Torah Ohr · Parashot Bereishis · Maamar 10
צאינה וראינה וגו׳
Esci e contempla
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
La preghiera, il «servizio del cuore», è la «gioia del cuore» di D‑o: raccoglie verso l’Alto le forze dell’anima, come il sangue ritorna al cuore. La Torah, invece, rivestita di mitzvos materiali, è il Suo «matrimonio», perché, come un seme, attira una luce veramente nuova dall’essenza dell’Infinito, al di sopra dell’intero ordine della creazione.
Il maamar in breve
La Mishnah interpreta «il giorno del suo matrimonio» come il dono della Torah e «il giorno della gioia del suo cuore» come la costruzione del Tempio. Il maamar spiega il perché. La preghiera, istituita in sostituzione dei sacrifici, è il servizio del cuore; perciò il Tempio è la «gioia del cuore» di D‑o. La Comunità d’Israele è il «cuore» di D‑o: come il sangue circola dal cuore alle membra e ritorna, la preghiera (Pesukei deZimra e Shema) raccoglie verso l’Alto tutte le forze dell’uomo, orientandole all’amore per D‑o, mentre la Amidah, la Torah e le mitzvos portano quella vita verso l’esterno, in ogni arto e in ogni azione; anche la sovranità (Malchus), in Alto, discende di notte e risale da mezzanotte. Un peccato è una ferita che impedisce questa circolazione; il ritorno (teshuvah), così come la Torah, entrambi anteriori al mondo, la guariscono attirando una nuova luce da al di sopra della catena discendente dei mondi (hishtalshelus). La preghiera è il fuoco del cuore, un’ascesa dal basso; la Torah appartiene all’acqua del cervello, sede della delizia (taanug), che è al di sopra della gioia. Il dono della Torah è un «matrimonio» perché, come un seme materiale che porta in sé l’essenza del padre, la Torah rivestita di azioni materiali attira una luce veramente nuova dall’essenza dell’Infinito, oltre la linea di luce (kav). Perciò le anime «escono» in questo mondo, e la nuova luce porta la pace, unendo gli opposti: «il Re cui appartiene la pace».
Schema
- La domandaPerché il dono della Torah è un «matrimonio» e il Tempio è la «gioia del Suo cuore»? La preghiera, in sostituzione dei sacrifici, è il servizio del cuore.¶1
- Israele come cuore di D‑o: la circolazione della vitaCome il sangue scorre dal cuore alle membra e ritorna, la preghiera raccoglie verso l’Alto le forze dell’anima (Pesukei deZimra e Shema, radicati nel Pensiero divino al di sopra del tempo e dello spazio), mentre la Amidah, la Torah e le mitzvos diffondono la vita verso l’esterno; anche la Malchus in Alto discende e risale.¶2–8
- Malattia e guarigione: il peccato e il ritornoLe azioni quotidiane compiute per amore del Cielo mantengono sana la circolazione; un peccato è una ferita che la blocca; il ritorno, anteriore al mondo, la guarisce con una nuova luce, e la confessione ripara la ferita.¶9–12
- La Torah come «matrimonio»: una nuova luceAnche la Torah guarisce; come un seme materiale che porta in sé l’essenza del padre, la Torah rivestita di azioni materiali attira una luce veramente nuova dall’essenza della Luce Infinita (Or Ein Sof), al di sopra della linea di luce (kav) — come mostrano i sacrifici ripetuti dei principi.¶13–16
- «Esci» e «il Re cui appartiene la pace»Le anime escono dal Gan Eden per venire in questo mondo, dove soltanto si attira la nuova luce; questa luce unisce gli opposti, come la Malchus radicata nella Corona (Keser) congiunge i mondi, e ogni pace fluisce dalla Malchus dell’Infinito.¶17–18
Concetti chiave
- Servizio del cuoreעבודה שבלב
- La preghiera, che sostituisce i sacrifici del Tempio; è la «gioia del cuore» di D‑o, l’ascesa dell’amore dell’anima verso di Lui.
- Ratzo e shovרצוא ושוב
- L’ascesa delle forze dell’anima verso D‑o (Pesukei deZimra e Shema) e il ritorno che attira la vita divina verso il basso (Amidah, Torah e mitzvos), come il sangue che scorre al cuore e poi di nuovo verso le membra.
- Pensiero divinoמחשבה עלאה
- Il livello della sapienza (Chochmah) e della comprensione (Binah), al di sopra della parola e degli attributi, dove tutto il tempo è contenuto in un solo sguardo; il livello di «Havayah nostro D‑o» e della luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin).
- Teshuvahתשובה
- Il ritorno a D‑o «con tutte le tue forze», anteriore al mondo e perciò capace di attirare una nuova luce dall’alto della creazione, guarendo le ferite dell’anima.
- Nuova luceאור חדש
- La luce attinta dall’essenza della Luce Infinita (Or Ein Sof), al di sopra dello spazio lasciato vuoto e della linea di luce (kav), attraverso cui si dispiega hishtalshelus; viene attirata attraverso la Torah rivestita di azioni materiali.
- Il Re cui appartiene la paceמלך שהשלום שלו
- D‑o in quanto Malchus dell’Infinito, fonte della pace che unisce gli opposti, come chi dà e chi riceve, il fuoco e l’acqua, il Mondo dell’Emanazione (Atzilus) e il Mondo della Creazione (Beriah).
La domanda ¶1
1(שה״ש [שיר השירים] ג) צאינה וראינה12 וגו׳. ביום חתונתו זה3 מתן תורה וביום שמחת לבו זה בנין בהמ״ק [בית המקדש].
(Canto dei Cantici 3) «Uscite e guardate», ecc. «Nel giorno delle sue nozze» — questo è il dono della Torah; «e nel giorno della gioia del suo cuore» — questa è la costruzione del Tempio Santo.
Il maamar si apre con un versetto del Canto dei Cantici, in cui il re Shlomo è incoronato «nel giorno delle sue nozze e nel giorno della gioia del suo cuore». La Mishnah interpreta il versetto come un’allegoria di D‑o e Israele: le «nozze» sono il dono della Torah al Sinai, e la «gioia del suo cuore» è la costruzione del Tempio Santo.
להבין למה נמשל מ״ת [מתן תורה] ליום חתונתו4 ובנין בהמ״ק [בית המקדש] לשמחת לבו. והענין דתפלה הוא במקום קרבנות5
[Dobbiamo] comprendere perché il dono della Torah sia paragonato al «giorno delle sue nozze» e la costruzione del Tempio Santo alla «gioia del suo cuore». La questione è che la preghiera è in luogo delle offerte.
La domanda è: perché la Torah viene paragonata proprio a un matrimonio, e il Tempio alla gioia del cuore? La risposta prende le mosse dal principio talmudico secondo cui le nostre preghiere furono istituite in luogo delle offerte del Tempio.
והנה תפלה נק׳ עבודה שבלב כמ״ש בגמ׳ [בגמרא] ע״פ ולעבדו בכל לבבכם6 איזהו עבודה שבלב זו תפלה ולכן בהמ״ק [בית המקדש] שהוא מקום הקרבת הקרבנות נק׳ שמחת לבו שהרי הקרבנות הם כענין התפלה שנקרא עבודה שבלב
Ora, la preghiera è chiamata «servizio del cuore», come afferma la Gemara a proposito del versetto «e per servirLo con tutto il vostro cuore»: «Qual è il servizio del cuore? È la preghiera». Perciò il Tempio Santo, che è il luogo in cui venivano offerte le offerte, è chiamato «la gioia del suo cuore», poiché le offerte sono simili alla preghiera, che è chiamata servizio del cuore.
Il Talmud chiama la preghiera «servizio del cuore». Poiché le offerte erano nel Tempio la forma di quello stesso servizio, il Tempio, dove venivano offerte, è giustamente chiamato la «gioia del cuore» di D‑o.
ולכן גם עכשיו התפלה בכוונה ובפרט בצבור בבהכ״נ [בבית הכנסת] הנקרא מקדש מעט78 היא בחי׳ שמחת לבו כביכול.9
Perciò, anche oggi, la preghiera recitata con intenzione — e soprattutto [la preghiera] in congregazione nella sinagoga, chiamata «Santuario minore» — costituisce l’aspetto della «gioia del Suo cuore», per così dire.
Ne consegue che anche oggi, quando non c’è il Tempio, la preghiera del cuore — soprattutto quella comunitaria nella sinagoga, che i Saggi chiamano «Santuario minore» — procura a D‑o, per così dire, la «gioia del Suo cuore».
Il paragrafo introduce il versetto e la sua interpretazione nella Mishnah, e comincia a spiegare perché il Tempio è chiamato «la gioia del suo cuore»: le offerte, come la preghiera, sono il servizio del cuore.
