Torah Ohr · Parashot Lech Lecha · Maamar 4
והבדילה הפרוכת לכם
«Il tendaggio separerà per voi»
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
La partizione tra i mondi, il Chashmal, ha la sua radice più in alto di ciò che nasconde, come una parabola che soltanto una mente eccelsa può concepire; il suo occultamento è ciò che rende possibile la creazione come «qualcosa dal nulla». Lo schermo della kelipas nogah [la scorza luminosa] sottostante è il «prepuzio» che l’uomo rimuove attraverso la raffinazione dei giorni feriali e la circoncisione, affinché D‑o si riveli in basso come in alto.
Il maamar in breve
Il maamar si apre con i tendaggi alle porte del Tempio, appesi «per modestia» anche quando le porte restavano aperte durante il giorno, e mette il Tempio in corrispondenza con la sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus): di notte le porte dell’Eden si chiudono e continua a fluire soltanto un flusso esteriore, come durante il sonno funzionano soltanto le funzioni inferiori del corpo. Anche di giorno la luce interiore passa attraverso una partizione che l’Alter Rebbe, seguendo Etz Chaim, identifica con il Chashmal: l’involucro esteriore della comprensione (Binah), che avvolge ai lati l’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) e la dimensione femminile / Malchus (Nukva), formando sotto di loro una «scarpa», lo schermo tra Atzilus e Beriah. Come una parabola, esso riveste ed è inferiore a ciò che riveste, eppure ha la sua radice molto più in alto; da qui il suo nome: chash (il silenzio della sua radice nella sapienza (Chochmah) e nella Binah) e mal (la parola, sua espressione esteriore). Questo spiega l’affermazione del Talmud secondo cui gli angeli del Chashmal tacciono quando la parola di D‑o si manifesta. La scarpa limita inoltre la luce che raggiunge Beriah a una «luce derivata», così che la creazione esista come «qualcosa dal nulla». Di Shabbos uno schermo si frappone tra Atzilus e il mondo, mentre nei giorni feriali gli schermi sono di più; sotto tutti gli schermi santi si trova la kelipas nogah, il prepuzio, che l’uomo raffina con un lavoro feriale onesto e rimuove con la circoncisione, facendo di Avraham il «padre di una moltitudine di nazioni».
Schema
- Il tendaggio «per modestia»: giorno e notte in MalchusI tendaggi alle porte del Tempio e la corrispondenza del Tempio con Malchus di Atzilus; di notte le porte dell’Eden si chiudono e fluisce soltanto una forza vitale esteriore, come durante il sonno.¶1
- Il Chashmal: involucro, scarpa e parabolaAnche di giorno la luce interiore attraversa una partizione, il Chashmal di Binah, che protegge le Sefiros, le emanazioni divine, dagli influssi esterni e diventa lo schermo tra i mondi; come una parabola, ha la sua radice più in alto di ciò che riveste: da qui chash e mal.¶2
- Gli angeli silenziosi e «qualcosa dal nulla»Gli angeli del Chashmal tacciono quando la parola di D‑o si manifesta e parlano quando si ritrae; la scarpa sotto Zeir Anpin e Nukva riduce la luce a una luce derivata, così che Beriah esista come qualcosa dal nulla.¶3–4
- Shabbos, giorni feriali e kelipas nogahIl numero degli schermi varia secondo il giorno e il luogo; la kelipas nogah è il prepuzio tra il sacro e il profano; il compito dell’uomo è raffinare i giorni feriali e renderli santi; la milah [circoncisione] come mal Yud-Hei.¶5
- La circoncisione: «Il Mio patto con te»La rimozione del prepuzio raccoglie le scintille («padre di una moltitudine di nazioni») e attira la Malchus innalzata, «Io» con zakef gadol [un segno di cantillazione], attraverso il fondamento (Yesod), perché si riveli in basso.¶6
Concetti chiave
- Partizione (parsa) / schermo (masach)פרסא / מסך
- La divisione tra un mondo e il successivo, soprattutto tra Atzilus e Beriah. Permette alla luce di passare soltanto in forma ridotta, «modesta».
- Chashmalחשמל
- L’involucro esteriore della Binah che avvolge Zeir Anpin e Nukva per tenere lontane le forze esterne; sotto di loro diventa la «scarpa», lo schermo tra i mondi. Il suo nome si divide in chash (silenzio) e mal (parola).
- Scarpa (na'al / min'al)נעל / מנעל
- La parte del Chashmal che si trova sotto i «piedi» delle emanazioni divine (Sefiros), identificata con lo schermo tra Atzilus e Beriah; Metatron è chiamato «la scarpa della Presenza divina (Shechinah)».
- Luce derivata (or shel toldah)אור של תולדה
- La luce che attraversa lo schermo e giunge a Beriah: una derivazione, non l’essenza, e perciò il «nulla» da cui proviene la «qualcosa» creata.
- Kelipas nogahקליפת נוגה
- La «scorza luminosa» sotto il Mondo dell’Azione (Asiyah), tra santità e impurità; il «prepuzio» che separa il sacro dal profano e che l’uomo deve raffinare e rimuovere.
- Cose profane preparate nella purezza della santitàחולין שנעשו על טהרת הקדש
- Lo scopo della vita feriale: elevare alla santità le attività ordinarie, svolte con fedeltà e per amore del Cielo, mediante la santità di Shabbos.
Il tendaggio «per modestia»: giorno e notte in Malchus ¶1
1והבדילה הפרוכת1 לכם.2 הנה בע״ח [בעץ חיים] (שער מ״א)3 מבואר שיש פרסא (וע׳ בע״ח [בעץ חיים] שער ז׳ פ״ב [פרק ב׳])4
«E la tenda (paroches) farà da separazione per voi». Ora, in Etz Chaim (Sha'ar 41) è spiegato che esiste una partizione (parsa) (si veda anche Etz Chaim, Sha'ar 7, capitolo 2).
Il maamar si apre con il versetto sulla tenda (paroches) che separava il Santo dal Santo dei Santi nel Mishkan. L’Alter Rebbe lo collega subito a un’idea cabbalistica tratta da Etz Chaim dell’Arizal: anche nei mondi spirituali esiste una «partizione» (parsa), una cortina divisoria tra un livello e quello successivo.
ובגמרא בכתובות (דק״ו ע״א) איתא י״ג פרוכת היו במקדש שני5 ז׳ כנגד ז׳ שערים כו׳ ופרש״י [ופירש רש״י / ופירוש רש״י] דלצניעותא עבידי.
E nella Gemara, in Kesubos (106a), si afferma: «Nel Secondo Tempio c’erano tredici tende: sette in corrispondenza delle sette porte», ecc.; e Rashi spiega che erano state fatte per garantire la riservatezza.
Il Talmud riferisce che il Secondo Tempio aveva tredici tende, sette delle quali erano appese alle sette porte del Cortile. Rashi spiega che queste tende alle porte non avevano una funzione strutturale, ma servivano «per garantire la riservatezza»: impedivano che ciò che si trovava all’interno fosse esposto alla vista.
והיינו כי בלילה היו השערים ננעלים וכדאיתא במסכת תמיד רק ביום היו פתוחים שיהיו נכנסין ויוצאין דרך פתחי השערים והיו מוכרחים להיות פתוחים אעפ״כ [אף על פי כן] הי׳ [היה] פרוכת לכל שער לצניעות כו׳.
Questo perché di notte le porte erano chiuse a chiave, come si afferma nel Trattato Tamid, e soltanto di giorno erano aperte, affinché si potesse entrare e uscire attraverso i varchi; e [sebbene] dovessero restare aperte, nondimeno vi era una tenda per ciascuna porta, per garantire la riservatezza, ecc.
Il senso di questo dettaglio è che di notte le porte erano comunque chiuse a chiave, quindi le tende erano rilevanti soltanto di giorno, quando le porte restavano aperte per consentire il passaggio. Anche quando l’accesso era aperto, ciò che si trovava all’interno rimaneva velato; il maamar applicherà questo concetto al modo in cui la luce divina passa da un mondo all’altro.
וענין זה הוא כי הנה העזרה והלשכות הם מכוונים נגד מלכות דאצילות כי למעלה במלכות יש כל הבחי׳ שבעזרה וגם הר הבית ת״ק אמה כמ״ש בזהר שלח לך (דקס״א ע״ב).
Il significato è il seguente. Il Cortile del Tempio (Azarah) e le camere corrispondono alla sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), poiché in alto, in Malchus, vi sono tutti gli aspetti che si trovano nel Cortile; e anche il Monte del Tempio misura cinquecento cubiti, come è affermato nello Zohar, [Parshas] Shelach Lecha (161b).
Il Tempio terreno rispecchia una struttura superiore. Il suo Cortile e le sue camere corrispondono a Malchus di Atzilus, la Sefirah più bassa del mondo più elevato, quella che si rivolge verso i mondi sottostanti; lo Zohar parla persino di un Monte del Tempio superiore, di cinquecento cubiti.
והנה בלילה תרעין דג״ע [דגן עדן] אסתימו6 וכמו שננעלים השערים שערי העזרה הגם דכתי׳ [דכתיב] ותקם בעוד לילה7 ותתן טרף לביתה היינו בבחי׳ חיצוניות דוקא
Ora, di notte «le porte del Gan Eden sono chiuse», proprio come vengono chiuse a chiave le porte, le porte del Cortile. E sebbene sia scritto: «Si alza quando è ancora notte e dà cibo alla sua casa», ciò avviene specificamente nella dimensione esteriore (chitzoniyus).
Lo Zohar insegna che di notte le porte del Gan Eden, la dimora spirituale delle anime, si chiudono, proprio come venivano chiuse le porte del Tempio. Il versetto sulla «donna valorosa», che si alza di notte per nutrire la sua casa (interpretato come Malchus che sostiene i mondi), non è in contraddizione con questo: ciò che fluisce di notte è soltanto la dimensione esteriore dell’influsso di D‑o, non la Sua luce interiore.
וכמו באדם בשעת שינה שהוא הסתלקות וקבוץ החיות מן הדם הוא הנפש8 לתוך הלב ונסתם הכל בתוכו שאין מתפשט ממנו פנימית החיות רק קיסטא דחיותא9 וחיצוניות שאז הוא דוקא גילוי והתפשטות חיצוניות החיות
È come avviene in una persona durante il sonno: la forza vitale si ritira e si raccoglie dal sangue, che è l’anima, nel cuore, e tutto si chiude al suo interno; così la dimensione interiore (pnimiyus) della forza vitale non si diffonde da esso, ma soltanto una kista de-chayusa (una piccola misura di vita) e la dimensione esteriore; proprio allora si manifesta e si diffonde la dimensione esteriore della forza vitale,
L’Alter Rebbe illustra il concetto con il sonno umano. Durante il sonno, la vitalità dell’anima si ritira dal sangue (che la Torah chiama «l’anima») e si raccoglie nel cuore, dove rimane racchiusa; nel corpo resta attiva soltanto una «piccola misura di vita», vale a dire le funzioni vitali esteriori e fondamentali.
come la facoltà nutritiva e quella digestiva dell’anima, che sono aspetti della dimensione esteriore rispetto alla facoltà intellettiva, agli attributi emotivi (middos), alla vista e all’udito.
