Torah Ohr · Parashot Vayeitzei · Maamar 5
וישכם לבן בבקר וינשק לבניו ולבנותיו ויברך אתהם כו׳
«E Lavan si alzò di buon mattino, baciò i suoi figli e le sue figlie»
Inizia il maamar Scarica il PDFPDF · 420 KB
Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
La rivelazione aperta della Divinità operata dai Patriarchi raggiunge le anime comuni attraverso il livello delle Tribù: la compassione per la propria scintilla divina, risvegliata nella preghiera, fa discendere misericordia superna dal Candore Superno («Lavan»), al di là di tutti i mondi; questa viene poi portata nella Torah e nelle mitzvos nel corso della giornata.
Il maamar in breve
Il maamar inizia con gli attributi di grandezza e potenza, di forma femminile perché ricevono dalla Luce Infinita (Or Ein Sof). Attraverso i Patriarchi, il cui autoannullamento (bittul) li rese un carro, questi attributi si manifestarono nel loro amore e timore reverenziale (ahavah veyirah). Lo scopo è che questa rivelazione sia avvertita in ogni anima ebraica, e non resti soltanto una fede custodita nel pensiero, che il desiderio può influenzare. Tuttavia, i Patriarchi appartengono al Mondo dell’Emanazione (Atzilus), e la maggior parte delle anime non può sostenere la loro rivelazione. Essa raggiunge i mondi inferiori attraverso le Tribù, che prolungano i Patriarchi come un ramo è un’estensione dell’albero, e l’invocazione di Yeshayahu «Ritorna per amore delle tribù» esprime questa speranza nell’esilio. Il servizio delle Tribù consiste nell’avere compassione per la propria anima, risvegliata contemplando nella preghiera la grandezza di D‑o. Questo risveglio dal basso attira misericordia dall’Alto e fa giungere al cuore la conoscenza (Daas) come esperienza vissuta. Il legame stesso proviene dalla misericordia superna che è al di là della catena dei mondi: il Candore Superno, «Lavan». Il suo bacio e la sua benedizione sono quella misericordia che raggiunge le Tribù e i due mondi ogni mattina; essa si ritira dopo la preghiera, e Yaakov la porta nella Torah e nelle mitzvos.
Schema
- Grandezza e potenza come ricettoriGli attributi di grandezza e potenza ricevono dalla Luce Infinita; la sua rivelazione nell’amore di Avraham è un atto di umiltà divina.¶1–2
- I Patriarchi come carroAttraverso il bittul, i Patriarchi rivelarono gli attributi propri di D‑o; lo scopo è una rivelazione avvertita in ogni anima, oltre la fede instabile custodita nel pensiero.¶3–4
- Le Tribù portano la rivelazione verso il bassoLe anime radicate nei mondi inferiori ricevono la rivelazione dei Patriarchi attraverso le Tribù, le dodici estensioni dei tre Patriarchi, come mostra l’invocazione di Yeshayahu nell’esilio.¶5
- Compassione per l’animaIl servizio delle Tribù consiste nell’avere compassione per la propria scintilla divina, risvegliata contemplando nella preghiera la grandezza di D‑o; ciò attira misericordia dall’Alto e fa giungere al cuore una conoscenza (Daas) vissuta.¶6–7
- Lavan, il Candore SupernoIl legame tra il basso e l’Alto proviene dalla misericordia superna che è al di là di tutti i mondi, il Candore Superno immutabile; ogni frase del versetto descrive il suo fluire nella preghiera del mattino e il suo proseguimento nella Torah e nelle mitzvos.¶8–9
Concetti chiave
- I Patriarchi come carroהאבות הן הן המרכבה
- I Patriarchi erano interamente in bittul di fronte alla volontà di D‑o, come un carro rispetto a chi lo guida; così gli attributi propri di D‑o si manifestarono nel loro amore e timore reverenziale (ahavah veyirah).
- Il livello delle Tribùבחינת ומדרגת השבטים
- L’estensione della rivelazione dei Patriarchi nei mondi inferiori, in una forma che ogni anima ebraica può sostenere; shevet significa sia «ramo» sia «trarre fuori».
- Compassione (rachmanus)רחמנות
- Compassione per la scintilla divina dell’anima, caduta dalla sua fonte; è l’attributo di Yaakov nel suo raggiungere le Tribù, e procede di pari passo con la conoscenza (Daas).
- Risveglio dal basso e dall’Altoאתערותא דלתתא ואתערותא דלעילא
- L’iniziativa umana che suscita una risposta divina; qui, la compassione risvegliata nella preghiera fa discendere misericordia superna.
- Daas come consapevolezza vissutaדעת והרגשה
- La conoscenza di D‑o avvertita nel cuore come se Lo si vedesse, che rende salda la volontà, a differenza della fede custodita soltanto nel pensiero.
- Il Candore Supernoלובן העליון
- Il «Lavan» della santità: la luce dell’essenza di D‑o, simile al bianco, che è la cosa stessa anziché una tintura; la fonte della misericordia superna al di là della catena dei mondi.
- Anellati e punteggiatiעקודים ונקודים
- Nomi di livelli che esistono soltanto nel loro discendere; nella loro fonte non hanno un’esistenza separata, perciò la fonte può trasformare l’uno nell’altro senza mutare.
Grandezza e potenza come ricettori ¶1–2
«Lavan si alzò di buon mattino, baciò i suoi figli e le sue figlie e li benedisse, ecc.»
Il maamar si apre con il versetto che descrive la partenza di Lavan da Yaakov dopo il patto tra loro; in seguito lo leggerà come descrizione di un livello superno.
בלשון3 נקבה שהם בחי׳ מקבלים מאור א״ס ב״ה כי באור א״ס ב״ה בעצמו לא שייך לשון גדולה שבמקום גדולתו כו׳.45
Ora, è scritto: «A Te, Havayah, appartengono la grandezza e la potenza, ecc.», al femminile, poiché esse sono il livello di chi riceve dalla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia; infatti, alla Luce Infinita stessa, benedetto Egli sia, non si applica il termine «grandezza», poiché «nel luogo della Sua grandezza, ecc.».
Quindi cita la lode di David: «A Te, Havayah, appartengono la grandezza e la potenza». Le parole ebraiche gedulah (grandezza) e gevurah (potenza) sono femminili, e il femminile indica chi riceve: questi attributi ricevono la loro luce dalla Luce Infinita. La Luce Infinita stessa non è detta «grande», poiché, come dicono i Saggi, dove trovi la Sua grandezza trovi la Sua umiltà: ciò che chiamiamo la Sua grandezza è il Suo abbassarsi negli attributi.
L’apertura presenta il versetto da spiegare e introduce gli attributi della grandezza e della potenza come recipienti della Luce Infinita, anziché come la Luce Infinita stessa.
Il detto completo dei Saggi in Megillah afferma che ovunque la Scrittura menzioni la grandezza di D‑o, menziona accanto ad essa la Sua umiltà. Il paragrafo successivo si basa su questo, descrivendo la discesa della Luce Infinita nell’attributo di Avraham come un atto di umiltà divina.
