LikuteiTorah.comLa parsha di Chassidus

Torah Ohr · Parashot Chayei Sarah · Maamar 1

יגלה לן טעמיה כו׳

Il tema del campo di Machpelah

  • 11 paragrafi · 32 sezioni
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione

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Idea centrale

Nei giorni feriali, l’uomo raffina il cibo, elevandolo dal basso a forza per servire D‑o; di Shabbos si rivela la radice superiore del cibo, anteriore alla rottura dei recipienti, e da essa la vita fluisce dall’Alto nell’anima, senza scarti. Questo flusso discende «raddoppiato»: la hei superiore, illimitata, giunge in basso solo come la sua forza nascosta, una seconda hei, come nella Grotta di Machpelah, finché in futuro si rivelerà la hei superiore stessa.

Il maamar in breve

Il maamar si apre con le parole «Ci riveli i suoi motivi», riferite ai dodici pani, e con la Grotta di Machpelah, la hei finale «raddoppiata» del Nome Ban, il cui riempimento è una seconda hei. Lo spiega attraverso il mangiare. Il cibo diventa il sangue che il fegato invia al cuore e al cervello; perciò, nei giorni feriali, l’uomo raffina il cibo trasformandolo in un cuore ardente e in una mente salda, capace di contemplare la grandezza di D‑o, mentre il desiderio che vi è in esso, radice della scorza (kelipah), perde la vita che aveva inghiottito. Eppure il cibo dà vita all’uomo: segno che la sua radice, nel Mondo di Tohu prima della rottura dei recipienti, è più elevata di lui. Di Shabbos, quando i mondi ascendono, quella radice si rivela e la vita fluisce da essa nell’anima dall’Alto, senza selezione e senza scarti. Una festività, durante la quale è permesso preparare il cibo, comporta una certa attività di raffinamento e degli scarti; il rimedio è rallegrare i poveri, cosa che addolcisce i giudizi. Il flusso dall’Alto discende «sottile», una yud prolungata in una vav, e «raddoppiato»: la forza nascosta della hei superiore si rivela in basso come un’altra hei. In futuro si rivelerà la hei superiore stessa.

Schema

  1. La hei raddoppiata e la questione del mangiareIl titolo; «Ci riveli i suoi motivi»; il riempimento di una hei è un’altra hei, il raddoppiamento della Grotta di Machpelah. Il cibo diventa il sangue che il fegato invia al cuore e al cervello.¶1–2
  2. Il raffinamento nei giorni feriali e la radice superiore del ciboNei giorni feriali il cibo viene raffinato e diventa un cuore e una mente al servizio di D‑o; di Shabbos la selezione è proibita e il mangiare proviene dall’Alto. Rispetto al cibo così come si trova in basso, l’uomo è «davanti», ma la sua radice in Tohu è più elevata: per questo gli dà vita; di Shabbos il cibo ascende a quella radice.¶3–4
  3. Due tipi di mangiare«Per saziare la sua anima» è la vita attinta dall’Alto; «il ventre dei malvagi resterà privo» è il desiderio, radice della kelipah, che viene volto al bene e svuotato della vita che aveva inghiottito. Il primo è il mangiare di Shabbos, il secondo quello dei giorni feriali.¶5–6
  4. Nessuno scarto di Shabbos; le festività e i poveriIl raffinamento dal basso lascia scarti, che provengono dall’Albero della Conoscenza; Shabbos, al di sopra di esso, non ne ha. Durante una festività è permesso svolgere il lavoro necessario a preparare il cibo, e quindi vi sono scarti; il rimedio è rallegrare i poveri. Chi non lo fa viene punito misura per misura.¶7–8
  5. Sottile e raddoppiato, ora e in futuroUna yud, essendo contratta, può prolungarsi in una vav; la hei superiore, illimitata, discende soltanto come il suo riempimento nascosto, un’altra hei. Oggi il flusso passa attraverso i dodici pani; in futuro la hei superiore stessa si rivelerà in basso.¶9–11

Concetti chiave

raffinamento (birur)בירור
Elevare ciò che è in basso impiegandolo al servizio di D‑o: il cibo diventa la forza di un cuore e di una mente al Suo servizio, e viene spezzato il dominio della kelipah su di esso. Ciò appartiene ai giorni feriali; di Shabbos la selezione è proibita.
retro e davantiאחור וקדם
L’uomo è stato creato per ultimo («dietro»), eppure è il primo («davanti») in quanto colui che raffina il cibo; la radice del cibo, in Tohu, è più elevata della sua, ed è per questo che gli dà vita.
il Mondo di Tohuעולם התהו
Il mondo «prima che regnasse alcun re», i cui recipienti si ruppero; il cibo proviene da lì, e perciò la sua radice è più elevata di quella dell’uomo, benché sia caduto al di sotto di lui.
kelipah (la scorza)קליפה
La forza che si oppone alla santità; il desiderio presente in ogni cibo ne è la radice, e il mangiare che rafforza il servizio di D‑o sottrae ad essa la vita che aveva inghiottito.
l’addolcimento dei giudiziהמתקת הדינין
La gioia che rende tutti uguali mitiga il giudizio; perciò durante una festività si rallegrano i poveri, il levita e lo straniero, e lo «scarto» non rimane.
kefila e kelishaכפילא וקלישא
«Raddoppiato» e «sottile»: i due modi del flusso dall’Alto. Kelisha è una yud prolungata in una vav; kefila è la hei che si rivela attraverso il proprio riempimento, un’altra hei.
riempimento (milui)מילוי
Le lettere con cui si scrive il nome di una lettera; il riempimento è sempre ciò che era nascosto nella lettera superiore e che ora emerge nella rivelazione inferiore.

