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Torah Ohr · Parashot Chayei Sarah · Maamar 2

להבין ענין משארז״ל יפה שעה אחת בתשובה ומע״ט…

Per comprendere l’insegnamento dei nostri Maestri: «Meglio un’ora…»

  • 14 paragrafi · 45 sezioni
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione

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Idea centrale

La Torah e le mitzvos hanno la loro radice nella volontà e nella sapienza proprie di D‑o, superiori allo splendore della Presenza divina (Shechinah) di cui godono le anime nel Mondo a Venire; rivestite di oggetti materiali, diventano gli abiti attraverso i quali un’anima creata può cogliere quello splendore, come Moshe veniva nutrito per mezzo della nube. Perciò un’ora di ritorno (teshuvah) e di buone azioni in questo mondo è migliore di tutta la vita del Mondo a Venire.

Il maamar in breve

A proposito del versetto «E Avraham era vecchio, avanzato negli anni», il maamar chiede come un’ora di teshuvah e di buone azioni in questo mondo possa essere migliore di tutta la vita del Mondo a Venire, se il loro scopo è costituire gli abiti dell’anima per godere là dello splendore della Shechinah. La forza vitale divina che si trova nei mondi è nascosta e si manifesta soltanto nei suoi effetti, come la vita dell’anima si manifesta nelle membra; dare vita ai mondi è l’umiltà di D‑o, non la Sua grandezza. Il Mondo a Venire è una percezione rivelata dell’essenza di quello splendore. Un’anima creata può coglierlo soltanto attraverso un abito, come Moshe veniva nutrito nella nube. La Torah e le mitzvos, che provengono dalla volontà e dalla sapienza di D‑o, sono superiori a quello splendore e sono rivestite di pergamena, lana e carità; perciò lo superano, pur essendone gli abiti. Poi viene l’amore: contemplare nello Shema [proclamazione dell’unità divina] come i mondi siano nullificati nella loro fonte risveglia il desiderio di rimanere legati a D‑o; poiché il corpo non può sostenere questo stato, durante lo Shema egli decide di studiare la Torah, che unisce l’anima a Lui. D‑o separa il bene presente in una persona dal male, e l’inchino durante le benedizioni manifesta questa nullificazione, che dovrebbe giungere al cuore.

Schema

  1. La domandaA proposito di «E Avraham era vecchio, avanzato negli anni»: se la teshuvah e le buone azioni sono gli abiti dell’anima per godere dello splendore della Shechinah, come può un’ora di esse essere migliore di tutta la vita del Mondo a Venire?¶1–2
  2. La forza vitale nascosta e lo splendore rivelatoLa forza vitale nei mondi è nascosta, come quella dell’anima nelle membra, ed è illimitata, benché assuma la forma del proprio recipiente. «Tutta la terra è piena della Sua gloria» e «Io riempio i cieli e la terra» sono entrambe affermazioni vere; dare vita ai mondi è l’umiltà di D‑o. Il Mondo a Venire è una percezione rivelata dell’essenza di quello splendore.¶3–6
  3. Gli abiti dell’anima, come la nube di MosheL’anima discese, come un seme tratto dal cervello, per diventare un essere creato, e perciò non può cogliere da sé la Divinità. Come la nube permise a Moshe di essere nutrito con cibo spirituale, così la Torah e le mitzvos, radicate nella Volontà Superiore e rivestite di oggetti materiali, diventano gli abiti attraverso i quali l’anima coglie lo splendore; perciò sono superiori ad esso.¶7–8
  4. L’amore nello Shema e lo studio della TorahL’amore e il timore reverenziale (ahavah veyirah) sono ali che elevano la Torah e le buone azioni. Contemplare come lo splendore sia nullificato nell’essenza di D‑o, come i raggi del sole nel sole, risveglia il desiderio di rimanere legati a Lui; poiché il corpo non può sostenere tale nullificazione, durante lo Shema egli decide di studiare la Torah, nella quale l’anima è veramente unita a D‑o.¶9–11
  5. D‑o separa il bene dal maleChi sente che il male è ancora integro in lui non deve disperare: D‑o lo fa uscire dall’Egitto, separando l’anima divina dall’anima animale. Anche i malvagi traggono luce dallo studio della Torah, ma questa non raggiunge il loro essere interiore.¶12–13
  6. Le benedizioni e la dimora nei mondi inferiori«Benedetto sei Tu, Havayah» porta il Nome Havayah alla rivelazione. Fino al futuro il corpo cela; perciò l’inchino manifesta esteriormente la nullificazione, che deve giungere al cuore, poiché l’intento di D‑o è una dimora nei mondi inferiori.¶14

Concetti chiave

lo splendore della Shechinahזיו השכינה
Ciò di cui godono le anime nel Mondo a Venire: una percezione rivelata dell’essenza della forza vitale divina nascosta nei mondi. È soltanto uno splendore, inferiore alla volontà e alla sapienza di D‑o.
gli abiti (levushim)לבושין
Ciò che la Torah e le mitzvos dell’anima formano per essa; come la nube di Moshe, permettono a un essere creato di cogliere la Divinità, cosa che non potrebbe fare da sé.
la Volontà Superioreרצה״ע
La radice della Torah e delle mitzvos, unita a D‑o attraverso la Sua sapienza; poiché è superiore allo splendore della Shechinah, un’ora di buone azioni è migliore di tutto il Mondo a Venire.
la Sua umiltàענותנותו
Il fatto che D‑o Si abbassi per rivestirSi nei mondi e dar loro vita; dare vita ai mondi esalta la Sua umiltà, non la Sua grandezza.
le ali (amore e timore reverenziale)גדפין
L’amore e il timore reverenziale non sono l’elemento principale, ma le ali che lo elevano: la Torah e le buone azioni.
l’autoannullamento (bittul)ביטול
Il fatto che i mondi siano nulla nella fonte della loro vita, come i raggi sono nulla all’interno del sole. La persona lo contempla nello Shema e lo manifesta esteriormente inchinandosi durante le benedizioni.
una dimora nei mondi inferiori (dirah betachtonim)דירה בתחתונים
L’intento ultimo di D‑o: dimorare nel regno più basso. È «la fine dell’azione, per prima nel pensiero» e perciò «la terra fu creata per prima».

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La domanda ¶1–2

1שייך לפסוק ואברהם זקן בא בימים

Riguardo al versetto: «Avraham era vecchio, avanzato nei giorni».

Spiegazione

Titolo di un secondo maamar, distinto, basato sul versetto iniziale di Genesi 24: Avraham invecchiò, «entrando nei giorni». Lo Zohar interpreta i «giorni» come gli abiti dell’anima, e questa interpretazione è la chiave di ciò che segue.

Il paragrafo 1 in breve

Questo titolo apre un nuovo maamar nella stessa parashah, fondato sul versetto che parla della vecchiaia di Avraham.

Marei mekomos

  1. 1
    ואברהם זקן בא בימים · Genesis 24:1

2להבין ענין משארז״ל [מה שאמרו רבותינו זכרונם לברכה] יפה שעה אחת בתשובה ומע״ט [ומעשים טובים] בעוה״ז מכל חיי עוה״ב [עולם הבא]. וצריך להבין והלא תכלית תשובה ומע״ט [ומעשים טובים] הוא שמהם נעשו לבושין לנשמה שתוכל ליהנות מזיו השכינה בעוה״ב [בעולם הבא]

Per comprendere l’insegnamento dei nostri Saggi, di benedetta memoria: «Un’ora di ritorno (teshuvah) e di buone azioni in questo mondo è migliore di tutta la vita del Mondo Futuro». E questo richiede spiegazione: non è forse lo scopo del ritorno e delle buone azioni che da essi si formino vesti per l’anima, affinché possa godere dello splendore della Presenza divina (Shechinah) nel Mondo Futuro,

Spiegazione

La Mishnah afferma che un’ora di ritorno e di buone azioni in questo mondo è migliore di tutta la vita del Mondo Futuro. Ciò è problematico: lo scopo stesso del ritorno e delle buone azioni è che diventino «vesti» per l’anima, permettendole di godere dello splendore della Presenza divina nel Mondo Futuro. Come possono i mezzi essere superiori al fine?

