Torah Ohr · Parashot Vayishlach · Maamar 6
ויאבק איש עמו כו׳
«E un uomo lottò con lui»
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Tradotto con l’IA dalla nostra edizione inglese, poi verificato e corretto in diversi passaggi sulla base dell’inglese e dell’ebraico. L’inglese stesso è in corso di revisione da parte di lettori. Se conosci bene l’italiano, saremmo grati del tuo aiuto nella revisione di questa traduzione. Collabora alla revisione
Idea centrale
Le scorze (kelipos) cercano di aggirare la santità e di attingere direttamente dalla Luce Infinita (Or Ein Sof), dove l’oscurità è come la luce; Yaakov, la cui radice è nella sapienza (Chochmah) superna, stabilì l’ordine secondo cui la luce interiore di D‑o dimora soltanto sull’autoannullamento (bittul), e così resistette a Samael e persino elevò la più bassa «polvere» fino al Trono della Gloria.
Il maamar in breve
Il maamar chiede come Samael, l’angelo di Eisav, potesse combattere Yaakov, quando le kelipos traggono tutta la loro forza vitale dalla santità e svaniranno non appena questa verrà ritirata. La risposta è che, al livello trascendente di D‑o, «l’oscurità è come la luce», perciò la scorza (kelipah), come il ragno nel palazzo del re, spera di attingere direttamente da lì. Dopo la contrazione (tzimtzum) di Tikkun, tuttavia, la luce interiore fluisce soltanto verso la santità, attraverso il bittul, che discende dall’intelletto alle emozioni, alla vittoria (Netzach) e allo splendore (Hod); alle kelipos giunge soltanto un rivolo «da dietro la pelle». La loro presunzione, «anche se ti innalzi come l’aquila», è il tentativo di sottrarsi a quell’ordine, e Yaakov, che lo attirò verso il basso, divenne il loro bersaglio. Le kelipos possono fare presa soltanto sulle emozioni, quando l’intelletto superiore si ritira; perciò Samael strinse Yaakov con la sua benevolenza (Chesed) e il suo rigore (Gevurah). Ma la radice di Yaakov è il fondamento (Yesod) di Abba, la Chochmah superna, perciò Samael poté colpire soltanto la coscia, il flusso esteriore. Infine, il contrasto dello Zohar tra la terra fertile e la polvere sterile mostra che anche la sovranità (Malchus) della kelipah fu raffinata ed elevata attraverso la lotta di Yaakov, come nel ritorno (teshuvah).
Schema
- La domandaLa lotta di Yaakov fu una guerra tra Samael e la santità, una guerra che danneggiò la fonte della profezia. Ma come può la kelipah, che vive soltanto della santità e svanirà, combatterla? La chiave è che davanti a D‑o, che circonda tutti i mondi, l’oscurità è come la luce.¶1–3
- L’ordine del bittulDopo Tikkun, la luce interiore si dirige soltanto alla santità, mentre le kelipos ricevono dal «retro». Il bittul discende dall’intelletto, attraverso le emozioni, fino alla sovranità del Mondo dell’Azione (Asiyah); al di sotto di essa, il regno della separazione riceve soltanto attraverso i «pori».¶4–6
- L’ambizione dell’aquila e il ruolo di YaakovLa kelipah vuole attingere direttamente dalla Luce Infinita, aggirando la santità, ma «di là ti farò scendere»: l’ordine di Havayah consente alla luce di dimorare soltanto sul bittul. Yaakov attirò verso il basso quell’ordine, perciò Samael lottò con lui.¶7–9
- Dove la kelipah fa presaLa kelipah non ha presa nell’intelletto, protetto dalla luce avvolgente, ma soltanto nelle emozioni, quando si ritirano le facoltà intellettive (mochin) di Abba. La lotta è l’abbraccio con cui la benevolenza e il rigore di Samael strinsero Yaakov, come l’anima animale fa presa sull’anima divina.¶10
- Perché Samael fallìYaakov, yud-eikev, è la luce del fondamento (Yesod) di Abba, il cui bittul riempiva persino le sue emozioni; perciò Samael poté toccare soltanto la coscia. Samael errò pensando che Yaakov fosse soltanto il Carro delle emozioni.¶11–13
- Terra, polvere e l’elevazione della polvereLa terra, radicata attraverso Malchus nella Corona (Keser), fa crescere le cose, mentre la polvere, residuo del fuoco, è la Malchus della kelipah. Attraverso l’abbraccio reciproco della lotta, come nella lotta del ritorno (teshuvah), persino la polvere fu elevata fino al Trono della Gloria.¶14
Concetti chiave
- Samaelס״מ
- La forza angelica dell’altra parte, identificata con il ministro di Eisav, che lottò con Yaakov.
- L’oscurità è come la luceכחשכה כאורה
- Al livello trascendente di D‑o non vi è alcuna distinzione tra luce e oscurità; per questo la kelipah spera di attingere da lì.
- L’autoannullamento (bittul)ביטול
- La condizione sulla quale dimora la Luce Infinita; è più forte nell’intelletto, più debole nelle emozioni e più debole ancora nel flusso esteriore.
- Luce avvolgente (makif)מקיף
- Luce non racchiusa in un recipiente; proviene dalla comprensione (Binah) e respinge le forze esterne.
- Facoltà intellettive (mochin) di Abba e mochin della fase di allattamentoמוחין דאבא / מוחין דיניקה
- L’intelletto superiore maturo in contrapposizione a un livello immaturo d’intelletto nelle emozioni; la kelipah fa presa quando il primo si ritira.
- Yud-eikevי׳ עקב
- Il nome di Yaakov letto come una yud e un tallone: la luce del fondamento (Yesod) di Abba che giunge in basso, la sua radice nella Chochmah superna.
- Terra e polvereעפר ואבק
- La terra fertile corrisponde alla Malchus della santità; la polvere sterile, residuo del fuoco, alla Malchus della kelipah.
- Uno di fronte all’altroזה לעומת זה
- Ogni livello di santità ha il suo corrispondente nella kelipah; la raffinazione include ciascuno nel suo corrispondente santo.
La domanda ¶1–3
1ויאבק איש עמו12 כו׳. הנה נודע שמלחמה זו היא מלחמת הס״מ [הסמאל] בסטרא דקדושה.3 וכענין מלחמה לה׳ בעמלק4
«E un uomo lottò con lui», ecc. Ora, è noto che questa battaglia è la guerra di Samael contro il lato della santità, come nella guerra di Havayah contro Amalek.
Il maamar si apre con il versetto che descrive l’uomo misterioso che lottò con Yaakov per tutta la notte, identificato con il ministro angelico di Eisav, chiamato Samael. L’Alter Rebbe afferma che questa lotta è una guerra fra le forze del male e la santità stessa, come la guerra incessante contro Amalek.
וכנודע מן הפרדס56 שמה שנגע בכף ירך יעקב. דפגים אתר דנבואה עד דאתא שמואל ותקן הנצח כמ״ש וגם נצח ישראל לא ישקר.7
E, come è noto dal Pardes, quando egli toccò l’incavo della coscia di Yaakov, danneggiò il luogo della profezia, finché Shmuel venne e rettificò il livello della vittoria (Netzach), come è scritto: «E anche l’Eterno (Netzach) d’Israele non mentirà».
Il Pardes Rimonim di Rabbi Moshe Cordovero insegna che il colpo alla coscia di Yaakov ebbe un effetto duraturo: la coscia corrisponde a Netzach, il canale attraverso cui fluisce la profezia, perciò il colpo danneggiò la fonte della profezia finché il profeta Shmuel non la restaurò. La prova è l’espressione usata da Shmuel stesso, «l’Eterno (Netzach) d’Israele», che designa proprio quell’attributo.
Il maamar introduce il suo tema: la lotta notturna di Yaakov con l’angelo fu una vera guerra fra Samael e la santità, e il danno arrivò fino alla fonte della profezia.
La nota di Kehot cita la lettura dello Zohar riportata nel Pardes: «zoppicava sulla coscia» si riferisce a Netzach d’Israele, dal quale nessuno profetizzò finché venne Shmuel; allora quel livello fu riparato. La trascrizione in Sefer HaMaamarim 5566 aggiunge che il danno a Netzach della santità è il motivo per cui la profezia cessò in Israele.
Marei mekomos
- 1ויאבק איש עמו · הנחת כ״ק אדמו״ר האמצעי בסה״מ תקס״ו ע׳ קמח. הנחת ר׳ משה בן כ״ק אדה״ז שם ע׳ קסד. ומתחיל: ”בזהר פ׳ וישלח ויאבק איש עמו”. ראה לעיל בציונים לכ״ק אדמו״ר זי״ע. חלק מהמאמר מהנחת כ״ק אדה״א עם הגהות באוה״ת כרך ה תתעה, א. וראה גם בכרך ז תתתל, א. חוקת ע׳ תשסד ואילך.
- 2ויאבק איש עמו · Genesis 32:25
- 3מלחמת הס״מ בסטרא דקדושה · בסה״מ תקס״ו ע׳ פא: ”לכאורה יפלא מאד איך יתכן למעלה ענין המלחמה של יעקב ושרו של עשו שהוא בחי׳ המלחמה בין סט׳ דקדושה לסט״א”. וראה גם באוה״ת וישלח תתעה, א. כרך ז תתתל, ב.
