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Torah Ohr · Parashot Toldos · Maamar 4

ויחפרו עבדי יצחק בנחל כו׳

«E i servitori di Yitzchak scavarono nella valle… un pozzo che i principi avevano scavato»

  • 6 paragrafi · 26 sezioni
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione

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Idea centrale

La Divinità che una persona fa discendere al mattino attraverso lo Shema, la preghiera e lo studio della Torah va «sottoterra» durante una giornata di occupazioni mondane; le mitzvos compiute con cuore umile la riportano in superficie come acqua viva, tanto più dolce per essere passata attraverso la terra del corpo.

Il maamar in breve

Il Talmud insegna che il Perat è il fiume originario dell’Eden e che ogni sorgente viene alimentata sottoterra da esso. Perché, allora, un pozzo è chiamato «acqua viva» se la sua acqua proviene in realtà dal fiume? L’Alter Rebbe risponde richiamando il fiume che esce da Eden per irrigare il giardino, cioè la Torah. L’accettazione della sovranità di D‑o nello Shema fa discendere la Divinità, che trova il suo posto nella Torah studiata subito dopo la preghiera. Ma la giornata lavorativa la ricopre: le preoccupazioni del corpo e la comprensione limitata di ciascuno fanno uscire dalla mente la consapevolezza del mattino. Per questo D‑o ha dato le mitzvos pratiche, sante nella loro stessa radice ed efficaci senza intenzioni particolari. L’unica intenzione richiesta è riflettere su quanto si è lontani da D‑o e umiliarsi, pur desiderando ancora avvicinarsi. Allora la mitzvah fa risalire il fiume nascosto attraverso la «terra» del corpo e, come l’acqua di un pozzo raffinata dal passaggio attraverso il terreno, diventa acqua viva, dolce per chi ha fame di D‑o. Ecco perché l’Arizal gioiva tanto delle mitzvos: questo è il «pozzo che i principi avevano scavato».

Schema

  1. Il fiume sotto ogni sorgenteIl Perat è il fiume originario; tutte le sorgenti vengono alimentate da esso sottoterra, così basta scavare un poco per trovare acqua viva.¶1
  2. Il fiume che esce da Eden: accettare l’unità di D‑oPerché chiamare «acqua viva» quella di un pozzo se proviene da un fiume? Il fiume di Eden è l’accettazione della sovranità di D‑o nello Shema, che ha bisogno di un luogo in cui posarsi.¶2
  3. La Torah, la giornata e le mitzvosL’unità di D‑o trova dimora nella Torah; la giornata la nasconde; le mitzvos, sante in se stesse e compiute con cuore spezzato, la fanno riaffiorare come acqua attraverso la terra.¶3
  4. Il pozzo d’acqua viva nella praticaFacendo affidamento sull’impegno preso al mattino, una persona compie mitzvos per tutto il giorno, e ciò che fa, anche poco, le è dolce.¶4–5
  5. La gioia dell’Arizal e l’anima affamataLa gioia nelle mitzvos nasce dall’umiltà; per chi ha fame, ogni cosa amara è dolce: questo è «un pozzo che i principi avevano scavato».¶6

Concetti chiave

Un pozzo d’acqua vivaבאר מים חיים
Acqua di sorgente alimentata da un fiume nascosto e raffinata dal passaggio attraverso la terra; l’immagine di una mitzvah compiuta nel corso di una giornata mondana.
Un fiume esce da Edenנהר יוצא מעדן
Il far discendere la Divinità da D‑o Stesso («Eden»), reso possibile dall’accettazione della Sua sovranità nello Shema e nella preghiera.
Il giardinoגן
Il cui valore numerico è 53, come le cinquantatré porzioni della Torah: il luogo in cui trova dimora l’unità di D‑o.
L’accettazione del giogo (kabbalas ol) della regalità del Cieloקבלת עול מלכות שמים
La fede e l’accettazione complete dell’unità e del dominio di D‑o, soprattutto nello Shema; il primo passo del servizio divino.
Le mitzvos non richiedono intenzioneמצות אין צריכות כוונה
Le mitzvos sono sante nella loro stessa radice e fanno discendere la Divinità da sé, non in virtù dello stato spirituale di chi le compie.
Umiltàענוה / שפלות
Sentire quanto si è lontani da D‑o e vedere gli altri come più vicini a Lui; la fonte della gioia dell’Arizal nelle mitzvos.