כמאמר הזוהר ע״פ ואברהם זקן בא בימים באינון יומין עילאין כו׳ ווי ליה לההוא גברא דגרע יומין לעילא דכד בעיין לאלבשא ליה באינון יומין יומא דפגם חסרא ליה מההוא לבושא כנ״ל.

come dice lo Zohar a proposito del versetto «E Avraham era vecchio, avanzato nei giorni»: «in quei giorni superni», ecc.; «Guai all’uomo che ha diminuito i giorni in Alto! Poiché, quando verranno a vestirlo con quei giorni, il giorno che egli ha macchiato mancherà da quella veste», come si è detto sopra?

Spiegazione

Lo Zohar interpreta «Avraham giunse ai giorni» nel senso che egli entrò nel Mondo Futuro vestito dei suoi giorni: ogni giorno di buone azioni diventava parte della veste dell’anima. Chi ha guastato un giorno trova quel giorno mancante dalla propria veste. Dunque, le buone azioni sembrano esistere in funzione del Mondo Futuro.

Il paragrafo 2 in breve

Il secondo discorso pone la domanda: se le mitzvos sono soltanto vesti che permettono di godere del Mondo Futuro, come può un’ora di esse essere migliore dell’intero Mondo Futuro?

Approfondimento

Lo Zohar parla di «giorni superni»: a ogni giorno della vita di una persona corrisponde un giorno in Alto, formato da ciò che essa ha fatto di quel giorno. Questa è la radice dell’insegnamento chassidico, discusso in Iggeres HaKodesh, secondo cui le mitzvos formano le vesti dell’anima nel Giardino dell’Eden.

Marei mekomos

  1. 1
    להבין ענין · נאמרה בשנת תקנ״ז, ראה מאמרי אדה״ז הקצרים ע׳ תריז הערה 76. בכמה כת״י: שקלאוו וישלח תקנ״ז. בכת״י א׳: מברכין חשון תקנ״ז. ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. אוה״ת בראשית כרך ד תשפה, ב. תתפה, א. מאמר זה נזכר בלקו״ת ואתחנן ז, ב. שה״ש יח, ג. כב, ב. באוה״ת ויחי שסו, א מציין ”בתו״א פ׳ חיי ענין ג״ע שבו גילוי הזיו בבחי׳ השגת המהות, משא״כ בעולמות בי״ע הרי עולם ל׳ העלם” ע״ש. לכללות מאמר זה ראה בסה״מ תרכ״ח ע׳ נ ואילך. סה״מ תרל״ד ע׳ נט. סה״מ תרמ״ג ע׳ כ ואילך. ד״ה לך לך תרנ״ד ע׳ נ ואילך. ד״ה וטהר לבנו עזר״ת ע׳ כו. ד״ה ואברהם זקן תשל״ח (נדפס בלקו״ש ח״כ ע׳ 315 ובסה״מ מלוקט ח״א ע׳ רפט). פלח הרמון בראשית קטו, ג.
  2. 2
    יפה שעה אחת · אבות ד, יז.
  3. 3
    יפה שעה אחת בתשובה ומע״ט בעוה״ז מכל חיי עוה״ב · Pirkei Avot 4:17
  4. 4
    שמהם נעשו לבושין לנשמה · ראה אגה״ק סי׳ כט. אוה״ת בראשית כרך ד תשפז, א. סה״מ תש״א ד״ה זכרנו לחיים ע׳ 153.
  5. 5
    כמאמר הזהר ע״פ ואברהם זקן · ח״א רכד, א. וראה שם קכט, א הלשון ”יומין עילאין”. וראה לקמן כ, ד. מו, ג. עה, ד. עט, ב. פב, א. לקו״ת שלח לח, ד. נא, ג. יוהכ״פ סט, א. שמע״צ פז, סע״ב. שה״ש טז, ג.
  6. 6
    ואברהם זקן בא בימים באינון יומין עילאין · Zohar, Vayechi 32:294–303
  7. 7
    באינון יומין עילאין · Zohar, Chayei Sara 15:114–16:121

La forza vitale nascosta e lo splendore rivelato ¶3–6

3והענין דהנה ענין זיו השכינה בעוה״ב [בעולם הבא] אינו כמו התפשטות חיות אלקות בתוך העולמות. כמ״ש ואתה מחיה את כולם שהחיות אלקות המתלבש תוך עלמין אינו מושג ונראה.

La spiegazione è che lo splendore della Presenza divina (Shechinah) nel Mondo Futuro non è come la diffusione della forza vitale divina all’interno dei mondi, come è scritto: «E Tu dai vita a tutti»; infatti, la forza vitale divina che è rivestita all’interno dei mondi non viene né colta né vista.

Spiegazione

La risposta comincia distinguendo due cose. Lo splendore della Presenza divina di cui si gode nel Mondo Futuro non è la stessa cosa della vita divina che si diffonde nei mondi e li mantiene in vita, della quale è detto: «Tu dai vita a tutti». Quella forza vitale, rivestita all’interno dei mondi, non viene né colta né vista.

כמשל התפשטות החיות של הנשמה תוך הגוף בהתחלקות האברים ובודאי בהחיות רוחני לא שייך כלל שיהיה בו ג״כ התחלקות החיות לחלקים כי אין ברוחניות שום תמונה וציור.

Come nell’analogia della diffusione della forza vitale dell’anima all’interno del corpo, ripartita fra le membra; e certamente, nella forza vitale spirituale non si applica affatto una divisione in parti, poiché nella spiritualità non vi sono immagine né forma.

Spiegazione

Un’analogia: la vita dell’anima si diffonde nel corpo e sembra ripartirsi fra le membra — la vista nell’occhio, l’udito nell’orecchio. Ma la vita dell’anima stessa non può davvero essere divisa in parti, poiché ciò che è spirituale non ha immagine né forma.

Il paragrafo 3 in breve

Il paragrafo distingue la forza vitale divina nascosta all’interno dei mondi dallo splendore della Presenza divina nel Mondo Futuro, e introduce un’analogia con l’anima nel corpo.

Approfondimento

Le note di Kehot osservano che altri testi chassidici affermano che anche nel Mondo della Creazione (Beriah) si coglie soltanto l’esistenza della divinità, non la sua essenza, e che quest’ultima si coglie soltanto nel Giardino dell’Eden; discutono inoltre come ciò si concili con quanto esposto in Likkutei Torah riguardo ai mondi che provengono dalla sovranità (Malchus).

Marei mekomos

  1. 1
    דהנה ענין זיו השכינה . . השגת מהות · ראה באוה״ת פ׳ בראשית כרך ג תקל, א. וראה גם באוה״ת דברים כרך ו ד״ה למען תירא ע׳ ב׳רל, שכאן משמע שאפילו בעולם הבריאה אינו מושג המהות רק המציאות כ״א בג״ע מושג המהות, שלכאורה זה סותר למ״ש בלקו״ת פ׳ ואתחנן י, ב אופן התהוות בי״ע מבחי׳ מל׳. נזכר באוה״ת זכור ע׳ א׳תשע.
  2. 2
    ואתה מחי׳ את כולם · Nehemiah 9:6
  3. 3
    התפשטות חיות . . אינו מושג ונראה · ”ע׳ בלקו״ת ד״ה ע״כ יאמרו המושלים אשר הנשמה אינו נראה” — הג״ה בתו״א על הגיליון.

4והנה התפעלות החיות באברים ניכר ונראה. אבל מהות ועצמות החיות אינו נראה וניכר כלל.

