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Torah Ohr · Parashot Vayeira · Maamar 2

ארדה נא וגו׳

«Scenderò ora [e vedrò]»

  • 20 paragrafi · 80 sezioni
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione

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Idea centrale

D‑o conosce ogni cosa secondo la modalità «rivelato e noto», senza che la Sua conoscenza entri in ciò che è conosciuto. Gli «occhi erranti» di D‑o sono i recipienti delle emanazioni divine (Sefiros) e gli angeli, attraverso i quali il giudizio sale dal basso; «scenderò e vedrò» è invece la discesa della benevolenza (Chesed), che considera gli stessi fatti e cerca elementi a favore.

Il maamar in breve

Il maamar si apre con domande sulle parole di D‑o riguardo a Sedom: perché «la sua invocazione» e «che è giunta» sono al femminile, e perché D‑o, che vede ogni cosa dal cielo, deve «scendere e vedere». Per rispondere, l’Alter Rebbe affronta il problema posto dai filosofi: come può l’Uno semplice conoscere innumerevoli dettagli senza diventare molteplice? L’espressione dei Saggi «rivelato e noto» risponde: la conoscenza di D‑o non entra in ciò che conosce. Eppure la Scrittura parla degli «occhi» di D‑o che percorrono la terra. Questi occhi sono i recipienti delle Sefiros e gli angeli, attraverso i quali le azioni salgono verso l’Alto, mentre la Luce Infinita (Or Ein Sof) che è al loro interno conosce secondo la modalità «rivelato e noto». Una lunga glossa distingue la conoscenza (Daas) superiore, che abbraccia tutto e conosce senza reagire — la chiave per comprendere la prescienza e il libero arbitrio — da un Daas inferiore nei recipienti, che porta ricompensa e punizione. Seguendo lo Zohar, gli «occhi» femminili sono angeli della sovranità (Malchus) e del giudizio, mentre quelli maschili sono angeli dell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) e di Chesed. L’invocazione di Sedom salì attraverso il canale femminile; «scenderò e vedrò» è Chesed che discende, come chi vede anziché limitarsi a udire, per interpretare gli stessi fatti a favore.

Schema

  1. Le domande sul versettoPerché le forme femminili, e perché D‑o deve «scendere e vedere»; l’invocazione è il giudizio di Malchus.¶1
  2. «Rivelato e noto»Il problema filosofico della provvidenza e della molteplicità; la conoscenza di D‑o non entra in ciò che conosce; gli occhi erranti sollevano una nuova domanda, a cui rispondono luci e recipienti (Oros veKeilim).¶2–3
  3. Gli occhi come recipientiLe azioni salgono attraverso gli angeli e i recipienti di Malchus di Atzilus; gli occhi erranti appartengono ai recipienti, mentre la luce al loro interno conosce secondo la modalità «rivelato e noto».¶4–7
  4. Glossa: Daas superiore e inferioreIl Daas superiore, che abbraccia tutto, conosce senza reagire ed è la fonte del perdono; il Daas inferiore nei recipienti porta ricompensa e punizione; prescienza e scelta; l’«occhio buono» di Yosef e la sua perdita da parte di Sedom.¶8–13
  5. Occhi femminili e maschiliDal Zohar: gli occhi femminili sono angeli di Malchus, gli occhi maschili angeli di Zeir Anpin; l’invocazione salì attraverso Malchus, e D‑o scende con Chesed.¶14–17
  6. Giudizio e benevolenza leggono gli stessi fattiOgni caso può essere interpretato a colpa o a merito; il Diluvio e l’offerta di Noach mostrano Chesed che trasforma lo stesso ragionamento in un merito; «scenderò» indica la luce diretta che discende nel giudizio.¶18
  7. Vedere e udireLe tre linee delle Sefiros; la vista proviene dalla lunga linea destra di Chochmah e Chesed, l’udito da Binah sulla sinistra; l’invocazione viene udita e D‑o scende per vedere.¶19–20

Concetti chiave

Rivelato e notoגלוי וידוע
Espressione dei Saggi per descrivere la conoscenza di D‑o: ogni cosa è semplicemente rivelata davanti a Lui, senza che la Sua mente entri in ciò che conosce o ne sia influenzata. Questo risolve il problema di come l’Uno semplice possa conoscere innumerevoli dettagli.
Luci e recipientiאורות וכלים
Ogni Sefirah ha un recipiente — l’attributo stesso, come Chesed o Gevurah, che limita e definisce — e una luce al suo interno, uno splendore dell’Infinito (Ein Sof) che non è nessuno degli attributi.
Gli occhi di Havayah che erranoעיני ה׳ משוטטים / עיניו משוטטות
I recipienti delle Sefiros e gli angeli che ne ricevono, attraverso i quali le azioni di coloro che sono in basso vengono osservate e portate verso l’Alto. La forma maschile si riferisce a Zeir Anpin e Chesed, quella femminile a Malchus e al giudizio.
Daas superiore e Daas inferioreדעת עליון ודעת תחתון
Il Daas superiore abbraccia tutto: conosce ogni cosa senza fluire negli attributi, quindi non produce alcuna reazione ed è la fonte del perdono. Il Daas inferiore è rivestito nei recipienti e porta ricompensa e punizione.
Luce diretta e luce di ritornoאור ישר ואור חוזר
La luce che discende dall’Alto verso il basso (Chesed) e quella che sale dal basso verso l’Alto (gevuros [forze di rigore]). L’invocazione sale come luce di ritorno; «scenderò» è la luce diretta di Chesed.
Lunga, corta e intermediaחד אריך וחד קציר וחד בינוני
Le tre linee delle Sefiros: la linea destra della benevolenza si estende più lontano, la linea sinistra del rigore raggiunge soltanto i più meritevoli, e la linea centrale ha compassione di chiunque ne abbia bisogno.

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Le domande sul versetto ¶1

1ארדה נא וגו׳. הנה הכצעקתה הוא לשון נקבה וכן הבאה. ועשו לשון נקבה ולשון זכר. וגם להבין מהו ארדה נא ואראה הלא משמים הביט ה׳.

«Scenderò ora [e vedrò]» ecc. Ora, «secondo il suo grido» (haktza’akasah) è al femminile, e così «che è giunta» (haba’ah); mentre «hanno fatto» (asu) è una forma [comune al] femminile e al maschile. Dobbiamo anche comprendere che cosa significhi «Scenderò ora e vedrò»: certo, «Dal cielo Havayah ha guardato in basso».

Spiegazione

Il maamar si apre con le parole di D‑o prima della distruzione di Sedom (Genesi 18:21): «Scenderò ora e vedrò se hanno fatto interamente secondo il suo grido che è giunto fino a Me». L’Alter Rebbe rileva un’anomalia grammaticale: «il suo grido» e «che è giunta» sono al femminile, mentre «hanno fatto» (asu) è una forma plurale che può essere sia femminile sia maschile. Aggiunge una seconda domanda: perché D‑o dovrebbe aver bisogno di «scendere» e «vedere», quando la Scrittura dice che Egli guarda dal cielo e vede ogni cosa?

אך פי׳ הכצעקתה היינו הצעקה העולה מבחי׳ מדת הדין שהיא בחי׳ מדת מלכות שנק׳ דין דינא דמלכותא דינא רק שהוא דינא רפיא מלך במשפט יעמיד ארץ וז״ש [וזהו שכתוב] הכצעקתה הבאה וכמ״ש בערב היא באה.

Ma il significato di «secondo il suo grido» è: il grido che sale dal livello dell’attributo del giudizio, cioè dal livello dell’attributo della sovranità (Malchus), chiamato din (giudizio), [come in] «la legge (dina) del regno è legge»; si tratta però di un giudizio mite, [come in] «Un re stabilisce la terra con la giustizia». E questo è [il significato di] «secondo il suo grido che è giunto» (haba’ah), come è scritto: «La sera ella veniva» (ba’ah),

Spiegazione

La prima risposta riguarda le forme femminili. Il grido è la denuncia del giudizio contro Sedom, e il giudizio appartiene a Malchus, la Sefirah femminile. La parola din significa sia «giudizio» sia «legge», perciò Malchus, «regno», è legata al giudizio attraverso la regola talmudica «la legge (dina) del regno è legge». Si tratta tuttavia di un giudizio «mite», come quello di un re la cui giustizia dà stabilità alla terra anziché distruggerla. La forma femminile «è giunta» (ba’ah) viene poi mostrata in due versetti in cui «venne» una donna: un’allusione a Malchus, poiché nella Kabbalah Rachel è un nome di Malchus, e la sera è un momento di giudizio.

Il paragrafo 1 in breve

Il paragrafo pone le domande del maamar (perché le forme femminili e perché D‑o debba «scendere e vedere») e offre una prima chiave: il «grido» è la voce del giudizio che sale da Malchus, l’attributo femminile.

Approfondimento

Malchus è chiamata «il regno» ed è la radice della legge e del giudizio; il termine zoharico dina rafya, «giudizio mite», distingue il giudizio di Malchus dal giudizio severo di rigore (Gevurah). La grammatica femminile sarà poi collegata all’insegnamento dello Zohar secondo cui «i suoi occhi vagano» (al femminile) sono gli angeli di Malchus, mentre «essi vagano» (al maschile) appartiene all’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin).

Marei mekomos

  1. 1
    הנה הכצעקתה הוא לשון נקבה וכן הבאה, ועשו לשון נקבה ולשון זכר · במאמרי אדה״ז פרשיות ע׳ קו הקושיא ”מה שבתחלה אמר הכצעקתה לשון נקבה ולשון יחיד ואח״כ אמר עשו ל׳ רבים ולשון זכר”. ושם מוסיף עוד קושיא ”מהו ענין הירידה הזאת האיך שייך ירידה לפניו”. וראה שם בשולי העמוד מב׳ כת״י דשם נוסף עוד קושיא ”מה טעם תלה (הידיעה הכצעקתה) הירידה בצעקתה אם ירד דוקא ויראה כו׳” ע״ש בארוכה. ובאוה״ת בראשית כרך ד תשלו, א.
  2. 2
    הלא משמים הביט ה׳ · Psalms 33:13
  3. 3
    דינא דמלכותא דינא · Bava Kamma 113a:14–16
  4. 4
    מלך במשפט יעמיד ארץ · Proverbs 29:4
  5. 5
  6. 6
    בערב היא באה · Esther 2:14

«Rivelato e noto» ¶2–3

2ורחל באה. וביאור הענין הנה מתחלה יש להקדים לשון השגור בדחז״ל [בדברי חכמינו זכרונם לברכה] גלוי וידוע לפני מי שאמר והיה העולם. גלוי וידוע דייקא.

[e] «E Rachel venne (ba’ah)». E la spiegazione della questione è questa: anzitutto dobbiamo premettere [la] locuzione ricorrente nelle parole dei nostri Saggi, di benedetta memoria: «È rivelato e noto davanti a Colui che parlò e il mondo venne all’esistenza». «Rivelato e noto», precisamente.

Spiegazione

«E Rachel venne» completa i versetti con la forma femminile «venne» (ba’ah). L’Alter Rebbe inizia quindi la spiegazione completa introducendo una locuzione che ricorre spesso nel Talmud: «È rivelato e noto davanti a Colui che parlò e il mondo venne all’esistenza». Egli sottolinea l’espressione precisa «rivelato e noto», che sarà centrale per tutta la risposta.

כי הנה הפילוסופים נלאו להשיג ענין ההשגחה פרטית כמו אין אדם נוקף אצבעו מלמטה אא״כ [אלא אם כן] מכריזין עליו מלמעלה דקשה להם כיון

Poiché i filosofi si sono affaticati nel cercare di comprendere la questione della provvidenza individuale, come nell’espressione: «Una persona non si ferisce un dito quaggiù, a meno che non sia stato proclamato riguardo a lei dall’Alto»; per loro è difficile, poiché

Spiegazione

I filosofi faticavano ad accettare l’idea che D‑o vegli su ogni dettaglio del mondo, come esprime il detto talmudico secondo cui una persona non si ferisce neppure un dito quaggiù, a meno che ciò non sia stato decretato dall’Alto.

שהוא ית׳ יחיד ומיוחד אחד האמת וא״כ איך יתכן ידיעת הש״י [השם יתברך] הפרטים וההשגחה פרטי׳ לתת דעתו על ענינים רבים שהרי זה בחי׳ רבוי.

