Torah Ohr · Parashot Chayei Sarah · Maamar 4
ויצא יצחק לשוח בשדה כו׳
«E Yitzchak uscì per lasuach nel campo»
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
Ciò che viene per ultimo e si trova più in basso era per primo nel pensiero di D‑o: i dettagli privi di una ragione della Baraisa si collocano al di sopra delle regole motivate della Mishnah, e il semplice atto di una mitzvah si colloca al di sopra della delizia del Mondo Futuro. La Torah discende nelle tenebre e persino nella falsità per spazzarle via e trasformarle in luce; per compiere questo lavoro è necessario il timore reverenziale di Yitzchak verso D‑o.
Il maamar in breve
Il maamar interpreta l’uscita di Yitzchak «lasuach nel campo, verso sera» attraverso la coppia Mishnah e Baraisa. La Mishnah enuncia regole generali; la Baraisa ne espone i dettagli. La Baraisa sembra più in basso, ma «la fine dell’azione è per prima nel pensiero»: come in un tubo, ciò che entra per primo esce per ultimo; oppure come l’uomo, creato per ultimo e tuttavia scopo di tutta la creazione, il livello più basso racchiude l’intento più profondo. Perciò «un’ora di buone azioni in questo mondo» vale più del Mondo Futuro, la cui delizia è soltanto il «retro» di D‑o. Spesso si può trovare una ragione per le regole della Mishnah; i dettagli della Baraisa non ne hanno, e ciò che si trova al di là della ragione è più elevato. Anche nel servizio divino, l’atto conta più della delizia del cuore, che ne è soltanto le «ali». La Mishnah è una «città», mentre la Baraisa è il «campo» che la nutre. Yitzchak si «china» in quel campo per «sgomberare la sera»: la Torah si riveste di tenebre, nelle discussioni del Talmud babilonese e persino in affermazioni false, affinché le tenebre, dove D‑o Si nasconde, diventino luce. Per sgomberare quel campo, per «chiarire» la halachah, è necessario il timore reverenziale verso D‑o.
Schema
- Mishnah e Baraisa: l’ultimo è il più elevatoLa Baraisa, che espone i dettagli della Mishnah, sembra inferiore ma è più elevata, perché la fine dell’azione è per prima nel pensiero; il tubo e l’uomo, creato per ultimo, lo illustrano.¶1–2
- Un’ora di azioni al di sopra del Mondo FuturoLa delizia del Mondo Futuro e della comprensione è soltanto il «retro» di D‑o; il semplice atto raggiunge il Suo «volto», e le regole generali della Mishnah corrispondono a quel livello rivelato.¶3–4
- Al di sopra della ragioneI dettagli della Baraisa non hanno una ragione e rivelano così ciò che è al di sopra dell’intelletto; una mitzvah compiuta senza comprenderne la ragione è più elevata, e l’atto supera il fervore del cuore.¶5
- La città e il campo; sgomberare la seraLa Baraisa è il campo che nutre la città della Mishnah; Yitzchak si china nel campo, perché la Torah discende nelle tenebre per sgomberarle e trovare la legge autentica, la volontà di D‑o.¶6
- Il timore reverenziale di YitzchakPer sgomberare le tenebre è necessario il timore reverenziale verso D‑o, che Yitzchak incarna; poiché D‑o Si nasconde nelle tenebre, sgomberarle porta la luce, il chiarimento della halachah.¶7
Concetti chiave
- Mishnah e Baraisaמשנה וברייתא
- La Mishnah enuncia le regole generali (il klal); una Baraisa, un insegnamento rimasto fuori dalla Mishnah, espone i particolari (il prat). Qui la Mishnah è una «città» e la Baraisa un «campo».
- La fine dell’azione è per prima nel pensieroסוף מעשה במחשבה תחלה
- Ciò che viene compiuto per ultimo è ciò che il progettista intendeva fin dall’inizio; perciò il livello più basso di un processo ne racchiude lo scopo più profondo.
- Il retro e il voltoאחוריים ופנים
- Il «retro» di D‑o è tutto ciò che di Lui può essere compreso e di cui si può godere, compresa la ricompensa del Mondo Futuro; il Suo «volto», la Sua volontà interiore, non può essere compreso e si raggiunge attraverso l’atto stesso.
- Al di sopra della ragioneלמעלה מהטעם
- Una legge o una mitzvah priva di una ragione rivelata proviene da un livello più elevato di qualsiasi ragione esplicitata; anche quando la Torah ne dà una ragione, dietro di essa se ne trova una più elevata.
- Sgomberare la seraלפנות הערב
- Interpretare lifnos erev («verso sera») come lefanos, «sgomberare»: la Torah entra nelle tenebre e nella falsità soltanto per spazzarle via e trasformare le tenebre in luce.