Marei mekomos
- 1וישכם לבן בבקר · נוסחא שני׳ בסה״מ תקס״ד ע׳ יד. בבוך 755 רנו, א נמצא ביאור אחר המאמר. ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. ביאור באוה״ת כרך ה תתסט, א. ראה ד״ה וישכם לבן תשמ״ח.
- 2וישכם לבן בבקר · Genesis 32:1
- 3הגדולה והגבורה כו׳, בלשון · בסה״מ תקס״ד ע׳ יד: ”הגדולה כו׳ גדולה בה׳ לשון”.
- 4שבמקום גדולתו כו׳ · Megillah 31a:12–13
- 5לך ה׳ הגדולה · I Chronicles 29:11
2והנה גדולה היא מדת אברהם וכמ״ש ואגדלה שמך.1 וזהו שאומרים אלקי אברהם כו׳ ושבחו של הקב״ה הוא שכך ענוותנותו2 ית׳ כו׳ שנמשך ונתפשט אור א״ס ב״ה כ״כ [כל כך] עד שיהיה שורה ומתגלה במדת אברהם אוהבי3 כו׳.
Ora, la grandezza è la qualità di Avraham, come è scritto: «Renderò grande il tuo nome». E questa è [la spiegazione di] ciò che diciamo: «il D‑o di Avraham», ecc. La lode del Santo, benedetto Egli sia, consiste nel fatto che tale è la Sua umiltà, Egli sia benedetto, ecc.: la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, viene attratta verso il basso e si estende a tal punto da posarsi e rivelarsi nella qualità di Avraham, «che Mi ama», ecc.
La grandezza, vale a dire la benevolenza (Chesed), ossia una benevolenza espansiva, è la qualità di Avraham, come D‑o gli promise: «Renderò grande il tuo nome»; per questo la preghiera chiama D‑o «il D‑o di Avraham». L’Alter Rebbe considera un segno dell’umiltà di D‑o il fatto che la Sua Luce Infinita arrivi così in basso da posarsi e rivelarsi nell’amore di un essere umano, Avraham, che D‑o chiamò «colui che Mi ama».
Marei mekomos
- 1ואגדלה שמך · Genesis 12:2
- 2ושבחו של הקב״ה הוא שכך ענוותנותו · Megillah 31a
- 3אברהם אוהבי · Isaiah 41:8
I Patriarchi come carro ¶3–4
3והנה האבות הן הן המרכבה12 שהיו כל ימיהם בבחי׳ בטול כו׳ ועי״כ [ועל ידי כך] זכו להשראת השכינה אור א״ס ב״ה בגילוי ממש שיהיה אור א״ס ומדותיו הם המתגלים בנפשם3 אברהם אוהבי4 ופחד יצחק5 כו׳.
Ora, i Patriarchi stessi sono il carro, poiché per tutti i giorni della loro vita si trovarono in uno stato di autoannullamento (bittul), ecc.; e grazie a ciò meritarono che la Presenza divina (Shechinah), la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, dimorasse in loro in modo effettivamente manifesto, così che fossero la Luce Infinita e i suoi attributi a rivelarsi nelle loro anime: «Avraham, che Mi ama» e «il Timore di Yitzchak», ecc.
I Saggi dissero che i Patriarchi erano un «carro» per D‑o: proprio come un carro non ha una volontà propria indipendente dal suo conducente, essi furono interamente dediti a Lui per tutta la vita. Grazie a questo bittul, la Presenza divina dimorava apertamente in loro, così che il loro stesso amore e timore erano gli attributi divini stessi rivelati nelle loro anime: l’amore di Avraham e «il Timore di Yitzchak».
Il paragrafo spiega che il bittul completo dei Patriarchi li rese un carro nel quale la Luce Infinita e i suoi attributi erano rivelati apertamente.
Altrove in Torah Ohr i Patriarchi sono identificati con la benevolenza (Chesed), il rigore (Gevurah) e la bellezza (Tiferes) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus); per questo i loro attributi sono gli attributi divini stessi, e non un loro riflesso creato.
Marei mekomos
- 1האבות הן הן המרכבה · נסמן לעיל ד, ג. וראה לקמן עב, ד.
- 2האבות הן הן המרכבה · Bereshit Rabbah 47:6
- 3ומדותיו הם המתגלים בנפשם · באוה״ת פ׳ ואתחנן כרך ו ע׳ ב׳רסח יש הג״ה לכאן ”נ״ב ע׳ בד״ה וידבר אלקים כו׳ וארא אל אברהם [= תו״א נה, א] ובד״ה וארא אל אברהם [= תו״א נו, א] ובד״ה להבין ענין האבות הן הן המרכבה [= תו״א עג, א] עכ״ה.
- 4אברהם אוהבי · Isaiah 41:8
- 5ופחד יצחק · Genesis 31:42
4והן הן מדות גדולותיו וגבורותיו של הקב״ה עצמו שנמשך ונשתלשל למטה על ידיהם להיות1 גילוי אור א״ס ב״ה בכלל נפשות ישראל בבחי׳ גילוי ממש ולא במחשבה בעלמא שכל ישראל מאמינים2 בני מאמינים3 כו׳
E queste sono proprio le qualità della grandezza e della potenza del Santo stesso, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), che per loro tramite furono attratte e si dispiegarono verso il basso, affinché la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, si rivelasse nelle anime d’Israele nel loro insieme, con una rivelazione effettiva e non soltanto nel pensiero, poiché tutti gli Israeliti sono «credenti, figli di credenti», ecc.
L’amore e il timore dei Patriarchi sono le qualità della grandezza e della potenza proprie di D‑o; per loro tramite furono attratte verso il basso, affinché la Luce Infinita potesse rivelarsi in tutte le anime ebraiche. Lo scopo è una rivelazione effettiva, percepita, e non soltanto la fede astratta che ogni ebreo possiede in quanto «credente, figlio di credenti».
כי המחשבה היא ברשותו של אדם אל כל אשר יחפוץ יטנו4 והחפץ ימלא את לבו ומחשבתו להטותה פעמים כך ופעמים כך.
Perché il pensiero è sotto il controllo della persona: «dove desidera, lo volge»; e il desiderio può riempirle il cuore e il pensiero, orientandolo ora in un modo e ora in un altro.
La fede mantenuta soltanto nel pensiero non è salda, perché il pensiero segue il desiderio, che lo tira ora da una parte, ora dall’altra. L’espressione «dove desidera, lo volge» è ripresa dal versetto sul cuore del re, che è in mano a D‑o.
Il paragrafo indica lo scopo: che le qualità divine rivelate nei Patriarchi si rivelino come esperienza percepita in ogni anima ebraica, poiché la semplice fede nel pensiero è instabile.
Il contrasto tra fede e conoscenza percepita anticipa il successivo punto del maamar: la conoscenza (Daas), in quanto consapevolezza percepita nel cuore, dipende dalla compassione.
Marei mekomos
- 1וגבורותיו — ידיהם להיות · בבוך תקצ״ה: ידיהם אבל להיות.
