Torah Ohr · Parashot Noach · Maamar 3
ביאור על הנ״ל
Una spiegazione di quanto precede
Inizia il maamar Scarica il PDFPDF · 596 KB
Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
Le preoccupazioni per il sostentamento provengono dall’anima animale, la cui radice è in Tohu, un livello di luce intensa e sconfinata, superiore al nostro mondo ordinato; quando una persona indaffarata rivolge questa forza verso D‑o nella preghiera, essa diventa un amore «con tutta la tua forza» che aspira all’essenza stessa di D‑o e si esprime attraverso le mitzvos.
Il maamar in breve
Il maamar spiega l’affermazione del maamar precedente secondo cui la preghiera di un uomo d’affari può raggiungere un livello elevato. L’anima discende in un corpo e in un’anima animale, e nelle preoccupazioni per il sostentamento, in vista di un’ascesa: l’amore dell’anima animale è senza limiti, come la forza supplementare dei baalei teshuvah [coloro che sono tornati a D‑o]. Questo perché l’anima animale ha la propria radice in Tohu. Rileggendo il Midrash sulla creazione alla luce del concetto di «giudizio», l’Alter Rebbe spiega il rigore (Gevurah) come intensità della luce: Tohu è abbondanza di luce in pochi recipienti, dove ogni attributo rimane isolato, mentre Tikkun ha più recipienti, una luce più delicata e attributi che si combinano. Gli angeli e gli animali hanno la propria radice in Tohu, l’anima umana in Tikkun; nell’ordine attuale l’uomo è superiore, ma alla radice gli animali sono superiori. Riflettendo durante la preghiera sul fatto che l’intera sua giornata è dedicata a un tenue raggio della sovranità (Malchus) di D‑o, una persona anela all’essenza di D‑o. Il Diluvio, l’arca, lo Shabbos e la preghiera, così come i versetti «Molte acque» e «Abbiamo una sorellina», vengono interpretati in questa luce: l’amore che aspira a D‑o Stesso e che viene attirato verso il basso attraverso le mitzvos, le quali raggiungono la Corona (Keser), e la futura ascesa di Malchus, che diverrà una corona.
Schema
- IntestazioneSpiegazione del maamar precedente sulle acque di Noach.¶1
- La discesa dell’anima e la forza dell’anima animaleL’anima discende nelle preoccupazioni del mondo per poter ascendere attraverso l’amore senza limiti che proviene dall’anima animale, la cui radice è in Tohu.¶2
- Il giudizio come intensità: Tohu e TikkunGevurah non consiste nel trattenere la luce, ma nella sua intensità; Tohu è abbondanza di luce e pochi recipienti, nei quali gli attributi non possono combinarsi, mentre Tikkun permette agli opposti di coesistere.¶3–4
- Anime, angeli e animaliL’anima umana proviene da Tikkun e integra tutti gli attributi; gli angeli e gli animali provengono da Tohu, inferiori nell’ordine attuale ma superiori alla radice, perciò l’amore raffinato dell’anima animale è più intenso.¶5–7
- La contemplazione nella preghiera e le benedizioniRiflettere sul fatto che tutto il sostentamento è un tenue raggio di Malchus accende l’anelito all’essenza di D‑o, che si esprime nelle parole «che ci ha santificati con i Suoi comandamenti».¶8–9
- Le acque di Noach, l’arca e lo ShabbosIl Diluvio fu una luce purificatrice di Tohu; le preoccupazioni mondane sono le «acque di Noach»; entrare nell’arca significa entrare nelle parole della preghiera, uno Shabbos di livello inferiore che eleva la settimana e prefigura il giorno futuro che sarà interamente Shabbos.¶10–17
- Molte acque non possono spegnere l’amoreLe preoccupazioni mondane non possono spegnere l’amore per D‑o Stesso, che disdegna persino la sapienza del Gan Eden [Giardino dell’Eden] e viene attirato verso il basso attraverso le mitzvos, le quali raggiungono Keser.¶18–23
- Abbiamo una sorellinaMalchus, ascendendo attraverso le mitzvos, diventa una cosa sola con l’essenza di D‑o: un unico punto «piccolo» che include tutto, che non si effonde più verso l’esterno e la cui parola viene assorbita al suo interno.¶24–26
Concetti chiave
- Tohu e Tikkunתהו ותקון
- Tohu è il primo ordine della luce divina, intensa e sconfinata, con pochi recipienti, nel quale ogni attributo rimane isolato; esso si frantumò. Tikkun è il mondo ordinato che venne dopo, con più recipienti e una luce più delicata, nel quale gli attributi si combinano.
- Gevurah come intensitàגבורה לשון תגבורת
- Il giudizio non consiste nel trattenere la luce di D‑o, ma nel suo eccesso: una luce troppo intensa perché un destinatario indegno possa riceverla.
- L’amore «con tutta la tua forza»אהבת בכל מאדך
- Un amore senza limiti, che nasce dal raffinamento dell’anima animale, la cui radice in Tohu le conferisce una forza che l’anima divina, da sola, non possiede.
- Le acque di Noachמי נח
- Il flusso di preoccupazioni e pensieri sul sostentamento, che provengono da Tohu attraverso l’anima animale; come il Diluvio, vengono per purificare.
- A Lui e non ai Suoi attributiאליו ולא למדותיו
- Amore rivolto all’essenza stessa di D‑o, non a una luce rivelata né a una ricompensa, neppure al piacere spirituale del Gan Eden.
- 620 colonne di luceתר״ך עמודי אור
- Le 613 mitzvos della Torah e le sette mitzvos rabbiniche, che equivalgono a Keser; attraverso di esse una persona «abbraccia» l’essenza di D‑o, come si abbraccia una persona stringendone il corpo.
Intestazione ¶1
Questo maamar sviluppa ulteriormente il primo discorso di questa parashah, «Molte acque non possono spegnere l’amore» (Torah Ohr, Noach 1). Quel discorso insegnava che la preghiera di una persona impegnata tutto il giorno a procurarsi il sostentamento può raggiungere un livello superiore a quello di chi studia tutto il giorno; qui l’Alter Rebbe spiega perché, servendosi dei concetti cabalistici dei mondi di Tohu e Tikkun.
Un’intestazione: ciò che segue sviluppa il maamar precedente.
Marei mekomos
- 1ביאור על הנ״ל · עוד הנחה בספר הנחות הר״פ ע׳ נח עם הגהות וכו׳. אוה״ת בראשית כרך ג תרכ, ב (נדפס גם בלקו״ת לג׳ פרשיות).
La discesa dell’anima e la forza dell’anima animale ¶2
2להבין הענין שתפלת הבעל עסק יהיה במדרגה גבוה1 כו׳. צלה״ב [צריך להבין] ענין ירידת הנשמה שהיא הניצוץ אלקות בעוה״ז בגוף ונפש הבהמית להיות טרוד תמיד במחשבות ודאגות הפרנסה בהבלי עוה״ז.
[Dobbiamo] comprendere la questione [enunciata sopra]: che la preghiera di un uomo d’affari raggiungerà un livello elevato, ecc. Occorre comprendere questo: la discesa dell’anima, che è una scintilla della Divinità, in questo mondo, in un corpo e in un’anima animale (Nefesh HaBehamis), per essere costantemente assorbita da pensieri e preoccupazioni riguardo al sostentamento, nelle vanità di questo mondo.
Il maamar precedente ha detto che la preghiera di un uomo d’affari può raggiungere un livello molto elevato. Per comprenderne il motivo, l’Alter Rebbe pone anzitutto la questione che vi sta alla base: l’anima è una scintilla della Divinità, eppure viene fatta discendere in un corpo e in un’anima animale (la forza vitale che alimenta i bisogni e i desideri fisici della persona), dove trascorre le sue giornate preoccupandosi di guadagnarsi da vivere. Perché D‑o avrebbe disposto una simile discesa?
וזהו ירידה גדולה. מההכרח לומר שירידה זו היא צורך עלי׳ [עליה]. שלאחר שירדה ונתלבשה בגוף ונפש הבהמית תוכל לעלות למעלה מעלה ע״י אהבת בכל מאדך2 שהוא בלי גבול.
E questa è una grande discesa. È necessario concludere che questa discesa è in vista di un’ascesa: dopo essere discesa ed essersi rivestita di un corpo e di un’anima animale, essa può elevarsi sempre più in alto attraverso l’amore espresso dalle parole «con tutte le tue forze» (bechol me’odecha), un amore senza limite.
La risposta è un principio fondamentale della Chassidus: l’anima discende per elevarsi a un livello più alto di quello che aveva prima. Attraverso la sua lotta in un corpo, può raggiungere l’amore per D‑o chiamato «con tutte le tue forze» (dallo Shema), che l’Alter Rebbe interpreta come un amore «senza limite», al di là dell’amore misurato che deriva unicamente dalla comprensione dell’anima divina (Nefesh Elokis).
כמארז״ל [כמאמר רבותינו זכרונם לברכה] טוב זה מלאך חיים3 מאד זה מה״מ [מלאך המות]4 כו׳ וזהו דוקא ע״י האהבה הבאה מנפש הבהמית
Come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «“Buono”: questo è l’angelo della vita; “molto” (me’od): questo è l’angelo della morte», ecc. E ciò [si realizza] specificamente attraverso l’amore che proviene dall’anima animale.
Il Midrash interpreta le parole «molto buono», alla fine della creazione, come comprendenti persino l’angelo della morte. La parola «molto» (me’od) è la stessa parola di «forze» in «con tutte le tue forze»: proprio la forza che si oppone alla santità, una volta trasformata, diventa la fonte di un amore senza limite. Questo proviene specificamente dall’anima animale, con la sua forza grezza, quando essa viene orientata verso D‑o.
כמו שאנו רואים למטה שכח הבהמה גדול מכח האדם כמו״כ [כמו כן] למעלה ארז״ל [אמרו רבותינו זכרונם לברכה] במקום שבע״ת [שבעלי תשובה]5 עומדין צדיקים כו׳6
Come vediamo quaggiù che la forza di un animale è maggiore di quella di un essere umano, così anche in Alto: i nostri Saggi, di benedetta memoria, dissero: «Nel luogo in cui stanno i baalei teshuvah [coloro che ritornano a D‑o], i giusti perfetti [non possono stare]», ecc.
Due analogie: sul piano fisico, un bue è più forte di un uomo; sul piano spirituale, il Talmud insegna che coloro che ritornano a D‑o dopo aver peccato (baalei teshuvah) stanno in un luogo che i giusti perfetti non possono raggiungere. In entrambi i casi, ciò che è più basso o più lontano possiede una forza maggiore.
והיינו מפני שבחי׳ בע״ת [בעלי תשובה] הוא בחילא יתיר ובכח והתגברות גדול והיינו מפני שבחי׳ נפש הבהמית הוא מבחי׳ עולם התהו.7
Ciò significa che il livello dei baalei teshuvah è caratterizzato da una forza maggiore (bechila yatir [con forza maggiore]), da grande forza e intensità; e questo perché l’anima animale proviene dal livello del Mondo di Tohu [Caos].
L’espressione aramaica bechila yatir («con forza maggiore») esprime l’intensità del ritorno a D‑o da parte di chi ha peccato. L’Alter Rebbe spiega che questa forza aggiuntiva proviene dalla radice dell’anima animale nel Mondo di Tohu, il primo ordine instabile della luce divina, che precedette il nostro mondo ordinato. I paragrafi successivi spiegano che cos’è Tohu.
Il paragrafo pone la domanda sul perché l’anima discenda e si trovi ad affrontare le difficoltà del mondo, e risponde che l’anima animale, la cui radice è in Tohu, dà alla persona una forza d’amore («con tutte le tue forze») che supera ciò che l’anima divina può raggiungere da sola.
Lo stesso argomento compare nel primo maamar di questa parashah (Torah Ohr, Noach 1:5), dove si dice che l’anima animale ha la sua radice a un livello più alto di quello dell’anima divina, tra i «re che regnarono prima che regnasse un re su Israele», e che cadde soltanto a causa della Rottura dei Recipienti. Quel passo osserva inoltre che la persona riceve vita dagli animali e dal cibo, mentre essi non hanno bisogno di lei: un segno della loro radice più elevata.
Marei mekomos
- 1יהיה במדריגה גבוה · בהנחת הר״פ: יכול להיות הגבה למעלה מעלה.
