Torah Ohr · Parashot Noach · Maamar 1
מים רבים לא יוכלו לכבות את האהבה ונהרות…
Molte acque non possono spegnere l’amore
Inizia il maamar Scarica il PDFPDF · 452 KB
Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
Le pressioni del sostentamento, le «molte acque», non possono spegnere l’amore innato dell’anima per D‑o; al contrario, quando una persona che vi è stata immersa tutto il giorno si rivolge a D‑o nella preghiera, esse elevano l’anima a un amore illimitato, superiore a quello che conosceva prima di venire al mondo.
Il maamar in breve
L’Alter Rebbe interpreta le «molte acque» del Cantico dei Cantici come le preoccupazioni e gli affanni legati al sostentamento. Esse non possono estinguere l’amore nascosto dell’anima divina (Nefesh Elokis), una fiamma che naturalmente tende verso la propria Fonte; possono persino elevarla più in alto di quanto fosse prima della sua discesa. Isaia le chiama «le acque di Noach», e Noach significa riposo. Il Diluvio venne non solo per distruggere, ma anche per purificare la terra, come un mikveh (bagno rituale); allo stesso modo, la servitù del sostentamento, che ebbe inizio quando cessò la benedizione soprannaturale del Tempio, purifica l’anima come fa il Gehinnom. Quando una persona esce da una giornata trascorsa nell’«oscurità» materiale e contempla nella preghiera che tutta la Creazione non è che un riverbero di D‑o, viene stimolata all’amore «con tutte le tue forze», che non ha limiti, poiché attinge alla Nefesh HaBehamis, la cui radice in Tohu è più elevata di quella della Nefesh Elokis. Così, l’arca, cioè le parole della preghiera, viene sollevata dalle acque, e chi si occupa di affari può pregare più profondamente degli studiosi. Questo è lo Shabbos inferiore; in futuro, lo Shabbos superiore rivelerà un amore dall’Alto ancora più grande.
Schema
- L’amore che le acque non possono spegnereLe «molte acque» sono le preoccupazioni legate al sostentamento; non possono estinguere l’amore innato dell’anima divina e, attraverso di esse, l’anima può elevarsi più in alto di quanto fosse prima della sua discesa.¶1–2
- Le acque di NoachNoach significa riposo; il Diluvio purificò la terra come un mikveh, e la servitù del sostentamento purifica l’anima come fa il Gehinnom, elevandola al livello più alto.¶3
- Che cos’è la servitùNon il dominio straniero né le tasse, ma la preoccupazione per il sostentamento, che era sconosciuta quando fluiva la benedizione soprannaturale del Tempio.¶4
- La luce che nasce dalle tenebreLa contemplazione nella preghiera dopo una giornata di lavoro negli affari accende l’amore illimitato «con tutte le tue forze», possibile solo attraverso la Nefesh HaBehamis, la cui radice nei re caduti di Tohu è più elevata di quella della Nefesh Elokis.¶5–7
- L’arca della preghieraDalle acque viene formata la teivah, l’arca e la parola, cioè le parole della preghiera, che le acque sollevano in alto; chi si occupa di affari può pregare più degli studiosi.¶8–10
- Lo Shabbos inferioreCome i mondi si elevano di Shabbos dopo i sei giorni di lavoro, così il lavoro della giornata si eleva nella preghiera, un riverbero dello Shabbos durante la settimana.¶11
- Lo Shabbos superioreIn futuro, «il giorno che è interamente Shabbos», si rivelerà un grande amore dall’Alto, la benevolenza (Chesed) superna, ancora più elevata dell’amore nato dalle acque.¶12
Concetti chiave
- molte acqueמים רבים
- Le occupazioni e le preoccupazioni legate al sostentamento e i pensieri sulle questioni mondane, che minacciano di sommergere la consapevolezza di D‑o.
- amore nascostoאהבה מסותרת
- L’amore per D‑o presente per natura in ogni anima ebraica, anche quando non viene percepito; come una fiamma, tende verso l’alto, verso la propria Fonte.
- riposo dello spirito (naycha d’rucha)נייחא דרוחא
- Il significato del nome Noach: la soddisfazione e l’elevazione che seguono il lavoro, qualità interiore dello Shabbos.
- servitùשעבוד
- In questo maamar, il peso e la preoccupazione del sostentamento in esilio, che purificano l’anima come il Diluvio purificò la terra.
- il vantaggio della luce che nasce dalle tenebreיתרון האור מן החשך
- La luce maggiore prodotta quando le tenebre vengono sottomesse (iskafya) e trasformate (is’hapcha chashocha), superiore alla luce che non ha mai incontrato le tenebre.
- con tutte le tue forzeבכל מאדך
- L’amore più elevato e illimitato per D‑o, che nasce dalla lotta con il suo opposto, la Nefesh HaBehamis.
- la Nefesh HaBehamisנפש הבהמית
- L’anima che dà vita al corpo e ai suoi impulsi; la sua radice ultima, nei re di Tohu caduti, è più elevata di quella della Nefesh Elokis, ed è per questo che confrontarsi con essa produce un amore più elevato.
- l’arca / la parolaתיבה
- La teivah è sia l’arca di Noach sia una parola; l’arca è costituita dalle parole della preghiera, sollevate dalle acque della giornata.
- Shabbos inferiore e superioreשבת תתאה ושבת עילאה
- Lo Shabbos inferiore è il riposo che segue la fatica, presente in ogni settimana e in ogni preghiera; lo Shabbos superiore è il futuro messianico, quando si rivelerà un amore dall’Alto.
L’amore che le acque non possono spegnere ¶1–2
«Molte acque non possono spegnere l’amore, né i fiumi sommergerlo; se un uomo desse tutta la ricchezza della sua casa in cambio dell’amore, sarebbe del tutto disprezzato».
Il maamar si apre con un versetto del Cantico dei Cantici, che la Chassidus interpreta come un canto d’amore tra D‑o e il popolo ebraico. Il suo insegnamento è che nessuna massa d’acqua, per quanto grande, può spegnere questo amore; il resto del maamar spiega che cosa siano le «acque» e perché non possano estinguerlo.
הנה מים רבים הם כל טרדות הפרנסה3 והמחשבות שבעניני עוה״ז4 כו׳ ועכ״ז [ועם כל זה] לא יוכלו לכבות את האהבה
Ora, le «molte acque» sono tutte le preoccupazioni legate al sostentamento e i pensieri riguardanti le questioni di questo mondo, ecc.; e tuttavia «non possono spegnere l’amore» —
L’Alter Rebbe identifica le «molte acque» con la normale vita lavorativa: le pressioni incessanti del procurarsi da vivere e il flusso dei pensieri rivolti agli affari mondani. Queste cose possono soffocare la consapevolezza di D‑o, ma non possono davvero spegnere l’amore che una persona nutre per Lui.
שהוא בחי׳ האהבה המוסתרת שיש בכל נפש מישראל5 בטבע מבחי׳ נפש האלקי׳ שטבעה לעלות וליכלל תמיד למעלה כשלהבת העולה מאליה
che è il livello dell’amore nascosto (ahavah mesuteres), presente per natura in ogni anima d’Israele, proveniente dal livello dell’anima divina (Nefesh Elokis), la cui natura è elevarsi e unirsi costantemente in Alto, come una fiamma che sale da sé,
L’amore che resiste è l’«amore nascosto» (ahavah mesuteres) che ogni ebreo possiede per natura, che ne sia consapevole o meno. Appartiene all’anima divina, la quale tende naturalmente verso l’Alto, per ritornare alla propria Fonte, proprio come una fiamma si protende verso l’alto per sua stessa natura, senza alcuno sforzo.
כמ״ש לעיל מיניה רשפיה רשפי אש6 שלהבת יה שהוא בחי׳ שלהבת הבאה מלמעלה שהיא הנפש האלקית שקודם התלבשותה בגוף הגשמי היתה נהנית מזיו השכינה והיתה מיוחדת בתכלית היחוד בא״ס ב״ה.7
come è scritto poco prima: «Le sue faville sono faville di fuoco, una fiamma di Yah», che è il livello di una fiamma che proviene dall’Alto: essa è l’anima divina, che, prima di essere rivestita nel corpo fisico, godeva del fulgore della Presenza divina (Shechinah) ed era unita in assoluta unità con l’Infinito (Ein Sof), benedetto Egli sia.
Il versetto che precede «molte acque» descrive questo amore come «faville di fuoco, una fiamma di Yah»: un fuoco la cui origine è divina. Questa è l’anima divina, che prima di entrare in un corpo godeva del fulgore della Presenza divina nei mondi spirituali ed era totalmente una con l’Infinito; il suo anelito a elevarsi è il ricordo di quell’unione.
Il paragrafo presenta il versetto del maamar e la sua prima interpretazione: le «molte acque» sono le distrazioni legate al procurarsi da vivere, mentre l’amore che esse non possono spegnere è l’amore innato e nascosto dell’anima divina per D‑o, una fiamma che per natura si eleva verso la propria Fonte.
