Torah Ohr · Parashot Vayeitzei · Maamar 2
ביאור על הנ״ל
Spiegazione di quanto precede
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
Yaakov, il cui nome unisce la yud al tallone, fa discendere la Luce Infinita (Or Ein Sof), che è al di sopra di tutti i mondi, fino al livello più basso: innalzando le «pietre» prive di vita, ossia le lettere, e la sapienza (Chochmah) dell’anima che si annulla, e scendendo a Charan per trasformarne l’oscurità, fa sì che perfino il livello più basso diventi una «casa di Elokim»; tanto che, in futuro, persino Havayah, nella misura in cui riempie i mondi, apparirà soltanto come un occultamento, come Elokim.
Il maamar in breve
Il maamar pone due domande sul voto di Yaakov: come può Havayah diventare «Elokim», e come può una pietra diventare una «casa di Elokim»? La risposta passa attraverso la figura di Yaakov, yud-akev, per mezzo del quale le 370 luci superne e la Luce Infinita al di sopra della catena discendente dei mondi (hishtalshelus) raggiungono ogni anima ebraica. Le pietre che Yaakov prese sono lettere, prive di vita rispetto al significato che recano, così come tutta la creazione non è che una singola lettera dinanzi a D‑o; proprio perché prive di vita, possono essere innalzate al livello più alto, fino alla luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin). Solo la yud, recipiente della Chochmah caratterizzata dall’autoannullamento, possiede questa capacità; la stele e l’olio descrivono ulteriori fasi: l’ascesa ai Tredici Attributi della Misericordia e la discesa della sapienza superna nella Torah, che dovrebbe essere studiata con il timore reverenziale provato al Sinai. La discesa di Yaakov a Charan, la «gola» ostruita da cui le kelipos [gli involucri] traggono nutrimento, ha lo scopo di trasformarla: Charan diventa rinah, canto, e porta alla risata di Yitzchak. In futuro, quando il male sarà trasformato, Or Ein Sof stesso si rivelerà; la pietra innalzata sarà una dimora per D‑o, e ogni ascesa senza fine passerà attraverso una «decima», l’autoannullamento di Keser.
Schema
- Le domande e il nome di YaakovCome può Havayah diventare Elokim, e una pietra diventare una casa di Elokim? Yaakov significa «salvezze»: per mezzo suo discendono le 370 luci e tutti i flussi divini.¶1–2
- La luce al di sopra della catena dei mondiI mondi vivono grazie a un raggio contratto; per mezzo di Yaakov, Or Ein Sof stesso, al di sopra di tutti i mondi, risplende su ogni anima ebraica.¶3
- Le pietre sono lettereLe lettere accolgono il significato come le pietre accolgono una persona, e ne sono prive di vita; tutta la creazione è una sola lettera dinanzi a D‑o. Proprio perché prive di vita, le lettere possono salire fino alla luce che circonda tutti i mondi, come la fine di un cerchio si congiunge al suo inizio.¶4–5
- La yud, la stele e l’olioViene innalzata soltanto la yud, recipiente della Chochmah caratterizzata dall’autoannullamento; la stele rappresenta un’ulteriore ascesa ai Tredici Attributi della Misericordia (yud e vav). Una nota esplicativa chiarisce perché qui la vav sia più elevata della yud e interpreta l’olio come un flusso dalla mente celata alle leggi della Torah Orale.¶6–9
- Lo studio della Torah con il timore reverenziale del SinaiLo scopo è l’olio: la Chochmah superna fatta discendere nella Torah, comprese le sue leggi relative alle cose del mondo. Sapendo questo, si studia con il timore reverenziale del Sinai, poiché dinanzi a Or Ein Sof nulla è nascosto.¶10–12
- Da Be’er Sheva a Charan, e la risata di YitzchakYaakov discende dalla fonte degli attributi caratterizzati dall’autoannullamento a Charan, la gola ostruita dove il flusso è bloccato, come avviene nell’esilio e nello studio autoreferenziale, per trasformarla: Charan diventa rinah, il canto, e la gioia di Yitzchak si rivelerà con Mashiach.¶13–16
- La pace e il compimento del votoIl ritorno avviene attraverso la pace, che unisce gli opposti. In futuro Or Ein Sof stesso si rivelerà, così che Havayah nei mondi sarà come Elokim e le lettere innalzate diventeranno una casa di Elokim.¶17–20
- Le decime senza fineOgni ascesa futura richiede un residuo del livello precedente, come risveglio dal basso (isarusa dilesata), la «decima». Una nota tra parentesi spiega che questo è Keser, l’autoannullamento silenzioso fra un livello e l’altro, raddoppiato perché Keser ha due partzufim [configurazioni].¶21–22
Concetti chiave
- Yaakov as yud-akevיעקב — יו״ד עקב
- Il nome Yaakov è suddiviso in yud (il punto più alto) e akev (tallone): egli fa discendere fino al livello più basso la luce che è al di sopra di tutti i mondi.
- The 370 lightsש״ע נהורין
- Luci superne, alluse dalle lettere ש״ע di yeshuos («salvezze»), che si rivelano per mezzo di Yaakov.
- Letters as stonesאבנים הן אותיות
- Secondo Sefer Yetzirah, le lettere sono «pietre»: accolgono il significato come le pietre accolgono una persona, e ne sono prive di vita; proprio per questo possono essere innalzate al livello più alto.
- Chochmah as koach mahחכמה — כ״ח מ״ה
- La Chochmah, intesa come koach mah [«potere del che cosa»], è il nucleo della mente e dell’anima caratterizzato dall’autoannullamento, l’unico recipiente in cui dimora Or Ein Sof.
- Yuds and vavsיודי״ן ווי״ן
- Nell’immagine kabbalistica dei Tredici Attributi della Misericordia, il punto d’origine di ogni capello è una yud e il capello esteso è una vav; il maamar riconduce a questi l’immagine della pietra di Yaakov «presso il suo capo» e «come una stele».
- Charan and rinahחרן — רנה
- Charan, la «gola arsa» dove il flusso divino è bloccato e le kelipos traggono nutrimento, viene trasformata in rinah, canto, come la ches si apre in una hei.
- Subjugation and transformationאתכפיא ואתהפכא
- Sottomettere l’altra parte (sitra achra) e poi trasformarne l’oscurità in luce: questo porta la «risata» di Yitzchak ed è lo scopo della discesa.
- Havayah and Elokimהוי׳ ואלקים
- Havayah è la luce interiore che dà vita; Elokim è l’occultamento che la protegge. In futuro persino Havayah, nella misura in cui riempie i mondi, sarà soltanto «Elokim» rispetto alla rivelazione di Or Ein Sof.
- The tithe as Keserמעשר — כתר
- Il residuo di ciascun livello che dà inizio all’ascesa successiva; è Keser, un decimo delle dieci emanazioni divine (Sefiros), il cui silenzioso autoannullamento permette a un mondo di ascendere a quello superiore.
Le domande e il nome di Yaakov ¶1–2
Questa intestazione indica che il maamar sviluppa ulteriormente il discorso che lo precede in Torah Ohr, sulla parashah di Vayeitzei. Riprende gli stessi versetti sul viaggio di Yaakov e sulla pietra che egli eresse, e li approfondisce.
Un’intestazione: ciò che segue è una spiegazione del maamar precedente su Vayeitzei.
Secondo la nota della Kehot, è conservata una trascrizione di questo maamar del Mitteler Rebbe, così come una versione manoscritta più breve con varianti; inoltre, Or HaTorah contiene glosse che sembrano appartenere a questo testo. Più avanti, in Torah Ohr, l’Alter Rebbe rimanda a questo discorso.
Marei mekomos
- 1ביאור על הנ״ל · הנחת כ״ק אדמו״ר האמצעי נדפס בסה״מ תקס״ח ע׳ תרלד. המאמר בקיצור בבוך 2057 נה, א — הכת״י דומה לגוכתי״ק מהרי״ל [?] אחי כ״ק אדה״ז [או שהוא כתי״ק מהצ״צ שכתב בצעירותו] — בשינויים. אוה״ת ויצא כרך ז תתתכד, ב נמצא הגהות (כנראה שהם הגהות וביאורים לכאן). לקמן קי, א מציין לד״ה זה.
2והיה הוי״ה לי לאלקים והאבן הזאת אשר שמתי מצבה יהיה בית אלקים1.2 להבין ענין תפלה ובקשה זו שהוי״ה יהי׳ [יהיה] בבחי׳ אלקים והאבן בבחי׳ בית אלקים.
«E Havayah sarà per me come Elokim, e questa pietra che ho eretto come stele sarà una casa di Elokim». [Dobbiamo] comprendere il significato di questa preghiera e richiesta: che Havayah sia al livello di Elokim, e la pietra al livello di una casa di Elokim.
Il voto di Yaakov a Beis El si legge semplicemente: «Havayah sarà il mio D‑o». Il maamar lo interpreta come una richiesta che il Nome Havayah, D‑o in quanto trascende il mondo, venga a trovarsi al livello di Elokim, D‑o in quanto presente nella natura; e che la pietra eretta da Yaakov diventi una dimora per D‑o. Entrambe le parti del versetto richiedono una spiegazione.
וכדי להבין3 איך תהיה האבן במדרגה גדולה כ״כ [כל כך] להיות מכון ומשכן להשראת קדושה עליונה עד שיהיה חל שם שמים על האבן שתהיה נק׳ בשם בית אלקים. הנה צריך להבין ענין הפרשה כולה ויצא יעקב4 כו׳
E, per comprendere come la pietra potesse raggiungere un livello così elevato da essere un luogo stabilito e una dimora per l’insediamento della santità superna, al punto che il Nome del Cielo si posasse sulla pietra, così che essa fosse chiamata «casa di Elokim», dobbiamo comprendere il significato dell’intera parashah: «E Yaakov uscì», ecc.
La seconda domanda è questa: una pietra è la forma di materia più bassa e inerte. Come può diventare un luogo in cui si posa la santità superna, tanto da essere chiamata con il Nome di D‑o, «casa di Elokim»? Per rispondere, dice l’Alter Rebbe, dobbiamo prima comprendere l’intera parashah, a partire da «E Yaakov uscì».
והענין דכתיב צוה ישועות יעקב5 בחי׳ יעקב נקרא ישועות
Il punto [è questo]: è scritto: «Comanda le salvezze di Yaakov». Il livello di Yaakov è chiamato «salvezze» (yeshuos).
Egli comincia con un versetto dei Tehillim: «Comanda le salvezze di Yaakov», che collega il nome Yaakov alla parola yeshuos, «salvezze»: il livello stesso di Yaakov è chiamato «salvezze».
וביאור מלת ישועות הנה שרש התיבה הוא ש״ע [ש״ע (370)] ושאר אותיות הם נוספות בתיבה כלומר שע״י בחינת יעקב מתגלין ש״ע [ש״ע (370)] נהורין6 עילאין
E la spiegazione della parola yeshuos è la seguente: la radice della parola è ש״ע [il cui valore numerico è 370], mentre le lettere rimanenti sono aggiunte alla parola. Ciò significa che attraverso il livello di Yaakov si rivelano le 370 luci superne (shin-ayin nehorin ila’in).
La parola ישועות si legge come una radice, ש״ע, a cui si aggiungono altre lettere. ש״ע ha valore numerico 370 e richiama l’insegnamento cabbalistico sulle 370 luci superne. Perciò «le salvezze di Yaakov» significa che Yaakov è il tramite attraverso cui si rivelano queste luci elevate.
וגם ש״ע הוא מלשון וישע ה׳ אל הבל7 שהוא לשון הפנה דהיינו שכל פינות והמשכות עליונות פונות ונמשכות ע״י בחי׳ יעקב יו״ד עקב.
Inoltre, ש״ע deriva dall’espressione «E Havayah si volse verso Hevel», in cui il termine esprime il volgersi [verso qualcuno]. Vale a dire che tutti i volgersi e tutti i flussi superni si rivolgono e vengono attirati verso il basso attraverso il livello di Yaakov, [che è] yud-akev (una yud [e] un tallone).
Una seconda lettura di ש״ע: nell’espressione «E Havayah si volse verso Hevel e la sua offerta», il termine vayisha, formato dalle stesse lettere, significa volgersi verso qualcuno, prestare attenzione. Tutti i «volgersi» di D‑o verso il mondo, i Suoi flussi di luce verso il basso, passano attraverso Yaakov. Il nome Yaakov si scompone in yud (la prima lettera) e akev (tallone): la yud, il punto più alto, arriva fino al tallone, la parte più bassa.
Il paragrafo pone le due domande del maamar: come Havayah diventi Elokim e come una pietra diventi una casa di D‑o. Quindi comincia a rispondere: Yaakov, il cui nome unisce la yud al tallone, è colui attraverso cui vengono attratte in basso le 370 luci superne e tutti i flussi divini.
Le note di Kehot rimandano a opere successive che trattano delle 370 luci e citano Etz Chaim e Shemoneh She’arim a sostegno del concetto, nonché a un discorso del Mitteler Rebbe che spiega il legame tra vayisha e yeshuos. Il gioco di parole fa di Yaakov sia un «rivelatore di luci» sia un «volgersi» del volto di D‑o verso il basso.