Ora, l’effetto della forza vitale nelle membra è riconoscibile e visibile, ma l’essenza e la realtà della forza vitale non sono affatto visibili né riconoscibili.

Spiegazione

Ciò che vediamo nelle membra è l’effetto della forza vitale, il movimento e l’azione che essa produce; la forza vitale stessa, la sua essenza, non si vede affatto.

כמו כן חיות אלקות המחיה כל העולמות בע״ג [בעלי גבול / בעל גבול] ותכלית בודאי אין בהחיות הרוחני בחי׳ גבול ותכלית ד״מ [דרך משל] חיות המחיה את עיגול כדור השמים בודאי לא יתכן לומר שגם החיות הרוחני הוא בתמונת עיגול כנ״ל

Così pure, la forza vitale divina che dà vita a tutti i mondi, che sono limitati e finiti: certamente, nella forza vitale spirituale non vi è alcun aspetto di limite e di termine. Per esempio, la forza vitale che dà vita alla sfera rotonda dei cieli: non si può certo dire che anche la forza vitale spirituale abbia la forma di un cerchio, come si è detto sopra;

Spiegazione

Lo stesso vale per la forza vitale divina nei mondi, che sono finiti. La forza vitale stessa non ha limiti. La forza vitale che anima, per esempio, la sfera rotonda dei cieli non è essa stessa rotonda.

רק שהתפשטות החיות הוא לפי תמונת כלי המקבל החיות ואע״פ [ואף על פי] שהחיות מתלבש לתוכו מ״מ החיות עצמו אינו בגדר מקום וגבול:

soltanto, la diffusione della forza vitale corrisponde alla forma del recipiente che la riceve; e benché la forza vitale si rivesta al suo interno, tuttavia la forza vitale stessa non è soggetta a vincoli di luogo e di limite.

Spiegazione

La sua manifestazione assume soltanto la forma del recipiente che la riceve. Benché si rivesta in quel recipiente, la forza vitale stessa non è vincolata dal luogo né dal limite.

Il paragrafo 4 in breve

L’analogia giunge a compimento: sia nel corpo sia nel mondo, ciò che appare è soltanto l’effetto della forza vitale, modellato dal suo recipiente, mentre la forza vitale stessa rimane invisibile e illimitata.

Marei mekomos

  1. 1
    והנה התפעלות החיות באברים · ”ע׳ לקו״ת ד״ה ונקדשתי סעי׳ א פי׳ תיבת התפעלות” הג״ה בגיליון תו״א.
  2. 2
    כדור השמים · בבוך תקצ״ה: כדור השמש.
  3. 3
    מ״מ החיות עצמו אינו בגדר מקום וגבול · ”ע׳ בתחלת ביאור שוש אשיש בלקו״ת” הג״ה בגיליון התו״א.

5ובזה יובן דכתיב מכה״כ [מלא כל הארץ כבודו] ותרגומו זיו יקריה שהוא רק זיו והתפשטות הארה בלבד. וכתיב את השמים ואת הארץ אני מלא.

E così si comprenderà ciò che è scritto: «Tutta la terra è piena della Sua gloria», e il suo Targum [la rende con] «lo splendore della Sua gloria», che è soltanto uno splendore, una mera diffusione di luce. Ed è scritto: «Io riempio i cieli e la terra».

Spiegazione

Questo spiega due versetti che sembrano in contrasto. I serafim nella visione di Isaiah proclamano: «Tutta la terra è piena della Sua gloria», e il Targum lo rende con «lo splendore della Sua gloria»: nel mondo si diffonde soltanto uno splendore. Eppure Jeremiah fa dire a D‑o: «Io riempio i cieli e la terra», il che parla di D‑o Stesso.

והענין ששניהם אמת כנ״ל וזשארז״ל [וזהו שאמרו רבותינו זכרונם לברכה] במקום שאתה מוצא גדולתו של הקב״ה שם אתה מוצא ענותנותו כו׳.

E la spiegazione è che entrambe le cose sono vere, come menzionato sopra. È questo che dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «Ovunque trovi la grandezza del Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), lì trovi la Sua umiltà», ecc.

Spiegazione

Entrambe le cose sono vere, nel modo appena spiegato: la luce che si riveste nel mondo è lo splendore, mentre l’essenza di D‑o lo riempie senza esservi racchiusa. È questo che il Talmud intende con: «Ovunque trovi la grandezza di D‑o, lì trovi la Sua umiltà».

דהיינו לא כמו שהעולם סוברים שגדולת הבורא נק׳ מה שהוא ית׳ מחיה כל העולמות שאדרבה זו היא ירידה אצלו ית׳ שמשפיל עצמו ומתלבש תוך כ״ע [כל עלמין] להחיותם ולקיימם.

Vale a dire, non come pensa la gente: che ciò che viene chiamato grandezza del Creatore sia il fatto che Egli, benedetto Egli sia, dà vita a tutti i mondi; al contrario, questo è una discesa per Lui, benedetto Egli sia: Egli Si abbassa e Si riveste in tutti i mondi per dar loro vita e sostenerli.

Spiegazione

Di solito si pensa che la grandezza di D‑o consista nel dare vita a tutti i mondi. Al contrario: questo è una discesa per Lui, un abbassarsi per rivestirsi nei mondi, così da dar loro vita e mantenerli nell’esistenza.

Il paragrafo 5 in breve

Il paragrafo concilia «piena della Sua gloria» (soltanto uno splendore) con «Io riempio i cieli e la terra» (D‑o Stesso), e mostra che sostenere i mondi riflette l’umiltà di D‑o, non la Sua grandezza.

Approfondimento

Le note di Kehot citano un maamar successivo che spiega lo splendore come la luce tratta dalla Luce Infinita (Or Ein Sof) e rivestita in tutti i mondi per crearli dal nulla, e «Io» come l’essenza dell’Infinito (Ein Sof), non contenuta entro misura o limite.

Marei mekomos

  1. 1
    מכה״כ · Isaiah 6:3
  2. 2
    זיו יקריה · Targum Jonathan on Isaiah 6:3
  3. 3
    שהוא רק זיו והתפשטות הארה בלבד · ”הנמשכת מאוא״ס ומתלבשת תוך כל העולמות להוותם ולהחיותם מאין ליש” — ד״ה עטרת תפארת תרמ״ז ע׳ לה. מענין זיו השכינה — בלקו״ת האזינו עח, א מציין לכאן.
  4. 4
    את השמים ואת הארץ אני מלא · Jeremiah 23:24
  5. 5
    שו״ה והענין — כנ״ל · ”כנזכר לקמן” — הג״ה בגיליון התו״א.
  6. 6
    במקום שאתה מוצא גדולתו · Megillah 31a:12–13

6ומ״ש ואתה מחיה את כלם אינו שבח בבחי׳ גדולתו ית׳ שלגדולתו אין חקר ולתבונתו אין מספר אלא השבח הוא בבחי׳ ענוה שלו שיוכל להשפיל עצמו וכו׳.

E ciò che è scritto: «E Tu dai vita a tutti loro» non è una lode alla Sua grandezza, benedetto Egli sia, poiché «la Sua grandezza è insondabile» e «la Sua comprensione è incalcolabile»; la lode riguarda piuttosto la Sua umiltà, poiché Egli può abbassarsi, ecc.

Spiegazione

Dunque, il versetto «Tu dai vita a tutti loro» non loda la grandezza di D‑o, che i Salmi definiscono insondabile e incalcolabile. Loda la Sua umiltà, la Sua disponibilità ad abbassarsi.

אבל ענין עוה״ב [עולם הבא] שנהנין מזיו השכינה הוא השגת מהות ועצמות התפשטות החיות אלקות בבחי׳ גילוי:

Ma il Mondo Futuro, nel quale si gode dello splendore della Presenza divina (Shechinah), consiste nel cogliere l’essenza e l’essere della diffusione della forza vitale divina (chayus), in una condizione di rivelazione.