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Il fiume sotto ogni sorgente ¶1

1ויחפרו עבדי יצחק בנחל כו׳. באר חפרוה שרים וגו׳. דהנה איתא בגמ׳ [בגמרא] ע״פ והנהר הרביעי הוא פרת הוא דמעיקרא שממנו נפרדו לארבעה ראשים דהיינו ג׳ יצאו ממנו והרביעי

«I servi di Yitzchak scavarono nella valle», ecc. «Un pozzo scavato dai principi», ecc. Ecco, è detto nella Gemara a proposito di [il versetto] «E il quarto fiume è il Perat»: «È quello dell’inizio», dal quale [il fiume] si divise in quattro capi; cioè, tre ne uscirono, mentre il quarto

Spiegazione

Il maamar si apre con due versetti sui pozzi: i servi di Yitzchak scavano nella valle e trovano acqua viva (Genesi 26:19), e il Canto del Pozzo intonato da Israele nel deserto. Per spiegarli, si richiama a un insegnamento talmudico sui quattro fiumi che scorrono dall’Eden, il quarto dei quali è il Perat (Eufrate): il Perat è «quello dell’inizio», il fiume originario dal quale si diramarono gli altri.

הוא בעצמו ואמרו כל הנהרות למטה מפרת וכל מעיינות שבעולם נובעים מסולמא דפרת פי׳ מתחת לקרקע נוקב והולך עד שבחפירה מועטת ימצא באר מים חיים.

è [il Perat] stesso. E dissero: Tutti i fiumi sono più in basso del Perat, e tutte le sorgenti del mondo scaturiscono dalla scala del Perat. Vale a dire: sotto terra esso si apre un passaggio e prosegue, finché, scavando poco, si trova un pozzo d’acqua viva.

Spiegazione

Il Talmud aggiunge che tutti i fiumi si trovano più in basso del Perat e che ogni sorgente del mondo è alimentata da esso lungo una «scala» sotterranea. L’Alter Rebbe interpreta questo come un’immagine: l’acqua del Perat scorre sotto terra, così che, dovunque si scavi un poco, si raggiunge un pozzo d’«acqua viva», acqua fresca di sorgente.

Il paragrafo 1 in breve

Il maamar introduce la sua immagine centrale: ogni pozzo d’acqua viva è in realtà alimentato da un grande fiume, il Perat, che scorre sotto terra; basta scavare un poco per farne affiorare l’acqua.

Marei mekomos

  1. 1
    באר חפרוה שרים · Numbers 21:18
  2. 2
    והנהר הרביעי הוא פרת · Genesis 2:14
  3. 3
    הוא דמעיקרא · Bekhorot 55b:2–4
  4. 4

Il fiume che esce da Eden: accettare l’unità di D‑o ¶2

2ולכאורה תמוה מפני מה יקרא באר מים חיים כיון שעיקר נביעתו הוא מנהר פרת. והענין דהנה כתיב ונהר יוצא מעדן להשקות את הגן כו׳

A prima vista la cosa è sorprendente: perché dovrebbe essere chiamato pozzo di acqua viva, dal momento che la sua sorgente principale è il fiume Perat? La spiegazione è la seguente. Ecco, è scritto: «E un fiume esce da Eden per irrigare il giardino», ecc.

Spiegazione

La domanda è: se l’acqua di un pozzo proviene davvero dal Perat, perché è chiamata «acqua viva», come se il pozzo fosse una sorgente autonoma? Per rispondere, l’Alter Rebbe si rivolge al fiume che esce da Eden per irrigare il giardino, origine di tutti e quattro i fiumi.

ג״ן סדרי דאורייתא פי׳ כידוע שבתחלה צריך לקבל עומ״ש [עול מלכות שמים] בשלימות דהיינו להאמין באמונה שלימה באחדות ה׳

«Il giardino» (ג״ן, gan, 53): le cinquantatré porzioni (sidros) della Torah. Ciò significa che, come è noto, per prima cosa bisogna accettare pienamente il giogo del Regno dei Cieli, ossia credere con fede completa nell’unità di D‑o,

Spiegazione

Lo Zohar legge le lettere di gan («giardino», גן, il cui valore numerico è 53) come le cinquantatré porzioni settimanali della Torah. La spiegazione parte dal primo passo del servizio divino: l’accettazione del giogo (kabbalas ol) del Regno dei Cieli, cioè una fede completa nell’unità di D‑o.

שהוא המהווה כל העולמות וכולא קמיה כלא חשיב וכולא חד כו׳ וכאשר יתבונן האדם בק״ש [בקריאת שמע] וישים ללבו היטיב ענין האחדות ויקבל עליו באמת עול מל׳

che Egli fa esistere tutti i mondi, che tutto davanti a Lui è considerato come nulla e che tutto è uno, ecc. E quando una persona medita durante lo Shema e si sofferma attentamente nel proprio cuore sulla questione dell’unità [di D‑o], accettando sinceramente su di sé il giogo della [Sua] sovranità —

Spiegazione

Quella fede ha un contenuto preciso: D‑o fa esistere ogni mondo, tutta la creazione è come nulla davanti a Lui e tutto è uno con Lui. Una persona assume questa consapevolezza soprattutto durante lo Shema, quando riflette sull’unità di D‑o e Lo accetta sinceramente come Re.

