Torah Ohr · Parashot Bereishis · Maamar 3
ביאור על הנ״ל
Spiegazione di quanto precede
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
La Torah e le mitzvos, benché rivestite di realtà fisiche, sono la sapienza e la volontà stesse di D‑o, unite a Lui in un modo in cui nessuna anima creata può esserlo; fanno discendere l’unità di Atzilus nei mondi inferiori e, nel Tempo a Venire, si eleveranno ancora più in alto, nel Mondo di Akudim, che sarà rivelato nei «nuovi cieli e nella nuova terra».
Il maamar in breve
Partendo dalla promessa di Isaia che, come i nuovi cieli e la nuova terra, «la tua discendenza e il tuo nome» resteranno, il maamar si chiede come la Torah e le mitzvos possano essere lo scopo della discesa dell’anima: in Alto, l’anima già amava e temeva D‑o, mentre la Torah, discesa nelle realtà fisiche, sembra dipendere dall’amore e dal timore reverenziale per «volare verso l’alto». La risposta distingue il Mondo dell’Emanazione (Atzilus), «chiamato con il Mio Nome», dove le luci e i recipienti sono tutt’uno con l’Infinito (Ein Sof), da Beriah e dai mondi inferiori, «creati per la Mia gloria», che ricevono la luce di D‑o soltanto attraverso un rivestimento e contengono i recipienti infranti di Tohu. La loro rettificazione richiede due fasi: il ratzo [slancio verso D‑o] della preghiera, che separa il bene dal male (mayin nukvin, «terra»), e la Torah e le mitzvos, le «membra del Re», che fanno discendere l’unità di Atzilus (mayin dechurin, «cielo»). Poiché l’anima è un essere creato, mentre la Torah e le mitzvos sono tutt’uno con D‑o, queste superano il suo amore e il suo timore reverenziale; l’amore e il timore reverenziale rivelano soltanto la Luce Infinita (Or Ein Sof) che è in esse. Nel Tempo a Venire, il Mondo di Akudim, la dimensione interiore di Atik, sarà rivelato come i «nuovi cieli e la nuova terra», e anche la Torah («la tua discendenza») e l’accettazione della sovranità di D‑o («il tuo nome») vi si eleveranno.
Schema
- La domandaIl versetto tematico; la discesa dell’anima ha lo scopo di portare a un’ascesa mediante la Torah e le mitzvos — ma perché la Torah e le mitzvos, discese nella materialità e bisognose dell’amore e del timore reverenziale per elevarsi, sono superiori all’amore e al timore reverenziale che l’anima provava in Alto?¶1–4
- «Chiamato con il Mio Nome» e «per la Mia gloria»Atzilus, dove le luci («le Sue forze vitali») e i recipienti («i Suoi recipienti») sono tutt’uno con l’Infinito, a differenza di Beriah e dei mondi inferiori, che ricevono la luce di D‑o attraverso un rivestimento e restano separati.¶5–10
- Tohu e Tikkun: gli angeli e i mondi inferioriIl servizio ruggente degli angeli; i mondi inferiori contengono i recipienti infranti di Tohu e necessitano di una nuova luce proveniente da Atzilus, fatta discendere attraverso il servizio divino, per essere rettificati.¶11–14
- Due fasi di raffinamentoIl ratzo della preghiera separa il bene dal male (mayin nukvin); la Torah e le mitzvos, le membra del Re, fanno discendere l’unità superna (mayin dechurin).¶15–18
- Perché la Torah supera l’amore e il timore reverenziale dell’animaL’anima è stata creata e non è tutt’uno con D‑o; la Torah e le mitzvos sono la Sua sapienza e la Sua volontà. L’amore e il timore reverenziale rivelano la Luce Infinita all’interno della Torah; la Torah studiata per se stessa e le mitzvos «fanno» il Nome di D‑o; la terra (preghiera) precede il cielo (Torah).¶19–21
- Il futuro: il Mondo di AkudimQuando il raffinamento sarà completo, la dimensione interiore di Atik — il Mondo di Akudim, al di sopra di Atzilus — sarà rivelata come i «nuovi cieli e la nuova terra», portando nuove anime.¶22–26
- «La tua discendenza e il tuo nome»La Torah è il «seme» che cresce; accettare la sovranità di D‑o è il «nome», radicato nella Corona (Keser). Entrambi si eleveranno nel Mondo di Akudim.¶27–28
Concetti chiave
- Atzilus e Beriahאצילות / בריאה
- Atzilus è «chiamato con il Mio Nome»: la luce di D‑o vi viene ricevuta in piena unità. Beriah e i mondi inferiori sono «creati per la Mia gloria»: ricevono la luce soltanto attraverso un rivestimento e restano separati.
- Egli e le Sue forze vitali, Egli e i Suoi recipientiאיהו וחיוהי חד איהו וגרמוהי חד
- La descrizione di Atzilus nei Tikkunei Zohar: le luci («le Sue forze vitali») e i recipienti («i Suoi recipienti») sono entrambi tutt’uno con l’Infinito.
- Tohu e Tikkunתהו ותקון
- Il Mondo di Tohu, i cui recipienti si infransero e caddero nei mondi inferiori, e il Mondo di Tikkun (Atzilus), dove le luci e i recipienti sono ordinati e uniti; il servizio divino rettifica i frammenti caduti.
- Mayin nukvin e mayin dechurinמ״ן ומ״ד
- Le «acque femminili», il risveglio e il raffinamento dal basso attraverso la preghiera, e le «acque maschili», il flusso dall’Alto attraverso la Torah e le mitzvos.
- Ratzoרצוא
- La «corsa» dell’anima verso D‑o nella preghiera, che balza oltre persino le luci che circondano; separa il bene dal male.
- Il Mondo di Akudimעולם העקודים
- Un mondo al di sopra di Atzilus, nel quale tutte le facoltà sono «legate» in un unico recipiente, senza divisione; è la dimensione interiore di Atik e sarà rivelato nel Tempo a Venire come i «nuovi cieli e la nuova terra».
- Le membra del Reרמ״ח אברין דמלכא
- Le 248 mitzvos positive, recipienti della luce e della forza vitale proprie di D‑o, che si rivestono di realtà fisiche per elevarle.
La domanda ¶1–4
Questo maamar offre un ulteriore chiarimento di quello che lo precede in Torah Ohr, sullo stesso versetto di Isaia: i «nuovi cieli e la nuova terra» che «stanno davanti a Me», e la «discendenza» e il «nome» d’Israele che staranno con essi.
Un titolo: ciò che segue è un’elaborazione del maamar precedente.
Marei mekomos
- 1ביאור על הנ״ל · Numbers 2:2
«Poiché, come i nuovi cieli e la nuova terra che Io faccio stanno davanti a Me, così staranno la vostra discendenza e il vostro nome».
Il versetto, tratto dalla fine di Isaia, è il tema dell’intero maamar. Il profeta promette che, proprio come i «nuovi cieli e la nuova terra» del futuro dureranno davanti a D‑o, così dureranno anche il «seme» e il «nome» di Israele. In seguito il maamar spiegherà ciascuno di questi termini: i nuovi cieli e la nuova terra come una nuova rivelazione che trascende l’ordine consueto dei mondi, il «seme» come Torah e il «nome» come accettazione del giogo delle mitzvos.
הנה נודע תכלית ירידת הנשמה לגוף בעוה״ז שטרם ירידתה היתה כלולה במאצילה ב״ה באהוי״ר [באהבה ויראה] כו׳. כי הנפש יש לה שכל ומדות2 כו׳.
Ora è noto [quale sia] lo scopo della discesa dell’anima nel corpo in questo mondo: prima della sua discesa essa era inclusa nel suo Emanatore, benedetto Egli sia, con amore e timore reverenziale (ahavah veyirah), ecc. Poiché l’anima ha intelletto e attributi emotivi (middos), ecc.
La discussione comincia da una premessa ben nota: prima di scendere in un corpo, l’anima già si trovava in intimità con D‑o, amandolo e temendolo. Ciò era possibile perché l’anima possiede intelletto ed emozioni propri, grazie ai quali può comprendere la Divinità e rispondere con amore e timore reverenziale. Perché, allora, doveva scendere?
Il paragrafo cita il versetto su cui si fonda il maamar e introduce la sua prima domanda: che cosa guadagna l’anima scendendo in un corpo, se in Alto già serviva D‑o con amore e timore reverenziale?
Nella sua glossa, il Tzemach Tzedek (Or HaTorah) osserva che non soltanto l’essenza dell’anima è legata alla sua Fonte in Alto, ma lo sono anche le sue facoltà — l’intelletto e le emozioni; per questo l’anima poteva provare amore e timore reverenziale già prima della sua discesa.
Marei mekomos
- 1כי כאשר השמים · Isaiah 66:22
- 2הנפש יש לה שכל ומדות · ראה לקמן פ׳ וירא יג, ג. וש״נ. לקמן פ׳ תצוה פד, ב. לקו״ת ויקרא ד, ב. אוה״ת פ׳ בראשית כרך ו תתרה, ב. ד״ה ואלה המשפטים עת״ר. באוה״ת בראשית כרך ו תתרמה, ב מבאר זה ”והיינו שלא מיבעי שעצם הנפש דבוקה במאצילה, אלא שגם כחות הנפש ג״כ דבוקי׳ במאצילן”. ע״ש בארוכה.
3וירדה ונתלבשה בגוף ונה״ב [ונפש הבהמית] המעלימי׳ ומסתירי׳ [ומסתירים] כו׳ ומלבישים אותה בלבושים צואים.1 הן המדות שמצד הקליפה כו׳
Essa discese e si rivestì di un corpo e dell’anima animale, che occultano e nascondono [essa], ecc., e la rivestono di abiti macchiati: questi sono gli attributi emotivi (middos) che provengono dal lato della scorza (kelipah), ecc.
L’anima discese e fu avvolta in un corpo e nell’anima animale, che nascondono la sua luce divina. Gli «abiti macchiati» — un’immagine tratta dalla visione di Zechariah del Sommo Sacerdote — sono le emozioni che provengono dal lato della kelipah, le forze dell’occultamento: amore e timore reverenziale (ahavah veyirah) rivolti alle cose mondane anziché a D‑o.
שירידה זו צורך עליי׳ [עלייה] היא. כדי לברר בירורין ע״י המשכת התורה והמצות שבהן מלובש אור א״ס ב״ה.
[Ed è noto] che questa discesa è in vista di un’ascesa: per operare raffinamenti (birurim) mediante il far discendere la Torah e le mitzvos, nelle quali è rivestita la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia.
Eppure la discesa serve a uno scopo più elevato. Attraverso la Torah e le mitzvos, nelle quali è rivestita la Luce Infinita, l’anima raffina (letteralmente, «separa») il bene dal male nel mondo e in se stessa, e così ascende a un livello più elevato di quello che aveva prima.
Il paragrafo descrive la discesa dell’anima nel corpo e nell’anima animale e presenta la risposta classica: la discesa avviene in vista di un’ascesa maggiore, conseguita raffinando il mondo attraverso la Torah e le mitzvos.
Il Tzemach Tzedek osserva che la discesa coinvolge l’essenza stessa dell’anima, non soltanto le sue facoltà: per questo il testo dice che gli abiti «la rivestono». Tuttavia, la Yechidah, il livello più interiore dell’anima, non viene mai intaccata; si può dire che si ritrae prima che una persona pecchi.
Marei mekomos
- 1וירדה ונתלבשה . . ומלבישים אותה בלבושים צואים · וירידה זו היינו גם עצם הנפש ולא כחותי׳ לבד, וזהו שא׳ ומלבישים אותה בלבושים צואים, היינו שמלבישי׳ ר״ל גם עצם הנפש, והגם שבבחי׳ יחידה שבנפש אין שום פגם כלל . . י״ל שמסתלקת טרם יחטא — אוה״ת כרך ו תתרמה, ב.
E in esse e per loro mezzo, la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, stessa si rivelerà sulla sua anima, ecc., come è spiegato altrove.
