Torah Ohr · Parashot Vayeitzei · Maamar 1
ושבתי בשלום אל בית אבי והיה הוי׳ לי…
«E tornerò in pace alla casa di mio padre»
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
La discesa di Yaakov a Charan è la discesa della luce divina in un mondo che sembra separato da D‑o; innalzando le sue «pietre», le lettere della creazione, e facendo discendere la sapienza superna nella Torah e nelle mitzvos, quell’oscurità viene trasformata in luce. Ciò porta a una delizia (taanug) futura così grande che persino il Nome Havayah sarà, al suo confronto, come un semplice «Elokim».
Il maamar in breve
Il maamar si chiede in che modo la pietra della stele di Yaakov sia legata al Nome Havayah e perché il versetto unisca un sostantivo femminile a un verbo maschile. Yaakov è «yud-akev»: fa discendere la sapienza superna (Chochmah), la yud, fino al livello più basso, Charan, dove la voce divina è nascosta e la creazione sembra separata. Le pietre che raccolse sono le lettere del parlare divino che danno vita alla creazione; le innalzò fino a formare un’unica yud, elevandole a Chochmah e persino alla luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin). Poi eresse la pietra come stele, la vav, facendo discendere Chochmah nella Torah e nelle mitzvos; vi versò olio, affinché la sapienza superna si rivelasse nelle leggi fisiche della Torah con il timore reverenziale del Sinai. Lo scopo di questa discesa è raffinare e trasformare l’oscurità, soprattutto attraverso il ritorno (teshuvah), che, come un uccello parlante, procura a D‑o una delizia perché è inaspettato. Charan diventa allora rinah, canto gioioso: il taanug di Yitzchak, «risata», che sarà rivelato in futuro. Attraverso due forme di pace, l’ascesa e la discesa, questo taanug sarà rivelato; al suo confronto Havayah sarà come Elokim, e la pietra, la sovranità (Malchus), diventerà la sua dimora.
Schema
- Le domandePerché la pietra dipende dal fatto che Havayah diventi Elokim, perché il versetto mescoli i generi e che cosa siano le numerose pietre.¶1–2
- Yaakov: la yud che raggiunge il talloneYaakov fa discendere la Chochmah superna da Be’er Sheva fino a Charan; da questa discesa nasce un mondo di separazione che egli desidera innalzare.¶3–6
- Le pietre sono lettereLe lettere costruiscono parole come le pietre costruiscono case e sono inerti rispetto a ciò che veicolano; la creazione trae vita dalle lettere divine, e persino le innumerevoli schiere da una sola lettera.¶7–9
- Dalle molte pietre a una yudLe combinazioni di lettere generano esseri distinti; Yaakov le raccoglie nella yud, innalzandole alla Chochmah superna, dove tutto è uno.¶10–12
- La stele e l’olioLa stele è la vav: Chochmah fatta discendere nella Torah e nelle mitzvos; l’olio è la sua rivelazione in esse con il timore reverenziale del Sinai. Prima, le lettere devono essere innalzate a sovev.¶13–16
- La casa di mio padre: la risata di Yitzchak«Mio padre» è Yitzchak, la risata futura; la delizia nasce dalla novità, e la trasformazione dell’oscurità attraverso il ritorno (teshuvah) trasforma Charan in rinah.¶17–21
- La rivelazione futuraQuando l’impurità sarà rimossa, la creazione passerà da qualcosa al nulla e sarà rivelato il taanug infinito del settimo giorno.¶22–24
- La pace e Havayah che diventa ElokimLa pace congiunge gli opposti; le sue due forme rivelano il taanug al di sopra della catena dei mondi, rispetto al quale Havayah è come Elokim e la pietra diventa la sua dimora.¶25–29
- RiepilogoIl riepilogo in tre punti dello stesso Alter Rebbe, con un parallelo tratto dall’Esodo e dal chametz e dalla matzah.¶30
Concetti chiave
- Yud-akev (la yud e il tallone)יו״ד עקב
- La lettura del nome Yaakov come yud della Chochmah superna, fatta discendere fino al «tallone», i livelli più bassi della creazione.
- Le pietre come lettereאבנים נקראו אותיות
- Nel Sefer Yetzirah le lettere sono chiamate pietre: costruiscono parole come le pietre costruiscono case e sono inerti rispetto al significato che veicolano. Le pietre raccolte da Yaakov sono le lettere del parlare divino.
- Charan e rinahחרן ורנה
- Charan, da «la mia gola è arida», è il mondo in cui la voce divina è nascosta; quando l’oscurità viene trasformata, la sua ches diventa una hei e Charan diventa rinah, canto gioioso.
- Soggiogamento e trasformazioneאתכפיא ואתהפכא
- Soggiogare le emozioni negative e trasformare l’oscurità in luce: lo scopo della discesa e la fonte del taanug superno.
- Delizia (taanug) e Yitzchakתענוג, יצחק
- Yitzchak significa «egli riderà»: il taanug superno che il lavoro di raffinamento rivelerà in futuro, come il taanug suscitato da qualcosa di inaspettato.
- Due forme di paceב׳ בחי׳ שלום
- La pace «per chi è lontano», l’ascesa del mondo inferiore, e la pace «per chi è vicino», la discesa della Divinità nella Torah e nelle mitzvos; la pace congiunge gli opposti.
- Havayah ed Elokimהוי׳ ואלקים
- Come il sole e lo scudo: Elokim nasconde Havayah affinché possa esistere un mondo finito. In futuro, rispetto al taanug al di sopra di entrambi, Havayah stesso sarà come Elokim.
Le domande ¶1–2
«E tornerò in pace alla casa di mio padre; Havayah sarà per me Elokim; e questa pietra, che ho eretto come stele, diventerà una casa di Elokim», ecc.
Il maamar si apre con il voto di Yaakov mentre si mette in viaggio verso Charan: se D‑o lo farà tornare in pace, allora Havayah sarà per lui Elokim, e la pietra che ha eretto come stele diventerà una casa di Elokim. Havayah è il Nome di D‑o che fa esistere ogni cosa e al tempo stesso la trascende; Elokim è il Nome associato all’occultamento e alla limitazione.
וצריך להבין השייכות של האבן4 עם שם הוי׳ שכשהוי׳ יהיה לאלקים אז דוקא יהיה האבן בית אלקים כו׳.
Ora dobbiamo comprendere il nesso tra la pietra e il Nome Havayah: come mai proprio quando Havayah sarà Elokim, allora la pietra diventerà una casa di Elokim, ecc.
La prima domanda è: che cosa ha a che fare la pietra con il Nome Havayah? Il versetto fa dipendere il fatto che la pietra diventi una «casa di Elokim» dal fatto che Havayah diventi prima Elokim, ma il nesso tra le due cose non è evidente.
גם צריך להבין כי לשון האבן הזאת הוא לשון נקיבה ומלת יהי׳ [יהיה] הוא לשון זכר.
Dobbiamo anche comprendere [perché] l’espressione «questa pietra» (ha’even hazos) è al femminile, mentre la parola «sarà» (yihyeh) è al maschile.
La seconda domanda è grammaticale. In ebraico, «pietra» (even) è femminile e «questa» (hazos) concorda con essa; tuttavia, il verbo che segue, «sarà» (yihyeh), è al maschile. Il maamar non torna esplicitamente sulla questione grammaticale; il suo riepilogo (paragrafo 30) identifica la pietra con la sovranità (Malchus), il livello che riceve da Havayah e che, nel tempo a venire, diventerà un recipiente per una rivelazione più elevata.
Il maamar espone il voto di Yaakov e pone due domande al riguardo: quale sia il rapporto tra la pietra e il Nome Havayah, e perché il versetto accosti un sostantivo femminile a un verbo maschile.
Le note Kehot riportano che la trascrizione di questo maamar del Mitteler Rebbe si apre invece con «E Yaakov fece un voto» e che il Tzemach Tzedek annotò che fu pronunciato nello stesso Shabbos del maamar «Shishim Heimah», pubblicato in Likkutei Torah su Shir HaShirim.
Marei mekomos
- 1ושבתי בשלום · הנחת כ״א אדה״א בסה״מ תקס״ח ח״ב ע׳ תרכו מתחיל וידר יעקב נדר (וכן הוא ההתחלה בתו״ח). עוד הנחה בסה״מ הנחות הר״פ ע׳ סז. באוה״ת ויצא כרך א קצג, ב מציין הצ״צ שד״ה זה וד״ה ששים המה הנדפס בלקו״ת שה״ש נאמרו בשבת א׳. ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. קיצורים באוה״ת כרך ה תתנד, ב. נדפסו במ״מ לדף כא, ד. לכללות מאמר זה ראה ד״ה ושבתי בשלום תשל״ח (נדפס בסה״מ מלוקט ח״ב ע׳ קנז). ד״ה זה תשמ״ז.
- 2ושבתי בשלום · Genesis 28:21
- 3והאבן הזאת אשר שמתי מצבה יהיה בית אלקים · Genesis 28:22
- 4וצריך להבין השייכות של האבן וכו׳ · בסה״מ תקס״ח ובתו״ח נמצאים עוד קושיות: ”אור אבא שהוא אור הראשון דאצי׳ יונק מן בחי׳ מזל השמיני דא״א והוא מזל ונוצר חסד ונק׳ בשם מזל העליון”. — סה״מ תקס״ה כרך ב ע׳ תתקמב. וראה בלקו״ת אמור לט, א. לשון יניקה, ומהו ההגדלה. ובסה״מ תקס״ה שם.
2ולהבין את כל הנ״ל צריך להקדים ולבאר מ״ש לעיל מניה ויפגע במקום1 ויקח מאבני המקום וישם מראשותיו וגו׳ וישם אותה מצבה2 כו׳
Per comprendere tutto quanto è stato detto sopra, dobbiamo premettere e spiegare ciò che è scritto appena prima: «Egli giunse al luogo… e prese alcune pietre del luogo e [le] pose presso il suo capo», ecc.; «e la eresse come una colonna», ecc.
Per rispondere, il maamar torna ai versetti che precedono il voto: Yaakov giunse al «luogo», prese alcune delle sue pietre e le pose presso il suo capo; al mattino eresse la pietra come una colonna.
וצריך להבין ענין האבנים מה הן. וגם מה שהיו תחלה אבנים הרבה כמ״ש ויקח מאבני המקום וגו׳.
Dobbiamo comprendere la questione delle pietre: che cosa sono? E dobbiamo anche comprendere perché all’inizio le pietre fossero molte, come è scritto: «Egli prese dalle pietre del luogo», ecc.
Altre due domande: che cosa rappresentano le pietre e perché all’inizio il versetto parla di molte pietre, mentre in seguito ce n’è una sola.
Il maamar si sofferma sul racconto delle pietre a Beis El e chiede che cosa siano e perché prima fossero molte e poi una sola.
Marei mekomos
- 1ויפגע במקום · Genesis 28:11
- 2וישם אותה מצבה · Genesis 28:18
Yaakov: la yud che raggiunge il tallone ¶3–6
E Yaakov fece di esse un’unica pietra, ecc. Ma all’inizio della parashah è scritto: «Yaakov uscì da Be’er Sheva e si diresse verso Charan».