כי יעקב חבל נחלתו חפצם לדבקה בו בכל לבבם ומאמינים באחד וחפצים בו אבל אין מקום שישרה בו בחי׳ אחד לאחר שקבל עליו.

poiché «Yaakov è la porzione della Sua eredità»: il loro desiderio è di aderire a Lui con tutto il cuore, ed essi credono nell’Uno e Lo desiderano; eppure non vi è alcun luogo in cui possa dimorare il livello dell’«Uno», dopo che egli lo ha accettato su di sé.

Spiegazione

Il versetto «Yaakov è la porzione della Sua eredità» descrive ogni ebreo: nel profondo, ciascuno desidera aderire a D‑o e crede in Lui. Ma il paragrafo si conclude con una difficoltà: dopo aver accettato l’unità di D‑o nello Shema, dove può effettivamente dimorare quell’«Uno»?

Il paragrafo 2 in breve

Il paragrafo domanda perché l’acqua del pozzo sia chiamata «viva» se proviene da un fiume, e avvia la risposta parlando del fiume di Eden: l’accettazione dell’unità di D‑o nello Shema, che ha bisogno di un luogo in cui dimorare.

Approfondimento

L’espressione «tutto davanti a Lui è considerato come nulla» è la formula dello Zohar per esprimere l’unità di D‑o, il tema che l’Alter Rebbe sviluppa nello Shaar HaYichud VehaEmunah del Tanya; qui essa costituisce il contenuto dell’accettazione della sovranità di D‑o nello Shema.

Marei mekomos

  1. 1
    ונהר יוצא מעדן להשקות את הגן · Genesis 2:10
  2. 2
    כי יעקב חבל נחלתו · Deuteronomy 32:9

La Torah, la giornata e le mitzvos ¶3

3ואין לו מקום אלא בתורה שהיינו שמיד אחר קבלת מ״ש ילמוד בעיון מחשבתו ושכלו ודבורו בתורה שבע״פ [שבעל פה] וקודם למודו יתבונן באחדות ה׳ כו׳

E non trova posto se non nella Torah. Cioè: subito dopo aver accettato la sovranità del Cielo, dovrebbe studiare a fondo la Torah Orale, con il pensiero, l’intelletto e la parola; e prima dello studio dovrebbe meditare sull’unità di D‑o, ecc.

Spiegazione

La risposta al problema è che l’unità di D‑o trova posto soltanto nella Torah. Perciò, subito dopo aver accettato la sovranità di D‑o (nello Shema e nella preghiera), si dovrebbe studiare a fondo la Torah Orale, precedendo lo studio con un momento di meditazione sull’unità di D‑o.

ועי״ז יגרום לו העסק בתורה בכל עומק מחשבתו ולבבו וכו׳ וזהו נק׳ ונהר יוצא מעדן פי׳ מעדן מעם הקב״ה שנק׳ עדן ונהר הוא לשון המשכה

E in questo modo ne conseguirà che si dedicherà alla Torah con tutta la profondità del pensiero e del cuore, ecc. Questo è ciò che viene chiamato «Un fiume esce da Eden». Cioè: «da Eden» — dal Santo, benedetto Egli sia (Kudsha Brich Hu), che è chiamato «Eden»; e «fiume» è un termine che indica un flusso verso il basso.

Spiegazione

Quella meditazione rende il suo studio della Torah profondo e coinvolge tutto il suo essere. Questo è il «fiume che esce da Eden»: Eden è D‑o stesso, e «fiume» significa un flusso, una discesa della divinità dalla sua sorgente.

פי׳ כאשר יומשך אלהות מלמעל׳ [מלמעלה] למטה בקבל׳ מ״ש המשכה זאת משקה את הגן היא התורה שהיא ד׳ אמות של הלכה במקום קדשי קדשים אורייתא היכלא דמלכא שבה שורה אחדות ה׳ כו׳

Cioè: quando la divinità viene fatta discendere dall’alto verso il basso attraverso l’accettazione della sovranità del Cielo, questa discesa irriga il giardino, che è la Torah, ossia «i quattro cubiti della halachah (normativa ebraica)», nel luogo del Santo dei Santi — «la Torah è il palazzo del Re» — nel quale dimora l’unità di D‑o, ecc.

Spiegazione

La divinità fatta discendere attraverso l’accettazione della sovranità di D‑o «irriga il giardino», la Torah. Il Talmud afferma che, dopo la distruzione del Tempio, D‑o ha nel Suo mondo soltanto «i quattro cubiti della halachah»; perciò la halachah è ora il Suo luogo, come il Santo dei Santi. La Torah è chiamata «il palazzo del Re»: è il luogo in cui dimora l’unità di D‑o.