Marei mekomos
- 1
- 2והיה הוי״ה לי לאלקים והאבן הזאת אשר שמתי מצבה יהיה בית אלקים · Genesis 28:21–22
- 3שו״ה אלקים — וכדי להבין · עד כב, א שו״ה והיינו — כמ״ש בס״י — ליתא בבוך 2057 ושם: הנה נודע שהאותיות נק׳ אבנים: כמ״ש בס״י.
- 4ויצא יעקב · Genesis 28:10
- 5צוה ישועות יעקב · Psalms 44:5
- 6ש״ע נהורין · ראה בסה״מ תרל״ב ח״ב ע׳ תסד שמציין לספר ע״ח ושמונה שערים.
- 7וישע ה׳ אל הבל · Genesis 4:4
La luce al di sopra della catena dei mondi ¶3
3וענין נהורין והמשכות הללו היינו גילוי ההארות והמשכות מאור א״ס עצמו שכשמו כן הוא אין לו סוף כו׳.
Il significato di queste luci e di queste discese è la rivelazione delle illuminazioni e delle emanazioni discendenti dalla Luce Infinita (Or Ein Sof) stessa, che, come indica il suo nome, è senza fine, ecc.
Le «luci» e le «emanazioni discendenti» sono rivelazioni della Luce Infinita stessa. Il suo nome, Ein Sof, «senza fine», descrive esattamente ciò che essa è: sconfinata.
ואינו בגדר עלמין כלל וכולא קמיה כלא ממש חשיב ולית מחשב׳ תפיסא ביה ואין ערוך אליו כו׳.
Essa non rientra affatto nella categoria dei mondi; «tutto ciò che è davanti a Lui è considerato come assolutamente nulla», «nessun pensiero può afferrarlo» e nulla è paragonabile a Lui, ecc.
La Luce Infinita non appartiene affatto alla categoria dei mondi. Rispetto a essa, tutto è come nulla, nessun pensiero può afferrarla e nulla è paragonabile a essa.
כי מלכותך מלכות כ״ע [כל עלמין]1 והודו וזיוו על ארץ ושמים כו׳ זיו והארה בעלמא המתלבש׳ ומתפשטת בתוך עלמין
Poiché «il Tuo regno è un regno su tutti i mondi» e «la Sua gloria» e il Suo splendore «sono su terra e cielo», ecc.: soltanto un raggio e un’illuminazione, che si riveste nei mondi e si diffonde al loro interno,
Ciò che riempie i mondi è soltanto un raggio della luce di D‑o. Il «regno» di D‑o, cioè il Suo rapporto con i mondi in quanto loro Re, è chiamato una semplice «gloria» e uno «splendore» su terra e cielo: un bagliore rivestito nei mondi, non la fonte stessa. L’Alter Rebbe aggiunge al versetto la parola «splendore» per chiarire questo punto.
להוות׳ [להוותם] ולהחיותם להיות חיים וקיימים מאין ליש בבחי׳ העלם והסתר אור א״ס ב״ה עצמו שלא יבטלו העולמות במציאות ויחזרו להיות אין ואפס כמו שהיו
per dar loro esistenza e vita, affinché vivano e sussistano, passando dal nulla all’essere, in una condizione in cui la Luce Infinita, benedetto Egli sia, è celata e nascosta, così che i mondi non venissero meno come realtà, tornando a essere nulla e niente, come erano [prima];
Questo raggio dà esistenza ai mondi e li fa vivere, traendoli dal nulla. Deve giungere in modo celato: se la Luce Infinita stessa fosse rivelata, i mondi verrebbero meno come realtà e tornerebbero a essere nulla, come prima della creazione.
דהיינו ע״י כמה צמצומים והתלבשות שונות בירידת המדרגות כדרך וסדר ההשתלשלות אבל אור א״ס ב״ה בעצמו ובכבודו רם ונשא כו׳ והוא למעלה מעלה מבחינת ההשתלשלות
cioè mediante molte contrazioni (tzimtzumim) e rivestimenti di vario genere, nella discesa dei livelli, secondo la modalità e l’ordine della catena discendente dei mondi (hishtalshelus). Ma la Luce Infinita, benedetto Egli sia, nella Sua stessa essenza e nella Sua gloria, è eccelsa e sublime, ecc., e si trova molto, molto al di sopra del livello (bechinah) della hishtalshelus.
L’occultamento avviene mediante molte contrazioni (tzimtzumim) e rivestimenti, livello dopo livello, lungo la catena dei mondi. La Luce Infinita, così com’è in sé, resta eccelsa, molto al di sopra dell’intera catena.
וע״י בחי׳ יעקב יו״ד עקב2 נמשך אא״ס [אור אין סוף] ב״ה שלמעלה מבחי׳ ההשתלשלות שיאיר למטה בגילוי הנפש אלקות שבכל א׳ מישראל להיות גילוי אור א״ס ב״ה ממש על נפשו.3
E attraverso il livello di Yaakov, yud-akev (la yud e il tallone), la Luce Infinita, benedetto Egli sia, che è al di sopra del livello della hishtalshelus, viene fatta discendere, affinché risplenda in basso, rivelandosi all’anima divina (Nefesh Elokis) che si trova in ciascun ebreo, così che la stessa Luce Infinita, benedetto Egli sia, si riveli sulla sua anima.
Questo è il ruolo particolare di Yaakov: attraverso di lui, la luce che trascende la catena dei mondi viene fatta discendere, affinché risplenda apertamente sull’anima divina di ogni ebreo. Questo è Yaakov come yud-akev: il livello più elevato che raggiunge quello più basso.
Il paragrafo distingue il raggio, contratto, che sostiene i mondi dalla Luce Infinita stessa, che si trova al di sopra dell’intera catena dei mondi; afferma poi che, attraverso Yaakov, questa luce trascendente si rivela a ogni anima ebraica.
La nota di Kehot su yud-akev rimanda al maamar precedente in Torah Ohr (Vayeitzei, 21a), dove il nome viene spiegato per la prima volta, e a Or HaTorah, che aggiunge che Yaakov è la «sbarra mediana», attributo della bellezza (Tiferes), attraverso cui la luce raggiunge la sovranità (Malchus). La distinzione tra un «raggio» (ziv) e la Luce Infinita «nella Sua essenza e nella Sua gloria» ricorre spesso negli insegnamenti dell’Alter Rebbe.
Marei mekomos
- 1מלכותך מלכות כ״ע · Psalms 145:13
- 2יעקב יו״ד עקב · נסמן לעיל כא, א. באוה״ת שם נוסף ”כי יעקב בריח התיכון, ודהע״ה אמר פנה אלי וחנני דהיינו לבחי׳ מל׳, והיינו ע״י יעקב ת״ת”.
- 3
Le pietre sono lettere ¶4–5
4והיינו ע״י שלקח מאבני המקום וישם1 מראשותיו. אבנים הן אותיות כמ״ש בס״י [בספר יצירה] שני אבנים2 בונות שתי בתים.
E ciò avviene perché egli prese «delle pietre del luogo e pose [le] presso il suo capo». Le pietre sono lettere, come è affermato nel Sefer Yetzirah: «Due pietre costruiscono due case».
Yaakov fa discendere la luce trascendente prendendo «le pietre del luogo» e ponendole presso il suo capo. Secondo il Sefer Yetzirah, che chiama «pietre» le lettere («due lettere formano due combinazioni: due pietre costruiscono due case»), le pietre sono lettere.
והטעם שנקראו אותיות בשם אבנים הוא כי כמו שע״י כמה אבנים נבנה בית לשבת אדם כו׳ כך ע״י כמה צירופי אותיות נעשי׳ [נעשית / נעשים] תיבות ומכמה צירופי תיבות נעשה ענין שלם שמתוכו מובן ומושג איזה השכלה והשגה
La ragione per cui le lettere sono chiamate «pietre» è che, proprio come con un certo numero di pietre si costruisce una casa in cui una persona possa abitare, ecc., così da una serie di combinazioni di lettere si formano parole, e da una serie di combinazioni di parole si forma un argomento completo, dal quale si comprende e si afferra un certo concetto e una certa comprensione.
La prima ragione per cui le lettere sono chiamate pietre è che le pietre vengono assemblate per costruire una casa in cui una persona possa vivere; allo stesso modo, le lettere si combinano in parole e le parole in un brano completo, attraverso il quale si comprende un’idea.
והרי השכל שורה ומתלבש באותיות הללו וכתפארת אדם לשבת בית3 ע״י צירופי אבנים
E l’intelletto risiede in queste lettere e vi si riveste, proprio come «nella bellezza di un uomo, per abitare in una casa», attraverso combinazioni di pietre.
L’idea «vive» nelle lettere come una persona vive in una casa costruita di pietre; l’Alter Rebbe riprende da Yeshayahu l’espressione «la bellezza di un uomo, per abitare in una casa».
ועוד טעם אחר4 כי כמו שהאבנים הם דומם ואין להם ערך ויחוס לאדם הדר בבית שנבנה מהאבנים כך האותיות הן בחי׳ דומם לגבי השכל השורה ומתלבש בהם ואין להם ערך ויחוס אליו
Vi è inoltre un’altra ragione: proprio come le pietre sono inanimate e non hanno alcuna comparabilità né relazione con la persona che abita nella casa costruita con esse, così le lettere sono al livello dell’inanimato rispetto all’intelletto che risiede in esse e vi si riveste, e non hanno alcuna comparabilità né relazione con esso.
Una seconda ragione: le pietre sono prive di vita e non hanno nulla in comune con la persona vivente che abita tra esse. Allo stesso modo, le lettere sono, per così dire, prive di vita rispetto all’idea che veicolano; non sono in alcun modo comparabili a essa.
ולכן בטלים הם לגבי השכל (ועמ״ש בפ׳ בראשית בד״ה להבין בתוספת ביאור ענין וייצר)9
Perciò sono in stato di autoannullamento rispetto all’intelletto. (E si veda quanto è scritto nella Parashah di Bereishis, nel discorso che inizia «Per comprendere, con un’ulteriore spiegazione del significato di “E formò”».)
Poiché le lettere non sono nulla in confronto all’idea, le sono del tutto subordinate. La parentesi rimanda a un maamar della Parashah di Bereishis su «E formò», nel quale le lettere sono definite il livello «inanimato» dell’anima.
ולכן נק׳ הוי׳ צבאות אות הוא בצבא דילי׳ [דיליה]5 שכל העולמות והברואי׳ [והברואים] נתהוו מבחי׳ אותיות שבעשרה מאמרות שנברא בהם העולם יהי אור יהי רקיע כו׳.
Perciò Egli è chiamato «Havayah Tzevakos» [Havayah delle schiere]: «Egli è un segno (os) tra le Sue schiere», poiché tutti i mondi e le creature sono venuti all’esistenza dal livello delle lettere delle Dieci Espressioni con cui il mondo fu creato: «Sia la luce», «Sia un firmamento», ecc.
Questo spiega il Nome «Havayah Tzevakos»: l’espressione talmudica «Egli è un segno (os) tra le Sue schiere» viene interpretata intendendo os come «lettera». Tutti i mondi e le creature sono venuti all’esistenza dalle lettere delle Dieci Espressioni della creazione, come «Sia la luce»; dunque, alla loro radice, ogni cosa creata è una lettera del discorso di D‑o.
וכל צבא השמים העליונים אלף אלפין ורבוא רבבן6 ולגדודיו אין מספר7 הם בטלים לגבי אור א״ס ב״ה כבטול האותיות שהן בחי׳ דומם לגבי השכל
E tutte le schiere dei cieli superiori, «mille migliaia e diecimila volte diecimila», e «alle Sue schiere non c’è numero», sono in stato di autoannullamento rispetto alla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, proprio come le lettere, che sono al livello dell’inanimato, sono in stato di autoannullamento rispetto all’intelletto.
Anche le vaste schiere celesti, descritte in Daniel come migliaia e migliaia e miriadi e miriadi, sono in stato di autoannullamento dinanzi alla Luce Infinita, proprio come le lettere non sono nulla in confronto all’idea.
מאחר שהם בחי׳ גבול ת״ק שנה כו׳ ונבראים ומחודשים מאין ליש הרי אין ערוך אליו ית׳
Poiché sono al livello della limitazione, [per una distanza di] cinquecento anni, ecc., e sono creati e rinnovati, passando dal nulla all’essere, non vi è alcuna comparabilità [tra loro e] Lui, benedetto Egli sia.
Sono finiti e limitati persino nelle loro misure, come i «cinquecento anni» con cui i Saggi misurano le distanze tra i cieli (Chagigah 13a), e sono creati dal nulla; perciò non vi è alcuna comparabilità tra loro e D‑o.
וכנודע ענין הערך במספר8 שמספר א׳ לגבי אלף אלפים כו׳ יש לו איזה ערך ויחוס
E, come è noto riguardo ai rapporti numerici: il numero uno, rispetto a mille migliaia, ecc., presenta una certa proporzione e un certo rapporto;
L’esempio dei numeri rende questo punto più netto: anche l’uno accanto a un milione è pur sempre una sua frazione, e perciò ha con esso un certo rapporto.