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La hei raddoppiata e la questione del mangiare ¶1–2

1(ענין שדה המכפלה)

(Il tema del campo di Machpelah.)

Spiegazione

Un titolo stampato tra parentesi: il maamar tratta della grotta di Machpelah, la doppia grotta che Avraham acquistò nella parashah di questa settimana come luogo di sepoltura per Sarah. Il nome «Machpelah» significa «raddoppiata», e l’intero primo discorso ruota attorno a questa idea del raddoppiamento.

Il paragrafo 1 in breve

Il titolo indica il tema: la grotta raddoppiata, Machpelah, che diventa la chiave per comprendere una hei raddoppiata e il pasto dello Shabbos.

2יגלה לן טעמיה כו׳. הנה מילוי ה׳ היא בה׳ אחרת והיא בחי׳ כפילא כנודע מענין מערת המכפלה שהיא ה׳ אחרונה דשם ב״ן [שם ב״ן] כו׳.

«Ci riveli i suoi motivi», ecc. Ora, il riempimento della [lettera] hei avviene con un’altra hei, e questo è l’aspetto della kefila (duplicazione), come è noto dal tema della Grotta di Machpelah, che è la hei finale del Nome Ban, ecc.

Spiegazione

Le parole iniziali provengono dal canto dell’Arizal per il secondo pasto di Shabbos (Asader Lisudasa), che chiede che ci vengano rivelati «i motivi dei dodici pani» disposti sulla tavola e li definisce «una lettera del Suo Nome, raddoppiata e sottile». L’Alter Rebbe parte da «raddoppiata»: quando la lettera hei viene scritta per esteso, il suo nome contiene una seconda hei (hei-hei). Questa duplicazione è kefila, la stessa parola che compare in Machpelah; nella Kabbalah, la Grotta di Machpelah corrisponde alla hei finale del Nome Ban, la forma del Nome di quattro lettere scritto per esteso in modo che le sue lettere abbiano valore numerico 52.

והענין יובן בהקדים להבין ענין האכילה כי הנה עיקר האכילה להיות כי מן המאכל נעשה

La questione si comprenderà premettendo una spiegazione del tema del mangiare. Infatti, l’essenza del mangiare consiste nel fatto che dal cibo si formano

Spiegazione

Prima di spiegare la hei raddoppiata, egli pone una premessa: che cosa realizza effettivamente il mangiare.

חלב ודם והדם הוא הנפש וחיות האדם שמקבל הכבד הדם מן המאכל ושולח ללב ולמוח דתלת שליטין אינון בעלמא כבדא ולבא ומוחא כו׳.

il grasso e il sangue; e «il sangue è l’anima» e la forza vitale dell’uomo, poiché il fegato riceve dal cibo il sangue e lo invia al cuore e al cervello, dato che «nel mondo vi sono tre governanti: il fegato, il cuore e il cervello», ecc.

Spiegazione

Il cibo si trasforma in grasso e sangue, e la Torah stessa afferma che «il sangue è l’anima», nel senso che trasporta la forza vitale della persona. Il fegato riceve quel sangue dal cibo e lo invia al cuore e al cervello, che insieme al fegato sono chiamati i tre «governanti» del corpo.

Il paragrafo 2 in breve

Il maamar si apre con l’enigma dei dodici pani «raddoppiati» e della hei raddoppiata di Machpelah, per poi tornare indietro e porre le basi: una fisiologia del mangiare, in cui il cibo si trasforma nel sangue che alimenta il cuore e il cervello.

Approfondimento

Il Nome Ban è il Nome di quattro lettere scritto per esteso nella forma yud, hei-hei, vav-vav, hei-hei; nel sistema dell’Arizal è associato a Malchus e al femminile. La sua ultima lettera, hei-hei, è letteralmente una hei riempita da un’altra hei, ed è per questo che la grotta raddoppiata è collegata a essa. Le note di Kehot rimandano a questo proposito al Likkutei Torah dell’Arizal, una raccolta dei suoi insegnamenti sulla Torah trascritti dai suoi discepoli, su Chayei Sarah, al passo che inizia con «Me’aras HaMachpelah».

Marei mekomos

  1. 1
    יגלה לן טעמי׳ · ראה הנחת כ״ק אדמו״ר האמצעי בסידור רב, ג. נמצא בגוכתי״ק כ״ק אדה״א ורשום שם: יום שבת פ׳ תצוה [תקס״ז]. וראה ברשימת המאמרים בסה״מ תקס״ז הערה 39. ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. לכללות הענינים של המאמר ראה סה״מ תקס״ה ח״א ע׳ קנ בענין האכילה דשבת. תו״ח פ׳ לך צו, א. ובפ׳ ויקהל תרלה, א ואילך (הוצאה צילום כת״י הר״ש סופר). ביאוה״ז להצ״צ כרך ב ע׳ תתמה. אוה״ת בראשית כרך ז תתשפב, א. אוה״ת נ״ך ע׳ תרסד. ד״ה והוא עומד עליהם תרס״ג ע׳ נ. סה״מ תרס״ו ע׳ קנד. וראה עבודת הלוי פ׳ ח״ש כח, א. בלקו״ת תזריע כ, ד מציין לד״ה זה. בדרך מצותיך צ, א בשם כ״ק אדה״ז: ששמעתי מפיו הקדוש של מורינו ורבינו נ״ע בכפר פייענע בימים שלפני הסתלקותו בטבת תקע״ג על ענין האכילה בשבת.
  2. 2
    יגלה לן טעמי׳ · זמירות לסעודה ב׳ דשבת.
  3. 3
    ה׳ אחרונה דשם ב״ן · ראה לקו״ת להאריז״ל פ׳ ח״ש ד״ה מערת המכפלה. וראה סה״מ תקס״ה ע׳ טז. אוה״ת ענינים ע׳ רצב.
  4. 4
  5. 5
    דתלת שליטין אינון · Zohar II, 153a
  6. 6
    דתלת שליטין אינון · Zohar, Toldot 4:30–9:73
  7. 7
    בסידור מתחיל · יגלה לן טעמי דבתריסר נהמי כו׳, הנה תחילה יש להבין מה שאמר כפילא וקלישא. בזה יובן הסיום דהמאמר כאן בענין כפילא וקלישא.

