה בבחי׳ חול זה יש ב׳ בחינות א׳ חול גמור היכלות דנוגה דקרו לי׳ אלקא דאלקיא כנ״ל.

Ora, entro questo livello del profano vi sono due livelli. Il primo è il profano assoluto: i palazzi di Nogah, che Lo chiamano «D‑o degli dèi», come detto sopra.

Spiegazione

Il profano stesso ha due livelli. Il primo è il profano in senso pieno: i «palazzi di Nogah», il regno di kelipas nogah, la scorza (kelipah) traslucida che mescola il bene con il male e che, come detto, riconosce D‑o solo da lontano, come «D‑o degli dèi».

הב׳ הוא בחי׳ חולין שנעשו על טהרת הקדש חולו של מועד דהיינו שנמשך הארה מקדושה בחי׳ בטול גם בהחול וכמו ע״י שמירת שבת יש הארה בששת ימי החול מבחי׳ קדושת השבת.

Il secondo è il livello delle «cose profane preparate secondo la purezza del sacro», [come] i giorni feriali della festa (chol hamoed). Vale a dire che un’illuminazione della santità, il livello dell’autoannullamento (bittul), viene attirata anche nel profano; così come, attraverso l’osservanza dello Shabbos, un’illuminazione del livello della santità dello Shabbos raggiunge i sei giorni feriali:

Spiegazione

Il secondo livello è il profano permeato di santità. L’espressione proviene dalla halachah: cibo ordinario trattato secondo le regole di purezza del cibo sacro. Chol hamoed, i giorni feriali di una festa, ne è il modello: giorni in cui si lavora, ma che portano ancora la santità della festa, proprio come lo Shabbos irradia i giorni della settimana.

ג׳ ימים הראשונים משבת שעברה וג׳ ימים אחרונים משבת הבא וזה נמשך לישראל בששת ימי המעשה מקדושת שבת להיות כל מעשיהם בחול

i primi tre giorni dallo Shabbos appena trascorso e gli ultimi tre giorni dallo Shabbos che verrà. E questo viene attirato al popolo ebraico nei sei giorni di lavoro, dalla santità dello Shabbos, affinché tutte le loro azioni nei giorni feriali siano

Spiegazione

La settimana è divisa in due: dalla domenica al martedì si attinge dallo Shabbos appena trascorso, mentre dal mercoledì al venerdì dallo Shabbos che verrà. In questo modo, anche le attività di un ebreo nei giorni feriali possono essere permeate di santità.

ע״ד חולין שנעשו עטה״ק [על טהרת הקודש] (וזהו ענין הבדלה במו״ש [במוצאי שבת] ברוך המבדיל כו׳ הברכה היא המשכה שיהיו החולין נעשי׳ [נעשית / נעשים] עטה״ק [על טהרת הקודש]) וע״ז נאמר ששת ימים תעשה מעשיך וכו׳

alla maniera delle «cose profane preparate secondo la purezza del sacro». (Questo è il significato della havdalah alla conclusione dello Shabbos: «Benedetto … che separa», ecc.; la benedizione consiste nel far discendere [la santità], affinché le cose profane siano preparate secondo la purezza del sacro.) E a questo si riferisce quanto è detto: «Per sei giorni farai il tuo lavoro», ecc.

Spiegazione

La havdalah, dunque, non è soltanto una separazione, ma anche una benedizione; nella Chassidus, una benedizione significa far discendere la santità nella settimana, affinché i giorni lavorativi diventino «preparati secondo la purezza del sacro». Il versetto «Per sei giorni farai il tuo lavoro» è inteso come un incarico a realizzare questo.

וצריך להיות ששת ימי המעשה דוקא ע״י ההעלם ומסך (המבדיל בין קדש לחול) שאל״כ [שאם לא כן] היה בטול ממש

E i sei giorni di lavoro devono svolgersi proprio attraverso l’occultamento e lo schermo (che separa il sacro dal profano), perché altrimenti si avrebbe un bittul effettivo,

Spiegazione

Eppure i giorni lavorativi devono rimanere velati, con lo schermo al suo posto. Altrimenti la santità li sopraffarebbe, portandoli a un autoannullamento completo, e non sarebbe possibile svolgere alcun lavoro.