Durante il sonno continuano a funzionare le facoltà vegetative, quelle nutritive e digestive. Sono «esteriori» rispetto alle facoltà superiori dell’anima — il pensiero, i sentimenti, la vista e l’udito — che durante il sonno si acquietano.
Il paragrafo introduce il tema del maamar, la tenda o partizione, attraverso le tende alle porte del Tempio, poste «per garantire la riservatezza», e mette in relazione le porte del Tempio con Malchus di Atzilus. La notte, quando le porte del Gan Eden si chiudono e fluisce soltanto la vitalità esteriore, è paragonata al sonno, quando restano attive soltanto le funzioni inferiori del corpo.
La corrispondenza tra le porte dell’Azarah e le «porte del Gan Eden» prepara la struttura del maamar: il giorno e la notte in Malchus corrispondono ai flussi interiori ed esteriori, e la tenda «per garantire la riservatezza» diventerà il Chashmal e lo schermo (masach) tra Atzilus e Beriah. La distinzione tra la dimensione interiore e quella esteriore della forza vitale durante il sonno segue il «kista de-chayusa» dello Zohar.
Marei mekomos
- 1והבדילה הפרוכת · הנחת כ״ק אדמו״ר האמצעי בסידור קמז, א. הנחת ר׳ משה בן אדה״ז בסה״מ תקס״ו ע׳ סא. ובשניהם מתחיל: להבין שרשי הדברים הנ״ל. דרך מצותיך ו, ב. הנחת מהר״א מסטראשליע בס׳ עבודת הלוי טז, ד. ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע.
- 2והבדילה הפרוכת לכם · Exodus 26:33
- 3בע״ח שער מ״א · ראה סידור כאן קמז, א. סה״מ תקס״ו ע׳ סא. ראה חקירה נז, א ”שיש מסך ופרגוד המפסיק בין אצילות לבי״ע . . ושורש המסך הנ״ל הוא מבחי׳ חשמל דבינה”.
- 4וע׳ בע״ח שער ז׳ פ״ב · שעז״נ יהי רקיע בתוך המים . . ומבואר שם כי הצמצום בא״ק הוצרך להיות כדי שיהי׳ יכולת בעולם האצי׳ לקבל האור ממנו” — וראה באוה״ת ואתחנן ובספר החקירה נז, א ”ופי׳ שבלא המסך הנ״ל לא היה אפשר להתהוות עולמות בי״ע”. אוה״ת פ׳ בלק ע׳ תתקסח.
- 5
- 6תרעין דג״ע אסתימו · Zohar I, 92a
- 7ותקם בעוד לילה · Proverbs 31:15
- 8הדם הוא הנפש · Deuteronomy 12:23
- 9קיסטא דחיותא · Zohar I, 83a
- 10וכדאיתא במס׳ תמיד · פ״ג. ובדרך מצותיך ו, ב נוסף: ובמדות.
- 11
- 12
Il Chashmal: involucro, scarpa e parabola ¶2
2והתפשטותן עיקרן בשעת שינה שבשעה שאינו ישן ומאיר השכל אז כח המעכל והזן אינן בהתפשטות כ״כ [כל כך] מצד התכללותן בכח השכל כנר בפני אבוקה ולכן מעכב התפשטותן
La loro diffusione avviene principalmente durante il sonno. Quando infatti una persona non dorme e il suo intelletto è luminoso, le facoltà digestive e nutritive non si espandono altrettanto, perché sono incluse nella facoltà dell’intelletto, come una candela davanti a una torcia; perciò [l’intelletto] ne trattiene la diffusione.
Le facoltà nutritive e digestive operano principalmente durante il sonno. Quando una persona è sveglia e pensa, queste facoltà inferiori sono assorbite dall’intelletto dominante, come la fiamma di una candela scompare accanto a quella di una torcia; perciò l’intelletto impedisce loro di espandersi pienamente.
אבל בשעת שינה שמסתלק ממשלת כח השכל אז הן מתפשטין ואז הקיבה מעכל ושולח אל הכבד כו׳. וכח הזן והמעכל והדוחה וכה״ג [וכהאי גוונא] הם כחות חיצוניות ותחתוניות שבנפש.
Durante il sonno, invece, quando viene meno il dominio della facoltà dell’intelletto, esse si diffondono; allora lo stomaco digerisce e invia [il cibo] al fegato, ecc. Le facoltà nutritiva, digestiva ed espulsiva, e simili, sono le facoltà esteriori e inferiori dell’anima.
Nel sonno, quando viene meno il dominio dell’intelletto, le facoltà inferiori si diffondono liberamente: lo stomaco digerisce e fa passare il nutrimento al fegato. Le facoltà di nutrire, digerire ed espellere sono le facoltà «esteriori» e «inferiori» dell’anima, quelle che operano anche quando le facoltà superiori si ritirano.
וכך למעלה במלכות דאצי׳ שבלילה תרעין דג״ע [דגן עדן] אסתימו שההארה שנמשך מבחי׳ מל׳ בג״ע [בגן עדן] זיו השכינה זהו עיקר הארת פנימיות המל׳
Così avviene anche in Alto, nella sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus): di notte «le porte del Giardino dell’Eden si chiudono». L’illuminazione che fluisce dal livello di Malchus verso il Giardino dell’Eden, lo splendore della Presenza divina (Shechinah), è infatti la principale illuminazione della dimensione interiore (pnimiyus) di Malchus.
Ora l’analogia viene applicata ai mondi superiori. Di «notte», in Malchus di Atzilus, le porte dell’Eden si chiudono: lo splendore della Shechinah di cui godono le anime nel Giardino dell’Eden è la luce interiore di Malchus, ed è questa a ritirarsi.
(דהיינו שההמשכה מבחי׳ ג״ר [ג׳ ראשונות] שבמל׳ וכמ״ש במ״א בביאור הזהר פ׳ אחרי)1 ובלילה מסתלק הארה זו אלא שהשפע׳ חיצוניות נמשך אז והיינו ותתן טרף2 בבי״ע (והמשכה זו מבחי׳ ז״ת [ז׳ תחתונות] שבמל׳)
(Vale a dire, l’efflusso proviene dal livello delle prime tre [emanazioni divine (Sefiros)] all’interno di Malchus, come spiegato altrove nel commento allo Zohar sulla Parshas Acharei.) Di notte questa illuminazione si ritira e allora viene attinto soltanto un flusso esteriore; questo è il significato di «e dà il cibo» nei mondi della Creazione (Beriah), della Formazione (Yetzirah) e dell’Azione (Asiyah) (e questo efflusso proviene dal livello delle sette inferiori di Malchus).
La luce interiore dell’Eden proviene dalle «prime tre», le Sefiros intellettive all’interno di Malchus. Di notte essa si ritira e rimane soltanto un flusso esteriore verso Beriah, Yetzirah e Asiyah («dà il cibo alla sua casa»), proveniente dalle sette inferiori, emotive, di Malchus: il minimo necessario a sostentare la vita, come la digestione durante il sonno.
וביום נפתחים תרעי דג״ע [דגן עדן] לפי שיש התגברות החסדים חסד אל כל היום3 ע״כ נמשך אז המשכה הפנימית ואעפ״כ [ואף על פי כן] יש בחי׳ פרוכת פרסא ונמשך המשכה זו
Di giorno le porte del Giardino dell’Eden si aprono, poiché vi è un rafforzamento dei Chasadim (benevolenze) — «la benevolenza di D‑o dura tutto il giorno» — e perciò allora viene attinto il flusso interiore. Ciononostante, vi è [ancora] il livello di una cortina, una partizione, e questo flusso viene attinto
Di giorno prevalgono i Chasadim, come dice il versetto: «la benevolenza di D‑o dura tutto il giorno»; perciò si apre il flusso interiore. Eppure, come le cortine appese alle porte aperte del Santuario, vi è anche allora una partizione attraverso la quale il flusso deve passare.
ע״י אמצעות הפרסא והפרסא היא מבחי׳ חשמל שהוא מחיצוניות הבינה שמלביש ומקיף את י״ס [י׳ ספירות] דז״א וי״ס [וי׳ ספירות] דנוק׳ [דנוקבא] כתנו׳ עור4 ומלבישם מצדיהם
per mezzo della partizione. La partizione proviene dal livello del Chashmal (elettro), che appartiene alla dimensione esteriore (chitzoniyus) della comprensione (Binah); essa riveste e circonda le dieci Sefiros dell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) e le dieci Sefiros della dimensione femminile / Malchus (Nukva) come un indumento di pelle, rivestendole ai loro lati.
La partizione viene identificata con il Chashmal, il misterioso «elettro» della visione di Yechezkel, che nella Kabbalah è il rivestimento più esteriore di Binah. Avvolge le Sefiros di Zeir Anpin e di Nukva ai loro lati, come gli «indumenti di pelle» che D‑o fece per Adam e Chavah.
והוא בכדי שלא יהיה יניקת החיצונים ומתחת רגליהם5 הוא בחי׳ מנעל6 להיות הפסק בין אצילות לבריאה וליצירה כו׳
Questo serve a impedire che le forze esteriori attingano nutrimento. Sotto i loro piedi esso è il livello di una scarpa, che costituisce una separazione fra Atzilus e Beriah e Yetzirah, ecc.
Lo scopo di questo rivestimento è impedire alle «forze esteriori» — le forze della kelipah (involucro) — di attingere nutrimento dalla santità. La parte che si trova sotto i «piedi» di queste Sefiros è chiamata «scarpa» e costituisce la separazione fra Atzilus e i mondi inferiori.
(ונעל הזה7 הוא בחי׳ המסך והפרסא המפסיק בין אצילות לבריאה כמ״ש בע״ח [בעץ חיים] שמ״א פ״א ופרק ו׳ ובשער מ׳ פ״א) וכמו שפירש״י [שפירש רש״י] לצניעות דהיינו שלא יהיה
(Questa scarpa è il livello dello schermo e della partizione che separa Atzilus da Beriah, come affermato in Etz Chaim, Sha'ar 41, capitolo 1 e capitolo 6, e in Sha'ar 40, capitolo 1.) Ed è come spiegò Rashi: «per modestia», cioè, affinché non vi sia
L’Alter Rebbe cita Etz Chaim dell’Arizal: questa «scarpa» è proprio lo schermo (masach) e la partizione che separano Atzilus da Beriah. Torna poi alla parola di Rashi, «modestia», per spiegare che cosa realizza lo schermo.