Il raffinamento nei giorni feriali e la radice superiore del cibo ¶3–4

3ועי״ז מתעלה המאכל שנעשה ממנו לב ומוח האדם ועי״ז מתחזק לבו ומוחו בעבודת ה׳ שבלבו בהתלהבו׳ כרשפי אש שנעשה בכח האכילה שבלא אכילה הי׳ [היה] מתחלש כו׳.

E così il cibo viene elevato, poiché da esso sono formati il cuore e il cervello dell’uomo; e in questo modo il suo cuore e il suo cervello si rafforzano nel servizio di D‑o: nel cuore, con un fervore simile a guizzi di fuoco, che nasce dalla forza del mangiare, perché senza mangiare si indebolirebbe, ecc.

Spiegazione

Il cibo, trasformato in sangue, diventa parte del cuore e del cervello dell’uomo; così il cibo stesso viene elevato. Ora il suo cuore serve D‑o con un sentimento ardente, e questa forza proviene dal pasto: senza cibo, sarebbe debole.

וגם מוחו נעשה חזק להתבונן בגדולת ה׳ כו׳ וזהו ענין בירור שמן המאכל נעשה אדם.

Anche il suo cervello diventa forte, così da poter contemplare la grandezza di D‑o, ecc. Questo è il concetto del raffinamento (birur): dal cibo viene formato l’uomo.

Spiegazione

Anche la sua mente acquista la forza di riflettere sulla grandezza di D‑o. Questo è ciò che significa «raffinamento» (birur): il cibo, una realtà inferiore, viene selezionato ed elevato finché diventa parte di una persona che serve D‑o.

אך כ״ז [כל זה] הוא בימות החול אבל בשבת בורר אסור אלא האכילה היא יותר עליונה בבחי׳ המשכה מלמעלה וקראת לשבת ענג. אז תתענג על הוי״ה.

Tutto ciò avviene però nei giorni feriali. Di Shabbos, invece, è vietato selezionare (borer); il pasto è piuttosto di un livello più elevato, nella forma di un’influenza che discende dall’Alto: «Chiamerai lo Shabbos una delizia»; «Allora ti delizierai in Havayah».

Spiegazione

Tutto questo descrive il pasto nei giorni feriali. Di Shabbos, invece, la «selezione» (borer, la stessa parola di birur, raffinamento) è una delle melachot vietate; perciò il pasto di Shabbos non può essere un’opera di raffinamento. È piuttosto un’influenza che proviene dall’Alto, e Isaia chiama Shabbos «una delizia», nella quale ci si «delizia in Havayah».

כי הנה כתיב אחור וקדם צרתני אחור למע״ב [למעשה בראשית] כו׳ שהמאכל כמו שהוא למטה בירידתו בשבה״כ [בשבירת הכלים]

Poiché è scritto: «Dietro e davanti mi hai formato»: «dietro» [si riferisce al fatto di essere ultimo] nell’opera della creazione, ecc.; infatti, quanto al cibo così com’è in basso, nella sua discesa attraverso la rottura dei recipienti,

Spiegazione

La Scrittura dice che l’uomo fu formato «dietro e davanti». Il Midrash interpreta «dietro» come ultimo nell’ordine della creazione, perché l’uomo fu creato dopo ogni altra cosa. Il cibo così come lo incontriamo in basso proviene dalle scintille cadute nella rottura dei recipienti, la frantumazione primordiale dei primi «recipienti» divini.

הנה האדם הוא בבחי׳ קדם שהמאכל הוא מתברר ע״י האדם אבל בשרשו למעלה הוא מעולם התהו לפני מלך מלך לבנ״י [לבני ישראל] אלא שאח״כ וימלך וימת.

l’uomo è «davanti», poiché il cibo viene raffinato dall’uomo; ma nella sua radice in Alto, esso proviene dal Mondo di Tohu (caos), «prima che regnasse un re sui figli d’Israele», solo che in seguito «regnò e morì».

Spiegazione

Considerato nella sua condizione attuale, l’uomo è «davanti», poiché raffina il cibo. Ma la radice del cibo è nel Mondo di Tohu, il primo ordine instabile di luci, simboleggiato dai re di Edom che regnarono «prima che regnasse un re su Israele» e poi «regnarono e morirono», cioè si frantumarono.

Il paragrafo 3 in breve

Il pasto nei giorni feriali è birur: l’uomo eleva il cibo trasformandolo in cuore e mente che servono D‑o. Il pasto di Shabbos è diverso: è un’influenza che proviene dall’Alto, poiché la radice stessa del cibo, nel Mondo di Tohu, è più elevata dell’uomo.

Approfondimento

I re di Edom che «regnarono e morirono» (Genesi 36) sono l’immagine usata dall’Arizal per la rottura dei recipienti nel Mondo di Tohu: luci troppo intense per i recipienti che le contenevano. Le scintille cadute si trovano nelle realtà fisiche, tra cui il cibo; per questo il pasto può elevarle. Le note Kehot rimandano a trattazioni parallele in Torah Ohr, Beshalach e Likkutei Torah, Tzav.