Questo completa la domanda: Yaakov fece delle molte pietre una sola, come riferisce il Talmud (Chullin 91b, citato da Rashi su Genesis 28:11). Prima di spiegarlo, il maamar si volge al primo versetto della parashah, il viaggio di Yaakov da Be’er Sheva a Charan.
פי׳ יעקב הוא בחי׳ יו״ד עקב2 שהוא בחי׳ המשכת חכמה עילאה שהוא בחי׳ י׳ למטה מטה גם בבחי׳ עקביים.
La spiegazione è: Yaakov è il livello di yud-akev (una yud [e] un tallone), che consiste nel far discendere la sapienza (Chochmah) superna, il livello della yud, fino al livello più basso, persino al livello dei talloni.
Il nome Yaakov si legge come yud più akev, «tallone». La yud, la lettera più piccola, rappresenta Chochmah, il primo punto della sapienza divina; il ruolo di Yaakov è far discendere questa sapienza fino al «tallone», il livello più basso dell’esistenza.
Il nome Yaakov viene decifrato come «yud-tallone»: la discesa della Chochmah superna nei livelli più bassi.
Le note di Kehot fanno risalire la lettura yud-akev a Etz Chaim (Sha’ar Seder HaAtzilus, ch. 2) e ai lessici cabbalistici Pardes Rimonim e Kehilas Yaakov. Torah Ohr su Vayeshev la applica a ogni mondo: la yud, l’inizio del pensiero, si estende fino al «tallone», che è la parola.
Marei mekomos
- 1
- 2יעקב הוא בחי׳ יו״ד עקב · ע״ח שער סדר האצי׳ פ״ב. וראה פרדס שער עה״כ ערך יעקב. וערך עקב. קהלת יעקב ערך ישראל. ובכ״מ. ראה לקמן כז, ב. כט, א. לקו״ת בלק סח, ב. ר״ה סא, ד. אוה״ת וישב תתצד, ב. תצא ע׳ תתעו ואילך.
4וזהו ויצא יעקב מבאר שבע וילך חרנה1 שבחי׳ יעקב הוא הממשיך מבחי׳ באר שבע שהוא למעלה מעלה איהו וחיוהי וגרמוהי חד עד השתלשלות למטה מטה למדרגה היותר תחתונה שהוא בחי׳ חרן וכאשר יבואר לקמן בעז״ה [בעזרת השם].
E questo è [il significato di] «Yaakov uscì da Be’er Sheva e si diresse verso Charan»: il livello di Yaakov è ciò che fa discendere dal livello di Be’er Sheva, che è al vertice assoluto, [dove] «Egli, le Sue forze vitali e i Suoi recipienti sono uno», attraverso la catena discendente dei mondi (hishtalshelus), fino al più basso, al gradino più basso, che è il livello di Charan, come sarà spiegato più avanti, con l’aiuto di D‑o.
Be’er Sheva rappresenta il livello più elevato, dove, secondo l’espressione dei Tikkunei Zohar, D‑o, le Sue forze vitali e i Suoi recipienti sono tutti uno, senza alcuna separazione. Charan rappresenta il gradino più basso della catena dei mondi. Il viaggio di Yaakov tra questi due luoghi è la discesa della luce divina dalla sommità della catena fino alla sua base; il maamar promette di spiegare più avanti Charan (paragrafo 20).
Il viaggio di Yaakov da Be’er Sheva a Charan è interpretato come il percorso della luce divina dall’unità perfetta fino al gradino più basso della creazione.
Marei mekomos
- 1
5וכמ״ש צוה ישועות יעקב.1 ישועות הם ש״ע [ש״ע (370)] נהורין עילאין234 ובחי׳ יעקב מחבר וממשיך אותן למטה בבחי׳ עקביים ג״כ.
Come è scritto: «Comanda le salvezze (yeshuos) di Yaakov». Yeshuos sono le trecentosettanta (shin-ayin, 370) luci superne, e il livello di Yaakov le unisce e le fa discendere in basso, anche nel livello dei talloni.
Un versetto dei Salmi invita D‑o a «comandare le salvezze di Yaakov». La parola yeshuos è letta come contenente shin-ayin, 370, il numero delle luci superne di cui parla lo Zohar; il ruolo di Yaakov è unire queste luci e farle discendere fino al livello più basso, quello dei talloni.
וגם ישועות הוא מלשון שעה כמ״ש וישע ה׳ אל הבל5 וגו׳ שהוא בחי׳ ירידת והמשכת אורו ית׳ למטה מטה כו׳.
Yeshuos deriva anche dal termine she’iyah, «volgersi», come è scritto: «E Havayah si volse (vayisha) verso Hevel», ecc.; questo è il livello della discesa e della diffusione della Sua luce, benedetto Egli sia, fin nei luoghi più bassi, ecc.
Una seconda lettura: yeshuos è collegato a vayisha, «si volse verso», come quando D‑o si volse verso l’offerta di Hevel. In entrambi i casi, la parola descrive la luce di D‑o che discende verso ciò che si trova in basso.
אך בהשתלשלות אור ה׳ כ״כ [כל כך] בצמצומים רבים עד שבא גם למטה בבחי׳ חרן נעשה עלמא דפרודא לגמרי וכמ״ש ונהר יוצא מעדן6 שהוא בחי׳ חכמה עילאה להשקות את הגן כו׳.
Tuttavia, quando la luce di D‑o discende così in basso, attraverso molte contrazioni (tzimtzumim), fino a giungere anche al livello di Charan, ne risulta un mondo di completa separazione, come è scritto: «Un fiume esce da Eden»—Eden è il livello della sapienza superna (Chochmah)—«per irrigare il giardino», ecc.
Il problema è che, quando la luce discende così in basso, attraverso molte contrazioni, fino a raggiungere «Charan», il risultato è un mondo di separazione, nel quale le cose sembrano distinte da D‑o. Il versetto sul fiume che esce da Eden è citato per mostrare questo: Eden è la sapienza superna, e il fiume scorre da lì per irrigare il giardino.
Il versetto «comanda le salvezze di Yaakov» mostra Yaakov che fa discendere le luci più elevate; ma più la luce discende, più il mondo che ne risulta appare separato da D‑o.
Le note di Kehot rimandano allo Zohar (1:4b, 3:133b) e a Etz Chaim (Sha’ar HaZivugim, ch. 2) per le 370 luci, e rilevano che Torah Chaim legge «375 luci». Iggeres HaKodesh 3 in Tanya presenta la stessa lettura di yeshuah, da vayisha, come discesa delle 370 luci. Likkutei Torah su Chukas (67a), a cui rimanda una glossa marginale in Torah Ohr, spiega il numero: la sapienza (Chochmah), la comprensione (Binah) e la conoscenza (Daas) comprendono ciascuna cento (300, shin), mentre i sette attributi emotivi comprendono ciascuno dieci (70, ayin).
Marei mekomos
- 1צוה ישועות יעקב · Psalms 44:5
- 2ש״ע נהורין עילאין · Zohar I, 4b
- 3ש״ע נהורין עילאין · Zohar, Idra Rabba 15:134–17:147
- 4ש״ע נהורין עילאין · Sefer Etz Chaim 15:2
- 5וישע ה׳ אל הבל · Genesis 4:4
- 6ונהר יוצא מעדן · Genesis 2:10
6ומשם יפרד1 שכשנמשך משם בהשתלשלות רבות וצמצומים רבים נעשים בחי׳ נפרדים בתכלית. ויעקב אע״ה [אבינו עליו השלום] רצה להעלותם למעלה מעלה שיהי׳ [שיהיה] גם למטה בחי׳ יחוד ובטול ממש כמו שהוא למעלה חיוהי וגרמוהי חד כו׳.2
«E da lì si divide»: quando viene fatta discendere da lì attraverso numerose fasi di discesa e numerose contrazioni, [le creature] diventano esseri del tutto separati. E Yaakov nostro padre, pace su di lui, desiderava elevarli fino alle vette più alte, affinché anche in basso vi fossero una vera unità e un autentico autoannullamento (bittul), proprio come in alto, [dove] «le Sue forze vitali e i Suoi recipienti sono una cosa sola», ecc.
Il versetto prosegue: «e da lì si divide»: dopo numerose fasi di discesa e contrazione, la luce produce esseri del tutto separati. Yaakov desiderava elevarli di nuovo, affinché anche in basso vi fossero la stessa unità e lo stesso autoannullamento che si trovano in alto, dove le forze e i recipienti di D‑o sono una cosa sola con Lui.
La discesa della luce termina in esseri separati, e il compito di Yaakov è elevarli affinché anche il mondo inferiore diventi uno con D‑o.
Marei mekomos
- 1ומשם יפרד · Genesis 2:10
- 2שו״ה הגן כו׳ — בהשתלשלות רבות וצמצומים רבים · בבוך 1824: בהשתלשלות וצמצומים רבים.
Le pietre sono lettere ¶7–9
7ולזאת נאמר ויקח מאבני המקום כו׳. כי הנה נודע שאבנים נקראו אותיות וכמ״ש בס״י [בספר יצירה] שני אבנים1 בונות שתי בתים שלש אבנים בונות ששה בתים2 כו׳
Perciò è detto: «E prese dalle pietre del luogo», ecc. È noto infatti che le lettere sono chiamate «pietre», come è detto in Sefer Yetzirah: «Due pietre costruiscono due case; tre pietre costruiscono sei case», ecc.
Ecco perché il versetto dice che Yaakov prese «pietre»: nella Kabbalah le lettere sono chiamate pietre. Sefer Yetzirah conta le permutazioni delle lettere come case costruite con le pietre: due lettere formano due combinazioni, tre ne formano sei.
להיות כמו שמאבנים הרבה נעשה בית אחד שיכולים לדור בתוכו כמו״כ [כמו כן] מאותיות הרבה נעשו תיבות שבהם התלבשו׳ השכל וגם
Infatti, proprio come da molte pietre si costruisce una sola casa, nella quale si può abitare, così da molte lettere si formano parole, nelle quali si riveste l’intelletto.
La prima analogia: molte pietre diventano una sola casa in cui abitare, e molte lettere diventano parole che ospitano un’idea.
כמו שהאבנים הם בחי׳ דומם שהוא מדרגה היותר תחתונה מכל הד׳ יסודות דצח״מ [דומם צומח חי מדבר] כמו כן האותיות לגבי השכל המלובש בהם הם בחי׳ דומם בתכלי׳ [בתכלית] שאינם מערך השכל כלל.
E inoltre, proprio come le pietre appartengono al livello inanimato, che è il grado più basso fra tutte e quattro le categorie fondamentali — inanimato, vegetale, animale e parlante — così anche le lettere, rispetto all’intelletto che si riveste in esse, appartengono interamente al livello inanimato, poiché non sono affatto paragonabili all’intelletto.
La seconda analogia: la pietra è «inanimata», il più basso dei quattro regni della creazione (inanimato, vegetale, animale e umano). Anche le lettere sono inanimate rispetto all’idea che veicolano; non contengono in sé nulla dell’intelletto.
נמצא מובן מכל הנ״ל שאבנים נקראו אותיות וכמו״כ [וכמו כן] הוא למעלה. דהנה כתיב בדבר ה׳ שמים נעשו3 כו׳.
Da tutto quanto precede si comprende dunque che le lettere sono chiamate «pietre». Lo stesso vale in Alto, poiché è scritto: «Per mezzo della parola di Havayah furono fatti i cieli», ecc.