וכמו ענין תפלת שמו״ע [שמונה עשרה] בהשתחוואו׳ [בהשתחוואות] וכמו שא״א להרים יד לפני המלך כו׳ ומאן דמחוי במחוג קמי מלכא כו׳.

come nel caso della preghiera dello Shemoneh Esreh [le Diciotto Benedizioni], con i suoi inchini; così come è impossibile alzare una mano davanti al re, ecc., e «chi fa un cenno col dito davanti al re», ecc.

Spiegazione

Si consideri lo Shemoneh Esreh, nel quale si sta in piedi e ci si inchina davanti a D‑o come davanti a un re: in una presenza simile non si può alzare una mano, né persino indicare con un dito. Una rivelazione piena non lascia spazio all’azione.

ובאמת כתי׳ [כתיב] יגיע כפיך כי תאכל ע״י ל״ט מלאכות הזורע והחורש והקוצר כו׳ דהיינו שע״י המעשה ממשיך הוי״ה חדשה והתהוות דבר חדש להיות המחדש בטובו מעשה בראשית דוקא וזהו אשר ברא אלקים לעשות.

E in verità è scritto: «Quando mangerai la fatica delle tue mani», attraverso le trentanove melachot: seminare, arare, mietere, ecc. Vale a dire che, attraverso l’azione, si attira una nuova esistenza e il venire all’esistenza di una cosa nuova, affinché si realizzi proprio «Colui che nella Sua bontà rinnova l’opera della creazione». E questo è [il significato di] «che D‑o creò perché si facesse».

Spiegazione

Il salmo loda il mangiare il frutto della fatica delle proprie mani, attraverso le trentanove melachot, le categorie di lavoro proibite di Shabbos, perché con il lavoro l’uomo porta all’esistenza qualcosa di nuovo, proprio come D‑o «rinnova» la creazione. La parola usata per questa nuova esistenza, havayah, si scrive come il Nome Havayah, il Nome che porta ogni cosa all’esistenza. Questo è il significato di «che D‑o creò perché si facesse»: D‑o creò, e l’azione dell’uomo porta a compimento la creazione.

תורמוסין צריכין תקון להפוך מרירו למיתקו להיות מי שטרח בע״ש [בערב שבת] יאכל בשבת שיתעלה הכל בבחי׳ שבת

I lupini hanno bisogno di essere perfezionati, trasformandone l’amarezza in dolcezza, affinché «chi ha faticato alla vigilia dello Shabbos mangi di Shabbos» e tutto venga elevato al livello dello Shabbos.

Spiegazione

Ritornando ai lupini del Midrash: l’amarezza del mondo viene addolcita attraverso il lavoro dell’uomo, come insegna il Talmud: soltanto chi si è preparato il venerdì mangia di Shabbos. È lo sforzo dei giorni feriali che infine viene elevato allo Shabbos.

כי שבת היא מנוחה בחי׳ בטול כמו שמו״ע [שמונה עשרה] וא״א להיות כולו שבת כמו כולו שמו״ע [שמונה עשרה] רק תחלה להיות ימי החול כו׳.

Poiché Shabbos [il Sabato] è riposo, il livello dell’autoannullamento (bittul), come la preghiera dello Shemoneh Esreh [le Diciotto Benedizioni]; ed è impossibile che tutto sia Shabbos, così come [non può essere] tutto Shemoneh Esreh; occorre invece prima che vi siano i giorni feriali, ecc.

Spiegazione

Shabbos è riposo, uno stato di autoannullamento come lo Shemoneh Esreh, e la vita non può consistere soltanto in questo. I giorni feriali, con il loro occultamento, devono venire per primi, e poi vengono elevati.

Il paragrafo 4 in breve

Il paragrafo distingue il profano assoluto dal profano permeato di santità. La settimana lavorativa ebraica appartiene al secondo livello: attraverso il lavoro, l’uomo rinnova e perfeziona la creazione, preparandola a elevarsi nello Shabbos.

Approfondimento

La nota Kehot rimanda al Siddur e a Derech Mitzvosecha, che si chiedono come «Per sei giorni farai il tuo lavoro» possa essere un comandamento a compiere un lavoro fisico. La risposta implicita qui è che il lavoro stesso perfeziona la creazione, addolcendo i «lupini» del mondo.