Il Tzemach Tzedek osserva che il paragone tra il dono della Torah e un matrimonio sembra, a prima vista, un’analogia molto materiale; il maamar mostrerà in seguito perché sia esatto: la Torah, come un seme, produce qualcosa di veramente nuovo.
Marei mekomos
- 1צאינה וראינה · הנחת כ״ק אדמו״ר האמצעי בסה״מ תקס״ז ע׳ רי. ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. באוה״ת שה״ש כרך ג ע׳ תתקיז בהתחלת אני לדודי ורשום שם: בדברים אלו התחיל אדמו״ר בדרוש שע״פ צאינה וראינה כו׳ בפאלאצק. עם הגהות באוה״ת בראשית כרך ו תתרנח, א (מלקו״ת לג״פ מז, ג). בסה״מ תרס״ט ע׳ קנה: כמ״ש בהביאור דצאינה וראינה דחה״ש בס׳ תקס״ו ואפשר תקס״ז (והוא דרוש צאו״ר שבתו״א פ׳ בראשית).
- 2צאינה וראינה · Song of Songs 3:11
- 3ביום חתונתו זה מ״ת · Taanit 26b:6–7
- 4למה נמשל מ״ת ליום חתונתו · ”שלכאורה זהו משל גשמי מאד” — אוה״ת בראשית כרך ו תתרנח, א.
- 5דתפלה הוא במקום קרבנות · Berakhot 26b:7
- 6ולעבדו בכל לבבכם · Deuteronomy 11:13
- 7בבהכ״נ הנקרא מקדש מעט · ראה קו״א ד״ה הנה לא טובה (קסא, ב).
- 8מקדש מעט · Megillah 29a:7–8
- 9כמ״ש בגמרא · Taanit 2a:11
Israele come cuore di D‑o: la circolazione della vita ¶2–8
2והענין דהנה כתיב לבבתני1 אחותי כלה2 שכנס״י [שכנסת ישראל] נק׳ לב דהנה עד״מ הלב3 באדם ששופע החיות לכל האברים
E il punto è questo: è scritto: «Hai conquistato il Mio cuore (libavtini), sorella mia, [mia] sposa» — poiché la Comunità d’Israele è chiamata «cuore». A titolo di analogia, il cuore di una persona riversa la forza vitale in tutte le membra,
Per spiegare «la gioia del Suo cuore», l’Alter Rebbe cita il Cantico dei Cantici, letto come parole di D‑o a Israele: «Hai conquistato il Mio cuore (libavtini), sorella mia, mia sposa». Il verbo libavtini deriva da lev [cuore]: nel suo senso semplice significa «hai conquistato il mio cuore», ma il maamar vi coglie anche che la Comunità d’Israele stessa è chiamata «cuore» di D‑o. Per comprendere questo, si rivolge al ruolo del cuore nel corpo umano.
דכל הדמים הולכים מן הלב ויוצאים לכל האברים דרך הגידים והעורקים עד סיום כל הגוף כמו גם בציפורני הרגל מגיע חיות הדם שהוא הנפש כידוע.
poiché tutto il sangue parte dal cuore e si diffonde in tutte le membra attraverso le vene e le arterie, fino alle estremità dell’intero corpo, così che la forza vitale del sangue, che è l’anima, raggiunge persino le unghie dei piedi, come è noto.
Il cuore trasmette la vita a ogni membro attraverso le vene e le arterie, raggiungendo persino le unghie dei piedi. Come dice il versetto: «il sangue è l’anima» (Deuteronomio 12:23): il sangue porta la forza vitale dell’anima in tutto il corpo.
Il paragrafo introduce la metafora della Comunità d’Israele come «cuore» di D‑o, basandosi sul ruolo del cuore nel distribuire la vita a tutto il corpo.
Nella trascrizione del Mitteler Rebbe (Sefer HaMaamarim 5567), la prova che la Comunità d’Israele è chiamata «cuore» è tratta dal versetto «A Te ha detto il mio cuore». La stessa analogia tra il cuore e la circolazione del sangue compare in Iggeres HaKodesh 31.
Marei mekomos
- 1דהנה כתיב לבבתני . . שכנס״י נקרא לב · בסה״מ תקס״ז ע׳ רי מביא ראי׳ ”דכנס״י נק׳ לב כמ״ש לך אמר לבי כו׳”.
- 2לבבתני אחותי כלה · Song of Songs 4:9
- 3דהנה עד״מ הלב · ראה המשל גם באגה״ק סי׳ לא.
3והנה כל הדמים שיצאו מהלב לכל האברים הם חוזרים ושבים ללכת אל הלב והיינו שיש בלב ב׳ חללים שבחלל אחד בו מתקבצים הדמים העולים מהאברים אל הלב ויוצאים דרך חלל הב׳.1
Ora, tutto il sangue che dal cuore è uscito verso tutte le membra ritorna e rifluisce al cuore. Ciò significa che nel cuore vi sono due cavità: in una si raccoglie il sangue che risale dalle membra al cuore, e attraverso la seconda cavità esso esce.
Il sangue non scorre soltanto verso l’esterno: circola tornando al cuore. Il cuore ha due cavità: una raccoglie il sangue di ritorno, mentre dall’altra il sangue viene nuovamente inviato fuori.
וגם הדם שנתהווה מהמאכלים והמשקים עולה אל הלב ואח״כ יוצא מהלב לכל האברים.
Anche il sangue che si forma dagli alimenti e dalle bevande sale al cuore e poi dal cuore esce verso tutte le membra.
Anche il sangue nuovo, che si forma dagli alimenti e dalle bevande, sale prima al cuore e solo in seguito viene inviato al corpo.
וה״ז [והרי זה] כדמיון כל הנחלים הולכים אל הים ואח״כ חוזר חלילה ויוצאים המים מהים אל הנהרות ע״י גידי הארץ כו׳ ולכן הים איננו מלא2 כו׳.
Ciò è simile a «tutti i fiumi scorrono verso il mare»; poi il ciclo riprende e le acque escono dal mare verso i fiumi attraverso le vene della terra, ecc.; perciò «il mare non è pieno», ecc.
È simile all’immagine di Koheles dei fiumi che scorrono verso il mare e ritornano alle loro sorgenti attraverso canali sotterranei, così che «il mare non è pieno». Entrambe le immagini descrivono un ciclo continuo: l’ascesa verso un centro, seguita dal ritorno verso l’esterno.
Il paragrafo descrive la circolazione del sangue — dal cuore verso l’esterno e di ritorno al cuore — e la paragona al ciclo dei fiumi e del mare.
Il Tzemach Tzedek spiega che le due «cavità» vanno intese come due vasi: attraverso uno il sangue giunge al cuore dal fegato e da tutte le membra, mentre attraverso l’altro dal cuore raggiunge tutte le membra.
Marei mekomos
- 1שו״ה מתקבצים — ויוצאים דרך חלל הב׳ · צ״ל שהכוונה על ב׳ גידי׳ שדרך גיד אחד בא הדם ללב מהכבד וכל האברים ודרך גיד השני הולך מהלב לכל האברים — אוה״ת בראשית כרך ו תתרנח, א.
- 2
4והנה כמו״כ [כמו כן] בעבודה שבלב זו תפלה שאז זמן העלאה והתקשרות האהבה של הניצוץ האלקי בהקב״ה ואתערותא זאת בלב הוא דוקא כמ״ש ואהבת כו׳ בכל לבבך1
Ora, analogamente, nel servizio del cuore, cioè la preghiera — poiché allora è il tempo dell’ascesa e del legame dell’amore della scintilla divina con il Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), e questo risveglio avviene specificamente nel cuore, come è scritto: «E amerai…», ecc., «con tutto il tuo cuore».
La preghiera è l’«ascesa» dell’anima: il momento in cui la scintilla divina che è dentro la persona si eleva e si lega a D‑o nell’amore. Questo amore si sente specificamente nel cuore, come comanda la Torah: «Amerai Havayah, tuo D‑o… con tutto il tuo cuore».
וה״ז [והרי זה] כמו קבוץ הדמים מהאברים אל הלב וזהו שמע ישראל2 שמע ל׳ [לשון] אסיפה וקבוץ לבחי׳ ע׳ רבתי הוא כללות השבע מדות.
E questo è come la raccolta del sangue dagli arti verso il cuore. E questo è [il significato di] «Ascolta, Israele» (Shema): shema è un’espressione di raccolta e raduno, fino al livello (bechinah) della grande ayin, che è la totalità dei sette attributi emotivi (middos).
Raccogliere tutte le proprie forze nell’amore per D‑o durante la preghiera è come il sangue che rifluisce dagli arti al cuore. La parola Shema significa «ascolta», ma può anche significare «raduna» (come quando si radunano le persone), e qui il maamar la interpreta in questo senso. La ayin di Shema è scritta in dimensioni maggiori nella Torah; il valore numerico della ayin è 70, corrispondente ai sette middos, ciascuno composto da dieci, riuniti insieme.