- 4מלחמה לה׳ בעמלק · Exodus 17:16
- 5וכנודע מן הפרדס · שער יז שער ירך יעקב. באוה״ת שם כרך ה מציין שער י״ז הוא שער ירך יעקב שהביא בשם הזהר וז״ל: והוא צולע על ירכו דא איהו נצח ישראל כו׳ דלא אתנבי מתמן בר נש עד דאתא שמואל נביאה ועל דא כתיב וגם נצח ישראל לא ישקר כדין אתתקן דרגא דא כו׳. בסה״מ תקס״ו שם ע׳ קכ: ”שפגם בחי׳ הנצח דקדושה שמשם אור הנבואה שופע למטה בנבואה כו׳ וע״כ לא היתה הנבואה בישראל”.
- 6וכנודע מן הפרדס · Pardes Rimmonim 17
- 7נצח ישראל לא ישקר · I Samuel 15:29
2ולכאורה אינו מובן איך יתכן להיות הס״מ [הסמאל] נלחם נגד הקדושה והלא כל עיקר חיות הקליפות הוא מהקדושה וכענין לא כאברהם1 שיצא ממנו ישמעאל2 כו׳ מותרי החסד3 כו׳.
A prima vista non si comprende come sia possibile che Samael combatta contro la santità. La forza vitale dei kelipos (involucri), non proviene forse interamente dalla santità? Come nell’insegnamento «Non come Avraham, dal quale uscì Yishmael» ecc., [dall’]eccesso di benevolenza (Chesed), ecc.
L’Alter Rebbe pone una difficoltà: i kelipos, le forze dell’occultamento, non hanno una vita propria e traggono tutta la loro vitalità dalla santità; come possono dunque combatterla? Porta come esempio l’insegnamento del Sifrei secondo cui Yishmael discese da Avraham, quale sviluppo dell’illimitata benevolenza di Avraham, l’«eccesso» di Chesed che la santità non può contenere.
E nel Tempo a Venire, quando [esso] sarà purificato, allora è scritto: «E rimuoverò lo spirito d’impurità», ecc.; «Ha inghiottito ricchezze e le vomiterà»; «Inghiottirà la morte per sempre».
La loro dipendenza dalla santità si manifesta anche nel loro futuro: una volta che le scintille di santità al loro interno saranno purificate e separate, essi semplicemente cesseranno di esistere. I tre versetti descrivono questa fine: lo spirito d’impurità viene rimosso, il bene inghiottito viene espulso e la morte stessa viene inghiottita.
Il paragrafo approfondisce la domanda: poiché il male vive soltanto di ciò che prende dalla santità e scomparirà quando questo gli sarà sottratto, come può muovere guerra alla santità?
L’idea che la kelipah sia alimentata dalla sovrabbondanza (mosarei) degli attributi di santità ricorre nel maamar precedente, al quale rimanda la nota del Kehot. Yishmael, nato dal Chesed di Avraham, ed Eisav, dalla Gevurah di Yitzchak, sono gli esempi classici.
Marei mekomos
- 1לא כאברהם · ספרי דברים לב, ט. ראה לעיל יב, א. ענין זה לא נזכר בב׳ הנחות בסה״מ תקס״ו.
- 2לא כאברהם שיצא ממנו ישמעאל · Sifrei Devarim 312:1–2
- 3מותרי החסד · ראה לעיל כה, ב.
- 4ואת רוח הטומאה אעביר · Zechariah 13:2
- 5חיל בלע ויקיאנו · Job 20:15
- 6בלע המות לנצח · Isaiah 25:8
«E sarà come se non fosse mai esistito». Ed è scritto: «Un tempo in cui l’uomo dominava sull’uomo a proprio danno». Come potrebbe dunque avere il potere di combattere, ecc.?
Le kelipos [involucri] finiranno come se non fossero mai esistite, e anche ora il loro dominio è soltanto «a loro danno», come dice Koheles. La domanda resta: come può una forza così dipendente e destinata a perire avere il potere di combattere la santità?
אך הענין הוא כי הנה המאציל העליון ב״ה הוא סוכ״ע ולפניו כחשכה כאורה.34 שממית בידים תתפש5 והיא בהיכלי מלך שאינה תופסת מקום ויכולה להיות גם בהיכלי מלך ואינו חושש.
Ma la spiegazione è questa: il Supremo Emanatore, benedetto Egli sia, è colui che circonda tutti i mondi (sovev kol almin), e davanti a Lui le tenebre sono come la luce. [Così] «il ragno afferra con le mani ed è nei palazzi del re»: non occupa alcuno spazio e perciò può trovarsi anche nei palazzi del re, e il re non se ne preoccupa.
La risposta comincia da D‑o così come trascende tutti i mondi: per Lui, tenebre e luce sono uguali, perciò nulla, neppure il male, è escluso a causa della propria indegnità. L’immagine è quella del ragno nel palazzo del re: qualcosa di così piccolo e insignificante da «non occupare alcuno spazio» può trovarsi persino nei palazzi del re, e il re non vi presta attenzione.
Il paragrafo completa la domanda e ne dà la chiave di risposta: al livello in cui D‑o circonda tutti i mondi, le tenebre sono come la luce, perciò anche la kelipah può giungere fin lì.
Il passo di Likkutei Torah citato nella nota Kehot sviluppa la stessa immagine: al livello in cui «tutto è come nulla dinanzi a Lui», la distinzione per cui il flusso raggiungerebbe soltanto chi si annulla dinanzi a Lui non ha rilevanza, e perciò «il ragno afferra con le mani».
Marei mekomos
- 1והיה כלא היה · Obadiah 1:16
- 2עת אשר שלט האדם באדם · Ecclesiastes 8:9
- 3כחשיכה כאורה · ראה באוה״ת פ׳ וישלח כרך ה תתעה, א.
- 4ולפניו כחשכה כאורה · Psalms 139:12
- 5שממית בידים תתפש · Proverbs 30:28
L’ordine del bittul ¶4–6
4וכמ״ש ואלה המלכים אשר מלכו1 בארץ אדום לפני מלך מלך לבני ישראל. שלפני מלך מלך לבנ״י [לבני ישראל] היו מלכי ארץ אדום ג״כ אלא דהיינו דוקא לפני מלך מלך לבנ״י [לבני ישראל].
Come è scritto: «Questi sono i re che regnarono nel paese di Edom prima che un re regnasse sui figli d’Israele». Vale a dire: prima che un re regnasse sui figli d’Israele, c’erano anche re nel paese di Edom; ma soltanto prima che un re regnasse sui figli d’Israele.
I re di Edom menzionati nella Torah rappresentano, nella Kabbalah, il Mondo del Tohu, le cui luci si infransero. L’Alter Rebbe sottolinea la parola «prima»: questi re di Edom potevano regnare soltanto prima che un re regnasse in Israele, cioè prima che fosse stabilito il mondo ordinato del Tikkun.
אבל אח״כ הרי כתיב מלך אין באדום2 כו׳ לפי שנמשך להיות צמצום באוא״ס [באור אין סוף] ב״ה שלא יומשך הפנימי׳ [הפנימיות / הפנימית] כ״א לסטרא דקדושה דוקא יאר ה׳ פניו אתנו סלה.3
Ma in seguito è scritto: «Non c’è re in Edom», ecc., perché nella Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, fu introdotta una contrazione (tzimtzum), affinché la dimensione interiore fosse fatta fluire soltanto verso il lato della santità: «Possa Havayah far risplendere il Suo volto con noi, Selah».
Una volta stabilito il Tikkun, «non c’è re in Edom», perché fu introdotto un tzimtzum affinché la dimensione interiore della Luce Infinita fluisse soltanto verso la santità. Il versetto «Possa Havayah far risplendere il Suo volto con noi» esprime questo concetto: il «volto», la luce interiore di D‑o, risplende con noi, Israele.
והקליפות מקבלים מבחי׳ אחוריים כמאן דשדי בתר כתפוי ונק׳ אלקים אחרים לפי שישראל ממשיכים כך להיות אור א״ס שורה דוקא במי שבטל כו׳.
E le kelipos [gli involucri] ricevono dal livello del dorso (achorayim), come chi getta [qualcosa] dietro le proprie spalle; sono chiamate «altri dèi» (elokim acherim), perché Israele fa discendere [la luce] in modo tale che la Luce Infinita riposi soltanto su chi è in stato di autoannullamento, ecc.
Le kelipos ricevono soltanto dal «dorso» di D‑o, come una persona che getta qualcosa dietro la spalla senza rivolgersi a chi lo riceve; per questo sono chiamate «altri dèi»: acherim («altri») richiama achorayim («dorso»), poiché ricevono dal dorso del Nome Elokim. Questa disposizione è determinata da Israele: il suo bittul (autoannullamento davanti a D‑o) fa sì che la Luce Infinita riposi soltanto dove vi è autoannullamento.
Ricorrendo ai re di Edom, il paragrafo mostra che un tempo le kelipos avevano accesso alla luce interiore, ma che, dopo il tzimtzum del Tikkun, la luce interiore fluisce soltanto verso la santità, mentre esse ricevono soltanto dal «dorso».