Marei mekomos

  1. 1
    כרשפי אש · Song of Songs 8:6
  2. 2
  3. 3
    האכילה היא יותר עליונה · ראה ד״ה והוא עומד תרס״ג.
  4. 4
    וקראת לשבת עונג · Isaiah 58:13
  5. 5
    אז תתענג על הוי״ה · Isaiah 58:14
  6. 6
    אחור וקדם צרתני · Psalms 139:5
  7. 7
    אחור וקדם צרתני · Bereshit Rabbah 8:1
  8. 8
    שהמאכל . . בשבה״כ · ראה לקמן סה, ד. לקו״ת פ׳ צו יג, ב. מאמרי אדמו״ר הזקן תקס״ח ע׳ יז. מח.
  9. 9
    לפני מלך מלך לבנ״י · Genesis 36:31

4וימת וימלך כו׳. אך מ״מ נראה ששרשו יותר גבוה מהאדם שהרי המאכל הוא המחי׳ [המחיה] את האדם.

«E morì, e regnò», ecc. Eppure, nondimeno, è evidente che la sua radice è più elevata di quella dell’uomo, poiché è il cibo a dare vita all’uomo.

Spiegazione

Il versetto sui re di Edom prosegue: «e morì, e regnò». Ciò nonostante, la radice del cibo è più elevata di quella dell’uomo, e la prova è semplice: l’uomo vive grazie al cibo, non viceversa.

והאדם הוא מקבל החיות מן המאכל לפי שהוא בבחי׳ אחור למע״ב [למעשה בראשית] כו׳ ובשבת שהוא זמן עליית העולמות מתעלה המאכל

L’uomo riceve la forza vitale dal cibo perché si trova nella posizione di «retro» [ultimo] nell’opera della creazione, ecc. E di Shabbos, che è il momento dell’ascesa dei mondi, il cibo viene elevato

Spiegazione

L’uomo riceve la propria vita dal cibo perché fu creato per ultimo, dopo le piante e gli animali, la cui radice è anteriore e più elevata. Di Shabbos tutti i mondi ascendono, e anche il cibo ascende, ritornando alla propria radice.

כמו שהוא בשרשו ונמשך ממנו חיות להנפש מלמעלה למטה ע״י י״ב לחמים כו׳ וזהו ענין צדיק אוכל לשובע נפשו כי יש ב׳ אכילות הא׳ הוא לשובע נפשו.

così com’è nella propria radice, e da esso viene fatta discendere dall’Alto verso il basso la forza vitale per l’anima, attraverso i dodici pani, ecc. Questo è il significato di «Il giusto mangia per saziare la propria anima»; infatti vi sono due tipi di alimentazione: la prima è «per saziare la propria anima»,

Spiegazione

Così, invece di essere raffinato dall’uomo, il cibo riversa dall’Alto la propria forza vitale nella sua anima. Questo flusso avviene attraverso i dodici pani della tavola di Shabbos. È questo il significato di quanto dice il libro dei Proverbi: «Il giusto mangia per saziare la propria anima»: vi sono due tipi di alimentazione, e il primo consiste nel mangiare per saziare l’anima.

Il paragrafo 4 in breve

Il cibo trae vita da una radice più elevata di quella dell’uomo; per questo l’uomo dipende da esso. Di Shabbos quella radice si rivela e il cibo nutre l’anima dall’Alto: questo è il primo dei due tipi di alimentazione menzionati nei Proverbi.

Approfondimento

I dodici pani richiamano l’usanza dell’Arizal di disporre dodici pani sulla tavola di Shabbos, corrispondenti ai dodici pani della presentazione, e il canto di Shabbos con cui si apre questo maamar.

Marei mekomos

  1. 1
    צדיק אוכל לשובע נפשו . . ובטן רשעים תחסר · Proverbs 13:25

Due tipi di mangiare ¶5–6

5והב׳ הוא ובטן רשעים תחסר. לשובע נפשו הוא חיות הנפש הבאה מלמעלה. ובטן רשעים כו׳ היינו

e il secondo è «ma il ventre dei malvagi resterà privo». «Per appagare la sua anima» è la forza vitale dell’anima che viene dall’Alto. «Ma il ventre dei malvagi», ecc., significa

Spiegazione

Il secondo tipo di alimentazione è «il ventre dei malvagi resterà privo». Mangiare «per appagare l’anima» significa ricevere vita che viene fatta scendere dall’Alto. Ora viene spiegata la seconda metà del versetto.

כי רשעים הם החיצונים וע״י האכילה מבררים מהם חיל בלע ויקיאנו כי בכל מאכל יש תאוה שהוא שרש הקליפה

che «i malvagi» sono le forze esteriori e che, mediante il mangiare, [ciò che essi trattengono] viene estratto da loro e raffinato: «Ha inghiottito ricchezze e le vomiterà». Poiché in ogni cibo vi è una brama, che è la radice della scorza (kelipah);

Spiegazione

Qui «i malvagi» non sono persone, ma le forze esteriori, le forze che si oppongono alla santità. Mangiare sottrae loro ciò che trattengono, come dice Tzofar, l’amico di Iyov, del malvagio che «ha inghiottito ricchezze e le vomiterà». Il loro appiglio nel cibo è la brama che accompagna il mangiare, radice della kelipah.