Marei mekomos

  1. 1
    היכלות דנוגה · ראה מק״מ לזח״ב דף רכז, א בשם נ״ב מהרח״ו.
  2. 2
  3. 3
    ברוך המבדיל . . שיהיו החולין נעשי׳ עטה״ק · להעיר מספר המאמרים ת״ש ד״ה ויקם עדות ביעקב ע׳ 57: ברוך אתה המבדיל . . כי אפשר לברר.
  4. 4
    ששת ימים תעשה מעשיך · Exodus 23:12
  5. 5
    ומאן דמחוי במחוג קמי מלכא · Pesachim 57b
  6. 6
    יגיע כפיך כי תאכל · Psalms 128:2
  7. 7
    מי שטרח בערב שבת · Avodah Zarah 3a:10

Avram diventa Avraham ¶5–7

5ותקון זה הוא ג״כ בחי׳ המילה כי עד שלא נימול אברהם היה שמו אברם אב הוא בחי׳ ראשית הגילוי יש מאין

E questa rettificazione è anche l’aspetto della circoncisione. Infatti, finché Avraham non fu circonciso, il suo nome era Avram. «Av» («padre») è il livello della prima rivelazione di qualcosa dal nulla,

Spiegazione

La circoncisione è una rettificazione dello stesso genere. Prima di essa, Avraham era chiamato Avram, e «Av» («padre») è la sapienza (Chochmah), chiamata Abba («padre»): la prima rivelazione di qualcosa dal nulla, la fonte di ogni influsso.

שהוא מקור ההשפעה נק׳ בשם אב והיה בבחי׳ רם על כל גוים כו׳ מפני שהיה ע״י מסך.

che, essendo la fonte dell’influsso, è chiamato «padre». Ed era nella condizione di «ram» (elevato), «al di sopra di tutte le nazioni», ecc., perché ciò avveniva attraverso uno schermo.

Spiegazione

«Ram» (elevato) descrive quella fonte nel suo stato al di sopra del mondo, «al di sopra di tutte le nazioni», perché si manifestava attraverso uno schermo e rimaneva nascosta a esse.

Il paragrafo 5 in breve

Il paragrafo applica questa idea al primo nome di Avram: «Av-ram» è la fonte dell’influsso, che rimane elevata e nascosta dietro uno schermo.

Marei mekomos

  1. 1
    נק׳ בשם אב והי׳ בבחי׳ רם · ראה אוה״ת בראשית כרך ד פ׳ לך לך תרפט, ב.
  2. 2
    רם על כל גוים · Psalms 113:4

6וע״י המילה נק׳ אברהם אב המון גוים להוסיף התכללות ניצוצות כי להיות ההארה בגלוי גמור עד שיתקרב הניצוץ ליכלל תחת כנפי השכינה הוא ע״י המילה כי מילה אותיות מל י״ה הם חו״ב [חכמה ובינה].

E, attraverso la circoncisione, fu chiamato Avraham, «padre di una moltitudine di nazioni», per accrescere l’inclusione delle scintille. Il fatto che l’illuminazione sia pienamente manifesta, fino al punto che la scintilla si avvicini per essere inclusa sotto le ali della Presenza divina (Shechinah), avviene attraverso la circoncisione. Infatti, milah (circoncisione) si compone delle lettere mal [e] Yud-Hei, che sono la sapienza (Chochmah) e la comprensione (Binah).

Spiegazione

Con l’aggiunta della lettera hei, egli diventa «padre di una moltitudine di nazioni»: la sua influenza ora si estende verso l’esterno per raccogliere le scintille di santità tra le nazioni, finché esse giungano «sotto le ali della Shechinah», espressione usata per chi si unisce al popolo ebraico. La parola milah si divide in mal e nelle lettere Yud-Hei, che indicano Chochmah e Binah.

ומל הוא ל׳ [לשון] התגלות כי מל מלשון ממללא שהדבור הוא המגלה את החכמה להיות החכמה יוצאת מכח אל הפועל ומההעל׳ אל הגילוי

E «mal» è un termine che indica la rivelazione, poiché «mal» deriva dalla parola «memalela» (parla): è il parlare a rivelare la sapienza, facendo così passare la sapienza dalla potenzialità all’attualità e dall’occultamento alla rivelazione.