- 2שכל ישראל מאמינים · Shabbat 97a:4
- 3שכל ישראל מאמינים בני מאמינים · Shemot Rabbah 23:2
- 4אל כל אשר יחפוץ יטנו · Proverbs 21:1
Le Tribù portano la rivelazione verso il basso ¶5
5וצריך שיהיה החפץ והרצון תקוע במקום נאמן1 והוא ע״י הדעת והכרה בבחי׳ הרגשה כאלו רואה כו׳ וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] על אברהם אבינו ע״ה [עליו השלום] שהכיר את בוראו23 כו׳.
E il desiderio e la volontà devono essere saldamente fissati «in un luogo sicuro»; ciò avviene attraverso la conoscenza (Daas) e il riconoscimento, come una percezione vissuta, come se si vedesse, ecc.; come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria, riguardo ad Avraham nostro padre, pace su di lui: egli riconobbe il suo Creatore, ecc.
Perché la fede sia salda, la volontà deve essere fissata «in un luogo sicuro»; ciò avviene attraverso Daas: un riconoscimento interiore di D‑o, vivido come se Lo si vedesse. Avraham ne è il modello, poiché i Saggi dicono che riconobbe il suo Creatore grazie alla propria comprensione.
אך המשכת גילוי זה מבחי׳ מעלת ומדרגת האבות עצמם כו׳ כי האבות היו בבחי׳ מרכבה דאצי׳ דאיהו וגרמוהי חד ולא כל נפש תוכל שאת גילוי זה.
Tuttavia, la trasmissione verso il basso di questa rivelazione dal livello e dal grado dei Patriarchi stessi, ecc. [non è accessibile a ogni anima]; infatti i Patriarchi erano un Carro del [Mondo dell’Emanazione (Atzilus)], dove «Egli e i Suoi recipienti» (ihu vegarmohi) sono uno, e non ogni anima può sostenere una rivelazione simile.
La rivelazione dei Patriarchi stessi proviene da Atzilus, il mondo in cui D‑o e i Suoi attributi sono uno; le anime comuni non possono contenere una rivelazione di tale intensità. Occorre dunque qualcosa che la porti a un livello che esse possano ricevere.
אבל להיות גילוי זה נמשך ונשתלשל בבי״ע ששם מושרשות נפשות כלל ישראל הוא ע״י בחי׳ ומדרגת השבטים
Ma affinché questa rivelazione venga trasmessa e discenda in [ciascuno dei] tre mondi: il Mondo della Creazione (Beriah), il Mondo della Formazione (Yetzirah) e il Mondo dell’Azione (Asiyah), dove sono radicate le anime di tutto Israele, ciò avviene attraverso il livello e il grado delle Tribù.
La maggior parte delle anime ebraiche è radicata nei mondi inferiori di Beriah, Yetzirah e Asiyah. La rivelazione le raggiunge attraverso il livello delle Tribù, i figli di Yaakov.
כי שבט הוא לשון המשכה כמו כוכבא דשביט45 וגם לשון שבט וענף מן האילן הגדול שהם6 בבחי׳ מרכבה לעלמא דאתגליא בבחי׳ (הים)
Infatti shevet [tribù] è un termine che indica il trarre fuori, come in kochva deshavit [cometa], ed è anche il termine per indicare una verga e un ramo del grande albero.
La parola shevet [tribù] suggerisce il trarre fuori, come nell’espressione aramaica kochva deshavit [cometa], la cui luce si prolunga verso l’esterno; significa anche una verga o un ramo che cresce da un grande albero.
Poiché sono un Carro per il mondo rivelato (alma de’isgalya), nella modalità del (Mare) «che stava su dodici buoi», i quali sono le dodici Tribù, corrispondenti alle quattro Chayos [creature viventi] del Carro, al volto di un uomo, ecc.
Le Tribù sono un Carro per «il mondo rivelato» (in Kabbalah, Malchus, da cui procedono i mondi inferiori), come il Mare di rame nel Tempio di Shlomo, che poggiava su dodici buoi: le dodici Tribù, corrispondenti ai quattro volti delle Chayos nella visione del Carro di Yechezkel. Come i buoi sostenevano il Mare, così le Tribù portano in basso la rivelazione dei Patriarchi.
וכל א׳ כלול מג׳ אבות10 הרי י״ב ומשם נמשך השפעת והמשכת גילוי אלקותו ית׳ בכלל הנפשות של ישראל שבחי׳ ומדרגת השבטים יכולים כל ישראל שאת בנפשם.
E ciascuna comprende i tre Patriarchi, per un totale di dodici; da lì fluiscono l’influsso e la trasmissione verso il basso della rivelazione della Sua Divinità, benedetto Egli sia, nelle anime di Israele nel loro insieme; infatti, il livello e il grado delle Tribù può essere sostenuto da tutto Israele nelle proprie anime.
Ciascuno dei quattro volti comprende tutti e tre i Patriarchi, per un totale di dodici, il numero delle Tribù. Attraverso questo livello, che ogni ebreo può sostenere, la rivelazione della Divinità fluisce in tutte le anime ebraiche.
וזהו שאמר הנביא על הגלות (ונתקן בתקון חצות) למה תתענו11 ה׳ מדרכך תקשיח לבנו מיראתך שוב למען עבדיך12 שבטי נחלתך.
E questo è ciò che il profeta disse riguardo all’esilio (e fu inserito nel Tikkun Chatzos [lamento di mezzanotte]): «Perché, Havayah, ci fai deviare dalle Tue vie e indurisci il nostro cuore, allontanandolo dal Tuo timore? Ritorna per amore dei Tuoi servi, delle tribù della Tua eredità».
Il versetto di Yeshayahu, recitato nel lamento notturno Tikkun Chatzos, chiede perché D‑o ci lasci deviare dalle Sue vie e dal Suo timore, e implora che ritorni per amore delle Tribù. L’Alter Rebbe lo interpreta come un lamento sull’esilio che trova speranza nelle Tribù.
פי׳ מדרכך מדת אברהם שנאמר עליו (בראשית יא) הלוך ונסוע הנגבה13 כו׳ ומיראתך מדת יצחק כו׳
Spiegazione: «Dalle Tue vie» è l’attributo di Avraham, del quale è detto (Bereishis 11): «andando e viaggiando verso sud», ecc.; e «dal Tuo timore» è l’attributo di Yitzchak, ecc.
«Le Tue vie» significa l’attributo di Avraham, poiché di Avraham è detto che «andava e viaggiava»; «il Tuo timore» indica l’attributo di timore reverenziale di Yitzchak. La citazione è in Bereishis 12:9, sebbene il testo indichi il capitolo 11.
וקובל הנביא למה תתענו ותקשיח לבנו ממדת אברהם ויצחק להיות רחוקים מאור פני ה׳ שיתגלה עלינו ולהיות בגלות אדום הם ענייני עוה״ז כו׳
E il profeta si lamenta: «Perché ci fai errare e indurisci il nostro cuore, allontanandolo dalla qualità di Avraham e Yitzchak, così che siamo lontani dalla luce del volto di D‑o che si rivela su di noi e ci troviamo nell’esilio di Edom, che consiste nelle vicende di questo mondo, ecc.?»