משא״כ אליו ית׳ שהוא א״ס ב״ה אין ערוך כלל ולכן נק׳ אות הוא בצבא דילי׳ [דיליה] שכל הצבאות אינן אלא בחי׳ אות א׳ לגבי אור א״ס ב״ה.
il che non vale per Lui, benedetto Egli sia, che è l’Infinito (Ein Sof), benedetto Egli sia: non vi è affatto alcun termine di paragone. Perciò si dice: «Egli è una lettera (os) nel Suo esercito», poiché tutte le schiere non sono altro che una singola lettera rispetto alla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia.
Ma tra qualsiasi cosa finita e l’Infinito non vi è affatto alcun rapporto. Perciò i Saggi dicono: «Egli è una lettera nel Suo esercito»: tutte le schiere insieme non sono più di una lettera rispetto all’Or Ein Sof.
Il paragrafo spiega perché le «pietre» prese da Yaakov sono lettere: le lettere accolgono il significato come le pietre accolgono una persona, e, come le pietre, sono prive di vita rispetto a ciò che risiede in esse. Allo stesso modo, tutta la creazione, formata dalle lettere delle Dieci Espressioni, è soltanto una singola lettera davanti alla Luce Infinita.
La nota di Kehot riporta una domanda tratta da Or HaTorah: anche le lettere creative sono «inanimate» rispetto alla sapienza superna (Chochmah), e le creature sono ancora più lontane; dunque la distanza tra la creazione e l’Infinito (Ein Sof) è immensamente maggiore di quella tra le lettere e l’intelletto. Come può allora l’una servire da analogia per l’altra? La nota rimanda a Or HaTorah per la risposta e al Torah Chaim del Mitteler Rebbe. Il fatto che le lettere siano «prive di vita» prepara anche il paragrafo successivo, nel quale proprio questa qualità permette loro di ascendere ai livelli più elevati.
Marei mekomos
- 1
- 2כמ״ש בס״י שני אבנים · פ״ד מט״ז. וראה גם לקמן ל, א. נ, א. נו, ב. לקו״ת במדבר ח, ב.
- 3וכתפארת אדם לשבת בית · Isaiah 44:13
- 4ועוד טעם אחר · תי׳ אלו ליתא בבוך 2057.
- 5אות הוא בצבא דילי׳ · Chagigah 16a:3–4
- 6אלף אלפין ורבוא רבבן · Daniel 7:10
- 7ולגדודיו אין מספר · Job 25:3
- 8וכנודע ענין הערך במספר · ראה באוה״ת בראשית כרך ז תתתכד, ב, שצ״ע דאף המהוה הנבראים שהוא אותיות דע״מ הם דומם לגבי חכמה עילאה, וכש״כ הנבראים מהאותיות כו׳, וא״כ איך דימה ביטול הנברא לא״ס ב״ה כמו ביטול האותיות לגבי השכל דהרי אין ערוך יותר לאין קץ, וראה שם התירוץ, ומציין לעיין בתו״ח ויצא כג, ג ואילך.
- 9בד״ה להבין בתוס׳ ביאור ענין וייצר · לעיל ד, א.
5והנה באבני המקום שהם בחי׳ אותיות כתיב וישם מראשותיו1 שהגביה והעלה אותם למעלה מעלה מבחי׳ ההשתלשל׳ [ההשתלשלות] דהיינו לבחי׳ סוכ״ע
Ora, riguardo alle «pietre del luogo», che corrispondono al livello delle lettere, è scritto: «e le pose [presso il suo capo]»: egli le innalzò e le elevò molto, molto al di sopra del livello della catena discendente dei mondi (hishtalshelus), cioè al livello della luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin).
«Le pose presso il suo capo» significa che Yaakov innalzò le lettere, il livello più basso, molto al di sopra dell’intera catena dei mondi, fino alla luce che circonda tutti i mondi (sovev), che trascende ogni livello.
כי לפי שהאותיות הן בחי׳ דומם לכך יש להם כח ויכולת לעלות למעלה מעלה כנודע שנעוץ תחלתן בסופן2 דייקא וסוכ״ע הוא כמשל העיגול שממטה נעשה מעלה. וכמ״ש ומתחת זרועות עולם.3
Poiché le lettere si trovano al livello dell’inanimato, esse hanno perciò la forza e la capacità di salire molto, molto in alto, come è noto: «il loro inizio è innestato proprio nella loro fine»; e sovev kol almin è come l’immagine del cerchio, nel quale ciò che è in basso diventa ciò che è in alto. E come è scritto: «e sotto vi sono le braccia del mondo».
Proprio perché le lettere sono «inanimate» e non hanno senso di sé, possono salire più in alto di tutto. Sefer Yetzirah insegna che la fine è congiunta all’inizio, e la luce che circonda tutti i mondi è come un cerchio, nel quale il punto più basso è vicino alla fonte quanto quello più alto. Anche il versetto «e sotto vi sono le braccia del mondo» viene interpretato allo stesso modo: le «braccia» eterne raggiungono ciò che è più in basso.
Il paragrafo spiega che «le pose presso il suo capo» significa innalzare le umili lettere al di sopra dell’intera catena dei mondi, fino alla luce che circonda tutti i mondi; ciò è possibile perché ciò che è più basso, non avendo senso di sé, è congiunto a ciò che è più alto, come le estremità di un cerchio.
L’immagine del cerchio, nel quale non vi sono né alto né basso, è il modo consueto con cui la Chassidut descrive sovev kol almin, in contrasto con la luce che riempie tutti i mondi (memalei kol almin), paragonata a una linea con livelli più alti e più bassi.
Marei mekomos
- 1וישם מראשותיו · Genesis 28:11
- 2נעוץ תחלתן בסופן · Sefer Yetzirah 1:7
- 3ומתחת זרועות עולם · Deuteronomy 33:27
La yud, la stele e l’olio ¶6–9
6והנה כתיב ויקח מאבני המקום1 ולא כל אבני לפי שלא כל האותיות יש להן כח זה אלא אות היו״ד שהוא בחי׳ כלי לחכמה
Ora, è scritto: «Prese alcune delle pietre del luogo», e non «tutte le pietre», perché non tutte le lettere possiedono questa forza, ma soltanto la lettera yud, che è il livello di un recipiente per la sapienza (Chochmah).
Il versetto dice che Yaakov prese «dalle pietre», alcune, non tutte. L’Alter Rebbe legge in ciò un’allusione al fatto che non tutte le lettere possono essere elevate al livello più alto: soltanto la yud, la lettera più piccola, un semplice punto, che è il «recipiente» per Chochmah.
וחכמה הוא כח מ״ה [מה] בחי׳ בטול ולכך שורה שם ומתגלה אור א״ס ב״ה הסוכ״ע כי הוי׳ בחכמה2 כו׳ ואין אור א״ס ב״ה שורה ומתגלה אלא במי שבטל כו׳.
E Chochmah è koach mah, il potere del «che cosa», il livello dell’autoannullamento (bittul). Perciò la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, la luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin), vi dimora e si rivela, poiché «Havayah, con Chochmah», ecc.; e Or Ein Sof, benedetto Egli sia, dimora e si rivela soltanto in chi è annullato, ecc.
Chochmah è intesa come koach mah, «il potere del “che cosa”»: una mente che si considera come nulla. Or Ein Sof dimora soltanto là dove c’è un simile autoannullamento, come implica il versetto «Havayah fondò la terra con Chochmah».
וזהו האבן אשר שם מראשותיו (ועמ״ש3 ע״פ מאמר הרע״מ [הרעיא מהימנא] פ׳ כי תשא בענין אבנא למשקל בה דא י׳) ואח״כ וישם אותה מצבה4
E questa è «la pietra che aveva posto presso il suo capo». (Si veda anche quanto è scritto a proposito del detto della Ra’aya Mehemna nella Parshas Ki Sisa, riguardo a «una pietra per pesare: questa è la yud».) E in seguito: «e la eresse come stele»,
La «pietra che aveva posto presso il suo capo» è dunque la yud. La parentesi rimanda alla Ra’aya Mehemna [«Pastore fedele», una sezione dello Zohar] nella Parshas Ki Sisa, dove, a proposito di «una pietra per pesare», si dice: «questa è la yud». Poi Yaakov elevò la pietra e la eresse come stele.
וכתרגומו ושוי יתה קמא5 שהוא כמ״ש קמה אלמתיוגם נצבה שמה שהיתה האבן מונחת למטה בארץ אח״כ הקים אותה והגביה אותה עוד ממטה למעלה6
e, come lo rende il Targum, «e la pose in piedi (kama)», espressione che corrisponde a quanto è scritto: «il mio covone si levò (kamah) e rimase anche eretto». Cioè, mentre prima la pietra giaceva in basso, a terra, in seguito la mise in piedi e la innalzò ancora, dal basso verso l’alto.
Il Targum Onkelos rende «la eresse come stele» con «la pose in piedi» (kama), la stessa parola usata nel sogno di Yosef: «il mio covone si levò (kamah) e rimase anche eretto». Prima la pietra giaceva a terra; poi fu messa in piedi, un ulteriore innalzamento dal basso verso l’alto.
והיינו עליי׳ [עלייה] אחר עליי׳ [עלייה] לבחי׳ ומקורות י״ג מדות רחמים עליונים שהן בחי׳ יודי״ן ווי״ן78 כי מקום יניקת השערה והגומא שלה הוא בחי׳ י׳ והשערה עצמה שהיא המשכה היא בחי׳ ו׳
E questo è un innalzamento dopo l’altro, fino al livello e alle fonti dei tredici Attributi superni di Misericordia, che sono il livello delle yud [e] delle vav; poiché il luogo da cui il capello riceve il nutrimento, e il suo follicolo, è il livello della yud, mentre il capello stesso, che è un flusso verso il basso, è il livello della vav.
Questo secondo innalzamento raggiunge la fonte delle Tredici Attributi di Misericordia. Nella Kabbalah esse sono rappresentate come le tredici configurazioni (tikkunim) della barba di Arich Anpin [il «Volto Lungo», il livello esteriore della Corona (Keser)]; ogni capello ha due parti: il follicolo, un punto contratto da cui riceve il nutrimento, che corrisponde a una yud, e il capello stesso, una linea che trasmette il flusso verso il basso, che corrisponde a una vav.
וזהו וישם מראשותיו וישם אתה מצבה שמתחלה כאשר שם מראשותיו היא בחי׳ יו״ד ואח״כ נעשה מצבה הוא בחי׳ וא״ו וכל בחי׳ הללו הם בחי׳ העלאה ממטה למעלה
E questo è «e le pose presso il suo capo … e la eresse come stele»: dapprima, quando la pose presso il suo capo, essa è il livello della yud; in seguito, quando diventa una stele, è il livello della vav. Tutti questi livelli sono innalzamenti dal basso verso l’alto.
Le due fasi del versetto corrispondono dunque a queste due lettere: la pietra presso il suo capo è la yud, e la pietra eretta come stele è la vav. Entrambe le fasi sono innalzamenti dal basso verso l’alto.
והיינו התעלות חכמה שבנפש לאור א״ס ב״ה השורה ומתגלה בה כי הנפש היא בחי׳ נברא ומחודש מאין ליש בבחי׳ אותיו׳ [אותיות] כו׳
Questo è l’innalzamento della Chochmah dell’anima fino a Or Ein Sof, benedetto Egli sia, che vi dimora e si rivela; poiché l’anima è un essere creato e fatto esistere di nuovo dal nulla all’essere, secondo la modalità delle lettere, ecc.
Nell’uomo, ciò è l’innalzamento della Chochmah dell’anima a Or Ein Sof, che dimora in essa. L’anima stessa è un essere creato, fatto esistere «dal nulla» attraverso le lettere divine; per questo può essere paragonata alle pietre.
וצריך להעלות׳ ממטה למעלה לאור א״ס ב״ה הסוכ״ע וישוב אל9 ה׳ וירחמהו מבחי׳ י״ג מדות הרחמים והעלאה זו היא בבחי׳ חכמה דוקא כ״ח מ״ה [מה]:10
Ed è necessario innalzarla dal basso verso l’alto, fino a Or Ein Sof, benedetto Egli sia, la luce che circonda tutti i mondi: «ritorni a Havayah ed Egli avrà misericordia di lui», dal livello dei tredici Attributi di Misericordia. Questo innalzamento avviene specificamente attraverso il livello di Chochmah, koach mah.
L’anima deve essere innalzata fino alla luce che circonda tutti i mondi, come dice Yeshayahu: «Ritorni a Havayah ed Egli avrà misericordia di lui»: misericordia proveniente dal livello dei Tredici Attributi. Questa ascesa avviene specificamente attraverso Chochmah, koach mah, il nucleo dell’anima caratterizzato dal bittul.
Il paragrafo spiega che soltanto la yud, il recipiente della Chochmah caratterizzata dal bittul, può essere innalzata fino alla luce che circonda tutti i mondi. Interpreta i due atti di Yaakov — porre la pietra presso il suo capo e poi erigerla come stele — come due innalzamenti, yud e vav, verso le Tredici Attributi di Misericordia; nell’anima, ciò corrisponde all’ascesa della Chochmah fino a Or Ein Sof.