Spiegazione

Il Mondo Futuro è diverso. Lì l’anima gode dello splendore della Presenza divina (Shechinah), cogliendo effettivamente l’essenza della forza vitale divina mentre si diffonde, apertamente rivelata, e non soltanto i suoi effetti.

Il paragrafo 6 in breve

Il paragrafo conclude la distinzione: il sostentamento dei mondi è espressione dell’umiltà di D‑o e rimane nascosto, mentre il Mondo Futuro è una comprensione rivelata dell’essenza stessa dello splendore divino.

Marei mekomos

  1. 1
    שלגדולתו אין חקר · Psalms 145:3
  2. 2
    ולתבונתו אין מספר · Psalms 147:5
  3. 3
    אבל ענין עוה״ב . . בבחי׳ גילוי · ראה באוה״ת פ׳ ויצא כרך ד תשפח, א.

Gli abiti dell’anima, come la nube di Moshe ¶7–8

7ועתה צריך להבין איך תוכל הנשמה שהיא בחינת נברא יש ודבר בפ״ע [בפני עצמו] להשיג מהות ועצמות אלקות שאינו בבחי׳ השגה וגבול

Ora occorre comprendere: come può l’anima, che è un essere creato, un’esistenza e una realtà a sé stante, afferrare l’essenza e l’essere della Divinità, che non rientra nei limiti della comprensione né in alcun limite?

Spiegazione

Una nuova domanda: l’anima è un essere creato, un’esistenza distinta. Come può afferrare l’essenza della Divinità, che è al di là di ogni comprensione e limite?

ואף שהנשמה היא חלק אלוה ממעל הוא ד״מ [דרך משל] כענין טפת הזרע שנמשכה מן המוח שלא יתכן לומר שגם עודנה במוחו היתה טפת זרע גשמית שא״כ הי׳ [היה] נחסר מהמוח כו׳.

E benché l’anima sia «una parte di D‑o dall’Alto», ciò è, per analogia, come la goccia di seme che proviene dal cervello: non si può dire che, mentre era ancora nel suo cervello, fosse già una goccia materiale di seme, perché, in tal caso, il cervello sarebbe diminuito, ecc.

Spiegazione

È vero, l’anima è «una parte di D‑o dall’Alto». Ma questo si comprende attraverso l’analogia del seme che proviene dal cervello: finché è ancora nel cervello, non è una goccia materiale, altrimenti il cervello sarebbe diminuito per la sua perdita.

אך שבאמת התחלת המשכתה מן המוח הוא כח רוחני לבד אלא שאח״כ בהשתלשלות ירידתה דרך חוט השדרה נשתנית ונעשית טפה גשמית.

Piuttosto, in verità, all’inizio la sua emanazione dal cervello è soltanto una forza spirituale; solo in seguito, nelle successive fasi della sua discesa attraverso il midollo spinale, si trasforma e diventa una goccia materiale.

Spiegazione

La sua origine nel cervello è una forza puramente spirituale; solo scendendo attraverso il midollo spinale si trasforma e diventa una goccia materiale.

כן עד״מ הנשמה עיקר שרשה מבחי׳ אלקות ממש רק שנשתלשלה בירידתה להיות בחי׳ נברא יש ודבר בפ״ע [בפני עצמו] כו׳.

Così, per analogia, è per l’anima: la sua radice essenziale proviene dal livello stesso della Divinità, ma è discesa per gradi fino a diventare un essere creato, un’esistenza e una realtà a sé stante, ecc.

Spiegazione

Così è anche per l’anima: la sua radice è la Divinità stessa, ma essa è discesa attraverso varie fasi fino a diventare un essere creato, un’esistenza distinta. In quanto tale, non può afferrare da sé l’essenza di D‑o.

Il paragrafo 7 in breve

Benché la radice dell’anima sia divina, essa è discesa fino a diventare un’esistenza creata; resta dunque la domanda: come può un’anima creata afferrare l’essenza della Divinità nel Mondo a Venire?

Approfondimento

L’analogia del seme e del cervello compare nel capitolo 2 di Tanya per spiegare come l’anima discenda dal «pensiero» di D‑o e tuttavia resti legata alla propria origine. Una glossa marginale di un chassid citata nelle note Kehot aggiunge che, essendo un’esistenza creata e distinta, l’anima può essere soggetta a ricompensa e punizione e può agire contro la volontà di D‑o.

Marei mekomos

  1. 1
    איך תוכל הנשמה . . להשיג מהות ועצמות אלקות · ראה בסה״מ תרכ״ח ע׳ נד. סה״מ תרל״ד ע׳ נט.
  2. 2
    חלק אלוה ממעל · Job 31:2
  3. 3
    ועתה צ״ל · קטע מכאן בסה״מ תרל״ד ע׳ נט.
  4. 4
    כו׳ וא״כ איך תוכל להשיג מהות ועצמות אלקות · ”בכ״י מצאתי כו׳ לכן תוכל להיות בבחי׳ שכר ועונש שתוכל לעשות היפך הרצון כמ״ש נפש כי תחטא, וע׳ בלקו״ת ביאור שבתותי אות ב׳ וא״כ”. הג״ה בגיליון תו״א מחסיד.

8וא״כ איך תוכל להשיג מהות ועצמות אלקות. והענין דהנה כתיב ויבא משה בתוך הענן ויהי שם ארבעים יום וארבעים לילה לחם לא אכל כו׳.

Se è così, come può cogliere l’essenza e la sostanza della Divinità? La spiegazione è la seguente: è scritto: «Moshe entrò in mezzo alla nube… e rimase là quaranta giorni e quaranta notti; non mangiò pane», ecc.

Spiegazione

La risposta si trova in Moshe sul Sinai: entrò nella nube e vi rimase quaranta giorni e quaranta notti senza mangiare pane.

והי׳ [והיה] גופו הגשמי ניזון ממזון רוחני לבד כמ״ש לחם אבירים אכל איש וכו׳ ממש כמו המלאכים ואיך יוכל להיות זה שגשמי יקבל מזון וחיות מרוחני שמובדלים זמ״ז [זה מזה] בתכלית.

Il suo corpo fisico era nutrito soltanto di cibo spirituale, come è scritto: «L’uomo mangiò il pane dei potenti», ecc., proprio come gli angeli. Ma come può accadere che qualcosa di fisico riceva nutrimento e forza vitale da qualcosa di spirituale, quando sono del tutto separati l’uno dall’altro?

Spiegazione

Il suo corpo fisico viveva soltanto di cibo spirituale, come del «pane dei potenti», il cibo degli angeli. Ma come può un corpo fisico essere nutrito da qualcosa di spirituale, se i due sono del tutto diversi?

אך זהו ענין הענן שהיה משה ע״ה [עליו השלום] מתכסה בו דהיינו שהיה הענן שרשו ממדרגת אלקות מאד נעלה.

Questo è il significato della nube dalla quale Moshe, pace su di lui, era avvolto: la radice della nube si trovava a un livello elevatissimo della Divinità,

Spiegazione

La risposta si trova nella nube che avvolgeva Moshe. La sua radice era in un livello elevatissimo della Divinità.

אך שנשתלשל ונתגשם להיות לבוש למשה ע״ה [עליו השלום] שע״י יוכל להשיג אלקות והיה לו למזון כמשל אדם הרואה ומסתכל באור צח דרך יריעה.

ma da lì essa discese gradualmente e divenne materiale, per essere un abito per Moshe, pace su di lui, attraverso il quale egli potesse cogliere la Divinità; essa era per lui anche nutrimento. È come nell’esempio di una persona che vede e contempla una luce intensa attraverso un velo.

Spiegazione

Da lì la nube discese per gradi e divenne materiale: un abito per Moshe, attraverso il quale egli poteva cogliere la Divinità, e che era per lui nutrimento. È come guardare una luce abbagliante attraverso un velo: lo schermo permette di vedere ciò che non si potrebbe guardare direttamente.