- 2בכל מאדך · Deuteronomy 6:5
- 3טוב זה מלאך חיים · ראה לעיל ט, א. ענין זה ליתא בהנחת הר״פ.
- 4טוב זה מלאך חיים מאד זה מה״מ · Genesis 1:31
- 5במקום שבע״ת עומדים · Berakhot 34a
- 6במקום שבע״ת עומדין צדיקים כו׳ · Berakhot 34b:22–23
- 7ביאור על הנ״ל · עוד הנחה בספר הנחות הר״פ ע׳ נח עם הגהות וכו׳. אוה״ת בראשית כרך ג תרכ, ב (נדפס גם בלקו״ת לג׳ פרשיות).
Il giudizio come intensità: Tohu e Tikkun ¶3–4
3ואלה המלכים אשר מלכו12 וכו׳. ובחי׳ התהו הוא למעלה מבחי׳ תקון כמ״ש אשר מלכו לפני מלך מלך לבנ״י [לבני ישראל] שהוא בחי׳ התיקון.
«E questi sono i re che regnarono», ecc. Il livello di Tohu è superiore a quello di Tikkun, come è scritto: «che regnarono prima che regnasse un re sui figli d’Israele», che è il livello di Tikkun.
La Torah elenca i re di Edom che regnarono e morirono uno dopo l’altro «prima che regnasse un re su Israele». Nella Kabbalah questi re rappresentano le Sefiros del Mondo di Tohu: erano così intense da non poter resistere e «morirono» (si frantumarono). Poiché vennero «prima», la loro radice è superiore a quella di Tikkun («rettificazione»), il mondo ordinato che seguì, rappresentato dai re d’Israele.
ולהבין כ״ז [כל זה] הנה איתא במדרש בתחלה עלה במחשבה3 לברוא את העולם במדה״ד [במדת הדין]4 ראה שאין העולם מתקיים שיתף מדה״ר [מדות הרחמים] כו׳.
E per comprendere tutto questo: è detto nel Midrash: «Dapprima sorse nel [pensiero di D‑o] l’intenzione di creare il mondo con l’attributo del giudizio; Egli vide che il mondo non poteva sussistere, [così] unì [ad esso] l’attributo della misericordia», ecc.
Per spiegare perché Tohu sia superiore e tuttavia non poté durare, l’Alter Rebbe cita il Midrash: D‑o dapprima «pensò» di creare il mondo con il giudizio, vide che non poteva sussistere e aggiunse la misericordia. Egli interpreterà questo Midrash come una descrizione di Tohu e Tikkun.
ואין הפי׳ כמו שהעולם סוברין5 שמדה״ד [שמדת הדין] הוא בחי׳ צמצום ומניעת ההשפעה. כי הרי בחי׳ גבורה היא אחת ממדותיו ית׳.
Ora, il significato non è quello che comunemente si ritiene: che l’attributo del giudizio sia l’aspetto della contrazione (tzimtzum) e del trattenere l’influsso. Dopotutto, il rigore (Gevurah) è una delle Sue qualità, benedetto Egli sia,
Egli respinge innanzitutto l’interpretazione comune, secondo cui «giudizio» significa semplicemente trattenere la bontà di D‑o. Questo non può essere il significato completo, perché Gevurah (rigore, la fonte del giudizio) è essa stessa una delle qualità di D‑o e, in quanto tale, anch’essa dà vita.
כמ״ש (ד״ה [דברי הימים] א׳ כ״ט) לך ה׳ הגדולה והגבורה6 שהם עשר ספי׳ [ספירה / ספירות] דאצי׳ המחיי׳ [המחיים] ומהוים מאין ליש.
come è scritto (I Cronache 29): «Tua, o D‑o, è la grandezza e la potenza (hagevurah)», che sono le dieci Sefiros del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), che vivificano e fanno esistere dal nulla qualcosa.
Il versetto annovera la «grandezza» e la «potenza» (gevurah) tra le qualità di D‑o; la Chassidus interpreta l’elenco come riferito alle Sefiros dell’Atzilus, le qualità attraverso le quali D‑o dà vita e crea qualcosa dal nulla. Dunque Gevurah è una forza creatrice e vivificante, non semplicemente un limite.
ועוד הנה כתיב (דברים יב) כי הדם הוא הנפש7 שעיקר חיות האדם הוא הדם. ודם נמשך מבחי׳ גבורה מדה״ד [מדת הדין].
Inoltre, è scritto (Deuteronomio 12): «Perché il sangue è l’anima»: la forza vitale (chayus) principale di una persona è il sangue. E il sangue deriva dal livello di Gevurah, l’attributo del giudizio.
Una seconda prova: la Torah chiama il sangue «l’anima», il nucleo della vita di una persona, e nella Kabbalah il sangue (rosso e caldo) è associato a Gevurah. Anche in questo caso, Gevurah è portatrice di vita, non della sua assenza.
אלא הפי׳ מדה״ד [מדת הדין] הוא בחי׳ גבורה לשון תגבורת שכח החיות מאור א״ס בא בהתגברות יותר מבחי׳ החסד שהוא נמשך למטה מטה
Piuttosto, il significato di «attributo del giudizio» è il livello di Gevurah, termine che significa intensità (tigboros): la forza vitale proveniente dalla Luce Infinita (Or Ein Sof) si manifesta con un’intensità maggiore che nel livello della benevolenza (Chesed), la quale viene fatta discendere sempre più in basso
L’Alter Rebbe propone quindi la sua interpretazione: la parola gevurah è collegata a tigboros, «intensità». In Gevurah, la forza vitale proveniente dalla Luce Infinita si manifesta con maggiore intensità che in Chesed (benevolenza). Chesed raggiunge ogni destinatario, anche nei livelli più bassi.
אבל הוא בא בבחי׳ קרירות. משא״כ בחי׳ גבורה שבא החיות מאור א״ס בהתגברות רב למאוד.8
ma giunge in una modalità di freddezza. Non è così per il livello di Gevurah, nel quale la forza vitale proveniente dalla Luce Infinita giunge con un’intensità grandissima.
Chesed può raggiungere livelli così bassi perché fluisce dolcemente, in modo «freddo» e moderato. Gevurah, al contrario, veicola la forza vitale con un’intensità travolgente.
ע״כ ממילא כשבא בדרך השתלשלות למטה נעשה בחי׳ דין9 מי שאינו ראוי לקבל ההשפעה אינו יכול לקבל מפני שהחיות נמשך בהתגברות רב.
Pertanto, inevitabilmente, quando discende attraverso la catena discendente dei mondi (hishtalshelus), diventa l’aspetto del giudizio: chi non è idoneo a ricevere l’influsso non può riceverlo, perché la forza vitale viene trasmessa con grande intensità.
È così che si produce il «giudizio»: quando una luce tanto intensa discende attraverso i mondi, un destinatario non idoneo non può riceverla. Il giudizio, dunque, non è avarizia: è una luce troppo intensa per un recipiente che non è idoneo a riceverla.
משא״כ בחי׳ חסד שבא החיות בקרירות יוכל למשוך ולהתפשט למטה מטה אבל בחי׳ גבורה הוא החיות בהתגברות בחי׳ ז׳ מלכים והוא עולם התהו שלכן נק׳ י״ס [י׳ ספירות] בעולם התהו בשם מלכים:10
Non è così per il livello della benevolenza (Chesed), nel quale la forza vitale (chayus) giunge con una certa freddezza: essa può essere fatta scendere e diffondersi sempre più in basso. Ma il livello del rigore (Gevurah) è la forza vitale che si manifesta con intensità, il livello dei sette re, ossia il Mondo del Tohu (caos); per questo le dieci emanazioni divine (Sefiros) nel Mondo del Tohu sono chiamate «re».
Il flusso delicato di Chesed può diffondersi ovunque; il flusso intenso di Gevurah è il livello dei «sette re» del Tohu. Per questo la Kabbalah chiama «re» le Sefiros del Tohu: ciascuna era una potenza orgogliosa e sovrana, autonoma; e quell’intensità è il «giudizio» secondo il quale il mondo doveva essere creato in origine.
Il paragrafo rilegge il Midrash sulla creazione del mondo con il giudizio: il giudizio (Gevurah) non consiste nel trattenere la luce, ma in un eccesso di luce intensa; questa luce intensa è il Mondo di Tohu, i «re che regnarono prima che regnasse un re».
Nel Tanya, Parte II, capitolo 5, l’Alter Rebbe interpreta lo stesso Midrash in modo diverso: il giudizio è l’occultamento che fa sembrare che il mondo esista di per sé, mentre la misericordia è la rivelazione della Divinità attraverso i tzaddikim e i miracoli. Qui l’accento è posto sul giudizio come intensità della rivelazione. La nota Kehot cita inoltre l’osservazione del Rebbe (Likkutei Sichos vol. 30) secondo cui la Gevurah qui intesa è la Gevurah dell’Atzilus.
Marei mekomos
- 1ואלה המלכים אשר מלכו · Genesis 36:31
- 2
- 3אי׳ במדרש בתחלה עלה במחשבה · Bereshit Rabbah 12:15
- 4בתחלה עלה במחשבה לברוא את העולם במדה״ד · Rashi on Genesis 1:1
- 5ואין הפי׳ כמו שהעולם סוברין · קטע מובא באוה״ת וישלח כרך ב ע׳ רנ, ב עם הגהות.
- 6לך ה׳ הגדולה והגבורה · I Chronicles 29:11
- 7
- 8משא״כ בחי׳ גבורה . . בהתגברות רב למאוד · בלקו״ש ח״ל ע׳ 108 כ׳ שמש״כ כאן ”שהכוונה לגבורה דאצילות” ע״ש בשולי הגליון.
- 9גבורה לשון תגבורת . . למטה נעשה בחי׳ דין · בהנחת הר״פ מבואר יותר הענין וז״ל: ”מאחר שבא בתגבורות יש מקום שאין ראוי לקבלם. משא״כ בחי׳ החסד כשבא השפעה בקרירות יכול לקבלם אף שאין ראוי ולכן כשבא השפעה בתגבורות גילוי אורות הי׳ הכלים קטן מהכיל גם מחמת שהי׳ המדה בתגבורות לא הי׳ יכול ליכלל דבר והיפוכו יחד מאחר שכל מדה הי׳ ברבוי אור התגלות מדה ההיא לכן הי׳ כל מדה בפ״ע”. ראה סה״מ תקס״ב ע׳ ד. אור התורה דברים ע׳ ב׳קלא. דברים כרך ו ד״ה תקעו סעי׳ ד. ושם נתבאר עד״מ ההפרש בין חי׳ ובין בהמה שהחי׳ להיותה מבחי׳ גבורות יש בה חיות יותר וזריזות כו׳ רק מ״מ בהשתלשלות למטה הרי החיות דורסים ומזיקים כו׳, וזהו כענין הנ״ל שמזה נעשה בחי׳ דין למטה כו׳.
- 10שלכן נק׳ י״ס בעולם התהו בשם מלכים · ראה תורת חיים פ׳ בראשית ט, א. המשך תער״ב ח״א פרק רלו.
4ועפ״י [ועל פי] הקבלה מבואר שבחי׳ התהו הוא רבוי האור ומיעוט כלים.1 ובחי׳ התקון הוא בהיפוך. פירוש רבוי אור שהאור והחיות בא בהתגברות רב
Secondo la Kabbalah, si spiega che il livello di Tohu è caratterizzato da luce abbondante e pochi recipienti, mentre il livello di Tikkun è l’opposto. «Luce abbondante» significa che la luce e la forza vitale giungono con grande intensità.
La Kabbalah dell’Arizal descrive Tohu come «luce abbondante e pochi recipienti» e Tikkun come il contrario. L’Alter Rebbe spiega «luce abbondante» nei termini appena esposti: luce e forza vitale che giungono con grande intensità.
כי כל הי״ס [הי׳ ספירות] היו בתגבורת רב כמו בחי׳ חסד הי׳ [היה] מדת חסד בהתגברות רב וכן כל הי״ס [הי׳ ספירות] וגם
Tutte le dieci emanazioni divine (Sefiros) erano infatti caratterizzate da grande intensità: per esempio, nel livello di benevolenza (Chesed), l’attributo della benevolenza si manifestava con grande intensità, e così pure tutte le dieci Sefiros. E inoltre,
In Tohu, ciascuna delle dieci Sefiros aveva questa intensità, non soltanto il rigore (Gevurah): persino la benevolenza (Chesed) era una benevolenza di forza travolgente. La frase si interrompe con «e inoltre», che introduce il punto successivo.