L’«amore nascosto» è il tema dei capitoli 18–19 del Tanya, dove viene descritto come un’eredità dei Patriarchi latente in ogni ebreo, radicata nella sapienza (Chochmah) dell’anima, che a sua volta è un recipiente per la Luce Infinita (Or Ein Sof). L’immagine della fiamma che si protende verso l’alto, staccandosi dal proprio stoppino, viene usata là per descrivere il naturale desiderio dell’anima di separarsi dal corpo e aderire a D‑o.
Marei mekomos
- 1מים רבים · משנת תקס״ח. הנחת הר״פ בסה״מ הנחות הר״פ ע׳ סט בכותרת ”פ׳ נח שקלאב”. והביאור שם ע׳ נח. ראה ברשימת המאמרים דשנת תקס״ח במאמרי אדה״ז תקס״ח כרך ב ע׳ תתקכה הערה 2. הגהות וביאור באוה״ת בראשית כרך ג תרט, א (מלקו״ת לג״פ עם שינויים, ושם נדפס המאמר עם הגהות). ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. לכללות מאמר זה ראה: ד״ה אלה תולדות נח — מאמרי אדה״א בראשית ע׳ ק. ד״ה מים רבים תשל״ח (נדפס בלקו״ש ח״כ ע׳ 276). ד״ה כה אמר ה׳ השמים כסאי תשמ״א. ראה גם ד״ה כי ידעתיו תשל״ו. בד״ה אשריכם ישראל תרל״ט ח״ב ע׳ תקכד נתבארו כמה ענינים מהמאמר. בבוך 1110 נמצא הגה״ה לתו״א שנכתב בגוכתי״ק כ״ק אדמו״ר הריי״צ זצקוללה״ה: ”בס״ד. יום ה׳ כ״ט תשרי תער״ג. תו״א פ׳ נח ד״ה מים רבים. מים רבים דטרדות הפרנסה אינם מכבים האהבה מסותרת, והמבול בא לטהר את הארץ והם טרדת הפרנסה שמשעבדי׳ את האדם, ועי״ז נעשה הנייחא, הוא העלי׳ וכמו טוב מאד הנה״ב ששרשו גבוה מהנה״א, ונעשה יתרון האור דטרדת הפרנסה מתעלי׳ ע״י התפלה, וגבהה עבוד׳ בעלי עסקים, חמש עשרה כו׳ גברו המים, ותרם התבה, דתיבת התפלה מתרוממים ע״י המים, הון ביתו הוא חכמת התו׳ וטעמי המצות בוז יבוזו לו, אבל עצם המצות מעשיות שהם פנימיות רצונו ית׳ דנעוץ תחלתן בסופן דוקא, ועקימת שפתיו הוי מעשה”. ע״כ.
- 2מים רבים · Song of Songs 8:7
- 3טרדות הפרנסה · וזהו דיוק הלשון ”טרדות הפרנסה” דהגם שהוא במצב שנמשך לו טרדות הפרנסה [שזה מראה אשר אינו מתבונן כדבעי אליבי׳ דנפשי׳ שברכת הוי׳ היא תעשיר (דרמ״צ ז, א ואילך, קונטרס ומעיין מכ״ה פ״ג, ד״ה וידעת תרנ״ז)] מ״מ, הנה גם הטרדות לא יוכלו לכבות ח״ו את האהבה המוסתרת שבכ״א מישראל — ד״ה מים רבים תשל״ח (נדפס בלקו״ש ח״כ ע׳ 276 ואילך). ראה תו״ח נח, ד ואילך. המשך מים רבים תרל״ו בתחלתו, ובפרק עה. במאמרי אדה״א בראשית ע׳ ק מאריך בזה שענין הכיבוי הוא כי הנשמה נק׳ אור שהוא בהתפעלות במוח או בלב כו׳, ועכשיו המים רבים מכבים דהיינו טרדת הפרנסה מכבים אור הנשמה שלא תתפעל לא במוח ולא בלב ואפי׳ בהתעוררו׳ תשובה וכמ״ש כי באו מים עד נפש ועד בכלל כו׳ ע״ש. ראה בשיחת ש״פ נח תשי״ג בסעי׳ יד (מהנחה בלתי מוגה) מבאר השייכות בין דאגות הפרנסה למבול ומקוה.
- 4שבעניני עוה״ז · בהנחת הר״פ מוסיף: ”והם בחי׳ שעבוד מלכיות”.
- 5האהבה המוסתרת שיש בכל נפש מישראל · Tanya, Likkutei Amarim 18:2–3
- 6רשפי׳ רשפי אש · Song of Songs 8:6
- 7שלהבת י-ה . . הבאה מלמעלה · ראה גם שהש״ר עה״פ (בסופו): שלהבת י-ה .ֿ. כאש של מעלה .ֿ. ולא המים מכבין לאש, וראה בפירוש מהרז״ו שם — לקו״ש ח״כ ע׳ 277 הערה 24. בענין אהבה מסותרת ראה בד״ה ועשית ציץ — תרנ״א ע׳ קמא.
2ולזאת גם אחר התלבשותה בגוף הגשמי לעסוק בענינים גשמיים שהן הנקראים מים רבים עכ״ז [עם כל זה] לא יוכלו לכבות1ה מלהיות תמיד בבחי׳ אהבה ותשוקה נפלאה לעלות וליכלל למעלה ואדרבה
Pertanto, anche dopo essersi rivestita nel corpo fisico per occuparsi di questioni materiali — che sono quelle chiamate «molte acque» — tuttavia esse «non possono spegnere» in lei lo stato costante di amore e di meraviglioso anelito ad ascendere e a essere inclusa in Alto. Al contrario,
Poiché l’amore dell’anima è la sua stessa natura, non muore quando l’anima entra in un corpo e si occupa di cose materiali. L’Alter Rebbe chiama tali coinvolgimenti materiali le «molte acque» e afferma con forza che esse non possono spegnere il costante anelito dell’anima ad ascendere e a essere inclusa in D‑o.
ע״י התלבשותה במים רבים הנ״ל יכולה להגיע למדרגה היותר גבוה מקודם שירדה לעוה״ז2 כאשר יתבאר:
proprio grazie al suo rivestirsi nelle «molte acque» menzionate sopra, essa può raggiungere un livello più elevato di quello [a cui si trovava] prima di essere discesa in questo mondo, come si spiegherà.
Ecco la tesi audace del maamar: l’anima non si limita a sopravvivere al suo immergersi nelle vicende del mondo; proprio attraverso tale immersione può raggiungere un livello superiore a quello che aveva prima di discendere, anche quando era immersa nello splendore della presenza di D‑o. Il resto del maamar spiegherà come.
Il paragrafo trasforma il versetto da una difesa in una promessa: le «molte acque» del mondo non solo non riescono a spegnere l’amore dell’anima, ma possono elevarla a un livello superiore a quello in cui si trovava prima della sua discesa.
Questa è la classica risposta chassidica alla domanda sul perché un’anima debba discendere in un corpo: «discesa in vista dell’ascesa». Il maamar individuerà il guadagno nella forza dell’anima animale e nella lotta con l’oscurità.
Marei mekomos
- 1
- 2להגיע למדרגה היותר גבוה מקודם שירדה לעוה״ז · בהנחת הר״פ: להגיע למדריגה היותר גבוה כי מים רבים הנ״ל שהוא בחי׳ שעבוד מלכיות נק׳ מי נח.
Le acque di Noach ¶3
3והנה בחי׳ מים רבים1 הנ״ל נק׳ מי נח וכמ״ש (ישעי׳ [ישעיה] נד) אשר נשבעתי מעבור מי נח עוד על הארץ כן נשבעתי מקצף עליך2 ומגער בך (עיין בספר עיר גבורים)3 כי
Ora, il livello delle «molte acque» menzionato sopra è chiamato «le acque di Noach», come è scritto (Isaia 54): «Come giurai che le acque di Noach non avrebbero più attraversato la terra, così ho giurato di non adirarmi con te né di rimproverarti» (vedi il libro Ir Gibborim). Poiché
Isaia paragona la promessa di D‑o di non adirarsi mai più con Israele al Suo giuramento, pronunciato dopo il Diluvio, di non far più passare sulla terra «le acque di Noach». L’Alter Rebbe prende l’espressione del profeta «le acque di Noach» come denominazione delle «molte acque» della vita nel mondo, e rimanda il lettore a Ir Gibborim, un’opera dell’autore del commento Kli Yakar alla Torah.
הנה נח הוא נייחא דרוחא4 שהוא בחינת שביתה כאדם השובת ממלאכתו. וכמ״ש וישבת ביום השביעי56 ותרגומו ונח ביומא שביעאה7 כו׳.
Noach è naycha d’rucha (riposo dello spirito), che è il livello della cessazione, come quando una persona cessa il proprio lavoro. Come è scritto: «E cessò (vayishbos) il settimo giorno», e il suo Targum [lo rende]: «E si riposò (venach) il settimo giorno», ecc.
