Torah Ohr · Parashot Vayeishev · Maamar 2
והנה אנחנו מאלמים אלמים כו׳
«Ed ecco, stavamo legando covoni»
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
Raffinare le scintille disperse dei recipienti infranti richiede due fasi: il lavoro dei fratelli dal basso, che unisce i frammenti e li annulla dinanzi a D‑o, e la luce di Yosef dall’Alto, che completa la loro inclusione nella divinità.
Il maamar in breve
Il maamar interpreta il sogno dei covoni di Yosef alla luce della Kabbalah della rottura dei recipienti. I recipienti di Tohu si frantumarono, e la luce li abbandonò, come lettere di una parola separate l’una dall’altra. I loro frammenti divennero la moltitudine delle anime, degli angeli e delle scintille divine, sempre più divisa quanto più in basso cadeva. Le 288 scintille del Mondo dell’Emanazione (Atzilus) si sono suddivise in innumerevoli frammenti nel Mondo dell’Azione (Asiyah): per questo l’esilio è tanto lungo. Il compito del popolo ebraico è riunirle nell’unità di D‑o, «un solo popolo nella terra». Il legare i covoni da parte dei fratelli costituisce questo primo raffinamento: essi raccolgono le scintille disperse e le elevano come mayin nukvin (acque femminili) alla sovranità (Malchus) di Atzilus, in un autoannullamento (bittul) così completo da essere «muto» (illem, richiamando alumim [covoni]), come un feto nel grembo. Si tratta ancora soltanto dell’unità inferiore (yichuda tata’ah). Una seconda fase di raffinamento, mayin duchrin (acque maschili) dal Nome Mah attraverso la sapienza (Chochmah), deve giungere dall’Alto: questo è Yosef, la cui radice è nel fondamento (Yesod) di Atzilus. L’inchino dei covoni è l’autoannullamento dei fratelli, che fa discendere la sua luce; l’inchino di Yaakov, invece, fece giungere a Yosef una luce avvolgente. I fratelli lo odiavano perché scambiarono la loro radice nell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) per il loro livello effettivo, che è in Beriah.
Schema
- La rottura come separazioneI re di Tohu cadono; la rottura significa frammentazione, come lettere separate l’una dall’altra, e genera la molteplicità della creazione, che aumenta quanto più in basso essa cade.¶1–5
- Il fiume che si divideIl fiume dell’Eden rimane uno in Atzilus e si divide da Beriah in giù; angeli, anime e le 288 scintille si moltiplicano a ogni livello.¶6–11
- Perché l’esilio è tanto lungoLe 288 scintille di Atzilus si sono spezzate in innumerevoli frammenti nei mondi inferiori, perciò il loro raffinamento richiede moltissimo tempo.¶12
- Rendere uno ciò che è molteplice«Tu li hai fatti tutti con sapienza»: la sapienza (Chochmah) riunisce i frammenti, e Israele realizza l’unità anche nel mondo più basso.¶13–16
- Legare i covoni: il primo raffinamentoI fratelli elevano le scintille come mayin nukvin alla sovranità (Malchus) di Atzilus; un simile autoannullamento è «muto», come un feto nel grembo.¶17–22
- Il secondo raffinamento dall’AltoMayin duchrin, il Nome Mah attraverso Chochmah, deve completare il raffinamento, come l’amore e il timore reverenziale donati da D‑o completano quelli dell’uomo; questo è il livello di Yosef.¶23–27
- I covoni si inchinanoYosef partecipa al primo raffinamento, ma soltanto lui porta il secondo; l’inchino esprime sia l’autoannullamento sia la discesa dall’Alto, chiarendo così entrambi i sogni.¶28–33
- L’errore dei fratelliI fratelli pensavano che la loro radice in Zeir Anpin li rendesse pari a Yosef, ma essi si trovano in Beriah, mentre lui è nel fondamento (Yesod) di Atzilus.¶34–35
Concetti chiave
- La rottura dei recipientiשבירת הכלים
- La rottura dei recipienti di Tohu, intesa qui come la loro separazione in numerosi frammenti, da cui deriva la molteplicità della creazione.
- Le 288 scintilleרפ״ח ניצוצין
- Le scintille di luce cadute insieme ai recipienti infranti, contate come 288 in Atzilus e suddivise in innumerevoli frammenti nei mondi inferiori.
- Raffinamentoבירור
- L’estrazione delle scintille sante dai mondi inferiori e la loro elevazione di nuovo alla divinità, che avviene in due fasi.
- Mayin nukvin (acque femminili)מיין נוקבין
- Il risveglio e l’ascesa dal basso; qui, le scintille raffinate che vengono elevate con autoannullamento alla sovranità (Malchus) di Atzilus.
- Mayin duchrin (acque maschili)מיין דוכרין
- Il flusso dall’Alto che risponde all’ascesa: la luce del Nome Mah attraverso Chochmah; qui, il livello di Yosef.
- Gestazioneעיבור
- Lo stato di totale assorbimento nella propria fonte, senza esistenza indipendente né capacità di dare, come un feto; è lo stato delle scintille che ascendono.
- L’unità inferiore e l’unità superiore (yichuda ila’ah)יחודא תתאה ויחודא עילאה
- L’unità inferiore è l’autoannullamento di una creatura; quella superiore è la vera unità con D‑o, nella quale la dimensione inferiore deve essere assorbita.
La rottura come separazione ¶1–5
1והנה אנחנו מאלמים אלמים12 כו׳. כתיב אלה המלכים אשר מלכו3 כו׳ שהן ז׳ מלכין קדמאין דתהו שנפלו בשבה״כ [בשבירת הכלים]4 למטה לשם ב״ן [שם ב״ן] דאצי׳ מקור דבי״ע ומשם ירדו בבי״ע וזהו ענין מיתת המלכים כידוע.5
«Ed ecco, noi stavamo legando covoni», ecc. È scritto: «Questi sono i re che regnarono», ecc.: sono i sette re primordiali di Tohu, che caddero, nella frantumazione dei recipienti, fino al Nome Ban del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), fonte dei Mondi della Creazione (Beriah), della Formazione (Yetzirah) e dell’Azione (Asiyah); e da lì discesero nei mondi di Beriah, Yetzirah e Asiyah. Questo è il significato della «morte dei re», come è noto.
Il maamar si apre con il primo sogno di Yosef, in cui lui e i suoi fratelli legano covoni nel campo, e passa subito all’elenco dei re edomiti che «regnarono e morirono», che la Kabbalah interpreta come i sette re di Tohu, il mondo primordiale i cui recipienti non riuscirono a contenere la loro luce e si frantumarono. La loro caduta giunse fino al Nome Ban di Atzilus (l’aspetto femminile e ricettivo, identificato con la sovranità (Malchus)), fonte da cui attingono i tre mondi inferiori di Beriah, Yetzirah e Asiyah; da lì discesero in quei mondi. Questa discesa è ciò che la Kabbalah chiama «la morte dei re».
Il paragrafo introduce il tema: il versetto del maamar sul legare covoni sarà letto sullo sfondo della frantumazione dei recipienti di Tohu e della loro caduta nei mondi inferiori.
I sette re di Edom (Genesis 36:31–39), dopo ciascuno dei cui regni è scritto «e morì», sono l’immagine che l’Arizal usa per le sette emanazioni divine (Sefiros) emotive di Tohu. Del solo ottavo re, Hadar, non è detto che morì; l’Arizal interpreta questo fatto come l’inizio del mondo di Tikkun.
Marei mekomos
- 1והנה אנחנו מאלמים אלומים · ב׳ הנחות אחרות — בסה״מ תקס״ה ע׳ צט. וראה במאמרי אדה״ז הקצרים ע׳ יח. ובמגדל עוז ע׳ שפט שרבינו הזקן למד ענין זה מהרה״ק אברהם בן הה״מ ז״ל. באוה״ת בראשית כרך ו תתרפב, א המאמר עם הגהות אחרות נדפס מגוכתי״ק כ״ק הצ״צ שנכתבו כנראה בחיי כ״ק אדה״א או קודם לזה. ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. ראה הנחות — תרט״ז ד״ה והנה אנחנו שמבאר הענינים של המאמר. ראה ד״ה פדה בשלום תשל״ה.
- 2והנה אנחנו מאלמים אלומים · Genesis 37:7
- 3אלה המלכים אשר מלכו · Genesis 36:31
- 4שהן ז׳ מלכין קדמאין דתהו שנפלו בשבה״כ · ראה לקמן קי, ד. ביאוה״ז להצ״צ כרך א ע׳ רפא.
- 5ומשם . . כידוע · באוה״ת שם ליתא.
2והנה בשבה״כ [בשבירת הכלים] נפלו כמה בחי׳ דהיינו הן בחי׳ נשמות והן בחי׳ מלאכים והן בחי׳ כחות אלקיים עצמם כולם נשברו ונפלו למטה בבי״ע והכחות אלקים נפילתן היינו שירדו להחיות בי״ע כו׳.
Ora, nella frantumazione dei recipienti caddero diversi livelli: il livello delle anime, quello degli angeli e quello delle potenze divine stesse. Tutti furono frantumati e caddero in basso nel Mondo della Creazione (Beriah), nel Mondo della Formazione (Yetzirah) e nel Mondo dell’Azione (Asiyah); e la caduta delle potenze divine significa che esse discesero per dare vita a Beriah, Yetzirah e Asiyah, ecc.
Nella frantumazione caddero tre tipi di entità: le radici delle anime, le radici degli angeli e le potenze divine stesse. Per quanto riguarda le potenze divine, «cadere» non significa che divennero profane: significa che discesero per diventare la forza vitale dei mondi inferiori.
ופי׳ וענין השבירה של הכלים ושל הנצוצות כו׳. הוא ענין התפרדותן לחלקים רבים כמו עד״מ תיבת ברוך כשאותיותי׳ [כשאותיותיה] מצורפות בתיבה זו מתלבש בהן השכלה שהוא ענין הברכה1
La spiegazione e il significato della frantumazione dei recipienti e delle scintille, ecc., consistono nel fatto che essi si separarono in molte parti. Per analogia: la parola ברוך («benedetto»). Quando le sue lettere sono unite in questa parola, in esse si veste un concetto, cioè il concetto della benedizione;
Ora l’Alter Rebbe definisce che cosa significhi «frantumazione»: non distruzione, ma separazione in molte parti. La sua analogia è la parola ebraica Baruch («benedetto»): finché le sue lettere restano unite, esse veicolano il concetto della benedizione.
אבל כשיתפרדו הד׳ אותיות אלו זמ״ז [זה מזה] להיות הבי״ת בפ״ע [בפני עצמו] וכן הרי״ש וכו׳ אזי לא ימצא בהן התלבשות השכלה זאת כלל.2
ma quando queste quattro lettere si separano l’una dall’altra, così che la bet resta da sola, e altrettanto la resh, ecc., allora questo concetto che vi era vestito non si troverà affatto in esse.
Quando le quattro lettere vengono separate, ciascuna, da sola, non veicola più quel concetto. Allo stesso modo, quando i recipienti si separarono, la luce che contenevano non poté più dimorare in essi.
La frantumazione dei recipienti viene definita come una frammentazione: le parti che un tempo formavano un tutto significativo si separano, e il significato — la luce — non dimora più in esse.
Un maamar del Rebbe del 5735 (citato nelle note Kehot) aggiunge due punti: qui «benedizione» (berachah) significa anche far discendere; e, anche dopo che le lettere si separano, rimane una certa traccia del fatto che erano state unite, perché la santità non abbandona mai del tutto il proprio luogo.
Marei mekomos
- 1שהוא ענין הברכה · בד״ה פדה בשלום תשל״ה (הנחה בלתי מוגהה) מוסיף ”היינו ברכה לשון המשכה”.
- 2אזי לא ימצא בהן התלבשות השכלה זאת כלל · בד״ה פדה בשלום תשל״ה מוסיף: ”היינו שאין השכלה זו בגילוי, אבל בטח שנשאר איזה רושם מזה שהיו אותיות אלו ביחד, שהרי קדושה לא זזה ממקומה”.
3ועד״ז הוא שבה״כ [שבירת הכלים] דתהו שנתפרדו הכלים לחלקים רבים מפורדים זמ״ז [זה מזה] עד שנסתלק מהם האור שהי׳ [שהיה] מתלבש בתוכן קודם פירוד זה.
Allo stesso modo avvenne la rottura dei recipienti di Tohu: i recipienti si divisero in molti frammenti, separati gli uni dagli altri, finché la luce che si era rivestita al loro interno prima di questa separazione si ritirò da essi.
L’analogia viene applicata: i recipienti di Tohu si ruppero in molti frammenti distinti e, non essendo più integri, la luce che li aveva riempiti si ritirò.
ומצד זה ירדו במדרגה בבחי׳ בי״ע ונתהוו מזה עולמות הנפרדים ברואים רבים מינים ממינים שונים כמ״ש היש מספר1 כו׳.
Per questo discesero di livello, al livello del Mondo della Creazione (Beriah), del Mondo della Formazione (Yetzirah) e del Mondo dell’Azione (Asiyah); da ciò vennero all’esistenza i mondi della separazione: molte creature, specie su specie di generi diversi, come è scritto: «C’è forse un numero [alle Sue schiere]?» ecc.
Avendo perduto la loro luce, i frammenti sprofondarono al livello dei Mondi della Creazione, della Formazione e dell’Azione; da essi ebbero origine i «mondi della separazione»: una moltitudine immensa di creature distinte e di specie. Il versetto «C’è forse un numero alle Sue schiere?» esprime questa moltitudine incalcolabile.
La frammentazione di Tohu è all’origine della molteplicità dei mondi creati: le molte creature separate sono i frammenti dispersi dei recipienti infranti.
Marei mekomos
- 1היש מספר · Job 25:3
4והנה עצמות המאציל ב״ה הוא יחיד ומיוחד בתכלית היחוד כנודע
Ora, l’Essenza dell’Emanatore, benedetto Egli sia, è singolare e unica nella più assoluta unità, come è noto.
L’Essenza stessa di D‑o, qui chiamata «l’Emanatore», è assolutamente una, al di là di qualsiasi traccia di pluralità.