לכן לא היה התכללות המדות להיות כלול חו״ג [חסד וגבורה] מפני שכל בחי׳ ומדה היה בכח והתגברות רב.
perciò non vi era inclusione reciproca degli attributi emotivi (middos), [in modo che ciascuno] fosse composto da Chesed e Gevurah, perché ogni livello e attributo era dotato di grande forza e intensità.
Poiché ogni attributo era così intenso, nessuno poteva fare spazio a un altro. In una personalità o in un mondo equilibrati, la benevolenza contiene una certa misura di rigore, e il rigore una certa misura di benevolenza («inclusione reciproca»); in Tohu ciò non poteva avvenire.
לכן לא היה יכול להתכלל עם הפוכו והיה כל מדה בפני עצמה וזהו שראה שאין העולם מתקיים
Perciò [ciascuno] non poteva essere incluso nel suo opposto, e ogni attributo restava per conto proprio. Questo è [il significato di] «Vide che il mondo non poteva sussistere»,
Ogni attributo restava isolato e non poteva fondersi con il suo opposto. Questo, spiega l’Alter Rebbe, è il significato delle parole del Midrash «Vide che il mondo non poteva sussistere»: un mondo costruito di estremi così isolati si disgrega.
כי מזה אינו יכול להיות תקון עולם ולצורך תקון עולם הוצרך להיות בחי׳ תיקון היינו בחי׳ קוין התכללות המדות זה בזה
poiché da ciò non può derivare una rettificazione del mondo. Per la rettificazione del mondo era necessario che vi fosse il livello di Tikkun, ossia il livello delle «linee», l’inclusione reciproca degli attributi gli uni negli altri.
Un mondo stabile ha bisogno di Tikkun, che la Kabbalah descrive mediante tre «linee» — destra, sinistra e centro — in cui gli attributi si combinano tra loro.
והוא בחי׳ רבוי כלים ומיעוט האור2 שהאור וחיות אינו בא בהתגברות רק בחי׳ חסד בקרירות ולזה יוכל להיות התכללות חו״ג [חסד וגבורה] שני הפכים
E questo è il livello di molti recipienti e poca luce: la luce e la forza vitale non giungono con intensità, ma [come] benevolenza (Chesed), con freddezza; perciò può esserci inclusione reciproca tra Chesed e Gevurah, due opposti.
Tikkun ha più recipienti e meno luce: la luce giunge con delicatezza, nella modalità «fredda» della benevolenza descritta sopra. Proprio perché nessun attributo prevale sugli altri, opposti come la benevolenza e il rigore possono coesistere e combinarsi.
וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] (בפ״ה דאבות) להודיע כמה ארך אפים לפניו שכל3 הדורות היו מכעיסין ובאין עד שבא אברהם אבינו כו׳.
Come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria (nel quinto capitolo di Avos): «Per far conoscere quanto è grande la pazienza dinanzi a Lui: tutte le generazioni continuavano a provocarLo, finché venne Avraham nostro padre», ecc.
La Mishnah in Avos dice che vi furono dieci generazioni da Noach ad Avraham per mostrare la pazienza di D‑o, poiché tutte Lo irritavano finché venne Avraham. La pazienza stessa è il punto: mostra un’ira che non esplode immediatamente.
שמחמת שאין המדה בא בהתגברות נמשך להיות א״א וסבלנות. ואדרבה יכול להיות שני הפכים בתכלית
Poiché l’attributo non si manifesta con intensità, ne derivano tolleranza e pazienza. Al contrario, possono coesistere due opposti assoluti [insieme],
La pazienza è possibile soltanto perché l’attributo del giudizio non si manifesta con forza travolgente: viene contenuto e bilanciato. L’Alter Rebbe aggiunge che in Tikkun possono coesistere persino opposti assoluti.
כמו שמצינו בבנין בהמ״ק [בית המקדש] שהיתה השמחה גדולה עד מאד כשאמר שלמה שיר השירים4 שלא היתה מיום בריאת העולם.
come vediamo al tempo della costruzione del Santo Tempio: vi fu una gioia grandissima quando Shlomo recitò il Cantico dei Cantici, una gioia quale non vi era stata dal giorno in cui il mondo fu creato.
L’esempio è la dedicazione del Primo Tempio, un momento di gioia senza pari dal tempo della Creazione, quando, secondo la tradizione, Shlomo compose il Cantico dei Cantici.
וכמ״ש (מלכים א ח) כי מלא כבוד ה׳ את בית ה׳. שבא האש מלמעלה היינו בחי׳ גילוי השכינה למטה
E come è scritto (I Kings 8): «Poiché la gloria di Havayah riempì la Casa di Havayah»: il fuoco venne dall’Alto, cioè il livello della rivelazione della Presenza divina (Shechinah) in basso.
Alla dedicazione, la gloria di D‑o riempì il Tempio e il fuoco scese dal cielo: fu una rivelazione della Shechinah, la Presenza di D‑o, nel mondo inferiore.
נמצא שהי׳ [שהיה] השמחה רבה מאד ועל אותו הפרק נאמר (ירמיה לב) כי על אפי ועל חמתי היתה לי העיר הזאת5 למן היום אשר בנו אותה.
Ne consegue che vi fu una gioia grandissima; e riguardo a quello stesso periodo è detto (Jeremiah 32): «Poiché questa città è stata per Me [causa] della Mia ira e del Mio furore dal giorno in cui l’hanno costruita»,
Eppure il profeta Jeremiah dice che la città provocò l’ira e il furore di D‑o «dal giorno in cui l’hanno costruita» — proprio nel medesimo momento di gioia suprema.
ממה שלקח בת פרעה כו׳. נמצא שהיו ב׳ הפכים יחד בעת ובזמן אחד והיינו ע״י ששיתף מדת הרחמים ונעשה
perché egli prese la figlia del Faraone, ecc. Ne consegue che vi furono due opposti insieme, nello stesso tempo e nel medesimo istante. E ciò avvenne perché Egli unì l’attributo della misericordia, e così si formò
La tradizione collega quell’ira al matrimonio di Shlomo con la figlia del Faraone, celebrato quando il Tempio fu completato. Così, in uno stesso e identico momento, vi furono una gioia intensa e un’ira intensa; l’Alter Rebbe spiega che ciò fu possibile soltanto perché D‑o «unì l’attributo della misericordia».
עולם התקון יכול להיות התכללות המדות זב״ז [זה בזה] שמאחר שאין המדה והתגלותה הולך ברבוי ובתגבורת האור א״כ הכלי היתה יכולה להכיל גם ב׳ הבחי׳ יחד.6
il Mondo del Tikkun, [nel quale] gli attributi possono includersi reciprocamente: poiché l’attributo e la sua rivelazione non procedono con abbondanza e intensità di luce, il recipiente poteva quindi contenere insieme entrambi gli aspetti.
Unire l’attributo della misericordia significa che il mondo è strutturato come Tikkun. Poiché qui nessun attributo si rivela con una luce travolgente, il «recipiente» può contenere insieme due stati opposti senza spezzarsi.
Il paragrafo definisce Tohu come luce intensa in pochi recipienti, dove ogni attributo resta isolato e non può combinarsi con il suo opposto, e Tikkun come luce più mite in molti recipienti, dove gli opposti si combinano. Lo mostrano la pazienza di D‑o e la coesistenza di gioia e ira durante la costruzione del Tempio.
Le note di Kehot rimandano il lettore all’Etz Chaim dell’Arizal (Shaar HaTikkun, capitolo 5; Shaar HaMelachim, capitoli 1–2) per il principio della luce abbondante e dei pochi recipienti, e ai discorsi del Mitteler Rebbe (Maamarei Admur HaEmtzai, Vayikra vol. 2, p. 659), che offrono due parabole per completare l’idea.
Marei mekomos
- 1ועפ״י הקבלה מבואר שבחי׳ התהו הוא ריבוי האור ומיעוט כלים · ע״ח שער התיקון פ״ה, שער המלכים פ״א ופרק ב. וראה במאמרי אדה״א ויקרא ח״ב ע׳ תרנט ב׳ משלים ע״ז.
- 2והוא בחי׳ רבוי כלים ומיעוט האור · ע״ח שער התיקון פ״ה. ראה גם לקמן קיד, ב. וראה בסה״מ תרל״ג כרך א ע׳ קל. אוה״ת פ׳ נשא ע׳ רפד. פ׳ פנחס ע׳ א׳ריג.
- 3
- 4
- 5
- 6
Anime, angeli e animali ¶5–7
Ora, l’anima dell’uomo proviene dal livello del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), il Mondo di Tikkun [rettificazione]; perciò l’anima è composta da tutti gli attributi, come viene spiegato in Tanya.
L’anima umana (ebraica) ha la sua radice in Atzilus, che appartiene al Mondo ordinato di Tikkun. Ecco perché un’anima contiene tutti gli attributi — amore, timore reverenziale, compassione e gli altri — insieme e in equilibrio, come spiega Tanya nei suoi capitoli iniziali.
משא״כ המלאכים שרשם מבחי׳ עולם התהו מחנה מיכאל מחנה גבריאל כל א׳ קו בפ״ע [בפני עצמו]. מחנה מיכאל הוא רק בחי׳ אהבה2 בהתגברות מאד.
Questo non vale per gli angeli, la cui radice è nel livello del Mondo di Tohu [caos]: il campo di Michael, il campo di Gavriel, ciascuno una linea distinta. Il campo di Michael è soltanto l’aspetto dell’amore, con grandissima intensità.
Gli angeli sono diversi: hanno la loro radice in Tohu, perciò ciascun campo incarna un solo attributo. Il campo dell’angelo Michael è amore puro, cioè la benevolenza (Chesed), ed è intenso.
ומחנה גבריאל הוא רק בחי׳ יראה בהתגברות רב שר של מים שר של אש.3 ומזה נמשך בחי׳ מרכבה פני אריה אל הימין פני שור וכו׳.4
E il campo di Gavriel è soltanto l’aspetto del timore reverenziale, con grande intensità: il principe dell’acqua, il principe del fuoco. Da ciò deriva l’aspetto del Carro: «il volto di un leone a destra», «il volto di un bue», ecc.
Il campo di Gavriel è timore reverenziale puro (il rigore (Gevurah)). Michael è chiamato principe dell’acqua (benevolenza, che fluisce verso il basso) e Gavriel principe del fuoco, espressione del rigore (Gevurah), che sale e brucia. Le quattro facce del Carro nella visione di Ezekiel — il leone a destra, il bue a sinistra — derivano da queste potenze, ciascuna legata a un solo attributo.
Il paragrafo applica Tohu e Tikkun alle anime e agli angeli: l’anima, proveniente da Tikkun, riunisce tutti gli attributi, mentre gli angeli, provenienti da Tohu, incarnano ciascuno un solo attributo con grande intensità.
La nota su Michael come amore rimanda allo Zohar (3:118b) e a Tikkunei Zohar, Tikkun 70. Un manoscritto (Ms. 1824) omette le parole da «molto» a «il principe del fuoco» e legge «come viene spiegato in Likkutei Amarim» (la prima parte di Tanya) invece di «come viene spiegato in Tanya».
Marei mekomos
- 1כמבואר בתניא · פ׳ ג. וכ״ה בהנחת הר״פ, אבל בבוך 1824: כמבואר בלק״א.
- 2מיכאל הוא רק בחי׳ אהבה · Zohar III, 118b
- 3שו״ה מאד — שר של . . אש · בבוך 1824 ליתא.
- 4
6והנה בנשמת האדם ארז״ל [אמרו רבותינו זכרונם לברכה] ג׳ שותפין באדם1 הקב״ה נותן בו נשמה. וחיות נפש הבהמות ועופות2 הם מבחי׳ פני ארי׳ [אריה] פני שור כו׳
Ora, riguardo all’anima dell’uomo, i nostri Saggi, di benedetta memoria, hanno detto: «Vi sono tre soci nell’uomo… il Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), gli dà un’anima». E la forza vitale dell’anima degli animali e degli uccelli proviene dal livello del «volto di un leone», del «volto di un bue», ecc.,
Il Talmud insegna che nella formazione dell’uomo vi sono tre soci — il padre, la madre e D‑o — e che D‑o contribuisce l’anima. Gli animali e gli uccelli, invece, ricevono la loro forza vitale dai volti del leone e del bue nel Carro divino, descritto poco sopra.