כל גילוי האור של אצילות בבריאה כ״א בדרך מסך שהמלכות דאצילות בוקע המסך ונעשה עתיק לבריאה (ע׳ [עיין] בע״ח [בעץ חיים] שמ״א פ״א ואגה״ק [ואגרת הקודש] איהו וחיוהי) וכן בכל עולם.
la rivelazione completa della luce del Mondo dell’Emanazione (Atzilus) nel Mondo della Creazione (Beriah), ma soltanto attraverso uno schermo: la sovranità (Malchus) dell’Atzilus fende lo schermo e diventa Atik (il livello supremo nascosto) della Beriah (vedi Etz Chaim, Sha'ar 41, capitolo 1, e Iggeres HaKodesh, [la lettera] «Egli e la Sua forza vitale»). E così avviene in ogni mondo.
«Modestia» significa che Atzilus non si rivela apertamente in Beriah. La sua luce passa soltanto attraverso lo schermo: Malchus dell’Atzilus fende lo schermo e diventa Atik, il livello supremo nascosto, di Beriah. Lo stesso schema si ripete fra ogni mondo e quello che gli è inferiore.
שבבריאה נעשה ג״כ חשמל מחיצוניות הבינה8 ומקיף לזו״נ [לזעיר אנפין ונוקבא] עד שנעשה מנעל כו׳ (בע״ח [בעץ חיים] שמ״א פ״א שהמסך שבין בריאה ליצירה אינו מבינה דבריאה אלא מת״ת [מתפארת] דבריאה אלא שבת״ת [שבתפארת] יש ג״כ חשמל כמ״ש הרמ״ז [הרב משה זכות] ס״פ יתרו בשם9 א״י [אדם ישר].
Anche in Beriah si forma un Chashmal (rivestimento protettivo) dalla dimensione esteriore (chitzoniyus) della comprensione (Binah), che avvolge l’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) e la dimensione femminile / Malchus (Nukva), finché diventa una scarpa, ecc. (In Etz Chaim, Sha'ar 41, capitolo 1, [è detto] che lo schermo fra Beriah e Yetzirah non proviene dalla Binah di Beriah, ma dalla bellezza (Tiferes) di Beriah; tuttavia, anche in Tiferes c’è un Chashmal, come scrive il Ramaz alla fine della Parshas Yisro citando [il libro] Adam Yashar.
Così anche in Beriah il rivestimento esteriore della sua stessa Binah avvolge Zeir Anpin e Nukva e diventa la «scarpa» al di sotto di loro. In una nota parentetica, l’Alter Rebbe prende in esame un’altra opinione riportata in Etz Chaim (secondo cui questo schermo inferiore proviene da Tiferes di Beriah) e la concilia con quanto esposto: anche Tiferes possiede un Chashmal, come scrive Rabbi Moshe Zacuto (il Ramaz), citando Adam Yashar, un’opera cabbalistica di Rabbi Chaim Vital che allora era ancora manoscritta.
ואמנם בלקוטי הש״ס [הששה סדרים] מהאריז״ל [מהאר״י זכרונו לברכה]10 דט״ז ד״ה לכי ומעטי א״ע [את עצמו] כמ״ש כאן ע״ש ועמ״ש בביאור ע״פ כי ביום הזה יכפר11).12
Tuttavia, in Likkutei HaShas dell’Arizal, pagina 16, nel passo che comincia «Va’ e diminuisci te stessa», [è detto] come qui; vedi là. E vedi quanto è scritto nella spiegazione del versetto «Poiché in questo giorno egli espierà».)
Aggiunge che quanto scrive l’Arizal sul Talmud a proposito del comando rivolto alla luna, «Va’ e diminuisci te stessa», concorda con quanto esposto qui; rimanda il lettore anche alla sua spiegazione del versetto «Poiché in questo giorno egli espierà», pubblicata in Likkutei Torah, Acharei.
ולהבין ענין חשמל13 זה מה ענינו הנה מבשרי אחזה14 כי במדות אין שם התגלות כל השכל שאם כן היו המדות בטלים בהשכל ולא הי׳ [היה] מהם כלל התפשטות והמשכה
Per comprendere che cosa sia questo Chashmal: «dalla mia carne contemplo» [lo]. Nelle facoltà emotive (middos) non si rivela l’intelletto nella sua interezza, perché, se così fosse, le facoltà emotive sarebbero annullate nell’intelletto e da esse non vi sarebbe alcuna espansione né alcuna emanazione.
Ora spiega il Chashmal partendo dall’esperienza umana («dalla mia carne vedo D‑o»). Le emozioni di una persona non possono contenere il suo intelletto nella sua interezza; se così fosse, si dissolverebbero in esso e non si manifesterebbero affatto come sentimenti.
אלא שאעפ״כ [שאף על פי כן] מקיף עליהם הארה מועטת מחיצוניות הבינה בחי׳ התבוננות שלמעלה מן המדות בכדי שלא יהי׳ [יהיה] יניקת החיצונים שמהמדות יכול להיות אחיזה לסט״א [לסטרא אחרא]
Ciononostante, una piccola illuminazione della dimensione esteriore della Binah le circonda: il livello della contemplazione che è al di sopra delle facoltà emotive, affinché le forze esteriori non ne traggano nutrimento, poiché dalle facoltà emotive l’altra parte (sitra achra) può ottenere un punto d’appoggio,
Eppure una piccola luce proveniente dalla dimensione esteriore della Binah, una sorta di contemplazione sovrastante che rimane al di sopra dei sentimenti, li circonda. La sua funzione è protettiva: è nelle emozioni che la sitra achra, la parte opposta alla santità, può trovare appiglio.
וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] לא כאברהם שיצא ממנו ישמעאל1516 כו׳ וכן שבה״כ [שבירת הכלים] היה בהמדות לפיכך צ״ל בחי׳ חשמל מקיף שלא יהי׳ [יהיה] להם יניקה מהמדות אלא בדרך שערות וצפרנים כפי הצורך בלבד
come dissero i nostri Saggi: «Non come Avraham, dal quale uscì Yishmael», ecc.; e analogamente, la rottura dei recipienti avvenne nelle facoltà emotive. Perciò è necessario un Chashmal avvolgente, affinché esse non traggano nutrimento dalle facoltà emotive se non alla maniera dei capelli e delle unghie, e soltanto nella misura necessaria.
I Saggi osservano che la grande benevolenza di Avraham produsse comunque Yishmael, segno che persino un’emozione santa può generare qualcosa di negativo; inoltre, la «rottura dei recipienti» cabbalistica ebbe luogo nelle facoltà emotive. Il Chashmal le circonda dunque, permettendo alle forze esteriori di trarre nutrimento soltanto alla maniera dei capelli e delle unghie, escrescenze del corpo, e solo nella misura necessaria.
(כי חשמל זה הוא מהבינה וחו״ב [וחכמה ובינה] הן תרין ריעין17 כו׳ ומחכמה אין יניקה לחיצונים כנודע מענין הנגעים וכמ״ש ימותו ולא בחכמה18 לפי שחכמה כח מה בחי׳ בטול לאור א״ס כו׳).
(Questo Chashmal proviene dalla Binah, e Chochmah e Binah sono «due compagne», ecc.; dalla sapienza (Chochmah) le forze esteriori non traggono nutrimento, come è noto a proposito delle affezioni cutanee (nega’im), e come è scritto: «Muiono, ma non per mezzo della sapienza», perché Chochmah è koach mah [«la forza del che cosa?»], il livello dell’autoannullamento (bittul) alla Luce Infinita (Or Ein Sof), ecc.)
Ecco perché la protezione proviene dalla Binah: Binah è accoppiata a Chochmah («due compagne») e Chochmah non offre alcun appiglio alle forze esteriori, come è noto dalle norme relative ai nega’im, le affezioni cutanee di Levitico 13–14. Le lettere di Chochmah formano koach mah, «la forza del “che cosa?”»: puro autoannullamento dinanzi all’Or Ein Sof. Il versetto «muoiono, ma non per mezzo della sapienza» viene quindi interpretato nel senso che la morte, il dominio delle forze esteriori, non raggiunge Chochmah.
ופי׳ ענין החשמל1920 שמלביש לזו״נ [לזעיר אנפין ונוקבא] והרי הוא חיצוניות אצלן ואעפ״כ [ואף על פי כן] שרשו גבוה מהן21 שהרי הוא מהבינה.22
La spiegazione del Chashmal che riveste Zeir Anpin e Nukva: esso è la dimensione esteriore rispetto a loro, eppure la sua radice è più elevata della loro, poiché proviene dalla Binah:
Ecco un’apparente contraddizione: il Chashmal è un rivestimento esteriore di Zeir Anpin e Nukva, inferiore a ciò che riveste, eppure proviene dalla Binah, che è più elevata di loro. Come può essere entrambe le cose?
הענין הוא כמו המשל שהוא לבוש להנמשל דהנה צירופי אותיות המשל הם גשמיות נגד הנמשל ולבוש לבד להנמשל
La questione è simile a una parabola (mashal), che è un rivestimento di ciò che essa illustra (nimshal). Infatti, le combinazioni di lettere della parabola sono materiali rispetto a ciò che essa illustra e costituiscono soltanto un rivestimento per esso.
La risposta è la parabola (mashal). Una parabola è un rivestimento del suo significato: le sue parole e immagini sono grossolane e materiali rispetto all’idea che veicolano.
אך מ״מ שרש המשל הוא גבוה מאד23 נעלה שאין כל אדם יכול לומר משלים אלא משלי שלמה24 ובגמרא אמרו25 על רבי מאיר תלתא שמעתא ותלתא מתלי ואמרו משמת רבי מאיר26 בטלו מושלי משלים כו׳
Eppure la radice della parabola è molto elevata e sublime, perché non tutti sono in grado di esporre parabole, ma soltanto [quelle] come le «parabole di Shlomo»; e nella Gemara dissero di Rabbi Meir: «tre insegnamenti e tre parabole»; e dissero: «Quando Rabbi Meir morì, cessarono i narratori di parabole», ecc.
Eppure, per comporre parabole occorrono le menti più elevate. Le «parabole» di Shlomo HaMelech sono il modello; Rabbi Meir suddivideva il suo insegnamento in tre parti, una delle quali era costituita da parabole; e quando morì, la Mishnah dice: «cessarono i narratori di parabole».
והיינו כי דוקא מי ששכלו שכל גבוה יכול לצמצם שכלו במשל שיהיה מכוון נגד הנמשל ממש
Ciò perché, in particolare, chi possiede un intelletto elevato può contrarre il proprio intelletto in una parabola che corrisponda esattamente a ciò che essa illustra,
Soltanto un intelletto molto elevato può condensare la propria intuizione in un’immagine che corrisponda esattamente all’idea.
משא״כ מי שאין לו שכל גבוה כל כך די לו במה שיבין השכל כאשר הוא
mentre chi non possiede un intelletto così elevato si accontenta di comprendere l’idea così com’è,
Una mente meno elevata si accontenta di cogliere l’idea così com’è.
אבל לא יוכל להסביר פנים במשל ואם יאמר משל לא יהי׳ [יהיה] המכוון כו׳ ועד״ז הוא בחי׳ החשמל שהוא לבוש לזו״נ [לזעיר אנפין ונוקבא] כהתלבשות השכל במשל27
ma non può chiarirla mediante una parabola e, se ne espone una, questa non corrisponderà, ecc. Lo stesso vale per il livello del Chashmal, che è un rivestimento per l’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) e la dimensione femminile / Malchus (Nukva), proprio come un’idea rivestita da una parabola.