Egli, benedetto Egli sia, è uno e unico, l’Uno vero; come è dunque possibile [che vi siano] la conoscenza di D‑o dei particolari e la provvidenza individuale, [che Egli] presti attenzione a molte questioni, quando ciò costituisce [uno stato di] molteplicità?

Spiegazione

La loro difficoltà è questa: D‑o è assolutamente uno e semplice. Conoscere innumerevoli particolari e occuparsi di ciascuno di essi sembra richiedere una mente divisa fra molte cose, introducendo così molteplicità nell’unità di D‑o.

Il paragrafo 2 in breve

Il paragrafo introduce il problema filosofico che il maamar si propone di risolvere: come può l’Uno assolutamente semplice conoscere e sorvegliare innumerevoli dettagli senza diventare molteplici?

Approfondimento

La stessa tensione fra l’unità semplice di D‑o e la molteplicità della creazione è discussa in Tanya, Shaar HaYichud VehaEmunah, a cui rimanda la nota Kehot. L’Alter Rebbe non negherà la provvidenza, ma distinguerà il modo in cui D‑o conosce da quello in cui conosce una persona.

Marei mekomos

  1. 1
    ורחל באה · Genesis 29:9
  2. 2
    וביאור הענין . . יש להקדים לשון השגור · מכאן ואילך ראה ד״ה השמר לך תרל״ה כרך א ע׳ ב ואילך.
  3. 3
    בדחז״ל גלוי וידוע לפני מי שאמר והי׳ העולם · Eruvin 13b:3
  4. 4
    גלוי וידוע לפני מי שאמר והיה העולם · Kiddushin 31a:1
  5. 5
    כי הנה הפילוסופים נלאו להשיג ענין ההשגחה פרטית · Tanya, Sha’ar HaYichud 7:15
  6. 6
    אין אדם נוקף אצבעו מלמטה · Chullin 7b:15–16
  7. 7
    הכצעקתה הבאה · המשך הפסוק ארדה נא.
  8. 8
    בערב היא באה · Esther 2:14
  9. 9
    ולהעיר ממרז״ל בכ״מ · Shabbat 55a:8–9

3וחז״ל [וחכמינו זכרונם לברכה] כיוונו לתרץ זה בדבור אחד באמרם גלוי וידוע לפני כו׳ שאין ידיעתו ית׳ כדמיון ידיעת האדם איזו דבר שדעתו השיג

E i nostri Saggi, di benedetta memoria, intesero risolvere questo con una sola espressione, dicendo: «È manifesto e noto dinanzi a [Lui]» ecc.: la Sua conoscenza, benedetto Egli sia, non è come la conoscenza che una persona ha di una qualche cosa, quando la sua mente l’ha afferrata

Spiegazione

L’espressione dei Saggi «manifesto e noto» risponde in una sola parola ai filosofi. La conoscenza umana è diversa: dapprima una persona non conosce qualcosa, poi la sua mente si protende verso di essa e l’afferra.

הדבר ומתחלה לא ידעו וכשיודע הדבר הרי דעתו מלובשת בידיעה זו ומחשבה זו שנותן דעתו להשיגה וקודם ידיעתו היה דעתו פנוי וה״ז [והרי זה] בחי׳ שינוי והתפעלות

la cosa, e in principio non la conosceva; quando poi conosce la cosa, la sua mente è rivestita da questa conoscenza e da questo pensiero, mentre applica la propria mente per afferrarla; e prima di conoscerla la sua mente era libera. E questo è [uno stato di] cambiamento e di affezione.

Spiegazione

Quando una persona giunge a conoscere qualcosa, la sua mente si avvolge in quel pensiero; prima ne era libera. Perciò la conoscenza umana comporta un cambiamento e l’essere influenzati dall’oggetto conosciuto.

משא״כ למעלה ידיעתו ית׳ שיודע כל העולמות ופרטיהן אין הענין שדעתו מתלבשת ונתפסת בזה אלא

In alto, invece, non è così. La Sua conoscenza, benedetto Egli sia, mediante la quale conosce tutti i mondi e i loro particolari, non significa che la Sua mente si rivesta di essa e ne sia presa; bensì,

Spiegazione

La conoscenza di D‑o di tutti i mondi e dei loro particolari non è così: la Sua mente non si avvolge in ciò che conosce e non ne è presa.

ע״ד גלוי וידוע שהכל גלוי וידוע לפניו ית׳ ממילא וא״צ [ואין צריך / ואינו צריך] להיות נתפס ומתלבש בהדבר לידע

[è] nel senso di «manifesto e noto»: tutto è manifesto e noto dinanzi a Lui, benedetto Egli sia, di per sé, e non è necessario che Egli venga afferrato dalla cosa e si rivesta di essa per conoscerla.

Spiegazione

Tutto è semplicemente «manifesto e noto» dinanzi a Lui, di per sé. Egli non deve protendersi verso la cosa ed entrarvi per conoscerla.

(במכש״כ [במכל שכן] ממה שמחיה ומהווה הדבר שלא ע״י התלבשות בהדבר כ״א על ידי היותו סוכ״ע. וכ״ש [וכל שכן] וק״ו שידיעת הדבר ופרטיו א״צ [אין צריך / אינו צריך] להיות ע״י התלבשות ותפיסה בהדבר כו׳)

(A maggior ragione, considerando [il fatto] che Egli dà vita alla cosa e la porta all’esistenza non rivestendosi nella cosa, bensì in quanto luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin). E tanto più, per kal vachomer [a maggior ragione], la conoscenza della cosa e dei suoi particolari non deve avvenire attraverso l’essere rivestito nella cosa e l’essere da essa afferrato, ecc.)

Spiegazione

Un ragionamento a fortiori, un kal vachomer: D‑o dà vita a ogni creatura e la porta all’esistenza non entrando in essa, ma in quanto luce che circonda tutti i mondi, agendo su di essa dall’esterno. Se persino creare e sostenere una cosa non richiede di entrarvi, a maggior ragione conoscerla non lo richiede.

וכיון שהוא גלוי וידוע אין שייך כלל קושייתם שהוא בחי׳ רבוי כי זה אינו רק במין ידיעת האדם שא״א לו לידע דבר כ״א ע״י שדעתו ומחשבתו מתלבשים בידיעת הדבר.

E poiché tutto è «manifesto e noto», la loro obiezione, secondo cui ciò sarebbe [uno stato di] molteplicità, non si applica affatto; poiché questo vale soltanto per il tipo di conoscenza umana, in cui una persona non può conoscere una cosa se non quando la sua mente e il suo pensiero si rivestono nella conoscenza della cosa.

Spiegazione

Poiché la conoscenza di D‑o è «manifesta e nota», l’obiezione dei filosofi viene meno. La molteplicità sorge soltanto nella conoscenza umana, nella quale la mente deve entrare in ciascuna cosa che conosce.

וזהו כי לא מחשבותי מחשבותיכם כו׳ כי הוא גלוי וידוע כו׳ (והמשכיל יבין דקות הדברים ולאו כל מוחא סביל דא).

Ed è questo [il significato di] «Poiché i Miei pensieri non sono i vostri pensieri» ecc.: poiché tutto è «manifesto e noto» ecc. (Chi è capace di discernere comprenderà la sottigliezza di queste questioni; non ogni intelletto può sostenerla.)

Spiegazione

Il versetto di Isaia «I Miei pensieri non sono i vostri pensieri» viene letto in questa luce: la conoscenza di D‑o è di natura del tutto diversa dalla nostra. L’Alter Rebbe aggiunge che il punto è sottile e che non ogni mente può comprenderlo.

והנה כתיב (זכרי׳ [זכריה] סי׳ ד׳) שבעה אלה עיני ה׳ המה משוטטים בכל הארץ וכתיב (ד״ה [דברי הימים] ב׳ י״ו ט׳) כי ה׳ עיניו משוטטות בכל הארץ.

Ora è scritto (Zechariah, chapter 4): «Questi sette sono gli occhi di Havayah; essi vagano (meshotetim) per tutta la terra»; ed è scritto (II Chronicles 16:9): «Poiché gli occhi di Havayah vagano (meshotetos) per tutta la terra».

Spiegazione

Si apre ora una nuova domanda. Due versetti descrivono gli «occhi» di D‑o come se «vagassero» per tutta la terra: in un caso il verbo è al maschile (meshotetim), nell’altro al femminile (meshotetos).

ויש להבין דענין משוטטים ומשוטטות משמע שנמשך לראות ולעיין הדבר על ידי ראיה זו והרי זה כמו בחי׳ התלבשות בהדבר הנראה וידוע וזה לכאורה הפך ממ״ש בפי׳ גלוי וידוע.

E questo va compreso: il termine «vagare» (meshotetim, meshotetos) implica che [lo sguardo] si protenda a vedere e a esaminare la cosa mediante questa visione; ciò è come uno stato di rivestimento nella cosa che viene vista e conosciuta. E questo sembra essere l’opposto di quanto è stato detto spiegando «rivelato e conosciuto».

Spiegazione

«Vagare» suggerisce di uscire per guardare ed esaminare le cose, il che sembra proprio implicare che la mente entri nella cosa, mentre «rivelato e conosciuto» negava questo.

אך הענין כי נודע שבע״ס [שבעשר ספירות] יש אורות וכלים כי בחי׳ חו״ג [חסד וגבורה] זהו בחי׳ כלי אבל האור הוא הארה מא״ס ב״ה דלאו מכל אינון מדות איהו כלל

La spiegazione è che, come è noto, nelle dieci emanazioni divine (Sefiros) vi sono luci e recipienti. Il livello della benevolenza (Chesed) e del rigore (Gevurah) è infatti il livello di un recipiente; la luce, invece, è una radianza dell’Infinito (Ein Sof), benedetto Egli sia, [del Quale è detto che] «Egli non appartiene affatto a nessuna di queste qualità».

Spiegazione

La risposta si basa sull’insegnamento noto secondo cui ciascuna delle dieci Sefiros ha una luce e un recipiente. Attributi come Chesed e Gevurah sono i recipienti, mentre la luce che è al loro interno è una radianza dell’Infinito, che in Sé non è nessuno di questi attributi, come afferma il Tikkunei Zohar nella preghiera iniziale di Eliyahu (Patach Eliyahu).

רק שהאור מתלבש בהכלי שהוא חו״ג [חסד וגבורה] ושאר המדות שהן נקראים בחינת כלים שהם מגבילים את האור ובהן

Solo che la luce è rivestita nel recipiente, che è Chesed, Gevurah e gli altri attributi, chiamati livello dei recipienti, poiché pongono limiti alla luce. E in essi

Spiegazione

La luce è rivestita nei recipienti, gli attributi di Chesed, Gevurah e gli altri. Sono chiamati recipienti perché conferiscono alla luce limiti e definizione.

ועל ידם נמשך האור להיות מחיה נבראים בע״ג [בעלי גבול / בעל גבול] להיות התהוות מיכאל וגבריאל מחנה מיכאל מקבלים מבחי׳ חסד וגבריאל מבחי׳ גבורה שא״א להיות המשכה זו מהאור עצמו כ״א ע״י הכלים.

e per loro mezzo la luce viene fatta discendere per dare vita a creature finite, facendo sì che vengano all’esistenza Michael e Gavriel: il campo di Michael riceve dal livello di Chesed, e Gavriel dal livello di Gevurah. Questa discesa non può provenire dalla luce stessa, ma soltanto attraverso i recipienti,

Spiegazione

Attraverso questi recipienti la luce raggiunge creature finite, per esempio gli angeli: il campo di Michael riceve da Chesed e quello di Gavriel da Gevurah. Gli esseri limitati non possono ricevere direttamente dalla luce illimitata: essa deve passare attraverso i recipienti.

כמו שא״א להיות השפעת כסף וזהב מהנשמה אא״כ [אלא אם כן] מלובשת בגוף ונותנת הנשמה צדקה לעני ע״י היד הגשמי.

proprio come l’anima non può elargire argento e oro se non è rivestita in un corpo, e fa la carità al povero per mezzo della mano fisica.

Spiegazione

Un’analogia: l’anima non può dare denaro a un povero se non è rivestita in un corpo e si serve di una mano fisica. Allo stesso modo, la luce divina agisce sulla creazione soltanto attraverso i recipienti.