La trascrizione del Sefer HaMaamarim 5566 spiega che, poiché non c’era ancora un re in Israele, vale a dire il Tikkun del Mondo dell’Emanazione (Atzilus), i sette re primordiali regnavano in Edom e attingevano al flusso interiore, poiché là tenebre e luce erano sullo stesso piano. L’espressione «altri dèi», riferita a coloro che ricevono dal dorso, è sviluppata nel supplemento di Torah Ohr su Vayechi, citato al paragrafo 7.
Marei mekomos
- 1ואלה המלכים אשר מלכו · Genesis 36:31
- 2מלך אין באדום · I Kings 22:48
- 3יאר ה׳ פניו אתנו סלה · Psalms 67:2
Ora, l’inizio dell’autoannullamento (bittul) è nella sapienza (Chochmah), nella comprensione (Binah) e nella conoscenza (Daas), che sono proprio il livello del bittul effettivo.
L’Alter Rebbe traccia ora il modo in cui il bittul discende attraverso le emanazioni divine (Sefiros). Esso ha inizio nell’intelletto, in Chochmah, Binah e Daas, che è il bittul stesso.
ואח״כ נמשך למדות שהן נמשכין מחב״ד [מחכמה בינה ודעת] ע״י התבוננות שנתהווה בחי׳ התפעלות הלב באהוי״ר [באהבה ויראה] מפני שמתבונן בגדולת א״ס ב״ה ואינן עצמות הבטול ממש2 כמו חב״ד [חכמה בינה ודעת]3
In seguito esso si estende agli attributi emotivi (middos), che derivano da Chochmah, Binah e Daas attraverso la contemplazione, per mezzo della quale nasce un risveglio del cuore nell’amore e nel timore reverenziale (ahavah veyirah), perché si contempla la grandezza dell’Infinito (Ein Sof), benedetto Egli sia; essi, però, non sono l’essenza stessa del bittul, come lo sono Chochmah, Binah e Daas.
Da qui il bittul fluisce nelle emozioni: l’amore e il timore reverenziale sorgono quando una persona contempla la grandezza di D‑o; sono quindi un prodotto del bittul, ma non sono più il bittul stesso, come lo è l’intelletto. Un’emozione implica già un io che prova un sentimento.
ואח״כ לנו״ה [לנצח והוד] שהן בחי׳ ירידה יותר גדולה שאין זה אלא בחי׳ התפשטות ממנו ולזולתו להוציא מכח אל הפועל ממש להשפיע לזולתו ללמד לאחרים או ליתן צדקה כו׳.
In seguito [esso viene esteso] alla vittoria (Netzach) e allo splendore (Hod), che rappresentano una discesa ancora maggiore, poiché non si tratta che di un’estensione da sé verso un altro, per tradurre il potenziale in atto concreto, dando a un altro: insegnando agli altri o dando tzedakah [carità], ecc.
Netzach e Hod costituiscono un ulteriore passo verso il basso: trasformano il sentimento in un’azione rivolta agli altri, come insegnare o fare la carità. È un’estensione verso l’esterno di sé, una discesa ancora maggiore rispetto al bittul puro.
Il paragrafo descrive la graduale discesa del bittul: dall’intelletto alle emozioni, e poi agli attributi pratici che agiscono sugli altri.
In Or HaTorah, il Tzemach Tzedek mette in discussione questa gerarchia: in una persona, l’amore e il timore reverenziale che raggiungono il cuore sembrano avere più valore della contemplazione che resta nella mente; a questo proposito rimanda a Tanya chapter 16. Aggiunge inoltre un riferimento alla glossa in Tanya chapter 35.
Marei mekomos
- 1שהם הם בחי׳ בטול ממש · באוה״ת נוסף: (ע׳ בסש״ב פל״ה בהג״ה).
- 2ואינן עצמות הבטול ממש · באוה״ת יש הג״ה לכאן.
- 3תחילת הביטול . . כמו חב״ד · באוה״ת כאן תתעה, ב ”זה צ״ע דבאדם כשנמשך ההתפעלות באהוי״ר בלב חשוב יותר מאלו ההתבוננות רק במוחו ושכלו ולא נגע ללב וצ״ע בסש״ב פט״ז בענין מחשבה טובה הקב״ה מצרפה למעשה” ע״ש.
6ואעפ״כ [ואף על פי כן] נמשך בהן בחי׳ בטול לאוא״ס [לאור אין סוף] ב״ה עד שנמשך למל׳ דעשיה שהיא סוף הקדושה ונכללת בבחי׳ בטול ומשם יפרד להיות עלמא דפרודא בבחי׳ יש ודבר בפ״ע [בפני עצמו] וקרו לי׳1 אלהא דאלהיא שתופסים מקום לעצמם.2
Tuttavia, il livello di autoannullamento (bittul) davanti alla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, viene esteso in esse, finché viene fatto discendere fino alla sovranità (Malchus) del Mondo dell’Azione (Asiyah), che è il termine della santità ed è [ancora] inclusa nel livello di bittul. Da lì si separa per diventare il mondo della separazione, sotto forma di yesh (un’esistenza) e di realtà a sé stante; e Lo chiamano «il D‑o degli dèi», perché occupano uno spazio per sé.
Ciò nonostante, il bittul continua fino al livello più basso della santità, Malchus di Asiyah, che rimane ancora in stato di bittul davanti a D‑o. Al di sotto comincia il «mondo della separazione», dove le cose si percepiscono come esistenze indipendenti; lì D‑o è chiamato «il D‑o degli dèi», riconosciuto come supremo da potenze che tuttavia rivendicano uno spazio per sé.
וקבלתם הוא רק מאחורי העור דנוקבא דהיינו בחי׳ צירופי אותיות דרך נקבי העור דהיינו בחלל ומקום ריוח שבין צירוף לצירוף כו׳ כנודע.
La loro ricezione proviene soltanto da dietro la pelle della dimensione femminile / Malchus (Nukva), vale a dire dalle combinazioni di lettere attraverso i pori della pelle, cioè dallo spazio vuoto e dall’intervallo tra una combinazione e la successiva, ecc., come è noto.
Tali esistenze separate ricevono la loro forza vitale non dalla parte anteriore della santità, ma da «dietro la pelle» della Nukva (Malchus). In termini cabalistici, ciò significa che la ricevono attraverso gli intervalli tra le combinazioni di lettere del discorso creatore di D‑o, come attraverso i pori della pelle: un flusso tenue e indiretto.
Il paragrafo mostra dove termina la santità e dove comincia la separazione, e come ciò che si trova al di là della santità riceva soltanto un flusso indiretto attraverso i suoi margini esteriori.
Il contrasto tra le combinazioni di lettere stesse, che sono sante, e gli spazi tra di esse, attraverso i quali vengono alimentate le forze esteriori, corrisponde all’immagine dei capelli e delle unghie che crescono attraverso i pori (paragrafo 8). L’espressione talmudica «Lo chiamano il D‑o degli dèi» è la prova consueta che si può riconoscere un D‑o supremo e, al contempo, attribuire indipendenza a potenze inferiori.
Marei mekomos
- 1וקרו לי׳ אלקא דאלקיא · Menachot 110a:11–13
- 2עד שנמשך . . מקום לעצמם · ראה אוה״ת ויקרא כרך ב ע׳ תלז.
L’ambizione dell’aquila e il ruolo di Yaakov ¶7–9
Ora è scritto: «Anche se ti innalzi in alto come l’aquila», ecc.: essi si elevano con sfrontatezza e arroganza dello spirito, ecc.
La profezia di Ovadiah contro Edom, «anche se ti innalzi come l’aquila», descrive l’arroganza delle kelipos (le scorze), che si elevano con sfrontatezza e arroganza.
וענין חוצפה זו למעלה היא שרוצים לינק מאא״ס [מאור אין סוף] ב״ה שלא ע״י הקדושה3 שהיא המשכת הבטול הנמשך ע״י ישראל כי מזה אין להם יניקה רק מאחורי העור דנוקבא אלא רוצים שיושפע להם אוא״ס [אור אין סוף] ממש שלפניו כחשכה כאורה שאין בחי׳ הבטול תופס מקום כלל לפניו.
E questa sfrontatezza in alto consiste nel fatto che vogliono trarre nutrimento dalla Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, non attraverso la santità, ossia la discesa dell’autoannullamento (bittul) che viene operata attraverso Israele; da questa essi ricevono nutrimento soltanto dal retro della pelle della dimensione femminile / Malchus (Nukva). Vogliono invece che fluisca loro lo stesso Or Ein Sof, dinanzi al quale le tenebre sono come la luce, poiché davanti a Lui il livello di bittul non ha alcun peso.
In alto, questa sfrontatezza significa che vogliono essere nutriti direttamente dalla Luce Infinita, aggirando la santità, il canale del bittul che Israele fa discendere; attraverso la santità, infatti, ricevono soltanto un flusso esiguo dal «retro della pelle». Mirano dunque allo stesso Or Ein Sof, dove le tenebre sono come la luce e il bittul non fa alcuna differenza, sperando di ricevere da lì senza autoannullarsi.
Il paragrafo individua l’obiettivo delle kelipos: elevarsi al di sopra dell’ordine della santità e attingere direttamente a Or Ein Sof, dove la loro mancanza di bittul non costituirebbe un ostacolo.
La trascrizione in Sefer HaMaamarim 5566 si chiede perché il versetto dica proprio «come l’aquila» e come la kelipah possa elevarsi tanto in alto. Il passo di Likkutei Torah su Tzav, che rimanda a questo maamar, rinvia all’espressione di questo maamar «da lì ti farò precipitare», nel contesto di una discussione su come la luce che circonda tutti i mondi (sovev kol almin) risplenda attraverso la luce che riempie tutti i mondi (memalei kol almin).