ומקורם מעולם התהו ולזה נאמר על האדם אחור וקדם צרתני3 שמצד בחי׳ התקון בהשתלשלות בחי׳ אדם הוא במדרגה גבוה יותר.
e la loro fonte è il Mondo di Tohu [Caos]. Perciò dell’uomo è detto: «Mi hai formato dietro e davanti»: dal punto di vista del livello di Tikkun [Rettificazione], nella catena discendente dei mondi (hishtalshelus), il livello dell’uomo è più elevato.
Poiché la forza vitale degli animali proviene da quei poteri angelici, la loro fonte è Tohu. Questo spiega il versetto «Mi hai formato dietro e davanti», che i Saggi interpretano come indicazione del fatto che l’uomo fu creato sia per ultimo sia per primo: nella catena ordinata dei mondi (Tikkun), l’uomo occupa un livello superiore a quello degli animali.
שבחי׳ הבהמות נפלו למטה מטה מאד מאד משא״כ במקורם הם במדרגה גבוה יותר שהם מבחי׳ עולם התהו לפני מלך מלך4 כו׳ כנודע.
Gli animali sono infatti precipitati molto, molto in basso, mentre nella loro fonte occupano un livello più elevato, poiché provengono dal livello del Mondo di Tohu, «prima che regnasse alcun re», ecc., come è noto.
Gli animali sono precipitati molto in basso, eppure la loro radice in Tohu è più elevata di quella dell’uomo. Questo è il fondamento del paragrafo successivo: quando viene elevato, l’amore dell’anima animale possiede una forza che all’anima divina manca.
Il paragrafo confronta l’uomo e l’animale: nella catena ordinata del Tikkun l’uomo occupa un livello superiore, ma nella loro radice in Tohu gli animali sono più elevati; per questo si dice che l’uomo fu formato sia «dietro» sia «davanti».
In Likkutei Torah (Shir HaShirim 28c), l’Alter Rebbe applica lo stesso insegnamento ai sacrifici: anche un animale ha «tre soci», ma la sua anima proviene dal volto del bue nel Carro; attraverso l’offerta, la sua forza vitale si innalza e viene inclusa nella propria radice, nelle sante Chayos [creature viventi] che sostengono il Trono.
Marei mekomos
- 1ג׳ שותפין באדם · Niddah 31a:9
- 2וחיות נפש הבהמות ועופות · בבוך 1824: משא״כ חיות נפש הבהמית ועופות.
- 3אחור וקדם צרתני · Psalms 139:5
- 4לפני מלך מלך · Genesis 36:31
7ואי לזאת האהבה הבאה מצד נפש הבהמית הוא למעלה מעלה בחי׳ בכל מאדך שלמעלה מהכלי מפני שהוא בחילא יתיר שבאה בהתגברות רב ששרש נפש הבהמית הוא מבחי׳ התהו כנ״ל.
Di conseguenza, l’amore che proviene dalla parte dell’anima animale (Nefesh HaBehamis) è molto, molto elevato: è il livello di «con tutta la tua forza», che è al di sopra del recipiente, poiché è animato da una forza maggiore (bechila yatir) e si manifesta con grande intensità; infatti, la radice dell’anima animale proviene dal livello di Tohu [caos], come [spiegato] sopra.
Ecco dunque la conclusione: poiché l’anima animale ha la sua radice in Tohu, l’amore che suscita quando è rivolta a D‑o è l’amore «con tutta la tua forza», un amore «al di sopra del recipiente», cioè oltre i limiti della comprensione e del sentimento dell’anima. Esso possiede la forza supplementare dell’intensità di Tohu.
רק שנפלה בשבה״כ [בשבירת הכלים] למטה מטה מאד בעבודה גשמית להיות נפרדים אבל כשנברר ועולה למעלה בתפלה אזי הוא בהתגברות רב אהבת בכל מאדך
Essa però cadde nella Rottura dei Recipienti, molto, molto in basso, nell’ambito del servizio materiale, per diventare [enti] separati; ma quando viene raffinata e sale nella preghiera, allora si manifesta con grande intensità: l’amore «con tutta la tua forza».
Nella Rottura dei Recipienti, le luci di Tohu precipitarono nei livelli più bassi; per questo l’anima animale è ora assorbita nelle occupazioni materiali e si sente separata da D‑o. Ma quando viene raffinata nella preghiera e la sua energia è diretta verso l’alto, la sua intensità originaria ritorna come amore senza limiti.
וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] והאי דלא אמינא לך1 באורתא דלא אכלי בישרא דתורא כו׳ נמצא שמאכל הבשר נותן כח ותוספ׳ מוחין באדם וכמ״ש ויין ישמח לבב אנוש.23
E come dissero i nostri Maestri, di benedetta memoria: «E il motivo per cui non te l’ho detto la sera è che non avevo mangiato carne di bue», ecc. Ne consegue che mangiare carne dà forza e facoltà intellettive supplementari (mochin) all’uomo; e come è scritto: «E il vino rallegra il cuore dell’uomo».
A riprova del fatto che il mondo animale rafforza l’uomo: un saggio talmudico spiegò di non aver espresso la sera precedente una certa decisione perché non aveva ancora mangiato carne bovina; ciò implica che la carne rafforza la mente. Allo stesso modo, il vino rallegra il cuore. Gli alimenti provenienti dal mondo animale e vegetale, che hanno una radice più elevata, accrescono l’intelletto e il sentimento dell’uomo.
Il paragrafo conclude che l’anima animale, una volta raffinata nella preghiera, apporta al servizio divino l’intensità senza limiti di Tohu, l’amore «con tutta la tua forza»; e mostra, attraverso la carne e il vino, che ciò che è più in basso può rafforzare ciò che è più in alto.
Marei mekomos
- 1והאי דלא אמינא לך · Bava Kamma 72a:1–4
- 2ויין ישמח לבב אנוש · Psalms 104:15
- 3
La contemplazione nella preghiera e le benedizioni ¶8–9
8ועכ״ז [ועם כל זה] למטה האדם במדרגה גבוה יותר מהם ואין ערוך כו׳ אבל בשרשם הם למעלה מבחי׳ האדם שהם מעולם התהו. ועפ״י [ועל פי] הקבלה נק׳ יתרון האור מתוך החשך דוקא.
E tuttavia, quaggiù l’uomo si trova a un livello più elevato di loro, e non vi è alcun paragone, ecc.; ma alla loro radice sono superiori al livello (bechinah) dell’uomo, poiché provengono dal Mondo di Tohu [il mondo del caos primordiale]. Secondo la Kabbalah, questo è chiamato «il vantaggio della luce [che proviene] dall’oscurità», precisamente.
Nell’ordine attuale l’uomo è di gran lunga superiore agli animali; ma alla loro radice, in Tohu, essi sono superiori. La Kabbalah chiama questo «il vantaggio della luce che proviene dall’oscurità»: la luce più grande proviene proprio dalla trasformazione dell’oscurità.
והיינו ע״י ההתבוננות בתפלה איך שטרוד כל היום ורודף אחר פרנסתו מזון ולחם שחיותן הוא מהמזלות
Ciò avviene attraverso la contemplazione durante la preghiera: di come egli sia occupato per tutto il giorno, correndo dietro al proprio sostentamento, al cibo e al pane, la cui forza vitale (chayus) proviene dalle costellazioni (mazalos [forze celesti]),
Come può una persona raggiungere questo nella pratica? Riflettendo durante la preghiera sulla propria giornata: su come la trascorra inseguendo il sostentamento, il cibo e il pane, e da dove questi traggano la loro forza vitale.
כמארז״ל [כמאמר רבותינו זכרונם לברכה] אין לך עשב1 למטה שאין לו מזל2 כו׳ והמזלות נמשכים מבחי׳ הע׳ [השבעים] שרים והשרים מקבלים משמרי האופנים והאופנים מקבלים מבחי׳ מלכות כמ״ש מלכותך מכ״ע [מלכות כל עולמים].3
come dissero i nostri Maestri, di benedetta memoria: «Non c’è filo d’erba quaggiù che non abbia una costellazione», ecc. Le costellazioni provengono dal livello dei settanta principi, i principi ricevono dai custodi degli Ofanim [una categoria di angeli], e gli Ofanim ricevono dalla sovranità (Malchus), come è scritto: «La Tua sovranità è una sovranità su tutti i mondi».
Il Midrash insegna che ogni filo d’erba ha un mazal, una forza celeste che lo fa crescere. L’Alter Rebbe traccia la catena: le costellazioni ricevono la loro forza dai settanta principi angelici delle nazioni; questi la ricevono dagli Ofanim, una categoria di angeli, e gli Ofanim dalla sovranità di D‑o, il Suo regnare sui mondi. Tutto il sostentamento che una persona insegue si trova all’estremità di questa lunga catena.
אבל לגבי מהותו ועצמותו אין ערוך שהוא רק בחי׳ זיו והארה בלבד וזהו ענין מאמר ר׳ [רבי] עקיבא4 אם לעוברי רצונו כך לעושי רצונו עאכו״כ [על אחת כמה וכמה].5
Ma in rapporto alla Sua essenza e al Suo essere non vi è alcun paragone, poiché tutto ciò non è che un raggio e un tenue bagliore. Questo è il significato del detto di Rabbi Akiva: «Se per coloro che trasgrediscono la Sua volontà è così, tanto più per coloro che compiono la Sua volontà!»
Tutta la sovranità di Malchus, in rapporto alla stessa essenza di D‑o, non è che un tenue raggio. Ciò spiega le parole di Rabbi Akiva: se D‑o concede tanto bene persino a coloro che trasgrediscono la Sua volontà, attraverso questo raggio esteriore, quanto più ne concederà a coloro che compiono la Sua volontà.
ששם הוא התענוג עד אין קץ וכמ״ש הודו על ארץ ושמים6 שבחי׳ ארץ ושמים ממלא וסובב הם רק בחי׳ הוד וזיו משא״כ לבני ישראל עם קרובו7 לבחי׳ מהותו ועצמותו ית׳.
Poiché lì si trova la delizia senza fine. Come è scritto: «Il Suo splendore è sopra la terra e il cielo»: il livello della terra e del cielo — [la luce che] riempie [tutti i mondi] (memalei kol almin) e [la luce che] circonda [tutti i mondi] (sovev kol almin) — è soltanto un livello di splendore e di luce; non così per «i figli d’Israele, il popolo a Lui vicino», [vicini] al livello della Sua essenza e del Suo essere, benedetto Egli sia.
Coloro che compiono la Sua volontà ricevono la delizia senza fine della Sua stessa essenza. Il Salmo dice che lo «splendore» di D‑o è sopra la terra e il cielo: ciò significa che tutta la luce divina che riempie e circonda i mondi non è che il Suo splendore esteriore; Israele, invece, è «il popolo a Lui vicino», vicino alla Sua stessa essenza.
מזה תתלהב נפשו בהתגברות בחילא יתיר בתשוקה וחפיצה לדבקה בו ית׳ וכמ״ש מי לי בשמים ועמך לא חפצתי8 כו׳.9
Da ciò la sua anima si infiammerà con intensità, con forza maggiore (bechila yatir), nell’anelito e nel desiderio di aderire a Lui, benedetto Egli sia; come è scritto: «Chi ho in cielo? E fuori di Te non desidero nulla», ecc.
Riflettendo su questo contrasto, l’anima della persona si accende di un intenso desiderio di aderire a D‑o stesso, e non a ciò che Egli dona. È il grido del salmista: «Chi ho in cielo? E fuori di Te non desidero nulla».
Il paragrafo mostra come opera la preghiera dell’uomo d’affari: contemplando che tutta la sua giornata è consacrata a ciò che non è che un tenue raggio della sovranità di D‑o, egli arriva a desiderare, con un’intensità simile a quella di Tohu, l’essenza stessa di D‑o.
L’espressione «il vantaggio della luce dall’oscurità» (Ecclesiaste 2:13) è un tema fondamentale della Chassidut: trasformare l’oscurità in luce produce una luce maggiore di quella che si ottiene dalla sola luce. La catena da Malchus all’erba rispecchia la descrizione, in un maamar precedente di Torah Ohr (Bereshit 10:6), di Malchus come il «cuore» da cui la forza vitale fluisce verso il Mondo della Creazione (Beriah), il Mondo della Formazione (Yetzirah) e il Mondo dell’Azione (Asiyah).
Marei mekomos
- 1אין לך עשב · נסמן לעיל ח, ד.