Attraverso la Torah e le mitzvos, la Luce Infinita stessa — e non soltanto un suo barlume — si rivelerà sull’anima, come spiega altrove l’Alter Rebbe.
ולהבין זה שהרי התורה והמצות אשר לפנינו הן ג״כ בירידות והשתלשלות המדרגות מאור פניו ית׳ עד שנתלבשו בעניני׳ [בענינים] גשמיי׳ [גשמיים] וחומריים שלכן בקשו המלאכים אשר תנה הודך על השמים34 כו׳. ובמה יהיה יתרון מעלתן ממעלת אהוי״ר [אהבה ויראה] של הנשמה.
E questo va compreso: la Torah e le mitzvos che abbiamo davanti sono anch’esse [il prodotto] di discese e della concatenazione discendente dei livelli, dalla luce del Suo volto, benedetto Egli sia, finché si sono rivestite di questioni fisiche e materiali; per questo gli angeli chiesero: «Poni la Tua maestà sui cieli», ecc. In che cosa consisterà dunque la loro superiorità rispetto al livello dell’amore e del timore reverenziale dell’anima?
Questo va spiegato, perché anche la Torah che abbiamo è discesa attraverso tutti i livelli, fino a occuparsi di questioni fisiche. Il Talmud racconta che, quando Moshe salì per riceverla, gli angeli chiesero a D‑o di «porre la Sua maestà sui cieli» — di lasciare in cielo la Torah, la Sua maestà. Se la Torah è discesa così in basso, come può essere superiore all’amore e al timore reverenziale puri che l’anima aveva in Alto?
וגם הרי אמרו כי אורייתא בלא דו״ר [דחילו ורחימו]5 לא פרחת לעילא6 שאהוי״ר [שאהבה ויראה] הן הגדפין המעלות ומנשאות את התורה. והרי אדרבה נראה שמעלת אהוי״ר [אהבה ויראה] גדלה מאד ביתר שאת ממעלת התורה:
Inoltre, [i Saggi] hanno detto che la Torah senza timore e amore non vola verso l’Alto, poiché l’amore e il timore reverenziale sono le ali che innalzano e sollevano la Torah. Al contrario, allora, sembrerebbe che il livello dell’amore e del timore reverenziale sia di gran lunga superiore, e in misura straordinaria, al livello della Torah.
Una seconda difficoltà: il Tikkunei Zohar dice che la Torah studiata senza amore e timore reverenziale «non vola verso l’Alto». L’amore e il timore reverenziale sono le ali che portano in alto la Torah. Sembrerebbe dunque che siano di gran lunga superiori alla Torah stessa.
Il paragrafo acuisce la domanda: poiché la Torah è discesa fino a occuparsi di questioni fisiche e ha bisogno dell’amore e del timore reverenziale per elevarsi, come possono la Torah e le mitzvos in questo mondo superare l’amore e il timore reverenziale dell’anima prima della sua discesa?
Il Tzemach Tzedek (Or HaTorah) collega l’espressione «come è spiegato altrove» a Tanya, cap. 5, dove l’unità dell’anima con la Torah che studia è descritta come un’unione in cui l’anima avvolge la sapienza di D‑o ed è a sua volta avvolta da essa.
Marei mekomos
- 1כמ״ש במ״א · ”והיינו כמ״ש בסש״ב פ״ה מענין מקיף ומוקף” — אוה״ת כרך ו תתרמו, א.
- 2כמ״ש במ״א · ראה לקו״ת שה״ש ד, ג ובכ״מ.
- 3תנה הודך על השמים · Psalms 8:2
- 4בקשו המלאכים אשר תנה הודך על השמים · Shabbat 88b:7
- 5אורייתא בלא דו״ר · Tikkunei Zohar, Tikkun 10 · 25b:12–14
- 6אורייתא בלא דו״ר לא פרחת לעילא · Tikkunei Zohar 25b:12–14
«Chiamato con il Mio Nome» e «per la Mia gloria» ¶5–10
5אך הענין הוא דכתיב כל הנקרא בשמי1 ולכבודי בראתיו כו׳. הנקרא בשמי הוא עולם האצילות שהוא נקרא בשמי ממש.
Ma il punto è [che] è scritto: «Chiunque è chiamato con il Mio Nome, e per la Mia gloria l’ho creato», ecc. «Chiamato con il Mio Nome» si riferisce al Mondo dell’Emanazione (Atzilus), che è davvero chiamato con il Mio Nome.
La risposta comincia con un versetto che distingue due categorie della creazione: coloro che sono «chiamati con il Mio Nome» e coloro che sono stati «creati per la Mia gloria». Atzilus, il mondo più elevato, è davvero «chiamato con il Mio Nome»: è esso stesso divino.
ששם שורה אור א״ס ב״ה ממש ומתייחדים עמו בתכלית היחוד דאיהו וחיוהי חד2 ואיהו וגרמוהי חד שהכל בטל ונכלל באור א״ס ב״ה ממש.
Poiché lì dimora proprio la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, e tutti sono uniti a essa nell’unità più assoluta, poiché «Egli e le Sue forze vitali sono uno, ed Egli e i Suoi recipienti sono uno»; tutto infatti è in stato di autoannullamento (bittul) ed è incluso proprio nella Luce Infinita, benedetto Egli sia.
In Atzilus dimora la Luce Infinita stessa e ogni cosa vi è completamente unita a essa. Tikkunei Zohar lo esprime così: in Atzilus D‑o è uno con le Sue «forze vitali» (chayohi), le luci, e con i Suoi «recipienti» (garmohi). Nulla vi si percepisce come separato.
ועל כולם נקרא שמו שכולם הם בבחי׳ א״ס. הגם שאין ערוך אליו ית׳ (וכנודע שאדם דאצילות נקר׳ [נקרא / נקראת / נקראות] אדם דעשיה בחי׳ עשי׳ [עשיה] גשמי׳ [גשמיים / גשמיות / גשמית]) ואפילו עולם האצילות אינו אלא זיו והארה כו׳.
E su tutti loro è invocato il Suo Nome, poiché sono tutti al livello dell’Infinito (Ein Sof). [Ciò avviene] benché non vi sia alcun paragone con Lui, benedetto Egli sia (e, com’è noto, Adam di Atzilus è chiamato Adam di Asiyah, il livello dell’Asiyah fisica), e persino il Mondo di Atzilus non è che una radianza e un’illuminazione, ecc.;
L’Alter Rebbe precisa questo punto: Atzilus non è comunque paragonabile a D‑o stesso. Come è noto dalla Kabbalah, persino «Adam di Atzilus» (la configurazione divina di quel mondo) è considerato, rispetto all’essenza di D‑o, alla stregua del mondo più basso, quello fisico. Atzilus è soltanto una radianza di D‑o, non la Sua essenza.
רק שההארה היורדת ונמשכת שם היא מתאחדת בלי שום פירוד והתחלקות עד שכולם מלאים מן ההארה ההיא. ואין שם תפיסת שום דבר זולת ההארה ההיא.
Tuttavia, l’illuminazione che discende e viene attirata lì è unita, senza alcuna separazione o divisione, finché tutti ne sono colmi. E lì nulla ha alcuna presa, se non quell’illuminazione.
Ciò che rende Atzilus unico è che vi si riceve questa radianza senza alcuna separazione o divisione: ogni cosa al suo interno ne è colma e nulla vi esiste come entità autonoma, distinta da essa.
Infatti, Atzilus deriva dal termine che significa «separare», come in «Egli separò (vayatzel) dallo spirito», ecc., a proposito di Moshe; il Targum lo rende con «e separò».
Il nome stesso Atzilus lo dimostra. Deriva dal versetto in cui D‑o «separò» (vayatzel) una parte dello spirito che era su Moshe e la diede ai settanta anziani; il Targum rende la parola con «e separò».
שבודאי לא נתן כל רוחו על הזקנים עד שהגיעו למעלתו ומדרגתו ממש אלא שהפריש מרוחו והוריד למטה שיתלבש במדת הזקנים כדי שיתעלו קצת ויוכלו שאת עמו כאחד והיו לאחדים. עם היות שאינם אחדות אחד במהותם ממש מ״מ יכולים הם להתאחד עמו.
Certamente egli non diede tutto il suo spirito agli anziani, così che essi raggiungessero la sua stessa statura e il suo stesso livello; piuttosto, separò [una parte] del suo spirito e la fece discendere in basso, affinché fosse rivestita della misura degli anziani, così che essi si elevassero un poco e potessero sostenere [il fardello] insieme a lui, come uno solo, «e divennero una cosa sola». Sebbene nella loro stessa essenza non costituiscano un’unica unità, possono tuttavia unirsi a lui.
Moshe certamente non diede agli anziani tutto il suo spirito, elevandoli al proprio livello. Piuttosto, una parte del suo spirito fu fatta discendere e adattata alla loro capacità, affinché potessero condividere il suo fardello e diventare «uno» con lui: non un’unica entità nella loro essenza, ma uniti a lui tramite la parte del suo spirito che avevano ricevuto.
Il paragrafo introduce la distinzione tra Atzilus, «chiamato con il Mio Nome», dove la luce divina è ricevuta in completa unità, e i mondi inferiori; spiega poi il nome Atzilus attraverso l’immagine dello spirito di Moshe «separato» per gli anziani.
Il Rebbe Maharash (Mayim Rabbim 5636, ch. 72) aggiunge che il «separare» di Atzilus è una rivelazione di un’illuminazione. Anche Pardes Rimmonim fa derivare Atzilus da «separerò (ve’atzalti) dallo spirito» e lo spiega con l’immagine di una candela che ne accende un’altra senza diminuire la fonte. La parentesi del testo — Adam di Atzilus è chiamato Adam di Asiyah — ricompare nel paragrafo 16, dove tutto Atzilus, il Mondo dei Berudim, è chiamato soltanto «Adam di Asiyah» in rapporto all’Infinito.
Marei mekomos
- 1כל הנקרא בשמי · Isaiah 43:7
- 2דאיהו וחיוהי חד · Tikkunei Zohar 3b:2–3
- 3אצילות מלשון הפרשה · ראה פרדס שט״ז פ״א. לקמן יד, א. ד״ה החודש הזה תרס״ו ואילך.
- 4אצילות מלשון הפרשה · Pardes Rimmonim 16:5–6
- 5ויאצל מן הרוח · Numbers 11:25
6והיינו שהם מיוחדים בזיו ואור הנמשך ממנו.
Vale a dire, essi sono uniti nello splendore e nella luce che vengono tratti da lui.
Gli anziani erano uniti a Moshe mediante lo splendore del suo spirito che giunse loro, sebbene non nella loro essenza.
כך עולם האצילות הוא שהאציל אור א״ס ב״ה והפריש זיו ואור בעולם ההוא שיהי׳ [שיהיה] יכולת בהם לקבל זיו ואור אוא״ס [אור אין סוף] ב״ה הזה בבחינת יחוד שיתייחד הכל בבחינת אור א״ס דהיינו בבחי׳ אור וזיו הנמשך ממנו.
Così è anche nel Mondo dell’Emanazione (Atzilus): la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, emanò e separò in quel mondo uno splendore e una luce, affinché in essi vi fosse la capacità di ricevere questo splendore e questa luce di Or Ein Sof, benedetto Egli sia, in uno stato di unità, così che tutto sia unito al livello di Or Ein Sof, cioè al livello della luce e dello splendore che vengono tratti da Lui.
Così è anche in Atzilus: la Luce Infinita «emanò», cioè pose da parte uno splendore e una luce in quel mondo, conferendogli la capacità di ricevere la luce di D‑o in uno stato di unità. Tutto ciò che vi si trova è unito all’Infinito (Ein Sof) — non alla Sua essenza, bensì allo splendore tratto da Lui.
Il paragrafo applica ad Atzilus l’analogia di Moshe e degli anziani: uno splendore della Luce Infinita viene distinto e accolto lì in perfetta unità.