Il nome Noach significa riposo: lo Zohar lo interpreta come naycha d’rucha, la quieta soddisfazione dello spirito che si prova quando il lavoro è terminato. La prova è che la Torah dice che D‑o «cessò» il settimo giorno, mentre la traduzione aramaica di Onkelos rende quel verbo con la radice del nome Noach: «si riposò».
ומ״ש נח נח ב״פ [ב׳ פעמים]8 הם נייחא דעילאי9 ונייחא דתתאי שהוא בחי׳ שבת תתאה ושבת עילאה שיהיה לעתיד שנק׳ יום שכולו שבת10 משא״כ שבת תתאה אינו כולו שבת כאשר יתבאר.
E quanto a ciò che è scritto: «Noach, Noach», ripetuto due volte: questi sono il riposo dei superiori e il riposo degli inferiori, che corrispondono al livello dello Shabbos inferiore e dello Shabbos superiore che vi sarà nel Tempo a Venire, chiamato «il giorno che è tutto Shabbos»; lo Shabbos inferiore, invece, non è interamente Shabbos, come verrà spiegato.
Il versetto ripete il nome «Noach, Noach» e il Midrash spiega questa duplicazione come riposo per gli esseri superiori e riposo per quelli inferiori. L’Alter Rebbe riferisce queste due forme di riposo a due tipi di Shabbos: lo «Shabbos inferiore» settimanale che conosciamo oggi, che non è interamente riposo, e lo «Shabbos superiore» del futuro messianico, «il giorno che è tutto Shabbos». Entrambi saranno spiegati più avanti nel maamar.
כי הנה לכאורה אינו מובן ענין המבול שאם היה רק להעביר ולשחת האנשים החוטאים למה הוצרך לבחי׳ רעש גדול כזה הלא ברגע א׳ היה ביכול׳ [ביכולת] ה׳ להעבירם אף בלא המבול.
A prima vista, la questione del Diluvio non è comprensibile: se fosse servito soltanto a rimuovere e distruggere le persone peccatrici, perché fu necessario un così grande sconvolgimento? Certamente D‑o avrebbe potuto eliminarle in un solo istante, anche senza il Diluvio.
L’Alter Rebbe ora domanda perché D‑o abbia mandato un Diluvio. Se lo scopo fosse stato soltanto distruggere i malvagi, avrebbe potuto farlo all’istante e senza clamore; una catastrofe delle acque durata un anno deve aver avuto un altro scopo.
אך באמת היה המבול בא לטהר את הארץ11 שנאמר כי מלאה הארץ חמס12 ונתקלקלה מאד והיה נצרך לטהרה ולזאת בא המבול13 דוקא שהוא בחי׳ מים בכדי לטהר את הטמאים
Ma in verità il Diluvio venne a purificare la terra, come è detto: «Poiché la terra è piena di violenza»; essa si era corrotta gravemente e aveva bisogno di essere purificata. Perciò venne proprio il Diluvio, che è il livello dell’acqua, per purificare gli impuri,
La risposta, tratta dal Talmud, è che il Diluvio venne a purificare la terra stessa, corrotta dalla violenza compiuta su di essa. Ecco perché la punizione prese specificamente la forma dell’acqua: secondo la legge della Torah, l’acqua è il mezzo di purificazione.
שהוא כדוגמת המקוה מ׳ סאה14 שהיא מטהרת את הטמא כמו כן היה המבול בא בכדי לטהר את כל הארץ
come il mikveh [bagno rituale] di quaranta se’ah [unità di misura di volume], che purifica l’impuro; così anche il Diluvio venne per purificare tutta la terra,
Il modello è il mikveh, la vasca rituale, che deve contenere almeno quaranta se’ah d’acqua per purificare una persona o un oggetto. Il Diluvio fu, in effetti, un mikveh per tutta la terra.
וכמ״ש (יחזקאל לו) וזרקתי עליכם מים טהורים וטהרתם15 כו׳ ולזאת נקראים מי נח שנעשה מזה נייחא דרוחא כו׳.
come è scritto (Ezechiele 36): «E aspergerò su di voi acque pure, e sarete puri», ecc. Perciò sono chiamate «le acque di Noach», poiché da ciò derivò naycha d’rucha, ecc.
La promessa di Ezechiele che D‑o «aspergerà acque pure» su Israele mostra che l’acqua è lo strumento della purificazione spirituale. Poiché le acque del Diluvio purificarono il mondo, produssero il «riposo dello spirito» indicato dal nome Noach; per questo sono chiamate «le acque di Noach».
והנה שעבוד הפרנסה נק׳ ג״כ מי נח וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] שבחר לו16 אברהם אבינו שעבוד נגד גיהנם.
Ora, anche la servitù del sostentamento è chiamata «le acque di Noach», come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria, che Avraham nostro padre scelse per sé la servitù invece del Gehinnom [luogo di purificazione delle anime dopo la morte].
Ora l’Alter Rebbe applica questo concetto alla vita lavorativa: anche la servitù di dover guadagnarsi da vivere è «le acque di Noach». Il Midrash racconta che, quando D‑o mostrò ad Avraham il futuro, questi scelse per i suoi discendenti la sottomissione dell’esilio anziché il Gehinnom (dove le anime vengono purificate dopo la morte); l’Alter Rebbe interpreta quella servitù come il peso di guadagnarsi da vivere, che, come il Gehinnom, purifica.
שכמו שאי אפשר להנשמה לבא בג״ע [בגן עדן] ליהנות מזיו השכינה עד שתרד קודם לכן בגיהנם וכמו שאמרו גבי אחר מוטב דלידייני׳ וליתי לעלמא דאתי
Poiché, proprio come l’anima non può entrare nel Giardino dell’Eden per godere dello splendore della Presenza divina (Shechinah) finché prima non discenda nel Gehinnom (luogo di purificazione) — come dissero riguardo ad Acher: «Meglio che sia giudicato e giunga al Mondo a Venire» —
Egli spiega perché una tale purificazione sia una fase necessaria. Un’anima non può entrare nel Giardino dell’Eden e godere dello splendore di D‑o finché non sia passata attraverso la purificazione del Gehinnom; perciò il Talmud dice del saggio Elisha ben Avuyah, chiamato Acher («l’Altro») dopo essersi sviato, che era meglio che fosse giudicato e purificato affinché potesse entrare nel Mondo a Venire.
וגם לטבול בנהר דינור כמ״ש במ״א.17 כמו״כ [כמו כן] ע״י שעבוד יכולים לעלו׳ למעלה מעלה למדרגה היותר גבוה.
e anche [per essa] immergersi nel Fiume di Fuoco (Nehar Dinur), come viene spiegato altrove; allo stesso modo, attraverso la servitù si può salire sempre più in alto, fino al livello più elevato.
Oltre al Gehinnom, un’anima che sale dal Giardino dell’Eden inferiore a quello superiore deve immergersi nel «Fiume di Fuoco» per dimenticare la delizia inferiore di cui aveva goduto prima. Allo stesso modo, la servitù del guadagnarsi da vivere, per quanto dolorosa, purifica l’anima e le consente di elevarsi fino al livello più elevato.
Il paragrafo chiama «le acque di Noach» le «molte acque», spiega che Noach significa riposo e mostra che lo scopo del Diluvio era la purificazione; allo stesso modo, la servitù del sostentamento purifica l’anima, come fa il Gehinnom, e così la eleva.
Le due forme di riposo corrispondono allo Shabbos inferiore e superiore introdotti qui e sviluppati nei paragrafi conclusivi. La nota Kehot riporta l’interpretazione dello Zohar secondo cui «Egli cessò» si riferisce al fondamento del mondo (Yesod), l’unione dell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) e della dimensione femminile / Malchus (Nukva), che costituisce essa stessa il «riposo e delizia» dello Shabbos. Il paragone del Diluvio con un mikveh è completato in Or HaTorah, che menziona i Midrashim che collegano i quaranta giorni del Diluvio alle quaranta frustate.
Marei mekomos
- 1והנה בחי׳ מים רבים · מכאן מובא באוה״ת בראשית כרך ג תרכב, א.
- 2
- 3עיין בספר עיר גיבורים · מבעל המחבר כלי יקר עה״ת.
- 4נח הוא נייחא דרוחא · Zohar I, 60a
- 5וישבות ביום השביעי · Genesis 2:2
- 6וישבת ביום השביעי · Zohar, Bereshit 75:178–77:188
- 7ותרגומו ונח ביומא שביעאה · Onkelos Genesis 2:2
- 8נח נח ב״פ · Genesis 6:9
- 9נייחא דעילאי · Bereshit Rabbah 30:4
- 10יום שכולו שבת · Mishnah Tamid 7:4
- 11המבול בא לטהר את הארץ · Zevachim 113a:10–11
- 12כי מלאה הארץ חמס · Genesis 6:13
- 13והי׳ נצרך לטהרה ולזאת בא המבול · ראה במאמרי אדה״ז פרשיות ח״א ע׳ ס. אוה״ת במדבר ע׳ רס. ובמאמרי אדה״א בראשית ע׳ קא ”שכל הרע שבני אדם עושין ואפי׳ הרע של חיות ובהמות הכל הוא בארץ . . ובמבול נלקח הרע מן הארץ ע״י רחיצה במים”.