Le lettere sono dunque propriamente chiamate pietre, e lo stesso vale in Alto: i cieli furono fatti «per mezzo della parola di Havayah», cioè per mezzo delle lettere divine.
Le pietre che Yaakov prese sono lettere: come le pietre, esse costruiscono «case» e, come le pietre, sono inanimate rispetto a ciò che contengono.
La nota Kehot riporta Sefer Yetzirah 4:16 secondo la versione del testo dell’Arizal (4:12 nella versione di Sefaria).
Marei mekomos
- 1כמ״ש בס״י שני אבנים · פ״ד מט״ז עפ״י נוסח האריז״ל. ראה לקמן כט, א. לקו״ת במדבר ח, ב.
- 2שני אבנים בונות שתי בתים שלש אבנים בונות ששה בתים · Sefer Yetzirah 4:12
- 3בדבר ה׳ שמים נעשו · Psalms 33:6
E come è scritto: «La Tua sovranità è una sovranità su tutti i mondi». Il significato è questo: [quanto alla] forza vitale di tutti i mondi, che sono mondi senza fine, come è scritto: «C’è forse un numero per le Sue schiere?», tuttavia la fonte e la radice della loro forza vitale provengono soltanto dal livello della Sua sovranità (Malchus), che è il livello della parola di D‑o, ecc., la quale dà loro vita e li fa esistere dal nulla al qualcosa, costantemente.
Il versetto «La Tua sovranità è una sovranità su tutti i mondi» insegna che gli innumerevoli mondi, numerosi quanto le schiere di D‑o nelle parole di Job, traggono tutti la loro forza vitale da un’unica fonte: Malchus, la «sovranità» di D‑o, che è la Sua parola e li fa esistere costantemente dal nulla.
הנה עכ״ז [עם כל זה] מקור ושרש חיותם אינו אלא מבחי׳ מלכותו שהוא בחי׳ דבר ה׳ כו׳ המחיה ומהוה אותם מאין ליש תמיד. להיות שהם נבראים בע״ג [בעלי גבול / בעל גבול] שיש גבול להשגתן ומהארץ לרקיע מהלך ת״ק שנה כו׳.
[Ciò avviene] perché sono creature con dei limiti, la cui capacità di comprensione ha un limite, e «dalla terra al firmamento c’è un viaggio di cinquecento anni», ecc.
Possono ricevere soltanto da questo livello perché sono creature limitate, la cui capacità di comprensione ha un limite, come illustra l’espressione talmudica secondo cui il viaggio dalla terra al firmamento dura cinquecento anni.
Tutti i mondi senza fine ricevono la loro forza vitale soltanto da Malchus, la parola divina, perché sono finiti e non possono ricevere da un livello più elevato.
Marei mekomos
- 1מלכותך מלכות כל עולמים · Psalms 145:13
- 2היש מספר לגדודיו · Job 25:3
9ואינם כלל בערך לגבי אור ה׳ שהוא בבחי׳ א״ס המתגלה בעולמות עליונים. ולזאת אין יכולים לקבל חיותם
E non sono affatto paragonabili alla luce di D‑o, che è al livello dell’Infinito (Ein Sof) e si rivela nei mondi superiori.
I mondi creati non sono affatto paragonabili alla luce infinita di D‑o così come risplende nei mondi superiori.
רק מבחי׳ דבר ה׳ שהם אותיות שנבראו בהם שמים וארץ כו׳ שהם בחי׳ דומם לגבי אור א״ס ב״ה
Perciò non possono ricevere la loro forza vitale se non dal livello della parola di D‑o, ossia dalle lettere con cui furono creati il cielo e la terra, ecc., che sono al livello inanimato rispetto alla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia.
Perciò non possono ricevere la loro vita direttamente da quella luce, ma soltanto attraverso la parola divina, le lettere mediante le quali furono creati il cielo e la terra; e quelle lettere sono come pietra inanimata rispetto alla Luce Infinita.
וכמ״ש קדוש ה׳ צבאות וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה]1 אות הוא בצבאות שלו23 ואף שהם אלף אלפין כמ״ש אלף אלפין ישמשונה4 ורבו רבבן קדמוהי וגו׳ וכמ״ש היש מספר לגדודיו.5
Come è scritto: «Santo è Havayah degli Eserciti (Tzeva-os)», e come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «Egli è un os (un segno o una lettera) tra le Sue schiere (tzeva-os)».
Il Nome «Havayah degli Eserciti» (Tzeva-os) si legge tzeva-os: «Egli è un os tra le Sue schiere». Os significa «segno» e anche «lettera»; il maamar lo intende come lettera: ogni schiera trae vita da una lettera.
עכ״ז [עם כל זה] מאחר שהם בעלי גבול חיותם אינו אלא מבחי׳ אות א׳ בלבד שהוא בחי׳ דומם לגמרי לגבי שם הוי׳ שהוא בבחי׳ א״ס כו׳ כנ״ל.6
E benché siano mille migliaia, come è scritto: «Mille migliaia Lo servivano e miriadi di miriadi stavano davanti a Lui», ecc., e come è scritto: «Si può forse contare il numero delle Sue schiere?», nondimeno, poiché sono limitate, la loro forza vitale proviene soltanto dal livello di una sola lettera, che è del tutto al livello inanimato rispetto al Nome Havayah, che è al livello dell’Infinito, ecc., come menzionato sopra.
Benché le schiere siano migliaia e migliaia, come vide Daniel, e siano innumerevoli, come dice l’amico di Job, poiché sono finite la loro vita proviene da una sola lettera, che è inanimata rispetto al Nome Havayah, che è infinito.
Persino le innumerevoli schiere celesti traggono vita da una sola lettera della parola divina, perché tutto ciò che è finito può ricevere soltanto da una fonte che, rispetto all’Infinito, è essa stessa «inanimata».
La nota Kehot riferisce che il manoscritto Buch 1824 legge «come è detto nello Zohar» invece di «come dissero i nostri Saggi», rimandando all’introduzione dei Tikkunei Zohar.
Marei mekomos
- 1וכמארז״ל · בבוך 1824: וכמ״ש בזהר. — ת״ז בהקדמה יב, ב.
- 2אות הוא בצבאות שלו · Chagigah 16a
- 3אות הוא בצבאות שלו · Tikkunei Zohar 12b
- 4אלף אלפין ישמשונה · Daniel 7:10
- 5היש מספר לגדודיו · Job 25:3
- 6קדוש ה׳ צבאות · Isaiah 6:3
Dalle molte pietre a una yud ¶10–12
10והנה השתלשלות כל העולמות ברבוי רבבות מדרגות תלוי הכל לפי אופן צירופי האותיות1 שבבחינת דבר ה׳ להתהוות נבראים פרטיים בעלי גבול ונפרדים כו׳.
Ora, la catena discendente dei mondi (hishtalshelus), attraverso miriadi e miriadi di gradini, dipende interamente dal modo in cui si combinano le lettere al livello della parola di D‑o, affinché vengano all’esistenza creature particolari, limitate e separate, ecc.
Ogni creatura distinta, a ogni gradino, è il prodotto di una particolare combinazione di lettere divine; il modo in cui le lettere sono disposte determina ciò che viene all’esistenza.
ויעקב אע״ה [אבינו עליו השלום] רצה להעלותם למעלה. לזאת ויקח מאבני המקום2 שהם אותיות הרבה ועשה מהן אבן אחת
E Yaakov nostro padre, pace su di lui, desiderava elevarli in alto. Perciò «prese dalle pietre del luogo», che sono molte lettere, e ne fece una sola pietra, che è la lettera yud; questo è [il significato di] «e pose [la] presso il suo capo», ecc.
Yaakov voleva elevare di nuovo queste creature, perciò «prese dalle pietre del luogo», le molte lettere, e ne fece una sola pietra: la lettera yud, la più piccola, che rappresenta la sapienza (Chochmah). Per questo viene posta «presso il suo capo», il luogo dell’intelletto.
שהוא אות היו״ד שזהו וישם מראשותיו כו׳ שכמו שלמטה באדם יש שכל ומדות והאותיות הם המלבישים לבחי׳ שכל ומדות שמתלבשים בהם.
Infatti, proprio come in basso, nell’uomo, vi sono intelletto e attributi emotivi (middos), e sono le lettere a rivestire l’intelletto e gli attributi emotivi che si rivestono in esse,
Il maamar spiega attraverso l’esempio dell’uomo: egli ha intelletto ed emozioni, e le lettere (le parole) sono ciò che li riveste.
כמו״כ [כמו כן] למעלה יש בחי׳ חב״ד [חכמה בינה ודעת] וז״ת [וז׳ תחתונות] רק שם הוא חכים ולא בחכמה ידיעא3 מבין ולא בבינה ידיעא ולאו מכל מדות אלין ששם הוא בבחי׳ יחוד ובטול בתכלית.
così anche in alto vi sono i livelli di Chochmah, della comprensione (Binah) e della conoscenza (Daas), e le sette inferiori [emanazioni divine (Sefiros)]; solo che lì Egli è «sapiente, ma non di una sapienza nota; comprende, ma non di una comprensione nota», e non appartiene a nessuno di questi attributi, poiché lì si è in uno stato di unità e autoannullamento (bittul) assoluti.
Anche in alto vi sono l’intelletto (Chochmah, Binah, Daas) e le sette Sefiros emotive, ma lì sono del tutto uniti a D‑o. Come dice la preghiera di Eliyahu nei Tikkunei Zohar, Egli è sapiente, ma non con una sapienza che possa essere conosciuta.
La creazione dipende dalle combinazioni di lettere, e Yaakov raccolse le molte lettere in un’unica yud, elevandole al livello in cui tutto è uno con D‑o.
Marei mekomos
- 1השתלשלות כל העולמות . . צירופי האותיות שבבחי׳ דבר ה׳ · ראה תניא ח״ב פ׳
- 2ויקח מאבני המקום · Genesis 28:11
- 3חכים ולא בחכמה ידיעא · Tikkunei Zohar 17b:3–4
11וכמ״ש לך ה׳ הגדולה כו׳ וחיוהי וגרמוהי חד כו׳. ובחי׳ דבר ה׳ הם האותיות שבהם מתלבשים חב״ד [חכמה בינה ודעת] ומדות שהם ע״ס [עשר ספירות] עליונות.
Come è scritto: «A Te, Havayah, appartiene la grandezza», ecc., e «le Sue forze vitali e i Suoi recipienti sono una cosa sola», ecc. Il livello della parola di D‑o è costituito dalle lettere, nelle quali si rivestono la sapienza (Chochmah), la comprensione (Binah), la conoscenza (Daas) e gli attributi emotivi (middos), che insieme costituiscono le dieci emanazioni divine (Sefiros) superne.
Il versetto «A Te, Havayah, appartiene la grandezza…» elenca le Sefiros, e la frase dei Tikkunei Zohar aggiunge che esse sono una cosa sola con Lui. La parola divina è costituita dalle lettere, nelle quali si rivestono le dieci Sefiros superne.
ובחי׳ אות היו״ד שהיא נקודה קטנה מרמז על היות שבו מתלבש בחי׳ חכמה שהוא בחי׳ אין ובטול בתכלית.1
Il livello della lettera yud, che è un piccolo punto, allude al fatto che in essa si riveste il livello della sapienza (Chochmah), che è il livello del nulla (ayin) e dell’autoannullamento (bittul) assoluto.