7וענין היחוד הוא בב׳ בחינות איהו וחיוהי איהו וגרמוהי. חיוהי הם האורות1 דהיינו המקורות שמהן נתהוו חכמה וחסד כו׳
E l’unità consiste in due aspetti: «Egli e le Sue forze vitali» [e] «Egli e i Suoi recipienti». «Le Sue forze vitali» sono le luci, cioè le fonti da cui hanno avuto origine la sapienza (Chochmah) e la benevolenza (Chesed), ecc.;
L’unità del Mondo dell’Emanazione (Atzilus) ha due aspetti, corrispondenti alle due parti della formulazione dello Zohar. «Le Sue forze vitali» sono le luci, ossia le fonti da cui hanno origine le emanazioni divine (Sefiros), come Chochmah e Chesed.
והמקורות הם אורו׳ [אורות] וחיות. שבאורו׳ [שבאורות] לא שייך עדיין בחי׳ התחלקות פרטים להיות נק׳ בשם חכמה או חסד כו׳.
e le fonti sono luci e forza vitale. Infatti, nelle luci non si dà ancora una suddivisione in elementi particolari, tale che possano essere chiamate Chochmah o Chesed, ecc.
La luce in quanto tale è semplice e indivisa: al livello delle sole luci non vi sono ancora attributi distinti che possano essere chiamati «sapienza» o «benevolenza».
Il paragrafo comincia a definire le due componenti dell’unità di Atzilus, identificando «le Sue forze vitali» con le luci indivise.
Questa è la stessa interpretazione che l’Alter Rebbe dà in Iggeres HaKodesh 20: chayohi, «le Sue forze vitali», sono le luci, e garmohi, «i Suoi recipienti», sono i recipienti. Il Rebbe Maharash (Mayim Rabbim 5636, cap. 151) viene citato come ulteriore approfondimento.
Marei mekomos
- 1חיוהי הם האורות · ראה אגה״ק סי׳ כ, ובד״ה מים רבים תרלו פרק קנא.
E come viene spiegato altrove riguardo alle luci che «si scambiarono di posto»: la luce di benevolenza (Chesed) nel recipiente del rigore (Gevurah), ecc.
Un rimando a una discussione altrove: lo Zohar parla di luci che «si scambiarono di posto», con la luce di Chesed nel recipiente di Gevurah. Ciò è pertinente al punto appena esposto: una luce, in sé, non è ancora un attributo definito.
וגרמוהי הם הכלים המגבילים את האורות שע״י הכלים הם עולים בשם חכמה2 או חסד כו׳ ואעפ״כ [ואף על פי כן] שורה בהם אור א״ס בבחינת יחוד ונקרא חכמה דא״ס וחסד דא״ס כו׳.
E garmohi («i Suoi recipienti») sono i recipienti che pongono limiti alle luci: è attraverso i recipienti che esse prendono il nome di sapienza (Chochmah) o di Chesed, ecc. Ciononostante, la Luce Infinita (Or Ein Sof) dimora in essi in una condizione di unità, ed è chiamata la Chochmah dell’Infinito e il Chesed dell’Infinito, ecc.
I «Suoi recipienti» sono i recipienti che pongono limiti a ciascuna luce: è soltanto attraverso il suo recipiente che una luce viene chiamata «Chochmah» o «Chesed». Eppure, nel Mondo dell’Emanazione (Atzilus), Or Ein Sof dimora nei recipienti in perfetta unità con essi; perciò sono chiamati la Chochmah dell’Infinito e il Chesed dell’Infinito.
Poiché, sebbene sia chiamata con il nome di Chochmah, essa non è circoscritta da un nome che implichi limite e misura; è piuttosto come dice il detto: «Tu sei sapiente, ma non di una sapienza conosciuta», ecc.
Anche se le viene dato un nome, la Chochmah di Atzilus non è una sapienza limitata e misurabile. Nella preghiera di Eliyahu il profeta che apre Tikkunei Zohar («Patach Eliyahu»), ci si rivolge a D‑o dicendo che è sapiente «ma non con una sapienza conosciuta»: la Sua sapienza è una con Lui.
Il paragrafo definisce i «Suoi recipienti» come i recipienti che conferiscono alle luci i loro nomi distintivi e mostra che in Atzilus persino i recipienti rimangono uniti all’Infinito.
In Likkutei Torah (Vaetchanan), l’Alter Rebbe applica lo «scambio di posto» ai primi due paragrafi dello Shema: nel primo, la luce di Gevurah dimora nel recipiente di Chesed; nel secondo, la luce di Chesed dimora nel recipiente di Gevurah. Il Tzemach Tzedek precisa nel suo commento che il nome Chochmah o Chesed si riferisce alla luce e al recipiente insieme.
Marei mekomos
- 1וכמ״ש במ״א בענין האורות דאחליפו דוכתייהו · נתבאר בארוכה בלקו״ת ואתחנן יב, ד. סידור עם דא״ח קג, ג. סה״מ תקס״ז ע׳ רפה ואילך. ובשרש מצות התפלה קכ, א. אוה״ת בשלח ע׳ תקנז. המשך תער״ב ע׳ כ ואילך. ובספר הערכים-חב״ד כרך ד ע׳ רח. וראה באוה״ת בראשית כרך ו תתרמו, ב, בפי׳ תי׳ ”דוכתייהו”.
- 2שע״י הכלים הם עולים בשם חכמה או חסד · שקריאת שם זה הוא על האור והכלי — אוה״ת בראשית כרך ו תתרמו, ב.
- 3אנת הוא חכים · Tikkunei Zohar, Patach Eliyahu · 17b:3–4
- 4אנת הוא חכים ולא בחכמה ידיעא · Tikkunei Zohar 17b:3–4
9והוא המדע והוא הידוע12 כו׳ ולכן נק׳ עולם האצילות הנקרא בשמי ממש. אבל עולם הבריאה וממנו ולמטה נקרא לכבודי בראתיו כו׳.
Egli è la Conoscenza ed Egli è il Conosciuto, ecc. Perciò il Mondo dell’Emanazione (Atzilus) è chiamato proprio «chiamato con il Mio Nome». Il Mondo della Creazione (Beriah), invece, e tutto ciò che si trova da esso in giù, è chiamato «per la Mia gloria l’ho creato», ecc.
Il Rambam scrive che D‑o è il Conoscente, il Conosciuto e la Conoscenza stessa: la Sua sapienza non è qualcosa di separato da Lui. Per questo Atzilus è «chiamato con il Mio Nome». Da Beriah in giù, invece, i mondi sono soltanto «creati per la Mia gloria».
«Gloria» significa rivestimento, come nell’espressione di Eliyahu: «Hai predisposto loro delle vesti», ecc.
Qui «gloria» significa un indumento. Nella preghiera di Eliyahu, D‑o «predispose delle vesti» per le Sefiros; l’Alter Rebbe interpreta queste vesti come Beriah e i mondi che si trovano al di sotto di essa.
כמו לבוש שאינו מתאחד עם עצמיות כו׳ אלא אדרבה שהעצמיות מתכסה ומתעלם בהן לבלתי הגלות נגלות העצמי׳ [העצמיות] כמו שהוא ואין אור העצמות נראה אלא דרך לבוש זה
[È] come un indumento, che non è unito all’essenza, ecc.; al contrario, l’essenza è coperta e celata in essi, così che non si riveli apertamente com’è, e la luce dell’essenza non sia visibile se non attraverso questo indumento.
Un indumento non è tutt’uno con la persona che lo indossa; al contrario, la copre, così che la si vede soltanto attraverso di esso. Allo stesso modo, la luce dell’essenza di D‑o è nascosta in Beriah e vi è visibile soltanto attraverso il suo indumento.
ומ״מ לבושין תקינת לון כו׳ שהוא תקון כדי שיתגלה אור העצמיות דרך לבוש דוקא שבלתי לבוש לא היה עולם הבריאה יכול לקבל כו׳.
E tuttavia: «Hai predisposto (tikanta) loro delle vesti», ecc.; ciò è una rettificazione (tikkun), affinché la luce dell’essenza si riveli proprio attraverso un indumento, poiché senza un indumento il Mondo della Creazione non sarebbe in grado di ricevere, ecc.
Eppure, la parola usata da Eliyahu per «predisposto», tikanta, significa anche «rettificato» (tikkun): l’indumento è un beneficio, perché senza di esso Beriah non potrebbe ricevere affatto la luce divina.
Il paragrafo contrappone Atzilus, dove la sapienza di D‑o è una con Lui, a Beriah e ai mondi inferiori, dove la Sua luce viene ricevuta soltanto attraverso un «indumento» che al tempo stesso la nasconde e la rende ricevibile.
Nella nota a Tanya ch. 2 l’Alter Rebbe cita questa stessa idea del Rambam — «Egli e la Sua sapienza sono uno» — osservando che i cabalisti concordavano e che, secondo l’Arizal, ciò si applica alla Luce Infinita (Or Ein Sof) rivestita nei recipienti di Atzilus, ma non al di sopra di esso.
Marei mekomos
- 1והוא המדע והוא הידוע · Tanya, Likkutei Amarim 2:4–5
- 2והוא המדע והוא הידוע · Mishneh Torah, Foundations of the Torah 2:10
- 3וכמאמר אליהו · ת״ז בהקדמה.
- 4לבושין תקינת לון · Tikkunei Zohar 17a:15–16
E poiché la luce dell’essenza si rivela in questo rivestimento, perciò è scritto: «E l’esercito dei cieli si prostra davanti a Te» — poiché sono in uno stato di autoannullamento, ecc.
Poiché la luce di D‑o si rivela attraverso questo rivestimento, gli angeli del Mondo della Creazione (Beriah) — «l’esercito dei cieli» — si prostrano davanti a Lui: si trovano in uno stato di autoannullamento davanti alla luce che percepiscono.
ומחמת שאינו מתגלה אלא בבחי׳ לבוש לכך הם בבחי׳ פירוד ומשם יפרד2 טורי דפרודא כו׳ שאינם מתאחדים כבאצילות:
E poiché essa si rivela soltanto sotto forma di rivestimento, essi si trovano perciò in uno stato di separazione e «da lì si divide» — i monti della separazione, ecc. — poiché non sono uniti come nel Mondo dell’Emanazione (Atzilus).
Ma poiché la luce giunge loro soltanto attraverso un rivestimento, essi rimangono esseri separati. Il versetto sul fiume che «da lì si divide» in quattro capi indica il punto in cui comincia la separazione, il regno chiamato in aramaico «i monti della separazione»; a differenza di Atzilus, gli esseri di Beriah non sono uniti a D‑o.
Il paragrafo trae la conseguenza: gli esseri di Beriah sono in uno stato di autoannullamento davanti alla luce di D‑o, eppure restano separati da essa, poiché la ricevono soltanto attraverso un rivestimento.
Marei mekomos
- 1וצבא השמים · Nehemiah 9:6
- 2ומשם יפרד · Genesis 2:10
Tohu e Tikkun: gli angeli e i mondi inferiori ¶11–14
11והנה נודע עבודת המלאכים1 שעומדים מששת ימי בראשית ברום עולם ומשמיעים ביראה כו׳ אריה שאג2 הוא מיכאל פני אריה אל הימין3 וכד איהו שאיג שאגין לגבי׳ ש״ע [ש״ע (370)] אלפין אריות כו׳ שהן מחנה מיכאל כו׳.
Ora, è noto il servizio degli angeli: essi stanno, fin dai sei giorni della Creazione, nelle altezze del mondo e proclamano con timore reverenziale, ecc. «Un leone ha ruggito» — questo è Michael, «il volto di un leone a destra»; e quando egli ruggisce, trecentosettantamila leoni ruggiscono verso di lui, ecc.; questi costituiscono l’accampamento di Michael, ecc.
Il servizio degli angeli è descritto nelle preghiere del mattino: essi stanno «nelle altezze del mondo» e proclamano con timore reverenziale la santità di D‑o. L’Alter Rebbe aggiunge un insegnamento in aramaico: «Un leone ha ruggito» si riferisce all’angelo Michael, che nella visione di Ezekiel del Carro Divino (merkavah) è il volto di leone a destra; quando ruggisce, i 370.000 leoni del suo accampamento ruggiscono insieme a lui.
Il paragrafo introduce il servizio degli angeli — il loro ruggire in lode a D‑o — come prossimo argomento d’indagine.