Il paragrafo applica l’analogia: nella preghiera, le forze dell’anima si raccolgono nell’amore per D‑o nel cuore, come il sangue ritorna al cuore; questo è il «raduno» di Shema.
Marei mekomos
- 1ואהבת כו׳ בכל לבבך · Deuteronomy 6:5
- 2שמע ישראל · Deuteronomy 6:4
5ואהבה זו נמשכת ונולדה ע״י התבוננות בפסוד״ז [בפסוקי דזמרה] ובשמע ישראל. ופי׳ שמע ישראל ה׳ אלקינו הוא בחי׳ יחוד חו״ב [חכמה ובינה] שנקרא בזוהר פ׳ חיי שרה1 מחשבה ויובלא.2
E questo amore viene attratto e nasce mediante la contemplazione nei Versetti di lode (Pesukei deZimra) e nello «Ascolta, Israele». Il significato di «Ascolta, Israele, Havayah è il nostro D‑o» è il livello dell’unione della sapienza (Chochmah) e della comprensione (Binah), che nello Zohar, Parshas Chayei Sarah, sono chiamate «Pensiero» e «Giubileo».
L’amore per D‑o nasce dalla contemplazione durante i Versetti di lode (Pesukei deZimra, i salmi recitati prima dello Shema) e lo Shema. «Havayah è il nostro D‑o» nello Shema si riferisce all’unione di Chochmah e Binah, le due emanazioni divine intellettive (Sefiros), che lo Zohar chiama «Pensiero» (Chochmah) e «Giubileo» (Binah, collegata al cinquantesimo anno, poiché ha cinquanta porte).
והענין ע״ד מ״ש בזהר דבמחשבה3 א׳ ברא כל העולמות והוא כענין צופה ומביט עד סוף כל הדורות4 בסקירה אחת כי מה שנמשך ונתהווה בחי׳ זמן עבר הוה ועתיד זהו מקורו ושרשו ממדות עליונות5
La questione è in linea con quanto è detto nello Zohar, secondo cui con un solo pensiero Egli creò tutti i mondi; ed è come [l’idea che] Egli vede e guarda fino alla fine di tutte le generazioni con un solo sguardo. Ciò che viene esteso e prende forma come dimensione del tempo — passato, presente e futuro — ha la propria fonte e radice negli attributi emotivi superni (middos),
Lo Zohar dice che D‑o creò tutti i mondi con un solo pensiero, e le preghiere di Rosh Hashanah parlano di Lui che guarda fino alla fine di tutte le generazioni (il Talmud: tutti vengono contemplati «con un solo sguardo»). Il tempo, passato, presente e futuro, ha inizio soltanto con gli attributi emotivi divini (middos).
וכמ״ש אלף שנים בעיניך6 כיום אתמול וששת ימ״ב [ימי בראשית] שרשן מששה מדות הנ״ל ועל ידי שנמשכו המדות בדבור ומתחלקים לחלקים נעשה מכל מדה אלף שנים ומתחלקים עוד לר״ח וימים ושעות וכו׳.
come è scritto: «Mille anni ai Tuoi occhi sono come ieri»; e i sei giorni della Creazione hanno la loro radice nei sei middos menzionati sopra. Quando gli attributi vengono estesi nel discorso e suddivisi in parti, da ciascun attributo si formano mille anni, che vengono ulteriormente suddivisi in mesi, giorni e ore, ecc.
Perciò il salmo dice che mille anni sono ai Suoi occhi «come ieri»: ciascuno dei sei attributi alla radice dei sei giorni della Creazione diventa, quando viene espresso attraverso il «discorso» divino, mille anni, ulteriormente suddivisi in mesi, giorni e ore.
אבל בבחי׳ המחשבה עלאה שלמעלה מהדבור ואפי׳ [ואפילו] מהמדות דהיינו קודם שנולדו ונמשכו בחי׳ מדות שם נכלל הכל בסקירה א׳.
Ma al livello del Pensiero superno, che è al di sopra del discorso e persino degli attributi — cioè prima che gli attributi nascessero e venissero estesi — tutto è incluso in un solo sguardo.
Al livello del «Pensiero» divino, al di sopra del discorso e persino degli attributi, non vi è tempo: tutto è contenuto insieme in un solo sguardo.
Il paragrafo spiega che «Havayah è il nostro D‑o» nello Shema si riferisce al livello del «Pensiero» divino (Chochmah e Binah), che è al di sopra del tempo e dal quale tutte le generazioni sono contemplate con un solo sguardo.
La versione del Tzemach Tzedek (Or HaTorah, Shir HaShirim) afferma esplicitamente che il tempo ha la propria radice nei «sei attributi superni».
Marei mekomos
- 1בזוהר פ׳ חיי שרה · קכג, א.
- 2מחשבה ויובלא · Zohar, Chayei Sara 5:23–6:28
- 3מ״ש בזהר דבמחשבה א׳ · Zohar II, 20a
- 4צופה ומביט עד סוף כל הדורות · Rosh Hashanah 18a
- 5ושרשו ממדות עליונות · באוה״ת שה״ש ע׳ תתקיט: ושרשו מששה מדות עליונות.
- 6אלף שנים בעיניך · Psalms 90:4
6וזהו פי׳ הוי״ה אלקינו שהוא בחי׳ מחשבה כנ״ל. וישראל עלה במחשבה12 לכן נאמר הוי״ה אלקינו. וכמו שהוא בבחי׳ זמן כך הוא בבחי׳ עולם ונפש כי עולם שנה נפש3 הם.
E questo è il significato di «Havayah è il nostro D‑o»: è il livello del Pensiero, come detto sopra. E Israele sorse nel Pensiero; perciò è detto: «Havayah è il nostro D‑o». E come ciò avviene nella dimensione del tempo, così avviene nella dimensione del mondo [spazio] e dell’anima, poiché essi sono [tre]: «mondo, anno, anima».
«Havayah è il nostro D‑o» si riferisce dunque al livello del Pensiero — e il Midrash dice che Israele «sorse nel [Pensiero di D‑o]» prima della Creazione. Per questo, a quel livello, D‑o è chiamato «il nostro» D‑o. E come avviene per il tempo, così avviene per lo spazio e per l’anima: Sefer Yetzirah descrive tutta la realtà secondo tre dimensioni — «mondo» (spazio), «anno» (tempo) e «anima».
Il paragrafo collega Israele al livello del Pensiero divino, che trascende non soltanto il tempo, ma anche lo spazio e l’anima.
Marei mekomos
- 1וישראל עלה במחשבה · ב״ר בתחלתו.
- 2וישראל עלה במחשבה · Bereshit Rabbah 1:4
- 3עולם שנה נפש · Sefer Yetzirah 6:1
7וכיון שהוא למעלה מבחי׳ שנה כך בחי׳ מחשבה הנ״ל הוא למעלה מבחי׳ עולם והוא בחי׳ סוכ״ע. ואי לזאת יומשך ואהבת שיהי׳ [שיהיה] הוי״ה אלקיך שיהי׳ [שיהיה] גלוי בחי׳ סוכ״ע.
E poiché è al di sopra del livello dell’«anno», così anche il livello del Pensiero menzionato sopra è al di sopra del livello del «mondo», ed è il livello della luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin). E perciò si farà discendere l’«Amerai», affinché Havayah sia «il tuo D‑o» — ossia affinché si riveli il livello di sovev kol almin.
Il Pensiero divino, essendo al di sopra del tempo, è anche al di sopra dello spazio; è sovev kol almin, la luce che circonda e trascende tutti i mondi. Lo scopo di contemplarlo durante lo Shema è che l’amore espresso da «Amerai» renda questo livello trascendente «il tuo D‑o» — rivelandolo nell’interiorità della persona.
וענין פסוד״ז [פסוקי דזמרה] שלפני ק״ש [קריאת שמע] היינו בהיות שעד ק״ש [קריאת שמע] הוא בחי׳ העלאה לבא לבחי׳ בכל לבבך עד״מ העלאה וקבוץ הדמים מהאברים ללב ע״כ תקנו לומר מזמורים מיוחדים
Quanto ai Versetti di lode che precedono la recitazione dello Shema: poiché, fino alla recitazione dello Shema, si è nella fase dell’ascesa, per giungere al livello di «con tutto il cuore» — a titolo di esempio, come l’ascesa e la raccolta del sangue dagli arti verso il cuore — per questo i Maestri istituirono la recitazione di salmi specifici,
I Versetti di lode, recitati prima dello Shema, appartengono alla fase dell’ascesa che culmina in «con tutto il cuore», come il sangue che dagli arti ritorna al cuore. Per questo i Maestri istituirono salmi specifici.