- 14כדוגמת המקוה מ׳ סאה · ראה אוה״ת בראשית ח״ג תרכד, א שצ״ע לפי המדרשים דהמבול כענין ארבעים יכנו, ומתרץ שאפשר לומר שזהו ע״ד מי יתן טהור מטמא, ע״ש. לקו״ש ח״א ע׳ 4.
- 15
- 16וכמארז״ל שבחר לו א״א שעבוד · Bereshit Rabbah 44:21
- 17וכמו שאמרו גבי אחר . . כמ״ש במ״א · Chagigah 15b:3–4
Che cos’è la servitù ¶4
4והנה שעבוד אין הפי׳ מה שיש עלינו עתה מלך ושנוטל מאתנו מס שגם בזמן בהמ״ק [בית המקדש] היה עלינו מלך ישראל והמס היה ביותר כידוע שחלק עשירי הוצרך כ״א [כל אחד / כל אחת] ליתן.1
Ora, «servitù» non significa che oggi ci sia un re sopra di noi e che egli ci riscuota delle tasse, poiché anche al tempo del Tempio Santo avevamo un re d’Israele sopra di noi, e le tasse erano persino più elevate, come è noto: ciascuno doveva versare un decimo.
L’Alter Rebbe chiarisce che cosa significhi qui «servitù». Non si tratta di soggezione politica o di tasse: anche ai tempi del Tempio Israele aveva un re che riscuoteva le tasse, persino più gravose, esigendo un decimo.
אלא הכוונה היא שבזמן שבהמ״ק [שבית המקדש] היה קיים היה נמשך ברכה והשפע׳ עצומה עד שא״י [שארץ ישראל] היתה ארץ זבת חלב ודבש2 כו׳
Piuttosto, l’intento è che, quando il Tempio Santo era in piedi, venivano fatte discendere benedizione e un flusso immenso di abbondanza, fino al punto che la Terra d’Israele era «una terra dove scorrono latte e miele», ecc.,
La vera differenza è che, quando il Tempio era in piedi, la benedizione di D‑o fluiva con tale abbondanza che la Terra d’Israele era letteralmente «una terra dove scorrono latte e miele».
שלא ע״פ הטבע כלל כמ״ש3 בגמ׳ [בגמרא] סוף מסכת כתובות ולא היה כלל דאגות וטרדת הפרנסה.
non secondo la natura affatto, come è detto nella Gemara alla fine del Tractate Kesubos; e non vi erano affatto preoccupazioni né affanni per il sostentamento.
Quell’abbondanza era soprannaturale, come descrive il Talmud alla fine del Tractate Kesubos, perciò le persone non erano ansiose di guadagnarsi da vivere. La «servitù» dell’esilio consiste dunque nelle preoccupazioni e nella fatica per il sostentamento, subentrate quando cessò quella benedizione manifesta.
Il paragrafo definisce la «servitù» dell’esilio non come dominio straniero o imposizione di tasse, ma come fatica e preoccupazione per il sostentamento: esse non esistevano quando il Tempio era in piedi e la benedizione fluiva apertamente.
Una nota di Kehot riporta la precisazione del Rebbe: la servitù consiste nella preoccupazione stessa, quando una persona riversa nel proprio sostentamento l’intelletto che D‑o le ha dato, il livello delle «acque», fino a esserne assorbita, e non nelle cose materiali in quanto tali.
Marei mekomos
- 1שעבוד אין הפי׳ . . כ״א ליתן · בד״ה כי ידעתיו תשל״ו מפרש ”אלא הכוונה היא על ענין הטרדה שבזה, מה שהאדם מוטרד בזה וכו׳, ולא על עצם הענינים הגשמיים, והטרדה הוא באופן שמשתמש בהשכל שנתן לו הקב״ה, בחי׳ מים, בעניני פרנסה, ועד שנעשה מוטרד בזה” (מהנחה בלתי מוגה). להעיר מאוה״ת פ׳ שמיני ע׳ תפה ”כי הנה אנו רואים שהשר הגשמי יותר יחפוץ וישתוקק בעול המסים בריבוי אחר ריבוי להכביד על ישראל כו׳ משא״כ בנכרי המתפרנס מקרקעו אינו חפץ כלל להגביר עליו כו׳”. וע״ש הטעם.
- 2
- 3שלא ע״פ הטבע כלל כמ״ש בגמרא סוף מס׳ כתובות · בהנחת הר״פ ליתא.
La luce che nasce dalle tenebre ¶5–7
5ועתה יש לכאו״א [לכל אחד ואחד] יגיעות וטרדת הפרנסה לעסוק בעניני עוה״ז הגשמי והוא בחי׳ מים רבים הנ״ל שנק׳ מי נח
Ora, ciascuno e ciascuna è costretto alla fatica e alle preoccupazioni per guadagnarsi da vivere, occupandosi delle questioni di questo mondo materiale; questo è il livello delle «molte acque» menzionate sopra, chiamate «le acque di Noach»,
L’Alter Rebbe torna al presente: dalla distruzione del Tempio, ogni persona deve faticare e preoccuparsi per provvedere al proprio sostentamento. Questo, dice, è esattamente ciò che il versetto chiama «molte acque» e che Isaia chiama «le acque di Noach».
שהוא בחי׳ נייחא דרוחא לפי שע״י בחי׳ מים רבים הנ״ל מתעלית הנשמה למדרגה היותר גבוה מקודם התלבשותה כו׳ שהיתה רק נהנית מזיו השכינה כו׳
che è il livello di naycha d’rucha [riposo dello spirito], poiché attraverso il livello delle «molte acque» menzionate sopra l’anima viene elevata a un livello superiore a quello [che aveva] prima di rivestirsi, ecc., quando godeva soltanto dello splendore della Presenza divina (Shechinah), ecc.
Sono chiamate acque di «riposo» perché conducono l’anima a una soddisfazione più elevata di quella che conosceva prima di entrare in un corpo. Allora godeva soltanto dello splendore di D‑o; ora, attraverso la sua lotta nel mondo, può elevarsi oltre quel livello.
וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] יפה שעה אחת בתשובה ומע״ט [ומעשים טובים] בעוה״ז מכל חיי העוה״ב [העולם הבא]12 לפי שהוא בחי׳ יתרון האור מתוך החושך דוקא שהוא בחינת אתכפייא סט״א [סטרא אחרא] ואתהפכא חשוכא כו׳
Come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «Un’ora di ritorno (teshuvah) e di buone azioni in questo mondo è migliore di tutta la vita del Mondo a Venire», poiché questo è il livello del vantaggio della luce [che scaturisce] specificamente dall’oscurità: il soggiogamento dell’altra parte (sitra achra) (iskafya) e la trasformazione dell’oscurità (is’hapcha chashocha), ecc.
L’insegnamento della Mishnah secondo cui un’ora di ritorno e di buone azioni in questo mondo vale più di tutto il Mondo a Venire esprime proprio questo. Il vantaggio proviene dalla «luce dall’oscurità»: iskafya, che sottomette la sitra achra, le forze contrarie alla santità, e is’hapcha chashocha, che trasforma l’oscurità stessa in luce, producono una luce più grande di quella che non ha mai incontrato l’oscurità.
שכשעוסק כל היום בענינים גשמיים בטרדת הפרנסה שהם הנק׳ חשך ומתבונן אח״כ בתפלה איך שאין לך עשב מלמטה3 שאין לו מזל מלמעלה4 כו׳
Quando infatti si è occupati tutto il giorno in questioni materiali, nelle preoccupazioni per guadagnarsi da vivere — che sono ciò che viene chiamato «oscurità» — e poi, durante la preghiera, si medita su come «non vi sia filo d’erba quaggiù che non abbia un mazal [influsso spirituale] lassù», ecc., —
Ora descrive come ciò avviene in pratica. Una persona trascorre la giornata assorbita dagli affari, l’«oscurità»; poi, durante la preghiera, riflette sull’insegnamento dei Saggi secondo cui ogni filo d’erba ha un mazal, una forza spirituale in alto che gli ordina di crescere.
שהם המזלות שהם המשפיעים חיות כל עוה״ז וכמ״ש (דברים לג) וממגד תבואות שמש וממגד גרש5 כו׳
questi sono i mazalos, che convogliano la forza vitale a tutto questo mondo, come è scritto (Deuteronomio 33): «E con la ricchezza dei prodotti del sole, e con la ricchezza dei frutti delle [lune]», ecc., —
I mazalos sono le forze celesti, associate alle costellazioni, attraverso le quali la forza vitale viene convogliata a ogni cosa in questo mondo. La benedizione di Moshe a Yosef, che parla dei prodotti maturati grazie al sole e alle lune, mostra che i corpi celesti governano la crescita sulla terra.