Il paragrafo 3 in breve

Il paragrafo risponde ai filosofi: D‑o conosce in modo «manifesto e noto», senza che la Sua conoscenza entri in ciò che è conosciuto. Poi pone la questione degli «occhi che vagano» e avvia la risposta distinguendo tra le luci e i recipienti (Oros veKeilim) delle emanazioni divine (Sefiros).

Approfondimento

I recipienti sono gli attributi stessi; la luce non è definita da essi. Secondo la nota di Kehot, un maamar successivo afferma che ciò vale nell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin), dove la luce assume la natura dei recipienti, mentre in Arich Anpin il recipiente si trova in uno stato di totale autoannullamento dinanzi alla luce. Il kal vachomer tratto da sovev kol almin corrisponde all’insegnamento del Tanya secondo cui la potenza creatrice di D‑o agisce sul mondo senza esservi contenuta.

Marei mekomos

  1. 1
    שאין ידיעתו ית׳ · ראה לקו״ת שה״ש כא, ב.
  2. 2
    הרי דעתו מלובשת בידיעה זו · ראה לקו״ת שה״ש כא, ב.
  3. 3
    כי לא מחשבותי מחשבותיכם · Isaiah 55:8
  4. 4
    והנה כתיב שבעה אלה · בלקו״ת ראה כד, א. שמע״צ צא, ד — מציין לכאן.
  5. 5
    שבעה אלה עיני ה׳ המה משוטטים בכל הארץ · Zechariah 4:10
  6. 6
    כי ה׳ עיניו משוטטות בכל הארץ · II Chronicles 16:9
  7. 7
    כי נודע שבע״ס יש אורות וכלים · במאמרי אדה״א בראשית ע׳ קפד מקשר זה אלמעלה וז״ל שם: ”אך באמת קושיא זו תפול גם כן על מציאות עשר ספירות דאצי׳ ממאצילן שהוא ג״כ בחי׳ התחלקות עשר מציאות פרטים . . ואיך נמצא זאת מבחי׳ אור א״ס הפשוט שהוא מופשט מגדר התחלקות מכל וכל” ע״ש. וראה פרשיות ע׳ קז. אוה״ת בראשית כרך ד תשלו, א.
  8. 8
    כי בחי׳ חו״ג זהו בחי׳ כלי · בד״ה אין עומדין תרס״ז (בהמשך תרס״ו ע׳ תפא) מפרש: והיינו בז״א לפי שהאור נעשה כמהות הכלים כו׳, אבל בא״א לית שמאלא בהאי עתיקא לפי שהכלי בטל לגמרי אל האור וה״ה כמהות האור כו׳ עכ״ל ע״ש.
  9. 9
    מחנה מיכאל מקבלים מבחי׳ חסד כו׳ · Zohar III, 235b

Gli occhi come recipienti ¶4–7

4והנה כמו כן ע״י הכלים דע״ס [דעשר ספירות] הוא ג״כ בחי׳ העלאת הזכות וחוב של כל נברא

Ora, analogamente, attraverso i recipienti delle dieci emanazioni divine (Sefiros) avviene anche l’elevazione del merito e della colpa di ogni creatura.

Spiegazione

Come la luce raggiunge la creazione attraverso i recipienti, così anche il resoconto dei meriti e delle colpe di ogni creatura sale verso l’alto attraverso i recipienti.

כי ע״י שהאדם עובר עבירה קונה לו קטיגור אחד נעשה פגם וכתם באותו המלאך הממונה ע״ז כי יש מלאכים שמקבלים ממדה זו ויש ממדה זו כנ״ל בענין מיכאל וגבריאל כו׳

Quando una persona commette una trasgressione, «acquista per sé un accusatore»: nell’angelo preposto a [questa materia] si producono un difetto e una macchia. Infatti, vi sono angeli che ricevono da questa qualità e [angeli che ricevono] da quella, come si è detto sopra a proposito di Michael e Gavriel, ecc.

Spiegazione

Un peccato, secondo le parole della Mishnah, «si procura un accusatore»: lascia una macchia nell’angelo incaricato di quella materia. Gli angeli sono di tipi diversi: alcuni attingono dalla benevolenza (Chesed) e altri dal rigore (Gevurah), come nel caso di Michael e Gavriel.

ומלאך זה מעלה הדבר למלאך גבוה ממנו עד שמתעלה בכלים דע״ס [דעשר ספירות] דמלכות דאצי׳ המתלבשים בבי״ע ובתוך הכלי מלובש האור מא״ס ב״ה.

E questo angelo innalza la questione fino a un angelo superiore a lui, finché essa sale nei recipienti delle dieci emanazioni divine (Sefiros) della sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), che sono rivestiti nei [mondi di] Beriah (il Mondo della Creazione), Yetzirah (il Mondo della Formazione) e Asiyah (il Mondo dell’Azione); e dentro il recipiente è rivestita la luce proveniente dall’Infinito (Ein Sof), benedetto Egli sia.

Spiegazione

Questo angelo trasmette la questione a un angelo superiore, e così via, finché essa raggiunge i recipienti di Malchus di Atzilus, rivestiti nei mondi inferiori di Beriah, Yetzirah e Asiyah. Dentro quei recipienti si trova la Luce Infinita (Or Ein Sof).

Il paragrafo 4 in breve

Il paragrafo applica i recipienti alla direzione ascendente: le azioni di una persona vengono riferite verso l’alto attraverso gli angeli e i recipienti di Malchus di Atzilus, al cui interno dimora la Luce Infinita (Or Ein Sof).

Marei mekomos

  1. 1
    קונה לו קטיגור אחד · Pirkei Avot 4:11

5ונמצא ע״י הכלים מתעלה להאור א״ס ב״ה המלובש בהכלים דע״ס [דעשר ספירות]. ולכן נאמר ע״ז עיניו משוטטות שהוא בחי׳ הכלים דע״ס [דעשר ספירות]. וגם המלאכים המקבלים מהם נק׳ מארי דעיינין ויש מארי דאודנין.

Ne consegue che, attraverso i recipienti, [la materia] ascende alla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, che è rivestita nei recipienti delle dieci emanazioni divine (Sefiros). Perciò si dice a questo proposito: «I Suoi occhi vagano», e ciò è il livello dei recipienti delle dieci Sefiros. Anche gli angeli che ricevono da essi sono chiamati «signori degli occhi»; e vi sono [anche] «signori delle orecchie».

Spiegazione

Così, un atto ascende attraverso i recipienti fino a raggiungere l’Or Ein Sof rivestito al loro interno. Il versetto «I Suoi occhi vagano» si riferisce a questi recipienti, e gli angeli che ricevono da essi sono chiamati «signori degli occhi», accanto ad altri chiamati «signori delle orecchie»: angeli il cui compito è vedere e angeli il cui compito è udire.

Il paragrafo 5 in breve

Il paragrafo identifica gli «occhi del Nome Havayah» che vagano per la terra con i recipienti delle Sefiros e con gli angeli che ricevono da essi.

Marei mekomos

  1. 1
    וגם המלאכים המקבלים מהם · ראה ד״ה והר סיני תרנ״ג ע׳ רא.
  2. 2
    מארי דעיינין · ע׳ אוה״ת וירא כרך ד תשלו, א. פ׳ עקב ע׳ תקצז.

6והם משוטטים בכל הארץ כמאמר דע מה למעלה ממך עין רואה כו׳ ובהכלים שייך לומר משוטטים בבחינת התלבשות בהדבר.

Ed essi vagano per tutta la terra, come dice il detto: «Sappi ciò che è al di sopra di te: un occhio che vede», ecc. Dei recipienti è appropriato dire che «vagano», nel senso che si rivestono nella cosa.

Spiegazione

Questi «occhi» vagano per tutta la terra, come dice la Mishnah: «Sappi ciò che è al di sopra di te: un occhio che vede e un orecchio che ode». Parlare di «vagare», uscendo verso la cosa, si addice ai recipienti, che entrano in ciò che osservano.

ובהם וע״י מתעלה הדבר בבחי׳ האור המלובש בתוכן מא״ס ב״ה והוא ע״ד גלוי וידוע שידיעה זו שבכלים דע״ס [דעשר ספירות] שעל ידי עיניו משוטטים היא בחי׳

E in essi e attraverso di essi la cosa ascende al livello della luce proveniente dall’Infinito (Ein Sof), benedetto Egli sia, che è rivestita al loro interno; e ciò avviene secondo la modalità del «rivelato e noto»: questa conoscenza nei recipienti delle dieci emanazioni divine (Sefiros), che [proviene] dal «vagare dei Suoi occhi», è al livello di

Spiegazione

Attraverso i recipienti, la cosa raggiunge la Luce Infinita rivestita al loro interno. A quel livello, la conoscenza raccolta dagli occhi che vagano è conosciuta secondo la modalità del «rivelato e noto».

גלוי וידוע לאור א״ס ב״ה המלובש בהכלים כיון שהאור באמת לאו מכל אינון מדות איהו כלל אע״פ [אף על פי] שמלובש בהכלי כו׳.

«rivelato e noto» alla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, che è rivestita nei recipienti; poiché la luce, in verità, «non appartiene affatto a nessuna di queste qualità», sebbene sia rivestita nel recipiente, ecc.

Spiegazione

Questo perché la luce, pur essendo rivestita nei recipienti, in verità non è nessuna delle qualità. Perciò, è soltanto dei recipienti che si può dire che «vagano», mentre la luce al loro interno conosce senza entrare in alcunché.

Il paragrafo 6 in breve

Il paragrafo risolve la contraddizione: «vagare» descrive i recipienti, che entrano in ciò che vedono, mentre la luce al loro interno conosce secondo la modalità del «rivelato e noto».

Marei mekomos

  1. 1
    דע מה למעלה ממך · אבות ב, א.
  2. 2
    דע מה למעלה ממך עין רואה · Pirkei Avot 2:1
  3. 3
    והוא ע״ד גלוי וידוע · בלקו״ת שה״ש כא, ב מציין לכאן. ראה ד״ה צהר תעשה תרע״ג.

7וזהו תירוץ לקושיית הפילוסופים שאין ידיעה והשגחה זו גורם בחי׳ רבוי כי ההשגחה ע״ד עיניו משוטטות הוא ע״י הכלים כנ״ל

E questa è la risposta alla domanda dei filosofi: questa conoscenza e provvidenza non causa [uno stato di] molteplicità. Infatti, la provvidenza secondo la modalità di «i Suoi occhi vagano» avviene attraverso i recipienti, come detto sopra;

Spiegazione

Questa è la risposta ai filosofi: la provvidenza attraverso gli «occhi che vagano» non rende D‑o molteplice, perché opera attraverso i recipienti.

אבל הידיעה בא״ס ב״ה המלובש בהכלים מה שיודע ורואה מה שעיניו משוטטות הנה ידיעתו יתברך זו היא בבחי׳ גלוי וידוע כו׳:

ma la conoscenza dell’Infinito (Ein Sof), benedetto Egli sia, rivestito nei recipienti — [ossia,] ciò che Egli conosce e vede di quanto i Suoi occhi vagano a osservare — questa Sua conoscenza, benedetto Egli sia, è nella modalità di «rivelato e conosciuto» ecc.

Spiegazione

Ciò che l’Infinito, rivestito nei recipienti, conosce di quanto gli occhi osservano non è una conoscenza che penetra nelle cose. È nella modalità di «rivelato e conosciuto», senza alcuna molteplicità.

Il paragrafo 7 in breve

Il paragrafo completa la risposta ai filosofi: il dettaglio del «vagare» appartiene ai recipienti, mentre la conoscenza propria di D‑o rimane «rivelata e conosciuta» e non è toccata dalla molteplicità.

Approfondimento

Secondo un’analisi successiva citata nella nota Kehot, il punto qui è che ciò che D‑o conosce non è conosciuto perché Egli abbia già visto le azioni; la Sua conoscenza proviene da Sé.

Marei mekomos

  1. 1
    שו״ה משוטטות — בבחי׳ גלוי וידוע · באוה״ת סידור ע׳ נ מציין לכאן. ענין הידיעה נתבאר בארוכה בספר הערכים-חב״ד ח״ד בערך אורות דספירות ”פשיטותם” ע׳ פד ואילך, ובמילואים שם ע׳ תקכו, שהכוונה כאן בתו״א דזה מה שהוא יודע הוא לא מצד שהוא רואה כבר את המעשים, כי אם שהידיעה היא מחמת עצמו, ע״ש. ראה ביאוה״ז להצ״צ כרך א ע׳ סה ואילך.

