Torah Ohr · Parashot Vayeishev · Maamar 1
וישב יעקב בארץ מגורי אביו בארץ כנען
«E Yaakov si stabilì nella terra dei soggiorni di suo padre, nella terra di Canaan»
Inizia il maamar Scarica il PDFPDF · 552 KB
Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
L’anima discende nel corpo come un mercante che cede il proprio argento e oro per guadagnare molto di più: rinuncia al suo amore e timore reverenziale (ahavah veyirah), aperti e naturali, e conquista il «desiderio del cuore», un anelito verso D‑o che trascende ogni comprensione e che soltanto un’anima in questo mondo può raggiungere.
Il maamar in breve
Il maamar si chiede perché il versetto dica sia «la terra dei soggiorni di suo padre» sia «la terra di Canaan», e perché la Terra Santa prenda il nome da Canaan, figlio di Cham, che Noach maledisse. Canaan nella santità è un mercante: proprio come un commerciante spende per trarne profitto, il popolo ebraico va in esilio per elevare le scintille di santità, e ogni anima lascia in Alto il proprio amore e timore reverenziale manifesti («argento e oro») e discende in un corpo. Qui conquista il desiderio del cuore (re’usa deliba): contemplando che D‑o è al di là di ogni pensiero, l’anima anela a essere assorbita in Lui, in un legame più profondo dell’amore che aveva prima, commisurato alla sua comprensione. In esilio lo si trova «da lì», contemplando come persino ciò che sfida D‑o viva della Sua volontà. Il maamar interpreta poi Yaakov come yud–akev: la sapienza (Chochmah) che discende fino al tallone. I «megurei di suo padre» sono il timore reverenziale superiore che sostiene la Chochmah superna attraverso lo studio della Torah: l’unità superiore (yichuda ila’ah). «La terra di Canaan» è l’unità inferiore (yichuda tata’ah): far discendere la benevolenza nel mondo attraverso le mitzvos, soprattutto la carità.
Schema
- Le domande: la terra ripetuta e il nome CanaanPerché il versetto nomina due volte la terra e perché la Terra Santa è chiamata con il nome di Canaan; ogni figura ha una controparte santa, e Canaan nella santità significa un mercante.¶1–2
- Il mercante e l’esilioCome un mercante che spende per trarne profitto, la Comunità d’Israele va in esilio per raffinare le scintille di santità.¶3
- L’argento e l’oro dell’animaPrima della discesa, l’anima aveva un amore e un timore reverenziale manifesti; nel corpo sono nascosti: perché dunque discendere? Perché la Torah di questo mondo vale di più.¶4–6
- Il desiderio del cuoreAttraverso il ritorno (teshuvah) superiore, l’anima conquista il desiderio del cuore, che nasce contemplando che D‑o è al di là di ogni pensiero, più elevato dell’amore che aveva prima.¶7–10
- Trovare D‑o «da lì», in esilioAi tempi del Tempio, la rivelazione faceva emergere questo desiderio; in esilio esso scaturisce dal contemplare come persino ciò che si oppone a D‑o viva della Sua volontà, e a maggior ragione coloro che compiono la Sua volontà.¶11–12
- Completare l’analogia: Cham e CanaanL’anima è il mercante; il calore dell’amore ardente dà luogo al Canaan santo, ma il cammino comincia dal timore reverenziale inferiore che deriva dalla sovranità di D‑o.¶13–14
- Invocare con sinceritàUn sentimento che rimane nella mente svanisce; un’invocazione dal profondo del cuore perdura.¶15
- Le due voci di YaakovYaakov è yud–akev; la voce udita della Torah riposa soltanto su chi possiede prima la voce non udita dell’autoannullamento (bittul), e allora la parola di D‑o parla attraverso di lui come un re.¶16–19
- Spiegazione del versetto: due dimoreI «megurei di suo padre» sono il timore reverenziale superiore che sostiene la Chochmah superna: l’unità superiore; «la terra di Canaan» è l’unità inferiore, che fa discendere la benevolenza (Chesed) nel mondo attraverso le mitzvos e la carità.¶20–22
Concetti chiave
- il desiderio del cuore (re’usa deliba)רעותא דלבא
- Un anelito verso D‑o che proviene dal punto più intimo del cuore e nasce dal sapere che Egli trascende ogni comprensione; è al di sopra dell’intelletto e può essere raggiunto soltanto da un’anima nel corpo.
- Canaan nella santità: il mercanteכנען – סוחר
- Come un commerciante, l’anima rinuncia al proprio amore e timore reverenziale manifesti per conquistare il ben più grande desiderio del cuore.
- argento e oroכסף וזהב
- L’argento (dalla parola «anelito») è l’amore, e l’oro (associato al nord, la sinistra) è il timore reverenziale: l’amore e il timore reverenziale naturali e manifesti dell’anima prima della sua discesa.
- il ritorno superiore (teshuvah)תשובה עילאה
- Un ritorno a D‑o dal profondo del cuore, radicato al di sopra del mondo, che volge il cuore da un estremo all’altro.
- yud–akevיו״ד עקב
- Il nome Yaakov letto come la yud della Chochmah superna che discende fino al tallone, il livello più basso, in ogni mondo.
- la voce udita e la voce non uditaקלא דאשתמע וקלא דלא אשתמע
- La voce udita è la Torah, la sapienza di D‑o rivelata; la voce non udita è il bittul interiore e il desiderio del cuore, che devono precederla.
- l’unità superiore e inferioreיחודא עילאה ויחודא תתאה
- Nell’unità superiore ci si annulla davanti a D‑o nello studio della Torah; nell’unità inferiore l’unità di D‑o si rivela nel mondo stesso attraverso le mitzvos e la benevolenza.
Le domande: la terra ripetuta e il nome Canaan ¶1–2
«E Yaakov si stabilì nella terra dei soggiorni di suo padre, nella terra di Canaan». [Dobbiamo] comprendere questo argomento, e anche il doppio tenore dell’espressione «nella terra dei soggiorni di suo padre» [e] «nella terra di Canaan».
Il maamar si apre con il primo versetto di Parshas Vayeshev, che sembra dire due volte la stessa cosa: Yaakov visse «nella terra dei soggiorni di suo padre» e «nella terra di Canaan». L’Alter Rebbe chiede perché siano necessarie entrambe le espressioni.
Ora, è scritto: «Camminerò davanti a Havayah nelle terre dei viventi»: [ossia] vi sono due terre, che sono due livelli di recipienti per la dimora della vita superna
Egli cita un versetto dei Tehillim che parla di «terre» al plurale. Lo interpreta come riferito a due «terre», cioè a due tipi di recipienti nei quali può dimorare la vita superna.
(וכמו חיים לשון רבים6 כך ארצות לשון רבים). וביאור הענין צריך להבין למה נק׳ א״י [ארץ ישראל] בכל התורה ארץ כנען.7
(e proprio come «vita» [chayim] è al plurale, così «terre» è al plurale). Per spiegare l’argomento, dobbiamo comprendere perché in tutta la Torah la Terra d’Israele sia chiamata «la terra di Canaan».
La parentesi osserva che la parola ebraica per «vita», chayim, è essa stessa al plurale, suggerendo l’esistenza di molti generi di vita. L’Alter Rebbe pone poi una seconda domanda: perché la Torah chiama invariabilmente la Terra d’Israele con il nome di Canaan?
והרי חם הוא אבי כנען8 ומה הוא היחוס שבח9 א״י [ארץ ישראל] בזה (גם להבין מ״ש כנען בידו מאזני מרמה)1011 גם מה שכתוב ולא יהיה כנעני עוד12 בבית ה׳ צבאות ביום ההוא.
Eppure Cham è il padre di Canaan; quale lode rappresenta per la Terra d’Israele questa discendenza? (Inoltre, [dobbiamo] comprendere quanto è scritto: «Canaan: nella sua mano vi sono bilance d’inganno».) Anche quanto è scritto: «E in quel giorno non vi sarà più alcun Cananeo nella casa di Havayah degli Eserciti».
Canaan, figlio di Cham, è colui che Noach maledisse (Bereishis 9:25); perciò, dare alla terra santa il suo nome non sembra affatto una lode. La difficoltà si accentua quando il profeta descrive Canaan come un mercante con bilance false e afferma che in futuro non vi sarà più alcun «Cananeo» nella casa di Havayah.
הנה נודע שכל התורה כולה נדרשת בזה לעומת זה כי כמו שיש לבן ועשו בקליפה
Ora, è noto che l’intera Torah viene interpretata [secondo la modalità di] «l’uno in opposizione all’altro»: infatti, proprio come nella scorza (kelipah) vi sono Lavan ed Eisav,
La risposta comincia con un principio: ogni elemento della Torah ha una controparte nella santità e nel suo opposto, la kelipah (le forze dell’occultamento). Lavan ed Eisav, che sono figure della kelipah, hanno controparti sante.
e così pure il capo dei macellai e il capo dei coppieri, ecc.; allo stesso modo, tutti questi livelli esistono nella santità, poiché «D‑o ha fatto l’uno opposto all’altro».
Lo stesso vale per il capo dei macellai e il capo dei coppieri nella storia di Yosef. Anche Canaan, dunque, deve avere un significato nella santità, e questo significato spiegherà perché la terra porta il suo nome.
Il paragrafo iniziale pone le domande del maamar: il doppio tenore del versetto, il motivo per cui la terra santa è chiamata con il nome di Canaan e il significato delle bilance d’inganno di Canaan menzionate dai profeti. La risposta enuncia il principio secondo cui ogni figura della Torah ha una controparte nella santità.
La nota di Kehot registra che la parentesi sul plurale «vita» compare nei manoscritti, manca in un manoscritto ed è attribuita in Or HaTorah a Maharil, fratello dell’Alter Rebbe. Un’altra trascrizione la spiega come «molti generi di forza vitale».
Marei mekomos
- 1וישב יעקב · הנחת כ״ק אדמו״ר האמצעי במאמרי אדה״ז פרשיות ע׳ קפג. באחד מכת״י רשום שהוא משנת תקס״ג. ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. המאמר עם הגהות וכו׳ באוה״ת בראשית כרך ב רנא, ב. כרך ה תתפח, א. הערה תתצח, א. תתצט, ב. כרך ז תתתלז, א. תתלז, ב. חלק מהמאמר מובא גם בד״ה וישב יעקב תרל״ט ע׳ נד. בד״ה מי כה׳ אלקינו תרל״ט ע׳ סד. לכללות מאמר זה ראה פלח הרמון בראשית צו, ג. ד״ה זה תשכ״ז. תשמ״א. תשמ״ו.