La yud è soltanto un punto. La sua piccolezza si addice alla Chochmah, chiamata «nulla» (ayin): il primo balenare della sapienza, prima che assuma una forma qualsiasi, uno stato di completo autoannullamento.
Le lettere rivestono le dieci Sefiros, e la minuscola yud riveste la Chochmah, il livello del nulla e del completo autoannullamento.
Marei mekomos
- 1לך ה׳ הגדולה · I Chronicles 29:11
E la lettera hei, che si estende in lunghezza e in larghezza, allude al fatto che è un rivestimento per il livello della comprensione (Binah), ecc.
La hei è ampia e si estende sia in lunghezza sia in larghezza, perciò si addice alla Binah, dove il punto della sapienza viene ampliato e sviluppato.
וכמו״כ [וכמו כן] שאר האותיות שבהם מתלבשים בחי׳ מדות העליונות. וזהו שיעקב עשה מכל האבנים אבן אחת שהוא אות היו״ד להעלותן לבחי׳ חכמה עילאה.
E così anche le altre lettere, nelle quali si rivestono i livelli degli attributi emotivi superni. Ed è [per questo che] Yaakov fece di tutte le pietre un’unica pietra, che è la lettera yud: per elevarle al livello della sapienza (Chochmah) suprema.
Le altre lettere rivestono gli attributi emotivi. Riunire tutte le pietre in un’unica yud significa elevare tutte le lettere alla Chochmah suprema, dove esse si trovano in uno stato di autoannullamento dinanzi a D‑o.
Le forme delle lettere corrispondono ai livelli che rivestono, e riunirle in una yud le innalza tutte alla Chochmah suprema.
Marei mekomos
- 1ואות הה״א · ענין זה ליתא בהנחת הר״פ.
La stele e l’olio ¶13–16
13ואזי אח״כ וישם אותה מצבה1 הוא בחי׳ אות הוא״ו שעשה והמשיך מבחי׳ י׳ לבחי׳ ו׳ להיות התלבשות בחי׳ חכמה עילאה למטה בבחי׳ תומ״צ [תורה ומצות] וכנודע תמונת אות הוא״ו שעל ראשו נקודת היו״ד2
E poi, in seguito, «la pose come una stele» è il livello della lettera vav: egli la formò e trasse [la] dal livello della yud al livello della vav, affinché la sapienza superna (Chochmah) fosse rivestita in basso nella Torah e nelle mitzvos.
Dopo la salita viene la discesa. Erigere la pietra come una colonna verticale rappresenta la vav, una linea verticale: Yaakov fece discendere la yud trasformandola in una vav, affinché la Chochmah superna fosse rivestita nella Torah e nelle mitzvos quaggiù.
ואח״כ הולך ומתמשך למטה כמו כן אורייתא מחכמה עילאה נפקת ונמשך ומתפשט למטה בדברים גשמיים כו׳.
Come è noto, la forma della lettera vav ha la punta della yud al suo capo, e poi prosegue e si estende verso il basso. Così pure, «la Torah proviene dalla Chochmah superna» e viene fatta discendere e si diffonde in basso, nelle cose fisiche, ecc.
La vav è tracciata come una punta simile a una yud al suo capo, da cui si prolunga verso il basso una linea. Così pure la Torah, che «proviene dalla Chochmah superna», discende e si riveste nelle realtà fisiche.
La colonna è la lettera vav, la yud prolungata verso il basso: la Chochmah superna fatta discendere nella Torah e nelle sue mitzvos nel mondo fisico.
Marei mekomos
- 1וישם אותה מצבה · Genesis 28:18
- 2אות הוא״ו שעל ראשו נקודת היו״ד · ראה לעיל טו, ד. לקו״ת תצא כט, ג.
E questo è [il significato di] «e versò olio sulla sua sommità». La spiegazione: l’olio è il livello della sapienza superna (Chochmah), come è scritto: «olio di unzione santa».
Versare olio sul pilastro è il passo successivo. L’olio rappresenta la Chochmah superna; il versetto sull’«olio di unzione santa» viene citato per mostrare che l’olio è simbolo della santità che viene attirata dall’Alto.
להיות גלוי בחי׳ חכמה עילאה ממש למטה בבחי׳ מצבה הנ״ל שהוא בחי׳ תורה ומצות שמלובשים למטה בדברים גשמיים המחליף פרה בחמור4 כו׳ כשר פסול כו׳ עכ״ז [עם כל זה] יהיה בהם גילוי בחי׳ חכמה עילאה ממש כמו שהוא למעלה.
[Questo è] affinché vi sia una rivelazione della Chochmah superna stessa in basso, nel livello del pilastro menzionato sopra, che è il livello della Torah e delle mitzvos, rivestite in basso di cose materiali: «chi scambia una vacca con un asino», ecc., «kasher [e] invalido», ecc.; ciò nonostante, in esse vi sarà una rivelazione della Chochmah superna stessa, proprio come lo è in Alto.
L’obiettivo è che la Chochmah superna stessa si riveli nel pilastro, cioè nella Torah e nelle mitzvos, benché esse riguardino questioni materiali: le leggi sullo scambio di una vacca con un asino, su ciò che è kasher e su ciò che è invalido. Anche lì, la sapienza divina deve rivelarsi come si rivela in Alto.
L’olio versato sul pilastro è la Chochmah superna rivelata nelle leggi più terrene della Torah.
Le note Kehot collegano l’olio alla sapienza attraverso l’osservazione del Talmud secondo cui l’olio d’oliva è comune a Tekoa, e quindi lì si trova la sapienza. Or HaTorah su Vayakhel aggiunge che l’obiettivo non è l’ascesa (l’erezione del pilastro), bensì il far discendere (il versamento dell’olio).
Marei mekomos
- 1ויצק שמן על ראשה · Genesis 28:18
- 2פי׳ שמן הוא בחי׳ חכמה עילאה · Menachot 85b:13–14
- 3שמן משחת קודש · Exodus 30:25
- 4המחליף פרה בחמור · Mishnah Bava Metzia 8:4
15וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] מה להלן באימה וביראה1 אף כאן באימה וביראה. פי׳ מה להלן בשעת מתן תורה על הר סיני שהיו באימה וביראה שאז הי׳ [היה] בחי׳ גילוי בתכלית ששמעו מפי עצמות המאציל אנכי ה׳ אלקיך כו׳.
E come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «Proprio come là [si era] nel timore e nella reverenza, così anche qui [si deve essere] nel timore e nella reverenza». La spiegazione: «proprio come là», al tempo del Dono della Torah sul monte Sinai, essi erano nel timore e nella reverenza, poiché allora vi fu una rivelazione al grado più sublime: udirono dalla bocca dell’Essenza dell’Emanatore: «Io sono Havayah, il tuo D‑o», ecc.
I Saggi insegnarono che la Torah deve essere studiata con lo stesso timore e la stessa reverenza che vi furono al Sinai. Al Sinai la rivelazione fu totale: Israele udì «Io sono Havayah, il tuo D‑o» dalla stessa Essenza di D‑o, e perciò fu colmo di reverenza.
אף כאן היינו אף כמו שהתורה מלובשת למטה בדברים גשמיים יהי׳ [יהיה] ע״י גילוי חכמה עילאה ממש כמו שהי׳ [שהיה] אז וכמ״ש ואשים דברי בפיך2 כו׳.3
«Così qui»: vale a dire, anche quando la Torah è rivestita quaggiù di cose materiali, ciò avverrà mediante una rivelazione della sapienza superna (Chochmah) stessa, proprio come allora, come è scritto: «E ho posto le Mie parole nella tua bocca», ecc.
«Così qui» significa che anche oggi, quando la Torah è rivestita di aspetti materiali, essa dovrebbe recare la stessa rivelazione della Chochmah superna che vi fu allora. Il versetto «E ho posto le Mie parole nella tua bocca» esprime questo: le parole stesse di D‑o si trovano nella bocca di chi studia.
La reverenza del Sinai deve essere presente in ogni studio della Torah, perché la stessa Chochmah superna vi si rivela ora come allora.
La nota Kehot riporta che questo intero brano manca nella trascrizione Hanachos HaRap, e indica paralleli in Boneh Yerushalayim e nei brevi maamarim dell’Alter Rebbe.
Marei mekomos
- 1וכמארז״ל מה להלן באימה וביראה · Berakhot 22a:4
- 2ואשים דברי בפיך · Isaiah 51:16
- 3אנכי ה׳ אלקיך · Exodus 20:2
16ולהיות גילוי כזה למטה הוצרך יעקב מתחלה להעלותן למעלה מעלה לבחי׳ סוכ״ע. וכמ״ש וירימה מצבה1 להיות כי נעוץ סופן בתחלתן2 ועי״ז נעוץ תחלתן בסופן כו׳ שמדרגה היותר גבוה יותר יכולה לירד ולהתפשט מטה מטה כידוע:3
Affinché una rivelazione di questo genere si manifestasse in basso, Yaakov dovette anzitutto elevarle fino al livello più alto, quello della luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin). Come è scritto: «e la innalzò come una stele»; poiché «la loro fine è incuneata nel loro inizio» e, attraverso ciò, «il loro inizio è incuneato nella loro fine», ecc.; infatti, più alto è un livello, più esso è in grado di discendere e diffondersi sempre più in basso, come è noto.
Per far discendere una rivelazione di questo genere, Yaakov dovette prima elevare le lettere fino a sovev, la luce che circonda tutti i mondi, come dice un versetto successivo della parashah a proposito di Yaakov: «la innalzò come una stele». Il principio, tratto dal Sefer Yetzirah, è che la fine è incuneata nell’inizio: ciò che è più basso ha la propria radice in ciò che è più alto e, quanto più elevato è un livello, tanto più in basso può giungere.
L’ascesa precede la discesa: solo elevando prima le lettere al livello più alto Yaakov poté far discendere la rivelazione fino in fondo.
Torah Ohr su Bereshis, citato nella nota, applica lo stesso principio: attraverso la luce diretta e la luce di ritorno il piede diventa la testa; per questo Israele, i «piedi», è chiamato «primo».
Marei mekomos
- 1וירימה מצבה · Genesis 31:45
- 2נעוץ סופן בתחלתן · Sefer Yetzirah 1:7
- 3נעוץ סופן בתחלתן . . כידוע · ראה אוה״ת ואתחנן ע׳ פט. וראה לעיל א, ב.
La casa di mio padre: la risata di Yitzchak ¶17–21
17וזהו ושבתי בשלום אל בית אבי והי׳ [והיה] הוי׳ לי לאלקים. שכל זה יהיה ע״י העלאות והמשכות שממטה למעלה ומלמעלה למטה שהוא בחי׳ וישם מראשתיו כו׳
Ed è questo [il significato di] «E tornerò in pace alla casa di mio padre, e Havayah sarà per me Elokim»: tutto ciò avverrà attraverso elevazioni e attrazioni verso il basso, dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso; questo è l’aspetto di «e pose [queste] al suo capo», ecc., e poi «vi versò olio», ecc., come menzionato sopra.
Ora il maamar ritorna al voto. Tutto ciò si realizza attraverso due movimenti: l’ascesa dal basso, «pose [queste] al suo capo», e poi la discesa dall’Alto, «vi versò olio».