Glossa: Daas superiore e inferiore ¶8–13

8הגה״ה [הגהה](ועיין בפרדס שער פ״ח [פרק ח׳] ושער ד׳ פ״ט מענין זה ובזוהר פקודי רנ״ב ע״א ואלין עיני ה׳ כולהו נטלי אשגחותא כו׳ עיי״ש [עיין שם] וברע״מ [וברעיא מהימנא] פ׳ שופטים ד׳ ער״ה סע״א [סוף עמוד א]. ויש להבין כיון דפי׳ עיני ה׳ הם הכלים דע״ס [דעשר ספירות] דאבי״ע [דאצילות בריאה יצירה עשיה] והמלאכים.

Glossa: (E si veda Pardes, Sha'ar, capitolo 8, e Sha'ar 4, capitolo 9, su questo argomento; e nello Zohar, Pekudei, p. 252a: «E questi sono gli occhi di Havayah; tutti esercitano la vigilanza» ecc., vedi là; e nel Ra'aya Mehemna, Parshas Shoftim, p. 275, alla fine della colonna a. Ora occorre comprendere: poiché l’espressione «gli occhi di Havayah» designa i recipienti delle dieci emanazioni divine (Sefiros) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), del Mondo della Creazione (Beriah), del Mondo della Formazione (Yetzirah) e del Mondo dell’Azione (Asiyah), nonché gli angeli,

Spiegazione

Qui comincia una lunga glossa (hagahah), distinta dal testo principale. Anzitutto elenca i luoghi in cui si tratta l’argomento: il Pardes Rimonim di Rabbi Moshe Cordovero (il primo riferimento indica un capitolo senza specificare il numero dello Sha'ar, come stampato) e due passi dello Zohar sugli «occhi di Havayah» che vegliano, uno dei quali si trova nel Ra'aya Mehemna («il Pastore fedele»), una sezione dello Zohar. Poi formula più precisamente la domanda: gli «occhi di Havayah» sono i recipienti delle Sefiros in tutti e quattro i mondi e gli angeli.

א״כ איך שייך שהבורא ית׳ יצטרך לידע את כל הנבראים ע״י אמצעות הע״ס [העשר ספירות] והרי היוצר עין הלא יביט בעצמו דבשלמא לענין ההשפעה והמשכת החיות בהנבראים הוצרך להיות ע״י הכלים דע״ס [דעשר ספירות] שאל״כ [שאם לא כן] לא יוכלו הנבראי׳ [הנבראים] לקבל

come può allora il Creatore, benedetto Egli sia, aver bisogno di conoscere tutte le creature per mezzo delle dieci Sefiros? Non è forse vero che «Colui che forma l’occhio non vedrà forse?» da Sé stesso? È comprensibile che, per quanto riguarda il flusso dell’influsso e la discesa della forza vitale nelle creature, ciò dovesse avvenire attraverso i recipienti delle dieci Sefiros, perché altrimenti le creature non avrebbero potuto riceverla;

Spiegazione

Se è così, perché il Creatore avrebbe bisogno di intermediari per conoscere le Sue creature? Il Salmista dice: «Colui che forma l’occhio non vedrà forse?». È comprensibile che la forza vitale debba passare attraverso i recipienti, perché le creature non potrebbero riceverla direttamente.

משא״כ לענין ידיעת השי״ת [השם יתברך] שיודע את כל הנבראי׳ [הנבראים] אין שייך לומר כן ח״ו [חס ושלום] וא״כ למה צ״ל בחי׳ העינים שהם הכלים משוטטים כו׳ דהא בודאי הכל גלוי וידוע לפניו ית׳ בעצמו ביתר שאת שלא ע״י אמצעו׳הכלי׳ כלל:)

mentre, per quanto riguarda la conoscenza di D‑o, in virtù della quale Egli conosce tutte le creature, non lo si può affermare, D‑o non voglia. Se è così, perché deve esserci il livello degli occhi, ossia i recipienti, che si aggirano ecc.? Poiché certamente ogni cosa è rivelata e conosciuta dinanzi a Lui stesso, benedetto Egli sia, in misura incomparabilmente maggiore, senza alcuna mediazione dei recipienti.)

Spiegazione

La conoscenza, però, non dipende da ciò che le creature possono ricevere. D‑o conosce certamente ogni cosa da Sé, in misura incomparabilmente maggiore e senza alcun intermediario. Perché, allora, si parla di «occhi» che si aggirano?

אך הענין כמ״ש כי אל דעות ה׳ שיש ב׳ בחי׳ בדעת דעת עליון וד״ת [ודעת תחתון]. ד״ע [דעת עליון] הוא בחי׳ מקיף וסוכ״ע היינו

La spiegazione è quella suggerita dalle parole: «Poiché Havayah è un D‑o di conoscenze»: vi sono due livelli di Daas (conoscenza), il Daas superiore e il Daas inferiore. Il Daas superiore è il livello avvolgente e della luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin); vale a dire,

Spiegazione

La risposta si trova nel versetto «un D‑o di conoscenze», dove il plurale insegna che vi sono due livelli di Daas. Il Daas superiore è «avvolgente»: come la luce che circonda tutti i mondi, si riferisce a ogni cosa dall’Alto, senza penetrarvi.

כי יש בחי׳ דעת שיודע ורואה הכל רק שהדעת הוא בבחי׳ מקיף דהיינו שאינו מתפשט בהמדו׳ להיות התפעלות מהדבר שהוא יודע או רואה וכענין

vi è un livello di Daas che conosce e vede ogni cosa, ma questo Daas è in una modalità avvolgente, cioè non si estende negli attributi in modo da [produrre] una reazione alla cosa che conosce o vede; come nel caso

Spiegazione

Questo Daas superiore conosce e vede ogni cosa, ma la sua conoscenza non si estende agli attributi emotivi, come la benevolenza e il rigore, e quindi non suscita alcuna reazione a ciò che conosce o vede.

שנאמר לא הביט און ביעקב שאין הפי׳ שלא הביט כלל אלא כמ״ש וירא און ולא התבונן וכמ״ש אם צדקת מה תתן לו וע״ז נאמר טהור עינים מראות ברע שאין ראיתו הרע עושה רושם והתפעלות כלל

di quanto è detto: «Non ha scorto iniquità in Yaakov»: ciò non significa che non abbia guardato affatto, ma, come è scritto: «Scorge l’iniquità e non vi riflette»; e come è scritto: «Se sei giusto, che cosa Gli dai?». E di questo si dice: «Hai occhi troppo puri per guardare il male»: la Sua visione del male non lascia alcuna impressione e non [produce] alcuna reazione,

Spiegazione

Diversi versetti illustrano questo concetto. «Non ha scorto iniquità in Yaakov» non significa che D‑o non la veda, ma, come si legge qui il versetto di Iyov, che la vede e non vi si sofferma. «Se sei giusto, che cosa Gli dai?» mostra che le azioni umane non Lo cambiano; e «Hai occhi troppo puri per guardare il male» significa che, a questo livello, la visione del male non lascia alcuna traccia in Lui.

כי שממית בידים תתפש ומשם מקור הסליחה והרחמים שאין מגיע שם שום פגם והוא למעלה מהכלים דע״ס [דעשר ספירות].

poiché «la lucertola si aggrappa con le mani». E da lì [proviene] la fonte del perdono e della misericordia, perché nessuna macchia vi giunge; ed esso è al di sopra dei recipienti delle dieci Sefiros.

Spiegazione

L’Alter Rebbe cita il versetto sulla lucertola che «si aggrappa con le mani» senza soffermarvisi. Poiché nessuna macchia giunge al Daas superiore, da lì fluiscono il perdono e la misericordia; esso è al di sopra dei recipienti delle Sefiros.

רק הפגם והשכר והעונש הוא נמשך ע״י הדעת המתפשט ונמשך במדות ונק׳ דעת תחתון והוא המתלבש בבחי׳ ממכ״ע [ממלא כל עלמין] היינו בכלים דע״ס [דעשר ספירות] דאבי״ע [דאצילות בריאה יצירה עשיה]

Soltanto la macchia, il premio e la punizione vengono trasmessi attraverso il Daas che si estende negli attributi e vi viene fatto discendere, chiamato Daas inferiore; ed è questo che si riveste nel livello della luce che riempie tutti i mondi (memalei kol almin), cioè nei recipienti delle dieci Sefiros del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), del Mondo della Creazione (Beriah), del Mondo della Formazione (Yetzirah) e del Mondo dell’Azione (Asiyah).

Spiegazione

La macchia, il premio e la punizione appartengono al Daas inferiore, che si estende effettivamente negli attributi. Esso si riveste nella luce che riempie tutti i mondi, cioè nei recipienti delle Sefiros dei quattro mondi.

ולכן ידיעה זו היא ע״י בחי׳ עיני ה׳ שהם הכלים והמדות שעי״ז נמשך ההתפעלות שכר ועונש שהפגם מגיע בהכלים דייקא

Questa conoscenza avviene dunque attraverso il livello degli «occhi di Havayah», che sono i recipienti e gli attributi emotivi (middos), attraverso i quali viene suscitata la reazione della ricompensa e della punizione; infatti la macchia raggiunge precisamente i recipienti;

Spiegazione

Ecco perché la conoscenza attraverso gli «occhi di Havayah» (i recipienti e le middos) comporta ricompensa e punizione: la macchia causata da un peccato raggiunge i recipienti stessi.

משא״כ ע״י הידיעה שבדעת העליון שלא ע״י הכלים דע״ס [דעשר ספירות] אע״פ [אף על פי] שהכל גלוי וידוע לא נמשך מזה התפעלות כו׳.

Diversamente, attraverso la conoscenza superiore (Daas), che non avviene tramite i recipienti delle dieci emanazioni divine (Sefiros), benché tutto sia rivelato e conosciuto, da essa non viene suscitata alcuna reazione, ecc.

Spiegazione

La Daas superiore, che non opera attraverso i recipienti, conosce anch’essa tutto; eppure nulla di ciò che conosce produce una reazione di ricompensa o punizione.

Il paragrafo 8 in breve

La glossa si chiede perché D‑o, che conosce ogni cosa da Sé, debba «vedere» attraverso i recipienti, e risponde distinguendo due livelli di Daas: il Daas superiore, avvolgente, che conosce senza reagire, e il Daas inferiore, rivestito nei recipienti, attraverso il quale si manifestano la macchia, il premio e la punizione.

Approfondimento

I due livelli di Daas corrispondono a sovev kol almin e memalei kol almin. La nota di Kehot rimanda allo Zohar (Idra Zuta) per i due livelli di Daas; un passo affine di Likkutei Torah spiega che il Daas superiore proviene dalla Corona (Keser) e non è limitato da alcun recipiente. Lo stesso passo aggiunge che il livello superiore è la fonte stessa del perdono, poiché la macchia non lo raggiunge.

Marei mekomos

  1. 1
    ועיין בפרדס שער · במאמרי אדה״ז פרשיות ח״א ע׳ קז ”וכמבואר בפרדס בכמה דוכתי שא״א לתרץ קושיות הפילוסופי׳ וכל המבוכים שנבוכו בענין ההשתלשלו׳ מאחה״פ אם לא ע״י חכמת הקבלה וע״כ נק׳ בחי׳ ע״ס דאצי׳ בזוהר בשם רזא דמהימנותא קדישא כידוע”.
  2. 2
    ושער ד׳ פ״ט · Pardes Rimmonim 4:10–11
  3. 3
    וברע״מ פ׳ שופטים ד׳ ער״ה סע״א · Zohar, Shoftim 3:11–4:20
  4. 4
    היוצר עין הלא יביט · Psalms 94:9
  5. 5
    אך הענין כמ״ש · קטע מכאן נעתק בסה״מ תרכ״ט (הוצאת תשנ״ב) ע׳ לה בשינוי סדר עם הוספות וביאורים.
  6. 6
    כי אל דעות ה׳ · I Samuel 2:3
  7. 7
    שיש ב׳ בחי׳ בדעת · Zohar III, 291a
  8. 8
    שיש ב׳ בחי׳ בדעת · Zohar, Idra Zuta 19:87–22:95
  9. 9
    שיש ב׳ בחי׳ בדעת . . מקיף וסוכ״ע · ראה לקו״ת ראה כד, א. שמע״צ צא, ד. ובכ״מ.
  10. 10
    לא הביט און ביעקב · Numbers 23:21
  11. 11
    וירא און ולא התבונן · Job 11:11
  12. 12
    אם צדקת מה תתן לו · Job 35:7
  13. 13
    טהור עינים מראות ברע · Habakkuk 1:13
  14. 14
    שממית בידים תתפש · Proverbs 30:28
  15. 15
    ומשם מקור הסליחה · סה״מ תרנ״ג שם ”ואדרבה משם נמשך הסליחה כו׳ והיא הנותנת מפני שאין הפגם נוגע שם לכן נמשך משם להיות סליחות עוונות למלאות הפגמים כו׳”.
  16. 16
    היינו בכלים דע״ס דאבי״ע · ראה המשך תער״ב ח״ג ע׳ א׳שסט. שמציין לכאן ”מבו׳ [= הכוונה לכאן] דבהכלים דאצי׳ מגיע הפגם והוא בבחי׳ יודע היינו בבחי׳ התלבשות כו׳”. וראה שם ע׳ א׳רכח.
  17. 17
    הגה״ה · בלקו״ת שה״ש ל, ב מציין לכאן.
  18. 18

9ותדע שכן הוא מענין ידיעה ובחירה שאין הידיעה שהשי״ת [שהשם יתברך] יודע שזה יהיה צדיק או רשע מכרחת את הבחירה כלל. ואיך הוא.