Il profeta si lamenta che nell’esilio di Edom, cioè nell’immersione nelle preoccupazioni mondane, siamo separati dalla rivelazione dell’amore e del timore reverenziale dei Patriarchi e dalla luce del volto di D‑o.
על כל פנים שוב למען עבדיך שבטי נחלתך כלומר שעם היות שבחי׳ מעלות ומדרגת האבות עצמם אינו שורה ומתגלה בנפש האדם בגלות אבל ע״י14 השתלשלו׳ [השתלשלות] בחי׳ ומעלת השבטים יוכל להיות גילוי זה בכל נפש מישראל:1516
In ogni caso: «Ritorna per amore dei Tuoi servi, delle tribù della Tua eredità»; cioè, sebbene il livello e il grado dei Patriarchi stessi non dimorino e non si rivelino nell’anima di una persona in esilio, tuttavia, attraverso la discesa (hishtalshelus) del livello e del grado delle Tribù, questa rivelazione può essere presente in ogni anima d’Israele.
Anche quando il livello dei Patriarchi stessi non può dimorare in un’anima in esilio, il profeta chiede a D‑o di ritornare «per amore delle tribù». Attraverso il livello delle Tribù, che prolunga verso il basso quello dei Patriarchi, la rivelazione può comunque raggiungere ogni anima ebraica.
Il paragrafo spiega che la sublime rivelazione dei Patriarchi raggiunge le anime comuni, radicate nei mondi inferiori, soltanto attraverso il livello delle Tribù; alla luce di ciò, interpreta il lamento di Yeshayahu sull’esilio.
La glossa di Or HaTorah citata nelle note rimanda ai dodici «confini diagonali» della Kabbalah, attraverso i quali soltanto amore e timore possono essere trasmessi in basso. Likkutei Torah (Ha’azinu 77d) collega i volti del Carro agli accampamenti delle Tribù, attraverso i quali la rivelazione della Presenza divina (Shechinah) discende, suddivisa, durante l’esilio.
Marei mekomos
- 1תקוע במקום נאמן · Isaiah 22:23
- 2אברהם אבינו ע״ה שהכיר את בוראו · Nedarim 32a:17–19
- 3אברהם אבינו ע״ה שהכיר את בוראו · Mishneh Torah, Foreign Worship and Customs of the Nations 1:3
- 4כוכבא דשביט · Berakhot 58b:11
- 5כוכבא דשביט · Zohar, Pinchas 65:381–67:390
- 6(הים) · בבוך תקצ״ה (רנה, א): והים, בלי סוגריים.
- 7(הים) עמד על י״ב בקר · I Kings 7:25
- 8ולא כל נפש תוכל שאת גילוי זה . . י״ב שבטים כנגד ארבע חיות המרכבה כו׳ · מובא באוה״ת פ׳ ואתחנן כרך ו ע׳ ב׳רסח ומוסיף שם ”נ״ב. ע׳ בד״ה כנשר יעיר [= לקו״ת פ׳ האזינו עז, ד] ובד״ה ויקהל משה בענין כשם שאין בלבך אלא אחד כך אין בלבנו אלא אחד, ועיין ביאור ואלה המשפטים [= תו״א עו, ב] בענין וזרעתי את בנ״י זרע אדם וזרע בהמה. וע׳ בה״ז פ׳ במדבר על המאמר דקי״ח ע״ב, וע׳ בד״ה מחר חדש [= סה״מ תקס״ז ע׳ מט ואילך] בענין פי׳ י״ב גבולי אלכסון שעי״ז דוקא יוכל לבוא המשכות אהוי״ר למטה” ע״ש. ראה גם מאמרי אדה״ז תק״ע ע׳ קג. אוה״ת שמות ע׳ מט.
- 9פני אדם · בבוך הנ״ל: פני שור.
- 10וכל א׳ כלול מג׳ אבות · ראה לעיל כג, א.
- 11למה תתענו ה׳ מדרכך · Isaiah 63:17
- 12כי האבות . . שוב למען עבדיך · ראה אוה״ת בראשית ח, ב. פ׳ משפטים ע׳ א׳רפב. פ׳ מטות ע׳ א׳רצה.
- 13הלוך ונסוע הנגבה · Genesis 12:9
- 14אבל ע״י השתלשלות בחי׳ ומעלת השבטים · ראה לקו״ש כרך ו ע׳ 11 הערה 40.
- 15כלומר שעם היות שבחי׳ מעלות . . גילוי זה בכל נפש מישראל · מובא באוה״ת שה״ש ע׳ סג ע״ש.
- 16
Compassione per l’anima ¶6–7
6והנה מדתו של יעקב1 אבינו ע״ה [עליו השלום] היא בחי׳ הרחמים העליונים שאפילו על כל עולמות2 שייך ונופל3 בחינת הרחמנות כו׳
Ora, la qualità di nostro padre Yaakov, la pace sia su di lui, è il livello delle misericordie superne, poiché la qualità della compassione si applica e ha attinenza persino a tutti i mondi, ecc., come viene spiegato altrove.
La qualità di Yaakov è la misericordia superna, una compassione così vasta da applicarsi persino ai mondi più elevati. In confronto all’infinità di D‑o, anche essi sono come nulla; perciò anch’essi sono oggetto di compassione.
כמ״ש במ״א ומדרגות השבטים יוצאי ירך יעקב4 הם במדריגה שלמטה הימנו דהיינו לעורר רחמים רבים על ניצוץ אלקות השורה בנפשו
E i livelli delle Tribù, «uscite dai lombi di Yaakov», sono a un livello inferiore al suo; vale a dire, suscitare grande misericordia per la scintilla della Divinità che dimora nella propria anima,
Le Tribù, i figli di Yaakov, si trovano a un livello inferiore al suo; il loro servizio consiste nel suscitare grande misericordia per la scintilla della Divinità nella propria anima. È una forma di compassione che una persona comune può raggiungere.
ע״י התבוננותו בגדולת א״ס ב״ה איך שהוא רם ונשא5 וכולא קמיה כלא חשיבי6 ובטול כל הנבראים במקורם ובכללם גם נפשו כשהיתה במקור חוצבה חלק
mediante la contemplazione della grandezza dell’Infinito (Ein Sof), benedetto Egli sia: di quanto Egli sia elevato e sublime e di come «tutto davanti a Lui sia considerato come nulla», nonché dell’autoannullamento (bittul) di tutte le creature nella loro fonte; tra esse anche la propria anima, quando si trovava nella fonte da cui fu scolpita,
Il metodo consiste nella contemplazione: si considera quanto D‑o sia elevato, come tutta la creazione sia nulla davanti a Lui e come sia in uno stato di bittul nella propria fonte. Tra queste creature vi è anche la propria anima, che nella sua fonte fu scolpita da D‑o.
אלוה ממעל7 ממש שהיתה בטלה באור א״ס ממש ואיך ירדה פלאים8 מטה מטה מאיגרא רמא9 כו׳ ולפי רבוי ואריכות ההתבוננות כך תגדל הרחמנות ביתר שאת.10
«una parte di D‑o dall’Alto», proprio, quando si trovava in uno stato di bittul proprio nella Luce Infinita (Or Ein Sof); e come sia discesa prodigiosamente, sempre più in basso, «da un’altura elevata», ecc. E quanto più abbondante e prolungata sarà la contemplazione, tanto più crescerà la compassione, con intensità sempre maggiore.