ואח״כ ויצק עליה שמן כו׳ כנ״ל כי הנה אבי1 קאי על יצחק וכמ״ש כי אתה אבינו2 שלע״ל [שלעתיד לבוא] יאמרו על יצחק כי אתה אבינו כו׳.
Infatti, «mio padre» si riferisce a Yitzchak, come è scritto: «Poiché Tu sei nostro padre»; nel tempo a venire, infatti, diranno di Yitzchak: «Tu sei nostro padre», ecc.
«Mio padre» significa Yitzchak: il Talmud (Shabbos 89b) narra che in futuro, dopo che Yitzchak avrà supplicato in favore dei suoi figli, Israele gli dirà, con le parole di Isaia: «Poiché Tu sei nostro padre».
Il voto riguarda insieme l’ascesa e la discesa, e «la casa di mio padre» è Yitzchak, che in futuro Israele chiamerà «nostro padre».
Le note di Kehot rimandano a Or HaTorah su Terumah e Ki Sisa per questa interpretazione di «la casa di mio padre» come Yitzchak.
Marei mekomos
- 1כי הנה אבי · ראה אוה״ת תרומה ע׳ א׳תקכו. וראה גם באוה״ת כי תשא ע׳ א׳תתפז.
- 2כי אתה אבינו · Isaiah 63:16
Ora, Yitzchak deriva dal termine tzechok (risata) e dalla delizia, come è scritto: «[D‑o] mi ha fatto ridere», ecc., «chiunque lo sentirà riderà (yitzchak) con me».
Il nome Yitzchak deriva da tzechok, risata, come disse Sarah alla sua nascita: D‑o mi ha fatto ridere; chiunque lo sentirà riderà con me. La risata esprime delizia.
והוא לשון עתיד שיתגלה בחי׳ התענוג העליון2 שלמעלה והוא ע״י בחי׳ הבירורי׳ [הבירורים / הבירורין] שלמטה בבחי׳ אתכפיא ואתהפכא מחשוכא לנהורא ע״י העלאות והמשכות כנ״ל.
E [yitzchak, «egli riderà»,] è al tempo futuro, [il che significa] che la delizia superna che è al di sopra sarà rivelata; e ciò avviene attraverso i raffinamenti (beirurim) compiuti in basso, mediante la sottomissione (iskafya) e la trasformazione (is’hapcha) dell’oscurità in luce, attraverso le elevazioni e i flussi verso il basso menzionati sopra.
Yitzchak è anche un verbo al futuro: «egli riderà». Indica quindi una delizia superna che sarà rivelata in futuro, resa possibile dal lavoro di raffinamento del mondo inferiore: sottomettere il male e trasformare l’oscurità in luce.
Yitzchak significa una risata futura: la delizia superna che il lavoro di raffinamento rivelerà.
Un maamar successivo, citato nella nota Kehot, fa riferimento a questo passo e lo collega al Midrash secondo cui D‑o «si rallegrerà» in futuro delle azioni dei giusti. Or HaTorah su Ki Sisa solleva qui una questione: si dice che la terza redenzione verrà per merito di Yaakov, eppure qui è collegata a Yitzchak.
Marei mekomos
- 1צחק עשה לי · Genesis 21:6
- 2לשון עתיד שיתגלה בחי׳ התענוג העליון · ע׳ אוה״ת ויחי שצט, ב. וראה באוה״ת פ׳ כי תשא ע׳ א׳תתפז שצ״ע שהרי גאולה שלישית בזכות יעקב, וכאן כ׳ שבזכות יצחק ע״ש. בד״ה כל שמעשיו מרובין תרנ״ג ע׳ ריז: ”מבואר בת״א פ׳ ויצא דהוא בחי׳ צחוק ותענוג עליון שיתגלו לע״ל, וכמארז״ל במד״ר ר״פ אחרי, שמח אינו אומר אלא ישמח ה׳ במעשיו עתיד הקב״ה לשמוח במעשיהן של צדיקים. שלע״ל דוקא יהי׳ גילוי השמחה מבחי׳ הבירורים דעכשיו בבחי׳ אתכפיא ואתהפכא”. ע״ש.
19וכמו התענוג והצחוק שלמטה שאינו אלא מאיזו שינוי והתחדשות כמו למשל צפור המדברת1 וכדומה שאין דרכה וטבעה לדבר משא״כ מאדם המדבר אין מקבלים תענוג כלל לפי שדרכו בתמידות לדבר. וכמו״כ [וכמו כן] ממש למעלה.
Come il piacere e il riso quaggiù, che derivano soltanto da un qualche cambiamento e da una novità: per esempio, da un uccello parlante e simili, che non ha né l’abitudine né la natura di parlare; mentre da una persona che parla non si prova affatto piacere, poiché parlare è il suo modo abituale di essere. E proprio così è anche in Alto.
Il piacere nasce da ciò che è nuovo. Un uccello parlante ci diletta perché parlare non è nella sua natura; una persona che parla non diletta nessuno, perché parlare è normale per lei. Lo stesso vale in Alto: ciò che diletta D‑o è ciò che è inatteso.
הנה בחי׳ יעקב הוא י׳ עקב שהוא בחי׳ ירידת והשתלשלות אלקות עד למטה מטה גם בבחי׳ עקביי׳ שהם עולמות הנפרדים לגמרי ובעלי גבול כו׳.
Ora, il livello di Yaakov è yud-akev, ossia la discesa e la concatenazione discendente della Divinità fino ai luoghi più bassi, persino al livello dei talloni, che sono i mondi del tutto separati e limitati, ecc.
Yaakov, con la yud che giunge fino al tallone, rappresenta la Divinità che discende fino ai mondi più bassi e limitati, i quali sembrano del tutto separati da Lui.
Il piacere nasce dalla novità, e la discesa di Yaakov nei mondi più bassi prepara la trasformazione inattesa che diletta D‑o.
La parabola dell’uccello parlante risale a Or Torah del Maggid di Mezritch, come mostra la nota Kehot, e ricorre in tutta la letteratura Chabad; per esempio, spiega perché il servizio delle anime nei corpi commuove D‑o più della lode degli angeli.
Marei mekomos
- 1צפור המדברת · או״ת להה״מ (הוצאת קה״ת) פג, א. פו, ד. ועוד. ראה לקמן כה, ד. לקו״ת במדבר יט, ד. שלח מח, ד. שה״ש לז, א. תו״ח תולדות קנב, א. ויצא קסו, א. וישלח קצ, ג. שער האמונה עט, א. סה״מ תרכ״ז ע׳ שצ. סה״מ תער״ב ח״ב ע׳ תתקה. סה״מ תרמ״ג ע׳ קלג.
20וכמ״ש ויצא יעקב מבאר שבע וילך חרנה1 שנמשך ונשתלשל בהשתלשלות וצמצומים כ״כ [כל כך] להתהוות יש מאין בעלי גבול ועלמין דפרודי
Come è scritto: «Yaakov uscì da Be’er Sheva e si diresse verso Charan»: [la Divinità] fu fatta discendere e passò attraverso la catena discendente dei mondi (hishtalshelus) e così tante contrazioni (tzimtzum), affinché venissero all’esistenza dal nulla esseri limitati e mondi di separazione,
Il viaggio di Yaakov verso Charan viene nuovamente interpretato come la discesa della Divinità: attraverso tante contrazioni vengono all’esistenza dal nulla mondi limitati e separati.
שהם בחי׳ נבראי׳ [נבראים] נפרדים שהם בחי׳ יש ונפרד בפ״ע [בפני עצמו] שנק׳ חר״ן והוא מלשון נחר גרוני23 כו׳.
che sono esseri creati separati, qualcosa (yesh) e separato di per sé; [ciò] è chiamato Charan, e deriva dall’espressione «la mia gola è arida (nichar)», ecc.
Questi esseri separati, che sentono di esistere di per sé, sono chiamati Charan, una parola che il maamar collega a nichar, «arida», che condivide le lettere chet e resh con il termine usato nel Salmo «la mia gola è arida».
והיינו שהחיות אלקות הנמשך ומתלבש בהם שנק׳ בחי׳ גרון שהוא קול כנודע4 מכוסה ומוסתר בהם לגמרי עד
Vale a dire che la forza vitale divina che viene fatta discendere e si riveste in loro, chiamata il livello (bechinah) della gola, ossia la voce, come è noto, è completamente coperta e nascosta in loro,
La forza vitale divina presente nelle creature è chiamata «gola», perché la gola produce la voce, il parlare divino che le crea. In questi mondi, quella voce è completamente coperta e nascosta.
שהם עלמין דפרודי וחשך לגמרי כאלו הם יש ונפרד בפ״ע [בפני עצמו] ואזי נק׳ חרן לשון נחר גרוני כו׳. וכמ״ש נאלמתי דומיה5 כו׳.
finché essi diventano mondi di separazione e di totale oscurità, come se fossero qualcosa di separato di per sé; e allora è chiamato Charan, dall’espressione «la mia gola è arida», ecc. E come è scritto: «Rimasi muto, in silenzio», ecc.
Così i mondi diventano separati e oscuri, come se esistessero di per sé. Questa è la «gola arida» e il silenzio di «Rimasi muto, in silenzio»: la voce divina non può essere udita.
Charan è il mondo più basso, dove la voce divina creatrice è così nascosta che la creazione sembra sussistere di per sé, una «gola arida».
La nota di Kehot riporta la spiegazione di Rashi di nichar come «prosciugato» e rimanda al Likkutei Torah dell’Arizal su Vayeshev e all’Or HaTorah su Va’era.
Marei mekomos
- 1ויצא יעקב מבאר שבע וילך חרנה · Genesis 28:10
- 2נחר גרוני · Psalms 69:4
- 3נחר גרוני · Rashi on Psalms 69:4
- 4שנק׳ בחי׳ גרון שהוא קול כנודע · ראה ביאוה״ז להצ״צ כרך ב ע׳ תשסז.
- 5נאלמתי דומי׳ · Psalms 39:3
21והנה תכלית המכוון בירידת והשתלשלות אור ה׳ כ״כ [כל כך] למקום חשך ועלמין דפרודי. היינו בכדי שיהי׳ [שיהיה] אתכפיא ואתהפכא מחשוכא לנהורא כו׳
Ora, lo scopo ultimo della discesa e della concatenazione discendente della luce di D‑o, fin giù in un luogo di tenebre e in mondi di separazione, è che si realizzino la sottomissione e la trasformazione delle tenebre in luce, ecc.:
Perché la luce di D‑o è discesa così in basso, fino alle tenebre e alla separazione? Perché le tenebre potessero essere soggiogate e trasformate in luce (iskafya e is’hapcha, sottomissione e trasformazione).
להפוך את כל המדות רעות שהם האהבה ורשפי אש של הבלי עולם או הכעס כו׳
per trasformare tutti gli attributi emotivi negativi (middos), che sono l’amore e le fiamme ardenti per le vanità del mondo, oppure la collera, ecc.,
In una persona ciò si riferisce alle emozioni negative: l’amore ardente per le vanità del mondo, la collera e simili.