Una mente del genere non può esprimere l’idea mediante una parabola adeguata; se ci prova, la parabola non coglie nel segno. Lo stesso vale per il Chashmal: è un rivestimento attorno agli attributi emotivi, proprio come una parabola riveste un’idea.
והיינו לפי שנמשך מהבינה שהיא למעלה מעלה מהמדות כו׳ רק אח״כ נעשה לבוש לזו״נ [לזעיר אנפין ונוקבא] והוא למטה מהן כמו שהמשל הוא חיצוניות לגבי הנמשל ולבוש לבד
Ciò perché esso deriva dalla comprensione (Binah), che è molto al di sopra degli attributi emotivi, ecc.; solo in seguito diventa un rivestimento per Zeir Anpin e Nukva e si trova al di sotto di essi, proprio come la parabola è la dimensione esteriore rispetto a ciò che essa illustra e ne costituisce soltanto un rivestimento.
Poiché il Chashmal deriva da Binah, ha la propria radice molto al di sopra delle emozioni; soltanto quando si manifesta diventa il loro rivestimento esteriore, inferiore a esse, proprio come una parabola è esteriore rispetto al suo significato.
והרי א״כ מובן שיש בבחי׳ החשמל הזה ב׳28 בחינות א׳ מצד שרשו שהוא גבוה מאד נעלה למעלה מן המדות
Si comprende dunque che in questo livello del Chashmal vi sono due aspetti. Il primo, dal punto di vista della sua radice, è molto elevato e sublime, al di sopra degli attributi emotivi,
Il Chashmal presenta quindi due aspetti. Il primo è la sua radice, che si trova molto al di sopra degli attributi emotivi.
שהוא מבחי׳ הבינה והב׳ מצד התפשטותו בבחי׳ חיצוניות בבחי׳ צירופי אותיות שהאותיות הם מדרגה האחרונה שבכל הי״ס [הי׳ ספירות] (ומה שמלביש החשמל לזו״נ [לזעיר אנפין ונוקבא] היינו כמו אותיות שמלבישי׳ להמדות כו׳)
poiché appartiene al livello di Binah. Il secondo, dal punto di vista della sua espansione, è nella dimensione esteriore, sotto forma di combinazioni di lettere, essendo le lettere il livello finale in tutte le dieci emanazioni divine (Sefiros) (e il fatto che il Chashmal rivesta Zeir Anpin e Nukva è come le lettere che rivestono gli attributi, ecc.).
La sua radice è così elevata perché deriva da Binah. Il secondo aspetto è la sua manifestazione: la dimensione più esteriore, simile alle «lettere», che costituiscono il livello finale di ogni Sefirah. Il modo in cui riveste Zeir Anpin e Nukva è come quello delle lettere e delle parole che rivestono i sentimenti.
Questo è il significato di Chashmal: chash mal. Chash significa «silenzio»; ciò riguarda il lato del suo primo aspetto (bechinah), la sua radice nella comprensione (Binah).
La parola Chashmal stessa si divide in due: chash, «silenzio», e mal, «parola». Chash, il silenzio, riflette il suo primo aspetto, la sua radice nella Binah.
כי סייג לחכמה שתיקה32 כי הוי״ה בחכמה ולכן החכמה היא בחי׳ ביטול וזהו השתיקה וע״ד שמשה רבע״ה [רבינו עליו השלום] הי׳ [היה] כבד פה33 כו׳.
Poiché «una barriera per la sapienza è il silenzio», dal momento che Havayah è nella sapienza (Chochmah), perciò Chochmah è il livello dell’autoannullamento (bittul), e questo è il silenzio; e analogamente Moshe, nostro maestro, pace a lui, era «pesante di bocca», ecc.
«Una barriera per la sapienza è il silenzio» (Avos): Chochmah è la sede di Havayah ed è puro bittul, e il silenzio è l’espressione di questo autoannullamento. Analogamente, Moshe, il più grande nella sapienza, era «pesante di bocca».
ומל לשון דיבור והתגלות זהו מצד בחי׳ הב׳ שבו כשנעשה לבוש לזו״נ [לזעיר אנפין ונוקבא] כמו האותיות שמלבישי׳ הנמשל ועי״ז יוכל להיות השפעה זהו פי׳ מל:
E mal significa parola e rivelazione; ciò riguarda il lato del suo secondo aspetto (bechinah), quando diventa un rivestimento per l’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) e la dimensione femminile / Malchus (Nukva), come le lettere che rivestono la cosa rappresentata, e attraverso questo può esserci un flusso d’influenza. Questo è il significato di mal.
Mal, «parola», è il secondo aspetto: il Chashmal come rivestimento per Zeir Anpin e Nukva, come le lettere che rivestono il significato. Attraverso questo rivestimento, l’influsso può fluire ai livelli inferiori.
Il paragrafo completa l’analogia del sonno e la applica al giorno e alla notte in Malchus di Atzilus; identifica poi la partizione con il Chashmal, il rivestimento esteriore di Binah che circonda le Sefiros emotive e diventa la «scarpa» fra i mondi. Attraverso l’immagine della parabola, spiega come il Chashmal possa avere una radice superiore a ciò che riveste, e interpreta il suo nome come chash (silenzio, la sua radice) e mal (parola, la sua espressione).
Il paragrafo segue Etz Chaim, che cita come Sha'ar 41 (Sha'ar Drushei ABYA): lì il Chashmal è il rivestimento esteriore di Imma (Binah), che avvolge Zeir Anpin e Nukva da ogni lato, anche sotto i loro piedi, per proteggerli dalle forze esteriori; ai loro lati è chiamato «indumenti» e sotto i loro piedi «scarpe». Su Sefaria, dove la numerazione degli sha'arim è superiore di uno, il passo si trova in Sha'ar 42, capitolo 13. La duplice natura del Chashmal — radice elevata ed espressione inferiore — è un principio ricorrente nella Chassidut: ciò che cela deve avere una radice superiore a ciò che cela. Il legame fra Chochmah e bittul (koach mah) e fra Binah e il Chashmal protettivo è parallelo al modo in cui Tanya tratta Chochmah come il livello al quale nulla può opporsi.
Marei mekomos
- 1בביאור הזהר פ׳ אחרי · לכ״ק אדה״א עז, ב תאנא אתעברת, וראה גם ביאורי הזהר לכ״ק אדמו״ר הצמח צדק פ׳ אחרי ע׳ שנג ואילך.
- 2ותתן טרף · Proverbs 31:15
- 3חסד אל כל היום · Psalms 52:3
- 4כתנו׳ עור · Genesis 3:21
- 5מתחת רגליהם · Sefer Etz Chaim 42:13
- 6ומלבישם מצדיהם . . הוא בחי׳ מנעל · עיין בד״ה פתח אלי׳ תרנ״ח ע׳ סט.
- 7ונעל הזה · ענין הפרסא זה ראה אוה״ת תצוה ע׳ א׳תשי.
- 8חשמל מחיצוניות הבינה · ראה לקמן צז, ג.
- 9בשם א״י · =ספר ”אדם ישר”. אחד מספרי מהרח״ו בזמן אדה״ז והצ״צ היה בכתב יד. נדפס בשנת תרמ״ה בקראקא.
- 10בלקוטי הש״ס מהאריז״ל · מס׳ חולין, נעתק בלקו״ת פ׳ אחרי כז, ד.
- 11
- 12ע״פ כי ביום הזה יכפר · לקו״ת אחרי כז, ד.
- 13ולהבין ענין חשמל · בענין החשמל — ראה סה״מ תקס״ב ע׳ רנג. ובכרך ב ע׳ תקכא. מאמרי אדה״א ויקרא כרך ב ע׳ תצב. ע׳ תשנא. אוה״ת בראשית כרך ג תצו, ב. שמיני ע׳ נה. ואתחנן ע׳ ריד. וע׳ רכג. פ׳ תצוה ע׳ א׳תרלט. ד״ה מצה זו תר״מ סעי׳ מה. נזכר בלקו״ת שה״ש יח, ג.
- 14מבשרי אחזה · Job 19:26
- 15לא כאברהם שיצא ממנו ישמעאל · ספרי דברים לב, ט.
- 16לא כאברהם שיצא ממנו ישמעאל · Sifrei Devarim 312:1–2
- 17וחו״ב הן תרין ריעין · Zohar III, 4a
- 18ימותו ולא בחכמה · Job 4:21
- 19ופי׳ ענין החשמל · ראה ע״ח שער מ״א פ״ג. לקו״ת אמור לו, ג.
- 20ופי׳ ענין החשמל · Sefer Etz Chaim 41:3
- 21שו״ה שמלביש — שרשו גבוה מהן · בד״ה והי׳ ברכה תרל״ט מציין על זה: והנה אם היות שרשו גבוה יותר עכ״ז הוא עצמו למטה מזו״נ וגורם המעטת האור, עד שהאור שעובר ונמשך דרך המסך אינו ערוך כלל לגבי האור שלמעלה מהמסך ע״ד כי שמש ומגן כו׳, וכנודע מענין אור של תולדה כו׳.
- 22שהרי הוא מהבינה · ראה מאו״א ח, יב.
- 23מ״מ שרש המשל הוא גבוה מאד · באוה״ת פ׳ יתרו ע׳ תתכ מציין לכאן.
- 24משלי שלמה · Proverbs 1:1
- 25ובגמרא אמרו · Sanhedrin 38b:22
- 26ואמרו משמת רבי מאיר · Sotah 49a:15–16
- 27כהתלבשות השכל במשל · בסה״מ תרס״ט ע׳ פא כ׳ ”שהחשמל הוא כמו משל ובמ״א מבואר שהחשמל הוא כמו אותיות המח׳ ומזה נעשה הפרסא שזהו כמו משל כו׳ כמ״ש בתו״א ד״ה פתח אליהו” ע״ש.
- 28שיש בבחי׳ החשמל הזה ב׳ בחי׳ · ראה גם דרך מצותיך ז, א.
- 29פי׳ חשמל · Zohar III, 223b
- 30פי׳ חש לשון שתיקה · ראה אוה״ת למגילת אסתר ד״ה ויהי בימי אחשורוש ע׳ א, מה שהקשה בפע״ח [ע״ח] שער מ״ט שער ק״נ פ״ב ע״ש.
- 31שרשו מהבינה · אוה״ת בראשית קט, א בשם הע״ח שער מ״א פ״א ”כי ענין החשמל שהוא לבוש החיצון של בינה, והבינה מלבשת את זו״נ במלבוש זה לשומרם מיניקת החיצונים. והנה החשמל הזה מלביש לזו״נ מכל צדיהם אפילו מתחת רגליהם ומה שהוא מצדם נק׳ מלבושי׳ ומה שהוא מתחת רגליהם נק׳ מנעלים. והנה נעל הזה הנז׳ הוא עצמו המסך המפסיק בין אצי׳ לבריאה עכ״ד”, עכ״ל שם וע״ש בארוכה. וראה גם באוה״ת פ׳ שמיני ע׳ נט.