Nella sua fonte, l’anima, «una parte di D‑o dall’Alto», era interamente assorbita nella Luce Infinita e poi è caduta «da un’altura elevata» in un corpo, in questo mondo. Più a lungo e in profondità si contempla questa discesa, più forte diventa la compassione per la propria anima.
ועד״ז נתקן כל סדר התפלה ובפסוד״ז [ובפסוקי דזמרה] שכמה פסוקים המספרים בשבחו ש״מ [של מקום] בעילוי אחר עילוי שמזה תגדל הרחמנות על ירידת הניצוץ וריחוקו מאור א״ס ב״ה כנ״ל.
E in questo modo è stato stabilito l’intero ordine delle preghiere; nei Pesukei deZimra molti versetti narrano le lodi dell’Onnipresente, benedetto Egli sia, in un’elevazione dopo l’altra; da ciò cresce la compassione per la discesa della scintilla e per il suo allontanamento da Or Ein Sof, benedetto Egli sia, come menzionato sopra.
Le preghiere sono state ordinate a questo scopo: i Pesukei deZimra, i salmi e i versetti di lode che aprono la preghiera mattutina, lodano D‑o con espressioni sempre più elevate. Più si coglie la grandezza di D‑o, più si avverte quanto lontano sia caduta la scintilla dell’anima e più cresce la compassione.
Il paragrafo distingue la misericordia superna, onnicomprensiva, di Yaakov dal livello delle Tribù: la compassione per la propria anima, suscitata contemplando la grandezza di D‑o, in particolare durante la preghiera.
Il capitolo 45 del Tanya descrive lo stesso servizio: suscitare grande misericordia, la qualità di Yaakov, per la scintilla della Divinità discesa nel corpo. L’Or HaTorah citato nelle note aggiunge che chi non riesce a provare compassione per i mondi superiori può comunque provarla per la discesa dell’anima nel corpo e nell’anima animale.
Marei mekomos
- 1והנה מדתו של יעקב · בבוך 1824: והנה בחי׳ ומדריג׳ השבטים שהם בני יעקב. באוה״ת מטות ע׳ א׳רצה מציין לכאן: ”שם [= כאן בתו״א] נת׳ ענין רחמים דיעקב הוא מה שבאמת שייך רחמנות אף על ג״ע העליון משום שכולא קמי כלא חשיב כו׳, וכשאינו משיג הרחמנות הנ״ל אעפ״כ משיג הרחמנות על ירידת הנשמה בגוף ונה״ב”. ע״ש.
- 2שאפילו על כל עולמות · בבוך 1824 נוסף: עליוני׳.
- 3שייך ונופל בחי׳ הרחמנות כו׳ כמ״ש במ״א · ”ע׳ בלקו״ת ד״ה כי ההרים ימושו מא, א וד״ה במדבר ג, א” — הג״ה בגליון התו״א.
- 4יוצאי ירך יעקב · Exodus 1:5
- 5רם ונשא · Isaiah 57:15
- 6וכולא קמיה כלא חשיבי · Zohar, Introduction 20:188–22:199
- 7חלק אלוה ממעל · Job 31:2
- 8ירדה פלאים · Lamentations 1:9
- 9מאיגרא רמא · Chagigah 5b:16–17
- 10ביתר שאת · Genesis 49:3
7והנה ע״י שמתעורר בחי׳ הרחמנות באתעדל״ת [באתערותא דלתתא] אתעדל״ע [אתערותא דלעילא] כמו למשל השבט וענף של אילן שכופפין אותו כו׳ אזי נמשך כל האילן.
Ora, quando la qualità della compassione viene risvegliata come un risveglio dal basso (isarusa dilesata), [ne consegue] un risveglio dall’Alto (isarusa dileila); come, per esempio, quando si piega la verga e il ramo di un albero, ecc., allora viene trascinato anche l’intero albero.
La compassione risvegliata in una persona è un «risveglio dal basso» e suscita un «risveglio dall’Alto», una risposta di D‑o. L’analogia è quella di un ramo: lo si piega e tutto l’albero viene trascinato con esso.
כך הוא ע״י אתעדל״ת [אתערותא דלתתא] זו שמבחי׳ ומדרגת השבטים גורם אתעדל״ע [אתערותא דלעילא] בחי׳ רחמים רבים להיות נמשך גילוי אור א״ס ב״ה ובחי׳ מעלות ומדרגות האבות בבחי׳ גילוי ממש בנפשו דהיינו בחי׳ דעת והרגשה כאילו רואה כו׳.
Così anche, attraverso questo risveglio dal basso, dal livello e dal grado delle Tribù, si provoca un risveglio dall’Alto, il livello della misericordia abbondante, cosicché venga fatta discendere la rivelazione della Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, e il livello dei ranghi e dei gradi dei Patriarchi, come rivelazione effettiva nell’anima; cioè il livello della conoscenza (Daas) e di una consapevolezza sentita, come se si vedesse, ecc.
Il livello delle Tribù, la compassione per la propria anima, è il ramo; quando viene risvegliato, fa discendere dall’Alto una grande misericordia. Questa misericordia porta nell’anima la rivelazione della Luce Infinita e del livello dei Patriarchi, percepita con la stessa vividezza di una visione.
וכמאמר אבינו אב הרחמן1 רחם נא עלינו ותן בלבנו בינה כו׳ שכדי להיות לבבנו מכון וכסא להשראת בינה ודעת בבחי׳ הרגשה בלב הוא ע״י הרחמנות
Come nella preghiera: «Nostro Padre, Padre misericordioso, abbi misericordia di noi e poni comprensione nei nostri cuori, ecc.»; perché il nostro cuore divenga dimora e trono per la presenza della comprensione (Binah) e di Daas, come consapevolezza sentita nel cuore, è necessario che vi sia compassione,
La preghiera «Nostro Padre, Padre misericordioso, abbi misericordia di noi e poni comprensione nei nostri cuori» mostra la sequenza: prima la misericordia, poi la comprensione. È la compassione a rendere il cuore una dimora adatta per Binah e Daas, vissute nel cuore.
כי הרחמנות והדעת תלוי זה בזה.2 וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] (ברכות לג.) כל מי שאין בו דעה3 כו׳:
poiché la compassione e Daas dipendono l’una dall’altra. Come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria (Berachos 33a): «Chiunque non abbia conoscenza, ecc.»
La compassione e Daas dipendono l’una dall’altra, come dissero i Saggi: «Chiunque non abbia conoscenza, è proibito averne compassione», collegando così le due cose.
Il paragrafo mostra come la compassione risvegliata dal basso faccia discendere la misericordia dall’Alto, la quale porta nell’anima la rivelazione dei Patriarchi come conoscenza percepita.
L’immagine del ramo gioca sul termine shevet (tribù), inteso come ramo dell’albero dei Patriarchi: tirando il ramo si trascina l’albero. Anche il Tanya, capitolo 45, collega la qualità della misericordia di Yaakov al servizio che fa discendere la divinità nell’anima.