להפכם שיהיו רק לה׳ לבדו ולהיות בבחי׳ בטול הרצון לה׳ לבד ולא בבחי׳ יש ונפרד בפ״ע [בפני עצמו] כו׳.
trasformandoli affinché siano rivolti soltanto a D‑o e affinché la volontà si trovi in uno stato di autoannullamento (bittul) davanti al solo D‑o, e non in uno stato in cui ci si sente un’entità separata per conto proprio, ecc.
Queste emozioni devono essere trasformate affinché siano rivolte soltanto a D‑o e affinché la persona rinunci alla propria volontà davanti a D‑o, invece di sentirsi un sé separato.
ונק׳ בחי׳ זאת בחי׳ תשובה שהוא בחילא יתיר כו׳ דהיינו המדות רעות שהם ברשפי אש להפכם ולהשיבם לה׳ לבד כנ״ל
E questo livello è chiamato il ritorno (teshuvah), che è «con una forza maggiore», ecc.; cioè, [prendendo] gli attributi negativi che ardono di un fuoco impetuoso, per trasformarli e ricondurli soltanto a D‑o, come menzionato sopra.
Questa trasformazione è chiamata teshuvah, che opera «con una forza maggiore»: prendere proprio il fuoco delle emozioni negative e rivolgerlo di nuovo soltanto a D‑o.
(וזהו במקום שבעלי תשובה עומדין1 צדיקי׳ [צדיקים] גמורים אין יכולים לעמוד). ועי״ז נעשה תענוג גדול למעלה והוא מבחי׳ אתכפיא ואתהפכא מחשוכא לנהורא שלמטה.
(E questo è [il significato di] «Nel luogo in cui stanno coloro che sono tornati, i giusti perfetti non possono stare».) E attraverso questo si produce in Alto una grande delizia (taanug), che deriva dalla sottomissione e dalla trasformazione delle tenebre in luce qui in basso.
Ecco perché coloro che sono tornati stanno in un luogo in cui neppure i giusti perfetti possono stare. Questa trasformazione procura una grande delizia in Alto.
וזהו יפה שעה אחת בתשובה23 כו׳ להיות שע״י בחי׳ תשובה דוקא נעשה התענוג למעלה כ״כ [כל כך] שהוא ממש כמשל צפור המדברת כנ״ל
E questo è [il significato di] «Un’ora di teshuvah è più bella», ecc.: proprio attraverso teshuvah si produce in Alto una delizia così grande, esattamente come nella parabola dell’uccello parlante menzionata sopra;
La Mishnah afferma che un’ora di teshuvah in questo mondo è più bella di tutta la vita del Mondo a venire. Teshuvah procura una delizia in Alto proprio come l’uccello parlante: qualcosa di inatteso.
ואזי נעשה מבחי׳ חר״ן רנ״ה וכנודע על ענין חמץ ומצה שמאות החי״ת של חמ״ץ נעשה ה״א כמ״ש בזהר פ׳ פנחס4 ע״פ גער חי״ת קנה56 כו׳ ונעשה בחי׳ מצה.
e allora dal livello di Charan si produce rinah (canto gioioso). Come è noto a proposito di chametz e matzah: dalla lettera ches di chametz si ricava una hei, come è scritto nello Zohar, Parshas Pinchas, a proposito del versetto «Rimprovera la bestia (chayas, da leggere come ches) della canna», ecc., e si giunge così al livello di matzah.
Allora Charan diventa rinah (canto gioioso): la ches si trasforma in una hei. Lo stesso avviene con chametz e matzah, le cui lettere differiscono soltanto per ches e hei; lo Zohar legge «Rimprovera la bestia (chayas) della canna» come un rimprovero alla ches.
כמו״כ [כמו כן] מחרן נעשה רנה כמ״ש באבוד רשעים רנה7 שהוא בחי׳ התענוג שנעשה למעלה מבחי׳ אתכפיא ואתהפכא כנ״ל.8
Così anche da Charan si produce rinah, come è scritto: «Quando i malvagi periscono, c’è canto gioioso (rinah)»; questa è la delizia che si produce in Alto attraverso la sottomissione e la trasformazione, come menzionato sopra.
Il versetto «Quando i malvagi periscono, c’è canto gioioso» mostra che rinah si produce quando il male viene sopraffatto. Questa rinah è la delizia in Alto che deriva dal soggiogare e trasformare le tenebre.
Lo scopo della discesa è trasformare le tenebre in luce, soprattutto attraverso teshuvah, che trasforma Charan in rinah e procura la delizia più grande in Alto.
La nota di Kehot riporta che la parentesi su coloro che sono tornati compare anche nel manoscritto dei maamarim dell’Alter Rebbe e rimanda a una nota del Rebbe sull’affermazione talmudica. Il gioco di parole funziona perché ches e hei differiscono soltanto per una piccola apertura nella gamba sinistra.
Marei mekomos
- 1במקום שבעלי תשובה עומדין · Berakhot 34b:22–23
- 2יפה שעה אחת בתשובה · אבות ד, יז.
- 3יפה שעה אחת בתשובה · Pirkei Avot 4:17
- 4כמ״ש בזהר פ׳ פנחס · רנא, ב ואילך. מכאן ואילך בהנחת הר״פ בקיצור.
- 5כמ״ש בזהר פ׳ פנחס ע״פ גער חי״ת קנה · Zohar, Pinchas 105:727–106:740
- 6גער חי״ת קנה · Psalms 68:31
- 7באבוד רשעים רנה · Proverbs 11:10
- 8(וזהו . . לעמוד) · מוסגר זה נמצא גם בכת״י מאמרי אדה״ז. הענין נמצא בהנחות הר״פ, אבל שם בלי מוסגר.
La rivelazione futura ¶22–24
22והנה בחי׳ התענוג הזה יתגלה לעתיד דוקא שאז ואת רוח הטומאה אעביר1 כו׳ שלא יהיה עוד בחי׳ חשך ובירורי׳ [ובירורים] כמו שהוא עתה בעליות וירידות אלא כמ״ש בחריש ובקציר תשבות2 כמבואר במ״א.
Ora, questa delizia (taanug) si rivelerà specificamente nel tempo a venire, poiché allora «rimuoverò lo spirito d’impurità», ecc., e non vi saranno più oscurità e processi di raffinamento come avviene ora, attraverso ascesa e discesa; bensì, come è scritto: «Durante l’aratura e la mietitura riposerai», come spiegato altrove.
Questa delizia si rivelerà pienamente soltanto in futuro, quando D‑o rimuoverà dalla terra lo spirito d’impurità. Allora non vi sarà più oscurità da raffinare né alti e bassi; il lavoro dell’«aratura e della mietitura», cioè il raffinamento, cesserà, e vi sarà riposo.
La delizia prodotta dal raffinamento si rivelerà in futuro, quando non vi sarà più alcun male da raffinare.
Il passo di Likkutei Torah citato nella nota spiega che in futuro non sarà più necessaria alcuna «aratura» (che spezza il male), poiché lo spirito d’impurità sarà scomparso.
Marei mekomos
- 1ואת רוח הטומאה אעביר · Zechariah 13:2
- 2בחריש ובקציר תשבות . . כמ״ש במ״א · Exodus 34:21
23ויהיה בחי׳ גילוי אור ה׳ למטה בבחי׳ יחוד וביטול בתכלית כמו שהוא למעלה בעולמות עליונים דאיהו וחיוהי וגרמוהי חד כו׳ שעתה הוא מאין ליש כו׳ משא״כ לעתיד יהיה מיש לאין בבחי׳ ביטול ואתהפכא כו׳.
E ci sarà una rivelazione della luce di D‑o in basso, in uno stato di assoluta unità e autoannullamento (bittul), proprio come in alto, nei mondi superiori, dove «Egli, le Sue forze vitali e i Suoi recipienti sono uno», ecc. Ora, infatti, si passa dal nulla al qualcosa, ecc.; invece, nel tempo a venire, si passerà dal qualcosa al nulla, in uno stato di autoannullamento e trasformazione, ecc.
In futuro, la luce di D‑o sarà rivelata in basso con la stessa unità che si trova nei mondi superiori. Ora la creazione procede «dal nulla al qualcosa», producendo esseri che si sentono reali di per sé; allora procederà «dal qualcosa al nulla», quando la creazione riconoscerà la propria nullità davanti a D‑o e sarà trasformata.
In futuro si invertirà la direzione della creazione: invece che dal nulla sorga qualcosa, il qualcosa si annullerà davanti a D‑o.
24ואזי יתגלה בחי׳ ענג העליון שהוא בבחי׳ א״ס והוא בחי׳ יום הז׳ יום שכולו שבת ומנוחה לחיי העולמים1 שהוא בחי׳ גילוי ענג העליון כנודע שנעשה מהבירורים שלמטה בשיתא אלפי שנין כו׳.
E allora si rivelerà la delizia superna (taanug), che è nella bechinah dell’Infinito (Ein Sof); questa è la bechinah del settimo giorno, «il giorno che è tutto Shabbos e riposo per la vita eterna», ossia la rivelazione della delizia superna, come è noto, che si realizza grazie ai raffinamenti compiuti in basso durante i seimila anni, ecc.
Allora si rivelerà la delizia superna, che è infinita. Questo è il «settimo giorno», l’era che è tutta Shabbos e riposo; è il frutto dell’opera di raffinamento compiuta durante i seimila anni del mondo.
וזהו ושבתי כו׳ אל בית אבי2 שהוא בחי׳ חזרה והשבה של בחי׳ יעקב מבחי׳ חר״ן כנ״ל לבחי׳ רנה שנק׳ בית אבי שהוא בחי׳ יצחק שהוא בחי׳ הצחוק והתענוג העליון שיתגלה לעתיד מבחי׳ אתכפיא ואתהפכא הנ״ל:
E questo è [il significato di] «E tornerò», ecc., «alla casa di mio padre»: è il ritorno e il ricondurre la bechinah di Yaakov dalla bechinah di Charan, come detto sopra, alla bechinah di rinah [canto di gioia], chiamata «la casa di mio padre», che è la bechinah di Yitzchak: la risata e la delizia superne che si riveleranno nel tempo a venire, in seguito alla sottomissione e alla trasformazione menzionate sopra.
Questo è il ritorno di Yaakov «alla casa di mio padre»: il ritorno da Charan, la voce divina nascosta, a rinah, il canto del taanug, che è la bechinah di Yitzchak, la risata che si rivelerà in futuro.
La delizia futura è il «settimo giorno», e il ritorno di Yaakov alla casa di suo padre è la trasformazione di Charan in rinah, la risata di Yitzchak.
Marei mekomos
- 1יום שכולו שבת ומנוחה לחיי העולמים · Mishnah Tamid 7:4
- 2ושבתי כו׳ אל בית אבי · Genesis 28:21
La pace e Havayah che diventa Elokim ¶25–29
25וזהו שיאמרו לעתיד על יצחק דוקא כי אתה אבינו להיות כי זהו תכלית המכוון בירידת והשתלשלות העולמות כדי שעי״ז יהיה צחוק ותענוג למעלה כנ״ל.
Ed è per questo che, nel tempo futuro, diranno proprio di Yitzchak: «Tu infatti sei nostro padre», perché questo è lo scopo ultimo della discesa e della catena discendente dei mondi (hishtalshelus): che attraverso di essa vi siano riso e delizia in Alto, come menzionato sopra.