שמזמור זה הוא העלאה מבחי׳ אברים אלו ומזמור שני העלאה מאברים אחרים וכמ״ש בכהאריז״ל [בכתבי האריז״ל]1 שמזמורים דהללוי׳ [דהללויה] הן ע״ס [עשר ספירות] דיצירה. שבמזמור זה הוא מלכות דיצירה.
così che questo salmo costituisce un’ascesa dal livello di questi arti, e un secondo salmo un’ascesa da altri arti, come è scritto negli scritti dell’Arizal, di benedetta memoria, che i salmi Halleluyah corrispondono alle dieci emanazioni divine (Sefiros) del Mondo della Formazione (Yetzirah): questo salmo è la sovranità (Malchus) di Yetzirah,
Ogni salmo innalza un diverso «arto». L’Arizal insegna che i salmi Halleluyah corrispondono alle dieci Sefiros del Mondo di Yetzirah, cominciando da Malchus, la più bassa, e salendo da lì.
Il paragrafo spiega che l’amore dello Shema fa discendere il livello trascendente di D‑o e che i Versetti di lode che lo precedono servono a raccogliere e innalzare ogni parte della persona e del mondo, come il sangue che ritorna al cuore.
Le corrispondenze stabilite dall’Arizal per i salmi di Pesukei deZimra si trovano nel suo siddur e sono citate e spiegate nel Siddur dell’Alter Rebbe con discorsi chassidici.
Marei mekomos
- 1וכמ״ש בכהאריז״ל · סידור האריז״ל במקומו. הובא ונתבאר בסידור עם דא״ח.
8ובמזמור שני נגד יסוד דיצירה כו׳ ע״ש. וכ״ז [וכל זה] הוא בחי׳ רצוא והעלאה ואח״כ שמו״ע [שמונה עשרה] בא״י [ברוך אתה ה׳] הוא בחי׳ שוב והמשכה.
E il secondo salmo corrisponde al fondamento (Yesod) del Mondo della Formazione (Yetzirah), ecc.; si veda là. Tutto ciò è l’aspetto del ratzo [slancio verso l’Alto] e dell’ascesa; poi la Shemoneh Esreh, «Benedetto sei Tu, Havayah», è l’aspetto dello shov [ritorno] e della discesa.
Il salmo seguente corrisponde a Yesod del Mondo della Formazione, e così via. Tutto questo è ratzo, «correre» verso l’Alto. Poi l’Amidah (Shemoneh Esreh), con le sue benedizioni «Benedetto sei Tu, Havayah», è shov, «ritorno»: far discendere di nuovo la luce divina, poiché nella Chassidus baruch, «benedetto», viene inteso come «fatto discendere».
וכן עסק התורה ומצות מעשיות והוא כמו שהדמים נמשכים מן הלב לכל הרמ״ח אברים ושס״ה גידים כך המצות נק׳ רמ״ח אברים דמלכא.12
Così pure lo studio della Torah e l’osservanza delle mitzvos pratiche (precetti): come il sangue si diffonde dal cuore a tutte le 248 membra e ai 365 tendini, così le mitzvos sono chiamate le 248 membra del Re.
Lo studio della Torah e le mitzvos pratiche proseguono il «ritorno», come il sangue che fluisce dal cuore verso le 248 membra e i 365 tendini; infatti, le 248 mitzvos positive sono chiamate le 248 «membra del Re».
ומצוה בלא כוונה3 כגוף בלא נשמה והכוונה הוא התפלה (כמ״ש במ״א ע״פ לא הביט און4 ביעקב)5 לכן זהו כמשל התפשטות והמשכת הדם מהלב לכל הרמ״ח אברים.
Una mitzvah senza intenzione è come un corpo senza anima, e l’intenzione è la preghiera (come viene spiegato altrove a proposito del versetto «Non ha scorto iniquità in Yaakov»); pertanto, è come l’immagine del diffondersi e del fluire del sangue dal cuore verso tutte le 248 membra.
Un noto detto, citato in Tanya (cap. 38), paragona una mitzvah senza intenzione a un corpo senza anima. L’intenzione che anima le mitzvos del giorno proviene dalla preghiera, così come il cuore anima le membra mediante il sangue.
וכך יובן ג״כ למעלה כי גם בחי׳ המל׳ הנה בלילה יורדת לבי״ע וה״ז [והרי זה] כמו ירידת הדם מהלב עד צפורני הרגלים וירידתה זו לברר רפ״ח ניצוצים ואח״כ מחצות לילה מתחלת לעלות והוא כמו שהדמים עולים אל הלב
Così si può comprendere anche ciò che avviene in Alto: anche il livello della sovranità (Malchus) discende di notte nel Mondo della Creazione (Beriah), nel Mondo della Formazione (Yetzirah) e nel Mondo dell’Azione (Asiyah); ciò è come la discesa del sangue dal cuore fino alle unghie dei piedi. Questa sua discesa serve a purificare le 288 scintille. Poi, dalla mezzanotte in avanti, essa comincia a salire, proprio come il sangue risale al cuore.
Lo stesso ciclo si svolge in Alto. Malchus, la divina «Comunità d’Israele», discende ogni notte nei mondi inferiori, come il sangue che raggiunge le dita dei piedi, per purificare le 288 scintille di santità precipitatevi con la rottura dei recipienti; dalla mezzanotte comincia a risalire, come il sangue che ritorna al cuore.
ועי״ז נמשך מהמוח ללב והוא ענין יחוד או״א [אבא ואימא] וזו״נ [וזעיר אנפין ונוקבא] בק״ש [בקריאת שמע] ותפלה כו׳.
E per mezzo di ciò [la luce] viene attirata dal cervello al cuore: questo è l’unione di Abba e Imma (Chochmah e Binah) e quella dell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) con la dimensione femminile / Malchus (Nukva), nella recitazione dello Shema e nella preghiera, ecc.
Questa ascesa fa discendere un flusso «dal cervello al cuore»: le unioni delle configurazioni divine, Abba e Imma (Chochmah e Binah) e Zeir Anpin e Nukva (gli attributi emotivi e Malchus), che si realizzano mediante lo Shema e le preghiere.
וזהו שכנס״י [שכנסת ישראל] נק׳ לבי לבבתני אחותי כלה (ועמ״ש ע״פ ולבי ער6 כו׳ דופק כו׳ וה׳ פקד7 כו׳) ועיין באגה״ק [באגרת הקודש] בסופו סי׳ ל״א ד״ה נודע בשערים מ״ש בתקונים:8
Ed è per questo che la Comunità d’Israele è chiamata «il Mio cuore»: «Hai conquistato il Mio cuore (libavtini), sorella mia, [mia] sposa» (si veda anche quanto viene spiegato a proposito del versetto «e il mio cuore è desto», ecc., «batte», ecc., e «e Havayah ricordò», ecc.). Si veda Iggeres HaKodesh, alla fine, sez. 31, all’inizio «È noto alle porte», quanto è scritto nei Tikkunim.
Per questo la Comunità d’Israele è chiamata il «cuore» di D‑o, come suggerisce libavtini, dalla radice lev, «cuore»: come un cuore, essa è il centro attraverso cui circola la vita divina. L’Alter Rebbe rimanda al suo discorso su «Io dormo, ma il mio cuore è desto» e a Iggeres HaKodesh 31, che spiega il detto dei Tikkunim secondo cui «la Shechinah è malata in esilio».
Il paragrafo completa l’analogia: i Versetti di Lode e lo Shema rappresentano l’ascesa verso il cuore; l’Amidah, la Torah e le mitzvos sono il flusso che da lì raggiunge di nuovo le membra; lo stesso ciclo si svolge in Alto nella discesa e nell’ascesa notturna di Malchus. Per questo Israele è chiamato il cuore di D‑o.
In Likkutei Torah (Balak), l’Alter Rebbe spiega perché la preghiera, pur essendo di istituzione rabbinica, non è annoverata fra le 613 mitzvos: essa è la loro «intenzione», l’anima delle 248 mitzvos positive, che le sostiene come il midollo spinale sostiene le membra, pur non essendo una di esse.
Marei mekomos
- 1המצות נק׳ רמ״ח אברים דמלכא · Tikkunei Zohar, Tikkun 30 · 74a:8
- 2המצות נק׳ רמ״ח אברים דמלכא · Tikkunei Zohar 74a:8
- 3ומצוה בלא כוונה · ראה תניא פרק לח.
- 4ע״פ לא הביט און · לקו״ת בלק ע, ד.
- 5לא הביט און ביעקב · Numbers 23:21
- 6ולבי ער · Song of Songs 5:2
- 7ע״פ ולבי ער . . וה׳ פקד · לקו״ת שה״ש לה, ב. ובסה״מ תקס״ב ח״ב ע׳ שנח.