וע״י שנכלל בגוף האדם ונעשה ממנו דם הנשלח ללב ומוח מתהפך לטוב בקדושה ע״י חיזוק הלב ומוח בעבודת ה׳ ועי״ז לוקח ממנו החיות שבזלעו״ז [שבזה לעומת זה] וזהו ובטן רשעים תחסר שנחסר החיות שבלעו. ומבטנו יורישנו אל.

e, quando viene assorbito nel corpo della persona e diventa sangue, che viene inviato al cuore e al cervello, si trasforma in bene, nella santità, grazie al rafforzamento del cuore e del cervello nel servizio di D‑o. In questo modo viene sottratta al lato opposto la forza vitale che vi si trova («l’uno opposto all’altro»); e questo è «ma il ventre dei malvagi resterà privo»: viene a mancare la forza vitale che aveva inghiottito. «D‑o lo espellerà dal suo ventre».

Spiegazione

Quando il cibo viene assorbito in una persona e diventa sangue che alimenta il cuore e la mente al servizio di D‑o, si trasforma in bene. La forza vitale che il regno opposto aveva inghiottito gli viene sottratta, così che «il ventre dei malvagi» resta privo di ciò che aveva inghiottito; come prosegue Iyov: «D‑o lo espellerà dal suo ventre».

Il paragrafo 5 in breve

Il tipo di alimentazione dei giorni feriali è una lotta: la vita santa presente nel cibo viene sottratta alla presa della kelipah e trasformata in bene, lasciando vuoto «il ventre dei malvagi».

Approfondimento

Le note di Kehot citano l’interpretazione del Tzemach Tzedek del versetto di Job, secondo cui esso si riferisce alla scintilla divina estratta dalle kelipos impure. L’espressione «l’uno opposto all’altro» proviene da Ecclesiastes 7:14: «D‑o ha fatto l’uno opposto all’altro»; la Chassidus la interpreta nel senso che la santità e il suo opposto sono posti l’una di fronte all’altro come controparti.

Marei mekomos

  1. 1
  2. 2
    חיל בלע ויקיאנו . . ומבטנו יורישנו אל · Job 20:15

6והנה האכילה שבחול שהיא בבחי׳ בירור הוא להיות ובטן רשעים תחסר. אבל האכילה שבשבת היא המשכה מלמעלה לשובע נפשו מחמת המאכל כמו שהוא בשרשו למעלה קודם שנפל בשבה״כ [בשבירת הכלים] שאין בו בירור.

Ora, il mangiare nei giorni feriali, che avviene in forma di raffinamento, ha lo scopo che «il ventre dei malvagi resti vuoto». Ma il mangiare di Shabbos è un flusso dall’Alto, «per saziare la sua anima», grazie al cibo così com’è alla sua radice in Alto, prima di cadere nella frantumazione dei recipienti, dove non c’è nulla da raffinare.

Spiegazione

Il riassunto: il mangiare nei giorni feriali è raffinamento, il cui scopo è svuotare «il ventre dei malvagi». Il mangiare di Shabbos è l’altro tipo: un flusso dall’Alto che «sazia l’anima», perché si ha a che fare con il cibo così com’è alla sua radice, come era prima di cadere nella frantumazione dei recipienti, dove non c’è nulla da raffinare.

Il paragrafo 6 in breve

Il paragrafo attribuisce le due parti del versetto: il mangiare nei giorni feriali al raffinamento, il mangiare di Shabbos a un flusso dalla radice intatta del cibo.

Marei mekomos

  1. 1

Nessuno scarto di Shabbos; le festività e i poveri ¶7–8

7וכמ״ש בזוהר פרש שבתכם לא קאמר שמה שנעשה מלמטה למעלה ע״י בירור כמו בימות החול יש בו פרש שהוא פסולת שהמובחר שולח ללב ולמוח והפסולת יורד למטה בקרביים ובני מעיים כו׳ וזהו הבירור

E come dice lo Zohar: non è detto «lo sterco dei vostri Shabbos». Infatti, ciò che avviene dal basso verso l’alto attraverso la raffinazione, come nei giorni feriali, contiene «sterco», cioè scarto: la parte migliore [parte] viene inviata al cuore e al cervello, mentre lo scarto scende negli organi interni e negli intestini, ecc.; questa è la raffinazione.

Spiegazione

Rimproverando i sacerdoti, il profeta Malachi dice in nome di D‑o: «Spargerò sterco sui vostri volti, lo sterco delle vostre festività»; lo Zohar osserva che non dice «lo sterco dei vostri Shabbos». Nei giorni feriali, il mangiare procede dal basso verso l’alto attraverso la raffinazione, e perciò lascia scarto: la parte migliore del cibo raggiunge il cuore e il cervello, mentre il resto viene espulso attraverso gli intestini. Questa separazione è la raffinazione.

אבל בשבת שהוא נעשה מלמעלה למטה אין בו פסולת כלל כי הפסולת הוא מעה״ד [מעץ הדעת] טו״ר [טוב ורע] ולמטה נעשה טו״ר [טוב ורע] בכל הבחי׳ ע״י אכילת אדה״ר [אדם הראשון] מעה״ד [מעץ הדעת] טו״ר [טוב ורע]

Ma di Shabbos, quando ciò avviene dall’alto verso il basso, non vi è affatto scarto; infatti, lo scarto deriva dall’Albero della Conoscenza del bene e del male, e in basso il bene e il male si manifestarono a ogni livello per effetto del fatto che Adam mangiò dall’Albero della Conoscenza del bene e del male.

Spiegazione

Il mangiare di Shabbos procede dall’alto verso il basso, e perciò non vi è scarto. Lo scarto appartiene alla mescolanza di bene e male che entrò in ogni livello quando Adam mangiò dall’Albero della Conoscenza.