כאשר יתקיים בו בחי׳ נהר יוצא מעדן בתפלתו ושעור למודו מיד אחר התפלה אבל אח״כ צריך לעסוק בכל מחשבתו כו׳

Quando il livello di «un fiume esce da Eden» si realizza in lui nella preghiera e nello studio stabilito subito dopo la preghiera — ma in seguito deve impegnare tutti i suoi pensieri, ecc.,

Spiegazione

Questo «fiume da Eden» è presente durante la preghiera e lo studio che la segue. Ma la giornata prosegue e la persona deve rivolgere tutta la mente ad altre cose.

בעניני עולם השפל ושוכח כל התבוננותו בקבלת מ״ש מפני גשמיות גופו על מעוט דעת שלו ויתרחק מאד מבחינה שהיה לו דעת בתפלתו ועבודתו בתורה כו׳

nelle faccende del mondo inferiore, e dimentica ogni sua meditazione nell’accettare la sovranità del Cielo a causa della materialità del suo corpo e della sua scarsa daas (capacità di mantenere saldamente un’idea nella mente), allontanandosi molto dallo stato di comprensione che aveva raggiunto nella preghiera e nel suo servizio nella Torah, ecc. —

Spiegazione

Impegnato nelle faccende di questo mondo inferiore, dimentica la meditazione del mattino. La materialità del corpo e la sua daas limitata (la capacità di mantenere saldamente un’idea nella mente) lo allontanano molto dalla consapevolezza che aveva durante la preghiera e lo studio.

לכך נתן לנו מצות לעשותם כל היום כי ענין המצות מעשיות הם הגבה למעלה מעלה בפנימיותם ושרשם

Perciò Egli ci ha dato mitzvos (precetti) da compiere durante tutto il giorno. I precetti pratici sono infatti, nella loro dimensione interiore (pnimiyus) e nella loro radice, elevati a un’altezza smisurata,

Spiegazione

Per questo D‑o ci ha dato mitzvos, precetti pratici da compiere durante tutta la giornata. Nella loro dimensione interiore e nella loro radice sono molto elevati, al di sopra del livello che una persona raggiunge con la propria comprensione.

אך שנתלבשו בכמה לבושים בהשתלשלות העולמות כו׳ ומ״מ רומזים על מדרגה הגבוה שבשרש׳ [שבשרשם] כמו מצות ציצי׳ [ציצית] שענינה למעלה בעולמות עליונים ונתלבשה מצותה בשמונה חוטין של צמר וה׳ קשרים כו׳

ma sono stati rivestiti di molti involucri nella catena discendente dei mondi (hishtalshelus), ecc. Tuttavia alludono al livello elevato presente nella loro radice. Per esempio, la mitzvah dei tzitzis (frange rituali), il cui significato si trova in alto, nei mondi superiori, si è rivestita di otto fili di lana e cinque nodi, ecc.

Spiegazione

Essi discendono attraverso molti «involucri», la catena discendente dei mondi, finché assumono una forma fisica; eppure questa forma fisica continua a indicare la loro elevata radice. L’esempio sono i tzitzis: una mitzvah il cui significato si trova nei mondi più elevati è rivestita di otto fili di lana e cinque nodi.

ולכן המצות לא תצטרך להם עבודת האדם לתקנם ולכוון אל אמתתם כי מצות א״צ [אין צריך / אינו צריך] כוונה לפי שהן בעצמם מתוקנים ונשתלשלו ממעלה למטה כו׳ והעושה המצוה המשכת אלהות שגורם אינה מצד עבודתו רק מחמת המצות עצמן כו׳.

Pertanto, le mitzvos non hanno bisogno del servizio dell’uomo per essere rettificate né perché egli miri alla loro vera essenza, poiché «le mitzvos non richiedono intenzione»: sono infatti rettificate in se stesse e sono discese gradino dopo gradino dall’alto verso il basso, ecc. E [per] chi compie la mitzvah, il flusso discendente della divinità che egli provoca non deriva dal suo servizio, ma soltanto dalle mitzvos stesse, ecc.

Spiegazione

Una mitzvah, dunque, non dipende dall’impegno della persona per essere perfezionata, né dalla sua capacità di coglierne il significato interiore: come afferma il principio halachico, «le mitzvos non richiedono intenzione» per essere considerate compiute. Le mitzvos giungono dall’alto già «pronte», perciò la divinità che fanno discendere proviene dalla mitzvah stessa, non dallo stato spirituale di chi la compie.