ולזאת כדי שיתהוו בחי׳ הנבראים שהם בבחי׳ רבוי גדול ובבחי׳ פירוד שהם בחי׳ יש ודבר בפ״ע [בפני עצמו] שזהו ממש המנגד אל אמתות אחדותו ב״ה שאין עוד מלבדו.1 הוצרך להיות ע״י שבה״כ [שבירת הכלים]
Perciò, affinché venissero all’esistenza gli esseri creati, che si trovano in uno stato di grande molteplicità e separazione, ossia nello stato di qualcosa, di un’entità a sé stante, che è proprio l’opposto della verità della Sua unità, benedetto Egli sia, secondo cui «non c’è altro all’infuori di Lui», fu necessario che ciò avvenisse mediante la rottura dei recipienti:
Gli esseri creati sono molti, e ciascuno si sente un «qualcosa» separato e a sé stante, proprio l’opposto della verità dell’unità di D‑o, espressa nel versetto «non c’è altro all’infuori di Lui». Perché tali esseri venissero all’esistenza, fu necessaria la rottura dei recipienti.
שמחמת שנתפרדו לחלקים קטנים רבים מאד עי״ז נעשה בחי׳ הרבוי של הנבראים וגם ע״י פירוד זה נעשה כל נברא מהות בפ״ע [בפני עצמו] שכל מלאך מובדל מחבירו כו׳.
Poiché si separarono in moltissime piccole parti, da ciò ebbe origine la molteplicità degli esseri creati; inoltre, attraverso questa separazione, ogni creatura divenne un’entità a sé stante, cosicché ogni angelo è distinto dal proprio compagno, ecc.
Poiché i recipienti si spezzarono in innumerevoli piccole parti, la creazione divenne molteplice; e poiché le parti erano separate, ogni creatura divenne un’entità distinta a sé stante, cosicché persino ciascun angelo è distinto da tutti gli altri.
Il paragrafo spiega perché la rottura fosse necessaria: un mondo costituito da molti esseri separati, opposto all’unità di D‑o, poteva derivare soltanto da recipienti che si erano spezzati.
Marei mekomos
- 1שאין עוד מלבדו · Deuteronomy 4:35
5והנה כאשר ירדו הכלים והנצוצות מאת פניו ית׳ לפי גודל הירידה כך נעשה בהם הפירוד והרבוי.
Ora, quando i recipienti e le scintille discesero dinanzi a Lui, benedetto Egli sia, la separazione e la molteplicità che si produssero in essi furono proporzionate all’entità della discesa.
Il grado di separazione dipende da quanto in basso caddero i frammenti: più sono lontani da D‑o, più si frammentano e si moltiplicano.
וכל שעדיין לא ירדו כ״כ [כל כך] אזי לא הי׳ [היה] הפירוד כ״כ [כל כך] כי כל הקרוב קרוב יותר אליו ית׳ יש בו יותר הבטול והאחדות
Quanto non era ancora disceso così in basso non presentava altrettanta separazione, poiché tutto ciò che è più vicino a Lui, benedetto Egli sia, possiede un grado maggiore di autoannullamento (bittul) e di unità;
I frammenti che non caddero così in basso sono meno divisi, perché la vicinanza a D‑o porta a un maggiore autoannullamento e a una maggiore unità.
וכל שנתרחקו יותר אזי נעשה בהן יותר הפירוד והרבוי ונמצא כשנפלו למטה בעשייה נעשה הפירוד והרבוי ביותר.
e quanto più si allontanavano, tanto più in essi si producevano separazione e molteplicità. Ne consegue che, quando caddero in basso, nel Mondo dell’Azione (Asiyah), la separazione e la molteplicità raggiunsero il massimo.
Quanto più qualcosa è lontano da D‑o, tanto più è diviso e moltiplicato. Perciò in Asiyah, il mondo più basso, la frammentazione e la molteplicità raggiungono il loro massimo.
Questo paragrafo enuncia il principio che attraversa tutto il maamar: la separazione cresce con la distanza da D‑o e raggiunge il suo culmine nel mondo più basso.
Il fiume che si divide ¶6–11
Questo è quanto è scritto: «Un fiume esce da Eden per irrigare il giardino, e da lì si divide», ecc.
Il versetto sul fiume che esce da Eden per irrigare il giardino, «e da lì si divide», illustra questa regola.
שהנהר הנמשך מעדן שהוא חכ׳ [חכמה] דאצילות בהיותה נמשכת והולכת דרך כל עולם האצי׳ עד הגן הוא בחי׳ מל׳ דאצילות הוא הכל נהר אחד עדיין מושלל מגדר ההתחלקות בתכלי׳ [בתכלית].
Il fiume che viene tratto da Eden, che è la sapienza (Chochmah) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), mentre viene tratto e attraversa tutto il Mondo di Atzilus fino a [raggiungere] il giardino, che è il livello della sovranità (Malchus) di Atzilus, è ancora un unico fiume, del tutto al di là di ogni limite di divisione.
Il fiume che scorre da Eden è la Chochmah di Atzilus, la sapienza divina che è la fonte del flusso. Finché scorre attraverso Atzilus fino al «giardino», che è la Malchus di Atzilus, è ancora un unico fiume indiviso.
כי באצי׳ איהו וגרמוהי חד שהן בבחי׳ ביטול אמיתי למאצילן ומיוחדין עמו בתכלית היחוד שהוא הפוך הפירוד והרבוי כו׳.
Infatti, in Atzilus «Egli e i Suoi recipienti (ihu vegarmohi) sono uno»: essi sono in uno stato di autentico autoannullamento (bittul) davanti a Colui che li emana, e sono uniti a Lui nella più perfetta unità, che è l’opposto della separazione e della molteplicità, ecc.
Il motivo è che in Atzilus le emanazioni divine (Sefiros) sono una cosa sola con D‑o, come afferma la formula dello Zohar: «Egli e i Suoi recipienti sono uno». Esse sono completamente annullate davanti a Lui e unite a Lui, l’opposto della separazione.
Il fiume di Eden è il modello del flusso della luce divina: in Atzilus rimane uno, perché tutto ciò che vi si trova è unito a D‑o.
I «Suoi recipienti» (גרמוהי) sono i recipienti delle Sefiros di Atzilus. La loro unità con D‑o è ciò che fa di Atzilus il «mondo dell’unità», in contrapposizione ai «mondi della separazione» sottostanti.
Marei mekomos
- 1ונהר יוצא מעדן · Genesis 2:10
7וכיון שמגיע הנהר בראש הבריאה אזי כתיב ומשם יפרד והיה לד׳ ראשים. ואף שלא נתוסף בו מים עכ״ז [עם כל זה] נתפרד והיו לד׳ חלקים.
E quando il fiume raggiunge la sommità del Mondo della Creazione (Beriah), allora è scritto: «e da lì si divide e diventa quattro capi». Benché non gli fosse stata aggiunta acqua, nondimeno si divise e divenne quattro parti.
Quando il fiume raggiunge la sommità di Beriah, il primo mondo dell’esistenza separata, il versetto dice: «da lì si divide e diventa quattro capi». Non gli è stato aggiunto nulla, eppure è diventato quattro: la divisione proviene dal mondo inferiore, non dal fiume stesso.
והן ד׳ מחנות שכינה פני ארי׳ [אריה] אל הימין פני שור1 כו׳. אך הם חלקים כוללים עדיין שכל חלק מהם כולל כמה פרטים רבים.
Questi sono i quattro accampamenti della Presenza divina (Shechinah): «il volto di un leone a destra, il volto di un bue», ecc. Tuttavia, si tratta ancora di parti generali, ciascuna delle quali comprende molti particolari.
I quattro capi sono i quattro accampamenti della Shechinah, i quattro volti del carro di Ezekiel: il leone, il bue, l’aquila e l’uomo. Ma sono ancora divisioni generali, ciascuna delle quali contiene molti particolari.
Sulla soglia di Beriah, l’unico flusso si divide per la prima volta in quattro parti generali.
Nella Kabbalah i quattro accampamenti della Shechinah sono guidati dagli angeli Michael, Gavriel, Uriel e Refael, che corrispondono ai quattro volti del carro; il paragrafo seguente prosegue con Michael e Gavriel.
Marei mekomos
- 1פני ארי׳ אל הימין פני שור · Ezekiel 1:10
8ובירידת המדרגה עוד נתחלק מבחי׳ מיכאל שהוא בחי׳ פני אריה לקפ״ו אלף בחינות מחולקות שהן מחנה מיכאל.
Man mano che il livello discende ulteriormente, il livello (bechinah) di Michael, che è la bechinah del volto del leone, si suddivide in 186.000 aspetti distinti, che costituiscono la schiera di Michael.
Man mano che il flusso discende ulteriormente, ciascuna schiera generale si suddivide ancora: Michael, il volto del leone, diventa 186.000 aspetti distinti, gli angeli della sua schiera.
וכן מבחי׳ גבריאל שהוא בחי׳ פני שור נתחלק לחלקים רבים שהם כל פרטי המלאכים דמחנה גבריאל כו׳ וכ״ז [וכל זה] הוא עדיין בעולם הבריאה וביצירה מתחלק עוד לפרטים יותר שהן הרוחות דיצירה.
Così anche la bechinah di Gavriel, che è la bechinah del volto del bue, si suddivide in molte parti, costituite da tutti i singoli angeli della schiera di Gavriel, e così via. Tutto questo si trova ancora nel Mondo della Creazione (Beriah); nel Mondo della Formazione (Yetzirah) la suddivisione procede ulteriormente, in aspetti ancora più particolari, che sono i ruchos (spiriti) di Yetzirah.
Anche Gavriel, il volto del bue, si suddivide in tutti i singoli angeli della sua schiera. Questo avviene ancora in Beriah; in Yetzirah la suddivisione diventa ancora più fine, arrivando ai ruchos (spiriti) di Yetzirah.
ובעשיה מתחלק עוד לחלקים רבים ביותר שהם הנפשות דעשיה והכל הוא מבחי׳ שבה״כ [שבירת הכלים] שמתפררים בפירור אחר פירור ורבוי אחר רבוי כנ״ל.
E nel Mondo dell’Azione (Asiyah) si suddivide ulteriormente in un numero ancora maggiore di parti, che sono le nefashos (anime o forze vitali) di Asiyah. Tutto ciò deriva dalla frantumazione dei recipienti, mentre essi si frantumano frammento dopo frammento, molteplicità dopo molteplicità, come spiegato sopra.
In Asiyah la suddivisione raggiunge il grado più fine, arrivando alle nefashos (anime o forze vitali) di Asiyah. Tutto questo è l’effetto continuo della frantumazione: frammento dopo frammento, molteplicità dopo molteplicità.
אך המלאכים הם אשר כבר נתקנו בבחי׳ עולם התקון וזהו הנק׳ ואשר משרתיו כולם עומדים כו׳. ובחי׳ יוצר משרתי׳ [משרתים] הם המתבררי׳ בכ״י [בכל יום] כו׳:
Ma gli angeli sono coloro che sono già stati rettificati nel livello del Mondo del Tikkun; questo è ciò che viene chiamato «e i cui servitori stanno tutti», ecc. E il livello di «Colui che forma i servitori» è costituito da coloro che vengono raffinati ogni giorno, e così via.
Gli angeli stessi, tuttavia, sono già stati rettificati e fanno parte del Mondo del Tikkun; sono gli angeli della preghiera mattutina, «i cui servitori stanno tutti» nelle altezze. Gli angeli di «Colui che forma i servitori» sono invece coloro che vengono ancora raffinati ogni giorno.
Gli angeli mostrano nel dettaglio questo principio: una schiera diventa migliaia, e migliaia diventano ancora più numerose in ciascun mondo inferiore, tutto come conseguenza della frantumazione.
Le due espressioni provengono dalla benedizione Yotzer, recitata prima dello Shema mattutino, che parla di D‑o come di Colui «che forma i servitori» e dei servitori che «stanno tutti nelle altezze del mondo». L’Alter Rebbe distingue gli angeli che stanno stabilmente, già rettificati, da quelli che vengono formati di nuovo man mano che ogni giorno le scintille vengono raffinate.
9והנה כמו שהוא במלאכים כך עד״ז נמצא בנשמות שע״י רבוי ירידת המדרגות בהשתלשלות העולמות מתפררים לחלקים קטנים מאד ברבוי אחר רבוי כו׳
Ora, proprio come avviene per gli angeli, così accade anche per le anime: attraverso i numerosi livelli di discesa lungo la catena discendente dei mondi (hishtalshelus), esse si scompongono in parti piccolissime, in una molteplicità dopo l’altra, e così via.
Le anime seguono la stessa regola degli angeli: scendendo attraverso la catena dei mondi, si suddividono in parti sempre più piccole.
כי ד׳ דגלי מדבר הם מספר שרשי הנשמות בעולם הבריאה ונשמת יהודה כוללת כל הנשמות שבמחנה יהודה
Infatti, le quattro insegne del deserto corrispondono al numero delle radici delle anime nel Mondo della Creazione (Beriah); e l’anima di Yehudah comprende tutte le anime dell’accampamento di Yehudah,
Le quattro insegne dell’accampamento israelita nel deserto corrispondono alle quattro categorie-radice delle anime in Beriah. L’anima di Yehudah contiene tutte le anime del suo accampamento.
ואח״כ נתחלק להרבה נשמות פרטיים שבדגל מחנה יהודה וכן בשאר הדגלים והשבטים עד שנעשו ס״ר בעולם הבריא׳ [הבריאה].
e in seguito essa si suddivise in molte anime individuali nell’insegna dell’accampamento di Yehudah; lo stesso avvenne per le altre insegne e tribù, finché divennero seicentomila nel Mondo della Creazione.
Da lì essa si suddivide nelle anime individuali dell’insegna di Yehudah, e così avviene per le altre insegne e tribù, finché in Beriah esse ammontano a 600.000.
כי התורה מדברת הכל בעולם הבריאה אבל ביצירה נתרבו החלקים יותר במספר גדול הם בבחי׳ הרוח דיציר׳.
Poiché la Torah parla interamente del Mondo della Creazione; ma nel Mondo della Formazione (Yetzirah) le parti si moltiplicarono ulteriormente, raggiungendo un numero molto grande, e sono al livello del ruach (spirito) di Yetzirah.
Il resoconto della Torah, con gli accampamenti e le tribù numerati, descrive le anime così come sono in Beriah. In Yetzirah esse si moltiplicano ulteriormente, fino al livello del ruach delle anime.
Il paragrafo mette in corrispondenza la discesa delle anime con gli accampamenti del deserto: quattro insegne, dodici tribù, 600.000 anime in Beriah e molte altre ancora nei livelli inferiori.
10ובעשי׳ [ובעשיה] המספר של הנפשות דעשייה הוא גדול יותר מכולן. אך הס״ר נשמות הם שכבר נתקנו ונתבררו1 משבה״כ [משבירת הכלים] ונכללו בעולם התקון.