- 8
Malattia e guarigione: il peccato e il ritorno ¶9–12
9והנה אנו רואים באדם שאם סיבוב והילוך רוח החיים מהלב אל האברים ומהאברים אל הלב הוא כהלכתו אזי האדם בריא בתכלי׳ [בתכלית].
Ora vediamo che, se in una persona la circolazione e il flusso dello spirito di vita dal cuore alle membra e dalle membra al cuore avvengono come si deve, allora la persona è perfettamente sana.
L’analogia prosegue: una persona è sana quando il flusso della vita dal cuore alle membra e ritorno non è ostacolato.
אך אם יש איזה קלקול באיזהו מקומן כמו איזה אוטם ומכה באיזה אבר המונע ומעכב או ממעט סיבוב והילוך הדם
Ma se vi è un qualche danno in una qualsiasi delle sue parti, come un’ostruzione o una ferita in un arto che impedisce e ostacola, o riduce, la circolazione e il flusso del sangue,
Un’ostruzione o una ferita in qualsiasi punto può ostacolare o ridurre la circolazione del sangue.
אזי נפסק או מתמעט הקשר הלז המקשר כל האברים אל הלב ואזי נופל האדם למשכב וחולי ה״י [השם ישמרנו] וצריך רפואה.
allora questo legame che connette tutte le membra al cuore viene interrotto o si indebolisce; la persona cade a letto ammalata, che D‑o ci preservi, e ha bisogno di cure.
Allora il legame tra le membra e il cuore si interrompe o si indebolisce, e la persona si ammala e ha bisogno di cure.
Quasi con le parole di Iggeres HaKodesh 31, il paragrafo introduce la malattia nell’analogia: un’ostruzione interrompe la circolazione tra il cuore e le membra.
10וכך הנמשל בעבודה כי עסק האדם כל היום הוא כמשל המשכת החיות מהלב אל האברים
E così è nel caso corrispondente, nel servizio [divino]: poiché l’attività di una persona durante tutto il giorno è come il far fluire la forza vitale (chayus) dal cuore alle membra,
Nel servizio di D‑o, l’attività di una persona durante la giornata è il fluire verso l’esterno della forza vitale dal «cuore».
דהיינו מהתפלה אל רמ״ח מ״ע [מצות עשה] רמ״ח אברים וגם לכל מעשה האדם ע״ד וכל מעשיך12 יהיו לש״ש [לשם שמים].
cioè, dalla preghiera alle 248 mitzvos positive, [i] 248 arti, e anche a tutte le azioni di una persona, secondo il principio: «e tutte le tue azioni siano per amore del Cielo».
La vita della preghiera si trasmette alle 248 mitzvos positive, i «arti», e a tutte le attività quotidiane, come insegna la Mishnah: «Fa’ che tutte le tue azioni siano per amore del Cielo».
Il paragrafo applica l’analogia alla vita quotidiana: tutte le attività di una persona dopo la preghiera dovrebbero portare la vita della preghiera verso l’esterno, nelle mitzvos e nelle azioni ordinarie compiute per amore del Cielo.
Marei mekomos
- 1וכל מעשיך יהיו לש״ש · Zohar III, 51b
- 2וכל מעשיך יהיו לש״ש · Pirkei Avot 2:12
11ולכן אם העסק בהיתר עד״ז יוכל למחר לחזור ולעלות מהאיברים אל הלב להיות ואהבת בכל לבבך
Perciò, se il rapporto con le cose permesse si svolge in questo modo, il giorno seguente egli potrà tornare e risalire dagli arti al cuore, affinché vi sia «Amerai… con tutto il tuo cuore».
Se una persona si occupa delle cose permesse e quotidiane per amore del Cielo, la «circolazione» rimane sana: il mattino seguente, durante la preghiera, le sue energie possono nuovamente raccogliersi nel «cuore», nell’amore per D‑o.
אבל אם נכשל באיזה עון ה״ז [הרי זה] כמו מכה באיזה אבר1 המונע ומעכב ההעלאה ונפסק הקשר
Ma se inciampa in qualche peccato, è come una ferita in un arto, che impedisce e trattiene la risalita, e il legame si interrompe.
Un peccato, invece, è come una ferita in uno degli arti: blocca il flusso di ritorno e spezza il legame tra quella parte della persona e il suo amore per D‑o.
E questa è una malattia dell’anima, della quale è detto: «Dalla pianta del piede fino alla testa non vi è in essa alcuna parte sana: ferite e lividi», ecc.
Questa è una malattia dell’anima, che Isaia descrive come un corpo ferito dalla pianta del piede fino alla testa.
ואין תקנה כ״א ע״י תשובה שנקראת רפואה כמארז״ל [כמאמר רבותינו זכרונם לברכה] גדולה תשובה4 שמביאה רפואה לעולם5 והיא בחי׳ בכל מאדך שמבחי׳ זו נמשך רפואה אם ח״ו [חס ושלום] יש קלקול בבחי׳ אהבה דבכל לבבך.
E non vi è rimedio se non attraverso il ritorno (teshuvah), che è chiamato guarigione, come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «Grande è il ritorno, perché porta guarigione al mondo». Esso corrisponde al livello (bechinah) di «con tutta la tua forza», poiché da questo livello proviene la guarigione se, D‑o non voglia, vi è un danno nel livello dell’amore di «con tutto il tuo cuore».
L’unica cura è il ritorno (teshuvah) a D‑o, che il Talmud chiama guarigione: «Grande è il ritorno, perché porta guarigione al mondo». Il ritorno corrisponde a «con tutta la tua forza» (me’odecha), l’amore che va oltre i propri limiti; da questo livello proviene la guarigione quando viene meno l’amore ordinario di «con tutto il tuo cuore».
כי תשובה קדמה לעולם67 פי׳ שממשיך אור מבחי׳ שלמעלה מכל החיות דהשתלשלות העולמות והיינו ע״י מאדך בחילא יתיר.
Poiché il ritorno precedette il mondo, vale a dire che fa discendere la luce da un livello che è al di sopra di tutta la forza vitale (chayus) della catena discendente dei mondi (hishtalshelus); e ciò avviene attraverso «la tua forza», con una forza maggiore.
Il Midrash dice che il ritorno precedette la creazione del mondo. Ciò significa che fa discendere la luce da un livello al di sopra dell’intera catena dei mondi e della loro forza vitale. Questo è possibile perché il ritorno scaturisce da «la tua forza», con una forza maggiore rispetto al servizio ordinario.
Il paragrafo spiega che il peccato è come una ferita che blocca la circolazione tra gli arti e il cuore, e che il ritorno (teshuvah) la guarisce perché fa discendere la luce da un livello superiore all’intero ordine della creazione.
In Likkutei Torah (Nitzavim), l’Alter Rebbe spiega che coloro che fanno ritorno a D‑o, il cui servizio è «con una forza maggiore», attingono al livello della santità di D‑o che è al di sopra della santità dei giusti perfetti. Nella trascrizione parallela (Sefer HaMaamarim 5567), egli approfondisce perché sia proprio il ritorno (teshuvah), e nessun’altra mitzvah, a portare guarigione al mondo.
Marei mekomos
- 1ה״ז כמו מכה באיזה אבר · וכ״כ בלקו״ת פ׳ ראה כה, ג.
- 2מכף רגל ועד ראש · Isaiah 1:6
- 3מתום · Rashi on Isaiah 1:6
- 4גדולה תשובה · Yoma 86b:1–2
- 5גדולה תשובה שמביאה רפואה לעולם · Yoma 86a:14–15
- 6כי תשובה קדמה לעולם · Bereshit Rabbah 1:5
- 7תשובה קדמה לעולם · Bereshit Rabbah 1:4
12ולכן ביכולת המשכה זו לתקן הפגם והקלקול שבסיבוב והילוך רוח החיות מהלב אל האברים שהוא בחי׳ האור וחיות המחי׳ [המחיה] עולם שנה נפש בחי׳ מל׳ מכ״ע [ממלא כל עלמין] שנק׳ לבי כנ״ל
Perciò, questo far discendere è in grado di riparare il difetto e il danno nella circolazione e nel fluire dello spirito vitale dal cuore alle membra — che è il livello della luce e della forza vitale che dà vita a «mondo, anno, anima», il livello della sovranità (Malchus), la luce che riempie tutti i mondi (memalei kol almin), chiamata «il mio cuore», come detto sopra.
Poiché il ritorno (teshuvah) fa discendere dall’Alto ciò che è al di sopra dell’ordine creato, può riparare una frattura nella normale «circolazione» della vita divina. Questa circolazione appartiene a Malchus, la luce divina che riempie i mondi e anima tutto lo spazio, il tempo e l’anima («mondo, anno, anima») — il livello chiamato «il mio cuore».