Marei mekomos
- 1וכמאמר אבינו אב הרחמן · Tanya, Likkutei Amarim 45:1
- 2כי הרחמנות והדעת תלוי זה בזה · ראה לקו״א להה״מ סי׳ קצג (הוצאת קה״ת). ובאו״ת שם קטו, ד.
- 3
Lavan, il Candore Superno ¶8–9
8אך הנה גם לבחי׳ אתעדל״ע [אתערותא דלעילא] שיהי׳ [שיהיה] תלוי באתעדל״ת [באתערותא דלתתא] זו צ״ל בחי׳ המשכה מלמעלה והמשכה זו היא ממקור הרחמים עליונים שלמעלה מעלה מסדר ההשתלשלות ששם מקור ושרש הרחמים מה שאינו מושג ונתפס בסדר השתלשלות כלל
Tuttavia, anche perché il risveglio dall’Alto (isarusa dileila) dipenda da questo risveglio dal basso (isarusa dilesata), è necessario che vi sia un influsso dall’Alto; e questo influsso proviene dalla fonte delle Misericordie superne, che si trova molto, molto al di sopra dell’ordine della catena discendente dei mondi (hishtalshelus), poiché lì si trovano la fonte e la radice della misericordia, che non è affatto afferrabile né contenibile nell’ordine dell’hishtalshelus.
Anche la regola secondo cui il risveglio dall’Alto dipende dal risveglio dal basso deve provenire da qualcosa di più elevato. Essa proviene dalla fonte della misericordia superna, che si trova al di là dell’intera catena dei mondi e non può essere afferrata al suo interno.
וכמאמר אלקי עולם ברחמיך הרבים ברחמיך דייקא כו׳ וכמ״ש במ״א1 וזהו וישכם לבן2 בבקר3 פי׳ לבן דקדושה4 הוא בחי׳ לובן העליון דהיינו בחי׳ אור עצמותו
Come nella preghiera: «D‑o del mondo, nelle Tue abbondanti misericordie» — proprio «nelle Tue misericordie» — ecc.; e come viene spiegato altrove. E questo è [il significato di] «E Lavan si alzò di buon mattino». Spiegazione: Lavan della santità è il livello della Bianchezza Superna, vale a dire il livello della luce dell’essenza e dell’essere della Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia.
La preghiera del mattino di Shabbos dice: «D‑o del mondo, nelle Tue abbondanti misericordie»; l’enfasi su «Tue» misericordie rimanda alla misericordia propria di D‑o, al di là dei livelli ordinati. L’Alter Rebbe torna ora al versetto: «Lavan» significa bianco, e «Lavan della santità» è la Bianchezza Superna, la luce dell’essenza e dell’essere stessi della Luce Infinita.
ומהותו של אא״ס [אור אין סוף] ב״ה כמשל מראה וגוון לבן5 שאינו דומה לכל המראות וגוונים שהגוונים שלהם נתהוו ע״י צבע משא״כ מראה וגוון לבן הוא עצמות הדבר ומהותו שלא נשתנה ולא נתהוה ע״י צבע.
Come nell’analogia dell’aspetto e del colore bianco, che sono diversi da tutti gli [altri] aspetti e colori, i cui colori sono stati prodotti mediante una tintura; l’aspetto e il colore bianco, invece, sono l’essenza e l’essere stessi della cosa, che non è stata alterata né prodotta mediante una tintura.
Ogni altro colore è prodotto tingendo qualcosa, mentre il bianco è la cosa stessa, immutata. La Bianchezza Superna rappresenta dunque la Luce Infinita così com’è, prima di qualsiasi «colore» o qualità definita.
Il paragrafo riconduce l’intero processo alla misericordia superna, che è al di là della catena dei mondi, e la identifica con «Lavan», la Bianchezza Superna dell’essenza di D‑o.
Le note riportano una questione riguardo a questo livello: qui «Lavan» sembra corrispondere alla Corona (Keser), mentre fonti cabalistiche identificano Lavan con l’Abba superno (la sapienza, Chochmah); Or HaTorah e una sichah di Likkutei Sichos citata nelle note trattano la questione. Likkutei Torah su Acharei spiega che il bianco è il colore essenziale: le luci così come sono prima che entrino nei recipienti.
Marei mekomos
- 1שו״ה ברחמיך . . וכמ״ש במ״א · ”ע׳ לקמן [עט, ב]. וע׳ ד״ה שובה ישראל סח, א וע׳ סד״ה כנשר יעיר” — הג״ה על גיליון התו״א.
- 2וזהו וישכם לבן · בבוך 1824 סימן להתחלת קטע חדש.
- 3וישכם לבן בבקר · Genesis 32:1
- 4אך הנה . . לבן דקדושה · ראה אוה״ת במדבר בהוספות ע׳ א׳תקיג. ד״ה תמים תהי׳ תרל״ב: ”וע׳ בתו״א ס״פ ויצא בד״ה וישכם לבן משמע שלבן הוא בחי׳ כתר, ולכן הגם שבמאו״א אות למ״ד ס״ו כ׳ לבן אבא עילאה . . מ״מ לפי׳ רבינו ז״ל מ׳ שהוא בכתר, וכן בלק״ת ס״פ אחרי פי׳ גוון לבן שהוא גוון עצמי מורה על האורות כמו שהן קודם שנתלבשו בכלים”. ראה אוה״ת ויקרא כרך ב ע׳ תרלז, דכאן משמע שלובן העליון הוא בחי׳ כתר, ובמ״א משמע שהוא בחי׳ חכמה. נתבאר בלקו״ש חט״ו ע׳ 262.
- 5מראה וגוון לבן · ראה לקו״ת ס״פ אחרי. עטרת ראש יוהכ״פ פ״ה. דרך מצותיך פו, א. אוה״ת סוכות ע׳ תשיז. בארוכה יותר בסה״מ תקס״ד ע׳ טו.
9וכן הוא עד״מ אור א״ס ב״ה בעצמו ובכבודו דלית בי׳ [ביה] בחינת גוונין כלל דלית מחשבה תפיסא בי׳ [ביה]1 ואני ה׳ לא שניתי2 כתיב.
E così è, per analogia, per la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, in Sé stesso e nella Sua gloria: in Lui non vi è affatto alcun aspetto di colori, poiché «nessun pensiero può afferrarlo»; ed è scritto: «Io, Havayah, non sono cambiato».
L’analogia del bianco si applica ora alla Luce Infinita in Sé stessa: essa non ha «colori», cioè attributi definiti, e nessun pensiero può afferrarla. Il versetto «Io, Havayah, non sono cambiato» esprime che nulla in essa muta.
ולכן כתיב והחליף את משכורתי3 עשרת מנים אם כה יאמר נקדים4 כו׳. שכל הבחי׳ עקודים ונקודים נתהוו ונשתלשלו ממנו ובירידתם והשתלשלם הם נקראים בשם עקודים ונקודים
Perciò è scritto: «Egli cambiò il mio salario dieci volte: se diceva così, “I maculati”, ecc.». Tutti i livelli chiamati akudim [«ad anelli»] e nekudim [«maculati»] vennero all’esistenza e discesero da Lui; discendendo e sviluppandosi lungo una catena, vengono chiamati «akudim» e «nekudim».