Nel Mondo dell’Azione (Asiyah), il numero delle nefashos [anime] di Asiyah è superiore a quello di tutti gli altri. Ma le seicentomila anime sono quelle che sono già state rettificate e purificate dalla frantumazione dei recipienti e incluse nel Mondo del Tikkun [rettificazione].
In Asiyah, il numero delle anime di livello nefesh è il più grande di tutti. Ma le 600.000 anime-radice sono già state rettificate e purificate dalla frantumazione e appartengono al Mondo del Tikkun.
וכמו שנמצא ענין השבירה שהוא בחי׳ הרבוי והפירוד בנשמות ומלאכי׳ כנ״ל כך ימצא בכחות האלקיים ממש שנתחלקו לחלקים רבים מאד ונתפזרו לבי״ע כו׳
E proprio come la rottura, che consiste nella molteplicità e nella separazione, si riscontra nelle anime e negli angeli, come spiegato sopra, così si riscontra anche nelle stesse potenze divine: esse si divisero in moltissime parti e furono disperse nel Mondo della Creazione (Beriah), nel Mondo della Formazione (Yetzirah) e in Asiyah, ecc.
La stessa frammentazione che si trova nelle anime e negli angeli riguarda anche le potenze divine stesse: anch’esse si divisero in innumerevoli parti, disperse in Beriah, Yetzirah e Asiyah.
וכל מה שירדו יותר בירידת המדרגה נתרבה יותר הפירוד דהיינו שכל חלק וכל נצוץ נתחלק עוד לנצוצות וחלקים רבים ע״ד הנ״ל במלאכי׳ ונשמות
E quanto più esse discendevano di livello, tanto più aumentava la separazione; vale a dire che ogni parte e ogni scintilla si divideva ulteriormente in molte scintille e parti, secondo quanto spiegato sopra a proposito degli angeli e delle anime.
E quanto più discendevano, tanto più ogni parte e scintilla si divideva in altre scintille, proprio come accadeva per gli angeli e le anime.
Poiché è noto, a proposito del versetto «e lo spirito di D‑o aleggiava (merachefes)», che merachefes [si scrive] «288 (רפ״ח) morirono (מת)»; vale a dire, 288 scintille cadute dal Mondo del Tohu [caos] insieme ai recipienti che si erano frantumati.
Questo si basa sulla lettura dell’Arizal del versetto «lo spirito di D‑o aleggiava (merachefes)»: le lettere di merachefes compongono «288 morirono», cioè le 288 scintille cadute dal Tohu insieme ai recipienti frantumati.
Dopo aver parlato delle anime e degli angeli, il paragrafo applica il principio alle scintille divine stesse, che l’Arizal enumera in 288.
In Etz Chaim, le 288 scintille sono la porzione di luce rimasta all’interno dei recipienti frantumati per mantenerli in vita almeno in misura minima, così che potessero in seguito essere rettificati.
Marei mekomos
- 1הס״ר נשמות הם שכבר נתקנו ונתבררו · ראה בארוכה בביאור הצ״צ על פ׳ ח״ש נדפס לעיל בהוספות. לקו״ש ח״י ע׳ 119 הערה 29.
- 2כי הנה ידוע ע״פ ורוח אלקים מרחפת · מאמרי אדה״ז פרשיות בראשית ע׳ א. וראה מאמרי אדה״א בראשית ע׳ נו.
- 3ורוח אלקים מרחפת · Genesis 1:2
- 4רפ״ח מת · ראה ע״ח שער רפ״ח ניצוצין פ״א. ראה גם בה״ז בלק קט, ד. סה״מ תקס״ה ע׳ קד. מאמרי אדה״א בראשית ע׳ נו. מאמרי אדה״ז — פרשיות פ׳ בראשית ע׳ ה. סה״מ תרל״ב ח״ב ע׳ שעו. סה״מ אעת״ר ע׳ קפב. ועוד.
- 5רפ״ח מת · Sefer Etz Chaim 18:2
11ומספר רפ״ח הוא בחי׳ הפירוד של הנצוצין שנפלו כמו שהיו עדיין באצילות1 שזהו ראשית ירידתן שאז נתפרדו למספר רפ״ח וזהו רפ״ח מת2 כו׳.3
Il numero 288 è la separazione delle scintille cadute quando erano ancora nel Mondo dell’Emanazione (Atzilus), che costituisce l’inizio della loro discesa: allora si divisero nel numero di 288. Questo è «288 morirono», e così via.
Il numero 288 descrive le scintille nella prima fase della loro caduta, quando erano ancora in Atzilus; quella prima divisione in 288 è ciò a cui si riferisce l’espressione «288 morirono».
אבל אח״כ כשנפלו מאצי׳ לעולם הבריאה אזי כל נצוץ מרפ״ח נצוצים הנ״ל שבאצי׳ נתחלק שם בבריאה לחלקים רבים מאד
Ma in seguito, quando caddero da Atzilus al Mondo della Creazione (Beriah), ciascuna delle 288 scintille di Atzilus menzionate sopra si divise lì, in Beriah, in moltissime parti.
Quando caddero da Atzilus in Beriah, ciascuna delle 288 scintille si divise lì in moltissime parti.
וכשנפלו מבריאה ליצירה אזי נתחלקו עוד לחלקים ונצוצים קטנים וכן מיצי׳ [מיצירה] לעשיה נתחלקו ונתפרדו עוד ביותר לאלפים ורבבות.4
E quando caddero da Beriah al Mondo della Formazione (Yetzirah), si divisero ulteriormente in piccole parti e scintille; e allo stesso modo, da Yetzirah al Mondo dell’Azione (Asiyah), si divisero e si separarono ancora di più, in migliaia e miriadi.
Quando caddero da Beriah a Yetzirah si divisero ancora; e da Yetzirah ad Asiyah si divisero ulteriormente, in migliaia e decine di migliaia di minuscole scintille.
Le 288 scintille si contano così come sono in Atzilus; nei mondi inferiori, ciascuna si frantuma in innumerevoli scintille più piccole. Questo prepara la domanda del paragrafo successivo sulla durata dell’esilio.
Marei mekomos
- 1כמו שהיו עדיין באצילות · ראה לקו״ש חט״ו ע׳ 524.
- 2וזהו רפ״ח מת · Sefer Etz Chaim 18:2
- 3וזהו רפ״ח מת כו׳ · באוה״ת גוכתי״ק הצ״צ: ”וזהו מת רפ״ח כו׳”. וכ״ה הלשון בלקו״ת מטות פב, ד. וכ״ה בע״ח שער רפ״ח ניצוצין פ״א. וראה בהנסמן למאמרי אדה״ז — פרשיות פ׳ בראשית ע׳ א.
- 4כי הנה ידוע · קטע מכאן מובא בסה״מ תרל״ד ע׳ קמה.
Perché l’esilio è tanto lungo ¶12
12ובזה יובן מה שנמשך הגלות כ״כ [כל כך] הרבה יותר מן י״ז מאות שנה וידוע שהכוונה הכל לברר הרפ״ח ניצוצים וכשיוגמרו הברורי׳ [הברורים] יבא משיח בב״א [במהרה בימינו אמן].
Per mezzo di ciò comprenderemo perché l’esilio si sia protratto così a lungo, ben oltre mille e settecento anni. È noto che l’intero scopo è raffinare le 288 scintille e che, quando il raffinamento sarà completato, Mashiach verrà presto ai nostri giorni.
L’insegnamento sulle 288 scintille e sulla loro frammentazione risponde a una domanda concreta: perché l’esilio si è protratto così a lungo, già da più di 1.700 anni all’epoca in cui ciò fu detto? L’intero scopo dell’esilio è raffinare le 288 scintille e, una volta compiuto ciò, Mashiach verrà.
וא״כ הוא תמוה וכי אפשר שלא נתברר עדיין רפ״ח נצוצים במשך רב כזה אשר דור הולך ודור בא1 וכל א׳ מישראל מברר חלקו שצריך לברר
Se è così, ciò è sconcertante: è possibile che le 288 scintille non siano ancora state raffinate nel corso di un periodo così lungo, nel quale «una generazione va e una generazione viene», e ogni ebreo raffina la parte che deve raffinare?
La domanda viene precisata: 288 è un numero esiguo e, nel corso di tante generazioni, ogni ebreo ha raffinato le scintille che appartengono alla sua parte.
ומה גם שמספרן של ישראל שצריכי׳ לברר הרפ״ח הם ס״ר כיוצאי מצרים והרי עתה ב״ה ישראל רבים יותר ממספר זה2 יוסף ה׳ עליהם כו׳
A maggior ragione, poiché il numero degli ebrei che devono raffinare le 288 scintille è di seicentomila, come quelli che uscirono dall’Egitto; e ora, grazie a D‑o, gli ebrei superano tale numero: «possa Havayah accrescerli», ecc.;
Coloro che operano sono numerosi: 600.000 anime, il numero di coloro che uscirono dall’Egitto; e già ai tempi dell’Alter Rebbe il popolo ebraico era cresciuto oltre quel numero.
וכ״ש [וכל שכן] בזמן הקדמוני׳ שהי׳ [שהיה] נמצא כפרים שהיו בהם יותר מס״ר כמ״ש בגמ׳ [בגמרא] כפר שחליים3 כו׳.
e a maggior ragione in tempi antichi, quando vi erano villaggi che contavano più di seicentomila [persone al loro interno], come dice la Gemara a proposito del villaggio di Shechalayim, ecc.
Come riferisce la Gemara, in epoca talmudica singoli villaggi ospitavano più di 600.000 persone. Con così tanti operatori e in un periodo tanto lungo, come potevano esserci ancora 288 scintille da raffinare?
אלא שהוא משום שלמטה בעשייה נתפרדו הניצוצי׳ לאלפים ורבבות אין מספר ומספר רפ״ח הוא באצי׳ ושם הם ג״כ מספר ס״ר נשמות כלליי׳ שהם צריכים לברר רפ״ח חלקים גדולים הן הניצוצות שבאצי׳.
Ma [la risposta] è che, in basso, nel Mondo dell’Azione (Asiyah), le scintille si separarono in migliaia e miriadi senza numero. Il numero 288 si trova nel Mondo dell’Emanazione (Atzilus), e anche lì il numero è di 600.000 anime collettive, che devono raffinare 288 grandi parti, vale a dire le scintille in Atzilus.
La risposta è che 288 è il numero delle scintille in Atzilus, dove 600.000 anime collettive si confrontano con 288 grandi parti. In basso, in Asiyah, quelle 288 si sono frantumate in innumerevoli frammenti minuscoli.
וכמו שלמטה נתרבה מספר הנשמות כנ״ל כך נתרבו מאד הניצוצים לאלפי אלפים חלקים קטנים ולכך נמשך הגלות שעדיין לא נשלם כל הבירורים כו׳ וכשיושלם הבירור יבא הגואל בב״א [במהרה בימינו אמן]:4
E proprio come in basso si moltiplicò il numero delle anime, come spiegato sopra, così le scintille si moltiplicarono grandemente, in migliaia e migliaia di piccole parti. Perciò l’esilio si è protratto a lungo, poiché tutti i raffinamenti non sono ancora stati completati, ecc.; e quando il raffinamento sarà completato, verrà il redentore, presto ai nostri giorni.
Il numero delle anime crebbe man mano che esse scendevano, e le scintille crebbero molto di più, fino a diventare milioni di frammenti minuscoli. Ecco perché il lavoro richiede così tanto tempo; quando sarà completato, verrà il redentore.
La moltiplicazione delle scintille nei mondi inferiori spiega la durata dell’esilio: il compito non consiste nel compiere 288 raffinamenti, ma nel raffinare innumerevoli frammenti di esse.
Il parallelismo tra le 600.000 anime collettive e le 288 scintille collettive al livello di Atzilus rispecchia la regola esposta nel maamar: a ogni livello inferiore si moltiplicano sia le anime sia le scintille.
Marei mekomos
- 1דור הולך ודור בא · Ecclesiastes 1:4
- 2שו״ה ס״ר — ממספר זה · באוה״ת שם גוכתי״ק הצ״צ נוסף: שאף במדינת פולין ימצא יותר מס״ר.
- 3בגמרא כפר שחליים · Gittin 57a:12
- 4יוסף ה׳ עליהם · Psalms 115:14
Rendere uno ciò che è molteplice ¶13–16
13והנה כתי׳ [כתיב] מה רבו מעשיך1 ה׳ כלם בחכמה עשית פי׳ שבחי׳ הרבוי שנעש׳ ע״י שבה״כ [שבירת הכלים] הנ״ל בנבראי׳ [בנבראים] שבבי״ע
Ora è scritto: «Quanto numerose sono le Tue opere, Havayah! Le hai fatte tutte con sapienza». Ciò significa che la molteplicità sorta, come spiegato sopra, dalla frantumazione dei recipienti si trova tra le creature dei mondi della Creazione (Beriah), della Formazione (Yetzirah) e dell’Azione (Asiyah),
Le parole del Salmo 104 «Quanto numerose sono le Tue opere» vengono lette come una descrizione della molteplicità derivata dalla frantumazione, presente in tutti gli esseri creati dei tre mondi inferiori.
ובפרט בעשי׳ [בעשיה] הרבוי והפירוד גדול יות׳ [יותר] שכל א׳ מובדל מחבירו ובבחי׳ יש ונפרד וזהו מה רבו מעשיך ה׳ כו׳.
e soprattutto in Asiyah, dove la molteplicità e la separazione sono maggiori, poiché ciascuno è distinto dal suo prossimo e si trova nello stato di un’esistenza separata. Questo è il senso di «Quanto numerose sono le Tue opere, Havayah», ecc.
La molteplicità è massima in Asiyah, dove ogni creatura è separata da tutte le altre e si sente un’esistenza indipendente. Questo è il senso di «Quanto numerose sono le Tue opere».
La prima metà del versetto descrive la molteplicità prodotta dalla frantumazione; il paragrafo successivo interpreta la seconda metà come la sua riparazione.
Marei mekomos
- 1מה רבו מעשיך · Psalms 104:24
14וכולם בחכ׳ [בחכמה] עשית עשית הוא ל׳ [לשון] תיקון שע״י החכ׳ [החכמה] הם מתתקנים בבחי׳ עולם התיקון
«Li hai fatti tutti con sapienza»: «fatto» (asita) è un’espressione che indica rettificazione: attraverso la sapienza (Chochmah), essi vengono rettificati al livello del Mondo del Tikkun.
La parola «fatto» (asita) viene intesa nel senso di «rettificato», come quando si rende qualcosa idoneo. Attraverso Chochmah, i frammenti vengono ricondotti al Mondo del Tikkun, il mondo ordinato che viene dopo Tohu.