כמו כן תורה ומצות מעשיות ששרשם מרצה״ע [מרצון העליון] מחכמתו ית׳ שהם מיוחדים בו ית׳ הוא חכים כו׳

Così anche la Torah e le mitzvos pratiche, la cui radice è nella Volontà suprema, nella Sua sapienza, benedetto Egli sia; esse sono un tutt’uno con Lui, benedetto Egli sia: «Egli è sapiente», ecc.,

Spiegazione

La Torah e le mitzvos pratiche operano allo stesso modo. La loro radice è nella Volontà suprema e nella sapienza di D‑o, che sono un tutt’uno con Lui, come dice la preghiera di Eliyahu nel Tikkunei Zohar: Egli è «sapiente, ma non con una sapienza conoscibile».

שהם למעלה מזיו השכינה שהוא רק התפשטות החיות כו׳ ונשתלשלו ונתפשטו ונתלבשו בעניני זה העולם הגשמי כמו קלף של תפלין וצמר של ציצית וצדקה כו׳

sono più elevate dello splendore della Presenza divina (Shechinah), che è soltanto l’espansione della forza vitale, ecc.; e discesero gradualmente, si diffusero e si rivestirono di realtà di questo mondo fisico, come la pergamena dei tefillin, la lana degli tzitzis e la carità, ecc.

Spiegazione

Sono dunque più elevate dello splendore della Shechinah, che è soltanto un’espansione della vita divina. Eppure discesero e si rivestirono di cose fisiche: la pergamena dei tefillin, la lana degli tzitzis e la carità.

כשאדם עוסק בתורה ובמצות נעשה לנשמתו לבושים שנתלבש בהם בגעה״ע [בגן עדן העליון] שע״י תוכל הנשמה שהיא בחי׳ נברא להשיג זיו השכינה עצמות אלקות.

Quando una persona si dedica alla Torah e alle mitzvos, per la sua anima si formano abiti, dei quali essa si riveste nel Gan Eden superiore; per mezzo di essi l’anima, che è un essere creato, può cogliere lo splendore della Shechinah, l’essenza della Divinità.

Spiegazione

Quando una persona studia la Torah e osserva le mitzvos, queste diventano abiti per la sua anima nel Gan Eden superiore. Come la nube di Moshe, le permettono di cogliere lo splendore della Shechinah, l’essenza della Divinità.

וזהו יפה שעה אחת בתשובה ומע״ט [ומעשים טובים] שהם שרשם מרצה״ע [מרצון העליון] ב״ה. מכל חיי עוה״ב [עולם הבא] שהוא רק זיו השכינה כידוע מ״מ הם נקראים לבושים שע״י תוכל להשיג זיו השכינה וד״ל [ודי למבין]:

Questo è il significato di: «Un’ora di ritorno (teshuvah) e di buone azioni è migliore di tutta la vita del Mondo a venire». La loro radice è infatti nella Volontà suprema, benedetto Egli sia, mentre la vita del Mondo a venire consiste soltanto nello splendore della Shechinah, come è noto. Ciononostante, esse sono chiamate abiti, poiché attraverso di essi [l’anima] può cogliere lo splendore della Shechinah. E basti ciò a chi comprende.

Spiegazione

Questo risponde alla domanda iniziale. Un’ora di ritorno e di buone azioni raggiunge la loro radice nella Volontà suprema stessa, che è più elevata di tutta la vita del Mondo a venire, ossia dello splendore della Shechinah. Sono chiamate abiti soltanto in rapporto all’anima, poiché le permettono di cogliere quello splendore.

Il paragrafo 8 in breve

Come la nube che permise a Moshe di vivere della Divinità, la Torah e le mitzvos sono la volontà di D‑o rivestita di cose fisiche. In quanto abiti, permettono all’anima di cogliere lo splendore della Shechinah; ma nella loro radice sono più elevate di esso. Per questo un’ora di buone azioni è migliore di tutto il Mondo a venire.

Approfondimento

Le note di Kehot esaminano se Moshe fosse nutrito di cibo spirituale o del «pane dei potenti», presentando due opinioni del Talmud (Yoma 75b); riportano inoltre la proposta del Rebbe secondo cui la differenza dipende dal fatto che Moshe stesse imparando da D‑o oppure ripassando da solo. Un maamar successivo rileva una distinzione: in generale, Torah e mitzvos sono entrambe abiti; nel dettaglio, invece, soltanto le mitzvos sono gli abiti («giorni»), mentre la Torah è «anziana» (zaken).

Marei mekomos

  1. 1
    ויבא משה בתוך הענן · Exodus 24:18
  2. 2
    לחם לא אכל · Exodus 34:28
  3. 3
    לחם לא אכל · Shemot Rabbah 47:5
  4. 4
    לחם אבירים . . כמו המלאכים · Psalms 78:25
  5. 5
    הוא חכים · Tikkunei Zohar 17a
  6. 6
    עוסק בתורה ובמצות נעשה לנשמתו לבושים · ראה בד״ה ואברהם זקן תשל״ז (נדפס בסה״מ מלוקט כרך ד ע׳ נה) הערה 27 שכ״ה גם בתו״א פ׳ משפטים עט, סע״ג. ובכ״מ. שבדרך כלל תורה ומצות הם בחי׳ לבושים אבל בפרטיות רק המצות הם לבושים (”ימים”), משא״כ התורה הו״ע ”זקן” ע״ש. לקמן לג, א. מציין לכאן. וראה לקו״ת שלח לח, ד.
  7. 7
    יפה שעה אחת בתשובה ומע״ט · Pirkei Avot 4:17

L’amore nello Shema e lo studio della Torah ¶9–11

9ועתה צריך להבין ענין אוי״ר [אהבה ויראה] שהם רק גדפין לבד להגביה עיקר הדבר שהם תורה ומע״ט [ומעשים טובים]. ולהבין מהות האהבה מה היא. הנה בק״ש [בקריאת שמע] צריך שימליכוהו למעלה ולמטה ולד׳ רוחות העולם.

Ora occorre comprendere che cosa siano l’amore e il timore reverenziale (ahavah veyirah), [considerato] che sono soltanto «ali» per sollevare ciò che è essenziale, ossia la Torah e le buone azioni. E [occorre] comprendere che cosa sia l’essenza dell’amore. Ora, durante la recitazione dello Shema, bisogna incoronarLo in alto e in basso e nelle quattro direzioni del mondo.

Spiegazione

Una nuova domanda: l’amore e il timore reverenziale di D‑o sono chiamati «ali» che elevano ciò che è essenziale, la Torah e le buone azioni. Che cos’è, dunque, questo amore nella sua essenza? Il Talmud dice che, quando si pronuncia «Uno» nello Shema, bisogna incoronare D‑o in alto, in basso e in tutte e quattro le direzioni.

פי׳ דכתיב מכה״כ [מלא כל הארץ כבודו] ותרגומו זיו יקריה שהוא רק זיו והתפשטות והארה בלבד המתלבשת תוך כ״ע [כל עלמין] וכתיב את השמים ואת הארץ אני מלא בבחי׳ עצמות אלקות שאינו נתפס תוך מדה וגבול.

Spiegazione: è scritto: «Tutta la terra è piena della Sua gloria», e il Targum [traduce]: «lo splendore della Sua gloria», che è soltanto uno splendore, un’espansione e una semplice illuminazione, rivestita all’interno di tutti i mondi; ed è scritto: «Io riempio i cieli e la terra», al livello (bechinah) dell’essenza della Divinità, che non è contenuta entro misura e limite.

Spiegazione

Il significato di questa incoronazione si fonda sui due versetti discussi in precedenza: la «gloria» che riempie la terra è soltanto uno splendore rivestito nei mondi, mentre «Io riempio i cieli e la terra» si riferisce all’essenza di D‑o, che non può essere contenuta da alcuna misura o limite.