- 2וישב יעקב · Genesis 37:1
- 3גם כפל לשון · ראה בכלי יקר. ובשיחת ש״פ וישב תשכ״ב. בבוך 633: כפל מלת בארץ תרי זימני: הנה כתיב.
- 4אתהלך לפני ה׳ · Psalms 116:9
- 5שיש שני ארצות · באוה״ת חיי שרה קיח, א. סה״מ תרל״ב ע׳ שצ וע׳ שצח. ד״ה אך בגורל תרמ״ז ע׳ יד מציינים לכאן.
- 6(וכמו חיים לשון רבים · דהיינו רבוי מיני חיות — מאמרי אדה״ז פרשיות ע׳ קפד. ועיין שם. מוסגר זה נמצא גם בכת״י מאמרי אדה״ז. [בבוך 633 ליתא כל המוסגר]. באוה״ת רנא, ב מציין שהגה״ה זו היא ממהרי״ל אחי כ״ק אדה״ז.
- 7בכל התורה ארץ כנען · Genesis 17:8
- 8חם הוא אבי כנען · Genesis 9:18
- 9ומה הוא היחוס שבח א״י בזה · Bereshit Rabbah 36:2
- 10(גם להבין . . מרמה) · מוסגר זה נמצא גם בכת״י מאמרי אדה״ז. בבוך 633 ליתא המוסגר.
- 11כנען בידו מאזני מרמה · Hosea 12:8
- 12גם מה שכתוב ולא יהיה כנעני עוד · ”דאם כפשוטו דכנעני קאי על ארור כנען א״ש, אבל מאחר שנק׳ ארץ ישראל ארץ כנען א״כ מוכרח שזהו כנען דקדושה, א״כ מהו המעלה והשבח ולא יהי׳ עוד כנעני וגו׳” — אוה״ת בראשית כרך ב רנב, א.
- 13כך יש כל בחי׳ אלו בקדושה · באוה״ת בראשית כרך ב רנב, א מציין למקומות שמבואר ענין לבן דקדושה, עשו דקדושה.
- 14זה לעומת זה עשה אלהים · Ecclesiastes 7:14
- 15ולא יהי׳ כנעני עוד בבית ה׳ צבאות · Zechariah 14:21
Ora, in alto, nella santità, i tre figli di Noach sono tre livelli: i colori dell’arcobaleno, bianco, rosso e verde.
I tre figli di Noach, Shem, Cham e Yefes, hanno una radice nella santità nei tre colori dell’arcobaleno. Nella Kabbalah, il bianco, il rosso e il verde rappresentano rispettivamente la benevolenza, il rigore e l’armonia fra i due.
אלא שבהשתלשלות העולמות בבחינת נפילה ממדרגה אחר מדרגה נעשה חם גשמי אבי כנען2. ולהבין ענין כנען בקדושה הנה כנען פירושו סוחר345 כמ״ש כנעניה נכבדי ארץ.6
Ma nella catena discendente dei mondi (hishtalshelus), attraverso una caduta da un livello all’altro, divenne il Cham fisico, padre di Canaan. E per comprendere il significato di Canaan nella santità: «Canaan» significa «mercante», come è scritto: «i suoi mercanti (kin’aneha) sono i nobili della terra».
Con la discesa della luce divina da un livello all’altro, una di quelle radici sante cadde fino a diventare il Cham fisico e suo figlio Canaan. Per scoprire il significato santo di Canaan, l’Alter Rebbe si sofferma sulla parola stessa: in ebraico «Canaan» significa anche «mercante», come nella frase di Yeshayahu sui mercanti di Tiro.
Il paragrafo riconduce Cham e Canaan a una radice santa, caduta attraverso la catena dei mondi, e indica la chiave per comprendere il significato santo di Canaan: la parola significa «mercante».
La nota di Kehot cita il Likkutei Torah dell’Arizal su Parashat Noach (una raccolta degli insegnamenti dell’Arizal sulla Torah, non il libro dell’Alter Rebbe con lo stesso titolo): Noach stesso è il fondamento (Yesod), e i tre colori dell’arcobaleno sono i suoi tre figli, inclusi in lui. Or HaTorah sviluppa questo insegnamento.
Marei mekomos
- 1שלשה בני נח . . ג׳ בחי גווני קשת · לקוטי תורה להאריז״ל פ׳ נח. דנח בעצמו הוא היסוד וג׳ גווני הקשת הוא ג׳ בניו כלולים בו כו׳. נתבאר באוה״ת וישב כרך ה תתפח, ב.
- 2
- 3כנען פירושו סוחר · בבא בתרא עה, א. תנחומא מסעי ט. ת״ב שם ז. במדב״ר פכ״ג יו״ד. ע׳ בלקו״ת פ׳ עקב בד״ה להבין שורש טעם וקישור, ובאוה״ת פ׳ בשלח ע׳ תרנ. ובפ׳ ואתחנן ע׳ קכט. ובפ׳ עקב ע׳ תקלג. סה״מ אידיש ע׳ 91 עה״פ ותמת שרה.
- 4כנען פירושו סוחר · Bava Batra 75a:5
- 5כנען פירושו סוחר · Bamidbar Rabbah 23:10
- 6כנעני׳ נכבדי ארץ · Isaiah 23:8
Il mercante e l’esilio ¶3
3וכתיב כנען בידו מאזני מרמה1. היינו עד״מ כמו הסוחר שיפזר ממון כסף וזהב ומוציאם מרשותו כדי להרויח ולהשתכר וכל עיקר כוונתו להיות מפזר ונוסף עוד.2
Ed è scritto: «Canaan: nella sua mano vi sono bilance d’inganno». Ciò significa, per fare un paragone, come il mercante che disperde denaro, argento e oro, e li fa uscire dal proprio possesso per trarne profitto e guadagnare; tutto il suo intento è essere uno che «disperde e accresce ancora».
Il mercante che sembra gettare via il suo argento e il suo oro sta in realtà investendo: si separa dal proprio denaro soltanto per guadagnare di più. È questo che il re Shlomo chiama «uno che disperde e accresce ancora».
כך הנה מקור נשמת ישראל שהוא בחי׳ כנ״י [כנסת ישראל] נמשלה בגלות לסוחר זה כדכתיב בא אחיך במרמה3 ויקח ברכתך. כי הנה כתיב עת אשר שלט האדם4 באדם לרע לו.
Così, la fonte delle anime d’Israele, che è il livello della Comunità d’Israele (Knesses Yisrael), durante l’esilio è paragonata a questo mercante, come è scritto: «Tuo fratello è venuto con inganno e ha preso la tua benedizione». Infatti è scritto: «Un tempo in cui l’uomo dominava sull’uomo a suo danno».
L’Alter Rebbe applica il paragone alla Comunità d’Israele, la radice collettiva delle anime ebraiche, durante l’esilio. L’«inganno» con cui Yaakov prese la benedizione e il versetto sull’uomo che domina sull’uomo «a suo danno» descrivono una perdita che in realtà è un guadagno.
שע״י התלבשות השכינה בבחי׳ גלות בתוכם להשפיע להם ע״י זה מתבררים כל ניצוצות הקדושה כמו שאמרו רז״ל [רבותינו זכרונם לברכה] לא גלו ישראל5 אלא להוסיף עליהם6 כו׳ להיות בלע המות7 וכו׳.
Poiché, attraverso il rivestimento della Presenza divina (Shechinah) tra loro nella modalità dell’esilio, per elargire loro, vengono purificate per questo tramite tutte le scintille di santità; come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «Israele fu esiliato soltanto affinché [si aggiungessero a loro dei convertiti]», ecc., affinché «Egli inghiottirà la morte», ecc.
Quando la Shechinah, la presenza di D‑o, va in esilio tra le nazioni per sostenerle, le scintille di santità disperse lì vengono purificate e innalzate. I Saggi dissero che lo scopo dell’esilio è che dei convertiti si aggiungano a Israele, e che il suo compimento è il versetto: «Egli inghiottirà la morte per sempre».
Il paragrafo presenta il paragone centrale del maamar: Canaan nella santità è il mercante che si separa dalle proprie ricchezze per guadagnare di più, e l’esilio del popolo ebraico è un investimento di questo tipo, che innalza le scintille di santità.
La nota di Kehot riporta l’osservazione del Rebbe (nel maamar Vayeshev 5727) secondo cui lo scopo del commercio è il profitto, citando il detto dei Saggi che chi compra e vende allo stesso prezzo a stento può essere chiamato mercante. Rimanda inoltre allo Shaar HaMitzvos dell’Arizal, sul precetto della tzedakah, dove viene spiegato «disperde e accresce ancora».
Marei mekomos
- 1
- 2מפזר ונוסף עוד · Proverbs 11:24
- 3בא אחיך במרמה · Genesis 27:35
- 4עת אשר שלט האדם · Ecclesiastes 8:9
- 5לא גלו ישראל · נסמן לעיל ו, א.
- 6לא גלו ישראל אלא להוסיף עליהם · Pesachim 87b:3
- 7בלע המות · Isaiah 25:8
L’argento e l’oro dell’anima ¶4–6
4ואת רוח הטמאה אעביר מן הארץ1 ונגלה כבוד2 ה׳ כי עין בעין יראו3 וגו׳. וכמו שהוא בכללות העולם כך הוא בפרטות בכל נפש מישראל בעבודת ה׳
«E rimuoverò dalla terra lo spirito d’impurità»; «e la gloria di Havayah sarà rivelata»; «perché vedranno occhio a occhio», ecc. E come avviene nel mondo nel suo insieme, così avviene in particolare in ogni anima d’Israele nel servizio di D‑o.
I profeti promettono che l’impurità sarà rimossa e che la gloria di D‑o sarà vista apertamente: il compimento della raffinazione dell’esilio. Ora l’Alter Rebbe dice che ciò che accade al mondo nel suo insieme accade, in miniatura, nel servizio di D‑o di ogni anima ebraica.
כי הנה הנשמה טרם ירידתה לעולם הזה להתלבש בגוף ונפש החיונית הבהמית היתה קשורה ומיוחדת במקורה ושרשה במאצילה ברשפי אש האהבה בטבע כשלהבת העולה מאליה כו׳
Prima di scendere in questo mondo per rivestirsi di un corpo e dell’anima animale vitale, l’anima era legata e unita alla propria fonte e radice, al suo Emanatore, con fiamme d’amore ardenti per natura, come una fiamma che sale spontaneamente, ecc.