Spiegazione

«Mal» è collegato al termine aramaico «memalela», che significa «parla». Il parlare porta alla luce la sapienza nascosta; perciò la circoncisione significa la rivelazione di Chochmah e Binah.

ולכן לע״ל [לעתיד לבוא] דכתי׳ [דכתיב] אז אהפך אל עמים שפה ברורה כתי׳ [כתיב] וראו כל בשר יחדיו כי פי ה׳ דבר מחמת שיהי׳ [שיהיה] גילוי בחי׳ דבור התגלות אלקות התגלות חכמה:

E perciò, riguardo al Tempo Futuro, del quale è scritto: «Allora darò ai popoli una lingua chiara», è scritto: «E tutta la carne insieme vedrà che la bocca del Nome Havayah ha parlato»: poiché si rivelerà il livello del parlare, la rivelazione della divinità, la rivelazione di Chochmah.

Spiegazione

I profeti predicono che nel Tempo Futuro i popoli avranno una «lingua chiara» e che «tutta la carne» vedrà che D‑o ha parlato. Questa è la piena rivelazione del parlare divino, ossia la rivelazione della divinità e di Chochmah.

Il paragrafo 6 in breve

La circoncisione aggiunge la lettera hei e rivela ciò che era nascosto: Chochmah e Binah vengono alla luce attraverso il «parlare», raggiungendo perfino le scintille tra le nazioni; questa rivelazione si compirà nel Tempo Futuro.

Approfondimento

Le note di Kehot fanno risalire la scomposizione di milah in mal e Yud-Hei all’Arizal (Etz Chaim e Ta'amei HaMitzvos, Lech Lecha) e ai Tikkunei Zohar, come citati in Sefer HaMaamarim 5633. Likkutei Torah, Pinchas cita proprio questo passo.

Marei mekomos

  1. 1
    מילה אותיות מל י״ה · טעמי המצות ס״פ לך לך, ע״ח שער לג פ״ג. מובא בלקו״ת פינחס עט, ג.
  2. 2
    מילה אותיות מל י״ה · Tikkunei Zohar, Tikkun 22 · 65b:4–5
  3. 3
    מילה אותיות מל י״ה · Sefer Etz Chaim 33:3
  4. 4
    ומל הוא ל׳ התגלות · מובא בלקו״ת פינחס עט, ג.
  5. 5
    אז אהפך אל עמים · Zephaniah 3:9
  6. 6
    וראו כל בשר יחדיו · Isaiah 40:5
  7. 7
    ולכן לע״ל . . מחמת שיהי׳ גילוי בחי׳ דבור התגלות אלקות · מובא באוה״ת נ״ך כרך א ע׳ ק ומוסיף ע״ז ”וכמ״ש בלקו״ת פ׳ צו בד״ה והיה אור הלבנה פ״א שעכשיו הוא בחי׳ נאלמתי דומיה כו׳”.

7וגילוי זה למעלה הוא בבחי׳ חשמל עתים חשות דהיינו שלפעמים הוא בבחי׳ העלם סייג לחכמה שתיקה ועתים ממללות בחי׳ דבור וגילוי

E questa rivelazione in alto è nell’aspetto del Chashmal [splendore]: «talvolta silenzioso» (chashos), cioè talvolta si trova nello stato di occultamento: «il silenzio è una siepe per la sapienza»; «e talvolta parlante» (memalelos), il livello della parola e della rivelazione.

Spiegazione

Il Talmud interpreta il chashmal, lo splendore della visione di Ezechiele, come «chash» (silenzioso) e «mal» (parlante): talvolta silenzioso, talvolta parlante. La rivelazione in alto si alterna dunque: talvolta è trattenuta nel silenzio, «una siepe per la sapienza», e talvolta si esprime con la parola.

וגם מל מלשון והוא ישב ממולי שהוא פי׳ נגדי כלומר דבר שנראה כאילו הוא לנוכח עיניו.

E inoltre «mal» deriva dall’espressione «ed egli dimora di fronte a me» (mimuli), spiegata come «di fronte a me»; vale a dire, una cosa che appare come se fosse davanti ai propri occhi.