והענין ששניהם אמת כו׳. כמשל בטול זיו השמש במקור השמש עצמה כידוע שבאמת עצמות אלקות מלא כל הארץ. אך מה שהוא מתפשט תוך כלי וגבול הוא בטל ונכלל במהו״ע [במהותו ועצמותו] אלקות כו׳.

E la spiegazione è che entrambe le cose sono vere, ecc., come nell’esempio dell’autoannullamento (bittul) dello splendore del sole nella sua fonte, il sole stesso, come è noto; poiché in verità l’essenza della Divinità riempie tutta la terra. Ma ciò che si diffonde in un recipiente e in un limite è in stato di bittul ed è incluso nell’essenza e nell’essere della Divinità, ecc.

Spiegazione

Entrambe le cose sono vere, come i raggi del sole, che all’interno del sole stesso non sono nulla. L’essenza di D‑o riempie realmente tutta la terra; e tutto ciò che si diffonde in un recipiente e in un limite, compresi i mondi, è in stato di bittul ed è assorbito nell’essenza.

Il paragrafo 9 in breve

La terza sezione domanda che cosa sia l’amore per D‑o e risponde attraverso l’«incoronazione» di D‑o ovunque nello Shema: i mondi sono soltanto uno splendore, in stato di bittul nell’essenza di D‑o, che riempie ogni cosa.

Approfondimento

L’immagine dell’amore e del timore reverenziale come «ali» che elevano la Torah e le mitzvos è sviluppata ampiamente nel Tanya, capitoli 40–41. L’analogia dei raggi del sole in stato di bittul nel sole è quella che il Tanya usa in Shaar HaYichud VehaEmunah per l’unità superiore (yichuda ila’ah).

Marei mekomos

  1. 1
    שימליכוהו למעלה ולמטה ולד׳ רוחות העולם · Berakhot 13b:15–16
  2. 2
    זיו יקריה · Targum Jonathan on Isaiah 6:3
  3. 3
    את השמים ואת הארץ אני מלא · Jeremiah 23:24

10והנה כשיתבונן אדם היטב בזה בפסוד״ז [בפסוקי דזמרה] ובק״ש [ובקריאת שמע] איך שבאמת הוא כן שהעולמות בטלים במקור חיותם רק מפני שהאדם הוא בכלי גשמי הגוף

Ora, quando una persona riflette attentamente su questo nei Pesukei deZimra [i versetti di lode] e nello Shema: su come, in verità, sia proprio così, che i mondi sono nullificati nella fonte della loro forza vitale, ma l’uomo non lo percepisce se non perché si trova in un recipiente materiale, il corpo,

Spiegazione

Una persona dovrebbe riflettere attentamente su questo durante i Pesukei deZimra, i versetti di lode che precedono lo Shema, e nello Shema stesso. Riconosce che i mondi sono davvero nullificati nella loro fonte e che non riesce a vederlo soltanto perché vive in un corpo materiale.

שהוא משכא דחויא שמתגדל ומתרבה מגשמיות המסתיר ומעלים שלא יוכל לראות בעיני ראי׳ [ראיה] חושית אזי יתעורר בלב תשוקה שיהי׳ [שיהיה] קשור בהתבוננות זו כל היום ולא יפרד ממש כלל.

che è la «pelle del serpente», la quale cresce e si accresce a causa della materialità che nasconde e occulta, così che egli non possa vedere [questo] con gli occhi della percezione sensoriale, allora nel cuore si risveglierà un desiderio di restare legato a questa riflessione per tutto il giorno e di non separarsene affatto.

Spiegazione

Questo è il corpo, chiamato nella Kabbalah «la pelle del serpente», che cresce grazie al cibo materiale e nasconde la verità ai sensi dell’uomo. Quando egli riflette in questo modo, nel suo cuore si risveglia il desiderio di restare legato a questo pensiero per tutto il giorno e di non esserne mai separato.

Il paragrafo 10 in breve

Riflettere durante la preghiera sulla nullificazione dei mondi genera amore: il desiderio di restare legati a quella verità per tutto il giorno, nonostante il corpo che la nasconde.

Approfondimento

«La pelle del serpente» è il nome cabbalistico del corpo materiale, venuto all’esistenza per influenza del serpente su Adam e Chavah, e che occulta la luce dell’anima.

11וזהו קבלת מ״ש בפסוק ראשון ואהבת שיהי׳ [שיהיה] הוי׳ אלקיך שיהא תמיד קשור בהתבוננות זו ביטול העולמות להמחי׳ [להמחיה] ומהווה אותם רק מפני היות

E questo è accogliere quanto è detto nel primo versetto: «E amerai»: che Havayah sia «il tuo D‑o», così che la persona resti sempre legata a questa contemplazione: il fatto che i mondi siano annullati dinanzi a Colui che dà loro vita e li fa esistere. Solo perché

Spiegazione

Accogliere il primo versetto dello Shema, «Ascolta, Israele… Havayah è Uno», significa assumere questa contemplazione. Allora «E amerai Havayah tuo D‑o» significa che Havayah, il D‑o trascendente, diventi «il tuo D‑o»: che la persona resti sempre legata alla contemplazione del fatto che i mondi sono annullati dinanzi a Colui che dà loro vita e il loro essere.

כי גופו הגשמי לא יוכל לקבל ביטול אמתי הנ״ל יגמור בדעתו בק״ש [בקריאת שמע] ענין לימוד התורה באמרו ודברת בם.

il suo corpo fisico non può accogliere l’autentico autoannullamento (bittul) descritto sopra, egli deve decidere nella propria mente, durante lo Shema, di studiare la Torah, dicendo: «E ne parlerai».

Spiegazione

Il suo corpo fisico, tuttavia, non può sostenere questo autentico autoannullamento per tutta la giornata. Perciò, durante lo Shema, egli decide nella propria mente di studiare la Torah, come dice: «E ne parlerai».

דהיינו שנפשו האלקית בעסקו בתורה נעשה יחוד אמתי עם התורה ואורייתא וקוב״ה [וקודשא בריך הוא] כולא חד ממש

Cioè, mentre si dedica alla Torah, la sua anima divina (Nefesh Elokis) diventa una cosa sola con la Torah; e la Torah e il Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), sono davvero una cosa sola.

Spiegazione

Quando l’anima divina si impegna nella Torah, diventa veramente una cosa sola con la Torah; e lo Zohar insegna che la Torah e Kudsha Brich Hu sono del tutto una cosa sola.

כי אורייתא מח״ע [מחכמה עילאה] נפקת ונתלבשה בעניני זה העולם וכשאדם מלביש נפשו האלקית בעניני לימוד התורה שבזה העולם

La Torah, infatti, è scaturita dalla sapienza superna (Chochmah) e si è rivestita delle realtà di questo mondo; e quando una persona riveste la propria Nefesh Elokis nelle questioni dello studio della Torah in questo mondo,

Spiegazione

La Torah è scaturita dalla Chochmah superna e si è rivestita delle realtà di questo mondo. Qui in basso, una persona riveste la propria anima divina nello studio della Torah.

אזי גם שרש נפשו למעלה מתלבש ג״כ בתורה שלמעלה עד רום המעלות ונעשה שם יחוד גמור. וזהו הקב״ה יושב ושונה כנגדו כנ״ל. וזהו ה׳ צלך פי׳ כמו צל.

allora anche la radice della sua anima in alto si riveste della Torah superna, fino alle vette più elevate, e lì si realizza un’unione completa. E questo è [il significato di] «Kudsha Brich Hu siede e studia di fronte a lui», come detto sopra. E questo è «Havayah è la tua ombra», cioè come un’ombra.