Perché, fra tutti i Patriarchi, in futuro Israele chiamerà proprio Yitzchak «nostro padre»? Perché lo scopo dell’intera discesa dei mondi è il riso e la delizia in Alto, e Yitzchak è quel riso.
וזהו ושבתי בשלום כו׳. כי בחי׳ ענג הנ״ל שיתגלה לעתיד הוא דוקא ע״י בחי׳ העלאות והמשכות שהם בחי׳ הבירורים למטה בבחי׳ אתכפייא ואתהפכא כנ״ל שנקרא בחי׳ שלום.
E questo è [il significato di] «E tornerò in pace», ecc. La delizia menzionata sopra, che sarà rivelata nel tempo futuro, si realizza proprio attraverso elevazioni e influssi verso il basso, ossia i raffinamenti compiuti in basso mediante sottomissione e trasformazione, come menzionato sopra; [e questo] è chiamato il livello della pace (shalom).
Ora viene spiegata l’espressione «in pace». La delizia futura si realizza attraverso i due movimenti di ascesa e discesa: il raffinamento del mondo sottomettendo e trasformando il male. L’unione di questi due movimenti è chiamata «pace».
Perché la pace è ciò che unisce due opposti, come è scritto: «Egli fa pace nelle Sue altezze»: Michael è il principe dell’acqua e Gavriel è il principe del fuoco, ecc.
La pace unisce gli opposti. Il Midrash interpreta «Egli fa pace nelle Sue altezze» come il fatto che D‑o fa pace tra Michael, un angelo della neve (qui chiamato principe dell’acqua), e Gavriel, un angelo del fuoco, così che nessuno dei due nuoccia all’altro.
Yitzchak è «nostro padre» perché la delizia è lo scopo della creazione, e la «pace» è l’unione degli opposti, dell’ascesa e della discesa, che porta a quella delizia.
Il maamar di Torah Ohr su Beshalach, citato nella nota, spiega che opposti come l’acqua e il fuoco, la benevolenza (Chesed) e il rigore (Gevurah), possono unirsi soltanto attraverso l’autoannullamento (bittul) della sapienza (Chochmah); per questo anche un essere umano può conciliare qualità opposte.
Marei mekomos
- 1עושה שלום במרומיו · Job 25:2
- 2שמיכאל שר של מים · Bamidbar Rabbah 12:8
26והנה כתיב שלום שלום לרחוק ולקרוב1 והיינו ב׳ בחי׳ שלום2 שלום מלמטה למעלה והיינו לרחוק שנעשה קרוב שהוא בחי׳ העלאה ממטה למעלה.
Ora, è scritto: «Pace, pace al lontano e al vicino». Cioè, [vi sono] due livelli di pace: pace dal basso verso l’alto, ossia «al lontano» che diventa vicino, vale a dire l’elevazione dal basso verso l’alto;
Isaia dice «pace, pace» due volte, dunque vi sono due tipi di pace. La prima è la pace «al lontano»: colui che è lontano, ossia il mondo inferiore, viene avvicinato, salendo dal basso verso l’alto.
ושלום מלמעלה למטה היינו בחי׳ ירידת והמשכת אלקות למטה בבחי׳ תורה ומצות כמבואר לעיל במ״ש ויצק שמן כו׳.
e pace dall’alto verso il basso, cioè la discesa e l’attrazione verso il basso della Divinità, nella Torah e nelle mitzvos, come spiegato sopra a proposito del versetto «E versò olio», ecc.
La seconda è la pace «al vicino»: la Divinità discende dall’alto nella Torah e nelle mitzvos, come con l’olio che Yaakov versò sulla colonna.
La parola «pace» ripetuta in Isaia indica i due movimenti del maamar: il mondo inferiore che sale e la Divinità che discende nella Torah e nelle mitzvos.
Marei mekomos
- 1שלום שלום לרחוק ולקרוב · Isaiah 57:19
- 2ב׳ בחי׳ שלום · ראה ד״ה פדה בשלום תשל״ח (סה״מ מלוקט ח״ב ע׳ יא) הערה 96.
27וע״י ב׳ בחי׳ שלום הנ״ל שהם בחי׳ אתהפכא מחשוכא לנהורא שלא יהיו בבחי׳ עלמין דפרודי רק בבחי׳ יחוד וביטול כמו שהוא למעלה בעולמות עליוני׳ [עליונים] ממש
E attraverso i due livelli di pace menzionati sopra, che consistono nel trasformare le tenebre in luce, così che non si trovino più nello stato di mondi di separazione, ma soltanto in uno stato di unità e di autoannullamento (bittul), esattamente come avviene in alto, nei mondi superiori,
Attraverso queste due forme di pace, le tenebre si trasformano in luce e i mondi inferiori cessano di essere mondi di separazione, diventando un tutt’uno con D‑o, come lo sono i mondi superiori.
ואזי אשוב אל1 בית אבי שיתגלה ממילא בחי׳ הענג העליון שהוא בבחי׳ א״ס ממש למעלה מעלה מהשתלשלות העולמות במדרגות רבות מעלה ומטה וחשך ואור.
allora «tornerò alla casa di mio padre»: si rivelerà da sé la delizia suprema (taanug), che si trova davvero al livello dell’Infinito (Ein Sof), ben al di sopra della catena discendente dei mondi (hishtalshelus), con i suoi numerosi gradini, in alto e in basso, tenebre e luce.
Allora «tornerò alla casa di mio padre»: la delizia suprema si rivelerà da sé. È infinita, ben al di sopra dell’intera catena dei mondi, con le sue distinzioni fra alto e basso, tenebre e luce.
משא״כ לגבי עצמותו ומהותו ית׳ קטן וגדול שוים ממש בלי שינוי וכחשכה כאורה2 ממש.
Mentre, rispetto alla Sua essenza e al Suo essere, benedetto Egli sia, piccolo e grande sono davvero uguali, senza alcun mutamento, e «le tenebre sono esattamente come la luce».
Per l’essenza stessa di D‑o queste distinzioni non esistono affatto: piccolo e grande sono uguali, e le tenebre sono come la luce, come dice il Salmo.
Quando le due forme di pace uniscono i mondi a D‑o, si rivela la delizia infinita, un livello per il quale alto e basso, tenebre e luce, sono tutti uguali.
Marei mekomos
- 1שו״ה בעולמות — ואזי אשוב אל · בבוך 1824: ואזי אז יבא אל.
- 2וכחשכה כאורה · Psalms 139:12
28ואז והיה הוי׳ לי לאלקים כו׳. כי הנה כתיב כי שמש ומגן1 הוי׳ אלקים שכמו שהמגן הוא נרתק להשמש ומכסה ומסתיר על אור השמש כמו״כ [כמו כן]
E allora: «Havayah sarà per me Elokim», ecc. Infatti è scritto: «Poiché sole e scudo è Havayah Elokim»: proprio come lo scudo è un involucro per il sole, coprendo e celando la luce del sole,
Ora la frase centrale del voto: «Havayah sarà per me Elokim». Il Salmo accosta «sole» a Havayah e «scudo» a Elokim: come uno scudo copre il sole, avvolgendone la luce.
שם אלקים הוא בחי׳ נרתק לשם2 הוי׳ ומכסה ומסתיר עליו להיות נבראים בעלי גבול ונפרדים בפ״ע [בפני עצמו] משא״כ שם הוי׳ הוא בחי׳ המשכת אור ה׳ למטה כו׳.3
così anche il Nome Elokim è un involucro per il Nome Havayah, lo copre e lo cela, affinché vi possano essere esseri creati limitati e separati in sé; mentre il Nome Havayah è il far discendere la luce di D‑o in basso, ecc.
Così Elokim cela Havayah, affinché possano esistere creature limitate e separate, senza essere sopraffatte. Havayah, al contrario, è il far discendere la luce di D‑o.
Elokim è l’involucro che cela la luce di Havayah, rendendo possibile un mondo finito.
Marei mekomos
- 1כי שמש ומגן הוי׳ אלקים · Psalms 84:12
- 2בחי׳ נרתק לשם הוי׳ · ראה ד״ה קדושים תהיו תרנ״ז אות ג.
- 3שו״ה ממש — ואז והיה · בבוך 1824: ואזי אז יהי׳.
29והנה כ״ז [כל זה] הוא בבחי׳ השתלשלות מעלה ומטה וחשך ואור אבל לעתיד שיתגלה בחי׳ ענג העליון שהוא למעלה מעלה מבחי׳ ההשתלשלות והוא למעלה מעלה מבחי׳ שם1 הוי׳ ושם אלקים
Ora, tutto questo rientra nella catena discendente dei mondi (hishtalshelus), con l’alto e il basso, l’oscurità e la luce.
Tutto questo — il sole e lo scudo, la rivelazione e il nascondimento — appartiene alla catena dei mondi, con il suo alto e basso, l’oscurità e la luce.
ואזי מה שעתה הוא בחי׳ שם הוי׳ יהיה אז בחי׳ אלקים לגבי בחי׳ ענג העליון הנ״ל
Ma nel tempo a venire, quando sarà rivelata la delizia superna (taanug), che è molto, molto al di sopra dell’hishtalshelus e molto, molto al di sopra del Nome Havayah e del Nome Elokim, allora ciò che ora è il livello del Nome Havayah sarà il livello di Elokim rispetto alla delizia superna menzionata sopra.
Ma la delizia che sarà rivelata in futuro è molto al di sopra dell’intera catena, persino al di sopra dei Nomi Havayah ed Elokim. Rispetto a essa, anche Havayah, che oggi è il Nome della rivelazione, sarà come Elokim, un semplice rivestimento: questo è «Havayah sarà per me Elokim».
ואזי והאבן הזאת אשר שמתי מצבה2 כנ״ל יהיה בית אלקים שיהיה בית וכלי לבחי׳ אלקים דלעתיד שהוא בחי׳ הוי׳ עתה.
E allora «questa pietra che ho eretto come stele», come menzionato sopra, «sarà una casa di Elokim»: sarà una casa e un recipiente per il livello di Elokim del tempo a venire, che ora è il livello di Havayah.
La pietra, il livello più basso, diverrà allora una «casa di Elokim»: un recipiente per ciò che allora sarà chiamato Elokim, ossia Havayah come la conosciamo oggi. Questo risponde alla prima domanda: la pietra diventa una casa quando Havayah diventa «Elokim».
וכל אשר תתן לי הוא לשון עתיד היינו כל עליות שיהיו לעתיד הכל עשר אעשרנו לך בבחי׳ מעשר כנודע וד״ל [ודי למבין]:
«E tutto ciò che mi darai» è espresso al futuro; cioè, tutte le ascese che avranno luogo nel tempo a venire, tutte quante: «te ne darò certamente la decima parte», secondo la modalità della decima, come è noto; e questo basta a chi comprende.
La promessa di Yaakov termina con le parole: «tutto ciò che mi darai, ne darò la decima parte a Te». «Darai» è al futuro: le ascese senza fine del futuro, che saranno anch’esse restituite a D‑o come decima. Il maamar si conclude con «questo basta a chi comprende».
In futuro, la delizia che è al di sopra di entrambi i Nomi farà sì che Havayah stessa sia un semplice «Elokim», e la pietra diverrà un recipiente per essa; questo risolve la domanda iniziale sulla promessa.