Le note di Kehot rimandano ad altri luoghi (Torah Ohr, Vayechi; Likkutei Torah, Nitzavim) che spiegano le tredici configurazioni (tikkunim) come yud e vav: la yud è la luce contratta sotto la pelle, che può emergere soltanto attraverso il follicolo, mentre la vav è il capello esteso. Il passo di Likkutei Torah cita il Likkutei Torah dell’Arizal su Toldos; Or HaTorah riporta lì l’insegnamento secondo cui la parola se’ar (capello) contiene le stesse lettere di eser (dieci), una yud, che poi diventa una vav.
Marei mekomos
- 1
- 2הוי׳ בחכמה · Proverbs 3:19
- 3ועמ״ש . . בענין אבא למשקל דא י׳ · ראה ביאוה״ז להצ״צ כרך א ע׳ רפא.
- 4וישם אותה מצבה · Genesis 28:18
- 5ושוי יתה קמא · Onkelos Genesis 28:18
- 6והגביה אותה עוד ממטה למעלה · ראה ד״ה אתה אחד תשל״ב (סה״מ מלוקט ח״א) הערה 65.
- 7לבחי׳ ומקורות . . בחי׳ יודי״ן ווי״ן · ראה לקמן מח, ד. מובא באוה״ת בראשית שעד, א. ובד״ה למען דעת תרס״ט ע׳ מה. ראה גם לקו״ת פ׳ נצבים נג, א ”שהשערות הן בחי׳ ווין והאור שבתוך השערה הוא בחי׳ יו״ד כמ״ש בלק״ת [=להאריז״ל] ר״פ תולדות”.
- 8בחי׳ יודי״ן ווי״ן · בבוך 284 קלז, ב נוסף: לפי שהן הארות עליונים מאין עליונים דרך יניקתם כו׳ כמ״ש במ״א והשערות הן בחי׳ יודין ווין: כי מקום יניקתם. באוה״ת שה״ש ע׳ רכה ובהמשך תרס״ו ע׳ תי מביא זה בשם לקו״ת להאריז״ל פ׳ תולדות דשער הוא אותיות עשר שהוא בחי׳ י׳ ואח״כ נעשית וי״ו.
- 9וישוב אל ה׳ וירחמהו · Isaiah 55:7
- 10קמה אלמתי · Genesis 37:7
7הגה״ה [הגהה]
Glossa.
Segue una glossa (hagahah): una nota distinta dal testo principale, che risponde a una difficoltà sollevata da quanto appena detto.
Questo titolo introduce una glossa sulla yud e sulla vav appena discusse.
8לכאורה אינו מובן כי היודי״ן שבת״ד [שבתיקוני דיקנא] הוא גבוה מהוי״ו כמ״ש לעיל כי מקום יניקת השערה והגומא שלה הוא בחי׳ יו״ד דהיינו מקום יניקתה ממו״ס [ממוחא סתימאה] שהוא הגבה מאד נעלה מהשערות עצמן שהן בחי׳1 ו׳.
A prima vista ciò non è comprensibile: gli yud dei tikkunim (ordinamenti) della barba sono infatti più elevati dei vav, come si è detto sopra. Il luogo da cui il pelo trae nutrimento, e il suo follicolo, è il livello dello yud, cioè il luogo da cui trae nutrimento dal Mocha Stima’ah (la Mente Nascosta), che è di gran lunga più elevato e sublime dei peli stessi, che sono il livello del vav.
La difficoltà è questa: nei tikkunim della barba, lo yud — il follicolo attraverso cui il pelo trae nutrimento dal Mocha Stima’ah, la «Mente Nascosta» (la sapienza, Chochmah, di Arich Anpin) — è molto più elevato del vav, il pelo che si protende da esso. Il passaggio dallo yud al vav dovrebbe quindi essere una discesa, non un’ulteriore ascesa.
La nota espone il problema: lo yud è superiore al vav, eppure il testo ha definito il passaggio da «alla sua testa» (yud) a «colonna» (vav) un’ulteriore ascesa.
La nota di Kehot rimanda a un discorso successivo («Kol Hamaarich B’Echad», 5678), nel quale il rapporto tra gli yud e i vav dei tikkunim viene spiegato ampiamente.
Marei mekomos
- 1כי היודי״ן שבת״ד הוא גבוה מהוי״ו . . מהשערות עצמן שהן בחי׳ ו׳ · מבואר בד״ה כל המאריך באחד תרע״ח ע׳ שפח.
9והרי בחי׳ וישם אתה מצבה משמע שהוא עלייה אחר עלייה למעלה מבחי׳ מראשותיו שהוא בחי׳ יו״ד. וזהו תרתי דסתרי.
Eppure, il livello di «e la pose come una stele» implica un’ascesa dopo l’altra, superiore al livello di «presso il suo capo», che è il livello della yud. E ciò costituisce due [affermazioni] che si contraddicono.
Eppure, l’ordine letterale del versetto fa sì che la stele, la vav, rappresenti un’ascesa che va oltre «presso il suo capo», la yud. Le due affermazioni sembrano contraddirsi.
אך פי׳ מראשותיו הוא בחי׳ חכמה דאצילות ואח״כ וישם אתה מצבה שנעשית בחי׳ ו׳ הוא בחי׳ אבא יונק ממזלא1 שבחי׳ השערות דת״ד [דתיקוני דיקנא] שהן ווי״ן גבוה מהיו״ד דח״ע [דחכמה עילאה].
Ma la spiegazione è questa: «presso il suo capo» è il livello della sapienza (Chochmah) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus); successivamente, «e la pose come una stele», quando essa diventa il livello della vav, è il livello di Abba, che attinge nutrimento dal Mazla [letteralmente: «ciò che fluisce verso il basso»]; infatti, il livello dei capelli dei tikkunim [configurazioni] della barba, che sono delle vav, è superiore alla yud della Chochmah Ila’ah (la Chochmah superna).
La risposta è che le due lettere appartengono a livelli diversi. La yud di «presso il suo capo» è la Chochmah di Atzilus, mentre la vav della stele è Abba (Chochmah) nel suo attingere nutrimento dal Mazla, uno dei tikkunim della barba. Quei capelli, sebbene siano soltanto vav, si trovano più in alto della yud della Chochmah superna; perciò la vav del livello superiore supera la yud di quello inferiore.
אח״כ ויצק שמן על ראשה2 היינו המשכה ממו״ס [ממוחא סתימאה] ממש לתוך המזלות כו׳ ומזה ממש נמשך הגלוי למטה בהלכו׳ שבתורה שבע״פ [שבעל פה] ששרשן מנימין דמו״ס [דמוחא סתימאה] וע״ז נאמר סלסלה ותרוממך3 כו׳:
In seguito, «e versò olio sulla sua sommità»: ciò significa un flusso dalla Mocha Stima’ah [la mente nascosta] stessa dentro i mazalos, ecc. E da ciò stesso viene fatta discendere in basso la rivelazione, nelle leggi della Torah Orale, la cui radice è nei filamenti della Mocha Stima’ah. E a questo si riferisce il detto: «Esaltala, ed essa ti innalzerà», ecc.
L’olio che Yaakov versò sulla sommità della stele è un flusso dalla Mocha Stima’ah stessa nei mazalos. Da lì la rivelazione discende in basso, nelle leggi della Torah Orale, la cui radice si trova nei filamenti della Mocha Stima’ah; perciò è detto: «Esaltala, ed essa ti innalzerà». La parola salseleha, «esaltala», allude anche all’arricciarsi (silsul) dei capelli, i filamenti nei quali sono radicate le leggi.
La glossa risolve la difficoltà collocando la yud e la vav a livelli diversi: la vav dei tikkunim della barba, dai quali Abba attinge, è superiore alla yud della Chochmah; l’olio è un flusso ancora più elevato dalla mente nascosta, che giunge in basso nelle leggi della Torah Orale.
Il fatto che Abba attinga dal Mazla è insegnato nello Zohar e in Etz Chaim, Sha’ar HaKelalim, come mostra la nota Kehot. Lo stesso passo in Torah Ohr, Vayechi, parla di Abba che attinge dall’ottavo mazal, Notzer.
Marei mekomos
- 1אבא יונק ממזלא · Zohar III, 289b
- 2ויצק שמן על ראשה · Genesis 28:18
- 3סלסלה ותרוממך · Proverbs 4:8
Lo studio della Torah con il timore reverenziale del Sinai ¶10–12
10אך אין זה תכלית המכוון רק שאח״כ ויצק שמן על ראשה שמן היינו המשכת חכמה עילאה שהיא התורה ורצונו ית׳ שנמשכו ע״י בחי׳ יעקב יו״ד עקב כמ״ש ויקם עדות ביעקב1 ותורה שם בישראל
Tuttavia, questo non è lo scopo ultimo; [lo scopo è] che in seguito «versò olio sulla sua sommità». L’olio è il far discendere Chochmah Ila’ah (la sapienza superna), che è la Torah e la Sua volontà, benedetto Egli sia, le quali vengono fatte discendere attraverso il livello di Yaakov, yud-akev [Yud del tallone], come è scritto: «Egli stabilì una testimonianza in Yaakov e pose una Torah in Israele»:
Tornando al testo principale: sollevare la pietra non è lo scopo. Lo scopo è l’olio, il far discendere la Chochmah Ila’ah, che è la Torah e la volontà di D‑o; ciò avviene attraverso Yaakov, yud-akev, come dice il versetto: «Egli stabilì una testimonianza in Yaakov e pose una Torah in Israele».
affinché nello studio della Torah qui in basso, relativo a questioni materiali, [come nel caso di] «chi scambia una mucca con un asino», ecc., si riveli il far discendere Chochmah Ila’ah.
Il suo scopo è che anche studiando le leggi relative a questioni materiali, come il caso della Mishnah di chi scambia una mucca con un asino, la sapienza superna di D‑o si riveli in quel contesto.
שכל פרטי הלכות שנפרדו הם יסודתם בהררי קדש4 עליון חכמה עילאה שכך חייבה חכמתו ורצונו ית׳.
Poiché tutti i particolari delle leggi, che si sono separati, hanno «il loro fondamento nei monti della santità» in Alto, nella Chochmah Ila’ah, poiché così hanno disposto la Sua sapienza e la Sua volontà, benedetto Egli sia.
Ogni singola legge, sebbene sembri una questione di questo mondo a sé stante, è radicata nella Chochmah superna, «i monti della santità». Ogni decisione è ciò che hanno stabilito la sapienza e la volontà di D‑o.
Il paragrafo espone lo scopo dell’intero processo: l’olio versato sulla pietra, ossia la Chochmah superna fatta discendere attraverso Yaakov nella Torah, affinché anche le leggi relative a questioni mondane rivelino la sapienza di D‑o.
Secondo la nota di Kehot, in un manoscritto mancano le parole da «poiché tutti i particolari delle leggi» a «Chochmah Ila’ah».
Marei mekomos
- 1ויקם עדות ביעקב · Psalms 78:5
- 2המחליף פרה בחמור · Mishnah Bava Metzia 8:4
- 3שו״ה כו׳ גילוי — שכל פרטי . . חכמה עילאה · בבוך 633 ליתא.
- 4בהררי קדש · Psalms 87:1
11ואי לזאת יהי׳ [יהיה] עסק התורה ג״כ עד״ז להמשיך חכמה עילא׳ [עילאה] בנפשו ועי״ז נעשה אתכפייא סט״א [סטרא אחרא] ואתהפכא כו׳.
Pertanto, anche lo studio della Torah deve svolgersi in questo modo: far discendere la sapienza superna (Chochmah Ila’ah) nella propria anima. E attraverso questo l’altra parte (sitra achra) viene sottomessa (iskafya) e trasformata (is’hapcha), ecc.
Lo studio della Torah dovrebbe dunque essere compiuto con questa consapevolezza: far discendere la sapienza superna di D‑o nella propria anima. È questo che sottomette la sitra achra (iskafya) e persino la trasforma (is’hapcha).
ולכן ארז״ל [אמרו רבותינו זכרונם לברכה] מה להלן באימה וביראה אף כאן באימה1 כו׳ שתפול על האדם אימה ופחד בעסקו בתורה כמו בשעת קבלתו בהר סיני.
Perciò i nostri Maestri, di benedetta memoria, dissero: «Come là [fu] con timore e reverenza, così anche qui [deve essere] con timore», ecc.: che timore e paura scendano sull’uomo mentre si dedica allo studio della Torah, come nel momento in cui essa fu ricevuta sul monte Sinai.
Per questo i Maestri insegnarono (Berachos 22a) che, così come la Torah fu ricevuta al Sinai con timore e reverenza, così deve essere studiata con timore e reverenza. Una persona dovrebbe provare, mentre studia, la stessa paura che Israele provò quando ricevette la Torah.
Il paragrafo trae la conclusione pratica: lo studio della Torah deve far discendere la sapienza superna nell’anima e deve quindi svolgersi con il timore reverenziale del Sinai.
Marei mekomos
- 1מה להלן באימה וביראה אף כאן באימה · Berakhot 22a:4
Ora, là sul monte Sinai, «tutto il popolo vide i suoni e le fiaccole», ecc.; «Havayah parlò con voi faccia a faccia», ecc.