Prima di entrare in un corpo, l’anima era unita alla propria fonte in D‑o da un amore naturale e ardente, come una fiamma che sale spontaneamente verso l’alto. L’«anima animale vitale» è la forza vitale che anima il corpo e i suoi impulsi.
והיה לה בחי׳ אהבה ויראה טבעי׳ [טבעיים] בגילוי רב שהוא בחי׳ כסף וזהב. כסף מלשון נכסף נכספת4 דהיינו בחי׳ אהבה.5
Essa aveva il livello (bechinah) dell’amore e del timore reverenziale (ahavah veyirah) naturali in grande manifestazione: il livello dell’«argento e oro». La parola «argento» (kesef) deriva dall’espressione nichsof nichsafta, «hai desiderato ardentemente»; cioè, dal livello dell’amore.
Quell’anima aveva un amore e un timore reverenziale per D‑o che si manifestavano apertamente e in modo naturale; questi sono chiamati «argento e oro». Argento, kesef, è collegato al verbo che esprime il desiderio, come nelle parole di Lavan a Yaakov: «hai desiderato ardentemente»; perciò l’argento rappresenta l’amore.
Il paragrafo passa dal popolo al singolo: prima della sua discesa, l’anima aveva un amore e un timore reverenziale naturali e manifesti, l’«argento e oro» di cui il mercante dell’analogia si priverà.
Anche il capitolo 50 del Tanya chiama l’amore «argento», collegandolo a nichsof nichsafta; lì, l’amore ardente che nasce dalla meditazione sulla grandezza di D‑o è chiamato «oro». Qui l’oro è associato al timore reverenziale, come spiega il paragrafo seguente.
Marei mekomos
- 1ואת רוח הטומאה אעביר מן הארץ · Zechariah 13:2
- 2ונגלה כבוד ה׳ · Isaiah 40:5
- 3כי עין בעין יראו · Isaiah 52:8
- 4נכסף נכספת · Genesis 31:30
- 5דהיינו בחי׳ אהבה · ראה לקמן פו, ד. מד, ג. באוה״ת וישב רנג, ב מציין: וכמ״ש נכספה וגם כלתה נפשי.
E «l’oro viene dal nord», che corrisponde al livello della sinistra, ossia al livello del timore reverenziale. E in seguito, quando l’anima discese in questo mondo per rivestirsi del corpo fisico,
L’oro è associato al nord, e il nord rappresenta il lato sinistro, il lato del rigore e del giudizio; perciò l’oro significa timore reverenziale. Il paragrafo passa poi a ciò che accade quando l’anima discende in un corpo fisico.
הנה גם בחי׳ אהבה ויראה שהיה לה הם מסותרות ומכוסות בלב הגשמי ואינה יכולה לראות באהבה ויראה בהתגלות כל כך כבתחלה, ונמצא שנגרעו האהבה ויראה מערכם.
anche il livello di amore e timore reverenziale (ahavah veyirah) che essa possedeva è nascosto e coperto nel cuore fisico, e non può percepire ahavah veyirah in modo altrettanto manifesto come all’inizio; ne consegue che l’ahavah veyirah ha subito una diminuzione rispetto alla sua misura.
Nel corpo, l’ahavah veyirah dell’anima è nascosta nel cuore fisico. L’anima non può più percepirla in modo altrettanto manifesto come prima, perciò essa è ridotta rispetto al suo livello originario.
Il paragrafo completa l’associazione — l’oro come timore reverenziale — e pone il problema: nel corpo, l’amore e il timore reverenziale propri dell’anima vengono nascosti e diminuiti.
La nota di Kehot cita Or HaTorah, che collega l’oro al timore reverenziale attraverso l’interpretazione dello Zohar secondo cui «oro» si riferisce a Rosh Hashanah, il giorno del giudizio.
Marei mekomos
- 1וזהב מצפון יאתה · Job 37:22
- 2שהוא בחי׳ שמאל שהוא בחי׳ יראה · באוה״ת וישב שם: וכמ״ש בזח״ב פ׳ תרומה דקל״ה א׳ וזהב דא ר״ה יומא דדינא ור״ה הוא בחי׳ יראה.
6וא״כ למה זה ירדה הנשמה לעוה״ז מאחר שהיא ירידה גדולה וגרעון גדול מבתחילה. אך הנה כתיב טוב לי תורת פיך1 מאלפי זהב וכסף.
Se è così, perché l’anima è scesa in questo mondo, dal momento che si tratta di una grande discesa e di una grande perdita rispetto a prima? Eppure è scritto: «La Torah della Tua bocca è per me migliore di migliaia d’oro e d’argento».
Se la discesa in un corpo nasconde e riduce l’amore e il timore reverenziale (ahavah veyirah) dell’anima, perché l’anima scende affatto? La risposta comincia dal versetto «La Torah della Tua bocca è per me migliore di migliaia d’oro e d’argento».
אלפי לשון לימוד2 כלומר שיש לי יתרון ומעלה בתורת פיך בעוה״ז יותר מבחי׳ זהב וכסף שהיתה הנשמה למודה בהם בתחלה.3
«Migliaia» (alfei) è un’espressione che indica l’apprendimento. Vale a dire: in questo mondo ho un vantaggio e una superiorità nella «Torah della Tua bocca», maggiori rispetto al livello dell’«oro e dell’argento» a cui l’anima era abituata (lemudah [abituata]) all’inizio.
L’Alter Rebbe interpreta alfei, che di solito significa «migliaia», a partire dalla radice di a’alefcha, «ti insegnerò» (Iyov 33:33), così che significhi «istruita in» o «abituata a». Il versetto dice allora: la Torah che acquisisco in questo mondo è migliore dell’«oro e dell’argento», cioè dell’ahavah veyirah a cui l’anima era abituata (lemudah) prima di scendere.
Il paragrafo pone la domanda centrale: perché l’anima scende? E comincia a rispondere a partire da un versetto: ciò che l’anima acquisisce qui vale più dell’«oro e dell’argento» a cui rinuncia.
Marei mekomos
- 1טוב לי תורת פיך · Psalms 119:72
- 2אלפי לשון לימוד · באוה״ת וישב רנג, ב: כמו אאלפך חכמה.
- 3שהיתה הנשמה למודה בהם בתחלה · ראה לקו״ת שה״ש ו, ג.
Il desiderio del cuore ¶7–10
7והענין כמו שאמרו רז״ל [רבותינו זכרונם לברכה] יפה שעה אחת1 בתשובה2 וכו׳ כי ע״י תשובה עילאה מעומקא דלבא תהיה דביקת הנפש באלהים חיים יותר נפלאה ברעותא דלבא
E la questione è come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «Meglio un’ora di ritorno (teshuvah)…», ecc. Infatti, attraverso la teshuvah superiore, che nasce dal profondo del cuore, l’adesione dell’anima al D‑o vivente sarà assai più meravigliosa, nel desiderio del cuore (re’usa deliba),
I Saggi dissero che un’ora di teshuvah e di buone azioni in questo mondo è migliore di tutta la vita del Mondo a Venire. Attraverso la teshuvah superiore, un ritorno a D‑o dal profondo del cuore, l’anima si unisce a D‑o in modo più meraviglioso, con il «desiderio del cuore» (re’usa deliba), un anelito più profondo del sentimento.
כמ״ש לקמן, ונמצא שאע״פ [שאף על פי] שיש לה גרעון באהבה ויראה3 טבעי׳ [טבעיים] שבחיצונית הלב הגלוים מ״מ יהיה לה יתרון בבחי׳ רעותא דלבא45 בנקודת פנימית הלב כיתרון האור הבא מן החשך6 דוקא.
come sarà spiegato più avanti. Ne risulta che, sebbene essa subisca una perdita nell’amore e nel timore reverenziale naturali (ahavah veyirah), che si manifestano nella dimensione esteriore (chitzoniyus) del cuore, tuttavia avrà un vantaggio nel livello (bechinah) del desiderio del cuore, nel punto della dimensione interiore (pnimiyus) del cuore, come «il vantaggio della luce [che proviene] dalle tenebre», precisamente.
La discesa comporta dunque uno scambio: l’anima perde l’amore e il timore reverenziale naturali e manifesti nella dimensione esteriore (chitzoniyus) del cuore, ma guadagna il desiderio del cuore nel suo punto interiore (pnimiyus). È come la luce che risplende con maggiore intensità proprio perché emerge dalle tenebre.
Il paragrafo spiega perché l’anima discende: la perdita dell’amore e del timore reverenziale manifesti è compensata dal desiderio del cuore, un legame più profondo raggiunto attraverso la teshuvah, come la luce che proviene dalle tenebre.
La nota Kehot cita Or HaTorah: la perdita dell’anima consiste nella riduzione della sua comprensione, mentre il suo guadagno nel cuore interiore deriva dalla meditazione sul fatto che nessun pensiero può afferrare D‑o. Altrove, Or HaTorah afferma che il desiderio del cuore è lo scopo della discesa dell’anima.
Marei mekomos
- 1יפה שעה אחת · אבות ד, יז.
- 2יפה שעה אחת בתשובה · Pirkei Avot 4:17
- 3שיש לה גרעון באהבה ויראה טבעית שבחיצונית הלב · נתבאר בארוכה באוה״ת בראשית כרך ב רנד, ב ד”מ״ש שיש לה גרעון . . הלב היינו מצד שנתמעט השגתה כו׳ ויש לה יתרון בפנימי׳ הלב ע״י אם ישים אליו לבו דלמחתב״כ” ע״ש בארוכה שמבאר מהו טוב לי תורת פיך.
- 4שאע״פ . . בבחי׳ רעותא דליבא · ראה אוה״ת פ׳ וישב רסה, ב.
- 5בבחי׳ רעותא דלבא · בענין רעותא דלבא ראה באוה״ת ואתחנן כרך ו ע׳ ב׳רסט שמציין לכאן ולכמה מקומות בדא״ח: ”בד״ה וישב יעקב בענין רעותא דלבא שהיא תכלית הירידה בעוה״ז כי למתב״כ כ״א ברעו״ד הוא נתפס”.
- 6כיתרון האור הבא מן החשך · Ecclesiastes 2:13
8וביאור הענין כי הנה כתיב אני ראשון1 ואני אחרון ומבלעדי אין אלהים. פי׳ ע״ד מ״ש אני ה׳ לא שניתי2 ואתה הוא קודם שנברא וכו׳
E la spiegazione della questione è la seguente: è scritto: «Io sono il primo e sono l’ultimo, e all’infuori di Me non c’è D‑o (il Nome Elokim)». Vale a dire, secondo quanto è scritto: «Io, il Nome Havayah, non sono cambiato» e «Tu sei [lo stesso] prima che il mondo fosse creato», ecc.,
L’Alter Rebbe avvia una spiegazione più profonda a partire da Yeshayahu: D‑o è il primo e l’ultimo, e non c’è alcun D‑o all’infuori di Lui. Egli interpreta «primo e ultimo» come l’immutabilità di D‑o, come nell’espressione «Io non sono cambiato», e come nella preghiera che afferma che D‑o è lo stesso dopo la creazione come prima di essa.