וכיון שע״י תשובה נמשך בחי׳ ממעמקי׳ [ממעמקים] מגלה עמוקות1 מה שהוא נמשך אור חדש ומחודש ע״כ חוזר ומחדש החיות כו׳ (ותקון המכה הוא ע״י הוידוי דברים2 אשמנו בגדנו כו׳):
E poiché attraverso teshuvah viene fatto discendere il livello di «dalle profondità» — «Egli rivela cose profonde» — vale a dire, viene fatta discendere una luce nuova e rinnovata, essa rinnova perciò di nuovo la forza vitale, ecc. (E la ferita viene riparata mediante la confessione verbale: «Abbiamo trasgredito, abbiamo tradito», ecc.)
Attraverso teshuvah viene fatto discendere il livello di «dalle profondità»; D‑o «rivela cose profonde», facendo discendere una luce nuova e rinnovata, e così teshuvah può restituire la vita là dove era stata interrotta. La ferita specifica viene riparata mediante la confessione verbale dei propri peccati («Abbiamo trasgredito, abbiamo tradito…»).
Il paragrafo spiega come teshuvah guarisca: facendo discendere una luce nuova da un livello al di sopra dell’ordine creato, essa rinnova la vita divina nell’anima; la ferita specifica di ogni peccato viene riparata mediante la confessione verbale.
Likkutei Torah (Ki Seitzei) spiega perché la confessione a parole sia necessaria oltre allo sradicamento del desiderio del peccato: ogni peccato crea un «accusatore» con un’anima e un corpo; l’anima, costituita dal desiderio, viene rimossa sradicando la volontà, e il corpo, costituito dall’azione o dalla parola, viene cancellato dalla confessione verbale, che innalza anche le lettere cadute.
Marei mekomos
- 1מגלה עמוקות · Job 12:22
- 2ע״י הוידוי דברים · ראה לקו״ת תצא לז, א.
La Torah come «matrimonio»: una nuova luce ¶13–16
13והנה התורה נק׳ ג״כ רפואה1 לנפש כמ״ש ולכל בשרו מרפא2 והיינו ג״כ משום דהתורה קדמה לעולם34 שבה ועל ידה נמשך ג״כ אור חדש מלמעלה מהשתלשלות
Ora, anche la Torah è chiamata guarigione per l’anima, come è scritto: «e guarigione per tutta la sua carne». Anche questo è perché la Torah precedette il mondo, così che in essa e per mezzo di essa viene fatta discendere anche una luce nuova da un livello al di sopra della catena discendente dei mondi (hishtalshelus).
Anche la Torah è chiamata guarigione, come dicono i Proverbi delle sue parole: «guarigione per tutta la sua carne». Il motivo è analogo: il Midrash dice che la Torah precedette il mondo, perciò anche attraverso di essa viene fatta discendere una luce nuova da al di sopra dell’ordine della creazione.
וזהו ביום חתונתו זו מ״ת [מתן תורה] פי׳ כי התפלה נק׳ עבודה שבלב והוא ענין שמחת לבו
E questo è [il significato di] «Nel giorno delle sue nozze — questo è il dono della Torah». La spiegazione è che la preghiera è chiamata servizio del cuore, ed è la «gioia del suo cuore»;
Ora il maamar torna al suo inizio: «il giorno delle sue nozze» è il dono della Torah. La preghiera, il servizio del cuore, è «la gioia del Suo cuore».
ובלב הוא יסוד האש שהוא העלאה מלמטה למעלה אך יסוד המים הוא במוח ובו שורה כח התענוג שבנפש כי מים מגדלים כל מיני תענוג והתענוג הוא למעלה מהשמחה.
e nel cuore si trova l’elemento del fuoco, che è ascesa dal basso verso l’alto; invece, l’elemento dell’acqua si trova nel cervello, e in esso dimora la forza dell’anima di provare delizia (taanug), poiché l’acqua fa crescere ogni sorta di delizie; e la delizia è superiore alla gioia.
Il cuore è associato all’elemento del fuoco, che si eleva: un’ascesa dal basso. L’acqua, invece, appartiene al cervello, sede della delizia dell’anima, poiché l’acqua fa crescere ogni sorta di delizie; e la delizia è più profonda della gioia. Il dono della Torah, le «nozze», appartiene a questo livello più profondo.
Il paragrafo spiega che la Torah, come il ritorno (teshuvah), guarisce perché precede il mondo, e comincia a spiegare perché il dono della Torah è chiamato «nozze»: appartiene al livello dell’acqua e della delizia nel cervello, più profondo del fuoco e della gioia del cuore.
Marei mekomos
- 1התורה נק׳ ג״כ רפואה · מובא באוה״ת בשלח ע׳ תקעט.
- 2ולכל בשרו מרפא · Proverbs 4:22
- 3דהתורה קדמה לעולם · Midrash Tehillim 90:4
- 4דהתורה קדמה לעולם · Midrash Tanchuma, Vayeshev 4:2
14והנה עד״מ הטפה נמשכת מיסוד המים שבמוח ובה מתלבש מעצם השכל והתענוג שבנפש ולכן עי״ז נעשה הולדה חדשה להוליד בדומה לו והיינו דוקא ע״י התלבשותה בטיפה גשמית משא״כ בדבור כו׳1
Ora, per analogia, la goccia proviene dall’elemento dell’acqua nel cervello, e in essa è rivestito [qualcosa] dell’essenza stessa dell’intelletto e della delizia dell’anima; perciò, attraverso di essa, ha luogo una nuova nascita, che genera un essere simile a lui — e ciò avviene specificamente perché essa è rivestita in una goccia fisica, cosa che non avviene con il discorso, ecc.
Un’analogia tratta dalla nascita umana: il seme proviene dall’«acqua» del cervello e porta con sé l’essenza stessa dell’intelletto e della delizia del padre; per questo può portare al mondo un nuovo essere simile a lui. Ciò avviene soltanto perché è rivestito in una goccia fisica; il discorso, benché esprima anch’esso una persona, non può generare.
כמו״כ [כמו כן] ע״י התלבשות התורה בעשיי׳ [בעשייה] גשמיות היום לעשותם2 יומשך עי״ז אור חדש ממש מאור א״ס ב״ה3 מלמעלה מההשתלשלות.
Così pure, attraverso il rivestirsi della Torah in azioni fisiche — «oggi, per metterle in pratica» — sarà fatta discendere per suo tramite una luce veramente nuova dalla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, dall’Alto, al di sopra della catena discendente dei mondi (hishtalshelus).
Analogamente, quando la Torah si riveste in azioni fisiche («oggi, per metterle in pratica», in questo mondo), fa discendere una luce veramente nuova dalla Luce Infinita di D‑o, al di sopra della catena dei mondi. Per questo il dono della Torah è chiamato «nozze».
Il paragrafo spiega l’analogia delle «nozze»: come soltanto un seme fisico, che porta in sé l’essenza del padre, può generare una nuova vita, così soltanto la Torah rivestita in mitzvos fisiche fa discendere una luce veramente nuova dall’essenza di D‑o.
Nel Kuntres Acharon (sul Pri Etz Chaim), l’Alter Rebbe esprime la stessa idea: il discorso della sapienza superna non genera, mentre la «goccia» attinta dal recipiente della sapienza superna (Chochmah) ha la capacità di generare e di creare qualcosa dal nulla. Il Rebbe (Vayomer lo Yehonasan 5745) definisce la «luce nuova» come la Luce Infinita (Or Ein Sof) prima della contrazione (tzimtzum), al di sopra della linea di luce (kav) — e, più precisamente, come la luce che precede il sorgere della volontà (ratzon), e, a un livello ancora più alto, come l’essenza della luce.
Marei mekomos
- 1משא״כ בדיבור כו׳ · ראה קו״א לתניא ד״ה להבין מ״ש בפע״ח (דף קנז, א) ובליקוט פי׳ — חיטריק שם.
- 2היום לעשותם · Deuteronomy 7:11
- 3יומשך עי״ז אור חדש ממש מאור א״ס ב״ה · ”דאור חדש הוא אוא״ס שלפני הצמצום (שלמעלה מאור הקו). ויתירה מזה מבואר בכ״מ, שגם באוא״ס שלפנה״צ השם ”אור חדש” קאי דוקא על האור שקודם עלות הרצון, ולמעלה יותר — על עצם האור (ראה בארוכה ספר הערכים-חב״ד כרך ג ערך אור חדש ס״ג ואילך (ע׳ שפח ואילך))” — ד״ה ויאמר לו יהונתן תשמ״ה — סה״מ מלוקט כרך ו ע׳ כג.
15וז״ש [וזהו שכתוב] אין כל חדש תחת השמש1 משא״כ עמלא דאורייתא2 דהוא לעילא מן שמשא ממשיך אור חדש כי ס״ר אותיות התורה הן אותיות המחשבה.