- 32לחכמה שתיקה · Pirkei Avot 3:13
- 33כבד פה · Exodus 4:10
Gli angeli silenziosi e «qualcosa dal nulla» ¶3–4
3והנה זהו בחשמל שבי״ס [שבי׳ ספירות] עצמן וכן במלאכים שיש כמה אלפים רבבות מדרגות כמ״ש היש מספר לגדודיו1 ויש מהם שהם מבחי׳ החשמל ע״י כלים דאצילות
Ora, questo è [così] per il Chashmal (livello-schermo) all’interno delle dieci emanazioni divine (Sefiros) stesse. Lo stesso vale anche tra gli angeli, che hanno molte migliaia di miriadi di livelli, come è scritto: «C’è forse un numero alle Sue schiere?». Alcuni di essi appartengono al livello del Chashmal, attraverso i recipienti del Mondo dell’Emanazione (Atzilus).
Tutto ciò che è stato detto finora riguarda il Chashmal all’interno delle Sefiros stesse. La stessa struttura esiste anche tra gli angeli, che sono disposti in ranghi innumerevoli («C’è forse un numero alle Sue schiere?»); alcuni di essi si formano dal Chashmal, attraverso i recipienti di Atzilus.
(ור״ל [ורוצה לומר] שזה שנת״ל [שנתבאר לעיל] הוא ענין החשמל דבינה דאצילות המקיף לזו״נ [לזעיר אנפין ונוקבא] דאצילות כנ״ל וכמו כן יש ג״כ בזו״נ [בזעיר אנפין ונוקבא] דבי״ע ג״כ בחי׳ חשמל ומזה נמשך המסך2 שבין בריאה ליצירה ובין יצירה לעשיה.
(Si intende che quanto è stato spiegato sopra riguarda il Chashmal della comprensione (Binah) di Atzilus, che circonda l’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) e la dimensione femminile / Malchus (Nukva) di Atzilus, come sopra; e allo stesso modo anche in Zeir Anpin e Nukva di Beriah, Yetzirah e Asiyah vi è un livello di Chashmal, dal quale proviene lo schermo tra Beriah e Yetzirah, e tra Yetzirah e Asiyah.)
È una precisazione tra parentesi: il Chashmal descritto sopra appartiene a Binah di Atzilus e circonda Zeir Anpin e Nukva di Atzilus. Ogni mondo inferiore ha a sua volta il proprio Chashmal intorno al proprio Zeir Anpin e alla propria Nukva; da questi provengono gli schermi tra Beriah e Yetzirah e tra Yetzirah e Asiyah.
ושם יש ג״כ מלאכים שהם מבחי׳ חשמל וכידוע שמט״ט [שמטטרון] נק׳ נעל דשכינתא34 והרי נתבאר שהנעל זהו בחי׳ חשמל כו׳) וע״ז ארז״ל [אמרו רבותינו זכרונם לברכה] בשעה שהדבור יוצא מפי הקב״ה חשות.5
Anche lì vi sono angeli che appartengono al livello del Chashmal; ed è noto che Metatron è chiamato «la scarpa della Presenza divina (Shechinah)», ed è stato spiegato che la scarpa è il livello del Chashmal, ecc.) A questo proposito i nostri Maestri dissero: «Quando la parola esce dalla bocca del Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), essi tacciono (chashos)».
Anche in quei mondi inferiori vi sono angeli che si formano dal Chashmal. Metatron, l’angelo principale, è chiamato «la scarpa della Shechinah»; poiché si è visto che la «scarpa» è il Chashmal, il collegamento è chiaro. È questo anche il contesto dell’insegnamento talmudico secondo cui «quando la parola esce dalla bocca del Santo, benedetto Egli sia, essi» — gli angeli del Chashmal — «tacciono».
פי׳ הקב״ה הוא ז״א כמו פי׳ קוב״ה [קודשא בריך הוא] ושכינתיה שכינתי׳ היינו מה ששוכן ומתלבש בתחתונים וקדוש הוא מובדל כך בחי׳ מלכות אין מלך בלא עם6 הוא בחי׳ השוכן ומתלבש בעם
La spiegazione è questa: «il Santo, benedetto Egli sia» è Zeir Anpin, come nella spiegazione della formula «il Santo, benedetto Egli sia, e la Sua Shechinah». «La Sua Shechinah» è ciò che dimora e si riveste negli esseri inferiori, mentre «Santo» significa separato. Così, il livello della sovranità (Malchus) — «non c’è re senza un popolo» — è il livello che dimora e si riveste nel popolo,
Per spiegare questo insegnamento, l’Alter Rebbe definisce i termini. «Il Santo, benedetto Egli sia» si riferisce a Zeir Anpin, mentre «la Sua Shechinah» si riferisce a Malchus, come nella formula consueta che li unisce. Shechinah significa «dimora»: è il livello che riposa negli esseri creati e si riveste in essi, proprio come un re ha bisogno di un popolo su cui regnare; «Santo» significa separato e al di là di essi.
משא״כ מדותיו ית׳ לך ה׳ הגדולה כו׳ אין להם ערך ויחס לעם וזהו בחי׳ קדוש.7
mentre i Suoi attributi, benedetto Egli sia — «Tua, Havayah, è la grandezza», ecc. — non hanno alcuna relazione né proporzione con il popolo; questo è il livello di «Santo».
Gli attributi emotivi di D‑o in quanto tali — «Tua, Havayah, è la grandezza» e così via — non hanno alcuna relazione né proporzione con gli esseri creati. Questa trascendenza è ciò che significa «Santo»; perciò «il Santo, benedetto Egli sia» è Zeir Anpin.
Il paragrafo estende il Chashmal dalle Sefiros a ciascun mondo inferiore e agli angeli, e introduce l’insegnamento talmudico secondo cui gli angeli del Chashmal tacciono quando si manifesta la parola di D‑o. Definisce «il Santo, benedetto Egli sia» come Zeir Anpin, separato dai mondi, e la Shechinah come Malchus, che dimora in essi.
L’identificazione di Metatron come «scarpa della Shechinah» segue Tikkunei Zohar e collega il Chashmal angelico alla «scarpa» (lo schermo) tra Atzilus e Beriah descritta nel paragrafo 2. L’associazione «Kudsha brich Hu u’Shechintei» con Zeir Anpin e Nukva, e «non c’è re senza un popolo» come definizione di Malchus, sono concetti consueti nella Chassidus Chabad.
Marei mekomos
- 1היש מספר לגדודיו · Job 25:3
- 2בחי׳ חשמל ומזה נמשך המסך · וכ״ה בלקו״ת שה״ש נא, א. דרך מצותיך ז, ב. וראה בד״ה הגהות לפתח אלי׳ תרנ״ח קרוב לסופו שצ״ע למ״ש בפרדס בשעה״כ ערך פרוכת ובכמה דרושי דא״ח שהפרסא שבין אצילות לבריאה הוא בחי׳ מלכות, ע״ש. וראה ג״כ ביאורי הזהר לכ״ק אדמו״ר הצ״צ פ׳ חיי שרה ע׳ עה-עו.
- 3שמט״ט נק׳ נעל דשכינתא · ראה ת״ז תיקון כא (סא, א). פרדס שער אבי״ע פ״ד. קהלת יעקב ערך מט״ט. לקו״ת שה״ש מג, ב ואילך. וראה שם מד, ב למה נק׳ נעל.
- 4שמט״ט נק׳ נעל דשכינתא · Tikkunei Zohar 61a:4–5
- 5בשעה שהדבור יוצא מפי הקב״ה חשות · Chagigah 13b:1
- 6אין מלך בלא עם · נסמן לעיל ה, א. לקמן עג, ד.
- 7לך ה׳ הגדולה · I Chronicles 29:11
4והדבור שיוצא מפי הקב״ה הוא בחי׳ התגלות היינו מל מחשמל והוא כשזו״נ [כשזעיר אנפין ונוקבא] בוקעי׳ [בוקעים / בוקעין] המסך ויורדי׳ ומתגלי׳ בעולם שלמטה
E il discorso che esce dalla bocca del Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), è il livello della rivelazione, vale a dire il mal di Chashmal. Ciò avviene quando l’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) e la dimensione femminile / Malchus (Nukva) irrompono attraverso la cortina, discendono e si rivelano nel mondo inferiore.
Il «discorso che esce» da D‑o è rivelazione, la componente mal («parola») del Chashmal. Ciò avviene quando Zeir Anpin e Nukva irrompono attraverso la cortina e discendono, per rivelarsi nel mondo inferiore.
ואזי הם המלאכים חשות1 שהם נכללים בביטול שנמשך מבחי׳ חכמה כנ״ל בענין סייג לחכמה שתיקה
Allora gli angeli tacciono (chashos), poiché sono inclusi nell’autoannullamento (bittul) che viene fatto discendere dal livello della sapienza (Chochmah), come spiegato sopra a proposito di «una barriera per la sapienza è il silenzio».
In quel momento gli angeli del Chashmal tacciono: sono assorbiti nell’autoannullamento che proviene da Chochmah, il «silenzio» descritto sopra con le parole «una barriera per la sapienza è il silenzio». Sopraffatti dalla luce rivelata, non riescono a dire nulla.
משא״כ כשאין הדבור יוצא כו׳ שהוא בחי׳ הסתלקות אז הם ממללות שהם ברעש גדול ואומרי׳ ברוך כבוד2 כו׳.
Mentre, quando il discorso non esce, ecc., cioè in una condizione di ritiro, allora essi parlano (memallelos [parlano]), poiché sono «in grande frastuono» e dicono: «Benedetta sia la gloria», ecc.
Quando il discorso non esce, quando la luce divina è ritirata, gli angeli parlano. È allora che sono «in grande frastuono» e gridano: «Benedetta sia la gloria di Havayah dal Suo luogo»: la loro lode sonora appartiene allo stato in cui la luce è ritirata.
זהו ענין החשמל שמקיף ומלביש לזו״נ [לזעיר אנפין ונוקבא] מצדיהן שהוא בכדי שלא3 יהי׳ [יהיה] יניקת החיצונים. אך מתחת רגליהם הוא בחי׳ מה יפו פעמיך4 בנעלים בת נדיב הוא בחי׳ מלכות.
Questo è il Chashmal che circonda e riveste Zeir Anpin e Nukva sui loro lati, affinché le forze esterne non ne traggano nutrimento. Ma sotto i loro piedi si trova il livello di «Quanto sono belli i tuoi passi nei calzari, o figlia del nobile», che è il livello della sovranità (Malchus).
Questo è il Chashmal che circonda i lati di Zeir Anpin e Nukva, tenendo lontane le forze esterne. Sotto i loro «piedi» si trova la calzatura, allusa nelle parole «Quanto sono belli i tuoi passi nei calzari, o figlia del nobile», che l’Alter Rebbe identifica con Malchus.