Al Sinai il timore reverenziale era naturale: il popolo vide i tuoni e le fiamme, e D‑o parlò loro «faccia a faccia».
והאיך ימשיך כל אדם יראה זו עליו בכל זמן אלא כאשר ישים האדם אל לבו שהתורה שהוא לומד היא המשכת חכמה עילאה
E come può ogni persona attirare su di sé questo timore reverenziale in ogni momento? Soltanto quando prende a cuore che la Torà che studia è la discesa verso il basso della sapienza superna (Chochmah Ila’ah),
Come può una persona provare ogni giorno quel timore reverenziale, senza i tuoni e i lampi? Prendendo a cuore che la Torà che studia è la sapienza superna di D‑o fatta discendere.
ושם שורה ומתגלה אור א״ס ב״ה שלמעלה מעלה מגדר ההשתלשלות וקמיה כחשיכה כאורה4 מעלה ומטה רוחניות וגשמיות שוין א״כ אין כאן הסתר פנים כלל ע״כ מה להלן כו׳ הכל שוה.
e lì dimora e si rivela la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, che è infinitamente al di sopra dei limiti della catena discendente dei mondi (hishtalshelus); e davanti a Lui «le tenebre sono come la luce»: l’alto e il basso, lo spirituale e il materiale, sono uguali. Se è così, qui non vi è affatto alcun occultamento del Suo Volto. Perciò, «proprio come là», ecc.: tutto è uguale.
In essa dimora Or Ein Sof, che è al di sopra dell’intero hishtalshelus, e per esso «le tenebre sono come la luce»: l’alto e il basso, lo spirituale e il materiale, sono tutti uguali. Perciò, nello studio della Torà non vi è alcun occultamento: D‑o è presente come al Sinai, e anche oggi vale il timore reverenziale del Sinai.
Il paragrafo spiega come sia possibile provare in ogni momento di studio il timore reverenziale del Sinai: Or Ein Sof presente nella Torà è al di là di ogni livello, perciò per esso non vi è alcuna differenza tra il Sinai e oggi.
Marei mekomos
- 1ראו את הקולות · Exodus 20:18
- 2כל העם ראו את הקולות ואת הלפידים · Exodus 20:15
- 3פנים בפנים · Deuteronomy 5:4
- 4כחשיכה כאורה · Psalms 139:12
Da Be’er Sheva a Charan, e la risata di Yitzchak ¶13–16
13והנה להבין תכלית ירידת יעקב יו״ד עקב להיות הש״ע [הש״ע (370)] נהורין בגילוי למטה וליקח מאבני המקום1 להעלותם למעלה ולהמשיך אח״כ בחי׳ שמן הוא בחי׳ חכמה עילאה מלמעלה למטה.
Ora, [dobbiamo] comprendere lo scopo della discesa di Yaakov, yud-akev [yod-tallone]: che le 370 luci si rivelino in basso, prendere «dalle pietre del luogo» per elevarle in alto e, in seguito, far discendere dall’alto in basso il livello dell’olio, che è il livello della sapienza (Chochmah) superna (Ila’ah).
Il maamar ora chiede perché Yaakov dovette scendere: per rivelare in basso le 370 luci, elevare le «pietre» e poi far discendere l’«olio» della Chochmah superna.
וירידה זו הוא מ״ש ויצא יעקב מבאר שבע.2 באר הוא מקור ומעיין הנובע ז׳ מדות3 עליונות לך ה׳ הגדולה והגבורה4 כו׳ שהן בחי׳ לך בחי׳ ביטול.
Questa discesa è ciò che è scritto: «E Yaakov uscì da Be’er Sheva». Be’er (pozzo) è la fonte e la sorgente da cui fluiscono le sette (sheva) qualità superne: «Tua, Havayah, è la grandezza e la potenza», ecc.; esse costituiscono il livello del «Tua», il livello dell’autoannullamento (bittul).
La discesa è l’uscita di Yaakov da Be’er Sheva, letto come «il pozzo dei sette»: la fonte delle sette qualità emotive superne, che il versetto «Tua, Havayah, è la grandezza e la potenza…» elenca una per una. Poiché sono tutte «Tue», sono interamente dedicate a D‑o, in uno stato di bittul.
וילך חרנה חר״ן (ע״ה [עליו השלום])5 בגימ׳ [בגימטריא] גרו״ן רק בחי׳ גרו״ן היינו כשהקול יוצא כדרכו6 בלי עכוב ובלי מונע
«E si diresse verso Charan». Charan, contando il kollel [l’unità aggiunta per il computo complessivo], equivale numericamente a garon [gola]. Il livello di garon, però, si ha quando la voce esce nel suo modo naturale, senza impedimenti né ostacoli;
Yaakov si diresse verso Charan. Le lettere di Charan (8+200+50 = 258), contando la parola stessa come un’unità in più (il kollel), equivalgono a garon (3+200+6+50 = 259), «gola». La gola nel suo stato naturale è il luogo in cui la voce passa liberamente, senza impedimenti.
אבל חר״ן אותיות נחר7 היינו מ״ש יגעתי בקראי8 נחר גרוני. והיינו כשגובר בו יסוד האש9 כי הקול כלול אש רוח ומים.
Charan, invece, contiene le stesse lettere di nichar [inaridita], come è scritto: «Sono sfinito dal mio gridare; la mia gola è nichar [inaridita]». Ciò avviene quando in essa prevale l’elemento del fuoco, poiché la voce è composta di fuoco, aria e acqua.
Ma Charan contiene anche le stesse lettere di nichar, «inaridita», come in «la mia gola è inaridita». Questo è lo stato della gola in cui l’elemento del fuoco la sopraffà; la voce è composta di tre elementi: fuoco, aria e acqua.
רוח הוא עיקר התפשטות הבל הלב ומים היינו לחלוחית הריאה ואש הוא המחלק את הקול להיות ההפסק להתחלק בה׳ מוצאות הפה כלי הדבור.
L’aria costituisce l’espansione essenziale del soffio del cuore; l’acqua è l’umidità del polmone; e il fuoco è ciò che divide la voce, creando l’interruzione che la suddivide nei cinque punti di articolazione della bocca, gli organi della parola.
L’aria è il soffio che sale dal cuore, l’acqua è l’umidità dei polmoni e il fuoco è ciò che separa la voce in suoni distinti, i cinque gruppi di lettere formati dagli organi della parola.
Il paragrafo comincia a spiegare la discesa di Yaakov: da Be’er Sheva, fonte delle qualità superne caratterizzate dal bittul, a Charan, una «gola» in cui il flusso della voce è ostacolato da un eccesso di fuoco.
Le note di Kehot riportano che il Likkutei Torah dell’Arizal (all’inizio di Vayeitzei) già equipara Charan a garon in base al loro valore numerico, come Torah Ohr cita più avanti (58c), e che Yahel Or collega l’uscita libera della voce allo Zohar, nella Parashat Vaera, dove Moshe è chiamato «voce». Sono inoltre riportate diverse varianti manoscritte delle righe iniziali.
Marei mekomos
- 1שו״ה ירידת יעקב — הש״ע נהורין בגילוי למטה וליקח מאבני המקום · בבוך 633: ”גילוי ש״ע נהרין למטה ולקחת מאבני המקום.
- 2ויצא יעקב מבאר שבע וילך חרנה · Genesis 28:10
- 3שו״ה מבאר — שבע באר הוא מקור ומעיין הנובע ז׳ מדות · בבוך 633 תי׳ ”שבע” ליתא שם ואח״כ כ׳ ”באר הוא חכ״ע מעין ומקור שבע מדות”.
- 4לך ה׳ הגדולה והגבורה · I Chronicles 29:11
- 5שו״ה הגדולה — חר״ן (ע״ה) בגימט׳ גרו״ן · בבוך 633 חר״ן בגימט׳ עם הכולל גרון.
- 6כשהקול יוצא כדרכו · ביהל אור לקאפ׳ קמט ע׳ תקפו מציין ע״ז: ע׳ זח״ב פ׳ וארא דכ״ה ע״ב משה קלא.
- 7חרן אותיות נחר · לקמן נח, ג מציין לקו״ת להאריז״ל ר״פ ויצא ששניהם בגימטריא אחת. ובאוה״ת בראשית כרך א קעה, א מציין ללקו״ת פ׳ וישב ע״פ ויהי אחר הדברים האלה, וכ״ה באוה״ת וארא ע׳ קעח. למה שנתבאר כאן ראה אוה״ת וארא ע׳ קעח. סה״מ תרל״ב כרך ב ע׳ תצא. תרל״ג כרך א ע׳ לא ואילך. יהל אור ע׳ תקפו.
- 8יגעתי בקראי · Psalms 69:4
- 9כשגובר בו יסוד האש · ראה אוה״ת וארא ע׳ קעח. במדבר ע׳ כג.
E quando l’elemento del fuoco prevale eccessivamente, è esso a interrompere la voce, finché questa non può più uscire nel flusso continuo del suo corso normale.
Il fuoco, in misura moderata, divide la voce in lettere; in eccesso, invece, la soffoca del tutto, così che non può fluire nel suo modo normale e continuo.
וכך הוא בחי׳ חרן היינו בחי׳ המפסיק את הקול שהוא ההמשכה מחיות ואור א״ס ב״ה
E così è il livello di Charan: vale a dire, il livello di ciò che interrompe la voce, [la voce] essendo la discesa della forza vitale (chayus) e della luce dell’Infinito (Ein Sof), benedetto Egli sia;
Charan è questo soffocamento della voce. Sul piano spirituale, la «voce» è il fluire della forza vitale e della luce dall’Infinito verso i mondi.
שלא להיות ההמשכה כדרכה בקדושה דוקא אלא שיש גם לקליפות וס״א [וסטרא אחרא] יניקה ואחיזה בהמשכה זו ואזי נק׳ בבחי׳ נאלמתי דומיה2 שנפסק הקול וההמשכה ונעשה בחי׳ נפרד
cosicché la discesa non avviene nel suo modo normale, esclusivamente nella santità, ma anche le kelipos (gli involucri) e l’altra parte (sitra achra) ricevono nutrimento e trovano appiglio in questo flusso. Allora viene definita la condizione di «Sono rimasto muto, in silenzio», poiché la voce e la discesa si interrompono e si forma una condizione di separatezza.
A Charan, quel flusso non procede più nel suo canale appropriato, interamente nella santità; al contrario, le kelipos e la sitra achra, le forze che si oppongono alla santità, ne traggono nutrimento. Questa è la condizione di «Sono rimasto muto, in silenzio»: il flusso si interrompe e ciò che rimane si percepisce separato da D‑o.
ובחי׳ זו הוא בין בהנהגת העולמות שהוא ענין גלות ישראל ושעבוד מצרים ובבל מחמת תגבורת האש ותוקף הדין
E questo livello si manifesta sia nella conduzione dei mondi — ossia nell’esilio d’Israele e nel suo assoggettamento in Egitto e a Babilonia, a causa dell’intensità del fuoco e della forza del giudizio —
Questa separatezza si manifesta su due piani. Nella conduzione dei mondi, è l’esilio del popolo d’Israele e il suo assoggettamento in Egitto e a Babilonia, che il maamar riconduce a un eccesso di fuoco, cioè a un giudizio severo.
ובין בכל נפש מישראל בעבודת ה׳ שעסק התורה שלו הוא בבחי׳ נפרד ולא בבחי׳ ביטול לאור א״ס ב״ה להיות גילוי חכמתו כו׳ מחמת תגבורת האש וחמימות שמצד גופו ונפש הבהמית אשר נמשך אחריהם.3
sia in ogni anima ebraica, nel servizio di D‑o: quando il suo studio della Torah si trova in una condizione di separatezza, e non di autoannullamento (bittul) dinanzi alla Luce Infinita (Or Ein Sof), affinché vi si riveli la Sua sapienza, ecc., a causa dell’intensità del fuoco e del calore provenienti dal suo corpo e dall’anima animale, che egli segue.
Si manifesta anche nel singolo ebreo, il cui studio della Torah può svolgersi con un senso di sé, separato da D‑o e privo dell’autoannullamento che permette alla sapienza di D‑o di rivelarsi in esso. Anche qui la causa è il «fuoco»: il calore e l’ardore del corpo e dell’anima animale, che la persona segue.
אך הנה תכלית ירידה זו של בחי׳ יעקב מאגרא רמה מבאר שבע מקו׳ מדות העליונות שהן ביטול אליו ית׳ לך ה׳ הגדולה כו׳ לבירא עמיקתא4 מקום החרן המפסיק ומעכב את קול ההמשכה להיות בחי׳ נפרד.5 הוא כדי להיות אתכפיא ואתהפכא
Eppure lo scopo ultimo di questa discesa del livello di Yaakov — «da un’altura elevata», da Be’er Sheva, fonte degli attributi superni, che sono in uno stato di bittul dinanzi a Lui, benedetto Egli sia («A Te, Havayah, appartiene la grandezza», ecc.), «fino a una fossa profonda», il luogo di Charan, che interrompe e trattiene la voce del flusso discendente, facendola diventare una condizione di separatezza — è che vi siano sottomissione (iskafya) e trasformazione (is’hapcha).