וגם בכל אדם יש תערובת טו״ר [טוב ורע] כו׳ רק שאינו שוה בכל נפש יש שטוב שלו מרובה כו׳

Anche in ogni persona vi è una mescolanza di bene e male, ecc.; essa però non è uguale in ogni anima: in alcuni il bene è maggiore, ecc.,

Spiegazione

Anche le persone sono una mescolanza di bene e male, in proporzioni diverse: in alcuni il bene è maggiore.

וכן יש שטוב שלו הוא בבחי׳ זו כו׳ אבל בשבת אז תתענג על ה׳ למעלה מעה״ד [מעץ הדעת] ולא יגורך רע כלל.

e vi sono anche coloro il cui bene si trova a un certo livello, ecc. Ma di Shabbos, «allora ti delizierai in Havayah», al di sopra dell’Albero della Conoscenza, e «il male non dimorerà presso di Te» affatto.

Spiegazione

In altri, il bene raggiunge soltanto un certo livello. Di Shabbos, invece, il deliziarci è «in Havayah», in D‑o stesso, al di sopra dell’Albero della Conoscenza, dove «il male non dimorerà presso di Te» affatto.

רק ביו״ט [ביום טוב] כתיב פרש חגיכם לפי שביו״ט [שביום טוב] יש בו קצת בירור שהרי הותרה בו מלאכת אוכל נפש כאפיה ובישול כו׳

Solo a proposito delle festività è scritto «lo sterco delle vostre festività», perché durante una festività vi è una certa raffinazione, dal momento che sono permessi i lavori per la preparazione del cibo, come cuocere al forno e cucinare, ecc.,

Spiegazione

Malachi parla dello «sterco delle vostre festività» perché durante una festività ha luogo una certa raffinazione: sono permessi i lavori di cottura e di preparazione al forno per i pasti del giorno.

ואינו אסור רק קצירה וזריעה וחרישה כו׳ ולפי שהותרו קצת מלאכות באוכל נפש יש בו בירור ושייך פסולת והתקון הוא למחדי למסכני.

mentre sono vietati soltanto la mietitura, la semina e l’aratura, ecc. E poiché sono permessi alcuni lavori per la preparazione del cibo, durante la festività vi è raffinazione e quindi si applica il concetto di scarto. Il rimedio è «rallegrare i poveri».

Spiegazione

Restano vietati soltanto lavori come la mietitura, la semina e l’aratura. Poiché sono consentiti alcuni lavori per preparare il cibo, durante una festività vi è raffinazione e, di conseguenza, scarto. Lo Zohar indica il rimedio: «rallegrare i poveri».

כי שעת שמחה היא לשמח את הכל וכמ״ש ושמחת בחגך אתה והלוי והגר כו׳ לפי שהשמחה היא בחי׳ המתקת הדינין וצריך לשמח את כולם שיהיו כולם נכללים בבחי׳ שמחה.

Poiché un momento di gioia è [il momento] di rallegrare tutti, come è scritto: «E gioirai nella tua festività, tu… e il levita e lo straniero», ecc.; infatti, la gioia è il livello dell’addolcimento dei giudizi, e bisogna rallegrare tutti, affinché tutti siano inclusi nel livello della gioia.

Spiegazione

Un momento di gioia significa rendere felici tutti, come la Torah prescrive per la festività: «tu… e il levita e lo straniero». La gioia addolcisce i giudizi, le forze di rigore; perciò bisogna coinvolgere tutti nella gioia.

Il paragrafo 7 in breve

Basandosi sul passo dello Zohar riguardo allo «sterco delle vostre festività», il paragrafo mostra che soltanto il cibo assunto attraverso la raffinazione lascia scarto. Di Shabbos non ve n’è, mentre durante le festività, nelle quali sono consentiti i lavori per la preparazione del cibo, ve n’è; il rimedio è rallegrare i poveri.

Approfondimento

Il passo dello Zohar (2:88b) contrappone Shabbos alle festività: durante una festività bisogna condividere con i poveri, altrimenti il pasto diventa lo «sterco» di cui parla il profeta. L’Alter Rebbe fonda questa spiegazione sulla halachah: la «selezione» è vietata di Shabbos, mentre a Yom Tov sono permessi i lavori necessari alla preparazione del cibo.

Marei mekomos

  1. 1
    וכמ״ש בזהר · Zohar II, 88b
  2. 2
    אין בו פסולת כלל · ראה לקמן סה, סע״ב ואילך. סה״מ הנחות הר״פ ע׳ עד ואילך. סה״מ תקס״ח ע׳ לב. דרך מצותיך צ, א ואילך. צב סע״א ואילך. ד״ה והוא עומד תרס״ג. לקוטי לו״י לזח״ג ע׳ רג. לקו״ש חט״ז ע׳ 189.
  3. 3
  4. 4
    ולא יגורך רע · Psalms 5:5
  5. 5
    פרש חגיכם · Malachi 2:3
  6. 6
    ושמחת בחגך · Deuteronomy 16:14

8וכנודע ממי שהוא בשעת שמחה שאז רוצה שיהיו כולם שמחים שבזה נמתק הדין מאחר שמשוה את כולם.

Come è noto riguardo a chi si trova in un momento di gioia: allora desidera che tutti siano gioiosi; e in questo modo il giudizio si addolcisce, poiché rende tutti uguali.

Spiegazione

Chi è veramente felice desidera che anche tutti coloro che lo circondano siano felici. Portando tutti alla stessa gioia, addolcisce il giudizio, la misura rigorosa che separa e distingue.

אבל מאן דלא יהיב למסכני כו׳ אין הדין נמתק ונשאר הפרש ולכן העונש הוא מדה כנגד מדה שנותנין לו הפרש כי הוא גרם שישאר פסולת הפרש בעבור שלא המתיק הדין.