משא״כ בתורה ותפלה שהיא עבודת הלב תלויה דוקא בכוונת האדם כו׳ ועיקר הכוונה הצריכה בעשיי׳ [בעשייה] המצות הוא שיתבונן בתחילה איך שהוא מאד רחוק מה׳

Non è così per la Torah e la preghiera, che sono il servizio del cuore: esse dipendono specificamente dall’intenzione della persona, ecc. E l’intenzione principale necessaria nell’eseguire le mitzvos è che egli mediti anzitutto su quanto sia lontano da D‑o,

Spiegazione

Lo studio della Torah e la preghiera («il servizio del cuore») sono diversi: il loro effetto dipende dall’intenzione della persona. Tuttavia, anche nell’esecuzione delle mitzvos vi è un’intenzione importante: cominciare riflettendo su quanto si è lontani da D‑o.

ע״י טרדתו כל היום בהבלי חפצי העוה״ז וגשמיות חומרו ועוונותיו מסך מבדיל לבלתי התקרב אל ה׳ אפי׳ [אפילו] מעט ויתבונן

per il fatto di essere assorbito tutto il giorno nelle vanità delle occupazioni di questo mondo, nella materialità della propria natura e nei propri peccati — uno schermo che separa, [impedendogli] di avvicinarsi a D‑o anche solo un poco. E dovrebbe meditare

Spiegazione

Ciò che lo allontana è l’essere assorbito tutto il giorno nelle vanità di questo mondo, nella propria natura fisica e nei propri peccati, che formano uno «schermo» tra lui e D‑o.

בזה היטב הדק וישבור לבו בהתבוננ׳ [בהתבוננות] זה ויכנע לבבו מפני שמ״מ חפץ הוא להתקרב אל ה׳ בתורתו כו׳ ויכוון במצוה שנזדמנה לידו בעשותו אותה.

su questo a fondo e nei minimi dettagli, e spezzare il proprio cuore con questa meditazione, così che il suo cuore si umili — perché, nondimeno, egli desidera avvicinarsi a D‑o attraverso la Sua Torah, ecc. E dovrebbe avere [questa] intenzione quando compie una mitzvah che gli capita, mentre la esegue.

Spiegazione

Dovrebbe soffermarsi su questo finché il suo cuore si spezzi e si umili, proprio perché desidera ancora avvicinarsi a D‑o attraverso la Torah. Con questo sentimento compie qualsiasi mitzvah gli capiti.

שהוא כמו באר מ״ח שנובע מתחת הקרקע מנהר א׳ שאע״פ [שאף על פי] שהנהר אינו נק׳ מ״ח אבל המים היוצאים ממנו ונוקב והולך עובי עפר הקרקע נק׳ מים חיים מפני שמתברר ומתלבן ע״י דחקם לצאת בעפר החומרי

È come un pozzo d’acqua viva che sgorga da sotto terra, alimentato da un fiume: sebbene il fiume non sia chiamato «acqua viva», l’acqua che ne esce e si fa strada perforando lo spessore del terreno è chiamata «acqua viva», perché viene affinata e purificata dalla pressione che subisce per farsi strada attraverso la terra materiale.

Spiegazione

Ora l’immagine ritorna. Il fiume in sé non è chiamato «acqua viva», ma lo è l’acqua che si fa strada attraverso lo spesso strato di terra, perché il passaggio attraverso la terra la affina e la purifica. Questo risponde alla domanda del paragrafo 2: è il passaggio attraverso la terra a rendere il pozzo «vivo».

וכן ממש עשיית המצוות כשהי׳ [כשהיה] לו בתחלה בתפלתו ועבודתו בחי׳ נהר יוצא מעדן הנ״ל רק שנכסה ונעלם בתוכו ע״י גשמיות תשוקת גופו כל היום.

Allo stesso modo avviene esattamente con l’esecuzione delle mitzvos: inizialmente, nella sua preghiera e nel suo servizio, egli aveva il livello del «fiume che esce dall’Eden» menzionato sopra; solo che questo si è ricoperto e nascosto dentro di lui a causa della materialità del desiderio del suo corpo per tutto il giorno.

Spiegazione

Così avviene anche con le mitzvos: il «fiume dall’Eden» che una persona aveva al mattino non è perduto; è sceso sottoterra, coperto dai desideri del corpo durante la giornata. La mitzvah è il pozzo attraverso il quale esso riaffiora.

Il paragrafo 3 in breve

Il cuore del maamar è questo: la divinità fatta discendere nella preghiera e nello studio della Torah (il fiume) durante una giornata dedicata alle faccende del mondo va «sottoterra»; le mitzvos, sante in se stesse e compiute con un cuore umile, la riportano in superficie come un pozzo d’acqua viva.