Eppure la discesa di Yaakov aveva uno scopo. Egli andò «da un’altura elevata a una fossa profonda» — espressione del Talmud per indicare una grande caduta —: da Be’er Sheva, fonte degli attributi superni che sono tutti «Tuoi», fino a Charan, dove il flusso è bloccato e prevale la separatezza. Vi andò affinché l’oscurità fosse prima sottomessa e poi trasformata.
E allora Charan (חרן) diventa rinah (רנה, canto gioioso), poiché la ches si apre e diventa una hei, come è affermato nello Zohar a proposito del versetto «Rimprovera la bestia (chayas) delle canne»: dal chametz (חמץ) si ricava la matzah (מצה).
Quando ciò accade, Charan (חרן) diventa rinah (רנה), canto gioioso: la ches chiusa si apre e diventa una hei. Lo Zohar esprime lo stesso concetto a proposito del chametz (חמץ) che diventa matzah (מצה): anche in questo caso una ches diventa una hei.
Il paragrafo spiega Charan come il flusso bloccato della vita divina, dove la separatezza e le kelipos prendono piede, nell’esilio e nello studio personale di un ebreo; afferma poi che Yaakov vi discese per trasformare quel luogo, facendo diventare Charan rinah, canto.
La ches e la hei differiscono per una piccola apertura: la hei è aperta in alto a sinistra, mentre la ches è chiusa. Trasformare una ches in una hei è dunque un piccolo cambiamento dagli effetti profondi: così la Chassidus descrive la trasformazione (is’hapcha) dell’oscurità in luce. Secondo una variante di manoscritto riportata nelle note, qui il testo cita l’Idra Rabba anziché lo Zohar su Pinchas.
Marei mekomos
- 1המפסיק את הקול · ביהל אור שם: וע׳ זהר שם דכ״ו תחלת ע״א.
- 2נאלמתי דומי׳ · Psalms 39:3
- 3ובין בכל נפש . . אשר נמשך אחריהם · מובא באוה״ת במדבר ע׳ כד.
- 4לבירא עמיקתא · Chagigah 5b:16–17
- 5שו״ה מקום החרן — להיות בחי׳ נפרד · בבוך 633 נוסף ולא בבחי׳ ביטול לאוא״ס ב״ה.
- 6כמ״ש בזהר ע״פ גער חית קנה · פ׳ פנחס רנא, ב. בבוך 1824: כמ״ש באד״ר.
- 7גער חית קנה · Psalms 68:31
- 8כמ״ש בזהר ע״פ גער חית קנה שמחמץ נעשה מצה · Zohar, Pinchas 105:727–106:740
15וזהו ושבתי בשלום1 אל בית אבי ושבתי מחר״ן. אל בית אבי זהו בחי׳ יצחק ויצחק נק׳ ע״ש [על שם] צחק עשה לי2 אלקים
Ed è questo «e tornerò in pace alla casa di mio padre»: «e tornerò» da Charan. «Alla casa di mio padre»: questo è il livello (bechinah) di Yitzchak; e Yitzchak è così chiamato per via di «D‑o mi ha fatto ridere (tzechok)»,
Il voto di Yaakov, «tornerò in pace alla casa di mio padre», viene letto come il ritorno da Charan. «La casa di mio padre» è Yitzchak, il cui nome deriva dalle parole di Sarah: «D‑o mi ha fatto ridere».
והוא בחי׳ רנ״ה שנעשה מחר״ן וכתיב כל השומע יצחק לי יצחק הוא לשון עתיד דהיינו בביאת המשיח ב״ב [במהרה בימינו] שאז אהפוך אל עמים3 וגו׳
ed è il livello della rinah [canto], che nasce da Charan. Ed è scritto: «chiunque lo sentirà riderà (yitzchak) per me»: yitzchak è al futuro, cioè al tempo della venuta del Mashiach, presto ai nostri giorni, poiché allora «trasformerò i popoli», ecc.
Yitzchak, il riso, è la stessa cosa della rinah, il canto che nasce da Charan. Sarah disse anche: «chiunque lo sentirà riderà per me», e in quel passo yitzchak è al futuro: il riso appartiene ai giorni del Mashiach, quando, come dice Tzefaniah, «trasformerò i popoli».
דכד אתכפייא ואתהפכא אזי נעשה בחי׳ צחוק וחדוה כמו עד״מ צחוק המלך והשרי׳ מענין התהפכות דבר רחוק וזר כמו מצפור מדברת שזהו דבר חידוש משא״כ מאדם המדבר שדרכו בכך לא שייך צחוק.
Poiché quando [l’altra parte (sitra achra)] viene sottomessa e trasformata, allora si produce la bechinah del riso e della gioia; come, per esempio, il riso del re e dei ministri di fronte alla trasformazione di qualcosa di remoto ed estraneo, come un uccello che parla, cosa sorprendente; mentre per un uomo che parla, essendo ciò conforme alla sua natura, non c’è motivo di ridere.
Quando la sitra achra viene sottomessa e trasformata, nasce il riso, perché il riso scaturisce dalla sorpresa. Un re e i suoi ministri riderebbero deliziati nel vedere un uccello parlare, poiché è cosa meravigliosa, ma non di un uomo che parla, dato che è ciò che ci si aspetta. Allo stesso modo, quando le tenebre si trasformano in luce, in Alto nasce una delizia singolare.
Il paragrafo interpreta «tornerò… alla casa di mio padre» come il ritorno da Charan a Yitzchak, il riso e la gioia che sorgono quando le tenebre vengono trasformate; questo riso si rivelerà pienamente nei giorni del Mashiach.
L’analogia dell’uccello che parla compare anche nel maamar precedente in Torah Ohr, dove la delizia del ritorno (teshuvah) è paragonata alla meraviglia di un uccello che parla.
Marei mekomos
- 1ושבתי בשלום · Genesis 28:21
- 2צחק עשה לי · Genesis 21:6
- 3אהפוך אל עמים · Zephaniah 3:9
16ולכן ארז״ל [אמרו רבותינו זכרונם לברכה] במקום שבע״ת [שבעלי תשובה] עומדין1 כו׳ משום דאתהפכא חשוכא כו׳. וגם ארז״ל [אמרו רבותינו זכרונם לברכה] אם ישראל עושין תשובה2 נגאלין כו׳ שזהו תכלית ביאת המשיח להיו׳ [להיות] הצחוק והחדוה כד אתכפייא סט״א [סטרא אחרא] ואתהפכא חשוכא לנהורא.
Perciò i nostri Saggi, di benedetta memoria, dissero: «Nel luogo in cui stanno i baalei teshuvah (coloro che hanno fatto ritorno)», ecc., poiché le tenebre vengono trasformate, ecc. I nostri Saggi, di benedetta memoria, dissero anche: «Se Israele compie il ritorno (teshuvah), sarà redento», ecc.; poiché questo è lo scopo della venuta del Mashiach: che vi siano riso e gioia, quando l’altra parte (sitra achra) viene sottomessa e le tenebre si trasformano in luce.
Ecco perché i Saggi insegnano (Berachos 34b) che nel luogo in cui stanno i baalei teshuvah non possono stare neppure i giusti perfetti: nella teshuvah le tenebre stesse si trasformano in luce, cosa che procura la delizia più grande. La redenzione dipende dalla teshuvah, perché l’intero scopo della venuta del Mashiach è questa gioia della trasformazione delle tenebre in luce.
וזהו מארז״ל [מאמר רבותינו זכרונם לברכה] שלעתיד יאמרו על יצחק3 כי אתה אבינו4 שתכלית ירידת הנשמה בגוף בעוה״ז ותכלית ירידת ישראל בגלות ושעבוד ודוחק פרנסה הוא כדי שיעלו ויבאו ויגיעו לבחי׳ יצחק הוא הצחוק והחדוה כו׳:
E questo è [il significato di] quanto dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: in futuro diranno a Yitzchak: «Perché tu sei nostro padre»; poiché lo scopo della discesa dell’anima nel corpo in questo mondo, e lo scopo della discesa di Israele nell’esilio, nella soggezione e nella difficoltà di procurarsi da vivere, è che essi salgano, giungano e raggiungano il livello di Yitzchak, cioè il riso e la gioia, ecc.
Il Talmud racconta che in futuro Israele dirà a Yitzchak: «Tu sei nostro padre». La discesa dell’anima nel corpo, così come la discesa di Israele nell’esilio e nella lotta per guadagnarsi da vivere, avvengono tutte allo scopo di raggiungere Yitzchak: il riso e la gioia che derivano dalla trasformazione.
Il paragrafo collega l’idea della trasformazione agli insegnamenti dei Saggi sul ritorno e sulla redenzione, e mostra che ogni discesa — quella dell’anima e quella di Israele in esilio — è finalizzata alla gioia di Yitzchak.
La nota di Kehot rimanda al maamar precedente (Torah Ohr, Vayeitzei, 21c), dove il ritorno (teshuvah) è descritto come il ricondurre a D‑o i tratti negativi infuocati, trasformando Charan in rinah (canto di gioia), come il chametz (pane lievitato) diventa matzah (azzima); si dice che questa delizia sarà rivelata soltanto in futuro.
Marei mekomos
- 1במקום שבע״ת עומדין · ראה לעיל כא, ג.
- 2אם ישראל עושין תשובה · Sanhedrin 97b:14–15
- 3שלעתיד יאמרו על יצחק · Shabbat 89b:2
- 4כי אתה אבינו · Isaiah 63:16
La pace e il compimento del voto ¶17–20
17אך כיצד ישוב מבחי׳ חרן לבחי׳ יצחק הנ״ל הנה לזה אמר הכתוב בשלום כי שלום הוא המחבר ומקשר ב׳ הפכים
Ma come si fa a ritornare dal livello di Charan al livello di Yitzchak menzionato sopra? A questo risponde il versetto: «in pace»; perché la pace è ciò che unisce e lega due opposti,
Come si passa da Charan, la separazione che impedisce il legame, a Yitzchak, la gioia? Il versetto risponde: «in pace». La pace unisce due opposti in uno.
כמ״ש עושה שלום במרומיו בין מיכאל1 כו׳2 שלום שלום לרחוק3 שנעשה קרוב כו׳ ובשלום ב׳4 שלום ממטה למעלה וממעלה למטה כמ״ש במ״א.5
come è scritto: «Egli fa pace nelle Sue altezze», tra Michael, ecc.; «Pace, pace a chi è lontano», che diventa vicino, ecc. E beshalom (in pace) indica due [tipi di] pace: dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso, come spiegato altrove.
Il Midrash spiega che D‑o «fa pace nelle Sue altezze» tra l’angelo Michael (acqua, benevolenza) e l’angelo Gavriel (fuoco, rigore). Allo stesso modo, «pace, pace a chi è lontano» viene interpretato come pace per colui che era lontano ed è diventato vicino, il baal teshuvah [colui che è ritornato a D‑o]. E beshalom, «in pace», viene interpretato come due tipi di pace (la lettera ב ha valore numerico due): dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso.
Il paragrafo spiega che il ritorno da Charan a Yitzchak avviene attraverso la pace, che unisce gli opposti: dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso.
La versione di questo passo in Or HaTorah completa la frase con «tra Michael e Gavriel» e chiarisce che la ב di beshalom significa «due». La nota Kehot rimanda inoltre ai Biurei HaZohar dello Tzemach Tzedek, all’inizio di Lech Lecha.
Marei mekomos
- 1עושה שלום במרומיו בין מיכאל · Job 25:2
- 2בין מיכאל כו׳ · באוה״ת צו ע׳ כב נוסף: וגבריאל.
- 3שלום שלום לרחוק · Isaiah 57:19
- 4ובשלום ב׳ · שם נוסף היינו: ב׳.
- 5אך כיצד . . כמ״ש במ״א · מובא באוה״ת פ׳ צו ע׳ כב.
18והנה כשיתגלה הצחוק העליון לעתיד כד אתכפיא ואתהפכא דהיינו שלא יהיה שליטה ויניקה לקליפות וסט״א [וסטרא אחרא] כלל וכמ״ש ואת רוח הטומאה1 אעביר מן הארץ. אזי יזדכך חומריות העולם וגסותו שלא יהיה בבחי׳ יש ודבר נפרד בפ״ע [בפני עצמו] רק הכל יוכלל בבחי׳ אין
Ora, quando in futuro si rivelerà il riso superno, quando [la sitra achra] sarà sottomessa e trasformata, ossia quando le kelipos e la sitra achra non avranno affatto dominio né nutrimento, come è scritto: «Rimuoverò dalla terra lo spirito d’impurità», allora la materialità e la grossolanità del mondo saranno raffinate, così che esso non sarà più al livello di qualcosa (yesh), una cosa separata in sé; piuttosto, tutto sarà incluso nel livello del nulla (ayin).
In futuro si rivelerà il «riso superno», quando il male sarà completamente sottomesso e trasformato e le kelipos non avranno più alcun appiglio, come dice Zechariah: «Rimuoverò dalla terra lo spirito d’impurità». Allora la grossolanità del mondo sarà raffinata: esso non si percepirà più come yesh, un «qualcosa» separato; tutto sarà assorbito nell’ayin, il «nulla» divino da cui proviene.