Il Tzemach Tzedek (Or HaTorah, Yisro) osserva che ciò va conciliato con quanto Torah Ohr afferma più avanti (Ki Sisa 86a) riguardo agli angeli. Altrove in Torah Ohr (Mishpatim), l’accampamento di Michael, il volto di leone del Carro, è collocato nel Mondo del Trono, cioè il Mondo della Creazione (Beriah) — che, in rapporto a ciò che è al di sopra, è considerato «senza conoscenza (Daas)».
Marei mekomos
- 1והנה נודע עבודת המלאכים · ראה באוה״ת פ׳ יתרו ע׳ תשמח שצ״ע למה שכתוב לקמן פו, א. וראה בסידור שער הק״ש בד״ה להבין ההפרש בין ק״ש לתפלה.
- 2ארי׳ שאג · Amos 3:8
- 3פני אריה אל הימין · Ezekiel 1:10
12וצריך להבין מהו עבודתם ואיך נחשבת עבודה להם מה שבטלים בהשגתם חיותם וקיומם מאין ליש מאחר שכך היא השגתם ולמה שואגים ומרעישים. איזה חידוש נתחדש להם בהשגתם זו ומה הם משתוקקים ונכספים.
Dobbiamo comprendere quale sia il loro servizio, e in che modo sia considerato un servizio per loro il fatto che siano annullati mediante la loro comprensione [di come] la loro vita e la loro esistenza [provengano] dal nulla al qualcosa, poiché questa è [semplicemente] la loro comprensione. E perché ruggiscono e fanno tanto clamore? Quale novità si è rivelata loro in questa loro comprensione, e che cosa bramano e desiderano ardentemente?
La domanda è: gli angeli percepiscono naturalmente come la loro esistenza provenga da D‑o, dal nulla, e perciò sono annullati davanti a Lui. Se questo è semplicemente nella loro natura, in che modo costituisce un «servizio»? E perché ruggiscono con tanto clamore: quale novità percepiscono e che cosa desiderano ardentemente?
אך הענין הוא כי הנה עולם האצילות הוא עולם התקון שנתקן כבר להיות האורות והכלים בבחי׳ איהו וגרמוהי חד כו׳ כנ״ל. משא״כ עולמו׳ [עולמות] בי״ע הם משבה״כ [משבירת הכלים] שבעולם התהו שנפלו בבי״ע.
La questione è la seguente: il Mondo dell’Emanazione (Atzilus) è il Mondo del Tikkun (Rettificazione), già rettificato, cosicché le luci e i recipienti (Oros veKeilim) si trovano nella condizione di «Egli e i Suoi recipienti (ihu vegarmohi) sono uno», ecc., come menzionato sopra. Non è così per i mondi della Creazione (Beriah), della Formazione (Yetzirah) e dell’Azione (Asiyah), che provengono dalla rottura dei recipienti del Mondo del Tohu, caduti nei mondi della Creazione, della Formazione e dell’Azione.
La risposta comincia spiegando che Atzilus è il «Mondo del Tikkun» (Rettificazione), nel quale le luci e i recipienti sono già uno. Beriah, Yetzirah e Asiyah, invece, contengono i frammenti dei recipienti del precedente Mondo del Tohu (caos), che si spezzarono perché le loro luci erano troppo intense per essi, e caddero in questi mondi inferiori.
Il paragrafo domanda quale sia il risultato del servizio degli angeli e comincia a rispondere introducendo la dottrina cabbalistica del Tohu e del Tikkun: i mondi inferiori contengono i recipienti spezzati del Tohu e hanno bisogno di essere rettificati.
Pertanto è necessario un servizio completo, che faccia discendere in essi un aspetto di rettificazione (tikkun) dal Mondo dell’Emanazione (Atzilus), affinché anch’essi siano elevati e si unifichino.
Poiché i mondi inferiori sono composti dai frammenti spezzati di Tohu [il caos], necessitano di un «servizio completo»: uno sforzo che faccia discendere in essi l’ordine rettificato di Atzilus, affinché anch’essi si elevino e si unifichino con la divinità.
ולא די באור וחיות הנמשך דרך מסך והתלבשות כסדר ירידת והשתלשלו׳ [והשתלשלות] המדר׳ כמו שהוטבע בטבע יצירת העולם להיות מדרגה אחר מדרגה אבי״ע [אצילות בריאה יצירה עשיה] שעולם הבריאה הוא בבחי׳ פירוד טורי דפרודא כו׳. אלא צריך להמשיך אור חדש מלמעלה עד שיוכלל עולם הבריאה בבחינת עולם האצילות ממש.
E non è sufficiente [avere] la luce e la forza vitale che discendono attraverso uno schermo e un rivestimento, secondo l’ordine della discesa e della catena discendente dei mondi (hishtalshelus), come fu inscritto nella natura della formazione del mondo: una gradazione dopo l’altra — il Mondo dell’Emanazione (Atzilus), il Mondo della Creazione (Beriah), il Mondo della Formazione (Yetzirah) e il Mondo dell’Azione (Asiyah) — cosicché il Mondo della Creazione (Beriah) si trova in uno stato di separazione, «i monti della separazione», ecc.; occorre invece far discendere dall’Alto una nuova luce, finché il Mondo della Creazione (Beriah) non sia incluso nel livello stesso del Mondo di Atzilus.
Il flusso ordinario della vita divina verso Beriah — schermato e rivestito, gradazione dopo gradazione, secondo quanto è inscritto nella creazione — non è sufficiente, perché secondo quest’ordine naturale Beriah rimane un regno separato, «i monti della separazione». Occorre invece una nuova luce dall’Alto, che elevi Beriah fino all’unità stessa di Atzilus.
Infatti i mondi di Beriah, Yetzirah e Asiyah sono [quelli] «che D‑o ha creato per fare»: per rettificare ciò che non fu rettificato in questo modo nell’ordine della catena discendente dei mondi al momento della creazione del mondo.
Questo è il significato di «che D‑o ha creato per fare»: secondo il Midrash, tutto ciò che fu creato nei sei giorni necessita ancora di essere «fatto» (persino l’uomo necessita di tikkun); i mondi inferiori furono creati per essere rettificati, completando ciò che l’ordine della creazione aveva lasciato incompiuto.
וגם עולם העשי׳ [העשיה] שהוא התחתון מכולם מלך בעל חנן בן עכבור5 הנה אח״ז [אחר זה] וימלך תחתיו הדר6 כו׳ שהוא עולם התקון.
E anche per il Mondo dell’Azione (Asiyah), che è il più basso di tutti, [si dice:] «Baal Chanan figlio di Achbor regnò»; ed ecco, dopo questo, «e Hadar regnò al suo posto», ecc., che è il Mondo del Tikkun.
La Kabbalah interpreta l’elenco dei re di Edom «che regnarono prima che un re regnasse su Israele» come il Mondo di Tohu: ciascun re «regnò e morì», in un collasso. Dell’ultimo, Hadar, non si dice che sia morto, ed egli segna l’inizio del Tikkun. L’Alter Rebbe associa Baal Chanan, il re che lo precedette, ad Asiyah, il mondo più basso, mostrando che anche Asiyah è destinato al Tikkun.
וזהו דרך כלל כל העבודה בעולמות בי״ע להיות שהם מבחי׳ שבה״כ [שבירת הכלים] שנפלו מעולם התהו בבי״ע וצריכים תקון להתעלות ולהתכלל באצילות. והתקון הוא על ידי עבודה:
E questo, in generale, è tutto il servizio nei mondi di Beriah, Yetzirah e Asiyah: poiché essi provengono dalla rottura dei recipienti caduti dal Mondo di Tohu in Beriah, Yetzirah e Asiyah, necessitano di rettificazione per essere elevati e inclusi in Atzilus. E la rettificazione si realizza mediante il servizio.
Questo riassume tutto il servizio nei mondi inferiori: essi contengono i recipienti spezzati di Tohu e devono essere rettificati, così da elevarsi ed essere inclusi in Atzilus; questa rettificazione si realizza soltanto mediante il servizio.
Il paragrafo definisce il compito del servizio nei mondi inferiori: far discendere da Atzilus una nuova luce che rettifichi i recipienti caduti di Tohu ed elevi Beriah, Yetzirah e Asiyah nell’unità di Atzilus.
L’accostamento di «fare» a «rettificare» segue il Midrash, secondo cui tutto ciò che fu creato nei sei giorni necessita di essere ulteriormente «fatto» — persino l’uomo necessita di tikkun; la nota di Kehot rimanda al commento di Rashi a quel Midrash. L’interpretazione kabbalistica dei re di Edom come Mondo di Tohu proviene dallo Zohar e dall’Arizal.
Marei mekomos
- 1ולכן צ״ל עבודה תמה · ראה במאמרי אדמו״ר הזקן תקס״ח בד״ה ועבדתם, ובאוה״ת פ׳ משפטים ד״ה ועבדתם ע׳ א׳רכב.
- 2אשר ברא ה׳ לעשות · Genesis 2:3
- 3לעשות ולתקן · ראה פרש״י לבראשית רבה יא, ז.
- 4לעשות ולתקן · Bereshit Rabbah 11:6
- 5מלך בעל חנן בן עכבור · Genesis 36:38
- 6וימלך תחתיו הדר · Genesis 36:39
14והנה בעוה״ז הגשמי שהוא מגושם כמו עפר מן האדמה ואעפ״כ [ואף על פי כן] מפני שיש בו חיות רוחני מעפר העליון שבעולם התהו שלפני אצי׳ יש בו יכולת להתתקן.
Ora, questo mondo fisico è grossolano come la polvere della terra; tuttavia, poiché possiede una forza vitale spirituale proveniente dalla polvere superna del Mondo di Tohu [caos], che precede il Mondo dell’Emanazione (Atzilus), ha la capacità di essere rettificato.
Anche il nostro mondo grossolano e fisico può essere rettificato, perché la sua forza vitale deriva dalla «polvere superna» di Tohu: il livello più basso di quel mondo elevatissimo, che si trova al di sopra di Atzilus. Quanto più elevata è la fonte di una cosa, tanto più in basso essa cade; eppure conserva il potenziale per essere restaurata.
והנה ענין התקון היינו בירור הרע מן הטוב להסיר הסיגי׳ והפסולת כדי שיוכל הטוב לעלות.
Il significato della rettificazione è la separazione del male dal bene: rimuovere le scorie e i residui, affinché il bene possa ascendere.
Rettificare significa «raffinare»: separare il bene dal male con cui è mescolato, come nella fusione dei metalli si rimuovono le scorie, affinché il bene possa risalire alla propria fonte.
Il paragrafo spiega perché anche il mondo fisico può essere rettificato: la sua forza vitale deriva dal sublime Mondo di Tohu. Definisce poi la rettificazione come il raffinamento del bene dal male.
Due fasi di raffinamento ¶15–18
15והנה בבריאה רובו טוב12 כו׳ עד בעשי׳ [בעשיה] רובו רע ומעורב כו׳. וצריך עבודה תמה גם לבחי׳ זו להפריד הרע
Ora, nel Mondo della Creazione (Beriah) la maggioranza è buona, ecc., fino al Mondo dell’Azione (Asiyah), dove la maggioranza è malvagia e mescolata, ecc. Anche per questo livello è necessario un servizio completo, per separare il male.
I mondi inferiori differiscono per la quantità di male mescolata in essi: in Beriah prevale il bene, e così via, fino ad Asiyah, dove prevale il male, mescolato al bene. Separare il male richiede anche a questo livello un servizio completo.
ובירור זה נעשה ע״י סדר התפלה שעד״ז נתקן כל סדר התפלה והיינו ע״י בחי׳ רצוא אם ישים אליו לבו3 כו׳.
E questa raffinazione si compie attraverso l’ordine della preghiera, poiché l’intero ordine della preghiera è stato istituito secondo questa impostazione; cioè attraverso l’aspetto del ratzo (slancio in avanti), [come in] «Se volge a Lui il suo cuore», ecc.