Marei mekomos
- 1אם תגביה כנשר · עובדי׳ ד. בהנחת כ״ק אדה״א בסה״מ תקס״ו מקשה כאן: ”לכאורה מה שאמר כנשר דוקא, וגם איך ביכולתו להגביה א״ע כ״כ עצמו”. לקמן קב, ב. לקו״ת צו טז, ב מציינים לכאן. באוה״ת וישלח כרך ה תתעג, א מציין לכאן. וגם מציין לכמה מקומות שמדבר מענין נשר.
- 2אם תגביה כנשר · Obadiah 1:4
- 3שרוצים לינק מאא״ס ב״ה שלא ע״י הקדושה · ראה אוה״ת פ׳ תצוה ע׳ א׳תרצד.
8ואם צדקת1 כו׳ וגם שממית היא בהיכלי מלך ומשם יהיה להם יניקה שלא יצטרכו לקבל דרך הקדושה דרך נקבי העור בבחי׳ שערות וצפרנים כו׳ רק משם אורידך נאם הוי״ה.2
«“Se sei giusto…”, ecc.; e inoltre: “il ragno si trova nei palazzi del re”; da lì avranno sostentamento, così che non dovranno riceverlo attraverso la santità, per i pori della pelle, come avviene per i capelli e le unghie, ecc. Ma “di là ti farò precipitare, dice il Nome Havayah”.»
Il versetto di Job, «se sei giusto, che cosa Gli dai?», esprime che, al livello più elevato di D‑o, la nostra giustizia non fa alcuna differenza; perciò le kelipos (gli involucri) sperano di trarne sostentamento, come il ragno nel palazzo. In tal modo eviterebbero di dover ricevere attraverso la santità, come i capelli e le unghie, che crescono attraverso i pori e costituiscono la parte più esterna e meno vitale del corpo. Ma il versetto di Ovadiah conclude: «di là ti farò precipitare, dice Havayah».
כי הוי״ה הוא בחי׳ השתלשלות צמצום והתפשטות כו׳ בבחי׳ עקודים נקודים כו׳ ומשם אורידך שע״פ סדר ההשתלשלות וצמצום להיות נמשך פנימי׳ [פנימיות / פנימית] כו׳ אין אור א״ס ב״ה שורה אלא במי שבטל כו׳.
Perché Havayah è il livello della catena discendente dei mondi (hishtalshelus), della contrazione (tzimtzum) e dell’espansione, ecc., il livello di Akudim e Nekudim, ecc. E «di là ti farò precipitare»: secondo l’ordine dell’hishtalshelus e del tzimtzum, affinché venga fatta discendere la dimensione interiore (pnimiyus), ecc., la Luce Infinita (Or Ein Sof), benedetto Egli sia, dimora soltanto in chi si trova in uno stato di autoannullamento (bittul), ecc.
Il Nome Havayah indica il processo ordinato di discesa: contrazione ed espansione attraverso le fasi chiamate Akudim e Nekudim, le prime fasi dell’emanazione del mondo. «Di là ti farò precipitare» significa che, secondo quest’ordine, la luce interiore dimora soltanto dove vi è bittul; così le kelipos vengono ricacciate verso il basso.
Il paragrafo risponde all’ambizione delle kelipos: D‑o, in quanto Havayah, ha stabilito un ordine di discesa in cui la luce interiore dimora soltanto dove vi è bittul, e quest’ordine le ricaccia verso il basso.
Akudim («legati») e Nekudim («puntiformi») sono, secondo l’Arizal, fasi dell’emanazione in cui le luci furono dapprima contenute in un unico recipiente e poi si diffusero in recipienti distinti. L’Alter Rebbe collega questo dispiegarsi strutturato al Nome Havayah, le cui lettere esprimono esse stesse contrazione ed espansione.
Marei mekomos
- 1ואם צדקת · Job 35:7
- 2משם אורידך נאם הוי״ה · Obadiah 1:4
9והנה המשכה זו היא ע״י אתערותא דלתתא מבחי׳ יעקב שהוא המשיך עקודים נקודים כו׳.
Ora, questa discesa avviene per mezzo di un risveglio dal basso (isarusa dilesata), dal livello di Yaakov, che fece discendere Akudim, Nekudim («striate», «maculate»), ecc.
L’ordine secondo cui la luce interiore si posa soltanto sull’autoannullamento (bittul) viene fatto discendere mediante un risveglio dal basso, e precisamente attraverso Yaakov. Si dice che Yaakov, i cui greggi erano «akudim» e «nekudim» (striate e maculate), abbia fatto discendere questi livelli di emanazione.
דהיינו שיהיה צמצום אוא״ס [אור אין סוף] דרך הקדושה דוקא ע״י בחי׳ בטול כו׳ ולכן ויאבק איש עמו1 שרצה הס״מ [הסמאל] להגביה כנשר כו׳.
Vale a dire, che la contrazione (tzimtzum) della Luce Infinita (Or Ein Sof) avvenga esclusivamente attraverso la santità, tramite il livello del bittul, ecc. Perciò: «E un uomo lottò con lui», poiché Samael voleva elevarsi in alto come un’aquila, ecc.
Il servizio divino di Yaakov fece sì che la contrazione della Luce Infinita fluisse soltanto attraverso la santità e il bittul. Ecco perché Samael lottò con lui: voleva spezzare quell’ordine e librarsi come un’aquila fino alla Luce Infinita stessa.
Il paragrafo risponde alla domanda iniziale: Samael combatté Yaakov perché Yaakov fu colui che stabilì l’ordine secondo cui la Luce Infinita fluisce soltanto attraverso il bittul.
I greggi di Yaakov nella casa di Lavan, striati, maculati e chiazzati (Genesi 30–31), sono interpretati in tutta la Chassidus come i mondi di Akudim, Nekudim e Berudim [chiazzati]. Il maamar riprende questo tema nel paragrafo 11.
Marei mekomos
- 1ויאבק איש עמו · Genesis 32:25
Dove la kelipah fa presa ¶10
Ora, Yaakov è il più eletto tra i Patriarchi, e i Patriarchi stessi sono il Carro, il livello della benevolenza (Chesed), del rigore (Gevurah) e della bellezza (Tiferes).
I Patriarchi sono chiamati il «Carro» di D‑o perché erano completamente dediti alla Sua volontà, incarnando ciascuno un attributo emotivo: Avraham Chesed, Yitzchak Gevurah e Yaakov Tiferes.
שבבחי׳ בטול עצמו דהיינו בחי׳ חב״ד [חכמה בינה ודעת] אין להם אחיזה כו׳ אלא בחג״ת [בחסד גבורה תפארת] שהן מדות ההתפעלות מן הבטול כו׳ ושם הוא אחיזת זלעו״ז [זה לעומת זה] דכר דקליפה נגד ז״א כו׳
Infatti, nel livello dell’autoannullamento (bittul) stesso, ossia nel livello della sapienza (Chochmah), della comprensione (Binah) e della conoscenza (Daas), [le kelipos, forze della scorza (kelipah)] non hanno alcun appiglio; possono averlo soltanto in Chesed, Gevurah e Tiferes, che sono attributi di risveglio [che scaturiscono] dal bittul. Ed è lì che si trova la presa di «uno opposto all’altro»: il maschio della kelipah di fronte all’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin), ecc.
Le kelipos non hanno presa sull’intelletto — Chochmah, Binah e Daas — che è il bittul stesso; possono farlo soltanto sulle emozioni, che sono un passo più lontane dal bittul puro. Lì, come dice Koheles, D‑o ha fatto «l’uno opposto all’altro», così che una forza maschile della kelipah si trova di fronte a Zeir Anpin, le qualità emotive della santità.
משא״כ בחב״ד [בחכמה בינה ודעת] כנודע שכל המקיפים הם מבינה והמקיף הוא דוחה החיצונים וכמבואר מההיכלות שאין בזה לעו״ז [לעומת זה]4 רק נגד ז״ת [ז׳ תחתונות]5 ולא בהיכל ק״ק [קדש הקדשים]6 שהוא כולל כחב״ד [כחכמה בינה ודעת] כו׳.
Questo non vale per Chochmah, Binah e Daas: infatti, come è noto, tutti i makifim [luci avvolgenti] provengono da Binah, e il makif respinge le forze esteriori. E, come si spiega a partire dagli Heichalos [palazzi], in questo ambito esiste una controparte soltanto in corrispondenza delle sette emanazioni divine inferiori (Sefiros), non nell’Heichal [camera] del Santo dei Santi, che comprende la Corona (Keser), Chochmah, Binah e Daas, ecc.
L’intelletto è protetto perché le luci avvolgenti (makifim), che provengono da Binah, respingono le forze esteriori. L’insegnamento kabbalistico sugli Heichalos, le sette camere, conferma questo: l’altra parte ha camere corrispondenti soltanto alle sette Sefiros inferiori, non al Santo dei Santi, che comprende Keser, Chochmah, Binah e Daas.
ויובן זה אצל האדם שאחר התפלה חולפת ועוברת האהבה כו׳ לפי שהאהבה היא נעשית פנימית (משא״כ ההתבוננות הוא בחי׳ מקיף כו׳) בתפלה.