- 2אין לך עשב למטה שאין לו מזל · Bereshit Rabbah 10:6
- 3מלכותך מכ״ע · Psalms 145:13
- 4מאמר ר׳ עקיבא · סוף מכות. ראה לקמן ר״פ בשלח ור״פ תצוה. תו״ח שמות ע׳ שמו.
- 5אם לעוברי רצונו כך לעושי רצונו עאכו״כ · Makkot 24b:1–2
- 6הודו על ארץ ושמים · Psalms 148:13
- 7לבני ישראל עם קרובו · Psalms 148:14
- 8מי לי בשמים ועמך לא חפצתי · Psalms 73:25
- 9
9וזהו ברוך אתה מלך העולם אשר קדשנו במצותיו כו׳ שמה שנשפע ונמשך למטה להיות ממלא וסובב הוא בחי׳ מלך העולם ומלכותו בכל משלה1.
Ed è questo [il significato di] «Benedetto sei Tu… Re del mondo, che ci ha santificati con i Suoi comandamenti», ecc.: ciò che viene elargito e fatto discendere in basso, per essere [la luce che] riempie e [la luce che] circonda [tutti i mondi] (memalei kol almin e sovev kol almin), è il livello di «Re del mondo» e «il Suo regno domina su tutto».
L’Alter Rebbe applica questo alla formulazione di ogni benedizione per una mitzvah. «Re del mondo» si riferisce alla luce che D‑o invia nei mondi e intorno a essi, al Suo regno su di essi, come dice il versetto: «Il Suo regno domina su tutto».
אבל אהבת ותשוקת נש״י [נשמות ישראל] לדבקה בו ית׳ במהותו ועצמותו אשר קדשנו אשר הוא בחי׳ תענוג העליון עד אין קץ לשון באשרי2 כו׳. קדשנו במצותיו כו׳ שע״י המצות הם ממשיכים מענג העליון כמו טלית וכו׳.
Ma l’amore e l’anelito delle anime d’Israele ad aderire a Lui, benedetto Egli sia, nella Sua essenza e nel Suo essere, [trovano espressione nelle parole] «che (asher) ci ha santificati»; infatti asher è il livello della delizia superna senza fine, un’espressione [come in] «Nella mia felicità (be’oshri)», ecc. «Che ci ha santificati con i Suoi comandamenti», ecc.: attraverso le mitzvos si fa discendere [l’influsso] dalla delizia superna, come nel caso del tallis [scialle di preghiera], ecc.
«Che ci ha santificati» (asher kiddeshanu) esprime l’amore dell’anima ebraica per l’essenza di D‑o. L’Alter Rebbe interpreta asher come affine a osher, «felicità», come nell’espressione di Leah «be’oshri», e quindi come la delizia interiore senza fine di D‑o. Attraverso le mitzvos, come nel caso del tallis [scialle di preghiera], Israele fa discendere [l’influsso] da quella delizia superna, oltre il livello di «Re del mondo».
Il paragrafo interpreta la formula della benedizione secondo la medesima contrapposizione: «Re del mondo» è la luce esteriore di D‑o nei mondi, mentre «che ci ha santificati con i Suoi comandamenti» è il legame con la Sua essenza e con la delizia che viene fatta discendere attraverso le mitzvos.
Marei mekomos
- 1
- 2לשון באשרי · Genesis 30:13
Le acque di Noach, l’arca e lo Shabbos ¶10–17
10וזהו כי מי נח זאת לי1 כי שעבוד הפרנסה כנז״ל [כנזכר לעיל] הוא בחי׳ מי נח כמו שהי׳ [שהיה] במבול שאין הפי׳ שהי׳ [שהיה] המבול להעביר הרשעים מן העולם.
E questo è [il significato di] «Poiché questo è per Me come le acque di Noach»: la servitù del sostentamento, come detto sopra, è il livello (bechinah) delle «acque di Noach», come avvenne durante il Diluvio. Il significato non è che il Diluvio servisse a rimuovere i malvagi dal mondo,
Ora l’Alter Rebbe passa alle parole di Isaia, «Poiché questo è per Me come le acque di Noach», il versetto del primo maamar di questa parashah, nel quale D‑o paragona il Suo giuramento a Israele al Suo giuramento dopo il Diluvio. Anche il peso di guadagnarsi da vivere è «le acque di Noach», come il Diluvio; ma anzitutto egli si chiede a che cosa servisse il Diluvio, dato che il suo scopo non era semplicemente spazzare via i malvagi.
כי לזה לא הי׳ [היה] נצרך המבול מים כי ברגע אחת הי׳ [היה] נעשה.
poiché a tal fine non sarebbe stato necessario il Diluvio d’acqua, dato che si sarebbe potuto fare in un solo istante.
D‑o avrebbe potuto eliminare i malvagi all’istante; un Diluvio d’acqua durato un anno non era necessario per la sola distruzione.
Il paragrafo collega la lotta per guadagnarsi da vivere alle «acque di Noach» e pone la domanda su quale fosse il vero scopo del Diluvio.
Marei mekomos
- 1כי מי נח זאת לי · Isaiah 54:9
Come è scritto a proposito del faraone: «E saresti stato annientato», ecc. Il Diluvio, invece, avvenne per purificare il mondo, poiché in precedenza «la terra si era riempita di violenza», ecc.,
È la prova che D‑o può distruggere all’istante: disse al faraone che avrebbe potuto colpirlo e che egli sarebbe stato «spazzato via dalla terra» in un istante. Il Diluvio aveva dunque un altro scopo: purificare un mondo che era diventato «pieno di violenza».
שהם המשיכו קליפות כו׳. שלזה הי׳ [היה] צריך לטהר העולם ע״י בחי׳ מים המטהרים והוא בחי׳ גשם גבורות גשמים שהוא מבחי׳ התהו שכשנמשך הגשמים בסדר והדרג׳ [והדרגה] הוא בחי׳ חסד ומצמיח זרעים כו׳.
poiché essi attirarono kelipos [involucri], ecc. Perciò il mondo doveva essere purificato mediante il livello delle acque purificatrici; questo è il livello della pioggia, delle «potenti forze delle piogge», che proviene dal livello di Tohu [caos primordiale]. Quando le piogge vengono fatte discendere secondo un ordine e una gradazione, questo è il livello della benevolenza (Chesed), che fa crescere i semi, ecc.
I peccati di quella generazione attirarono kelipos, forze di occultamento, così il mondo aveva bisogno di essere purificato con l’acqua, come fa un mikveh [bagno rituale]. L’Alter Rebbe collega questo alla pioggia, chiamata nelle preghiere gevuros geshamim, «le potenti forze delle piogge». La pioggia ordinaria, che cade secondo un ordine misurato, è Chesed e fa crescere le cose.
משא״כ המבול שהיו יורדים בגבורה היינו בהתגברות רב ובכח גדול שהוא מבחי׳ עולם התהו חסד דתהו לטהר הארץ הוצרך להיות הארה מבחי׳ עולם התהו שלמעלה מבחי׳ תקון רק שהי׳ [שהיה] הארה רבה ועצומה בהתגברות רב מבחי׳ התהו.
Non fu così per il Diluvio, [le cui acque] scesero con il rigore (Gevurah), cioè con grande intensità e grande forza, proveniente dal livello del Mondo di Tohu, la Chesed di Tohu. Per purificare la terra era necessaria un’illuminazione proveniente dal livello del Mondo di Tohu, che è superiore al livello di Tikkun [rettificazione]; ma si trattava di un’illuminazione immensa e poderosa, di straordinaria intensità, proveniente dal livello di Tohu.
Il Diluvio cadde con Gevurah, cioè con un’intensità travolgente: fu la Chesed di Tohu, la benevolenza nella forma illimitata propria di Tohu. Solo una luce simile, superiore a Tikkun, poteva purificare la terra; fu la sua stessa intensità a renderla distruttiva per coloro che non erano in grado di riceverla.
Il paragrafo spiega il Diluvio come una purificazione: un flusso di luce dell’intensità di Tohu, la Chesed di Tohu, al di là della luce misurata di Tikkun che normalmente sostiene il mondo.
Questo applica il principio esposto in precedenza secondo cui il «giudizio» è una luce intensa che gli indegni non possono ricevere: la distruzione del Diluvio fu un effetto collaterale di una luce di benevolenza troppo forte per i suoi destinatari.
Marei mekomos
- 1וכמ״ש בפרעה ותכחד · Exodus 9:15
- 2ותמלא הארץ חמס · Genesis 6:11
Pertanto «Egli cancellò tutto ciò che esisteva», poiché non erano idonei a ricevere [ciò]. E questo è [il significato di] «E i monti furono coperti... di quindici cubiti», ecc.
Così, il Diluvio «cancellò tutto ciò che esisteva» non come punizione fine a se stessa, ma perché quegli esseri non erano in grado di ricevere una luce così intensa. E le acque si innalzarono di quindici cubiti al di sopra dei monti.
פי׳ הרים הוא בחי׳ תקון התכללות המדות כאברהם שקראו הר3 כו׳. והטרדות ומחשבות עוה״ז מנפש הבהמית הם ג״כ מבחי׳ עולם התהו ונק׳ מי נח כו׳:4
«Monti» indica il livello del Tikkun [rettificazione], la reciproca inclusione degli attributi emotivi (middos), come [nel caso di] Avraham, che chiamò [il luogo del Tempio] «montagna», ecc. E anche le preoccupazioni e i pensieri di questo mondo, [che provengono] dall’anima animale, appartengono al livello del Mondo del Tohu [caos] e sono chiamati «le acque di Noach», ecc.
I «monti» rappresentano il Tikkun, la compenetrazione degli attributi, come dice il Talmud: Avraham chiamò «montagna» il luogo del Tempio; le acque del Tohu del Diluvio si innalzarono al di sopra del Tikkun. Nell’uomo, le preoccupazioni e i pensieri di questo mondo che provengono dall’anima animale sono parimenti riconducibili al Tohu, e costituiscono le «acque di Noach» nella sua vita.
Il paragrafo interpreta i dettagli del Diluvio come il Tohu che travolge il Tikkun e identifica le preoccupazioni mondane dell’anima animale con le personali «acque di Noach».
Marei mekomos
- 1וימח את כל היקום · Genesis 7:23
- 2ויכסו ההרים חמש עשרה אמה · Genesis 7:20
- 3כאברהם שקראו הר · Pesachim 88a:4
- 4ותמלא . . וימח . . ויכסו · Genesis 6:11
E questo è [il significato di] «E D‑o disse a Noach: “Vieni, tu e tutta la tua famiglia, nell’arca (teivah)”». Teivah è il livello delle combinazioni di lettere,
D‑o dice a Noach di entrare nella teivah, l’arca. La parola ebraica teivah significa anche «parola», perciò l’Alter Rebbe la interpreta come le parole e le combinazioni di lettere della preghiera e della Torah, rifugio dalla piena delle preoccupazioni mondane.
כי נח הוא בחי׳ שבת כתרגומו וישבת ונח2 כו׳. ואין הפי׳ שביתה בעצם רק כאדם ששובת ממלאכתו.
poiché Noach è il livello dello Shabbos, come il suo Targum [traduce] «e cessò» (vayishbos) con «e riposò» (venach), ecc. Ma non si tratta di cessazione in sé, bensì soltanto di qualcosa come il riposo di una persona dal proprio lavoro.
Il nome Noach significa «riposo», e il Targum traduce il riposo di D‑o nel settimo giorno con la stessa radice; perciò Noach è il livello dello Shabbos. Questo riposo non consiste nel fermarsi del tutto, ma è come quello di un lavoratore che si riposa dalla propria fatica: un riposo che segue lo sforzo.
Il paragrafo interpreta «Entra nell’arca» come un entrare nelle parole della preghiera e identifica Noach con lo Shabbos, il riposo che segue il lavoro.
Marei mekomos
- 1ויאמר ה׳ לנח בא אתה · Genesis 7:1
- 2כתרגומו וישבת ונח · Genesis 2:2
14וכמ״ש ונוח בחמשה עשר12 כו׳ שביתה אחר מלחמה כו׳ בחי׳ נח נייחא דרוחא ויש ב׳ בחינות נח ב׳ בחי׳ שבת שבת תתאה ושבת עלאה יום שכולו שבת. ובחי׳ תפלה נק׳ ג״כ בחי׳ נח בחי׳ שבת.