Questa raffinazione si compie attraverso la preghiera, il cui intero ordine è stato istituito a questo scopo, mediante il ratzo, il «correre» dell’anima verso D‑o. Il maamar interpreta le parole di Job riferite all’adorante: «se volge a Lui il suo cuore», il suo spirito e la sua anima anelano a essere raccolti presso di Lui.
Il paragrafo afferma che la separazione del bene dal male nei mondi inferiori si compie attraverso la preghiera, mediante il ratzo dell’anima, cioè il suo anelito a unirsi a D‑o.
L’Etz Chaim dell’Arizal descrive i diversi gradi del bene e del male nei mondi; la nota di Kehot rimanda inoltre a Likkutei Torah e a Likkutei Sichos per questo schema.
Marei mekomos
- 1בריאה רובו טוב · עץ חיים שער מ״ב פ״ד, שם שער מ״ז פ״ד. לקו״ת במדבר ג, ד. ובכ״מ (לקוטי שיחות ח״א ע׳ 52).
- 2בבריאה רובו טוב · Sefer Etz Chaim 47:4–5
- 3אם ישים אליו לבו · Job 34:14
16ורצוא זה היינו מ״ש כי בכה ארוץ1 כו׳ אדלג שור. שור פי׳ חומה דהיינו בחי׳ מקיפים ואדלג שור ר״ל [רוצה לומר] שאדלג למעלה מבחי׳ כל המקיפים מחמת בחי׳ רצוא לדבקה בו בא״ס ב״ה ממש
E questo ratzo [slancio] è quanto è scritto: «Per mezzo di Te corro [attraverso] una schiera», ecc., «scavalco un muro (shur)». Shur significa muro, cioè il livello delle [luci] avvolgenti (makifim); «scavalco un muro» significa che, in virtù del ratzo, mi slancio al di sopra del livello di tutte le [luci] avvolgenti, per aderire a Lui — all’Infinito (Ein Sof), benedetto Egli sia, a Lui stesso,
Le parole di re David «scavalco un muro» descrivono il ratzo. Il «muro» sono i makifim, le luci avvolgenti che circondano i mondi; nel suo anelito, l’anima balza persino al di là di esse, cercando di aderire all’essenza infinita stessa di D‑o.
שהוא למע׳ [למעלה] מגדר עלמין ואינו לא בבחי׳ ממלא ולא בבחי׳ סובב כו׳ וכל עולם האצי׳ עולם הברודים נקרא אדם דעשיה בלבד ואדם דיצירה עולם הנקודים כו׳.
il quale è al di sopra della categoria dei mondi e non è né al livello della luce che riempie tutti i mondi (memalei kol almin), né al livello della luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin), ecc. E l’intero Mondo dell’Emanazione (Atzilus), il Mondo di Berudim, è chiamato soltanto Adam del Mondo dell’Azione (Asiyah); e Adam del Mondo della Formazione (Yetzirah) [è] il Mondo dei Nekudim, ecc.
Quell’essenza è al di là di tutti i mondi — sia al di là di memalei kol almin, la luce che li riempie, sia di sovev kol almin, la luce che li circonda. Rispetto a essa, persino Atzilus (il Mondo di Berudim, il mondo «screziato» di Tikkun) è considerato soltanto il livello più basso, «Adam di Asiyah», e il precedente Mondo di Nekudim è «Adam di Yetzirah».
Il paragrafo descrive il ratzo della preghiera come un balzo oltre ogni livello della rivelazione divina, persino oltre le luci avvolgenti, verso l’essenza di D‑o, rispetto alla quale persino Atzilus è infimo.
Secondo lo schema dell’Arizal, i mondi di Akudim, Nekudim e Berudim (quest’ultimo è Atzilus) emersero in successione. Il testo li colloca, in rapporto all’Infinito, a livelli di «Adam», così che Nekudim è soltanto «Adam di Yetzirah» e Atzilus soltanto «Adam di Asiyah» (cfr. la parentesi nel paragrafo 5).
Marei mekomos
- 1כי בכה ארוץ · II Samuel 22:30
E da questo ratzo [slancio verso l’Alto] «saranno dispersi (yisparedu) tutti coloro che operano l’iniquità», come è scritto: «L’esaltazione di D‑o è nelle loro gole, e una spada a doppio taglio è nella loro mano, per eseguire vendetta sulle nazioni», ecc.
Questo ratzo è ciò che separa il male dal bene. Nel Salmo 92 si dice: «saranno dispersi tutti coloro che operano l’iniquità» (yisparedu, che significa chiaramente «dispersi»), espressione che è alla radice della «separazione» (perud) del bene dal male di cui parla il maamar; nel Salmo 149 si dice che coloro che hanno «l’esaltazione di D‑o nelle loro gole» tengono in mano «una spada a doppio taglio»: la lode dell’elevatezza di D‑o è essa stessa l’arma che recide il male.
ועד״ז הוא כל סדר תפלה שהיא בכללה רוממות אל כו׳ ולכן בה ועל ידה נעשה הבירור והפירוד הטוב מהרע וזו היא עבודת התפל׳ ברצוא שהיא בירור המ״ן [המיין נוקבין].
E così è per l’intero ordine della preghiera, che nel suo complesso è «l’esaltazione di D‑o», ecc.; perciò in essa e attraverso di essa si compiono il raffinamento e la separazione del bene dal male. Questo è il servizio della preghiera con ratzo, che consiste nel raffinamento delle mayin nukvin (acque femminili).
L’intera preghiera è «l’esaltazione di D‑o» e, perciò, è il mezzo per separare il bene dal male. In termini cabalistici, questo è il raffinamento delle mayin nukvin, le «acque femminili»: un risveglio e un’elevazione dal basso.
אבל בירור המ״ד [המיין דוכרין] שהיא ההמשכ׳ [ההמשכה / ההמשכת] עליונה שמעולם האצי׳ להיות ביטול והתכללות כבאצי׳ ממש בחי׳ יחוד עליון אשר שם איהו וחיוהי חד איהו וגרמוהי חד חד ממש.
Ma il raffinamento delle mayin dechurin (acque maschili) — che consiste nella discesa dall’Alto proveniente dal Mondo di Atzilus, affinché vi siano autoannullamento (bittul) e inclusione come nel Mondo di Atzilus stesso, il livello dell’unità superiore, dove «Egli e le Sue forze vitali sono uno, Egli e i Suoi recipienti sono uno», in perfetta unità —
Il processo complementare è quello delle mayin dechurin, le «acque maschili»: un flusso dall’Alto, da Atzilus, che conduce i mondi inferiori alla piena unità di Atzilus, dove le luci e i recipienti sono completamente uniti a D‑o.
זה נעשה ע״י תורה ומצות שהן הן המשכות מבחי׳ יחוד עליון דאורייתא וקוב״ה [וקודשא בריך הוא] כולא חד.
si compie attraverso la Torah e le mitzvos, che sono appunto discese dall’Alto provenienti dal livello dell’unità superiore, poiché «la Torah e il Santo, benedetto Egli sia, sono un’unica cosa».
Questo flusso dall’Alto giunge attraverso la Torah e le mitzvos, perché esse provengono proprio da quell’unità superiore: lo Zohar dice che «la Torah e il Santo, benedetto Egli sia, sono un’unica cosa».
Il paragrafo distingue due stadi del raffinamento: la preghiera (ratzo, mayin nukvin), che separa dal basso il bene dal male, e la Torah e le mitzvos (mayin dechurin), che fanno discendere dall’Alto l’unità di Atzilus.
Marei mekomos
- 1יתפרדו כל פועלי און · Psalms 92:10
- 2רוממות אל בגרונם · Psalms 149:6
- 3לעשות נקמה בגוים · Psalms 149:7
18ורמ״ח פקודים הם רמ״ח אברין דמלכא1 אברין ממש שהן כלים לאור וחיות הנמשך ומלובש ומתפשט בהם מאא״ס [מאור אין סוף] ב״ה ממש
E le 248 mitzvos sono le 248 «membra del Re» — membra vere e proprie, che fungono da recipienti per la luce e la forza vitale che vengono attratte, rivestite e si diffondono in esse dalla Luce Infinita (Or Ein Sof) stessa, benedetto Egli sia;
Il Tikkunei Zohar chiama le 248 mitzvos positive le 248 «membra del Re». Come le membra di una persona sono recipienti per la sua anima, così ogni mitzvah è un recipiente per la luce e la forza vitale proprie di D‑o: davvero le Sue «membra».
אלא שירדו ונתלבשו בעניינים גשמיים בשביל גשמיות העוה״ז וחומריותו כדי להעלותם ושתכלל גם חיות גשמיו׳ [גשמיות] העוה״ז באור וחיות העליון ולכך הוצרך חיות העליון לירד ולהתגשם כ״כ [כל כך].
solo che esse sono discese e si sono rivestite di realtà materiali per amore della fisicità e della materialità di questo mondo, allo scopo di elevarle e affinché anche la forza vitale della fisicità di questo mondo fosse inclusa nella luce e nella forza vitale superne. Perciò la forza vitale superna dovette discendere e diventare così materiale.
Le mitzvos si sono rivestite di oggetti fisici — tefillin (filatteri) di cuoio, tzitzis (frange rituali) di lana — per uno scopo: elevare la fisicità stessa e includerne la forza vitale nella luce superna. Ecco perché la forza vitale divina dovette discendere così in basso.
Il paragrafo spiega che le mitzvos sono recipienti per la luce stessa di D‑o, rivestita di realtà materiali allo scopo di elevare il mondo fisico.
Marei mekomos
- 1ורמ״ח פקודים הם רמ״ח אברין דמלכא · Tikkunei Zohar 74a:5
Perché la Torah supera l’amore e il timore reverenziale dell’anima ¶19–21
19ובזה יובן יתרון ומעלת עסק התורה וקיום המצות בעוה״ז יותר מדו״ר [מדחילו ורחימו] של הנשמה טרם ירידתה
E con ciò si comprenderà il vantaggio e la superiorità del dedicarsi alla Torah e dell’adempiere le mitzvos in questo mondo rispetto all’amore e al timore reverenziale (ahavah veyirah) dell’anima prima della sua discesa.
Ora si può rispondere alla domanda iniziale: perché la Torah e le mitzvos in questo mondo superano l’amore e il timore reverenziale dell’anima prima che discendesse.
כי הנשמה עם היות שהדו״ר [שהדחילו ורחימו] שלה גבוהים ונעלים מאד ביתר שאת אפי׳ [אפילו] מן המלאכים שבעולם ההוא בכל עולם ועולם לפי מה שהוא כנודע שהמלאכים הם מחיצוניות העולמות והנשמות הן מבחי׳ פנימיות.
Poiché l’anima, benché il suo amore e il suo timore reverenziale siano molto elevati e sublimi, in misura straordinaria, persino più elevati di quelli degli angeli in quel mondo, in ciascun mondo secondo il suo rispettivo livello, come è noto: gli angeli provengono dalla dimensione esteriore (chitzoniyus) dei mondi, mentre le anime provengono dal livello della dimensione interiore (pnimiyus) —
L’amore e il timore reverenziale dell’anima in Alto sono molto elevati, persino più di quelli degli angeli in ciascun mondo, perché gli angeli derivano dall’aspetto esteriore dei mondi, mentre le anime derivano dal loro aspetto interiore.
עכ״ז [עם כל זה] מאחר שהנשמה היא בחי׳ נברא ומחודש יש מאין אינה מיוחדת במאצילה ב״ה כיחוד תורה ומצות דאורייתא וקוב״ה [וקודשא בריך הוא] כולא חד1 ממש ורמ״ח מצות הן רמ״ח אברין דמלכא2 ממש שהן הן חכמתו ורצונו ממש והוא המדע כו׳.3
nondimeno, poiché l’anima è un essere creato, portato all’esistenza dal nulla, non è unita al suo Emanatore, benedetto Egli sia, come lo sono la Torah e le mitzvos, poiché «la Torah e il Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), sono un tutt’uno» — proprio un tutt’uno — e le 248 mitzvos sono veramente le 248 membra del Re, poiché esse sono la Sua stessa sapienza e volontà, ed Egli è la Conoscenza, ecc.