- Il chiarimento della halachahליבון הלכתא
- Esaminare le domande e le difficoltà che oscurano una legge finché la sua decisione autentica, la volontà rivelata di D‑o, non risplende con chiarezza.
Mishnah e Baraisa: l’ultimo è il più elevato ¶1–2
1ויצא יצחק לשוח בשדה12 כו׳. לבאר זה דהנה יש משנה וברייתא. וברייתא פי׳ המשנה3 כי המשנה הוא הכלל וברייתא היא הפרט של המשנה ואין בכלל אלא מה שבפרט.
«E Yitzchak uscì a lasuach nel campo», ecc. Per spiegare questo: vi sono la Mishnah e la Baraisa. La Baraisa è la spiegazione della Mishnah, poiché la Mishnah è la regola generale e la Baraisa è il dettaglio particolare della Mishnah; e «il generale contiene soltanto ciò che è nel particolare».
Il maamar si apre con il versetto che parla di Yitzchak, uscito «a lasuach» nel campo prima di sera, e lo affronta attraverso due livelli della Torah Orale. La Mishnah enuncia la legge mediante regole generali concise; una Baraisa è un insegnamento della stessa epoca, rimasto fuori dalla Mishnah, che ne esplicita i dettagli. La regola dell’interpretazione della Torah secondo cui «il generale contiene soltanto ciò che è nel particolare» significa che una regola generale non contiene nulla che vada oltre i dettagli che la compongono.
ולכאורה הברייתא היא למטה מן המשנה שנשתלשלה יותר למטה אבל האמת הוא שהברייתא גבוה יותר דסוף מעשה במחשבה תחלה. דהנה התורה4 נשתלשלה למטה אפי׳ [אפילו] בדבר שקר כגון זה אומר אני מצאתיה5 כו׳.
A prima vista, la Baraisa è inferiore alla Mishnah, perché è discesa più in basso; ma la verità è che la Baraisa è più elevata, poiché «la fine dell’azione è prima nel pensiero». La Torah è infatti discesa in basso, fino a trattare persino una questione di falsità, come «Uno dice: “L’ho trovato”», ecc.
Poiché la Baraisa si addentra in dettagli più minuti e più legati al mondo materiale, sembra rappresentare un ulteriore passo verso il basso. Eppure, come dice l’inno Lecha Dodi, «la fine dell’azione è prima nel pensiero»: ciò che viene per ultimo nell’esecuzione era per primo nella mente di chi ha progettato; dunque il livello più basso e più dettagliato esprime l’intento più profondo. Lo dimostra fin dove discende la Torah: la Mishnah apre Bava Metzia con due litiganti che affermano entrambi «L’ho trovato»; uno dei due deve mentire, e tuttavia la Torah stabilisce la norma anche in merito a una simile pretesa.
Il paragrafo introduce la coppia Mishnah (regola generale) e Baraisa (dettaglio particolare) e formula la prima tesi del maamar: la Baraisa, benché sembri inferiore, è più elevata, perché l’ultimo passo di un’azione rivela il suo intento iniziale.
La nota Kehot riferisce che un manoscritto legge: «e prova di ciò: poiché la Torah…», rendendo esplicito che la discesa della Torah fino a un caso fondato su una pretesa falsa è addotta come prova del fatto che il livello più basso è quello maggiormente voluto.
Marei mekomos
- 1ויצא יצחק לשוח בשדה · ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. בלקו״ת פ׳ ראה לב, ד מציין לד״ה זה בענין עיר ושדה.
- 2ויצא יצחק לשוח בשדה · Genesis 24:63
- 3וברייתא פי׳ המשנה · בבוך 2061: ”וברייתא הוא פי׳ של המשנה”. בענין ברייתות ראה בארוכה באוה״ת פ׳ שמות ע׳ יב ואילך. לקו״ת שה״ש מד, ב ושם מציין לכאן.
- 4שהברייתא — דהנה התורה · בכת״י הנ״ל: וראי׳ לזה דהנה התורה.
- 5זה אומר אני מצאתי׳ · Bava Metzia 2a:1
2ולפי הנראה היא ירידה למטה מאד ומ״מ היא גבוה כי סוף מעשה כו׳. וכמשל השפופרת הנכנס ראשון יוצא אחרון
A quanto appare, si tratta di una discesa molto grande verso il basso; e tuttavia è elevata, perché «la fine dell’azione», ecc. È come nell’esempio del tubo: ciò che entra per primo esce per ultimo.
Per quanto bassa possa apparire la discesa della Baraisa [insegnamento tannaitico], essa è in realtà elevata, poiché la fine dell’azione era ciò che era presente per primo nel pensiero. L’esempio è quello di un tubo stretto: ciò che vi viene introdotto per primo ne esce per ultimo; dunque ciò che emerge per ultimo era già presente fin dall’inizio.