Questo si può comprendere osservando una persona: dopo la preghiera l’amore svanisce e se ne va, ecc., perché durante la preghiera l’amore diventa interiore (mentre la contemplazione appartiene al livello del makif, ecc.).
Un’esperienza familiare illustra il concetto: l’amore provato durante la preghiera si affievolisce in seguito. Questo perché è diventato interiore, racchiuso in un recipiente, mentre la contemplazione che lo ha suscitato è avvolgente e quindi più duratura.
ושעת התפלה שסוגר עיניו ואינו רואה זה העולם מתעורר אצלו האהבה ההיא משא״כ אחר התפלה שרואה ענייני העולם ותענוגיו כו׳.
E durante la preghiera, quando chiude gli occhi e non vede questo mondo, quell’amore si risveglia in lui; non così invece dopo la preghiera, quando vede gli affari e i piaceri del mondo, ecc.
Mentre prega a occhi chiusi, senza vedere il mondo, una persona prova quell’amore. Quando la preghiera finisce e vede gli affari e i piaceri mondani, il sentimento interiorizzato viene facilmente soppiantato.
ואין לך שדוחה את החיצונים אלא מה שהוא בבחי׳ מקיף היינו שאינו נגבל בכלי שהוא דבר קיים לעד.
E nulla respinge le forze esteriori se non ciò che è al livello del makif, ossia ciò che non è delimitato da un recipiente, che è qualcosa che dura in eterno.
La regola generale è che soltanto ciò che è avvolgente e non è racchiuso in un recipiente può respingere le forze esteriori. Poiché non è delimitato, dura nel tempo.
וכמ״ש בפ׳ קדש ולזכרון בין עיניך.7 לפי שפ׳ קדש היא בחי׳ חכמה8 מוחין דאבא (שם בחי׳ הזכרון) שמתלבשים באימא מקור המקיפים.
Come è scritto nella sezione Kadesh: «E come ricordo fra i tuoi occhi»; poiché la sezione Kadesh è il livello della sapienza (Chochmah), le facoltà intellettive (mochin) di Abba (qui si trova il livello del ricordo), che si rivestono in Imma, la fonte dei makifim.
Ecco perché il brano dei tefillin «Kadesh» parla di «un ricordo fra i tuoi occhi»: quel brano corrisponde a Chochmah, i mochin di Abba, dove risiede la memoria. Questi mochin si rivestono in Imma (Binah), la fonte delle luci avvolgenti, e così sono protetti.
ולכן כתיב במלחמת עמלק לא תשכח.9 שכחה היא הסתלקות המוחין דאבא שכשמסתלקין מוחין דאבא בבחי׳ המדות שאין להם אלא מוחין דיניקה שם יש זלעו״ז [זה לעומת זה].
Perciò, a proposito della guerra contro Amalek, è scritto: «Non dimenticare». Dimenticare è il ritiro dei mochin di Abba; quando i mochin di Abba si ritirano, nel livello degli attributi emotivi (middos), che dispongono soltanto dei mochin della fase di yenikah [allattamento], lì si trova «uno opposto all’altro».
Il comandamento riguardante Amalek è «Non dimenticare», perché dimenticare significa il ritiro dei mochin di Abba. Quando questi mochin si ritirano, le emozioni rimangono soltanto con un livello immaturo, «di allattamento», dell’intelletto, e lì la forza opposta può far presa.
וזהו ויאבק שהוא מלשון חבוק שהחבוק הוא בידים חסד דרועא ימינא10 כו׳.
E questo è vaye'avek («lottò»), termine affine a chibbuk (abbraccio), poiché ci si abbraccia con le braccia: la benevolenza (Chesed) è il braccio destro, ecc.
L’Alter Rebbe interpreta vaye'avek, «lottò», come affine a chibbuk (abbraccio), poiché i lottatori si afferrano con le braccia e, nel Tikkunei Zohar, il braccio destro è Chesed.
כך סיבב גופו בידיו חו״ג [חסד וגבורה] דהיינו שהלבישו חו״ג [חסד וגבורה] של ס״מ [סמאל] את גופא דיעקב כדי להפילו ולהמשיך לבו אחריהם
Così gli cinse il corpo con le braccia, Chesed e il rigore (Gevurah); cioè, il Chesed e la Gevurah di Samael rivestirono il corpo di Yaakov, per farlo cadere e attirare il suo cuore dietro di loro;
Samael avvolse il corpo di Yaakov con le sue due braccia, il suo Chesed e la sua Gevurah. Lo scopo era far cadere Yaakov e attirare il suo cuore dietro le emozioni dell’altra parte.
וכמו המדות של נה״ב [נפש הבהמית] שמלבישין את נפש האלקי׳ ומונעין הדביקות כו׳ ואין התלבשות זו אלא בשעה שמסתלקים מוחין דאבא
proprio come gli attributi emotivi (middos) dell’anima animale (Nefesh HaBehamis) rivestono l’anima divina (Nefesh Elokis) e impediscono l’adesione [a D‑o], ecc. E questo rivestimento avviene soltanto quando i mochin di Abba si ritirano,
Nell’uomo, ciò è come quando i middos di Nefesh HaBehamis avvolgono Nefesh Elokis e ne ostacolano l’attaccamento a D‑o. Questo può accadere solo quando le facoltà intellettive superiori, i mochin di Abba, si sono ritirate.
וכמארז״ל [וכמאמר רבותינו זכרונם לברכה] צרכי עמך ישראל מרובים ודעתם קצרה11 פי׳ שכשהדעת מתקצר ומתצמצם בבחי׳ מוחין דיניקה אזי נעשו צרכי עמך מרובים רבים ונפרדים.
come dissero i nostri Maestri, di benedetta memoria: «Le necessità del Tuo popolo Israele sono molte e la loro conoscenza (Daas) è breve». Il senso è che, quando Daas si accorcia e si contrae al livello dei mochin dell’allattamento, le necessità del Tuo popolo diventano molte, numerose e separate.
La frase della preghiera di Neilah «la loro conoscenza è breve» viene letta come un rapporto di causa ed effetto: quando Daas si contrae fino al livello immaturo, le necessità di una persona si moltiplicano e si disperdono. Una forte Daas lega a D‑o e, quando si indebolisce, i desideri si moltiplicano.
Il paragrafo spiega dove le kelipos possono far presa: non nell’intelletto, protetto dalla luce avvolgente, ma nelle emozioni quando l’intelletto superiore si ritira. Interpreta la lotta di Samael come un avvinghiarsi delle sue emozioni attorno a Yaakov.
Le note di Kehot riportano una discussione in Or HaTorah e Toras Shmuel: il Ramaz, all’inizio di Vayakhel, colloca la kelipah persino di fronte alla camera della volontà, mentre questo maamar afferma che la kelipah si trova soltanto di fronte alle sette Sefiros inferiori; suggeriscono che qui l’Alter Rebbe dissentisse dal Ramaz. Or HaTorah su Megillas Esther identifica l’Heichal del Santo dei Santi con il Trono superno, come in Etz Chaim.
Marei mekomos
- 1יעקב מובחר שבאבות · נסמן לעיל יז, ג.
- 2והאבות הן הן המרכבה · נסמן לעיל ד, ג.
- 3והאבות הן הן המרכבה · Bereshit Rabbah 47:6
- 4משא״כ בחב״ד . . שאין בזה לעו״ז · ראה אוה״ת פ׳ זכור ע׳ א׳תשעה: ”ועיין בהרמ״ז ר״פ ויקהל, וצ״ע בת״א בד״ה ויאבק שאין קליפה רק נגד ז״ת ולא נגד ג״ר כו׳, מ״מ הרמ״ז ביאר שהוא נגד היכל הרצון”. בתורת שמואל תרכ״ט (בהוצאת תשנ״ב) ע׳ יב מציין ע״ז וז״ל: אך צ״ע מההגהות לד״ה תער השכירה מהרמ״ז שיש בעשי׳ לעו״ז גם נגד ע״י, ומההגהות לד״ה קמיפלגי במתיבתא דרקיע מענין ד״מ נגעים שנגע היפך הענג, וי״ל כי רבינו ז״ל חולק בזה על הרמ״ז וצע״ג” עכ״ל שם. ועיין במ״מ בסה״מ תרכ״ט שם. [ד״ה תער השכירה נדפס באוה״ת נ״ך כרך ב ע׳ תשפג. ובסה״מ הנחות — תרט״ז (נמצא בדפוס). ומהגהות לד״ה קמיפלגי, ראה אוה״ת פ׳ תזריע ע׳רנב, ושם כרך ב ע׳ תקכח].
- 5רק נגד ז״ת · באוה״ת פ׳ זכור ע׳ א׳תשעה: ”ולא נגד ג״ר דהיינו שאין בהם היכל נגד היכל ק״ק דקדושה” ע״ש.
- 6וכמבואר מההיכלות . . בהיכל ק״ק · ראה באוה״ת על מגילת אסתר ע׳ ב׳רסה דהיכל קדה״ק הוא כסה״כ שלמעלה, כמ״ש בע״ח, ומבואר ג״כ בסידור בדרוש שאחר עלינו לשבח המתחיל ביאור למ״ש בסש״ב פנ״ב נ״ג. ולקמן ק, ד.