Ed è questo ciò che è detto: «Non c’è nulla di nuovo sotto il sole»; diversamente, lo studio laborioso della Torah, che è al di sopra del sole, fa discendere una luce nuova. Infatti, le 600.000 lettere della Torah sono le lettere del Pensiero.
Koheles dice: «Non c’è nulla di nuovo sotto il sole». Lo Zohar commenta che lo studio laborioso della Torah è «al di sopra del sole» e perciò può produrre qualcosa di nuovo. Le lettere della Torah, tradizionalmente 600.000 e corrispondenti alle anime di Israele, sono lettere del «Pensiero» di D‑o, non semplicemente della Sua «parola».
והרי במחשבה א׳ צופה ומביט כו׳ והתורה היא מבחי׳ מאד עמקו מחשבותיך3 עמקו דוקא בחי׳ עומק המחשבה וכמו גבי תשובה כתיב ממעמקים4 והיינו דוקא ע״י התלבשות התורה בגשמיות וכמשל הנ״ל.5
Ed ecco, con un unico Pensiero Egli vede e osserva, ecc. La Torah proviene dal livello di «quanto sono profondi i Tuoi pensieri» — «profondi» in senso specifico, il livello della profondità del Pensiero; e così, a proposito del ritorno (teshuvah), è scritto: «Dalle profondità». E ciò avviene precisamente attraverso il rivestirsi della Torah nella materialità, come nell’analogia menzionata sopra.
Il Pensiero divino è il livello dal quale tutto viene visto in un unico sguardo, al di sopra del tempo. La Torah proviene dalla «profondità» del pensiero di D‑o («quanto sono profondi i Tuoi pensieri»), proprio come il ritorno (teshuvah) invoca «dalle profondità». Ma questa profondità viene fatta discendere precisamente quando la Torah si riveste della materialità, come nell’analogia del seme.
Il paragrafo spiega che lo studio della Torah, la cui radice è nella profondità del Pensiero divino, è «al di sopra del sole» e può portare qualcosa di nuovo nel mondo, ma soltanto quando si riveste di azioni materiali.
Marei mekomos
- 1אין כל חדש תחת השמש · Ecclesiastes 1:9
- 2עמלא דאורייתא · ראה לקמן נו, ד.
- 3מאד עמקו מחשבותיך · Psalms 92:6
- 4ממעמקים · Psalms 130:1
- 5ע״י התלבשות התורה בגשמיות וכמשל הנ״ל · באוה״ת שה״ש כרך ג ע׳ תתקכ מציין ע״ז: ”ועמ״ש במ״א ע״פ והקרבתם מנחה חדשה”. ראה אוה״ת שבועות כרך ה׳ ע׳ א׳תקע.
16ופי׳ וענין אור חדש הוא כי הנה ידוע דשרש כל ההשתלשלות דאבי״ע [דאצילות בריאה יצירה עשיה] הוא נמשך מבחי׳ הקו״ח [הקו וחוט] והוא נמשך ע״י צמצום ומק״פ [ומקום פנוי] מתחלה ונמשך אח״כ רק קו
La spiegazione e il significato di «luce nuova» sono i seguenti: è noto che la radice dell’intera catena discendente dei mondi (hishtalshelus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), del Mondo della Creazione (Beriah), del Mondo della Formazione (Yetzirah) e del Mondo dell’Azione (Asiyah) deriva dal livello della linea di luce (kav) e del chut (filo); essa viene fatta discendere dapprima attraverso la contrazione (tzimtzum) e lo spazio vuoto, e in seguito viene fatto discendere soltanto un kav.
Che cosa significa «luce nuova»? L’intera catena dei mondi ha la propria radice nel kav, la sottile linea di luce fatta discendere nello spazio vuoto lasciato dopo il tzimtzum.
ולכן כל מה שנמשך מבחי׳ הארת הקו לא נק׳ אור חדש ממש כו׳ אך אור הנמשך מעצמות אא״ס [אור אין סוף] שלמעלה מהחלל והקו נק׳ אור חדש וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] על ד״ת [דברי תורה] בכ״י [בכל יום] יהיו בעיניך123 כחדשים4 כו׳
Perciò, tutto ciò che viene tratto dal livello dell’illuminazione del kav non è chiamato una luce veramente nuova, ecc.; invece, la luce che viene fatta discendere dall’essenza della Luce Infinita (Or Ein Sof), che è al di sopra dello spazio vuoto e del kav, è chiamata luce nuova. Come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria, a proposito delle parole della Torah: «Ogni giorno siano ai tuoi occhi come nuove», ecc.
Tutto ciò che proviene dal kav non è veramente nuovo: fa parte dell’ordine stabilito. Una «luce nuova» proviene dall’essenza della Luce Infinita, al di sopra sia dello spazio vuoto sia del kav. Questo è l’insegnamento dei Saggi: le parole della Torah devono apparire nuove ai propri occhi ogni giorno.
ולכן נק׳ חתן חות דרגא מדלג על ההרים5 בחי׳ דילוג מלמעלה מהשתלשלות כו׳ ולכן בקרבנות הנשיאים הוכפל בתורה בכ״א [בכל אחד / בכל אחת]6
Perciò [Egli] è chiamato chasan (sposo) — chus darga («scendi di un gradino») — «balzando sui monti», l’aspetto del balzo dall’alto della catena discendente, ecc. Perciò, a proposito delle offerte dei principi, la Torah ripeté [il racconto] per ciascuno,
Lo sposo (chasan) è interpretato attraverso l’espressione aramaica chus darga, «scendi di un gradino»: durante un matrimonio qualcosa discende dall’Alto. È come l’Amato che «balza sui monti», un balzo dall’alto della catena discendente. Per questo la Torah riporta per esteso l’offerta identica di ciascuno dei dodici principi.
ולא אמר וכן הקריב נשיא פלוני אלא משום דאעפ״י [דאף על פי] שצירופי האותיות שבכל קרבן של כל הנשיאים שוין הן ממש מ״מ האור המלובש בהן הוא בכ״א [בכל אחד / בכל אחת] בחי׳ אור חדש ממש וכמו שלשים ומאה משקלה7 שהם ה׳ שמות הוי״ה
e non disse: «E così offrì il principe tal dei tali», ma [il motivo è] che, sebbene le combinazioni di lettere in ciascuna offerta di tutti i principi siano esattamente uguali, tuttavia la luce rivestita in esse è, in ciascuna, una luce veramente nuova. Come nel caso di «il cui peso era di centotrenta», che corrispondono a cinque Nomi Havayah:
Non dice semplicemente «e così offrì il principe successivo», perché, sebbene le combinazioni di lettere di tutte le offerte siano identiche, la luce rivestita in ciascuna era nuova. Per esempio, la coppa d’argento del peso di 130 sicli corrisponde a cinque volte 26, il valore numerico del Nome Havayah.
הנה בכל קרבן של נשיא נמשך בחי׳ ה׳ שמות דהוי״ה חדשים מעצמות המאציל מה שלא נמשך כן בשל נשיא שלפניו כו׳ ע״ד ממעמקים קראתיך הוי״ה:8
in ciascuna offerta di un principe venivano fatti discendere cinque nuovi Nomi Havayah dall’essenza dell’Emanatore, che non erano stati fatti discendere in quel modo nell’offerta del principe precedente, ecc., secondo il senso di «Dalle profondità ho invocato Te, Havayah».
Ciascun principe fece discendere cinque nuovi Nomi Havayah dall’essenza dell’Emanatore: una luce che non era stata fatta discendere nell’offerta del principe precedente. Essa viene attinta, per così dire, «dalle profondità»: dalla profondità dell’essenza divina.
Il paragrafo definisce la «luce nuova» come una luce proveniente dall’essenza Infinita, al di sopra del kav attraverso cui si dispiega la creazione, e lo illustra con lo sposo che «scende di un gradino» e con le offerte ripetute dei principi, ciascuna delle quali fece discendere una luce nuova.
In Likkutei Torah (V’Zos HaBerachah), l’Alter Rebbe si domanda perché la Torah riporti per esteso l’offerta identica di ciascun principe, e spiega che fu scritta per tutte le generazioni, affinché la lettura della sezione dei principi — come a Chanukah — faccia discendere nuovamente la dimora della Presenza divina (Shechinah).
Marei mekomos
- 1יהיו בעיניך · Rashi on Deuteronomy 6:6
- 2יהיו בעיניך · Sifrei Devarim 33
- 3יהיו בעיניך · Rashi on Deuteronomy 26:16
- 4בכ״י יהיו בעיניך כחדשים · ספרי ורש״י דברים ו, ו.