Lavan cambiò il salario di Yaakov, passando dalle pecore maculate a quelle ad anelli, e viceversa. Nella Kabbalah, «akudim» e «nekudim» sono anche i nomi di prime fasi dell’emanazione divina, e vengono chiamati così soltanto mentre discendono dalla loro fonte.
משא״כ בראשיתם ומקורם הם בטלים ונכללים ואינם עולים בשם כלל ולכן יכול הוא להפך מבחי׳ עקודים לבחי׳ נקודים ומנקודים לעקודים ואין זה שינוי לפניו ית׳ כב״י [כביכול] מאחר
All’inizio e nella loro fonte, invece, sono in uno stato di autoannullamento e inclusione, e non hanno affatto un nome. Perciò Egli può trasformarli dal livello di akudim a quello di nekudim, e da nekudim ad akudim, senza che ciò comporti alcun cambiamento dinanzi a Lui, benedetto Egli sia, per così dire.
Nella loro fonte questi livelli sono completamente in uno stato di autoannullamento e non hanno un’identità o un nome separati. Ecco perché il Lavan superno può trasformarne uno nell’altro senza che Egli stesso subisca alcun cambiamento.
שהם בטלים במציאות ואינם עולים בשם כלל לא שייך שם שינוי כלל (וזלע״ז [וזה לעומת זה] לבן דקליפה מחליף משכורתו ממש ברמאות).56
Poiché non hanno alcuna esistenza autonoma e non hanno affatto un nome, non si può parlare in questo caso di cambiamento. (Al contrario, Lavan della scorza (kelipah) cambia davvero il suo salario con l’inganno.)
Quando qualcosa non ha un’esistenza propria, trasformarlo da una forma all’altra non costituisce affatto un cambiamento. La parentesi contrappone a questo il Lavan della scorza (kelipah) del racconto, il cui cambiamento del salario fu un vero e proprio inganno.
והנה בחינת לבן דקדושה כנ״ל שם הוא מקור הרחמים העליונים מה שלמעלה מעלה מסדר ההשתלשלות ואתערותא דילי׳ [דיליה] בבוקר דאברהם בחי׳ חסד
Ora, il livello del Lavan della santità, come menzionato sopra, è la fonte delle Misericordie superne, molto, molto al di sopra dell’ordine della catena discendente dei mondi (hishtalshelus); il suo risveglio avviene «al mattino» di Avraham, il livello della benevolenza (Chesed), come è scritto (Bereishis 22): «E Avraham si alzò presto al mattino».
Il Lavan della santità è la fonte della misericordia superna, al di là dell’intera catena dei mondi. Essa si risveglia «al mattino», il tempo di Avraham e del suo attributo di benevolenza, come dice la Torah: «E Avraham si alzò presto al mattino», quando si recò all’Akeidah [la legatura di Yitzchak].
כמ״ש (בראשית כב) וישכם אברהם בבקר78 להמשיך רחמים להיות אתעדל״ע [אתערותא דלעילא] תלוי באתעדל״ת [באתערותא דלתתא] המשכת הרחמים היא בבחי׳ חסד דאברהם.
[Questo serve] a far discendere la misericordia, affinché il risveglio dall’Alto (isarusa dileila) dipenda dal risveglio dal basso (isarusa dilesata); la discesa della misericordia avviene nell’aspetto della benevolenza di Avraham.
Attraverso la benevolenza di Avraham, la misericordia superna viene fatta discendere, affinché una risposta dall’Alto segua un risveglio dal basso.
וכמאמר אהבת עולם אהבתנו כו׳ אבינו אב הרחמן כו׳. וזהו וינשק לבניו9 הם הם בחי׳ השבטים (שהם בני בניו ובני בנים הרי הם כבנים)101112
Come nella preghiera: «Con amore eterno ci hai amati, ecc.; Padre nostro, Padre misericordioso, ecc.». E questo è [il significato di] «ed egli baciò i suoi figli»: questi sono il livello delle Tribù (poiché sono i figli dei suoi figli, e i figli dei figli sono come figli), il livello della discesa del risveglio dall’Alto, come menzionato sopra.
La benedizione del mattino «Con amore eterno ci hai amati… Padre nostro, Padre misericordioso» unisce l’amore (Chesed) alla misericordia. «Ed egli baciò i suoi figli» si riferisce alle Tribù, i nipoti di Lavan, poiché i nipoti sono considerati come figli; esse rappresentano la discesa del risveglio dall’Alto.
בחי׳ המשכת אתעדל״ע [אתערותא דלעילא] כנ״ל ובנותיו הן הן לאה ורחל עלמא דאתכסייא ועלמא דאתגלייא שלכל בחי׳ הללו נמשך בחי׳ לבן העליון בבחינת נשיקין ואתדבקות רוחא ברוחא.1314
«E le sue figlie»: queste sono Leah e Rachel, alma de'iskasya [il mondo nascosto] e alma de'isgalya [il mondo rivelato]; a tutti questi livelli discende il livello del Lavan superno, mediante baci e «l’unione di spirito con spirito»:
«Le sue figlie», Leah e Rachel, sono il mondo nascosto e il mondo rivelato (come spiegato in precedenza in Vayetzei: il mondo del pensiero e il mondo della parola); il Lavan superno raggiunge ciascuno di essi come un bacio, in cui lo spirito si unisce allo spirito.
לכל המשפיעים שהם בחי׳ בניו והמקבלי׳ [והמקבלים] שהם בחי׳ בנותיו שיהי׳ [שיהיה] נשפע ונמשך בהם בחי׳ רחמים עליונים להיות אתעדל״ע [אתערותא דלעילא] תלוי באתעדל״ת [באתערותא דלתתא]. ויברך אתהם כו׳.
a tutti coloro che trasmettono influenza, che sono il livello dei «suoi figli», e a coloro che la ricevono, che sono il livello delle «sue figlie», affinché il livello delle misericordie superne venga conferito e fatto discendere in loro, così che il risveglio dall’Alto (isarusa dileila) dipenda dal risveglio dal basso (isarusa dilesata).
I figli rappresentano coloro che trasmettono influenza e le figlie coloro che la ricevono; la misericordia superna fluisce in entrambi, affinché la risposta di D‑o dipenda dal risveglio umano.
ענין הברכה כמ״ש (שם א) ויברך אתם אלקים ויאמר להם15 כו׳ ומלאו את הארץ וכבשה כו׳. דהיינו שיהי׳ [שיהיה] תוספת ברכה והמשכה למטה עד דאתהפכא חשוכא לנהורא.
«E li benedisse, ecc.»: il significato della benedizione è quello espresso da quanto è scritto (ivi 1): «E D‑o li benedisse e disse loro, ecc.: riempite la terra e sottomettetela, ecc.»; ossia, che vi siano un incremento della benedizione e una sua emanazione verso il basso, finché l’oscurità si trasformi in luce.
«E li benedisse»: nella Torah la benedizione significa incremento, come nella prima benedizione data all’umanità, «riempite la terra e sottomettetela». Qui significa far discendere la Divinità sempre più in basso, finché persino l’oscurità si trasformi in luce.