Nondimeno, l’anima è un essere creato, portato all’esistenza dal nulla, e perciò non è un tutt’uno con D‑o. La Torah e le mitzvos, invece, sono la sapienza e la volontà stesse di D‑o, una cosa sola con Lui, come lo è con Lui «Egli è la Conoscenza». Pertanto, la Torah e le mitzvos in questo mondo realizzano un’unione con D‑o che nessuna anima creata, per quanto elevata, potrebbe raggiungere da sé.
Il paragrafo risolve la prima domanda: l’amore e il timore reverenziale dell’anima sono i sentimenti di un essere creato, mentre la Torah e le mitzvos sono la sapienza e la volontà stesse di D‑o, completamente unite a Lui.
Marei mekomos
- 1דאורייתא וקוב״ה כולא חד · נסמן לקמן נז, ג.
- 2רמ״ח מצות הן רמ״ח אברין דמלכא · Tikkunei Zohar 74a:8
- 3ורמ״ח פקודין הם רמ״ח אברין · Tikkunei Zohar, Tikkun 30 · 74a:8
20ומ״מ אורייתא בלא דו״ר [דחילו ורחימו] לא פרחא לעילא12 כי מאחר שירדה ונתלבשה בעניינים גשמיים הרי היא מקושרת למטה והרי היא בבחי׳ ירידה מאור פניו ית׳.
Tuttavia, la Torah senza timore e amore non vola verso l’Alto. Poiché è discesa e si è rivestita di realtà materiali, è legata in basso e si trova in uno stato di discesa dalla luce del Suo volto, benedetto Egli sia.
Ora la seconda domanda: perché la Torah senza amore e timore reverenziale non «vola verso l’Alto»? Poiché la Torah è discesa e si è rivestita di realtà materiali, è legata al mondo inferiore e si trova in uno stato di discesa dal volto di D‑o.
אבל ע״י דו״ר [דחילו ורחימו] הנה הוא ממשיך אור א״ס ב״ה המלובש בתורה בבחי׳ יחוד גמור להיות אורייתא וקוב״ה [וקודשא בריך הוא] כולא חד וכנודע מ״ש במ״א בענין עסק התורה לשמה דע״ז אמרו מעלה אני עליהם כאלו עשאוני.3
Ma attraverso il timore e l’amore si fa discendere la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, che è rivestita nella Torah, in uno stato di unità completa, così che «la Torah e il Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), sono tutt’uno». E [ciò è] come è noto da quanto è spiegato altrove riguardo allo studio della Torah per se stessa, a proposito del quale [i Saggi] dissero: «Lo considero per loro come se Mi avessero fatto».
L’amore e il timore fanno discendere nella rivelazione l’Or Ein Sof celato nella Torah, realizzando un’unità completa con D‑o. Dunque l’amore e il timore non sono superiori alla Torah: sono il mezzo che rivela la Divinità già presente in essa. Viene citato l’insegnamento dei Saggi sullo studio della Torah «per se stessa»: D‑o dice: «Lo considero come se Mi avessero fatto».
עשאוני ממש שע״י עסק התורה נמשך הוי״ו של שם הוי״ה ב״ה שהוא ת״ת [תפארת] וע״י המצות וכללותן היא מצות הצדקה נמשך ה״א של שם הוי״ה כנודע
«Mi hanno fatto» in senso letterale: poiché attraverso lo studio della Torah si fa discendere la vav del Nome Havayah, benedetto Egli sia, che è la bellezza (Tiferes); e attraverso le mitzvos — la cui espressione complessiva (klalus) è la mitzvah della carità — si fa discendere la hei del Nome Havayah, come è noto.
L’Alter Rebbe intende «Mi hanno fatto» in senso letterale: lo studio della Torah fa discendere la vav del Nome divino Havayah (Tiferes), mentre le mitzvos — riassunte nella carità — fanno discendere la sua hei. In questo modo, la Torah e le mitzvos «costruiscono» il Nome divino.
ודרך כלל ע״י תורה ועבוד׳ וגמ״ח [וגמילות חסדים] נמשכו ג׳ קווין חח״ן [חכמה חסד נצח] בימין כו׳ והן ג׳ ווי״ן מויסע ויבא ויט כו׳ שהווי״ן הם המשכות מהיודי״ן שבראש הווי״ן כו׳:
E in generale, attraverso la Torah, il servizio e gli atti di benevolenza vengono fatte discendere le tre linee — la sapienza (Chochmah), la benevolenza (Chesed) e la vittoria (Netzach) sul lato destro, ecc. —; esse sono le tre vav di «Vayisa», «Vayavo», «Vayet», ecc., poiché le vav sono flussi che discendono dalle yud poste alla testa delle vav, ecc.
Più in generale, i tre pilastri del mondo — Torah, servizio (preghiera) e atti di benevolenza — fanno discendere le tre «linee» delle emanazioni divine (Sefiros), come la linea destra di Chochmah, Chesed e Netzach. Esse corrispondono ai tre versetti che iniziano con «Vayisa», «Vayavo», «Vayet» (Esodo 14:19–21), ciascuno dei quali inizia con la lettera vav, la cui forma rappresenta il flusso discendente della yud posta alla sua sommità.
Il paragrafo risponde alla seconda domanda: l’amore e il timore non superano la Torah, bensì rivelano l’Or Ein Sof celato in essa; in questo modo, lo studio della Torah e le mitzvos «fanno» il Nome di D‑o, facendo discendere le lettere di Havayah e le linee delle Sefiros.
I tre versetti Vayisa, Vayavo e Vayet (Esodo 14:19–21), ciascuno composto da 72 lettere, sono la fonte del Nome di 72 lettere nella Kabbalah; l’Alter Rebbe collega le loro tre vav iniziali alle tre linee delle Sefiros fatte discendere attraverso la Torah, la preghiera e gli atti di benevolenza.
Marei mekomos
- 1אורייתא בלא דו״ר לא פרחא לעילא · Tikkunei Zohar, Tikkun 10 · 25b:12–14
- 2אורייתא בלא דו״ר לא פרחא לעילא · Tikkunei Zohar 25b:12–14
- 3מעלה אני עליהם כאלו עשאוני · Zohar III, 113a
21והנה בבחי׳ זו ארץ קדמה לשמים.1 ארץ הוא בחי׳ רצוא שבתפלה דהיינו בירור המ״ן [המיין נוקבין] תחלה ואח״כ שמים היינו השפעת המ״ד [המיין דוכרין] ע״י תו״מ [תורה ומצות]
Ora, sotto questo aspetto, la terra precedette i cieli. La «terra» è l’aspetto del ratzo [slancio] nella preghiera, cioè il raffinamento dei mayin nukvin [acque femminili], anzitutto; e poi i «cieli», cioè il conferimento dei mayin dechurin [acque maschili] attraverso la Torah e le mitzvos.
I Saggi discussero se il cielo o la terra fosse stato creato per primo; Beis Hillel disse che la terra venne per prima. Anche nel servizio divino, la «terra» — il ratzo della preghiera, il raffinamento dei mayin nukvin dal basso — viene per prima (il maamar precedente collega eretz, «terra», a ratz, «correre»), e poi vengono i «cieli»: l’influsso dall’Alto, i mayin dechurin, fatto discendere attraverso la Torah e le mitzvos.
Poiché i cieli sono l’aspetto di coloro che conferiscono, come è scritto: «Colui che copre i cieli di nubi, che prepara la pioggia per la terra», ecc., [e] «della pioggia dei cieli», ecc.,
Il cielo è per sua natura un donatore: il salmo descrive D‑o che copre i cieli di nubi per far cadere la pioggia sulla terra, e la Terra d’Israele che «beve l’acqua della pioggia dei cieli».
להיות המ״ד [המיין דוכרין] מברר את המ״ן [המיין נוקבין] להעלות עד שיוכלל גם בחי׳ העשיה בבחי׳ אצי׳ דאיהו וחיוהי חד כו׳.
così che i mayin dechurin raffinino i mayin nukvin ed elevino [i mayin nukvin], finché anche il livello del Mondo dell’Azione (Asiyah) sia incluso nel livello del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), dove «Egli e le Sue forze vitali sono una cosa sola», ecc.
Così l’influsso dall’Alto raffina ciò che il servizio dal basso ha elevato, finché persino Asiyah è inclusa nell’unità di Atzilus.
Il paragrafo associa «terra» e «cielo» alle due fasi del servizio divino: prima l’ascesa dal basso attraverso la preghiera, poi la Torah e le mitzvos fanno discendere dall’Alto l’influsso che completa il raffinamento.
Marei mekomos
- 1ארץ קדמה לשמים · Chagigah 12a:5–6
- 2המכסה שמים בעבים · Psalms 147:8
- 3למטר השמים · Deuteronomy 11:11
Il futuro: il Mondo di Akudim ¶22–26
22וצ״ל קדימת בירור המ״ן [המיין נוקבין] תחלה כדי שאח״כ יבא בירור המ״ד [המיין דוכרין] לברר את המ״ן [המיין נוקבין] משא״כ בלי העלאת מ״ן [מיין נוקבין] אין כח במ״ד [במיין דוכרין] לברר כו׳.
Il raffinamento del mayin nukvin [acque femminili] deve venire per primo, affinché in seguito il raffinamento del mayin dechurin [acque maschili] possa raffinare il mayin nukvin; senza l’elevazione del mayin nukvin, invece, il mayin dechurin non ha il potere di raffinarlo, ecc.
L’ordine è importante: il risveglio dal basso (mayin nukvin, l’ascesa attraverso la preghiera) deve venire per primo. Senza di esso, il flusso dall’Alto (mayin dechurin, attraverso la Torah e le mitzvos) non ha nulla su cui agire e non può raffinare.
וזו היא עבודתינו כל ימי משך הגלות שהרע גובר וצ״ל בירור הרע ולהפרידו מן הטוב.
E questo è il nostro servizio per tutti i giorni della durata dell’esilio, quando il male prevale e occorre raffinare il male e separarlo dal bene.
Questo lavoro in due fasi è il nostro compito per tutta la durata dell’esilio, quando il male è forte e deve essere separato dal bene.
אבל לע״ל [לעתיד לבוא] בביאת משיח ב״ב [במהרה בימינו] כשיושלם ויוגמר כל הבירור ויקויים בלע המות לנצח1 ואת רוח הטומאה אעביר2 כו׳ שאז יהי׳ [יהיה] הכל בבחי׳ עולם התקון כבאצי׳ ממש שיהי׳ [שיהיה] יחוד והתכללות למטה כמו למעלה.
Ma nel Tempo a Venire, con la venuta del Mashiach, presto ai nostri giorni, quando tutto il raffinamento sarà completato e portato a termine, e si adempiranno le parole «Egli inghiottirà la morte per sempre» e «rimuoverò lo spirito d’impurità», ecc. — allora tutto sarà nello stato del Mondo del Tikkun, come nel Mondo dell’Emanazione (Atzilus) stesso, cosicché vi saranno unità e inclusione in basso come in Alto —
Quando verrà il Mashiach, il raffinamento sarà completo: la morte sarà abolita e l’impurità rimossa, come avevano promesso i profeti. Allora tutta la creazione sarà nello stato del Tikkun, unita a D‑o in basso proprio come Atzilus lo è in Alto.
הנה התכלית הוא שיאיר ויתנוצץ גילוי אור עולם העקודים שלמעלה מעולם האצי׳ כמ״ש הנה ישכיל עבדי3 ירום ונשא וגבה מאד.
ecco, lo scopo ultimo è che risplenda e scintilli la rivelazione della luce del Mondo di Akudim, che è al di sopra di Atzilus, come è scritto: «Ecco, il Mio servo sarà saggio; sarà esaltato e innalzato, e sarà molto elevato».
Eppure, neanche questo è lo scopo finale. Lo scopo ultimo è la rivelazione del Mondo di Akudim («legati»), nel quale tutte le luci erano legate insieme in un unico recipiente; esso si trova al di sopra di Atzilus. Le parole di Isaiah sul servo di D‑o — «esaltato e innalzato, e molto elevato» — sono citate a proposito di questa rivelazione che va oltre Atzilus.