בלי שום שינוי כי אין בריאת עולמות עליונים ותחתונים תופסים מקום כלל וכולא קמיה כלא חשיב ממש.
senza alcun cambiamento; poiché la creazione dei mondi superiori e inferiori non occupa affatto alcun posto, e «tutto dinanzi a Lui è considerato veramente come nulla».
La creazione non provoca alcun cambiamento in D‑o, perché i mondi non occupano affatto alcun «posto» dinanzi a Lui. Rispetto a Lui, sono considerati veramente nulla, come dice lo Zohar: «tutto dinanzi a Lui è considerato come nulla».
Il paragrafo introduce il livello di D‑o che rimane del tutto immutato dalla creazione, dinanzi al quale tutti i mondi sono come nulla.
Marei mekomos
- 1אני ראשון · Isaiah 44:6
- 2אני ה׳ לא שניתי · Malachi 3:6
9ומבלעדי פי׳ מה שהוא זולת בחי׳ זו דהיינו באמצעות הזמן שנראה העולם ליש ודבר בפ״ע [בפני עצמו]1 בחי׳ זמן ומקום אין אלהים זולתי שהוא בחי׳ אלהים חיים ומלך עולם2
E «all’infuori di Me» significa ciò che è altro da questo livello, ossia nell’ambito del tempo, quando il mondo appare come qualcosa che esiste, come una realtà a sé, il livello del tempo e dello spazio: [lì] «non c’è Elokim all’infuori di Me», vale a dire il livello del «D‑o vivente (Elokim) e Re eterno»,
«All’infuori di Me» si riferisce a un livello diverso: il mondo così come appare nel tempo e nello spazio, come una realtà a sé. Lì D‑o è conosciuto come Elokim, «il D‑o vivente e Re eterno», l’aspetto di D‑o che si rapporta al mondo in quanto suo sovrano.
כמאמר ומבלעדיך אין לנו מלך גואל וכו׳ שכל העולמות עליונים ותחתונים נתהוו מבחי׳ מלכותו ית׳
come nella preghiera: «e all’infuori di Te non abbiamo re né redentore», ecc.; poiché tutti i mondi, superiori e inferiori, sono venuti all’esistenza dal livello della Sua sovranità (Malchus), benedetto Egli sia,
La preghiera «all’infuori di Te non abbiamo re» indica la stessa idea. Tutti i mondi, superiori e inferiori, sono venuti all’esistenza dalla Malchus di D‑o, la Sua sovranità, il livello attraverso cui Egli crea e governa.
וכדכתיב מלכותך מלכות כל עולמים3 וגו׳ ושם עלו השגת כל הנבראי׳ [הנבראים] העליונים ותחתוני׳ [ותחתונים] אבל בהקב״ה בכבודו ובעצמו לית מחשבה תפיסא ביה45
come è scritto: «La Tua sovranità è una sovranità su tutti i mondi», ecc. È fin lì che giunge la comprensione di tutte le creature, superiori e inferiori. Ma quanto al Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), nella Sua gloria e nella Sua stessa essenza, «nessun pensiero può afferrarlo»,
La comprensione di ogni creatura, anche dell’angelo più elevato, giunge soltanto fino a questo livello di sovranità. D‑o stesso, nella Sua essenza, è al di là della portata di qualsiasi pensiero.
כי הוא רם ונשא מגדר ההשגה ואינו נתפס בתוך עלמין לא בבחי׳ ממלא ולא בבחי׳ סובב בשום שכל והשגה בעולם אלא ברעותא דלבא מקרב איש ולב עמוק.6
poiché Egli è elevato e sublime al di là dei limiti della comprensione, e non è afferrabile all’interno dei mondi, né al livello della [luce che] riempie [tutti i mondi] (memalei kol almin), né al livello della [luce che] li circonda (sovev kol almin), mediante alcun intelletto o comprensione nel mondo, ma soltanto attraverso il desiderio del cuore, «la parte interiore dell’uomo e un cuore profondo».
Non è afferrabile all’interno dei mondi, né come la luce che riempie ciascun mondo né come la luce che li circonda tutti, da alcuna mente. Lo si può raggiungere soltanto attraverso il desiderio del cuore, che il versetto chiama «la parte interiore dell’uomo e un cuore profondo».
Il paragrafo pone a confronto due livelli: D‑o come Re, fonte dei mondi che le creature possono comprendere, e l’essenza stessa di D‑o, al di là di ogni pensiero, a cui si giunge soltanto attraverso il desiderio del cuore.
La nota di Kehot cita Or HaTorah: la fonte che crea il mondo come realtà separata è la Divinità attraverso la contrazione (tzimtzum) e lo «spazio vuoto», ed è chiamata rivestimento nelle dieci emanazioni divine (Sefiros). Or HaTorah aggiunge che «nessun pensiero può afferrarlo» vale anche per la sapienza (Chochmah) superna.
Marei mekomos
- 1דהיינו באמצעות הזמן שנראה העולם ליש ודבר בפ״ע · ”ובחי׳ מקור המהווה בחי׳ זו הוא אלקותו ית׳ על ידי צמצום ומקום פנוי, ונק׳ התלבשות בעשר ספירות” אוה״ת בראשית כרך ב רנה, ב.
- 2אלהים חיים ומלך עולם · Jeremiah 10:10
- 3מלכותך מלכות כל עולמים · Psalms 145:13
- 4לית מחשבה תפיסא ביה · אפילו חכמה עילאה — אוה״ת וירא כרך ד תשמ, א.
- 5לית מחשבה תפיסא ביה · Tikkunei Zohar 17a:10–12
- 6מקרב איש ולב עמוק · Psalms 64:7
10וכמ״ש ממעמקים קראתיך1 ה׳ מפני כי בחי׳ רעותא דלבא נמשך מהתבוננות זו עצמה אם ישים אליו לבו2 דלית מחשבה תפיסא ביה כלל והוא רם ונשא למעל׳ [למעלה / למעלת] מעלה עד אין קץ ותכלית אפילו מבחי׳ חכמה עילאה.
Come è scritto: «Dalle profondità Ti ho invocato, Havayah». Il desiderio del cuore scaturisce proprio da questa contemplazione: «se vi presta attenzione», nessun pensiero può afferrarLo affatto, ed Egli è elevato e sublime, sempre più in alto, senza fine né limite, persino oltre il livello della sapienza superna (Chochmah).
Il desiderio del cuore nasce proprio da questa contemplazione: D‑o è al di là di ogni pensiero, più in alto persino della sapienza superna. È l’invocazione «dalle profondità» del versetto di Tehillim.
Perciò la sua anima anelerà e sospirerà di trovarsi in uno stato di autoannullamento (bittul) quanto alla propria esistenza davanti a Lui, benedetto Egli sia; di uscire dalla prigione del corpo, suo involucro, e di riversarsi nel seno di suo Padre.
Comprendendo che D‑o è al di là di ogni comprensione, l’anima anela a essere in uno stato di autoannullamento davanti a Lui, a lasciare il corpo che la imprigiona come una prigione e a riversarsi nel seno di suo Padre.
משא״כ הנשמה טרם ירידתה להתלבש בגוף היתה אהבתה ודבקותה בשרשה לפ״ע [לפי ערך] השגתה וכן לענין היראה:5
Non così era per l’anima prima della sua discesa per rivestirsi di un corpo: il suo amore e la sua adesione alla propria radice erano proporzionati alla sua comprensione; e così pure per quanto riguarda il timore reverenziale.
Prima della sua discesa, l’amore dell’anima e la sua adesione erano commisurati a ciò che essa poteva comprendere di D‑o, e lo stesso valeva per il suo timore reverenziale. L’anelito che nasce dal sapere che D‑o è al di là della comprensione è dunque qualcosa di nuovo, che l’anima acquisisce soltanto quaggiù.
Il paragrafo spiega come nasce il desiderio del cuore dalla contemplazione che D‑o è al di là di ogni pensiero, e perché esso supera l’amore dell’anima prima della sua discesa, che era limitato dalla sua comprensione.
Il capitolo 50 del Tanya descrive un amore «simile a fiamme di fuoco», nato dalla contemplazione che tutto è come nulla davanti a D‑o; esso porta l’anima al kelos hanefesh [consumarsi dell’anima nel desiderio struggente], mentre desidera lasciare il proprio stoppino. La nota Kehot cita Or HaTorah: in questo mondo l’anima raggiunge il desiderio del cuore, la volontà al di sopra dell’intelletto, specificamente attraverso le mitzvos, che sono la volontà di D‑o.
Marei mekomos
- 1ממעמקים קראתיך · Psalms 130:1
- 2אם ישים אליו לבו · Job 34:14
- 3אל חיק אביה · Tanya, Likkutei Amarim 50:6
- 4לצאת . . ולהשתפך אל חיק אביה · Tanya, Likkutei Amarim 50:6
- 5בחי׳ רעו״ד נמשך מהתבוננות זו עצמה · ”הטעם שדווקא בעוה״ז תגיע לבחי׳ רעו״ד שהו״ע הרצון שלמעלה מהשכל, נתבאר בד״ה מי מנה [לקו״ת בלק סז, ד] שהוא ע״י המצות שהם רצה״ע” — אוה״ת וישב (כרך ה) תתצ, ב ע״ש.
Trovare D‑o «da lì», in esilio ¶11–12
11והנה בזמן שהיה בהמ״ק [בית המקדש] קיים1 היה נמשך בחינה זו רעותא דלבא מגילוי2 אא״ס [אור אין סוף] ב״ה בהיכל קדשי קדשים3 כו׳ כמ״ש בתניא4 להיות בטל רצונו לרצונו ית׳ וכמ״ש כי תהיו לי ארץ חפץ.5
Ora, al tempo in cui il Tempio era in piedi, questo livello del desiderio del cuore veniva tratto dalla rivelazione della Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, nel Santuario del Santo dei Santi, ecc., come spiegato nel Tanya, affinché la propria volontà fosse annullata dinanzi alla Sua volontà, benedetto Egli sia; e come è scritto: «Poiché sarete per Me una terra del desiderio».