E puoi sapere che è così dalla questione della conoscenza e della libera scelta: la conoscenza con cui D‑o, benedetto Egli sia, sa che questa persona sarà giusta o malvagia non vincola affatto la scelta. E com’è possibile?

Spiegazione

La prova deriva dalla classica questione della prescienza divina e della libera scelta: D‑o sa se una persona sarà retta o malvagia, eppure tale conoscenza non forza la sua scelta. Come può essere?

אלא לפי שידיעה זו שהש״י [שהשם יתברך] יודע הכל מקודם אשר נעשה זהו בבחי׳ דעת עליון שלא ע״י הכלים דע״ס [דעשר ספירות]

Piuttosto, poiché questa conoscenza, per mezzo della quale D‑o, benedetto Egli sia, conosce tutto prima che avvenga, si trova al livello della conoscenza superiore (Daas) e non opera attraverso i recipienti delle dieci emanazioni divine (Sefiros).

Spiegazione

La conoscenza di D‑o di ciò che accadrà, prima che accada, appartiene alla conoscenza superiore (Daas), che non opera attraverso i recipienti delle Sefiros.

דהא עיני ה׳ משוטטים לראות המעשה שכבר נעשה שזה נראה לבחי׳ המלאכים והכלים דבי״ע שנעשה עי״ז פגם וכתם בהמלאך כו׳ וכנ״ל

Infatti, «gli occhi di Havayah si aggirano per vedere» l’atto che è già stato compiuto; questo viene visto al livello degli angeli e dei recipienti dei Mondi della Creazione (Beriah), della Formazione (Yetzirah) e dell’Azione (Asiyah), cosicché per effetto di ciò si producono nell’angelo un difetto e una macchia, ecc., come detto sopra;

Spiegazione

«Gli occhi di Havayah si aggirano» per vedere un atto soltanto dopo che è stato compiuto: l’atto viene visto dagli angeli e dai recipienti dei mondi inferiori, e lascia una macchia nell’angelo, come spiegato sopra.

משא״כ הידיעה שהקב״ה יודע העתיד ומעשה האדם קודם שנעשה אינו על ידם כלל כ״א ידיעה זו היא במקום גבוה מאד בחי׳ דעת עליון ולהיות דעת זה בחי׳ מקיף אינו מכריח את הבחירה שאין האדם מתפעל מזה

mentre la conoscenza con cui il Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), conosce il futuro e le azioni dell’uomo prima che siano compiute non avviene affatto attraverso di essi. Questa conoscenza si trova invece in un luogo elevatissimo, al livello della conoscenza superiore (Daas); e, poiché questo Daas è un livello avvolgente, non vincola la scelta, perché la persona non ne è influenzata,

Spiegazione

La prescienza non passa affatto attraverso di essi, ma appartiene alla conoscenza superiore, che è molto elevata e avvolgente. Poiché è avvolgente, non agisce sulla persona e la sua scelta resta libera.

כמו שלא נמשך מדעת זה התפעלות אפי׳ [אפילו] בהמדות עליונים חו״ג [חסד וגבורה] להיות מזה שכר ועונש כנ״ל.

così come da questa conoscenza non si produce alcuna reazione neppure nelle qualità superne di benevolenza (Chesed) e rigore (Gevurah), tale da farne derivare ricompensa e punizione, come detto sopra.

Spiegazione

Proprio come questo Daas non provoca alcuna reazione neppure nelle qualità superne di Chesed e Gevurah, tale da farne derivare ricompensa o punizione, così non costringe la persona in basso.

Il paragrafo 9 in breve

Il paragrafo mostra che i due livelli di Daas rispondono anche alla questione della prescienza e della libera scelta: la prescienza appartiene alla conoscenza superiore, che avvolge senza agire sulla persona, e perciò non la costringe.

Approfondimento

La nota Kehot aggiunge, sulla base di un maamar successivo, che la prescienza non può costringere la scelta, poiché si fa ancora giurare alla persona: «Sii retto».

Marei mekomos

  1. 1
    מכרחת את הבחירה כלל · ”שהרי משביעין אותו תהא צדיק” — סה״מ תרכ״ט ע׳ כט.

10ושיהי׳ [ושיהיה] שכר ועונש זהו דוקא ע״י דעת תחתון שע״י הכלים והעינים. ועיין בפרדס ש״ד פ״ט בענין ידיעה ובחירה שכ׳ [שכתב] כי יש חילוק בידיעה קודם שיחטא האדם אעפ״י [אף על פי] שעתיד לחטוא. לאחר שחטא כו׳ ע״ש.

E il fatto che vi siano ricompensa e punizione dipende precisamente dalla conoscenza inferiore (Daas), che opera tramite i recipienti e gli «occhi». Si veda anche Pardes, Sha'ar 4, capitolo 9, sul tema della conoscenza e della scelta, dove scrive che vi è una differenza tra la conoscenza prima che una persona pecchi, benché peccherà in futuro, [e] dopo che ha peccato, ecc.; si veda lì.

Spiegazione

La ricompensa e la punizione si verificano soltanto attraverso la Daas inferiore, che opera tramite i recipienti e gli «occhi». L’Alter Rebbe fa nuovamente riferimento a Pardes Rimonim, che distingue tra la conoscenza del D‑o prima che una persona pecchi, anche quando peccherà, e la Sua conoscenza dopo che ha peccato.

Il paragrafo 10 in breve

Il paragrafo collega la ricompensa e la punizione alla Daas inferiore e richiama la distinzione di Cordovero tra la conoscenza prima e dopo un peccato.

Marei mekomos

  1. 1
    דוקא . . שע״י הכלים והעינים · שע״י הכלים והמדות שלשם מגיע הפגם ומשם נמשך השכר והעונש שזהו ע״י ירידתו והשפלתו בבחי׳ ד״ת בחי׳ ממכ״ע היינו בכלים דע״ס דאבי״ע — סה״מ תרכ״ט ע׳ ל.
  2. 2
    ועיין בפרדס ש״ד פ״ט בענין ידיעה ובחירה · Pardes Rimmonim 4:9

11ולפמ״ש [ולפי מה שכתוב] יובן כי הידיעה קודם שיחטא זהו בבחי׳ דעת עליון וכנ״ל.

E, secondo quanto è stato detto, si comprenderà che la conoscenza prima che egli pecchi appartiene al livello della conoscenza superiore (Daas), come detto sopra.

Spiegazione

Di conseguenza, la conoscenza di D‑o di un peccato prima che venga commesso appartiene alla Daas superiore.

וז״ש [וזהו שכתוב] בפ׳ שמות וירא אלקים את בנ״י [בני ישראל] וידע אלקים פי׳ לא שנתחדש׳ [שנתחדשה] הידיעה אלא שמקודם היה בדעת עליון שלא נמשך מזה התפעלות להיות עונש לפרעה ושכר לישראל

E questo è ciò che è detto nella Parashat Shemot: «E D‑o vide i figli d’Israele, e D‑o seppe». Il significato non è che la conoscenza fosse nuova; piuttosto, già in precedenza essa era nella Daas superiore, dalla quale non derivava alcuna reazione [che comportasse] una punizione per il faraone e una ricompensa per Israele.

Spiegazione

Il versetto «E D‑o vide i figli d’Israele, e D‑o seppe» non significa che D‑o abbia appreso qualcosa di nuovo. Egli lo sapeva già, ma nella Daas superiore, che non produceva alcuna reazione: nessuna punizione per il faraone e nessuna ricompensa per Israele.

וע״י וירא אלהים ע״י בחי׳ עיני ה׳ לראות המעשה כשכבר נעשה בפועל עי״ז וידע אלקים שנמשך בחי׳ הדעת תחתון המתפשט במדות להיות שכר ועונש.

E attraverso «E D‑o vide», attraverso il livello degli «occhi di Havayah», che vedono l’atto quando è già stato effettivamente compiuto, ne consegue «e D‑o seppe»: fu fatto scendere [verso il basso] il livello della Daas inferiore, che si estende negli attributi, affinché vi siano ricompensa e punizione.

Spiegazione

Quando «D‑o vide», attraverso gli «occhi di Havayah», l’atto effettivamente compiuto, allora «D‑o seppe»: entrò in azione la Daas inferiore, che si estende negli attributi, portando ricompensa e punizione.

Il paragrafo 11 in breve

Il paragrafo interpreta il versetto «D‑o vide... e D‑o seppe» come il passaggio dalla Daas superiore, che non reagisce, alla Daas inferiore, che comporta ricompensa e punizione.

Marei mekomos

  1. 1
    וירא אלקים את בנ״י · Exodus 2:25

12והנה השגחה זו מבחי׳ דעת עליון ע״ז נאמר עין ה׳ אל יראיו וכתיב עין בעין נראה כדפי׳ באד״ר [באדרא רבא] דף ק״ל ע״א וע״ש דיוסף הצדיק זכה לזה וזהו

Ora, riguardo a questa provvidenza, che proviene dal livello superiore della conoscenza (Daas), è detto: «L’occhio di Havayah è rivolto a coloro che Lo temono»; ed è scritto: «occhio a occhio [Tu] fosti visto», come spiegato nell’Idra Rabba, p. 130a; si veda là che Yosef il giusto meritò questo, e questo è [il significato di]

Spiegazione

La provvidenza che deriva dalla Daas superiore è «l’occhio di Havayah rivolto a coloro che Lo temono»; e «occhio a occhio» sono le parole di Moshe su come D‑o fu visto apertamente. L’Idra Rabba («la Grande Assemblea», una sezione dello Zohar) spiega questo e afferma che Yosef lo meritò.

בן פורת עלי עין וזכה לזה ע״י ויכלכל יוסף וזהו טוב עין הוא יבורך כי נתן מלחמו לדל ע״ש.

«Un figlio fecondo sopra l’occhio (ayin)». Ed egli meritò questo tramite «E Yosef provvide al sostentamento»; e questo è [il significato di] «Chi ha l’occhio buono sarà benedetto, perché ha dato del suo pane al povero»; si veda là.

Spiegazione

Yosef è chiamato «figlio fecondo sopra l’occhio»: nel versetto la parola ayin significa chiaramente «sorgente», ma significa anche «occhio», e il maamar la interpreta come l’«occhio» superiore. Egli meritò questo sostenendo la sua famiglia, come afferma il versetto: «Chi ha l’occhio buono sarà benedetto, perché ha dato del suo pane al povero».

ומזה יובן דבעון סדום שפגמו בזה ע״כ נמנע מהם גלוי בחי׳ עליונה זו הממתיק כל הדינים בחי׳ ורב חסד כו׳:

Da ciò si comprenderà che, a causa del peccato di Sodoma, con il quale essi avevano intaccato questo, fu loro preclusa la rivelazione di questo livello superno, che addolcisce tutti i giudizi: il livello di «e abbondante in benevolenza», ecc.

Spiegazione

Per contro, il peccato di Sodoma intaccò proprio questa qualità, e perciò ai suoi abitanti fu negata la rivelazione di questo livello superiore, l’«abbondante in benevolenza» che addolcisce tutti i giudizi.