Il paragrafo spiega che il raffinamento dal basso deve precedere il flusso dall’Alto, descrive questo compito come il lavoro dell’esilio e afferma che lo scopo ultimo dell’era messianica è la rivelazione del Mondo di Akudim, superiore ad Atzilus.
Marei mekomos
- 1בלע המות לנצח · Isaiah 25:8
- 2ואת רוח הטומאה אעביר · Zechariah 13:2
- 3הנה ישכיל עבדי · Isaiah 52:13
23וזהו פנימי׳ [פנימיות / פנימית] עתיק שיתגלה ואז יהי׳ [יהיה] התנוצצות נשמות חדשות שאין בהם בחי׳ בירור.
E questa è la dimensione interiore di Atik, che sarà rivelata; allora si manifesterà lo scintillio di nuove anime, nelle quali non vi è alcun aspetto di raffinamento.
Il Mondo di Akudim è la «dimensione interiore di Atik» (Atik Yomin, «l’Antico dei Giorni»: il livello interiore della Corona (Keser), radice della volontà divina), che non è mai stata rivelata. La sua rivelazione farà emergere «nuove anime»: anime che non sono mai state parte della mescolanza di bene e male e che perciò non necessitano di raffinamento.
דהנה כל הנשמות אשר מעולם הן שנכללו באדה״ר [באדם הראשון]1 שצריכים בירור ותקון והן הן שירדו מחיצוני׳ [מחיצוניות] עתיק שנשתלשלו כסדר המדרגות
Tutte le anime che siano mai esistite sono infatti quelle che furono incluse in Adam HaRishon e che necessitano di raffinamento e rettificazione; sono proprio queste quelle discese dalla dimensione esteriore di Atik, lungo la catena discendente dei mondi (hishtalshelus), secondo l’ordine dei livelli.
Tutte le anime fino a oggi erano incluse in Adam HaRishon, e perciò necessitano di raffinamento e rettificazione. Sono discese dalla dimensione esteriore di Atik attraverso l’ordine concatenato dei livelli.
ומה שהוא מסודר כבר בסדר ההשתלשלות אין זה חידוש אבל חידוש נשמות הוא מלמעלה מן ההשתלשלות מה שלא ירד ונשתלשל עדיין והוא מפנימי׳ [מפנימיות / מפנימית] עתיק שלא בא לידי גילוי בסדר השתל׳ [השתלשלות]
Ciò che è già disposto nell’ordine della catena discendente non è una novità; la novità delle anime, invece, proviene da al di sopra della catena discendente: da ciò che non è ancora disceso né si è concatenato. Essa proviene dalla dimensione interiore di Atik, che non è giunta a rivelazione nell’ordine della catena discendente.
Ciò che già esiste entro quell’ordine, per definizione, non è una novità. Anime veramente «nuove» devono provenire da al di sopra della catena discendente, dalla dimensione interiore di Atik, che al suo interno non è mai stata rivelata.
כי סדר ההשתלשלות הוא שמחיצוניות שבעליון נעשה פנימי׳ [פנימיות / פנימית] למטה. אבל פנימי׳ [פנימיות / פנימית] עליון אינו יורד ומשתלשל כלל.
L’ordine della catena discendente consiste infatti nel fatto che dalla dimensione esteriore del [livello] superiore si forma la dimensione interiore del [livello] inferiore; ma la dimensione interiore del [livello] superiore non discende e non si concatena affatto.
La regola della catena discendente è che soltanto l’aspetto esteriore di un livello superiore diventa il nucleo interiore del livello sottostante. L’aspetto interiore del livello più elevato non discende affatto: la sua rivelazione sarebbe dunque qualcosa di assolutamente nuovo.
Il paragrafo spiega che la futura rivelazione della dimensione interiore di Atik, mai entrata nella catena discendente, farà emergere anime del tutto nuove, che non necessitano di raffinamento.
Una glossa manoscritta a margine di Torah Ohr rimanda a Likkutei Torah (Tzav, «Va’achaltem achol»), che tratta delle anime e degli angeli nei mondi della Creazione (Beriah), della Formazione (Yetzirah) e dell’Azione (Asiyah), le anime «create per la Mia gloria».
Marei mekomos
- 1כל הנשמות . . שנכללו באדה״ר · בהג״ה כת״י בתו״א על הגליון מציין לעיין בלקו״ת פ׳ צו בד״ה ואכלתם אכול.
24ולע״ל [ולעתיד לבוא] יהי׳ [יהיה] גילוי אור חדש הזה שלמעלה מסדר ההשתלשלות. והוא עולם העקודים שלפני האצי׳.
E nel Tempo a Venire si rivelerà questa nuova luce, superiore all’ordine della catena discendente dei mondi (hishtalshelus); essa è il Mondo di Akudim, che precede il Mondo dell’Emanazione (Atzilus).
La nuova luce del futuro, superiore all’intera catena discendente, è il Mondo di Akudim, che precedeva Atzilus.
כי באצי׳ שהוא עולם התיקון נתקן ונסדר כמו שראוי להיות השתלשלות בהתחלקות המדרגות חכמה וחסד כו׳ כמאמר אנת הוא חכים12 אלא ולא בחכמה ידיעא שנמשך אור א״ס בחכמה.
Poiché in Atzilus, che è il Mondo del Tikkun, [ogni cosa] fu rettificata e disposta come si addice alla catena discendente dei mondi, con la divisione in livelli: la sapienza (Chochmah) e la benevolenza (Chesed), ecc.; come dice il detto: «Tu sei sapiente», ma «non con una sapienza conosciuta» — [cioè] la Luce Infinita (Or Ein Sof) viene attirata in Chochmah.
Atzilus, il Mondo del Tikkun, è disposto secondo quanto richiede la catena discendente dei mondi (hishtalshelus): è suddiviso in attributi distinti, Chochmah, Chesed e così via. Le parole di Eliyahu «Tu sei sapiente» descrivono la Luce Infinita che viene attirata in Chochmah; «non con una sapienza conosciuta» significa che in Atzilus questa sapienza è ancora una con Lui.
Il paragrafo identifica la nuova luce futura con il Mondo di Akudim e lo contrappone ad Atzilus, dove la Luce Infinita è già suddivisa in attributi distinti.
Marei mekomos
- 1אנת הוא חכים · Tikkunei Zohar, Patach Eliyahu · 17b:3–4
- 2אנת הוא חכים · Tikkunei Zohar 17b:3–4
25וזהו אנת הוא אור א״ס ב״ה שנתלבש בבחי׳ חכים כו׳. וכן בכל הבחי׳ אנת הוא מבין כו׳ צדיק ה׳ בכל דרכיו1 וחסיד כו׳.
Ed è questo [il significato di] «Tu sei»: la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, che si rivestì del livello del «saggio», ecc. E così per tutti i livelli: «Tu sei colui che comprende», ecc.; «Havayah è giusto in tutte le Sue vie e benevolo», ecc.
«Tu sei sapiente» significa che l’Infinito (Ein Sof) è rivestito dell’attributo della sapienza; lo stesso vale per la comprensione e per gli altri attributi. Anche il versetto «Havayah è giusto in tutte le Sue vie e benevolo in tutte le Sue opere» nomina analogamente attributi distinti.
והן מקורות לחכמה וחסד דבריאה שהן חכמה ידיעא וחסד ידיעא כו׳
Ed essi sono fonti per la sapienza (Chochmah) e la benevolenza (Chesed) del Mondo della Creazione (Beriah), che sono una sapienza nota e una benevolenza nota, ecc.
Questi attributi del Mondo dell’Emanazione (Atzilus) sono le fonti della sapienza (Chochmah) e della benevolenza (Chesed) del Mondo della Creazione (Beriah), che sono una sapienza e una benevolenza definite e conoscibili.
אבל עולם העקודים הוא התכללות כל הכחות וכל הבחי׳ ועקוד בכלי א׳ כו׳ בלי התחלקות שם חכמה וחסד כלל
Ma il Mondo di Akudim [«legati insieme»] è l’inclusione di tutte le forze e di tutti i livelli, riuniti in un unico recipiente (akud), ecc., senza alcuna divisione dei nomi Chochmah e Chesed.
Il Mondo di Akudim, invece, contiene tutte le forze riunite (akud) in un unico recipiente, senza alcuna divisione in attributi distinti.
וגילוי זה נקרא שמים חדשים וארץ חדשה אשר אני עושה. אני דייקא הוא המאציל עליון ברוך הוא. שלהיות כח ההתחדשות זה הוא מא״ס ב״ה עצמו כנודע
E questa rivelazione è chiamata «i nuovi cieli e la nuova terra che Io faccio». «Io» in particolare: è l’Emanatore supremo, benedetto Egli sia. Poiché questa facoltà di rinnovamento proviene dall’Infinito stesso, benedetto Egli sia, come è noto.
Questa rivelazione è ciò che Isaia chiama «i nuovi cieli e la nuova terra». La parola «Io» («che Io faccio») è enfatica: questo rinnovamento proviene dall’Emanatore stesso, poiché soltanto l’Infinito può realizzare qualcosa di genuinamente nuovo.
ואעפ״כ [ואף על פי כן] נקרא בשם שמים וארץ. כי מאחר שהוא בבחי׳ איזה גילוי להיות אפי׳ [אפילו] מקור דמקור לסדר השתלשלות מוכרח להיות שם איזה בחי׳ שהיא דוגמת ההשתלשלות.
E tuttavia è chiamato «cieli e terra», poiché, essendo in uno stato di qualche rivelazione, tanto da essere persino una fonte della fonte dell’ordine della catena discendente dei mondi (hishtalshelus), deve necessariamente esservi un qualche aspetto simile alla catena discendente.
Eppure il profeta lo chiama «cieli e terra». Poiché Akudim è una rivelazione — la fonte della fonte dell’intera catena dei mondi — deve contenere qualcosa che somigli alla struttura di quella catena, come il cielo e la terra.
Il paragrafo contrappone gli attributi distinti di Atzilus all’unità indivisa del Mondo di Akudim, che Isaia chiama «nuovi cieli e nuova terra» fatti da D‑o stesso.
Marei mekomos
- 1צדיק ה׳ בכל דרכיו · Psalms 145:17
26ומאחר שבהשתלשלות נעשה שמים וארץ מוכרח להיות גם שם בחינות הללו אלא דשם נק׳ שמים וארץ שמים תחלה
E poiché nella catena discendente dei mondi (hishtalshelus) vennero all’esistenza i cieli e la terra, anche lì devono necessariamente trovarsi questi aspetti. Solo che lì sono chiamati «cieli e terra» — prima i cieli.
Poiché il cielo e la terra esistono nella catena discendente dei mondi, devono avere un corrispettivo anche in Akudim. Ma lì l’ordine è «prima i cieli»: il flusso dall’Alto prende la precedenza.
דהיינו מטי ולא מטי.1 מטי שרוצה להשפיע ולא מטי שאין הכלי יכול לסבול (משא״כ ממטה למעלה רצוא תחלה מים תחתונים בוכין כו׳)
Cioè, «raggiunge e non raggiunge»: «raggiunge» perché desidera effondere; «non raggiunge» perché il recipiente non può sopportare [ciò] (mentre dal basso verso l’Alto viene prima il ratzo (slancio): «le acque inferiori piangono», ecc.).
Questo è il termine cabbalistico «raggiunge e non raggiunge»: «raggiunge» — la luce desidera effondere; «non raggiunge» — il recipiente in basso non è in grado di contenerla. Nel servizio che procede dal basso, l’ordine è invertito: per primo viene il ratzo, come le «acque inferiori» piangevano per essere vicine a D‑o.
ולכן נקרא שמים וארץ הללו עומדים לפני פי׳ עומדים שעומדים תמיד. שהרי גם היום יש בחי׳ זו דעולם העקודים אלא שהיא בהעלם. ולע״ל [ולעתיד לבוא] יתגלה. והם לפני. פי׳ בבחי׳ פנימיות דהיינו פנימית עתיק כנ״ל:
E perciò questi cieli e questa terra sono detti «stare davanti a Me»: «stare» significa che stanno sempre. Infatti, anche oggi esiste questo livello del Mondo di Akudim, solo che è celato; e nel Tempo a Venire sarà rivelato. E «sono davanti a Me» (lefanai) significa nel modo della dimensione interiore (pnimiyus), vale a dire, la dimensione interiore di Atik (l’Antico), come detto sopra.