- 5מדלג על ההרים · Song of Songs 2:8
- 6ולכן בקרבנות הנשיאים הוכפל בתורה בכ״א · ראה אוה״ת במדבר ע׳ לג, פ׳ נשא ע׳ רנד. לקו״ת ברכה צח, ג.
- 7שלשים ומאה משקלה · Numbers 7:13
- 8ממעמקים קראתיך הוי״ה · Psalms 130:1
«Esci» e «il Re cui appartiene la pace» ¶17–18
17וזהו צאנה וראנה פי׳ צאנה ממקום שרשם למעלה בג״ע [בגן עדן] להתלבש בעוה״ז הגשמי כי דוקא היום לעשותם בעוה״ז אז יומשך ע״י התורה אור חדש ומחודש כו׳ משא״כ למעלה ברוחניות כנ״ל:
E questo è [il significato di] «Uscite e guardate»: «Uscite» dal luogo della loro radice in alto, nel Gan Eden, per rivestirsi in questo mondo fisico. Poiché proprio [mediante] «oggi per metterli in pratica», in questo mondo, verrà allora fatta discendere attraverso la Torah una luce nuova e rinnovata, ecc.; ciò non avviene invece in alto, nella spiritualità, come detto sopra.
Ora viene spiegato il versetto «Uscite e guardate»: alle anime viene detto di «uscire» dalla loro fonte nel Gan Eden e di scendere in questo mondo fisico. Solo qui, attraverso l’adempimento concreto dei precetti della Torah, è possibile far discendere la luce nuova — cosa che non è possibile nei mondi spirituali superiori.
Il paragrafo interpreta «Uscite» come la discesa dell’anima dal Gan Eden nel mondo fisico, dove soltanto è possibile far discendere la nuova luce della Torah attraverso l’azione.
18במלך שלמה1 במלך שהשלום שלו2 פי׳ ע״י שנמשך אור חדש מלמעלה מהשתלשלות נעשה בחי׳ שלום והתחברות ב׳ הפכים משפיע ומקבל אש ומים. ולכן ארז״ל [אמרו רבותינו זכרונם לברכה] העוסק בתורה משים שלום3 בפמשמ״ע [בפמליא של מעלה] ובפמשמ״ט [ובפמליא של מטה].
«Sul re Shlomo (Shlomo)» — sul Re al quale appartiene la pace (shalom). La spiegazione è che, attraverso una nuova luce attratta dall’Alto, al di sopra della catena discendente dei mondi (hishtalshelus), si produce l’aspetto della pace e l’unione di due opposti: chi dà e chi riceve, il fuoco e l’acqua. Perciò i nostri Saggi, di benedetta memoria, dissero: «Chi si dedica alla Torah porta la pace nella dimora celeste e nella dimora terrena».
Il Talmud afferma che «Shlomo» nel Cantico dei Cantici si riferisce a D‑o, «il Re al quale appartiene la pace (shalom)». La nuova luce che proviene da sopra la catena dei mondi crea la pace: unisce opposti come chi dà e chi riceve, il fuoco e l’acqua. Da qui l’affermazione del Talmud secondo cui lo studio della Torah porta la pace nei mondi celesti e in quelli terreni.
כי הנה מלכות דאצי׳ נעשה עתיק לבריאה ומחבר אצי׳ עם בריאה אף שאצי׳ ובריאה הם ב׳ הפכים
La sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus) diventa Atik (l’Antico) del Mondo della Creazione (Beriah) e unisce Atzilus a Beriah, benché Atzilus e Beriah siano due opposti.
Un esempio di questa pace: Malchus, il livello più basso di Atzilus, diventa Atik («l’Antico», il livello interiore della Corona (Keser), il livello più elevato) di Beriah, unendo così due mondi opposti: Atzilus, un tutt’uno con D‑o, e Beriah, un mondo di esistenza separata.
והכח הזה בבחינת מל׳ דאצי׳ הוא להיות כי נעוץ סופן בתחלתן4 ושרשה מבחי׳ כתר שהוא בחי׳ תחתונה שבמאציל ע״כ ביכולתה לחבר אצי׳ עם בי״ע.
Questo potere esiste nel livello di Malchus di Atzilus perché «la loro fine è innestata nel loro inizio» e la sua radice proviene dal livello di Keser, che è il livello più basso dell’Emanatore; perciò esso può unire Atzilus a Beriah, Yetzirah e Asiyah.
Malchus possiede questo potere perché, come afferma Sefer Yetzirah, la fine delle emanazioni divine (Sefiros) è innestata nel loro inizio: Malchus ha la propria radice in Keser, il livello più basso dell’Emanatore stesso, che è al di sopra di ogni divisione.
וכידוע בענין המשל ופחד עמו56 ע״כ עושה שלום במרומיו כו׳. וזהו מלך שהשלום שלו היינו בחי׳ מלכות דא״ס7 שכל השלומות נמשכים משם:
E, come è noto a proposito di «Il dominio e il timore sono presso di Lui»: perciò «Egli fa pace nelle Sue altezze», ecc. Questo è «il Re al quale appartiene la pace», ossia il livello di Malchus dell’Infinito (Ein Sof), dal quale viene attratta ogni [forma di] pace.
Bildad, rispondendo a Job, dice: «Il dominio e il timore sono presso di Lui; Egli fa pace nelle Sue altezze»; il maamar legge il versetto includendovi «perciò»: la pace tra forze opposte proviene dalla sovranità di D‑o. «Il Re al quale appartiene la pace» è dunque la Malchus dell’Infinito, fonte di ogni pace.
Il paragrafo conclude interpretando «Re Shlomo» come «il Re al quale appartiene la pace»: la nuova luce attratta attraverso la Torah unisce gli opposti, proprio come Malchus, radicata in Keser, unisce Atzilus ai mondi inferiori. Ogni forma di pace deriva dalla Malchus dell’Infinito.
In Likkutei Torah (Tazria), l’Alter Rebbe cita il Maggid di Mezritch: i recipienti di Tohu si frantumarono perché ciascun attributo rimaneva isolato, mentre in Tikkun gli attributi sono inclusi gli uni negli altri; gli opposti, come la benevolenza (Chesed) e il rigore (Gevurah), possono unirsi soltanto grazie alla Luce Infinita (Or Ein Sof) che risplende in essi e li porta all’autoannullamento (bittul): questo è «Egli fa pace nelle Sue altezze». Il Tzemach Tzedek (Yahel Ohr) paragona «la Malchus dell’Infinito» alla bellezza (Tiferes) che ascende a Keser.
Marei mekomos
- 1במלך שלמה · Mishneh Torah, Foundations of the Torah 6:9
- 2במלך שלמה במלך שהשלום שלו · Shevuot 35b:16
- 3העוסק בתורה משים שלום · Sanhedrin 99b:10–11
- 4נעוץ סופן בתחלתן · Sefer Yetzirah 1:7
- 5וכידוע בענין המשל ופחד עמו · בלקו״ת תזריע כג, ג בשם הרב המגיד. ביאוה״ז ח, ג. סה״מ תקס״ג ע׳ נב. סה״מ אתהלך לאזניא ע׳ יב ועוד. וראה אגה״ק סי׳ יב.
- 6המשל ופחד עמו · Job 25:2
- 7מלך שהשלום שלו היינו בחי׳ מלכות דא״ס · ראה ביהל אור ע׳ תקצ שזה ע״ד ת״ת עולה עד הכתר שהוא מל׳ דא״ס ע״ש.
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Nell’avodah
Prega con concentrazione, affinché tutte le tue forze si raccolgano nell’amore per D‑o; poi porta quella vita, nel corso della giornata, nello studio della Torah, nelle mitzvos e perfino nelle attività quotidiane consentite, compiute per amore del Cielo, così che la preghiera del giorno seguente possa elevarsi di nuovo. Se un peccato ha bloccato il flusso, guariscilo attraverso il ritorno «con tutte le tue forze» e la confessione verbale. E attribuisci valore all’esecuzione materiale delle mitzvos: soltanto attraverso la Torah rivestita di azioni in questo mondo si attira una luce veramente nuova dall’essenza di D‑o.
Domande di discussione
- Perché la preghiera è paragonata al Tempio e chiamata «la gioia del Suo cuore», mentre il dono della Torah è chiamato un «matrimonio»?
- In che modo la circolazione del sangue illustra il rapporto tra la preghiera e il resto della giornata? Che cosa rappresenta una «ferita»?
- Perché il ritorno e la Torah possono guarire ciò che il servizio ordinario non può guarire? Che cosa significa che sono «anteriori al mondo»?
- Che cos’è una «nuova luce» e perché può essere attirata soltanto attraverso la Torah rivestita di azioni materiali, così come un seme genera soltanto attraverso una goccia materiale?
- In che modo la nuova luce porta «pace» tra gli opposti, e come ciò spiega «Re Shlomo — il Re cui appartiene la pace»?