Il paragrafo 12 in breve

Il paragrafo collega la Daas superiore alla generosità: il «buon occhio» di Yosef gli valse questa provvidenza superiore, mentre il peccato di Sodoma li separò da essa.

Approfondimento

Il collegamento con Sodoma richiama il tema del maamar. Il profeta indica come peccato di Sodoma il non aver sostenuto i poveri (Ezekiel 16:49), l’opposto del «buon occhio» che dà del proprio pane al povero; perciò essi persero il livello di «abbondante in benevolenza» che altrimenti avrebbe addolcito i giudizi contro di loro.

Marei mekomos

  1. 1
    עין ה׳ אל יראיו · Psalms 33:18
  2. 2
    עין בעין נראה · Numbers 14:14
  3. 3
    כדפי׳ באד״ר דף ק״ל ע״א · ראה המשך תער״ב ח״ב ע׳ א׳לא.
  4. 4
    בן פורת עלי עין · Genesis 49:22
  5. 5
    ויכלכל יוסף · Genesis 47:12
  6. 6
    טוב עין הוא יבורך · Proverbs 22:9
  7. 7
    ורב חסד · Exodus 34:6

13(ע״כ הגה״ה [הגהה]):

(Fine della glossa.)

Spiegazione

Questo segna la fine della lunga glossa iniziata nel paragrafo 8; il testo principale riprende.

Il paragrafo 13 in breve

Fine della glossa.

Occhi femminili e maschili ¶14–17

14והנה בזוהר בסבא דמשפטים דק״ז ע״א פי׳ מ״ש עיניו משוטטות אלין נוקבין ומ״ש המה משוטטים אלין דכורין וכ״ה בזוהר ויחי דרמ״א סע״א [סוף עמוד א] דפי׳ משוטטים הם בתקוני שכינתא לתתא כו׳ היינו

Ora, nel Zohar, nel Saba deMishpatim, p. 107a, si spiega che l’espressione «i suoi occhi vagano (meshotetos)» si riferisce alle forze femminili, mentre «vagano (meshotetim)» si riferisce a quelle maschili. Così anche nel Zohar, Vayechi, p. 241, in fondo alla colonna a, dove si spiega che «quelli che vagano (meshotetim) sono negli ornamenti della Presenza divina (Shechinah) in basso», ecc. Ciò significa che

Spiegazione

Nel Zohar, nella sezione chiamata Saba deMishpatim («l’Anziano» della parashah Mishpatim), si distinguono i due versetti: «i suoi occhi vagano» (forma femminile) si riferisce alle forze femminili, mentre «vagano» (forma maschile) si riferisce a quelle maschili. Un altro passo dello Zohar afferma che le forze che «vagano» servono gli ornamenti della Shechinah in basso.

כי יש מלאכים שהם מז״א ויש מלאכים שהם ממלכות כמ״ש הרח״ו [הרבי חיים ויטאל] עמ״ש בזוהר ר״פ שמות דף ד׳ ע״א בענין איש וביתו באו וז״ל [וזה לשונו] נ״ב ת״ת [תפארת] ומלכות ור״ל [ורוצה לומר] המלאכים שמן הז״א והמלאכים שמן המל׳ עכ״ל [עד כאן לשונו] המק״מ [המקדש מלך] שם.

vi sono angeli che provengono dall’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) e angeli che provengono da Malchus, come scrive Rabbi Chaim Vital a proposito di quanto è detto nel Zohar all’inizio della parashah Shemos, p. 4a, riguardo a «ciascun uomo venne con la propria famiglia»; e queste sono le sue parole: «Nota: Tiferes e Malchus; con ciò intende gli angeli che provengono da Zeir Anpin e gli angeli che provengono da Malchus». Fin qui le parole del Mikdash Melech in quel passo.

Spiegazione

Vi sono dunque due tipi di angeli: quelli che provengono da Zeir Anpin (il maschile) e quelli che provengono da Malchus (il femminile). L’Alter Rebbe cita il Mikdash Melech, un commento allo Zohar di Rabbi Shalom Buzaglo, che riporta una glossa di Rabbi Chaim Vital, il principale discepolo dell’Arizal, sull’espressione «ciascun uomo venne con la propria famiglia»: «l’uomo» è Tiferes e «la famiglia» è Malchus, vale a dire gli angeli di ciascuno.

Il paragrafo 14 in breve

Tornando al testo principale, il paragrafo si serve dello Zohar per spiegare le forme maschile e femminile di «vagare»: si riferiscono agli angeli che provengono da Zeir Anpin e agli angeli che provengono da Malchus.

Approfondimento

Secondo un maamar successivo citato nella nota Kehot, questi «occhi» maschili e femminili sono angeli del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), formati dall’aspetto esteriore dei recipienti di Zeir Anpin e Malchus di Atzilus.

Marei mekomos

  1. 1
    בזהר . . דמשפטים דק״ז · באוה״ת נ״ך כרך א ע׳ תקטו מעתיק לשון הזוהר עם ביאור. ובסה״מ תרכ״ט ע׳ ל.
  2. 2
    וכ״ה בזהר ויחי דרמ״א סע״א · באוה״ת נ״ך שם ע׳ תקיד מעתיק הלשון.
  3. 3
    וכ״ה בזוהר ויחי דרמ״א סע״א · Zohar, Vayechi 64:651–65:661
  4. 4
    כי יש מלאכים שהם מז״א ויש מלאכים שהם ממלכות · ראה בהמשך תער״ב ח״ג ע׳ א׳תע, ואולי הכוונה לכאן, שכ׳ ”לפמ״ש בתו״א בד״ה ארדה נא הב׳ נר׳ שהם מלאכים דאצי׳ וכמ״ש באגה״ק שם [סי׳ כ] דמחיצוניות הכלים די״ס דאצי׳ שהן אלקות נבראו ההיכלות כו׳ וגם גופות המלאכים דאצי׳ שהן בחי׳ יש כו׳, די״ל דעיניו משוטטים ועיניו משוטטות שהן בחי׳ דכורין ונוקבין מבחי׳ ז״א ומל׳ כמ״ש בד״ה ארדה נא הנ״ל הן המלאכים המתהווים מבחי׳ חיצוניות הכלים דזו״נ דאצי׳ כו׳” ע״ש. וראה שם ע׳ א׳תח מה שלפעמים נאמר משוטטים ולפעמים משוטטות ע״ש.
  5. 5
    בזוהר ר״פ שמות דף ד׳ ע״א בענין איש וביתו באו · Zohar, Shemot 5:33–6:39
  6. 6
    איש וביתו באו · Exodus 1:1
  7. 7
    עמ״ש — וז״ל נ״ב · בסה״מ תרכ״ט שם: וז״ל המק״מ נ״ב.

15והמלאכים שהם בתקוני שכינתא היא בחי׳ מלכות דאצי׳ נק׳ נוקבין וכמש״ש [וכמה שכתוב שם] בזוהר ד׳ רמ״ז ע״א בפי׳ בנות צעדה למיהוי עלי שור. בנות צעדה.

E gli angeli che si trovano negli ornamenti della Presenza divina (Shechinah), che è il livello della sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), sono chiamati femminili; come si dice là nello Zohar, p. 247a, nella spiegazione di «Figlie avanzarono, per essere sopra il muro» (banos tza'adah alei shur): «“Figlie avanzarono” (tza'adah):

Spiegazione

Gli angeli che si trovano negli «ornamenti della Shechinah», che è Malchus di Atzilus, sono chiamati femminili. Il Zohar lo dimostra con il versetto «Figlie avanzarono (tza'adah) sopra il muro», nella benedizione di Yaakov a Yosef, che afferma chiaramente che i tralci (banos, letteralmente «figlie») di una vite feconda si arrampicano oltre il muro.

צעדות מיבעי לי׳ אלא ההוא עין דכתיב לעילא ומאן איהו עין משפט כו׳ ואיהו עין צעדה ופסעת למיטל בנות לתקונהא והיינו בנות צעדה ולא בנים

avrebbe dovuto dire tza'adus [al plurale]. Piuttosto, [è] quell’occhio menzionato sopra; e che cos’è? L’occhio del giudizio, ecc.; ed esso avanza e procede a grandi passi per prendere figlie come proprio ornamento. Ed è per questo che si dice “figlie avanzarono”, e non “figli”.»

Spiegazione

Il Zohar osserva che il verbo è al singolare, mentre «figlie» è al plurale. Spiega che il soggetto è «l’occhio» (ayin) menzionato prima nel versetto, «l’occhio del giudizio» (Ein Mishpat, anche nome di un luogo in Genesi 14:7, «la sorgente del giudizio»), che avanza per prendere «figlie» come proprio ornamento. Ecco perché il versetto dice «figlie» e non «figli».

פי׳ שההשגחה הנמשכת ע״י הע״ס [העשר ספירות] דמלכות דאצי׳ שהיא בחי׳ עין משפט ע״ש מלך במשפט יעמיד ארץ הוא נמשך ומתלבש בהמלאכים הנקראים בנות שהם בחי׳ נוקבין.

Il significato è che la provvidenza che viene attratta attraverso le dieci emanazioni divine (Sefiros) di Malchus di Atzilus, che è il livello dell’«occhio del giudizio», [così chiamato] in base al [versetto] «Un re stabilisce la terra con la giustizia», viene fatta discendere e si riveste negli angeli chiamati «figlie», che rappresentano il livello femminile.

Spiegazione

L’Alter Rebbe spiega che la provvidenza che giunge attraverso le Sefiros di Malchus di Atzilus, chiamata «l’occhio del giudizio» perché Malchus è il re che governa con giustizia, si riveste negli angeli chiamati «figlie», gli angeli femminili.

Il paragrafo 15 in breve

Il paragrafo si serve dello Zohar sul versetto «Figlie avanzarono» per mostrare che la provvidenza di Malchus, «l’occhio del giudizio», opera attraverso angeli femminili.

Approfondimento

In Likkutei Torah, Shemini Atzeres 91d, l’Alter Rebbe cita questo Zohar e spiega che shur in «sopra il muro» (alei shur) significa guardare, come in «lo guardo (ashurenu)»; così le «figlie» avanzano per osservare e vegliare su quelli che sono in basso, come dice il paragrafo 16.

Marei mekomos

  1. 1
    בנות צעדה · Genesis 49:22
  2. 2
    מלך במשפט יעמיד ארץ · Proverbs 29:4

16וזהו בנות צעדה שהמל׳ צועדת על הבנות עלי שור לראות ולהשגיח מעשה התחתונים וע״ז נאמר עיניו משוטטות לשון נוקבא. וזהו ענין הכצעקתה הבאה אלי.

Ed è [il significato di] «le figlie avanzarono»: Malchus avanza al di sopra delle figlie «sul muro», per vedere e sorvegliare le azioni degli esseri inferiori. Di questo si dice: «i Suoi occhi vagano (meshotetos)», in forma femminile. Questo è il senso di «secondo il suo grido, che è giunto a Me»,

Spiegazione

Ora viene applicata l’immagine dello Zohar: Malchus «avanza al di sopra» delle sue «figlie», gli angeli femminili, per sorvegliare le azioni di coloro che sono in basso. Le parole «sul muro» (alei shur) sono qui interpretate secondo la loro funzione, «per vedere»: shur significa anche «guardare», come spiega altrove l’Alter Rebbe (Likkutei Torah, Shemini Atzeres 91d). Questo è il senso femminile di «i Suoi occhi vagano», ed è anche il motivo per cui il versetto del maamar parla del «grido» con una forma femminile in ebraico.

לשון נקבה שהיא בחי׳ מלכות שנק׳ דינא דמלכותא והוא העלאת הפגם ע״י המלאכים שמבחי׳ מל׳ והכלים דע״ס [דעשר ספירות] דבחי׳ מל׳ הבאה אלי לאא״ס [לאור אין סוף] ב״ה המלובש בע״ס [בעשר ספירות] דאצי׳.

al femminile, che è il livello di Malchus, detta «la legge del regno»; ed è l’elevazione della macchia tramite gli angeli appartenenti al livello di Malchus e i recipienti delle dieci Sefiros del livello di Malchus, «che è giunta a Me»: a Or Ein Sof, benedetto Egli sia, che è rivestito nelle dieci Sefiros di Atzilus.