Approfondimento

Qui le mitzvos sono al di sopra del servizio personale: la loro santità deriva dalla loro radice, non dall’intenzione di chi le compie. La nota Kehot rimanda a un maamar successivo di Torah Ohr (Beshalach), che colloca le mitzvos al di sopra del «risveglio dal basso» (isarusa dilesata). L’unica intenzione richiesta alla persona non è comprendere la mitzvah, ma avere il cuore contrito; ciò corrisponde alla citazione della nota da Or HaTorah: la mitzvah è un pozzo d’acqua viva proprio perché è passata attraverso la «terra compatta» di una giornata trascorsa negli affari.

Marei mekomos

  1. 1
    ונהר יוצא מעדן · Genesis 2:10
  2. 2
    ד׳ אמות של הלכה · Berakhot 8a:18–19
  3. 3
    למעלה מעלה בפנימיותם · ע׳ לקמן פ׳ בשלח סד, ג. שענין המצות בעצם הוא בחי׳ שלמעלה מאתעדל״ת, וע׳ באוה״ת דרושים לר״ה ע׳ א׳שה שמציין לכאן בענין מצות אין צריכים כוונה.
  4. 4
    לעשותם כי ענין המצות — אך · בבוך 1064 קח, א נוסף: כי ענין המצות מעשיות הוא שהם למעלה מעלה פנימיותם ושרשם למה רומזים: אך שנתלבשו.
  5. 5
    כמו מצות ציצית · לקו״ת פ׳ חקת סד, א מציין לכאן בענין המצות מעשיות ברעותא דליבא.
  6. 6
    ועיקר הכוונה . . איך שהוא מאד רחוק · מובא בהמשך תער״ב ח״ב ע׳ א׳יג.
  7. 7
    ויכוון במצוה . . שנובעת מנהר הנ״ל · ראה אוה״ת פ׳ ויצא כרך א רג, ב: הרי מובן שמה שהמצוה נק׳ באר מ״ח זהו דוקא לפי שעברו דרך עובי עפר הקרקע דהיינו גשמיות עסקי גופו כל היום במו״מ כשמ״מ אח״כ בכח זה עושה המצוה נעשה בחי׳ באר מ״ח. עכ״ל.
  8. 8
    כשהי׳ לו בתחלה . . בחי׳ נהר יוצא מעדן · בהמשך תער״ב ח״ב ע׳ א׳יג מציין ע״ז: י״ל שזהו טפת מ״ד המברר כו׳.
  9. 9
    והוא ע״י הכתר שהוא הממוצע · ראה אוה״ת שמות ע׳ פב. ושם ציין הצ״צ ללקו״ת פ׳ צו בד״ה והיה אור הלבנה פ״ג. נסמן לקמן כב, ד.
  10. 10
    ונאם הגבר הוקם ע״ל · II Samuel 23:1
  11. 11
    שהיו מתים ק׳ אנשים בכל יום · במדבר רבה פ׳ יח, כא. תנחומא ס״פ קרח.
  12. 12
    שע״י המאה ברכות פסקו מלמות · ע׳ אוה״ת פ׳ עקב ע׳ תקפח. תקצד.
  13. 13
    ויחפרו עבדי יצחק · ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע.
  14. 14
    ויחפרו עבדי יצחק בנחל · Genesis 26:19
  15. 15
    באר חפרוה שרים · Numbers 21:18
  16. 16
    איתא בגמרא ע״פ והנהר הרביעי · Bekhorot 55b:2–4
  17. 17
    מסולמא דפרת · וכ״ה בלקו״ת פ׳ חקת סב, ב. אבל הגי׳ בש״ס ווילנא: סולמי דפרת (וכ״ה באוה״ת פ׳ חקת ע׳ תתס). ורש״י פי׳ ”מקלחין תחת הקרקע ועולין בהרים כמו סולם”. ובשיטה מקובצת שם גורס ברש״י ”דפרת מראש פרת מקלחין”.
  18. 18
    ולכאורה תמוה מפני מה יקרא . . שעיקר נביעתו הוא מנהר פרת · ראה בסה״מ תרס״א ע׳ רטו ב׳ דיעות איך המים באים לנהרות.
  19. 19
    ג״ן סדרי דאורייתא · זח״א (מהנ״ע) קד, ב. וראה נצו״א לזח״ב רו, ב. לקו״ש חי״ט ע׳ 298 ובהערה 3 שם.
  20. 20
    כי יעקב חבל נחלתו · Deuteronomy 32:9
  21. 21
    שו״ה כו׳ — ומ״מ רומזים . . שבשרש׳ · בכת״י 1064 ליתא.