וכמו האדם שהוא סוף כל הנבראים והוא במעלה על כולם והכל נברא בעבורו ולכן נמצא העולם כולו באדם אחד להורות שהכל נברא בעבורו כי זה כל האדם.1
Ed è come l’uomo, che è l’ultimo fra tutti gli esseri creati, eppure è superiore a tutti loro per grado; ogni cosa è stata creata per lui. Perciò l’intero mondo si trova in un solo uomo, per mostrare che ogni cosa è stata creata per lui, poiché «questo è tutto l’uomo».
L’uomo fu creato per ultimo, il sesto giorno, eppure è lo scopo di tutta la Creazione, e ogni cosa fu fatta per lui. Per questo un singolo essere umano contiene in miniatura il mondo intero; il versetto «questo è tutto l’uomo» viene interpretato nel senso che l’uomo è la somma di ogni cosa.
Il paragrafo illustra il principio secondo cui ciò che viene per ultimo è ciò che è più elevato, ricorrendo all’esempio del tubo e a quello dell’uomo, creato per ultimo ma scopo di tutta la Creazione.
Marei mekomos
- 1כי זה כל האדם · Ecclesiastes 12:13
Un’ora di azioni al di sopra del Mondo Futuro ¶3–4
3וזהו מארז״ל [מאמר רבותינו זכרונם לברכה] יפה שעה אחת12 כו׳. דהנה בעה״ב [בעולם הבא] צדיקים יושבים3 כו׳ והוא רק בחי׳ אחוריים
Questo è [il significato del] detto dei nostri Maestri, di benedetta memoria: «Meglio un’ora», ecc. Infatti, nel Mondo a venire, «i giusti siedono», ecc., e questo è soltanto il livello del dorso (achorayim),
La Mishnah in Avos dice: «Meglio un’ora di ritorno (teshuvah) e di buone azioni in questo mondo che tutta la vita del Mondo a venire». La ricompensa del Mondo a venire, dove «i giusti siedono con le corone sul capo e godono dello splendore della Presenza divina (Shechinah)», è soltanto il «dorso» di D‑o: un riflesso di Lui, non la Sua interiorità.
כמאמר וראית את אחורי4 כו׳ התענוג שמשיג האדם בעבודתו הוא בחינת אחוריים ופני אינו באפשרי להשיג כי לא יראני האדם וחי.56
come è detto: «E vedrai il Mio dorso», ecc. Il piacere che una persona coglie nel suo servizio divino è il livello del dorso, mentre «il Mio volto» non può essere in alcun modo colto, «poiché nessun uomo Mi vedrà e vivrà».
D‑o disse a Moshe: «Vedrai il Mio dorso, ma il Mio volto non sarà visto», e «nessun uomo Mi vedrà e vivrà». L’Alter Rebbe interpreta il «dorso» come il piacere e la comprensione che una persona può cogliere nel servire D‑o, e il «volto» come il livello interiore che nessun essere creato può cogliere.
Il paragrafo applica questo principio alla ricompensa: il piacere del Mondo a venire, e qualsiasi piacere colto nel servizio divino, sono soltanto il «dorso» di D‑o, mentre il Suo «volto» resta al di là di ogni capacità di comprensione.
Una prima versione manoscritta di questo passo, citata nella nota di Kehot, esplicita l’idea: tutto ciò che della Divinità si riesce ad afferrare e di cui si trae piacere è il livello del dorso, mentre il livello del volto, «ciò che sta davanti al dorso», non può essere colto; e questo è l’atto stesso.
Marei mekomos
- 1יפה שעה אחת · אבות ד, יז. ”ע׳ ד״ה ובבואה לפני המלך ס״ג ע״ש (ממורי נ״ע)” הג״ה בגיליון תו״א.
- 2יפה שעה אחת · Pirkei Avot 4:17
- 3צדיקים יושבים · Berakhot 17a:12
- 4וראית את אחורי · Exodus 33:23
- 5כי לא יראני האדם וחי · Exodus 33:20
- 6וכמשל השפופרת . . האדם וחי · בבוך אדה״ז יבל אבי יושב ה, ב הקטע בשינוים: ”כמו שפופרת של קנה מה שמניחים בתוכו ראשון יוצא אחרון וכמו האדם שהוא סוף לכל הנבראים שהוא נברא בששת ימי בראשית ומ״מ הוא במעלה על כולם וכל הנבראים כולם הם לצורך האדם שמאכלו ומלבושים ושארי הדברים הכל הוא מחמת הטעם יתיר במעלה הנ״ל, וזהו ג״כ מה שכתוב בגמרא יפה שעה אחת בתשובה ומע״ט בעוה״ז מכל חיי עוה״ב כי עוה״ב הוא מחמת הצדיקים יושבין ועטרותיהן בראשיהן ונהנין מזיו השכינה והוא רק בחי׳ אחוריים כמ״ש וראית את אחורי כו׳ כי מה שמשיגים אלקות ויש לו תענוג בזה הוא בחי׳ אחוריים אבל (כו׳ הוא המעשה) בחי׳ פנים דהיינו מה שהוא לפני אחוריים לא יראו שא״א להשיג וכמ״ש כי לא יראני האדם וחי”. עכ״ל שם.