- 7בפ׳ קדש ולזכרון בין עיניך · Exodus 13:9
- 8שפ׳ קדש היא בחי׳ חכמה · ראה לקמן פו, ג. פז, ב. צב, ד.
- 9במלחמת עמלק לא תשכח · Deuteronomy 25:19
- 10חסד דרועא ימינא · Tikkunei Zohar, Patach Eliyahu · 17a:16–17
- 11צרכי עמך ישראל מרובים ודעתם קצרה · Berakhot 29b:14
Perché Samael fallì ¶11–13
11ולתאוה יבקש נפרד1 כו׳. ואעפ״כ [ואף על פי כן] וירא כי לא יכול לו2 מפני שיעקב הוא3 י׳ עקב היינו הארת יסוד אבא4
«Chi è separato cerca il desiderio», ecc. E tuttavia «vide che non poteva prevalere su di lui», perché Yaakov è yud-eikev (una yud [e] un tallone), cioè l’illuminazione del fondamento (Yesod) di Abba,
Il versetto di Mishlei mostra che la separazione genera desiderio: è così che Samael cerca di trascinare Yaakov verso il basso. Eppure l’angelo «non poteva prevalere», perché il nome Yaakov si legge yud-eikev, una yud e un tallone: la yud, la sapienza (Chochmah), che si estende fino al tallone, il quale è la luce di Yesod di Abba, il canale della Chochmah.
שהוא שרש האצי׳ שיעקב הוא שהמשיך כל בחי׳ עקודים נקודים5 כו׳ שהיו תחלה תחת ממשלת לבן.
che è la radice del Mondo dell’Emanazione (Atzilus); poiché Yaakov è colui che ha fatto discendere tutti i livelli di Akudim [«legati»], Nekudim [«punti»], ecc., che inizialmente erano sotto il dominio di Lavan.
Yesod di Abba è la radice di Atzilus, e Yaakov fece discendere le luci di Akudim e Nekudim, cui alludono le greggi striate e macchiate che acquisì. Quei livelli erano stati inizialmente sotto il dominio di Lavan, figura della scorza (kelipah).
Il paragrafo spiega perché Samael non poté sopraffare Yaakov: la radice di Yaakov è in Yesod di Abba, il canale della Chochmah superna, al di sopra degli attributi emotivi, dove la kelipah può fare presa.
Il Likkutei Torah su Balak, citando questo maamar, aggiunge, citando Etz Chaim e Otzros Chaim, che Yaakov fu formato dal retro di Abba, che non cadde nella Frantumazione, e perciò «Yaakov non morì»; quindi la raffinazione delle scintille avviene tramite lui. L’Hemshech Mayim Rabbim 5636 spiega «chi è separato cerca il desiderio»: la conoscenza (Daas) forte è adesione, e chi è legato non brama.
Marei mekomos
- 1ולתאוה יבקש נפרד · Proverbs 18:1
- 2וירא כי לא יכול לו · Genesis 32:26
- 3שיעקב הוא י׳ עקב · ראה קהלת יעקב ערך ישראל. ומסומן לעיל כה, ג.
- 4היינו הארת יסוד אבא · בלקו״ת בלק עב, ג מציין לכאן. וזהו ענין התפלה שהוא המשכת הדעת שמבחי׳ יסוד אבא — לקו״ת בלק עא, ד.
- 5עקודים נקודים · Genesis 31:10
Lavan aveva due figlie, Leah e Rachel, e Yaakov le elevò alla santità, ecc. Anche nei suoi attributi emotivi (middos) fu trasmesso l’autoannullamento (bittul) proveniente dalle facoltà intellettive (mochin) di Abba.
Le figlie di Lavan, Leah e Rachel, rappresentano livelli che erano sotto il dominio della scorza (kelipah), e Yaakov le elevò alla santità sposandole. Anche le emozioni di Yaakov furono permeate dal bittul proveniente dai mochin di Abba.
ולא יכול לנגוע רק בכף הירך2 שהיא השפעה שממנו ולחוץ ששם הארת הבטול מועטת כנודע שכליו׳ [שכליות] מבשלין הזרע שנעשה גשמיות כו׳.
E non poté toccare altro che la cavità della coscia, cioè il flusso che da lui si dirige verso l’esterno, dove l’illuminazione del bittul è tenue; infatti, come è noto, i reni fanno maturare il seme, che diventa fisico, ecc.
Samael poteva raggiungere soltanto la «cavità della coscia», il flusso che da Yaakov si dirige verso gli altri, dove il bittul brilla solo debolmente. L’Alter Rebbe lo paragona ai reni, che fanno maturare il seme: è il punto in cui ciò che era spirituale diventa fisico.
Il paragrafo spiega perché Samael poté colpire soltanto la coscia di Yaakov: tutti gli attributi interiori di Yaakov erano permeati di bittul, e soltanto il flusso verso l’esterno era abbastanza debole da poter essere raggiunto.
Questo riprende il paragrafo 5: il bittul è più forte nell’intelletto, meno forte nelle emozioni e più debole nella vittoria (Netzach) e nello splendore (Hod), l’estensione verso l’esterno. La coscia, Netzach, è dunque il punto in cui Samael poteva colpire; per questo la profezia, che fluisce da Netzach, fu danneggiata (paragrafo 1).
Marei mekomos
- 1וללבן שתי בנות לאה ורחל · Genesis 29:16
- 2בכף הירך · Genesis 32:26
13ובזה טעה הס״מ [הסמאל]1 שכסבור שיעקב אינו אלא מרכבה לחג״ת [לחסד גבורה תפארת] אבל באמת שרש יעקב ויסודתו בהררי קדש2 חכ׳ [חכמה] עלאה יסוד אבא מוח הזכרון כו׳
E in questo sbagliò Samael, poiché pensava che Yaakov fosse soltanto un carro per la benevolenza (Chesed), il rigore (Gevurah) e la bellezza (Tiferes); ma in verità la radice di Yaakov e il suo «fondamento sui monti santi» è la sapienza (Chochmah) superiore, il fondamento (Yesod) di Abba, la facoltà della memoria, ecc.
L’errore di Samael fu pensare che Yaakov fosse soltanto il Carro degli attributi emotivi, ambito in cui la scorza (kelipah) può fare presa. In realtà, la radice di Yaakov si trova nei «monti santi», nella Chochmah superiore, nel Yesod di Abba, la facoltà della memoria, dove la kelipah non ha alcuna presa.
והנה מלחמה זו היא בזלעו״ז [בזה לעומת זה] בבחי׳ דכר דקליפה שכנגד ז״א3 ועד״ז יש זלעו״ז [זה לעומת זה] בבחי׳ מל׳ דקליפה כו׳.
Ora, questa battaglia è «uno di fronte all’altro» al livello del maschile della kelipah, corrispondente all’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin); e, analogamente, vi è «uno di fronte all’altro» al livello della sovranità (Malchus) della kelipah, ecc.
Questa battaglia si svolse al livello di Zeir Anpin, il lato maschile degli attributi, con la sua controparte nella kelipah. L’Alter Rebbe osserva che vi è una battaglia parallela al livello di Malchus, il lato femminile, che il paragrafo successivo spiega.
Il paragrafo riassume perché Samael fallì: aveva valutato male la radice di Yaakov; inoltre introduce un secondo fronte della battaglia, al livello di Malchus.
La nota di Or HaTorah su Zachor osserva che porre il maschile della kelipah di fronte a Zeir Anpin è diverso dalla spiegazione del Ramaz all’inizio di Vayakhel.
Marei mekomos
- 1ובזה טעה הס״מ · ראה אוה״ת פ׳ בלק ע׳ א׳יג.
- 2ויסודתו בהררי קדש · Psalms 87:1
- 3בבחי׳ דכר דקליפה שכנגד ז״א · ראה באוה״ת פ׳ זכור ע׳ א׳תשעה שזה נגד פי׳ הרמ״ז ר״פ ויקהל ע״ש.
Terra, polvere e l’elevazione della polvere ¶14
14וזהו ההפרש שבין עפר לאבק שנז׳ [שנזכר] בזוהר1 כי הנה ד׳ יסודות ארמ״ע [אש רוח מים עפר] העפר היא תחתונה שבכולם ואש רוח מים הם הגבוהים יותר
E questa è la differenza tra afar (terra) e avak (polvere), menzionata nello Zohar. Dei quattro elementi — fuoco, aria, acqua e terra — la terra è il più basso di tutti, mentre il fuoco, l’aria e l’acqua sono più elevati.
Lo Zohar contrappone due parole ebraiche per indicare il suolo, afar (terra) e avak (polvere), e ora l’Alter Rebbe spiega la differenza. Dei quattro elementi classici, la terra è il più basso, mentre gli altri tre sono più elevati.
ואעפ״כ [ואף על פי כן] כולם אין מצמיחים פירות רק הכל היה מן העפר.2 והטעם כי העפר הוא מבחי׳ מל׳. ומן העפר אשר יהיה בקרקע המשכן.3
E tuttavia nessuno di essi fa germogliare frutti, ma tutto proviene dalla terra. La ragione è che la terra appartiene al livello di Malchus. [Come è scritto:] «E della terra che sarà sul pavimento del Mishkan [Santuario]».