E come è scritto: «E si riposarono il quindicesimo...»; un riposo dopo la guerra, ecc., il livello di nach [riposo], la quiete dello spirito (naycha d’rucha). E vi sono due livelli di nach, due livelli di Shabbos: lo Shabbos inferiore e lo Shabbos superiore, «il giorno che è tutto Shabbos». Anche il livello della preghiera è chiamato livello di nach, il livello di Shabbos.
Gli ebrei di Shushan «si riposarono il quindicesimo» dopo la guerra: un riposo dopo la lotta, una quiete dello spirito. Esistono due riposi di questo genere: lo Shabbos inferiore, il nostro Shabbos settimanale, e lo Shabbos superiore, il «giorno che è tutto Shabbos» del futuro. Anche la preghiera è un «riposo» e uno Shabbos, nel quale il lavoro della settimana viene elevato.
Il paragrafo definisce Noach come riposo dopo la lotta, distingue uno Shabbos inferiore e uno superiore e colloca la preghiera in questa categoria.
Marei mekomos
- 1ונוח בחמשה עשר · Esther 9:17
- 2ונוח בחמשה עשר · Esther 9:18
15וכל תפלות החול מתעלים בשבת כי בשבת הוא עליות העולמות שכל ששת ימי המעשה הוא בירורי רפ״ח נצוצין בחי׳ מל׳ שיורדת בבי״ע ורגלי׳ [ורגליה] יורדות1 כו׳. ויש בזה עתים שונים כמו חצות לילה.
Tutte le preghiere dei giorni feriali si elevano a Shabbos, poiché a Shabbos avviene l’ascesa dei mondi. Infatti, tutti i sei giorni lavorativi consistono nel raffinamento delle 288 scintille, il livello della sovranità (Malchus) che discende nei [mondi di] Beriah, Yetzirah e Asiyah, «i suoi piedi scendono», ecc. In questo vi sono tempi diversi, come la mezzanotte.
Le preghiere dei giorni feriali vengono pienamente elevate a Shabbos, quando tutti i mondi ascendono. Nella Kabbalah, 288 scintille di santità caddero nella Rottura dei Recipienti e, durante i sei giorni lavorativi, Malchus discende nei mondi inferiori per raffinarle e raccoglierle, come dice il versetto dei Proverbi: «i suoi piedi scendono». Questo raffinamento ha tempi specifici, come la mezzanotte, il momento del Tikkun Chatzos [preghiera di mezzanotte], il lamento notturno per la distruzione del Tempio e l’esilio della Presenza divina (Shechinah).
Il paragrafo spiega perché le preghiere dei giorni feriali si elevano a Shabbos: i sei giorni sono dedicati al raffinamento delle scintille cadute, e Shabbos è l’ascesa che segue.
Il numero 288 (רפ״ח) è il conteggio kabbalistico delle scintille cadute nella Rottura dei Recipienti. Il versetto «i suoi piedi scendono verso la morte» (Proverbi 5:5) viene applicato nella Kabbalah a Malchus, che discende nei mondi inferiori.
Marei mekomos
- 1ורגלי׳ יורדות · Proverbs 5:5
16וכל ו׳ ימי המעשה הוא בחי׳ השפעות ויאמר אלקים1 יהי אור כו׳ יהי רקיע.2 ובשבת מתעלים בי״ע בבחי׳ אצי׳ בחי׳ תקון
E tutti e sei i giorni feriali sono il livello delle influenze di «E D‑o disse: “Sia la luce”» ecc., «Sia il firmamento». E durante Shabbos, il Mondo della Creazione (Beriah), il Mondo della Formazione (Yetzirah) e il Mondo dell’Azione (Asiyah) vengono elevati al livello del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), il livello del Tikkun [rettificazione],
I sei giorni corrispondono alle espressioni creative «Sia la luce», «Sia il firmamento» e così via, attraverso le quali l’influenza divina si riversa nei mondi. Di Shabbos il flusso si inverte: Beriah, Yetzirah e Asiyah ascendono ad Atzilus, il Mondo del Tikkun.
כי איהו וחיוהי חד3 [איהו] וגרמוהי חד פי׳ חיוהי אורות וגרמוהי כלים הכל חד בהון
poiché «Egli e la Sua forza vitale sono uno, Egli e i Suoi recipienti sono uno»; vale a dire, chayohi («la Sua forza vitale») sono le luci e garmohi («i Suoi recipienti») sono i recipienti: in essi tutto è uno.
I Tikkunei Zohar affermano, a proposito di Atzilus, che D‑o è uno con la Sua «forza vitale» e con i Suoi «recipienti». L’Alter Rebbe spiega che questi corrispondono alle luci e ai recipienti (Oros veKeilim): in Atzilus entrambi sono completamente uno con D‑o.
וכמ״ש לך ה׳ הגדולה והגבורה4 שבבחי׳ אצי׳ בחי׳ גדולה וגבורה הם בבחי׳ לך ומיוחדים בתכלית בחי׳ תקון.
E come è scritto: «Tua, o D‑o, è la grandezza e la potenza»: nel livello di Atzilus, i livelli della grandezza e della potenza sono entrambi compresi nel «Tuo» e sono uniti in modo assoluto: questo è il livello del Tikkun.
Il versetto «Tua, o D‑o, è la grandezza e la potenza» lo dimostra: in Atzilus persino gli attributi opposti della benevolenza (Chesed) e del rigore (Gevurah) appartengono al «Tuo»; sono completamente uniti a D‑o e tra loro. Questa è l’essenza del Tikkun.
Il paragrafo spiega Shabbos come l’ascesa dei mondi inferiori ad Atzilus, dove le luci e i recipienti, e persino gli attributi opposti, sono uno con D‑o.
Marei mekomos
- 1ויאמר אלקים יהי אור · Genesis 1:3
- 2יהי רקיע · Genesis 1:6
- 3איהו וחיוהי חד · Tikkunei Zohar 3b:9–10
- 4לך ה׳ הגדולה והגבורה · I Chronicles 29:11
17וכמו״כ [וכמו כן] בתפלה ג״כ כל המעשה אשר יעשה בכל יום במזון או אפי׳ [אפילו] ת״ת [תלמוד תורה] מתעלה בתפלה ע״י אהבת בכל מאדך.
Così anche nella preghiera: tutta l’attività che si svolge ogni giorno, con il cibo o persino [con] lo studio della Torah, viene elevata nella preghiera mediante l’amore del «con tutte le tue forze».
La preghiera opera come lo Shabbos: tutto ciò che una persona ha fatto durante il giorno, mangiare o persino studiare la Torah, viene elevato nella preghiera mediante l’amore sconfinato del «con tutte le tue forze».
וזהו שבת תתאה שמתעלים בי״ע בבחי׳ אצי׳. אך לע״ל [לעתיד לבוא] יהיה יום שכולו שבת פי׳ שיתעלה בחי׳ אצי׳ למעלה מעלה ולא
E questo è lo Shabbos inferiore, nel quale i mondi della Creazione (Beriah), della Formazione (Yetzirah) e dell’Azione (Asiyah) vengono elevati al livello del Mondo dell’Emanazione (Atzilus). Ma nel Tempo a Venire vi sarà «il giorno che è interamente Shabbos», vale a dire che il livello di Atzilus sarà elevato sempre più in alto, e non
Questo è lo «Shabbos inferiore», che eleva i mondi inferiori ad Atzilus. Il futuro «giorno che è interamente Shabbos» sarà più elevato: Atzilus stesso salirà sempre più in alto.
כמו עתה שאחר שבת נצרך להיות חול היינו שבחי׳ אצי׳ מברר בי״ע ולע״ל [ולעתיד לבוא] יתעלה בחי׳ אצי׳ ולא יהי׳ [יהיה] נצרך עוד לברר בי״ע
come avviene ora, quando dopo lo Shabbos deve esserci un giorno feriale, cioè il livello di Atzilus raffina i mondi di Beriah, Yetzirah e Asiyah; ma nel Tempo a Venire il livello di Atzilus sarà elevato e non sarà più necessario raffinare i mondi di Beriah, Yetzirah e Asiyah,
Allora il ciclo dei giorni feriali e dello Shabbos avrà fine. Oggi dopo ogni Shabbos viene un giorno feriale, perché Atzilus deve continuare a raffinare i mondi inferiori; nel futuro quel raffinamento sarà compiuto e non sarà più necessario.
כי רוח הטומאה אעביר1 ויבולע המות2 כו׳ אשת חיל עט״ב [עטרת בעלה]3 ונקבה תסובב גבר4 וכמבואר במ״א וד״ל [ודי למבין]:
poiché «rimuoverò lo spirito d’impurità» e «Egli inghiottirà la morte», ecc.; «Una donna di valore è la corona di suo marito» e «la femmina circonderà il maschio», come spiegato altrove; e questo basterà a chi comprende.
Allora D‑o «rimuoverà lo spirito d’impurità» e «inghiottirà la morte» per sempre. La sovranità (Malchus), la «donna di valore», diverrà «la corona di suo marito», elevandosi al di sopra dell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin), e «la femmina circonderà il maschio». L’Alter Rebbe lascia i dettagli a un altro luogo.
Il paragrafo applica lo Shabbos alla preghiera, allo Shabbos inferiore che eleva il lavoro della giornata, e lo contrappone allo Shabbos superiore del futuro, quando ogni raffinamento sarà compiuto e Malchus si eleverà fino a diventare una corona.
«Una donna di valore è la corona di suo marito» e «la femmina circonderà il maschio» sono immagini cabalistiche dell’elevazione futura di Malchus (colei che riceve, il «femminile») al di sopra di Zeir Anpin (colui che dà), così che ciò che ora riceve sarà allora la fonte. Il maamar riprende quest’idea alla sua conclusione.
Marei mekomos
- 1רוח הטומאה אעביר · Zechariah 13:2
- 2ויבולע המות · Isaiah 25:8
- 3אשת חיל עט״ב · Proverbs 12:4
- 4ונקבה תסובב גבר · Jeremiah 31:22
Molte acque non possono spegnere l’amore ¶18–23
18וזהו פי׳ הפסוק מים רבים1 הם טרדות עוה״ז שהם מבחי׳ עולם התהו2 ונהרות הם המחשבות שנמשכו כמי נהר דניידי ואזלי
E questa è la spiegazione del versetto: «Molte acque» sono le preoccupazioni di questo mondo, che provengono dal livello del Mondo del Tohu; «e i fiumi» sono i pensieri, che scorrono come le acque di un fiume che si muovono e procedono,
L’Alter Rebbe ora interpreta un versetto del Cantico dei Cantici: «Molte acque non possono spegnere l’amore, e i fiumi non possono sommergerlo». Le «molte acque» sono le preoccupazioni della vita mondana, radicate nel Tohu, le stesse «acque di Noach» descritte sopra; i «fiumi» sono il flusso di pensieri che quelle preoccupazioni mettono in moto e che continua a scorrere senza sosta.
כי בבחי׳ התהו יש ג״כ ב׳ בחי׳ מים ונהרות לא יוכלו לכבות את האהבה הבאה מכח נפש האלקית בהתגברות ועמך לא חפצתי3 וכו׳:4
poiché nel livello del Tohu vi sono anch’essi due aspetti, le acque e i fiumi; [eppure essi] «non possono spegnere l’amore» che scaturisce con intensità dalla forza dell’anima divina (Nefesh Elokis): «e all’infuori di Te non desidero nulla», ecc.
Anche il Tohu comprende questi due aspetti: le acque e i fiumi. Eppure essi non possono spegnere l’amore che la forza divina dell’anima suscita con intensità: l’amore che dice a D‑o «all’infuori di Te non desidero nulla» — null’altro che D‑o stesso.
Il paragrafo interpreta «Molte acque non possono spegnere l’amore» nel senso che le preoccupazioni e i pensieri incalzanti legati al sostentamento, per quanto potenti, non possono estinguere l’intenso amore dell’anima per D‑o stesso.
Marei mekomos
- 1מים רבים · Song of Songs 8:7
- 2שהם מבחי׳ עולם התהו · ראה תו״ח נח סא, א. אוה״ת נח כרך ג תרט, ב.
- 3ועמך לא חפצתי · Psalms 73:25
- 4בדעת חדרים . . יקר ונעים · Proverbs 24:4
«Se un uomo desse tutta la ricchezza della sua casa per amore, la si disprezzerebbe del tutto». Significa: «la sua casa» è il livello della sapienza (Chochmah), [come in] «Con la sapienza si costruisce una casa».