Quando il Tempio era in piedi, la rivelazione manifesta della Luce Infinita di D‑o nel Santo dei Santi suscitava spontaneamente questo desiderio del cuore, affinché la volontà della persona fosse annullata dinanzi a quella di D‑o. Il Tanya paragona il Santo dei Santi al cervello, dove la forza vitale dell’anima si rivela prima di diffondersi nel corpo; la «terra del desiderio» di Malachia designa il popolo come luogo della delizia di D‑o.
אך בזמן הגלות הנה כתיב ובקשתם משם את6 ה׳ אלקיך ומצאת וגו׳ משם דייקא דהיינו כשתתבונן על ההיפוך מדרכי ה׳ איך שהוא רחוק מה׳ בתכלית הריחוק כמו עובר רצונו
Ma al tempo dell’esilio è scritto: «E da lì cercherai Havayah, tuo D‑o, e Lo troverai», ecc. «Da lì» in particolare: cioè, quando si contempla ciò che è contrario alle vie di D‑o, quanto sia lontano da D‑o, alla massima distanza, come chi trasgredisce la Sua volontà;
In esilio quella rivelazione manifesta non c’è più, e il versetto dice che troveremo D‑o «da lì», proprio dal luogo dell’esilio. «Da lì» significa contemplare ciò che è l’esatto opposto delle vie di D‑o: qualcosa di quanto più lontano da Lui si possa immaginare, come chi trasgredisce la Sua volontà.
ומאין נשפע להם שפע וחיות להיות בהם חיות וקיום מרצונו ית׳ שרצונו ית׳ הוא המחיה אותם כמ״ש ואתה מחיה את כלם.7
E [si consideri] da dove fluiscano loro abbondanza e forza vitale, affinché abbiano vita ed esistenza dalla Sua volontà, benedetto Egli sia; poiché è la Sua volontà, benedetto Egli sia, a dare loro vita, come è scritto: «E Tu dai vita a tutti loro».
Allora ci si chiede da dove una cosa simile riceva la propria vita: persino ciò che trasgredisce la volontà di D‑o riceve vita ed esistenza da quella stessa volontà, poiché è la Sua volontà a dare vita a tutto. La contemplazione ruota attorno a questo paradosso: persino ciò che si oppone a D‑o vive soltanto grazie a Lui.
אך על זה אמרו כמה ארך אפים לפניו89 שמבחי׳ ארך אפים נמשך ונשתלשל ממדרגות עליונות דרך נפילה להחיות העכו״ם [העובדי כוכבים ומזלות] אף שהם עוברי רצונו.10
Ma a proposito di ciò dissero: «Quanto è grande la pazienza dinanzi a Lui»: poiché dal livello della pazienza (erech apayim) essa viene attinta e discende, attraverso una caduta, da livelli superiori, per dare vita alle nazioni idolatre, benché trasgrediscano la Sua volontà.
La Mishnah parla della grande pazienza di D‑o, e l’Alter Rebbe spiega che la forza vitale delle nazioni idolatre discende da quell’attributo della pazienza, attraverso una caduta che la fa passare per i livelli superiori. Esse ricevono vita benché agiscano contro la Sua volontà.
Il paragrafo contrappone due modi di raggiungere il desiderio del cuore: ai tempi del Tempio, attraverso la rivelazione manifesta; in esilio, «da lì», contemplando come persino ciò che si oppone alla volontà di D‑o viva grazie alla Sua volontà.
La nota Kehot cita il Tzemach Tzedek in Or HaTorah: il desiderio del cuore è la volontà che trascende l’intelletto, spiegata nel maamar Mi Manah in Likkutei Torah. Or HaTorah paragona anche il Santo dei Santi alla sapienza (Chochmah), alla comprensione (Binah) e alla conoscenza (Daas) del Mondo della Creazione (Beriah), e afferma che dalla distruzione del Tempio il ruolo del Santo dei Santi è svolto dai quattro cubiti di halachah.
Marei mekomos
- 1והנה בזמן שהיה בהמ״ק קיים · קטע מכאן מובא בלקו״ת נשא כד, ב. ע״ש.
- 2דלבא — מגילוי · באוה״ת יתרו שם: וגילוי.
- 3בהיכל קדשי קדשים · באוה״ת יתרו שם: ”וענין היכל קה״ק מבואר בתניא פרק נ״א ונ״ב שהוא עד״מ התגלות החיות מהנשמה במוחין שבראש ששם גילוי כללות החיות וממנו נמשך לכל הרמ״ח אברים כו׳, ועמ״ש ע״פ שבת שבתון בפי׳ קדש הקדשים שהוא ענין מה שלמעלה גם מסוכ״ע כו׳” ע״ש בארוכה עפ״י כהאריז״ל.
- 4כמ״ש בתניא · פרק נב. בבוך 1118 ובבוך 633: בלק״א. בלקו״ת נשא כד, ב מעתיק הלשון מכאן ”בסש״ב”. ”היינו כמ״ש בתניא בענין גילוי השכינה המשל מהתלבשות כללות חיות הנפש במוחי׳, וכך הוא עתה בחי׳ התלמוד כמארז״ל משחרב בהמ״ק אין להקב״ה בעולמו אלא ד״א של הלכה. והיכל ק״ק הוא כחב״ד דבריאה” — אוה״ת בראשית כרך ב ע׳ רנו סע״א ע״ש בארוכה איך זה שייך לארץ חפץ.
- 5כי תהיו לי ארץ חפץ · Malachi 3:12
- 6ובקשתם משם את ה׳ אלקיך · Deuteronomy 4:29
- 7ואתה מחי׳ את כולם · Nehemiah 9:6
- 8כמה ארך אפים לפניו · אבות ה, ב.
- 9כמה ארך אפים לפניו · Pirkei Avot 5:2
- 10בזמן שהי׳ בהמ״ק . . רעותא דלבא · באוה״ת פ׳ ראה ע׳ תשצט מוסיף ע״ז כ״ק אדמו״ר הצ״צ: פי׳ רעו״ד בד״ה מי מנה עפר יעקב שהוא הרצון שלמעלה מהשכל” עכ״ל. ראה באוה״ת בראשית כרך ה תתצט, ב. יתרו ע׳ תתקג.
12וזהו אם לעוברי רצונו כך1 לעושי רצונו על אחת כמה וכמה2 שיושפע בחינת רצון עליון שהוא למעלה מעלה מגדר עלמין
E questo è [il ragionamento]: se [è] così per coloro che trasgrediscono la Sua volontà, quanto più per coloro che fanno la Sua volontà: verrà effuso il livello (bechinah) della volontà superna (ratzon), che è molto, molto al di sopra dei confini dei mondi:
L’Alter Rebbe argomenta dal minore al maggiore, come fa la Gemara: se coloro che sfidano la volontà di D‑o ricevono da essa la vita, allora coloro che fanno la Sua volontà ricevono certamente di più: il ratzon superno stesso, che si trova molto al di sopra di tutti i mondi.
שלא בבחי׳ ירידת והשתלשלות המדרגות בבחי׳ חכמה ומדות אלא בבחי׳ פנימית נקודת הלב שהיא בחי׳ תשובה עילאה שקדמה לעולם. וזהו כי תדרשנו בכל לבבך ובכל נפשך.3
non attraverso la discesa e la catena dei livelli, nella bechinah della sapienza (Chochmah) e degli attributi emotivi (middos), bensì nella bechinah del punto interiore del cuore, che è il livello del ritorno superiore (teshuvah), che precedette il mondo. E questo è [il significato di] «quando Lo cercherai con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima»:
Questo ratzon non discende attraverso la catena ordinata dei livelli, passando per l’intelletto e l’emozione, ma raggiunge il punto interiore del cuore, il livello del ritorno superiore, che i Saggi annoverano tra le cose che precedettero il mondo. Per questo il versetto dice di cercare D‑o «con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima».
דהיינו שיהפך לבו מן הקצה אל הקצה ואתהפכא חשוכא לנהורא ע״י בחי׳ רעותא דלבא זו למאוס בחיי עוה״ז ותענוגים ולמשוך לבו ונפשו לדבקה בו ית׳.
cioè che il suo cuore si volga da un estremo all’altro e che «l’oscurità si trasformi in luce», attraverso questa bechinah del desiderio del cuore: disprezzare la vita e i piaceri di questo mondo e volgere il suo cuore e la sua anima ad aderire a Lui, benedetto Egli sia.
Cercare con tutto il cuore significa volgerlo da un estremo all’altro, trasformando l’oscurità in luce. Attraverso il desiderio del cuore, una persona giunge a disprezzare i piaceri di questo mondo e volge il suo cuore e la sua anima ad aderire a D‑o.
Il paragrafo trae la conclusione: coloro che fanno la volontà di D‑o ricevono il Suo ratzon superno, al di sopra di tutti i livelli, nel punto interiore del cuore, attraverso un completo volgersi del cuore verso di Lui.
Marei mekomos
- 1אם לעוברי רצונו כך · סוף מכות.
- 2אם לעוברי רצונו כך לעושי רצונו על אחת כמה וכמה · Makkot 24b:1–2
- 3כי תדרשנו בכל לבבך ובכל נפשך · Deuteronomy 4:29
Completare l’analogia: Cham e Canaan ¶13–14
13והנה כל זה ע״ד משל הסוחר הנ״ל שמוציא כסף וזהב מרשותו להיות מפזר ונוסף עוד.
Ora, tutto questo è secondo l’analogia del mercante menzionato sopra, che fa uscire dal proprio possesso argento e oro, per diventare uno che «disperde e tuttavia guadagna di più».
L’Alter Rebbe riprende l’analogia del mercante che lascia andare il proprio argento e oro per guadagnare di più.
כך הנשמה אע״פ [אף על פי] שמוציאה כסף וזהב שהוא בחי׳ אהבה ויראה הגלוים להתלבש ולהסתיר בגוף ונפש הבהמית הנה עי״ז יש לה יתרון בבחי׳ רעותא דלבא כרשפי אש מן ההפוך.
Così è per l’anima: sebbene lasci andare «argento e oro», che corrispondono al livello (bechinah) dell’amore e del timore reverenziale (ahavah veyirah) rivelati, perché si rivestano e si celino nel corpo e nell’anima animale, proprio così essa acquisisce un vantaggio nella bechinah del desiderio del cuore, simile a fiamme di fuoco che scaturiscono dal contrario.
Anche l’anima rinuncia al proprio ahavah veyirah manifesto, al suo «argento e oro», celandolo nel corpo e nell’anima animale. In cambio, acquisisce il desiderio del cuore: un amore ardente che scaturisce proprio dall’opposto della divinità.