Spiegazione

Quando ciò avviene, la radice della sua anima in alto si riveste anch’essa della Torah così come essa esiste in alto, fino ai livelli più elevati, e lì si realizza un’unione completa. Per questo il Midrash dice che, quando una persona studia, Kudsha Brich Hu siede e studia di fronte a lui; e per questo il Salmo dice: «Havayah è la tua ombra»: Egli fa ciò che facciamo noi, proprio come un’ombra segue i movimenti di una persona.

Il paragrafo 11 in breve

Poiché il corpo non può mantenere ininterrottamente la contemplazione, l’amore espresso nello Shema si traduce nello studio della Torah, che unisce l’anima alla Torah e, tramite essa, a D‑o, fino alla radice più elevata dell’anima.

Approfondimento

Nella Chassidus, «Havayah è la tua ombra» viene interpretato come l’affermazione che la risposta di D‑o rispecchia la condotta stessa della persona, così come un’ombra segue il corpo. Qui significa che, mentre una persona studia la Torah in basso, D‑o, per così dire, studia di fronte a lui in alto.

Marei mekomos

  1. 1
    ואהבת · Deuteronomy 6:5
  2. 2
    ודברת בם · Deuteronomy 6:7
  3. 3
    ואורייתא וקוב״ה כולא חד · נסמן לקמן נז, ג.
  4. 4
    אורייתא מח״ע נפקת · Zohar II, 85a
  5. 5
    אורייתא מח״ע נפקת · Zohar, Mishpatim 20:502–511
  6. 6
    הקב״ה יושב ושונה כנגדו · ראה תדב״א רבה רפי״ח. יל״ש איכה רמז תתרלה.
  7. 7
    הקב״ה יושב ושונה כנגדו · Tanna DeBei Eliyahu Rabbah 18:1–2
  8. 8
    ה׳ צלך · Psalms 121:5

D‑o separa il bene dal male ¶12–13

12והנה כתיב אני הוי׳ אלהיכם אשר הוצאתי אתכם מארץ מצרים. פי׳ שלא יאמר האדם בדרך שפלות האיך יגיע למדרגת היחוד בתורה ותפלה מאחר

Ora è scritto: «Io sono Havayah, il vostro D‑o, che vi ho fatto uscire dalla terra d’Egitto». Ciò significa che una persona non dovrebbe dire, con animo dimesso: «Come potrò raggiungere il livello dell’unione nella Torah e nella preghiera, dal momento che

Spiegazione

Lo Shema termina con: «Io sono Havayah, il vostro D‑o, che vi ho fatto uscire dalla terra d’Egitto». Il suo messaggio è che una persona non dovrebbe dire, con umiltà: «Come posso raggiungere l’unione con D‑o nella Torah e nella preghiera?»

שהוא עדיין אינו סור מרע גמור כו׳ והוא עדיין בשלימות אצלו. זאת ישיב אל לבו שהשם הוא המוציא אותו מארץ מצרים.

non mi sono ancora completamente allontanato dal male, ecc., e [il male] è ancora integro in me?» Dovrebbe prendere a cuore questo: che è D‑o a farlo uscire dalla terra d’Egitto.

Spiegazione

Non dovrebbe trattenersi perché non si è ancora completamente allontanato dal male e questo è ancora integro in lui. Dovrebbe prendere a cuore che è D‑o a farlo uscire dall’«Egitto», cioè dai propri limiti.

פי׳ שהוא מבדיל ומפריש בנפשו הטוב מן הרע הנפש אלקית מנה״ב [מנפש הבהמית] כשהוא עדיין לא עשה רע בפו״מ [בפועל ממש].

Ciò significa che Egli separa e distingue, dentro la sua anima, il bene dal male, l’anima divina (Nefesh Elokis) dall’anima animale (Nefesh HaBehamis), quando ancora non ha commesso concretamente il male.

Spiegazione

Vale a dire che D‑o stesso separa il bene dal male dentro di lui, l’anima divina (Nefesh Elokis) dall’anima animale (Nefesh HaBehamis), finché non abbia commesso concretamente il male. La sua unione con D‑o non deve attendere che abbia terminato di raffinarsi.

Il paragrafo 12 in breve

Il versetto sull’Esodo risponde alla persona scoraggiata: è D‑o a separare in lei l’anima divina dall’anima animale, affinché possa raggiungere l’unione nella Torah e nella preghiera anche prima di essersi liberata dal male.

Approfondimento

«Egitto» (Mitzrayim) viene letto nella Chassidus come meitzarim [strettoie], le strettoie e i limiti dell’anima. Il punto richiama l’insegnamento di Tanya secondo cui il beinoni [persona intermedia], il cui male non è ancora stato sradicato, può comunque servire pienamente D‑o con il pensiero, la parola e l’azione.

Marei mekomos

  1. 1
    אני ה׳ אלקיכם · Numbers 15:41

13ואפי׳ [ואפילו] רשע גמור הוא ממשיך בנפשו האלקית בעסקו בתורה רק שעליו נאמר ולרשע אמר אלקים מה לך לספר חוקי.

E persino una persona del tutto malvagia attira [la luce] nella propria anima divina (Nefesh Elokis) quando si dedica allo studio della Torah; tuttavia, di lei è detto: «Ma al malvagio D‑o disse: “Che hai tu da raccontare i Miei statuti?”»

Spiegazione

Persino una persona del tutto malvagia attira la luce divina nella propria anima divina quando studia Torah. Ma il Salmo dice di lei: «Al malvagio D‑o disse: “Che hai tu da raccontare i Miei statuti?”»

פי׳ שאין תועלת לנפשו האלקי׳ מפני שעליו נאמר ותשלך דברי אחריך שלא יוכל להמשיך בתוך פנימיותו וד״ל [ודי למבין]:

Vale a dire: non vi è alcun beneficio per la sua Nefesh Elokis, poiché di lui è detto: «E getti le Mie parole dietro di te», cosicché non può attirare [la luce] nel proprio intimo. E basta così per chi comprende.

Spiegazione

Il suo studio non giova alla sua anima divina, perché, come dice il versetto successivo, «getti le Mie parole dietro di te»: la luce non può penetrare nel suo intimo. L’espressione «basta così per chi comprende» segnala un punto più profondo, lasciato sottinteso.

Il paragrafo 13 in breve

Il paragrafo pone un limite: lo studio della Torah attira la luce anche per i malvagi, ma chi getta le parole di D‑o «dietro di sé» non può accogliere quella luce nel proprio intimo.

Approfondimento

Una glossa marginale a Torah Ohr, citata nelle note Kehot, rimanda qui a Pardes Rimonim, Shaar HaNeshamos, alla fine del capitolo 11.

Marei mekomos

  1. 1
    ואפי׳ רשע גמור הוא ממשיך בנפשו האלקית · ”ראה פרדס שער הנשמות סוף פרק יא” הג״ה בגיליון תו״א.
  2. 2
    ולרשע אמר אלקים · Psalms 50:16
  3. 3
    ותשלך דברי אחריך · Psalms 50:17

Le benedizioni e la dimora nei mondi inferiori ¶14

14והנה בענין ברכות. ברוך אתה הוי׳ פי׳ ברוך הוא המשכה ורבוי שיהי׳ [שיהיה] הוי׳ שהוא בחי׳ צמצום והתפשטות כו׳ יהי׳ [יהיה] בחי׳ אתה לנוכח התגלות כו׳.

Ora, riguardo alle benedizioni: «Benedetto sei Tu, Havayah». Vale a dire: «benedetto» (baruch) significa attrazione e incremento, affinché il Nome Havayah, che è il livello della contrazione e dell’espansione, ecc., divenga il livello di «Tu», [a cui ci si rivolge] faccia a faccia, in rivelazione, ecc.

Spiegazione

Ora, riguardo alle benedizioni. «Benedetto sei Tu, Havayah»: baruch, «benedetto», significa attrazione e incremento. Il Nome Havayah, che comprende sia la contrazione sia l’espansione, viene fatto discendere affinché diventi «Tu», rivolto direttamente a D‑o e rivelato apertamente.