Le parole successive del Cantico dicono che, se un uomo desse tutta la ricchezza della sua casa per amore, «la si disprezzerebbe del tutto»; nel senso semplice, l’amore non si può comprare, ma qui, come dice il paragrafo 23, è la ricchezza stessa che l’amante disprezza. L’Alter Rebbe interpreta ogni parola: «la sua casa» è Chochmah (sapienza), perché i Proverbi dicono che una casa si costruisce con la sapienza.
הון ביתו הוא פנימיות כמ״ש בדעת חדרים ימלאו כל הון יקר ונעים3 והוא בחינת טעמי התורה והוא בחינת ג״ע [גן עדן] העליון ותחתון ואורייתא מחכמה נפקת.45
«La ricchezza della sua casa» è la dimensione interiore (pnimiyus), come è scritto: «Con la conoscenza le stanze si riempiono di ogni ricchezza preziosa e gradevole»; e questo è il livello delle ragioni della Torah, ed è il livello del Gan Eden superiore e inferiore; e «la Torah proviene da Chochmah».
«La ricchezza della sua casa» è il tesoro interiore della sapienza: le ragioni della Torah, di cui le anime godono nel Gan Eden, inferiore e superiore, come ricompensa. La Torah proviene da Chochmah, perciò le sue ragioni sono la «ricchezza» della «casa» della sapienza.
Il paragrafo definisce «tutta la ricchezza della sua casa» come la sapienza interiore delle ragioni della Torah, la delizia del Gan Eden, preparando a spiegare perché anche questa sia «disprezzata» rispetto all’amore.
Marei mekomos
- 1אם יתן איש את כל הון ביתו באהבה בוז יבוזו לו · Song of Songs 8:7
- 2בחכמה יבנה בית · Proverbs 24:3
- 3בדעת חדרים ימלאו כל הון יקר ונעים · Proverbs 24:4
- 4ואורייתא מחכמה נפקת · Zohar II, 121a
- 5ואורייתא מחכמה נפקת · Zohar, Yitro 21:378–22:389
20ואם יתן איש בחי׳ איש מלחמה1 שלהיות בחינת חכמה להיות נהנין מזיו השכינה בבחי׳ השגה הוא רק בחי׳ זיו והארה בלבד והוא
«Se un uomo desse» — il livello di «un uomo di guerra»: perché [la capacità] di raggiungere il livello della sapienza (Chochmah), per deliziarsi dello splendore della Presenza divina (Shechinah) attraverso la comprensione, è soltanto il livello di un raggio e di un tenue bagliore; ed è
La parola «uomo» (ish) nel versetto richiama «D‑o è un uomo di guerra». Comprendere D‑o attraverso la sapienza — il godimento delle anime in Gan Eden, che «godono dello splendore della Shechinah» — non è che un raggio della Sua luce.
ע״י בחי׳ איש מלחמה הוא רבוי הצמצומים עד שיוכל להיות בחינת חכמה זיו השכינה אבל בחי׳ אהבה הנ״ל ועמך לא חפצתי2 כו׳.
attraverso il livello di «un uomo di guerra», che consiste nelle molte contrazioni (tzimtzumim), finché possa esserci il livello di Chochmah, lo splendore della Shechinah. Ma il livello dell’amore menzionato sopra [è] «e, oltre a Te, non desidero nulla», ecc.:
Quel raggio giunge loro attraverso «un uomo di guerra», cioè per mezzo di numerosi tzimtzumim che riducono la luce finché le menti create possano coglierla come sapienza. L’amore descritto sopra è diverso: «oltre a Te non desidero nulla».
שלא ע״מ [על מנת] לקבל פרס3 היינו עוה״ב [עולם הבא] ג״ע [גן עדן] העליון וכו׳ כ״א ועמך למהותו ועצמותו ית׳ אליו ולא למדותיו.45
non per ricevere una ricompensa, vale a dire il Mondo Futuro, il Gan Eden superiore, ecc., bensì «Te» (ve’immecha), alla Sua essenza e al Suo essere, benedetto Egli sia: a Lui e non ai Suoi attributi.
Questo amore non cerca alcuna ricompensa, neppure la ricompensa spirituale del Mondo Futuro o del Gan Eden superiore, ma soltanto l’essenza di D‑o. Nella formulazione classica: a Lui, e non ai Suoi attributi.
Il paragrafo spiega perché persino la sapienza del Gan Eden è «disprezzata» rispetto a questo amore: la sapienza è una luce filtrata attraverso i tzimtzumim, mentre l’amore cerca D‑o stesso, senza alcuna ricompensa.
La frase «a Lui e non ai Suoi attributi» è citata nel Pardes Rimonim a nome del Sifrei, come riporta la nota Kehot. L’Alter Rebbe la usa per distinguere l’amore per l’essenza di D‑o dall’amore per qualunque attributo rivelato o luce rivelata.
Marei mekomos
- 1איש מלחמה · Exodus 15:3
- 2ועמך לא חפצתי · Psalms 73:25
- 3שלא ע״מ לקבל פרס · Pirkei Avot 1:3
- 4אליו ולא למדותיו · פרדס שער לב פ״ב בשם הספרי.
- 5אליו ולא למדותיו · Pardes Rimmonim 32:2
21ואיך יוכל למשוך בחי׳ מהותו ועצמותו. הוא ע״י המצות כי תרי״ג מצות דאורייתא וז׳ מצות דרבנן הם תר״ך1 עמודי אור גימט׳ [גימטריא] כתר.2
E come si può far discendere il livello della Sua essenza e del Suo essere? Attraverso le mitzvos: infatti le 613 mitzvos della Torah e le sette mitzvos dei Rabbini sono 620 colonne di luce, pari al valore numerico della Corona (Keser).
Come può una persona raggiungere l’essenza di D‑o, che è al di là di ogni luce? Attraverso le mitzvos. I 613 comandamenti della Torah, insieme ai sette comandamenti rabbinici, sono in tutto 620, il valore numerico di Keser (כתר = 20+400+200), la «corona» al di sopra della sapienza. Per questo le mitzvos sono chiamate «620 colonne di luce».
שכמו שהעמוד הוא מלמעלה למטה כמו״כ [כמו כן] המצות הם מבחי׳ גלגלתא בחי׳ כתר הממוצע בין מאציל לנאצלי׳ [לנאצלים] כי איך יכול למשוך ממהותו ועצמותו ית׳ למטה הוא ע״י המצות רמ״ח אברין דמלכא
Infatti, proprio come una colonna [si estende] dall’alto verso il basso, così anche le mitzvos provengono dal livello di Gulgalta (il cranio), il livello di Keser, intermediario tra l’Emanatore e gli emanati. Come si può far discendere quaggiù dalla Sua essenza e dal Suo essere, benedetto Egli sia? Attraverso le mitzvos, «le 248 membra del Re»,
Una colonna si estende dall’alto verso il basso; allo stesso modo, le mitzvos si estendono da Keser — chiamato Gulgalta, il «cranio» della configurazione più elevata — che si trova tra D‑o e tutto ciò che emana da Lui, fino al nostro mondo. Le mitzvos sono chiamate «le membra del Re».
וכמ״ש וימינו תחבקני3 כמשל החובק את האדם מחמת אהבת פנימיותו שהוא חכם ביותר וכדומה רק שאינו יכול לתפוס אותו כ״א
e come è scritto: «La Sua destra mi abbraccia» — secondo la similitudine di chi abbraccia una persona per amore della sua interiorità, perché è estremamente sapiente e simili; soltanto che non può afferrarla se non
Il versetto «La Sua destra mi abbraccia» viene spiegato con una similitudine: una persona ama un grande sapiente per la sua interiorità, per la sua sapienza, ma non può abbracciare direttamente la sapienza. Può abbracciare soltanto il corpo del sapiente.
ע״י הגוף ואבריו כמו כן כביכול ע״י המצות רמ״ח פקודין יכולים להמשיך מהו״ע [מהותו ועצמותו] שהם רצונו ית׳.
attraverso il corpo e le sue membra. Allo stesso modo, per così dire, attraverso le mitzvos, i 248 comandamenti, si può far discendere la Sua essenza e il Suo essere, poiché esse sono la Sua volontà, benedetto Egli sia.
Abbracciando il corpo, si abbraccia l’intera persona. Allo stesso modo, le mitzvos sono la volontà di D‑o, le Sue «membra»; compiendole, «abbracciamo» la Sua stessa essenza, che non può essere afferrata in nessun altro modo.
Il paragrafo spiega come l’amore per l’essenza di D‑o trovi espressione attraverso le mitzvos, che provengono da Keser e sono la volontà di D‑o; perciò compierle è come abbracciare il Re attraverso le Sue membra.
La nota Kehot cita Pardes Rimonim (Shaar 8, ch. 3) per il conteggio delle 620 mitzvos, pari a Keser.
Marei mekomos
- 1תרי״ג מצות . . וז׳ מצות . . תר״ך · פרדס ש״ח פ״ג.
- 2תרי״ג מצות דאורייתא וז׳ מצות דרבנן הם תר״ך עמודי אור גימט׳ כתר · Pardes Rimmonim 8:5–6
- 3וימינו תחבקני · Song of Songs 2:6
22וזהו לאשתאבא בגופא דמלכא1 הוא בחי׳ המצות וזהו שאנו אומרים בק״ש [בקריאת שמע] שמע ישראל2 הוי״ה אלקינו יחוד או״א [אבא ואימא] תרין ריעין34 כו׳ ה׳ אחד יחוד זו״נ [זעיר אנפין ונוקבא].
E questo è [il significato di] «essere assorbita nel corpo del Re»: questo è il livello delle mitzvos. Ed è ciò che diciamo nello Shema: «Ascolta, Israele, Havayah è il nostro D‑o» — l’unione di Abba e Imma (Chochmah e Binah), «due compagni», ecc.; «Havayah è Uno» — l’unione dell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) e della dimensione femminile / Malchus (Nukva).
Lo Zohar parla dell’anima che viene «assorbita nel corpo del Re»; questo, dice l’Alter Rebbe, sono le mitzvos. Egli le contrappone alle unioni descritte nello Shema: «Havayah è il nostro D‑o» è l’unione di Abba e Imma (Chochmah e Binah), «due compagni» che non si separano mai; «Havayah è Uno» è l’unione di Zeir Anpin e Nukva, le qualità emotive e Malchus.
בשכמל״ו [ברוך שם כבוד מלכותו לעולם ועד] יחודא תתאה וזהו הכל בחי׳ יחוד היינו כשנמשך למטה והיו לאחדים משא״כ מעשה המצות והיו הדברים האלה אשר אנכי מצוך היום.5
«Benedetto sia il nome della gloria del Suo regno per sempre e in eterno» — l’unità inferiore (yichuda tata’ah). Tutto questo è il livello dell’unione, cioè quando viene attratto verso il basso e i livelli diventano uno. Non è così per l’adempimento delle mitzvos: «E queste parole che Io (Anochi) ti comando oggi saranno».
«Benedetto sia il nome della gloria del Suo regno» è l’unità inferiore, l’unità di D‑o nel mondo. Tutte queste sono unioni di livelli divini mentre discendono nei mondi. Le mitzvos sono qualcosa di più: il versetto successivo dice «queste parole che Io ti comando».
Anochi è il livello della Corona (Keser), mediante «e ne parlerai»; poiché anche il parlare di Torah è un comandamento positivo.
L’«Io» (Anochi) di quel versetto si riferisce a Keser, al di sopra di tutti i livelli che si uniscono. Le mitzvos raggiungono quel livello; e anche pronunciare parole di Torah («ne parlerai») è di per sé un comandamento positivo e, perciò, si collega anch’esso a Keser.
Il paragrafo contrappone le unioni dello Shema, che congiungono livelli divini all’interno dell’ordine dei mondi, alle mitzvos, che raggiungono Keser, l’«Io» di «che Io ti comando».
La nota di Kehot su «due compagni» rimanda anche a Pardes Rimonim (Shaar Mahus VeHanhagah, ch. 14) e a Meorei Or, e più avanti a Torah Ohr, Yisro, dove si distingue un’unione esteriore di Abba e Imma, che non cessa mai e sostiene i mondi, da un’unione interiore, che fa emergere nuove anime.