כי זהו תכלית בריאת העולמות מאין ליש כדי לאהפכא מבחי׳ יש לבחי׳ אין ואזי והיה הוי׳ לי לאלקים.
Questo è infatti lo scopo della creazione dei mondi dal nulla in qualcosa: trasformarli dal livello di yesh al livello di ayin. E allora: «Havayah sarà per me come Elokim».
Questo è lo scopo della creazione di qualcosa dal nulla: che il «qualcosa» si trasformi nuovamente in «nulla», riconoscendo consapevolmente la propria nullità davanti a D‑o. Questa è la realizzazione della richiesta di Yaakov: «Havayah sarà per me come Elokim».
כי הנה אלקי׳ היינו ההעלם והצמצו׳ להיות העולמות נבראים מאין ליש
Elokim è infatti il nascondimento e la contrazione (tzimtzum), che fanno sì che i mondi siano creati dal nulla in qualcosa;
Per spiegare: Elokim è il nascondimento e la contrazione di D‑o, che permettono ai mondi di esistere come «qualcosa».
והוי״ה היינו בחינת פנימיות אור א״ס ב״ה המחי׳ [המחיה] ומהוה כו׳
e Havayah è il livello della dimensione interiore (pnimiyus) della Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, che dà vita e porta all’esistenza, ecc.
Havayah è la Luce Infinita interiore che effettivamente dà loro vita e li porta all’esistenza.
וכמ״ש כי שמש ומגן2 הוי״ה אלקים שאלקי׳ נעשה בחי׳ מגן לשם הוי״ה שהוא בבחי׳ השמש כו׳.
Come è scritto: «Poiché Havayah Elokim è sole e scudo»: Elokim diventa il livello di uno scudo per il Nome Havayah, che è al livello del sole, ecc.
«Havayah Elokim è sole e scudo»: Havayah è come il sole, ed Elokim è lo scudo che lo scherma, affinché le creature possano sostenerne la luce.
אך כל זה הוא בבחינת ההשתלשלות וירידת המדרגות שהוא בבחי׳ זיו והארה שמאור א״ס ב״ה להוות ולהחיות נבראים כסדר ירידת השתלשלות המדרגות מדרגה אחר מדרגה.
Ma tutto questo appartiene all’ambito della catena discendente dei mondi (hishtalshelus) e della discesa dei livelli, che consiste in un raggio e in un’illuminazione della Luce Infinita, benedetto Egli sia, per portare all’esistenza gli esseri creati e dar loro vita secondo l’ordine discendente dei livelli, un livello dopo l’altro;
Ma tutto questo assetto, in cui Havayah è nascosto da Elokim, appartiene alla catena dei mondi, dove soltanto un raggio della Luce Infinita dà vita alle creature, un gradino dopo l’altro, lungo i livelli discendenti.
שמדרגות עליונים מקבלים אור היותר עליון ורוחני כו׳ וכל מה שלמטה מטה מתצמצם ומתלבש כו׳.
poiché i livelli superiori ricevono la luce più sublime e spirituale, ecc., mentre tutto ciò che si trova sempre più in basso viene contratto e rivestito, ecc.
I livelli superiori ricevono una luce più sottile e spirituale; quanto più basso è il livello, tanto più la luce viene contratta e rivestita.
אבל לע״ל [לעתיד לבוא] כשיתגלה הצחוק העליון שהוא מבחי׳ אתהפכא כו׳ יהיה גילוי אא״ס [אור אין סוף] ב״ה בעצמו ובכבודו שלמעלה מעלה מבחינת השתלשלות
Ma nel tempo a venire, quando si rivelerà il riso superno, che deriva dal livello della trasformazione, ecc., si rivelerà la Luce Infinita, benedetto Egli sia, nella Sua essenza e nella Sua gloria, ben al di sopra del livello della hishtalshelus.
In futuro, con il riso che deriva dalla trasformazione, si rivelerà la Luce Infinita così com’è in sé, al di là dell’intera catena dei mondi.
Poiché «occhio a occhio vedranno», ecc.; «ogni carne vedrà», ecc.; «ed entreranno nelle caverne delle rocce e nelle cavità della polvere, dinanzi al terrore di Havayah», ecc.
I profeti descrivono così: «occhio a occhio vedranno», «ogni carne vedrà» insieme, e le persone si nasconderanno nelle caverne «dinanzi al terrore di Havayah». La rivelazione sarà diretta e travolgente.
Il paragrafo spiega la realizzazione futura di «Havayah sarà per me come Elokim»: quando il male sarà trasformato, il mondo sarà assorbito nella divinità e si rivelerà la Luce Infinita così com’è in sé, al di là della catena dei mondi.
L’accostamento di Havayah al «sole» e di Elokim allo «scudo» è un’idea centrale dell’insegnamento dell’Alter Rebbe: il Nome Elokim nasconde affinché la creazione possa esistere. Qui il futuro è descritto come una rivelazione così grande che persino Havayah, così come risplende nei mondi, sembrerà soltanto uno «scudo».
Marei mekomos
- 1ואת רוח הטומאה · Zechariah 13:2
- 2כי שמש ומגן ה׳ אלקים · Psalms 84:12
- 3וראו כל בשר · Isaiah 40:5
- 4עין בעין יראו . . וראו כל בשר . . ובאו במערות צורים · Isaiah 52:8
- 5ובאו במערות צורים ובמחילות עפר מפני פחד ה׳ · Isaiah 2:19
19ואז יהי׳ [יהיה] בחי׳ הוי״ה שהוא אור א״ס ב״ה הנמשך ומתפשט להתלבש בתוך עלמין בסדר ההשתלשלות. נחשב בחי׳ אלקים דהיינו בחי׳ צמצום
E allora il livello del Nome Havayah, che è la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, attirata verso il basso e diffusasi per rivestirsi nei mondi secondo la catena discendente dei mondi (hishtalshelus), sarà considerato il livello di Elokim, vale a dire il livello della contrazione (tzimtzum);
Allora il Nome Havayah, Or Ein Sof nel suo fluire verso il basso e nel suo rivestirsi nei mondi, sarà considerato esso stesso Elokim, ossia una contrazione.
שבאמת אין זה אלא זיו והארה מצומצמת לגבי אור א״ס ב״ה בעצמו ובכבודו שלפניו מעלה ומטה שוין וכחשיכה כאורה.1
poiché in verità non è altro che un riflesso e un’illuminazione contratti rispetto a Or Ein Sof, benedetto Egli sia, nella Sua essenza e nella Sua gloria, dinanzi al Quale l’alto e il basso sono uguali e «le tenebre sono come la luce».
Rispetto a Or Ein Sof in Sé, dinanzi al Quale l’alto e il basso sono uguali e «le tenebre sono come la luce», persino Havayah così come si trova nei mondi è soltanto un bagliore contratto. Questo è il significato più profondo di «Havayah sarà per me come Elokim».
Il paragrafo spiega la domanda iniziale del maamar: in futuro Havayah diventerà, relativamente, «Elokim», perché la rivelazione di Or Ein Sof stesso farà apparire persino la luce che riempie tutti i mondi (memalei kol almin) come un occultamento.
Marei mekomos
- 1וכחשיכה כאורה · Psalms 139:12
20והאבן הזאת אשר שמתי מצבה1 הוא בחינת יו״ד כלי החכמה שמבחי׳ אותיות בחי׳ דומם דהיינו בחי׳ התהוות מאין ליש
«E questa pietra, che ho eretto come stele»: è il livello della yud, il recipiente della sapienza (Chochmah), che proviene dal livello delle lettere, il livello dell’inanimato, cioè il livello del divenire qualcosa a partire dal nulla.
Ora si risponde alla seconda domanda. «Questa pietra» è la yud, il recipiente della sapienza (Chochmah): una lettera, inanimata, creata dal nulla.
רק לפי אשר שמתי מצבה שהגבהתי והעליתי כו׳ לכך יהי׳ [יהיה] לה כח ויכולת להיות בית אלקים שיהיה בחי׳ אלקים זה שהוא אוא״ס [אור אין סוף] ב״ה שבתוך עלמין שורה ומתגלה בבחי׳ אותיות הללו והאותיות תהיינה בבחי׳ משכן ומכון לשבתו ית׳.
Ma poiché «ho eretto [questa pietra] come stele», poiché l’ho innalzata ed elevata [questa pietra], ecc., essa avrà la forza e la capacità di diventare una «casa di Elokim»: affinché questo livello di Elokim, vale a dire la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, che è all’interno dei mondi, dimori e si riveli in queste lettere, e affinché le lettere divengano una dimora e una sede stabile per la Sua dimora, benedetto Egli sia.
Ma poiché Yaakov l’ha innalzata come stele, essa ha acquisito la forza di diventare una «casa di Elokim»: la luce divina all’interno dei mondi, che allora sarà chiamata Elokim, dimorerà e si rivelerà in queste lettere, e le lettere diventeranno una dimora per D‑o.
Il paragrafo risponde a come una pietra possa diventare una casa di D‑o: la lettera umile, innalzata attraverso l’autoannullamento (bittul), diventa una dimora per la luce divina nei mondi.
Marei mekomos
- 1והאבן הזאת אשר שמתי מצבה · Genesis 28:22
Le decime senza fine ¶21–22
21וכל זה הוא ע״י בחי׳ יעקב יו״ד עקב צוה ישועות יעקב1 גילוי הש״ע [הש״ע (370)] נהורין שבהן וע״י נזכה לכל בחי׳ האלו. וכל אשר תתן לי2 עשר אעשרנו לך.
E tutto questo avviene attraverso il livello di Yaakov, yud-akev [la lettera yud e il tallone]: «Comanda le salvezze di Yaakov», la rivelazione delle 370 luci che sono in esse; e attraverso questo meriteremo tutti questi livelli. «Di tutto ciò che mi darai, ne darò la decima, ne darò la decima (aser a’asrenu) a Te».
Tutto ciò avviene attraverso Yaakov, le cui «salvezze» rivelano le 370 luci. Poi il maamar si volge alla conclusione del voto di Yaakov: «di tutto ciò che mi darai, ne darò la decima, ne darò la decima», dove in ebraico il verbo è raddoppiato.
הענין הוא כי הנה נודע שיהיה עילוי אחר עילוי לאין קץ ימות המשיח ותחה״מ [ותחיית המתים] כמה שמיטין ויובלות כו׳ וכל עילוי גדול מחבירו.
La questione è questa: è noto che vi sarà un’elevazione dopo l’altra, senza fine, nei giorni di Mashiach e della Resurrezione dei morti, molti cicli di Shemitah (anni sabbatici) e Giubilei, ecc.; e ogni elevazione sarà più grande della precedente.
È noto che il futuro porterà ascese senza fine: i giorni di Mashiach, la Resurrezione e molti cicli successivi, ciascuno più elevato del precedente.
אך קודם העילוי שאחר העילוי צריך להיו׳ [להיות] נשאר מעילוי הראשון בבחי׳ אתעדל״ת [אתערותא דלתתא] לאתעדל״ע [לאתערותא דלעילא] שבעילוי הב׳ ואתעדל״ת [ואתערותא דלתתא] זו הנשארת מן העילוי הראשון נק׳ בחי׳ מעשר.3
Ma prima dell’elevazione che viene dopo [ogni] elevazione, deve rimanere dalla prima elevazione [qualcosa] nella forma di un risveglio dal basso (isarusa dilesata), per il risveglio dall’Alto (isarusa dileila) che si trova nella seconda elevazione; e questo risveglio dal basso che rimane dalla prima elevazione è chiamato il livello di maaser (la decima).
Ogni nuova ascesa ha bisogno di un impulso dal basso. Qualcosa del livello precedente deve rimanere, per fungere da «risveglio dal basso» che attira il successivo «risveglio dall’Alto». Questo residuo è chiamato maaser, la decima.
Il paragrafo comincia a spiegare la decima del voto di Yaakov: nelle ascese senza fine del futuro, ogni livello lascia un residuo, una «decima», che diventa il risveglio dal basso per l’ascesa successiva.
La nota di Kehot riporta che l’Or HaTorah su Megillas Esther cita questo passo e aggiunge un esempio: passare da «schiena contro schiena» a «faccia a faccia» è un’ascesa, e richiede un risveglio dal primo livello, il punto al di sotto del fondamento (Yesod), che è la Corona (Keser) della sovranità (Malchus); questa è la decima.
Marei mekomos
- 1צוה ישועות יעקב · Psalms 44:5
- 2וכל אשר תתן לי · Genesis 28:22
- 3צריך להיות נשאר . . נק׳ בחי׳ מעשר · מובא באוה״ת מגלת אסתר ע׳ פ ד״ה ויקח המן סעי׳ ב ומוסיף: ”היינו עד״מ מבחי׳ אב״א לבוא לבחי׳ פב״פ זהו ודאי עילוי אחר עילוי, וצ״ל אתעדל״ת מעילוי הראשון והוא מה שנעשית בחי׳ נקודה תחת היסוד ונקודה זו זהו ענין כתר מל׳ . . וזהו ענין המעשר”.