Il paragrafo conclude l’analogia: l’anima è il mercante, la cui rinuncia all’ahavah veyirah rivelato le procura il guadagno maggiore del desiderio del cuore.
14וזהו וחם הוא אבי כנען1 בזקף גדול2 שחמימות רשפי אש ושלהבת העולה למעלה מההיפוך הוא העושה בחי׳ כנען לסחור כנ״ל כמ״ש טעמה כי טוב סחרה3 וגו׳.
E questo è [il significato di] «E Cham è il padre di Canaan», con uno zakef gadol: perché il calore (chamimus) delle scintille di fuoco e della fiamma che sale verso l’alto scaturendo dal suo opposto è ciò che fa sì che il livello di Canaan commerci, come menzionato sopra; come è scritto: «Si rende conto che il suo commercio è buono», ecc.
Nel versetto la parola «Cham» porta uno zakef gadol, un segno di cantillazione che fa una pausa sulla parola e, secondo la lettura chassidica, la eleva verso l’alto. L’Alter Rebbe sente nella parola Cham il termine ebraico per «calore», chamimus: il calore della fiamma che sale dal suo opposto è ciò che fa dell’anima un «Canaan», un mercante il cui commercio è buono, come dice Shlomo della donna di valore: «si rende conto che il suo commercio è buono».
אך מתחלה צריך להקדים בחי׳ יראה תתאה שהיא נמשכת מבחינת מלכותו ית׳ שהיא נק׳ בחי׳ כנען העליונה דקדושה שמזה יעלה ויבא ויגיע להיות בחי׳ כנען בידו מאזני מרמה להגיע לבחי׳ רעותא דלבא בחי׳ פנימית הלב כנ״ל.
Ma anzitutto occorre premettere [a ciò] il livello del timore reverenziale inferiore, che è tratto dal livello della Sua sovranità (Malchus), benedetto Egli sia, chiamato il livello del Canaan superno della santità; da qui si salirà, si giungerà e si arriverà al livello di «Canaan: nella sua mano sono bilance ingannevoli», per raggiungere il livello del desiderio del cuore, il livello della dimensione interiore del cuore, come menzionato sopra.
Prima di raggiungere questo livello, occorre anzitutto avere il timore reverenziale inferiore, il semplice timore di D‑o che deriva dalla Sua Malchus, la Sua sovranità; questa Malchus è il Canaan superno della santità. Da questa base una persona può salire al livello del mercante con «bilance ingannevoli», il desiderio del cuore nel suo punto interiore.
Il paragrafo legge «Cham è il padre di Canaan» in senso di santità: il calore dell’amore ardente dà origine al mercante santo, ma il cammino inizia con il timore reverenziale inferiore che deriva dalla sovranità di D‑o, il Canaan superno.
Secondo un passo di Torah Ohr su Lech Lecha citato nella nota Kehot, lo zakef gadol indica Malchus mentre ascende verso l’alto per diventare la Corona (Keser).
Marei mekomos
- 1וחם הוא אבי כנען · Genesis 9:18
- 2בזקף גדול · ראה לעיל יג, ב בענין זקף גדול, ”דהיינו כשהיא מתעלית למעלה”. קטע מכאן מובא באוה״ת פ׳ ואתחנן ע׳ קכט ע״ש.
- 3טעמה כי טוב סחרה · Proverbs 31:18
Invocare con sincerità ¶15
15וזהו קרוב ה׳ לכל קוראיו1 לכל אשר יקראהו באמת דהיינו באמתות נקודת לבו שהרי אנו רואים דגנבא אפום מחתרתא2 רחמנא קריא ואעפ״כ [ואף על פי כן] עומד ברשעו ואינו שב מידיעתו
E questo è [il significato di] «Havayah è vicino a tutti coloro che Lo invocano, a tutti coloro che Lo invocano con verità»: vale a dire, nella verità del punto del suo cuore. Vediamo infatti che «il ladro all’imboccatura del tunnel invoca il Misericordioso» e tuttavia persiste nella sua malvagità e non desiste da ciò che intende consapevolmente [fare].
D‑o è vicino a coloro che Lo invocano «con verità», cioè dal vero punto del cuore. L’Alter Rebbe mostra perché questo è importante: la Ghemara dice che un ladro, sul punto di introdursi con la forza in una casa, prega D‑o perché abbia successo, eppure prosegue nel suo crimine e non desiste da ciò che intende consapevolmente.
וגם אנו רואים שיש אפילו מי שיוליד אהוי״ר [אהבה ויראה] בלבו וחולפת ועוברת כמו אחר התפלה כנ״ל.
Vediamo anche che c’è persino chi suscita nel proprio cuore amore e timore reverenziale (ahavah veyirah), ma questi passano e svaniscono, come accade dopo la preghiera, come detto sopra.
Anche chi suscita un autentico amore e timore reverenziale durante la preghiera può scoprire che poco dopo questi sentimenti passano e svaniscono.
והיינו מפני שאינו נתפס אלא במוחו ושכלו בבחי׳ מקיף אבל אינו נכנס לפני ולפנים שיתפעל הלב באמת לאמתו מעומקא דלבא
E questo avviene perché esso è colto soltanto nella sua mente e nel suo intelletto, in forma di [luce] avvolgente (makif), ma non penetra nel più intimo, affinché il cuore sia davvero mosso nella più assoluta verità, dalla profondità del cuore.
Questo avviene perché il sentimento era trattenuto soltanto nella mente, come qualcosa che «avvolge» dall’esterno, e non era mai penetrato nel cuore più intimo. Il cuore non era stato davvero mosso dalle sue profondità.
Diversamente, quando Lo invocano con verità, cioè dalla profondità del cuore, allora «il labbro della verità sarà saldo per sempre» e non vacillerà, in eterno e per sempre.
Quando una persona invoca D‑o dalla profondità del cuore, il versetto promette che «il labbro della verità sarà saldo per sempre». Un’invocazione simile dura e non vacilla.
Il paragrafo mostra perché il desiderio del cuore deve provenire dal suo punto interiore: un sentimento che rimane nella mente svanisce, o può persino coesistere con il peccato, mentre un’invocazione che viene dalla profondità del cuore dura per sempre.
La nota Kehot riporta il detto sul ladro secondo la versione di Ein Yaakov.
Marei mekomos
- 1קרוב ה׳ לכל קוראיו · Psalms 145:18
- 2דגנבא אפום מחתרתא · Berakhot 63a
- 3שפת אמת תכון לעד · Proverbs 12:19
- 4ובל תמוט עולם ועד · Psalms 104:5
Le due voci di Yaakov ¶16–19
16והנה כתיב הקל קול יעקב1 קדמאה חסר ו׳ שהוא בחי׳ קלא דלא אשתמע וקול בתראה מלא ו׳ שהוא בחי׳ קלא דאשתמע כמ״ש בזוהר הקדוש.23
Ora, è scritto: «La voce è la voce di Yaakov»: il primo [kol] è scritto senza una vav, e corrisponde al livello della voce che non si ode; il secondo kol è scritto per esteso, con una vav, e corrisponde al livello della voce che si ode, come spiega il santo Zohar.
Nel versetto «La voce è la voce di Yaakov», il primo kol è scritto senza una vav, e il secondo con una vav. Seguendo lo Zohar, l’Alter Rebbe definisce il primo una voce interiore che non si ode e il secondo una voce che si ode.
וביאור הדברים הנה בחי׳ יעקב הוא4 יו״ד עקב פי׳ שהיו״ד שהוא תחלת המחשבה ביו״ד נברא עוה״ב [עולם הבא]5 הוא נמשך לבחי׳ עקב ורגל שהוא בחי׳ הדבור.
E la spiegazione della questione è questa: il livello di Yaakov è yud–akev («yud» [e] «tallone»). Vale a dire che la yud, che è l’inizio del pensiero, «con la yud fu creato il Mondo a Venire», viene estesa fino al livello del tallone e del piede, che è il livello del parlare.
Il nome Yaakov si legge come yud e akev: la lettera yud e un tallone. La yud, la lettera più piccola, è l’inizio del pensiero; secondo i Saggi, attraverso di essa fu creato il Mondo a Venire, e la sua estensione giunge fino al tallone e al piede, che rappresentano il parlare.
E Yaakov è [la sbarra che] «attraversa da un capo all’altro», «dalla testa di tutti i livelli». E in tutti i livelli superiori vi è anch’esso l’aspetto della testa e del piede,
Lo Zohar chiama Yaakov la sbarra centrale del Mishkan (Tabernacolo), che correva da un’estremità all’altra, dal livello più alto al più basso. Ogni livello superiore ha anch’esso una «testa» e un «piede».
כמ״ש ועמדו רגליו ביום ההוא8 וכתיב והארץ הדום רגלי9 וכתיב ומקום רגלי אכבד10 ויעקב הוא בחי׳ יו״ד עקב בכל עולם ועולם לפי ערכו.1112
come è scritto: «E in quel giorno i Suoi piedi si poseranno», ed è scritto: «e la terra è lo sgabello dei Miei piedi», ed è scritto: «e onorerò il luogo dei Miei piedi». E Yaakov è il livello di yud–akev in ciascun mondo, secondo la misura di quel mondo.
I profeti parlano dei «piedi» e dello «sgabello dei piedi» di D‑o, mostrando che anche in Alto vi è una parte più bassa. Perciò Yaakov, la yud che giunge fino al tallone, è presente in ogni mondo al livello che gli è proprio.
Il paragrafo introduce le due voci di Yaakov e spiega il suo nome come yud–akev: l’estensione dell’inizio del pensiero fino al «tallone», in ogni mondo.
Secondo la nota di Kehot, il Tzemach Tzedek in Or HaTorah interpreta «in ogni mondo secondo la sua misura» nel senso che Yaakov giunge persino al di sopra di Atzilus e anche nei mondi di Beriah, Yetzirah e Asiyah.
Marei mekomos
- 1הקל קול יעקב · Genesis 27:22
- 2כמ״ש בזהר הקדוש · באוה״ת וישב כרך ה תתצד, ב מציין עיין ח״א ד״ן ע״ב ל״ב א׳ ויצא קנ״א סע״א וישלח קע״א ע״א . . ויגש רי, א. תורת שמואל מצה זו תר״מ סעי׳ כ ואילך.
- 3הקדוש · בבוך 633 ליתא תי׳ זה.
- 4יעקב הוא י׳ עקב · נסמן לעיל כא, א.