4ועד״ז גם הגלוי בג״ע [בגן עדן] הוא רק בחי׳ זיו והארה לבד ולכן יפה שעה אחת כו׳ שהוא המעשה עצמה בלי תענוג ובלי שכל מכל חיי העוה״ב [העולם הבא] דסוף מעשה במחשבה תחלה.
Allo stesso modo, anche la rivelazione nel Gan Eden (il Giardino dell’Eden) è soltanto un livello di splendore e irradiazione. Perciò: «Meglio un’ora…», ecc., cioè l’azione stessa, senza delizia né intelletto, «che tutta la vita del Mondo a Venire», poiché «il compimento dell’azione è dapprima nel pensiero».
Gan Eden, il Mondo a Venire, rivela soltanto una «radiazione» e uno «splendore» di D‑o, non la Sua essenza. L’atto stesso di una mitzvah, anche quando viene compiuto senza delizia né comprensione, raggiunge l’essenza, perché è l’atto finale che era già per primo nel pensiero di D‑o; per questo un’ora di azioni compiute qui è «migliore» di tutto il Mondo a Venire.
וזהו גם כן ענין משנה וברייתא שהמשנה הוא כלל כמו ד׳ ציצית מעכבות וכן סוכה שהיא גבוה כו׳.
Questo è anche il significato della Mishnah e della Baraisa (insegnamento tannaitico esterno alla Mishnah): la Mishnah esprime una regola generale, come: «i quattro tzitzis (frange rituali) sono indispensabili [l’uno all’altro]», e analogamente: «una sukkah (capanna rituale) che è alta», ecc.
Lo stesso schema si ritrova nella Mishnah e nella Baraisa. La Mishnah enuncia regole generali, per esempio che le quattro frange dello tzitzis costituiscono un’unica mitzvah e ciascuna è indispensabile alle altre, oppure che «una sukkah più alta di venti cubiti è invalida».
Il paragrafo afferma che l’azione pura supera la luce rivelata del Gan Eden e ricollega questo concetto alla Mishnah e alla Baraisa, presentando esempi delle regole generali della Mishnah.
Al di sopra della ragione ¶5
Si può trovare una ragione per questo, come nel caso della «techeles [blu] somiglia al mare», ecc.; e riguardo alla sukkah (capanna rituale) c’è una ragione: «affinché le vostre generazioni sappiano» — fino a venti cubiti, ecc.
Le regole generali della Mishnah hanno spesso una ragione che si può individuare. Il filo blu dei tzitzis (frange rituali) richiama il mare, il mare il cielo e il cielo il Trono della Gloria; e una sukkah non può essere più alta di venti cubiti, perché il versetto dice: «affinché le vostre generazioni sappiano che vi ho fatto dimorare in sukkos»; al di sopra di venti cubiti, infatti, una persona non si accorge del tetto sopra di sé.
אבל הברייתא הוא פרט לבאר המשנה בכל דקדוקים ופרטים כמו סוכת גנב״ך ורקב״ש5 שאין טעם לדבר ונראה בחוש שהוא למעלה מהשכל והטעם וזהו אין בכלל
Ma la Baraisa è il particolare che spiega la Mishnah in tutti i suoi minimi dettagli, come nel caso della sukkah dei «GaNBaCh» e dei «RaKBaSh», per i quali non c’è una ragione; e si vede chiaramente che ciò trascende l’intelletto e la ragione. Questo è [il significato di] «il generale non contiene nulla
La Baraisa elenca particolari minuziosi senza una ragione esplicita: la sukkah dei gentili, delle donne, degli animali (un riparo costruito per loro) o dei Kusim [Samaritani] (GaNBaCh, formato dalle loro iniziali), e la sukkah dei pastori, di chi essicca i fichi, delle guardie cittadine o dei custodi dei frutti (RaKBaSh), è valida. Questi particolari, che non seguono una ragione riconoscibile, mostrano che la norma proviene da una dimensione al di sopra dell’intelletto.
אלא מה שבפרט שאין במשנה בכלל יותר מבפרט הברייתא ומה שלא נתגלה טעמה הוא יותר גבוה כי טעמי המצות לא נתגלו6 ולע״ל [ולעתיד לבוא] אי״ה [אם ירצה השם] יתגלו
se non ciò che è particolare»: la Mishnah, in quanto regola generale, non contiene nulla oltre al particolare della Baraisa. E ciò la cui ragione non è stata rivelata è più elevato, perché le ragioni delle mitzvos [precetti] non sono state rivelate; nel tempo avvenire, se D‑o vuole, saranno rivelate.