Il pozzo d’acqua viva nella pratica ¶4–5

4וכשעושה המצוה שנובעת מנהר הנ״ל פי׳ מפני שזוכר שכבר קבל ע״ע [על עצמו / על עצמך] מ״ש בכל לבבו ולכך עושה מצותיו ליכנס בעול מלכותו אע״פ [אף על פי] שעכשיו אין לו בחי׳ נהר הנ״ל סומך לבו על שכבר גמר בלבו לעבוד ה׳ באמת זהו

E quando compie la mitzvah che scaturisce dal fiume menzionato sopra — vale a dire, perché ricorda di aver già accettato su di sé la sovranità del Cielo con tutto il cuore, e perciò compie le sue mitzvos per entrare sotto il giogo della Sua sovranità; sebbene ora non abbia il livello del fiume menzionato sopra, si affida in cuor suo al fatto di aver già deciso nel proprio cuore di servire D‑o con sincerità — questo è

Spiegazione

Ecco il pozzo vivo nella pratica. Più tardi nel corso della giornata, il «fiume» del mattino non si avverte più, ma la persona ricorda di aver già accettato la sovranità di D‑o con tutto il cuore. Si affida a quella decisione e compie le sue mitzvos come atto di sottomissione al dominio di D‑o.

כמו באר מ״ח מפני שמאד ערב לו זאת המעט בעבודת ה׳ מפני שהתבונן שמאד מאד רחוק הוא מה׳.

come un pozzo d’acqua viva, perché questa piccola misura nel servizio di D‑o gli è molto gradita, poiché ha meditato sul fatto di essere molto, molto lontano da D‑o.

Spiegazione

Questo è il «pozzo d’acqua viva»: poiché ha riflettuto su quanto sia lontano da D‑o, anche questa piccola parte del servizio gli è dolce.

Il paragrafo 4 in breve

Una mitzvah compiuta nel corso di una giornata trascorsa nel mondo, attingendo all’impegno assunto al mattino e alla consapevolezza della propria distanza da D‑o, è il pozzo d’acqua viva.

5ועושה המצוה הוא ע״ד הנ״ל שמאד מתוק וערב לו לעשות המצוה כו׳ כמו הבאר כשחופרין בקרקע ומוצאים מים הם מ״ח מפני שעברו עובי העפר כן עשיית המצות עשייתו אותה נובעת מנהר הנ״ל כו׳.

E [quando] egli compie la mitzvah nel modo descritto sopra, [così] che compierla gli è molto dolce e piacevole, ecc. — come nel caso del pozzo: quando si scava nella terra e si trova acqua, è acqua viva perché ha attraversato lo spessore della terra; così anche l’esecuzione delle mitzvos: il suo compimento sgorga dal fiume menzionato sopra, ecc.

Spiegazione

Compiere la mitzvah in questo modo la rende dolce. Proprio come l’acqua trovata scavando è «viva» perché ha attraversato la terra, così la mitzvah compiuta dopo una giornata di lotta nel mondo fa risalire il fiume del mattino attraverso la «terra» del corpo; ed è questo che la rende fresca e dolce.

Il paragrafo 5 in breve

Il paragrafo riprende la parabola: la dolcezza della mitzvah deriva dal fatto che essa è passata attraverso la terra.

La gioia dell’Arizal e l’anima affamata ¶6

6וזהו שהיה האריז״ל [האר״י זכרונו לברכה] שמח מאד בעשיית המצות ולכך זכה לרה״ק [לרוח הקודש] ולא שמח בעבודתו כו׳ כי המצות בפני עצמם קדושתם כו׳

E questo è [il motivo per cui] l’Arizal gioiva molto nell’adempiere le mitzvos, e perciò meritò l’ispirazione divina (Ruach HaKodesh), e non gioiva del suo [proprio] servizio, ecc.; poiché le mitzvos, in sé, hanno una santità [propria], ecc.,

Spiegazione

Ecco perché l’Arizal (Rabbi Yitzchak Luria) gioiva tanto nell’adempiere le mitzvos e perché meritò la Ruach HaKodesh. La sua gioia non risiedeva nel proprio lavoro spirituale, ma nelle mitzvos, la cui santità è propria, come spiegato sopra.

כנ״ל ועשיותה בא מהתבוננות שפלות התקרבותו אל ה׳ שזו היא מדת ענוה באמת שנאמר על מרע״ה [משה רבינו עליו השלום] כי עיקר השפלו׳ בפני כל אדם שאמרו א״א להיו׳ [להיות] כ״א עד״ז שרואה בחבירו שהוא יותר קרוב לה׳ כו׳

come [spiegato] sopra. E il suo compierle derivava dal contemplare la pochezza del proprio avvicinamento a D‑o. Questa è infatti la vera qualità dell’umiltà attribuita a Moshe nostro maestro, pace a lui; poiché l’essenza dell’umiltà davanti a ogni persona — che, come dissero, è possibile soltanto in questo modo — consiste nel vedere nel proprio prossimo qualcuno più vicino a D‑o, ecc.