דהיינו שע״י החכ׳ [החכמה] מגיע ונמשך בהם הביטול להיו׳ [להיות] בטלים ונכללים אליו ית׳ ולהיו׳ [ולהיות] מתחברין יחד עי״ז ולא יהיו מפורדים1 וזהו עבודת הישראל.2
Vale a dire che, attraverso Chochmah, l’autoannullamento (bittul) li raggiunge e viene fatto discendere in loro, affinché si annullino dinanzi a Lui, benedetto Egli sia, e siano inclusi in Lui; così giungono a unirsi tra loro e non restano più separati. Questo è il servizio del popolo ebraico.
Chochmah è il livello dell’autoannullamento; quando raggiunge i frammenti, essi rinunciano alla propria separazione, vengono inclusi in D‑o e si riuniscono tra loro. Fare sì che ciò avvenga è il servizio del popolo ebraico.
La seconda metà del versetto descrive la riparazione: Chochmah fa discendere l’autoannullamento nei frammenti e così li riunisce; questo è il compito del popolo ebraico.
Nella Chassidus, Chochmah è chiamata koach mah, «la potenzialità del che cosa è», uno stato di autoannullamento. Per questo è proprio Chochmah, e nessun altro livello, a poter porre rimedio alla separazione dei recipienti infranti.
Marei mekomos
- 1שו״ה יחד — מפורדים · באוה״ת גוכתי״ק נוסף הגה״ה מכ״ק הצ״צ: (ועמש״ל פ׳ וישלח בענין יש לי רב ויש לי כו׳ ע״ש). וזהו.
- 2ולא יהיו נפרדים · באוה״ת גוכתי״ק שם נוסף: ועמש״ל פ׳ וישלח בענין יש לי רב ויש לי כל ע״ש. [כוונה לבוך הנ״ל — וחסר שם עד וישב].
15וזאת תורת האדם12 לברר בירורין ולהעלותן מבחי׳ הפירוד לאחדות ה׳ וזהו אתה אחד ושמך אחד ומי כעמך ישראל גוי אחד בארץ.3
«E questo è l’insegnamento dell’uomo»: raffinare ciò che va raffinato e innalzarlo dalla separazione all’unità di D‑o. Questo è il significato di: «Tu sei Uno, il Tuo Nome è Uno, e chi è come il Tuo popolo Israele, una nazione sulla terra».
L’espressione «questo è l’insegnamento dell’uomo» viene letta come definizione del compito dell’uomo: raffinare i frammenti e innalzarli dalla separazione all’unità di D‑o. A dimostrazione di ciò viene citata la preghiera di Minchah dello Shabbos: «Tu sei Uno, il Tuo Nome è Uno, e chi è come il Tuo popolo Israele, una nazione sulla terra».
פי׳ אתה היינו מהו״ע [מהותו ועצמותו] ית׳ שהוא יחיד ומיוחד ב״ה. ושמך הוא בחי׳ הזיו והאור המתפשט ממנו הנק׳ אא״ס [אור אין סוף] ב״ה הוא ג״כ אחד בתכלית.
Il significato è il seguente: «Tu» è la Sua Essenza, benedetto Egli sia, che è singolare e unica, benedetto Egli sia. «Il Tuo Nome» è il fulgore e la luce che da Lui si diffondono, chiamati la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia; anch’essa è assolutamente una.
«Tu» si riferisce alla stessa Essenza di D‑o, assolutamente Una. «Il Tuo Nome» si riferisce alla luce e al fulgore che si diffondono da Lui, la Luce Infinita, che è anch’essa perfettamente Una.
Lo scopo dell’uomo è ricondurre i frammenti separati all’unità di D‑o, e la preghiera «Tu sei Uno» descrive tre livelli di questa unità: la Sua Essenza, la Sua luce e Israele.
Un nome non è la persona stessa, ma ciò che permette agli altri di entrare in relazione con lei; analogamente, «il Tuo Nome» è la luce che emana da D‑o, distinta da «Tu», la Sua Essenza.
Marei mekomos
- 1וזאת תורת האדם . . שיתעלו באחדות ה׳ · ראה תו״ח פרשתנו סו, א ואילך. לקו״ש ח״י ע׳ 119.
- 2וזאת תורת האדם · II Samuel 7:19
- 3ומי כעמך ישראל גוי אחד בארץ · I Chronicles 17:21
16ומי כעמך ישראל גוי אחד בארץ12 דהיינו שהם עושים בחי׳ אחד אפי׳ [אפילו] בארץ שעם היות שבארץ הוא הפירוד היותר גדול כנ״ל שעיקר הפירוד והרבוי הוא בעשיי׳ [בעשייה]
«E chi è come il Tuo popolo Israele, una nazione nella terra»: cioè, essi realizzano l’unità persino nella terra [in basso]. Sebbene infatti nella terra [in basso] vi sia la massima separazione, come spiegato sopra, poiché la separazione e la molteplicità si trovano soprattutto nel Mondo dell’Azione (Asiyah),
«Una nazione nella terra» viene inteso come «coloro che realizzano l’unità nella terra». Asiyah, il mondo fisico, è il luogo della massima separazione; eppure il popolo ebraico realizza l’unità persino lì.
אעפ״כ [אף על פי כן] הישראל ע״י עבודתן ותורתן הם עושים שם ג״כ אחד שהם מעלים הנצוצים שנפלו שם בשבה״כ [בשבירת הכלים] שיתעלו באחדות ה׳:
tuttavia, il popolo ebraico, mediante il proprio servizio divino e la propria Torah, realizza unità anche lì, poiché eleva le scintille cadute là nella frantumazione dei recipienti, affinché siano elevate nell’unità di D‑o.
Lo fa attraverso il servizio divino e lo studio della Torah, che elevano le scintille cadute in questo mondo durante la frantumazione dei recipienti e le riconducono all’unità di D‑o.
Israele è «uno nella terra» perché crea unità nel mondo più basso e più diviso, elevandone le scintille.
Marei mekomos
- 1ומי כעמך ישראל גוי אחד בארץ · דברי הימים-א יז, כא.
- 2ומי כעמך ישראל גוי אחד בארץ · I Chronicles 17:21
Legare i covoni: il primo raffinamento ¶17–22
E questo è: «Ed ecco, noi legavamo covoni in mezzo al campo». Poiché anche questo era il servizio delle tribù, Reuven e Shimon, ecc.:
Il versetto iniziale viene ora spiegato: «legavamo covoni in mezzo al campo» descrive il servizio delle tribù, i fratelli di Yosef.
שהיו מבררים הנצוצין שנפלו בבחי׳ פירוד בשבה״כ [בשבירת הכלים] והיו מעלי׳ [מעליה] אותן בבחי׳ מ״ן [מיין נוקבין] להתכלל במל׳ דאצי׳ ועי״ז היו מתחברים שם יחד והיו לאחדים שהרי נכללו באחדות ה׳ בבחי׳ מדת מלכותו ית׳.2
Essi raffinavano le scintille cadute in uno stato di separazione durante la frantumazione dei recipienti e le elevavano come mayin nukvin (acque femminili), perché fossero incluse nella sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus). In tal modo venivano unite là e diventavano una cosa sola, poiché erano incluse nell’unità di D‑o, nella qualità della Sua sovranità, benedetto Egli sia.
I fratelli raffinavano le scintille disperse dalla frantumazione dei recipienti e le elevavano come mayin nukvin, le «acque femminili» che salgono dal basso, in Malchus di Atzilus. Là le scintille venivano unite e diventavano una cosa sola, incluse nell’unità di D‑o nella Sua qualità di sovranità.
Il legare covoni da parte dei fratelli rappresenta il servizio di raffinare le scintille disperse e di elevarle a Malchus di Atzilus come mayin nukvin.
Mayin nukvin («acque femminili») è il termine cabbalistico per il risveglio che sale dal basso e richiama una discesa dall’Alto, mayin duchrin («acque maschili»). Entrambi i termini svolgono un ruolo centrale nel resto del maamar.
Marei mekomos
- 1והנה אנחנו מאלמים אלומים בתוך השדה · Genesis 37:7
- 2וזהו . . עבודת השבטים · לקמן מה, ד. קיז, ג מציין לכאן.
18וזהו פי׳ מאלמים אלומים. עד״מ כמו שקושרין העמרים שמקבצין כמה שבולים רבים מאד ומחברין אותן וקושרין אותן באגודה אחת
E questo è il significato di «legare i covoni». A titolo di esempio, è come quando si legano i covoni: si raccolgono moltissimi steli, li si riunisce e li si lega in un unico fascio,
«Legare i covoni» viene spiegato attraverso il lavoro del contadino: raccogliere molti steli sparsi, riunirli e legarli in un unico fascio.
וזהו הנק׳ אלומה כידוע והרי מתחלה היו השבולים מפורדים זמ״ז [זה מזה] וע״י קשירה זו היו לאחדים.
ed è questo che, come è noto, viene chiamato covone. All’inizio gli steli erano separati gli uni dagli altri, e con questo legame sono diventati un tutt’uno.
Quel fascio è un covone. In origine gli steli erano separati, e legarli li rende un tutt’uno.
כמו״כ [כמו כן] ממש הוא ענין הבירורים1 והעלאת הנצוצות הנ״ל כשמעלין אותן מטורי דפרודי להתכלל בבחי׳ מ״ן [מיין נוקבין] באחדות ה׳ שנמצא נעשו ונכללו בבחי׳ אחד ממש ממה שהיו בתחלה בבחי׳ פירוד ורבוי כנ״ל.
Esattamente così è la questione dei raffinamenti e dell’elevazione delle scintille menzionati sopra: quando esse vengono elevate dai «monti della separazione» per essere incluse, come mayin nukvin [acque femminili], nell’unità di D‑o, ne consegue che sono diventate e si sono incluse in una vera unità, mentre prima erano in uno stato di separazione e molteplicità, come spiegato sopra.
Il raffinamento delle scintille avviene allo stesso modo. Le scintille disperse nei «monti della separazione» — espressione dello Zohar per indicare i mondi inferiori frammentati — vengono elevate come mayin nukvin nell’unità di D‑o; così, ciò che era molteplice e disperso diventa davvero uno.
L’immagine del covone, molti steli riuniti e legati in un solo fascio, esprime esattamente il significato del raffinamento delle scintille: ricondurre la molteplicità dispersa all’unità.
Le note citano un maamar del Rebbe (Vayigash Elav Yehudah, 5736): il raffinamento compiuto dai fratelli procede dal basso verso l’Alto, è il raffinamento del Nome Ban e raggiunge soltanto l’annullamento dell’ego. Perciò fu necessario un secondo raffinamento, dall’Alto verso il basso, il raffinamento del Nome Mah, compiuto attraverso Yosef. Questo tema viene sviluppato più avanti nel maamar.
Marei mekomos
- 1ענין הבירורים · ראה ביאוה״ז לכ״ק אדה״א ר״פ חקת. דרך מצותיך מצות איסור עבודת בעלי מומין. בד״ה ויגש אליו יהודה תשל״ו (נדפס בסה״מ מלוקט ח״ד ע׳ קיז) דכאן מבאר ”שהניצוצות שנתבררו ע״י השבטים הוצרכו להתברר בירור שני ע״י יוסף כי הבירור שע״י השבטים הוא בירור בדרך מלמטה למעלה (בירור דב״ן). דבירור זה הוא רק ביטול היש, ולכן הוצרכו להתברר בירור שני ע״י יוסף, בירור בדרך מלמעלה למטה (בירור דמ״ה). ועי״ז הם (הניצוצות) נכללים באלקות, ומבואר בתו״א [לקמן כח, ג] שכדי שתהי׳ המשכה דשם מ״ה, הוא ע״י העלאת מ״ן דשם ב״ן, וזהו מ״ש ותשתחוינה לאלומתי, העלאת מ״ן דהשבטים בבחי׳ ביטול (השתחואה), שעי״ז עוררו המשכת שם מ״ה להיות בירור שני” ע״ש בארוכה. ובסה״מ הקצרים: ”וזהו מאלמים אלומים כמו קיבוץ שבולת רבים לעשות מהם אגודה א׳ כו׳, והעלאת מ״ן של השבטים להעלות ליחודו ית׳ לא״ס ב״ה הוא צריך שיתעלו דרך מדרגת יוסף לפי שהן מעלמא דנוקבא ויוסף מעלמא דדכורא וד״ל”.
19וזהו מאלמים אלומים היינו העלאת הנצוצות בבחי׳ מ״ן [מיין נוקבין] בתוך השדה הוא בחי׳ חקל תפוחין שהיא מל׳ דאצי׳ שלשם נכלל המ״ן [המיין נוקבין] כנודע.
E questo è «legare covoni»: ossia elevare le scintille come mayin nukvin [acque femminili], «in mezzo al campo», che è il livello del «campo dei meli», ossia la sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), dove il mayin nukvin viene incluso, come è noto.
«In mezzo al campo» è il «campo dei meli», il «campo delle mele sante» dello Zohar, un nome della sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), dove vengono raccolte le mayin nukvin che ascendono.
ועוד זאת מה שנק׳ העלאת מ״ן [מיין נוקבין] בלשון מאלמים אלומים. מלשון אלם שאינו יכול לדבר.
Inoltre, il fatto che l’elevazione del mayin nukvin venga chiamata «legare covoni» (me'almim alumim) deriva dal termine illem [muto], cioè una persona che non può parlare.
C’è una seconda ragione per la parola me'almim: essa richiama illem, un muto, una persona che non può parlare.
הואיל וענין העלאת מ״ן [מיין נוקבין] הוא בחי׳ בטול1 היש שנתבטל ממש להכלל בה׳ הרי אז הוא בבחי׳ אלם שאינו יכול לדבר ולהשפיע לזולתו שזהו בחי׳ יש.
Poiché l’elevazione del mayin nukvin consiste nell’autoannullamento (bittul) del proprio senso di essere qualcosa, annullandosi davvero per essere incluso in D‑o, allora ci si trova nello stato di un muto che non può parlare né dare a un altro, [poiché dare a un altro] è la condizione di chi è un’entità.
Elevare il mayin nukvin significa rinunciare al proprio senso di sé per essere inclusi in D‑o. In quello stato si è come un muto, incapace di parlare o di dare agli altri, poiché dare presuppone un sé che abbia qualcosa da dare.