La regola generale non contiene nulla oltre ai suoi particolari; perciò i dettagli privi di una ragione rivelata non sono un’aggiunta secondaria, ma costituiscono proprio il contenuto della regola. Ciò che non ha una ragione rivelata è più elevato, proprio come afferma il Talmud: le ragioni delle mitzvos non sono state rivelate; saranno rivelate soltanto nel tempo avvenire.
וזהו ר״ש [רבי שמעון] דריש טעמי דקראי7 שדרש שמה שנאמר בפסוק טעם של דבר לא זהו עיקר רק שיש טעם בזה גבוה יותר למעלה מהטעם.
E questo è [il motivo per cui] Rabbi Shimon interpreta le ragioni dei versetti: egli spiegò che, quando un versetto enuncia la ragione di una cosa, quella non è l’essenza; piuttosto, in essa vi è una ragione più elevata, al di sopra di [quella] ragione.
Il Talmud riferisce che il Tanna (maestro tannaitico) Rabbi Shimon «interpreta la ragione del versetto» e decide di conseguenza. L’Alter Rebbe spiega che, anche quando un versetto enuncia una ragione, quella ragione non è l’essenza; al di là di essa vi è una ragione più elevata, al di sopra di ogni ragione esplicitata.
נמצא שבמצוה שאין משיג בה טעם הוא יותר גבוה ומה שמשיג טעם ותענוג הוא רק בחינת אחוריים ולא
Ne consegue che una mitzvah [precetto] di cui non si comprende la ragione è più elevata, mentre ciò che si comprende con il ragionamento e la delizia è soltanto il livello del dorso; e non è
La conclusione è che una mitzvah di cui non si comprende la ragione è più elevata; tutto ciò che si comprende, con l’intelletto e la delizia, è soltanto il «dorso» di cui si è parlato sopra.
כמו שסוברים העולם שהעיקר הוא הלב שמשיג תענוג ועובד בהתלהבות ואינו כן האמת רק עיקר הוא המעשה בלי תענוג והלב אינו כ״א סיוע בחינת גדפין.8
come suppone il mondo: che la cosa principale sia il cuore, che coglie la delizia e serve con fervore. Questa non è la verità; piuttosto, la cosa principale è l’azione, senza delizia, e il cuore non è che un ausilio, il livello delle ali.
Molti pensano che il fervore e la delizia del cuore siano l’essenza del servizio a D‑o. L’Alter Rebbe afferma che l’essenza è l’azione stessa, anche senza delizia; i sentimenti del cuore sono come «ali» che aiutano a elevare l’azione, ma non sono l’azione stessa.
Il paragrafo contrappone le regole della Mishnah, per le quali si può trovare una ragione, ai particolari della Baraisa privi di una ragione rivelata, e conclude che ciò che trascende la ragione è più elevato: nelle mitzvos, l’azione conta più della delizia del cuore.
L’amore e il timore reverenziale sono chiamati «ali» del servizio divino: elevano l’azione, ma non ne costituiscono la sostanza. Secondo la nota del Kehot, il manoscritto riporta una ragione diversa per la norma della sukkah: al di sopra di venti cubiti essa non è valida perché somiglia alle nubi della Gloria. Inoltre, completa la sequenza della techeles aggiungendo: «e il mare somiglia al cielo, e il cielo al Trono della Gloria».
Marei mekomos
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- 8בכת״י ליתא הפסוק. ושם · ”וכן בסוכה למעלה מעשרים כו׳ לפי שהוא דומה לענני הכבוד”.
La città e il campo; sgomberare la sera ¶6
6והנה משנה נקרא עיר וברייתא בחי׳ שדה לשון בר חוץ לעיר1 ולכאורה העיר הוא עיקר שדרים בה בנ״א [בני אדם]. אך נראה מי הוא מחיה אותם.9
Ora, la Mishnah è chiamata «una città», e la Baraisa è il livello di «un campo», un termine derivato da bar, «fuori», cioè fuori dalla città. A prima vista, la città è la cosa principale, perché vi abitano le persone. Ma vediamo chi dà loro la vita:
I Saggi chiamano «città» l’insieme delle leggi della Torah, mentre la Baraisa è un «campo»: la parola Baraisa deriva da bar, «fuori», perché questi insegnamenti rimasero fuori dalla Mishnah; in aramaico, bar indica anche il campo aperto (le «bestie del campo» sono chayos bara [animali selvatici]). La Baraisa è dunque il campo fuori dalla città. Una città sembra più importante di un campo perché vi abitano le persone, ma la domanda è che cosa le mantenga in vita.