Spiegazione

La sua gioia nasceva dalla consapevolezza di quanto poco fosse arrivato vicino a D‑o. Questa è la vera umiltà, quella che la Torah attribuisce a Moshe: sentirsi umili davanti a ogni persona, cosa possibile soltanto vedendo in ciascuno qualcuno più vicino a D‑o di sé.

וזהו נפש שבעה תבוס נופת שאפילו הדבש מר לו אבל נפש רעבה כל מר מתוק

E questo è [il significato di] «Un’anima sazia calpesta il favo di miele» — perfino il miele le è amaro — «ma per un’anima affamata ogni cosa amara è dolce».

Spiegazione

Il versetto dei Proverbi descrive i due stati: per chi è sazio perfino il miele è amaro, ma per chi ha fame anche ciò che è amaro è dolce.

פי׳ באר מ״ח הנ״ל ע״י חפירותו בעפר גופו כשיוצא מעט מים מתוקים ערבים לו מאד מפני שגופו רעבה בעבודת ה׳ וזהו באר חפרוה שרים:

Vale a dire: il pozzo di acqua viva menzionato sopra — scavando nella terra del proprio corpo, quando ne sgorga un po’ d’acqua, essa gli è dolce e assai gradita, perché il suo corpo è affamato nel servizio di D‑o. E questo è «Un pozzo scavato dai principi».

Spiegazione

Così anche per il pozzo di acqua viva: quando una persona ha «scavato» attraverso la terra del proprio corpo e affiora un po’ d’acqua, essa le è molto dolce, perché ha fame del servizio di D‑o. E questo è il versetto con cui il maamar si è aperto: «Un pozzo scavato dai principi».

Il paragrafo 6 in breve

Il maamar si conclude presentando l’Arizal come modello: la gioia nelle mitzvos, che nasce dall’umiltà; l’«anima affamata», per la quale anche un piccolo servizio è dolce: questo è il significato di «un pozzo scavato dai principi».

Approfondimento

Le note Kehot rimandano al Tanya, capitoli 26 e 31, dove la vera gioia in D‑o segue a un cuore spezzato per la propria lontananza da Lui; collegano inoltre la Ruach HaKodesh dell’Arizal alla gioia, attraverso il Talmud di Gerusalemme a proposito di Simchas Beis HaSho’evah.

Marei mekomos

  1. 1
    ולכך זכה לרוה״ק · השייכות לרוה״ק — ראה ירושלמי סוכה רפ״ה וע׳ בלקו״א להה״מ ד״ה וסוכה תהי׳. לקו״ש ח״ט ע׳ 252. לקו״ש חכ״ד ע׳ 639. ועוד. נסמן בארוכה במאמרי אדה״א במדבר ח״ג ע׳ א׳רפ.
  2. 2
    שנאמר על מרע״ה · Numbers 12:3
  3. 3
    נפש שבעה · Proverbs 27:7
  4. 4
    באר חפרוה שרים · Numbers 21:18
  5. 5
    וזהו שהי׳ האריז״ל · Tanya, Likkutei Amarim 26

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Nell’avodah

Inizia la giornata accettando la sovranità di D‑o nello Shema e studiando la Torah subito dopo la preghiera. Nel corso della giornata intensa, compi ogni mitzvah che ti si presenta, facendo affidamento sull’impegno preso al mattino e riflettendo anzitutto su quanto le preoccupazioni mondane e i peccati ti abbiano allontanato da D‑o. Allora anche un piccolo atto di servizio diventa dolce, e la gioia nelle mitzvos scaturisce dall’umiltà.

Domande di discussione

  1. Perché il passaggio attraverso la terra rende «viva» l’acqua del pozzo, invece di sminuirla, e che cosa rappresenta la «terra» nella giornata di una persona?
  2. Perché l’unità di D‑o, accettata nello Shema, trova il proprio posto soltanto nella Torah?
  3. Se «le mitzvos non richiedono intenzione», quale intenzione chiede comunque il maamar, e perché proprio quella?
  4. Come può la consapevolezza della propria lontananza da D‑o produrre gioia anziché tristezza?
  5. Che cosa significa vedere in ogni altra persona qualcuno più vicino a D‑o di sé stessi?

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Indice

Torah Ohrתורה אור

Parashot Toldosתולדות

  1. 1אלה תולדות יצחק וגו׳«Queste sono le generazioni di Yitzchak»
  2. 2מים רבים לא יוכלו לכבות את…Molte acque non possono spegnere l’amore
  3. 3ביאור על הנ״לSpiegazione di quanto sopra
  4. 4ויחפרו עבדי יצחק בנחל כו׳«E i servitori di Yitzchak scavarono nella valle… un pozzo che i principi avevano scavato»
  5. 5ראה ריח בני כריח שדה אשר…«Ecco, il profumo di mio figlio è come il profumo di un campo»