Ecco perché si dice che questi cieli e questa terra «stanno» — sempre: Akudim esiste anche oggi, ma è nascosto, e in futuro sarà rivelato. «Davanti a Me» (lefanai, collegato a penim, «interiore») significa che appartiene al livello più intimo, alla dimensione interiore di Atik.
Il paragrafo spiega come i «nuovi cieli e la nuova terra» esistano in Akudim, dove il dare dall’Alto precede il ricevere dal basso, e perché «stanno davanti a Me» — eternamente e a partire dal livello divino più interiore.
Marei mekomos
- 1מטי ולא מטי · ראה אוה״ת פ׳ תרומה ד״ה ויקחו לי ע׳ א׳שנח.
«La tua discendenza e il tuo nome» ¶27–28
27ובישר הנביא זה לומר שכן יעמוד זרעכם ושמכם.1 זרעכם הוא בחי׳ זריעת המ״ד [המיין דוכרין] ע״י התורה שהתורה שנתלבשה בעניינים גשמיים היא כמו זריעת הגרעין בעפר שעם היות שגוף הגרעין נרקב מ״מ הכח שבו מצמיח
E il profeta lo annunciò, dicendo che così anche «la vostra discendenza e il vostro nome rimarranno saldi». «La vostra discendenza» è il livello della semina delle mayin dechurin [acque maschili] attraverso la Torah. Infatti la Torah, che è stata rivestita di elementi materiali, è come un seme seminato nel terreno: benché il corpo del seme marcisca, la forza che è in esso fa comunque crescere [la pianta];
Isaia aggiunge che la «discendenza» e il «nome» di Israele dureranno come i nuovi cieli e la nuova terra. La «discendenza» è il flusso dall’Alto attraverso la Torah. La Torah rivestita di elementi materiali è come un seme piantato nel terreno: il seme stesso si decompone, eppure la forza interiore che contiene fa crescere la pianta.
ולכן אינו צומח אלא דוגמת הגרעין ומזרע דגן אינו צומח אתרוג כו׳ וכמ״ש למינהו2 כו׳.
e perciò non cresce nulla se non qualcosa simile al seme: da un seme di grano non cresce un esrog [cedro], ecc.; come è scritto: «secondo la sua specie», ecc.
Un seme produce soltanto qualcosa della propria specie, come dice la Torah a proposito delle piante della Creazione: «secondo la sua specie». Allo stesso modo, la forza della Torah produce una crescita della propria specie spirituale.
כך התורה אע״פ [אף על פי] שנתלבשה בעניינים גשמיים (ויש מאן דאמר מצות בטילות לע״ל [לעתיד לבוא]) מכל מקום אור התורה הוא המצמיח ופועל ישועות בקרב הארץ3 לברא את המ״ן [המיין נוקבין] ולהעלותו למעלה מעלה.
Così anche la Torah: benché sia stata rivestita di elementi materiali (e vi è chi sostiene che le mitzvos [precetti] saranno annullate nel Tempo a Venire), tuttavia è la luce della Torah a far crescere [le cose] e a «compiere salvezze in mezzo alla terra», per purificare le mayin nukvin [acque femminili] e innalzarle sempre più in alto.
Benché la Torah sia rivestita di elementi materiali — e una delle opinioni nel Talmud sostiene persino che le mitzvos saranno annullate in futuro — è la sua luce a far crescere le cose, purificando e innalzando il bene che proviene dal basso.
ושמכם הוא בחי׳ קבלת עול מ״ש שמקבלים במצותיו ית׳ ונק׳ בחי׳ שם שנקרא שמו יתברך על ישראל בקבלת מלכותו עליהם וזהו ומלכותו ברצון קבלו עליהם
E «il vostro nome» è il livello dell’accettazione del giogo del Regno dei Cieli, che si assume attraverso i Suoi mitzvos, benedetto Egli sia. È chiamato il livello del «nome» perché il Suo Nome, benedetto Egli sia, viene invocato su Israele quando essi accettano su di sé la Sua sovranità; e questo è [il significato di] «e la Sua sovranità accettarono su di sé volontariamente».
Il «nome» è l’accettazione del giogo del Cielo attraverso le mitzvos. Accettando la sovranità di D‑o, Israele ha il Suo Nome invocato su di sé. La preghiera della sera loda Israele per aver accettato «volontariamente» la Sua sovranità.
משא״כ על העכו״ם [העובדי כוכבים ומזלות] הוא מושל ולא מלך כי אין נקרא מלך אלא ברצון וזהו ענין כתר מלכות שעיקר המלכו׳ [המלכות] הוא הכתר שמכתירין אותו וכתר היינו בחי׳ רצון
Mentre sulle nazioni Egli è un governante e non un re, poiché si è chiamati re soltanto [quando si è accettati] volontariamente. E questo è il significato di «corona della sovranità»: l’essenza della sovranità è la corona con cui si incorona il re, e la Corona (Keser) è il livello della volontà (ratzon);
Un re, a differenza di un governante, regna con il consenso del popolo. Il termine kabbalistico «corona della sovranità» (Keser Malchus) esprime questo concetto: la corona che il popolo pone sul re è la sua volontà, e Keser è il livello della volontà.
וזהו נעוץ תחלתן בסופן4 שהמשכ׳ [שהמשכת / שהמשכה] המל׳ הוא מן הכתר שהוא הרצון כו׳. ולכך נק׳ בבחי׳ שמכם.5
e questo è [il significato di] «il loro inizio è innestato nella loro fine»: il flusso verso il basso di Malchus proviene da Keser, che è la volontà, ecc. Perciò è chiamato il livello del «vostro nome».
Sefer Yetzirah afferma che l’«inizio» delle Sefiros è innestato nella loro «fine»: Malchus, l’ultima Sefirah, trae da Keser, la prima, che è il livello della volontà. Ecco perché l’accettazione della sovranità di D‑o è chiamata «il vostro nome».
Il paragrafo interpreta la «vostra discendenza» come la Torah, la cui luce fa crescere come un seme nel terreno, e il «vostro nome» come l’accettazione della sovranità di D‑o attraverso le mitzvos, radicata in Keser, la volontà divina.
In Iggeres HaKodesh 26 l’Alter Rebbe spiega che la dichiarazione talmudica secondo cui le mitzvos saranno annullate nel Tempo a Venire si riferisce all’era della Risurrezione, non ai giorni di Mashiach che la precedono. La nota Kehot rimanda anche allo Zohar (III, 124b).
Marei mekomos
- 1שכן יעמוד זרעכם ושמכם · Isaiah 66:22
- 2למינהו · Genesis 1:12
- 3ופועל ישועות בקרב הארץ · Psalms 74:12
- 4נעוץ תחלתן בסופן · Sefer Yetzirah 1:7
- 5ויש מ״ד מצות בטילות לע״ל · Niddah 61b:3–4
28והנה זרעכם ושמכם שהן הן המשכות תורה ומצות שבעוה״ז הן המשכת המ״ד [המיין דוכרין] מעולם האצי׳ שהוא עולם התקון כדי לברר המ״ן [המיין נוקבין] שעולה מהעשי׳ [מהעשיה] שיוכלל באצי׳ כנ״ל.
Ora, «la vostra discendenza» e «il vostro nome», che sono i flussi della Torah e delle mitzvos in questo mondo, costituiscono la discesa dei mayin dechurin (acque maschili) dal Mondo dell’Emanazione (Atzilus), che è il Mondo del Tikkun [rettificazione], allo scopo di raffinare i mayin nukvin (acque femminili) che salgono da Asiyah, affinché siano inclusi in Atzilus, come detto sopra.
«La vostra discendenza» e «il vostro nome» — la Torah e le mitzvos — sono il flusso che proviene da Atzilus, raffina ciò che sale da Asiyah e lo include in Atzilus.
וא״כ לע״ל [לעתיד לבוא] כשיושלם ויוגמר הבירור ויהי׳ [ויהיה] הכל עולם התקון ויתנוצץ ויתגלה גילוי אור חדש העליון מבחי׳ שמים חדשים וארץ חדשה סד״א [סלקא דעתך אמינא] שלא יהי׳ [יהיה] עליי׳ [עלייה] עוד להתורה ומצות. רק ישארו בעולם האצי׳.
Se così è, nell’Era futura, quando il raffinamento sarà completato e portato a termine e tutto sarà il Mondo del Tikkun, e la rivelazione della nuova luce superiore, dal livello dei «nuovi cieli e della nuova terra», risplenderà e si manifesterà, si sarebbe potuto pensare che la Torah e le mitzvos non avrebbero più avuto alcuna ascesa, [ma che] sarebbero rimaste soltanto nel Mondo di Atzilus.
Si potrebbe dunque pensare che, una volta completato in futuro il raffinamento e rivelata la luce superiore di Akudim [il mondo delle luci legate insieme], la Torah e le mitzvos non avrebbero più avuto un’ulteriore ascesa, ma sarebbero rimaste al livello di Atzilus, la loro fonte.
ולכן מבשר הנביא שבאמת לא כן הוא רק גם זרעכם ושמכם יעמוד שם.
Perciò il profeta annuncia che in verità non è così; al contrario, anche «la vostra discendenza e il vostro nome» «staranno» là.
Così il profeta promette che, in verità, anche la Torah e le mitzvos «staranno» nei nuovi cieli e nella nuova terra.
כי גם אחר שיושלמו כל הבירורים ויוכללו באצי׳ עוד זאת תהיה מעלה יתירה בעילוי אחר עילוי שיתעלו גם בעולם העקודים:
Infatti, anche dopo che tutti i raffinamenti saranno stati completati e inclusi in Atzilus, si aggiungerà questa ulteriore superiorità, un’ascesa dopo l’altra: essi saranno elevati anche nel Mondo di Akudim.
Anche dopo che tutto il raffinamento sarà compiuto, la Torah e le mitzvos continueranno ad ascendere, fino al Mondo di Akudim, che è più elevato di Atzilus. Questo risponde al tema del maamar: il valore duraturo della Torah e delle mitzvos nel futuro.
Il paragrafo conclude il maamar: anche dopo che il raffinamento sarà completato, la Torah e le mitzvos non resteranno in Atzilus, ma ascenderanno con la rivelazione del Mondo di Akudim, come promette il profeta dicendo che «la vostra discendenza e il vostro nome» staranno là.
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Nell’avodah
La preghiera deve venire per prima: attraverso il ratzo dell’anima, l’esaltazione di D‑o nella preghiera, una persona separa il bene dal male in sé e nel proprio mondo. Poi, la Torah e le mitzvos che compie, animate dall’amore e dal timore reverenziale, fanno discendere la luce stessa di D‑o in questo mondo e lo uniscono a Lui. Dedicarsi alla Torah per se stessa e adempiere le mitzvos — soprattutto la carità — «fa» il Nome di D‑o, e questo servizio conserverà e accrescerà il proprio valore nel Tempo a Venire.
Domande di discussione
- Se l’anima già amava e temeva D‑o prima della sua discesa, che cosa guadagna venendo in un corpo? Come risponde il maamar?
- Qual è la differenza tra essere «chiamato con il Mio Nome» ed essere «creato per la Mia gloria»? In che modo l’immagine del rivestimento spiega sia l’occultamento sia il beneficio di Beriah?
- Perché la preghiera («terra», mayin nukvin) deve precedere la Torah e le mitzvos («cielo», mayin dechurin)? Che cosa accadrebbe senza di essa?
- Come può la Torah, che ha bisogno dell’amore e del timore reverenziale per «volare verso l’alto», essere comunque superiore all’amore e al timore reverenziale?
- Che cosa ci sarà di nuovo nei «nuovi cieli e nella nuova terra», e perché il profeta deve promettere che anche «la tua discendenza e il tuo nome» vi resteranno?