Ma [nel caso di] «chi non dà ai poveri», ecc., il giudizio non si addolcisce e lo «sterco» rimane. Perciò la punizione è misura per misura: gli danno lo «sterco», poiché ha fatto sì che il residuo, lo «sterco», rimanesse, non avendo addolcito il giudizio.

Spiegazione

Lo Zohar mette in guardia riguardo a chi non dà ai poveri durante la festa. Per lui il giudizio rimane non addolcito e lo «sterco» permane; perciò la punizione corrisponde all’azione: gli viene dato lo «sterco», poiché ha lasciato il residuo al suo posto non addolcendo il giudizio.

וזהו ביו״ט [ביום טוב] אבל בשבת אע״ג [אף על גב] דלא יהיב למסכני אין עונשו רב כי בשבת אין פרש כלל לפי שהוא רק בחי׳ המשכה שמלמעלה דלא יגורך רע כלל.

E questo vale per un giorno festivo. Ma di Shabbos, benché non dia ai poveri, la sua punizione non è grave, poiché di Shabbos non c’è affatto «sterco», essendo soltanto un livello di efflusso dall’Alto, dove «il male non dimora affatto presso di Te».

Spiegazione

Questo vale per le feste. Di Shabbos, persino chi non dà ai poveri non viene punito così severamente, perché Shabbos non ha affatto «sterco»: è soltanto un flusso dall’Alto, dove non dimora alcun male.

Il paragrafo 8 in breve

Il paragrafo spiega la punizione misura per misura descritta dallo Zohar: condividere la gioia addolcisce il giudizio ed elimina il residuo della festa, mentre non condividerla lo lascia permanere; Shabbos, non avendo alcun residuo, è esente da questa punizione.

Marei mekomos

  1. 1
    מאן דלא יהיב למסכני · Zohar II, 88b

Sottile e raddoppiato, ora e in futuro ¶9–11

9והנה המשכה זו היא בב׳ בחי׳ כפילא וקלישא. פי׳ קלישא היא המשכת יודי״ן ווי״ן שמיו״ד נעשה וי״ו שהיו״ד עצמה נמשכה ונעשית וי״ו.

Ora, questa discesa avviene in due modalità: kefila (raddoppiata) e kelisha (sottile). Spiegazione: kelisha è l’estendersi delle lettere yud e vav, poiché da una yud si forma una vav: la yud stessa si prolunga e diventa una vav.

Spiegazione

Il canto dello Shabbos descrive il flusso come «raddoppiato e sottile». L’Alter Rebbe spiega anzitutto «sottile»: si tratta delle lettere yud e vav. Una vav è semplicemente una yud prolungata verso il basso, una singola linea sottile.

כי לפי שהיו״ד הוא בחי׳ צמצום לכן יכול להיות ממנה המשכה בבחי׳ וי״ו מן היו״ד עצמה אבל הה׳ שהיא התפשטות אורך ורוחב.

Poiché la yud è il livello della contrazione (tzimtzum), da essa può dunque scaturire un’estensione sotto forma di vav, dalla yud stessa. Ma la hei, che è espansione in lunghezza e larghezza:

Spiegazione

La yud, un minuscolo punto, rappresenta il tzimtzum, la concentrazione della luce in un punto; perciò la yud stessa può prolungarsi in una vav, una linea che la trasmette verso il basso. La hei è diversa: si estende in lunghezza e larghezza, come mostra la sua forma.

Il paragrafo 9 in breve

Il paragrafo comincia a decodificare «raddoppiato e sottile»: la modalità sottile è una yud che si prolunga in una vav, mentre la hei, che si estende in larghezza e lunghezza, richiederà un diverso tipo di discesa.

Approfondimento

La yud e la vav, insieme alle due hei, sono le lettere del Nome Havayah. Il flusso «in due modalità» corrisponde così al Nome: la linea yud–vav e le hei, la cui ampia espansione non può discendere così com’è.

Marei mekomos

  1. 1
    פי׳ קלישא . . ביום ההוא יהי׳ · מובא באוה״ת בראשית כרך ז תתתא, ב.

10ואין התפשטו׳ [התפשטות] אורך ורוחב שלמעלה יכולה להתגלות למטה כמו שהוא למעלה בבחי׳ אורך ורוחב עד אין קץ כו׳ אלא ההמשכה היא בבחי׳ ה׳ אחרת למטה והיא בחי׳ המילוי של ה׳

l’espansione in lunghezza e larghezza che è in Alto non può essere rivelata in basso così com’è in Alto, nella modalità di una lunghezza e larghezza senza fine, ecc.; piuttosto, la discesa avviene nella modalità di un’altra hei in basso, e questo è l’aspetto del riempimento della hei,

Spiegazione

L’ampia espansione della hei così com’è in Alto, senza limiti in lunghezza e larghezza, non può essere rivelata in basso così com’è. Invece discende come «un’altra hei» in basso: la seconda hei che compone per esteso il nome della lettera, il suo «riempimento».

דהיינו כח הה׳ שהי׳ [שהיה] בהעלם למעלה. כי לעולם המילוי הוא מה שבהעלם ומה שבהעלם למעלה יצא מההעלם אל הגילוי למטה.

ossia il potere della hei che era nascosto in Alto. Poiché il riempimento è sempre ciò che è nascosto, e ciò che era nascosto in Alto è uscito dall’occultamento per giungere alla rivelazione in basso.

Spiegazione

Il riempimento di una lettera rappresenta sempre ciò che era nascosto in essa. Così, la seconda hei è il potere della hei superiore, che era occultato in Alto e ora è uscito dall’occultamento per manifestarsi in basso. Questa è la hei «raddoppiata» di Machpelah.