Spiegazione

«Mal» significa anche «di fronte», come nelle parole di Balak riguardo a Israele: «dimora di fronte a me». La rivelazione è qualcosa che si trova proprio davanti agli occhi, visibile faccia a faccia.

Il paragrafo 7 in breve

Il paragrafo aggiunge altri due significati di «mal»: l’alternanza di silenzio e parola nel Chashmal, e «di fronte», così che la rivelazione è qualcosa che si vede davanti ai propri occhi.

Approfondimento

La trascrizione in Sefer HaMaamarim 5566, citata nella nota Kehot, spiega il Chashmal come il «correre e ritornare» degli angeli: talvolta tacciono, in un autentico autoannullamento (bittul). Questo brano non compare nella versione del Siddur.

Marei mekomos

  1. 1
    בבחי׳ חשמל עתים חשות · Chagigah 13b:1–2
  2. 2
    סייג לחכמה שתיקה · אבות ג, יג.
  3. 3
    סייג לחכמה שתיקה · Pirkei Avot 3:13
  4. 4
    והוא ישב ממולי · Numbers 22:5

La circoncisione nell’uomo ¶8

8ולמטה באדם התחתון הנה כתיב נעשה אדם בצלמנו כדמותנו יש ג״כ מסך על אבר המשפיע שהוא בבחי׳ רם.

E in basso, nell’uomo inferiore (poiché è scritto: «Facciamo l’uomo secondo la nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza»), vi è anch’egli uno schermo sull’organo che elargisce, che si trova nella condizione di «ram» (elevato).

Spiegazione

L’idea ora scende all’uomo in basso, creato «a immagine di D‑o», così che il suo corpo rispecchia la struttura che si trova in Alto. Anche in lui vi è uno schermo, il prepuzio, che copre l’organo attraverso il quale la vita passa alla generazione successiva; come il «ram» di Avram, la fonte del flusso è coperta e nascosta.

הנסתרות לה׳ אלקינו חו״ב [חכמה ובינה] והנגלות לנו ולבנינו שע״י המילה נעשה נגלות לנו ולבנינו שהגילוי אינו אלא בבחי׳ לבנינו שהוא בחי׳ הולדה כי

«Le cose nascoste appartengono a Havayah, nostro D‑o»: [sono] Chochmah e Binah; «e le cose rivelate sono per noi e per i nostri figli»: poiché mediante la circoncisione diventano «rivelate per noi e per i nostri figli», dato che la rivelazione si trova soltanto nell’aspetto di «per i nostri figli», che è l’aspetto del generare.

Spiegazione

Il versetto contrappone le «cose nascoste», che appartengono a D‑o, alle «cose rivelate», che sono «per noi e per i nostri figli». L’Alter Rebbe interpreta le cose nascoste come la sapienza (Chochmah) e la comprensione (Binah), che la circoncisione rivela; e la rivelazione è «per i nostri figli», nel generare, ossia nella capacità di dare vita a una nuova generazione.

לכן כאשר נתוסף ה׳ באברהם מ״מ לא נעקר הרי״ש באברהם שעדיין הוא בחי׳ רם אלא שנתוסף בחי׳ ה׳ להיות בחי׳ רם זה בגילוי.

Per questa ragione, quando fu aggiunta la hei al nome di Avraham, la reish non fu tuttavia rimossa da Avraham, poiché egli si trova ancora nella condizione di «ram» (elevato); fu aggiunto soltanto il livello della hei, affinché questa condizione di «ram» fosse rivelata.

Spiegazione

Per questo la hei aggiunta al nome di Avraham non rimosse la reish di «ram»: la fonte resta elevata, ma ora viene rivelata. La circoncisione non elimina l’elevatezza; le permette di risplendere apertamente.

והנה המילה היא גילוי (ופריעה היא גילוי יותר כמו ופרע את ראש האשה. שחיטה מפורעת כו׳).

Ora, la circoncisione è rivelazione (e la peri’ah [scopertura] è una rivelazione ancora maggiore, come in «e scoprirà il capo della donna»; «una macellazione scoperta», ecc.).