אך להיות כי הגוף הוא המסתיר ומחשיך רק לע״ל [לעתיד לבוא] יהיה התגלות אלקות וראו כל בשר ויהי׳ [ויהיה] בבחי׳ ביטול אבל עכשיו צריך להראות עכ״פ [על כל פנים] ענין הביטול בחיצוניות בכריעה והשתחוא׳ [והשתחואה] בראש הכורע כורע בברוך.

Ma poiché il corpo è ciò che nasconde e oscura, e solo nel tempo a venire avrà luogo la rivelazione della Divinità, «e ogni carne vedrà», e [ogni carne] sarà in [uno stato di] autoannullamento (bittul), ora, [perciò,] bisogna almeno manifestare esteriormente il bittul, inchinandosi e prosternandosi con il capo: «Chi si inchina, si inchina a “Benedetto”».

Spiegazione

Eppure il corpo nasconde e oscura la Divinità; solo nel tempo a venire essa sarà rivelata, così che «ogni carne vedrà» e sarà in uno stato di autoannullamento. Perciò, per ora, bisogna almeno manifestare esteriormente l’autoannullamento, inchinandosi con il capo, come dice il Talmud: ci si inchina a «Benedetto».

וענין רופא חולים וגואל ישראל ומברך השנים הם כלים לבחי׳ המשכה והתגלות אלקות כו׳ והכורע צריך שיראה איסר כנגד לבו.

E [le benedizioni] «Colui che guarisce i malati», «Colui che redime Israele» e «Colui che benedice gli anni» sono recipienti per il livello dell’attrazione e della rivelazione della Divinità, ecc. Chi si inchina deve [inchinarsi finché] si veda un issar in corrispondenza del proprio cuore.

Spiegazione

Le benedizioni specifiche dell’Amidah — «Colui che guarisce i malati», «Colui che redime Israele», «Colui che benedice gli anni» — sono recipienti per questa attrazione e rivelazione della Divinità. Il Talmud afferma che ci si deve inchinare finché un issar, una piccola moneta, risulti in corrispondenza del proprio cuore.

פי׳ עיקר המשכה יהי׳ [יהיה] במוח עד שיתפשט ג״כ בלבו אפי׳ [אפילו] מעט היינו בחי׳ איסר (ועמ״ש לקמן בפי׳ אוסרי לגפן)

Vale a dire: l’attrazione principale si produrrà nel cervello, finché si diffonderà anche nel cuore, seppur un poco; questo è il livello dell’issar (e si veda quanto è scritto più avanti sull’interpretazione di «legare (osri) alla vite»),

Spiegazione

Ciò significa che l’attrazione deve avvenire principalmente nella mente, ma diffondersi almeno un poco anche nel cuore. La parola issar è collegata a osri, «legare», come Torah Ohr spiega più avanti a proposito del versetto «legare (osri) il suo puledro alla vite».

שהוא בחי׳ חפץ כדכתי׳ [כדכתיב] הודו על ארץ ושמים אפי׳ [אפילו] בבחי׳ זיו והתפשטות החיות המלובש תוך כ״ע [כל עלמין] ותכלית הכוונה להיות לו דירה בתחתונים וסוף מעשה במחשבה תחלה נעוץ סופן בתחלתן ולכן ארז״ל [אמרו רבותינו זכרונם לברכה] ארץ נבראת תחלה כו׳:

che è l’aspetto del desiderio, come è scritto: «Il Suo splendore è sopra la terra e i cieli», persino nell’aspetto del bagliore e della diffusione della forza vitale rivestita in tutti i mondi. E il fine ultimo è che Egli abbia una dimora nei mondi inferiori (dirah betachtonim); e «la fine dell’azione è prima nel pensiero», «la loro fine è incastonata nel loro inizio». Perciò i nostri Maestri, di benedetta memoria, dissero: «La terra fu creata per prima», ecc.

Spiegazione

Questo legame è espressione del desiderio: il desiderio di D‑o, «il Suo splendore sulla terra e nei cieli», raggiunge persino il bagliore rivestito in tutti i mondi. Il Suo fine ultimo è una dimora nei mondi inferiori. Ciò che giunge per ultimo nell’azione era già primo nel pensiero, e la fine è incastonata nell’inizio; per questo i Maestri dissero che la terra fu creata per prima.

Il paragrafo 14 in breve

Le benedizioni fanno discendere Havayah fino alla rivelazione manifesta. Fino al tempo futuro, esprimiamo questa nullificazione inchinandoci; l’attrazione deve raggiungere il cuore oltre che la mente, perché il desiderio più profondo di D‑o è una dimora nel regno più basso, che era già primo nel Suo pensiero.

Approfondimento

«La loro fine è incastonata nel loro inizio» (Sefer Yetzirah) viene interpretato nella Chassidus nel senso che il livello più basso ha la sua radice nel più alto: la terra fisica, ultima nell’ordine della creazione, era la prima nell’intento di D‑o. Le note di Kehot rimandano al maamar iniziale di Torah Ohr, che spiega il principio attraverso la luce diretta e quella riflessa.

Marei mekomos

  1. 1
    וראו כל בשר · Isaiah 40:5
  2. 2
    הכורע כורע בברוך · Berakhot 12a:24–26
  3. 3
    שיראה איסר כנגד לבו · Berakhot 28b:19–20
  4. 4
    אוסרי לגפן · Genesis 49:11
  5. 5
    הודו על ארץ ושמים · Psalms 148:13
  6. 6
    נעוץ סופן בתחלתן · ס״י פ״א מ״ז. וראה לעיל א, ב ובמ״מ לשם.
  7. 7
    נעוץ סופן בתחלתן · Sefer Yetzirah 1:7
  8. 8
    ארץ נבראת תחלה · Chagigah 12a:16–17

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Nell’avodah

Considera un’ora di teshuvah e di buone azioni più preziosa di tutta la vita del Mondo a Venire. Nei Pesukei deZimra [versetti di lode] e nello Shema, contempla come i mondi siano nullificati nella loro fonte, finché si risvegli il desiderio di rimanere legati a D‑o per tutto il giorno; poiché il corpo non può sostenere questa nullificazione, durante lo Shema decidi di studiare la Torah, «E ne parlerai», che unisce l’anima a D‑o. Non dire, per senso d’indegnità, che chi non si è ancora allontanato dal male non può raggiungere tale unione: D‑o stesso separa l’anima divina (Nefesh Elokis) dall’anima animale (Nefesh HaBehamis). Nelle benedizioni, manifesta almeno esteriormente la nullificazione inchinandoti alle parole «Benedetto», e lascia che ciò che viene attinto dalla mente raggiunga il cuore, anche solo un poco.

Domande di discussione

  1. Se la Torah e le mitzvos sono abiti per godere del Mondo a Venire, come può un’ora di esse essere migliore di tutto il Mondo a Venire?
  2. Perché il fatto che D‑o dia vita ai mondi esalta la Sua umiltà anziché la Sua grandezza?
  3. Che cosa insegna Moshe nella nube sul modo in cui un’anima creata può cogliere la Divinità?
  4. Perché l’amore risvegliato nello Shema deve condurre alla decisione di studiare la Torah, «E ne parlerai»?
  5. In che modo «che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto» risponde a chi sente di non poter raggiungere l’unione con D‑o finché il male è ancora integro in lui?

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Indice

Torah Ohrתורה אור

Parashot Chayei Sarahחיי שרה

  1. 1יגלה לן טעמיה כו׳Il tema del campo di Machpelah
  2. 2להבין ענין משארז״ל יפה שעה אחת…Per comprendere l’insegnamento dei nostri Maestri: «Meglio un’ora…»
  3. 3לשון אדמו״ר נ״ע בעצמוLe parole stesse del nostro maestro
  4. 4ויצא יצחק לשוח בשדה כו׳«E Yitzchak uscì per lasuach nel campo»