22וז״ש [וזהו שכתוב] וכל אשר תתן לי1 לעתיד דהיינו כל העליות שיהיה עד אין קץ עשר אעשרנו ויהי׳ [ויהיה] הרבה מעשרות לכל עילוי בחי׳ מעשר בפ״ע [בפני עצמו] ותמיד עשר אעשרנו עד שיגיע לך לבחי׳ אור א״ס ב״ה עצמו
E questo è ciò che è scritto: «E di tutto ciò che Tu mi darai», in futuro, ossia tutte le ascese che vi saranno, senza fine: «darò la decima, la darò»; vi saranno molte decime, una propria per ogni ascesa, e sempre «darò la decima, la darò», finché giunga a «Te», al livello della stessa Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia.
«Tutto ciò che Tu mi darai» si riferisce alle ascese senza fine del futuro. Il raddoppio di «darò la decima, la darò» indica che vi saranno molte decime, una per ogni ascesa, fino a quando l’ascesa giungerà «a Te», alla Luce Infinita stessa.
וכמו שהוא ית׳ א״ס כך יהיו עליות עד א״ס והכל ע״י בחי׳ יעקב יו״ד עקב כו׳ כנ״ל
E come Egli, benedetto Egli sia, è infinito, così vi saranno ascese senza fine; tutto avviene attraverso il livello di Yaakov, yud-akev [la yud che giunge fino al tallone], ecc., come [spiegato] sopra.
Poiché D‑o è infinito, le ascese verso di Lui non hanno fine. Tutte avvengono attraverso Yaakov: la yud giunge fino al tallone, come spiegato sopra.
וד״ל [ודי למבין]:(ובענין מ״ש בפי׳ עשר אעשרנו ואתעדל״ת [ואתערותא דלתתא] זו כו׳ נק׳ בחי׳ מעשר כו׳. נראה כי הכתר הוא הממוצע2 בין עולם העליון לעולם התחתון3 שהוא סוף בחי׳ עליונה ומקור וראש לבחי׳ תחתונה כמו מלכות דאצי׳ כתר לבריאה ומלכות דבריאה כתר ליצירה כו׳.
E ciò basti a chi comprende. (Quanto a ciò che è stato detto, a proposito dell’interpretazione di «darò la decima, la darò», che questo risveglio dal basso (isarusa dilesata), ecc., è chiamato il livello della decima, ecc., sembra che la Corona (Keser) sia l’elemento intermedio tra un mondo superiore e un mondo inferiore, poiché è la fine del livello superiore e la fonte e il principio del livello inferiore; così, la sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus) è la Corona per il Mondo della Creazione (Beriah), e la sovranità del Mondo della Creazione è la Corona per il Mondo della Formazione (Yetzirah), ecc.
Qui si conclude il testo principale, seguito da una nota tra parentesi che spiega perché ciò che resta e dà avvio a ogni ascesa è chiamato «decima». Il punto centrale è la Corona: è il luogo in cui due mondi si incontrano, il livello più basso del mondo superiore e il principio del mondo inferiore. Così, Malchus, l’ultima Sefirah di Atzilus, diventa la Keser, la prima Sefirah, di Beriah, e così via nei livelli successivi.
ולכן הנה להיות עליית העולמות שיתעלה העשייה בקדוש׳ [בקדושה / בקדושת] היצירה ממש הוא ע״י אמצעות הכתר דעשייה שהוא בחי׳ מעשר מע״ס [מעשר ספירות] דעשיי׳ [דעשייה].
Perciò, affinché i mondi ascendano e Asiyah si elevi nella santità stessa di Yetzirah, ciò avviene attraverso la Keser di Asiyah, che è il livello della decima delle dieci Sefiros di Asiyah.
Quando Asiyah sale in Yetzirah, lo fa attraverso la propria Keser. Poiché Keser è una delle dieci Sefiros, costituisce una «decima» di Asiyah.
והענין כי כתר הוא לשון שתיקה כמו כתר לי זעיר.4 ושתיקה הוא בחינת בטול וע״ז נאמר יונת אלם5 כו׳. והוא בחינת בעמדם תרפינה כנפיהן.6
La spiegazione è che keser è un’espressione di silenzio, come in «Aspettami (kaser) ancora un poco». Il silenzio è il livello dell’autoannullamento (bittul), e a questo riguardo è detto: «la colomba muta», ecc. Questo è il livello di «quando stavano in piedi, abbassavano le ali».
Perché Keser? La parola keser è collegata al silenzio, come nel versetto «Aspettami (kaser) ancora un poco». Il silenzio esprime l’autoannullamento, come «la colomba muta» e come gli angeli nella visione di Yechezkel, che «abbassavano le ali» quando stavano fermi.
וע״י בטול זה יוכל להתעלות אח״כ ליצירה כי א״א להיות עליי׳ [עלייה] ממהות למהות כי אם שיוכלל תחלה בבחי׳ אין ממש וזהו ענין העמוד שבין ג״ע [גן עדן] התחתון לג״ע [לגן עדן] העליון כו׳
E attraverso questo autoannullamento può poi elevarsi a Yetzirah; infatti, non è possibile ascendere da un’essenza a un’altra, se prima non si è inclusi nel livello del nulla autentico (ayin). Questo è il significato della colonna che si trova tra il Gan Eden [Giardino dell’Eden] inferiore e il Gan Eden superiore, ecc.
Soltanto attraverso un simile autoannullamento un livello può ascendere al successivo. Una cosa non può passare da uno stato definito a un altro senza prima essere inclusa nel «nulla». Per questo, tra il Gan Eden inferiore e quello superiore si trova anche una «colonna», attraverso la quale passano le anime.
וכמו צמיחת התבואה מזרע הנזרע בארץ הוא ע״י שמתחלה מתבטל מהות הזרע ונעשה בחי׳ אין רק שנשאר כחו בכח הצומח ועי״ז אח״כ נעשה הגידול נפלא יותר מהיש שהי׳ [שהיה] תחלה כו׳.
E [ciò è] come la germinazione del grano da un seme seminato nella terra: essa avviene perché dapprima l’essenza del seme si assoggetta al bittul e diventa il livello del nulla, mentre la sua forza resta nella forza germinativa; grazie a ciò, in seguito la crescita diventa più prodigiosa dell’entità che esisteva all’inizio, ecc.
L’analogia è quella del seme: deve dapprima marcire nel terreno e perdere la propria forma, conservando soltanto la sua forza di crescita; solo allora germoglia in qualcosa di molto più grande del seme che era in origine.
ועד״ז עליי׳ [עלייה] יצירה בבריאה צ״ל תחלה בבחינת בטול ואין והוא בחי׳ כתר דיצירה כו׳ וזהו ענין אשר שם שמות בארץ78 בחי׳ וחד חרוב9
Analogamente, perché Yetzirah ascenda a Beriah, deve prima passare attraverso il livello dell’autoannullamento e del nulla; questo è il livello della Keser di Yetzirah, ecc. Questo è il significato di «Colui che ha fatto desolazioni sulla terra», il livello di «e uno [mille anni] desolato».
Allo stesso modo, Yetzirah può ascendere a Beriah soltanto attraverso l’autoannullamento, che è la sua Keser. La stessa idea spiega «Colui che ha fatto desolazioni sulla terra» e l’insegnamento dei Saggi secondo cui, nei settemila anni del mondo, uno sarà «desolato»: un periodo di nulla prima di uno stato superiore.
ומה שהוא בבחי׳ אלף השביעי ולא בבחי׳ עשירית היינו כי היכל ק״ק [קדש הקדשים] שהוא היכל השביעי כולל ג״ר [ג׳ ראשונות] אבל עיקר העליי׳ [העלייה] ע״י הכתר כו׳. וע״ד זה יש עליות אין קץ.
Il fatto che si trovi al livello del settimo millennio e non al livello di un decimo è dovuto al fatto che l’Heichal (camera) del Santo dei Santi, che è il settimo Heichal, comprende le prime tre [Sefiros]; tuttavia, l’ascesa principale avviene attraverso la Corona (Keser), ecc. E in questo modo vi sono ascese senza fine.
Ma perché si tratta del settimo millennio, di un settimo, e non di un decimo, come nel caso di una decima? Perché la settima camera, il Santo dei Santi, contiene in sé le prime tre Sefiros; tuttavia, l’ascesa principale avviene attraverso Keser. Questo schema, bittul seguito dall’ascesa, si ripete senza fine.
ומ״ש עשר אעשרנו ב׳ עישורין היינו כי הכתר כלול מב׳ פרצופין עתיק וא״א כו׳ שהוא בחי׳ תחתונה שבמאציל ושרש הנאצלים כו׳ וב׳ בחי׳ אלו יחד נק׳ חומש כמ״ש ונתתם חמישית לפרעה1011 כמ״ש במ״א):12
E il fatto che dica: «Darò la decima, darò la decima», cioè due decime, è dovuto al fatto che la Corona è composta da due partzufim (configurazioni), Atik e Arich Anpin, ecc., essendo il livello più basso dell’Emanatore e la radice degli esseri emanati, ecc.; e questi due livelli insieme sono chiamati un quinto, come è scritto: «e darete un quinto al Faraone», come spiegato altrove.)
Il raddoppiamento di «darò la decima, darò la decima» indica due decime, perché Keser è composto da due partzufim (configurazioni): Atik (Atik Yomin, «l’Antico dei Giorni», il suo livello interiore) e Arich Anpin («il Volto Lungo», il suo livello esteriore). Keser è il livello più basso dell’Emanatore, D‑o stesso, e la radice di tutto ciò che Egli emana. Due decimi formano un quinto, ed è per questo che la Torah parla di dare «un quinto al Faraone».
Il paragrafo completa l’interpretazione del voto di Yaakov: vi saranno ascese senza fine nel futuro, ciascuna raggiunta attraverso una «decima». Una nota tra parentesi spiega che la decima è Keser, il silenzioso autoannullamento attraverso cui ogni livello ascende al successivo; il raddoppio si deve al fatto che Keser ha due aspetti.
L’idea che Keser sia al tempo stesso la fine del mondo superiore e il principio di quello inferiore si trova in Etz Chaim, come mostra la nota Kehot, ed è sviluppata in Iggeres HaKodesh 20. Or HaTorah concilia i due significati di keser, «circondare» e «silenzio»: «una barriera per la sapienza è il silenzio»; perciò Keser è la barriera che circonda Chochmah ed è essa stessa silenzio. Secondo le note, in un manoscritto manca tutta questa nota tra parentesi, mentre un altro la colloca prima delle parole «Tuttavia, questo non è l’intento ultimo».
Marei mekomos
- 1וכל אשר תתן לי · Genesis 28:22
- 2הכתר הוא הממוצע · ע״ח שער מ״א פ״ג. ראה ביאוה״ז להצ״צ כרך א ע׳ ערה. אגה״ק ס״כ (קל, ב) ובליקוט פירושים חיטריק שם. וראה בד״ה וילך תרס״ו ע׳ קסה ואילך. ובאוה״ת פ׳ יתרו ע׳ תתלט. ראה לעיל יט, ד.
- 3הכתר הוא הממוצע בין עולם העליון לעולם התחתון · Sefer Etz Chaim 41:3
- 4כתר לי זעיר · Job 36:2
- 5יונת אלם · Psalms 56:1
- 6בעמדם תרפינה כנפיהן · Ezekiel 1:24
- 7אשר שם שמות בארץ · Psalms 44:9
- 8אשר שם שמות בארץ · Psalms 46:9
- 9וחד חרוב · Sanhedrin 97a:12
- 10ונתתם חמישית לפרעה · בראשית מז, מד.
- 11ונתתם חמישית לפרעה · Genesis 47:24
- 12(ובענין מ״ש . . כמ״ש במ״א) · בבוך 1824 ליתא כל הקטע. בבוך 17 יג, א נמצא קטע זה קודם ד״ה אך אין זה.
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Nell’avodah
Lo studio della Torah dovrebbe consistere nel far discendere la sapienza stessa di D‑o nella propria anima, con l’autoannullamento (bittul; koach mah [«potere del che cosa»]) e con il timore reverenziale provato al Sinai, poiché dinanzi a Or Ein Sof nulla è nascosto. Il calore del corpo e dell’anima animale, che rende lo studio autoreferenziale, non va evitato, ma trasformato, convertendo Charan in canto. E ogni passo verso l’alto comincia con il bittul: solo diventando prima «nulla», come un seme nella terra, si può salire a un livello più elevato.
Domande di discussione
- Perché il maamar afferma che proprio perché sono prive di vita le lettere e le pietre possono essere innalzate più in alto di ogni altra cosa? In che modo ciò si collega all’immagine del cerchio?
- Qual è la differenza tra il «raggio» di luce divina che sostiene i mondi e la Luce Infinita «nella sua essenza e nella sua gloria», e in che modo Yaakov fa da ponte fra i due?
- Secondo il maamar, come può una persona provare il timore reverenziale del Sinai durante lo studio ordinario della Torah?
- Perché Yaakov deve scendere proprio a Charan? Che cosa insegna la trasformazione di Charan in rinah sull’esilio e sulla lotta personale?
- In che senso Havayah diventerà «Elokim» in futuro, e perché ogni ascesa futura richiede una «decima»?