השדה שחוץ לעיר שמביאים משם התבוא׳. כך הוא הברייתא מחיה המשנה ומבארת ההלכה יותר בפרט היאך לעשות כי התנאים מבלי עולם שמורים מתוך המשנה.2
il campo fuori dalla città, da cui viene portato il grano. Così, la Baraisa dà vita alla Mishnah e spiega la halachah più dettagliatamente, indicando come agire; infatti, «i Tannaim distruggono il mondo», perché emanano decisioni sulla base della Mishnah.
La città vive del grano coltivato nei campi che la circondano. Allo stesso modo, la Baraisa, con i suoi dettagli su come agire, dà vita alla Mishnah. Il Talmud afferma che i Tannaim (qui, i recitatori che avevano memorizzato la Mishnah, non i suoi Saggi) che emanano decisioni basandosi direttamente sulla formulazione generale della Mishnah, senza la sua spiegazione, «distruggono il mondo», perché decidono in modo errato.
וזהו ויצא יצחק לשוח בשדה הוא לשון דבור ושיחה ול׳ [ולשון] שחייה למטה מלשון ושח רום אנשים3
E questo è [il significato di] «E Yitzchak uscì lasuach nel campo»: [lasuach] è un termine che indica il parlare e la conversazione, e anche il piegarsi in basso, come nella frase «e l’elevatezza degli uomini sarà abbassata (veshach)»,
Ora il versetto viene letto in modo nuovo. Lasuach significa parlare e conversare (siach), ma anche piegarsi in basso, come nell’espressione di Isaia «e l’elevatezza degli uomini sarà abbassata (veshach)». Yitzchak si piega per portare la Torah nel «campo» dei dettagli.
וכן כאשר יפרש4 השוחה לשחות (בישעיה כ״ה) (ועמ״ש בזה ע״פ תבנה ותכונן5 עיר סיחון כו׳ ע״ש) בשדה הוא בר. ולפנות ערב לפנות הערב והחשך.
e analogamente «come il nuotatore (hasocheh) si distende per nuotare» (in Isaia 25) (e si veda quanto è spiegato a questo proposito su [il versetto] «La città di Sichon sia costruita e stabilita», ecc.; si veda là). «Nel campo» — questo è bar. E «lifnos erev» [«verso sera»]: per allontanare la sera e l’oscurità.
Anche Isaia usa il termine affine hasocheh, «il nuotatore» che si distende per nuotare; l’Alter Rebbe rimanda alla sua spiegazione di «La città di Sichon sia costruita», dove sichah indica anche il muoversi da un luogo all’altro, come fa un nuotatore nell’acqua. «Nel campo» si riferisce a bar, la Baraisa fuori dalla città. E lifnos erev, «verso sera», viene riletto come lefanos, «allontanare» la sera e l’oscurità.
דהנה התורה נשתלשלה בחשך כמאמר במחשכים הושיבני זה תלמוד בבלי6 שנשתלשל למטה אפי׳ [אפילו] בשקר ולמה הוא כך כדי לפנות הערב והחשך ויהי אור
Poiché la Torah è discesa nell’oscurità, come afferma il detto: «Mi ha posto in luoghi oscuri» — questo è il Talmud babilonese, che è disceso in basso, perfino nella falsità. E perché è così? Per allontanare la sera e l’oscurità, «e vi fu luce»,
Il Talmud interpreta «Mi ha posto in luoghi oscuri» come un riferimento al Talmud babilonese, i cui lunghi dibattiti e le cui argomentazioni respinte sono come l’oscurità. La Torah è discesa fino a questo, perfino in affermazioni false; lo scopo è allontanare l’oscurità, affinché vi sia luce.
כמאמר לעת ערב7 יהיה אור כמשל מי שרוצה לפנות איזה דבר צריך הוא לכנוס בתוכ׳ [בתוכה] כדי לפנותה אבל לא שישאר בתוכה.
come afferma il versetto: «Al tempo della sera vi sarà luce». È come nell’esempio di chi desidera sgombrare qualcosa: deve entrarvi per sgombrarla, ma non rimanervi dentro.
La promessa di Zekharia, «al tempo della sera vi sarà luce», descrive questo obiettivo. L’esempio è il seguente: per sgombrare qualcosa bisogna entrarvi, ma non vi si rimane; così la Torah entra nell’oscurità soltanto per allontanarla.
גם מה שנשתלשלה התורה ונתלבשה בחשך טענות שקר הוא כדי לפנות החשך לאהפכא חשוכא לנהורא
Così anche il fatto che la Torah sia discesa e si sia rivestita di oscurità, di argomentazioni false, ha lo scopo di allontanare l’oscurità, di trasformare l’oscurità in luce.
Il fatto che la Torah si rivesta di argomentazioni false ha un unico scopo: trasformare l’oscurità stessa in luce, non soltanto respingerla.