Spiegazione

La circoncisione stessa è una rivelazione, e la peri’ah, la seconda fase della mitzvah, durante la quale la membrana sottile viene tirata indietro, rivela ancora di più. Il versetto sullo scoprire il capo della donna e l’espressione «una macellazione scoperta» mostrano che la radice di peri’ah significa scoprire.

המסך המבדיל בין קדש לחול דישראל חולין שנעשו על טה״ק [טהרת הקודש] שהיא עיקר ההבדלה כי בשבעה הבדלות להבדיל בין הטמא כו׳ אין אנו אומרים לפי שא״צ [שאין צריך / שאינו צריך] כ״כ [כל כך] כי מאחר שמעבירים ההבדלה שבין קדש לחול כו׳:

Lo schermo che separa il sacro dal profano per il popolo ebraico è costituito da «cose profane preparate nella purezza del sacro», che rappresentano la separazione principale. Infatti, tra le sette separazioni non diciamo «per separare tra l’impuro», ecc., perché ciò non è così necessario; poiché, una volta rimossa la separazione tra il sacro e il profano, ecc.

Spiegazione

Per il popolo ebraico, lo schermo tra il sacro e il profano non è la parete del profano assoluto, bensì il sottile schermo delle «cose profane preparate nella purezza del sacro»; questa è l’essenza della havdalah (separazione). Il passo termina bruscamente, e la nota Kehot riporta l’osservazione del Rebbe che la formulazione necessita di qualche correzione.

Il paragrafo 8 in breve

Il paragrafo applica l’intero concetto all’uomo: la circoncisione rimuove lo schermo che copre la fonte della vita e rivela Chochmah e Binah «per i nostri figli», senza sottrarre alla fonte la sua elevatezza. Per gli ebrei, la separazione tra sacro e profano diventa il profano reso sacro.

Approfondimento

La nota Kehot riferisce che le edizioni di Or HaTorah non riportano queste ultime due righe e che la versione di Or HaTorah termina, prima del suo riassunto, con la delizia superna fatta discendere mediante l’elevazione di mayin nukvin (le «acque femminili», l’elevazione dal basso) dal profano preparato nella purezza. La versione del Siddur termina con la peri’ah e con «una macellazione scoperta».

Marei mekomos

  1. 1
    נעשה אדם בצלמנו · Genesis 1:26
  2. 2
    הנסתרות לה׳ אלקינו · Deuteronomy 29:28
  3. 3
    ופרע את ראש האשה · Numbers 5:18
  4. 4
    שו״ה כי בשבעה · לעיל בהערות ותיקונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע מציין ע״ז ”הל׳ צריך תיקון קצת”. ולהעיר שבכל האוה״ת שנדפסו [לאחר שכתב כ״ק אדמו״ר זי״ע הערה זו] ליתא שני שורות אלו. ובאוה״ת כרך ד תשכ, ב הסיום קודם הקיצור: ”אשר עונג העליון שנמשך ע״י העלאת מ״ן מבחי׳ החולין שנעשו על טה״ק. והנה אשר אותיות ראש שלמעלה מבחי׳ ראשית וזהו לעשות את השבת”. בסידור מסיים בתי׳ ”ופרע . . שחיטה מפורעת”.

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Nell’avodah

I giorni feriali non sono una parentesi lontana dalla santità, ma il suo laboratorio: nei sei giorni una persona deve svolgere il proprio lavoro, mantenendo il velo dell’occultamento, eppure facendo penetrare in esso la luce dello Shabbos, così che il suo lavoro diventi «profano preparato nella purezza del sacro». Con questo impegno perfeziona la creazione, ne addolcisce l’amarezza e la eleva allo Shabbos.

Domande di discussione

  1. Perché D‑o avrebbe creato un mondo e un corpo umano che necessitano deliberatamente di essere perfezionati dall’uomo?
  2. In che modo la «luce derivata» che nasce attraverso una partizione differisce dalla luce originaria, e perché questa differenza è necessaria alla creazione?
  3. Che cosa distingue il velo «tra il sacro e il sacro» da quello «tra il sacro e il profano»?
  4. Perché i giorni feriali devono restare velati, anziché essere colmi di rivelazione come lo Shabbos o la Shemoneh Esreh?
  5. Perché la hei aggiunta al nome di Avraham lascia al suo posto la reish di «ram», e che cosa insegna questo riguardo alla rivelazione?

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