והמזלות הם מקבלים מע׳ שרים והשרים מקבלים משמרי אופנים והם מקבלים מהמלאכים וגבוה מעל גבוה עד שכולם מקבלים מבחי׳ מלכותו ית׳
e i mazalos ricevono dai settanta principi, i principi ricevono dai custodi degli Ofanim [Ruote], e questi ricevono dagli angeli, ciascuno da chi gli è superiore, finché tutti ricevono dal livello della sovranità (Malchus) di Lui, benedetto Egli sia,
La meditazione risale la catena dell’influenza: i mazalos attingono dai settanta «principi» angelici preposti alle nazioni; questi ricevono da angeli più elevati, i «custodi degli Ofanim», le «ruote» della visione del Carro di Ezechiele, una categoria di angeli; e così via verso l’alto, ciascuno ricevendo da chi lo precede, finché tutti attingono alla Malchus di D‑o, la Sua sovranità, l’attributo attraverso il quale Egli crea e governa i mondi.
וכמ״ש מלכותך מלכות כל עולמים6 שמהווה את כל העולמות מאין ליש ממש והוא רק בחי׳ זיו השכינה בלבד שאינו
come è scritto: «Il Tuo regno è regno su tutti i mondi», e fa esistere tutti i mondi dal nulla come realtà effettiva; e questo è soltanto il livello dello splendore della Shechinah, che è
Malchus è la forza che fa passare tutti i mondi dal nulla assoluto all’esistenza, come afferma il versetto: «Il Tuo regno è regno su tutti i mondi». Eppure questa intera forza creatrice è soltanto lo «splendore della Shechinah», la luce che si irradia da D‑o.
אלא בחי׳ זיו והארה בעלמא בלבד לגבי מהותו ועצמותו יתב׳ [יתברך] כביכול שהוא בבחי׳ א״ס ממש היה הוה ויהיה בלי שינוי ממש וכמאמר אתה הוא קודם שנברא ואתה הוא לאחר שנברא כו׳.
nient’altro che un mero splendore e una semplice irradiazione rispetto alla Sua essenza e al Suo essere, benedetto Egli sia, per così dire, che è sul piano dell’Infinito (Ein Sof) in senso pieno — [Egli] era, è e sarà senza alcun cambiamento; come recita il detto: «Tu sei Lui prima che [il mondo] fosse creato, e Tu sei Lui dopo che esso fu creato», ecc.
Rispetto all’essenza stessa di D‑o, quello splendore è una mera irradiazione. La Sua essenza è veramente infinita e non viene modificata dalla creazione, come recita la liturgia: Tu eri lo stesso prima che il mondo fosse creato e dopo che fu creato.
ואחרי התבוננו׳ [התבוננות] כל הנ״ל בעומק הדעת תתעורר נפשו בבחי׳ אה׳ ותשוקה נפלאה כרשפי אש לצאת מתוך החשך והעלם הגשמי הזה ורק לדבקה בו ית׳
Dopo aver meditato su tutto quanto precede con profonda conoscenza (Daas), la sua anima sarà destata da un amore e da un desiderio meravigliosi, simili a faville di fuoco, che la spingono a uscire da queste tenebre e da questo occultamento fisico e vorrà soltanto aderire a Lui, benedetto Egli sia,
Quando una persona medita su questo profondamente, e non in modo superficiale, la sua anima si accende d’amore e di desiderio, «come faville di fuoco», richiamando il versetto d’apertura del maamar. Vuole spezzare le tenebre e l’occultamento del mondo fisico e aderire soltanto a D‑o.
וכמ״ש (תהלים עג) מי לי בשמים ועמך7 לא חפצתי כו׳ שלא יחפוץ כלל לא בג״ע [בגן עדן] התחתון ולא בג״ע [בגן עדן] העליון שהם רק בחי׳ זיו והארה בלבד
come è scritto (Salmi 73): «Chi ho nei cieli? E fuori di Te non desidero nulla», ecc. — ossia, che non desideri affatto né il Giardino dell’Eden inferiore né il Giardino dell’Eden superiore, poiché sono soltanto un livello di splendore e di irradiazione,
Il grido del salmista, «Chi ho nei cieli? E fuori di Te non desidero nulla», esprime questo amore. Una persona simile non desidera neppure il Giardino dell’Eden inferiore o quello superiore, le ricompense spirituali delle anime, perché anch’essi non sono che lo splendore di D‑o, e non D‑o Stesso.
וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] צדיקים יושבים8 וכו׳ ונהנין מזיו השכינה כ״א לדבקה בו ית׳ ליכלל בבחי׳ מהותו ועצמותו ית׳ ונק׳ בזה״ק [בזהר הקדוש] לאשתאבא בגופא דמלכא9 כו׳
come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «I giusti siedono, ecc., e si dilettano dello splendore della Presenza divina (Shechinah)» — ma desiderano soltanto aderire a Lui, benedetto Egli sia, per essere assorbiti nell’essenza e nell’essere di Lui, benedetto Egli sia; e nello Zohar sacro questo è chiamato «essere assorbiti nel corpo del Re», ecc.
Il Talmud descrive il Mondo Futuro come il luogo in cui i giusti godono «dello splendore della Shechinah»; questo amore aspira a qualcosa di più dello splendore. Desidera essere assorbito nella stessa essenza di D‑o, ciò che lo Zohar chiama «essere assorbiti nel corpo del Re».
ונק׳ בחי׳ אהבה זו בחי׳ תשובה שהוא בחילא יתיר10 שבאה דוקא מתוך החשך שהיה עוסק רק בענינים גשמיים והבלי עולם.
Questo amore è chiamato il livello del ritorno (teshuvah), che avviene «con forza maggiore», poiché nasce proprio dalle tenebre, quando egli era occupato soltanto in questioni fisiche e nelle vanità del mondo.
Questo amore è una forma di ritorno a D‑o. Lo Zohar dice che coloro che ritornano servono «con forza maggiore» dei giusti perfetti, perché il loro amore prorompe dalle tenebre in cui erano immersi negli affari materiali.
לפי שיתרון האור הוא מתוך החשך דוקא. ונק׳ אהבה זו בחי׳ בכל מאדך שהוא בלי גבול ממש שבאה דוקא מן ההפוך שהוא החשך
Poiché il vantaggio della luce viene proprio dalle tenebre. Questo amore è chiamato il livello di «con tutta la tua forza (me’odecha)», che è davvero senza limiti, poiché nasce proprio dal suo opposto, cioè dalle tenebre,
Poiché la luce che nasce dalle tenebre è più grande, questo amore è chiamato «con tutta la tua forza (me’odecha)», il terzo e più alto livello d’amore nello Shema, che indica un amore senza limiti. È illimitato proprio perché emerge dal suo opposto.
וכמ״ש טוב זה מלאך חיים (טוב) מאד11 זה מה״מ [מלאך המות]12 שע״י ההפוך והחשך דוקא שהוא בחי׳ נה״ב [נפש הבהמית] יכולים לבא לבחי׳ אהבת בכל מאדך שהוא בלי גבול ממש.
come è scritto: «“Bene” è l’angelo della vita; “molto (me’od) (bene)” è l’angelo della morte»: proprio attraverso l’opposto e le tenebre, cioè il livello dell’anima animale (Nefesh HaBehamis), si può giungere al livello dell’amore «con tutta la tua forza», che è davvero senza limiti.
I Saggi interpretano il giudizio di D‑o sulla creazione, «molto bene», come comprendente persino l’angelo della morte: «bene» è l’angelo della vita, «molto» è l’angelo della morte. L’Alter Rebbe applica questo all’anima animale: proprio l’opposizione che essa presenta rende possibile il «molto», l’amore senza limiti di «con tutta la tua forza».
והיינו לפי שבשרשה למעלה מעלה שורש נה״ב [נפש הבהמית] גבוה יותר מבחי׳ נפש האלקית וכמ״ש (בראשי׳ [בראשית] לו) ואלה המל׳ אשר מלכו13 כו׳
Ciò si spiega perché, nella sua radice elevatissima, la radice della Nefesh HaBehamis è superiore al livello dell’anima divina (Nefesh Elokis), come è scritto (Genesi 36): «E questi sono i re che regnarono», ecc.,
La ragione è sorprendente: nella sua radice ultima, l’anima animale trae origine da un livello superiore a quello dell’anima divina. La prova è l’elenco della Torah dei re di Edom che regnarono «prima che un re regnasse su Israele».
לפני מלך מלך לבנ״י [לבני ישראל] שהוא בחי׳ נפש האלקית רק שע״י שבה״כ [שבירת הכלים] נפלו למטה מטה כמ״ש וימלך וימת כו׳ אבל בשרשם הם למעלה מעלה14 מבחי׳ נפש האלקית.