וכמ״ש (שם יב) ונברכו בך כל16 משפחות האדמה ובזרעך17 שיהיו נברכים ונכללים כל בחי׳ הניצוצים שנפלו בשבה״כ [בשבירת הכלים] בקדושתו של זרע יעקב.
E come è scritto (ivi 12): «Tutte le famiglie della terra saranno benedette attraverso di te» e «attraverso la tua discendenza»: tutte le scintille cadute nella frantumazione dei recipienti saranno benedette e incluse nella santità della discendenza di Yaakov.
La promessa di D‑o che tutte le famiglie della terra sarebbero state benedette attraverso Avraham e la sua discendenza viene interpretata come il radunarsi delle scintille cadute. Secondo la Kabbalah, quando si frantumarono i recipienti primordiali, scintille di santità caddero nel mondo; esse vengono elevate nella santità dei discendenti di Yaakov.
וילך וישב לבן למקומו שזמן הארת בחי׳ זו היא בבוקר זמן תפלת השחר אבל אחר התפלה מסתלק הארה זו
«E Lavan andò e tornò al suo luogo»: poiché il tempo dell’illuminazione di questo livello è il mattino, l’ora della preghiera del mattino; ma dopo la preghiera questa illuminazione si ritira.
«Lavan andò e tornò al suo luogo» significa che questa illuminazione superna risplende durante la preghiera del mattino e poi si ritira quando la preghiera è terminata.
ולכך צריך להתפלל בכל יום שבכל יום חוזר ונמשך הארה זו וחזר ונסתלק אחר התפלה.
E perciò bisogna pregare ogni giorno, perché ogni giorno questa illuminazione viene nuovamente fatta discendere e si ritira di nuovo dopo la preghiera.
Ecco perché bisogna pregare ogni giorno: l’illuminazione discende di nuovo ogni mattina e poi si ritira. La preghiera quotidiana è necessaria per farla discendere ancora.
ויעקב הלך לדרכו18 בחי׳ יעקב יו״ד עקב הלך ונמשך בחי׳ תורה ומצות דתורה אקרי דרך19 (קדושין ב:) וד״ל [ודי למבין]:20
«E Yaakov proseguì per la sua via»: il livello di Yaakov, yud [e] akev (tallone), proseguì e fu attirato nel livello della Torah e delle mitzvos, poiché la Torah è chiamata «una via» (Kiddushin 2b). E basti così a chi comprende.
Il nome Yaakov viene interpretato come yud e akev (tallone): il punto divino fatto discendere fino al livello più basso. «Yaakov proseguì per la sua via» significa che, dopo la preghiera, la luce viene portata nello studio della Torah e nelle mitzvos, poiché i Saggi chiamano la Torah «una via».
Il paragrafo completa l’interpretazione del versetto: Lavan è il Biancore superno e immutabile; il suo bacio e la sua benedizione sono il flusso della misericordia superna verso chi dà e chi riceve, ogni mattina durante la preghiera; e Yaakov, proseguendo il suo cammino, porta quella luce nella Torah e nelle mitzvos per il resto della giornata.
Nel sistema dell’Arizal, akudim e nekudim sono fasi dell’emanazione che precedono e accompagnano la rottura dei recipienti; il maamar li usa per mostrare che la fonte può trasformare un livello nell’altro senza cambiare. Un manoscritto citato nelle note aggiunge che lo studio della Torah dopo la preghiera serve a «riporre la luce», preservando l’illuminazione del mattino.
Marei mekomos
- 1דלית מחשבה תפיסא בי׳ · Tikkunei Zohar 17a:10–12
- 2ואני הוי׳ לא שניתי · Malachi 3:6
- 3והחליף את משכורתי · Genesis 31:7
- 4אם כה יאמר נקדים · Genesis 31:8
- 5(וזלע״ז . . ברמאות) · בכת״י ממאמרי אדה״ז אינו נמצא. ובסה״מ תקס״ד נמצא, וכנראה שזהו הוספת הצ״צ על הנחה זו.
- 6מחליף משכורתו ממש ברמאות · בד״ה וישכם לבן תשמ״ח מבאר ”יש לפרש הכוונה בזה הוא כדי לבאר שעבודת ישראל פועלת גם בלבן זה שלמטה כי ישראל ע״י עבודתם מעלים גם את החושך ואת המרירות דעולם הזה, להפך חשוכא לנהורא ומרירו למיתקא שזהו ע״י עבודת התשובה” ע״ש.
- 7וישכם אברהם בבוקר · בסה״מ תקס״ד ע׳ טז מבאר שזהו ענין תפילת שחרית.
- 8
- 9וינשק לבניו · Genesis 32:1
- 10(שהם . . כבנים) · ראה לעיל הערה (וזלע״ז.
- 11ובני בנים הרי הם כבנים · Yevamot 62b:2–3
- 12ובני בנים הרי הם כבנים · Pirkei DeRabbi Eliezer 36:12
- 13ואתדבקות רוחא ברוחא · Zohar I, 124b
- 14אתדבקות רוחא ברוחא · Zohar, Chayei Sara 10:60–18:142
- 15
- 16
- 17ונברכו בך כל משפחות האדמה ובזרעך · Genesis 28:14
- 18ויעקב הלך לדרכו · Genesis 32:2
- 19ונמשך בחי׳ תורה . . דרך · בבוך אדה״ז — יבל אבי יושב: ונמשך לדרכו בחי׳ תו״מ שזהו עסק כל היום וד״ל. ובכת״י 954 נ, א נמצא במקומו: ”ובבחי׳ תורה . . כו׳ תורה שלאחר התפילה לגנוז האור כי טוב וד״ל”.
- 20
Hai terminato il maamar?
Segnalo come studiato: conta per il siyum settimanale e per quello annuale.
Nell’avodah
Nella preghiera, specialmente nei Pesukei deZimra [versetti di lode], contempla a lungo la grandezza di D‑o, finché non si risvegli compassione per la propria anima, che è caduta dalla sua fonte. Questa compassione fa discendere misericordia dall’Alto e porta nel cuore una conoscenza sentita di D‑o. Poiché questa luce si ritira dopo la preghiera, bisogna pregare ogni giorno e portare la luce nello studio della Torah e nelle mitzvos per il resto della giornata.
Domande di discussione
- Perché il maamar insiste su una rivelazione di D‑o avvertita, anziché sulla sola fede, e che cosa rende instabile la fede custodita soltanto nel pensiero?
- Perché le anime comuni non possono ricevere direttamente la rivelazione dei Patriarchi, e in che modo il livello delle Tribù risolve questa difficoltà?
- In che modo contemplare la grandezza di D‑o conduce ad avere compassione per la propria anima, e perché compassione e Daas dipendono l’una dall’altra?
- Che cosa insegna l’analogia del bianco, un colore che non deriva da una tintura, sul Candore Superno e sull’affermazione che D‑o non muta?
- Perché l’illuminazione della preghiera deve essere rinnovata ogni giorno, e che cosa aggiunge «Yaakov proseguì il suo cammino» riguardo al resto della giornata?