נעל זה אינו לבד בשביל שלא יהי׳ [יהיה] יניקת החיצונים אלא הוא מפסיק5 שלא יהי׳ [יהיה] גילוי כל האור שבאצילות דאיהו וגרמוהי חד להיות כך בבריאה
Questa calzatura non serve soltanto a impedire che le forze esterne traggano nutrimento; essa costituisce anche una separazione, affinché la rivelazione completa della luce che si trova nel Mondo dell’Emanazione (Atzilus), dove «Egli e i Suoi recipienti (ihu vegarmohi) sono uno», non avvenga allo stesso modo nel Mondo della Creazione (Beriah),
La calzatura ha una seconda funzione, oltre a proteggere. Impedisce che la luce completa di Atzilus, dove D‑o e le emanazioni divine (Sefiros) («i Suoi recipienti») sono completamente uno, si riveli allo stesso modo in Beriah.
אלא שיהי׳ [שיהיה] בחי׳ בריאה יש והיינו ע״י שהמסך מפסיק בין אצי׳ לבריאה והאור שנמשך מאצי׳ ע״י המסך להחיות בריאה הוא אור של תולדה67
ma affinché Beriah sia al livello di yesh [qualcosa]. Ciò avviene tramite la cortina che separa Atzilus da Beriah: la luce che da Atzilus viene fatta discendere attraverso la cortina per dare vita a Beriah è una luce derivata (or shel toldah).
Beriah deve invece sussistere come «qualcosa» (yesh), un essere che si percepisce separato. Poiché tra Atzilus e Beriah si trova la cortina, la luce che raggiunge Beriah per darle vita è soltanto una «luce derivata», un’emanazione della luce e non la sua essenza.
ולכן נק׳ הבריאה יש מאין והגם דממך הכל89 כתיב10 וכולא קמיה כלא חשיבי עכ״ז [עם כל זה] נק׳ יש מאין מפני שהתהוות היש הוא מבחי׳ האור שנמשך ע״י הפרסא שהוא בחי׳ אין
Perciò Beriah è chiamato «qualcosa dal nulla» (yesh me-ayin [qualcosa dal nulla]). E benché sia scritto: «Tutto è da Te» e «tutto dinanzi a Lui è considerato come nulla», nondimeno è chiamato «qualcosa dal nulla», perché la formazione di ciò che è qualcosa deriva dal livello della luce che viene fatta discendere attraverso la partizione, che è il livello di ayin [nulla],
Per questo la creazione è chiamata «qualcosa dal nulla». Si potrebbe obiettare: tutto viene da D‑o («Tutto è da Te») e tutto è come nulla dinanzi a Lui; perché allora la sua fonte è chiamata «nulla»? La risposta è che l’essere creato proviene dalla luce che passa attraverso la partizione, e quella luce è considerata «nulla».
שהרי אין זה מהות ועצמות האור שלפני הפרסא אלא אור של תולדה שהוא בחי׳ אין לגבי עצם האור שלמעלה מהפרסא.
poiché essa non è l’essenza e la realtà della luce che si trova prima della partizione, bensì una luce derivata, che è il livello di «nulla» in confronto all’essenza della luce che si trova al di sopra della partizione.
Essa è considerata «nulla» perché non è l’essenza della luce che si trova al di là della partizione; in confronto a quell’essenza, la luce derivata è come nulla. «Dal nulla» descrive dunque la fonte della creazione in rapporto alla luce autentica, non in rapporto a D‑o stesso.
(ועיין בזוהר ח״ב [חלק ב׳] דע״ח ב׳ רזא דחשמל11 כו׳ ובזהר הרקיע12 שם ובהרמ״ז [ובהרב משה זכות]13 ובספר הדרת מלך14 סי׳ ל׳ וסי׳ נ״ה):
(E si veda lo Zohar, volume 2, pagina 78b, «il segreto del Chashmal», ecc., e Zohar HaRakia lì, e il Ramaz, e il libro Hadras Melech, sezioni 30 e 55.)
L’Alter Rebbe conclude con riferimenti per ulteriori approfondimenti: il «segreto del Chashmal» dello Zohar, il commento dell’Arizal Zohar HaRakia su quel passo, Rabbi Moshe Zacuto (il Ramaz) e il commento allo Zohar Hadras Melech.
Il paragrafo spiega l’insegnamento talmudico: quando il discorso di D‑o (la rivelazione) esce, gli angeli del Chashmal tacciono nell’autoannullamento; quando invece è trattenuto, parlano. Mostra poi che la «calzatura» sotto Zeir Anpin e Nukva non serve soltanto a proteggere: limitando la luce che passa in Beriah a una «luce derivata», rende possibile la creazione come «qualcosa dal nulla».
Qui il significato di yesh me-ayin è preciso: l’ayin non è l’essenza di D‑o, bensì la luce derivata che passa attraverso la partizione, la quale è «nulla» soltanto in rapporto alla luce che si trova al di sopra di essa. Ciò richiama Likkutei Torah, Re'eh (26d) e Iggeres HaKodesh 20, citati nelle note Kehot: spiegano perché la creazione sia chiamata «qualcosa dal nulla» benché «tutto è da Te».
Marei mekomos
- 1ואזי הם המלאכים חשות · ראה ד״ה בשעה שהקדימו תרס״ז (בהמשך תרס״ו ע׳ תנו) בהיפך.
- 2ברעש גדול ואומרי׳ ברוך כבוד · Ezekiel 3:12
- 3בכדי שלא יהי׳ יניקת החיצונים · בביאה״ז להצ״צ כרך ב ע׳ תשעב יש הערה לכאן.
- 4מה יפו פעמיך · Song of Songs 7:2
- 5נעל . . אלא הוא מפסיק · פע״ח שער א׳ פ״ג.
- 6אור של תולדה · ע״ח שער מ״א שער דרושי אבי״ע פא. וראה המשך תער״ב כרך ג ע׳ א׳שצג.
- 7אור של תולדה · Sefer Etz Chaim 42:13–14
- 8ממך הכל · דברי-הימים-א כט, יד.
- 9דממך הכל · I Chronicles 29:14
- 10ולכן נק׳ הבריאה יש מאין והגם דממך הכל כתיב · ראה לקו״ת פ׳ ראה כו, ד. שם יט, ג. ובאגה״ק סי׳ כ ובליקוט פי׳ שם בארוכה.
- 11בזוהר ח״ב דע״ח ב׳ רזא דחשמל · Zohar, Yitro 13:235–14:246
- 12ובזהר הרקיע · להאריז״ל.
- 13ובהרמ״ז · פ׳ יתרו. ראה לקו״ת שה״ש נא, א ”ומבואר בהרמ״ז ס״פ יתרו (בדף ע״ח) שסוד החשמל הוא בת״ת בין דאימא בין דז״א”. וכ״ה באוה״ת בראשית כרך ג תעט, א. וראה שם בפ׳ וישלח כרך ב רמג, א.
- 14ובספר הדרת מלך · להרב שלום בוזאגלו, באורים על הזהר והאדרות, אמסטרדם תקכ״ו.
Shabbos, giorni feriali e kelipas nogah ¶5
Ora, di Shabbos la luce del Mondo dell’Emanazione (Atzilus) risplende in basso, rivestita soltanto nel Mondo della Creazione (Beriah), e vi è una sola cortina.
Ora la struttura delle cortine viene applicata al tempo. Di Shabbos, la luce di Atzilus raggiunge i livelli inferiori rivestita soltanto in Beriah, e così attraversa una sola cortina: quella tra Atzilus e Beriah.
משא״כ בימות החול יש הפרש בין א״י [ארץ ישראל] לח״ל [לחוץ לארץ] שבא״י [שבארץ ישראל] ההנהגה ע״י יצירה ובח״ל [ובחוץ לארץ] ע״י עשייה.2 והנה כל זה עדיין בבחי׳ קדושה וצבא השמים לך משתחוים3 שגם היש בטל
Diversamente, nei giorni feriali vi è una differenza tra la Terra d’Israele e fuori dalla Terra: nella Terra d’Israele la conduzione [Divina] avviene attraverso il Mondo della Formazione (Yetzirah), mentre fuori dalla Terra avviene attraverso il Mondo dell’Azione (Asiyah). Ora, tutto questo è ancora nell’ambito della santità, e «l’esercito dei cieli si prostra dinanzi a Te», poiché persino il senso di essere qualcosa (yesh) si annulla dinanzi a D‑o.
Nei giorni feriali la luce attraversa più cortine, e anche il luogo fa differenza: nella Terra d’Israele la conduzione del mondo da parte di D‑o passa attraverso Yetzirah, mentre fuori dalla Terra passa attraverso Asiyah, un mondo inferiore. Eppure tutti questi mondi sono ancora santi; persino il loro senso di essere «qualcosa» è sottomesso a D‑o, come dice il versetto: «l’esercito dei cieli si prostra dinanzi a Te».
(ולכן פרכת ופרסות הנ״ל הם בחי׳ פרכת המבדילות בין קדש לקדש שהרי הפרסא המבדיל בין ע״ס [עשר ספירות] דיצירה לע״ס [לעשר ספירות] דעשייה הרי גם ע״ס [עשר ספירות] דעשייה הוא קודש)
(Perciò, le cortine e le partizioni menzionate sopra appartengono al livello delle cortine che separano la santità dalla santità; infatti, quanto alla partizione che separa le dieci emanazioni divine (Sefiros) di Yetzirah dalle dieci Sefiros di Asiyah, anche le dieci Sefiros di Asiyah sono sante.)
Dunque, le cortine e le partizioni discusse fin qui separano ciò che è santo da ciò che è santo, come la cortina del Tempio tra il Santo e il Santo dei Santi. Anche le dieci Sefiros di Asiyah, il mondo più basso, sono sante.
אך מעשייה ולמטה יש עוד מסך ופרסא הוא ק״נ [קליפת נוגה] והוא בחי׳ ערלה החופפת על הברית
Ma da Asiyah in giù vi è un’altra cortina e partizione, che è la scorza luminosa (kelipas nogah), ed è il livello del prepuzio (orlah) che ricopre il patto.
Al di sotto di Asiyah, tuttavia, vi è un altro tipo di cortina: kelipas nogah, la «scorza luminosa», un ambito che non è né santo né impuro e può essere rivolto in entrambe le direzioni. È paragonato al prepuzio (orlah) che ricopre il patto.
(כמ״ש בע״ח [בעץ חיים] ש״מ [שער מ׳] פ״א ונק׳ ק״נ [קליפת נוגה] כו׳ והיא הערלה המכסה על היסוד)4 והוא הבדלה בין קדש לחול
(Come è scritto in Etz Chaim, Sha’ar 40, capitolo 1: è chiamata kelipas nogah, ecc., ed è il prepuzio che ricopre il fondamento (Yesod).) Ed essa è la separazione tra il sacro e il profano (chol).
Etz Chaim dell’Arizal la chiama kelipas nogah e la descrive come il prepuzio che ricopre Yesod. Questa cortina non separa ciò che è santo da ciò che è santo, ma il sacro dal profano (chol), cioè da ciò che è ordinario e mondano.