«prima che un re regnasse sui Figli d’Israele», che rappresenta il livello della Nefesh Elokis; solo che, a causa della rottura dei recipienti, essi caddero molto in basso, come è scritto: «E regnò, e morì», ecc. Ma nella loro radice sono molto al di sopra del livello della Nefesh Elokis.
Nella Kabbalah, questi re edomiti rappresentano il mondo del Tohu, un ambito di luci intense che precedette il mondo ordinato del Tikkun, a cui appartiene la Nefesh Elokis (i «re d’Israele»). I recipienti del Tohu non riuscirono a contenere le sue luci e si infransero, da cui la ricorrenza di «regnò, e morì»; perciò le forze che vi hanno la loro radice caddero molto in basso, benché la loro origine sia molto superiore a quella della Nefesh Elokis.
Il paragrafo mostra come le «acque» del sostentamento elevino l’anima: una persona che trascorre la giornata nell’«oscurità» materiale e poi, durante la preghiera, medita sul fatto che tutta l’esistenza è un semplice splendore di D‑o, viene risvegliata a un amore illimitato, l’amore del «con tutta la tua forza». Questo supera ciò che l’anima conosceva prima della sua discesa, perché attinge all’anima animale, la cui radice è più elevata.
La superiorità della radice dell’anima animale deriva dall’insegnamento cabalistico di Tohu e Tikkun: «i re che regnarono nella terra di Edom» sono le luci di Tohu, superiori a quelle di Tikkun, che caddero a seguito della frantumazione dei recipienti. Poiché la lotta con l’anima animale coinvolge quella radice superiore, iskafya e is’hapcha chashocha rivelano una luce che la sola anima divina non potrebbe raggiungere.
Marei mekomos
- 1וכמארז״ל יפה שעה אחת . . מכל חיי העוה״ב · אבות פ״ד, משנה יז.
- 2יפה שעה אחת בתשובה ומע״ט בעוה״ז מכל חיי העוה״ב · Pirkei Avot 4:17
- 3שאין לך עשב מלמטה · Bereshit Rabbah 10:6
- 4שאין לך עשב מלמטה שאין לו מזל מלמעלה · Zohar, Addenda, Volume I 1:1
- 5
- 6מלכותך מלכות כל עולמים · Psalms 145:13
- 7
- 8צדיקים יושבים · Berakhot 17a:12
- 9לאשתאבא בגופא דמלכא · Zohar I, 217b
- 10בחילא יתיר · Zohar I, 129b
- 11(טוב) מאד · Genesis 1:31
- 12טוב זה מלאך חיים . . מאד זה מה״מ · Zohar I, 14a
- 13
- 14אבל בשרשם הם למעלה מעלה · ראה לקמן בשלח סב, סע״ד ואילך. יתרו עא, א. לקו״ת ר״פ בלק ועוד. ד״ה להבין ענין כתיבת ספר תורה תש״ל הערה 19.
6ולזאת גם כמו שנפלו למטה יש להם תגבורת על נפש האלקית מפני ששרשם הוא מבחי׳ מלוכה שהוא בחי׳ התנשאות כו׳.
Perciò, anche dopo essere caduti in basso, essi hanno il sopravvento sull’anima divina (Nefesh Elokis), poiché la loro radice proviene dal livello della sovranità, che è un livello di autoesaltazione, ecc.
Poiché la radice dell’anima animale (Nefesh HaBehamis) è nei re di Tohu, anche nel suo stato decaduto essa ha la forza di dominare l’anima divina. La sua radice è la «sovranità», e la natura di un re è l’autoesaltazione; da qui deriva l’ego prepotente dell’anima animale.
וגם האדם מקבל חיות מבחי׳ בהמות ומאכלים ובלעדם אינו יכול לחיות משא״כ המאכלים אינם צריכים אל האדם.
Inoltre, l’uomo riceve la forza vitale (chayus) dal livello degli animali e degli alimenti, e senza di essi non può vivere, mentre gli alimenti non hanno bisogno dell’uomo.
Un secondo segno della radice più elevata: l’uomo, la creatura più elevata, trae la propria vita dagli animali e dagli alimenti e non può vivere senza di essi, mentre essi non hanno bisogno di lui. La dipendenza dell’elevato dall’inferiore dimostra che l’inferiore ha una fonte più elevata.
Il paragrafo presenta due segni del fatto che le forze dell’anima animale e del mondo fisico hanno una radice più elevata: il loro potere di dominare l’anima divina e la dipendenza dell’uomo dal cibo per vivere.
L’idea che l’inferiore sostenga l’elevato perché la sua fonte è più elevata viene sviluppata ampiamente nella Chassidus per spiegare perché l’anima si nutra di cibo fisico: le scintille di Tohu presenti nel cibo provengono da un livello più elevato di quello dell’anima.
7וכל זה מפני שבשרש שרשם למעלה הם גבוהים הרבה מבחי׳ הנשמות ולזאת ע״י ירידת והתלבשות נפש האלקית בנפש
Tutto ciò è dovuto al fatto che, alla radice della loro radice in Alto, essi sono molto più elevati del livello delle anime. Perciò, attraverso la discesa e il rivestimento dell’anima divina nell’
L’Alter Rebbe ribadisce il principio: alla radice della loro radice, queste forze sono molto più elevate delle anime. Per questo l’anima divina dovette scendere e rivestirsi proprio nell’anima animale.
הבהמית דוקא לעסוק בטרדות ומחשבות הפרנסה בענינים גשמיים שהם הנקראים מים רבים הנ״ל יכולה לבא לבחי׳ אהבת בכל מאדך.
anima animale in particolare, per occuparsi delle incombenze e dei pensieri relativi al sostentamento in questioni materiali — che sono ciò che viene chiamato le «molte acque» menzionate sopra — essa può giungere al livello dell’amore «con tutte le tue forze»,
Operando attraverso l’anima animale e occupandosi delle preoccupazioni legate al sostentamento, le «molte acque», l’anima divina può raggiungere l’amore «con tutte le tue forze».
שהוא בלי גבול כנ״ל שהיא מדרגה היותר גבוה מהיותה קודם ירידתה בגוף שהיתה רק נהנית מזיו השכינה כו׳.
che è senza limiti, come detto sopra; si tratta di un livello più elevato di quello [che aveva] prima della sua discesa nel corpo, quando godeva soltanto dello splendore della Presenza divina (Shechinah), ecc.
Questo amore illimitato è superiore allo stato di cui l’anima godeva prima di entrare nel corpo, quando godeva soltanto dello splendore di D‑o.
והיינו ע״י אתכפיי׳ [אתכפייא] ואתהפכא חשוכא דוקא שהוא בחי׳ יתרון האור שמתוך החשך כנ״ל. לפי ששרשם למעלה גבוה ממדרגת נפש האלקית כנ״ל רק שנפלו למטה כמ״ש וימלך וימת כו׳ וע״י אתכפייא נעשה תחה״מ [תחיית המתים]:
Ciò avviene cioè proprio attraverso iskafya (sottomissione) e is’hapcha chashocha (trasformazione dell’oscurità), che costituiscono il livello del vantaggio della luce che emerge dall’oscurità, come detto sopra, poiché la loro radice in Alto è più elevata del livello dell’anima divina, come detto sopra; solo che sono caduti in basso, come è scritto: «E regnò, e morì», ecc.; e attraverso iskafya si produce la resurrezione dei morti.
Ciò si ottiene soltanto attraverso iskafya e is’hapcha chashocha: sottomettendo e trasformando l’oscurità. Poiché la radice dell’anima animale è più elevata, sottometterla libera quella luce superiore; e questo processo di iskafya è ciò che alla fine produrrà la resurrezione dei morti, quando il corpo fisico stesso sarà elevato.
Il paragrafo riassume il meccanismo: poiché la radice dell’anima animale è più elevata, la discesa dell’anima divina in essa e il suo impegno nelle «molte acque» le permettono di raggiungere un amore illimitato, superiore al suo stato precedente alla discesa, e di produrre attraverso iskafya la resurrezione dei morti.
Il legame tra iskafya e la resurrezione riflette l’insegnamento chassidico secondo cui la ricompensa dell’era messianica, compresa la resurrezione, consiste nella rivelazione dell’effetto della raffinazione del corpo e dell’anima animale in questo mondo.
L’arca della preghiera ¶8–10
8וזהו מארז״ל [מאמר רבותינו זכרונם לברכה] יפה שעה א׳ בתשובה ומע״ט [ומעשים טובים] בעוה״ז מכל חיי העוה״ב [העולם הבא] כנ״ל. ולזאת נקראו מים רבים הנ״ל מי נח לפי שנעשה
E questo è [il significato del] detto dei nostri Saggi, di benedetta memoria: «Un’ora di ritorno (teshuvah) e di buone azioni in questo mondo è migliore di tutta la vita del Mondo a Venire», come menzionato sopra. Perciò le «molte acque» menzionate sopra sono chiamate «le acque di Noach», perché
Questo spiega la Mishnah citata in precedenza: un’ora di teshuvah e di buone azioni in questo mondo supera il Mondo a Venire, poiché solo qui vi è oscurità da trasformare. Spiega inoltre perché le «molte acque» prendono il nome da Noach, che significa «riposo».