- 5ביו״ד נברא עוה״ב · Menachot 29b:13–14
- 6ויעקב הוא מבריח מן הקצה אל הקצה · Zohar III, 186a
- 7עקב ורגל . . ראש ורגל · הקטע עד שו״ה בחינת — ראש ורגל ליתא בבוך 633.
- 8ועמדו רגליו ביום ההוא · Zechariah 14:4
- 9והארץ הדום רגלי · Isaiah 66:1
- 10ומקום רגלי אכבד · Isaiah 60:13
- 11הנה בחי׳ יעקב . . בכל עולם ועולם לפי ערכו · באוה״ת פ׳ כי תצא ע׳ תתעו מביא קטע מכאן.
- 12ויעקב . . בכל עולם ועולם לפי ערכו · באוה״ת וישב (כרך ה) תתצה, א: ומש״ר בכל עולם ועולם לפי ערכו י״ל דהיינו שבחי׳ יעקב שייך גם למעלה מאצי׳ . . וגם בפי׳ בכל עולם לפי ערכו היינו גם בבי״ע.
17והנה בחינת קלא דאשתמע הוא בחי׳ התורה שהוא בחי׳ המשכה כמשל הקול המחבר וממשיך מצפוני כוונת הלב לבא לידי גילוי בדבור וכך התורה היא בחי׳ חכמה עילאה בחי׳ חכים ולא בחכמה ידיעא
Ora, il livello della voce che si ode è quello della Torah, che rappresenta il livello dell’influsso fatto discendere, come nell’esempio della voce, che collega e fa emergere le intenzioni nascoste del cuore, portandole alla rivelazione nel parlare. Così la Torah è il livello della sapienza suprema (Chochmah), il livello di «sapiente, ma non con una sapienza conosciuta».
La voce udita è la Torah: proprio come la voce porta i pensieri nascosti del cuore fino a esprimerli nel parlare, la Torah fa discendere la sapienza nascosta di D‑o fino alla rivelazione. La Torah è Chochmah suprema, della quale la preghiera di Eliyahu nei Tikkunei Zohar dice che D‑o è «sapiente, ma non con una sapienza conosciuta».
שהרי טעמי המצות לא נתגלו להיות בהתגלות רב להבין כל עמקי סודותיה בפרטי פרטות ונמשכה לבחי׳ גילוי ע״י התלבשותה בדברים גשמיים סדר זרעים מועד וכו׳.
Infatti, i motivi delle mitzvos non sono stati rivelati apertamente in misura tale da permettere di comprendere tutte le profondità dei loro segreti fin nei minimi dettagli; e la Torah è stata fatta discendere al livello della rivelazione rivestendosi di realtà materiali: l’Ordine di Zeraim, Moed, ecc.
Per questo i motivi delle mitzvos non sono stati rivelati pienamente. La Torah discende invece nella rivelazione rivestendosi di realtà materiali: le leggi dell’agricoltura, delle feste e degli altri ordini della Mishnah.
Il paragrafo identifica la voce udita con la Torah, la sapienza nascosta di D‑o portata alla luce rivestendosi degli argomenti fisici della legge.
18והוא בחי׳ קול והמשכה של יעקב יו״ד עקב דהיינו מבחי׳ יו״ד שהוא חכמה עילאה להיות נמשך עד עקב והוא עשי׳ [עשיה].
E questo è il livello della voce e dell’attrazione verso il basso di Yaakov, yud–akev: cioè, dal livello della yud, che è la sapienza superna (Chochmah), perché sia attratta fino al tallone, che è il Mondo dell’Azione (Asiyah).
La voce udita di Yaakov è la yud della Chochmah superna che giunge fino al tallone, il Mondo dell’Azione (Asiyah), il più basso dei mondi dell’azione.
אך כדי שיהיה האדם כלי ומכון שיהיה חכמה עילאה שורה ומתגלה בו בעסק התורה צריך להיות תחלה בבחי׳ בטול בבחי׳ רעותא דלבא
Ma, affinché una persona sia un recipiente e un luogo in cui la Chochmah superna dimori e si riveli attraverso lo studio della Torah, deve prima trovarsi nello stato di autoannullamento (bittul), nello stato del desiderio del cuore,
Affinché la Chochmah superna dimori in una persona mentre studia la Torah, la persona deve prima trovarsi in uno stato di bittul, autoannullamento, nel desiderio del cuore. Questa è la voce non udita, che deve venire per prima.
והוא בחי׳ קלא דלא אשתמע דרוח אמשיך רוח1 להיות אור ה׳ שורה ומתגלה בו להיות חכמת ה׳ בקרבו בהתגלות וחב״ד [וחכמה בינה ודעת] שבנפשו בטלים וטפלים אליו והוא ענין אתדבקות רוחא ברוחא.
che è il livello della voce che non si ode; infatti, «lo spirito attira lo spirito», affinché la luce di D‑o dimori e si riveli in lui, così che la sapienza di D‑o sia rivelata dentro di lui e la Chochmah, la comprensione (Binah) e la conoscenza (Daas) della sua anima si trovino in uno stato di autoannullamento e subordinazione a Lui. E questo è il concetto dell’«adesione dello spirito allo spirito».
Lo Zohar dice che lo spirito attira lo spirito: l’anelito interiore attira verso il basso la luce e la sapienza di D‑o, affinché si rivelino nella persona. Il suo intelletto, la sua Chochmah, Binah e Daas, si trova in uno stato di autoannullamento rispetto a esse; questa è l’adesione dello spirito allo spirito.
Il paragrafo collega le due voci: la voce udita della Torah può dimorare in una persona solo dopo che la voce non udita, il desiderio del cuore e l’autoannullamento, l’ha resa un recipiente.
Marei mekomos
- 1דרוח אמשיך רוח · Zohar II, 162b
19וע״ז נאמר אלוהי בקרבי וכתיב ואשים דברי בפיך.1 דברי ממש כי דבר ה׳ זו הלכה2 היא היא הנגלית בו והיא המדברת מתוך גרונו.
E a questo proposito è detto: «Il mio D‑o è dentro di me», e sta scritto: «Ho posto le Mie parole nella tua bocca»: «Le Mie parole» in senso letterale, poiché «la parola di Havayah è halachah»; è proprio questa a essere rivelata in lui, ed è questa a parlare dalla sua gola.
Quando una persona si annulla in questo modo, D‑o è «dentro» di lei e le parole stesse di D‑o sono nella sua bocca. La Ghemara interpreta «la parola di Havayah» di Amos come halachah: così la parola di D‑o si rivela in lui e parla dalla sua gola.
Perciò della Torah è detto: «Per mezzo mio regnano i re»; e diciamo: «Chi sono i re? I Rabbini» e «la Mishnah è una regina».
Ecco perché la sapienza, la Torah, dice: «Per mezzo mio regnano i re»; la Ghemara chiama «re» i Rabbini e la Mishnah è detta regina.
כי להיותו בביטול אל דבר ה׳ ורצונו וחכמתו ואינו תופס מקום מצד עצמו כלל הנה דבר המלך הוא השלטון6 והוא בחי׳ מלך שגוזר ואומר שאם יטעון ראובן כך כו׳ יהיה כך.
Poiché egli si trova in uno stato di autoannullamento (bittul) dinanzi alla parola di D‑o, alla Sua volontà e alla Sua sapienza, e non occupa affatto un posto per conto proprio, «la parola del re è sovrana»; egli si trova al livello di un re che decreta e dice che, se Reuven sosterrà questo, ecc., così sarà,
Poiché lo studioso si annulla dinanzi alla parola, alla volontà e alla sapienza di D‑o e non rivendica alcuna posizione propria, la sua decisione porta con sé l’autorità di D‑o: è come un re, la cui parola è legge, che stabilisce che, se Reuven sostiene una cosa, il giudizio sarà questo.
וכן לעשות כך ושלא לעשות כך וכו׳ ואינו בבחי׳ עבד כ״א בעשיית המצות שהוא כעבד המקיים מצות המלך ועושה דבריו:7
e così pure [decreta] di fare in questo modo e di non fare in questo modo, ecc. Egli non si trova al livello di un servitore, se non nell’esecuzione delle mitzvos, nella quale è come un servitore che esegue i comandi del re e mette in pratica le sue parole.
Egli stabilisce anche ciò che è permesso e ciò che è proibito. Nello studio della Torah è un re; soltanto nell’esecuzione delle mitzvos è un servitore, che esegue i comandi del Re.
Il paragrafo mostra il risultato dell’annullarsi dinanzi alla sapienza di D‑o: la parola di D‑o parla attraverso lo studioso, che nella Torah governa come un re, mentre nell’esecuzione delle mitzvos è un servitore.
Marei mekomos
- 1ואשים דברי בפיך · Isaiah 51:16
- 2דבר ה׳ זו הלכה · Shabbat 138b:11–12
- 3בי מלכים ימלוכו · Proverbs 8:15
- 4מאן מלכי רבנן · Gittin 62a:14
- 5ומתניתא מלכתא · ראה לקמן מט, ב.
- 6דבר המלך הוא השלטון · Ecclesiastes 8:4
- 7כעבד המקיים מצות המלך ועושה דבריו · מובא בלקו״ש חט״ו ע׳ 315 ומציין שם בהערה 38 ”ולהעיר מתניא פכ״ג”. וראה גם לקו״ש חי״ט ע׳ 401. וראה בד״ה שלום רב תשל״ח בסופו.
Spiegazione del versetto: due dimore ¶20–22
20וזהו וישב יעקב בארץ מגורי אביו. וישב הוא ענין השפלה וירידה ממקום עמידתו. ופי׳ שבחי׳ יעקב יו״ד עקב נמשך ונשפל להיות בארץ מגורי אביו.
E questo è [il significato di] «E Yaakov si stabilì nella terra dei megurei di suo padre». «Si stabilì» (vayeshev) indica un abbassamento e una discesa dal luogo in cui si stava. Il significato è che il livello di Yaakov, yud–akev [yud–tallone], viene attratto verso il basso e abbassato, fino a trovarsi «nella terra dei megurei di suo padre».
Ora viene spiegato il versetto iniziale. «Si stabilì» indica un abbassamento dalla propria posizione: Yaakov, la yud che arriva fino al tallone, viene attratto verso il basso e abbassato, fino a trovarsi «nella terra dei megurei di suo padre».
ומגורי יש בו ב׳ פי׳ הא׳ הוא לשון יראה1 והב׳ הוא לשון אוצר2 כמו מגורה מלאה פירות34 שהוא כלי שאוצרין לתוכו ושניהם עולים בקנה אחד כי יראת ה׳ היא אוצרו5 כתיב.