וכן העסק בתורה לדחות החשך והקושיות המסתיר על השכלת הדין האמת לאמתו ולמצא האמת גילוי רצון עליון ב״ה וכמ״ש ע״פ והמשכילים יזהירו8 וגו׳ ע״ש:
Allo stesso modo, lo studio della Torah serve a respingere l’oscurità e le difficoltà che celano la comprensione della legge nella sua assoluta verità, e a trovare la verità: la rivelazione della Volontà suprema, benedetto Egli sia; come è spiegato su [il versetto] «E i saggi risplenderanno», ecc.; si veda là.
Anche lo studio della Torah svolge la stessa funzione. Le difficoltà e le domande che nascondono la decisione autentica sono l’oscurità; affrontandole, chi studia trova la legge nella sua piena verità, che è la volontà rivelata di D‑o. L’Alter Rebbe rimanda alla sua spiegazione di «E i saggi risplenderanno» per ulteriori chiarimenti.
Il paragrafo chiama la Mishnah «una città» e la Baraisa «un campo» che la nutre; poi rilegge il versetto: Yitzchak si piega nel campo per allontanare l’oscurità in cui la Torah è rivestita, affinché risplenda la legge autentica, la volontà di D‑o.
La nota Kehot cita un lessico cabalistico (Meorei Or) secondo il quale bar è Yesod quando si trova in esilio, fuori dal proprio luogo, e Malchus viene allora chiamata «Baraisa». Likkutei Torah (Vayikra) colloca il Talmud babilonese nel Mondo della Creazione (Beriah), che il versetto «Egli forma la luce e crea l’oscurità» definisce oscurità; da qui l’espressione «Mi ha posto in luoghi oscuri». In Iggeres HaKodesh 26 l’Alter Rebbe spiega che in esilio la halachah è rivestita dell’Albero della Conoscenza del bene e del male (il permesso e il proibito, il puro e l’impuro), e che chiarirla fa emergere la Volontà suprema lì rivestita.
Marei mekomos
- 1וברייתא בחי׳ שדה לשון בר חוץ לעיר · ראה מאו״א ב, נג בר הוא היסוד כשהוא בגלות לבר מאתרי׳ והמל׳ נק׳ אז ברייתא. וראה באוה״ת שמות ע׳ כ.
- 2כי התנאים מבלי עולם שמורים מתוך המשנה · Sotah 22a:7
- 3ושח רום אנשים · Isaiah 2:11
- 4
- 5ע״פ תבנה ותכונן · לקו״ת חקת סו, א [בלקו״ת שם מציין לכאן]. ובאוה״ת חקת ע׳ תתפז ואילך.
- 6במחשכים הושיבני זה תלמוד בבלי · Lamentations 3:6
- 7לעת ערב יהי׳ אור · Zechariah 14:7
- 8ע״פ והמשכילים יזהירו · אגה״ק סי׳ כו.
- 9משנה נק׳ עיר וברייתא בחי׳ שדה · ראה אוה״ת פ׳ שמות ע׳ טו: ”כמארז״ל בתמורה דט״ז ע״פ קרית ספר ביהושע סי׳ טו דהיינו הלכות התורה ע״ש בפרש״י בד״ה וילכדה כו׳”. ע׳ אוה״ת תולדות קמג, א ואילך.
Il timore reverenziale di Yitzchak ¶7
7וזהו ויצא יצחק לשוח. כי כדי לפנות הערב והחשך ולתקנו הוא ע״י יצחק שהוא בחי׳ פחד ויראת ה׳ וכמאמר אם אין יראה אין חכמה12 כו׳.
E questo è [il significato di] «Yitzchak uscì a lasuach». Per allontanare la sera e l’oscurità e rettificarla occorre Yitzchak, che rappresenta il livello del Pachad [timore] e del timore reverenziale di D‑o; come dice il detto: «Se non c’è timore, non c’è sapienza», ecc.
Perché Yitzchak? Yitzchak rappresenta il Pachad, il timore e il timore reverenziale di D‑o (la Torah chiama D‑o «il Timore di Yitzchak»). Per allontanare l’oscurità dalla Torah occorre timore, come insegna la Mishnah: «Se non c’è timore, non c’è sapienza»: lo studio della Torah senza timore reverenziale di D‑o non rimane sapienza.
(וע׳ בזוהר בראשית3 ד׳ כ״א סע״א [סוף עמוד א]).4 וזהו האומר אין לי אלא תורה5 אפי׳ [אפילו] תורה אין לו ונשאר בחשך
(E vedi Zohar, Bereshis, pagina 21, fine della facciata a.) E questo è [il significato di] «Chi dice: “Non ho altro che la Torah”, non possiede neppure la Torah», e rimane nell’oscurità.
Lo Zohar, citato nella nota di Kehot, insegna che la luce che si oscura «al volgere della sera» è il segreto della preghiera di Yitzchak, che rettifica quel livello, come dice il versetto: «Yitzchak uscì a lasuach nel campo, verso sera». Il detto del Talmud su chi non ha «altro che la Torah» descrive uno studio separato dal timore e dalle azioni: una persona simile rimane nell’oscurità.