ע״י נייחא דרוחא שנעשה מהם תבת נח שהוא בחי׳ תיבות התפלה וכמ״ש בא אתה וכל ביתך אל התבה1 כו׳.
attraverso [di esse] si realizza il naycha d’rucha [riposo dello spirito], poiché da esse viene formata l’arca (teivah) di Noach, che è il livello delle parole (teivos) della preghiera, come è scritto: «Vieni, tu e tutta la tua casa, nell’arca», ecc.
Dalle acque del sostentamento proviene l’arca, la teivah, che in ebraico significa anche «parola». L’arca è costituita dalle parole della preghiera; la chiamata di D‑o a Noach, perché entri nell’arca con tutta la sua famiglia, è un invito a entrare interamente nelle parole della preghiera, dove le difficoltà della giornata vengono elevate.
Il paragrafo collega le immagini: le «molte acque» sono le acque di Noach perché attraverso di esse si giunge al riposo dello spirito, e l’arca (teivah) che galleggia su di esse è costituita dalle parole (teivos) della preghiera.
Il gioco di parole su teivah, «arca» e «parola», permette di leggere l’intera narrazione del Diluvio come una guida alla preghiera: la persona entra nelle parole con tutta se stessa, e le acque della giornata le sollevano, come mostrano i paragrafi successivi.
Marei mekomos
- 1בא אתה וכל ביתך אל התבה · Genesis 7:1
9וזהו ויגברו המים1 מאד כו׳ חמש עשרה אמה מלמעלה גברו המים2 כו׳ שהוא בחי׳ תגבורת נפש הבהמית על בחי׳ נפש האלקית בעסק הפרנסה ועניינים הגשמיים אך עי״ז נעשה אח״כ יתרון אור כו׳ כנ״ל.
E questo è [il significato di] «E le acque prevalsero grandemente», ecc., «le acque prevalsero quindici cubiti verso l’alto», ecc.: questo è l’aspetto (bechinah) del predominio dell’anima animale (Nefesh HaBehamis) sull’anima divina (Nefesh Elokis) nell’attività volta al sostentamento e nelle questioni materiali; ma proprio attraverso ciò si produce in seguito un vantaggio di luce, ecc., come menzionato sopra.
I versetti descrivono le acque del Diluvio che si gonfiano e salgono quindici cubiti al di sopra dei monti. L’Alter Rebbe interpreta ciò come il temporaneo predominio dell’anima animale sull’anima divina mentre una persona è immersa negli affari; ma proprio questo predominio è ciò che in seguito produce la luce più grande della preghiera.
Il paragrafo applica il versetto «le acque prevalsero» al predominio dell’anima animale durante le ore di lavoro, che in seguito diventa la fonte di una luce più grande.
Marei mekomos
- 1ויגברו המים · Genesis 7:18
- 2חמש עשרה אמה מלמעלה גברו המים · Genesis 7:20
10וזהו ותלך התבה על פני המים1 דוקא ותרם התבה2 כו׳ שע״י המים דוקא מתעלות תיבות התפלה ועולה למעלה מעלה כנ״ל.
Ed è questo [il significato di] «L’arca andò sulla superficie delle acque» — proprio — «e l’arca fu sollevata», ecc.: proprio attraverso le acque, le parole (teivos) della preghiera vengono elevate e salgono sempre più in alto, come detto sopra.
«L’arca andò sulla superficie delle acque», e furono proprio le acque a sollevare in alto l’arca. Allo stesso modo, le parole della preghiera vengono elevate proprio dalle «acque» di una giornata di lotta materiale e salgono ai livelli più elevati.
וזהו טעות הבעלי עסקים שבדעתם שאין יכול׳ [יכולת] להתפלל כ״כ [כל כך] כמו היושבי אוהלים כי אדרבה נהפוך הוא שהם יכולים להתפלל יותר כי יתרון האור הוא מתוך החשך דוקא כו׳.
Ed è questo l’errore degli uomini d’affari, che pensano di non poter pregare quanto coloro che dimorano nelle tende; poiché, al contrario, è proprio il contrario: possono pregare di più, perché il vantaggio della luce proviene proprio dalle tenebre, ecc.
La conclusione pratica: gli uomini d’affari spesso presumono di non poter pregare altrettanto bene degli studiosi a tempo pieno, «coloro che dimorano nelle tende» dello studio. L’Alter Rebbe dice che è vero il contrario: la loro preghiera può raggiungere livelli più elevati, perché la loro luce proviene dalle tenebre.
Il paragrafo interpreta l’arca sollevata dalle acque come la preghiera elevata dalle lotte della giornata, e ne trae la lezione che chi è impegnato negli affari può pregare in modo ancora più profondo degli studiosi a tempo pieno.
Marei mekomos
- 1ותלך התבה על פני המים · Genesis 7:18
- 2ותרם התבה · Genesis 7:17
Lo Shabbos inferiore ¶11
Ed è per questo che le acque di Noach sono chiamate naycha d’rucha [riposo dello spirito], che è il livello dello Shabbos, come è scritto: «Poiché in esso Egli cessò da tutta la Sua opera», ecc.
L’Alter Rebbe spiega ora perché il «riposo» di Noach è lo Shabbos. La Torah dice che nel settimo giorno D‑o «cessò da tutta la Sua opera»; la cessazione dall’opera creativa è ciò che caratterizza lo Shabbos.
שבו׳ ימי המעשה הוא בחי׳ התפשטות והמשכת מלכותו ית׳ למטה כמו ביום הראשון נאמר ויאמר אלקים2 יהי אור כו׳
Poiché i sei giorni dell’opera sono il livello dell’espansione e della discesa della Sua sovranità (Malchus), benedetto Egli sia, verso il basso; come nel primo giorno è detto: «E D‑o disse: “Sia la luce”», ecc.,
Durante i sei giorni della Creazione, la Malchus di D‑o, la Sua sovranità creatrice, si diffuse verso l’esterno e verso il basso, raggiungendo mondi e creature sempre più numerosi; ogni giorno iniziava con una nuova parola, a cominciare da «Sia la luce».
יהי רקיע3 תדשא הארץ דשא4 כו׳ שנקראים ימי המעשה ובשבת הוא בחי׳ שביתה ממלאכה ונייחא דרוחא שהוא עליית העולמות למעלה כאדם השובת ונח ממלאכתו.
«Sia il firmamento», «La terra faccia germogliare vegetazione», ecc., che sono chiamati i giorni dell’opera; e nello Shabbos vi è il livello della cessazione dall’opera e del naycha d’rucha, che consiste nell’ascesa dei mondi in Alto, come una persona che interrompe il lavoro e si riposa dalla propria opera.
Le parole successive, riguardo al firmamento e alla vegetazione, proseguirono questo flusso verso l’esterno; perciò quei giorni sono chiamati «giorni dell’opera». Nello Shabbos il flusso si inverte: i mondi ascendono verso la loro Fonte, proprio come una persona che smette di lavorare si ritrae dalle proprie incombenze e si riposa.
כמו״כ [כמו כן] הוא בחי׳ טרדת5 ועסק הפרנסה בענינים גשמיים שנק׳ מים רבים כשמתהפכים ועולים אח״כ בבחי׳ אלקות ע״י התפלה כנ״ל נק׳ בחי׳ זו בחי׳ נייחא דרוחא
Allo stesso modo, il livello dell’affanno e dell’impegno per il sostentamento in ambito materiale, chiamato «molte acque»: quando queste vengono trasformate e poi ascendono nella dimensione della Divinità attraverso la preghiera, come detto sopra, questo livello è chiamato il livello di naycha d’rucha,
Lo stesso schema si verifica nella settimana di una persona. Il giorno trascorso sotto la pressione degli affari costituisce un’«opera» rivolta verso l’esterno; quando, attraverso la preghiera, quelle occupazioni vengono trasformate e innalzate verso la Divinità, ne risulta naycha d’rucha, il riposo dello spirito.
che è il livello dello Shabbos, come detto sopra; come è noto, ogni preghiera dei sei giorni feriali è un bagliore del livello dello Shabbos, come detto sopra. Tuttavia, tutto questo è lo Shabbos inferiore.
Ecco perché la preghiera dei giorni feriali è una sorta di Shabbos: ogni preghiera feriale reca un bagliore dello Shabbos, un’ascesa dei mondi. L’Alter Rebbe aggiunge però che tutto ciò è soltanto lo «Shabbos inferiore», il riposo che segue la fatica, in contrapposizione allo Shabbos superiore che introduce ora.