Spiegazione

La forma femminile rimanda a Malchus, l’attributo della «legge del regno». Il «grido giunto a Me» è la segnalazione della macchia, portata verso l’alto dagli angeli di Malchus e dai recipienti di Malchus, finché raggiunge Or Ein Sof, rivestito nelle Sefiros di Atzilus.

Il paragrafo 16 in breve

Il paragrafo risponde alla prima domanda del maamar: le forme femminili ebraiche riferite al «grido» e al suo giungere a Me mostrano che l’accusa contro Sodoma è salita attraverso il canale femminile della provvidenza, ossia gli angeli e i recipienti di Malchus, l’attributo del giudizio.

Approfondimento

Questo collega l’apertura del maamar (Malchus come «la legge del regno») all’insegnamento dello Zohar sugli «occhi» femminili e maschili. Il grido risale lungo il percorso descritto nei paragrafi 4 e 5, attraverso gli angeli e i recipienti di Malchus di Atzilus.

Marei mekomos

  1. 1
    בנות צעדה . . עלי שור · Genesis 49:22
  2. 2
    הכצעקתה הבאה אלי · Genesis 18:21

17ועז״נ [ועל זה נאמר] ארדה נא ואראה ע״י מדת החסד וכנודע שז״א רובו חסדים אנפוי דמלכא נהירין שהוא

E a questo proposito è detto: «Scenderò ora e vedrò»: attraverso l’attributo della benevolenza (Chesed). E, come è noto, l’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) è costituito per la maggior parte da chasadim (atti di benevolenza), [come in] «il volto del Re risplende», che è

Spiegazione

La risposta di D‑o, «Scenderò ora e vedrò», si manifesta attraverso Chesed. Zeir Anpin, la configurazione maschile degli attributi emotivi, è costituito per la maggior parte da benevolenza; nell’espressione aramaica, «il volto del Re risplende».

מ״ש עיני ה׳ הם משוטטים ל׳ [לשון] זכר שהם בחי׳ דכורין שהוא בחי׳ חסד ואראה הכצעקתה כו׳ שאולי ע״י מדת החסד ימצא להם זכות.

ciò che è detto: «gli occhi di Havayah si aggirano (meshotetim)», al maschile, poiché appartengono al livello maschile, che è il livello di Chesed. «E vedrò secondo il suo grido» ecc.: forse, attraverso l’attributo di Chesed, si troverà per loro qualche merito.

Spiegazione

Si tratta degli «occhi di Havayah, che si aggirano», al maschile: gli angeli di Zeir Anpin, che appartengono a Chesed. «Vedrò» significa che forse, attraverso Chesed, si troverà qualche merito per Sodoma.

Il paragrafo 17 in breve

Il paragrafo spiega «Scenderò ora e vedrò» come la risposta di D‑o al grido del giudizio, attraverso la provvidenza maschile di Chesed, che ricerca il merito.

Giudizio e benevolenza leggono gli stessi fatti ¶18

18וכמבואר באדר״ז [באדרא זוטא] דרצ״ג ע״ב שבחי׳ ההשגחה ע״י בחי׳ עיניו משוטטות ל׳ [לשון] נוקבא הוא בחי׳ דין וההשגחה שע״י בחי׳ עיני ה׳ המה משוטטים הוא בחי׳ רחמים כו׳ ע״ש.

Come si spiega nell’Idra Zuta, p. 293b, la provvidenza che passa attraverso il livello di «i Suoi occhi vagano (meshotetos)», al femminile, è un livello di giudizio; la provvidenza che passa attraverso il livello di «gli occhi di Havayah vagano (meshotetim)» è un livello di misericordia, ecc.; si veda là.

Spiegazione

L’Idra Zuta («la Piccola Assemblea», una sezione dello Zohar) afferma esplicitamente che gli «occhi» al femminile rappresentano il giudizio e quelli al maschile la misericordia.

והענין שהוא עד״מ כמ״ש ושפטו העדה והצילו העדה. עדה שופטת ועדה מצלת. לפי שבכל דבר יוכל ללמד זכות וחובה

Il concetto è, per analogia, come è scritto: «E la congregazione giudicherà… e la congregazione salverà»: una congregazione che giudica e una congregazione che salva. Infatti, in ogni questione si possono addurre argomenti a favore e argomenti a sfavore.

Spiegazione

L’analogia riguarda un tribunale: la Torah parla di un’assemblea che sia giudice sia salvatrice, poiché in ogni caso si possono trovare motivi tanto per condannare quanto per assolvere.

וע״כ ארז״ל [אמרו רבותינו זכרונם לברכה] פסילנא לי׳ לצורבא מרבנן לדינא דחביב עלי כגופאי ואין אדם רואה חוב לעצמו הרי

Perciò i nostri Saggi, di benedetta memoria, dissero: «Mi astengo [dal giudicare] uno studioso della Torah, perché mi è caro quanto il mio stesso corpo»; e «una persona non vede in sé una colpa». Così,

Spiegazione

Il Talmud racconta di un saggio che si astenne dal giudicare uno studioso della Torah a lui caro «quanto il mio stesso corpo», perché una persona non vede in sé una colpa.

אע״פ [אף על פי] שהוא חייב באמת אינו רואה עליו חובה שמחמת קירוב הדעת והחביבות מוצא מקום ללמד זכות

benché sia davvero colpevole, non si scorge in lui alcuna colpa; poiché, per la vicinanza d’animo e l’affetto, si trova modo di addurre argomenti a suo favore.

Spiegazione

L’affetto e la vicinanza portano la mente a trovare ragioni per assolvere anche quando vi è una colpa reale.

משא״כ למי שאינו חביב עליו כ״כ [כל כך] הי׳ [היה] מלמד חובה וכמ״ש וכל יצר מחשבות לבו רק רע כו׳

Mentre nei confronti di chi non gli è altrettanto caro avrebbe addotto argomenti a sfavore; come è scritto: «ogni inclinazione dei pensieri del suo cuore è soltanto male», ecc.;

Spiegazione

Verso qualcuno meno caro, gli stessi fatti vengono interpretati come prova di colpevolezza. Perciò, prima del Diluvio, la Scrittura dice che «ogni inclinazione dei pensieri del suo cuore è soltanto male».

ועי״ז נמשך ויאמר ה׳ אמחה את האדם כו׳ הרי מחמת זה שיצר מחשבות לבו רק רע נמשך ללמד חובה

e da ciò conseguì: «E Havayah disse: Cancellerò l’uomo», ecc. Dunque, poiché l’inclinazione dei pensieri del suo cuore era soltanto malvagia, [il giudizio] fu portato a sostenere la colpevolezza.

Spiegazione

Da questa valutazione derivò il decreto «Cancellerò l’uomo»: l’inclinazione malvagia fu presa come motivo per condannare.

ואח״כ בפ׳ נח כתיב ויאמר ה׳ אל לבו לא אוסיף לקלל עוד את האדמה בעבור האדם

In seguito, nella Parashat Noach, è scritto: «E Havayah disse in cuor Suo: Non maledirò più la terra a causa dell’uomo,

Spiegazione

Dopo il Diluvio, nella Parashat Noach, D‑o dice che non maledirà mai più la terra a causa dell’uomo.

כי יצר לב האדם רע מנעוריו הרי שמסברא זו עצמה שיצר לב האדם רע מצא ללמד זכות שלא יוסיף לקלל את האדמה בעבור האדם

perché l’inclinazione del cuore dell’uomo è malvagia fin dalla sua giovinezza». Così, proprio da questo stesso ragionamento — che l’inclinazione del cuore dell’uomo è malvagia — Egli trovò [un modo] per addurre argomenti a favore: non maledire più la terra a causa dell’uomo.

Spiegazione

D‑o dà la ragione: «perché l’inclinazione del cuore dell’uomo è malvagia fin dalla sua giovinezza». Il medesimo fatto, che l’inclinazione dell’uomo è malvagia, diventa ora un motivo di indulgenza.

והיינו לפי שהי׳ [שהיה] התגלות מדת החסד ע״י וירח ה׳ את ריח הניחוח שבקרבן שהקריב נח המשיך גילוי מדת החסד ללמד זכות בזו הסברא עצמה שנמשך תחלה ללמד חובה ע״י מדה״ד [מדת הדין].

E questo perché vi fu una rivelazione dell’attributo della benevolenza (Chesed) attraverso «Havayah sentì il profumo gradito»: mediante l’offerta che Noach portò, egli fece discendere una rivelazione dell’attributo della benevolenza per addurre meriti a favore proprio con questo ragionamento che, in un primo momento, era stato fatto valere per sostenere l’accusa, attraverso l’attributo del giudizio.

Spiegazione

Il cambiamento derivò da una rivelazione di Chesed: quando D‑o «sentì il profumo gradito» dell’offerta di Noach, Chesed fu fatto discendere, e lo stesso ragionamento che il giudizio aveva usato per condannare divenne motivo per assolvere.

וזהו ענין החילוק בין ב׳ בחינות השגחות הנ״ל (ועמ״ש במ״א ע״פ לעשות הישר בעיני ה׳ אלקיך). וזהו פי׳ ארדה נא.

E questa è la differenza tra i due livelli di provvidenza menzionati sopra. (Si veda anche quanto è scritto altrove a proposito del versetto «per fare ciò che è retto agli occhi di Havayah, tuo D‑o».) E questo è il significato di «Ora scenderò»:

Spiegazione

Questa è la differenza tra i due tipi di provvidenza: quella femminile del giudizio e quella maschile di Chesed. L’Alter Rebbe rimanda a un’altra trattazione sul versetto «per fare ciò che è retto agli occhi di Havayah», poi torna a spiegare «Ora scenderò».

כי צעקתה היא הבאה מלמטה למעלה שהוא בחי׳ גבורות ואו״ח [ואור חוזר] ולזה נאמר ארדה נא לשון ירידה הוא מלמעלה למטה דהיינו בחי׳ או״י [אור ישר] שהוא בחי׳ חסד להשגיח במדת החסד ללמד זכות.

poiché «il suo grido» è ciò che viene dal basso verso l’alto, il livello delle gevuros (severità) e della luce di ritorno (or chozer); perciò è detto «Ora scenderò», espressione di discesa, che va dall’alto verso il basso, ossia il livello della luce diretta (or yashar), che è il livello di Chesed, per vegliare mediante l’attributo di Chesed e addurre meriti a loro favore.

Spiegazione

Il «grido» sale dal basso verso l’alto, come la «luce di ritorno» (or chozer) della severità. «Scendere» significa andare dall’alto verso il basso, come la «luce diretta» (or yashar), che è Chesed: D‑o discende con Chesed per cercare motivi a loro favore.

ואראה הכצעקתה הבאה אלי עשו דהיינו אם עוונם גדול מנשוא כ״כ [כל כך] עד שגם ע״פ החסד לא יוכל למצוא זכות אז כלה. ואם לא. פי׳ אולי ע״י החסד יוכל ללמד זכות כו׳.

«E vedrò [se], conformemente al suo grido giunto fino a Me, hanno agito»: vale a dire, se il loro peccato è così grande, troppo grande da poter essere sopportato, che neppure secondo Chesed Egli potrebbe trovare meriti a loro favore, allora [vi sarà] distruzione (kalah). «E se no»: cioè, forse tramite Chesed Egli potrà addurre meriti a loro favore, ecc.

Spiegazione

Il versetto termina con «se hanno agito del tutto (kalah)». L’Alter Rebbe lo interpreta così: se il loro peccato è tanto grande che neppure Chesed può trovare motivi a loro favore, vi sarà distruzione (kalah); «e se no», Chesed potrà ancora trovare meriti a loro favore.

וז״ש [וזהו שכתוב] במדרש ארדה נא ממדה״ר [ממדות הרחמים] למדה״ד [למדת הדין] ובזוהר דק״ה ע״ב ארדה נא מדרגא דרחמי לדרגא דדינא ר״ל [רוצה לומר] להמשיך רחמים ממדה״ר [ממדות הרחמים] אל בחי׳ מדה״ד [מדת הדין] ואראה כו׳.

E questo è ciò che dice il Midrash: «Ora scenderò»: dall’attributo della misericordia all’attributo del giudizio; e nello Zohar, p. 105b: «Ora scenderò: dal livello della misericordia al livello del giudizio»; vale a dire, far discendere la misericordia dall’attributo della misericordia nel livello dell’attributo del giudizio, «e vedrò», ecc.