וכיון שעיקר העלאה זו הוא בחי׳ הבטול ע״כ הוא הפוך ההשפעה ונק׳ אלם (וכענין איידי דטריד למיבלע2 כו׳ עמ״ש ע״פ התוספתא דבשלח3 )(ד׳ נ״א) בענין אגלידו מיא כו׳
E poiché l’essenza di questa elevazione è l’autoannullamento, essa è dunque l’opposto del dare [agli altri], e viene chiamata «muta». (È come l’idea «poiché è occupato a inghiottire», ecc.; si veda quanto è spiegato a proposito della Tosefta di Beshalach (p. 51), riguardo a «le acque si congelarono», ecc.
L’ascesa nell’autoannullamento è l’opposto del dare verso l’esterno, perciò viene chiamata «muta». La parentesi richiama il principio talmudico secondo cui ciò che è occupato a inghiottire non espelle, e rimanda a un’altra discussione, sulla Tosefta dello Zohar in Beshalach, riguardo alle acque che si congelarono.
ועמ״ש בטעם שהמסעות4 היו מ״ב וסה״ע [וספירת העומר] הוא מ״ט ימים כי בסה״ע [בספירת העומר] שהוא המשכות יש בכל מדה בחי׳ גילוי מל׳ דחסד כו׳ משא״כ במסעות העלאות הפוך הגילוי כו׳ ע״ש.
E si veda quanto è spiegato sul motivo per cui i viaggi furono quarantadue, mentre il Conteggio dell’Omer dura quarantanove giorni: nel Conteggio dell’Omer, che consiste in discese, ogni attributo include il livello di rivelazione della sovranità (Malchus) della benevolenza (Chesed), ecc.; i viaggi, invece, erano elevazioni, l’opposto della rivelazione, ecc.; si veda lì.)
La parentesi rimanda anche a una spiegazione del motivo per cui i viaggi degli Israeliti furono 42, mentre il Conteggio dell’Omer dura 49 giorni. Il Conteggio dell’Omer è un processo di discesa, perciò ciascuno dei suoi attributi include la rivelazione; i viaggi, invece, erano elevazioni, l’opposto della rivelazione.
כי הנה הדבור שבאדם אינו צריך לו רק בשביל לדבר לזולתו אבל כשהוא בפ״ע [בפני עצמו] א״צ [אין צריך / אינו צריך] לדבר.
Infatti, la parola in una persona è necessaria soltanto per parlare a un altro; ma quando è da sola, non ha bisogno di parlare.
L’analogia riguarda la parola umana: una persona ha bisogno di parlare soltanto per comunicare con qualcun altro. Se è sola, non ha bisogno di parlare.
וכך יובן למעלה בנמצאים הרוחניים ענין בחי׳ הדבור שבהם (כמו שמצינו בגמ׳ [בגמרא] שתי רוחות מספרות5 כו׳) הוא בחי׳ כח ההשפעה לזולתו מעילה לעלול
Così si comprenderà che anche negli esseri spirituali vi è il livello della parola (come troviamo nella Gemara: «due spiriti conversavano», ecc.): esso è la facoltà di dare a un altro, dalla causa all’effetto.
Lo stesso vale per gli esseri spirituali, che, secondo il Talmud, possono parlare tra loro (nel racconto di due spiriti che conversavano): in essi, la «parola» è la facoltà di dare a ciò che sta più in basso, dalla causa all’effetto.
וזהו כשהעילה הוא מהות בפ״ע [בפני עצמו] אז יכול להשפיע להעלול שלו
E ciò è [possibile] quando la causa è un’entità a sé stante: allora può dare al proprio effetto.
Una causa può dare al proprio effetto soltanto quando sussiste come entità a sé stante.
אבל בהיותו דבוק בעילתו וטרוד לקבל שפע לעצמו אז הוא בבחי׳ בטול לעילתו ואין בו כח להשפיע לזולתו מצד עוצם ביטולו כו׳.
Ma quando è attaccato alla propria causa e occupato a ricevere flusso per sé, si trova allora in uno stato di autoannullamento (bittul) rispetto alla propria causa e, a causa dell’intensità del suo autoannullamento, non ha la capacità di dare a un altro, ecc.
Quando aderisce alla propria fonte ed è assorbito nel ricevere da essa, si trova in uno stato di autoannullamento davanti a quella fonte, e proprio il suo autoannullamento non gli lascia la capacità di dare a ciò che si trova al di sotto.
Legare covoni (me'almim) significa anche essere muti (illem): una scintilla che ascende in totale autoannullamento non può «parlare», cioè dare agli altri, proprio come un essere che aderisce alla propria fonte non ha la forza di fluire verso l’esterno.
Il principio «poiché è occupato a inghiottire, non espelle» (Chullin 108b) descrive qualcosa che, assorbito nel ricevere, perciò non dà nulla all’esterno. L’Alter Rebbe lo usa per spiegare il «mutismo» di ciò che ascende nell’autoannullamento.
Marei mekomos
- 1מאלמים אלומים מלשון אלם . . בחי׳ בטול · בסה״מ תרכ״ז (הוצאת תש״ס) ע׳ ב. המשך תער״ב ח״ב ע׳ א׳סז. סה״מ תרכ״ז ע׳ צד מביא קטע מכאן. ומציין לכאן.
- 2איידי דטריד למיבלע · Chullin 108b
- 3ועמ״ש ע״פ התוספתא דבשלח · ביאוה״ז לכ״ק אדה״א מד, א ואילך.
- 4ועמ״ש בטעם שהמסעות היו מ״ב · לקו״ת מסעי פט, ד.
- 5שתי רוחות מספרות · Berakhot 18b:7–8
20ובחי׳ בטול זה שדבוק בעילתו הוא עד״מ העובר כשהוא בבטן אמו שאינו מהות בפ״ע [בפני עצמו] רק אוכל ממה שאמו אוכלת1 כו׳2 אלא לאחר הלידה נעשה יש בפ״ע [בפני עצמו] עד שיכול אח״כ לדבר לזולתו כו׳.
E questo autoannullamento (bittul), per cui si resta attaccati alla propria causa, è paragonabile, per analogia, al feto nel ventre della madre: non è un’entità a sé, ma «si nutre di ciò che mangia sua madre», ecc. Solo dopo la nascita diventa un’entità a sé, tanto che in seguito può parlare con un altro, ecc.
L’autoannullamento di un essere che resta legato alla propria fonte è paragonato a un feto: nel ventre non ha un’esistenza indipendente e «si nutre di ciò che mangia sua madre», come dice il Talmud. Solo dopo la nascita diventa un essere a sé, e più tardi impara a parlare con gli altri.
Il feto è la similitudine dell’autoannullamento: legato alla propria fonte, privo di un’esistenza separata e senza parola finché non nasce.
Marei mekomos
- 1רק אוכל ממה שאמו אוכלת · Niddah 30b:18
- 2שו״ה אוכלות כו׳ · באוה״ת מגוכתי״ק הצ״צ נוסף: ואינו מהות בפ״ע.
21ועד״ז יובן בענין הבירורי׳ [הבירורים / הבירורין] שעולים בבחי׳ מ״ן [מיין נוקבין] ונכללים בבחי׳ עבור ביסוד דנוק׳ [דנוקבא]
Allo stesso modo si comprenderà riguardo alle rettifiche che salgono come mayin nukvin [acque femminili] e vengono incluse, in una condizione di gestazione, nel fondamento (Yesod) della dimensione femminile / Malchus (Nukva).
L’analogia del feto viene ora applicata alle scintille rettificate. Quando salgono come mayin nukvin, entrano in una condizione che la Kabbalah chiama «gestazione» (ibbur) all’interno del Yesod di Nukva, la configurazione ricettiva di Malchus.
דהיינו שמתחלה היו בבחי׳ יש ודבר בפ״ע [בפני עצמו] והי׳ [והיה] יכול להשפיע לזולתו אבל כשנכלל בבחי׳ מ״ן [מיין נוקבין] שהוא בחי׳ בטול לאוא״ס [לאור אין סוף] ב״ה ודבוק בו בתכלית ה״ז [הרי זה] בחי׳ עבור שאז אינו מהות בפ״ע [בפני עצמו] רק אוכל ממה שאמו אוכלת1
In altre parole, dapprima erano nello stato di un’entità autonoma, di qualcosa che sussiste per sé, e potevano dare a un altro; ma, quando vengono incluse come mayin nukvin, ossia nello stato di autoannullamento (bittul) dinanzi alla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, e sono totalmente legate a Lui, questa è la condizione di gestazione, nella quale non sono più entità autonome, ma soltanto «si nutrono di ciò di cui si nutre la loro madre».
Prima di salire, ciascuna era un’entità autonoma, capace di dare agli altri. Una volta inclusa come mayin nukvin, si trova in completo autoannullamento ed è legata alla Luce Infinita: questa è la gestazione, nella quale, come un feto che soltanto «si nutre di ciò di cui si nutre sua madre», non esiste più come entità autonoma.
ולפיכך נק׳ אז אלומים מלשון אלמים שאינו יכול לדבר ולהשפיע לזולתו מצד עוצם הביטול כמשל העובר כו׳
Perciò allora vengono chiamate alumim (covoni), dal termine illemim (muti), che non possono parlare e dare a un altro a causa dell’intensità del bittul, come nell’analogia del feto, ecc.;
Ecco perché le scintille vengono chiamate alumim (covoni), dal termine illemim (muti): il loro autoannullamento è così completo che non possono «parlare», cioè dare agli altri.
משא״כ קודם העלאה זו ועבור זה הי׳ [היה] בבחי׳ יש לדבר ולהשפיע כו׳ אלא שע״י העלאה זו נעשה בחי׳ אלמים.
mentre prima di questa elevazione e di questa gestazione si trovavano nello stato di un’entità autonoma, in grado di parlare e di dare, ecc.; ma attraverso questa elevazione divennero illemim.
Prima di questa ascesa erano in grado di dare; è l’ascesa stessa a renderle «mute».
Le scintille che salgono sono come un feto nel grembo: assorbite nella loro fonte, prive di esistenza autonoma e della capacità di dare; per questo vengono chiamate covoni «muti».
Marei mekomos
- 1רק אוכל ממה שאמו אוכלת · Niddah 30b:18
22ועד״ז יובן שיש ג״כ עבור שני לאחר הלידה כמ״ש בע״ח [בעץ חיים]1 והיינו בשביל המשכת מוחין דגדלות צריך לבא מתחלה בבחי׳ הבטול בתכלית וזהו העבור שני
Allo stesso modo si comprenderà che vi è anche una seconda gestazione dopo la nascita, come è scritto in Etz Chaim. Ciò significa che, per poter far discendere le facoltà intellettive mature (mochin degadlus), è necessario entrare dapprima in uno stato di totale autoannullamento. Questa è la seconda gestazione:
La Kabbalah (Etz Chaim, Sha'ar HaIbbur, capitolo 1, come segnala la nota Kehot) parla di una seconda gestazione dopo la nascita: prima di poter ricevere facoltà intellettive superiori e mature (mochin degadlus), è necessario ritornare al totale autoannullamento.
דהיינו שלאחר שהיו לו מוחין והי׳ [והיה] יכול להשפיע לזולתו. עתה מתכלל בבחי׳ עבור בתכלית הבטול (ונעשה בחי׳ אלם כנ״ל) כדי שע״י בטול זה יומשך לו אח״כ מוחין דגדלות מא״ס ב״ה.
cioè, dopo aver già avuto intelletto ed essere stato in grado di trasmetterlo a un altro, ora egli si ricomprende nello stato di gestazione, in totale autoannullamento (e diventa muto, come spiegato sopra), affinché, attraverso questo autoannullamento, in seguito gli siano fatte discendere facoltà intellettive mature da Ein Sof, benedetto Egli sia.
Chi già possiede intelletto ed è in grado di trasmetterlo agli altri entra ora di nuovo in gestazione, in totale autoannullamento, e diventa ancora una volta «muto»; ciò permette che gli siano fatte discendere facoltà intellettive mature da Ein Sof.
והנה כ״ז [כל זה] הי׳ [היה] עבודת השבטי׳ [השבטים] שהן בעולם הבריאה (לבד מיוסף שהוא מאצי׳ כדלקמן אי״ה [אם ירצה השם]) והם מרכבה לבחי׳ מל׳ דאצי׳
Ora, tutto ciò costituiva il servizio delle tribù, che si trovano nel Mondo della Creazione (Beriah) (a eccezione di Yosef, che proviene dal Mondo dell’Emanazione (Atzilus), come sarà spiegato più avanti, se D‑o vuole), ed esse sono un carro per Malchus di Atzilus.
L’elevazione di mayin nukvin [le «acque femminili»] descritta finora era il servizio delle tribù, le cui anime hanno la loro radice in Beriah e servono da «carro» (un veicolo del tutto subordinato a chi vi è trasportato) per Malchus di Atzilus. Yosef costituisce l’eccezione: la sua radice è in Atzilus, come spiegherà il maamar.
והוא כענין י״ב בקר שהיו בים של שלמה2 שהן י״ב בחי׳ שבראש הבריאה והים עומד עליהם הוא בחי׳ מל׳ דאצי׳.
Ciò è simile ai dodici buoi del Mare di Shlomo: essi sono i dodici livelli alla testa di Beriah, e il Mare che sta su di loro è il livello di Malchus di Atzilus.
Il grande bacino di Shlomo, il «Mare», poggiava su dodici buoi. I buoi sono i dodici livelli alla testa di Beriah (le tribù), mentre il Mare che poggia su di loro è Malchus di Atzilus.
ולזאת עיקר עבודתם והעלאת מ״ן [מיין נוקבין] מהבירורים שביררו בבי״ע היה מגיע עד המל׳ דאצי׳ ולשם הי׳ [היה] נכלל בבחי׳ מ״ן [מיין נוקבין].3
Perciò, l’essenza del loro servizio e l’elevazione di mayin nukvin a partire dai processi di raffinamento da loro compiuti in Beriah, nel Mondo della Formazione (Yetzirah) e nel Mondo dell’Azione (Asiyah), giungevano fino a Malchus di Atzilus, e lì veniva inclusa come mayin nukvin.
Ecco perché il servizio delle tribù, che consisteva nell’elevare le scintille raffinate dai tre mondi inferiori, giungeva soltanto fino a Malchus di Atzilus, e non più in alto; lì le scintille venivano assorbite come mayin nukvin.
Il paragrafo identifica il legare i covoni da parte dei fratelli con un servizio radicato in Beriah, che giunge fino a Malchus di Atzilus, preceduto da una «seconda gestazione» di autoannullamento.
L’idea di una seconda gestazione insegna che ogni autentica crescita verso un livello superiore richiede anzitutto un ritorno all’autoannullamento, anche dopo che si è già diventati capaci di «dare».