E megurei ha due significati: il primo è un’espressione di timore, il secondo è un’espressione che indica un magazzino, come in «un granaio (megurah) pieno di prodotti», che è un recipiente nel quale [i prodotti] vengono riposti; i due significati sono collegati, perché è scritto: «Il timore di Havayah è il Suo tesoro».
La parola megurei ha due significati: timore, come in magor (terrore), e magazzino, poiché un granaio è chiamato megurah. I due significati sono collegati, perché il versetto dice: «Il timore di Havayah è il Suo tesoro».
Il paragrafo comincia a interpretare il versetto iniziale: lo stabilirsi di Yaakov è una discesa, e megurei significa sia timore sia magazzino, poiché il timore reverenziale è il recipiente che contiene il tesoro di D‑o.
Secondo la nota di Kehot, il Rebbe (nel maamar Shalom Rav 5738) ha mostrato che entrambi i significati risalgono a Or Torah del Maggid di Mezritch: megurei come timore del proprio Padre nei Cieli e come raccolta, come in «raccoglie d’estate».
Marei mekomos
- 1ומגורי . . לשון יראה · Zohar I, 180a
- 2והב׳ הוא לשון אוצר · Proverbs 10:5
- 3מגורה מלאה פירות · פסחים ד, רע״ב. וש״נ.
- 4מגורה מלאה פירות · Pesachim 4b:1–2
- 5יראת ה׳ היא אוצרו · Isaiah 33:6
21וכן בדברי רז״ל [רבותינו זכרונם לברכה] אוצר של יראת שמים1 שהיא בחי׳ יראה עילאה יראה בשת בבחי׳ בטול הוא כלי קבול לחכמה עילאה שיהא שורה ומתגלה בו
E così anche nelle parole dei nostri Saggi, di benedetta memoria: «un tesoro di timore del Cielo», che è il livello del timore reverenziale superiore, il timore reverenziale della vergogna, nell’aspetto dell’autoannullamento (bittul): esso è un recipiente ricettivo per la sapienza superna (Chochmah), affinché essa vi dimori e vi si riveli.
I Saggi parlano di un «tesoro di timore del Cielo». Questo è il timore reverenziale superiore, il timore reverenziale della vergogna dinanzi alla grandezza di D‑o, che è bittul; esso è il recipiente in cui la Chochmah superna può dimorare e rivelarsi.
ונקרא מגורי אביו כי יעקב הוא בחי׳ יו״ד עקב הוא בחי׳ הארה והמשכה מבחי׳ חכמה עילאה להמשיך עד סוף כל דרגין. ובחי׳ חכמה עילאה נק׳ אביו.2
E ciò è chiamato «i megurei [timori reverenziali] di suo padre», poiché Yaakov è il livello di yud–akev [yud, la lettera, e akev, «tallone»]; egli è il livello dell’illuminazione e dell’attrazione verso il basso dalla Chochmah superna, per far discendere [la sapienza] fino all’estremità di tutti i livelli. E il livello della Chochmah superna è chiamato «suo padre».
Questo timore reverenziale è chiamato «i megurei di suo padre» perché Yaakov rappresenta l’attrazione verso il basso della Chochmah superna fino al livello più basso, e la Chochmah superna è chiamata suo «padre». Così, «la terra dei megurei di suo padre» è il timore reverenziale superiore che accoglie la sapienza di suo padre.
Il paragrafo spiega «i megurei di suo padre» come il timore reverenziale superiore dell’autoannullamento, il tesoro che accoglie la Chochmah superna, il «padre» di Yaakov.
Il Rebbe osservò (Sefer HaMaamarim Melukat) che Torah Ohr dice che la Chochmah superna è chiamata «suo padre» e non semplicemente «padre», alludendo al fatto che si tratta proprio del padre di Yaakov.
Marei mekomos
- 1בדברי רז״ל אוצר של יראת שמים · Berakhot 33b:24
- 2ובחי׳ חכמה עילאה נק׳ אביו · ”י״ל דבלשון התו״א ד”ח״ע נק׳ אביו” (ולא ”נק׳ אב”) — מרומז גם שח״ע נק׳ ”אביו” דיעקב. (סה״מ מלוקט ח״ב ע׳ רז בהערה 104).
22והנה זה הוא בבחי׳ יחודא עילאה ואתדבקו׳ רוחא ברוחא בעסק התורה להיות בטל אליו ית׳ בבחי׳ חכמה עילאה כנ״ל.
Ora, questo appartiene al livello dell’unità superiore (yichuda ila’ah) e all’adesione dello spirito allo spirito nello studio della Torah, per essere in autoannullamento dinanzi a Lui, benedetto Egli sia, nel livello della sapienza superna (Chochmah), come menzionato sopra.
Tutto quanto è stato detto finora appartiene all’unità superiore (yichuda ila’ah), nella quale, studiando la Torah, la persona è in autoannullamento dinanzi a D‑o e il suo spirito aderisce allo spirito di D‑o. In questa unità, il mondo è considerato nulla dinanzi a D‑o.
אך בבחי׳ יחודא תתאה דהיינו להיות כלי ומכון לשבתו ית׳ בבחי׳ קיום העולם בבחי׳ מלכותו שיהיה גם בזה שורה ומתגלה בחי׳ ה׳ אחד.
Ma, nel livello dell’unità inferiore (yichuda tata’ah), cioè nell’essere un recipiente e un luogo per la Sua dimora, benedetto Egli sia, nella dimensione dell’esistenza del mondo, nella dimensione della Sua sovranità (Malchus), affinché anche in questo dimori e si riveli la dimensione di «Havayah è Uno»:
Vi è anche l’unità inferiore: fare dell’esistenza continuativa del mondo, che deriva dalla Malchus di D‑o, una dimora per Lui. Lo scopo è che l’unità di D‑o si riveli nel mondo stesso.
הנה זה נמשך ע״י ישיבה והשפל׳ [והשפלה] אחרת ממדתו של יעקב להמשיך מדת חסד מראש כל דרגין עד סוף כל דרגין בארץ התחתונה הוא כנען שהוא בחי׳ מלכותו ית׳ ומלך במשפט יעמיד ארץ1 והוכן בחסד כסא.2
ciò viene attratto mediante un ulteriore assestamento e abbassamento della qualità di Yaakov, per attrarre la qualità della benevolenza (Chesed) dalla sommità di tutti i livelli fino al termine di tutti i livelli, nella terra inferiore, che è Canaan, la dimensione della Sua sovranità, benedetto Egli sia; e «Un re rende salda la terra con la giustizia», e «il trono è fondato sulla benevolenza».
Ciò richiede un ulteriore «assestamento» e abbassamento di Yaakov: attrarre Chesed, la benevolenza, dal livello più alto fino a quello più basso, nella terra inferiore, Canaan, che è la Malchus di D‑o. I versetti dicono che il re sostiene la terra mediante la giustizia e che il suo trono è fondato sulla benevolenza.
שקיום העולם הוא בחסד כמ״ש עולם חסד יבנה3 דהיינו בעשיית המצות בכלל ששרשם הוא בחי׳ חסד ובפרטות הוא מצות הצדקה וחסד שלכן היא נקראת בשם מצוה סתם כו׳ שהיא שקולה כנגד כל המצות4 כמ״ש בתניא:5
Poiché l’esistenza del mondo si fonda sulla benevolenza, come è scritto: «Il mondo è costruito sulla benevolenza»; vale a dire, mediante la pratica delle mitzvos in generale, la cui radice è il livello di Chesed, e in particolare mediante la mitzvah della carità e della benevolenza; per questo essa è chiamata semplicemente «la mitzvah», ecc., poiché equivale a tutte le mitzvos, come spiegato nel Tanya.
Il mondo si regge sulla benevolenza: in generale, attraverso tutte le mitzvos, la cui radice è Chesed, e in particolare attraverso la carità. Per questo i Saggi chiamano la carità semplicemente «la mitzvah» e per questo essa equivale a tutte le mitzvos, come spiega il Tanya.
Il paragrafo risponde alla domanda iniziale sulla formulazione doppia: «i megurei di suo padre» si riferisce all’unità superiore, raggiunta attraverso la Torah e il timore reverenziale, mentre «la terra di Canaan» si riferisce all’unità inferiore, che fa giungere la benevolenza nel mondo attraverso le mitzvos, soprattutto la carità.
La nota di Kehot riferisce che due manoscritti aggiungono una conclusione: in particolare, la carità donata alla Terra Santa stessa, che è la porta del cielo e corrisponde alla terra superna di Canaan.
Marei mekomos
- 1ומלך במשפט יעמיד ארץ · Proverbs 29:4
- 2והוכן בחסד כסא · Isaiah 16:5
- 3עולם חסד יבנה · Psalms 89:3
- 4שהיא שקולה כנגד כל המצות · Bava Batra 9a:12
- 5מצות הצדקה . . שהיא שקולה כנגד כל המצות כמ״ש בתניא · בלקו״א פרק לז. בבוך 633 (יב, ב) ובבוך 1118 נוסף בסיום המאמר: ”ובפרט בצדקה שעושים עם אה״ק ממש שהוא שער השמים ומכוונת כנגד ארץ כנען העליונה כמו שאה״כ כעיר שחוברה לה יחדיו וד״ל”.
Hai terminato il maamar?
Segnalo come studiato: conta per il siyum settimanale e per quello annuale.
Nell’avodah
Non misurare il tuo legame con D‑o dalla quantità di amore e timore reverenziale che provi: l’anima è discesa proprio per raggiungere un anelito più profondo, che proviene dalla profondità del cuore, contemplando che D‑o trascende ogni pensiero, anche quando si trova di fronte a ciò che sembra lontano da Lui. Prima dello studio della Torah, metti da parte te stesso, affinché la sapienza di D‑o possa posarsi in te; e fai discendere la Sua benevolenza nel mondo attraverso le mitzvos, soprattutto mediante la carità.
Domande di discussione
- Perché un mercante, che sembra «perdere» il proprio denaro, è l’immagine adatta alla discesa dell’anima nel corpo?
- In che cosa il desiderio del cuore differisce dall’amore e dal timore reverenziale che l’anima aveva prima di discendere, e perché è più elevato?
- Che cosa significa trovare D‑o «da lì», in esilio, contemplando ciò che Gli è opposto?
- Perché la voce non udita dell’autoannullamento deve precedere la voce udita dello studio della Torah?
- In che modo i «megurei di suo padre» e «la terra di Canaan» corrispondono all’unità superiore e a quella inferiore?