Il paragrafo spiega che il «riposo» prodotto dalle acque del sostentamento è una forma di Shabbos: come nello Shabbos i mondi ascendono dopo il flusso verso l’esterno dei sei giorni, così, attraverso la preghiera, il lavoro materiale della giornata viene innalzato; nella settimana si tratta di un bagliore dello Shabbos. Eppure questo è soltanto lo Shabbos inferiore.
L’idea che ogni giorno feriale contenga un bagliore dello Shabbos, precisamente nella preghiera, è sviluppata nei passi di Likkutei Torah e Torah Ohr citati nella nota Kehot: lo studio della Torah e le mitzvos di ogni giorno vengono raccolti nella preghiera e ascendono; in seguito, tutte le preghiere dei giorni feriali vengono raccolte nello Shabbos stesso.
Marei mekomos
- 1כי בו שבת מכל מלאכתו · Genesis 2:3
- 2ויאמר אלקים יהי אור · Genesis 1:3
- 3יהי רקיע · Genesis 1:6
- 4תדשא הארץ דשא · Genesis 1:11
- 5שו״ה למעלה — כמו״כ הוא בחי׳ טרדת · בבוך 1824: שעבוד מלכיות שהוא טרדת.
- 6כידוע שכל תפלה מו׳ ימי המעשה היא הארה מבחי׳ שבת · ראה כוזרי מאמר ג אות ה. וראה גם לקמן פח, א. לקו״ת בהר מא, א. האזינו עב, ג.
- 7כידוע שכל תפלה מו׳ ימי המעשה היא הארה מבחי׳ שבת · Kuzari 3:5
Lo Shabbos superiore ¶12
12ויש עוד בחי׳ שבת עילאה שהוא מה שיהיה לעתיד שנקרא יום שכולו שבת.1 וזהו אשר נשבעתי מעבור מי נח עוד על הארץ.2
E vi è ancora il livello dello Shabbos superiore, che è ciò che vi sarà nel Tempo a Venire, chiamato «il giorno che è interamente Shabbos». E questo è [il significato di] «Ho giurato che le acque di Noach non passeranno più sulla terra».
Oltre allo Shabbos settimanale vi è uno «Shabbos superiore»: l’era messianica, chiamata nella Mishnah «il giorno che è interamente Shabbos». L’Alter Rebbe torna ora al versetto di Isaia sul giuramento di D‑o di non far più venire «le acque di Noach».
כי הנה אף שהם באו לטהר אך לא בכל זמן צריך טהרה כ״כ [כל כך]. כן נשבעתי מקצף עליך ומגער בך.
Poiché, sebbene esse siano venute a purificare, non in ogni tempo è necessaria una purificazione così grande. «Così ho giurato di non adirarmi contro di te e di non rimproverarti».
Le acque servirono a purificare, ma la purificazione non sarà necessaria per sempre. In futuro, quando il mondo sarà raffinato, le «acque» dell’asservimento e della preoccupazione non saranno più necessarie; perciò D‑o giura di non adirarsi più contro Israele né di rimproverarlo.
כי הנה אף שמבואר למעלה3 שע״י בחי׳ מים רבים הנ״ל נעשה יתרון אור כו׳. שהוא בחי׳ אהבת בכל מאדך כנ״ל.
Poiché, sebbene sopra sia stato spiegato che tramite il livello delle «molte acque» menzionate sopra si produce un vantaggio di luce, ecc., che è il livello dell’amore «con tutta la tua forza», come menzionato sopra,
L’Alter Rebbe riconosce quanto ha mostrato: le «molte acque» producono il vantaggio della luce che nasce dalle tenebre, l’amore illimitato di «con tutta la tua forza».
עכ״ז [עם כל זה] יש עוד בחי׳ אהבה רבה הבאה מלמעלה שהיא למעלה מעלה אף מבחי׳ האהבה שבאה ע״י מים רבים הנ״ל.
tuttavia vi è ancora un altro livello: un grande amore (ahavah rabbah) che viene dall’Alto, molto più elevato persino del livello dell’amore che nasce attraverso le «molte acque» menzionate sopra.
Eppure vi è un amore ancora più elevato, il «grande amore» (ahavah rabbah), che non è prodotto dallo sforzo umano dal basso, ma viene donato dall’Alto. Esso supera persino l’amore nato dalla lotta con le «molte acque».
והוא מ״ש וימינו תחבקני4 כו׳. ובחי׳ האהבה זו יתגלה לעתיד. וכמ״ש (ישעי׳ [ישעיה] נד) כי ההרים ימושו והגבעות תמוטינה וחסדי5 מאתך לא ימוש וברית שלומי לא תמוט כו׳.
Questo è ciò che è scritto: «E la Sua destra mi abbraccia», ecc. Questo livello d’amore sarà rivelato nel Tempo a Venire, come è scritto (Isaia 54): «Poiché i monti si allontaneranno e le colline saranno rimosse, ma la Mia benevolenza non si allontanerà da te, né sarà rimosso il Mio patto di pace», ecc.
Il Cantico dei Cantici lo descrive con le parole «la Sua destra mi abbraccia»: la mano destra è la benevolenza (Chesed), la benevolenza di D‑o, che abbraccia l’anima per Sua iniziativa. Questo amore sarà rivelato in futuro, come promette Isaia: anche se i monti si spostassero, la benevolenza di D‑o non verrà meno.
שהוא בחי׳ חסד עליון ואה״ר [ואהבה רבה] הבאה מלמעלה להיות וימינו תחבקני (וזהו )(שם נב) וגבה מאד6 שבחי׳ בכל מאדך יהיה מבחי׳ גבוה יותר כו׳:7
Questo è il livello della Chesed superna e del grande amore che viene dall’Alto, così che «la Sua destra mi abbraccia». (E questo è [il significato di]) (ibid. 52) «ed egli sarà molto (me’od) elevato»: il livello di «con tutta la tua forza (me’odecha)» proverrà da un livello ancora più elevato, ecc.
Si tratta della Chesed superna e del grande amore che viene dall’Alto. L’aggiunta tra parentesi interpreta le parole di Isaia sul servo che «sarà molto elevato»: in futuro, anche l’amore di «con tutta la tua forza» proverrà da un livello ancora più elevato, cosicché il vantaggio prodotto dalle «acque» sarà innalzato dal dono che viene dall’Alto.
Il paragrafo conclude il maamar contrapponendo lo Shabbos inferiore, il riposo conquistato attraverso le «acque» del sostentamento, allo Shabbos superiore del futuro, quando sarà rivelato un grande amore donato dall’Alto, la Chesed superna, che innalzerà persino l’amore illimitato di «con tutta la tua forza».
I due Shabbos corrispondono a due direzioni dell’amore: l’amore di «con tutta la tua forza» sale dal basso attraverso iskafya [sottomissione] e is’hapcha chashocha [trasformazione dell’oscurità], mentre ahavah rabbah discende dall’Alto come dono. Secondo la nota di Kehot, il passo finale tra parentesi su «molto elevato» sembra essere un’aggiunta del Tzemach Tzedek e manca dal manoscritto del 1824.
Marei mekomos
- 1יום שכולו שבת · Mishnah Tamid 7:4
- 2אשר נשבעתי מעבור מי נח עוד על הארץ · Isaiah 54:9
- 3שו״ה למעלה — למעלה שע״י · בבוך 1824 נוסף: בחי׳ שעבוד מלכיות שהוא: בחי׳
- 4וימינו תחבקני · Song of Songs 2:6
- 5
- 6
- 7שו״ה להיות — (וזהו . . יותר כו׳) · כנראה הוספת כ״ק הצ״צ. בבוך 1824 ליתא.
Hai terminato il maamar?
Segnalo come studiato: conta per il siyum settimanale e per quello annuale.
Nell’avodah
Chi trascorre la giornata negli affari non dovrebbe pensare che la sua preghiera debba essere meno intensa di quella di uno studioso. Dopo una giornata trascorsa nelle «molte acque», contempli nella preghiera come ogni cosa inferiore riceva da ciò che è superiore, finché tutto dipende dalla sovranità (Malchus) di D‑o, che a sua volta non è che un riverbero della Sua essenza; allora la stessa oscurità della giornata diventa la fonte di un amore più intenso e illimitato, e la sua preghiera sale più in alto.
Domande di discussione
- Perché l’Alter Rebbe dice che le preoccupazioni del sostentamento non possono spegnere l’amore dell’anima, e come possono davvero elevarlo più in alto di quanto fosse prima della discesa dell’anima?
- In che modo intendere il Diluvio come purificazione, e non soltanto come punizione, cambia il modo in cui si possono considerare le pressioni legate al sostentamento?
- Qual è il legame tra il nome Noach (riposo), lo Shabbos e la preghiera in questo maamar?
- Perché l’amore che nasce «dalle tenebre» supera l’amore che non ha mai incontrato le tenebre, e che cosa ha a che fare con questo l’elevata radice della Nefesh HaBehamis?
- In che modo l’amore espresso da «con tutte le tue forze» differisce dal «grande amore dall’Alto» che si rivelerà in futuro?