Eppure nessuno degli elementi più elevati fa germogliare frutti: «tutto proviene dalla terra», come dice Koheles, perché la terra corrisponde a Malchus, l’ultima Sefirah, la fonte di tutto ciò che viene a esistere nei mondi inferiori. Il versetto sulla terra proveniente dal pavimento del Mishkan, usata nel rito della sotah, è citato come un altro riferimento alla terra santa.
ובקדושה היא בחי׳ התכללות ונעוץ תחלתן בסופן דייקא וכנודע מ״ש אני ראשון ואני אחרון4 שהמל׳ הוא כתר אנ״י אותיות אי״ן5 (והחכמה מאין תמצא6 כי אי״ן הוא בחי׳ כתר)
E nella santità vi è la qualità dell’inclusione reciproca, e «il loro inizio è incuneato proprio nella loro fine»; come è noto a proposito di ciò che è scritto: «Io sono il primo e Io sono l’ultimo»: Malchus è la Corona (Keser), poiché ani («io») è composto dalle stesse lettere di ayin («nulla») (e «Chochmah viene da ayin», poiché ayin è il livello di Keser).
Nella santità, il livello più basso è legato a quello più elevato, come afferma Sefer Yetzirah: «il loro inizio è incuneato nella loro fine». Così Malchus, l’«ultimo», ha le sue radici in Keser, il «primo»: la parola ani, «io», usata per Malchus, ha le stesse lettere di ayin, «nulla», il termine riferito a Keser.
הוא כתר שהוא הממוצע בין המאציל לנאצלים להיות מאין יש ולכן יש כח זה גם להמל׳ הוא בחי׳ עפר להצמיח כל צמח האדמה בגשמיות
Questo è Keser, che è l’intermediario tra l’Emanatore e gli emanati, affinché vi sia qualcosa dal nulla. Perciò anche Malchus possiede questa forza: è il livello della terra, che fa germogliare fisicamente ogni pianta del suolo.
Keser è il ponte tra D‑o e ciò che Egli emana, il punto in cui qualcosa viene dal nulla. Poiché Malchus ha le sue radici in Keser, condivide questa forza creatrice, che si manifesta fisicamente nella capacità della terra di far crescere le piante.
וגם ברוחניות יש כח להמל׳ שהוא סוף המדרגו׳ [המדרגות] מקור אתדל״ת [אתערותא דלתתא] להיות אתדל״ע [אתערותא דלעילא] להמשיך אור הי״ס [הי׳ ספירות] כו׳
Anche sul piano spirituale Malchus, che è l’ultimo dei livelli, possiede la forza di essere la fonte di un risveglio dal basso (isarusa dilesata), affinché vi sia un risveglio dall’Alto (isarusa dileila) che attiri verso il basso la luce delle dieci Sefiros, ecc.
Anche sul piano spirituale Malchus, il livello più basso, possiede la forza di dare inizio: da essa proviene il risveglio dal basso che suscita il risveglio dall’Alto e attira verso il basso la luce di tutte le dieci Sefiros.
משא״כ אבק הוא דאשתאר מן נורא7 כמשל העצים שדולקים באש שהאש שואב יסוד אר״מ [אש רוח מים] שבתוכו
Non così è per avak (polvere), che è «ciò che rimane del fuoco», come nell’esempio della legna che brucia nel fuoco: il fuoco richiama a sé gli elementi di fuoco, aria e acqua che sono al suo interno.
Avak, la polvere, è diversa: lo Zohar la definisce «ciò che rimane del fuoco». Quando la legna brucia, il fuoco richiama a sé gli elementi di fuoco, aria e acqua che contiene.
ולא נשאר אלא יסוד העפר8 שהוא האפר ואפר זה הוא אינו מצמיח כמו עפר (שמצמיח מעצמו אלא זורעין בו ומצמיח שלכן הוא כשר לכסוי הדם)9
E non rimane che l’elemento della terra, ossia la cenere; e questa cenere non fa crescere le cose come la terra (che le fa germogliare da sé; invece, [con la cenere] vi si semina ed essa fa germogliare, ed è per questo che è idonea a coprire il sangue).
Rimane soltanto l’elemento della terra, la cenere, che non possiede la forza della terra di far crescere le cose da sé. La parentesi aggiunge un dettaglio halachico: ciò che viene seminato nella cenere cresce comunque e, per questa ragione, essa è considerata suolo ai fini della copertura del sangue di un uccello o di un animale selvatico macellato.
כך עד״מ מל׳ דקליפה היא אחר גמר כל הבירורים שעיקר הויות הקליפות הוא ע״י שבה״כ [שבירת הכלים] ומה שנברר תחלה היותר מובחר הוא נעשה אצי׳ והנשאר נעשה בריאה כו׳
Così, per analogia, la Malchus della scorza (kelipah) viene dopo il completamento di tutti i raffinamenti. Infatti, la formazione delle kelipos avviene principalmente attraverso la Frantumazione dei Recipienti; ciò che fu raffinato per primo, la parte più pregiata, divenne Atzilus, mentre ciò che rimase divenne Beriah, ecc.,
L’analogia è questa: la Malchus della kelipah è ciò che rimane dopo che tutti i raffinamenti sono stati completati. Le kelipos vennero all’esistenza attraverso la Frantumazione dei Recipienti di Tohu; quando le scintille cadute furono selezionate, le più raffinate divennero Atzilus, quelle successive Beriah, e così via discendendo.
עד שהמדרגה התחתונה סוף כל הבירורים מה שא״א עוד לברר שם הם הקליפות
fino al livello più basso, al termine di tutti i raffinamenti: ciò che non è più possibile raffinare; lì si trovano le kelipos (scorze).
In fondo si trova ciò che non ha potuto essere raffinato affatto. Questo residuo sono le kelipos.
ולא נשאר בהם אלא חיות מועט כמו אבק שכשזורעין בו עכ״פ [על כל פנים] מצמיח (ומ״מ אינו כמו עפר שמצמיח מעצמו ואם זורעים בו מצמיח בו כהנה וכהנה)
E in esse rimane soltanto una minima forza vitale, come nell’avak (polvere), che, quando vi si semina, fa comunque germogliare; eppure non è come la terra, che fa crescere da sé e che, se vi si semina, fa crescere in sé molte volte tanto.
In esse rimane soltanto una traccia di forza vitale, come nella polvere, che fa crescere qualcosa solo quando vi si semina. È ben diversa dalla terra, che fa crescere da sé e moltiplica molte volte ciò che vi viene seminato.
וחיות הזה הוא ג״כ רק בזמן הגלות אבל לע״ל [לעתיד לבוא] ואת רוח הטמאה אעביר כו׳. ולא יהיה להם חיות מכל וכל.
Anche questa forza vitale esiste soltanto durante l’esilio; ma nel Tempo Futuro: «E allontanerò lo spirito d’impurità», ecc., ed esse non avranno alcuna forza vitale.
Anche questa traccia di vita dura soltanto durante l’esilio. In futuro lo spirito d’impurità sarà rimosso e le kelipos non avranno alcuna forza vitale.
וע״ז ארז״ל [אמרו רבותינו זכרונם לברכה] העלו אבק עד כה״כ [כסא הכבוד]10 היא מל׳ דאצי׳ שגם בחי׳ אבק נתכלל למעלה11 ע״י הבירור של יעקב
E a proposito di questo i nostri Saggi, di benedetta memoria, dissero: «Sollevarono polvere fino al Trono della Gloria», che è la sovranità (Malchus) del Mondo dell’Emanazione (Atzilus): poiché anche il livello dell’avak fu incluso in Alto attraverso il raffinamento di Yaakov;
Il Talmud dice che quando Yaakov e l’angelo lottarono «sollevarono polvere fino al Trono della Gloria», e l’Alter Rebbe interpreta il Trono come Malchus di Atzilus. Attraverso il lavoro di raffinamento di Yaakov, persino il livello più basso, la polvere, fu elevato alla santità.
כמו שכאשר ויאבק איש עמו גם יעקב נתחזק ובירר ממנו (והעלו ל׳ [לשון] רבים לפי שהבירור היה ע״י שניהם יעקב הוא המברר וס״מ [וסמאל] הוא המתברר כו׳)
proprio come, quando «un uomo lottò con lui», anche Yaakov si rafforzò a sua volta e raffinò qualcosa che proveniva da lui (e «sollevarono» è al plurale perché il raffinamento fu compiuto da entrambi: Yaakov è colui che raffina e Samael è colui che viene raffinato, ecc.).
Quando l’angelo lottò con Yaakov, Yaakov si rafforzò e raffinò qualcosa che proveniva dal suo avversario. Il plurale «sollevarono» usato dal Talmud si adatta a questo: entrambi vi presero parte, Yaakov come colui che raffina e Samael come colui che viene raffinato.
וכמו שחבק הס״מ [הסמאל] ידיו חו״ג [חסד וגבורה] על גופו של יעקב כך חבק ידיו יעקב חו״ג [חסד וגבורה] שלו על גופו של ס״מ [סמאל]
E proprio come Samael cinse il corpo di Yaakov con le sue braccia, la benevolenza (Chesed) e il rigore (Gevurah), così Yaakov cinse il corpo di Samael con le proprie braccia, la sua Chesed e la sua Gevurah;
L’abbraccio agì in entrambe le direzioni. Samael avvolse Yaakov con la sua Chesed e la sua Gevurah, e Yaakov avvolse Samael con la propria Chesed e la propria Gevurah.