Il paragrafo 10 in breve

«Raddoppiata» significa che la hei non può discendere così com’è; perciò il suo potere nascosto si manifesta in basso come una seconda hei, il riempimento della lettera. Questo si ricollega alla hei raddoppiata di Machpelah, all’inizio.

Approfondimento

Nella grafia cabalistica delle lettere per esteso (milui), le lettere aggiunte esprimono il contenuto interiore e nascosto della lettera semplice. Qui il principio spiega come l’espansione infinita della hei superiore giunga fino a noi soltanto attraverso il suo riflesso, la hei del riempimento.

11והיינו בחי׳ כפיל׳ שהיא בחי׳ מילוי ההי״ן כנודע מענין המכפלה. אך כ״ז [כל זה] הוא שאנו מקבלים ההשפעה ע״י י״ב לחמים בזמן הזה

E questo è il livello della kefila (raddoppio), che consiste nel riempimento delle he, come è noto dal tema della Machpelah. Ma tutto questo vale [così] finché, nel tempo presente, riceviamo il flusso dell’influenza attraverso i dodici pani;

Spiegazione

Dunque, «raddoppiata» è la hei scritta con una seconda hei, il riempimento, come mostra la Grotta di Machpelah. Ma questa modalità raddoppiata appartiene al presente: descrive il modo in cui ora riceviamo il flusso di D‑o attraverso i dodici pani della tavola di Shabbos.

אבל לע״ל [לעתיד לבוא] יגלה לן טעמיה דבתריסר נהמי כו׳ ואזי לא יהיה בחי׳ כפילא כו׳ רק הה׳ עצמה שלמעלה יהי׳ [יהיה] לה גילוי למטה ג״כ ע״י כי יגלה לן טעמיה כו׳ וכמ״ש ביום ההוא יהיה כו׳:

ma nel tempo futuro «Egli ci rivelerà i motivi dei dodici pani», ecc., e allora non vi sarà il livello della kefila, ecc.; piuttosto, la hei stessa che è in Alto si rivelerà anche in basso, attraverso «Egli ci rivelerà i motivi dei dodici pani», ecc.; come è scritto: «In quel giorno [Havayah] sarà [Uno]», ecc.

Spiegazione

Nel tempo futuro la preghiera del canto sarà esaudita: D‑o «rivelerà i motivi dei dodici pani». Allora non ci sarà più bisogno della modalità raddoppiata; la hei superiore stessa si rivelerà in basso, come dice Zechariah di quel giorno, quando D‑o e il Suo Nome saranno uno.

Il paragrafo 11 in breve

Il primo maamar si conclude collocando il «raddoppio» nel tempo: ora la hei superiore ci raggiunge soltanto attraverso il suo riempimento, ma nel tempo futuro la hei superiore stessa si rivelerà in basso.

Approfondimento

Le note di Kehot rimandano al commento dell’Arizal sulla Grotta di Machpelah nel suo Likkutei Torah su Chayei Sarah e a Meorei Or, un lessico cabalistico, per la hei raddoppiata. L’Arizal interpreta il «sarà» (yihyeh) di Zechariah come l’ascesa futura delle lettere inferiori del Nome, vav e hei, al livello di quelle superiori, yud e hei (Likkutei Torah, Bamidbar 10:16).

Marei mekomos

  1. 1
    כנודע מענין המכפלה · לקו״ת מהאריז״ל פ׳ ח״ש. מאו״א מ, כג. ראה אוה״ת פ׳ חיי שרה כרך ד תשעז, ב. שם כרך ז תתת, ב. תתתא, ב ושם אין תי׳ אלו.
  2. 2
    ביום ההוא יהי׳ · Zechariah 14:9

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Nell’avodah

Nei giorni feriali, mangia in modo che la forza ricevuta dal cibo sia impiegata per servire D‑o: fervore nel cuore e una mente salda, capace di contemplare la Sua grandezza; così il cibo viene raffinato e la kelipah che vi è dentro viene svuotata. Di Shabbos, il mangiare è una delizia in D‑o, attinta dall’Alto. Durante una festività, condividi la gioia con i poveri, il levita e lo straniero, perché una gioia che include tutti addolcisce i giudizi; chi non dà ai poveri lascia al suo posto lo «scarto».

Domande di discussione

  1. Se è l’uomo a raffinare il cibo, perché il maamar afferma che la radice del cibo è più elevata della sua? In che modo «dietro» e «davanti» rispondono a questa domanda?
  2. Quali sono i due tipi di mangiare in «Il giusto mangia per saziare la sua anima, ma il ventre dei malvagi resterà privo», e quale dei due appartiene a Shabbos?
  3. Perché durante una festività vi sono «scarti», mentre di Shabbos non ve ne sono, e perché rallegrare i poveri è il rimedio?
  4. Perché una yud può prolungarsi in una vav a partire da se stessa, mentre la hei superiore può discendere soltanto come il proprio riempimento, un’altra hei?
  5. Che cosa cambierà in futuro, quando «Egli ci rivelerà i motivi dei dodici pani»?

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Indice

Torah Ohrתורה אור

Parashot Chayei Sarahחיי שרה

  1. 1יגלה לן טעמיה כו׳Il tema del campo di Machpelah
  2. 2להבין ענין משארז״ל יפה שעה אחת…Per comprendere l’insegnamento dei nostri Maestri: «Meglio un’ora…»
  3. 3לשון אדמו״ר נ״ע בעצמוLe parole stesse del nostro maestro
  4. 4ויצא יצחק לשוח בשדה כו׳«E Yitzchak uscì per lasuach nel campo»