(ואפשר שהפרסא5 הוא בין ע״ס [עשר ספירות] דעשייה לק״נ [לקליפת נוגה] וא״כ אפשר הוא ג״כ בחי׳ חשמל המפסיק בין ע״ס [עשר ספירות] דעשייה לנוגה.
(E può darsi che la partizione si trovi tra le dieci Sefiros di Asiyah e kelipas nogah; in tal caso, può anche appartenere al livello del Chashmal (una modalità di separazione) che si interpone tra le dieci Sefiros di Asiyah e nogah.
L’Alter Rebbe propone che la partizione tra le Sefiros di Asiyah e kelipas nogah possa essere essa stessa una sorta di Chashmal, che separa la santità da nogah. (Un manoscritto introduce questa osservazione con le parole: «e in un altro manoscritto ho trovato».)
גם במ״א בפ׳ ואתחנן ע״פ שמע67 כו׳ נתב׳ ג״כ שההבדלה הוא ע״י בחי׳ חשמל וגם במ״א נת׳ [נתבאר] ענין בחי׳ עטופים שהוא ממוצע בין קדושה לק״נ [לקליפת נוגה] כו׳)
Anche altrove, nella Parshas Va’eschanan, a proposito del versetto «Ascolta [Israele]», ecc., è spiegato ugualmente che la separazione avviene mediante il livello del Chashmal; e anche altrove viene spiegato il concetto del livello degli atufim (il «gregge debole»), che è intermedio tra la santità e kelipas nogah, ecc.)
Egli porta a sostegno il suo discorso sullo Shema nella Parshas Va’eschanan, che spiega anch’esso che la separazione avviene mediante il Chashmal, e un’altra discussione sugli atufim, il «gregge debole» di Genesi 30, un livello intermedio tra la santità e kelipas nogah.
וזהו ענין אשר ברא8 אלהים לעשות9 לתקן ותורמסין צריכין תקון כו׳ כי האדם נברא בצלמנו כדמותנו10 ויש לו מסך זה
Questo è il significato di «che D‑o creò per fare» — per rettificare; e «i lupini hanno bisogno di essere rettificati», ecc. Poiché l’uomo fu creato «a Nostra immagine, secondo la Nostra somiglianza» e possiede questa cortina,
Ciò spiega il versetto «che D‑o creò per fare»: la creazione fu lasciata all’uomo perché la «facesse», la completasse e la riparasse, proprio come insegna il Midrash: i lupini devono essere addolciti prima di poter essere mangiati. L’uomo, creato «a Nostra immagine», contiene in sé questa cortina di nogah.
וצריך לתקן להיות החול בחי׳ חולין שנעשו על טהרת הקדש11 והיינו ע״י שנכללים בקדושת השבת
e deve rettificare [ciò], affinché il profano diventi il livello delle «cose profane preparate secondo la purezza della santità»; ciò avviene quando esse vengono incluse nella santità dello Shabbos.
Il suo compito è rettificarlo, affinché ciò che è mondano diventi «cose profane preparate secondo la purezza della santità», come il cibo ordinario trattato con il rigore richiesto per il cibo sacro. Questo avviene portando i giorni feriali entro la santità dello Shabbos.
כי שבת הוא קודש שאז מאיר אור האצילות ע״י הבריאה בלי מסך שבין בריאה ליצירה ובין יצירה לעשייה וכ״ש [וכל שכן] שק״נ [שקליפת נוגה] אינו מפסיק אז12 שמאיר שלא על ידו כו׳
Perché lo Shabbos è santo: allora la luce del Mondo dell’Emanazione (Atzilus) risplende attraverso il Mondo della Creazione (Beriah), senza lo schermo che si trova tra Beriah e il Mondo della Formazione (Yetzirah), e tra Yetzirah e il Mondo dell’Azione (Asiyah); a maggior ragione, la kelipas nogah [la scorza luminosa] non fa da separazione allora, poiché [la luce] risplende senza passare attraverso di essa, ecc.
Lo Shabbos è santo perché in quel giorno Atzilus risplende attraverso Beriah soltanto, senza gli schermi tra Beriah e Yetzirah e tra Yetzirah e Asiyah. A maggior ragione, la kelipas nogah non si interpone, poiché la luce non passa affatto attraverso di essa.
ולכן האדם הוא מובדל ממלאכת החול שאינו עוסק בדברים גשמיים אלא שבת להוי״ה אלהיך13 בבחינת ביטול הגם שהוא ביטול דבריאה בחינת יש מי שבטל כו׳
Perciò la persona è separata dal lavoro dei giorni feriali, poiché non si occupa di cose materiali; piuttosto, «uno Shabbos per Havayah, tuo D‑o», in uno stato di autoannullamento (bittul) — sebbene si tratti dell’autoannullamento di Beriah, il livello in cui vi è [ancora] qualcuno che è annullato, ecc.
Ecco perché un ebreo interrompe il lavoro dei giorni feriali durante lo Shabbos e non si occupa di questioni materiali: il giorno è «uno Shabbos per Havayah, tuo D‑o», uno stato di autoannullamento. Si tratta tuttavia soltanto dell’autoannullamento di Beriah, di una «qualcosa» creata che si sottomette, non dell’unità completa di Atzilus.
משא״כ בימות החול שהתהוותו14 ע״י יצירה ועשייה שם יש קליפת נוגה החופפת אך ע״י שמברר בששת ימי החול בירורי נוגה יגיע כפיך15
Nei giorni feriali, invece, la cui venuta all’esistenza avviene attraverso Yetzirah e Asiyah, vi è la kelipas nogah che li ricopre. Ma raffinando, durante i sei giorni feriali, gli elementi di nogah — «la fatica delle tue mani,
Nei giorni feriali, la cui esistenza viene attraverso Yetzirah e Asiyah, la kelipas nogah aleggia sulla vita. Ma la persona raffina (cioè «chiarisce», birurim) nogah durante i sei giorni attraverso «la fatica delle tue mani».
כי תאכל שעוסק באמונה לשם שמים ומתפלל ולומד בכח זה עי״ז נעשי׳ [נעשית / נעשים] החולין עטה״ק [על טהרת הקודש] וע״ז אומרים במו״ש [במוצאי שבת] ברוך המבדיל בין קודש לחול כי להיות16 הבדלה ופרסא הוא ממקום גבוה ונעלה כנ״ל בענין חשמל כו׳
quando [ne] mangi»: egli lavora con onestà e per amore del Cielo, e prega e studia con questa forza; in questo modo le cose profane diventano cose preparate secondo la purezza della santità. Ed è a questo che ci riferiamo quando, alla conclusione dello Shabbos, diciamo: «Benedetto [è Colui] che separa tra il sacro e il profano»: poiché l’esistenza di una separazione e di una partizione proviene da un luogo elevato e sublime, come spiegato sopra riguardo al Chashmal, ecc.,
Lavora con onestà e per amore del Cielo, poi prega e studia con la forza che il lavoro gli dà. In questo modo ciò che è mondano viene elevato alla santità. Ecco perché alla conclusione dello Shabbos benediciamo «Colui che separa tra il sacro e il profano»: la separazione stessa proviene da un luogo molto elevato, come il Chashmal.
וברוך ונמשך משם להיות מאיר דרך הפרסא כ״א לא היה הפרסא לא היה שום התהוות חדוש יש מאין ולא היה תקון חולין שנעשו עטה״ק [על טהרת הקודש]
e «Benedetto» (baruch) [significa] «fatto discendere da lì», così da risplendere attraverso la partizione. Se non vi fosse la partizione, non vi sarebbe alcuna venuta all’esistenza di qualcosa di nuovo dal nulla, né alcuna rettificazione delle cose profane preparate secondo la purezza della santità
La parola «Benedetto» (baruch) viene intesa come «fatto discendere»: la luce viene fatta discendere da quella fonte elevata, per risplendere attraverso la partizione. Senza la partizione non vi sarebbe alcuna nuova creazione di qualcosa dal nulla, né alcuna rettificazione del mondano.
(רק קדש לבד וכוונת הבריאה דירה בתחתונים הוא שיהי׳ [שיהיה] יש ונפרד בחי׳ חול רק שיהי׳ [שיהיה] אח״כ ביטול היש טהרת הקודש)
(soltanto santità; e l’intento della creazione, una dimora nei mondi inferiori (dirah betachtonim), è che vi sia un qualcosa di separato (yesh), il livello del profano, solo affinché in seguito avvenga l’autoannullamento di quel qualcosa, la purezza della santità).
Senza la partizione vi sarebbe soltanto santità. Ma lo scopo della creazione, che D‑o abbia «una dimora nei mondi inferiori», richiede un «qualcosa» separato, il profano, che in seguito viene annullato e diventa la purezza della santità.
והנה בהתגלות האור דרך הפרסא עדיין הוא קדושה עד סוף העשייה ששם מקום הנוגה וזהו מצות מילה מל י״ה שהוא מל מחשמל דבינה שהוא מבחי׳ י״ה
Ora, quando la luce si rivela attraverso la partizione, essa è ancora santità, fino al termine di Asiyah, dove si trova il luogo di nogah. E questa è la mitzvah della circoncisione (milah): mal [la dimensione del discorso] Yud-Hei, che è il mal del Chashmal della comprensione (Binah), che appartiene al livello di Yud-Hei,
Finché la luce passa attraverso le partizioni, essa rimane santa, fino al termine di Asiyah, dove inizia nogah. La circoncisione (milah) riguarda proprio questo punto: la parola milah viene letta come mal più Yud-Hei; il mal è la dimensione del «discorso» del Chashmal di Binah, che appartiene al Nome divino formato da Yud, che corrisponde alla sapienza (Chochmah), e Hei, che corrisponde a Binah.
כי חו״ב [חכמה ובינה] הן תרין ריעין דהיינו שכשמסירים הערלה שהיא ק״נ [קליפת נוגה] אז נשאר רק חשמל דבינה שהוא הלבוש שצ״ל כמבואר למעלה בכדי שיהי׳ [שיהיה] התהוות בי״ע כו׳ אבל הערלה שהיא ק״נ [קליפת נוגה] צריך להסיר.
poiché la sapienza (Chochmah) e la comprensione (Binah) sono «due compagne». Cioè, quando viene rimosso il prepuzio, che è kelipas nogah [la scorza luminosa], rimane soltanto il Chashmal [rivestimento] di Binah, che è il rivestimento che deve esserci, come spiegato sopra, affinché possano venire all’esistenza Beriah, Yetzirah e Asiyah, ecc.; ma il prepuzio, che è kelipas nogah, deve essere rimosso.
Chochmah e Binah sono «compagne» inseparabili, perciò il Chashmal di Binah è santo. Quando viene rimosso il prepuzio, kelipas nogah, rimane soltanto il Chashmal di Binah: il rivestimento necessario che rende possibile l’esistenza di Beriah, Yetzirah e Asiyah. Il prepuzio, tuttavia, deve essere rimosso.