Un maamar citato nella nota di Kehot riporta la formulazione di Torah Chaim: Havayah sarà rivelato con la stessa evidenza con cui ora è rivelato il Nome Elokim.
Marei mekomos
- 1אבל לעתיד . . בחי׳ שם הוי״ה יהי׳ אז בחי׳ אלקים · ראה ד״ה ושבתי בשלום תשל״ח (סה״מ מלוקט ח״ב ע׳ קעז) הערה 205 שמציין לתו״ח כו, ד ושם: ”שהוי׳ יהי׳ בגילוי כמו שם אלקים”.
- 2והאבן הזאת אשר שמתי מצבה · Genesis 28:22
Riepilogo ¶30
30קיצור1 (א) הנה יעקב המשיך היו״ד ח״ע [חכמה עילאה] לבחי׳ עקביי׳ וזהו ענין יציאת יעקב מבאר שבע יסוד אי׳ [אימא] לבחי׳ חרן כדי להעלות בירורי נוגה
Riassunto. (a) Yaakov fece discendere la yud, la sapienza superna (Chochmah), fino al livello (bechinah) dei talloni. Ciò allude all’uscita di Yaakov da Be’er Sheva, il Yesod di Imma, verso il livello di Charan, per elevare le realtà di nogah sottoposte a raffinamento;
Un riassunto in tre punti. (a) Yaakov fece discendere la yud, la sapienza superna (Chochmah), fino ai talloni. Be’er Sheva è identificata con il Yesod di Imma, il canale della comprensione (Binah), e Yaakov discese a Charan per elevare le scintille intrappolate in nogah, la sfera mista di bene e male che può essere raffinata.
והיינו מה שלקח מאבני המקום2 שהם בחי׳ אותיות דבר ה׳ המלובשים בדצ״ח [בדומם צומח חי] ועשה מהם אבן אחת הוא בחי׳ יו״ד שזהו וישם מראשותיו3 (ע׳ [עיין] זהר ח״א [חלק א׳] דע״ב ופ׳ ויצא קנ״א ופ׳ ויחי רל״א ובמ״ש ע״פ אבן ישראל)456
cioè, prese le pietre del luogo, che sono le lettere della parola di D‑o rivestite negli elementi inanimati, vegetali e animali, e ne fece una sola pietra, che corrisponde al livello della yud; questo è «e pose [la] presso il suo capo» (vedi Zohar, Parte I, folio 72, e Parshas Vayetzei, [folio] 151, e Parshas Vayechi, [folio] 231, e quanto è spiegato sul versetto «la pietra di Israele»).
Le pietre sono le lettere della parola di D‑o, rivestite negli elementi inanimati, vegetali e animali. Yaakov le raccolse in un’unica yud, «presso il suo capo». La parentesi rimanda a passi dello Zohar e a una trattazione di «la pietra di Israele».
ואח״כ וישם אותה מצבה7 המשכת בחי׳ ו׳ שנמשך מהיו״ד והוא ענין אורייתא מח״נ [מחכמה נפקת] ויצק עליה שמן להיות מה להלן באימה ויראה אף כאן באימה ויראה:8
E in seguito, «la eresse come una stele»: la discesa del livello della vav, che si estende dalla yud; questo allude a «la Torah procede da Chochmah». «E vi versò dell’olio», affinché «come là [si era] nel timore e nella reverenza, così anche qui nel timore e nella reverenza».
La stele è la vav che si estende dalla yud; la Torah procede dalla Chochmah superna. L’olio è la rivelazione della Chochmah nella Torah, affinché essa venga studiata con il timore e la reverenza del Sinai.
(ב) ועי״ז ושבתי בשלום אל בית אבי בחי׳ יצחק כי אתה אבינו9 והוא הצחוק והתענוג שיהיה לע״ל [לעתיד לבוא] מבירורים אלו והיינו ע״י אתכפיא ואתהפכא נתברר מבחי׳ חר״ן ונהפך החי״ת לה״א להיות רנ״ה בחי׳ תענוג
(b) E attraverso questo: «Tornerò in pace alla casa di mio padre», il livello di Yitzchak, «poiché tu sei nostro padre»; e questo è il riso e la delizia (taanug) che vi saranno in futuro grazie a questi raffinamenti. In altre parole, attraverso l’assoggettamento e la trasformazione, il livello di Charan (חרן) viene raffinato, e la chet si trasforma in hei, diventando rinah (רנה), il livello della delizia.
(b) Il risultato è il ritorno alla «casa di mio padre», Yitzchak, il riso e la delizia futuri che scaturiscono da questi raffinamenti: Charan (חרן) viene raffinata, la sua chet diventa una hei e si trasforma in rinah (רנה), delizia.
(ועד״ז בענין יצ״מ [יציאת מצרים] מיצר הגרון ע״ד בחי׳ חרן נחר גרוני10 כו׳ וימררו חיי אבותינו וכשנעשה יצ״מ [יציאת מצרים] הוא בחי׳ מצה משא״כ חמץ כענין ההפרש בין חרן לרנה):
(E lo stesso vale per l’Esodo dall’Egitto (Mitzrayim): dalla strettoia della gola (meitzar hagaron), secondo il livello di Charan, «la mia gola è riarsa», ecc., «e resero amare le vite dei nostri padri»; e quando avviene l’Esodo dall’Egitto, esso corrisponde al livello della matzah, in contrapposizione al chametz, come la differenza fra Charan e rinah.)
Lo stesso vale per l’Esodo. Mitzrayim viene letto come meitzar hagaron, la stretta gola, come nella gola riarsa di Charan, quando gli Egiziani resero amare le vite dei nostri antenati. Lasciare l’Egitto corrisponde alla matzah, in contrapposizione al chametz, proprio come rinah si contrappone a Charan.
(ג) וגילוי ענג זה ע״י ב׳ בחי׳ שלום לרחוק ולקרוב11 ואז שם הוי׳ יהיה רק בבחי׳ אלקי׳ לגבי גילוי ההוא ולפיכך האבן הזאת שהיא בחי׳ המל׳ המקבלת משם הוי׳ יהיה בחי׳ בית אלקים
(c) E la rivelazione di questa delizia avviene attraverso i due livelli della pace, «per il lontano e per il vicino»; allora il Nome Havayah sarà soltanto al livello di Elokim rispetto a quella rivelazione. Pertanto «questa pietra», che è il livello della sovranità (Malchus) che riceve dal Nome Havayah, sarà al livello di «una casa di Elokim».
(c) Questa delizia si rivela attraverso i due tipi di pace, per il lontano e per il vicino. Allora Havayah è come Elokim rispetto a essa, e la pietra, Malchus, che riceve da Havayah, diventa una «casa di Elokim».
(וגם י״ל [יש לומר] כיון דלע״ל [דלעתיד לבוא] יאמרו ליצחק כי אתה אבינו ע״כ שייך בחי׳ זו בשם אלקים וז״ש [וזהו שכתוב] צחוק עשה לי אלקים):12
(Si può anche dire che, poiché in futuro diranno a Yitzchak: «Poiché tu sei nostro padre», questo livello è dunque connesso al Nome Elokim; e questo è [il significato di] «Elokim mi ha donato il riso».)
Un’ulteriore spiegazione: poiché in futuro Israele dirà a Yitzchak «tu sei nostro padre», il livello futuro è legato al Nome Elokim, come nelle parole di Sarah: «Elokim mi ha donato il riso».
Il riassunto ripercorre il maamar: la yud fatta discendere e le pietre elevate, la stele e l’olio, Charan che diventa rinah, e i due tipi di pace che fanno della pietra una casa per Havayah.
I riassunti dello stesso maamar composti dal Tzemach Tzedek, citati nella nota Kehot da Or HaTorah, aggiungono che l’elevazione raggiunge la luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin) attraverso la yud, «il recipiente dell’autoannullamento (bittul)», e che in futuro le elevazioni proseguiranno, una dopo l’altra, fino a raggiungere D‑o stesso.
Marei mekomos
- 1קיצור · בבוך 1824 ליתא. באוה״ת כרך ה תתנד, ב קיצורים אחרים: קיצור. (א) פי׳ צוה ישועות יעקב המשכ׳ ש״ע נהורין שלמעלה מהשתלשלות ע״י ויקח מאבני המקום והעלה אותן לבחי׳ סוכ״ע ע״י היו״ד הנ״ל כלי הביטול, ואח״כ ושוי יתי׳ קמא שהוא כמ״ש קמה אלומתי וגם נצבה עלי׳ אחר עלי׳ לבחי׳ י״ג ת״ד שהן בחי׳ יודי״ן ווי״ן וכו׳ וכ״ז העלא׳. (ב) ואח״כ בחי׳ המשכה ויצוק שמן להיות מה להלן כו׳, וכ״ז ביציאה מבאר שבע לבחי׳ חרן בחי׳ נפרדים ניחר גרוני, נאלמתי דומי׳ וכשמברר שם נעשה רנה בחי׳ יצחק. (ג) ועלי׳ והמשכה זו ע״י בחי׳ שלום ואז יהי׳ הוי׳ נחשב בבחי׳ אלקים והאבן והאותיות יהיו כלים שיהי׳ בהן גילוי שם הוי׳ שנק׳ אז אלקים, ועוד יהי׳ עילוי אחר עילוי בחי׳ עשר אעשרנו עד שיגיע לבחי׳ לך ממש.
- 2מאבני המקום · Zohar, Vayetzei 12:78–13:86
- 3וישם מראשותיו · Genesis 28:11
- 4ובמ״ש ע״פ אבן ישראל · ראה אוה״ת בראשית.
- 5אבן ישראל · Genesis 49:24
- 6אבן ישראל · Zohar, Vayechi 43:450–462
- 7וישם אותה מצבה · Zohar, Noach 35:283–36:297
- 8מה להלן באימה ויראה אף כאן באימה ויראה · Berakhot 22a:4
- 9כי אתה אבינו · Isaiah 63:16
- 10נחר גרוני · Psalms 69:4
- 11לרחוק ולקרוב · Isaiah 57:19
- 12צחוק עשה לי אלקים · Genesis 21:6
Hai terminato il maamar?
Segnalo come studiato: conta per il siyum settimanale e per quello annuale.
Nell’avodah
Le emozioni negative di una persona, l’amore ardente per le cose del mondo e la collera, non vanno semplicemente represse, ma trasformate e rivolte soltanto a D‑o; questo ritorno, compiuto nell’oscurità di questo mondo, procura a D‑o una delizia che neppure i giusti perfetti possono procurargli. La Torah, persino nelle sue leggi più terrene, va studiata con il timore reverenziale del Sinai, come rivelazione della sapienza stessa di D‑o.
Domande di discussione
- Perché Yaakov deve prima innalzare le pietre al livello più alto, prima di poter far discendere in esse la sapienza superna?
- In che modo la parabola dell’uccello parlante spiega perché il servizio del ritorno (teshuvah) procuri in Alto una delizia maggiore del servizio dei giusti?
- In che senso le lettere sono «inerti» rispetto alle idee che veicolano, e che cosa dice questo del rapporto tra il mondo e la parola divina?
- Che cosa significa che in futuro la creazione passerà «da qualcosa al nulla», e in che modo ciò è legato al fatto che Havayah diventi «Elokim»?
- In che modo le due forme di pace, «per chi è lontano e per chi è vicino», corrispondono alla stele e all’olio?