Marei mekomos
- 1לאשתאבא בגופא דמלכא · Zohar I, 217b
- 2שמע ישראל · Deuteronomy 6:4
- 3או״א תרין ריעין · Zohar II, 56a
- 4או״א תרין ריעין · Zohar, Beshalach 18:262–19:274
- 5והיו הדברים האלה אשר אנכי מצוך היום · Deuteronomy 6:6
- 6וזהו שאנו אומרים . . אנכי הוא בחי׳ כתר · ראה אוה״ת פ׳ ואתחנן ע׳ קפד. ובספר החקירה נה, ב.
- 7ודברת בם · Deuteronomy 6:7
23וזהו אם יתן איש את כל הון ביתו1 בחינת ג״ע [גן עדן] העליון ותחתון בחי׳ חכמה טעמי התורה בוז יבוזו לו
E questo è [il significato di] «Se un uomo desse tutta la ricchezza della sua casa» — il livello del Gan Eden superiore e inferiore, il livello di Chochmah, i motivi della Torah — «sarebbe del tutto disprezzata»;
Riassumendo il versetto: «tutta la ricchezza della sua casa» è il Gan Eden superiore e inferiore, la sapienza dei motivi della Torah; e «sarebbe del tutto disprezzata»: l’amore disprezza quella ricchezza.
שהוא רק בחי׳ זיו והארה בלבד אבל באהבה ועמך לא חפצתי2 כו׳. שהוא אליו ולא למדותיו למהותו ועצמותו ית׳:
poiché è soltanto il livello di un raggio e di un bagliore; ma «per amore» — «e, oltre a Te, non desidero nulla», ecc. — che è rivolto a Lui e non ai Suoi attributi, bensì alla Sua essenza e al Suo essere, benedetto Egli sia.
Sarebbe disprezzata perché quella sapienza è soltanto un raggio della luce di D‑o. Il vero amore dice: «Oltre a Te non desidero nulla»: è rivolto a D‑o stesso, non ai Suoi attributi, ma alla Sua stessa essenza.
Il paragrafo completa l’interpretazione del versetto: tutte le ricchezze spirituali del Gan Eden sono nulla al confronto dell’amore per l’essenza di D‑o.
Marei mekomos
- 1אם יתן איש את כל הון ביתו · Song of Songs 8:7
- 2ועמך לא חפצתי · Psalms 73:25
Abbiamo una sorellina ¶24–26
24וזהו אחות לנו קטנה.1 פי׳ כי עתה נקרא זה דודי2 כו׳ אבל כשמתעלה למעלה מעלה ע״י המצות במהותו ועצמותו נק׳ אחותי לשון ולא מאחין איחוי אלכסנדרי.
E questo è [il significato di] «Abbiamo una sorellina». Vale a dire: per ora è chiamata «questo è il mio amato», ecc.; ma quando viene elevata sempre più in alto attraverso le mitzvos, fino alla Sua essenza e al Suo essere, è chiamata «mia sorella» (achosi), termine [che ricorre in] «e non si uniscono (me’achin)» e «l’unione (ichuy) di Alessandria».
Il versetto seguente, «Abbiamo una sorellina», si riferisce all’anima ebraica e a Malchus, la Presenza divina (Shechinah). Ora è chiamata «questo è il mio amato», una relazione tra due. Quando sale, attraverso le mitzvos, fino all’essenza di D‑o, è chiamata «mia sorella» (achosi); l’Alter Rebbe collega questo termine alle parole talmudiche per «unione» (me’achin, ichuy).
שהיו לאחדים ממש אשת חיל3 עט״ב [עטרת בעלה] ושם נק׳ בחי׳ קטנה נקודה חדא.4 כי כשמקבלת מבחינת חכמה נק׳ רבה אמונתך5
Poiché diventano davvero una cosa sola: «una donna valorosa è la corona di suo marito»; e là è chiamata il livello del «piccolo», un unico punto. Infatti, quando riceve dal livello della sapienza (Chochmah), è chiamata «grande è la Tua fedeltà»,
Allora è davvero una cosa sola con Lui, come in «una donna valorosa è la corona di suo marito»: Malchus sale fino a diventare una corona. Là è chiamata «piccola», un unico punto. Quando riceve da Chochmah, è chiamata «grande».
וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] אימתי גדול6 כשהוא בעיר אלקינו78 היינו שיש השפעות והמשכות רבים משא״כ כשיתעלה בחי׳ מל׳ למעלה מעלה להיות עט״ב [עטרת בעלה] אז היא בחי׳ נקודה חדא
e, come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «Quando è grande? Quando Egli è nella città del nostro D‑o»; vale a dire, quando vi sono molte influenze e molte emanazioni. Non è così quando il livello di Malchus viene elevato sempre più in alto, per diventare «la corona di suo marito»: allora è il livello di un unico punto.
Così lo Zohar interpreta «grande è D‑o… nella città del nostro D‑o»: D‑o è chiamato «grande» quando Malchus («la città») è colma di numerose emanazioni d’influenza. Ma quando Malchus sale per diventare la corona, si contrae in un unico punto.
(וע׳ ברע״מ [ברעיא מהימנא] פ׳ תרומה דף קנ״ח ע״א ואיהי עטרה על רישיה מסטרא דסגולתא)9 וכידוע שנקודה אחת עליונה10 כולל כל בחי׳ התחתונה כמארז״ל [כמאמר רבותינו זכרונם לברכה] רגלי החיות11 כנגד כולם שוקי החיות כו׳:
(E si veda il Ra’aya Mehemna, Parshas Terumah, foglio 158a: «Ed ella è una corona sul Suo capo, dal lato della segolta».) Ed è noto che un unico punto superiore comprende tutti i livelli inferiori, come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «I piedi delle Chayos corrispondono a tutti loro; le gambe delle Chayos», ecc.
Lo Zohar (Ra’aya Mehemna) descrive Malchus come una corona sul capo, dal lato della segolta. Un punto superiore, pur essendo piccolo, contiene tutto ciò che si trova al di sotto, come dice il Talmud: i piedi delle Chayos (gli angeli del Carro) equivalgono a tutto ciò che sta sotto di loro. Pertanto, il punto «piccolo» comprende ogni cosa.
Il paragrafo interpreta «Abbiamo una sorellina» come Malchus che, attraverso le mitzvos, sale fino a unirsi all’essenza di D‑o: là è un unico punto «piccolo», che tuttavia comprende tutto.
La nota di Kehot su «un unico punto superiore» cita il Siddur (Shaar HaMitzvos, su «Sheshes yamim») per il principio secondo cui la «piccolezza» di un livello superiore diventa «grandezza» per quello inferiore, e cita anche Biurei HaZohar del Tzemach Tzedek. Likkutei Torah, Balak, rimanda a questo passo.
Marei mekomos
- 1אחות לנו קטנה · Song of Songs 8:8
- 2זה דודי · Song of Songs 5:16
- 3אשת חיל · Proverbs 12:4
- 4נקודה חדא · באור התורה שם אין תי׳ אלו.
- 5רבה אמונתך · Lamentations 3:23
- 6אימתי גדול · Zohar II, 235b
- 7אימתי גדול כשהוא בעיר אלקינו · Zohar, Pekudei 27:275–29:285
- 8כשהוא בעיר אלקינו · Psalms 48:2
- 9ואיהי עטרה על רישיה מסטרא דסגולתא · Zohar, Terumah 54:575–585
- 10שנקודה אחת עליונה · ע׳ בסידור שער המצות בביאור ע״פ ששת ימים דבחי׳ קטנות בעליון נעשה גדלות לתחתון. וראה ביאורי הזהר לכ״ק אדמו״ר הצ״צ פ׳ בלק ע׳ תקב.
- 11רגלי החיות · Chagigah 13a:4
25ושדים אין לה.1 פי׳ שעתה נמשך ונשפע למטה בהיכלות דבי״ע ומלכותו בכל משלה2 משא״כ למעלה איידי דטריד למיבלע לא פליט3 אינו נמשך ונשפע כלל:
«E non ha seni». Significa: per ora [il flusso] viene fatto discendere e conferito in basso, nelle camere di Beriah, Yetzirah e Asiyah, e «il Suo regno domina su tutto»; non è così in alto: «poiché è occupata a inghiottire, non emette» — non viene fatto discendere né conferito affatto.
«Non ha seni»: i seni danno latte, perciò rappresentano il conferimento dell’influsso. Ora la sovranità (Malchus) nutre i mondi, facendo giungere la forza vitale nelle camere di Beriah, Yetzirah e Asiyah. Ma quando sale in alto, è interamente assorta nel ricevere dall’essenza di D‑o e non dà nulla — come dice l’espressione talmudica: «occupata a inghiottire, non emette».
Il paragrafo interpreta «non ha seni» come lo stato di Malchus in alto: è così assorta in D‑o che non conferisce più influsso ai mondi.
Marei mekomos
- 1ושדים אין לה · Song of Songs 8:8
- 2ומלכותו בכל משלה · Psalms 103:19
- 3איידי דטריד למיבלע לא פליט · Chullin 108b:4–6
«Che cosa faremo per nostra sorella nel giorno in cui si parlerà in lei?» Vale a dire: in basso, [si ha] «E D‑o parlò», ecc., «la parola del re ha autorità»,
Il versetto prosegue: «Che cosa faremo per nostra sorella nel giorno in cui si parlerà in lei?» In basso, la parola di D‑o governa e crea: «E D‑o parlò» e «la parola del re ha autorità». La sovranità (Malchus) è associata alla parola.
היינו שבחי׳ הדבור פרצוף בפ״ע [בפני עצמו] מנהיג וממשיך לזולתו משא״כ למעלה שידובר בה בחי׳ נפעל שהדבור אינו בפ״ע [בפני עצמו] רק בה שאינו נמשך למטה:3
ossia, il livello della parola è una configurazione (partzuf) a sé stante, che guida e fa discendere verso altri; non così in Alto, «che si parlerà in lei», un livello passivo, nel quale la parola non è autonoma, ma soltanto «in lei», poiché non viene fatta discendere in basso.
In questo stato inferiore, la parola è una «configurazione» (partzuf) autonoma, che guida i mondi e dà agli altri. In Alto, invece, il versetto dice che in lei «si parlerà» (yedubar bah, letteralmente «si parla in lei»): è una forma passiva; la parola non sussiste autonomamente, ma è assorbita in lei e non viene fatta discendere. Il maamar si conclude con questa immagine di Malchus totalmente unita a D‑o.
Il paragrafo completa l’interpretazione del versetto: in basso, Malchus è la parola attiva che governa i mondi; in Alto, in lei «si parlerà» e la sua parola è assorbita nella sua unione con D‑o.
La nota Kehot riferisce che la sezione da qui fino alla fine è citata in Sefer HaMaamarim 5666, e cita Sefer HaErchim–Chabad, secondo cui qui «in Alto» si riferisce a Malchus del Mondo dell’Emanazione (Atzilus) in quanto Sefirah a sé stante, la cui parola non è separata e non viene fatta discendere.
Marei mekomos
- 1מה נעשה לאחותינו · Song of Songs 8:8
- 2דבר מלך שלטון · Ecclesiastes 8:4
- 3שהדבור אינו בפ״ע רק בה שאינו נמשך למטה · מובא בהמשך תער״ב פרק שפט (כרך ב ע׳ תת). וראה שם כרך ג ע׳ א׳תמה.
Hai terminato il maamar?
Segnalo come studiato: conta per il siyum settimanale e per quello annuale.
Nell’avodah
Una persona immersa tutto il giorno negli affari dovrebbe servirsi della preghiera per riflettere sul fatto che tutto il sostentamento che insegue è soltanto un tenue raggio della sovranità di D‑o. Questo risveglia l’energia grezza dell’anima animale, trasformandola in un amore intenso che desidera soltanto D‑o, «con tutta la tua forza», eleva ogni attività della giornata e trova espressione nelle mitzvos.
Domande di discussione
- Perché il maamar afferma che Gevurah non consiste nel trattenere la luce, ma nella sua intensità, e in che modo questo spiega perché il mondo non avrebbe potuto sussistere con il solo giudizio?
- In che senso gli animali e l’anima animale sono superiori all’uomo alla radice, mentre sono inferiori nell’ordine attuale?
- In che modo riflettere sulla catena di intermediari che sta dietro al pane quotidiano può condurre all’amore per l’essenza di D‑o, anziché allo scoraggiamento?
- Perché persino il piacere del Gan Eden è «del tutto disprezzato» rispetto all’amore che dice: «oltre a Te non desidero nulla»?
- Che cosa insegna sul ruolo delle mitzvos la parabola dell’abbracciare un sapiente attraverso il suo corpo?