Marei mekomos
- 1עבור שני לאחר הלידה כמ״ש בע״ח · שער העיבור פ״א.
- 2כענין י״ב בקר שהיו בים של שלמה · ראה לקמן קג, א.
- 3שו״ה לו — מא״ס ב״ה · באוה״ת שם נוסף: (וגם דמיון לבחי׳ אלמים הנ״ל הוא מ״ש במ״א בענין שהי׳ משה כבד פה לפי שהי׳ בבחי׳ ביטול ונחנו מ״ה לא יכול להיו׳ יש להשפיע וכעין זה ה״ע בקושי התירו לדבר דברי תורה בשבת מצד הביטול שלמעלה מהשפעה).
Il secondo raffinamento dall’Alto ¶23–27
23וזהו מאלמים אלומים בתוך השדה כנ״ל. אמנם ידוע שהמ״ן [שהמיין נוקבין] אע״פ [אף על פי] שכבר נכלל בבחי׳ מל׳ עדיין הוא צריך בירור שני ע״י המ״ד [המיין דוכרין].
E questo è «legare covoni in mezzo al campo», come spiegato sopra. Tuttavia, è noto che i mayin nukvin [acque femminili], sebbene siano già stati inclusi nella sovranità (Malchus), necessitano ancora di una seconda raffinazione attraverso i mayin duchrin (acque maschili).
Si richiama il versetto iniziale. Ma i mayin nukvin che sono giunti a Malchus necessitano ancora di una seconda raffinazione, che proviene dall’Alto, attraverso i mayin duchrin, il flusso dall’Alto che risponde al risveglio dal basso.
והוא שנמשך מ״ד [מיין דוכרין] דז״א לברר המ״ן [המיין נוקבין] דנוק׳ [דנוקבא] וזהו ענין יחוד זו״נ [זעיר אנפין ונוקבא].
Ciò significa che i mayin duchrin dell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) vengono attirati verso il basso per raffinare i mayin nukvin della dimensione femminile, ossia Malchus (Nukva); questa è l’unione di Zeir Anpin e Nukva.
I mayin duchrin di Zeir Anpin scendono per raffinare i mayin nukvin di Nukva; questa è l’unione di Zeir Anpin e Nukva, le configurazioni maschile e femminile del Mondo dell’Emanazione (Atzilus).
והענין כי אע״פ [אף על פי] שנתבררו הנצוצות ונכללו בבחי׳ מ״ן [מיין נוקבין] שהוא בחי׳ בטול לאלקות כנ״ל עכ״ז [עם כל זה] א״א להם להתייחד ממש באלקותו ית׳ (כמו שהיו קודם שבה״כ [שבירת הכלים] שהיו בחי׳ אלקות ממש מי״ס [מי׳ ספירות] דתהו) עד שיומשך עליהם גילוי שם מ״ה [שם מ״ה] דאצי׳ ועי״ז יתבררו בירור שני והוא העיקר.
La spiegazione è che, sebbene le scintille siano state raffinate e incluse come mayin nukvin, cioè nell’autoannullamento (bittul) alla Divinità, come spiegato sopra, esse tuttavia non possono unirsi veramente alla Sua Divinità (come erano prima della rottura dei recipienti, quando erano effettivamente Divinità, provenienti dalle dieci emanazioni divine (Sefiros) di Tohu), finché su di esse non venga attirata la rivelazione del Nome Mah di Atzilus; grazie a ciò vengono sottoposte a una seconda raffinazione, che è quella essenziale.
Per quanto siano in uno stato di bittul, le scintille non possono ancora unirsi veramente alla Divinità come erano prima della rottura, quando facevano parte delle dieci Sefiros di Tohu ed erano effettivamente Divinità. A tal fine hanno bisogno che su di esse venga attirata la rivelazione del Nome Mah di Atzilus, il principio del Tikkun; questa seconda raffinazione è quella essenziale.
יען בחכ׳ [בחכמה] דוקא אתברירו1 שהוא בחינת המ״ד [המיין דוכרין] כי הבירור הראשון הי׳ [היה] רק שיהי׳ [שיהיה] בהם בחי׳ בטול היש
Poiché «è proprio attraverso la sapienza (Chochmah) che vengono raffinate», e questo è il livello dei mayin duchrin; infatti, la prima raffinazione consisteva soltanto nel fatto che in esse vi fosse il bittul del loro senso di essere qualcosa di autonomo,
L’espressione «attraverso Chochmah vengono raffinate», qui sottolineata con «proprio», mostra che la raffinazione decisiva avviene attraverso Chochmah, il livello dei mayin duchrin. La prima raffinazione aveva ottenuto soltanto il bittul del loro senso di sé.
וזהו רחוק עדיין מאלהות מאד דאיהו וגרמוהי חד שהם בבחי׳ בטול אמיתי אלא ע״י שנמשך בהן בחי׳ מ״ד [מיין דוכרין] שהוא הארת שם מ״ה [שם מ״ה] לבררם אז נכללו בבטול אמיתי באלקו׳.
e ciò è ancora molto lontano dalla Divinità, nella quale «Egli e i Suoi recipienti (ihu vegarmohi) sono uno», in un bittul autentico. Solo quando i mayin duchrin, cioè l’illuminazione del Nome Mah, vengono attirati in esse per raffinarle, esse vengono incluse nel bittul autentico nella Divinità.
Un simile bittul è ancora molto lontano da Atzilus, dove «Egli e i Suoi recipienti sono uno» in un annullamento autentico. Solo quando la luce del Nome Mah entra in esse, vengono incluse in un bittul autentico nella Divinità.
Il paragrafo introduce la seconda raffinazione: dopo che le scintille sono salite dal basso, un flusso dall’Alto (il Nome Mah, Chochmah) deve raffinarle di nuovo, affinché diventino realmente una cosa sola con D‑o.
Nel sistema dell’Arizal, il Nome Ban (52) rappresenta il mondo infranto di Tohu e il lato ricevente, mentre il Nome Mah (45) rappresenta la nuova luce del Tikkun che lo ripara. Il maamar mette questi concetti in corrispondenza con i mayin nukvin e i mayin duchrin, la prima e la seconda raffinazione.
Marei mekomos
- 1בחכמה דוקא אתברירו · נסמן לעיל טז, ד.
24וכמשל באדם שמברר בירורים ע״י שאוכל ושותה ואח״כ מתפלל באהוי״ר [באהבה ויראה] ע״י כח זה שאכל ושתה שנמצא נכללו החיות של המאכלים והמשקים שנפלו בשבה״כ [בשבירת הכלים] בבחי׳ האוי״ר [האהבה ויראה] שלו
È come nel caso di una persona che compie dei raffinamenti mangiando e bevendo e poi prega con amore e timore reverenziale (ahavah veyirah), grazie alla forza di ciò che ha mangiato e bevuto; così, la forza vitale degli alimenti e delle bevande, caduta nella frantumazione dei recipienti, viene inclusa nel suo ahavah veyirah.
I due raffinamenti trovano un parallelo nel servizio di una persona. Quando qualcuno mangia e beve e poi prega con ahavah veyirah grazie alla forza che il cibo gli ha dato, la forza vitale contenuta nel cibo (caduta nella frantumazione dei recipienti) viene inclusa nel suo ahavah veyirah.
ועכ״ז [ועם כל זה] הוא עדיין רחוק ממהו׳ אחד האמת אלא כשע״י העלאת מ״ן [מיין נוקבין] דאוי״ר [דאהבה ויראה] שלו נמשכו לו דו״ר [דחילו ורחימו] מלמעלה מאת ה׳ שתפול עליו אימה כו׳ אז יוכללו באוי״ר [באהבה ויראה] זו שנמשכי׳ [שנמשכים / שנמשכין] מלמעלה מבחי׳ אלקות ממש ועד״ז הוא בירור שני דמ״ד [דמיין דוכרין].
Eppure ciò è ancora lontano dall’essenza dell’Uno vero, finché, attraverso l’elevazione dei mayin nukvin (acque femminili) del suo ahavah veyirah, non gli viene attirato dall’Alto, da D‑o, un ahavah veyirah, così che «il timore gli piombi addosso», ecc. Allora essi vengono inclusi in questo ahavah veyirah, attirato dall’Alto, dalla Divinità stessa. Analogamente avviene il secondo raffinamento, quello dei mayin duchrin.
Tuttavia, l’ahavah veyirah di un essere creato è ancora lontano dall’Uno vero. Solo quando il suo ahavah veyirah sale come mayin nukvin e dall’Alto, da D‑o, gli viene attirato un ahavah veyirah — il «timore» che piomba su una persona — le scintille raffinate vengono incluse in un ahavah veyirah che è Divinità vera e propria; questo è il secondo raffinamento, attraverso i mayin duchrin.
Mangiare e poi pregare raffina le scintille del cibo trasformandole in ahavah veyirah (il primo raffinamento); l’ahavah veyirah donato da D‑o dall’Alto completa il raffinamento (il secondo).
25ואפי׳ [ואפילו] ר״ע [רבי עקיבא] שיצתה נשמתו באחד1 עכ״ז [עם כל זה] הרי מס״נ [מסירות נפש] של הנברא רחוק עדיין מאלקות אלא שנמשך עליו הארה מבחי׳ אחד האמת ואז נכלל מס״נ [מסירות נפש] שלו בבחי׳ אחד ממש.
Anche nel caso di Rabbi Akiva, la cui anima si dipartì con «Uno», tuttavia il sacrificio di sé (mesirus nefesh) di un essere creato è ancora lontano dalla Divinità; gli fu soltanto estesa un’illuminazione proveniente dal livello dell’Uno autentico, e allora il suo sacrificio di sé venne incluso nel livello dell’unità effettiva.
Anche Rabbi Akiva, che diede la vita con sulle labbra la parola «Uno» dello Shema, era un essere creato, e il sacrificio di sé (mesirus nefesh) di un essere creato è ancora lontano dalla Divinità. Esso venne incluso nell’unità autentica soltanto perché su di lui fu estesa una luce proveniente dall’Uno autentico.
וזהו ענין למהוי אב״א [אחד באחד]2 שבחי׳ א׳ דיחו״ת [דיחודא תתאה] בטול היש נכלל ביחו״ע [ביחודא עילאה] בטול אמיתי כו׳.
Questo è il significato di «essere uno con l’Uno»: l’«Uno» dell’unità inferiore (yichuda tata’ah), l’autoannullamento (bittul) del proprio senso di essere qualcosa, viene incluso nell’unità superiore (yichuda ila’ah), il bittul autentico, ecc.
L’espressione dello Zohar «essere uno con l’Uno» descrive proprio questo: l’«Uno» dell’unità inferiore — l’autoannullamento dell’essere creato — viene incluso nell’unità superiore, il bittul autentico, in cui non esiste nulla al di fuori di D‑o.
Anche il più elevato sacrificio di sé umano è l’unità «inferiore»; diventa unità autentica soltanto quando una luce dall’Alto lo include nell’unità «superiore».
Marei mekomos
- 1ר״ע שיצתה נשמתו באחד · Berakhot 61b:9
- 2למהוי אב״א · Zohar II, 135a
26ובחי׳ מ״ד [מיין דוכרין] זה הנמשך לברר המ״ן [המיין נוקבין] דנוק׳ [דנוקבא] זהו מדרגת יוסף הצדיק שהוא בחי׳ ונהר יצא מעדן להשקות את הגן1 שהגן הוא בחי׳ מל׳ ועד שם נמשך בחי׳ נהר הנביעה מאא״ס [מאור אין סוף] ב״ה
E questo livello (bechinah) di mayin duchrin [acque maschili], attirato per raffinare i mayin nukvin [acque femminili] della dimensione femminile / Malchus (Nukva), è il livello di Yosef, il tzaddik [giusto], che è il livello di «un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino». Il giardino è il livello della sovranità (Malchus), e il fiume che scorre dalla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, è attirato fin là;
Questo mayin duchrin discendente è il livello di Yosef il tzaddik, che corrisponde a «un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino». Il giardino è la sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), e il fiume, un flusso proveniente da Or Ein Sof, arriva fino al giardino.
והוא בחי׳ הארת הקו״ח [הקו וחוט] ושם מסתיים ואינו נמשך בבי״ע לכך הם עלמא דפרודא ומשם יפרד כו׳.
esso è l’illuminazione della linea di luce (kav) e del chut [filo], e lì termina e non viene attirato nel Mondo della Creazione (Beriah), nel Mondo della Formazione (Yetzirah) e nel Mondo dell’Azione (Asiyah). Per questo essi sono un mondo di separazione, e «da lì si divide», ecc.
Questo flusso è l’illuminazione del kav e del chut, la «linea e il filo» di luce attirati da Or Ein Sof. Termina alla sovranità (Malchus) di Atzilus e non prosegue nei tre mondi inferiori; per questo essi sono «un mondo di separazione», come nell’espressione «da lì si divide».
אלא שיוסף הוא צדיק שמקשר וממשיך הארת אא״ס [אור אין סוף] בבי״ע והיינו ע״י שהנבראים נכללים בבחי׳ מ״ן [מיין נוקבין] בהמל׳ דאצי׳ כנ״ל ויוסף ממשיך הארת אא״ס [אור אין סוף] ב״ה במל׳ לברר את המ״ן [המיין נוקבין] בירור שני שיהיו נכללים באלקותו ממש כנ״ל
Yosef, però, è un tzaddik che collega e attira l’illuminazione di Or Ein Sof nel Mondo della Creazione (Beriah), nel Mondo della Formazione (Yetzirah) e nel Mondo dell’Azione (Asiyah). Cioè, gli esseri creati vengono inclusi come mayin nukvin nella sovranità (Malchus) di Atzilus, come spiegato sopra, e Yosef attira l’illuminazione di Or Ein Sof, benedetto Egli sia, nella Malchus, per raffinare i mayin nukvin con un secondo raffinamento, affinché siano inclusi nella Sua stessa Divinità, come spiegato sopra.
Yosef, tuttavia, è il tzaddik che collega i mondi e attira la Luce Infinita persino nel Mondo della Creazione (Beriah), nel Mondo della Formazione (Yetzirah) e nel Mondo dell’Azione (Asiyah). Lo fa attraverso gli esseri creati inclusi come mayin nukvin nella sovranità (Malchus) di Atzilus: Yosef attira la luce nella Malchus per raffinarli una seconda volta, affinché divengano inclusi nella Divinità stessa.
והארה זו היא בחי׳ הארת הקו וחוט דאא״ס [דאור אין סוף] וזהו בחי׳ ונהר יצא להשקות כו׳ כנ״ל.