כי כן דרך המתאבקים במלחמה וכך הוא דרך מלחמת היצה״ר [היצר הרע] כמארז״ל [כמאמר רבותינו זכרונם לברכה] לעולם ירגיז12 כו׳ ולכן גדול כח התשובה (כי הבירור היינו ענין תשובה כו׳)
perché questo è il modo in cui lottano coloro che combattono corpo a corpo. E così si svolge la guerra contro l’inclinazione al male, come dissero i nostri Saggi, di benedetta memoria: «Una persona deve sempre incitare», ecc. Perciò grande è la forza del ritorno (teshuvah) (poiché il raffinamento è proprio la questione della teshuvah, ecc.),
Così combattono coloro che lottano corpo a corpo, e così una persona combatte anche contro l’inclinazione al male: il Talmud consiglia di incitare sempre l’inclinazione al bene contro quella al male. Questo raffinamento è l’essenza della teshuvah, ed è per questo che la sua forza è così grande.
ובמקום שבע״ת [שבעלי תשובה]13 כו׳14 דמשכין לי׳ בחילא יתיר15 כו׳ והיינו מלחמת זלעו״ז [זה לעומת זה] דז״א ועד״ז מתברר גם האבק במלחמת זלעו״ז [זה לעומת זה] דנוק׳ [דנוקבא]
e «nel luogo in cui i baalei teshuvah [stanno]», ecc., poiché fanno discendere la Divinità con forza maggiore, ecc. Questa è la guerra dell’«uno di fronte all’altro» dell’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin); e analogamente anche l’avak viene raffinato nella guerra dell’«uno di fronte all’altro» della dimensione femminile / Malchus (Nukva),
I baalei teshuvah [coloro che hanno fatto ritorno] si trovano dove neppure i giusti perfetti possono stare, poiché fanno discendere la Divinità «con forza maggiore», attraverso la forza del desiderio trasformato. Questa è la battaglia al livello di Zeir Anpin; vi è una battaglia corrispondente al livello di Nukva (Malchus), nella quale viene raffinata la polvere.
come è detto nello Zohar a proposito di «con tutto il tuo cuore (levavcha)»: «con le tue due inclinazioni; questo è il mistero», ecc. E l’avak [polvere] è la sovranità (Malchus) del kelipah.
Lo Zohar legge «con tutto il tuo cuore», scritto levavcha con una bet doppia, come «con le tue due inclinazioni», quella buona e quella cattiva. La polvere di cui si parla qui è la Malchus del kelipah.
עלה עד כסה״כ [כסא הכבוד]18 מל׳ דקדושה שמבחי׳ מל׳ הוא שמשתלשל מעולם ועד עולם עד מל׳ דעשי׳ [דעשיה] להיות מקור האבק כי משם יפרד כו׳
Salì fino al Trono della Gloria, Malchus della santità; poiché è dal livello di Malchus che [la luce] discende di mondo in mondo, fino alla Malchus del Mondo dell’Azione (Asiyah), per essere la fonte dell’avak, poiché da lì si dirama, ecc.;
La polvere salì fino al Trono della Gloria, Malchus della santità, perché la polvere stessa ha la propria fonte in Malchus: Malchus discende di mondo in mondo, fino alla Malchus di Asiyah, e da lì si dirama il regno della separazione. Così la polvere ritorna alla propria radice.
כי ז״א ונוק׳ [ונוקבא] דקליפה נגד ז״א ונוק׳ [ונוקבא] דקדושה והבירור הוא להיות מל׳ דקליפה נכללת במל׳ דקדושה וז״א בז״א דקדושה כו׳:
poiché l’insieme delle qualità emotive (Zeir Anpin) e la dimensione femminile / Malchus (Nukva) del kelipah stanno di fronte a Zeir Anpin e Nukva della santità, e il raffinamento consiste nel fatto che la Malchus del kelipah sia inclusa nella Malchus della santità, e Zeir Anpin nel Zeir Anpin della santità, ecc.
Zeir Anpin e Nukva del kelipah rispecchiano quelli della santità, e il raffinamento consiste nel reintegrare ciascuno nel proprio corrispettivo santo. La Malchus del kelipah è inclusa nella Malchus della santità, e Zeir Anpin del kelipah nel Zeir Anpin della santità.
Il paragrafo conclusivo utilizza la contrapposizione dello Zohar tra la terra fertile e la polvere sterile per descrivere la Malchus della kelipah, e mostra come la lotta di Yaakov, al pari del servizio del ritorno (teshuvah), abbia elevato perfino quella polvere al Trono di Gloria.
Or HaTorah su Iyov, citato nella nota Kehot, spiega che questo maamar tratta del raffinamento dall’Alto verso il basso, nel quale la polvere è lo scarto spinto verso il basso, come la rimozione delle ceneri dall’altare. Sefer HaErchim-Chabad osserva che Likkutei Torah (Ki Seitzei) identifica la polvere con le tre kelipos totalmente impure al di sotto di kelipas nogah, mentre Or HaTorah su Shir HaShirim la spiega come la Malchus di kelipas nogah.
Marei mekomos
- 1ההפרש שבין עפר לאבק שנז׳ בזוהר · ח״א קע, א. עפר דכל איבין נפקין מינה אבל אבק אינו מצמיח, וכן אפר אינו מצמיח בטוב, רק מעט מזעיר דאפר הוא מה דאשתאר מנורא — ד״ה זה יתנו תרנ״ח ע׳ קכח. ראה בסה״מ תקס״ו (הוצאה הראשונה) ע׳ פח. ובאוה״ת בראשית כרך ג תקכו, ב. אוה״ת חקת ע׳ תשעא. שה״ש כרך ב ע׳ תשיט ואילך. כרך ג ע׳ תתעא. ובאוה״ת לאיוב ע׳ תרנז שכאן מיירי בבירור שמלמעלה למטה ואז האבק הוא הפסולת שנדחה למטה, וכענין הוצאת הדשן מהקרבנות ע״ש. עיין באוה״ת וישלח כרך ז תתלא, ב. ראה בסה״מ תרל״ט ע׳ נא. בלקו״ת שמע״צ עט, ד. אוה״ת חקת כרך ג ע׳ תשס ואילך ע׳ תת. תתמ — מציינים לכאן.
- 2הכל היה מן העפר · Ecclesiastes 3:20
- 3ומן העפר אשר יהיה בקרקע המשכן · Numbers 5:17
- 4אני ראשון ואני אחרון · Isaiah 44:6
- 5אני אותיות אין · ראה מאו״א אות א סעי׳ ס.
- 6והחכמה מאין תמצא · Job 28:12
- 7דאשתאר מן נורא · Zohar I, 170a
- 8כמשל העצים שדולקים באש . . ולא נשאר אלא יסוד העפר · ראה אגה״ק סי׳ טו (קכא, ב) ובליקוט פי׳ שם.
- 9שלכן הוא כשר לכסוי הדם · Chullin 88b:9–12
- 10העלו אבק עד כה״כ · Chullin 91a:18–19
- 11שגם בחי׳ אבק נתכלל למעלה · ראה לקו״ת תצא לט, ד. ר״ה סא, ד.
- 12לעולם ירגיז · Berakhot 5a:2
- 13ובמקום שבע״ת · Berakhot 34b:22–23
- 14ובמקום שבע״ת כו׳ · נסמן לעיל כא, ג.
- 15דמשכין לי׳ בחילא יתיר · Zohar I, 129b
- 16וכמ״ש בזהר ע״פ בכל לבבך · Zohar II, 26b
- 17והאבק הוא מל׳ דקליפה · בספר הערכים-חב״ד כרך א בערך אבק טור סג הערה 5 מציין שבלקו״ת תצא לט, ד מפורש שהוא ענין גקה״ט שלמטה מנוגה, ובאוה״ת שה״ש כרך ב ע׳ תשיט מבאר שאבק הוא מל׳ דקליפת נוגה. וראה גם באוה״ת פ׳ ויצא תתמד, ב. וראה בספר החקירה צג, ב ערך אבק.
- 18והאבק . . עלה עד כסה״כ · ראה אוה״ת בשלח ע׳ תלו. תנג.
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Nell’avodah
L’amore provato durante la preghiera svanisce quando gli occhi si aprono al mondo, perché è diventato interiore e circoscritto; soltanto ciò che permane in forma avvolgente, radicato nel bittul della mente, respinge le forze esterne. L’inclinazione al male fa presa quando la conoscenza (Daas) si indebolisce e i bisogni si moltiplicano. La risposta è lottare come fece Yaakov: suscitare il bene contro il male e accogliere la lotta, trasformandola in teshuvah, che attira la santità verso il basso «con forza maggiore».
Domande di discussione
- Se le kelipos traggono tutta la loro forza vitale dalla santità, che cosa rende loro possibile muoverle guerra?
- Perché il ragno «nei palazzi del re» illustra la speranza della kelipah di attingere direttamente dalla Luce Infinita?
- Perché l’intelletto è protetto dalla kelipah mentre le emozioni ne sono esposte, e in che modo questo spiega perché l’amore provato durante la preghiera svanisce in seguito?
- Quale fu l’errore di Samael riguardo a Yaakov, e perché poté colpire soltanto l’incavo della coscia?
- In che modo la differenza tra terra e polvere spiega che cosa significa che Yaakov e l’angelo «elevarono la polvere fino al Trono della Gloria»?