אבל באמת כתיב ישת חשך סתרו6 שאף שהוא חשך מ״מ הוא סתרו וזהו לפנות הערב והחשך ולעת ערב יהי אור
Ma in verità è scritto: «Egli ha fatto delle tenebre il Suo nascondiglio»: benché sia oscurità, essa è tuttavia il Suo nascondiglio. E questo è «allontanare la sera e l’oscurità» e «verso sera ci sarà luce».
Eppure l’oscurità non è semplicemente in opposizione a D‑o: il re David dice: «Egli ha fatto delle tenebre il Suo nascondiglio», dunque D‑o stesso è celato al loro interno. Per questo allontanarle fa emergere la luce: «verso sera ci sarà luce».
Vale a dire, il rendere luminosa la halachah [norma della Torah]; e anche questo è il significato di «benedissero sulla Torah». (E vedi quanto è spiegato su «La voce del mio amato» e su «Sessanta sono le regine».)
Questo è il «rendere luminosa la halachah»: far risplendere la legge autentica facendola emergere dai suoi oscuri rivestimenti. È anche il significato di «benedissero sulla Torah», secondo l’insegnamento del Talmud che la Terra fu perduta perché non avevano benedetto per prima cosa sulla Torah; e l’Alter Rebbe rimanda ai suoi maamarim su «La voce del mio amato» e «Sessanta sono le regine» per ulteriori spiegazioni.
Il paragrafo spiega perché il versetto menziona Yitzchak: per allontanare l’oscurità che avvolge la Torah occorre il timore di D‑o e, poiché D‑o è celato in quell’oscurità, allontanarla fa emergere la Sua luce, il «rendere luminosa» la halachah.
Nel maamar su «La voce del mio amato» (Torah Ohr, Shemos), l’Alter Rebbe spiega libun hilchesa [rendere luminosa la halachah] come il rendere luminose le leggi che appaiono nere con il candore superno, attraverso la gioia in D‑o e l’autoannullamento (bittul) alla Sua volontà, così come è rivestita nella Sua Torah. Nel maamar su «Sessanta sono le regine» (Likkutei Torah, Shir HaShirim), la parola di una persona nella Torah è la parola stessa di D‑o; attraverso di essa, il Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), e la Presenza divina (Shechinah) si uniscono, e la luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin) si rivela in basso.
Marei mekomos
- 1אם אין יראה אין חכמה · אבות ג, יז.
- 2אם אין יראה אין חכמה · Pirkei Avot 3:17
- 3וע׳ בזהר בראשית דכ״א סע״א · ”תנינא נהירו דאזיל לאתחשכא לעת פנות ערב רזא דצלותא דיצחק לאתקנא האי דרגא דכתיב ויצא יצחק לשוח בשדה לפנות ערב אסתכלותא דערב חשוכן כלהו לגביה בהאי פנות ערב”. ע״כ.
- 4וע׳ בזוהר בראשית ד׳ כ״א סע״א · Zohar, Bereshit 11:129–12:142
- 5האומר אין לי אלא תורה · Yevamot 109b:4–5
- 6ישת חשך סתרו · Psalms 18:12
- 7ברכו בתורה · Bava Metzia 85b:1
- 8ע״פ קול דודי · לקמן נא, ג.
- 9וע״פ ששים המה מלכות · לקו״ת שה״ש מא, ב. ושם מציין לכאן.
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Nell’avodah
L’essenziale nel servizio divino è l’atto stesso, anche senza delizia o comprensione; i sentimenti del cuore sono ali che aiutano, ma non costituiscono l’essenza. Lo studio della Torah deve essere unito al timore reverenziale verso D‑o, perché chi possiede «null’altro che Torah» rimane nelle tenebre; con il timore reverenziale, lo sforzo di affrontare le difficoltà sgombera le tenebre e fa emergere la halachah autentica.
Domande di discussione
- Perché la Baraisa dettagliata, che sembra rappresentare un’ulteriore discesa, dovrebbe essere più elevata della Mishnah? In che modo il tubo e la creazione dell’uomo lo illustrano?
- In che senso la ricompensa del Mondo Futuro è soltanto il «retro» di D‑o, e perché un’ora di azioni in questo mondo può raggiungere un livello più elevato?
- Il maamar afferma che l’essenza del servizio è l’atto, non il fervore del cuore. Quale ruolo attribuisce al cuore?
- Perché la Torah discende nelle tenebre e persino nelle affermazioni false, e che cosa insegna l’analogia dello sgomberare un luogo sul modo di confrontarsi con quelle tenebre?
- Perché il versetto nomina Yitzchak per questo lavoro, e che cosa aggiunge l’espressione «Egli fece delle tenebre il Suo nascondiglio»?