Questa illuminazione è l’illuminazione del kav e del chut di Or Ein Sof, e questo è «un fiume usciva per irrigare», ecc., come spiegato sopra.
Quella luce è il kav e il chut, la «linea e il filo» di Or Ein Sof: il fiume che esce per irrigare il giardino.
Yosef è il canale del «fiume di Eden»: la Luce Infinita, che normalmente si arresta alla sovranità (Malchus) di Atzilus; attraverso di lui raggiunge le scintille elevate dal basso e completa il loro raffinamento.
Nella Kabbalah Yosef è identificato con il fondamento (Yesod), la Sefirah che collega le Sefiros superiori a Malchus; per questo è lui a «irrigare il giardino».
Marei mekomos
- 1ונהר יצא מעדן להשקות את הגן · Genesis 2:10
27ונמצא מדרגת הבירור דיוסף הוא למעלה מעלה מהבירור של השבטים שבירור של השבטים הוא שמעלים מ״ן [מיין נוקבין] במל׳ דאצי׳ ועדיין לא נהפך לאלהות ממש עד שיוסף ממשיך המ״ד [המיין דוכרין]
Ne consegue che il livello del raffinamento di Yosef è di gran lunga superiore a quello delle tribù. Il raffinamento delle tribù consiste infatti nel sollevare le mayin nukvin [acque femminili] nella sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), ma ciò non si è ancora trasformato in Divinità vera e propria finché Yosef non fa discendere le mayin duchrin [acque maschili],
Il raffinamento di Yosef è dunque di gran lunga superiore a quello delle tribù. Esse elevano le mayin nukvin in Malchus di Atzilus, ma ciò che elevano non si è ancora trasformato in Divinità vera e propria finché Yosef non fa discendere le mayin duchrin.
שהוא הארת אא״ס [אור אין סוף] שמלובש בחכמה שזהו ונהר יצא מעדן כו׳ ובחכמה אתברירו בירור ב׳ ואזי נכלל המ״ן [המיין נוקבין] באלקות ממש שהיא התכללות יחו״ת [יחודא תתאה] ביחו״ע [ביחודא עילאה] כנ״ל.
che è l’illuminazione della Luce Infinita (Or Ein Sof) rivestita nella sapienza (Chochmah); questo è «E un fiume uscì da Eden», ecc. «Mediante Chochmah vengono raffinati» nel secondo raffinamento, e allora le mayin nukvin vengono incluse nella Divinità vera e propria: questa è l’inclusione dell’unità inferiore (yichuda tata’ah) in quella superiore (yichuda ila’ah), come spiegato sopra.
I mayin duchrin sono la Luce Infinita rivestita in Chochmah, il «fiume da Eden». Mediante Chochmah avviene il secondo raffinamento, e le mayin nukvin vengono incluse nella Divinità vera e propria: l’unità inferiore viene assorbita in quella superiore.
Questo paragrafo conclude il confronto: il raffinamento delle tribù fa salire le scintille, mentre quello di Yosef fa discendere la Divinità in esse e porta a compimento la loro unione con D‑o.
I covoni si inchinano ¶28–33
28והיינו מ״ש והנה אנחנו מאלמים אלומים בתוך השדה שהוא הבירורים מבי״ע להעלותן בבחי׳ מ״ן [מיין נוקבין] במל׳ כנ״ל.
Questo è ciò che è scritto: «Ed ecco, stavamo legando covoni in mezzo al campo»: si tratta dei raffinamenti provenienti dal Mondo della Creazione (Beriah), dal Mondo della Formazione (Yetzirah) e dal Mondo dell’Azione (Asiyah), per elevarli come mayin nukvin [acque femminili] alla sovranità (Malchus), come spiegato sopra.
La prima immagine del sogno, «stavamo legando covoni in mezzo al campo», è il primo raffinamento: i fratelli elevano le scintille dai mondi inferiori come mayin nukvin alla sovranità (Malchus).
ויוסף עצמו בירר בירור זה הראשון ג״כ אף ששרשו משם מ״ה [שם מ״ה] דאצי׳ שהוא בחי׳ המ״ד [המיין דוכרין]1 אעפ״כ [אף על פי כן] מאחר שנתלבש למטה בגוף היה צריך לברר בירור זה התחתון ג״כ כשאר אחיו
Anche Yosef stesso compì questo primo raffinamento: sebbene la sua radice provenga dal Nome Mah del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), che è il livello dei mayin duchrin [acque maschili], tuttavia, poiché si era rivestito in basso di un corpo, anche lui doveva compiere questo raffinamento inferiore, come il resto dei suoi fratelli.
Anche Yosef partecipò a questo primo raffinamento. La sua radice è nel Nome Mah di Atzilus, la fonte dei mayin duchrin, ma poiché la sua anima era rivestita in un corpo fisico, anche lui doveva compiere il lavoro inferiore, come i suoi fratelli.
וזהו והנה אנחנו מאלמים כו׳ שכולנו שוים בזה להעלות מ״ן [מיין נוקבין] במל׳.
Questo è il senso di «Ed ecco, stavamo legando», ecc.: in questo siamo tutti uguali, nell’elevare mayin nukvin alla sovranità (Malchus).
Ecco perché il sogno dice «stavamo» legando covoni: nell’elevare mayin nukvin tutti i fratelli, Yosef compreso, sono uguali.
אלא שלאחר בירור זה והנה קמה אלומתי2 כו׳ שנמצא בו מעלה יתירה מצד שרשו בשם מ״ה [שם מ״ה] דאצי׳ שעי״ז מדרגתו הוא להוריד מ״ד [מיין דוכרין] לברר בירור שני את המ״ן [המיין נוקבין] שכבר העלו במל׳.
Ma dopo questo raffinamento, «ed ecco, il mio covone si alzò», ecc.; egli possiede un vantaggio ulteriore in virtù della sua radice nel Nome Mah di Atzilus. Grazie a ciò, il suo livello consiste nel far discendere mayin duchrin, per compiere un secondo raffinamento dei mayin nukvin che essi avevano già elevato alla sovranità (Malchus).
Ma dopo questo lavoro condiviso viene «ed ecco, il mio covone si alzò»: Yosef possiede una dimensione aggiuntiva, dovuta alla sua radice nel Nome Mah, che gli consente di far discendere i mayin duchrin, i quali conferiscono il secondo raffinamento a ciò che i fratelli avevano elevato.
Ora sono spiegate entrambe le parti del sogno di Yosef: tutti i fratelli condividono il primo raffinamento, ma soltanto il covone di Yosef «si alza» per produrre il secondo.
Marei mekomos
- 1ששרשו משם מ״ה דאצי׳ שהוא בחי׳ המ״ד · אוה״ת שמות ע׳ יד מציין לכאן.
- 2והנה קמה אלומתי · Genesis 37:7
29ובירור זה אין בכח שאר השבטים שהן בבריאה כו׳ שלמטה מטה מאצי׳. וזהו תסובנה אלומותיכם ותשתחוין לאלומתי1 בבחי׳ בטול ממש
E questo raffinamento non è alla portata delle altre tribù, che si trovano nel Mondo della Creazione (Beriah), ecc., molto al di sotto del Mondo dell’Emanazione (Atzilus). E questo è «i vostri covoni si disposero intorno e si inchinarono al mio covone»: nell’autoannullamento (bittul) effettivo.
Le altre tribù, radicate nel Mondo della Creazione (Beriah), molto al di sotto del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), non possono realizzare il secondo raffinamento. Per questo, nel sogno i loro covoni circondano quello di Yosef e gli si inchinano: si pongono in stato di autoannullamento davanti a lui.
כי בלעדי המ״ד [המיין דוכרין] דיוסף לא נכלל המ״ן [המיין נוקבין] שלהם באלקות ממש רק שע״י המ״ד [המיין דוכרין] דיוסף שמבררם בירור ב׳ שיוכללו בביטול אמיתי דמ״ה [דשם מ״ה]
Infatti, senza le acque maschili (mayin duchrin) di Yosef, le loro acque femminili (mayin nukvin) non sarebbero state incluse nella Divinità stessa; solo attraverso le acque maschili di Yosef, che le sottopongono al secondo raffinamento, esse possono essere incluse nel vero bittul di Mah,
Senza le acque maschili (mayin duchrin) di Yosef, ciò che i fratelli hanno elevato non sarebbe mai stato incluso nella Divinità stessa. Solo il secondo raffinamento operato da lui lo porta nel vero bittul del Nome Mah.
וזהו ותשתחוין כו׳ ואז הוא שנכללו באלקות כנ״ל (ועמ״ש בענין ב׳ בירורים אלו ע״פ ואלה שמות):2
e questo è «e si inchinarono», ecc.: allora vengono inclusi nella Divinità, come spiegato sopra. (E si veda quanto è spiegato riguardo a questi due raffinamenti sul versetto «E questi sono i nomi».)
L’inchino dei fratelli segna il momento in cui il loro operato viene incluso nella Divinità. La parentesi rimanda a una trattazione più ampia dei due raffinamenti nel maamar sul versetto «E questi sono i nomi» (l’inizio di Shemos).
L’inchino dei covoni dei fratelli significa che il loro raffinamento si completa soltanto attraverso Yosef.
Marei mekomos
- 1תסובנה אלומותיכם ותשתחוין לאלומתי · Genesis 37:7
- 2ע״פ ואלה שמות · ראה לקמן מט, ג. באוה״ת בראשית כרך ו תתרפד, א במקום מראה מקום זה נמצא ”ע״פ הזהר וישב דקפ״א אך אל הפרוכת כו׳ ובשאר דוכתי”.
30והנה להבין ביאור ענין ותשתחוין לאלומתי. גם ענין החלום השני השמש והירח כו׳ משתחוים לי1 שהדברים מגיעים ליעקב וכמ״ש ואביו שמר2 כו׳.
Ora, per comprendere la spiegazione di «e si prostrarono davanti al mio covone», e anche il significato del secondo sogno, «il sole e la luna… si prostrano davanti a me», poiché queste parole riguardano Yaakov, come è scritto: «e suo padre tenne [la cosa] a mente», ecc.:
Si pongono due questioni riguardo alla prostrazione: i covoni dei fratelli che si prostrano davanti a quello di Yosef e il secondo sogno, nel quale il sole e la luna si prostrano davanti a lui. Il secondo sogno riguarda Yaakov, per questo il versetto dice che suo padre «tenne la cosa a mente».
איך יתכן שיעקב שהוא למעלה במדרגה מיוסף כי הוא בחי׳ גוף ויוסף בחי׳ ברית ואע״ג [ואף על גב] דגוף וברית כחדא מ״מ הוא גבוה כו׳ א״כ איך ישתחוה ליוסף וזה תמוה.
Com’è possibile che Yaakov, che è a un livello superiore a Yosef, poiché è il livello del corpo [la bellezza (Tiferes)] e Yosef il livello del patto [il fondamento (Yesod)], e sebbene «il corpo e il patto siano come un tutt’uno», tuttavia egli è superiore, ecc., se così è, come potrebbe prostrarsi davanti a Yosef? Ciò è sorprendente.
Come potrebbe Yaakov prostrarsi davanti a Yosef? Secondo la Kabbalah, Yaakov è Tiferes, «il corpo» delle emanazioni divine (Sefiros), mentre Yosef è Yesod, «il patto». Sebbene «il corpo e il patto siano come un tutt’uno», il corpo è comunque più elevato; perciò la prostrazione di Yaakov sembra impossibile.
אך הענין כי השתחוואה כוללת ב׳ בחי׳.3 הא׳ בחי׳ בטול שבטל ומשתחוה כו׳ כמו וצבא השמים לך משתחוים45 שהם מתבטלים כו׳. הב׳ הוא ענין המשכה שמרכין ראשו וממשיכו למטה.
La spiegazione è che la prostrazione comprende due aspetti. Il primo è l’autoannullamento (bittul): ci si annulla e ci si prostra, ecc., come in «e l’esercito dei cieli si prostra davanti a Te», poiché si annulla, ecc. Il secondo è il far discendere: si china il capo e lo fa scendere [il capo] verso il basso.
La risposta è che la prostrazione ha due aspetti. È un bittul, come quando «l’esercito dei cieli si prostra davanti a Te», ed è anche un far discendere: chinando il capo si fa discendere qualcosa verso il basso.
Il paragrafo pone la domanda sul perché il superiore, Yaakov, si prostrerebbe davanti all’inferiore, Yosef, e risponde che la prostrazione significa non soltanto sottomissione, ma anche far discendere.
Marei mekomos
- 1החלום השני השמש והירח כו׳ משתחוים לי · Genesis 37:9
- 2ואביו שמר · Genesis 37:11
- 3השתחוואה כוללת ב׳ בחי׳ · ראה לקמן בד״ה יביאו לבוש מלכות, צא, א. ובאוה״ת פ׳ תרומה ד״ה ועשו לי מקדש ע׳ א׳תכח. סה״מ תרל״ב ע׳ עד.
- 4וצבא השמים לך משתחוים · נחמי׳ טו, ו.
- 5וצבא השמים לך משתחוים · Nehemiah 9:6
31ובאמת הא בהא תליא שע״י הבטול גורם ההמשכה כו׳. וכן ידוע ג״כ מהשתחוואה שבש״ע [שבשמונה עשרה] באמרו בא״י [ברוך אתה ה׳] שהוא בחי׳ בטול וגם המשכה ע״י שמרכין ראשו וממשיך מבחי׳ ברוך בבחי׳ אתה כמבואר בפע״ח [בפרי עץ חיים].1
E in verità l’una dipende dall’altra, poiché l’autoannullamento (bittul) provoca la discesa, ecc. Ciò è noto anche dall’inchino durante la Shemoneh Esreh, quando si dice: «Benedetto sei Tu, Havayah»: esso è autoannullamento e anche discesa, poiché si china il capo e si fa discendere dal livello (bechinah) di «Benedetto» al livello di «Tu», come spiegato in Pri Etz Chaim.
I due aspetti dipendono l’uno dall’altro: è il bittul a far discendere la luce. Gli scritti dell’Arizal (Pri Etz Chaim) lo spiegano attraverso l’inchino dell’Amidah, quando si dice: «Benedetto sei Tu, Havayah»: ci si annulla e, chinando il capo, si fa discendere la luce dal livello nascosto di «Benedetto» al livello manifesto di «Tu».
L’autoannullamento e il far discendere la luce vanno insieme, come mostra l’inchino dell’Amidah.
La Chassidus interpreta baruch («benedetto») come collegato a hamshachah [far discendere la luce], come in havrachah [innesto di una pianta]. L’inchino dell’Amidah porta il trascendente nel «Tu», ossia in D‑o in quanto interpellato e rivelato.