ומתחילה הוצרך להיות כך כדי שיהי׳ [שיהיה] יניקה לק״נ [לקליפת נוגה] וממנה לקליפות הטמאות שק״נ [שקליפת נוגה] היא המפרדת בין הקדושה ובין כל קליפות טמאות ממש אבל אח״כ העבודה לברר ק״נ [קליפת נוגה] ולהפכה לקדושה כו׳ :
In un primo momento doveva essere così, affinché kelipas nogah ricevesse nutrimento e, da essa, lo ricevessero anche le kelipos impure, poiché kelipas nogah è ciò che separa la santità da tutte le kelipos realmente impure; ma in seguito il servizio consiste nel purificare kelipas nogah e trasformarla in santità, ecc.
In un primo momento il prepuzio doveva esistere, affinché kelipas nogah e, attraverso di essa, le kelipos impure potessero ricevere il minimo di forza vitale; nogah è il cuscinetto tra la santità e l’impurità vera e propria. Ma lo scopo del servizio dell’uomo è purificare kelipas nogah e trasformarla in santità.
Il paragrafo applica le partizioni al tempo e al luogo: di Shabbos Atzilus risplende attraverso una sola cortina, mentre nei giorni feriali ne attraversa di più. Al di sotto di tutte le partizioni sante si trova kelipas nogah, il «prepuzio» che separa il sacro dal profano; il compito dell’uomo — raffinare i giorni feriali attraverso un lavoro onesto e compiere la circoncisione stessa — rimuove questa copertura, affinché rimanga soltanto il Chashmal santo della comprensione (Binah).
Il paragrafo collega l’Havdalah («Colui che separa tra il sacro e il profano»), il principio di una dimora nei mondi inferiori (dirah betachtonim) e la circoncisione. La partizione è al tempo stesso un occultamento e una benedizione: rende possibile l’esistenza di «qualcosa dal nulla» e di un mondo mondano, e assegna così all’uomo il compito di raffinare nogah. La lettura di milah come mal Yud-Hei collega la circoncisione all’analisi di chash/mal del Chashmal nel paragrafo 2.
Marei mekomos
- 1בשבת מאיר אור האצילות · ראה פע״ח שער מקראי קודש פ״ג. ראה גם סידור קמט, א. מאמרי אדה״א — קונטרסים ד״ה להבין מ״ש בפע״ח ע׳ תקלג ואילך.
- 2ובח״ל ע״י עשייה · ראה לקו״ת פ׳ מסעי פט, ב. ספר המאמרים תש״ג בד״ה טוב טעם ע׳ לח.
- 3וצבא השמים לך משתחוים · Nehemiah 9:6
- 4הערלה המכסה על היסוד · Sefer Etz Chaim 41:2
- 5ואפשר שהפרסא · בבוך באב׳ 17 קכט, א: ובכתב אחר מצאתי שהפרסא.
- 6במ״א בפ׳ ואתחנן ע״פ שמע ישראל · לקו״ת ואתחנן יא, ב והנחת כ״ק אדה״א בסה״מ תקס״ב ע׳ רמד ובהביאור שם ע׳ רנב ואילך. ובאוה״ת ויקרא ע׳ נב.
- 7ע״פ שמע · Deuteronomy 6:4
- 8אשר ברא אלקים לעשות · נסמן לעיל יב, א.
- 9אשר ברא אלהים לעשות · Genesis 2:3
- 10בצלמנו כדמותנו · Genesis 1:26
- 11וצריך — חולין שנעשו על טהרת הקודש · Chagigah 19b:4–6
- 12שו״ה לעשייה — וכ״ש שק״נ אינו מפסיק אז · בבוך באב׳ 17 שם: ומכ״ש שהמסך שבין עשי׳ לק״נ אינו מפסיק אז.
- 13שבת להוי״ה אלהיך · Exodus 20:10
- 14שהתהוותו · בבוך 17 שם: שהתהוותן.
- 15יגיע כפיך · Psalms 128:2
- 16שו״ה להיות — כ״א · = כי אם, כן הוא בהגהות הרה״ח ר׳ אשר.
La circoncisione: «Il Mio patto con te» ¶6
6והנה בהסיר הערלה אז נעשה אב המון גוים שיתוספו ניצוצות להתכלל באלקות מחמת שלא יהי׳ [יהיה] מסך הנוגה וע״ז נאמר אני הנה בריתי אתך1 והיית לאב המוו גוים.
Ora, quando il prepuzio viene rimosso, egli diventa «padre di una moltitudine di nazioni», poiché si aggiungono scintille che vengono incluse nella divinità, dal momento che non vi è più lo schermo di nogah (luminosità). E a questo proposito è detto: «Io — ecco, la Mia alleanza è con te, e tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni».
Quando il prepuzio — lo schermo di nogah — viene rimosso, Avraham diventa «padre di una moltitudine di nazioni»: scintille di santità provenienti dal mondo più vasto possono ora aggiungersi ed essere assorbite nella divinità, perché nogah non le separa più con il suo schermo. Il versetto sull’alleanza della circoncisione dice proprio questo.
«Io» [porta l’accento cantillatorio] zakef gadol («grande eretto»): infatti ani («io») ha le lettere di ayin («nulla»), poiché la sovranità (Malchus) è la Corona (Keser); e zakef gadol [indica] quando essa si eleva in alto, ecc.
La parola «Io» (ani) in quel versetto porta l’accento cantillatorio zakef gadol, che significa «grande eretto». Ani ha le stesse lettere di ayin, «nulla», che rappresenta Keser; e Malchus, che dice «Io», ha la propria radice in Keser. Zakef gadol segnala Malchus mentre si eleva verso quella sorgente.
ופי׳ שע״י המילה הרי בריתי ממש אתך והיינו התגלות היסוד כי כל הפרסא הכל הוא בבחי׳ היסוד בכל עולם יסוד אבא כו׳
La spiegazione è che, attraverso la circoncisione, «la Mia alleanza» stessa è «con te»: si tratta della rivelazione del fondamento (Yesod). Infatti l’intero diaframma appartiene al livello di Yesod in ogni mondo: Yesod di Abba, ecc.,
Attraverso la circoncisione, «la Mia alleanza» stessa diventa «con te»: viene rivelato Yesod, la Sefirah dell’alleanza. Ogni diaframma in ogni mondo ha la natura di Yesod, da Yesod di Abba (la sapienza [Chochmah]) in giù.
עד סוף העשייה שנעשה ערלה ממש ובכריתת הערלה נעשה התגלות בריתי ממש אני זקף גדול כו׳ להיות אתך ממש שורה ומתגלה למטה כמו למעלה.
fino all’estremità del Mondo dell’Azione (Asiyah), dove diventa un vero e proprio prepuzio; e con il taglio del prepuzio si manifesta «la Mia alleanza» stessa — «Io» con zakef gadol, ecc. — affinché sia davvero «con te», dimorando e manifestandosi in basso come in alto.
All’estremità di Asiyah il diaframma diventa il prepuzio vero e proprio. Quando viene reciso, si rivela «la Mia alleanza», facendo discendere l’«Io» della Malchus elevata, affinché D‑o sia davvero «con te», dimorando e manifestandosi in basso come in alto.
(ור״ל [ורוצה לומר] שע״י כריתת הערלה יורד ונמשך מבחי, אני בבחי׳ יסוד כמ״ש בע״ח [בעץ חיים] שכ״ז [שכל זמן] שהערלה דבוקה לא נמשכו גלוי אורות עליונים ביסוד אלא הם סתומים למעלה כו׳ ובכריתת הערלה נמשך בחי׳ אני אותיות אין בבחי׳ בריתי וכ״ז נמשך אתך ממש כו׳) :
(Ciò significa che, attraverso il taglio del prepuzio, [la luce] discende e viene attirata dal livello di «Io» al livello di Yesod, come è scritto in Etz Chaim: finché il prepuzio rimane attaccato, la rivelazione delle luci superne non viene attirata in Yesod, ma esse restano chiuse in alto, ecc.; e con il taglio del prepuzio il livello di ani, le lettere di ayin, viene attirato nel livello di «la Mia alleanza», e tutto questo viene attirato davvero «con te», ecc.)
La nota conclusiva spiega che, come scrive l’Arizal in Etz Chaim, finché il prepuzio rimane attaccato le luci superne non vengono rivelate in Yesod, ma restano chiuse in alto. Reciderlo attira l’«Io», che è ayin, in «la Mia alleanza», e quindi «con te», fino alla persona stessa.
Il maamar si conclude con la circoncisione: rimuovere il prepuzio della scorza (kelipah) di nogah permette di raccogliere le scintille nella santità — Avraham diventa «padre di una moltitudine di nazioni» — e rivela la luce superna in Yesod. «Io» con zakef gadol, la Malchus elevata che ha la propria radice in Keser, viene attirata in basso attraverso «la Mia alleanza», così da essere «con te» qui in basso.
Il gioco di parole ani/ayin collega Malchus («Io») a Keser («nulla»), in accordo con il principio cabalistico secondo cui Malchus ha la propria radice in Keser e vi ascende. Ogni diaframma funge da Yesod, un canale di trasmissione, da Yesod di Abba fino al prepuzio all’estremità di Asiyah; la circoncisione rimuove soltanto lo strato non santo, lasciando il Chashmal santo della comprensione (Binah) come canale.
Marei mekomos
- 1אני הנה בריתי אתך · Genesis 17:4
- 2אני אותיות אין · ראה מאו״א אות א׳ סס״ד.
- 3וזקף גדול דהיינו כשהיא מתעלית למעלה · באוה״ת מטות ע׳ א׳שכז מציין לזח״ג קצא, ב זקיף טעמא לעילא, מורה על עליית המל׳.
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Nell’avodah
La persona porta dentro di sé lo schermo della nogah che ricopre il mondo. Il suo servizio consiste nel raffinarlo: nei sei giorni feriali, lavorare con onestà e per amore del Cielo, pregare e studiare con la forza che il lavoro le dà, così che ciò che è quotidiano diventi «cose profane preparate nella purezza della santità»; di Shabbos, mettere da parte il lavoro feriale in uno stato di autoannullamento (bittul). La circoncisione esprime lo stesso compito: rimuovere l’involucro impuro, affinché la luce divina si riveli in basso.
Domande di discussione
- Perché alle porte del Tempio erano necessari dei tendaggi durante il giorno, quando le porte erano aperte, e che cosa insegna questo sul modo in cui la luce passa da un mondo al successivo?
- Com’è possibile che il Chashmal sia al tempo stesso più in basso di Zeir Anpin e Nukva e abbia la sua radice più in alto di loro? In che modo l’esempio di una parabola chiarisce questo punto?
- Perché gli angeli del Chashmal tacciono quando la parola di D‑o si manifesta e parlano a gran voce quando si ritrae?
- Se «tutto viene da Te», in che senso la creazione è «qualcosa dal nulla»?
- Qual è la differenza tra le partizioni che separano ciò che è santo da ciò che è santo e la kelipas nogah, che separa il sacro dal profano, e che cosa comporta ciascuna per la vita feriale di una persona?