Spiegazione

Il Midrash e lo Zohar dicono che «scenderò» significa scendere dalla misericordia al giudizio. L’Alter Rebbe spiega che ciò significa far discendere la misericordia nell’attributo del giudizio, affinché sia il giudizio stesso a essere «visto» con misericordia.

Il paragrafo 18 in breve

Il paragrafo spiega perché due tipi di provvidenza giungano a verdetti diversi: gli stessi fatti possono essere interpretati a sfavore o a favore, e la benevolenza (Chesed) li legge a favore. «Scenderò» indica la discesa della benevolenza nel giudizio, per cercare motivi a favore di Sedom.

Approfondimento

L’esempio del Diluvio mostra che la benevolenza non ignora i fatti: interpreta diversamente gli stessi fatti. Or Chozer e Or Yashar sono termini cabalistici per la luce che sale dal basso e la luce che discende dall’Alto; il maamar li collega rispettivamente al grido femminile e alla discesa maschile.

Marei mekomos

  1. 1
    וכמבואר באדר״ז דרצ״ג ע״ב · Zohar, Idra Zuta 24:113–27:121
  2. 2
    ושפטו העדה · Numbers 35:24
  3. 3
    והצילו העדה · Numbers 35:25
  4. 4
    ושפטו העדה והצילו העדה עדה שופטת ועדה מצלת · מסעי לה, כד-כה. סנהדרין פ״א משנה א.
  5. 5
    פסילנא לי׳ לצורבא מרבנן · Shabbat 119a:1
  6. 6
    וכל יצר מחשבות לבו רק רע · Genesis 6:5
  7. 7
    ויאמר ה׳ אמחה את האדם · Genesis 6:7
  8. 8
    נמשך ללמד חובה · ראה לקו״ת אמור לט, א. שה״ש מז, ד. באוה״ת ענינים ע׳ קצז מציין לכאן.
  9. 9
    ויאמר ה׳ אל לבו · Genesis 8:21
  10. 10
    וירח ה׳ את ריח הניחוח · נח ח, כא.
  11. 11
    ע״פ לעשות הישר בעיני ה׳ · לקו״ת ראה כג, ד ואילך.
  12. 12
    לעשות הישר בעיני ה׳ אלקיך · Deuteronomy 13:19
  13. 13
    ואראה הכצעקתה הבאה אלי עשו · Genesis 18:21
  14. 14
    וז״ש במדרש ארדה נא ממדה״ר למדה״ד · ראה רמב״ן וירא יח, כ. הנסמן במאמרי אדה״א בראשית ע׳ קצו.
  15. 15
    וז״ש במדרש ארדה נא ממדה״ר למדה״ד · Ramban on Genesis 18:20
  16. 16
    ובזהר דק״ה ע״ב · בתורת חיים ר״פ וירא (צז, א): בזוהר [ח״א קה, ב] א׳ ע״ד המדרש הנ״ל וז״ל וכי לא הוה ידע קודב״ה דא׳ ארדה נא . . אלא ארדה נא מדרגא דרחמי לדרגא דדינא כו׳.
  17. 17
    ובזוהר דק״ה ע״ב ארדה נא מדרגא דרחמי לדרגא דדינא · Zohar, Vayera 12:201–14:212

Vedere e udire ¶19–20

19והנה רש״י [רבי שלמה יצחקי] פי׳ בחומש ארדה נא למד לדיינים שלא יפסקו דיני נפשות אלא בראיה. והענין דאיתא בת״ז [בתיקוני זהר] ואלין עשר ספירן אינון אזלין כסדרן חד אריך וחד קציר וחד בינוני.

Ora Rashi spiega nel Chumash [a proposito di] «Scenderò ora»: «[Questo] insegna ai giudici a non emettere sentenze nei casi capitali se non dopo aver visto». La spiegazione è che nel Tikkunei Zohar si trova: «E queste dieci emanazioni divine (Sefiros) procedono secondo il loro ordine: una lunga, una breve e una intermedia».

Spiegazione

Rashi deduce da «Scenderò e vedrò» che i giudici non possono emettere sentenze nei casi capitali se non dopo aver visto personalmente. Per spiegare perché il «vedere» sia importante, l’Alter Rebbe cita il Tikkunei Zohar: le Sefiros procedono secondo il loro ordine, «una lunga, una breve e una intermedia».

פי׳ כי ע״ס [עשר ספירות] נחלקי׳ לג׳ קוין קו הימין חח״נ [חכמה חסד נצח] נק׳ חד אריך כי החסד נמשך ומתפשט יותר

Il significato è che le dieci Sefiros sono divise in tre linee. La linea destra, la sapienza (Chochmah), la benevolenza (Chesed) e la vittoria (Netzach), è chiamata «una lunga», perché Chesed si estende e si diffonde più ampiamente.

Spiegazione

Le dieci Sefiros formano tre linee. La linea destra, Chochmah, Chesed e Netzach, è «lunga» perché la benevolenza raggiunge lontano.

ולכן גמ״ח [גמילות חסדים] בין לעניים בין לעשירים הרי שהחסד מתפשט יותר מהרחמים שעל העשיר אין שייך רחמנות כ״א על העני.

Perciò gli atti di benevolenza [si compiono] sia per i poveri sia per i ricchi; ne risulta che Chesed si estende più ampiamente della compassione, poiché la compassione non si applica al ricco, ma soltanto al povero.

Spiegazione

Il Talmud insegna che gli atti di benevolenza si compiono sia per i ricchi sia per i poveri, mentre la compassione si applica soltanto ai poveri. Perciò la benevolenza si estende più ampiamente della compassione.

וקו השמאל בג״ה [בינה גבורה הוד] נק׳ חד קציר שאינו נמשך כ״א למי שהגון ביותר. וקו האמצעי נק׳ בינוני שמרחם על מי שנופל רחמנות.

La linea sinistra, la comprensione (Binah), il rigore (Gevurah) e lo splendore (Hod), è chiamata «una breve», perché si estende soltanto a chi è il più meritevole. La linea centrale è chiamata «intermedia», perché prova compassione per chiunque sia degno di compassione.

Spiegazione

La linea sinistra, Binah, Gevurah e Hod, è «breve»: raggiunge soltanto chi è il più meritevole. La linea centrale è «intermedia»: prova compassione per chiunque si trovi in una condizione che suscita compassione.

Il paragrafo 19 in breve

Il paragrafo introduce le tre linee delle Sefiros e la loro portata: la lunga linea destra di Chesed, la breve linea sinistra di Gevurah e la linea centrale intermedia della compassione.

Marei mekomos

  1. 1
    רש״י פי׳ בחומש ארדה נא למד לדיינים שלא יפסקו דיני נפשות אלא בראיה · Rashi on Genesis 18:21
  2. 2
    דאיתא בת״ז · בהקדמה (פתח אליהו).
  3. 3
  4. 4
    גמ״ח בין לעניים בין לעשירים · Sukkah 49b:11

20והנה יש ראיה ושמיעה הראיה נמשך מבחי׳ חכמה קו הימין ושמיעה מבינה קו השמאל. וכנודע מענין ראובן ושמעון

Ora vi sono il vedere e l’udire. Il vedere deriva dal livello della sapienza (Chochmah), la linea destra, e l’udire dalla comprensione (Binah), la linea sinistra; come è noto dal significato di Reuven e Shimon.

Spiegazione

Il vedere e l’udire corrispondono ai due lati: il vedere alla Chochmah a destra, l’udire alla Binah a sinistra. Ciò è noto dai nomi Reuven (da «vedere») e Shimon (da «udire»).

ולכן הראי׳ [הראיה] היא מלמעלה למטה והשמיעה ממטה למעלה שהאותיות מתעלים ונכנסים לאוזן השומע ולזה ג״כ הראי׳ [הראיה] נשפלת למטה יותר מהשמיעה שרואה דבר גשמי

Perciò il vedere procede dall’alto verso il basso, mentre l’udire procede dal basso verso l’alto, poiché le lettere si elevano ed entrano nell’orecchio di chi ascolta. Per questo, inoltre, il vedere discende più in basso dell’udire, poiché vede una cosa materiale,

Spiegazione

Il vedere procede dall’alto verso il basso, mentre l’udire procede dal basso verso l’alto, poiché i suoni salgono fino all’orecchio. Perciò il vedere arriva più in basso, fino agli oggetti materiali.

משא״כ השמיעה היא רק קול ודבור כי הראי׳ [הראיה] היא מבחי׳ חד אריך וכנודע שיסוד אבא אריך כו׳.

mentre l’udire coglie soltanto la voce e la parola. Il vedere appartiene al livello di «uno lungo»; ed è noto che il fondamento (Yesod) di Abba è lungo, ecc.

Spiegazione

L’udire, al contrario, coglie soltanto la voce e la parola. Il vedere appartiene alla linea «lunga»; l’Alter Rebbe aggiunge l’insegnamento dell’Arizal secondo cui il Yesod di Abba (Chochmah) è lungo e arriva più in basso del Yesod di Imma (Binah).

וזהו מ״ש ארדה נא ואראה כי הכצעקתה הבאה זהו כמו בחי׳ שמיעה שמבחי׳ בינה ולכן היא הבאה מלמטה למעלה והוא בחי׳ קו השמאל אבל ארדה נא ואראה בבחי׳ ראיה שהוא בחי׳ חסדים כו׳:

Ed è questo ciò che è detto: «Scenderò ora e vedrò», poiché «secondo il suo grido, che è giunto» è simile al livello dell’udire, che proviene dal livello della comprensione (Binah); perciò l’udire proviene dal basso verso l’alto ed è il livello della linea sinistra. Ma «Scenderò ora e vedrò» è nel livello del vedere, che è il livello dei chasadim [benevolenze], ecc.

Spiegazione

Applicato al versetto: «il suo grido, che è giunto» è simile all’udire, che proviene dalla Binah e sale dal basso, sul lato sinistro. «Scenderò e vedrò» è il vedere, che appartiene alla benevolenza (Chesed). D‑o risponde al grido non soltanto «udendo», ma anche «scendendo e vedendo» con Chesed.

Il paragrafo 20 in breve

Il paragrafo conclude il maamar: il grido viene «udito» attraverso il lato sinistro del giudizio, mentre «Scenderò e vedrò» è il «vedere» della lunga linea destra di Chesed, che si estende verso il basso fino a trovare un merito.

Approfondimento

Questo spiega anche l’insegnamento di Rashi: nei processi capitali è necessario «vedere», perché il vedere deriva da Chesed, che cerca un merito, mentre il semplice «udire» un’accusa deriva dal lato del giudizio.

Marei mekomos

  1. 1
    ראובן · Genesis 29:32
  2. 2
    שמעון · Genesis 29:33

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Nell’avodah

Il maamar dice che Yosef meritò una provvidenza superiore, «l’occhio di Havayah è rivolto a coloro che Lo temono», sostenendo gli altri: «l’uomo dall’occhio buono sarà benedetto, perché ha dato del suo pane al povero». Sedom macchiò proprio questa qualità e ne fu privata. Il maamar mostra inoltre, attraverso l’esempio del giudice che ama colui che giudica, che la vicinanza e la benevolenza trovano spazio per considerare a favore gli stessi fatti che il giudizio condannerebbe.

Domande di discussione

  1. In che cosa «rivelato e noto» differisce dal modo in cui una persona arriva a conoscere qualcosa, e perché questa differenza risponde alla domanda dei filosofi sulla molteplicità?
  2. Se D‑o conosce ogni cosa da Sé, perché la Scrittura parla di «occhi» che percorrono la terra? Quale ruolo svolgono i recipienti e gli angeli?
  3. In che modo i due livelli di Daas spiegano perché la prescienza di D‑o non costringe il libero arbitrio della persona?
  4. Lo stesso fatto, cioè che «l’inclinazione del cuore dell’uomo è malvagia», conduce prima al Diluvio e poi alla promessa di D‑o di non maledire mai più la terra. Che cosa è cambiato, secondo il maamar?
  5. Perché il maamar collega «scenderò e vedrò» al vedere anziché all’udire, e che cosa suggerisce questo riguardo alla regola di Rashi secondo cui i giudici devono vedere di persona?

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Indice

Torah Ohrתורה אור

Parashot Vayeiraוירא

  1. 1פתח אליהו אנת הוא חד ולא…(A proposito del versetto «Scenderò ora») Eliyahu aprì: «Tu sei Uno, ma non in numero…»
  2. 2ארדה נא וגו׳«Scenderò ora [e vedrò]»