Marei mekomos
- 1ברוך בבחי׳ אתה כמבואר בפע״ח · ראה שער העמידה.
32ועד״ז יובן ענין ותשתחוין לאלומתי. כי הנה השבטים כשהעלו מ״ן [מיין נוקבין] במלכות וצריכים לעורר המשכת מ״ד [מיין דוכרין] דאצילות שעי״ז עיקר הבירור.
Allo stesso modo si comprenderà la questione di «e si prostrarono davanti al mio covone». Infatti, quando le tribù elevarono mayin nukvin (acque femminili, risveglio dal basso) in Malchus, dovevano suscitare la discesa dei mayin duchrin (acque maschili, risveglio dall’Alto) provenienti dal Mondo dell’Emanazione (Atzilus), attraverso la quale avviene il principale processo di raffinamento.
Ora viene spiegato l’inchino dei fratelli. Dopo aver elevato mayin nukvin in Malchus, essi dovevano suscitare il flusso dei mayin duchrin da Atzilus, che rende possibile il principale processo di raffinamento.
ובאמת אין המ״ד [המיין דוכרין] נמשך אלא לאחר שיש העלאת מ״ן [מיין נוקבין] כי לית ברכתא שריא באתר ריקניא1 רק כשיש כלי אז שורה האור והמ״ן [והמיין נוקבין] הוא כלי להמ״ד [להמיין דוכרין].
In verità, i mayin duchrin vengono fatti discendere solo dopo che vi è stata un’elevazione di mayin nukvin, poiché «la benedizione non si posa in un luogo vuoto»: la luce si posa solo là dove vi è un recipiente, e i mayin nukvin sono il recipiente per i mayin duchrin.
I mayin duchrin giungono solo dopo che i mayin nukvin sono saliti, perché, come dice lo Zohar, «la benedizione non si posa in un luogo vuoto». La luce si posa solo dove vi è un recipiente, e i mayin nukvin sono il recipiente per i mayin duchrin.
לכן כדי לעורר המשכת מ״ד [מיין דוכרין] דיוסף היה צ״ל תחלה העלאת מ״ן [מיין נוקבין] דהשבטים בבחינת בטול לעורר המשכה זו. גם יובן זה ממשל גשמי בזיוג זכר ונקבה שאין קישוי אלא לדעת.2
Pertanto, per suscitare la discesa dei mayin duchrin di Yosef, doveva prima aver luogo l’elevazione dei mayin nukvin delle tribù, nell’autoannullamento (bittul), così da suscitare questa discesa. Lo si comprenderà anche da un’analogia materiale, nell’unione tra uomo e donna: «non vi è eccitazione se non con intenzione».
L’elevazione dei mayin nukvin da parte dei fratelli, nell’autoannullamento, doveva dunque precedere tutto il resto, per richiamare i mayin duchrin di Yosef. L’Alter Rebbe indica un parallelo nell’unione fisica tra uomo e donna, citando il Talmud: l’eccitazione dipende da un’intenzione consapevole.
L’inchino dei fratelli è la loro elevazione dei mayin nukvin nell’autoannullamento, che forma il recipiente capace di richiamare i mayin duchrin di Yosef.
Marei mekomos
- 1לית ברכתא שריא באתר ריקניא · Zohar II, 155a
- 2שאין קישוי אלא לדעת · Yevamot 53b:11–13
33וכשהנקבה עורכת שולחנה אז נתעורר תאות הזכר כו׳. וזהו והנה תסובינה אלומותיכם שעשו הכלי והעלאת מ״ן [מיין נוקבין] ותשתחוין לאלומתי.
Quando la femmina imbandisce la sua tavola, allora si risveglia il desiderio del maschio, ecc. Ed ecco: «i vostri covoni si disposero tutt’intorno», poiché formarono il recipiente e produssero l’elevazione dei mayin nukvin (acque femminili), «e si prostrarono davanti al mio covone».
L’analogia prosegue con un linguaggio discreto: quando la donna «imbandisce la sua tavola», il desiderio dell’uomo si risveglia. Così anche i covoni dei fratelli «si disposero tutt’intorno», formando il recipiente attraverso i loro mayin nukvin (acque femminili), e si prostrarono davanti al covone di Yosef.
ובהשתחואה זו עשו ב׳ בחי׳ א׳ הבטול שלהם לאור א״ס הב׳ שעי״ז עשו ג״כ ההמשכה שיומשך המ״ד [המיין דוכרין]
Con questa prostrazione compirono due cose: anzitutto, il loro autoannullamento dinanzi alla Luce Infinita (Or Ein Sof); in secondo luogo, per mezzo di ciò produssero anche la discesa, affinché i mayin duchrin (acque maschili) fossero fatti discendere,
La loro prostrazione aveva entrambi gli aspetti: l’autoannullamento dinanzi alla Luce Infinita e, per mezzo di esso, la discesa dei mayin duchrin.
דהיינו שיומשך הארת הא״ס בבחי׳ יוסף והמשכה זו שעשו הם היינו שיומשך בחי׳ האו״פ [האור פנימי] ביוסף. ואמנם השתחואה דיעקב היה רק ענין המשכה לבדה שהמשיך בחי׳ המקיף ליוסף כו׳.
ossia, che l’illuminazione dell’Infinito (Ein Sof) fosse fatta discendere al livello (bechinah) di Yosef; e questa discesa da loro prodotta consisteva nel far discendere in Yosef la luce interiore. La prostrazione di Yaakov, invece, consisteva soltanto in una discesa: egli fece discendere a Yosef la [luce] avvolgente, ecc.
Ciò che fecero discendere fu la luce dell’Infinito in Yosef, e precisamente la luce interiore (or pnimi), che entra in lui e diventa parte di lui. La prostrazione di Yaakov, al contrario, consisteva soltanto in una discesa; ciò che egli fece discendere a Yosef fu la luce avvolgente (makif), che rimane al di sopra e al di là di lui.
Questo risponde a entrambe le domande: la prostrazione dei fratelli è un autoannullamento che fa discendere la luce interiore in Yosef, mentre quella di Yaakov si limita a far discendere la luce avvolgente; non implica dunque che Yaakov sia di livello inferiore.
La distinzione tra luce interiore (or pnimi) e luce avvolgente (or makif) ricorre in tutta la Chassidus: la luce interiore viene assimilata secondo la capacità del ricettore, mentre quella avvolgente agisce su di lui da ciò che lo trascende. Yaakov, in quanto livello superiore, poteva dare a Yosef soltanto ciò che trascende Yosef.
L’errore dei fratelli ¶34–35
34והנה סבת שנאת השבטים ליוסף על חלומותיו כו׳ הוא לפי שהם טעו בדבר א׳.
Ora, la ragione dell’odio delle tribù verso Yosef a causa dei suoi sogni, ecc., è che si sbagliarono su una cosa.
Perché i fratelli odiavano Yosef per i suoi sogni? Perché commisero un errore.
בהיות כי ידוע בענין ששם עלו שבטים שבטי1 י״ה כו׳. שיש בחי׳ י״ב גבולי אלכסון2 בז״א דאצילות ונק׳ שבטי י״ה שנמשכים מאו״א [מאבא ואימא].
Poiché è noto, riguardo a «Là salirono le tribù, le tribù di Yah», ecc., che vi sono dodici confini diagonali nell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), e che sono chiamati «le tribù di Yah» perché discendono da Abba e Imma (Chochmah e Binah).
Il versetto «Là salirono le tribù, le tribù di Yah» si riferisce, nella Kabbalah, ai dodici «confini diagonali» (nel Sefer Yetzirah, i dodici spigoli in cui si incontrano due delle sei direzioni) nell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus). Sono chiamati «le tribù di Yah» perché provengono da Abba e Imma, Chochmah e Binah, che sono rappresentate dalle due lettere del Nome Yah.
L’odio dei fratelli viene ricondotto a un errore riguardo alla propria radice spirituale, che la Kabbalah colloca nei dodici confini di Zeir Anpin.
Marei mekomos
- 1ששם עלו שבטים שבטי י״ה · Psalms 122:4
- 2שיש בחי׳ י״ב גבולי אלכסון · בלקו״ת צו יז, א. שמע״צ פ, ד מציין לכאן.
35ולזאת סברו השבטים שלמטה ששרשן משם וא״כ הם במדרגה אחת עם יוסף שכולן שרשן מז״א דאצילות וא״כ אין צריכים לו בשביל המשכת המ״ד [המיין דוכרין]
Perciò le tribù in basso pensavano che la loro radice provenisse da lì e che, se così era, si trovassero sullo stesso livello di Yosef, poiché tutti avevano la propria radice nell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus); e che, se così era, non avessero bisogno di lui per far discendere i mayin duchrin (le acque maschili),
I fratelli ragionavano che, poiché le loro anime provenivano dai dodici confini dello Zeir Anpin, si trovassero allo stesso livello di Yosef e quindi non avessero bisogno di lui per far discendere i mayin duchrin.
שהרי כמוהו כמוהם משרש א׳ מבחי׳ ז״א שמשם המשכת המ״ד [המיין דוכרין]. אבל טעו בזה כי אמת ששרשם1 מז״א כנ״ל אבל הם בעצמם למטה בבריאה.
poiché lui e loro erano uguali, provenendo da un’unica radice nello Zeir Anpin, dal quale vengono fatti discendere i mayin duchrin. Ma in questo si sbagliavano: è vero che la loro radice proviene dallo Zeir Anpin, come spiegato sopra, ma loro stessi si trovano in basso, nel Mondo della Creazione (Beriah).
Credevano di essere suoi pari, provenendo dalla stessa radice nello Zeir Anpin, che è la fonte dei mayin duchrin. Il loro errore era questo: la loro radice era davvero lì, ma loro stessi si trovavano in basso, in Beriah.
וכנ״ל בענין בחי׳ י״ב בקר שהים עומד עליהם מלמעלה הילכך הם רק המעלים מ״ן [מיין נוקבין] למלכות.
E, come spiegato sopra a proposito dei dodici buoi, sui quali il Mare poggia dall’alto, essi sono perciò soltanto coloro che elevano i mayin nukvin (le acque femminili) alla sovranità (Malchus).
Come nel caso dei dodici buoi che portano il Mare sopra di loro, essi possono soltanto elevare i mayin nukvin verso Malchus.
משא״כ יוסף שלמטה הוא עצמו מבחי׳ יסוד דאצילות ממש ולפיכך הוא דוקא הממשיך מ״ד [מיין דוכרין] והם צריכים לו כמו שכתוב והנה תסובינה אלומותיכם2 כו׳ כנ״ל:3
Invece Yosef, [anche] in basso, proviene egli stesso dal livello del fondamento (Yesod) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus) propriamente detto; perciò è proprio lui a far discendere i mayin duchrin, e loro hanno bisogno di lui, come è scritto: «Ed ecco, i vostri covoni si raccolsero intorno», ecc., come spiegato sopra.
Yosef, anche qui in basso, proviene egli stesso da Yesod di Atzilus, perciò soltanto lui fa discendere i mayin duchrin e loro hanno bisogno di lui, come diceva il sogno: «i vostri covoni si raccolsero intorno e si inchinarono al mio covone».
Il maamar si conclude risolvendo l’errore dei fratelli: una radice comune non significa trovarsi sullo stesso livello; essi si trovano in Beriah, mentre Yosef si trova in Atzilus, e perciò la loro opera dipende da lui.
Marei mekomos
- 1שו״ה ששרשם · באוה״ת מגוכתי״ק הצ״צ נ׳: שרש שרשם . . אבל הם נשפלו למטה בבריאה.
- 2והנה תסובינה אלומותיכם · Genesis 37:7
- 3אלומותיכם כו׳ כנ״ל · באוה״ת שם נמצא קיצור ואח״כ מעתיק מד״ה ואני נתתי לך שכם אחד מפ׳ ויחי תקס״ג ע״ש. הקיצור. השבה״כ ענין בחי׳ פירוד ופירור הכלי לחלקי׳ רבים ועי״ז מסתלק האור וההשכלה, ושבירה זו הי׳ בנשמו׳ וניצוצו׳ לכן כל מה שירדו למטה נעשה הרבוי יותר. ועבודתינו לברר ולהעלות מטורי דפרודא לבחי׳ אחדו׳ גוי אחד בארץ, וזהו מאלמי׳ אלומין, מהרבה שבולי׳ נעשה אלומה א׳, גם ל׳ אדם מצד הביטול כו׳. וכ״ז הוא העלא׳ מ״ן ביטול היש ועדיין צריך בירור שני ע״י מ״ד לשיתהפך לאלקו׳ ממש וזה הי׳ עבודת יוסף וזהו והנה קמה אלומתי כו׳ וענין ותשתחוין כי השתחוא׳ ביטול וגם עי״ז המשכה מאוא״ס להתלבש במ״ד דיוסף, והשתחוא׳ דיעקב המשכה לבד. ומה שהשבטי׳ שנאו אותו לפי שסברו ששרשם ג״כ מי״ב ג״א דז״א א״כ כמוהו כמוהם וא״צ לו בשביל המ״ד ג״כ אבל האמת שהם י״ב בקר דבריא׳ והוא מיסוד ז״א וזה הי׳ החלומות כנ״ל.
Hai terminato il maamar?
Segnalo come studiato: conta per il siyum settimanale e per quello annuale.
Nell’avodah
Una persona raffina le scintille presenti nel cibo e nel mondo mangiando per amore di D‑o e poi pregando con amore e timore reverenziale (ahavah veyirah), tratti da quella forza. Ma il proprio amore e timore reverenziale, persino il sacrificio di sé (mesirus nefesh), restano «unità inferiore» finché su di essi non viene fatta discendere dall’Alto una forma di timore reverenziale; il servizio dal basso prepara, mediante l’autoannullamento, il recipiente per quel dono dall’Alto.
Domande di discussione
- In che modo l’analogia delle lettere di ברוך spiega che cosa significhi «rottura», e perché la separazione fa sì che la luce si allontani?
- Perché la moltiplicazione delle 288 scintille spiega la durata dell’esilio?
- In che senso l’autoannullamento delle scintille che ascendono è «muto», e in che modo l’analogia del feto lo chiarisce?
- Qual è la differenza tra il primo raffinamento, quello dei fratelli, e il secondo, quello di Yosef, e in che modo l’esempio del mangiare e della preghiera lo illustra?
- In che modo i due aspetti dell’inchino risolvono la difficoltà dell’inchino di Yaakov davanti a Yosef?